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Berrettini-Griekspoor: orario, precedenti e dove vederla in tv

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(Adnkronos) –
Matteo Berrettini si prepara al gran ritorno in campo nell’Atp 500 di Rotterdam, contro il numero 46 del ranking Tallon Griekspoor, per il primo turno del torneo olandese.Per l’azzurro, è il primo match dopo la sconfitta agli Australian Open contro Holger Rune e la visita al presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella festa del tennis italiano al Quirinale. La partita tra Matteo Berrettini e Tallon Griekspoor, nel primo turno dell'Atp 500 di Rotterdam, si giocherà oggi, martedì 4 febbraio, con orario ancora da definire.

La curiosità è che si tratta di una sfida inedita, visto che tra i due tennisti non ci sono precedenti. Tutti i match dell'Atp 500 di Rotterdam sono trasmessi in diretta tv sui canali di Sky Sport dedicati al tennis.Su Sky Go e NOW, i match saranno visibili anche in streaming. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, la salvezza passa dalle due prossime due gare con Bari e Cosenza?

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La Juve Stabia dopo aver raccolto nulla in materia di punti contro il Sassuolo capolista deve per forza di cose andare nuovamente al tasto reset per iniziare un nuovo start.Questa volta la fermata, anzi la doppia fermata può valere molto, moltissimo se andiamo ad esaminare questo periodo storico del campionato.

Bari prima e Cosenza poi due partite importanti e tutte da vivere per i tifosi del Romeo Menti.Riuscire a fare punti avrebbe un peso specifico importante per la classifica ovviamente ma anche per il molare.

La Juve Stabia in questo 2025 sta raccogliendo poco rispetto a quando merita ma nello stesso momento però si stanno iniziando a palesare tantissime difficoltà.Le assenze per infortuni, la squadra che ha difficoltà da un punto di vista realizzativo e la difesa che sta iniziando a perdere contatto in maniera di porta inviolata.

A questo bel treno di cattive notizie dobbiamo aggiungere anche la squalifica di Pagliuca che sta ritornando ad avere quel poco feeling con la direzione di gara.Purtroppo questa non sono considerazioni ma dati di fatto e un dato che merita di essere raccontato è quello di una salvezza non troppo lontana, anzi.

Bisogna stringere i denti e magari già dal prossimo impegno offrire alla piazza una Juve Stabia che possa entrare in campo con grande energia al cospetto di un avversario davvero forte e sicuramente il pubblico gialloblù dovrà aiutare non poco Buglio e compagni pronti per scrivere questa nuova avventura.

Almasri, opposizioni unite chiedono Meloni in aula

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(Adnkronos) –
La vicenda Almasri compatta le opposizioni che in aula alla Camera sono tornate a chiedere un'informativa urgente della premier Giorgia Meloni.Richiesta che sarà rinnovata oggi nelle capigruppo convocate a Montecitorio e al Senato.

Se non arriverà una risposta dal governo, annunciano, la protesta andrà avanti.Secondo quanto si apprende, il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, e il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, potrebbero riferire nei prossimi giorni. Il Pd intanto si dice pronto al blocco dei lavori parlamentari.

I 5 Stelle sono per un'altra linea 'di lotta': ostruzionismo. "Ci sono alcune urgenze", dicono da Movimento che ha due mozioni in calendario: quella di sfiducia a Daniela Santanchè il 10 febbraio e un'altra sul caro bollette.Intanto oggi si è avuto un assaggio della strategia dell'ostruzionismo targata 5 Stelle: nella discussione generale sul dl Cultura alla Camera, si sono iscritti in massa a parlare all'attacco di Meloni e governo. Al momento, le opposizioni non hanno ricevuto notizia su quale sarà la risposta alla richiesta di informativa urgente.

Sarcastico Riccardo Magi: "Chiamate Chi L’ha Visto?perché su Almasri il governo è sparito.

E a quasi una settimana dal rinvio dell’informativa di Nordio e Piantedosi, ci prepariamo a una capigruppo al buio, in cui nessuno sa se l’intenzione dell’esecutivo sarà quella di riferire o meno sulla liberazione, via Falcon di Stato, del torturatore libico".  
Fonti parlamentari dell'opposizione scommettono però che oggi una qualche disponibilità arriverà.Almeno questa è l'aspettativa. "Meloni no, ma potrebbe venire Nordio".

Una disponibilità, se ci fosse, che però i 5 Stelle considerano insufficiente: è Meloni che deve riferire.Ieri è stato proprio Giuseppe Conte ad aprire il fronte della protesta in aula. "Deve spiegare la premier, deve spiegare perché lei donna, madre e cristiana ha imbarcato con tutti gli onori del volo di Stato per sottrarre alla giustizia un boia, solo lei può chiarire quali sono le motivazioni che espongono il nostro Paese alla vergogna nazionale e internazionale", l'affondo del leader M5S nei confronti di Meloni. Prosegue Conte: "La sorella della premier Meloni ha detto che la presidente del Consiglio è come Frodo, ma qui è piuttosto una frode, si sta perpetrando una frode ai danni degli italiani…".

Il leader M5S poi ironizza sul complotto evocato dalle parti della maggioranza: "La prestigiatrice Meloni riesce a tirare fuori non un coniglio, ma il complotto".E i 5 Stelle, oltre alla maratona di interventi in aula, lanciano anche un bombing via social con l'hashtag #MaQualeComplotto.  
Tutte le altre opposizioni – Pd, Avs, Azione, Iv e Più Europa – si sono unite alla richiesta in aula di Conte dell'informativa urgente.

Mette in chiaro la capogruppo dem, Chiara Braga: "Non accettiamo il silenzio della Presidente del Consiglio, che parla nei talk show degli amici ma non nelle sedi istituzionali.Il governo deve riferire immediatamente in Parlamento: non siamo disponibili a riprendere i lavori dell’Aula facendo finta di nulla". Mentre il presidente dei senatori Pd, Francesco Boccia, ribatte ad Antonio Tajani. "Il governo riferirà.

Non decide l'opposizione chi deve andare", ha detto il titolare della Farnesina. "Ricordo al ministro -replica Boccia- che l’opposizione ha il diritto di chiedere e sapere la verità su quanto è accaduto, e il paese di conoscerla.Mi auguro che nella conferenza dei capigruppo i toni del governo siano meno arroganti e che ci sia una risposta positiva alle nostre precise richieste".  E ancora Nicola Fratoianni: "Meloni deve rispondere in Parlamento di questo gigantesco pasticcio, un'onta infame descritta in una serie di chiacchiere come frutto di un cavillo.

Nessun cavillo, si tratta di qualcosa di diverso: si tratta di complicità, di scelta politica e se fosse fondata su una ragione di Stato Meloni venga a dire se la ragione di Stato della Repubblica italiana si chiama tortura, stupro, assassinio e liberazione di un criminale.Per noi tutto questo non ha nulla a che fare con la ragione di Stato". Quindi Angelo Bonelli: Meloni "dopo aver liberato Almasri è riconosciuta in tutto il mondo come la vera complice dei trafficanti".

Caustico Matteo Renzi: "Le opposizioni unite chiedono che il Governo riferisca sulla vicenda Almasri.Meloni non c’è, Nordio non c’è, Piantedosi non c’è.

Saranno tutti a Roccaraso".   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump oggi incontra Netanyahu, i dubbi sulla pace a Gaza

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(Adnkronos) –
Donald Trump riceve oggi 4 febbraio alla Casa Bianca il premier israeliano Benjamin Netanyahu, primo leader straniero in visita ufficiale dal nuovo presidente degli Stati Uniti.Sul tavolo, la seconda fase dell'accordo con Hamas – nell'ambito del cessate il fuoco a Gaza – e i rapporti tra Israele e l'Arabia Saudita. "Non ci sono garanzie che il cessate il fuoco a Gaza tenga.

