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Via Luca Giordano: ancora sbarrato l’accesso da piazza degli Artisti

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“Con ordinanza dirigenziale n. 211 del 4 aprile scorso, avente ad oggetto la regolamentazione della disciplina di accesso all’Area Pedonale Urbana (APU) di via Luca Giordano e nei tratti successivi, in esecuzione alla Delibera di G.C. n. 102 del 2 marzo2017, sono stati regolamentati gli accessi nella APU di via Luca Giordano, nel tratto compreso tra la confluenza di piazza degli Artisti e via Consalvo Carelli – ricorda Gennaro Capodanno, ingegnere, presidente del Comitato Valori collinari -.

Tale regolamentazione prevede i seguenti provvedimenti: “divieto di transito veicolare, con sbarramento dal lato di piazza degli Artisti, consentendo l’accesso, dal lato di via Consalvo Carelli, esclusivamente alle seguenti categorie: a) veicoli dei residenti, identificabili dalla esposizione dei documenti di circolazione, e dei possessori di posto auto fuori sede stradale, entrambi diretti agli accessi laterali sul tratto interessato; b) veicoli di servizio, delle Forze dell’Ordine, di soccorso, di emergenza e dell’Amministrazione comunale; c) veicoli degli Enti erogatori di servizi di pubblica utilità che devono effettuare interventi sul tratto interessato dal divieto; d) veicoli che trasportano persone diversamente abili, muniti del tesserino di cui al decreto Ministeriale – Ministero dei trasporti e Ministero dei lavori pubblici dell’8 giugno 1979, n. 1176, regolarmente rilasciato dalla competente autorità; e) altre eventuali eccezioni come il trasloco di suppellettili e simili, potranno essere autorizzate dal competente Comando di Polizia locale “.

“Con l’ordinanza suddetta – prosegue Capodanno – vengono varati anche i seguenti provvedimenti: divieto di sosta permanente con rimozione ai due lati della strada, eccetto quelli indicati ai punti b), c), e) per il tempo strettamente necessario alla esecuzione dell’intervento; – istituzione di aree di sosta per le operazioni di carico e scarico delle merci, nell’ansa ricavata tra lo sbarramento in via Luca Giordano e la confluenza con piazza degli Artisti, secondo le modalità di cui alla O.S. 673 del 09/10/1996 e per un tempo massimo di 30 minuti “.

Infine – continua Capodanno – anche per i restanti tratti di via Luca Giordano, classificati come APU, fino alla confluenza con via Scarlatti, sarà consentito l’accesso degli stessi veicoli prima indicati: “- con sbarramento lato Carelli ed accesso lato Pitloo, nel tratto compreso tra via Consalvo Carelli e via Pitloo; – con sbarramento lato Pitloo ed accesso lato Solimene, nel tratto compreso tra via Pitloo e Solimene; – con sbarramento lato Solimene ed accesso lato Scarlatti, nel tratto compreso tra via Solimene e via Scarlatti “.

” Nella circostanza – puntualizza Capodanno – non si può non osservare l’errore, ripetuto per ben quattro volte, nella denominazione di via Solimene che, come tutti sanno, è dedicata al noto pittore e architetto Francesco Solimena, conosciuto anche come l’Abate Ciccio, vissuto a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo. La denominazione della suddetta via è dunque via Solimena e non via Solimene “.

” In applicazione del suddetto provvedimento – puntualizza Capodanno -, nei mesi scorsi si è già proceduto allo sbarramento dell’accesso da piazza degli Artisti, con delle fioriere, lasciando libero il solo varco di circa un metro e mezzo d’ampiezza, dove son state disegnate le strisce zebrate per il traffico pedonale e creando dinanzi a tale sbarramento tre stalli per la sosta per le sole operazioni di carico e scarico, dove sovente si osserva invece la presenza di autovetture private “.
“.

” Ancora una volta esprimo forti perplessità sulle modalità con le quali è stato realizzato detto sbarramento – sottolinea Capodanno -. Ritengo infatti che esso andava effettuato con dissuasori mobili a scomparsa, consentendo, almeno ai veicoli in servizio delle forze dell’ordine e ai mezzi d’emergenza e di soccorso, il transito da piazza degli Artisti, lasciando libero il tratto antistante allo sbarramento. Mi domando, per esemplificare, come potranno i tutori dell’ordine inseguire con le autovetture di servizio ladri e scippatori, su veicoli a due ruote, che potranno facilmente fuggire immettendosi nell’isola pedonale attraverso il varco pedonale. Per altro verso molti ricordano ancora le difficoltà che incontrarono i vigili del fuoco, nel marzo del 2004, per spegnere l’incendio sviluppatosi in un noto esercizio commerciale della zona, a ragione delle difficoltà incontrate per l’accesso nell’isola pedonale di via Scarlatti. Al riguardo reputo, per ragioni di sicurezza, che le ambulanze di soccorso o i mezzi adibiti allo spegnimento d’incendi non debbano essere costretti a percorsi tortuosi quanto trafficati per entrare nell’isola pedonale di via Luca Giordano, perdendo tempo prezioso, in caso di necessità “.

Sulla scorta di tali osservazioni, Capodanno auspica l’intervento del Prefetto, del Questore e del Sindaco di Napoli, affinché, effettuati i necessari riscontri e accertamenti, valutare le addotte ragioni di ordine pubblico e di sicurezza,venga presa in considerazione l’opportunità di modificare, nel rispetto delle vigenti normative, la predetta ordinanza nella direzione indicata, al fine di agevolare l’accesso alle aree pedonali di via Luca Giordano, ai mezzi in servizio delle forze dell’ordine, di soccorso e di emergenza.

/Comunicato Stampa

Vocalelli: “Il Napoli è una squadra di livello assoluto. Sarri ha valorizzato tutta la rosa”

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Il direttore del Corriere dello Sport Alessandro Vocalelli, ha rilasciato delle dichiarazioni a Radio Goal in onda su Radio Kiss Kiss Napoli: “Gli esami non finiscono mai, ma che il Napoli ormai sia una squadra di livello assoluto è fuori discussione. E’ chiaro che partite come quelle di Roma bisogna dare qualcosa in più, ma gli azzurri hanno già superato gli esami. I giallorossi hanno trovato una loro stabilità ed è stato bravo Di Francesco, al di là del fatto che sia una squadra di valore ha comunque dei punti deboli ben riconoscibili. Sarri è il più bravo di tutti. Io l’ho paragonato a Sacchi e qualche collega mi ha detto che era una bestemmia. Ma il tecnico ha valorizzato tutta la rosa, a partire da Mertens ed Insigne, senza dimenticare Hamsik“.

