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Juve Stabia, Vicinanza: “La città è vittima dell’inquinamento camorristico. Ben vengano le inchieste”

La notizia dell’amministrazione giudiziaria disposta per la S.S. Juve Stabia scuote Castellammare di Stabia. Sulla vicenda interviene il sindaco Luigi Vicinanza, che esprime rammarico per le eventuali conseguenze sportive ma plaude all’azione della Magistratura, inquadrando l’evento in un contesto più ampio di lotta alla criminalità organizzata.

“La città e l’Amministrazione sono vittime di questo inquinamento camorristico”, dichiara in una nota il primo cittadino. “Dispiace per l’aspetto sportivo e perché questa circostanza complica il campionato che la squadra stabiese sta portando avanti in serie B. Noi da sempre tifiamo per la legalità”.

Vicinanza è netto nel sostenere l’operato degli inquirenti: “Ben vengano tutte le inchieste della Magistratura che servono per sconfiggere e contrastare la camorra e il clan D’Alessandro che da oltre mezzo secolo avvelena la vita pubblica di Castellammare di Stabia”.

L’azione quotidiana per la legalità

Il Sindaco sottolinea come l’Amministrazione sia quotidianamente impegnata a contrastare l’illegalità su più fronti, sottraendo spazi al degrado e rafforzando il tessuto sociale e infrastrutturale della città: “Lo facciamo intervenendo nelle scuole, organizzando eventi culturali, completando opere pubbliche, sgombrando immobili occupati abusivamente”.

Proprio a simbolo di questa azione, Vicinanza cita un evento svoltosi nella stessa giornata: “Oggi abbiamo inaugurato un infopoint sociale all’interno di un bene confiscato insieme al Prefetto di Napoli, S.E. Michele di Bari; al Commissario straordinario per il recupero e la rifunzionalizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, Prefetto Paola Spena; al Procuratore Capo di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso; al Presidente del Tribunale di Torre Annunziata, Giovanna Ceppaluni; al Questore di Napoli, Maurizio Agricola; all’assessore regionale, Mario Morcone; al sindaco di Gragnano, Nello D’Auria, in rappresentanza dell’Anci Campania; ai vertici locali di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale… uno spazio piccolo ma dal grande valore simbolico”.

Restituire beni alla comunità

L’impegno nel recupero dei beni sottratti alla criminalità e nel potenziamento delle strutture pubbliche è un punto chiave dell’intervento del Sindaco, che elenca una serie di progetti realizzati e in corso d’opera.

“Nelle scorse settimane abbiamo restituito alla città una scuola a Postiglione e per fine anno avremo a disposizione anche la nuova scuola a Scanzano”, prosegue Vicinanza. “Due settimane fa al San Marco nell’area della parrocchia abbiamo consegnato alla comunità un campo polivalente, prossimamente ne restituiremo un altro a Traversa Mercantili e stiamo completando anche i lavori all’interno dell’ex discoteca della camorra, altro bene confiscato, che sarà destinato ad usi sociali. Senza dimenticare altri due alloggi a Scanzano, anche questi appartenuti al clan D’Alessandro, che avranno una finalità sociale”.

Il precedente del 29 maggio

Infine, il Sindaco Vicinanza collega l’attuale situazione ai festeggiamenti per la promozione della squadra, avvenuti il 29 maggio, ribadendo la sua posizione già espressa all’epoca.

“Rispetto all’evento del 29 maggio ribadisco quello che dichiarai all’indomani di quei festeggiamenti. All’epoca chiesi alle autorità competenti – presenti in forze per garantire l’ordine pubblico – di approfondire l’accaduto affinché venisse fatta piena chiarezza e venissero accertati eventuali legami criminali tra frange della tifoseria ultras e organizzazioni camorristiche”,

Goldoni e i suoi fantasmi: Franco Branciaroli è “Sior Todero Brontolòn” al Teatro Sociale di Brescia

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Il mondo realistico di Carlo Goldoni incontra quello onirico e talvolta inquieto delle marionette. Il Centro Teatrale Bresciano (CTB) inaugura la sua cinquantaduesima Stagione, intitolata “L’equilibrio degli opposti”, con un evento di grande prestigio: Sior Todero Brontolòn, rilettura della celebre commedia goldoniana che vede protagonista assoluto Franco Branciaroli, per la regia di Paolo Valerio.

Lo spettacolo, una produzione del CTB con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e il Teatro de gli Incamminati, sarà in scena al Teatro Sociale di Brescia (via Felice Cavallotti, 20) da martedì 21 a domenica 26 ottobre 2025. Le rappresentazioni si terranno tutti i giorni alle ore 20.30, con l’eccezione della domenica (ore 15.30).

Attori e Marionette: l’Inconscio in Scena

La vera cifra stilistica di questa produzione, realizzata in collaborazione con I Piccoli di Podrecca, risiede nell’originale intuizione di affiancare agli attori in carne ed ossa le marionette, che fungono da loro alter ego.

“Il mondo di Goldoni, il mondo delle marionette, due universi che si incontrano”, spiega il regista Paolo Valerio nelle sue note. Le marionette agiscono come “un doppio dei personaggi, l’anima e l’inconscio che muove le azioni e il corpo”, creando un dialogo scenico talvolta armonico, talvolta conflittuale con l’attore. In questo allestimento, la marionetta diventa “il lato oscuro, per sopportare e reagire all’orrore domestico” della casa di Todero, offrendo una chiave per decifrare un personaggio “odioso ed egoista”.

La drammaturgia, curata da Piermario Vescovo, mantiene un rigoroso rispetto filologico per il testo della maturità goldoniana e per la sua lingua, che è già di per sé poesia.

Branciaroli e la sfida di Todero

Il personaggio di Sior Todero è un’evoluzione estrema del “rustego”. Se i burberi veneziani di Goldoni potevano conservare qualche tratto bonario, Todero ne è completamente privo. È un uomo avaro, tirannico con la servitù, opprimente verso il figlio e la nipote, perennemente diffidente.

Nonostante la sua natura respingente, la magistrale scrittura di Goldoni ha reso questo ruolo una vetta ambita dai più grandi interpreti della scena italiana, da Cesco Baseggio a Giulio Bosetti, fino a Gastone Moschin.

Oggi la sfida è raccolta da Franco Branciaroli, una colonna del teatro italiano, che torna sul palcoscenico bresciano per offrire una nuova e inaspettata interpretazione. Si rinnova così il sodalizio artistico con Paolo Valerio, dopo il successo dell’originale e dissacrante Shylock ne Il Mercante di Venezia.

Sul palco, Branciaroli sarà affiancato da un cast di prim’ordine: Piergiorgio Fasolo (Pellegrin), Stefania Felicioli (Marcolina), Alessandro Albertin (Gregorio), Ester Galazzi (Fortunata), Riccardo Maranzana (Desiderio), Valentina Violo (Cecilia), Emanuele Fortunati (Meneghetto), Davide Falbo (Nicoletto) e Federica Di Cesare (Zanetta).

Completano il team creativo le scene di Marta Crisolini Malatesta, i costumi di Stefano Nicolao, le luci di Gigi Saccomandi, le musiche di Antonio Di Pofi e i movimenti di scena di Monica Codena.

Approfondimento all’Università Cattolica

Per chi desiderasse approfondire i temi dello spettacolo, il CTB e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia organizzano un incontro della rassegna “Letteratura e Teatro”. L’appuntamento è per giovedì 23 ottobre alle ore 17.00 nell’Aula Magna dell’Università (via Trieste, 17).

