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Il Salerno Basket ’92 festeggia i suoi primi 25 anni di attività sportiva, ecco il racconto della festa

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Il Salerno Basket ’92 ha festeggiato ieri sera i 25 anni di attività sportiva, iniziata nel lontano 1992 a Battipaglia e dal 2011 portata nel capoluogo. Al Lido Eureka di via Generale Clark la società di patron Angela Somma ha celebrato la ricorrenza e colto l’occasione per festeggiare l’inizio dell’anno sportivo che vedrà le granatine ai nastri di partenza del campionato di Serie B femminile, dopo la bruciante retrocessione dall’A2.

C’erano proprio tutti. Società, squadra, tecnici, familiari delle atlete, rappresentanti dell’amministrazione comunale come Paola De Roberto (consigliere e vicepresidente commissione sport), sponsor, vecchie glorie come Lella Guadagno e Simona Chierchia, vere e proprie istituzioni della pallacanestro cittadina come Alfonso Siano. E ancora, la folta delegazione della Virtus Arechi, compagine maschile che ha già iniziato col botto il suo campionato, stampa, semplici appassionati. Tutti gli ingredienti per una piacevole serata.

“Di ricordi belli ce ne sono tanti, quello più recente è relativo alla promozione in A2 di sette anni fa. Quell’anno abbiamo vinto tutto, allora la Serie B era a livello altissimo. Vincemmo tutto, anche la Coppa Italia. Da allora portammo la società a Salerno per dedicare alla città questi successi e abbiamo avuto tante altre soddisfazioni, come la qualificazione ai playoff per l’A1 nel 2013 e l’approdo alle final eight nazionali Under 20 dello scorso torneo – dice il presidente factotum, Angela Somma – A Salerno non c’era mai riuscito nessuno, è stato un momento bellissimo. Purtroppo siamo retrocessi con la prima squadra, abbiamo avuto delle vicissitudini particolari ma ciò non significa che non siamo pronti a ripartire con slancio, puntando a tornare a livelli alti, sotto tutti i punti di vista. Dobbiamo costruire qualcosa intorno a questa squadra, cercare di far appassionare tanta gente, farla venire al palazzetto e cercare di risalire in A2 con una struttura ancora più forte”.

Il 22 ottobre con l’open day di Cercola partirà il campionato: Salerno contro Sorrento alla prima giornata. “Ci stiamo preparando bene, speriamo di riscattare l’ultima annata. Il gruppo è molto unito e anche la serata di festa lo dimostra. Certo, siamo giovani ma abbiamo già una discreta esperienza”, commenta il pivot Alice Ceccardi. “Festeggiare i 25 anni di attività non è un traguardo da poco. Angela Somma ha passione e l’ha sempre messa in campo per questo sport e per la società. Dopo qualche anno di lavoro esclusivamente con le giovanili, sono tornata a mettermi in gioco con una prima squadra. La strada è certamente difficile perché in B quest’anno ci sono molte squadre competitive e noi abbiamo un roster quasi tutto di under 20. L’abnegazione delle ragazze però c’è, dobbiamo lavorare ma potremo dire la nostra”, afferma in conclusione coach Romilda Palumbo. Con lei lavoreranno il vice allenatore, Marcello Capuano, il preparatore atletico, Antonio Pierri, e il fisioterapista Vincenzo Luongo. Tanti auguri, Salerno Basket ’92!

Sarri, tanti top team su di lui, ma il tecnico toscano in questo momento è concentrato sul Napoli

Il futuro di Maurizio Sarri è ancora incerto. La volontà dell’allenatore sarebbe quella di sedersi al tavolo delle trattative a Marzo, ma secondo quanto fa sapere l’edizione odierna del quotidiano, Il Mattino, ci sarebbero tanti top team interessati a portare alla propria corte, il trainer toscano, forte della clausola da 8 milioni di euro sul proprio contratto. Il procuratore di Sarri, Pellegrini ha ricevuto diverse chiamate, e non è da escludere per nessun motivo, che potrebbe vacillare alle avances di questi club. Per ora una cosa è certa, Maurizio Sarri è pienamente concentrato sul Napoli, la voglia di fare bene è tanta, come è quella di poter conquistare qualche trofeo importante.

La fiducia sulla legge elettorale

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La legge elettorale arriva alla Camera e il governo decide di usare lo strumento della fiducia per superare le insidie dei voti segreti. M5S e Mdp gridano all’”atto eversivo”. “La decisione di Gentiloni (e soprattutto di Renzi) di porre la fiducia sul Rosatellum è una forzatura – scrive Marcello Sorgi -, la legge elettorale è la più politica delle leggi, la principale delle regole del gioco ed è sempre meglio che sia il Parlamento a decidere in materia”.

Va detto subito: la decisione di Gentiloni (e soprattutto di Renzi) di porre la fiducia sul Rosatellum è una forzatura. La legge elettorale è la più politica delle leggi, la principale delle regole del gioco ed è sempre meglio che sia il Parlamento a decidere in materia, e non il governo a imporsi. La fiducia – che cancella gli emendamenti e le 160 votazioni in cui pezzi di maggioranza si sarebbero potuti unire a pezzi di opposizione approfittando dello scrutinio segreto -, in Italia è spesso l’unico strumento che l’esecutivo ha per realizzare le proprie scelte, di fronte a coalizioni divise, riottose o in via di liquefazione, com’è ormai quella attuale, al termine della legislatura.