Non ho alcuna garanzia che la pace regga", ha detto Trump nello Studio Ovale rispondendo ai cronisti, prima che il suo inviato speciale per il Medio Oriente, Steve Witkoff, presente al suo fianco, precisasse: "Finora sta reggendo e abbiamo certamente la speranza di liberare gli ostaggi e salvare vite umane e, auspicabilmente, di ottenere una soluzione pacifica di tutto questo".   Netanyahu, in attesa di vedere Trump, ha incontrato a Washington il magnate Elon Musk, che è anche a capo del Dipartimento per l'efficienza governativa.Durante il faccia a faccia si è discusso di come aumentare la cooperazione tra Israele e gli Stati Uniti nel campo dell'intelligenza artificiale.  L'ufficio di Netanyahu, intanto, ha smentito la notizia riportata dall'emittente Canale 12 secondo cui il primo ministro israeliano chiederà a Trump, di effettuare un attacco alle strutture nucleari dell'Iran e di chiudere un accordo sulla normalizzazione tra Israele e Arabia Saudita prima di passare all'attuazione della seconda fase dell'intesa con Hamas. "È una bugia totale che danneggia le famiglie degli ostaggi", ha affermato l'ufficio del primo ministro. Il rilancio dei rapporti con Riad è sotto i riflettori della stampa israeliana.

Il quotidiano Haaretz ha sottolineato come Witkoff stia lavorando con le parti sulla formula di una dichiarazione che verrebbe resa nota al termine dell'incontro.Secondo il giornale, non è ancora chiaro se sarà solo simbolica o conterrà anche dettagli concreti. L'obiettivo principale dell'amministrazione Trump – spiega Haaretz – è promuovere rapidamente la normalizzazione tra lo Stato ebraico e l'Arabia Saudita, ritendendola la chiave per cambiare gli equilibri in Medio Oriente, sradicare definitivamente Hamas e bloccare il programma nucleare iraniano.

In quest'ottica va letta la missione della scorsa settimana di Witkoff prima a Riad e poi a Gerusalemme. Prima che il massacro del 7 ottobre del 2023 frenasse il loro riavvicinamento, lo Stato ebraico e la monarchia del Golfo erano già arrivati a un buon punto nei colloqui tenuti sotto l'egida dell'amministrazione Biden. Le basi dell'accordo di normalizzazione tra Israele e Arabia Saudita sono già state gettate e riguarderebbero soprattutto la cooperazione economica tra i due Paesi.Gli Stati Uniti fornirebbero all'Arabia Saudita reattori nucleari per la generazione di elettricità e stipulerebbero un patto di difesa con Riad.

L'accordo includerebbe anche un impegno per un "percorso verso uno Stato palestinese". Secondo il giornale, non si può escludere che le parole di Trump, che ha auspicato un trasferimento dei palestinesi da Gaza in Egitto e in Giordania, siano una tattica per consentire all'Arabia Saudita di rivendicare successivamente di aver bloccato questo progetto.  Il principale ostacolo alla conclusione dell'accordo è la guerra a Gaza.I sauditi chiedono la cessazione dei combattimenti per andare avanti nei negoziati.

Trump lo chiarirà di nuovo a Netanyahu nel corso del loro incontro alla Casa Bianca.Ecco perché Witkoff ha insistito per un cessate il fuoco immediato nella prima fase dell'accordo sugli ostaggi. "Le discussioni sul Medio Oriente con Israele e vari altri Paesi stanno procedendo.

Bibi (Benjamin, ndr) Netanyahu verrà martedì e credo che abbiamo in programma alcuni incontri molto importanti", ha confermato Trump domenica sera. L'incontro tra i due leader sarà decisivo anche in vista dell'inizio dei negoziati sulla seconda fase dell'accordo, per cui Hamas si è detta "pronta", Ci si aspetta che il presidente ribadisca il fatto che il gruppo non sarà in grado di mantenere il controllo di Gaza.Diversi diplomatici, con il via libera di Doha, stanno lavorando sulla formula che consenta di mettere da parte Hamas permettendo alla fazione palestinese di non essere umiliata.  Netanyahu ritiene che un impegno pubblico del genere da parte di Trump possa spingere il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, ad allentare la pressione sul governo e a neutralizzare la minaccia di dimissioni, paventata dal leader della destra messianica se al termine della prima fase dell'accordo non dovesse riprendere la guerra nell'enclave palestinese. Al momento, c'è una notevole incertezza su come sarà la prossima fase del dialogo per Gaza.

Il primo ministro del Qatar, che agisce come mediatore, ha sottolineato che non ci sono "dettagli chiari" su quando o come inizieranno i nuovi colloqui. "Speriamo di vedere qualche movimento nei prossimi giorni", ha affermato Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani durante una conferenza stampa a Doha.L'ufficio di Netanyahu, intanto, ha chiarito alla vigilia della sua partenza per gli Stati Uniti di aver concordato con Witkoff che "i negoziati sulla seconda fase dell'accordo sugli ostaggi inizieranno con l'incontro a Washington". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Passi avanti su difesa, Ue apre su flessibilità patto

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(Adnkronos) – L’Unione europea è ancora divisa in materia di difesa comune e soprattutto sul suo finanziamento, ma con la guerra in Ucraina e il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca il panorama interno sta decisamente cambiando.La riunione informale del Consiglio europeo di ieri, svoltasi al Palais d’Egmont a Bruxelles, segna un avvicinamento delle posizioni: come ha sintetizzato il primo ministro portoghese Luis Montenegro, su come reperire i fondi necessari alla difesa "tutti gli Stati membri sono avanzati" nella loro posizione, che "non è ancora consensuale", convergendo sulla direzione di massima: "In primo luogo, essere rapidi.

In secondo luogo, avere gli strumenti per essere rapidi, in particolare dal punto di vista finanziario".   Dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è arrivata un'apertura significativa, a soli venti giorni dalle elezioni politiche in Germania: nell'Ue "c'è grande urgenza di aumentare la spesa per la difesa, e per questo servono prima di tutto più fondi pubblici – ha detto – sono disponibile a esplorare e userò tutta la gamma disponibile della flessibilità nel nuovo patto di stabilità e crescita, per consentire un significativo aumento nella spesa per la difesa".La riunione è la prima "esclusivamente" dedicata alla difesa da quando è iniziata l'invasione dell'Ucraina, quasi tre anni fa: nei quattro anni della presidenza di Joe Biden i leader Ue, dopo aver tirato un sospiro di sollievo per la sconfitta di Donald Trump, non avevano mai sentito il bisogno di parlarne in maniera così approfondita.  Ora che Trump è tornato alla Casa Bianca, l'onda d'urto a Bruxelles è arrivata.

Eccome. "Dobbiamo fare di più, meglio, in modo più forte, veloce e insieme", esorta il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa.I leader, spiega, hanno convenuto di concentrarsi "sulle lacune più critiche tramite il lavoro dell'Agenzia europea per la difesa, in piena coordinazione con la Nato, focalizzandosi sulle aree in cui l’Ue offre un valore aggiunto evidente.

Chiare priorità sono la difesa aerea e missilistica, missili e munizioni, mobilità militare e risorse strategiche".  La riunione di ieri ufficializza il rapido declino, se non la definitiva scomparsa, del fronte dei Paesi Frugali, che all’epoca di Next Generation Eu si batterono fieramente per ottenere contropartite agli aiuti concessi ai Paesi meridionali più colpiti dalla pandemia di Covid-19, dando via libera dopo quattro giorni di summit e solo a fronte di sostanziosi 'rebates', sconti, sui contributi nazionali al bilancio Ue.I Frugali hanno perso tutto il fronte est, in particolare i Paesi Baltici che, direttamente minacciati dal ritorno dell’imperialismo russo, chiedono all’unisono forme comuni di finanziamento per la difesa.  Il presidente lituano Gitanas Nauseda, la premier lettone Evika Silina e il collega estone Kristen Michal si sono espressi nello stesso senso, aprendo esplicitamente a “prestiti congiunti” (Nauseda), “finanziamenti centrali” (Michal) ed emissione di “obbligazioni” (Silina) per finanziare la difesa del Vecchio continente.

Il presidente lituano ha poi bocciato la linea della Commissione von der Leyen, che vorrebbe presentare un Libro Bianco, rinviando tutto al prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034.Le misure servono “oggi”, non “domani”, ha detto.

