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Lega B, nasce la nuova piattaforma digitale dedicata interamente ai tifosi

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Nasce oggi Lega B Start, la nuova piattaforma digitale della Lega B che offre ai tifosi l’opportunità di personalizzare la propria esperienza di navigazione attraverso una home page a tema ufficiale del Club preferito. Un network di 23 pagine, una dedicata alla Lega B, perfetta per tutti gli appassionati del campionato, le restanti 22 dedicate ai Club che partecipano alla Serie B ConTe.it, destinate ai veri tifosi delle nostre squadre.

 

Su Start si troveranno le immagini più belle, tutte le news e i contenuti social relativi alla propria squadra del cuore, un match centre aggiornato con gli ultimi risultati e le classifiche della Serie B Conte.it, la mappa nazionale e mondiale dei tifosi e, soprattutto, nuove e straordinarie forme di coinvolgimento e competizioni divertenti raccolte nel Game Centre con pronostici, votazioni, quiz e molto altro ancora.

 

È qui che i fan potranno dimostrare la loro passione per il calcio e il sostegno alla propria squadra del cuore conquistando punti e scalando le classifiche della League of Fans, il primo campionato digitale ufficiale dedicato ai tifosi della B. Per chi si registra sarà possibile seguire l’andamento della classifica personale nell’area profilo dedicata e determinare il successo della propria squadra perché i punti conquistati dai singoli fan decideranno le sfide virtuali con le altre squadre della Lega, in un vero e proprio campionato digitale.

 

E non è finita qui: i tifosi più attivi su Lega B Start potranno infatti vincere premi ed esperienze uniche messe a disposizione dai club e dalla Lega B.

 

Lega B Start – League of Fans è il nostro primo vero tentativo di “fare lega” sul digitale attivando una strategia di comunicazione e marketing assieme ai 22 Club della Lega B e offrendo ai fan nuove opportunità di coinvolgimento con la propria squadra del cuore”, dice Federico Smanio, responsabile dell’Area Digital e Relazioni con i Tifosi della Lega B. “Con Start mettiamo a disposizione delle nostre società una vera e propria piattaforma di fan engagement che ci consentirà di testare il livello di coinvolgimento e passione dei fan e degli appassionati della B e del calcio in Italia e nel mondo. La League of Fans rappresenta per Lega B un concreto passo in avanti verso il miglioramento dell’esperienza dei fan e la promozione del brand Lega B, e il tentativo di stabilire un legame sempre più forte con gli appassionati creando allo stesso tempo nuove opportunità d’investimento per i partner commerciali. Siamo orgogliosi di intraprendere quello che riteniamo essere un progetto veramente innovativo e ringrazio il nostro partner Sconnected per il grandissimo lavoro svolto con noi fin qui”.

 

Krešo Gotovac, founder e CEO di Sconnected: “È un grande onore, piacere e responsabilità lavorare fianco a fianco ad un’istituzione così importante come la LNPB e ai suoi Club associati in un progetto ambizioso quasi come ricostruire una vera e propria lega, solo in ambito digitale. Siamo molto entusiasti di questa collaborazione e crediamo fermamente che ai fan Lega B Start piacerà tanto quanto a noi. Non vediamo l’ora di scoprire quale sarà la squadra ad aggiudicarsi il trofeo per la migliore tifoseria alla fine della stagione”.

 

 

Vinicio: “Mertens ricorda Romario. Scudetto? Non ci penso!”

Le sue parole

Luìs Vinicio ha parlato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport:

Teme che questo Napoli faccia tre gol anche con il Cagliari e superi il vostro record?

«Non lo temo, glielo auguro e credo sia probabile perché ormai gli azzurri viaggiano a medie realizzative impressionanti. Non mi stupirei quindi di un’altra goleada. Del resto, il tridente del Napoli è fortissimo. Tecnicamente è diverso da quello in cui giocavamo Di Giacomo, Pesaola e io perché diverso era il calcio di allora e diverso è l’obiettivo: noi partimmo per salvarci, loro mirano in alto».

È l’anno buono per vincere lo scudetto?

«È una parola che non voglio pronunciare, sono scaramantico come un vero napoletano e poi bisogna sempre tenere presente che siamo soltanto all’inizio della stagione. Certo, il Napoli ha grandi qualità perché gioca un bel calcio con degli ottimi interpreti e, secondo me, in questo momento sta meglio della Juve. Guai però a pronunciare quella parola…».

Sarà lotta a due con i bianconeri o ci sono altre pretendenti?

«Credo che Napoli e Juve siano le più attrezzate, molto dipenderà anche dagli scontri diretti specie sotto il profilo psicologico. A proposito, nel ‘57-58 vincemmo sia a Torino sia in casa. Il 4-3 del Vomero è indimenticabile: c’era gente seduta a bordo campo, gli spalti non riuscivano a contenere la folla».

Sarà più decisivo Mertens o Dybala?

«Il belga è diventato davvero un bomber di razza, non me l’aspettavo quando Sarri lo ha proposto centravanti. Mi ricorda Romario per la capacità di dribblare e smarcarsi in area di rigore. Può segnare ancora tantissimo perché sembra quasi voglia recuperare il tempo perduto. Dybala è un fenomeno. Da brasiliano-napoletano è dura dire questo di un argentino della Juve, ma Dybala ha un mancino davvero incredibile».

 

 

C’è il rischio per il Napoli di privilegiare la corsa scudetto rispetto alla Champions League?

«Io la vedo così: fare risultato in Champions dà autostima e carica in prospettiva del campionato. Il Napoli ha preso coscienza della sua forza lo scorso anno contro il Real, poi ha fatto un gran finale di stagione. Bisogna puntare al massimo anche in Europa per arrivare a quello che i napoletani sognano».

Un’ultima curiosità: quanti gol avrebbe segnato Vinicio con Sarri in panchina?

«È impossibile dirlo, di sicuro io mi sarei divertito e credo anche i tifosi. È un tecnico capace di esaltare le doti realizzative dei suoi attaccanti. È stato bravo anche con Higuain, ma il Pipita è nato per segnare. Mertens è il suo vero capolavoro».

