Dopo il botta e risposta degli scorsi giorni, Aurelio De Laurentiis sarebbe pronto a blindare Maurizio Sarri. A fine stagione, come riporta l’edizione odierna di Repubblica, è previsto un vertice tra tecnico e presidente. Il patron azzurro vuole stringere i tempi per non incorrere in un eventuale divorzio nel 2018. Motivo per il quale sarebbe disposto a rivedere il contratto dell’allenatore toscano, riconoscergli quello che gli spetta anche in caso di terzo posto.
Play off: Reggiana-Juve Stabia arbitra Pierantonio Perotti di Legnano
Perotti e la Juve Stabia si sono incrociati una sola volta nella corrente stagione, le vespe espugnarono il Torre di Pagani
Per gli ottavi di finale d’andata play off promozione del campionato di Lega Pro che si disputerà sabato 20 maggio alle ore 20 e 30 al “Mapei Stadium” di Reggio Emilia è stato designato Pierantonio PEROTTI della sezione di Legnano a dirigere la gara tra Reggiana e Juve Stabia.
Perotti, nato a Milano il 3 settembre 1985, è al suo quarto campionato in Lega Pro, tre sono i precedenti con i gialloblù, uno nell’attuale stagione calcistica e due in quella precedente, questi i dettagli:
– 2015 / 2016 – Campionato Nazionale Lega Pro girone ‘ C ‘
– 16 novembre 2015 – 11° giornata d’andata: BENEVENTO – JUVE STABIA 1 – 1 all’eurogol di Guido GOMEZ, seguì il pari sannita con una clamorosa autorete dello stabiese di Marco MIGLIORINI.
– 2015 / 2016 – Campionato Nazionale Lega Pro girone ‘ C ‘
– 30 aprile 2016 – 16° giornata di ritorno: MONOPOLI – JUVE STABIA 4 – 0 il poker dei pugliesi si concretizzò con due reti per tempo, nel primo con Pinto e Di Mariano e nel secondo con Esposito e Viola.
– 2016 / 2017 – Campionato Nazionale Lega Pro girone ‘ C ‘
– 23 ottobre 2016 – 10° giornata d’andata: PAGANESE – JUVE STABIA 1 – 2 vespe in gol nei primi minuti dei due tempi con Francesco RIPA e Nicolas IZZILLO, a poco più di venti dalla fine, accorciarono i gli azzurrostellati.
L’assistente numero uno sarà: Michele LOMBARDI della sezione di Brescia;
l’assistente numero due Marco TRINCHIERI della sezione di Milano;
quarto ufficiale Fabio SCHIRRU della sezione di Nichelino.
Giovanni MATRONE
Tim Cup, finale: le Pagelle di Juventus vs Lazio 2-0 (Salvatore SORRENTINO)
Termina 2 a 0 per la Juventus la finale di Coppa Italia. La squadra di Torino si aggiudica il primo trofeo stagionale grazie alle reti di Daniel Alves e Leonardo Bonucci che superano la Lazio di Simone Inzaghi in finale.
Ecco le pagelle del match:
JUVENTUS:
- NETO: 6.5 sicuro quando viene chiamato in causa.
- DANI ALVES: 7.5 decisivo il suo goal in apertura.
- CHIELLINI: 6.5 Roccioso.
- BONUCCI: 7 Monumentale insieme a Chiellini, firma anche il raddoppio che chiude il match.
- ALEX SANDRO: 6.5 al bacio l’assist per Dani Alves.
- MARCHISIO: 6 dà sostanza e qualità al centrocampo.
- RINCON: 6 ordinaria amministrazione per lui.
- MANDZUKIC: 6.5 tanta corsa e sacrificio per il croato.
- DYBALA: 6.5 solita fantasia al servizio della squadra.
- HIGUAIN: 6 sbaglia qualche goal di troppo ma aiuta molto la squadra a salire.
- LEMINA: s.v
LAZIO:
- STRAKOSHA: 5.5 forse poteva di più su primo goal.
- BASTA: 6 partita sufficiente per lui.
- DE VRIJ: 5.5 soffre Higuain e Dybala.
- WALLACE: 5 si perde Dani Alves al 11′ minuto in occasione del primo goal
- BASTOS: 5 Impreciso.
- PAROLO: s.v.
- BIGLIA: 5.5 gara sottotono per lui.
