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Elezioni comunali: vince il centrodestra

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Per Marcello Sorgi “il Pd e i suoi alleati non rappresentano più una scelta credibile di governo neppure se si presentano uniti”.

Nei comuni vince il centrodestra: operazione tenaglia sull’ex premier Renzi

Dopo quelle di Roma e Torino del 2016 a favore dei 5 stelle, la sconfitta del centrosinistra a Genova (e non solo, praticamente dappertutto), stavolta a vantaggio del centrodestra, ha un valore politico e simbolico doppio. Significa che anche nel caso, verificatosi quest’anno nella tornata di amministrative che ha coinvolto quasi dieci milioni di elettori, di riflusso populista (Genova, non va dimenticato, è la città di Grillo, ciò che rende più amaro per l’ex-comico il risultato di ieri), il Pd e i suoi alleati – al contrario del resuscitato centrodestra – non rappresentano più una scelta credibile di governo, neppure se si presentano uniti, in un capoluogo storicamente legato alla sinistra e che avevano amministrato ininterrottamente per tutta l’epoca della Seconda Repubblica, anche quando l’amministrazione regionale aveva cambiato di segno. A voler adoperare un po’ di malizia, si può dire che ha funzionato perfettamente lo schema di gioco messo in campo dagli avversari di Renzi, che prevedeva di inneggiare al ritorno della coalizione post-ulivista in caso di vittoria, e scaricare tutta la responsabilità di un eventuale insuccesso sulle spalle del segretario.

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Per quanto il leader possa minimizzare, valutando l’esito dei ballottaggi come un voto locale, e mettendo in luce qualche risultato in controtendenza, resta il fatto che all’indomani della sua plebiscitaria riconferma alla guida del partito, dopo la conclusione funesta del referendum del 4 dicembre e la precipitosa archiviazione nelle urne della stagione delle riforme, al primo e al secondo turno Renzi, anche se non da solo, è stato battuto, e così anche il Pd e i suoi alleati.

D’altra parte, mettetevi nei panni di un elettore che abbia atteso dall’anno scorso un qualche segnale di resipiscenza rispetto al suicidio calcolato e consumato a dosi regolari dal centrosinistra negli ultimi dodici mesi. Al referendum, una parte del partito, l’ex-minoranza bersanian-dalemiana che poi ha dato vita alla scissione, s’è schierata contro il governo e ha contribuito alla vittoria del «No». Poi ha chiesto il congresso, di cui, una volta ottenuto, ha proposto il rinvio; e subito dopo, capito che Renzi lo avrebbe vinto, ha preferito andarsene. Ma uscita una minoranza, se n’è subito formata un’altra, che si comporta più o meno allo stesso modo e si prepara ad allearsi con partiti e gruppi collocati a sinistra del Pd. Mentre su questo stesso terreno, l’ex-sindaco di Milano Pisapia, messosi in moto per federare l’area rissosa in cui si muove tutto l’arcobaleno dei nemici di Renzi e riportarla all’alleanza con l’ex-premier, sta finendo col mettere su un partito concorrente, che se nascerà, nascerà sulla parola d’ordine «tutto fuorché Renzi».

L’elettore di cui dicevamo ha assistito così a una singolare campagna elettorale in cui il segretario era assente e gli altri leader di sinistra suoi avversari facevano a gara a sparargli addosso e a rinnegare ogni ipotesi di recupero a livello nazionale della coalizione con cui, tuttavia, si erano presentati nelle città in cui si votava, ottenendo spesso che il candidato sindaco fosse loro espressione e il Pd si rassegnasse a fare da portatore di voti e a pagare il conto in caso di sconfitta. Ora, appunto, per quale ragione il suddetto elettore avrebbe dovuto votare per il centrosinistra, invece di astenersi, o legittimamente, come prevede il meccanismo dei ballottaggi, votare per il centrodestra per punire i campioni del suo schieramento?

Spiace davvero per Romano Prodi, l’uomo che per due volte riuscì nel miracolo di rimettere insieme tutti i cocci dell’alleanza e portarla alla vittoria, per poi esser giustiziato le stesse due volte, una terza come candidato alla Presidenza della Repubblica, e malgrado questo, non pago, ci riprova una quarta; spiace per il governo Gentiloni, che in questo marasma riesce pure ad affrontare i terribili problemi del Paese; spiace per tanti seri amministratori, a cominciare dai pochi sindaci che ieri hanno vinto. Ma c’è una cosa che va detta a questo punto: il centrosinistra è finito, e far finta che questo non sia accaduto, o sia ancora rimediabile, non è più possibile.

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lastampa/Nei comuni vince il centrodestra: operazione tenaglia sull’ex premier Renzi (Marcello Sorgi)

Elezioni comunali: Renzi incontra i suoi e analizza la sconfitta

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Il segretario del Pd incontra i suoi e analizza la sconfitta: “Siamo andati al voto in chiave anti-Grillo, ma Berlusconi c’è ancora”. Sotto esame lo schema di alleanza che guarda solo a sinistra: “Così siamo destinati a perdere”.

Renzi: destinati a perdere se l’unico nostro schema è allearci con la sinistra

“Ragionavamo in chiave anti-Grillo, ma Berlusconi c’è ancora”. Sconfitta storica anche a La Spezia

ROMA –  poche ore dalla chiusura dei seggi, i vertici del Pd si sono confidati con onestà: se si perde Genova ma si riescono a vincere Taranto, Padova, L’Aquila più una città in Toscana e una in Lombardia, è “solo” una sconfitta. Meno di così, è una débâcle: proprio quella che si concretizza a notte, con sconfitte da L’Aquila a La Spezia a Lodi, nonostante le sorprese positive di Padova e Lecce. Un magro bottino che oggi commenterà il vicesegretario, Maurizio Martina. Resterà in silenzio Matteo Renzi, che ieri ha atteso i risultati in famiglia a Pontassieve esprimendosi via Facebook, dialogando con gli utenti del social network ma, in una giornata così delicata per il partito, per parlare solo di sport, la Ferrari e lo «scandalo arbitrale» di cui è stata vittima l’Italia del basket femminile. Forse nemmeno oggi scenderà a Roma, a fronteggiare chi, come l’avversario interno Andrea Orlando, già nella notte dava il via a una resa dei conti: «Il Pd isolato politicamente e socialmente perde quasi ovunque. Cambiare linea. Ricostruire il centrosinistra subito».