Milik e la terapia dei ‘neuroni specchio’: De Nicola pronto al recupero

Milik, la terapia basata sui ‘neuroni specchio’

Come riferisce Il Corriere dello Sport, Arek Milik è a Napoli. Di nuovo a Napoli e ancora una volta, come un anno fa, con un ginocchio ricostruito. Che jella, altroché, però anche questa volta passerà e lui tornerà in campo più affamato che mai: il piano-recupero è pronto. Messo a punto dal dottor De Nicola e dall’intero staff medico, decisamente specializzato nei recuperi lampo. Mani sicure, insomma, quelle in cui finirà Milik. Anzi, quelle in cui è finito da ieri: la prima terapia è già andata in scena con Massimo Buono, il fisioterapista deputato a questo tipo di percorsi. Dopo l’abbraccio con il resto della squadra, felice e contenta di ritrovarlo a cinque giorni dal crack del ginocchio destro andato in scena con la Spal, in quello spicchio di partita che ha giocato sabato scorso, Arek s’è accomodato in sala massaggi.  Un tempio per le prossime tre settimane: fino a quando non andrà a controllo dal professore Pier Paolo Mariani per rimuovere i punti, infatti, il suo pane quotidiano saranno le terapie. Due al giorno: mattina a casa, pomeriggio in sede. Successivamente, Milik comincerà il lavoro in piscina: in vasca la mattina e in sede il pomeriggio per le terapie.

Nuova capriola Movimento 5 Stelle, questa volta per la Raggi

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“Siamo davanti all’ultima capriola del Movimento. Dopo leadership e addio allo streaming, la metamorfosi è compiuta”, osserva Mattia Feltri a seguito della lettura di quanto scrive Ilario Lombardo: il M5S ha pronta una “tutela speciale”, anche se Raggi fosse condannata, non si dimetterà dal Campidoglio.

L’ultima capriola M5S. L’esultanza di Grillo incrina il mito dell’onestà

I vertici cantano vittoria: archiviato il reato più grave. Dopo leadership e streaming, la metamorfosi è compiuta

Viene in mente Isaac Asimov, per il quale la disumanità del computer risiede, una volta programmato e messo in funzione, nella sua perfetta onestà. Grazie al cielo Virginia Raggi non è un computer, lo si nota a occhio nudo, nessuno del Movimento lo è, e non per questioni di onesta e disonestà, stabilite ruvidamente codice alla mano. I codici non dicono tutto, neanche quello penale. E comunque Raggi non è nemmeno arrivata a processo, forse non ci arriverà proprio, deciderà un gip, e semmai poi ci saranno tre gradi di giudizio e per un reato, se tale è, di poca rilevanza: falso ideologico.

Il cavillo del codice etico M5S per la Raggi

Raggi a processo, ma l’M5S ha già pronta una “tutela speciale” per lei

La perfetta onestà dei Cinque Stelle si incrina invece nell’esultanza di Beppe Grillo per l’archiviazione del reato più grave, l’abuso d’ufficio, che è più grave soltanto nella realtà on demand del blog, poiché l’abuso d’ufficio prevede pene più basse del falso ideologico.

La perfetta onestà dei Cinque Stelle si incrina nel tweet del capo, Luigi Di Maio, che annuncia l’archiviazione delle accuse per cui «la stampa ci ha infangato», immemore delle dieci, cento volte che lui e i suoi hanno sventolato in aula di Montecitorio le pagine di giornale con le inchieste sugli altri, addotte alla richiesta di dimissioni. Oltre che immemore, naturalmente, delle accuse che archiviate ancora non sono, come un passacarte di Forza Italia o del Pd.

Inconsapevole, soprattutto, di aver raggiunto una certa solidità politica, una solidità antica, quella per cui la consigliera Cristina Grancio è stata sospesa perché contraria all’edificazione dello stadio di Roma.

Succede a tutti, da millenni: l’azione distrugge l’utopia. Raggi (ed è giusto così) resta al suo posto nonostante una richiesta di rinvio a giudizio, Grancio viene cacciata per dissenso (poi reintegrata il giorno prima del processo per il ricorso), secondo il santissimo metro della politica e non della magistratura, quello usato da Matteo Renzi per salvare Maria Elena Boschi, che era più utile al governo sebbene inguaiata per le banche, e per sommergere Maurizio Lupi, che da inguaiato per le infrastrutture era dannoso al governo. «Se un sindaco ha un avviso di garanzia per abuso d’ufficio deve stare fermo un giro», diceva Di Maio giusto un paio d’anni fa, prima di rendersi conto che un sindaco di media o grande città può uscire indenne da una consiliatura soltanto se gli altri sono distratti, tante e tanto complesse sono le regole cui è chiamato ad attenersi, per non dire delle tentazioni. Non basta proclamare onestà, quasi mai. Ora il problema è che ne va di mezzo la purezza della razza, e non lo si intuisce, o non lo si confessa. Quattro anni fa Beppe Grillo ci irrideva per la nostra incapacità di comprendere l’assenza di un leader, diceva che quando lo chiamavano i giornalisti per parlare col leader del Movimento, lui gli passava il figlio Ciro. Il leader non c’era perché a comandare è la rete dei cittadini attraverso il web, diceva, ed è questa la rivoluzione somma, e inafferrabile per menti polverose come le nostre. Poi adesso hanno eletto un leader, Di Maio appunto, con le primarie on line. Quattro anni fa non c’era il candidato premier (lo era Grillo, ma solo formalmente) perché il premier sarebbe stato l’ologramma della volontà popolare, un portavoce, uno qualsiasi, e adesso hanno eletto un candidato premier, sempre Di Maio, sempre con le primarie online. Ci sono stati direttori, nazionali e locali, ora c’è una gerarchia, un designato alla premiership, un serio abbozzo delle strutture novecentesche e marcescenti che forse marcescenti non sono, ma indispensabili.

Si procede lungo questo sentiero che collega l’a priori con l’a posteriori, che collega il mondo perfetto progettato attraverso regole ferree e il mondo in cui ci si imbatte, e in cui le regole hanno bisogno di elasticità. Si organizzano le primarie del sindaco di Genova e siccome vince la candidata sgradita la si fa fuori, in onore di quella elasticità lì, necessaria anche ai movimenti più stentorei, in cui si ingoia tutto nella onestissima certezza che i predecessori facevano porcate a fin di male, e ora le si fanno ancora, eccome, ma a fin di bene, come cedimenti inevitabili al raggiungimento del celeste obiettivo, e unica possibile risposta all’accerchiamento dei nemici: eccola la drastica differenza, una pretesa differenza antropologica, stravista, fallimentare, già raccontata su tutti i libri di storia. Una citazione cara a Giulio Tremonti: si fa la figura del selvaggio di Kant che pensa che il sole sia sorto perché lui si è svegliato.