- MILINKOVIC: 5 mancano i suoi soliti inserimenti in attacco.
- LULIC: 5 un po’ appannato sulla fascia, soffre molto la velocità di Daniel Alves.
- KEITA: 5.5 colpisce il legno al 5′ minuto poi scompare dalla partita..
- IMMOBILE: 5.5 cerca di lottare per la squadra ma viene sempre chiuso dai centrali juventini.
- LUIS ALBERTO: s.v.
- FELIPE ANDERSON:5.5 entra per cambiare le sorti del match, ma si vede molto poco.
La Juventus batte la Lazio e si aggiudica la Coppa Italia
La Juventus di mister Allegri è la vincitrice della Coppa Italia 2016/2017. I bianconeri, vicini alla vittoria dello scudetto e in finale di Champions League con il Real Madrid, hanno battuto 2-0 la Lazio di mister Inzaghi all’Olimpico, al termine di una gara battagliera e gagliarda sbloccata da un bel gol di Dani Alves su assist di Alex Sandro e chiusa dal gol di rapina da parte di Leonardo Bonucci. Allegri schiera la sua Juve con un 3-5-2 atipico, diverso dal 4-2-3-1 al quale ci aveva abituato. Neto, portiere di Coppa, titolare anche stasera. La BBC formata da Barzagli, Bonucci e Chiellini confermata in difesa con Dani Alves e Mandzukic sulle corsie esterne e il folto centrocampo formato da Rincon, Marchisio e Alex Sandro, spostato al centro causa squalifica di Pjanic e infortunio di Khedira. Confermati Higuain e Dybala in attacco. Inzaghi, invece, schiera la Lazio con Strakosha in porta, Basta, De Vrij, Wallace e Bastos in difesa, Parolo, Biglia, Milinkovic e Lulic a centrocampo con Immobile e Keita in attacco. Gara per la Juventus, però, non era iniziata bene con la Lazio che ha sfiorato il vantaggio con Keita Balde, il quale ha preso il palo graziando il portiere Neto. Nella ripresa i bianconeri si sono limitati alla gestione del doppio vantaggio senza mai soffrire ma, addirittura, andando vicina al tris con Gonzalo Higuain. Primo titolo stagione per i bianconeri, che potranno bissare già domenica allo Juventus Stadium contro il Crotone. Basta una vittoria per festeggiare il tricolore.
PlayOff Juve Stabia vs Reggiana: parte la prevendita
S.S. Juve Stabia rende noto che alla luce dell’accordo intercorso tra la società stabiese, la Reggiana Calcio e Lega Pro, allo scopo di favorire un maggiore afflusso di pubblico, in occasione del match tra Juve Stabia e Reggina, valevole per il secondo turno ( gara di ritorno ) play off Lega Pro 2016/2017, in programma allo Stadio “Menti” mercoledì 24 maggio, con inizio alle ore 20.30, è stata operata una riduzione del prezzo dei tagliandi d’ingresso ed introdotti i biglietti ridotti per gli under 14. Inoltre, S.S. Juve Stabia rende noto che le gare dei Play Off sono organizzate dalla Lega Pro, e non saranno rilasciati accrediti.
Di seguito i prezzi dei tagliandi
- Curva San Marco euro 10,00 – ridotti euro 5,00 ( compresi diritti di prevendita )
- Tribuna Varano (distinti) euro 12,00 – ridotti euro 6,00 ( compresi diritti di prevendita )
- Tribuna Quisisana (scoperta) euro 15,00 – ridotti euro 8,00 ( compresi diritti di prevendita )
- Tribuna Monte Faito (coperta) euro 20,00 – ridotti euro 10,00 ( compresi diritti di prevendita )
- Tribuna Panoramica ( vip ) euro 50,00
I tagliandi potranno essere acquistati, a partire da domani 18 maggio, esclusivamente presso i punti vendita abilitati che qui di seguito riepiloghiamo:
- Bar Dolci Momenti – Via Cosenza
- Bar Gialloblù – Viale Europa
- Light Break – Corso Vittorio Emanuele
- Centro Ricreativo Juve Stabia – Via Bonito
- Pianeta Scommesse – Via Michele Esposito 2 S.S.