Piermario Vescovo, curatore della drammaturgia, terrà una conferenza sul testo di Goldoni, con letture di brani dell’opera a cura dell’attore Antonio Palazzo. L’incontro, curato scientificamente dalla prof.ssa Lucia Mor, è a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Lo spettacolo Sior Todero Brontolòn è realizzato con il sostegno di Ministero della Cultura, Gruppo A2A, Fondazione ASM, Gruppo BCC Agrobresciano, ABP Nocivelli.

Juve Stabia: “Presunte infiltrazioni camorristiche, la società posta in amministrazione giudiziaria”

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Una scure giudiziaria si è abbattuta questa mattina sulla S.S. Juve Stabia 1907. La società calcistica è stata posta in amministrazione giudiziaria, come disposto da un decreto emesso dal Tribunale di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione in data 13 ottobre 2025.

L’operazione, eseguita oggi, 21 ottobre 2025, dalla Polizia di Stato della Questura di Napoli e dal Servizio Centrale Anticrimine, scaturisce da una proposta congiunta di vertici assoluti della magistratura e delle forze dell’ordine: il Procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, il Procuratore di Napoli Nicola Gratteri e il Questore di Napoli Maurizio Agricola.

L’accusa, dettagliata in un comunicato stampa ufficiale, è pesantissima: l’esistenza di un “sistema di condizionamento mafioso” dell’attività economica del club da parte del clan D’Alessandro, egemone sul territorio stabiese.

Le indagini: dai “pentiti” alle intercettazioni al 41-bis

L’articolata attività investigativa e le analisi patrimoniali hanno fatto emergere come la gestione di numerosi servizi vitali per la società sia stata affidata, nel tempo, a imprese e soggetti con chiare “profili di contiguità” al clan D’Alessandro.

Le prove, secondo gli inquirenti, sono state confortate da dichiarazioni convergenti di collaboratori di giustizia e dagli esiti di registrazioni di colloqui in carcere di detenuti in regime di 41-bis, appartenenti tra l’altro anche al clan Cesarano.

I settori strategici finiti nel mirino sono molteplici: sicurezza, ticketing, bouvetteria (servizi di ristoro), pulizie, servizi sanitari e, fino al 2024, persino il trasporto della prima squadra. Secondo la Procura, l’attuale assetto societario “è subentrato in relazioni economiche di antica data” che si sono rivelate “sottoposte al condizionamento di presenze e interessi mafiosi” e che rischiano di perdurare in assenza di adeguati meccanismi di controllo.

Il caso della sicurezza: un tifoso con DASPO ai tornelli

Un esempio lampante del condizionamento, citato nel comunicato, riguarda il “nevralgico settore” della sicurezza e dello stewarding. L’assenza di controlli rigorosi sui contraenti avrebbe condizionato la gestione degli eventi sportivi, anche sotto il profilo dell’ordine pubblico.

La prova palese, scrivono gli inquirenti, è emersa durante la partita Juve Stabia – Bari dello scorso 9 febbraio 2025. Il personale del Commissariato di Castellammare di Stabia verificò che ai tornelli della Curva San Marco, settore dei tifosi locali, era presente “con ruolo attivo al filtraggio”, accanto agli steward ufficiali, un esponente del tifo organizzato già colpito da D.A.Spo. (Divieto di Accedere alle manifestazioni Sportive).

Ticketing e tifo organizzato: l’infiltrazione del clan

Anche il servizio di ticketing è risultato compromesso. Le indagini hanno portato alla luce una “prassi diffusa” che, attraverso punti vendita “analogamente compromessi” e il rilascio di biglietti con dati anagrafici alterati, era “quantomeno potenzialmente idonea” a consentire l’accesso allo stadio a soggetti pregiudicati, colpiti da D.A.Spo e “molti dei quali contigui al clan D’Alessandro”.

Gli inquirenti parlano di una “diffusa infiltrazione” del clan nella tifoseria organizzata locale. A testimoniarlo, i numerosi provvedimenti emessi nella scorsa stagione calcistica: 22 D.A.SPO “fuori contesto” (cioè non legati a episodi da stadio) nei confronti di pregiudicati appartenenti o vicini al clan (alcuni con ruoli di promozione del tifo), e altri 16 DASPO emessi per episodi violenti durante le partite.

La “saldatura” pubblica: ultras sul palco con le istituzioni

La “saldatura” tra esponenti del tifo organizzato (con contiguità criminale) e la comunità stabiese, secondo la Procura, si è manifestata palesemente lo scorso 29 maggio, durante un evento organizzato dal Comune di Castellammare di Stabia per celebrare la stagione della squadra.

In quella circostanza, denunciano gli inquirenti, i rappresentanti dei tre gruppi ultras della tifoseria – “alcuni colpiti da D.A.Spo e con profili di contiguità criminale” – sono “proposti pubblicamente sul palco con vertici della società di calcio, autorità civili e istituzioni pubbliche”.

Ombre anche sul settore giovanile

Infine, l’indagine ha rilevato “significativi indici di condizionamento” anche nelle scelte dei responsabili del settore tecnico giovanile. Uno di loro, si legge nel comunicato, era già stato destinatario di provvedimenti della giustizia sportiva che attestavano “radicate e consolidate relazioni con il clan”.

La misura dell’amministrazione giudiziaria, che non è “ablativa” (non sequestra la società), è finalizzata, concludono i procuratori e il questore, “al ripristino della legalità e della trasparenza gestionale, interrompendo il circuito di agevolazione mafiosa instauratosi e restituendo alla società condizioni di autonomia, correttezza e regolarità operativa”.

L’Amore Ricostruito: Quando la Felicità è un “Fai da Te” Familiare

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Si dice che “l’amore è quella cosa che accade e basta”, e Rossella Tudisco in “L’indefinita convivenza – un amore fai da te” ne è la prova vivente. L’autrice ci offre un racconto onesto e intimo di come questo amore, quando arriva, non si limiti a travolgere due individui, ma abbia la forza di ridisegnare e unire due intere famiglie: una che sembrava in frantumi e una in piena fioritura. Questo libro è un’esperienza autobiografica che illumina il percorso spesso complesso, ma straordinariamente ricco, di chi accetta di amare restando a lato eppure al passo, affrontando il “lavoro” necessario per trasformare quelle che la società definisce “famiglie allargate” in un microcosmo di affetti autentico. Non è un testo polemico, ma uno sguardo pieno di delicatezza su un rapporto che, nel tempo, può diventare unico e meraviglioso.

Si dice “l’amore è quella cosa che accade e basta” eppure quando accade stravolge la vita di chi “prende di mira” senza pensare al chi sia quella persona e alla storia che abbia nel suo passato, accade così.. nella sua magica semplicità

Questa è una storia d’amore, quello che stravolge ma anche quello che sa unire due famiglie, una che sembrava caduta in frantumi e l’altra che stava sbocciando.

Un libro che racconta l’esperienza autobiografica di chi per anni accetta di restare a lato ma comunque al passo di chi sta amando, donne che sono madri in un modo diverso, all’interno di quelle che si definiscono famiglie allargate ma che spesso per arrivare a questa etichetta hanno bisogno di un “lavoro” non sempre di squadra.

Non è sicuramente un libro polemico bensì una storia che guarda con delicatezza e con amore a un rapporto che può diventare meraviglioso e unico nel tempo.