Ed è un modo – legittimo, beninteso, ancorché non ordinario – di coartare la volontà del Parlamento, ponendogli l’alternativa secca tra approvare un testo o provocare la crisi di governo. Era stato lo stesso Gentiloni, del resto, a dichiarare che non sarebbe intervenuto sulla legge elettorale, lasciando che fossero le Camere a occuparsene. Di qui appunto la doppia forzatura: la fiducia posta su una materia delicata, di stretta competenza parlamentare come la legge elettorale, e per di più al di fuori del programma concordato con la propria maggioranza.

Premesso questo, forse bisognerebbe chiedersi cosa ha spinto a forzare il governo, e sottinteso il Quirinale, la cui condivisione era necessaria per avviare il percorso stabilito. E prima ancora, farsi un’altra domanda: sarebbe stato meglio abbandonare anche il Rosatellum, dopo l’affondamento del Tedeschellum a giugno, in balia dei franchi tiratori, che già si preparavano alle loro scorribande, o adoperare tutti i mezzi possibili per ottenere che la legislatura non si concluda senza aver varato una nuova legge elettorale? In mancanza della quale, ricordiamolo, si sarebbe andati a eleggere le nuove Camere con i due differenti moncherini del Porcellum e dell’Italicum, lasciati in vita dalla Corte costituzionale nel timore di un’emergenza. Oltre a produrre risultati diversi per Camera e Senato, eventualità purtroppo già verificatasi in precedenti elezioni politiche, non solo nel 2013, la combinazione dei due sistemi elettorali avrebbe determinato con assoluta certezza l’assenza di maggioranze, sia a Montecitorio sia a Palazzo Madama. I lodatori del ritorno al proporzionale e ai «bei tempi» dei governi che nascevano in Parlamento, questo avrebbero dovuto considerarlo: nella Prima Repubblica, infatti, le maggioranze e le coalizioni parlamentari erano in qualche modo obbligate dalla massiccia presenza del Partito comunista, escluso per ragioni di quadro internazionale dalla prospettiva del governo. Oggi invece un Parlamento non in grado di dar vita a un governo e a una maggioranza, o capace di esprimerne di incerti, navigherebbe sul filo dello scioglimento e di molteplici richiami alle urne, com’è accaduto di recente in Spagna, con conseguenze (vedi la secessione della Catalogna) determinate dalla debolezza di un esecutivo di minoranza.

Nel merito, il Rosatellum è tutto fuorché un toccasana, e non è sicuro (anche se è possibile) che sia in condizione di condurre i cittadini a esprimere un chiaro indirizzo che porti a un esecutivo stabile. Aver rinunciato al sistema maggioritario – che in tutta Europa consente agli elettori di scegliersi i governi, e in Italia, grazie al doppio turno contenuto nell’Italicum e purtroppo dichiarato incostituzionale, avrebbe messo anche gli italiani in condizione di decidere -, ha portato Gentiloni a un bivio complicato: rassegnarsi al proporzionale, con la confusione che ne sarebbe seguita, o acconciarsi al compromesso del Rosatellum, un mix assai edulcorato di maggioritario e proporzionale (solo un terzo dei parlamentari saranno eletti in collegi uninominali), aggravato dall’imposizione finale della fiducia per approvarlo. Una forzatura innegabile e forse incancellabile, dopo quella analoga e assai contestata di Renzi sull’Italicum; ma resa necessaria, come s’è visto, dal corso delle cose. Che porterà infine, c’è da scommetterci, il testo della nuova legge, se approvata, per la terza volta all’esame della Corte costituzionale; ed esporrà anche il prossimo Parlamento, se eletto con il Rosatellum, al rischio di veder messa in dubbio la propria legittimità. Dopo quasi cinque anni, dal punto di vista politico-istituzionale e delle regole del gioco, l’Italia si avvia così a uscire da questa legislatura peggio di come ci era entrata. Avremo, sì, una legge elettorale: almeno questa. Ma a che prezzo.

vivicentro.it/commento
vivicentro/La fiducia sulla legge elettorale
lastampa/Una riforma pagata a caro prezzo MARCELLO SORGI

Sarri ha scelto la formazione anti – Roma: all’ Olimpico ci saranno tutti i titolarissimi