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Già due settimane fa, dopo il primo turno, ai piani alti di Largo del Nazareno avevano ragionato sui risultati. Quelli già acquisiti, e quelli che sarebbero arrivati ieri, prevedendo un’ampia vittoria del centrodestra. Convinti con disappunto che, se il M5S è uscito male da questa tornata, i voti che loro perdono non vanno verso sinistra, ma verso destra. E lì, in quell’area, dove hanno rinsaldato l’alleanza tradizionale Forza Italia-Lega hanno vinto: a partire dalla città più attesa di questo voto, Genova, persa dopo anni di dominio incontrastato. Dove pure il centrosinistra si presentava unito, una coalizione sbilanciata a sinistra, sostenuta anche dagli scissionisti di Mdp perché, spiegano dal Pd ligure, «dopo la sconfitta della Paita di due anni fa si pensava che con un renziano non si potesse vincere». Ecco, è proprio a partire dai dati del capoluogo ligure che il segretario dem ieri sera discuteva con i suoi: «Berlusconi c’è ancora. Siamo andati al voto con uno schema anti-Grillo, ora bisogna trovarne uno più efficace contro il centrodestra: dobbiamo rafforzare il profilo riformista». Frase che i suoi interlocutori hanno interpretato in un solo modo: se per fronteggiare Grillo bisognava inseguire Pisapia, contro la destra serve un Renzi più prima maniera. Alla faccia della richiesta orlandiana di «ricostruire un centrosinistra».

Perché è ovvio che dal risultato di stanotte si trarranno anche conclusioni sul piano nazionale. Prima tra le osservazioni del segretario del Pd, quindi, è che l’ex Cavaliere è tornato, è di nuovo temibile, e queste comunali potrebbero convincerlo definitivamente a tornare a braccetto con Salvini. Non solo: dal Pd sono convinti che un Berlusconi di nuovo in auge potrebbe avere conseguenze anche sull’immediato, una grande forza attrattiva, nel Palazzo, sull’area di Alfano. E poi, seconda osservazione, il rapporto con la sinistra fuori dal Pd, a partire da Pisapia. Se Genova dopo anni di vittorie di centrosinistra è persa, se mettendo insieme il largo e plurale centrosinistra di cui parla Pisapia il risultato è stato quello di consegnare la città alla strategia di Toti e Salvini, allora forse non è quello lo schema vincente per il centrosinistra. Cioè non è utile rincorrere i pezzi di centrosinistra fuori dal partito – operazione che richiederebbe, secondo Prodi, di superare robusti «veti personali» – ma occorre accentuare piuttosto il profilo più riformista, o se si vuole “di destra” del Pd. Mentre Renzi ragionava così, mentre squadernava l’ipotesi di escludere del tutto una coalizione con Bersani, D’Alema e compagni, qualcuno dei suoi ha colto in lui un sospiro di sollievo: in fondo, non tutte le sconfitte vengono per nuocere.

Ai ballottaggi vince il centrodestra

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Schiaffo a Matteo Renzi nei ballottaggi per le elezioni amministrative. Il centrodestra, grazie all’intesa Forza Italia-Lega, si impone in molte città, a cominciare da Genova dove il centrosinistra perde dopo 25 anni. A Parma trionfa Pizzarotti mentre a Verona va ko la candidata di Tosi. Crolla l’affluenza che scivola sotto il 50%, 11 punti in meno rispetto al primo turno.

Il centrodestra vince nelle città e strappa Genova dopo 25 anni

Cambiano colore dieci capoluoghi. Da Pistoia a Carrara, la Toscana è meno rossa Forte calo dei votanti, soprattutto al Sud. A Trapani niente quorum: commissariata

ROMA – Il centrodestra conquista dopo 25 anni Genova e fa sue, tra le altre città, anche Verona, Asti, Como, Piacenza, La Spezia, Pistoia e L’Aquila. Il centrosinistra, che si conferma a Taranto e Lucca, e riesce a prendere solamente Lecce e Padova, ammette la sconfitta in diretta tv. Laconico Matteo Renzi: «Voto a macchia di leopardo, poteva andare meglio». Esulta invece il centrodestra. Renato Brunetta (Fi): «L’onda del centrodestra è da Nord a Sud». Matteo Salvini (Lega): «Ora Gentiloni deve trarre le conseguenze e dimettersi». I dati sono incontrovertibili: l’alleanza incentrata su Forza Italia e Lega in questa tornata di amministrative passa da 5 a 15 comuni, il centrosinistra frana da 15 a 4. Parma resta nelle mani dell’ex grillino Federico Pizzarotti, mentre i 5Stelle si devono accontentarsi con Carrara fino a ieri governata dal centrosinistra.

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Una sconfitta questa che, assieme a quella di Pistoia, fa della Toscana una regione uno po’ meno rossa di un tempo. E al centrodestra passa anche un altro dei simboli della sinistra, Sesto San Giovanni, la «Stalingardo d’Italia» che da oggi ha un sindaco forzista eletto col 60% dei voti.

La sconfitta più bruciante per il centrosinistra matura però in Liguria: a Genova il candidato di centrodestra Marco Bucci conquista il 54,5% contro il 46,5% del candidato di centrosinistra Giovanni Crivello. A La Spezia, invece, il candidato del centrodestra Peracchini ottiene il 60%. A Verona Federico Sboarina (centrodestra) batte Patrizia Bisinella (Fare) 58 a 42 ed archivia così l’era-Tosi. A Catanzaro il candidato del centrodestra Sergio Abramo conquista il suo quarto mandato col 65,5% doppiando il suo concorrente, Vincenzo Antonio Ciconte (centrosinistra). Taranto resta al centrosinistra con Rinaldo Melucci (Pd, Psi più sei liste civiche) che supera per un pugno di voti (51,5 a 48,5) la candidata del centrodestra Stefania Baldassarri. Il centrosinistra perde anche L’Aquila: qui infatti il candidato del centrodestra Pierluigi Biondi supera quello del centrosinistra Americo Di Benedetto ottenendo il 53,5 contro il 46.5%. Anche Piacenza passa dal centrodestra, a Parma invece si riconferma il sindaco uscente Pizzarotti che col 57,9% dei consensi supera Paolo Scarpa (centrosinistra).

Erano in tutto 111 i comuni chiamati ieri al voto, compresi 22 comuni capoluogo, per un totale di 4,3 milioni di elettori. Su 22 comuni capoluogo dopo il primo turno ben 13 vedevano in testa il centrodestra e solo 6 il centrosinistra. Se invece si guarda alle amministrazioni uscenti 15 erano quelle guidate dai centrosinistra, 5 facevano invece riferimento al centrodestra e 2 a liste civiche, mentre altre 2 (Lodi e Padova) erano rette da un commissario.