Padova – Juve Stabia, al via la prevendita senza limitazioni per il settore ospiti dello stadio Euganeo

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Inizia la marcia di avvicinamento alla prossima trasferta per i tifosi delle Vespe. La S.S. Juve Stabia 1907 ha reso note le modalità ufficiali per l’acquisto dei biglietti del settore ospiti in occasione della gara Padova-Juve Stabia, valida per la giornata n.9 del campionato di Serie BKT.

Il match è in programma domenica 26 ottobre 2025, con fischio d’inizio alle ore 15:00, presso lo Stadio “Euganeo” di Padova.

Vendita Libera: la decisione del GOS

La notizia più rilevante per i sostenitori stabiesi riguarda le restrizioni: il GOS (Gruppo Operativo Sicurezza), accogliendo le disposizioni del CASMS, ha deliberato la vendita libera per il settore riservato ai tifosi ospiti.

Questo significa che per l’acquisto del tagliando non sarà necessaria alcuna tessera del tifoso. Il settore designato è la “Curva Nord Ospiti”, con una capienza totale di 1500 posti.

Date e Canali di Vendita

La prevendita prenderà il via ufficialmente alle ore 10:00 di martedì 21 ottobre e si concluderà inderogabilmente alle ore 19:00 di sabato 25 ottobre, giorno precedente alla gara.

I tagliandi potranno essere acquistati tramite i seguenti canali:

  • Online sul sito Vivaticket.
  • Presso tutti i punti vendita autorizzati Vivaticket sul territorio nazionale.

Dettaglio Prezzi Settore Ospiti (Curva Nord)

Di seguito i prezzi stabiliti per il settore “Curva Nord Ospiti”, ai quali andranno sommati i diritti di prevendita:

  • Intero: € 20,00
  • Ridotto Over 65: € 16,00
  • Ridotto Donna/Under 25: € 14,00
  • Ridotto Under 18: € 5,00

Juve Stabia, la perla di Nicola Mosti illumina il Romeo Menti: Un gol da leggenda nel derby contro l’Avellino

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La notte del derby contro l’Avellino resterà scolpita nella memoria dei tifosi stabiesi non solo per il cruciale 2-0 che ha permesso alle Vespe di volare in classifica, ma soprattutto per un gesto tecnico di rara bellezza che ha illuminato lo stadio “Romeo Menti”: il gol di Nicola Mosti.

Un’autentica gemma che, a detta di molti, si candida ad entrare di diritto nella ristretta galleria dei gol più belli mai segnati dalla Juve Stabia nel campionato cadetto. Un club esclusivo che già annovera prodezze indimenticabili come quelle di Horacio Erpen contro il Cittadella o la magia di Fabio Caserta, ironia della sorte, sempre contro i lupi irpini, per non parlare della precisione pura di Nazzareno Tarantino contro il Modena.

È il 39′ minuto del primo tempo. Su un corner respinto corto dalla difesa dell’Avellino, la palla carambola invitante sui 25 metri. In quel preciso istante, la sfera diventa un bersaglio perfetto per il centrocampista gialloblù. Mosti, senza pensarci due volte, coordina il corpo e lascia partire un sinistro al fulmicotone, un missile terra-aria di una violenza e precisione inaudite.

La traiettoria è letale: la palla si insacca con precisione chirurgica proprio sotto l’incrocio dei pali, rendendo vano qualsiasi tentativo di intervento del portiere avversario, Iannarilli, che può solo guardare.

Un’esplosione di gioia incontenibile travolge il Menti, un’ovazione assordante per un gol che è pura poesia calcistica, un capolavoro balistico. La rete di Mosti non è solo bella, ma fondamentale: sblocca un match teso e sentito come solo un derby sa essere. L’impatto è tale che, sull’onda dell’entusiasmo, arriva quasi subito il raddoppio di Bellich, che chiude di fatto la contesa già prima dell’intervallo.

“È stato un gol clamoroso! Un gesto tecnico pazzesco,” è il commento unanime a fine gara tra gli addetti ai lavori, tutti uniti nell’ammirazione per la perfezione dell’esecuzione. La bellezza del gesto è tale da oscurare, almeno momentaneamente, persino l’importanza capitale della vittoria nella sfida contro i rivali storici.

Nicola Mosti non è nuovo a giocate di classe, ma questa prodezza realizzata contro l’Avellino è destinata a diventare un’icona per i sostenitori gialloblù. È un’istantanea di potenza, coordinazione e precisione che si affianca di diritto ai ricordi più cari della storia recente della Juve Stabia in Serie B. Un gol da rivedere e tramandare ai posteri, la dimostrazione lampante che il calcio, a volte, è anche e soprattutto arte.

Vesevus Hub Volley: Entusiasmo, crescita e passione per una nuova stagione da protagonisti

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La VESEVUS HUB Volley, si prepara ad affrontare una nuova stagione con entusiasmo e con l’obiettivo di alzare ulteriormente l’asticella.

Dopo un primo anno ricco di soddisfazioni, la società consolida il proprio progetto sportivo, fondato su basi solide e su una visione chiara: far crescere i giovani e offrire loro un ambiente sano, in cui lo sport diventi scuola di vita, condivisione e passione.

La scorsa stagione, ha rappresentato un importante punto di partenza, con risultati positivi e di tutto rispetto, ottenuti sia dalla prime squadre maschile e femminile, sia dei settori giovanili.

Le prestazioni ottenute in campo nel 2025, come in Seconda Divisione maschile e in Terza Divisione Femminile, hanno premiato il lavoro tecnico ed organizzativo svolto, valorizzando un gruppo unito, motivato e formato in gran parte da atleti cresciuti nel vivaio societario.

Per il nuovo anno sportivo, entrambe le prime squadre sono state rinforzate con nuovi innesti, scelti non solo per il valore tecnico ma anche per la volontà di condividere un progetto ambizioso e collettivo.

L’obiettivo è continuare a crescere e consolidarsi come realtà pallavolistica di riferimento nel territorio vesuviano, infatti la VESEVUS HUB Volley parteciperà anche ai campionati: U/13-U14-U16-U18 e Seconda Divisione Femminile, mentre per il settore Maschile parteciperanno ai seguenti campionati : U13-U15-U17-Prima Divisione.

La Vesevus Hub Volley, non vuole essere soltanto una società sportiva, ma un punto di riferimento per i giovani e per lo sport sano, fondato su valori di rispetto, amicizia, impegno e divertimento.

Il Presidente dichiara: “Siamo orgogliosi del percorso intrapreso e dei risultati raggiunti in così poco tempo. La priorità resta quella di investire sui giovani e sul territorio, consolidando una realtà che unisca competenza, passione e senso di appartenenza”.

Anche gli Allenatori, dichiarano: “Ripatiamo con entusiasmo e tanta voglia di migliorare i risultati. Ogni allenamento, ogni partita sarà un’occasione per crescere e consolidare il lavoro fatto. Puntiamo a   far esprimere al meglio i nostri atleti, mantenendo sempre vivi i valori di correttezza, spirito di squadra e rispetto reciproco.

Lo staff tecnico e dirigenziale ha sottolineato: ” La Forza della VESEVUS sta nel gruppo, nella collaborazione quotidiana e nella condivisione di un obiettivo comune. Il nostro impegno è garantire un ambiente organizzato e professionale al servizio dei nostri ragazzi, dove ciascun atleta possa sentirsi parte di una grande famiglia.