Juve Stabia
Roma, possibile futuro a Miami per Francesco Totti? Intanto Kessie va al Milan
NOTIZIE AS ROMA – L’indiscrezione è di quelle clamorose ed arriva direttamente dagli States: Francesco Totti starebbe seriamente meditando di lasciare Roma per proseguire la sua carriera da calciatore in Florida. Secondo AS sarebbe Nesta in persona ad aver convinto il numero 10 della bontà del progetto che ruota intorno al Miami. L’ex biancoceleste è infatti allenatore di questa squadra che milita nella NASL (corrispondente alla nostra Serie B) ed i rapporti con Totti sono da sempre ottimi.
Pare infatti che il capitano giallorosso non si senta ancora pronto ad abbandonare il campo per intraprendere una carriera 2.0 dietro la scrivania e perciò avrebbe già dato l’assenso a questa avventura a stelle e strisce.
MERCATO – Intanto sul fronte trasferimenti, sembra definitivamente sfumato Kessie: il centrocampista che tanto bene ha fatto in questa stagione con la maglia dell’Atalanta sarebbe ormai destinato a vestire la casacca rossonera per la stagione 2017-2018. Sul piatto il Milan ha messo 28 milioni di euro e la firma dovrebbe essere imminente. Secondo Sky Sport l’accordo verrà messo nero su bianco dopo Empoli-Atalanta del 21 maggioe poi ci sarà da attendere solo il placet della Federazione.
Claudia Demenica
Reggiana – Juve Stabia: ufficiale il “porta due amici”
Come da noi anticipato nella giornata di ieri (CLICCA QUI), per la gara tra Reggiana e Juve Stabia varrà il “porta due amici”, che consente ad ogni titolare di tessera del tifoso di acquistare anche due biglietti per chi non ha la tessera.
Di seguito il comunicato delle Juve Stabia:
S.S. Juve Stabia rende noto che, in occasione della gara Reggiana-Juve Stabia, in programma sabato 20 maggio, alle ore 20,30 e valevole per il secondo turno, gara di andata, play off Lega Pro Divisione Unica 2016/17, è stata attivata l’iniziativa “Porta due amici”. Per il settore ospiti ogni possessore di tessera del tifoso potrà acquistare atri 2 tagliandi per 2 tifosi non tesserati.
S.S.Juve Stabia
De Luca: “Koulibaly via? Il Napoli potrebbe valutare un’offerta irrinunciabile”
De Luca: “Koulibaly via? Il Napoli potrebbe valutare un’offerta irrinunciabile”
E’ intervenuto, ai microfoni di Radio Crc, Francesco De Luca, responsabile dello sport per il Mattino. Ecco quanto dichiarato: “Il Napoli non farebbe mai un’operazione in stile Juventus con Higuain, non spenderà mai 90 milioni per un giocatore, ma bisogna prendere atto della situazione attuale di classifica e dello scarto attuale tra prima e terza in classifica. Questo distacco con la Juventus si sta colmando ed è vero che il mercato è sempre aperto, ma i profili sono sempre quelli di giocatori giovani che possano entrare in un contesto già buono così come stanno facendo Zielinski e Rog. L’offerta del Chelsea per Koulibaly arrivata nella scorsa estate non ha fatto tremare i polsi al Napoli che ha venduto 90 milioni Higuain, ma se il Chelsea quest’anno o un’altra squadra si farà avanti con un’offerta irrinunciabile, credo che il club azzurro la valuterà”.
Hamsik, l’agente: “Stagione migliore per Marek, sempre più forte ogni anno”
Hamsik, l’agente: “Stagione migliore per Marek, sempre più forte ogni anno”
Ai microfoni del WyScout di Torino, è intervenuto l’agente di Marek Hamsik, Juraj Venglos, il quale ha dichiarato: “Questa è la migliore stagione di Marek Hamsik. Almeno io sono di questa idea, e la sua crescita sembra non conoscere sosta, di anno in anno diventa sempre più forte. Il campionato è una competizione lunga e logorante, il Napoli però è sempre lì a lottare per le primissime posizioni. Non è facile competere con la Juventus e la Roma ma ormai i partenopei rispondono presente da anni. Hamsik desidera tanto vincere con la squadra della quale ha la fortuna di essere il capitano.”