In caduta libera la partecipazione al voto, con dati particolarmente bassi a Taranto, Como, Asti e Belluno e a Trapani dove era in corsa un solo candidato e a causa del 26,5% di votanti (contro il 50% richiesto) verrà commissariata. La media nazionale è stata invece pari al 46,03%, 13 punti in meno rispetto al primo turno.

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lastampa/Il centrodestra vince nelle città e strappa Genova dopo 25 anni PAOLO BARONI

UFFICIALE – Siracusa, Paolo Bianco è il nuovo allenatore

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BENVENUTO MISTER PAOLO BIANCO!

Siracusa calcio srl comunica che Paolo #Bianco sarà l’allenatore della prima squadra per il campionato di Serie C 2017-2018.

Bianco ha una lunga esperienza di calciatore in Serie A e Serie B con Cagliari, Atalanta, Catania, Sassuolo e Treviso. Conclusa la carriera ha allenato la formazione Berretti del Sassuolo e ricoperto l’incarico di vice allenatore della formazione neroverde.

“Quello di Bianco – ha detto il ds Antonello Laneri – è il profilo ideale per il nostro progetto”. Nelle prossime ore sarà comunicato il giorno della presentazione ufficiale.

#SiracusaCalcio #ForzaSiracusa ??⚪️?

#ARETUSEI

Credit Foto: Tutto Sassuolo Calcio

Brescia, 12enne ubriaca a festa: ricoverata in codice giallo

BRESCIA – Una ragazza di 12 anni è svenuta per aver bevuto troppo ad una festa. E’ accaduto poco dopo la mezzanotte scorsa a Sellero, paese in Vallecamonica nel bresciano. La giovanissima è stata portata in braccio dalle amiche all’ambulanza che era nei pressi dell’area Tre Torri, dove era in corso il Tower party.

La 12enne avrebbe bevuto da bottiglie portate dall’esterno o dai bicchieri di ragazzi già maggiorenni. E’ stata trasferita in codice giallo in ospedale dove l’hanno raggiunta i genitori.

Il sindaco del paese Giampiero Bressanelli era presente alla festa: “Sono rimasto scioccato per quello che ho visto. L’organizzazione non c’entra, ma non autorizzerò più la festa. Il livello dei giovani si è abbassato”.

vivicentro.it/NORD – CRONACA / ansa

GP DI AZERBAIJAN: trionfo di Ricciardo, Vettel quarto davanti a Hamilton. Le Classifiche

Pazzesca vittoria inattesa di Ricciardo a bordo della Red Bull davanti a Valtteri Bottas che ha sorpassato Lance Stroll sulla linea del traguardo! Sebastian Vettel è quarto e guadagna punti su Lewis Hamilton (quinto) in classifica generale. Sesto Ocon, settimo Magnussen, ottavo Sainz, nono Alonso, decimo Wehrlein.

E’ successo davvero di tutto: tre safety car, una bandiera rossa, stop e go di 10 secondi a Sebastian Vettel per aver tamponato Lewis Hamilton in regime di safety car. Poi i problemi alla protezione di sicurezza hanno costretto Hamilton a una sosta. Ricciardo agguanta la vittoria e poi il sorpasso di Bottas negli ultimi 50 metri su Stroll: incredibile.

LA GARA “PAZZA”

Una gara decisamente folle quella del GP di Azerbaijan a Baku vinta da Daniel Ricciardo davanti a Valtteri Bottas e al sorprendente Lance Stroll. Sfida ai ferri corti, con contatto, tra Sebastian Vettel (4°) e Lewis Hamilton (5°) con penalità per il ferrarista (10 secondi Stop&Go). Ritiri invece per Kimi Raikkonen e Max Verstappen. Il tedesco del Cavallino Rampante allunga in classifica piloti.

Ottimo stacco al via di Hamilton con Bottas che fa di tutto per proteggere le spalle al suo compagno di squadra all’ingresso della prima curva. Raikkonen nella curva 3 vedo lo spazio e si infila ma il connazionale lo prende in pieno sulla parte posteriore sinistra portando la vettura di Maranello ad impattare contro il muro e riportando dei danni non da poco. Kimi comunque rimane in gara scavalcato però sia dalla Force India di Perez che dalla Red Bull di Verstappen.

Lewis fa il vuoto all’inizio, girando mezzo secondo più veloce di Vettel in seconda posizione ma, dopo alcune tornate, il distacco rimane stabile sui 3″5, dimostrando che la Rossa sulla distanza può competere con le Frecce d’Argento. Al giro n.7 Ricciardo rientra ai box perchè un detrito è andato ad infilarsi nella parte anteriore della RB13. L’australiano è costretto ad una sosta perdendo conseguentemente diverse posizioni.

Nella 13esima tornata il ritiro di Daniil Kvyat porta ad una Safety Car e si dà inizio al valzer dei pit-stop. Rientrano praticamente tutti anche Verstappen che però, a causa di problemi al motore, sarà costretto al ritiro. Una vera sfortuna per l’olandese. Si riparte al 17° giro e Perez insidia Vettel ma il tedesco rintuzza l’offensiva mentre Raikkonen, con la macchina danneggiata subisce il sorpasso di Massa ed Ocon perdendo anche un pezzo aerodinamico che giustifica il ritorno quasi immediato della S.C.

Si riprende al 19° ed Hamilton e Vettel vengono a contatto. Il britannico che rallenta troppo, Seb lo tampona ed affiancandolo gli tira una vera e propria ruotata. Sul rettifilo, alle spalle del teutonico, si aprono a ventaglio le vetture ed in uscita della curva 3 le Force India si toccano, detriti che volano in pista e a farne le spese è sempre lui: Raikkonen. Foratura per il finnico, bandiera rossa e sospensione della gara per pulire la pista.

La corsa riparte alle 16.15 con Perez e Kimi che hanno la possibilità di rientrare in pista dal fondo della classifica dietro la Safety Car mentre ancora una volta i due grandi rivali si trovano affiancati, guardandosi prima di riaccelerare. Hamilton prova a scappare mentre Ricciardo, sfruttando le gomme nuove, si porta in terza posizione pressando Vettel. A metà corsa due colpi di scena: il problema alla protezione, all’altezza della testa per Lewis costretto a rientrare e lo “Stop&Go” di Seb per la condotta pericolosa nel corso della S.C. Risultato: 7° posto per il tedesco ed 8° per il britannico con Ricciardo in testa. Davvero incredibile!