Nainggolan: “Il Napoli gioca un buon calcio. Per sabato sono tranquillo”

Le parole di Nainggolan

Radja Nainggolan, il centrocampista belga della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Roma TV in seguito all’evento Scuola di Tifo alla scuola media Giovanni Falcone di Roma: “L’argomento era il fair play, il valore e il rispetto dell’avversario e in vista della sfida contro il Napoli è importante. Questa è una bella iniziativa e bisogna insegnare questo ai ragazzi, dentro al campo c’è sempre un po’ di rivalità, bisogna sempre andare puliti mettendo la quantità giusta di cattiveria. Per sabato sono tranquillo, bisogna metterci la testa, io personalmente lo faccio in prossimità del match perché poi inizia lì e finisce subito dopo. L’Olimpico spero di vederlo pieno, il Napoli gioca un buon calcio ed è una gara bella da vedere anche da tifoso neutro. L’avversario deve sempre essere rispettato, noi dobbiamo essere consapevoli della nostra forza e del fatto che possiamo farcela“.

A riporta la notizia è VoceGiallorossa.it

Coppa Campania Femminile, domani Primavera Cavese – Indomita Salerno

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A caccia di una storica qualificazione. Domani sera, giovedì, con fischio d’inizio alle ore 21 l’Indomita femminile sarà di scena a Cava de’ Tirreni sul campo della Primavera Cavese: in palio c’è la qualificazione alla seconda fase della Coppa Campania, un traguardo mai tagliato dalle ragazze care alla presidente Ruggiero. Questo in programma alla palestra della Scuola Balzico è l’ultimo match del girone G. Dopo le prime due gare disputate, al comando ci sono proprio la Primavera Cavese di coach Vigorito e l’Indomita di coach Tescione. Entrambe le compagini hanno archiviato in maniera brillante e autoritaria la pratica Cava Volley e sono quindi appaiate in vetta alla classifica a quota tre punti. Una sfida decisiva, quindi, con l’Indomita chiamata a centrare quel successo che garantirebbe la qualificazione. Non sarà però un’impresa facile perché, al di là del fattore campo, la formazione metelliana, che si è rinforzata molto nel mercato estivo con giocatrici di provata esperienza, ha dimostrato nel derby vinto contro il Cava Volley sabato scorso di essere già in ottima condizione. Capitan Scoppetta e compagne però venderanno sicuramente cara la pelle per portare a casa il successo. E a suonare la carica alla vigilia della partita di Cava de’ Tirreni, ci pensa Maria Carmela Izzo, una delle colonne della formazione biancoblu: “Dopo la vittoria ottenuta all’esordio contro il Cava Volley” – ha dichiarato la centrale – “in gruppo c’è grande entusiasmo e adesso vogliamo completare l’opera vincendo e passando il turno. Quella di domani sarà sicuramente una partita importante e da non sottovalutare, avremo di fronte una squadra esperta che ha la nostra stessa voglia di vincere. Questa settimana ci siamo allenate in maniera intensa per poter vincere anche questa partita e qualificarci alla fase successiva. Siamo un gruppo compatto e con molta grinta. Ce la metteremo davvero tutta per dare il massimo”. E dopo la Coppa per l’Indomita sarà campionato: “Sicuramente l’obiettivo” – conclude Maria Carmela Izzo – “è quello di disputare un ottimo torneo e di puntare in alto. Per quanto mi riguarda cercherò di dare sempre io massimo e soprattutto di apprendere tanto dalle mie nuove compagne di squadra che sono un lusso per il nostro campionato”. Per quanto riguarda la formazione che scenderà in campo a Cava de’ Tirreni, nel corso della seduta di rifinitura di ieri sera, coach Tescione ha provato diverse soluzioni da poter applicare nella sfida di Coppa, tenendo inoltre ben presente che domenica prossima, 15 ottobre, prenderà il via anche il campionato. Per l’Indomita sarà peraltro subito big match contro la Pallavolo Pozzuoli, una delle squadre maggiormente accreditate per la conquista di uno dei tre posti per i play off promozioni. Tornando al match di Coppa Campania, da ricordare che aggiornamenti, foto e collegamenti live saranno disponibili sulla pagina Facebook ufficiale dell’Indomita Salerno.

/Comunicato stampa

Foto – La SSC Napoli smentisce che Jorginho abbia chiamato la FIGC per questioni di Nazionale

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Un messaggio diretto quello twittato sul profilo ufficiale di Twitter da parte della SSC Napoli: “Jorginho smentisce categoricamente di aver chiamato la FIGC per questioni legate alla nazionale Azzurra, come riportato da alcuni media“.

Già nel primo pomeriggio il suo agente Joao Santos aveva dichiarato: “Oggi si parla sui giornali di una chiamata di Jorginho alla Federazione Italiana per capire se c’è disponibilità alla convocazione o meno. Una cosa assurda! Lui è concentrato sul Napoli, non so come si possa dire una cosa del genere. Si vuole creare scompiglio sul Napoli. Siamo tranquilli, nessuno ha contattato la Federcalcio“.

Di seguito la foto del tweet della SSC Napoli

tweet napoli Jorginho

In commissione Scuola la proposta sulla partecipazione dei genitori alla commissione di refezione scolastica centrale

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La commissione Scuola, presieduta da Luigi Felaco, ha ripreso la discussione sulla proposta della consigliera Menna di aprire alla partecipazione di rappresentanti dei genitori la commissione di refezione scolastica centrale. La novità, già contenuta in una mozione approvata dal Consiglio comunale, diventerà oggetto di una proposta di modifica regolamentare da sottoporre al voto dell’Aula

Già presenti nelle commissioni di refezione municipali e d’istituto, ha spiegato il presidente Felaco illustrando la proposta della consigliera Menna (Movimento 5 Stelle), i genitori dovrebbero far parte anche della commissione centrale, soprattutto per non interrompere il circuito informativo e il contributo in termini di proposte fornito negli altri organismi. I risultati positivi ottenuti lo scorso anno, infatti, hanno convinto molte Municipalità ed istituti, che ancora non avevano provveduto, ad istituire gli organismi consultivi che, in molti casi, hanno fornito spunti agli esperti della Asl sulla scelta dei pasti del menu della refezione.
Sulla proposta di partecipazione, elaborata sulla falsariga di analoghi organismi presenti in altri enti e istituzioni aperti al coinvolgimento dei cittadini, la consigliera Menna ha osservato che la stessa va completata con la prevsione del numero e l’indicazione dei criteri di scelta dei rappresentanti dei genitori. Due persone, una in rappresentanza delle scuole dell’infanzia e una delle elementari, potrebbe essere il numero adatto, secondo la consigliera Bismuto (Dema), purché sia assicurata la circolazione successiva delle informazioni agli organismi municipali e d’istituto. Condivisibile la previsione anche per il consigliere Moretto (Prima Napoli) che ha invitato ad una riflessione più ampia su tutte le problematiche relative alla refezione che spesso, nonostante la ricerca di correttivi, si ripropongono ogni anno.
Sugli aspetti principali della refezione – l’iscrizione on line, la quota di iscrizione prevista da quest’anno, la data di avvio del servizio, l’invio dei bollettini, la durata dell’appalto e la possibilità per le famiglie di provvedere fornendo il pasto in attesa che inizi la fornitura – il presidente Felaco ha annunciato una nuova seduta della commissione, che si svolgerà a breve con la partecipazione dell’assessora e del dirigente competente.
Sulla proposta oggi in esame, la commissione, dopo averla condivisa, ha annunciato che diventerà oggetto di un emendamento al regolamento delle commissioni di refezione che sarà poi sottoposto all’esame dell’Aula.