SULLA CHAMPIONS- “Si tratta di un torneo molto differente dal campionato, dove soltanto le squadre migliori arrivano a giocare. Nella prossima stagione ci sarà di nuovo il Chelsea, e poi terrei d’occhio il Manchester City di Guardiola che è all’inizio di un ciclo e sarà senz’altro più competitivo dopo il flop raccolto in questa stagione. Per quanto riguarda il Napoli, la squadra ha assunto maggiore esperienza internazionale e con il gruppo che si ritrova non c’è dubbio che gli uomini di Sarri potranno dire la loro. Nuove promesse slovacche in Italia? Ci stiamo lavorando…”.
Di Gennaro: “Serie A competitiva, il Napoli si sta avvicinando alla Juve”
Di Gennaro: “Serie A competitiva, il Napoli si sta avvicinando alla Juve”
Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto Antonio Di Gennaro, ex giocatore nonché opinionista Premium. Ecco quanto dichiarato: “Il nostro campionato è competitivo e a questo punto la Juventus sta cercando di gestire il vantaggio su Roma e Napoli. La squadra giallorossa cambierà in prospettiva mentre il Napoli ha battuto ogni record e si sta avvicinando molto alla Juventus. Dal punto di vista della qualità, la squadra azzurra esprime il calcio più bello e non so quando vincerà, ma in campionato con una Juve così diventa difficile. Il centrocampo e l’attacco del Napoli credo che in prospettiva possano migliorare già con la rosa attuale che è fatta di giovani già bravi e che cresceranno, è in difesa che servono calciatori di un livello superiore”.
Napoli, senti Zoff: “L’anno prossimo gli azzurri possono lottare per lo scudetto”
Napoli, senti Zoff: “L’anno prossimo gli azzurri possono lottare per lo scudetto”
Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto l’ex azzurro Zoff, il quale ha dichiarato: “Credo che l’anno prossimo, trattenendo i gruppo di titolari, il Napoli possa lottare fino all’ultimo per lo scudetto. Dopo le ultime due stagioni, è logico aspettarsi un Napoli che possa competere per il titolo”.
Gazzetta dello Sport, Laudisa: “Inter ci prova per Sarri, ma il tecnico è blindato”
Gazzetta dello Sport, Laudisa: “Inter ci prova per Sarri, ma il tecnico è blindato”
Ai microfoni di Radio Crc, è intervenuto Laudisa, giornalista della Gazzetta dello Sport, il quale ha dichiarato: “Anche l’Inter ha fatto qualche sondaggio su Sarri, ma è blindato e non si muoverà da Napoli. Le schermaglie dialettiche poi ce le godiamo, ma non lasceranno traccia. Non sono così ottimista sul rinnovo di Ghoulam con il Napoli perché vedo ancora nubi all’orizzonte. Vedremo se la quadra economica verrà trovata”.
Sky- In arrivo gli agenti di Mertens a Napoli: le ultime
Sky- In arrivo gli agenti di Mertens a Napoli: le ultime
Attraverso il suo sito ufficiale, Gianluca Di Marzio, giornalista Sky, scrive: “Obiettivo secondo posto in campionato ma sguardo sempre proiettato al futuro per il Napoli, che per le prossime stagioni dovrebbe puntare ancora su Dries Mertens. Ottimismo che cresce sempre più, sono ore decisive per il rinnovo del contratto dell’attaccante belga. Come dichiarato dal presidente De Laurentiis, in settimana arriveranno a Napoli gli agenti del classe ’87: dall’incontro si deciderà definitivamente il futuro di Mertens, ma al momento il rinnovo del contratto sembra sempre più probabile. Una storia destinata a durare ancora: Dries Mertens e il Napoli, avanti insieme”.
POMPIERE IN DIVISA FA SCIOPERO FAME DAVANTI AI PALAZZI DEL GOVERNO
Pompiere con cartello “vergogna” chiede attenzione in vista CDM 23 maggio su VVF
Roma, 17 maggio 2015 – Il segretario generale del sindacato Conapo sta effettuando il terzo giorno di sciopero della fame in divisa da vigile del fuoco davanti ai palazzi del governo e indossa un cartello la scritta “vergogna” e le rivendicazioni per la categoria. Il sindacalista chiede al governo “più stanziamenti per risolvere la grave disparità di trattamento tra le retribuzioni dei vigili del fuoco e quelle degli altri corpi dello stato, tra cui la polizia che dipende dallo stesso ministero dell’interno. Una differenza che – spiega – ammonta a trecento euro nette al mese nelle qualifiche più basse, disparità che raddoppia e addirittura triplica nei gradi più alti e che perdura da decenni senza soluzione. Stessi problemi ci sono sul trattamento pensionistico e nelle carriere, in pratica – dice – ci trattano come carne da macello e non risolvono mai il problema”.