Il tecnico del Napoli, Maurizio Sarri ha già scelto la formazione per la partita contro la Roma. A riportarlo è l’edizione odierna del quotidiano Il Roma: “Voglia matta di non fermarsi. Sabato sera il Napoli proverà a rimanere in vetta alla classifica cercando di battere anche la Roma. Ha chiuso con en plein lo scorso ciclo la squadra azzurra. Sette vittorie su sette in campionato per Sarri e i suoi uomini. Ben ventuno punti incassati, due in più della Juve che nell’ultimo turno si è “bloccata” in casa dell’Atalanta. La prossima giornata, però, potrebbe cambiare nuovamente le carte in tavola. I bianconeri ospitano la Lazio mentre i partenopei, come detto, saranno di scena nella Capitale contro i giallorossi. È questo il primo impegno di un trittico di match che darà l’esatta concretezza del Napoli di quest’anno. I dieci successi incassati su undici gare (l’unica sconfitta con lo Shakhtar) hanno visto in campo i cosiddetti intoccabili di Sarri. I soliti noti hanno garantito vittorie e gioco ad un allenatore che oggi è diventato anche più famoso di Allegri. Al toscano, però, interessa poco la notorietà. Il suo unico obiettivo è lavorare sodo per poter raggiungere i risultati che il gruppo si è prefissato ad inizio stagione. Il “sarrismo” gli interessa poco, le chiacchiere da bar le lascia agli altri. Contano solo i fatti. Ieri pomeriggio a Castelvolturno sono rientrati molti nazionali. Sarri ha potuto finalmente lavorare con un gruppo più cospicuo. Oggi, invece, è atteso Mertens. Praticamente si riforma la formazione che sabato sera dovrà affrontare la Roma all’Olimpico. Sì perché non si cambia assolutamente per questa partita. E anche per le gare con Manchester City ed Inter. Si comincerebbe a fare un po’ di turn over dal Genoa in poi. D’altronde è risaputo che i soliti noti hanno sempre dato garanzie all’allenatore partenopeo. Da Reina a Mertens, passando per Albiol, Koulibaly, Jorginho, Allan, Callejon ed Insigne, i risultati sono arrivati senza alcun problema. L’unico intoppo c’è stato in Ucraina e neanche a farlo a posta in formazione c’erano Diawara e Zielinski. Che sono due top anche loro ma purtroppo non riescono a rendere come i loro colleghi di reparto. La rosa azzurra resta all’altezza della situazione, ci sono valide alternative ma in alcune sfide non se la sente di cambiare Sarri. Sabato comincia un mese di ottobre ricco di impegni e quindi si deve partire con il piede giusto. Poi magari in corso d’opera si può anche cambiare qualcosa. Tutto sta a capire in questi allenamenti che mancano al match dell’Olimpico come stanno i titolarissimi. Al massimo potrebbe esserci un elemento nuovo ma niente rivoluzioni. Non è il caso. Si riparte per un ciclo terribile dove si capirà la vera forza del Napoli di questa stagione. Tutti lo danno per favorito alla conquista del titolo finale ma si è solo all’inizio di un percorso dove la Juve è quella da battere. A proposito, si andrà in campo conoscendo già il risultato tra bianconeri e la Lazio”.

Mondiali, clamorosamente fuori Cile e Stati Uniti. Ecco il punto delle qualificazioni

E’ successo di tutto nelle qualificazioni sudamericane ai mondiali di Russia 2018. Alla fine l’Argentina sarà al mondiale. L’albiceleste ha battuto l’Ecuador dopo essere passata in svantaggio nei primi minuti, ma dopo il talento di Lionel Messi ha trascinato la squadra verso il traguardo. E’ clamoroso quello che nelle ultime ore sta accadendo in Cile, la squadra che per due volte di fila ha vinto la Copa America non andrà a giocarsi la massima competizione per le nazionali. La Roja è stata sconfitta dal Brasile, già qualificato per 3-0. Sorpresa di queste qualificazioni è il Perù. Los Incas hanno pareggiato con la Colombia, aggiudicandosi gli spareggi contro la Nuova Zelanda. I colombiani invece sono qualificati direttamente. Avanti anche l’Uruguay. La Celeste ha battuto la Bolivia e accede al prossimo turno. Resta fuori dal mondiale anche il Paraguay, che perde clamorosamente 1-0 con il Venezuela.

Nelle qualificazioni nord- americane, per la prima volta dal 1986 non vedono gli Stati Uniti trionfare. Gli americani non andranno in Russia. Al loro posto c’è la sorpresa Panama, che per la prima volta nella storia, insieme all’ Islanda, parteciperanno al mondiale. Insieme al Messico e al Costa Rica, l’Honduras andrà a giocarsi i playoff contro l’Australia.

Il pensiero atletico di Di Battista e le sue piazzate

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Ho un debole per il pensiero atletico di Di Battista. Il funambolo pentastellato mi ricorda Nino Castelnuovo nella pubblicità dell’olio di semi quando scavalcava le staccionate. Dibba, appena può, scavalca le transenne. Poi, arraffato il primo megafono di passaggio, parla. A chiunque e contro chiunque, avendo egli un’indole generosa.

La piazzata di Dibba

Ieri era uscito da Montecitorio per prendere una boccata d’aria rivoluzionaria, ma si è imbattuto in un nugolo di esagitati che gridavano Ladri e Onestà. Deducendo dall’originalità del frasario che fossero suoi fan, li ha concionati sul tema, popolarissimo tra le masse, della legge elettorale denominata Rosatellum, in omaggio al vino di cui i proponenti pare abbiano fatto ampiamente uso. Dibba è partito col botto, affiancando De Gasperi a Mussolini tra i nemici della democrazia, un po’ come accostare Galileo all’Inquisizione. Finché la reazione infastidita dell’uditorio lo ha posto di fronte alla drammatica realtà. Qualcuno – i servizi segreti? – gli aveva cambiato la piazza sotto il naso.

Succede anche ai migliori. Una volta Berlusconi arringò la platea di Torino sui problemi del porto, credendo di essere a Genova. I manifestanti urlavano sì come grillini, però erano seguaci di un altro incantatore di folle biliose, il generale Pappalardo, ex parlamentare con vitalizio incorporato che ha fondato un movimento per dichiarare abusivi i parlamentari, Dibba compreso. E al nostro eroe, sommerso da fischi immeritati, non è rimasto che rifugiarsi dentro l’odiato Palazzo come un renziano qualsiasi.

di Massimo Gramellini / La piazzata di Dibba/corrieredellasera

ESCLUSIVA – Redolfi: “Vicino alle Vespe da tre anni. Bisceglie da cancellare, col Trapani meritavamo di più. Castellammare? L’adoro!”