In conclusione, determinazione, entusiasmo e senso di appartenenza restano le parole chiave di un percorso che guarda al futuro con fiducia e passione.

La Juve Stabia sfida e batte la logica dei soldi: il modello virtuoso e sostenibile che incanta la Serie B

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L’analisi annuale dei monti ingaggi della Serie B offre sempre un quadro affascinante di come le società interpretano il campionato: c’è chi spende cifre da capogiro per tentare la scalata e chi, con budget ridotti, punta sull’organizzazione e sulla programmazione.

In questo scenario, la Juve Stabia si conferma, anche per la stagione in corso, un modello di gestione virtuosa. Le Vespe si collocano nuovamente agli ultimi posti in questa speciale classifica di spesa, un dato che, alla luce dei risultati sul campo, assume una connotazione estremamente positiva.

Il budget stanziato per gli stipendi dei calciatori ammonta a 7,4 milioni di euro. Sebbene questa cifra rappresenti un leggero aumento rispetto alla passata stagione, rimane di gran lunga inferiore a quella di molte concorrenti che, attualmente, si trovano costrette a inseguire i gialloblù in classifica.

“Non ho mai visto un mucchio di soldi segnare un gol”

Questo divario tra spesa e rendimento non è un caso, ma la conferma di una delle massime più celebri della storia del calcio, coniata da un maestro come Johan Cruyff. L’icona olandese sosteneva che, sebbene i soldi fossero importanti, lui preferiva di gran lunga la passione e l’organizzazione.

La sua frase, “Non ho mai visto un mucchio di soldi segnare un gol”, sembra cucita addosso alla realtà attuale della Juve Stabia.

La prova più recente e lampante di questa filosofia è arrivata dal derby di sabato scorso. La Juve Stabia ha affrontato e battuto l’Avellino in una sfida che, anche fuori dal campo, vedeva un netto squilibrio economico: ai 7,4 milioni delle Vespe si contrapponevano i 10,5 milioni di euro del monte ingaggi dei biancoverdi.

Il risultato del campo ha ribaltato quello della finanza. E, rispondendo idealmente a recenti dichiarazioni (come quelle di Biancolino), si può aggiungere che non sono solo i soldi a non vincere le partite: nemmeno la storia scende in campo. I 10 anni di Serie A disputati dall’Avellino, patrimonio storico innegabile ma risalente a circa cinquant’anni fa, non sono bastati a piegare l’organizzazione tattica e la fame dei gialloblù.

Il modello Stabia: Idee, lavoro e qualità

Il successo delle Vespe non è figlio del caso, ma di un progetto chiaro. La Juve Stabia, grazie all’opera del Direttore Sportivo Matteo Lovisa, si conferma una società che fa calcio principalmente con le idee.

Sono queste idee – nello scouting, nella costruzione della rosa e nella gestione delle risorse – che vengono poi tramutate in risultati sportivi concreti. Questo passaggio fondamentale è merito della professionalità e della qualità della rosa messa a disposizione, ma anche della capacità di Mister Abate di condurre la squadra durante tutta la settimana, preparando le partite con meticolosità e trasmettendo al gruppo la giusta mentalità.

Questa la classifica stilata da Capology.com:

MONZA 27,8

SAMP 20,8

VENEZIA 20,5

PALERMO 18,9

SPEZIA 16

EMPOLI 14,4

BARI 13,7

FROSINONE 12,4

MODENA 11,3

REGGIANA 10,6

AVELLINO 10,5

CATANZARO 9,5

CESENA 7,9

SUDTIROL 7,87

CARRARESE 7,85

JUVE STABIA 7,4

PADOVA 6,96

MANTOVA 6,94

PESCARA 6,6

VIRTUS ENTELLA 5,7

Ancora una volta, la Juve Stabia dimostra che in Serie B la programmazione e il lavoro possono battere budget nettamente superiori.

Juve Stabia, vittoria nel derby con l’Avellino e sorpasso in classifica: Mosti-Bellich per 3 minuti di fuoco

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Successo pieno e meritato per la Juve Stabia che si aggiudica il derby campano superando l’Avellino con un perentorio 2-0 che fa esplodere di gioia lo stadio “Romeo Menti”. Le Vespe di mister Ignazio Abate hanno offerto una prestazione di grande solidità e cinismo, regalando ai propri tifosi una vittoria attesa e, soprattutto, spettacolare.

L’incontro, valido per l’ottava giornata di Serie B, è stato deciso da un letale uno-due nel finale del primo tempo che ha tramortito la formazione irpina.

Mosti e Bellich: Tre minuti di fuoco

Dopo una prima mezz’ora equilibrata e tesa, con l’Avellino a creare qualche potenziale pericolo (in particolare con Russo, poi sostituito nell’intervallo), la gara si è accesa al 39′. È stato Nicola Mosti a sbloccare l’incontro con un’autentica gemma: un sinistro al volo, potente e precisissimo, che si è infilato all’incrocio dei pali, non lasciando scampo a Iannarilli. Un gol da cineteca che ha scatenato la bolgia in Curva Sud.

Passano appena tre minuti, e il Menti è nuovamente in festa. Al 42′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la palla è arrivata a Marco Bellich che, con la specialità della casa, ha insaccato il raddoppio. Un vantaggio doppio con cui la Juve Stabia si è presentata negli spogliatoi, forte di un parziale psicologicamente devastante per gli avversari.

Squadra compatta e tifosi in visibilio

Nella ripresa, l’Avellino ha provato a riorganizzarsi con gli innesti freschi di Crespi e Insigne, ma l’organizzazione difensiva della Juve Stabia è stata impeccabile. La squadra di Abate, pur lasciando maggiore iniziativa agli irpini, ha tenuto bene il campo, concedendo solo qualche tiro dalla distanza. Il pubblico del Menti ha accompagnato la squadra con cori incessanti, godendosi ogni minuto di una vittoria che non è mai stata in discussione.

Il successo non solo garantisce tre punti pesanti, ma dimostra il carattere di una squadra che, pur con assenze importanti come quella di Gabrielloni, sa divertire e lottare per i propri sostenitori. Il finale, macchiato solo dal cartellino rosso per nervosismo sventolato a Insigne, è stato un trionfo: la Juve Stabia sorpassa l’Avellino in classifica e può guardare con rinnovato entusiasmo ai prossimi impegni.

La gioia è tutta per la gente di Castellammare: le Vespe hanno giocato e vinto per loro, regalando una serata indimenticabile di calcio e passione.

Formula Uno, GP Usa 2025: le pagelle di Carlo Ametrano

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Max Verstappen vince ad Austin e riapre il Mondiale di Formula 1, a cinque gare dalla fine. Secondo Lando Norris, seguito dalla Ferrari di Charles Leclerc. Quarto Hamilton, solo quinto Piastri. Oggi abbiamo ascoltato per la nostra rubrica “Un voto per la Formula Uno” lo scrittore stabiese Carlo Ametrano, autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” e grande appassionato di Formula Uno. Con lo scrittore è stato fatto il punto sul Gran Premio svolto ieri ad Austin.

Pubblichiamo l’estratto dell’intervista telefonica

Ciao Carlo, prima di iniziare con il pagellone ti chiediamo una considerazione sulla gara.

“Verstappen è tornato com’era negli ultimi anni. Può ancora sperare nel Mondiale, tutto può succedere!”.

Primo posto per Max Verstappen, vero dominatore del weekend. Voto?

“Max è tornato. Può dire la sua e può giocarsela. Voto 10 e lode”.