Pel Brizzi “questa grave situazione non si risolve nemmeno con i 103 milioni di euro stanziati recentemente dal governo a seguito delle varie proteste, sono insufficienti e ne servono almeno altri 50 per provare ad equiparare solo alcune delle voci retributive. Se poi si tiene conto che il governo ha stanziato circa un miliardo per forze armate e di polizia appare chiaro che la disparità di trattamento è destinata a restare nonostante tutte le lodi e le promesse che i politici hanno dispensato sui pompieri da Amatrice a Rigopiano”.
Il leader del Conapo protesta anche per chiedere che “le risorse stanziate siano tutte destinate ai pompieri in divisa sino al raggiungimento della piena equiparazione con gli altri corpi, processo che non può essere vanificato o rinviato suddividendo le insufficienti risorse con gli impiegati del corpo come chiedono altri sindacati, è una questione di dignità e di rispetto verso coloro che sono chiamati ai doveri del soccorso e della sicurezza pubblica al prezzo della vita e che ogni volta che entrano in servizio si domandano se potranno tornare a casa a riabbracciare i propri cari e lo continuano a fare sottopagati mentre cosi non è per gli impiegati dei vigili del fuoco che non ci risultano sottopagati rispetto agli altri impiegati dello stesso ministero. Sia chiaro che nessuno di noi vuol negare i giusti aumenti contrattuali agli impiegati, ma qui non si tratta di aumenti del contratto di lavoro ma di risorse aggiuntive stanziate per compensare il rischio e l’usura di tutti gli appartenenti a quei corpi che nello stato rischiano la vita per la difesa e la sicurezza dei cittadini e tra questi i pompieri sono i più bistrattati. In nessun altro corpo si sognano di dare questi soldi ai loro impiegati perché nei pompieri si invece di pensare a darci pari dignità con gli altri corpi ? E’ paradossale, daremo battaglia !”.
“A Mattarella, Gentiloni, Minniti e alla Madia chiedo più attenzione per i vigili del fuoco in vista del 23 maggio, data entro la quale il consiglio dei ministri dovrà approvare il decreto sui vigili del fuoco (atto governo 394) che deve essere modificato stanziando maggiori risorse per l’equiparazione e finalizzandole espressamente per chi nel corpo veste la divisa. Sino a quel momento sarò in sciopero della fame facendo la spola tra Viminale, Parlamento e Quirinale” ha chiarito il segretario del sindacato dei vigili del fuoco.
Castel Volturno, doppia seduta per il Napoli in vista della Fiorentina: il report
Doppia seduta per il Napoli a Castelvolturno.
Gli azzurri preparano il match con la Fiorentina al San Paolo per l’anticipo della 37esima giornata di Serie A in programma sabato alle ore 20,45.
Al mattino la squadra si è divisa in due gruppi. Centrocampisti e attaccanti, sul campo 1, hanno svolto attivazione e lavoro tecnico con l’ausilio di paletti. Di seguito sviluppo di gioco con tiri in porta.
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Sul campo 2, i difensori sono stati impegnati in attivazione e allenamento tecnico tattico specifico.
Nel pomeriggio il gruppo ha svolto circuito di forza e partitine con le sponde.
Domani allenamento di pomeriggio.
Da sscnapoli.it
Kiss Kiss – Si pensa a Sirigu come vice Reina: è lui il primo della lista
A Radio Kiss Kiss Napoli, nel corso di Radio Gol, è intervenuto il giornalista Diego De Luca rilasciando alcune dichiarazioni:
“Come secondo portiere arriverà un giocatore esperto accanto al titolare Pepe Reina . Il nome più caldo è quello di Salvatore Sirigu, ormai ha scalzato tutti gli altri. Sul taccuino di Giuntoli restano i nomi di Neto, Skorupski,Szczesny e Karnezis”.
Callejon: “Napoletani molto calorosi, per loro il calcio è una religione. Amo il mare, ma ci sono tanti posti belli”
Josè Callejon ha risposto, in diretta sulla pagina Facebook della Ssc Napoli, alle domande di alcuni tifosi attraverso l’hashtag AskJosè.