Queste le sue parole in esclusiva a ViViCentro.it

Alex Redolfi, difensore centrale della Juve Stabia, ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni di ViViCentro.it:

“Di difensori forti in Italia ce ne sono pochi e Redolfi può diventarlo. Ha tutte le carte in regola”. Chi ha detto queste cose è l’ex Ds della Juve Stabia Logiudice. Che effetto ti fanno?

“Ricevere attestati di stima da un qualsiasi addetto ai lavori fa sempre molto piacere. Sono contento che Logiudice abbia una buona opinione di me. Continuerò a lavorare sodo per confermare la sua tesi”.

Hai questa aspirazione, ti senti pronto per ‘sfondare’?

“L’aspirazione credo che ce l’abbiano tutti i giovani che amano questo lavoro. Io l’ho sempre avuta e cercherò di aumentarla per arrivare a sfondare”.

Facciamo però un piccolo passo indietro, alla trasferta di Bisceglie. Autogol, espulsione e sconfitta, è una pagina da cancellare…

“Assolutamente sì. In quella partita non ero in me, non so perché l’ho fatto e sono profondamente pentito. Un capitolo che voglio subito cancellare”.

Poi il Lecce, non eri in campo ma le Vespe sono cadute nuovamente. Un vero peccato, il match avrebbe meritato un altro risultato

“Sì, è stato un risultato bugiardo. Vedendola da fuori, la squadra non ha nulla da rimproverarsi. I ragazzi in campo erano uniti e compatti, lottavano su ogni pallone proprio come vuole il mister. Niente da invidiare al Lecce, potevano benissimo avere la meglio sulla capolista. I miei compagni meritavano il pareggio se non addirittura la vittoria”.

Ora la trasferta a Catania, contro la Sicula Leonzio. Un match da vincere per ripartire.

“Siamo già proiettati a sabato. Una gara da vincere a tutti i costi. Al mondo di sicuro c’è solo la morte, ma noi entreremo in campo come se fosse la partita della vita, da affrontare con la voglia e con lo spirito di chi ha un solo obiettivo, i tre punti”.

Mister Caserta ha rivelato che i punti ottenuti sono in linea con quanto ci si aspettava. A parte Bisceglie, quale la gara dove avreste meritato di più?

“Quello che dice il mister è verissimo. Sono d’accordo con lui. La gara dove avremmo meritato di più è quella con il Trapani. Novanta minuti atipici, dove eravamo in vantaggio per 1-0 per poi ritrovarci sotto di due gol. Stesso copione nell’ultimo match contro i pugliesi. Due match simili dove potevamo portare a casa punti preziosi”.

Sei cresciuto nell’Atalanta, sei di proprietà dell’Atalanta ma hai fatto anche un’esperienza in Portogallo. Che tipo di calcio è quello?

“Sì, dopo la partentesi in serie D, sono stato in Portogallo. Lì il calcio è completamente diverso; si basa più sull’aspetto fisico che su quello tattico. Tanta corsa e meno schemi rispetto al nostro modo di vivere questo sport. A paragone quello italiano è decisamente migliore”.

Poi Como, Pontedera, Pro Vercelli, Cremonese, questa alla Juve Stabia è la tua prima esperienza al Sud. Come ti stai trovando in città?

“A Castellammare mi trovo da Dio. E’ una grande piazza, per un calciatore giovane come me che ha voglia di mettersi in mostra, è davvero l’ideale. A pensare che questo matrimonio poteva concretizzarsi anche prima; per tre anni sono stato vicino a vestire la maglia gialloblù. Per varie vicissitudini è sempre saltato, purtroppo il calcio è strano. Quest’anno, però, ci sono riuscito e sono davvero entusiasta”.

Cosa ti piace di più?

“Mi piace tutto, ma principalmente l’idea di stare in una città sul mare. Per un ragazzo di Bergamo è una sensazione indescrivibile. Strana ma bella”.

Meglio i casoncelli oppure lo spaghetto alle vongole?

“E’ una scelta ardua, ma non posso tradire la mia patria. Meglio i casoncelli”.

Polenta o pizza?

“Un’altra bella lotta. Uno dei piccoli motivi per cui sono approdato a Castellammare è proprio la pizza seguita dalla mozzarella. In questo caso prevale il segno X”.

Sbottonati un po’, cos’è per te il calcio?

“In questo momento per me il calcio è la mia priorità lavorativa. E’ il mio sogno; ho avuto la fortuna di poterci provare e ci starò dentro fino a quando avrò forza nelle gambe”.

Attendiamo tutti l’ok definitivo e la possibilità di tornare al Menti. Quanto vi manca poter giocare sul vostro terreno di gioco visto che in pratica avete giocato 7 gare in esterna?