Ricorderete la breve leggenda dello streaming, l’apertura del palazzo come una scatola di tonno, le pareti di vetro, l’animo incontaminato esibito al popolo negli incontri con Pier Luigi Bersani, Enrico Letta e Matteo Renzi, a cui veniva così impedito ogni losco infingimento, e poi lo streaming è stato rapidamente dimenticato, quella specie di balletto con copione, dunque fintissimo, perché la politica ha bisogno delle sue ore grigie, dei suoi notturni segreti, dei compromessi che sono sempre al ribasso sennò compromessi non sono: si decide dentro le stanze dell’Hotel Forum, Roma, o nella villa di Grillo, Toscana, o alla Casaleggio, Milano, altro che streaming, se Dio vuole. Ricorderete il divieto dogmatico di mettere piede nei paludosi studi televisivi, luoghi di corruzione intellettuale, dove manipolatori di regime avrebbero ridotto il cristallino Cinque Stelle alla condizione fangosa degli altri, e adesso vanno tutti in tv, se possibile senza confronto, a esercitare il lusso del monologo. In fondo ci sarebbe niente da dire se i ragazzi di Beppe si lasciassero attrarre dal dubbio che la rivoluzione dell’onestà è un bel gioco da tavolo, e sta alla vita come il risiko sta alla guerra, ché poi tocca cambiare le regole, tocca ricorrere all’eccezione, una via l’altra, tocca concedere a sé attenuanti o assoluzioni piene negate ai cattivi ma, come si diceva all’inizio, si vede tutto a occhio nudo: il mondo è pieno di persone oneste, diceva uno intelligente e spiritoso, e si riconoscono dal fatto che compiono le cattive azioni con più goffaggine.

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lastampa/L’ultima capriola M5S. L’esultanza di Grillo incrina il mito dell’onestà MATTIA FELTRI

Cagliari, Cigarini:” Vogliamo fare una bella partita. Ecco cosa penso di questo Napoli”

Il centrocampista del Cagliari, Luca Cigarini ha  rilasciato un’ intervista all’edizione odierna del quotidiano Il Corriere dello Sport. Ecco un estratto: “E’ una partita quasi proibitiva e dico “quasi” perché nel calcio non si può mai sapere. Loro fanno un bel calcio, organizzato e piacevole da vedere. Sono più forti di noi ma questa deve essere un’arma perché dobbiamo andare lì a giocarcela senza timori. Il Napoli sia la squadra più in forma del campionato, però noi sappiamo qual è il nostro valore e quello che sappiamo fare”. Punti deboli? “Sicuramente, si altrimenti sarebbero davvero imbattibili. Ma allo stesso tempo sappiamo che sono pochi e quindi dovremo essere bravi noi a scovarli. Una partita tosta, però bella da giocare per un calciatore. Se potesse togliere una pedina ai prossimi avversari? Direi l’allenatore. Al di là dei singoli che hanno grandi caratteristiche, credo che se il Napoli abbia un gioco così bello, il merito sia di Sarri”.

Raggi a processo, ma l’M5S ha già pronta una “tutela speciale” per lei

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Virginia Raggi dovrà affrontare il processo perché accusata di aver mentito sulle nomine fatte poco dopo la sua elezione a sindaco di Roma. Si tratta di un caso destinato a sovrapporsi con la campagna elettorale. Il M5S, scrive però Ilario Lombardo, ha pronta una “tutela speciale”: anche se Raggi fosse condannata, non si dimetterà dal Campidoglio.

Il cavillo del codice etico M5S: anche in caso di condanna la sindaca Raggi non si dimetterà

La scorciatoia dell’autosospensione per poi essere riammessa

ROMA – Anche in caso di condanna in primo grado Virginia Raggi non si dimetterà, e se si autosospenderà dal M5S lo farà per poter venir riammessa con gloria. Anzi, facendo leva sul codice di comportamento, sarà proprio l’autosospensione a salvarla. Fa nulla che, a maggio, ai deputati palermitani accusati di aver raccolto firme false nel 2012 il collegio dei probiviri abbia confermato la sospensione perché colpiti da rinvio a giudizio. Per Raggi, il rinvio a giudizio non è abbastanza e su di lei il M5S prevede una soluzione diversa e una tutela speciale pensata dai legali del Movimento.

Gli automatismi di difesa del M5S sono semplificabili nelle innumerevoli dichiarazioni captate dai parlamentari grillini: è stato solo fango dei giornalisti, sono cadute le accuse più gravi e abbiamo massima fiducia nei magistrati sulla richiesta di rinvio a giudizio per falso. Tutto come sempre nella migliore tradizione di Beppe Grillo: il gruppo si chiude, escono le veline ufficiali e pochi si avventurano in coraggiosi distinguo. Come l’ex membro del direttorio Carlo Sibilia, per cui sì c’è da guardare «il bicchiere mezzo pieno», ma «certo non stapperei la bottiglia di champagne per un rinvio di giudizio in casa». Tra i duri del Movimento, Roberto Fico e Carla Ruocco, si adeguano. Non lo fa Luigi Gallo per cui è impensabile cambiare ancora una volta le regole: se Raggi sarà condannata in primo grado per falso si dovrà sospendere dal M5S. Lo dice chiaro anche Riccardo Fraccaro, deputato probiviro con il piccolo conflitto di interessi di essere anche, con Alfonso Bonafede, il commissario di Raggi in Campidoglio per conto di Grillo: secondo il nuovo codice etico, ritagliato su misura della sindaca, la sospensione dal M5S «è d’obbligo» in caso di dolo. E il dolo è implicito nel reato di falso.