Le partite più emozionanti che hai giocato con il Napoli? “La finale di coppa Italia e quella di Supercoppa contro la Juventus. Anche la doppia sfida con il Real, sono tornato a casa mia e abbiamo fatto una grande gara al ritorno”.
Cosa ti ha colpito di più della città?. “Mi ha colpito la gente. E’un po’ come gli spagnoli, sempre aperti e calorosi. Per non parlare del mare, sempre bello andarci”.
Cosa mangi più spesso? “Il pesce, lo mangio spesso. Ma anche la mozzarella, i taralli, i cornetti con la nutella la notte. Bisogna stare attenti a non ingrassare”.
Cosa ti porterai a casa da Napoli? “Sicuramente i miei figli che sono napoletani. Tutta la gente, per loro il calcio è una religione e lo porterò sempre con me”:
Quale posto ti piace di più? “Il mare mi piace tantissimo. Sono nato vicino al mare e lo adoro fin da quando ero piccolo. Anche Castel dell’Ovo è molto bello, ma il mare mi piace di più”.
Sussidi e servizi: a Cheremule (SS) non servono assegni, serve un medico
Nicola Pinna, de La Stampa, firma un reportage dalla Sardegna spopolata: “Qui non servono assegni” raccontano gli abitanti di Cheremule (Sassari). “Abbiamo bisogno di un medico”.
Nella Sardegna spopolata: “Qui non servono assegni, vogliamo un medico”
Cheremule resiste grazie al mutuo soccorso: “Ma fra mezzo secolo non ci vivrà più nessuno”
CHEREMULE (SASSARI) – Il countdown è già partito: per combattere la povertà e risolvere il problema conseguente, cioè lo spopolamento, a Cheremule hanno a disposizione più o meno una cinquantina d’anni. Massimo sessanta, dicono i massimi esperti di dinamiche umane. Usare i verbi al futuro, in questo paese del Sassarese, è quasi un azzardo, perché la prospettiva è che tutte queste casette in pietra si svuoteranno nell’arco di pochi decenni. Ora sono rimasti in 450 e tra mezzo secolo il paese non ci sarà più: la condanna è senz’appello e non è solo frutto di una ricerca universitaria. È la realtà. Per semplificare bastano i dati del 2016: un solo nato e undici morti. Dei vivi, già 149 hanno superato i 65 anni. I giovani sono tutti fuggiti, i pochi rimasti sono disoccupati.
Leggi anche: Molti sussidi, pochi servizi: il dramma dei poveri
Nella Sardegna che spende (quasi inutilmente) 106 euro a residente per combattere la povertà, l’emergenza più concreta è la fuga di massa: dall’isola all’estero e dai paesi dell’entroterra verso le zone costiere e le città più grandi. «La Regione in questi anni è stata di manica larga nell’erogazione di risorse destinate alla povertà, ma i risultati non sono arrivati – dice il sindaco Salvatore Masia – Non basta dare assegni per sostenere le famiglie in difficoltà. Qui abbiamo bisogno di migliorare i servizi, a cominciare da quelli sanitari, per evitare che la gente sia costretta a fuggire». A Cheremule il medico è pendolare: apre l’ambulatorio tre volte alla settimana e la farmacia funziona nelle stesse giornate. Per la spesa occorre accontentarsi delle scorte dell’unico piccolo market, altrimenti bisogna salire in macchina, affrontare 45 chilometri di superstrada e arrivare fino a Sassari. La scuola media non c’è mai stata e quella elementare ha chiuso alla fine degli Anni Ottanta: i 23 bambini del paese ogni mattina salgono sullo scuolabus e vanno a Thiesi, la cittadina più grossa che da qui dista poco meno di 10 chilometri. La prima azienda del paese si chiama Inps: le pensioni sono davvero il motore dell’economia.
«Gli anziani aiutano i tanti giovani disoccupati, se non ci fossero i vecchi la situazione sarebbe ancora più grave – racconta don Patrizio Branca – Ci aiutiamo a vicenda e per questo l’emergenza non è così evidente». Il Comune paga bollette e passa l’assegno di sostentamento a una decina di famiglie, ma l’amministrazione si è data un obiettivo che sembra quasi un sogno: «I poveri non bisogna sfamarli – sostiene il sindaco – È più importante aiutarli a trovare un’alternativa. Se tutti riescono a risollevarsi, il nostro paese potrà evitare il rischio della scomparsa».