“A noi il Menti manca tantissimo. La percezione di sentirci a casa, protetti e incitati, nel corso del campionato è fondamentale. Il calore del nostro stadio e della nostra curva sarà l’arma vincente. A Caserta sono accorsi tantissimi tifosi ma non è la stessa cosa, sia per noi che per loro. Per tutti noi sono state davvero sette partite in trasferta ed è per questo che non vediamo l’ora di ritornare finalmente a casa”.

a cura di Ciro Novellino

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Avellino, Taccone: “Mi piacerebbe tirare uno scherzetto all’amico Claudio Lotito”

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Il presidente dell’ Avellino, Walter Taccone è già entrato in clima derby. Infatti sabato andrà in scena la sfida tra Avellino e Salernitana allo Stadio Partenio – Lombardi. Il numero 1 della società irpina ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano Il Mattino. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni in vista del derby: “Quella con la Salernitana è una partita cui teniamo tutti e dove mi piacerebbe tirare uno scherzetto all’amico Claudio Lotito, il quale si sta prendendo belle e meritate soddisfazioni con la sua Lazio, ma che non dovrà pretendere di ottenere le stesse contro di noi domenica prossima”.

Catalogna: l’ennesimo epifenomeno del movimento populista che attraversa il mondo

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Il sommovimento in atto in Catalogna è l’ennesimo epifenomeno del movimento populista che attraversa il mondo occidentale”, commenta Alessandro De Nicola, secondo il quale sono “le forze liberali” la novità più interessante in Europa.

L’antidoto liberale al populismo

Il sommovimento in atto in Catalogna è l’ennesimo epifenomeno del movimento populista che attraversa il mondo occidentale. Esso, come è stato ribadito in molteplici analisi, assume forme cangianti: si va dal sinistrismo libertario di Podemos, agli impulsi nativisti e reazionari dello Uk Independence Party (ormai semi-estinto dopo la Brexit), del Front National e di AfD in Germania, al sovranismo nazionalista leghista, di Orban o del governo polacco, passando per il qualunquismo anti-casta dei 5 stelle e il comunismo francese 2.0 di Melenchon (o, in versione appena più light, di Corbyn e Die Linke). Naturalmente, l’esponente più famoso di tutti è Donald Trump, ma poiché i contesti americano ed europeo sono diversi proviamo a capire qualcosa del Vecchio Continente.

Se osserviamo le dinamiche elettorali dell’ultimo anno o poco più, a partire proprio dalle elezioni spagnole di fine giugno del 2016, con la parziale eccezione della Gran Bretagna, legata alla situazione creatasi con la Brexit, notiamo due declini paralleli, quello dei partiti socialisti e socialdemocratici e quello, meno accentuato, ma visibile, dei partiti che si rifanno al Ppe.

In Germania la Spd ha avuto il peggior risultato del secolo, in Francia e Olanda i socialisti sono diventati partiti a una cifra, in Spagna i socialisti sono scesi al minimo post-franchista, e simile débâcle si è registrata in Norvegia. Pur vincendo, i democristiani tedeschi hanno perso 8 punti. I popolari di Rajoy sono andati sotto la media storica, Les Republicains francesi (che appartengono al Ppe) hanno sbagliato candidato delle presidenziali (Fillon) e hanno pagato pegno in parlamento. Meglio è andata ai cristiano-democratici olandesi, ma rimangono tuttora sotto il 15%, e ai conservatori norvegesi i quali, però, somigliano più a un partito liberale moderato che ad uno popolare-conservatore.

Chi ha invece ottenuto risultati decisamente positivi sono stati i liberali, sia nella loro coloritura più progressista che in quella più moderata. Benissimo in Olanda D66 e i liberali del Vvd, primo partito che, pur avendo perso seggi, rispetto ai sondaggi dei mesi precedenti ha fatto un grande recupero. Ottimo il risultato dei neo costituiti Ciudadonos spagnoli (13%), di En Marche! di Macron (creatura un po’ ibrida) e soprattutto della Fdp tedesca che, con quasi l’11% dei voti e 5 milioni di elettori, ha più che raddoppiato il risultato precedente.

Quali sono le caratteristiche di questi raggruppamenti? Il primo è il loro liberismo economico, naturalmente rapportato al Paese (in Francia, ad esempio, l’asse ideologico è spostato a sinistra e quindi si passa facilmente per liberali). Questa posizione è popolare in vari segmenti della popolazione compreso i giovani, perché non si tratta solo del mantra «meno tasse» (che pure non guasta) ma di quello «più opportunità», che si traduce in merito, mobilità, apertura. I liberali tedeschi hanno cavalcato la digitalizzazione del Paese e il rafforzamento delle università: sembravano temi di nicchia, trasmettevano invece il messaggio di chi pensasse al futuro e chi no.

Il secondo caposaldo è l’ancoraggio all’Occidente e all’Europa (con accenti diversi: liberali tedeschi e olandesi sono europeisti ma assai rigoristi e poco tolleranti verso chi, secondo loro, fa il furbo). Vero totem è il libero commercio. L’apertura delle frontiere per beni e servizi assume lo stesso valore che aveva per l’economista francese liberale del XIX secolo, Bastiat: «Dove passano le merci non passano le armi». I francesi, comme d’habitude, interpretano il dogma in modo un po’ originale : dove passano le loro merci va tutto bene. Questo tema ha fatto sì che siano stati i liberali ad apparire spesso come i più coriacei e combattivi avversari dei populisti di vario colore e ciò ha sicuramente giovato elettoralmente.

