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Sky, Ugolini: “Confermato il ritiro in vista del Cagliari, anche Giuntoli è tornato a Castel Volturno”

Massimo Ugolini, giornalista di Sky Sport, è intervenuto in diretta da Castel Volturno ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco quanto evidenziato:

“Il Napoli quando deve affrontare i big match non ricorre al ritiro, lo fa quando gioca con avversari di medio livello. E’ tutta una questione di mentalità, ora la formazione è in campo per la seduta pomeridiana. E’ tornato anche il direttore Giuntoli che ieri ha assistito a Monaco-Juventus a Montecarlo”.

Il Mattino- Restyling San Paolo, sediolini più grandi e 7 mila posti in meno

Il Mattino- Restyling San Paolo, sediolini più grandi e 7 mila posti in meno

Ai microfoni di Radio Marte, il giornalista del Mattino Luigi Roano ha dichiarato: “Quando saranno fatti tutti i lavori per i nuovi sediolini, verranno persi 6-7mila posti, perché saranno più larghi. I nuovi sediolini  dovrebbero essere installati prima in curva A, ma questo verrà deciso anche insieme a De Laurentiis”. 

Hamsik, l’ entourage: “Ha un piccolo problema muscolare. Vorrebbe giocarle tutte, deciderà con lo staff azzurro”

Martin Petras, membro dell’ entourage di Marek Hamsik, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc nel corso di Si Gonfia la Rete. Ecco quanto evidenziato:

“Ha giocato più di cinquanta gare con la maglia della Slovacchia, di certo non sono poche. Ha un problemino, deciderà lo staff medico del Napoli se farlo scendere in campo o meno sabato contro il Cagliari. Di sicuro faranno quella che è la scelta migliore. Cagliari? Sulla carta la gara può apparire semplice, ma in Serie A partite così non esistono. Per Marek potrebbe essere la giusta partita per riposare e essere al top per il finale di stagione. Lui vorrebbe sempre giocare, deciderà insieme allo staff azzurro.
Scudetto? La squadra è forte, di sicuro si giocherà il titolo anche la prossima stagione. L’ anno prossimo potrebbe essere quello giusto, il sogno di Marek e dei tifosi azzurri”.

Kiss Kiss – Il Napoli vuole Szczesny, pronto l’ assalto ma l’ operazione non è semplice

Valter De Maggio è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss, nel corso della trasmissione Radio Gol, rilasciando alcune dichiarazioni:

“Il Napoli vuole a tutti i costi Szczesny, il portiere ha un altro anno di contratto con l’ Arsenal. Domani è previsto un incontro tra i suoi agenti e la società per decidere il suo futuro. E’ chiaro che si tratta di un’ operazione non facile ma la società continuerà a lavorare, da domani ancora di più.
Altro profilo seguito è quello di Patrik Schick, dicono sia un talento. Si monitorano anche alcuni esterni ma non si esclude che possa restare anche Ghoulam”.

Albiol: “Secondo posto obbiettivo fondamentale, dobbiamo vincere le restanti partite. Champions? Ora tifo Real”

Raul Albiol, difensore azzurro, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, emittente ufficiale della società partenopea:

“Contro l’Inter abbiamo fatto una gara perfetta, senza lasciare nulla all’ avversario. Dobbiamo continuare così, cercando di vincere le ultime quattro partite e sperare in un passo falso della Roma. Vogliamo evitare il preliminare perché è sempre difficile giocare ad agosto. Anche per la società è importante il secondo posto, come ho detto dobbiamo cercare di vincere le restanti partite e aspettare”.

Sul Cagliari: “Hanno fatto una buona stagione, è una squadra che segna tanti gol. Verranno al San Paolo senza alcuna pressione, dovremo stare attenti dall’ inizio. Vogliamo vincere e conquistare i tre punti, non possiamo perdere neanche un punto per strada”.

Sulla crescita della squadra: “Stiamo facendo dei passi in avanti importanti. L’ anno scorso abbiamo fatto un grande campionato, questa stagione siamo migliorati. Se continuiamo così l’anno prossimo saremo più vicini alla Juventus. Per vincere lo scudetto servono circa 95 punti, dobbiamo pensare a questo”.

Sulla Champions League: “Giocare gli ottavi contro il Real Madrid è stata una bellissima esperienza. Peccato essere usciti agli ottavi, sono partite che ci aiutano a crescere. Eventuale finale Juventus-Real Madrid? Chiaramente farei il tifo per i miei ex compagni. Ormai noi siamo usciti dalla competizione, quindi spero che il Real possa conquistare per la dodicesima volta questo trofeo”.

Su Tonelli, Chiriches e Maksimovic: “Tutti e tre sono difensori di grandissimo livello, ognuno di loro può fare il titolare in questa squadra. In questo senso Sarri ha un compito difficile e facile: chiunque scende in campo gioca ad ottimi livelli, ma nello stesso tempo si lasciano in panchina difensori forti”.

Carlo Ametrano premiato da Bruno Grotti per il suo libro

Castellammare di Stabia – Alcuni giorni fa vi avevamo già parlato del premio (clicca qui) che Carlo Ametrano avrebbe ricevuto ad Imola durante il suo annuale pellegrinaggio all’autodromo di Imola. Viaggio che compie da diversi anni in occasione dell’anniversario dell’incidente in cui in cui il campione di Formula Uno Ayrton Senna persa la vita.