Ma non sarà così lineare il percorso e ai vertici si comincia già a pensare alle contromosse. Grillo esulta per la doppia archiviazione sull’abuso d’ufficio, definendolo «un reato ben più grave» del falso. Ma se questo ha un senso alla luce della legge Severino che avrebbe fatto scattare la possibile decadenza della sindaca, non lo è secondo il codice penale che prevede pene più pesanti per il falso. Eppure, dice il comico a chi lo ha sentito per raccogliere la sua soddisfazione: «Resta solo una firma su un foglio dell’Anticorruzione». Non solo. Il dolo, dicono i vertici, va inteso «più in senso politico che giudiziario». I magistrati non hanno riconosciuto l’aggravante al falso, vuol dire che credono che la sindaca non abbia detto il falso per coprire un altro reato, in questo caso l’abuso d’ufficio del suo braccio destro Raffaele Marra interessato alla nomina a dirigente del fratello. Per i 5 Stelle è un’attenuante e sono pronti a sostenerne altre. Per esempio, che la sindaca «ha peccato di inesperienza», «non aveva un capo di gabinetto che la tutelasse da questi errori» e, secondo quella che è la teoria del complotto evocata ormai apertamente da Grillo, «è rimasta vittima delle trappole del Campidoglio». Ecco spiegate anche le premure di due deputati che maneggiano la materia giudiziaria come Andrea Colletti, «il falso – dice – non ha recato danno alla pubblica amministrazione», e Giulia Sarti, «anche nel falso – sostiene – va valutata quale sia stata la condotta».

Insomma, si stanno aprendo spiragli di interpretabilità nel codice pentastellato. I 5 Stelle e Raggi sono già d’accordo che in caso di condanna l’autosospensione sarà conseguente. Ma c’è un passaggio nel codice che tornerà utile ai legali che consigliano Grillo, Di Maio e Davide Casaleggio, al punto 3, dove c’è scritto che «l’autosospensione può essere valutata quale comportamento suscettibile di attenuare la responsabilità disciplinare». In poche parole, il garante (Grillo) e il collegio dei probiviri terrebbero conto di una sorta di buona condotta, e la scelta della sindaca di autosospendersi come gesto compiuto a «tutela dell’immagine del M5S» le permetterebbe di ricevere la grazia.

Alla fine, in tutta questa faccenda di fratelli, nomine, omissioni e condizionamenti, nell’epopea breve di un gruppo di «quattro amici al bar» che ha gestito incarichi in Campidoglio, procurato indagini e infortuni politici, la colpa sembra essere «dei giornalisti». Il nuovo capo politico Luigi Di Maio non ha troppa voglia di commentare e ai cronisti che tentano di incalzarlo risponde «Cambiate repertorio». Più tardi, sarà più esplicito: «Archiviate le accuse per cui la stampa ci ha infangato». Concetti simili a quelli espressi da Raggi: «Dopo mesi di fango mediatico su di me e sul M5S, in cui mi hanno fatta passare per una criminale, i media ora devono chiedere scusa a me e ai cittadini romani». Ma sotto la crosta di fango, l’accusa di falso è ancora in piedi.

Meningite, morto un ragazzo di tredici anni. Profilassi ad amici e parenti

E’ morto il bambino di tredici anni colpito da meningococco di tipo C. Il ragazzino si trovava nel reparto di rianimazione dell’ ospedale San Gerardo di Monza. I genitori, dopo che gli esami hanno confermato che si trattasse di meningite, sono stati sottoposti alla profilassi, come i diciannove amici più stretti e i compagni di classe dell’ Istituto Tecnico Industriale Alessandrini di Abbiategrasso. Mirco Piraino, viveva con la sua famiglia a Robecco sul Naviglio. “Come abbiamo fatto negli altri casi che si sono verificati all’interno di istituti scolastici, offriremo la vaccinazione a tappeto per tutti gli studenti dell’istituto coinvolto. Con Asst Ovest Milanese stiamo valutando il numero degli alunni e il possibile programma operativo da seguire”. Questo il commento dell’assessore regionale alla sanità Giulio Gallera.

Paura per Mertens, ma con il Cagliari il folletto belga ci sarà

Tutto lo spogliatoio del Napoli ha tremato, poi il sospiro di sollievo. Dries Mertens si è sottoposto ad una risonanza magnetica per verificare il fastidio che accusa alla spalla. Secondo quanto riporta l’edizione odierna del quotidiano “ Il Corriere dello Sport”, Mertens nonostante il fastidio, comporrà il tridente d’ attacco con Lorenzo Insigne e Josè Maria Callejon, nella sfida contro il Cagliari, in programma questa domenica alle ore 12: 30. Ieri il folletto belga è tornato ad allenarsi per circa una mezz’oretta svolgendo lavoro defaticante per smaltire i postumi della sfida di Champions League vinta per 3-1 contro il Feyenoord.

Scafati Basket, parte la campagna di merchandising sulla fanpage ufficiale

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Da quest’oggi, direttamente dalla pagina Facebook ufficiale dello Scafati Basket 1969, sarà possibile visionare ed acquistare on-line tutto il merchandising griffato Givova Scafati. E’ questa la novità assoluta della stagione agonistica 2017/2018, nella quale la società, in simbiosi con il main sponsor, ha raccolto le richieste pervenute dai tifosi e dagli appassionati gialloblù, intenzionati ad acquistare indumenti ed accessori con il marchio ufficiale del sodalizio scafatese.
Kit gara, canotte, coprimaglia e zaini potranno essere anche personalizzati con l’applicazione serigrafata di nome e numero, proprio per venire incontro alle richieste e alle esigenze di tutti, grandi e piccini, diventando anche una simpatica ed originale idea regalo.
Dichiarazione del responsabile marketing del main sponsor Givova, Antonio Mandile: «Questo ci è apparso l’anno giusto per avviare il progetto merchandising. Abbiamo tutti gli elementi per ottenere grandi risultati: una grande società, una grande squadra ed un grande sponsor. Ci attendiamo un campionato ricco di emozioni, nel quale abbiamo voluto dare ai tifosi la possibilità di indossare i capi dei propri beniamini in campo. Siamo partiti col piede giusto e sono certo che insieme faremo grandi cose».
Dichiarazione della responsabile marketing del Basket Scafati 1969, Maria Grazia Coppola: «I nostri tifosi potranno finalmente acquistare ed indossare il merchandising ufficiale della società, grazie all’impegno e alla attenzione mostrata nei confronti dei nostri tifosi dall’azienda Givova, in particolare dalla famiglia Acanfora e dal collega Mandile, che si sono prodigati molto affinché questo progetto andasse in porto. Per noi è una opportunità di crescita importante, perché sarà possibile far circolare ancora di più e i colori e il brand societario, per giunta con la possibilità di personalizzazione di ciascun capo. Credo fortemente in questo progetto e sono certa che ci darà grosse soddisfazioni».