Da queste parti l’assistenza sociale si fa ogni giorno di casa in casa. In silenzio. Lo chiamano «s’aggiudu torrau» ed è una sorta di mutuo soccorso tra famiglie. Funziona e molto meglio dei progetti regionali. «Fossimo stati in una grande città saremmo finiti alla mensa della Caritas, qui siamo riusciti a risollevarci»: Giuseppe Sanna il dramma della disoccupazione l’ha vissuto sulla pelle. Ha perso il lavoro a 45 anni e dopo un breve periodo di cassa integrazione ha messo su due aziende, insieme alla moglie Nives. Lui gestisce il verde pubblico per i Comuni della zona, mentre lei guida il trattore e coltiva ortaggi e foraggio. «Adesso stiamo progettando di fare qualche assunzione e questa è una bella soddisfazione».
Rita Onida ha vissuto 40 anni a Torino e quando è tornata in Sardegna si è trovata in ginocchio: sola, con un assegno di invalidità di 280 euro e nessuna possibilità di trovare un nuovo lavoro. «Ora accompagno i bambini sul pulmino che li porta a scuola. In cambio il Comune mi dà un assegno di circa 400 euro che mi basta per sbarcare il lunario». Federica Sanna, invece, ha 33 anni e una laurea in tasca: deve mantenere una bambina piccola e non trova lavoro. Ma ha deciso che da Cheremule non andrà via: «Non ce la passiamo tanto bene e andare a vivere lontano sarebbe la scelta più facile. Ma a me sembra che qui la povertà si senta di meno».
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lastampa/Nella Sardegna spopolata: “Qui non servono assegni, vogliamo un medico” NICOLA PINNA
Albiol: “Scudetto? Vincerlo sarebbe come un mondiale. A Napoli mi trovo bene, voglio restare qui”
In diretta sulla pagina Facebook della Ssc Napoli, Raul Albiol ha risposto alle domande di alcuni tifosi azzurri attraverso l’hashtag #AskRaul.
Cosa sarebbe uno scudetto a Napoli? “Sarebbe come la vittoria di un mondiale. Questa città ha bisogno di vincere dopo tanti anni, qui è solo calcio. Vincere sarebbe il massimo”.
Il loco del gruppo? “Pavoletti sicuramente è il più pazzo”.
Cosa preferisci della città in particolare? “Mi piace tutto. La gente molto calda, ti fermano per strada per farti i complimenti. Sono qui da quattro anno e sono felice. Calcisticamente abbiamo fatto una grande stagione. Per questo mi trovo bene qui e voglio continuare”.
Come ti trovi con i compagni di squadra? “Con Jorginho male (ride, ndr), non è vero è il migliore di tutti”.
Che emozioni ti dà il San Paolo? “E’ un emozione grande giocare in questo stadio. Gli avversari sanno che è uno stadio caldo e storico. Per noi è un fattore importante, mi ha colpito sin dal primo giorno”.
Con quale dei tuoi compagni vai più d’accordo? “Con nessuno, sto da solo sempre (ride insieme con Callejon, ndr). Mi trovo bene con tutti i miei compagni. Conosco di più Josè e Pepe, ma anche con gli altri ho un ottimo rapporto. Sono da qui da quattro anni e non ho mai avuto problemi con nessuno”.
Molti sussidi, pochi servizi: il dramma dei poveri
In Italia la spesa assistenziale è in aumento ma il numero di poveri non diminuisce. Sono i numeri a descrivere l’inefficacia dei piani: per ogni milione di euro investito escono dall’indigenza solo 39 persone.
Molti sussidi, pochi servizi. I poveri non diminuiscono
La spesa assistenziale è in aumento, ma è meno efficace che all’estero. Per ogni milione investito escono dall’indigenza soltanto 39 persone
TORINO – «I poveri pagano per tutti. Non sappiamo proprio dove abbiano preso tutto questo denaro». Suona come una beffa, e in effetti lo è: in Italia i poveri sono pieni di soldi, ma non lo sanno. Su di loro ogni anno si riversano oltre 50 miliardi. Eppure restano poveri. Sempre di più.