La passione che Carlo Ametrano prova per l’asso brasiliano della Formula Uno, lo ha portato a realizzare il suo primo libro che ha girato il mondo. Proprio per aver realizzato quest’opera, lo scrittore stabiese, è stato premiato alla manifestazione dedicata al pilota ricevendo una targa dalle mani del commissario di pista Bruno Grotti che ha iniziato a seguire il pilota di San Paolo da quando in Formula 3 già faceva vedere le sue enormi doti. Gli ha consegnato personalmente la targa con su scritto “A Carlo Ametrano per il successo del libro ‘Ayrton … per sempre nel cuore’ con stima ed amicizia Bruno Grotti Ufficiale di gara Imola”.

“Ayrton … per sempre nel cuore” non può essere considerato un semplice libro ma deve essere visto come un tributo che Carlo ha voluto realizzare mettendo tutta la sua dedizione possibile e la passione nei confronti dell’intramontabile mito di Senna.

Ayrton Senna è un personaggio che va al di là del mondo della Formula Uno e chi lo ha conosciuto personalmente difficilmente lo dimenticherà.

Proprio Bruno Grotti conferma questa nostra tesi, quando al microfono di Carlo Ametrano ci confessa che lo ricorda specialmente perché come pilota andava forte, ma come uomo andava ancora di più, di lui sono state scoperte alcune cose solo dopo l’incidente.

Appuntamento alla prossima iniziativa di Carlo Ametrano perché siamo sicuri che lui non si fermerà né ora e né mai!

Juve Stabia, dopo #MiPiaciTu domenica ci sarà #Colore&Passione

Il campionato regolare della Juve Stabia volge al termine, con l’ultima partita casalinga con il Taranto si punterà a farsi trovare pronti per il play off. Play off che quest’anno può essere considerato un mini campionato in cui 28 squadre si daranno battaglia per l’ultimo posto libero per accedere alla serie cadetta. Nella migliore delle ipotesi saranno altri sette incontri in poco più di un mese.

La Juve Stabia comprende bene che dopo un girone di ritorno non proprio esaltante, bisogna caricare l’ambiente avvicinando alla squadra quanti più tifosi è possibile. Nel precedente turno casalingo l’iniziativa #MiPiaciTu, con la riduzione del prezzo del biglietto per il settore curva, non ha portato i risultati sperati, anche perchè le vespe erano reduci da due sconfitte consecutive. Ora la situazione è diversa, dopo le due vittorie consecutive (F. Andria e Akragas n.d.a.) l’entusiasmo sembra ritornare sul viso e nell’umore dei tifosi gialloblè.

Proprio per farvorire l’accesso allo stadio soprattutto dei tifosi più giovani e delle donne la Juve Stabia ha pensato di ridurre ulteriolmente il prezzo dei biglietti.

Questo è il comunicato della società stabiese:

S.S. Juve Stabia invita i propri tifosi a gremire il “Menti” nell’ultima gara della regular season. Stringiamoci intorno alla squadra facendo tornare il nostro stadio il nostro fortino, in vista di un play off da affrontare insieme con il calore, il colore e la passione di ogni cuore gialloblù.

Per la gara Juve Stabia-Taranto sarà valida l’iniziativa #Colore&Passione, con l’applicazione di prezzi popolari per tutti i settori dello Stadio “Romeo Menti” e tagliandi ridotti per donne e Under 12, che potranno accedere ad ogni settore al costo di 3€.

Inoltre, in collaborazione con il Forum dei Giovani, S.S. Juve Stabia ha riservato agli Under 22 un’ulteriore agevolazione, con tagliandi del settore Curva San Marco in vendita al costo promozionale di € 2, compresi diritti di prevendita, esclusivamente presso il Forum dei Giovani di Castellammare di Stabia, sito al Palazzetto del Mare in Via Bonito 3.

Di seguito giorni e orari di apertura al pubblico per la vendita dei ticket promozionali per gli Under 22:

Mercoledì, Giovedì e Venerdì: 18.00-20.00
Sabato: 15.00-17.00

S.S. Juve Stabia rende noto che sono disponibili in prevendita, fino alle ore 17,30 del 7 maggio, i tagliandi di ingresso per assistere alla gara Juve Stabia-Taranto, che si disputerà domenica 7 maggio alle ore 17,30 presso lo Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, valevole per la 38a giornata del Girone C della Lega Pro Divisione Unica 2016/2017. In occasione di questa gara, resterà chiusa la Tribuna Varano (distinti).

Di seguito i prezzi dei tagliandi:

Curva San Marco € 5 compresi diritti di prevendita
Tribuna Quisisana (scoperta) € 7 compresi diritti di prevendita
Tribuna Monte Faito (coperta) € 7 compresi diritti di prevendita
Ridotti, tutti i settori (per donne e Under 12) € 3 compresi diritti di prevendita

I tagliandi potranno essere acquistati esclusivamente presso i punti vendita abilitati che qui di seguito riepiloghiamo:

Bar Dolci Momenti – Via Cosenza
Bar Gialloblù – Viale Europa
Light Break – Corso Vittorio Emanuele
Centro Ricreativo Juve Stabia – Via Bonito
Agenzia B2875 Via Tavernola 113
Asa Gaetano Musella Via G.Cosenza 293

S.S. Juve Stabia

Juve Stabia vs Taranto FORUM DEI GIOVANI

Bonus mamma, 800 euro per le nascite e adozioni

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Con un tweet Maria Elena Boschi ieri ha annunciato che da oggi è possibile inviare le domande per ottenere il premio di 800 euro per la nascita o l’adozione di un minore, previsto dalla legge di bilancio per il 2017.

Dopo il cambio di marcia sul congedo parentale per i papà, il «bonus mamma» arriva come una buona notizie per tutte quelle coppie che vogliono allargare la famiglia.

IL BONUS viene concesso in un’unica soluzione (una tantum) ed è legato al numero dei figli nati o adottati.