/Comunicato Stampa

Napoli, i siti di discarica dell’area dell’area est in commissione Ambiente

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La commissione guidata da Marco Gaudini ha incontrato la la presidente della commissione Ambiente della VIa Municipalità, Anna Ferrara, ed alti consiglieri municipali per un confronto sui siti di discarica nel territorio di Ponticelli – Barra – San Giovanni.

La presidente della commissione Ambiente della VIa Municipalità, Anna Ferrara, ha illustrato diverse questioni del suo territorio per le quali si chiede l’attenzione dell’amministrazione comunale. In primo luogo la situazione dei siti di discarica, particolarmente grave in zone come Via Esopo, Via Mastellone, Via Ciccarelli, dove servirebbero bonifiche e soprattutto l’installazione di telecamere per mettere fine ai continui sversamenti abusivi. In secondo luogo, ha aggiunto Ferrara, serve una riflessione compiuta sulla creazione dei siti di compostaggio previsti nell’area da una delibera di Giunta (la n. 499/2017), che potrà portare i suoi frutti solo se, parallelamente, si avvia sul territorio una politica di raccolta differenziata porta a porta da parte di Asia.
Il consigliere municipale Antonio Di Costanzo è intervenuto per evidenziare l’importanza di alzare il tiro su alcuni temi nevralgici per l’area est, un territorio che con i suoi 23 chilometri quadrati e 220 toponimi rappresenta di fatto una città nella città e continua ad essere fortemente sbilanciato. E’ importante riprendere la discussione sui Piani di recupero, uno strumento capace di introdurre elementi di qualità all’urbanizzazione di un’area che rappresenta ancora un contenitore da riempire. Servono, ha concluso Di Costanzo, telecamere e misure appropriate in alcuni siti particolari, come Via Esopo, ed un investimento serio sulla differenziata in tutto il territorio: solo così l’amministrazione potrà rendersi credibile sulla validità dei siti di compostaggio. La consigliera municipale Concetta Viscovo è inoltre intervenuta per evidenziare le problematiche delle discariche interne al campo rom di Via Mastellone.
Tra i consiglieri intervenuti, Francesco Vernetti (Dema) ha ricordato la complessità di un’area che, essendo di confine con altri comuni, è sempre stata al centro di traffici e sversamenti abusivi di rifiuti. E’importante avviare un discorso ampio su Napoli Est, che ha pagato un prezzo troppo alto per l’urbanizzazione post-terremoto e continua ad essere isolata dalla città. Tutti i punti evidenziati dai consiglieri municipali, ha evidenziato Vernetti, vanno affrontati uno ad uno proprio per restituire identità e sviluppo all’area nel lungo periodo. Per Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle) è importante che l’amministrazione proceda alla individuazione dei siti di sversamento, ed elabori soluzioni che eliminino la spesa di 1.100.000 euro annuali per raccolta straordinaria di rifiuti, quando sono noti i siti abusivi, e nulla viene fatto per vigilarli e bonificarli. Bisogna intercettare i traffici illeciti, e colpire i responsabili attraverso l’uso di telecamere nelle aree di passaggio dei mezzi, essendo consapevoli che senza una bonifica accurata non ci sono reali possibilità di sviluppo per quel territorio. Per Mimmo Palmieri (Napoli Popolare) negli anni non è stato mai avviato un metodo serio per arginare e prevenire le discariche abusive a Napoli Est né, d’altro canto, sul piano dello smaltimento dei rifiuti, la comunità intera ha mostrato finora di essere capace di avviare soluzioni efficaci. Pur prendendo atto delle bonifiche in corso negli ex impianti petrolchimici, ha concluso, bisogna guardare alla funzione futura di queste aree con un approccio lungimirante che punti ad un circuito integrato tra l’area portuale e quella nolana.
I prossimi lavori della commissione, ha concluso Gaudini, si articoleranno in due fasi: la prima, in seguito alla individuazione e al censimento dei siti di discarica abusivi, prevederà un incontro con Asia, l’assessore all’Ambiente e la Polizia Ambientale per trovare risorse per la bonifica; la seconda verterà su un confronto con l’assessore all’Ambiente e l’assessore alle Politiche Urbane, in una riunione congiunta delle commissioni competenti, sullo stato dell’arte dei Piani di recupero.

/Comunicato Stampa

Rosatellum, la Camera supera il primo voto di fiducia

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L’aula della Camera ha approvato, con 307 sì, la prima fiducia sul Rosatellum. I sì sono stati 307, i no 90, gli astenuti 9. Più tardi si voterà una seconda fiducia. 

Il governo ha ottenuto dalla Camera la prima delle tre fiducie poste sulla legge elettorale, in particolare sull’articolo 1 del testo. I sì sono stati 307, i no 90, gli astenuti 9. Ora alle 17.30 prenderanno il via le dichiarazioni di voto per la seconda fiducia, alle 19.30 l’inizio dell’appello nominale.

Per protesta M5S e sinistra hanno deciso di scendere in piazza Montecitorio e al Pantheon. A protestare contro la “forzatura indecente” della tripla fiducia militanti del Prc, Sinistra Italiana, Possibile, Mdp-Articolo 1 e Campo Progressista.

DI BATTISTA – “Questi si occupano del ventennio, di abbattere i monumenti del fascismo del passato ma non abbattono i monumenti del fascismo presente, che stanno lì dentro”, in Parlamento, ha detto Alessandro Di Battista alla manifestazione M5S. “Cos’è oggi il fascismo? E’ la nomina dei parlamentari che non rispondono al popolo italiano ma alla lobby del partito politico che li nomina” ha scandito.

“Sulla legge elettorale – ha rimarcato – non si può ostacolare il dibattito con la fiducia, è come comprarsi un arbitro di calcio”.