Oggi mancava il premier olandese Dick Schoof, a causa di un’influenza, ma persino L’Aja, che pure vede come il fumo negli occhi idee quali un nuovo Next Generation Eu per la difesa, ha firmato, con altri 18 Paesi (tra cui figurano Italia, Francia e Germania) una lettera che invoca un ruolo maggiore per la Bei nei finanziamenti al settore. Come ha osservato una fonte diplomatica europea, sarebbe opportuno che la Commissione rimuovesse ostacoli come gli obblighi Esg (ambientali, sociali e di governance), dato che finanziare la difesa è cosa diversa dall’investire nelle industrie “del porno o del tabacco”.Anche il cancelliere Olaf Scholz, a venti giorni dalle elezioni in Germania, ha detto che è "positivo che gli Stati membri europei stiano discutendo qui su come modellare il loro contributo nell'ambito della Nato in modo da essere ben posizionati e in grado di garantire la nostra sicurezza. È un grande progresso il fatto che almeno il 2% del Pil sia ora destinato alla difesa ovunque, e che alcuni Stati membri stiano ancora completando il percorso per rafforzare la capacità di sicurezza e difesa dell'Europa”.

Il premier polacco Donald Tusk ha notato che Scholz ha un atteggiamento "molto più positivo" nei confronti della possibilità di finanziamenti comuni per progetti "portabandiera" dell'Ue, come per esempio la difesa del "confine orientale dell'Unione", che è "interesse comune" proteggere.  Davanti a Donald Trump che continua a prendere l’Ue a martellate (ieri l’ha definita “un’atrocità”) e ne minaccia l'economia (i dazi arriveranno "assolutamente"), la risposta europea non è unitaria.Tutti si augurano di poter evitare una guerra commerciale con gli Usa, ma, al di là di questo, i toni usati dai leader sono piuttosto diversi.

Per il presidente francese Emmanuel Macron, “se venissimo attaccati sulle questioni commerciali l'Europa, come potenza unita, dovrà farsi rispettare e quindi reagire”.E rilancia sul ‘buy European’ nel campo degli armamenti: i Paesi Ue, dice, “dovrebbero investire di più e avere una preferenza europea” nell’approvvigionamento di armi.  Macron, però, in questa posizione è abbastanza isolato.

Per Donald Tusk, “sarebbe un paradosso crudele se, in un periodo in cui c'è una diretta minaccia russa e un'espansione cinese, con tutti questi pericoli cercassimo una ragione di conflitto tra alleati".E aggiunge: "Dobbiamo fare di tutto per evitare guerre commerciali non necessarie e stupide".

Su come schivare una battaglia a colpi di dazi con gli Usa, i Paesi del fronte orientale un’idea ce l’hanno e ad esplicitarla è sempre il lituano Nauseda: una "possibile" area di collaborazione tra Ue e Usa, dice, è l'acquisto di "equipaggiamento militare" da Washington, in modo da creare una "agenda economica costruttiva, non distruttiva". In pratica, comprare armi americane, nella speranza di placare l’ira di Trump e di indurlo a non picchiare troppo duro con i dazi, temutissimi dalle imprese europee, visto che per molte gli Usa sono il primo mercato di esportazione.Neppure la Germania, sia pure con un cancelliere uscente, è d’accordo con Macron.

Per Scholz “ci sarà un accordo tra gli Stati membri europei sullo sviluppo industriale congiunto dell’industria della difesa e, a mio avviso, questo includerà sempre la collaborazione con i nostri partner della Nato”. Lo stesso segretario generale dell'Alleanza atlantica Mark Rutte, invitato a prendere parte alla riunione dei leader europei durante un pranzo di lavoro, evidenzia che nel campo della difesa la bilancia commerciale pende a favore di Washington per 180 miliardi: tutt'altra fotografia rispetto a quella trumpiana, secondo cui l'Ue "ci tratta molto male", vendendo molto e comprando poco.E con gli aumenti previsti nei budget per la difesa "ci saranno un sacco di fondi in circolo", spiega Rutte, dicendosi comunque sicuro che eventuali diatribe commerciali "non intaccherebbero la deterrenza collettiva" dei Paesi Nato. Del resto, tra i Paesi con cui i leader Ue potrebbero creare una "coalizione dei volonterosi" per rafforzare la propria base industriale ci sono proprio gli Stati Uniti, assieme alla Norvegia e al Regno Unito.

Anche il premier britannico Keir Starmer è stato invitato a partecipare ai lavori, in virtù dei legami industriali e non che legano il Regno Unito al resto del continente.L'idea della cena con il premier laburista è venuta a Donald Tusk, ha spiegato Costa, confessando di essere "molto geloso", perché quella del suo predecessore è stata una "grande idea".

Da parte sua, Starmer ha sottolineato che nel quadro del 'reset' delle relazioni con l'Ue promesso dal suo governo ha perfettamente senso "iniziare con difesa e sicurezza", elementi "molto importanti per i nostri interessi", passando per l'allineamento Nato e il supporto congiunto all'Ucraina. La volontà di ‘appeasement’ dell’Ue nei confronti di un Trump in piena offensiva mediatica è predominante, ma non si spinge fino a ‘mollare’ la Danimarca, il cui territorio autonomo della Groenlandia è tornato nelle mire (per ora verbali) del presidente americano, come già era successo durante il suo primo mandato.In mattinata la premier danese Mette Frederiksen ha ribadito che l’isola artica appartiene al Regno di Danimarca e che “non è in vendita”, chiedendo ai leader Ue di fare quadrato.

Per il premier portoghese Luis Montenegro, tra i leader dell'Ue "c'è consenso" sulla questione della Groenlandia, tornata nelle mire di Donald Trump.Occorre, ha detto, "esprimere la nostra solidarietà" nei confronti della Danimarca e sostegno al "rispetto dell'integrità dei territori dei Paesi sovrani che compongono l'Unione Europea”.

Costa ha sottolineato che l'Ue esprime "pieno sostegno" al Regno di Danimarca, ricordando agli Usa che "l'inviolabilità dei confini" è un principio che sta al "cuore dell'ordine internazionale" creato proprio da Washington dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sonego-Rune: orario, precedenti e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Lorenzo Sonego è pronto all'esordio a Rotterdam.Dopo i quarti di finale conquistati agli Australian Open, miglior risultato in carriera in uno Slam, il tennista azzurro debutta all'Atp 500 olandese, vinto lo scorso anno da Jannik Sinner.

A sfidare il torinese, ai sedicesimi di finale, ci sarà Holger Rune, danese numero 14 del mondo e sconfitto proprio da Sinner negli ottavi di Melbourne.  La sfida tra Lorenzo Sonego e Holger Rune è in programma oggi, martedì 4 febbraio, con orario ancora da definire.I due tennisti si sono affrontati in due occasioni, e in entrambi i casi a trionfare è stato Rune.

La prima sfida risale all'Atp di Metz del 2021, mentre l'ultimo precedente al torneo di Sofia del 2022.  Sonego-Rune sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali SkySport.La sfida sarà visibile anche il streaming sull'app SkyGo e su NOW. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi, rappresaglia Cina: tariffe del 15% su gas e carbone Usa

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(Adnkronos) – Scatta la rappresaglia della Cina ai dazi imposti dagli Stati Uniti.Il ministero delle Finanze di Pechino ha annunciato tariffe del 15% sulle importazioni di gas naturale liquefatto (Gnl) e di carbone e del 10% sull'import e macchinari per l'agricoltura dagli Stati Uniti.

Ai dazi, che entreranno in vigore il 10 febbraio, si aggiunge un'indagine antitrust contro Google.   La Cina inoltre ricorre al Wto contro i dazi di Donald Trump.Il ministero del Commercio di Pechino ha annunciato in una nota di aver presentato "un ricorso contro le misure tariffarie degli Stati Uniti per difendere i suoi legittimi diritti e interessi" contro le azioni dell'amministrazione americana che sono "di natura dannosa".

Il ricorso al meccanismo di soluzione delle controversie dell'Organizzazione mondiale per il commercio segue l'annuncio di dazi americani del 10% sui prodotti cinesi, contro cui Pechino ha già deciso contromisure tra il 10 ed il 15% e l'avvio di un'indagine antitrust contro Google. Le autorità cinesi avevano criticato immediatamente la decisione, sottolineando il fatto che una guerra commerciale non porterà alcun vantaggio a nessuno dei due Paesi. "La Cina ha sempre creduto che non ci sia un vincitore in una guerra commerciale e resta ferma nel difendere i propri interessi nazionali", aveva affermato la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, in dichiarazioni riportate dall'agenzia di stampa Xinhua. Sulla stessa linea si era espresso il portavoce del ministero del Commercio del Paese, He Yadong, secondo cui "la posizione della Cina sulla questione è coerente" in quanto "i dazi non favoriscono gli interessi né della Cina né degli Stati Uniti né del resto del mondo". Ieri invece la decisione di congelare oggi i dazi contro il Messico e il Canada per un mese.Il presidente degli Stati Uniti ha sospeso le misure adottate nei confronti dei due Paesi confinanti al termine di una giornata caratterizzata dai contatti diretti con la presidente messicana Claudia Sheinbaum e con il premier canadese Justin Trudeau. Nella sua guerra commerciale globale potrebbe rientraci anche l?unione europea.