Ad esempio nel caso due figli, alla neomamma andrebbero 1.600 euro.

CHI NE HA DIRITTO

L’Inps rassicura i genitori sottolineando che non c’è alcun limite di reddito. Quindi  tutte le mamme residenti in Italia, di cittadinanza italiana o comunitaria (e le non comunitarie in possesso di status di rifugiato politico o con permesso di soggiorno Ue per lungo periodo) che hanno partorito nel 2017 e le gestanti che hanno terminato il settimo mese di gravidanza possono richiederlo. Questo vale anche in caso di adozione o di affido di un minore avvenuti dopo il primo gennaio 2017.

COME PRESENTARE LA DOMANDA

La domanda deve essere presentata telematicamente all’Inps: o via web ( utilizzando i servizi telematici del portale www.inps.it, accessibili direttamente dalla mamma tramite il Pin) oppure chiamando il Contact Center Integrato al numero 803164( gratuito da telefono fisso) oppure al numero 06164164 per le chiamate da cellulare con tariffazione a carico dell’utente; o tramite i patronati.

QUALI SONO I DOCUMENTI RICHIESTI

Per certificare lo stato di effettiva gravidanza è necessario seguire una delle seguenti alternative: la gestante può presentare allo sportello (o spedire a mezzo raccomandata) il certificato originale o di copia autentica, oppure può indicare il numero del protocollo telematico del certificato rilasciato dal medico del servizio sanitario nazionale o convenzionato Asl. In caso sia già stata presentata una domanda all’Inps per un altro servizio (come la richiesta di esenzione dal lavoro per maternità a rischio) basterà indicare all’Inps che si è già certificata la gravidanza per la pratica precedente. Per le sole madri non lavoratrici, si potrà fornire il numero identificativo a 15 cifre di una prescrizione medica emessa da un medico del Servizio sanitario nazionale o convenzionato, indicando il codice esenzione compreso tra M31 e M42 incluso. Se la domanda è presentata a parto già avvenuto, la madre dovrà autocertificare il codice fiscale del bambino. Le madri extracomunitare in possesso del permesso di soggiorno dovranno, sempre attraverso un’autocertificazione, inserire gli estremi del documento nella domanda telematica.

Debora VELLA

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Albiol: “Juventus Stadium? Mi ricorda un rigore non dato. Reina come Bruce Willis, Hamsik una tigre”

Le sue parole

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss ha rilasciato alcune dichiarazioni Raul Albiol: “La mia giornata tipo? La mattina non faccio niente perchè devo pranzare per poi essere al campo alle 15 e devo partire alle 13.30 da casa. Dopo essermi allenato mi piace giocare con la mia famiglia ed i bimbi visto che il fine settimana sono sempre fuori. Non amo ascoltare musica prima della partite perchè altrimenti scendo in campo ancora con le note in testa. C’è qualcuno che fa finta di ascoltare la musica indossando le cuffie in testa (ride ndr)”

“Reina se fosse un cantante sarebbe un americano sicuro, ma lo vedrei più come attore tipro Bruce Willis. Koulibaly lo metterei in un film di Tarantino tipo Django mentre Hamsik come animale andrebbe bene una tigre. Insigne invece mi ricorda Munitis, ha tante qualità ed è difficile trovare un giocatore come lui in giro. Ho conquistato mia moglie piano, piano…Gli ho fatto una marcatura a uomo e dopo un mese sono uscito con lei. Era molto giovane avevo 19-20 anni. Prima di sposarmi avevo già due figli e dopo il matrimonio altri due che sono nati in Spagna, ma sono vissuti qua a Napoli. Mi piace sentire Insigne quando parla in dialetto napoletano, soprattutto quando urla. Non lo parlo però benissimo”

“Lo Juventus Stadium? Non mi evoca buoni ricordi, mi ricorda un rigore che non ci hanno dato. Non ricordo lo stadio di Bergamo, forse perchè non ci ha portato bene quest’anno (ride ndr). Il mio esordio con il real Madrid l’ho fatto contro l’Espanyol. Ricordo bene lo stadio di Frosinone perchè ci ho fatto gol”

“In cucina sono un disastro, ma adoro la paella valenciana dove bisogna avere molta cura. Per esempio l’acqua è molto importante, dicono che quella nostra di Valencia sia la migliore”

Juve Stabia vs Taranto: Inizia la prevendita dei biglietti a prezzi stracciati

Juve Stabia vs Taranto di domenica segnerà l’ultima partita del campionato regolare. Le vespe, dopo sette giorni dall’incontro. inizieranno l’avventura in questi play off moderni che sono stati completamente rivoluzionati nella formula rispetto ad alcuni anni fa.

La partita con i pugliesi servirà solo a testare la forma dei calciatori e sarà un’occasione per le vespe per salutare la città e i propri tifosi, nel miglior modo possibile. Per questo motivo l’obiettivo dichiarato dai gialloblè sarà di ottenere l’intera posta in palio, consapevoli che ormai il quarto posto in classifica è cosa fatta e questo consentirà alle vespe di disputare la partita della prima fase eliminatoria tra le mure amiche così come la gara di ritorno della seconda fase.

Per favorire un afflusso importante di tifosi allo stadio,  la società stabiese ha deciso di ridurre notevolmente il prezzo del biglietto per tutti i settori dello stadio.