Va in scena un duello esaltante con Vettel che rischia tantissimo per liberarsi di Alonso nel tentativo di mettere lo spagnolo tra sé e l’avversario per il titolo. In tutto questo  Bottas, salvato da tutti gli accadimenti, si ritrova in terza piazza alle spalle della Red Bull e di Stroll.(2°). Manovra fantastica del ferrarista su Ocon che guadagna tempo e spazio nei confronti di Hamilton. Il leader del campionato sale al 4° posto con l’alfiere della Stelle a tre punte in quinta piazza. E’ una lotta senza quartiere tra i due che inanellano giri veloci su giri veloci mentre il buon Ricciardo può guardare tutti dall’alto.  Un ultimo giro fantastico in cui Bottas riesce a strappare la seconda posizione a Stroll e Seb a tenere la quarta nei confronti di Lewis. Vince la Red Bull al termine di una gara incredibile!! Non terminano la corsa, invece, sia Kimi che Perez per problemi alle loro vetture.

L’ordine d’arrivo

1. Ricciardo
2. Bottas
3. Stroll
4. Vettel
5. Hamilton
6. Ocon
7. Magnussen
8. Sainz
9. Alonso
10. Wehrlein
11. Ericsson
12. Vandoorne
13. Grosjean
14. Raikkonen
15. Perez
16. Massa
17. Hulkenbrg
18. Verstappen
19. Kvyat
20. Palmer

Questa l’analisi di Vettel della sua corsa:

“La macchina oggi si è comportata bene, il passo era ottimo e credo si sia visto. Soffrivamo solamente sul rettilineo, nei confronti di Mercedes. Non è stato facile gestire la fase di partenza, perché Valtteri Bottas era molto aggressivo, ed infatti ha avuto un contatto con il mio compagno di squadra“.

Non può mancare un accenno a quanto detto sopra, riguardo alle tensioni in pista con il rivale Hamilton, ed il volto di Sebastian si fa molto più scuro e severo:

“Lewis ha rallentato due volte, praticamente inchiodando, e questo non è un comportamento corretto, rispettoso di chi gli sta dietro. Anzi, direi che è piuttosto pericoloso. Non capisco per quale motivo io sia stato penalizzato e lui no“.

Se il ferrarista rivendica di avere dalla sua le ragioni del caso, lo stesso fa Lewis ai microfoni di Sky Sport:

Posso solo dire che non è la condotta che ci si aspetterebbe da un quattro volte campione del mondo. Non ho assolutamente frenato deliberatamente ma ho solo tenuto la distanza dalla Safety Car. Ho lottato con la macchina e ho fatto quello che potevo portando a casa dei punti nonostante tutti i problemi che ho avuto”,

le poche parole di un Lewis molto innervosito dall’atteggiamento del rivale e chissà se ci saranno ulteriori strascichi polemici.

Classifica Mondiale piloti 2017

Dopo il GP dell’Azerbaijan 2017, Sebastian Vettel si conferma in testa alla classifica del Mondiale F1 2017. Il ferraristia ora ha 14 lunghezze di vantaggio su Lewis Hamilton dopo che ha concluso la gara di Baku davanti al britannico della Mercedes. Di seguito la classifica piloti del Mondiale 2017

POS DRIVER NATIONALITY CAR PTS
1 Sebastian Vettel GER FERRARI 153
2 Lewis Hamilton GBR MERCEDES 139
3 Valtteri Bottas FIN MERCEDES 111
4 Daniel Ricciardo AUS RED BULL RACING TAG HEUER 92
5 Kimi Räikkönen FIN FERRARI 73
6 Max Verstappen NED RED BULL RACING TAG HEUER 45
7 Sergio Perez MEX FORCE INDIA MERCEDES 44
8 Esteban Ocon FRA FORCE INDIA MERCEDES 35
9 Carlos Sainz ESP TORO ROSSO 29
10 Felipe Massa BRA WILLIAMS MERCEDES 20
11 Nico Hulkenberg GER RENAULT 18
12 Lance Stroll CAN WILLIAMS MERCEDES 17
13 Kevin Magnussen DEN HAAS FERRARI 11
14 Romain Grosjean FRA HAAS FERRARI 10
15 Pascal Wehrlein GER SAUBER FERRARI 5
16 Daniil Kvyat RUS TORO ROSSO 4
17 Fernando Alonso ESP MCLAREN HONDA 2
18 Jolyon Palmer GBR RENAULT 0
19 Marcus Ericsson SWE SAUBER FERRARI 0
20 Stoffel Vandoorne BEL MCLAREN HONDA 0
21 Antonio Giovinazzi ITA SAUBER FERRARI 0

Classifica Mondiale 2017 costruttori

La Mercedes ha allungato in testa alla classifica costruttori del Mondiale 2017 di Formula Uno. Le Frecce d’Argento, con il secondo posto di Valtteri Bottas e il quinto di Lewis Hamilton nel GP di Azerbaijan, ora vantano 24 punti di vantaggio sulla Ferrari che a Baku è arrivata al traguardo soltanto con Sebastian Vettel (quarto).

POS TEAM PTS
1 MERCEDES 250
2 FERRARI 226
3 RED BULL RACING TAG HEUER 137
4 FORCE INDIA MERCEDES 79
5 WILLIAMS MERCEDES 37
6 TORO ROSSO 33
7 HAAS FERRARI 21
8 RENAULT 18
9 SAUBER FERRARI 5
10 MCLAREN HONDA 2

redazione sportiva / oasport

La Nuova Ischia rileva il titolo del Procida Calcio,ecco il comunicato !

L’associazione sportiva dilettantistica NUOVA ISCHIA nella persona del suo legale rappresentante, Presidente dott. Ivano Balestriere ha emesso il seguente comunicato:

“La società Nuova Ischia: militante nelle ultime due stagioni calcistiche nel campionato di promozione, classificata nella stagione 2015/2016 al quinto posto e nella stagione 2016/2017 al terzo posto, tenuto conto della importante storicità calcistica della città di Ischia, comunica a tutta la cittadinanza ,ai tifosi e agli sportivi tutti di aver definitivamente rilevato il titolo di eccellenza della vicina isola di Procida e che per tale motivo la prossima stagione calcistica verrà disputata nel campionato della massima categoria regionale. Nella giornata di giovedi’ 22.06.2017 saranno presentati presso la FIGC. Comitato regionale campano, Tutti gli atti dovuti riguardanti il cambio di denominazione della squadra e la sede che verrà spostata sull’isola d’Ischia. E’ con grande orgoglio e soddisfazione che la scrivente in completa coerenza con tutto quanto proclamato in passato stia rispettando (anche se con non poche difficoltà) gli step ed i passi avanti prefissati, nella prossima settimana sarà indetta una conferenza stampa dove saranno comunicati tutti i punti programmatici riguardanti la prossima stagione sportiva 2017/2018,confidiamo in una grande partecipazione da parte di tutti i cittadini e sportivi di Ischia”