D’ALEMA – “Per la seconda volta nella stessa legislatura abbiamo una legge inaccettabile, segno di irresponsabilità del gruppo dirigente del Pd che logora la democrazia e apre la strada al populismo” ha detto Massimo D’Alema alla manifestazione contro il Rosatellum bis.

“Gentiloni più mite del suo successore – ha affermato D’Alema – ma politicamente dipende da Renzi”.

Napoli, in commissione “Qualità della Vita le misure per il verde in città”

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Prosegue il ciclo di incontri della commissione Qualità della vita, presieduta da Francesco Vernetti, sul tema della pianificazione della gestione del verde cittadino, con una ricognizione delle forze e dei mezzi a disposizione in vista di una centralizzazione degli aspetti operativi per ottimizzare le risorse

Dopo alcune riunioni che la commissione ha dedicato alla ricognizione presso le Municipalità delle problematiche, in gran parte comuni, riguardanti la gestione del verde cittadino, oggi la commissione ha incontrato il dirigente del servizio Autoparchi, Francesco Cuccari, che, accompagnato dal funzionario Fiorito, ha preso l’impegno di fornire alla commissione un report completo dei mezzi e del personale del servizio. L’ipotesi di un accorpamento della gestione del verde sui territori, infatti, implica la messa a sistema di tutte le risorse disponibili non solo nei servizi comunali ma anche coinvolgendo le partecipate comunali. Dalla ricognizione del servizio presso le Municipalità, ha precisato il presidente Vernetti, sono emersi problemi comuni: pochi giardinieri (in tutto 165) e sorveglianti (55), numeri ai quali bisogna sottrarre un buon numero di persone (circa 50 giardinieri) che per patologie non sono idonei alle mansioni. Inoltre, il servizio funziona a macchia di leopardo perché, laddove i mezzi sono esistenti e funzionanti, spesso manca il personale, e viceversa. Un piano di centralizzazione dei servizi sul verde comporterebbe anche una diversa gestione dei mezzi tecnici, di qui l’incontro con il servizio Autoparco. Anche in questo settore, hanno spiegato il dirigente Cuccari e il funzionario Fiorito, si riscontrano gli stessi problemi legati all’età del personale – uno solo degli autisti ha meno di 60 anni -. Dal punto di vista della manutenzione del parco mezzi, per la prima volta, dopo 4 anni, sono stati previsti in bilancio 50 milioni, e il servizio sta procedendo alla ricognizione delle principali necessità e urgenze

Esercito Italiano: “Ponte della Solidarietà Italia Afghanistan”

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“Quando l’impossibile diventa possibile: missione compiuta!” All’apparenza una frase fatta, ma in realmente l’esito di una dura sfida.
Una missione di pace, amore e solidarietà verso il prossimo è finalmente giunta a compimento.
Si è svolta nei giorni scorsi la donazione del materiale acquistato e raccolto per il progetto “Ponte della Solidarietà Italia Afghanistan” promosso dall’Associazione “Ampio Raggio” di Boscoreale (NA), il cui Presidente Antonio Pio Autorino ha presenziato alla cerimonia in quanto graduato del Reggimento Logistico Taurinense.

La cerimonia è stata organizzata dalla cellula di Cooperazione Civile e Militare del Train Advise Assist Command West (TAAC-W) su base Brigata alpina Taurinense, in presenza del Comandante Generale Massimo Biagini, veterano delle missioni in Mozambico, Bosnia ed Herzegovina, Kosovo, Afghanistan e Libano, insignito di numerose onorificenze, tra le quali Medaglia d’oro e Medaglia di Bronzo al Merito dell’Esercito, ha coordinato la donazione del materiale raccolto per un valore di circa 8.000 euro destinato ai piccoli bambini figli delle detenute del Carcere di Herat e ai disabili del centro ” PIR Herat Charity Foundation”. Con lo scopo di alleviare le sofferenze seconde a tali disagi, è stato donato loro materiale didattico, sportivo, una ludoteca e giochi lucidi creativi per i figli delle detenute di Herat; mentre canestri, palloni e completini da pallacanestro sono stati invece donati alla “PIR Herat Charity Foundation” in sostegno della squadra di basket in sedia a rotelle.

Come riportato nel comunicato ufficiale della Difesa, nel corso della donazione la direttrice del carcere femminile, Colonnello Sima Pazhman, ha ringraziato il contingente italiano per il supporto fornito dall’Associazione “Ampio Raggio”; a tale proposito anche il presidente della PIR Herat Charity Foundation, Mr. Abdul Ali Barakzai, ha dichiarato come consideri il suo Centro: “un pezzo d’ Italia, grazie al continuo supporto ricevuto nel corso degli anni dai soldati e dal popolo italiano; Siete nostri amici e rimarrete per sempre nostri amici”. Un ringraziamento speciale va sicuramente alle numerose Associazioni e Gruppi di Protezione Civile che, come una vera squadra, hanno sostenuto e contribuito attivamente alla realizzazione del progetto, ricevendo il patrocinio morale dal Consiglio della Regione Campania, dall’Accademia Bonifaciana, dal Centro Servizi e Volontariato di Napoli e dall’Associazione Nazionale Autieri d’Italia; quando si dice l’unione a la forza!

In particolare si ringrazia la Protezione Civile “Gruppo Lucano” Presieduta dal Dott. Giuseppe Priore, la Protezione Civile di Lettere Coordinata da Gerardo Giosuè Eroico, il Comitato Sant’Antuono Presieduto dalla Dott.ssa Rossella Abagnale, l’Associazione Centro Studi Scientifici Presieduta dal Dott. Ing. Pasquale Caputo, il Coordinamento Operativo Nazionale Interforze Presieduto dal Dott. Maurizio Masciandaro, l’Associazione Movimento Forense Presieduta dall’ Avv. Argia Di Donato, la Pro Loco Lettere Presieduta dal Dott. Antonio Ruocco e dal Consigliere Catello Commentale, la Pro Loco Scafati presieduta dal Dott. Francesco Salluzzi, il Forum dei Giovani di Scafati Coordinato da Carmine Sergianni, il Forum dei Giovani di Sant’Antonio Abate coordinato da Clelia Calabrese con la Responsabile del settore sport e cultura Colomba Paola Coppola, l’Associazione “Archimede” presieduta da Pio Santonicola e dal Rotary Club Scafati Angri Real Valle presieduto dal giovanissimo Stanislao Elefante.
Un ringraziamento va inoltre al Cappellano Militare di Persano, Don Angelo Tabasco che nel corso di questi mesi supportato tutte le attività dell’iniziativa.