Questo è il comunicato ufficiale in merito alla vendita dei biglietti per assistere a Juve Stabia vs Taranto:

S.S. Juve Stabia rende noto che sono disponibili in prevendita, fino alle ore 17,30 del 7 maggio, i tagliandi di ingresso per assistere alla gara Juve Stabia-Taranto, che si disputerà domenica 7 maggio alle ore 17,30 presso lo Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, valevole per la 38a giornata del Girone C della Lega Pro Divisione Unica 2016/2017. In occasione di questa gara, resterà chiusa la Tribuna Varano (distinti).

Di seguito i prezzi dei tagliandi:

Curva San Marco € 5 compresi diritti di prevendita
Tribuna Quisisana (scoperta) € 7 compresi diritti di prevendita
Tribuna Monte Faito (coperta) € 7 compresi diritti di prevendita
Ridotti, tutti i settori (per donne e Under 12) € 3 compresi diritti di prevendita

I tagliandi potranno essere acquistati esclusivamente presso i punti vendita abilitati che qui di seguito riepiloghiamo:

Bar Dolci Momenti – Via Cosenza
Bar Gialloblù – Viale Europa
Light Break – Corso Vittorio Emanuele
Centro Ricreativo Juve Stabia – Via Bonito
Agenzia B2875 Via Tavernola 113
Asa Gaetano Musella Via G.Cosenza 293

S.S. Juve Stabia

Juve Stabia vs Taranto FORUM DEI GIOVANI

Juve Stabia, tutti al Menti! Sarà un sabato di playoff per Berretti e Under 17

Juve Stabia, tutti al Menti! Sarà un sabato di playoff per Berretti e Under 17

Ci si gioca la prima gara dei playoff, prima del girone per la Berretti della Juve Stabia contro l’Unicusano Fondi alle ore 17:30 e andata degli ottavi di finale per gli Under 17 contro la Feralpisalò alle ore 14:30. Sarà un sabato importante, sarà una doppia sfida da vincere. Il settore giovanile della Juve Stabia invita tutte le scuole calcio al Menti ad assistere alle due gare, così come già fatto da alcune società vicine, e tutti i tifosi della maglia gialloblè per spingere al successo questi ragazzi che stanno facendo grandi cose. Tutti al Menti…Andiamo a Vincere!

Di seguito il programma gare di questo fine settimana con le dirette radiofoniche su ViViRadioWeb:

Berretti: J. Stabia – Fondi sabato 6 maggio ore 17.30 stadio Menti, 1^ giornata fase finale playoff scudetto (diretta radio su ViViRadioWeb dalle ore 17:15)

Under 17: J. Stabia – Feralpisaló sabato 6 maggio ore 14.30 stadio Menti, andata ottavi di finale playoff scudetto (diretta radio su ViViRadioWeb dalle ore 14:15)

Under 15: Parma – J. Stabia domenica 7 maggio ore 11 Centro Sportivo Parma Calcio – Collecchio, andata ottavi di finale playoffscudetto (diretta radio su ViViRadioWeb dalle ore 10:45)

a cura di Ciro Novellino

I nostri sponsor:




#whatsappdown: no app no party

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Il popolo della rete, al grido di #whatsappdown, ha vissuto con profonda apprensione la serata del 3 maggio 2017. Alle ore 23 si sono registrati momenti di grande terrore quando l’app di messaggistica diffusa capillarmente in tutto il mondo ha smesso di funzionare.

 

I social sono stati immediatamente popolati di post che facevano trasparire più o meno disperazione sull’accaduto trasformando di fatto, e in pochi minuti, #whatsappdown in un trend topic.

I più ‘prudenti’ hanno pensato di tranquillizzare tutta la propria rete di ‘amici’ che si trovavano momentaneamente impossibilitati a comunicare tramite la famosa app. Per non gettare tutti nel ‘panico’, hanno comunque prospettato la soluzione di poter essere comunque rintracciati, nonostante la tarda ora, tramite sms o un qualsiasi social network.

Persino le persone dietro i profili virtuali residenti all’estero, hanno subito sentito l’esigenza di tranquillizzare amici e parenti con dei post in cui dichiaravano, in stile Farnesina, di stare bene e di essere fuori pericolo di vita nonostante non potessero contare sull’ausilio fondamentale di whatsapp.

I più hanno asserito che stare senza l’app di messaggistica è come tornare all’età della pietra senza neanche i piccioni viaggiatori a cui poter affidare un messaggio.

Qualcuno si è limitato ad una riflessione profonda sul senso più profondo della vita e su come quest’ultima non abbia lo stesso valore se non la si può condividere, anche se solo per alcuni momenti, con tutti i propri amici virtuali e non.

E pensiamo a quanti avranno potuto usare la scusa di #whatsappdown per giustificare una propria mancanza.

Credo che sia il caso di farsi delle domande. E’ forse vero che l’umanità virtuale sta rimpiazzando una buona chiacchierata davanti ad un buon caffè? E’ possibile che non poter comunicare tramite una singola app e avendo a disposizione infiniti mezzi sia così destabilizzante?

Ma è diventato davvero così difficile, alle 11 di sera, con freddo e maltempo in mezza Italia, restare tranquilli e sereni a leggere un libro o a fare 2 chiacchiere in casa in intimità con la propria famiglia parlando, magari, di come è andata la giornata o approfittando per condividere ‘live’ i buoni propositi per il giorno successivo?

Parafrasando un tormentone della scorsa estate credo che abbiamo la prova provata di come, oramai, un istante è più importante condividerlo che viverlo.

Legittima difesa: i punti base di un passo avanti. Ma la legge rimane ancora troppo timida

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La legge sulla ” legittima difesa ” prevede anche che lo Stato si farà carico delle spese legali sostenute dalle persone processate e poi assolte. Le opposizioni però non sono soddisfatte e contestano l’accordo Pd-centristi sostenendo che la legge rimane ancora troppo timida.