Il presidente Usa ha infatti anticipato l'intenzione di implementare “molto presto” i dazi anche sui beni dell'Ue. "Non direi che c'è una tempistica, ma accadrà molto presto", ha detto alla stampa. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, gli omicidi mirati e la guerra ombra di Kiev: i servizi incubo di Mosca

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(Adnkronos) –
Non solo la guerra sul campo di battaglia.L'Ucraina combatte contro la Russia con azioni chirurgiche e omicidi mirati in territorio nemico.

L'ultima operazione è stata messa a segno ieri con l'eliminazione del fondatore del battaglione ArBat morto ieri in un attentato a Mosca.  L'attentato che ha eliminato Armen Sargsyan, alleato di Mosca del Donbass, è solo l'ultimo di una serie di obiettivi della guerra ombra condotta da Kiev: azioni mirate contro individui associati alla propaganda o comunque allo sforzo bellico russo ed esponenti non russi considerati come collaborazionisti.  
Gli attacchi vengono architettati e condotti da una vasta rete di operativi dei servizi civili ucraini dell'Sbu, discendente, come l'Fsb russo dal Kgb sovietico, da cui ha in parte ereditato le dimensioni, capacità e conoscenze, a cui vengono affiancati russi reclutati in loco.  Lo 'Sluzhba bezpeky Ukrainy' "ha un enorme potere, alcuni sostengono troppo potere", aveva commentato un diplomatico occidentale citato dal Financial Times lo scorso anno.L'Sbu, che nell'ambiente dell'intelligence alcuni hanno iniziato a chiamare come l'agenzia "liquidatrice dei russi", ha raccolto molte informazioni e dati sui vertici politici e militari russi. Ha trovato il modo di inserire talpe, entrare nei sistemi di comunicazione in territorio nemico e identificare le vulnerabilità nella rete di intelligence di Mosca, aveva spiegato Valentin Nalyvaichenko, ex direttore dell'agenzia di intelligence e ora deputato.   
Con più di 30mila dipendenti e ancor più operativi, l'Sbu è vasto quasi tanto quanto l'Fbi.

che di agenti ne ha 35mila, sette volte più grande dell'MI5, il suo equivalente britannico, più di quattro del Mossad israeliano. Ma ha saputo correggere, con arresti e inchieste per tradimento, il problema principale ereditato dal Kgb eploso nel 2014: la fedeltà a Mosca di molti dei suoi dipendenti.E ha aggiunto una grande capacità di imprevedibilità alle sue azioni.

Come aveva dichiarato parecchio tempo fa il direttore, Vasyl Maliuk, anticipando il proseguimento delle operazioni in Russia, ogni volta la tattica sarà diversa "per rimanere un passo più avanti" del nemico. "L'Ucraina non si ripete". Critiche per la mancanza di riforme sollecitate dagli alleati sono state messe da parte durante la guerra.La Cia collabora strettamente con l'Sbu che ha investito milioni di dollari in programmi di addestramento degli agenti ucraini.  Allo Sbu sono attribuite le esplosioni sul Ponte di Crimea dell'ottobre del 2022 e nel luglio del 2023 e gli attacchi contro le unità navali della Flotta russa del Mar Nero, e quella dell'auto dell'ideologo della 'grande Russia' Dugin che ha invece ucciso la figlia Darya nell'agosto di quell'anno, a sua volta ideologa, sulle orme del padre.  Nell'agosto del 2023 è stato ucciso in un locale di San Pietroburgo, nell'esplosione di una statuetta che gli era stata offerta in dono, il blogger militare Vladlen Tatarsky.

E a dicembre, l'ex deputato ucraino Ilya Kiva, fuggito in Russia poco dopo l'inizio dell'invasione.  Dopo questa azione, l'Sbu ha cambiato obiettivi e ha iniziato a lasciar trapelare la responsabilità.Non sono più colpiti propagandisti e traditori ma comandanti militari e i responsabili delle azioni offensive.

L'agenzia ha quindi rivendicato la responsabilità dell'uccisione, di Valery Trankovsky, l'ufficiale di marina accusato di crimini di guerra a Kiev per aver ordinato raid su obiettivi civili e il mese successivo del generale Igor Kirillov a Mosca.  Ma se questi sono i nomi più noti, gli attentati mirati sono stati molti di più: pochi giorni prima dell'uccisione di Kirillov a Mosca, era stato colpito lo sviluppatore software Mikhail Shatsky, responsabile della modernizzazione dei missili da crociera russi.L'esponente politico Ilya Kyva era stato ucciso alla periferia di Mosca nel dicembre del 2023.

Kyva, ex deputato in Ucraina era fuggito in Russia dopo l'inizio dell'invasione.  Un attentato era stato organizzato contro l'ex agente della sicurezza ucraina, Vasily Prozorov, anche lui fuggito a Mosca.Come lo scrittore Prilepin, ferito dopo l'esplosione della sua auto nella regione di Nizhny Novgorod all'inizio del maggio del 2023, anche Prozorov era sopravvissuto all'esplosione della sua auto in una zona residenziale della capitale russa nell'aprile di quell'anno. Lo scorso 9 dicembre, era stato ucciso il direttore del carcere di Olenivka, nella regione del Donetsk, Sergey Yevsyukov, anche lui nell'esplosione di un'auto a Olenivka, che era stato incriminato in Ucraina per "torture di massa di soldati ucraini".

Yevsyukov, un ex funzionario della polizia ucraina, al fianco delle forze separatiste filorusse dal 2014, era direttore del carcere quando, nel luglio del 2022, un missile russo aveva colpito la struttura uccidendo almeno 50 militari ucraini che erano stati catturati dalle forze di Mosca.  Lo scorso novembre era stato ucciso in Crimea l'alto ufficiale della marina russa Valery Trankovsky.L'ufficiale reduce dal fronte, Nikita Klenkov, era stato colpito mentre guidava durante un permesso.  Nel caso dell'uccisione di Kirillov, a Mosca lo scorso dicembre, Kiev, contrariamente alle precedenti occasioni, si era immediatamente assunta la responsabilità dell'azione.

Kirillov era però una figura di grado, non forse di funzione, completamente diversa dalle vittime che lo avevano preceduto.Ai vertici dell'apparato militare, non nella galassia del mondo Z.  I magistrati ucraini avevano formalizzato una accusa contro il generale, indicandolo come responsabile dell'uso di armi chimiche contro le forze ucraine, proprio come Sargsyan era ricercato dalla magistratura ucraina per il suo ruolo nella violenta repressione della Maidan nel 2014.

In piena pandemia, Kirillov, in un altro sforzo di disinformazione, aveva lasciato intendere che l'unità di ricerca medica della marina Usa basata a Sigonella fosse coinvolta con la diffusione del coronavirus in Italia.  
Dugina era morta all'età di 29 anni nell'esplosione della sua auto il 20 agosto del 2022, nel quartiere di Bolshiye Vyazemy, alla periferia di Mosca.La giovane donna è morta forse in un attentato organizzato contro il padre, Aleksandr Dugin, ideologo ultranazionalista di cui Darya seguiva le orme, a cui apparteneva l'auto.  Dugina avrebbe dovuto tornare a condurre la trasmissione "Prima i russi" su Tsargrad, l'emittente ultraconservatrice dell'oligarca fondamentalista Konstantin Malofeev che il padre dirigeva Dugin sin dalla sua apertura nel 2015, proprio quando, sulla scia dell'annessione della Crimea e sullo scontro aperto nel Donbass pochi mesi prima, l'ideologia del 'Russkiy Mir' promossa dal filosofo e dalla figlia acquisivano spazio nella narrativa ufficiale.  
Tatarski viene ucciso quando aveva poco più di 40 anni il due aprile del 2023 in un locale di San Pietroburgo, nell'esplosione di una statuetta che gli era appena stata regalata.

Fomin era noto per le sue posizioni filo-Putin e per l'appoggio totale all'invasione dell'Ucraina.Nell'ultimo anno aveva partecipato anche ad eventi al Cremlino.