Di importante rilievo la partecipazione al progetto di numerosissimi bambini della scuola primaria II Circolo Didattico di Scafati, “Ferdinando II di Borbone” e “Brancaccio”. Fondamentale anche per il fattivo impegno e contributo il Dott. Nicola Camicia, titolare dello studio di riabilitazione di Poggiomarino, Fisiocam Center, l’Ing. Enrico Toledo Presidente e Amministratore Delegato della nota azienda di pennarelli “Carioca”, il Dott. Gianfranco Tria Direttore della Divisione Promozionale Carioca, la Cartoleria Odusia di Rutigliano per la donazione di materiale didattico, l’Azienda Sport Club di Sant’Antonio Abate per la donazione di completini da basket e calcio per bambini, la Givova Basket di Scafati per la donazione di completi da basket, l’Associazione Sportiva Dilettantistica Scafatese calcio 1922 per la donazione di magliette da calcio e l’Azienda Givova di Scafati per la donazione di palloni da calcio e basket.

Quello che sembrava essere all’inizio un obbiettivo quasi irraggiungibile, si è rivelato possibile grazie allo sguardo fisso e costante alla meta: regalare momenti di serenità nelle vite martoriate dei piccoli bambini afghani.
Investire nell’ istruzione, nello sport e nel gioco a favore di piccoli bambini e disabili– spiega il Presidente dell’Associazione “Ampio Raggio” Dott. Antonio Pio Autorino – è un dovere di tutti noi uomini in divisa e non , e risulta essere un grande piacere quando questo tipo di aiuti viene rivolto ad una parte della popolazione che ha limitate risorse. Aggiunge inoltre, che qualsiasi persona potrà sorprendersi nel vedere quanto è semplice aiutare: “Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile, e all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile “San Francesco d’Assisi”.

/Comunicato stampa: Forum dei Giovani di Scafati

Arrestato latitante, scoperto tramite acquisto di un biglietto per la partita

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Arrestato latitante, scoperto tramite acquisto di un biglietto per la partita

Scoperto in seguito alla prenotazione dei biglietti per il match Napoli-Inter. E’ così che finisce il periodo di latitanza di Emanuele Niola, 33 anni, ritenuto figura importante del clan camorristico Di Lauro e, fino a qualche anno fa, referente nonché controllore per conto del clan della piazza spaccio del Rione dei Fiori.
La sezione “Catturandi” del nucleo investigativo di Napoli ha arrestato Niola, latitante da diversi mesi, nascosto in un autolavaggio di Secondigliano. Il criminale al momento dell’arresto non ha opposto resistenza; pare abbia detto di volere una nuova vita lontana dallo spaccio. Gli investigatori sono risaliti al latitante tramite la prenotazione di un biglietto per Napoli-Inter che si giocherà tra 10 giorni: chi per lui stava si stava procurando gli ingressi, in una telefonata con un amico ha fornito solo il proprio nome, temporeggiando sul secondo. Il silenzio sul nome ha destasto i sospetti dei militari che hanno rafforzato le indagini.

Addio a Lello Regina, l’ultrà Siracusano di altri tempi.

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Addio Cuore Azzurro

Il cuore di una squadra è la tifoseria e quando viene a mancare uno dei pezzi storici di quella tifoseria qualcosa cambia.

Prematuramente scompare un altro fratello Siracusano conosciuto come Lello, Lello Regina.

Nato nel 1967, un giorno come un altro l’alito di vita ha deciso di andare via dal suo corpo, troppo prematuramente per accettare la sua scomparsa. A soli 50 anni lascia la sua azzurra città, i familiari e tutti gli amici che circondavano la sua vita.

Lo ricordano per il suo gioioso modo di affrontare la vita, sempre con una battuta e con il sorriso che mai lo lasciava.

Tutti lo conoscevano per la sua devozione per la squadra del cuore, il Siracusa, chiunque lo ricorda come un vecchio Blue Boys, una presenza costante nel tifo aretuseo.

Un ultrà di altri tempi era Lello, quello che la partita la sentiva nelle ossa molti giorni prima, l’ultrà che girava la città di Siracusa in groppa alla sua Ape blu.

I funerali si terranno venerdì, la famiglia in serata comunicherà ora e luogo.

Siamo vicini alla famiglia Regina e poniamo le nostre più sentite condoglianze.

Arrivederci Lello.

Napoli – il dentista non é un dentista. Chiuso studio medico

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Uno studio dentistico ben avviato e che risultava in grado di risolvere problemi ed emergenze di tanti pazienti. Carie, impianti, pulizie dei denti, apparecchi: il sedicente dentista non faceva mancare nulla al suo repertorio.

La Guardia di Finanza ha però  effettuato le verifiche del caso, rilevando come il dentista del centro medico non avesse titolo per esercitare tale professione: nessuna laurea per il finto medico, incriminato per esercizio abusivo della professione medica. Sequestrato invece gran parte dell’ingente e costosa attrezzatura dello studio.

Parallelamente sono in corso anche verifiche fiscali per comprendere la mole di affari del finto proofessionista.

Fonte: Il Mattino

Juve Stabia, mister Caserta rende le vespe “camaleontiche”

La Juve Stabia di mister Fabio Caserta, vista finora, è una squadra che ha mostrato sia grande qualità e talento in alcuni dei suoi componenti, sia alcuni limiti evidenti che vanno limitati al fine di disputare una stagione dignitosa. Fino a questo momento, Caserta, non hanno mai utilizzato sempre lo stesso modulo con gli stessi interpreti. E’ capitato, in alcune circostanze, di veder ruotare gli uomini a propria disposizione mutando anche l’assetto tattico. Le cinque sostituzioni a disposizione aiutano certamente ad avere più assi nella manica da utilizzare a partita in corso. Analizzando le ultime uscite possiamo evidenziare la capacità dei gialloblu di cambiare assetto tattico nel corso del match, passando da un modulo, il 4-3-3, ad un altro, il 3-5-2 e viceversa. Il 4-3-3 utilizzato all’inizio è un modulo che, nel corso della gara, è diventato spesso un 3-5-2 o un 4-4-2 a seconda dell’avversario e delle necessità nell’arco della contesa. Questi cambiamenti del modulo in corsa si sono registrati perlopiù nelle ultime uscite, nelle quali non è stato disponibile Filippo Berardi, causa convocazione in Nazionale. L’estro del numero 20 sammarinese è stato spesso sfruttato nel 4-3-3 targato Caserta. L’assenza del classe ’97 può aver certamente influito sulle scelte recenti, creando però un precedente che probabilmente si ripeterà: una Juve Stabia senza schemi fissi e capace di variare di modulo in modulo a seconda delle partite e delle fasi stesse del match.