Conterà il panico. Per gli assolti pagherà lo Stato

1. Chi spara per difendersi rischia comunque un processo?  

Sì, anche con le nuove norme, non è escluso che si finisca davanti a un giudice. L’accordo tra Pd e il partito di Angelino Alfano ha portato a una norma che definisce «legittima difesa» ogni reazione a una «aggressione commessa di notte» o conseguente a un’irruzione di estranei in casa «con violenza alle persone o alle cose, o con minaccia o inganno». Da questo punto di vista è ciò che chiedevano anche la Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Ma questa nuova norma, da sola, non descrive tutto il meccanismo. Resta infatti in vigore il primo comma dell’articolo 52 del codice penale, quello che pone due requisiti per la legittima difesa: il «pericolo attuale» e la «difesa proporzionata all’offesa». Di fatto, anche in caso di irruzione notturna o violenta, se l’aggredito rincorre e spara al rapinatore che nel frattempo si è dato alla fuga si ritorna all’eccesso di legittima difesa. Per questo motivo il centrodestra voterà no.

2. Quindi, prima di reagire, magari al buio, in pochi secondi, bisogna accertarsi che il ladro non sia armato o capire se sta per scappare?  

Qui c’è forse la novità più importante, a favore di chi si difende. Fermo restando che ci deve essere «proporzione» nella reazione e un pericolo «attuale», nella legge Ermini si prevede anche la possibilità di non punire chi eccede nella difesa, se questa reazione sproporzionata è causata da un «errore» frutto di un «grave turbamento» provocato dall’aggressore «in situazioni comportanti un pericolo attuale per la vita (dell’aggredito o dei suoi cari, ndr), per l’integrità fisica, per la libertà personale o sessuale».

Insomma, nella legge si prevede chiaramente la possibilità di tenere conto della condizione psicologica e delle circostanze ambientali in cui si trova l’aggredito: quando si è in casa propria, magari si sta dormendo, è buio e non si immagina di trovarsi davanti uno sconosciuto, è ovviamente facile reagire in maniera impulsiva, spinti dalla paura, e spesso non si ha il tempo e il modo di valutare se la persona o le persone che ci si trova davanti sono armate, hanno intenzione di aggredire e via dicendo.

3. Mi sono dovuto difendere da un’aggressione e dovrò anche pagare le spese legali per dimostrare la mia innocenza?

Anche qui il disegno di legge introduce una novità a favore di chi è stato aggredito. È la norma introdotta dal Pd Walter Verini, in base alla quale sarà lo Stato a farsi carico delle spese legali di chi è stato indagato e magari anche processato per eccesso di legittima difesa, finendo poi assolto. In queste situazioni i costi degli avvocati li pagherà il ministero della Giustizia, con un fondo apposito che potrà contare su 295mila euro l’anno.

vivicentro.it/l’esperto
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Il Gregge Smarrito (LUCIANO SOMMA)

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Si pensava, ed evidentemente a torto, fino a qualche anno fa che nel clero vi fosse qualche “pecorella smarrita” , purtroppo però ricerche, mai smentite , negli Stati Uniti hanno accertato che il 41% dei preti hanno regolari rapporti sessuali nonostante il giuramento di castità effettuato, e il 30% cento dei preti non solo è gay ma purtroppo, in buona parte, pedofilo.

Anche tra vescovi e cardinali il fenomeno è allarmante, ma quel che è peggio è che i diretti interessati considerano la cosa del tutto normale.

Papa Francesco ha annunciato che prima della fine dell’anno sarà creata una Pontificia commissione per la tutela dei minori che sarà presieduta dall’arcivescovo Americano SEAN PATRIK O’MALLEY. E’ chiaro che molti vescovi e cardinali, ed una buona parte dei preti pedofili, non sono d’accordo.

Si spera che una volta per tutte gli appartenenti al clero che infrangono la legge impostasi vengano puniti in maniera esemplare togliendo loro l’abito talare indegnamente indossato.

Se nelle professioni bisogna mantenere alta la deontologia, e porto ad esempio un medico che con il giuramento d’Ippocrate giura di fare tutto il possibile per curare i pazienti, usando tutta la propria conoscenza scientifica per farlo, così in campo religioso se un prete giura di seguire scrupolosamente i comandamenti o lo mantiene, questo sacro giuramento, oppure si spoglia dell’abito talare per indossare quello civile ma, e su questo credo non ci siano dubbi, se commette un reato, come la Pedofilia, che venga condannato dalla legge come tutti comuni mortali!

Purtroppo molti diventano preti non perché chiamati da Dio ma per motivi prettamente pratici, utilitaristici, comodi, che permette loro una vita diversa da quella nella quale si trovano fin dall’infanzia, povertà o condizioni familiari assolutamente insostenibili tali da costringerli ad entrare in seminario per cercare quell’ascesa negata dallo status vitae che consenti loro Comunque uno stipendio, vitto, alloggio e tutte le agevolazioni che un curato possa ricevere per la sua posizione.

Queste mie brevi note sono di assoluta condanna per quei preti che si macchiano di azioni infamanti come quelle di irretire, e spesso stuprare, un bambino che ha la sola colpa, per la sua minore età, di essere stato talmente ingenuo da farsi trascinare nella perversione lasciva d’un rapporto gay che molto probabilmente lo bollerà lungo il corso dell’intera esistenza solo per soddisfare le insane voglie dell’orco di turno, nei panni d’un lupo cattivo ed infame travestito da docile agnello. Non vi sono né giustificazioni né attenuanti, e vorrei che ognuno di noi si mettesse poi nei panni d’un genitore il cui piccolo figlio ha subito violenza per sapere se è ancora in grado di giustificare queste mele marce che macchiano tutto il resto del clero sano e che allontana molti fedeli dalla casa di Dio.