Il presidente Putin aveva conferito postuma l'onorificenza 'Ordine del Coraggio' a Tatarski, come aveva fatto per Dugina. Il 6 maggio del 2023 Prilepin, 47 anni, era rimasto gravemente ferito nell'esplosione della sua auto nella regione di Nizhni Novgorod dove era nato nel 1974 e dove abitava con la sua famiglia.Aveva combattuto nel Donbass fra le fila degli indipendentisti già prima dell'inizio dell'invasione.  Nel gennaio del 2023 si era arruolato nella Guardia nazionale ed era tornato a combattere sul fronte ucraino.

Aveva già combattuto in Cecenia durante la guerra come Omon, prima di iniziare a scrivere.Ma la sua figura non può essere associata a quelle di Dugina e Tatarski, hanno sempre sottolineato le persone che lo hanno apprezzato come scrittore di valore letterario.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Forza Italia apre a ritorno immunità parlamentare, opposizioni fanno muro

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(Adnkronos) – Ancora benzina sul fuoco delle polemiche riferite ai temi della giustizia e al rapporto politica-magistratura.A tenere banco è l'ipotesi di reintroduzione dell'immunità parlamentare, ovvero della necessità di richiedere l'autorizzazione a procedere per indagini nei confronti di senatori e deputati.  
Istituto abolito nel 1993 sull'onda di tangentopoli, con una modifica dell'articolo 68 della Costituzione che attualmente prevede soltanto che "i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni". Inoltre "senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.

Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza".Norma, quest'ultima, che implica la necessità di richiedere l'autorizzazione all'utilizzo di intercettazioni disposte su utenze di terzi ma nelle quali compaia un parlamentare. A ipotizzare un ritorno alla vecchia immunità parlamentare è il capogruppo di Forza Italia in commissione Giustizia della Camera, Tommaso Calderone: ''Credo che sia corretto nel contesto storico in cui noi ci troviamo e in cui è inutile negare che ci sia una parte politicizzata della magistratura, ripristinare le garanzie previste fino al 1993", afferma, precisando che allo stato non è stato messo a punto nessun testo normativo e che si tratta solo di ''una sua opinione personale'', perché l'ultima parola spetta ai vertici di Forza Italia. Gli fa eco l'omologo al Senato, Pierantonio Zanettin. "Ritengo – spiega – che sia stato un errore della politica quello di contraddire il principio dei nostri padri costituenti secondo cui, nella logica della separazione dei poteri, l'immunità parlamentare ci sta tutta.

Se adesso, maturati i tempi, si vuole tornare indietro io sono assolutamente favorevole".  Cauto il segretario del partito e vicepremier, Antonio Tajani: "Non ne abbiamo parlato, ma potrebbe anche essere un'idea.Non ne abbiamo parlato neanche in Forza Italia.

Io personalmente non sono contrario, però è da discutere per vedere in che termini e come".  Dalla maggioranza, arriva la presa di posizione del presidente della Commissione affari costituzionali al Senato Alberto Balboni (Fdi): "Sono contrario", due parole secche per liquidare l'ipotesi.Secondo Balboni, la normativa in vigore garantisce infatti già di per sè ai parlamentari "di non essere perseguiti per le opinioni espresse nell'esercizio del loro mandato" e comunque qualora un parlamentare commetta un reato comune "deve risponderne come tutti gli altri cittadini.

Anzi, io sarei per dargli il doppio della pena, non l'immunità".  Alzano un muro di no invece le opposizioni. ''E dopo il ripristino dei vitalizi al Senato, l'abolizione del reato per i politici che abusano del loro potere, l'aumento degli stipendi dei ministri e la imbarazzante difesa della ministra Santanchè tenuta incollata alla poltrona, ecco che ci provano con l'immunità e il ritorno di uno scudo che renda intoccabili esponenti del Governo ed eletti!'', tuona su X il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. "Questi qui – aggiunge l'ex premier – sono in pieno delirio di onnipotenza.Facciano subito retromarcia su questa proposta e su queste intenzioni: alziamo il livello di guardia prima che sia troppo tardi, dobbiamo opporci tutti insieme.

Altro che Meloni 'una del popolo', hanno gettato la maschera: arroganza, immunità e privilegi''. "Secondo me non solo è irricevibile, ma non tiene minimamente conto del sentimento del Paese.Messa così si configura come un nuovo capitolo della guerra della politica contro la magistratura", commenta invece il senatore del Pd e segretario in commissione Giustizia a Palazzo Madama, Walter Verini. Telegrafica la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, Luana Zanella: "Con tutti i problemi che abbiamo è inaccettabile sentir parlare di immunità per parlamentari e ministri".  
Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, parla di "proposta indecente, che non solo non guarda ai bisogni del Paese, ma va ad accentuare un sistema già ingiusto nel nostro Paese.

Una destra che un tempo si definiva 'sociale', oggi si rivela invece la destra dei privilegi".  Intanto la Fondazione Luigi Einaudi annuncia che si appresta “a proporre il testo del disegno di legge di riforma dell’attuale articolo 68 della Costituzione”. "Come è noto la Fondazione Luigi Einaudi è da sempre in prima linea sul tema della centralità del Parlamento e della conseguente prerogativa dell’immunità parlamentare, improvvidamente modificata dalla sciagurata riforma del 1993”, si legge in una nota. "Seguo con attenzione la proposta della Fondazione Luigi Einaudi.L'articolo 68 della Costituzione non ha nulla a che fare con i privilegi dei singoli, ma molto con la qualità della nostra democrazia.

Per questo apprezzo un’iniziativa innanzitutto culturale, che merita di essere approfondita senza connotazioni di partito.Sia il Parlamento a valutare il percorso migliore per riequilibrare i poteri", commenta il sottosegretario di Stato alla Giustizia, senatore Andrea Ostellari. "Non trovo sbagliato discutere di immunità parlamentare, perché i danni che il mancato equilibrio fra i poteri dello Stato ha inferto al sistema democratico nel trentennio trascorso dalla riforma del 1993 sono evidenti a tutti", dice Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia e presidente della Commissione Affari esteri e difesa a Palazzo Madama. "La modifica dell’articolo 68 della Costituzione fu allora sinonimo di cedimento al morbo giustizialista, si nutrì della paura – per usare un eufemismo – delle Camere, significò sottomissione della politica.

Da qui bisogna ripartire, dalla consapevolezza che occorra irrobustire gli argini democratici per evitare nuove e devastanti esondazioni giudiziarie di cui già si avvertono i sinistri presagi", aggiunge.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Serie A, mercato chiuso: tutte le mosse delle 20 squadre del campionato

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(Adnkronos) – Il calciomercato invernale giunge al termine.Tra grandi colpi, cessioni last minute (a sorpresa) e cambiamenti importanti in rosa, si chiude una delle sessioni di gennaio più intense degli ultimi anni.

Dalle mosse del Milan, la big più attiva insieme alla Juve, ai tanti movimenti in casa Como e Lecce, ecco come si sono comportate le venti squadre della Serie A.  Ecco gli acquisti e le cessioni delle venti squadre di Serie A nella sessione del mercato invernale:  ATALANTA, acquisti: Daniel Maldini (a, Monza) Posch (d, Bologna).Cessioni: Godfrey (d, Ipswich Town), Soppy (d, Losanna). 
BOLOGNA, acquisti: Calabria (d, Milan), Pedrola (a, Sampdoria).

Cessioni: Karlsson (a, Lecce), Raimondo (a, Salernitana), Corazza (d, Salernitana), Pyyhtia (d, Sudtirol), Sosa (d, Reggiana), Urbanski (c, Monza), Iling Junior (c, Aston Villa). 
CAGLIARI, acquisti: Caprile (p, Napoli), Coman (a, Al Gaharafa).Cessioni: Scuffet (p, Napoli), Azzi (d, Cremonese), Wieteska (d, Paok), Lapadula (a, Spezia). 
COMO, acquisti: Ikonè (a, Fiorentina), Diao (a, Betis), Butez (p, Anversa), Caqueret (c, Lione), Alli (c, svincolato), Valle (d, Barcellona), Smolcic (dm Rijeka).