Il Roma- Mercato con pochi botti, il Napoli convince con i rinnovi

Il Roma- Mercato con pochi botti, il Napoli convince con i rinnovi

È vero. Di acquisti, per ora, non se ne sono visti. Ma è anche vero che di “botti” questi calciomercato non ne ha fatti vedere, anzi. C’è una cessione dietro l’altro, spesso milionarie, ma con pezzi pregiati che vanno via uno dietro l’altro. La Roma ha liquidato Paredes, Manolas e Salah, e ha perso pure Szscesny. La Juventus si libererà di Dani Alves e
potrebbe salutare anche Alex Sandro e Cuadrado. L’Inter deve fare i conti con la spada di Damocle del fair play finanziario: saluterà Perisic e forse almeno un altro pezzo grosso, vedi Banega o Handanovic. E anche il Milan non è messo così bene, visto che dovrà sudare le classiche sette camicie per trattenere Donnarumma, ha già perso Deulofeu
e dovrà dire addio anche a De Sciglio. Se c’è una squadra che non è finita in questo vortice di cessioni eccellenti è il Napoli, che invece di vendere conferma. E lo fa, per quanto possibile, a suon di firme e di rinnovi. Durante lo scorso hanno sono arrivati gli accordi con Albiol, Callejon e Koulibaly, e più di recente hanno prolungato Insigne e Mertens. La mossa più convincente di questo mercato sono i rinnovi pesanti di De Laurentiis, con questi calciatori che al 100% non si
muoveranno.

Fonte: Il Roma

Ranking Uefa, cresce il Napoli a 70 punti: guadagnate 4 posizioni

Ranking Uefa, cresce il Napoli a 70 punti: guadagnate 4 posizioni

Il nuovo ranking Uefa 2018 è già pronto a fare il suo esordio dalla prossima stagione. Stiamo parlando, per chiarezza, del ranking che verrà utilizzato per i sorteggi della Champions league secondo la nuova formula 2018-2019, quella che vedrà per la prima volta 4 squadre dei primi 4 paesi del ranking direttamente ai gironi, ma che naturalmente già da quest’estate comincerà ad essere influenzato dai risultati.

Come annunciato dalla federazione europea al momento della riforma della Champions League, due sono le principali novità.

Innanzitutto le squadre avranno solamente i punti che conquistano sul campo, più i bonus (i 4 punti di qualificazione ai gruppi Champions e i 4 per gli Ottavi): sparisce, in altre parole, il coefficiente nazionale, ovvero il 20% dei punti fatti dalle squadre di un determinato paese, che andavano ad innalzare quelli di ciascuna squadra.

Il coefficiente sarà utilizzato solamente per le squadre di nuova ammissione, ovvero quelle che non hanno giocato in Europa negli ultimi 5 anni. In altre parole: sarà il punto minimo da cui partire per una squadra che non raggiunge quel livello.

Esempio: l’Atalanta, alla prima qualificazione nel quinquennio, partirà dal 105 esimo posto, ovvero dai 12,049 punti che rappresentano il 20% dei punti italiani nell’ultimo periodo considerato. Con i bergamaschi figurano nella stessa posizione anche Sassuolo, Sampdoria e Udinese, ovvero coloro che hanno partecipato negli ultimi anni senza raggiungere almeno 12,049 punti conquistati sul campo.

Non così invece per il Torino che ha giocato una sola volta negli ultimi anni ma si trova a 13 punti (e partirà da qui in caso di prossima qualificazione) ed è quindi all’85esimo posto europeo (come l’Austria Vienna).

Davanti alle italiane, naturalmente, ci sono tutte le inglesi (posizione 99 con 12,363 punti) e le tedesche (posizione 87 con 12,656 punti) mentre le spagnole partono dalla 67esima posizione a 17,799.

Dal momento in cui l’Atalanta (o una delle altre squadre) dovesse ottenere sul campo più di 12 punti vedrà progressivamente crescere il proprio ranking.

Ma veniamo invece ai top club.

Anche il nuovo ranking terrà conto degli ultimi 5 anni, ma come detto non ci saranno più i coefficienti nazionali.

Ad esempio il Real Madrid che è primo della graduatoria parte da 134 punti che sono dati da tutti i risultati accumulati negli ultimi 4 anni (35 punti più 29, 33, 33) a cui aggiungere il bonus – per quanto riguarda il ranking di quest’anno – di 4 punti per la già conquistata partecipazione ai gironi di Champions.

Questa la nuova top ten del ranking di partenza del 2018 (tra parentesi l’incremento o decremento di posizioni in classifica).

  1. Real Madrid 134 (=)
  2. Ateltico Madrid 116 (+2)
  3. Barcellona 111 (=)
  4. Bayern Monaco 110 (-2)
  5. Juventus 107 (=)
  6. PSG 94 (=)
  7. Siviglia 94 (+1)
  8. Borussia Dortmund 83 (-1)
  9. Manchester City 82 (+3)
  10. Benfica 80 (-1)

Vediamo ora le italiane.

 

La Juventus che rimane quinta in graduatoria, una posizione che comunque dice poco in chiave sorteggi visto che la prima o seconda fascia viene assegnata in base al fatto che una squadra vinca o meno il proprio campionato.

NAPOLI – I partenopei crescono e sono al 13esimo posto e guadagnano 4 posizioni con 70 punti. Un risultato che deve inorgoglire, alle spalle degli azzurri ci sono Chelsea e Manchester United.

FIORENTINA – La viola si conferma terza forza italiana in Europa: è 22esima a 54 punti e per ora guadagna 2 posizioni. Ma di fatto è la grande esclusa delle prossime coppe. Solo Shalke 04 e Bayer Leverkusen, tra chi è messo meglio nel ranking, non scenderà in campo nel 2017-2018.

ROMA – I giallorossi sono al 30esimo posto in crescita rispetto al 37esimo attuale di fine 2016/2017. Ripartono da 43 punti.

LAZIO – Per il club di Lotito 49esima posizione (26 punti) in discesa rispetto alla 33esima precedente. Un risultato dovuto al fatto che nel 2012-2013 la Lazio ottenne ben 20,8 punti che ora vengono scartati per effetto dell’avanzamento che tiene conto solo delle ultime stagioni.