LUCIANO SOMMA

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Professore di Castellammare accusato di pedofilia, viene arrestato dopo 14 anni

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Castellammare di Stabia – Alfonso S., professore e dottore commercialista stabiese, è stato arrestato con l’accusa di pedofilia, 14 anni dopo l’avvenimento dei fatti incriminanti.

Precisamente era l’estate 2003 quando fu denunciato alla polizia da un gruppo di ragazzini per molestie sessuali. L’uomo li avrebbe avvicinati mentre facevano il bagno nelle acque di Meta di Sorrento, per poi palpeggiarli nelle parti intime.

Ci fu una vera e propria caccia all’uomo, e con l’aiuto dei gestori degli stabilimenti balneari si arrivò ad indicare Alfonso S. come il colpevole del riprovevole atto.

Sono stati 14 anni lunghi per l’insegnante, il quale si è sempre dichiarato innocente. Sebbene la sua vita si sia divisa tra aule di tribunali e accuse infamanti, ha continuato ad avere una condotta impeccabile. Corretto professore nell’istituto superiore del comune di Gragnano dove insegnava, fidato dottore commercialista per i tanti avvocati, notai e professionisti stabiesi.

La Procura generale aveva richiesto la prescrizione del caso, visto il lungo arco di tempo trascorso da quell’agosto 2003. Ma una madre in particolare ha insistito e combattuto affinché quello che lei considera un mostro fosse punito.

E così dopo 14 anni, a 59 anni, Alfonso S., viene condannato in via definitiva a 6 anni e 6 mesi di reclusione e condotto dai carabinieri al carcere di Poggioreale.

Hamsik resta in dubbio, 48 ore per decidere: Zielinski l’arma in più di Sarri

Hamsik resta in dubbio, 48 ore per decidere: Zielinski l’arma in più di Sarri

Si comincia col Cagliari e Zielinski ha diverse possibilità di essere confermato dopo l’Inter. Potrebbe giocare come mezzala destra oppure traslocare a sinistra, qualora Hamsik non dovesse farcela: le prossime 48 ore saranno decisive. Allan e Rog scalpitano per una maglia da titolare, così come Jorginho, in ballottaggio con Diawara. L’altro dubbio, invece, è in difesa: Maksimovic spera di spuntarla su Chiriches per sostituire lo squalificato Koulibaly. Lo riporta l’edizione napoletana de La Repubblica.

AIDS: ecco una nota a firma del Dott. Parruti, esperto in malattie infettive

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Ecco una nota sulla Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, diffusa dagli uffici ASL di Pescara, a cura del Dott. Giustino Parruti, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive e Tropicali del Presidio Ospedaliero di Pescara.

 

 

 

 

Nel 1981 fu descritta in modo definito la “nuova” sindrome da immunodeficienza in giovani adulti, all’epoca nella quasi totalità omosessuali o tossicodipendenti, che si andava diffondendo nel Nord America ed in Europa. Le morti dall’oscura sindrome divenivano in quell’anno ogni giorno più numerose negli Stati Uniti, tanto da muovere un enorme interesse di ricerca su una questione che sembrava mettere seriamente a repentaglio la salute delle giovani generazioni americane. Dopo soli 2 anni giungeva la prima importante scoperta: quella del virus che causa la Sindrome da immunodeficienza acquista, che in inglese si abbrevia AIDS (Acquired Immunodeficiency Syndrome). Il virus lento scoperto fu battezzato HIV (Human Immunodeficiency Virus). L’HIV causa prioritariamente una progressiva riduzione del numero e della qualità dei linfociti del tipo “CD4”, che sono essenziali per una buona regolazione ed un corretto funzionamento del nostro sistema immune, cioè di quel complesso di meccanismi che in modo meraviglioso ci difende dai microorganismi residenti nel nostro corpo o provenienti da mondo esterno. Quando a seguito dell’azione distruttrice dell’HIV i linfociti CD4 sono francamente insufficienti a svolgere le loro funzioni di difesa e coordinamento, l’infetto diviene incapace di difendersi dalla continua aggressione batterica, virale e protozoaria da tutti i fronti e finisce per sviluppare una serie di infezioni che progressivamente crescono in numero ed intensità, fino a causarne la morte. Le malattie opportunistiche più frequenti nella sindrome da immunodeficienza acquisita nel nostro ambiente europeo sono la pneumocistosi polmonare, l’encefalite da toxoplasma, la leishmaniosi viscerale, le parassitosi intestinali che causano severa perdita di peso, la malattia disseminata da citomegalovirus e la tubercolosi atipica extrapolmonare.

 

In generale, tra l’ingresso del virus HIV nel nuovo infetto e l’inizio della fase delle infezioni opportunistiche passano almeno 10 anni ma più spesso 15 anni ed oltre di vita pressoché normale, durante la quale l’infetto mantiene una normale attività e generalmente diffonde ad altri il virus HIV o tramite il suo sangue (scambio di siringhe) o per via sessuale, essendo i rapporti omosessuali molto più rischiosi di quelli eterosessuali, che sono comunque a rilevante rischio a loro volta. In realtà, già nei primi mesi dall’infezione, l’HIV determina una maggiore tendenza a sviluppare eventi cardiovascolari precoci, perché il virus attiva le cellule che pavimentano tutti i vasi sanguigni del nostro organismo, specie quelli di piccolo calibro, aumentando il rischio di eventi da occlusione vascolare. In generale, è stato stimato che l’infezione da HIV dopo 10 anni circa causa un invecchiamento dei vasi di quasi 10 anni in più negli infetti rispetto ai non infetti. Questa infiammazione dei vasi sanguigni si traduce talora anche in una precoce riduzione della funzione renale e cerebrale rispetto alla popolazione generale. Un altro effetto precoce della infezione da HIV è rappresentato da una maggiore gravità di importanti e frequenti co-infezioni, come quelle da virus epatite C, virus epatite B e tubercolosi.