Sui diritti civili tutti questi partiti sono per ridurre l’intrusione dello Stato nella vita dei cittadini, ponendo dei limiti, ad esempio, alla sorveglianza diffusa; sono a favore dei matrimoni gay ed in alcuni casi dell’eutanasia; propongono libertà di scelta scolastica e sanitaria. Infine, non lasciano il fianco scoperto su ordine pubblico e immigrazione. Il nuovo governo olandese introdurrà restrizioni all’accoglimento di immigrati, così come fa Macron e pretenderà la Fdp se diventerà partner della Merkel.

In altre parole, i liberali dell’Europa continentale, sono stati capaci in questa fase politica di unire la loro tradizionale difesa dei diritti civili con quella delle libertà economiche presentandola non come una difesa di privilegi ma come il loro scardinamento. E l’unico spazio in cui questo è possibile provare a farlo è l’Europa e l’Occidente, nella consapevolezza dei loro valori e facendo rispettare la legge anche quando si tratta di immigrazione. Una formula non maggioritaria, ma che sia tra i ceti più evoluti che tra gli esclusi ha trovato una certa risonanza e, non a caso, i liberal-democratici britannici, apparsi anemici su molti temi (le tasse volevano aumentarle, bella mossa) e aggrappati solo al loro europeismo, sono stati i più deludenti.

La domanda che dobbiamo porci alla fine del ragionamento è piuttosto semplice: perché in Italia, patria di Luigi Einaudi e Ugo La Malfa e con una solida tradizione di cultura liberaldemocratica non succede nulla? Da cosa deriva questo vuoto pneumatico nell’area liberale? Incapacità, pavidità, mancanza di chiarezza di idee? Quesito interessante che aspetta solo qualcuno che questo vuoto si decida a riempirlo.

Presidente Adam Smith Society

adenicola@adamsmith.it

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Salernitana, Sprocati: “Sono felice del mio rendimento. Il derby? Non vedo l’ora”

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L’ attaccante della Salernitana, Mattia Sprocati ha parlato durante la trasmissione Goal su Goal in onda su Lira TV, sottoponendosi alle domande dei tifosi della Salernitana, arrivate tramite i social network. Ecco un estratto delle dichiarazioni che Sprocati ha rilasciato: “Sono soddisfatto del mio rendimento ma devo migliorare ancora molte cose. Fin qui abbiamo raccolto meno di quanto meritassimo, creiamo tanto e portiamo a casa poco. Ci andiamo sempre vicino ma non riusciamo a metterla dentro. Il mio ruolo? Mi sto adattando alle necessità della squadra, cerco di dare la mia disponibilità al mister ma il mio ruolo naturale è quello di esterno. Ho la fortuna di saper giocare con entrambi i piedi, quindi so giocare su entrambi i lati. Sto bene fisicamente, quindi anche le cose più difficili ora sembrano facili. Il modulo? Preferirei il 4-3-3, è il modulo migliore ed è più adatto a questa squadra che ha un sacco di esterni. Io beniamino dei tifosi? Penso sia la cosa più bella che ci sia, chiunque che viene a Salerno vorrebbe diventarlo”. Sul rendimento della squadra, Sprocati ha poi aggiunto: “Secondo me dovremmo avere almeno 13-14 punti, da primo posto, perché non abbiamo niente da invidiare a nessuno. Dovremmo fare 2-3 gol a partita per ciò che creiamo. Serve più carattere? Ci vuole più di tutto, anche di fortuna”. “Sin dall’anno scorso quando sono arrivato ho capito che è la partita dell’anno, spero di far gol”.

Credit foto: U.S. Salernitana

Napoli – Violentarono 15enne a Marechiaro: ora chiedono perdono

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Alcuni giorni fa vi avevamo raccontato dell’orribile vicenda della 15enne violentata da tre coetanei a Marechiaro. I tre hanno confessato, assumendosi le proprie responsabilità e dicendosi pronti ad iniziare un percorso che possa far capire loro la gravità di quanto fatto; hanno chiesto scusa alla vittima, alla sua famiglia ed anche ai loro stessi cari. Hanno chiesto perdono per quanto fatto.

Dinanzi al Gip del Tribunale di Napoli sono inoltre cominciati a venire fuori i dettagli della vicenda. Il branco era composto da cinque persone, ma soltanto tre di esse hanno partecipato alla violenza.

A far conoscere la ragazza al branco, proprio il ragazzo che la giovane stava frequentando immaginando una bella e romantica storia d’amore. Al momento dell’avvicinamento sulla spiaggia di Marechiaro, la vittima era con il ragazzo che stava conoscendo.

Attualmente i membri del branco sono stati condotti al Centro di prima accoglienza dei Colli Aminei.

Fonte: Napoli Today

 

Torre Annunziata – 16enne vittima di hacker: sim copiata e dati rubati

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Nuova categoria di crimini si affaccia sul terriorio: si tratta di quelli “digitali”, effettuati cioè tramite il furto di vere e proprie identità digitali. L’ultimo caso accertato è quello ai danni di una 16enne di Torre Annunziata.

La minorenne sarebbe stata vittima di una duplicazione della propria scheda sim e del conseguenze furto di tutti i suoi dati: foto, video, archivi, contatti, subendo una enorme violazione della propria privacy.

A far scattare l’allarme la denuncia di genitori della 16enne ai Carabinieri di Torre Annunziata; secondo gli inquirenti, però, sebbene si sia per ora a consocenza solo di questo caso, non si tratterebbe di un episodio isolato.