Seconda piazza per Lando Norris. Voto?

“Stanno spingendo per fargli vincere il titolo. Voto 9”.

Terzo posto per la Ferrari di Leclerc. Che ne pensi?

“Ferrari resta anni luce lontana dalla vittoria, però questo è un buon podio. Voto 7”.

Quarta piazza per il compagno di squadra Hamilton. Voto?

“Per l’età che ha, è l’unico che ha vinto con Ferrari quest’anno, la Sprint. Va sempre ringraziato. Voto 7”.

Quinto invece il leader del Mondiale Piastri. Che ne pensi?

“Che cosa sta succedendo? Io ho la mia idea e non ho peli sulla lingua: in McLaren stanno facendo di tutto per far vincere il titolo a Norris. Voto 6”.

Sesta piazza per Russell. Come valuti la sua gara?

“Mercedes un po’ indietro, ma resta la seconda forza del campionato. Voto 6”.

Che mi dici della prova e della settima posizione di Tsunoda?

“Ottimo, sempre creduto in lui. Dovrebbe essere riconfermato. Voto 8”.

Segue Hulkenberg, voto?

“Uno che ti fa punti è garanzia. Voto 7”.

Che voto dai al nono posto di Bearman?

“Futuro pilota Ferrari. Voto 6.5”.

Cosa mi dici invece della decima piazza Alonso.

“45 anni e non sentirli, non può fare più di questo. Vediamo l’anno prossimo con Newey. Voto 6”.

Carlo noi ti facciamo i complimenti e ti ringraziamo dando appuntamento con il pagellone con il GP del Messico, in programma la prossima settimana. Per salutarci ci vuoi aggiornare sui tuoi appuntamenti?

“Sono stati mesi incredibili! Come ultima esperienza sono stato al Minardi Day, davvero un’esperienza pazzesca che ho avuto il modo di vivere con il team del Senna Day, che ringrazio come sempre per avermi accompagnato in maniera impeccabile per tutta questa lunga stagione. Prima ancora sono stato a Roma al grandissimo evento all’Orgoglio Motoristico Romano, organizzato come sempre benissimo dal presidente Stefano Pandolfi. Sono stato anche a Imola, dove ho visto il GP! Una bellissima esperienza e soprattutto un’altra bella pagina chiusa. Siamo reduci inoltre anche dal fantastico Senna Day! Davvero grandioso, è stato un evento eccezionale alle Cantine Zuffa. Un grazie ai tanti che sono venuti, tra cui una tv brasiliana, e che hanno passato con noi questa splendida serata. Per me è un sogno essere l’organizzatore di questo evento. Ci tenevo a ringraziare Odeon tv con Filippo Gherardi, Martina Renna, Serena Salmi e Federica Afflitto per avermi confermato per questa nuova stagione di F1. Chiuderemo poi con gli incontri del cinema, in programma a inizio dicembre a Sorrento”.

Juve Stabia – Avellino (2-0): Le foto dei protagonisti in campo e del pubblico presente al Menti

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Guarda le foto di Juve Stabia – Avellino realizzate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma che ci raccontano così la vittoria delle Vespe con i Lupi allenati da Raffaele Biancolino allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia.

Il Tabellino

Juve Stabia (3-5-1-1): Confente; Giorgini, Varnier (79′ Baldi), Bellich; Carissoni, Leone (69′ Pierobon), Correia, Mosti (87′ Zuccon); Maistro (69′ Burnete); Piscopo (69′ Cacciamani), Candellone

A disposizione: Boer, Reale, Stabile, Mannini, Duca, De Pieri

Allenatore: Abate

Avellino (3-5-2): Iannarilli; Cancellotti, Simic, Fontanarosa; Missori (45′ Insigne), Kumi, Palmiero (59′ Palmiero), Sounas, Cagnano (69′ Milani); Russo (45′ Crespi), Biasci (77′ Lescano)

A disposizione: Daffara, Gyabuaa, Palumbo, Armellino, Panico, Enrici, Manzi

Allenatore: Biancolino

Direttore di gara: signor Giuseppe Mucera della sezione AIA di Palermo

Primo Assistente: signor Dario Garzelli della sezione AIA di Livorno

Secondo Assistente: signor Marco Colaianni della sezione AIA di Bari

IV° ufficiale: signor Andrea Colombo della sezione AIA di Como

VAR: signor Alessandro Prontera della sezione AIA di Bologna

AVAR: signor Matteo Gariglio della sezione AIA di Pinerolo

Marcatori: 40′ Mosti 42′ Bellich

Angoli: 5 – 3

Ammoniti: 49′ Candellone

Espulsi: 93′ Insigne

Recupero: 1 min pt – 3 min st

Note: Terreno in erba artificiale. Prima della gara la Juve Stabia ha consegnato un mazzo di fiori ai genitori di Giovanni Pappalardo giovane stabiese ed ex collaboratore dei gialloblù che ha perso la vita a seguito di un incidente stradale in moto. Giornata tipicamente autunnale. Circa 15 i tifosi Irpini presenti al Menti

Spettatori totali: 5280 (19 da Avellino) per un incasso di 54.406€

LE FOTO DEI PROTAGONISTI IN CAMPO

LE FOTO DEL PUBBLICO PRESENTE AL MENTI

Juve Stabia – Avellino: Il podio e il contropodio delle Vespe

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La Juve Stabia domina il derby con l’Avellino e può gioire grazie alle reti di Mosti e Bellich. Archiviata definitivamente la sconfitta di Carrara nel modo migliore che potesse esserci.

PODIO

Medaglia d’oro: a Leonardo Candellone, più che ai marcatori della gara. Qualcuno potrebbe stupirsi ma il capitano della Juve Stabia è la variabile che consente alle Vespe di abbandonare la versione scialba vista prima della sosta.

Il 27 gialloblù, seppur non al meglio in virtù di un recupero affrettato, è semplicemente imprendibile per la difesa dell’Avellino, tenuta in affanno costantemente dall’intelligenza tattica e dall’instancabilitá di Candellone. Conquista palla, la difende, guadagna calci piazzati, smista palloni pesanti: il capitano fa la cosa giusta che richiedono tutti i momenti della gara.

E’ semplicemente insostituibile.

Medaglia d’argento: a Marco Bellich, che chiude come meglio non poteva un inizio di stagione rallentato da qualche intoppo fisico.

Quando c’è l’Avellino avanti si riaccende il senso del gol del difensore stabiese, che punisce gli irpini nella stessa porta di due stagioni fa. Non male per lui che a lungo era stato in estate nel mirino proprio dei biancoverdi.

Non solo il gol ma anche l’intesa ormai impeccabile con Varnier (gara sontuosa anche per il 13) permettono a Bellich di tornare ad essere il protettore della Juve Stabia, dalla sua area a quella dei rivali.

Medaglia di bronzo: a Nicola Mosti, che con la sua saetta rende il “Menti” la sua personale Via Lattea. Un gol da urlo per l’ex Modena con cui dà la svolta non solo al derby ma anche ad una giornata personale che non sembrava essere partita benissimo.

Inizio sonnolento scosso dalla sveglia mancina che il 98 dà senza alcuna delicatezza a tutto lo stadio e, soprattutto, all’Avellino. Con la rinascita di Maistro, anche per lui grande merito di Abate, Mosti abbassa il suo raggio d’azione, fornendo qualità e quantità alla mediana stabiese.