Zapata attacca il Napoli: “Gli ultimi due mesi sono stato emarginato da tutti”

L’ex attaccante del Napoli, Duvan Zapata, ora in forza alla Sampdoria ha rilasciato un’intervista al quotidiano “ La Gazzetta dello Sport”, raccontando alcuni retroscena sulla sua permanenza a Napoli negli ultimi due mesi. Ecco un estratto delle parole di Zapata: “A Napoli non mi hanno considerato. Ero reduce dalla mia migliore stagione in Italia, credevo di poter dire la mia. invece sono rimasto due mesi emarginato, allenandomi a parte. Per fortuna è arrivato Ferrero, che ha fatto tanto per portarmi qui. Tra l’altro lui mi voleva già due anni fa, quando l’allenatore era Zenga”

Ghoulam – rinnovo: ci siamo. Ecco quando potrebbe arrivare la firma

Sarebbe tutto fatto per il rinnovo fino al 2022 del terzino del Napoli Faouzi Ghoulam. A riportarlo è l’edizione odierna del quotidiano “ Il Mattino “, il quale rivela addirittura che la firma sul nuovo contratto potrebbe avvenire addirittura durante l’imminente sosta per le Nazionali. L’accordo sulle cifre sarebbe già stato trovato, con l’algerino che andrebbe a percepire circa 2,2 milioni di euro a stagione. L’unico nodo da sciogliere per il rinnovo del contratto di Ghoulam sarebbe quello della clausola rescissoria. Infatti gli agenti del terzino partenopeo starebbero spingendo affinché il Napoli inserisca una doppia clausola, circa 40 milioni per i top club e 27 per le squadre di prima fascia.

Albiol potrebbe non recuperare per la partita con il Cagliari. Pronti due sostituti

Nella partitella svolta ieri pomeriggio dal Napoli, ha partecipato anche il difensore Raul Albiol. Lo spagnolo è alle prese con diversi problemi fisici alla spalla, che l’hanno tenuto fermo per qualche partita. Le risposte di Albiol sono state incoraggianti, anche se riporta ancora qualche fastidio alla schiena, ma Sarri potrebbe risparmiarlo per la partita di domenica alle ore 12:30 contro il Cagliari. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del quotidiano “ La Gazzetta dello Sport “, se Albiol non dovesse farcela sono pronti Maksimovic e Chiriches. Il difensore serbo ex Torino, sarebbe in vantaggio sul romeno e dovrebbe essere lui a comporre la coppia centrale di difesa insieme all’insostituibile Kalidou Koulibaly.

Ex Juve Stabia, dal Menti alla rete a San Siro. Ecco di chi si tratta

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Maxwell Acosty in rete nel match di Europa League di ieri contro il Milan a San Siro.

L’ex esterno della Juve Stabia, Maxwell Acosty, ha messo a segno la sua prima rete in Europa League, scegliendo un avversario davvero prestigioso.

Acosty infatti da quest’estate è un calciatore del Rijeka, squadra della massima serie croata che ha ieri affrontato il Milan in Europa League.

Gara aperta e divertente, con il Milan forte del doppio vantaggio firmato Silva e Musacchio, recuperato in pochi minuti dai croati. Proprio la rete che ha dato il via alla rimonta del Rijeka è stata sigliata da Acosty.

Scatto in velocità a sorprendere la difesa rossonera e rimpallo fortunoso su Donnarumma, con palla che finisce in rete. Grande soddisfazione per l’esterno, che poche settimane fa ci ha confidato di avere ancora Castellammare nel cuore.

La partita è poi stata vinta in extremis dal Milan grazie alla rete del 3-2 firmata da Cutrone.

 

Parma – Salernitana, ecco le probabili scelte dei due tecnici

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Questa sera al Tardini ci sarà la sfida valevole per la 7° giornata del campionato di Serie B, tra Parma e Salernitana. Entrambe le squadre sono reduci da una vittoria, i ducali a Venezia, mentre i granata con lo Spezia tra le mura amiche dell’Arechi. Il Parma dovrà fare a meno di Fabio Ceravolo, ancora alle prese con i vari problemi fisici, mentre Bollini non avrà la sua coppia centrale di difesa, composta da Tuia e Bernardini . Out anche Pucino.

Parma (4-3-3): Frattali; Iacoponi, Di Cesare, Gagliolo, Scaglia; Dezi, Scozzarella, Barillà; Baraye, Calaiò, Siligardi.  A disposizione: Nardi, Lucarelli, Mazzocchi, Germoni, Sierralta, Scavone, Corapi, Munari, Frediani, Insigne, Nocciolini, Di Gaudio. Allenatore: D’Aversa.

 

Salernitana (3-5-2): Radunovic; Schiavi, Mantovani, Vitale; Kiyine, Minala, Della Rocca, Odjer, Zito; Bocalon, Rodriguez. A disposizione: Adamonis, Iliadis, Asmah, Perico, Signorelli, Alex, Cicerelli, Di Roberto, Kadi, Rosina, Rossi, Sprocati  Allenatore: Bollini.

ItalVolley femminile, Mazzanti:”Dispiace per come sia finita, ma guardiamo avanti”

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Baku, Azerbaijan. Si è conclusa con l’eliminazione ai quarti l’avventura dell’ ItalVolley femminile al Campionato Europeo Femminile 2017, ad andare avanti è l’Olanda. Al termine della partita queste le dichiarazioni in casa azzurra.

DAVIDE MAZZANTI: “Sapevamo che ci saremo giocati tutto in questa partita e purtroppo è andata male. Il rimpianto più grande rimane non essercela giocata al meglio delle nostre possibilità. Contro l’Olanda non si è vista la nostra identità di gioco e mi dispiace davvero tanto finire l’estate in questa maniera, perché sono convinto che il nostro percorso sia stato davvero importante. Questa partita ci dovrà servire assolutamente per continuare a crescere e compiere un ulteriore passo in avanti.

Analizzando tutto il torneo possiamo dire di non aver mai fatto vedere il valore di questo gruppo, ma la lezione di oggi deve spingerci a mettere ancora più cura, attenzione e impegno in quello che facciamo. Sembra incredibile, ma non vedo già l’ora di sedermi in panchina il prossimo anno per continuare in questo progetto. Durante la mia prima stagione le ragazze mi hanno dato tanti input positivi e quindi ha ancora tanta voglia di allenarle. Adesso avrò a disposizione un periodo di studio, ma non vedo l’ora di essere a maggio per ricominciare.