MILAN – Se nell’urna della prossima Europa League il Milan sarà 41esimo, in quella dell’anno successivo dovrà iniziare a rimontare a partire dal 70 esimo posto, con 17 punti. Non aver giocato in Europa le ultime tre stagioni pesa tantissimo.

INTER – Stesso discorso del Milan, classifica anche peggiore. Caduta dal 45esimo al 75esimo posto. Con soli 17 punti. E l’esclusione dall’Europa League potrebbe creare un ulteriore arretramento: alle sue spalle squadre come Marsiglia, Malmoe, Everton, Austria Vienna, possono guadagnare terreno. Significa che con tutta probabilità l’eventuale qualificazione in Champions farà ripartire l’Inter dalla quarta fascia.

Fonte: calcioefinanza

Bucchioni: “Non bisogna toccare il Napoli, Reina fondamentale”

Bucchioni: “Non bisogna toccare il Napoli, Reina fondamentale”

Ai microfoni di Tmw Radio, è intervenuto il giornalista Bucchioni, il quale ha dichiarato: “Reina non mi fa impazzire, ma è fondamentale nello spogliatoio. Non bisogna toccare questo Napoli. Credo però che al Napoli serva anche un esterno come Mario Rui, che già conosce Sarri”.

OGGI AVVENNE- Como-Napoli, gol di Renica nella stagione 88-89

OGGI AVVENNE- Como-Napoli, gol di Renica nella stagione 88-89

Il giorno 25 giugno il Napoli ha giocato quattro partite, una in serie A, una in serie B, una in coppa Italia ed una nella coppa delle Alpi ed ha sempre vinto. Ricordiamo l’1-0 a Como nell’ultima giornata della serie A-1988/89 Questa è la formazione schierata da Ottavio Bianchi: Giuliani; Corradini, Francini; Fusi, Alemao (72? Filardi), Renica; Carannante (90′ Bigliardi), Crippa, Ferrante, De Napoli, Neri I gol: 36′ Renica (rigore) Il Napoli si piazzò al secondo posto alle spalle dell’Inter di Trapattoni. Il rigore decisivo per la vittoria di Como porta la firma di Alessandro Renica. Il difensore vanta 16 gol nelle sue 194 presenze in maglia azzurra.

Fonte: SSC Napoli

Napoli, arrivano i giorni di Pepe Reina: nel frattempo gli azzurri sondano Perin

Napoli, arrivano i giorni di Pepe Reina:  nel frattempo gli azzurri sondano Perin

I prossimi saranno i giorni di Pepe Reina. Una priorità per il Napoli precedenza assoluta nella speranza che si riesca a trovare un accordo. Il Napoli propone al portiere un altro anno di contratto (nuova scadenza 2019) rispetto all’attuale. Sulle cifre c’è un po’ di distanza, ma emerge la volontà di arrivare a una soluzione. Per Sarri la presenza di Reina è fondamentale, ma ora bisogna risolvere i problemi che restano. Intanto, nelle ultime ore il Napoli ha sondato Mattia Perin, già al centro di un discorso con il Milan poi archiviato, una pista che diventerebbe attuale se non si arrivasse a un’intesa con Reina.

Fonte: Alfredo Pedullà

 

 

Juve Stabia – nord, sud, ovest, est..le vacanze dei gialloblù

In attesa del via ufficiale della stagione, che vedrà l’esordio in Coppa Italia il 30 luglio, i calciatori della Juve Stabia si godono le vacanze.
Tante, come vi stiamo raccontando, sono le voci di mercato; per i diretti interessati meglio ascoltarle sotto l’ombrellone.
Tante le mete scelte dai calciatori delle Vespe: dall’esterno, all’Italia, preferendo in alcuni casi anche casa.

Vacanze di gruppo per i gemelli diversi del centrocampo gialloblù, Izzillo e Mastalli, e Liotti, terzino trasferitosi a gennaio alla Fieralpisalò.
I tre si sono ritrovati ad Ibiza e proprio tra Ibiza e Formentera si stanno godendo le meritate vacanze.
Altra meta gettonata è Mykonos; l’isola greca sta ospitando Allievi e Bacci, che non i rispettivi amici, hanno scelto la Grecia per il loro relax. A proposito di Grecia, anche Riccardo Cazzola, sta trascorrendo nelle isole bianche elleniche le sue vacanze; per l’ex Cuor di Leone gialloblù la meta estiva è Santorini. Meta diversa per Tommaso Cancellotti che, insieme alla compagna, è partito alla volta di Cuba per scoprire tutte le sfaccettature di una terra affascinante come poche.

Vacanze romane e casalinghe invece per Paolo Capodaglio, rimasto a Roma in quanto sempre innamorato della propria città. Per Marotta, invece, Ischia non è mai una cattiva idea; la bellissima isola campana è sempre tra le mete preferite del fantasista napoletano.

Non solo mare e spiaggia però; Matteo Liviero sta trascorrendo l’estate a Villa Stuart dopo l’operazione al menisco. A distanza di due settimane dell’intervento, primi palleggi per il terzino stabiese, che vuole ripresentarsi al meglio allo start della stagione. Anche per Yaye Kanoute estate fa rima con allenamento; il puma si sta rimettendo in forma dopo l’infortunio che lo ha tenuto fuori nelle ultime, decisive, gare della stagione della Juve Stabia. Per lui tanto sudore e lavoro tra Castellammare e Pompei.

Giaccherini e Pavoletti via, decise già le due formule

Giaccherini e Pavoletti via, decise già le due formule

Non solo il mercato in entrata, l’arrivo di De Laurentiis servirà anche a fare chiarezza: “Sul fronte cessioni, Giaccherini potrebbe andar via a titolo definitivo, Pavoletti invece in prestito con diritto di riscatto. La posizione di Strinic è legata a quella di Ghoulam e anche per loro (entrambi in scadenza nel 2018) si attende il ritorno del presidente che dovrà abbassare la sua richiesta tra i 25 e i 30 milioni per Zapata, altrimenti il Torino si farà da parte ed il colombiano, come De Guzman e Zuniga finirebbe con l’essere il classico esubero da portare in ritiro”.

Basta giochi, è ora che la sinistra italiana faccia l’Europa

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Uno Stato unico dei Paesi comunitari è ben lungi dall’esistere: questo è il punte centrale sul quale dovrebbe misurarsi un’alleanza delle forze che si ispirano a Renzi e Pisapia

C’è sempre molto da dire in un mondo che sta attraversando una crisi epocale come di rado accade nella storia del nostro pianeta. L’ho già scritto più volte, approfondendo l’analisi su vari aspetti che è difficile completare. La scelta di oggi è la sorte della sinistra italiana e anche europea e anche il valore della cittadinanza europea che è ancora ben lungi dall’essere stata realizzata.