Fonte: Metropolis

Sarri e Spalletti su Chiesa: la Fiorentina deve accontentarlo

Sarri e Spalletti su Chiesa: la Fiorentina deve accontentarlo

Novità sul rinnovo di Federico Chiesa ancora non ci sono. “Lontani, forse lontanissimi ma non è da escludere che, come in tutte le trattative, la fumata bianca possa arrivare all’improvviso”, lo rivela La Nazione. Nella Fiorentina filtra ottimismo, ma Zenit e Napoli fanno sul serio. I russi offrirono più di 40 milioni di euro e la società viola rifiutò. Oggi la corte del Napoli di Sarri è spietata, così come i tentativi dell’Inter di Spalletti. Clausola rescissoria? No, perchè fissarla intorno ai 50-60 milioni di euro spingerebbe Chiesa a chiedere ancor di più sotto il profilo dell’ingaggio.

Basi, Altezze e Foglie Secche (Lo Piano – Saintred)

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I nostri governanti asseriscono che l’Italia stia attraversando un periodo di transizione, di relativa quiete dopo la lunga tempesta economica; per loro, “le basi ci sono, come pure le altezze e le foglie secche”.

Tito Michele Boeri, Presidente dell’INPS dal 2014, qualche mese fa aveva affermato che parte della nostra economia era tenuta in piedi dagli extracomunitari: senza il loro contributo lavorativo, le pensioni di vecchiaia degli Italiani, fra qualche decennio avrebbero potuto subire un “fermo biologico”.
Per la transitiva, rappresenterebbero per l’Italia una ricchezza, visto che il contributo degli immigrati all’economia italiana vale 3.9 miliardi di euro, producono il 5,6 del PIL, pagando tasse per 7,6 miliardi di euro.
In questo contesto di cifre, e’ lecito chiedersi se gli italiani lavorino nella loro terra, o ne siano rimasti “orfani” per motivi legati alla crisi che da piu’ di 10 anni attanaglia il nostro Paese.
Il Governo continua a blaterare che si sono ottenuti attraverso la Jobs Act, un milione di posti di lavoro in piu’ rispetto agli ultimi 3 anni, e giorno dopo giorno a questi gia’ inesistenti, se ne aggiungono altre migliaia che si vanno ad accatastare su quelli immaginari precedenti.
Non e’ stato preso in considerazione il fatto che durante il periodo estivo si sviluppa una vampata di lavori temporanei, che si smorza in modo naturale in Autunno al pari delle foglie secche.
Se la litania governativa continuasse, prima delle votazioni sara’ la 1a volta in Italia che l’offerta dei posti lavorativi superera’ la domanda. 
Oggi, questa e’ la triste realta’, non una fiction, milioni di Italiani vivono in condizioni da terzo o quarto mondo, mai si erano visti nostri connazionali all’uscita dei supermarket a fare la questua, fra non molto se non si interviene in tempo, stazioneranno vicino ai semafori, lotteranno per avere il posto che per tanti anni e’ stato territorio esclusivo dei nostri cugini di colore, visto che le Caritas ormai sono stracolme.
Nella vita vi sono alti e bassi, per i nostri amati politici i bassi non esistono, la crisi non sanno neppure cosa sia: mangiano, bevono, giocano a fare le “staffette del digiuno”, 5 minuti di astinenza dal cibo possono essere anche salutari per chi e’ abituato a fare 8 poppate al giorno al “refettorio Montecitoriano“..
In questo periodo, tutto va bene “Madama la Marchesa”, i politici camuffano la realta’ con grande nonchalance. L’importante e’ convincere gli elettori della bonta’ dei loro programmi politici; poi come per incanto, se gli Italiani non capissero le loro reali intenzioni, dalle favole si tornera’ alla cruda realta’.
Lo Piano – Saintred

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Hamsik rientra a Castel Volturno dopo l’eliminazione, Sarri lo sprona: “Guarda avanti!”

Hamsik rientra a Castel Volturno dopo l’eliminazione, Sarri lo sprona: “Guarda avanti!”

Marek Hamsik è deluso, l’eliminazione da Russia 2018 non gli è andata giù. Sarri lo ha incrociato e gli ha dato una pacca sulle spalle: «Lo so che e’ dura, ma ora guarda subito avanti». Lui, il capitano, ha ribadito cio’ che gia’ aveva detto qualche ora prima: che questa formula e’ ridicola e che ritiene una grande ingiustizia non prendere parte agli spareggi per Russia 2018. Ovvio che Sarri ha fatto i salti di gioia perche’ così risparmiera’ energie a novembre: fino ad adesso ha giocato ben 15 partite in 45 giorni, 11 con il Napoli e 4 con la Slovacchia. Senza riposare mai. Lo riporta l’edizione odierna de Il Mattino.