Se ripenso a quello che è successo nei mesi scorsi, nonostante l’amarezza di oggi, devo dire che è stato qualcosa di fantastico: abbiamo sposato un progetto coraggioso e mi sono attaccato davvero tanto a questa squadra.”

CRISTINA CHIRICHELLA: “Oggi non siamo mai entrate in partita e quindi non si è vista la vera Italia. L’Olanda, invece, si è espressa su ottimi livelli, ma le colpe maggiori sono le nostre che gliel’abbiamo permesso e ora c’è molto rammarico. Il nostro non è stato un percorso d’avvicinamento facile, sono successe tante cose che penso abbiano inciso sul nostro rendimento. Uscire dall’Europeo con una prestazione del genere fa molto male, ma non possiamo dimenticare tutte le cose buone fatte vedere duran te la stagione. Con questo anno abbiamo iniziato un nuovo percorso e lo abbiamo fatto nel modo giusto: c’è tanta fiducia nei nostri mezzi per la prossima stagione.”

LUCIA BOSETTI: “Dispiace uscire così dall’Europeo, perché da parte nostra è stata una brutta partita. Oggi abbiamo commesso tanti errori, mentre invece nell’ultimo periodo eravamo riusciti a limitarli, gestendo meglio le diverse situazioni di gioco. Bisogna fare i complimenti all’Olanda che è stata in grado di metterci parecchio in difficoltà, disputando un’ottima gara. Ovviamente adesso la delusione è grande, ma nel corso dell’anno ci sono stati moltissimi segnali positivi che non ci d obbiamo dimenticare. Dalle cose buone che sono emerse dovremo ripartire l’anno prossimo per continuare a crescere.”

Fonte: Ufficio Stampa ItalVolley

Europei Femminili 2017: Quarti fatali per le azzurre, l’Olanda vince 3-0

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Europei Femminili 2017: Quarti fatali per le azzurre, l’Olanda vince 3-0

Baku, Azerbaijan. Al Campionato Europeo 2017 quarti di finale fatali per le azzurre, battute ed eliminate per mano dell’Olanda 3-0 (25-17, 25-20, 25-13). Per la terza edizione consecutiva della rassegna continentale le azzurre sono così uscite ai quarti come nel 2013 e 2015.

Le ragazze di Davide Mazzanti contro l’Olanda, bestia nera dell’Italia negli ultimi anni, non sono riuscite ad esprimersi su buoni livelli, al contrario delle avversarie che invece hanno tenuto sempre in mano il pallino del gioco. Chirichella e compagne hanno faticato sia in attacco che in ricezione, senza essere in grado di trovare le giuste contromisure soprattutto all’opposto olandese Sloetjes.

Il Ct tricolore nel corso della gara ha provato ad operare diversi cambi, ma nulla è servito a fermare l’Olanda che si è imposta meritatamente 3-0.

Per l’Italia resta il rimpianto di essere stata eliminata dal torneo, senza aver fatto vedere tutte le proprie qualità, come invece era successo quest’estate nel Grand Prix: culminato con una splendida medaglia d’Argento. A parziale scusante della nazionale tricolore c’è il fatto di aver avuto un periodo di preparazione molto travagliato (fuori Sylla e Malinov), così come gli infortuni di Lucia Bosetti e De Gennaro nel torneo.

Sin dalle prime fasi del match odierno le olandesi hanno imposto il proprio ritmo, costringendo l’Italia a lunghi inseguimenti. Nel finale della seconda frazione le azzurre hanno mostrato le cose migliori, ma nel terzo le avversarie sono tornate a dominare.

Miglior marcatrice è stata Sloetjes (20 punti), seguita da Buijs (17 p.), tra le fila italiane Egonu con (15 p.). Nettamente a favore dell’Olanda la percentuale complessiva in attacco (56% a 37%), così come il totale di errori commessi (9 vs 17).

In avvio di gara Davide Mazzanti ha schierato Orro in palleggio, opposto Egonu, schiacciatrici Caterina e Lucia Bosetti, centrali Folie e Chirichella, libero De Gennaro.

L’Olanda è partita meglio con la battuta della Sloetjes che ha mandato in difficoltà la ricezione azzurra, non permettendo ad Alessia Orro di sviluppare il gioco. Sotto 2-7 Chirichella e compagne sono riuscite a reagire e, grazie agli attacchi di Egonu e ad un maggiore presenza a muro, hanno accorciato le distanze (8-9). A rompere l’equilibrio è stata nuovamente la formazione “Oranje” (in evidenza Sloetjes 9 punti), capace con un lungo break di prendere il sopravvento sull’Italia, che è stata costretta a cedere (17-25).

Al rientro in campo la musica non è cambiata, le azzurre sono scivolate immediatamente dietro (1-1-8) sbagliando a ripetizione in attacco. Mazzanti ha risposto con gli inserimenti di Cambi e Bonifacio per Orro e Folie, ma l’Olanda non ha tenuto sempre alto il ritmo ed è volata sul (12-20). Nonostante il pesante svantaggio (dentro Parrocchiale per De Gennaro) l’Italia ha mostrato segnali di crescita e con delle ottime difese ha messo un po’di paura alle avversarie (20-25).

Nella terza frazione (confermate Cambi, Bonifacio e Parrocchiale) le due squadre sono rimaste a contatto sino al (5-7), momento in cui le olandesi hanno cambiato marcia. Il calo della ricezione azzurra, sommata agli attacchi di Sloetjes e compagne, ha scavato un divario sempre più ampio ed ha condannato l’Italia all’eliminazione (13-25).

ITALIA – OLANDA 0-3 (17-25, 20-25, 13-25)

ITALIA: Orro 2, C. Bosetti 6, Chirichella 3, Egonu 15, L. Bosetti 8, Folie 2. Libero: De Gennaro. Loda, Cambi 1, Bonifacio 4, Parrocchiale (L). N.e: Danesi e Tirozzi. All. Mazzanti

OLANDA: Dijkema 1, Buijs 17, De Kruijf 6, Sloetjes 20, Balkestein-Grotheus 6, Belien 4. Libero: Kinip. Plak 4, Stoltenborg, Jasper. N.e: Schoot (L), Daalderop, Polder, Koolhaas. All. Morrison

Arbitri: Burkiewicz (Pol) e Bernaola (Spa).

Spettatori: 1500. Durata Set: 23’, 26’, 23’.