Cessioni: Cerri (a, Salernitana), Barba (d, Sion), Curto (d, Sampdoria), Belotti (Benfica). 
EMPOLI, acquisti: Silvestri (p, Sampdoria), Kouamè (a, Fiorentina).Cessioni: Ekong (a, Malmo), Belardinelli (c, Sudtirol), Perisan (a, Sampdoria). 
FIORENTINA, acquisti: Valentini (d, Boca Juniors) svincolato, Folorunsho (c, Napoli), Pablo Marì (d, Monza), Ndour (c, Besiktas), Zaniolo (a, Galatasaray), Fagioli (c, Juventus).

Cessioni: Ikoné (a, Como), Martinez Quarta (d, River Plate), Christensen (p, Salernitana), Kayode (d, Brentford), Kouamè (a, Empoli), Biraghi (d, Torino), Sottil (a, Milan). 
GENOA, acquisti: Otoa (d, Aalborg), Cornet (a, Southampton), Onana (c, Besiktas), Ellertsson (c, Venezia), Siegrist (p, Rapid Bucarest).Cessioni: Vogliacco (d, Parma), Marcandalli (d, Venezia), Ellertson (c, Venezia), Gollini (p, Roma), Melegoni (c, Carrarese). 
INTER, acquisti: Zalewski (c, Roma).

Cessioni: Palacios (d, Monza), Buchanan (d, Villareal). 
JUVENTUS, acquisti: Kolo Muani (a, Psg), Alberto Costa (d, Vitoria Guimaraes), Renato Veiga (d, Chelsea), Kelly (d, Newcastle).Cessioni: Arthur (c, Girona), Fagioli (c, Fiorentina). 
LAZIO, acquisti: Ibrahimovic (c, Bayern Monaco), Provstgaard (d, Velje), Belahyane (c, Verona).

Cessioni: Castrovilli (c, Monza, prestito), Akpa Akpro (c, Monza, prestito). 
LECCE, acquisti: Karlsson (a, Bologna), Tiago Gabriel (d, Estrela Amadora), Danilo Veiga (d, Estrela Amadora), Scott (c, Stoccarda), Sala (d, Como), N'dri (a, Leuven).Cessioni: Hasa (c, Napoli), Daka (a, Trapani), Dorgu (c, Manchester United), Oudin (c, Sampdoria) prestito. 
MILAN, acquisti: Walker (d, Manchester City), Gimenez (a, Feyenoord), Joao Felix (a, Chelsea), Bondo (c, Monza), Sottil (a, Fiorentina).

Cessioni: Calabria (d, Bologna), Morata (a, Galatasaray), Bennacer (c, Marsiglia), Okafor (Napoli). 
MONZA, acquisti: Castrovilli (c, Lazio, prestito), Brorsson (d, Mjallby), Palacios (d, Inter, prestito), Lekovic (d, Stella Rossa), Akpa Akpro (c, prestito, Lazio), Urbanski (c, Bologna) prestito, Ganvoula (a, Young Boys).Cessioni: Djuric (a, Parma), Machin (c, Cartagena), Pablo Marí (d, Fiorentina), Maldini (a, Atalanta). 
NAPOLI, acquisti: Scuffet (p, Cagliari), Hasa (c, Lecce), Billing (c, Bournemouth), Okafor (a, Milan).

Cessioni: Mario Rui (d, svincolato), Caprile (p, Cagliari), Folorunsho (c, Fiorentina), Zerbin (d, Venezia), Kvaratskhelia (a, Psg). 
PARMA, acquisti: Lovik (d, Molde), Marcone (p, Turris), Vogliacco (d, Genoa), Ondrejka (a, Anversa), Djuric (a, Monza), Pellegrino (a, Velez), Ordonez (c, Vélez) arriva a giugno 2025.Cessioni: Chichizola (p, Spezia), Coulibaly (d, Leicester). 
ROMA, acquisti: Rensch (d, Ajax), Gollini (p, Atalanta), Nelsson (d, Galatasaray), Salah-Eddine (d, Twente), Gourna-Douath (c, Salisburgo).

Cessioni: Le Fée (c, Sunderland), Ryan (p, Lens), Hermoso (d, Bayer Leverkusen), Zalewski (d, Inter). 
TORINO, acquisti: Casadei (c, Chelsea), Elmas (c, Lipsia), Biraghi (d, Fiorentina).Cessioni: Bianay Balcot (d, Triestina). 
UDINESE, acquisti: Solet (d, Salisburgo), Pafundi (c, Losanna) fine prestito, Valentin Gomez (d, Velez).

Cessioni: Ebosse (d, Jagellonia), Selvik (p, Watford), Ebosele (d, Basaksehir). 
VENEZIA, acquisti: Cheick Condè (c, Zurigo), Zerbin (c, Napoli), Candè (d, Metz), Marcandalli (d, Venezia), Kike Perez (c, Real Valladolid), Fila (a, Slavia Praga).Cessioni: Bertinato (p, Portuguesa), Fiordilino (c, Triestina), Andersen (c, Sparta Praga), Raimondo (a, Bologna) fine prestito, Ellertson (a, Genoa), Altare (d, Sampdoria), Pohjanpalo (a, Palermo). 
VERONA, acquisti: Oyegoke (d, Hearts), Niasse (c, Young Boys), Bernede (c, Losanna), Slotsager (d, Odense), Valentini (d, Fiorentina).

Cessioni: Belahyane (c, Lazio). —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La Juve Stabia chiude il proprio calciomercato con il tesseramento di Alessandro Louati dalla Pro Vercelli

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Ancora pochi minuti per il direttore sportivo della Juve Stabia, Matteo Lovisa, per completare il mercato con un colpo a centrocampo. L’interesse della società è rivolto al giovane centrocampista della Pro Vercelli, Alessandro Louati, classe 2003.

Un profilo ideale per la Juve Stabia

Louati è un giocatore che, per le sue caratteristiche, piace molto al direttore sportivo Lovisa e all’allenatore della Juve Stabia. Il centrocampista, nonostante la giovane età, ha già dimostrato di avere qualità importanti e di poter giocare in categorie superiori.

La carriera di Alessandro Louati

Louati nato l’11 gennaio 2003 è un centrocampista centrale di piede sinistro ed ha un’altezza di 1,91m. Il calciatore è cresciuto nelle giovanili della Pro Vercelli, con cui ha esordito in Serie C nel gennaio 2022. In questa stagione ha collezionato finora 21 presenze e 1 assist. Per le sue prestazioni ha attirato l’attenzione della Nazionale Tunisina Under 23 considerato che ha il doppio passaporto dopo aver già fatto parte della formazione nazionale U20 (24/09/22 Tunisia U20 – Francia U20 1:1 n.d.a.).

In totale con la maglia della Pro Vercelli è sceso in campo 51 volte (campionato e coppa) con 1 assist all’attivo (quello di quest’anno)

L’operazione

Il calciatore arriva alla Juve Stabia con la formula del prestito con obbligo di riscatto a determinate condizioni. Il suo contratto con la Pro Vercelli scade a Giugno 2025.

Un colpo importante per il centrocampo

L’arrivo di Louati rappresenta un colpo importante per il centrocampo della Juve Stabia. Il giocatore, infatti, è un elemento di qualità che può dare un contributo importante alla squadra.

Conclusioni

L’arrivo di Louati alla Juve Stabia rappresenta un colpo importante per il mercato della squadra campana. Il giocatore, infatti, è un elemento di qualità che può dare un contributo importante alla squadra.

Cagliari-Lazio 1-2, Zaccagni e Castellanos firmano vittoria biancoceleste

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(Adnkronos) – La Lazio si è imposta in trasferta sul Cagliari 2-1 nel posticipo della 23esima giornata della Serie A.La squadra di Baroni, grazie al successo in Sardegna sale a 42 punti, e si riprende il quarto posto, lasciando la Juventus a -2, mentre la squadra di Nicola resta ferma a 21 punti, appena sopra la zona retrocessione. La Lazio trova il vantaggio al termine del primo tempo con Zaccagni, dopo che i padroni di casa in avvio erano andati vicini due volte al vantaggio.

Al 41’ Isaksen porta palla sulla trequarti e poi imbuca verso destra per Hysaj: il terzino biancoceleste crossa al centro, con Zaccagni che in area colpisce di prima intenzione, quasi in scivolata, battendo Caprile verso il palo di destra per l’1-0. Ad inizio ripresa il Cagliari parte forte e trova il pari al 55' con Piccoli che sul corner dalla destra battuto da Viola stacca bene sopra Hysaj, dopo l’uscita non perfetta di Provedel, e piazza di testa all'incrocio dei pali il pallone dell’1-1.La Lazio riprende in mano il gioco e al 64' trova il nuovo vantaggio: cross dalla destra di Isaksen con Dia che sul secondo palo fa sponda di testa al centro per Zaccagni che non trova la palla ma manda fuori giri Caprile e alle sue spalle c’è Castellanos, che con il mancino conclude a rete per il 2-1.