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Non è vero che l’Italia si è dimenticata di chi è indietro. E non è vero che spende poco in sussidi, bonus, aiuti. Semmai, è il contrario: spende tanto, forse troppo, sicuramente male. Tra il 2004 e il 2014, per arginare la crisi, lo Stato ha aumentato la spesa assistenziale da 42,6 a 58,6 miliardi l’anno, pensioni escluse. Tutti i canali sono stati irrorati: assegni sociali, da 3,3 a 4,6 miliardi; sussidi, da 2,3 a 10,3 miliardi; servizi sociali, da 6,6 a 9,1 miliardi; assegni famigliari, da 5,4 a 6,3 miliardi. La spesa dei Comuni è passata da 182 a 249 milioni: più contributi economici per l’alloggio (da 64 a 76 milioni) e per l’integrazione del reddito (da 75 a 98 milioni). È servito a nulla.
Un esempio? La social card: 1,3 miliardi stanziati, ma solo un quarto è andato a persone in condizione di povertà assoluta. Il resto a redditi medi o medio-bassi.
Mentre si continuava a spendere 4,6 milioni di italiani sprofondavano nell’indigenza. Le povertà hanno continuato a crescere: affliggono il 9% di chi ha tra 18 e 34 anni (nel 2005 era il 3,1%) e il 7,8% di chi ha tra 33 e 64 anni (nel 2005 era il 2,7%); in generale la quota di popolazione considerata «assolutamente povera» è quasi triplicata, dal 2,9 al 7,6%. Un gruppo di ricercatori della Fondazione Zancan spiega le ragioni di questo cortocircuito in un volume, «Poveri e così non sia», pubblicato da «il Mulino». «Ogni milione in trasferimenti sociali fa uscire dal rischio povertà 39 persone contro le 62 della media europea», spiega Tiziano Vecchiato, il direttore del gruppo di ricerca. «Uno dei principali problemi è che il 90% degli stanziamenti sono trasferimenti monetari, anziché servizi». Un altro sono i criteri di erogazione, evidentemente sbagliati se solo il 9% di tutti trasferimenti va al 20% più povero della popolazione contro il 21,7% dei paesi Ocse.
La dimostrazione di quanto poco efficace sia la spesa si ricava dal confronto con il resto d’Europa. In Italia circa il 25% della popolazione è a rischio di sprofondare nella povertà; dopo l’intervento dello Stato la quota scende del 5%. La media europea è l’8,6%, solo quattro nazioni fanno peggio dell’Italia: Polonia, Lettonia, Grecia e Romania. Le altre oscillano tra l’8% della Spagna e il 12,5% della Gran Bretagna. Le condizioni di partenza sono simili: circa un europeo su quattro è sul crinale; la differenza è che dopo l’intervento dello Stato altrove la situazione cambia sensibilmente; da noi molto meno.
La nostra è una spesa improduttiva, assistenziale, spiegano i ricercatori. E ridondante: un cittadino può contare, in teoria, su 65 diverse forme di assistenza tra Comune, Regione, Stato e altri enti. C’è chi riesce a intercettarne più di una, e talvolta alla fine riceve più di quel che gli serve, e chi nessuna. Molte nascono e dopo poco vengono soppresse. L’efficacia non viene mai analizzata. Un esempio sono i 19 miliardi investiti in misure straordinarie negli ultimi anni: il reddito minimo di inserimento è durato due anni, il bonus straordinario per le famiglie uno solo. I fondi della nuova social card sono stati spesi solo in parte, e così i bonus bebè e famiglie numerose. I contributi per le bollette di luce e gas hanno raggiunto un terzo di chi ne aveva diritto. Provvedimenti con un tratto comune: «Il carattere prevalentemente non strutturale, perché di natura temporale se non addirittura sperimentale», annotano Maria Bezze e Devis Geron che li hanno analizzati.
Nell’ultimo decennio si è pensato di affrontare l’esplodere della crisi aprendo i rubinetti delle finanze pubbliche e inventando nuove soluzioni. «Ma l’aggiunta di una misura non è un piano di lotta contro la povertà», ragiona Vecchiato. «Non abbiamo una ma tante forme di aiuto per affrontare lo stesso problema. Non servono risorse aggiuntive ma una bonifica dei trasferimenti». Spendere meglio per non condannare milioni di italiani a essere poveri a vita.
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