CONTROPODIO

Vittoria nel derby, porta inviolata, sorpasso in classifica: giornata da incorniciare che rende non necessario il contropodio, giustamente e desolatamente vuoto.

Juve Stabia – Avellino, Derby o non derby? Non importa, le Vespe pungono due volte e affondano i lupi

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Derby o no la Juve Stabia torna al Menti e vince una partita fondamentale. Il 2-0 inflitto agli irpini dell’Avellino rilancia le ambizioni dei gialloblù che tornano subito ad assaporare il gusto della vittoria reso ancora più dolce dopo le dichiarazioni pre partita del mister biancoverde. La Juve Stabia è stata protagonista di una prestazione solida e cinica.

A decidere la sfida sono state le palle inattive, autentico marchio di fabbrica della giornata per gli uomini di Ignazio Abate. Il vantaggio porta la firma di Nicola Mosti, che sblocca la partita con un autentico capolavoro: una conclusione potente e precisa da fuori area che non ha lasciato scampo al portiere ospite. Poco dopo, è stato Marco Bellich a raddoppiare, confermando il suo feeling speciale con l’Avellino. Il difensore, ancora una volta su palla inattiva, ha trovato il tempo giusto per colpire e segnare un gol pesantissimo.

Il passivo per gli ospiti sarebbe potuto essere anche più pesante. Sempre da palla ferma, Marco Varnier ha sfiorato il tris, ma il suo tentativo a botta sicura è stato respinto da un salvataggio provvidenziale sulla linea di porta, negando la gioia al difensore.

È stata la vittoria di una Juve Stabia operaia, volenterosa e generosa. Le Vespe hanno saputo pungere nei momenti decisivi del primo tempo per poi gestire la gara con ordine e compattezza, senza concedere quasi nulla.

Dall’altra parte, la squadra di Raffaele Biancolino, spesso beccato dal pubblico di casa, ha confermato le sue difficoltà. L’Avellino si è dimostrato troppo tenero in fase difensiva e decisamente sterile in attacco. Al netto di un possesso palla a tratti sterile, gli irpini hanno prodotto il minimo sindacale, spaventando pochissime volte la porta difesa da Confente. Un dato, questo, che fotografa perfettamente l’andamento della partita.

A fine gara, è arrivato il prevedibile e meritato abbraccio della Curva Sud ai suoi giocatori. Protagonista dei festeggiamenti è stato anche l’allenatore Ignazio Abate: l’ex tecnico della Ternana è stato chiamato a gran voce dal popolo gialloblù per prendersi i giusti applausi al termine di una vittoria tanto importante quanto meritata.

Archiviata questa vittoria, l’attenzione si sposta già al prossimo impegno. La trasferta di Padova sarà un banco di prova di altissimo livello per testare la maturità delle Vespe. Ma per adesso, Castellammare si gode un successo che vale doppio, derby o non derby che sia.

L’AZZURRO PENSIERO. L’ex dal cuore d’oro beffa il Napoli. Simeone blocca i campioni d’Italia

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Una sconfitta amara e piena di recriminazioni per il Napoli di Antonio Conte, uscito battuto 1-0 dalla trasferta contro il Torino. A decidere il match, valido per la settima giornata di Serie A, è stato il più classico dei “gol dell’ex”, segnato da Giovanni Simeone alla mezzora del primo tempo.
​La gara si è risolta in un unico, cruciale episodio: al 32′, l’attaccante argentino, ex azzurro, ha sfruttato un errore della difesa napoletana per depositare in rete il pallone che è valso i tre punti ai granata. Nonostante un forcing finale disperato, culminato con il gol del pareggio di Noa Lang al 93esimo, la gioia azzurra è stata strozzata: la rete è stata infatti annullata dal VAR per una posizione di fuorigioco dell’olandese, lasciando il Napoli a mani vuote.
​L’Analisi di Conte: “Troppo leggeri, manca intensità”
​Nel dopogara, l’allenatore del Napoli, Antonio Conte, non ha nascosto la sua delusione, puntando il dito soprattutto sull’atteggiamento della squadra nel primo tempo. “Nel primo tempo siamo stati troppo leggeri, il gol ce lo siamo segnati quasi da soli. Vanno fatti i complimenti al Torino, però noi non abbiamo avuto l’atteggiamento giusto soprattutto come intensità,” ha commentato il tecnico, evidenziando le lacune mostrate dai suoi.
​Conte ha poi richiamato tutti al senso del dovere e al rapido miglioramento in vista dei prossimi impegni. “Dobbiamo pensare a lavorare, la nostra stagione deve passare per la crescita degli uomini perché giocando ogni tre giorni dovremo subito essere pronti e non c’è tempo per rallentare,” ha aggiunto, chiedendo pazienza ma anche una reazione immediata: “Bisogna avere pazienza, pensare già alla prossima gara di Champions e cercare di migliorare sotto tutti gli aspetti il più presto possibile.”
​Beukema Richiama all’Ordine: “Manca cattiveria sportiva”
​Sulla stessa linea d’onda si è espresso il difensore azzurro, Sam Beukema, riconoscendo le difficoltà evidenziate da Conte. “Abbiamo avuto il possesso costante del pallone ma non siamo riusciti a concretizzare. Ha ragione Conte quando dice che ci è mancata determinazione,” ha ammesso l’olandese.
​Beukema ha identificato chiaramente gli aspetti su cui la squadra deve lavorare. “Dobbiamo migliorare sotto il profilo della cattiveria sportiva e dell’intensità. Adesso dobbiamo continuare a lavorare, il gruppo è forte e unito e vogliamo subito dare una risposta positiva,” ha concluso, lanciando un messaggio di unità e rilancio.
​La sconfitta lascia l’amaro in bocca ma obbliga il Napoli a una riflessione profonda in vista del tour de force che li attende, a partire dalla prossima, fondamentale, sfida di Champions League. La crescita richiesta da Conte dovrà passare necessariamente per una maggiore incisività e determinazione in campo.

IL MORSO DELLA VESPA. Lo Stabia risponde alle provocazioni di Biancolino sul campo e fa suo il derby