Operazione End of Waste: traffico internazionale di rifiuti pericolosi (VIDEO)

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Due anni di intensa attività investigativa, coordinata dalla DDA di Roma, hanno portato la Guardia Costiera a sgominare un cartello di imprese dedite al traffico internazionale di rifiuti metallici contaminati che spediti via mare su container da vari porti italiani (Civitavecchia, Livorno, La Spezia, Genova e Ravenna), raggiungevano le destinazioni di Cina, Indonesia, Pakistan e Korea. Le operazioni sono in corso dall’alba di oggi con l’esecuzione di numerosi arresti e sequestri di aziende in varie regioni d’Italia tra Lazio, Toscana e Umbria.

Il G.I.P. presso il Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ha infatti emesso 7 Ordinanze di custodia cautelare personale e disposto il sequestro preventivo di diversi stabilimenti situati in Orvieto e nel viterbese, oltre a svariati milioni di €uro da sequestrarsi per destinare a confisca, quale recupero sui proventi illeciti.

L’indagine, partita da alcuni container sospetti ispezionati dalla Capitaneria di porto di Civitavecchia, coadiuvata dall’Agenzia delle Dogane, ha da subito mostrato profili di rilievo nazionale relativamente alla provenienza dei rifiuti ed internazionale per quanto attiene alle destinazioni. I soggetti arrestati e le loro aziende, mediante vari giri di false attestazioni e certificati, acquistavano rifiuti industriali complessi e contaminati, su tutti da PCB (policlorobifenili – di tossicità equiparata alla diossina), e, dopo aver simulato lo svolgimento di procedure di bonifica in Italia, lo rivendevano tal quale come materiale recuperato e “pronto forno” per un nuovo ciclo produttivo. In realtà i rifiuti, in Italia, subivano solamente una mera macinatura e, fortemente inquinati, venivano spediti via mare nelle destinazioni internazionali, senza nessuno scrupolo per la salute degli operatori in contatto con gli inquinanti.

La trattazione e la bonifica dei rifiuti è disciplinata da un articolato quadro normativo nazionale, europeo ed internazionale che discendono dalla Convenzione di Basilea. Ogni operatore, in ogni fase della filiera, deve poter dimostrare la provenienza e la destinazione dei prodotti, nonché i trattamenti a cui sono stati sottoposti o a cui saranno sottoposti.

46.000.000 € l’anno è la media del giro d’affari derivante dal traffico illecito che emerge dalle indagini, a cui si deve sommare l’effetto negativo indiretto su tutti gli operatori rispettosi delle regole del settore, in particolare le aziende sane che offrono sul mercato i servizi di bonifica, limitando per esse i margini di guadagno; senza contare i maggiori costi per le imprese che conferiscono lecitamente i rifiuti.

[PP. 23737/16 Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Roma – D.D.A.]

[P.G. operante: Guardia Costiera Civitavecchia e Nucleo Speciale d’Intervento del Comando Generale]

APPROFONDIMENTI

Nello specifico, i soggetti hanno conseguito ingiusto profitto vendendo rifiuti non bonificati e quindi di valore economico notevolmente inferiore e comunque non avviabili a recupero (o utilizzo in fonderia), come rifiuti destinati al recupero, gestendo abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti pericolosi e non, anche mediante spedizioni marittime transfrontaliere.
In particolare, effettuavano molteplici spedizioni marittime illegali verso paesi extra UE, quali Cina, Pakistan, Indonesia e Korea. Gli accertamenti tecnici hanno consentito di rilevare un livello di contaminazione di PCB, solventi ed idrocarburi ben oltre i limiti consentiti dalla legge L’attività criminosa è stata svolta in concorso tra gli indagati attraverso attività organizzate, ripetute nel tempo, consistenti nel gestire abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti  pericolosi e non, diversificando ed ampliando il proprio network illegale mediante la pratica di nuove modalità di scambio e smercio di rifiuti, anche tramite la ricerca di potenziali investimenti all’estero per l’apertura di nuovi impianti e di aziende “ponte” in prossimità dei porti del Nord Europa (Germania e Polonia).

“L’attività e la contestualizzazione del fenomeno”

Il pregio dell’indagine è quello di aver saputo ricostruire un fenomeno complesso, multimodale e multifattoriale, fortemente pericoloso per l’ambiente e la salute dei lavoratori, partendo dall’analisi di fatti singoli accertati dopo aver effettuato l’analisi dei dati che comunemente sono nella disponibilità dell’Autorità marittima (Capitanerie di porto- Guardia Costiera).

Le misure di censura adottate sono state calibrate per censurare le attività dei Soggetti e delle aziende che hanno operato illegalmente, interrompendo in via preventiva le condotte e cessando i traffici illeciti. Ma ancora più rilevante è il recupero dei proventi del traffico illecito.

Le disposizioni nazionali ed europee dettano norme stringenti in tema di trattamento dei rifiuti, fornendo un articolato quadro ordinativo sui livelli di pericolosità dei materiali e le successive fasi di bonifica obbligatoria ed eventuali criteri di trasporto. Inoltre stabiliscono criteri severi in tema di assegnazione delle “potestà di azione” di bonifica alle aziende dedicate. In sintesi il sistema di “tracciamento della filiera” è regolato dal principio che in ogni fase il rifiuto deve essere accompagnato da un documento che certifichi chi lo ha generato e a chi esso è destinato. Ogni soggetto intermedio in tale catena deve avere precisi requisiti, anche per il suo possesso e trasporto, oltreché per la sua lavorazione.
Studi di settore dimostrano che, ahimè, in Italia il volume dei rifiuti industriali complessi prodotti è fortemente superiore alle materie depurate dalle aziende a ciò dedicate e successivamente ufficialmente esportate o reimpiegate in circuiti produttivi interni. Ciò dimostra che vi è un’emorragia illecita di prodotti non depurati. Tale fenomeno ha due concause, la spregiudicatezza di molte aziende produttrici di rifiuti industriali e la forte domanda da parte di Paesi emergenti di “rifiuti sporchi”. Essi, pagati poco nei Paesi ricchi (ove la loro bonifica obbligatoria è un costo), nei Paesi poveri diventano nuove “materie prime a basso costo”, dopo lavorazioni pericolose e senza tutele per ambiente e lavoratori.

Nel dettaglio, per le imprese italiane ed europee ciò significa: rischio di “non reggere” il mercato per le aziende rispettose delle regole che operano nel settore delle bonifiche; pregiudizio della finanza pubblica: le materie esportate illegalmente, non figurando come rifiuti, viaggiano con una procedura semplificata senza che si applichi il sistema notificatorio e fideiussorio previsto dalla Convenzione di Basilea. Inoltre, dichiarando l’esportazione delle cd. “materie prime seconde” (insomma depurate e pronte per il nuovo ciclo produttivo) le Aziende ricevono dallo Sato un “credito d’IVA” per incentivarne le esportazioni quali prodotti “lavorati” nel proprio territorio (nel nostro caso falsamente); insomma, un doppio guadagno illecito.