Il Cagliari si scopre con Caprile che salva su Zaccagni, poi nel finale, Lazio in difficoltà con il Cagliari in pressione, ma senza trovare l’imbucata giusta.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, uomo investito e ucciso su via Palmiro Togliatti: caccia a auto pirata

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(Adnkronos) – Un uomo italiano di 61 anni è stato investito e ucciso oggi 3 febbraio poco prima delle 20 in viale Palmiro Togliatti, a Roma, all'altezza del civico 1200.La persona alla guida dell'auto pirata non si è fermata a prestare soccorso ed è fuggita.

Sul posto sono intervenute le pattuglie della polizia locale del V Gruppo Casilino che hanno svolto i rilievi.Sono in corso le indagini da parte degli agenti che sono già sulle tracce dell'auto. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, la proposta di Trump: “Aiuti a Kiev in cambio di terre rare”

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(Adnkronos) –
Donald Trump vuole il tesoro dell'Ucraina, "le terre rare" di Kiev, in cambio degli aiuti degli Stati Uniti al paese che da quasi 3 anni è in guerra con la Russia.Il presidente americano, che nelle ultime ore ha fatto riferimento a contatti con entrambi i paesi per porre fine al conflitto, nello Studio Ovale fissa le condizioni del dialogo con Volodymyr Zelensky: Trump punta a negoziare un "accordo" con l'Ucraina affinché Kiev offra una "garanzia" sulle sue "terre rare", le immense risorse minerarie, in cambio degli aiuti.  "Stiamo cercando di trovare un accordo con l'Ucraina in base al quale loro porterebbero in garanzia le loro terre rare e altre cose in cambio di ciò che noi diamo loro.

Stiamo dando soldi e risorse, l'Europa spende molto meno di noi.Dovrebbe pagare almeno quello che paghiamo noi, invece è indietro di miliardi di dollari", dice il presidente degli Stati Uniti.  Le 'terre rare' sono i preziosi elementi che vengono ricavati dai depositi minerari e che hanno un ruolo fondamentale per settori strategici: dal nucleare all'industria militare, dalla medicina all'aerospazio. 
L'Ucraina è potenzialmente uno dei primi 10 paesi per risorse minerarie: nel suo sottosuolo c'è il 5% del totale delle risorse planetarie.

Prima dell'inizio della guerra, il paese aveva creato circa 20mila depositi minerari.Quelli attivi erano oltre 3mila.

L'Ucraina è ricca di titanio, litio, berillio, manganese, gallio, uranio, zirconio, grafite, apatite, fluorite e nichel.Nonostante la guerra, il paese possiede le riserve di titanio in Europa (il 7% delle riserve mondiali): il titanio è fondamentale per l'industria militare, aerospaziale, medica, automobilistica e marittima. 
Kiev controlla anche una delle più grandi riserve confermate di litio in Europa (circa 500.000 tonnellate), materiale vitale per batterie, ceramiche e vetro.

L'Ucraina inoltre è il quinto produttore di gallio al mondo, essenziale per semiconduttori e LED, ed è stata un importante produttore di gas neon, producendo il 90% del neon altamente purificato richiesto dall'industria dei chip statunitense. L'elenco delle risorse comprende anche depositi di berillio, fondamentale per l'energia nucleare, l'industria aerospaziale, militare, acustica ed elettronica, nonché di uranio, essenziale per i settori nucleare e militare.Kiev può offrire anche zirconio e apatite, elementi chiave per la produzione nucleare e medica. L'Ucraina dispone anche di rilevanti riserve di minerale di ferro e manganese di alta qualità, indispensabili nella produzione di fondamentali per la produzione di acciaio green.

A completare il quadro, le iserve significative di metalli non ferrosi come rame (4° in Europa), piombo (5°), zinco (6°) e argento (9°).Depositi di nichel (215 mila tonnellate) e cobalto (8,8 mila tonnellate) si trovano nelle regioni sicure di Kirovohrad e Dnipropetrovsk.

Se si parla di grafite, l'Ucraina rappresenta il 20% delle risorse globali.Kiev si piazza nella top ten planetaria quando si misurano le disponibilità di bromo, magnesio metallico, manganese. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salva figlie e genitori da un rogo in casa, morto 47enne nell’Agrigentino

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(Adnkronos) – Tragedia oggi, 3 febbraio, nell'Agrigentino dove un uomo di 47 anni è morto nell'incendio della propria abitazione.La vittima si chiamava Salvatore Benfari.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, quando le fiamme, per cause ancora da accertare, sono divampate intorno alle 16 in una palazzina in via Roma, a Caltabellotta, il 47enne si trovava con il padre in cantina.Dopo aver sentito le urla delle figlie di 8 e 12 anni, l'uomo, con il padre, si è precipitato per le scale per metterle in salvo, insieme all'anziana madre.

Forse a causa di un malore o del fumo inalato, il 47enne non sarebbe più riuscito a uscire dall'abitazione ed è morto carbonizzato.  Grave la madre dell'uomo, che ha riportato diverse ustioni e che è stata trasportata in ambulanza nell'ospedale di Sciacca e da qui trasferita in elisoccorso a Palermo.Sul posto i vigili del fuoco e i carabinieri che stanno conducendo le indagini.

Fortunatamente illese le due bambine. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bonomi: “Milano Cortina? In tempo per consegnare sedi al Cio”

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(Adnkronos) –
Milano Cortina si avvicina.E le location scelte per il grande evento accelerano sul programma dei lavori. “Olimpiadi?

Siamo molto avanti” ha spiegato il presidente di Fiera Milano Carlo Bonomi, a margine della presentazione di Miart 2025. “Fiera Milano ospiterà nei suoi padiglioni due manifestazioni, lo speed skating e l’hockey.Tutti gli interventi strutturali sono praticamente completati.

Siamo in tempo per consegnare al Comitato Olimpico le sedi”.Insomma, a poco più di un anno dai Giochi, l'Italia accelera.  I lavori per l'organizzazione delle Olimpiadi di
Milano Cortina
procedono su più fronti.

Bonomi ha spiegato per esempio che Fiera Milano ospiterà anche il Media Center presso il MiCo, il più grande centro congressi d'Europa: "Stanno completando i lavori.Tutti i lavori sono stati effettuati nei tempi previsti senza un euro di contributo pubblico.

Quindi siamo molto soddisfatti di questo risultato”. —milano-cortina-2026webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Di Marco centrocampista in prestito alla Juve Stabia di proprietà del Torino è ad un passo dalla Feralpisalò

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Tommaso Di Marco, giovane centrocampista di talento di proprietà del Torino, ha vissuto una stagione altalenante alla Juve Stabia, dove è arrivato in prestito con diritto di riscatto e contro riscatto. Il suo futuro, però, sembra essere lontano da entrambe le squadre.

Il giocatore, classe 2003, è cresciuto nel settore giovanile del Torino, club che detiene il suo cartellino. Dopo una breve esperienza in prestito alla Virtus Francavilla, Di Marco è approdato alla Juve Stabia, in Serie B, con l’obiettivo di continuare il suo percorso di crescita.

Tuttavia, la stagione alla Juve Stabia non è stata del tutto soddisfacente per il giovane centrocampista. Nonostante alcune buone prestazioni, Di Marco non è riuscito a ritagliarsi lo spazio giusto nel corso del campionato.

Nonostante ciò, il Torino sembra intenzionato a non privarsi definitivamente del giocatore. Secondo le ultime indiscrezioni di calciomercato, il club granata sarebbe pronto a girare nuovamente Di Marco in prestito, questa volta alla Feralpisalò che disputa il campionato di serie C.

La Feralpisalò rappresenta una nuova opportunità per Di Marco di crescere e dimostrare il suo valore. In un ambiente stimolante e competitivo come la Serie C, il giovane centrocampista potrà mettere alla prova le sue capacità e acquisire ulteriore esperienza.