 

Un grosso problema della diagnosi di infezione da HIV nei primi anni dopo la scoperta del virus era rappresentato dal fatto che alla diagnosi non potessero far seguito cure efficaci. In altri termini, scoprire di avere l’infezione non poteva aiutare a prevenire la fase di immunodeficienza finale, e quindi contribuiva solo ad “avvelenare” gli ultimi anni di vita “normale” degli infetti. Inoltre, poiché la maggioranza di infetti era rappresentata da omosessuali e tossicodipendenti, la diagnosi di infezione da HIV sembrò dovesse rappresentare un problema o una priorità eventualmente circoscritta a tali ambiti. Gli anni sono passati però, ed il contesto attuale è divenuto assolutamente diverso. Nel contesto attuale la più frequente modalità di trasmissione dell’HIV nel mondo è il contatto sessuale frequente e promiscuo, cioè con tanti e diversi partner, e gli eterosessuali con tali comportamenti sono egualmente a rischio degli omosessuali, specie se coesistano altre infezioni sessuali facilitanti, come Herpes genitale, Clamidia o Sifilide. Più rischiosi sono i rapporti sessuali che coinvolgano aree non protette naturalmente da mucosa adeguata, come il canale anale, o che siano compiuti con ritualità o dinamiche violente o impersonali. Ogni rapporto che interessi la regione anale ha un rischio di trasmissione circa 100 volte più alto di un rapporto vaginale, che come tale è naturalmente protetto. Sono inoltre circa tre volte meno rischiosi i rapporti sessuali quando il partner maschile è circonciso. La micro-trasfusione di sangue tramite scambio di siringhe contaminate rimane invece una modalità di trasmissione molto importante in Russia e nell’Est Europa, mentre in Occidente l’efficienza dei servizi per le dipendenze ne ha molto ridotto la rilevanza.

L’infezione da HIV per via di trasfusioni di sangue od emoderivati, infine, non è più stata riportata nel mondo occidentale da oltre 15 anni, perché le fonti a rischio vengono individuate con pressoché assoluta certezza dagli attuali metodi di controllo del sangue da trasfondere. In contesto mutato, si capisce come il rischio di essere infetti dipenda essenzialmente dai comportamenti sessuali promiscui di qualsiasi orientamento, e quindi riguarda tutta la popolazione generale, specie quella dell’età di mezzo. Inoltre, nel contesto attuale, ci sono farmaci efficaci per bloccare l’HIV e ridare all’infetto che scopra senza sintomi di immunodeficienza una piena aspettativa di vita normale.

 

La diagnosi della infezione da HIV in una persona che non ha ancora alcun sintomo rappresenta pertanto oggi una delle più importanti azioni di prevenzione in medicina. Nei paesi occidentali, la prevalenza dell’infezione da HIV è stata misurata tra lo 0.2 e lo 0.8%, il che significa che ogni milione di persone che vivono tranquille nell’età media, circa 3000 persone sono infette da HIV e non consapevoli del proprio stato d’infezione, contribuendo al 60% circa delle nuove trasmissioni di HIV ogni anno. L’individuazione precoce delle persone con infezione da HIV che non sanno di essere infette e senza alcun sintomo permette di avviare la terapia contro il virus prima della comparsa dei sintomi. La terapia in questa fase risulta molto semplice da assumere (1 o poche compresse al dì in 1 o 2 assunzioni quotidiane) e molto ben tollerata, tanto che la stragrande maggioranza di quelli che sono curati assumono effettivamente tutte le dosi prescritte senza importanti effetti collaterali.

Dalla costante assunzione della terapia conseguono due fatti estremamente importanti: innanzitutto quasi il 100% dei trattati non perde più cellule CD4, anzi comincia a recuperarle e non sviluppa più la fase di immunodeficienza acquisita; la vita delle persone trattate torna praticamente identica in termini di salute fisica e psichica rispetto a quella dei non infetti. In secondo luogo, poiché la replica del virus viene bloccata dai farmaci assunti nel sangue ed in tutti i tessuti, anche se in modo non completo e non definitivo, le persone che assumono con regolarità la terapia non trasmettono più l’infezione da HIV per via sessuale. Questa seconda conseguenza riduce fortemente la diffusione dell’epidemia.

 

Pertanto quando facciamo diagnosi precoce di un infetto da HIV senza sintomi abbiamo la pressoché totale certezza di aver prevenuto in lui la progressione dell’infezione verso l’AIDS, e la ragionevole certezza di avergli restituito un’attesa di vita normale rispetto ai non infetti. Inoltre, se tutti gli infetti residenti in una zona scoprissero precocemente la propria condizione, in quella zona non potrebbe più esserci trasmissione di HIV.