ITALIA: 3 a, 3 bs, 4 m, 17 et.

OLANDA: 3 a, 5 bs, 6 m, 9 et.

Juve Stabia, Caserta: “Non vogliamo porci limiti. Marino l’esempio in panchina. Ecco in chi mi rivedo in questa squadra”

Queste le sue parole

Il tecnico della Juve Stabia, Fabio Caserta, ha parlato tramite la fan page ufficiale delle Vespe. Ecco le sue parole riportate dalla nostra redazione: “Al di là del modulo, possiamo adottare più schieramenti, perché abbiamo bisogno di avere più soluzioni. La Serie C è un campionato molto lungo, siamo partiti con molti problemi, ma ora vogliamo fare un buon campionato. Non mi piace parlare dello scorso anno, perché appartiene al passato, ora bisogna solo concentrarci sul lavoro. Il Menti? E’ il nostro valore aggiunto, non giocare lì ci crea parecchi problemi, perché non averlo ci penalizza sotto tutti i punti di vista, c’è differenza tra giocare a Caserta e a Castellammare. Ci hanno assicurato che con il Rende giocheremo al Menti. In carriera non ho fatto tanti gol, ma credo che il più bello sia quello che ho fatto con il Catania contro il Palermo e quello fatto con la Juve Stabia contro il Cittadella. Il più importante è stato quello del 2-2 contro la Nocerina. Ho avuto la fortuna di avere tanti allenatori bravi, cerco di prendere il meglio di ognuno di essi e metterlo in campo, Conte è carismatico e fa della grinta la sua arma primaria, mentre Marino mi ha insegnato tanto sul campo, puntando su di me quando non ero ancora conosciuto. Spero che la Juve Stabia torni in Serie B, perché l’anno della retrocessione si sbagliò tutto, questo è un mio rammarico grande. Secondo me questa squadra mi ha dimostrato che se si gioca con la stessa determinazione di Pagani si può fare un buon campionato. Crialese? E’ un calciatore importante e sono convinto che alla lunga ci darà una grande mano. La vittoria nel derby ci ha dato morale, c’ha fatto credere ancora di più nel lavoro che si fa. Adesso ci aspetta una gara difficile, il Fondi ha calciatori importanti e non bisogna sottovalutarli. Vogliamo i tre punti. L’idea di fare l’allenatore mi è venuta anche quando giocavo, ma è molto più difficile, perché si hanno molte più responsabilità. Paponi? Ha iniziato bene, sono felice che abbia deciso di rimanere sposando la nostra causa, non sta ancora al 100%, ma si sta allenando duramente. Mi rivedo molto in Mastalli, è un calciatore fortissimo. E’ il prototipo del calciatore. Lui fa sempre tutto al massimo ed è ciò che vuole un allenatore. Ogni allenamento per lui è una partita. Un altro in cui mi rivedo è Berardi, ma lui ha più qualità di me. Il popolo stabiese ha un grande pregio, quando vede il calciatore sudare la maglietta da sempre applausi”.

Inquinamento killer, in Italia le polveri sottili uccidono

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La classifica europea mette sotto accusa le nostre città, dove ci sono concentrazioni record di polveri sottili Pm 2,5. Il dossier di Roberto Giovannini rivela che non sono solo i veicoli a rendere irrespirabile l’aria: è forte l’impatto di agricoltura e riscaldamento.

Italia, qui l’inquinamento uccide di più

La classifica europea mette sotto accusa le nostre città. Concentrazioni record di polveri sottili Pm 2,5

ROMA – La notizia è che l’aria nelle città è migliorata negli ultimi anni, ma nonostante le nuove regole l’Italia primeggia nella triste classifica europea dei morti per inquinamento.

Come spiega il Report sulla qualità dell’aria che sarà presentato domani, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile con Enea e Ferrovie, l’Italia con oltre 90.000 morti premature batte i grandi paesi europei. Parliamo di 1500 decessi per milione di abitanti, contro i 1100 in Germania, gli 800 della Francia e della Gran Bretagna, e i 600 della Spagna.

La situazione dell’aria resta molto critica in tante parti d’Italia, indica questo importante rapporto. Si sa che l’aria peggiore c’è nella Valle Padana, ma problemi seri ci sono anche nelle aree metropolitane di Roma e Napoli, a Firenze, in Puglia a cominciare da Taranto, e sulla costa sud est della Sicilia. I responsabili? C’è il traffico automobilistico, come si può facilmente immaginare, a partire dai motori diesel. Ma con qualche sorpresa, oltre all’industria e al riscaldamento residenziale, ormai pesano in modo significativo anche il riscaldamento a biomasse legnose, tradizionali o a pellet (soprattutto a Milano e Firenze), e l’agricoltura, che genera molta ammoniaca.

L’aria inquinata è un problema continentale: secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente in Europa ogni anno si registrano oltre 500.000 morti premature a causa dell’inquinamento atmosferico, circa 20 volte il numero di vittime per incidenti stradali. Per la Commissione Ue, i costi connessi agli impatti sulla salute dell’inquinamento atmosferico pesano tra il 2 e il 6% del Pil europeo. Ma l’Italia va peggio: siamo in procedura di infrazione sia per il particolato che per il biossido di azoto. Per le PM2,5, le polveri sottili più fini, segniamo valori di concentrazione record, così come per l’ozono. E quel che conta, non stiamo migliorando abbastanza: di questo passo non rispetteremo i target fissati per il 2030 dalla nuova direttiva europea sugli inquinanti atmosferici.

IL TRAFFICO 

Come detto, il traffico stradale è il maggior responsabile dell’inquinamento, soprattutto per ossidi di azoto e particolato. Ma i dati rivelano che ci sono altre sorgenti di inquinamento, finora poco o nulla considerate, come la biomassa legnosa. Tra il 1990 e il 2015 la quota del legno per i consumi energetici nel settore residenziale è passata dal 13 al 25%. Secondo l’Ispra, la combustione di biomasse è responsabile del 99% delle emissioni di particolato del settore residenziale. Le tecnologie «tradizionali» (caminetti aperti e stufe manuali), che rappresentavano il 74% degli impianti in Italia nel 2012, sono stati responsabili del 90% delle emissioni di particolato del settore, contro il 9% di emissioni imputabili alle tecnologie «avanzate» (stufe a pellet, caminetti chiusi e stufe a ricarica automatica. Resta il fatto che a Milano la combustione del legno, specie in impianti a bassa efficienza, vale addirittura il 20% delle PM10 totali. Scopriamo poi il ruolo dell’«inquinamento extraurbano»: la produzione agricola (con i fertilizzanti) e la zootecnia. E infine, c’è l’industria, la generazione elettrica e lo smaltimento dei rifiuti: le innovazioni tecnologiche non hanno risolto.