Ma comincerò segnalando un fatto che è passato del tutto inosservato, mentre a me sembra inconcepibile. Il fatto è la strage di piazza della Loggia che avvenne quarantatrè anni fa. Ce lo ricordiamo ancora noi vecchi e molti giovani l’hanno appreso dal racconto dei padri. Ebbene: la Cassazione ha condannato pochi giorni fa i due superstiti autori alla pena dell’ergastolo in varie modalità esecutive, data anche la loro vecchiaia. Oltre quarant’anni per una sentenza definitiva. Vi sembra possibile una lentezza di quel genere? Quale effetto ha sull’apprezzamento della giustizia nel nostro Paese? Non ho sentito nessuna voce critica, segno che gli italiani considerano normale una giustizia che impiega quasi mezzo secolo per una sentenza di questa gravità. Lo ripeto: sono stupefatto e allibito. Fine.

E veniamo al tema di oggi: la sinistra in Italia e in Europa e la cittadinanza del popolo europeo. Comincio da questa seconda questione.

Si dice ormai abitualmente che tutti noi nati in Europa in una delle Nazioni che fanno parte dell’Unione, siamo naturalmente cittadini della Nazione, con tutti i diritti e i doveri che essa ci ha attribuito. Qualche diritto in questo senso lo abbiamo: in quegli Stati europei che hanno aderito alla moneta comune (sono 19) i loro cittadini vivono con quella moneta, che è stata chiamata euro. La guadagniamo, la spendiamo, abbiamo una Banca centrale comune, che sovraintende alle Banche centrali nazionali. Otto Stati dell’Unione non hanno invece aderito alla moneta comune e conservano le proprie. Questo li rende alquanto diversi ma non li priva affatto di quella parte di sovranità che prescinde dalla moneta comune, compresa anche la politica economica.

I Paesi dell’Unione erano fino ad un anno fa 28; poi il Regno Unito (Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda del Nord) si è staccato dall’Unione europea ed ha perso i diritti e i doveri che finora aveva, tra i quali quello di partecipare al Parlamento europeo. Le trattative per perfezionare questo distacco, che comporta la perdita dei diritti e dei doveri di stampo europeo, sono ancora in corso. Sono previsti due anni per completare questo discorso a meno che non accada entro il suddetto periodo l’impossibile e cioè la sconfitta elettorale dell’attuale governo inglese e la decisione dei vincenti di rientrare nell’Unione europea come se nulla fosse accaduto.
Personalmente mi sembra improbabile, ma non si può escludere. Secondo me sarebbe un fausto evento, anche se non privo di alcune complicanze. Ma torniamo ai cittadini dei 27 Paesi dell’Unione. Quali sono i veri loro diritti e i relativi doveri che li accompagnano? Nessuno, quasi nessuno.

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Quasi in tutti gli Stati d’Europa c’era un monarca assoluto, i cittadini erano merce se non addirittura schiavi. Il monarca era tutto e aveva tutto. Le famiglie nobili avevano qualche loro diritto, ma mai concesso dal popolo, ma dal Re. Potevano avere la loro milizia, un loro diritto sui contadini che lavoravano i campi, insomma il loro feudo, ma lo governavano in nome del Re ed erano sempre e comunque agli ordini del sovrano, salvo che non si ribellassero e non disputassero il potere col Re e/o con i loro competitori.

In Inghilterra ci fu la guerra delle due Rose, in Francia la rivolta della Borgogna e quella della Normandia. In America, inizialmente colonia in parte inglese, in parte francese nel Nord e in parte spagnola nel Sud, la prima guerra si chiamò di Indipendenza, guidata da Washington che riscattò l’America del Nord dal colonialismo. Poi, parecchi anni dopo ci fu la guerra di Secessione guidata da Lincoln che era alla testa dei nordisti contro i sudisti e fu vinta dopo molti anni con almeno 600 mila morti, una cifra immensa.

Insomma affinché il popolo si componga di cittadini occorre che vi sia uno Stato democratico, gestore del governo e depositario degli interessi generali. Esiste uno Stato europeo di questo tipo? No, non esiste. C’è una confederazione composta dai 27 Stati e da un parlamento composto da delegati eletti in ciascuna delle 27 nazioni in proporzione alla loro popolazione, all’estensione del loro territorio e alla misura del reddito nazionale. Infine esiste la Commissione europea i cui membri sono indicati dai 27 Paesi con l’approvazione del parlamento.

Questo è tutto. I cittadini? Eleggono la loro quota di parlamentari europei, possono circolare liberamente in tutti i Paesi dell’Unione esibendo un documento d’identità. In questo modo sono effettivamente cittadini europei? Direi assolutamente no. Per essere cittadini ci vuole l’esistenza di uno Stato. Ai tempi nostri e in Occidente, quello Stato dev’essere democratico, cioè i suoi dirigenti devono essere eletti dai cittadini o dal Parlamento eletto dai cittadini medesimi. Ma uno Stato europeo è ben lungi dall’esistere. Questo è anzi il punto centrale e su di esso credo debba misurarsi, almeno in Italia, la sinistra. Ed ecco l’altro tema col quale dobbiamo confrontarci.

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Il Partito democratico nasce dall’Ulivo creato da Romano Prodi che riuscì a mettere insieme i cattolici democratici e i laici post-comunisti. L’Ulivo affrontò le elezioni del 1996 ed ebbe la meglio su Berlusconi che era andato al potere nel 1994. Dopo l’Ulivo Veltroni fondò il Partito democratico. Questa storia l’ho già raccontata domenica scorsa e non starò dunque a ripeterla.

Ma osserviamo la situazione di oggi. Ci saranno proprio oggi le elezioni amministrative in un centinaio di Comuni piccoli e grandi. Il loro peso amministrativo è importante, ma politicamente limitato. Il vero voto politico avverrà nell’aprile del 2018, cioè alla fine della legislatura e del governo Gentiloni che – si spera – lascerà un ricordo positivo per le molte cose ben fatte.