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La Juve Stabia si aggiudica il sentito derby campano di Serie B, superando l’Avellino con un netto 2-0 al “Menti” e rispondendo sul campo alle provocazioni della vigilia lanciate dall’ex, l’attuale tecnico irpino Biancolino. Una vittoria di grande sostanza per la squadra di Ignazio Abate, che contro le proprie origini irpine ha saputo trovare la chiave per far subito rialzare le sue “Vespe” dopo la sconfitta di Carrara.
​Equilibrio Iniziale e Fiammate Gialloblù
​Il match si apre all’insegna dell’agonismo, con tanto nervosismo e poche idee chiare da entrambe le parti nei primi 25 minuti. Dopo una fase di studio prolungata, la Juve Stabia alza i giri del motore, sfiorando il vantaggio prima con un’incursione del francese Correia, neutralizzata da Iannarilli, e poi con un colpo di testa dello stesso centrocampista.
​L’Avellino, tuttavia, risponde presente con Russo, schierato titolare, che prima spreca un tiro da ottima posizione e poi, due minuti dopo la mezzora, si trova a tu per tu con Confente dopo un controllo pregevole su lancio lungo, calciando però timidamente e permettendo al portiere gialloblù di sventare la minaccia.
​Mosti e Bellich Stendono l’Avellino
​Il risultato si sblocca al 37′ grazie a un gesto tecnico di rara bellezza. Sugli sviluppi di un angolo dalla destra battuto da Maistro, la difesa irpina respinge corto, e Mosti si avventa sul pallone con un gran mancino di prima intenzione da oltre venti metri: il tiro, forte, teso e angolato, è imparabile per Iannarilli.
​Le “Vespe” non rallentano e, in una situazione fotocopia, assestano il colpo del KO. Ancora angolo di Maistro dal fronte destro, questa volta Iannarilli esce a vuoto e Bellich trova la deviazione vincente sotto porta per il raddoppio che fa esplodere di gioia i seimila del Menti.
​Assalto Irpino Respinto, Juve Stabia Solida
​Nella ripresa, Biancolino tenta subito il tutto per tutto, inserendo Insigne e Crespi al posto di Russo per aumentare la pressione offensiva. La Juve Stabia ha però il grande merito di non farsi schiacciare, sfiorando anzi il terzo gol, ancora su angolo di Maistro deviato da Varnier.
​Il momento di maggiore apprensione arriva al 64′, quando l’Avellino crea un triplo pericolo. Prima Biasci sfiora il gol, deviato in angolo. Sugli sviluppi del corner, Crespi incorna trovando la super risposta di Confente, e sulla ribattuta Biasci conclude a effetto di mancino con la palla che esce di un soffio a lato.
​Scampato il pericolo, la squadra di Abate gestisce il vantaggio, tenendo lontano l’assalto avversario e sprecando un paio di potenziali contropiedi. Il fischio finale sigilla il 2-0. L’Avellino non riesce nelle rimonte che lo avevano caratterizzato nelle scorse uscite e, dopo sei risultati utili, incassa una battuta d’arresto che lo vede superato in classifica proprio dalla Juve Stabia.
​La squadra di Abate festeggia così tre punti pesantissimi, frutto di una prestazione che ha coniugato cuore, nervi saldi e qualità, proiettandola in una posizione di maggiore tranquillità e fiducia per il prosieguo del campionato.

Juve Stabia – Avellino (2-0): Le pagelle delle Vespe

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Al termine del derby tra la Juve Stabia e l’Avellino stiliamo le pagelle per i calciatori gialloblù che hanno messo in campo voglia, determinazione e tanta qualità per avere la meglio sui lupi. La vittoria ha regalato una gioia immensa ai supporters delle Vespe.

Questi i voti ai calciatori della Juve Stabia:

Confente 6: l’Avellino non calcia mai verso la porta e lui deve compiere una sola parata, nel secondo tempo, su un colpo di testa ravvicinato.

Giorgini 7: ha una calma e un senso della posizione spaventosi. Gli avversari gli rimbalzano addosso.

Varnier 7.5: maestro della difesa, anzi ministro. Una prestazione sontuosa in cui rende Russo, Biasci e Crespi dei timidi e innocui agnellini. (Baldi 6,5: entra per alzare il muro e spazza via tutto ciò che gli capita a tiro).

Bellich 7.5: era il sogno di mercato dell’Avellino ma si trasforma in incubo. Ancora una volta in gol, come nell’anno della promozione, e in difesa una prestazione impeccabile.

Carissoni 6.5: sa sempre cosa fare, quando offendere e quando invece restare dietro a protezione della squadra. Ha anche un paio di ghiotte occasioni.

Correia 7: siamo sicuri sia arrivato negli ultimi giorni di mercato? Sembra essere in questa squadra. Ha degli strappi impressionanti e anche una tecnica notevole che sono fondamentali per la squadra.

Leone 6: molto meno appariscente del solito, infatti sbaglia anche qualche passaggio di troppo. Il suo, però, lo fa sempre e porta la pagnotta a casa. (Pierobon 6: entra ringhiando subito su tutti gli avversari e portando dinamicità alla mediana).

Mosti 7.5: il gol da solo varrebbe il prezzo del biglietto, una conclusione da coefficiente tecnico ai limiti dell’impossibilità. In più ci aggiunge una abnegazione difensiva da urlo. (Zuccon 6: pochi minuti ma porta corsa alla mediana).

Piscopo 6: attento, preciso con una prestazione senza infamia e senza lode. (Cacciamani 6: entra col giusto piglio e si cala bene nella partita).

Maistro 6.5: si abbassa tanto per accorciare i reparti. Con la palla tra i piedi è una sentenza e sa sempre cosa fare. (Burnete 6: fa a sportellate con i difensori avversari e aiuta la squadra).

Candellone 7.5: non segna, ma la sua prestazione è da urlo. Corre per per due, si sacrifica per la squadra e fa reparto da solo. Imprescindibile per la squadra.

Abate 7.5: imbriglia Biancolino e l’Avellino non conclude mai verso la porta. La Juve Stabia sa sempre cosa fare te lo fa sempre nella maniera giusta. Mai in affanno, sempre padrona del campo, ormai questa squadra è una certezza.

Juve Stabia – Avellino (2-0), Mosti: “Il mio gol un’emozione unica, lo dedico a mia nonna che non c’è più”

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Una prodezza balistica che sblocca il derby. Un tiro dai 40 metri che si insacca alle spalle del portiere dell’Avellino, Iannarilli, fa esplodere lo stadio Menti e mette in discesa il derby in favore della Juve Stabia. Nicola Mosti è l’eroe della partita contro l’Avellino, e ai microfoni, nel dopo gara, fatica a contenere la gioia.

“È stato molto emozionante, sono tuttora emozionato,” confessa il centrocampista, ancora visibilmente scosso dalla serata perfetta. La sua perla non è stata solo tecnica, ma anche un messaggio: “Stasera abbiamo dato un segnale a tutti”.

La magia e la dedica

Non è stato un gesto estemporaneo, ma un colpo cercato, pensato. Mosti racconta così i secondi prima del tiro che ha gelato l’Avellino: “Sulla palla mi sono concentrato cercando di tirare il meglio possibile”.

Un gol del genere merita una dedica speciale, e quella di Nicola arriva dritta al cuore, con la voce rotta dall’emozione. Non è un pensiero banale, ma un ricordo intimo e doloroso: ” lo dedico a mia nonna che è mancata un mese e mezzo fa”.

L’umiltà del Mister e la forza del gruppo

La vittoria, però, non nasce solo dalla magia del singolo. Mosti sottolinea più volte il lavoro del tecnico e la mentalità della squadra, capace di rialzarsi dopo momenti difficili.

“Il mister non ci ha messo tanta pressione dopo la sconfitta con la Carrarese,” spiega, “anche se inconsciamente sapevamo che questa partita era importante per i tifosi”. La ricetta del tecnico è chiara e il gruppo l’ha assorbita: “Il mister ci trasmette che per fare grandi cose, c’è bisogno di umiltà”.

Una lezione che la squadra ha fatto sua, specialmente dopo un periodo complicato. “Siamo un gruppo umile, ci siamo ripresi da un 3-0 pesante, lavoriamo a testa bassa”. La filosofia è semplice: “Noi ci impegniamo durante la settimana, e poi il lavoro premia”.

Mosti non è un solista, e anche nella sua serata di gloria, il pensiero va ai compagni: “Sono felice per il gol, ovviamente, ma anche per il gruppo”.

Sacrificio e crescita

Il nuovo ruolo tattico non spaventa Mosti, anzi, ne esalta lo spirito di sacrificio. “Cerco sempre di dare il massimo durante la settimana,” afferma. “Con il mister gioco un po’ più indietro, ma a prescindere dalla posizione lavoro sempre a testa bassa lasciando le scelte a lui”.