Il rapporto propone un decalogo di interventi per affrontare il problema. Varare una strategia nazionale per la qualità dell’aria, ridurre le auto private in città, inserire gli obiettivi su clima e inquinamento nelle politiche energetiche, dare più risorse per il trasporto pubblico condiviso, finanziare la ricerca e il monitoraggio, migliorare le performances ambientali dei mezzi di trasporto, riqualificare edifici pubblici e privati, limitare le biomasse per il riscaldamento domestico, controllare le emissioni dell’agricoltura, migliorare le tecnologie nell’industria.

Proposte serie, che però non sembrano nei piani del governo. Edo Ronchi, già ministro dell’Ambiente e presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, è preoccupato. «Onestamente per il momento vedo poco impegno – spiega – nonostante qualche visibile miglioramento, mi pare che Comuni e territori siano lasciati da soli ad affrontare un problema che richiederebbe ben altri interventi». E gli accordi tra ministero dell’Ambiente e Regioni, come quello firmato da Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna? «Certamente sono utili – commenta Ronchi – ma solo a livello di cornice, per gli obiettivi che pongono. Quanto invece alle misure in grado di avere un impatto reale, hanno effetti davvero limitati».

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lastampa/Italia, qui l’inquinamento uccide di più ROBERTO GIOVANNINI

Gragnano – Nuova rete idrica grazie alla sinergia tra GORI e Comune

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Nuova rete idrica in Via volte e Via quarantola sviluppo del territorio grazie alla sinergia tra GORI e Comune

Con il taglio del nastro avvenuto questa mattina alla presenza del sindaco di Gragnano Paolo Cimmino, del Presidente del Consiglio Comunale Aniello D’Auria, del Presidente del CdA di GORI, Michele Di Natale, e del Consigliere d’Amministrazione di GORI, Antonio Pentangelo, è stata inaugurata la nuova rete idrica realizzata in via Volte e in via Quarantola. Un intervento importante che contribuirà a rispondere in maniera efficace alle esigenze del territorio ed a migliorare sensibilmente la pressione idrica, che rappresentava una criticità soprattutto nel periodo estivo. La collaborazione tra GORI e Comune di Gragnano ha consentito anche la posa del nuovo manto bituminoso, e la messa in sicurezza delle arterie viarie interessate. Diversi e numerosi sono i progetti in programma per Gragnano grazie alla costante e proficua sinergia tra GORI e l’amministrazione comunale. Nel biennio 2017/18, infatti, verranno portati a termine diversi progetti, in collaborazione con l’amministrazione comunale, mirati al potenziamento del servizio idrico mediante la rifunzionalizzazione di impianti di rilancio ubicati nelle frazioni Rosario, Castello ed in via Visitazione. E’ stata anche predisposta la riqualificazione della rete idrica di via Michele Cavaliere e la sostituzione della rete idrica in via Dei Campi, interventi che saranno completati nei prossimi mesi. Contemporaneamente la GORI ha manifestato la propria disponibilità al trasferimento nelle proprie competenze per le opere di completamento della rete fognaria di Gragnano- zona Sud, oltre ad essere il soggetto attuatore, individuato dalla Regione Campania, per il completamento del collettore fognario Gragnano-Castellammare, che consentirà di recepire i reflui provenienti da buona parte dei Monti Lattari verso il depuratore di Foce Sarno.

E’ stato per me un grande piacere aver visto la realizzazione di un intervento piccolo ma importante nell’ambito della sistemazione dei servizi idrici – ha aggiunto Michele Di Natale, Presidente del CdA di GORI- e aver prodotto nell’occasione anche la risistemazione di tratti stradali essenziali perché conducono al centro cittadino e sorgono in prossimità di molti istituti scolastici. E sono stato particolarmente contento anche del fatto che in questa cittadina mi siano state mostrate altre cose belle: ho attraversato la Valle dei Mulini e visitato la sorgente Forma, dove ho avuto conferma che quando si osserva da vicino l’acqua che sgorga si riesce ad avvertire la sacralità della stessa, la purezza della nostra preziosa risorsa”.

“E’ un giorno importante perché come istituzioni, in qualità di Comune,  e in collaborazione con la Regione e la GORI abbiamo l’obbligo nei confronti dei cittadini di dare un servizio idrico efficiente. In più – spiega soddisfatto il sindaco di Granano, Paolo Cimmino – in via Volte e via Quarantola abbiamo anche proceduto alla ripavimentazione per rendere migliore e più percorribile la strada. Grazie alla GORI con la quale si è stretto un momento di grande collaborazione per rendere efficienti i nostri servizi. Sono giorni importanti anche perché la GORI ci presenterà alcuni progetti che si che si realizzeranno nel 2018 e grazie ai quali risponderemo a problemi annosi e irrisolti”.

 Ringrazio la GORI – dichiara Aniello D’Auria, Presidente del Consiglio Comunale di Gragnano – con cui abbiamo instaurato un rapporto sinergico e di collaborazione con la convinzione di raggiungere, nel breve termine, dei risultati importanti quali il completamento della rete fognaria”.

Tra Juve Stabia e Fondi un solo precedente in campionato finito in parità

Dal 1922 anno in cui inizia il calcio a Fondi, solo nel 2017 la squadra pontina sfida in campionato a Castellammare la Juve Stabia

Juve Stabia e Fondi, nella loro storia si sono affrontate in campionato una sola volta e precisamente quasi otto mesi fa al “Romeo Menti” di Castellammare; la gara terminò col risultato di parità. Questo il dettaglio:

– 2016 / 2017 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

11 febbraio 2017 – 6° giornata di ritorno: JUVE STABIA – UNICUSANO FONDI 1 – 1 (arbitro Alessandro Prontera di Bologna) al vantaggio delle vespe realizzato da Nicolas IZZILLO nel terzo minuto di recupero del primo tempo, seguì nella ripresa il pari dei pontini realizzato da Giannone a nove minuti dalla fine.

Giovanni Matrone