Al suo posto si presenterà Renzi. Da solo o in compagnia? Il Pd è, almeno in teoria, un partito di sinistra, anche se in questi mesi è una sinistra piuttosto decaduta. Ma c’è anche una sinistra dissidente, formata da piccolissime formazioni che rispondono a varie persone. Giuliano Pisapia sta tentando di unificare queste piccole formazioni. L’obiettivo sembrava quello di un’alleanza o addirittura di una coalizione con Renzi e il Pd. Come è la situazione di oggi della sinistra dissidente? Si tratta di cinque o sei piccoli gruppi: Rifondazione comunista, Vendola e i suoi amici politici, Civati, Pisapia e il suo gruppo, Bersani, D’Alema, Cuperlo (che però è ancora dentro il partito). Dei vari incontri alcuni osservatori presenti riferiranno a Franceschini, a Zingaretti, e forse anche a Calenda. Veltroni è fuori gioco, ma osserva con attenzione. Prodi guarda anche lui agli incontri e non più come federatore ma come persona interessata alla sinistra.

Il primo luglio all’iniziativa di Pisapia finalmente sapremo cosa faranno le frazioni dissidenti. Potrebbero arrivare a un 8 per cento tutte insieme o addirittura a un 10 e forse più. Sommato al Pd che conta oggi il 25 per cento ma potrebbe crescere fino al 30-35, l’alleanza con le frazioni di sinistra unificate avrebbe un senso politico. Tutti insieme potrebbero arrivare al 40 per cento. Ma per fare che cosa? In Italia certo, ma a mio avviso soprattutto in Europa.

La cosa più strana di tutti è che questa sinistra che s’intitola ora a Pisapia, dell’Europa non parla affatto. Se li interroghi, rispondono: “L’Europa? Ma certo, noi siamo europeisti”. E che farete? “Tutto quello che bisogna fare”. E se insisti ancora nella domanda alla fine ripetono quella risposta ma nulla più.

Renzi il tema europeo lo conosce invece a fondo, ma dovrebbe parlarne soprattutto con Macron. L’ha fatto? Sì, un colloquio sull’Europa c’è stato. A fondo? Con un programma d’azione che coinvolga anche la Merkel e, per la parte che lo riguarda, anche Draghi? No, questo discorso non risulta che ci sia stato. E invece il tema è questo che giustifica anzi rende indispensabile l’alleanza con la sinistra dissidente. Il resto sono baggianate. Come diceva Spinelli e come dissero molto prima Mazzini e Garibaldi: o si fa l’Europa o si muore. Tenetelo presente, amici di Pisapia. Il resto sono giochi da bambini che attirano purtroppo anche Renzi.

Mazzini, Garibaldi e Cavour. Questa è la triade che dovrebbe essere la bandiera di tutta la sinistra italiana.

vivicentro.it/editoriale
repubblica/Basta giochi, è ora che la sinistra italiana faccia l’Europa (EUGENIO SCALFARI)

Piccoli robot e non solo: Sarri rivoluziona la preparazione fisica a Dimaro

Piccoli robot e non solo: Sarri rivoluziona la preparazione fisica a Dimaro

Ci saranno tante novità nella preparazione fisica e non solo degli azzurri in quel di Dimaro. Sarri ed il suo staff hanno messo a punto un programma diverso per quanto riguarda la preparazione della squadra. Innanzitutto ci saranno meno doppie sedute e più partitine questo per sincronizzare ancora di più l’aspetto tecnico che tanto sta a cuore al mister. Come riporta il Corriere dello Sport oltre ai famosi droni, ci saranno anche dei piccoli robot che provvederanno a mantenere invariata l’altezza dell’erba del prato di Carciato.

Il 6 agosto il Napoli giocherà un’amichevole in Inghilterra

Il 6 agosto il Napoli giocherà un’amichevole in Inghilterra

Il Corriere dello Sport ufficializza di fatto una nuova partita amichevole che il Napoli disputerà in questo lungo ritiro precampionato che inizierà il 5 luglio a Dimaro. Gli azzurri infatti il 6 agosto giocheranno in Inghilterra contro il Bournemouth. Per motivi logistici, potrebbero arrivare nel Regno Unito direttamente dalla Germania dove giocheranno l’Audi Cup qualche giorno prima contro Bayern Monaco, Atletico Madrid e Liverpool.

Reina, l’agente: “Non abbiamo offerte da altri club, aspettiamo il Napoli”

Reina, l’agente: “Non abbiamo offerte da altri club, aspettiamo il Napoli”

“Non abbiamo offerte di altri club, noi pensiamo solo al Napoli con cui stiamo in contatto ogni giorno. Ci aspettiamo a breve delle novita’”, Manuel Garcia Quilon non da’ certezze ma lascia apertissima la porta per la permanenza in azzurro di Pepe Reina. Come riporta Il Mattino: “Lo hanno fatto fino a venerdi in maniera costruttiva. Il mancato accordo fino ad adesso per il prolungamento del contratto non ha messo in discussione il feeling tra Reina e Giuntoli che continuano a messaggiarsi in continuazione. Il Napoli e’ entrato nell’ordine di idee di aspettare Reina almeno fino a venerdi: entro quel giorno sarà data una risposta. Reina deve dire se accetta o no la proposta di un altro anno di contratto, con stipendio piu’ o meno intatto. Ma, dicono le indiscrezioni, il club azzurro alza il livello dei bonus e della parte variabile della busta paga, ma Quilon gli ha spiegato la situazione: l’ideale sarebbe quello di strappare un triennale, ma se vuole restare a Napoli il club azzurro non offre di piu'”.

ESCLUSIVA – Modena, Manfredini è seguito da Cesena e Reggiana

ESCLUSIVA – Modena, Manfredini è seguito da Cesena e Reggiana

Secondo quanto raccolto in esclusiva dalla redazione di ViViCentro.it, Niccolò Manfredini portiere del Modena classe ’88, 39 partite in stagione, è seguito da diversi club: tra questi, stando alle notizie in nostro possesso, ci sono il Cesena e la Reggiana che lo vorrebbe a tutti i costi.

a cura di Christian Mastalli

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ESCLUSIVA – Juve Stabia, per Mastalli richieste anche da un club di A: questa la squadra, i dettagli

ESCLUSIVA – Juve Stabia, per Mastalli richieste anche da un club di A: questa la squadra, i dettagli

Mercato, mercato e mercato in attesa di avere novità riguardo il futuro societario. Vi abbiamo parlato di Sandomenico, Marotta, Cutolo, Santacroce e altri relativi al mercato in uscita. Vi abbiamo già parlato anche di Alessandro Mastalli, talento della Juve Stabia che, però, sarà ceduto. Secondo quanto raccolto in esclusiva dalla redazione di ViViCentro.it, su di lui c’è un forte interessamento da parte del Benevento che entra, quindi, in lotta con il Venenzia e altri club per acquisirne le prestazioni. Sirene di serie A, quindi, per il giovane talento scuola Milan.

a cura di Ciro Novellino

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