Riferimenti normativi generali:

1. il Regolamento (CE) n. 1013/2006 e s.m.i., in materia di spedizione internazionale di rifiuti, il cui precipuo obbiettivo è la protezione dell’ambiente;
2. la Convenzione di Basilea, sul controllo dei movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e sulla loro eliminazione.
3. il Regolamento (CE) n. 333/2011 recante “i criteri che determinano quando alcuni tipi di rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti ai sensi della Direttiva 2008/98/CE;
4. il D.lgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale”;
5. il D.M. 5/2/1998 e s.m.i., per l’individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero con le relative disposizioni da osservare;

Le ipotesi di reato:

1) delitto p. e p. dagli artt. 56-110 c.p., 260 D. lgs. 152/2006 (attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti)
2) reato. e p. dagli artt. 56-110 c.p., 259 D. lgs. 152/2006 (traffico illecito di rifiuti)
3) reato p.p. dall’art. 81cpv., art. 110 c.p. e art. 256, comma 1 del D.lgs. 152/2006 (gestione illecita di rifiuti)
4) reato p.p. dagli artt. 81cpv., 110 e 452-septies c.p. (impedimento del controllo)
5) reato p.p. dall’art. 81cpv., art. 110 c.p. e art. 256, comma 5 del D.lgs. 152/2006 (miscelazione illecita di rifiuti),
6) reato p.p. dall’art. 81cpv., art. 110 c.p. e art. 256, comma 1 e 4 del D.lgs. 152/2006 (gestione illecita di rifiuti ed inosservanza delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione);
7) delitto p.p. dall’art. 648-ter.1 c.p., 81 cpv c.p (Autoriciclaggio);
8) delitto di cui all’art. 81cpv., art. 110 c.p., art. 483 c.p. (falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico).

Focus sulla definizione di END OF WASTE per materiali metallici

In riferimento al tema di “cessazione della qualifica di rifiuto”, definita con l’acronimo di EOW (End of Waste), l’impianto normativo principale nel caso in esame è composto da:
1) il Regolamento (CE) n. 333/2011 recante “i criteri che determinano quando alcuni tipi di rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti ai sensi della Direttiva 2008/98/CE;
2) il D.lgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale”
3) il D.M. 5/2/1998 e s.m.i., per l’individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero con le relative disposizioni da osservare.
Per quanto attiene il Dlgs 152/2006 (Testo Unico Ambientale, o TUA) l’art. 184-ter comma 1 prevede la cessazione della qualifica di rifiuto all’esito di un’attività di recupero ed in corrispondenza del rispetto delle seguenti condizioni:

a) la sostanza o l’oggetto è comunemente usato per scopi specifici;
b) esiste un mercato o una domanda per tale sostanza od oggetto;
c) la sostanza o l’oggetto soddisfa i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispetta la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti;
d) l’utilizzo della sostanza o dell’oggetto non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o sulla salute umana; lo stesso art. 184-ter al comma 2 stabilisce che i criteri di riferimento per la cessazione di qualifica di rifiuto “sono adottati in conformità a quanto stabilito dalla disciplina comunitaria, ovvero in mancanza di criteri comunitari, caso per caso per specifiche tipologie di rifiuto attraverso uno o più decreti del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ai sensi dell’art. 17 comma 3 legge 23 agosto 1988 n.400”
Nelle more dell’applicazione di uno o più decreti continuano ad essere applicate le precedenti disposizioni tra le quali, appunto, il DM 5/2/1998.
Tra le normative Comunitarie attualmente emanante in relazione alla cessazione della qualifica di rifiuto si evidenzia il Regolamento UE n. 333/2011, la cui osservanza è appunto richiamata nel citato art. 184 ter comma 2 del D.lgs. 152/2006.
Nel predetto Regolamento vengono riportati i criteri secondo i quali alcuni tipi di rottami metallici (alluminio, ferro e acciaio) cessano di esser considerati rifiuti.
I principali criteri riportati nell’All.1 (ferro e acciaio) e nell’allegato II (alluminio) della cennata norma comunitaria nell’ambito dei quali prevedono che:
– la quantità totale presente di materiali estranei sterili è inferiore uguale al 2% in peso;
– i rottami non presentano, ad occhio nudo, oli, emulsioni oleose, lubrificanti o grassi, tranne quantità trascurabili che non danno luogo a gocciolamento;
– i rottami sono stati separati alla fonte o durante la raccolta e sono stati tenuti divisi, oppure i rifiuti in entrata sono stati sottoposti a un trattamento per separare i rottami dagli elementi non metallici;
– sono stati portati a termine tutti i trattamenti meccanici (quali taglio, cesoiatura, frantumazione o granulazione, selezione, separazione, pulizia, disinquinamento, svuotamento) necessari per preparare i rottami metallici al loro utilizzo finale direttamente nelle acciaierie e nelle fonderie.
Di particolare importanza, ai fini della cessazione di qualifica di rifiuto, ossia End Of Waste, risulta essere l’esecuzione di tutte le operazioni previste con particolare riguardo alla pulizia ed al disinquinamento.
Si tratta, in particolare, di trattamenti propedeutici a consentire l’uso diretto del materiale in fonderia, senza impatti negativi per l’ambiente e senza nessun ulteriore processo di selezione, separazione e/o eventuale bonifica che in tal caso comporterebbe, di fatto, l’ulteriore gestione di un rifiuto e non di un prodotto finale quale dovrebbe essere l’End of Waste.

1 rifiuto che cessa di essere tale al termine di un idoneo ciclo di trattamento e bonifica; ritorna ad essere materia “prima” da impiegarsi in un nuovo ciclo produttivo. Gli indagati, mediante un articolato sistema di falsi documenti prodotti da false aziende, esportavano rifiuti dichiarandoli “end of waste” appunto.