Allerta massima all’Olimpico: rischio infiltrati, controlli già in autostrada

Allerta massima all’Olimpico: rischio infiltrati, controlli già in autostrada

Nessuna variazione d’orario. Roma-Napoli si giocherà sabato alle 20.45 secondo il programma originale comunicato dalla Lega. Tornelli aperti solo per i sostenitori azzurri delle altre regioni: i posti disponibili sono 4000 e sono in vendita pure i biglietti al costo di 45 euro. Come scrive La Repubblica: “I tifosi del Napoli si accomoderanno nei Distinti Nord, lato Monte Mario. Previsti itinerari di afflusso riservati, a via Salaria e a via Flaminia, con aree di parcheggio a viale della XVII Olimpiade e nelle strade limitrofe. Il livello d’attenzione ovviamente è molto alto e le misure saranno perfezionate nei prossimi giorni. Sono in programma, infatti, altre riunioni per definire il dispositivo sicurezza. Sabato aumenterà il numero complessivo degli steward. Bisogna sventare il pericolo infiltrati e per questo motivo i controlli sulla corrispondenza biglietto- identità saranno rigorosi. Stesso discorso per quanto riguarda la residenza. Il primo “check” scatterà già dal pomeriggio ai caselli autostradali”.

Aversa Normanna – cambio in panchina: arriva Marasco

Antonio Marasco è il nuovo allenatore dell’Aversa Normanna; questo il comunicato con cui il club ha annunciato il suo arrivo.

 L’Aversa normanna cambia il suo allenatore.
Ritorna in casa granata in veste di allenatore un suo glorioso ex giocatore: si tratta di Antonio Marasco, presente ad Aversa durante la sua vittoriosa stagione 2007/08, quando i granata vinsero il campionato passando il lega pro e lo scudetto nonché la stagione precedente quando fu vinta la coppa Italia.
Il presidente Spezzaferri dichiara: saluto mister Caruso che pur essendo un giovane allenatore ha dimostrato abnegazione e serietà, doti certamente essenziali che lo ripagheranno. La scelta molto ragionata di fare questo passo è espressione dell’impegno morale che ho nei confronti dei tifosi che meritano di essere considerati come un tassello della nostra società sportiva, la riprova di questo mio impegno morale è proprio l’aver individuato in Marasco il nome su cui puntare, un uomo capace, amato dagli aversani con i quali ha condiviso importanti successi calcistici. Della mia stessa opinione anche il presidente onorario Corvino e l’amministratore Buono, di cui mi faccio portavoce.
Marasco dichiara: Torno con piacere ad Aversa, tornarci da allenatore ancora di più, è una sorta di completamento della mia carriera. Ho accettato la proposta del presidente Spezzaferri perché è persona per bene che merita che il suo impegno per la città venga ripagato. Così come sono contento di rincontrare la tifoseria con la quale c’è sempre stato un buon feeling, feeling che spero di mantenere anche come allenatore.

I fatti danno ragione al Napoli, primo posto meritato. Ecco quali sono i motivi

Ancora una volta i fatti danno ragione al presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, il quale senza alcun botto di mercato, è al primo posto meritatamente. Ad elogiare il Napoli di Sarri c’è anche l’edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport, ecco quanto riporta: “Questa estate c’è chi ha storto il naso per i mancati colpi del Napoli sul mercato. Ora il primo posto in classifica dà ragione a De Laurentiis, che ha deciso di confermare in blocco i suoi titolari e ha investito sui rinnovi dei campioni. I talenti a disposizione di Sarri dominano la classifica dei migliori per rendimento nelle prima sette di campionato secondo i voti della Gazzetta: nella top 10 abbiamo tutti protagonisti della vecchia guardia della Serie A. Nessuna sorpresa, dunque, nel vedere Mertens (media del 7,14), Insigne (7) e Callejon (6,79) tra i top delle punte. Stesso discorso per Ghoulam, che con il suo 7,07 di media è il miglior difensore del torneo”.

De Laurentiis – De Siervo (ad. Infront): è ancora gelo. Ecco qual è la situazione attuale

E’ ancora gelo totale tra il patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis e l’ amministratore delegato di Infront, Luigi De Siervo. Secondo quanto riporta l’edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport, il numero 1 di Infront, avrebbe voluto querelare De Laurentiis, dopo lo scontro avuto sull’ assegnazione dei diritti televisivi del campionato di Serie A, all’ esterno, ma avrebbe preferito evitare lo scontro frontale. Ecco un estratto delle dichiarazioni di Luigi De Siervo :“Si sa come è fatto, spesso si fa prendere dall’euforia e parla oltre le righe”

Benevento, tentativo di fuga dal reparto psichiatrico: donna cade dal primo piano dell’ospedale

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Episodio incredibile, ma sembra senza conseguenze troppo gravi, è quello che è accaduto presso il padiglione psichiatrico dell’ospedale Rummo di Benevento. Una donna aveva chiesto di potersi ricoverare nella struttura psichiatrica, alla luce della difficile situazione familiare che non le consetiva la tranquillità necessaria per dormire.

Poche ore dopo il ricovero volontario l’incredibile scoperta: la donna è stata ritrovata dolorante su una panchina del piano sottostante, in chiaro stato confusionale. I medici del reparto e la Polizia, nel frattempo giunta sul posto, hanno così ricostruito i fatti: la paziente, nel rocambolesco ed improvviso tentativo di fuga, è riuscita a passare tra le sbarre di ferro poste sulle finestre, si è attaccata ad un tubo e nel tentativo di scendere aggrappata al tubo è caduta rovinosamente a terra. Conseguenza del trauma la frattura del bacino.

La storia, di per sè surreale, ha dell’incredibile perchè la donna appena poche ore prima il fatto, si era recacata spontaneamente presso la struttura ospedaliera per farsi ricoverare.

Fonte: Il Mattino