 

Ci sono molte modalità con cui una persona può essere studiata per sapere se è infetta o no dal virus HIV. Alcuni metodi usano la saliva, la cui raccolta non richiede di effettuare un prelievo di sangue. La modalità più sicura e completa è però rappresentata da un prelievo di sangue periferico di pochi millilitri (3-5 in genere), dal quale viene separata la quota senza cellule, cioè il siero; sul siero è ricercata la presenza degli anticorpi anti HIV. La specificità del metodo è superiore al 98% nella prima fase di screening; ciò vuol dire che solo un positivo su cento può essere falso. La sensibilità del metodo è invece praticamente perfetta già un mese dopo una esposizione a rischio. Ciò vuol dire che la possibilità che un siero risulti negativo se invece la persona è infetta è praticamente nulla. Tutti i sieri positivi per HIV nella fase di screening vengono confermati mediante un secondo metodo, cercando il DNA del virus. Dopo tale conferma la certezza dell’informazione è piena. Il test è quindi una procedura molto semplice e sicura, ma per tanti è inaccessibile per invisibili va fortissime barriere psicologiche. Domina infatti ancora il timore di esporsi facendo il test, cioè che il test possa far sapere ad altri che si è avuto un comportamento a rischio. Per questo, in tutto il mondo occidentale è stato notato che quanto più complessi sono i passaggi da compiere per poter giungere a fare il test, e tante più persone sono implicate nella procedura, tanto più facile risulta che le persone non si sottopongano al test.

 

La Regione Abruzzo ha sperimentato e reso sistematico un sistema innovativo di accesso al test proattivamente offerto, col concorso di amministratori, medici specialisti ospedalieri e territoriali, medici di medicina generale e da uno staff multidisciplinare di supporto. L’accesso al test è stato ed è sistematicamente proposto in ambiti “insoliti”, come quelli del lavoro e del sistema produttivo, le farmacie e le parafarmacie della rete farmaceutica regionale, ed altre simili infrastrutture. Elemento innovativo fondante è il ruolo della rete informatica nell’accesso. Il sito che è stato generato si chiama www.failtestanchetu.it Tramite l’accesso alla specifica sezione prenota il test presente nel sito, chiunque intenda effettuare il test ha potuto e potrà prenotarsi autonomamente, anche utilizzando anziché il proprio nome un nomignolo che tuteli l’anonimato nei confronti degli operatori che provvederanno ad eseguire il counselling ed il prelievo per il test. Inoltre, essendo il progetto regionale, con la partecipazione di tutti i centri della regione, ognuno può scegliere liberamente quello che tuteli al meglio la sua riservatezza. I campioni di sangue prelevati vengono processati settimanalmente a Pescara, ed includono anche il test per HBV, HCV e sifilide, molto spesso diagnosticati con ritardo nella popolazione della nostra area. Poiché infatti sul sangue prelevato per lo screening dell’HIV possono essere ricercati anche gli anticorpi per i virus dell’Epatite B e C e per la Sifilide con un piccolo costo aggiuntivo, la Regione Abruzzo ha autorizzato sperimentalmente anche tale azione, che verrà effettuata con metodiche parallele e sovrapponibili in termini di sicurezza, sensibilità e specificità.

 

Un’occasione da non perdere: in assenza di una diagnosi precoce, che permetta l’avvio della terapia antiretrovirale prima della destrutturazione del sistema immune, la diagnosi legata all’insorgenza delle infezioni opportunistiche presenta minori aspettative di vita sana.

Capitolo terzini, spunta il giovane napoletano Pezzella: in pole restano Grimaldo e De Sciglio

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Mario Rui, ma anche Giuseppe Pezzella, classe ‘97, uno dei pochi a salvarsi nel Palermo di quest’anno nelle sue dieci apparizioni in campo. L’agente Beppe Galli ne ha parlato con Giuntoli. Come riporta Il Mattino: “In lizza anche Barreca del Torino. Sono sempre alte le quotazioni di Andrea Conti, che l’Atalanta gia’ valuta attorno ai 20 milioni. Il punto e’ che il terzino in pole, Grimaldo, il Benfica non lo da’ via per meno di 35 milioni ed e’ quella una cifra che il club azzurro considera sproporzionata. C’e’ l’offerta al club lusitano, ma non va oltre i 17 milioni. Mattia De Sciglio, in rotta con il Milan, sogna la Premier: ma il Napoli e’ alla finestra, ha gia’ sondato il suo agente e si fara’ trovare pronto nel caso in cui davvero i rossoneri decidessero di darlo via. Attenzione a fare bene i conti: gli italiani nella rosa dei 25 devono essere 4, cosi’ come 4 devono essere quelli cresciuti nel vivaio azzurro”.

E’ asta per Schick, Ferrero è ormai rassegnato

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Ferrero ha confermato che anche il Napoli ha chiesto informazioni per Patrick Schick sul quale c’è una clausola da 25 milioni di euro. Il numero uno della Samp vorrebbe alzare la cifra mentre l’entourage ha fatto capire che non ha nessuna voglia di discutere. Come riporta La Gazzetta dello Sport su di lui ci sono Napoli, la Juve, la Roma e l’Inter. Proprio i nerazzurri sarebbero in pole.

Ghoulam può restare, ma l’entourage lo offre a mezza Europa

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Ghoulam può restare in azzurro. Il ds Giuntoli ha definito l’offerta massima per il rinnovo del terzino: 1,6 milioni con l’aggiunta di bonus. L’affollata schiera di intermediari che, al momento, pare abbia preso il posto del suo legale, l’avvocato Marco Sommella, e’ convinta che altrove il terzino riuscira’ a guadagnare di piu’. Ne e’ convinto soprattutto Samir, il fratello del terzino azzurro, che piu’ di tutti e’ sicuro che Faouzi sia stato maltrattato dal club azzurro sotto il profilo economico: a gennaio, infatti, la prima offerta di rinnovo ha superato di poco 1,2 milioni di euro (oltre i premi). Samir in queste ore continua a offrire Ghoulam a mezza Europa. Giuntoli offre 1,6 + bonus. Lo riporta l’edizione odierna de Il Mattino.