 

 

Roma, accordo vicino per il prolungamento contrattuale di Manolas

NOTIZIE AS ROMA – Una telenovela che sembra stare per concludersi positivamente quella tra la Roma ed il difensore greco Kostas Manolas. Dopo un’estate in cui si è stati a un passo dal divorzio, con Manolas praticamente diretto a San Pietroburgo (ricorderete il trasferimento allo Zenit di Mancini saltato all’ultimo momento uffiacialmente per un problema legato al cambio di valuta rublo-euro), il figliol prodigo è tornato alla base e Di Francesco ne ha fatto il perno della difesa giallorossa. Nelle prime due giornate di campionato un rendimento deficitario per il difensore, complici le tossine nelle gambe accumulate nel periodo estivo ma forse soprattutto i mal di pancia legati ad un rinnovo contrattuale (con adeguamento) che sembrava distante. Poi un clima più disteso attorno a lui, che torna progressivamente a rendere in campo come sa fare e ad oggi la notizia che il greco attendeva da tempo: il ds Monchi è al lavoro assieme ad Evangelopoulos (procuratore del calciatore) per risolvere la questione contrattuale una volta per tutte. A renderlo noto Gianluca Piacentini su Il Corriere della Sera oggi in edicola. Le parti sono intenzionate a raggiungere un accordo che soddisfi tutti, con la Roma che ha messo sul piatto 3 milioni bonus compresi a patto di inserire una clausola rescissoria da 40 milioni sul nuovo contratto. L’agente, invece, insiste affinché ci siano 500 mila euro in più di stipendio bonus esclusi ed una clausola rescissoria meno esosa. Seguiranno sviluppi, le negoziazioni sono appena incominciate, ma le sensazioni sono positive.

Claudia Demenica

Il sogno diventa realtà: prima volta al Mondiale per Panama!

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Il 10 ottobre 2017 resterà per sempre nella storia del Panama. La nazionale di calcio del paese, che conta poco più di 3 milioni di abitanti, si è qualificata per la prima volta nella sua storia ai Mondiali di calcio. Risultato storico per una compagine che non ha mai raccolto grandissimi risultati. I centroamericani, inseriti nel girone con Honduras, Messico, USA, Trinidad e Tobago e Costa Rica, hanno raccolto 13 punti in dieci gare, frutto delle tre vittorie con Trinidad e Tobago, Costa Rica e Honduras e dei quattro pareggi con Honduras, Costa Rica, USA e Messico. I rossobiancoblu, sono arrivati alla fase finale dei Mondiali piazzandosi al terzo posto, alle spalle di Messico e Costa Rica. Flop per gli USA che sono stati eliminati. Decisiva per i panamensi è stata la vittoria, in rimonta, in casa contro il Costa Rica per 2-1. Decisive le reti di Gabriel Torres, che gioca in Svizzera con il Losanna e di Roma Torres, che gioca negli USA con il Seattle. Al fischio finale è partita la festa per le strade della capitale (Città di Panama). Il sogno diventa realtà: Panama ai Mondiali!

Il derby della Sicilia Orientale che cos’è?

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Cos’è un derby?

Il derby è come un gatto. Il derby è come il gatto della strega. S’annida e guarda lì lontano, entra nei pensieri e non sai come fare a scacciarlo. Ogni tanto ti blandisce e ti struscia, ogni tanto invece graffia. Si muove di scatto, oppure sta immobile, fisso, lascia che non succeda nulla. Non ti puoi mai fidare del gatto della strega. Non ti puoi mai fidare del derby. (Fabio Caressa)

La parola derby a volte viene fuorviata  perché non se ne  conosce origine e significato.

Era il 1779 quando il XII conte di Derby, Edward Smith Stanley, si sposò e decise di celebrare l’evento con una festa campestre presso la residenza di famiglia a The Oaks.

Si organizzò una corsa dedicata alle puledre di 3 anni, e fu denominata con il nome della tenuta. In seguito il Conte, decise di dare vita ad una analoga corsa, ma dedicata esclusivamente ai puledri maschi di 3 anni, prendendo il nome di Derby proprio in onore del Conte.

Nel ‘900 la parola Derby si è allargato al calcio designando una partita che si disputa tra squadre della stessa città o regione. Oggi  il termine può essere utilizzato per riferirsi ad un incontro molto sentito fra squadre con accese rivalità agonistiche o che appartengono ad una stessa entità geografica.

In Italia i derby più importanti, senza contare quelli minori sono ben 58, tra cui quello che si disputerà sabato 14 ottobre alle ore 20:30. Questo viene denominato Derby della Sicilia Sud-orientale dove si contendono il match   Siracusa Catania.

Il derby è molto di più di una semplice partita giocano 11 giocatori contro altri 11, ma anche tifosi contro tifosi.

L’aria da derby è differente da quella che si respira in una semplice partita, è più tesa e lo stato d’animo dei tifosi e in continuo mutamento.

Non mancano gli sfottò fra le tifoserie già la settimana precedente, tutti vorrebbero la vittoria per affermare la propria supremazia.

Perdere un derby non è mai facile da accettare, spesso chiude i tifosi in uno stato di delusione aspettando il momento della rivincita in campo.

Lo stadio si riempie, i giocatori sentono una forte pressione, perché quella non è la partita che porta alla vittoria, ma la partita che da la vittoria.

Tutti allo stadio quindi sabato e anche se alcuni non ammettono che non sia un derby la parola stessa e la sua storia ne da il significato.

Svaligiarono il botteghino degli Scavi di Pompei, bloccata banda con collegamenti in Germania

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Sono stati arrestati 9 componenti della banda specializzata in assalti e rapine a furgoni e portavalori che sarebbe responsabile anche dell’assalto al botteghino degli Scavi di Pompei. Il bottino dei vari colpi effettuati sarebbe servito alla banda per organizzare una rapina in Germania dal valore di 10 milioni di euro.

Ad effettuare le indagini la Procura di Nocera Inferiore in sinergia con le autorità tedesche ed Eurojust. I componenti della banda erano originari del foggiano, di Cerignola, dell’Agro nocerino sarnese e del napoletano.

L’inchiesta è partita nel febbario scorso dopo una rapina ad un blindato della ditta Cosmopol, sul raccordo Salerno-Avellino; gli inquirenti hanno scoperto il ruolo attivo di un basista all’interno della Cosmopol per quel colpo.

Fonte: Il Roma

Napoli – rapina a mano armata ai danni del famoso pizzaiolo Giuseppe Vesi

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Giuseppe Vesi è certamente uno degli artisti pizzaioli più emergenti e famosi del panorama nazionale. La sua pizzeria, Pizza Gourmet, a Via Caracciolo è ormai un’istituzione a Napoli, tanto da essere premiata anche dallo Chef Alessandro Borghese durante una puntata della trasmissione “4 ristoranti”. La sua fama è arrivata fino a Milano, dove Vesi ha aperto una seconda pizzeria.

Ieri il pizzaiolo è stato però vittima di una rapina a mano armata mentre si recava in banca a versare gli incassi della giornata. Nulla da fare per Vesi, che ha dovuto consegnare il denaro ai ladri ed ha sporto denuncia dopo il fatto.

Le sue parole sono colme di rabbia: Sono stanco di questa Napoli violenta; da decenni io e i miei fratelli investiamo su questo territorio, ma le istituzioni non ci garantiscono serenità. Il sindaco e le forze dell’ordine devono garantire più controllo, essere rapinati di giorno in una zona turistica è veramente assurdo.

Fonte: Repubblica