Resta da vedere se questa sarà la scelta definitiva per il futuro di Di Marco. Il calciomercato è sempre imprevedibile e potrebbero esserci sviluppi inaspettati nelle prossime settimane. Tuttavia, al momento, sembra che il destino di questo giovane talento sia segnato: una nuova avventura in prestito, lontano sia dalla Juve Stabia che dal Torino.

Lanzarote, confessa l’aggressore di Salvatore Sinagra. Il legale: “Nessun movente, era drogato”

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(Adnkronos) – Salvatore Sinagra, il 30enne di Favignana aggredito a Lanzarote è in fin di vita perché il suo aggressore era sotto effetto di cocaina e lo ha massacrato senza motivo.E' l'agghiacciante verità emersa oggi, 3 febbraio, dopo a confessione del 25enne.  "La cosa più grave è che non c'è un movente.

E' il gesto di un balordo sotto effetto di cocaina che ha deciso di aggredire Salvatore senza alcuna ragione.I due non si conoscevano prima", spiega all'Adnkronos Donatella Buscaino, legale della famiglia Sinagra, dopo la convalida del fermo del 25enne di Lanzarote accusato dell'aggressione di Salvatore Sinagra, ancora ricoverato in gravissime condizioni all'Ospedale universitario di Gran Canaria 'Doctor Negrin', a Las Palmas.  "Ha confessato dicendo che era sotto effetto di cocaina – aggiunge il legale -.

Ha precedenti per violenza domestica e oltraggio a pubblico ufficiale.Ci sono tre testimoni, che sono stati decisivi per la ricostruzione di quanto accaduto.

Uno in particolare ha visto Salvatore aggredito da questa persona che ha riconosciuto".  Secondo quanto riferito dal 25enne agli investigatori spagnoli non avrebbe, però, usato alcun tirapugni o spranga contro Salvatore Sinagra. "Ha detto di averlo colpito con la mano aperta, non è credibile ovviamente, ma questa è la linea difensiva".Le telecamere non avrebbero ripreso la scena. "Non riprendono il momento in cui viene sferrato il pugno".

L'aggressione è avvenuta all'esterno del bar in cui il giovane siciliano si trovava con alcuni amici.Il 25enne arrestato sarebbe entrato nel locale con "fare aggressivo". "Come se volesse litigare con qualcuno, poteva essere Salvatore come qualsiasi altra persona presente nel bar.

Salvatore, che è un ragazzo buono, gli ha detto: 'Perché sei così agitato?Dai, ti offro una cosa al bar'.

Quando poi è uscito a fumare una sigaretta lo ha colpito senza motivo".  Intanto restano gravissime le condizioni di Salvatore.Intubato e in prognosi riservata. "I medici dicono che sta lottando con tutte le sue forze, le condizioni sono stazionarie ma molto critiche".

In Spagna sono volati papà Andrea e il fratello Vito. "Sono distrutti, non hanno neppure la forza di parlare.Si sono trasferiti lì, stanno dietro la porta dell'ospedale sperando in un miracolo, sperando di avere un giorno notizie positive".

Stamani papà Andrea aveva postato sui social una foto sorridente di Salvatore e una sola frase: "Forza vita mia". (di Rossana Lo Castro) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Zuccon lascia la Juve Stabia: Trovato l’accordo con l’Atalanta per la risoluzione consensuale del prestito

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La Juve Stabia comunica di aver raggiunto un accordo con l’Atalanta BC per la risoluzione consensuale del prestito del centrocampista classe 2003, Federico Zuccon.

Il calciatore, arrivato in prestito dall’Atalanta all’inizio della stagione in corso, ha collezionato 7 presenze nel campionato di Serie C, senza mai trovare la via del gol. Nonostante il suo impegno e la sua professionalità, Zuccon non è riuscito a ritagliarsi più spazio nella formazione allenata da Guido Pagliuca.

La società Juve Stabia ha voluto ringraziare Federico Zuccon per l’impegno e la professionalità dimostrate durante la sua esperienza a Castellammare di Stabia, augurandogli il meglio per il prosieguo della sua carriera.

La risoluzione consensuale del prestito di Zuccon era nell’aria già da qualche settimana, con il giocatore che sembrava essere alla ricerca di maggiore spazio per poter esprimere il proprio talento. Diverse squadre avevano mostrato interesse per il giovane centrocampista, tra cui il Cesena, che sembrava essere in pole position per assicurarsi le sue prestazioni.

Tuttavia, nelle ultime ore è arrivata la notizia della risoluzione del prestito con la Juve Stabia e del conseguente ritorno di Zuccon all’Atalanta. Non è ancora chiaro quale sarà il futuro del giocatore, ma non è da escludere che possa essere nuovamente girato in prestito ad un’altra squadra nel corso della sessione invernale di calciomercato. La pista calda per lui porterebbe alla Salernitana.

La Juve Stabia, dal canto suo, potrebbe decidere di intervenire sul mercato per sostituire Zuccon con un altro centrocampista che possa dare maggiore solidità al reparto mediano e contribuire al raggiungimento degli obiettivi stagionali.

Ferragamo, l’ad Gobbetti lascia: buonuscita da 4,45 milioni

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(Adnkronos) – L'Ad di Ferragamo Marco Gobbetti lascia l'incarico e la società per ringraziarlo gli del lavoro svolto gli dà una buonuscita da 4,45 milioni di euro più altri 50mila euro per le rinunce ai benefit.Lo ha annunciato oggi, 3 febbraio la stessa società. Il Consiglio di amministrazione di Salvatore Ferragamo, riunitosi oggi sotto la presidenza di Leonardo Ferragamo, comunica che la società e Marco Gobbetti hanno raggiunto, in data odierna, un accordo per la risoluzione consensuale dei rapporti di lavoro e di amministrazione con effetto dalla data di approvazione del progetto di bilancio relativo all’esercizio 2024, il 6 marzo 2025. "Ringrazio Marco Gobbetti che in questi anni ha impostato e sviluppato una rilevante attività di rinnovamento ed evoluzione del brand – afferma il presidente della società, Leonardo Ferragamo – nonché una significativa innovazione di prodotto e di posizionamento del marchio, realizzando, inoltre, un importante lavoro di evoluzione organizzativa della società e del Gruppo che rappresenta la base per proseguire la strategia di rinnovamento".

La società ha subito avviato, nel rispetto del piano di successione esistente, l’iter di selezione del candidato alla carica di amministratore delegato che sarà incaricato di proseguire la politica di rinnovamento del brand e di valorizzazione dell’heritage al fine di potenziare lo sviluppo del marchio. Con riferimento alla governance della società per il periodo intercorrente tra il 6 marzo 2025 e la data di nomina del nuovo ad, i poteri esecutivi verranno conferiti al presidente che proporrà una distribuzione delle deleghe e verrà supportato da un comitato consultivo di presidenza per la transizione composto da esperti con consolidata esperienza nel settore che hanno già operato con ruoli apicali all’interno della società, composto da James Ferragamo, Ernesto Greco e Michele Norsa (che assumerà l’incarico di chairman special advisor), per consolidare la nuova fase di sviluppo sostenibile dei valori fondanti del brand partendo dal lavoro svolto fino ad adesso con l’obiettivo di passare ad una nuova fase nel processo di rinnovamento, accelerarne l’implementazione e rafforzarne il fondamentale legame con l’heritage del marchio: "La società -sottolinea il presidente- è determinata a perseguire i principi fondanti che hanno ispirato la mia famiglia in tanti anni di attività ed infatti il percorso verrà proseguito con il desiderio di ispirarsi ai valori profondamente distintivi che hanno contraddistinto la nostra storia". L’accordo raggiunto con Marco Gobbetti prevede, oltre all’erogazione della retribuzione e dell’emolumento fisso sino alla data di cessazione e al mantenimento di taluni fringe benefit sino al 31 dicembre 2025, il riconoscimento, entro 30 giorni dalla cessazione dei rapporti, dell’importo di complessivi 4,45 milioni di euro lordi a fronte della cessazione del rapporto di lavoro e 50.000 euro lordi a fronte delle rinunce prestate dal manager rispetto all’esecuzione e cessazione dei rapporti intercorsi, fra cui, in particolare, la rinuncia ai bonus Sti 2024, Restricted shares 2024 Lti cosiddetti 'special award' 2022-2026. Alla data odierna Gobbetti, che non ricopre incarichi nei comitati endoconsiliari della società, detiene n.309.077 azioni di Salvatore Ferragamo. —finanzawebinfo@adnkronos.com (Web Info)