Questo spirito di sacrificio è necessario in un campionato che “chiede tanto dal punto di vista fisico”. La priorità è chiara: “Cerchiamo prima di aiutarci difendendo bene, e dopo ci mettiamo la tecnica”.

In questo contesto, Mosti spende parole di grande ammirazione per il compagno di reparto, Correa: Mi chiedo come faccia Correa a correre per 90 minuti così, è un ragazzo umile e di prospettiva, farà bene”.

Infine, una nota sul suo percorso personale e sull’ambiente: “La cosa che mi mancava era il fisico, sto cercando di adattarmi alle richieste del mister”. Un aiuto fondamentale arriva dagli spalti: “Rispetto all’anno scorso l’impatto è migliore, sentiamo che lo stadio ci trascina e questo aiuta”.

Juve Stabia – Avellino (2-0), Biancolino: “Campo difficile, bravi loro a sfruttare le uniche due occasioni”

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Una sconfitta amara, su un “campo difficile” contro un avversario tenace che ha saputo sfruttare gli episodi. È questa la sintesi dell’analisi di Raffaele Biancolino nel post-partita tra Juve Stabia e Avellino, che non cerca alibi ma che sottolinea la reazione della sua squadra.

“A parte i due goal, l’Avellino ha risposto colpo su colpo”, ha esordito Biancolino. “I padroni di casa sono stati decisivi a sfruttare le due occasioni e sono stati bravi a vincere”.

Partita nervosa e l’episodio dell’espulsione di Insigne

Il match è stato teso, come nelle previsioni. “Sapevamo della partita aggressiva, una squadra che non ti faceva fare molti tocchi. Bravi loro se in qualche mezza palla hanno vinto qualche contrasto in più”.

Un ulteriore momento amaro è stata l’espulsione di Roberto Insigne, un episodio che Biancolino non ha potuto giudicare direttamente: “Non ho visto il fallo, ero occupato a parlare con la panchina”. Al di là della dinamica, il tecnico si concentra sulla conseguenza: “Penso che non possiamo permettere di perdere un giocatore come lui, proprio in questo momento del campionato”.

Reazione mancata e difficoltà offensive

Analizzando le fasi della gara, Biancolino sottolinea le difficoltà incontrate: “Non è semplice venire qua e giocartela. È un campo difficile e affronti una squadra che non ti permette di giocare palla”.

L’analisi evidenzia una prima frazione bloccata e una reazione che, dopo le reti subite, è mancata. Le ultime due partite senza goal segnati sono un campanello d’allarme, nonostante occasioni come quella capitata a Russo e Crespi. “Quando non si fa goal, c’è qualcosa che non va. Bisogna essere più qualitativi nell’ultimo passaggio”.

Il tecnico ha spiegato anche la scelta tattica: “Ho voluto mettere due punte per fare qualche cross in più e Insigne che entrava tra le linee.”.

Ambizioni e il “derby” con la Juve Stabia

Nonostante le ultime due prestazioni, le ambizioni dell’Avellino non cambiano, e l’obiettivo primario resta chiaro. “Campionato sempre difficile, il nostro. Dobbiamo giocarcela con tutti. L’obiettivo resta sempre la salvezza”.

Biancolino smorza anche le aspettative eccessive: “Qualcuno si aspettava 3 partite e 9 punti, ma devi anche renderti conto che di fronte a te hai l’avversario”.

La riflessione sul campionato è lucida: “Campionato lungo, difficile. Bisogna migliorare sul gioco e sul tocco palla. Ho visto due squadre che rispondevano colpo su colpo”. La ricetta per il futuro è “soffrire meno, lavorare meglio, essere più attenti su palla inattiva e dare meno occasioni. Bisogna guardare avanti e migliorare”.

Infine, una battuta sulla definizione di “derby” in vista della sfida con la Juve Stabia: “Sicuramente giocare contro il Napoli, con 40 mila o 80 mila tifosi e per la storia delle squadre, è diverso, con tutto il rispetto per la Juve Stabia e per la sua storia. Ma se parliamo di derby, confermo l’idea di parlare d’altro”.

La chiusura è una chiamata alla responsabilità collettiva: “Siamo un gruppo, mi aspetto il massimo, in primis da me e da tutto il mio staff poi dai calciatori”.

Juve Stabia – Avellino, Abate: “Vittoria importante per la squadra e per i nostri tifosi. Ora profilo basso”

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Il primo derby al “Menti” si conclude benissimo per mister Abate, che si presenta in sala stampa per commentare il 2-0 con cui la sua Juve Stabia ha battuto l’Avellino:

“Abbiamo iniziato in modo contratto, ma abbiamo fatto un’ottima fase difensiva. Avremmo potuto fare ancora meglio, sono partite tese che si giocano sugli episodi. Siamo stati bravi a rimanere sempre in partita, a spezzare il loro gioco. Abbiamo costruito tante azioni, i ragazzi hanno giocato per la loro gente, con le unghie e con i denti”.

Un commento sui subentrati: “Sono contento di chi è entrato dalla panchina, ora però va accantonata questa vittoria. Abbiamo dimostrato che quando ci stiamo dentro, con grande unione, possiamo fare male agli avversari anche noi. Pierobon, Burnete, Cacciamani, tutti i ragazzi che sono entrati hanno fatto bene; sono contento per Baldi, è entrato con una grande padronanza nei duelli”.

L’emozione di una vittoria nel derby: “Sono partite che si giocano sull’emotività, anche se poi per la classifica è importante fare punti e siamo solo all’inizio. So che questo successo è importante per la gente, la Curva ci ha accompagnato dall’albergo fino allo stadio”.

Com’è arrivata ad oggi la Juve Stabia? Il mister racconta: “Noi abbiamo disputato la settimana della sosta “con il mal di pancia”, perché venivamo da una sconfitta, ma ero convinto che avremmo fatto una grande prestazione. Amo il profilo basso, deve fare rumore la prestazione sul campo. Ho i piedi ben piantati a terra, ringrazio i tifosi per avermi chiesto di andare sotto la curva, ma i meriti sono dei miei ragazzi”.

Infine le parole rivolte ai suoi calciatori a fine partita: “Sono incontri determinanti per i ragazzi, vivere con queste emozioni può dare convinzione a tutti loro, che devono sognare di vivere partite importanti. Ho fatto i complimenti a chi ha trovato meno spazio fino a questo momento”.

Il Napoli perde contro il Torino: decide l’ex Simeone

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Seconda sconfitta stagionale per il Napoli che, dopo il ko a San Siro contro il Milan, perde a Torino contro i granata. Finisce 1-0 per gli uomini di Baroni. A decidere è il gol dell’ex Giovanni Simeone che approfitta di un rimpallo sfortunato della difesa del Napoli, supera Milinkovic-Savic e appoggia dentro il pallone. Partita che non era iniziata nel migliore dei modi per gli azzurri, con Conte che ha dovuto rinunciare nella rifinitura della mattina sia a Hojlund (ha giocato Lucca dall’inizio) sia a McTominay. Nel secondo tempo, invece, il Napoli ci ha provato soprattutto con Spinazzola (per distacco il migliore dei suoi), ma non è riuscito a spaventare Israel. Resta però l’amaro in bocca per il gol annullato al 93′ da Lang, che sulla ribattuta al tiro di Politano aveva segnato il gol del pareggio, poi tolto per posizione di fuorigioco. Il Napoli tornerà in campo martedì in Champions League contro il Psv alle ore 21.