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Serie A2 Maschile: Il Club Italia CRAI conquista la prima vittoria in campionato

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Vigna di Valle – Arriva la prima vittoria in campionato per il Club Italia CRAI Roma che tra le mura amiche del Centro Federale di Vigna di Valle ha battuto al tie-break 3-2 (16-25, 25-18, 25-15, 20-25, 15-13) la Mosca Bruno Bolzano in un vero e proprio scontro diretto. Primi due punti in graduatoria dunque per i giovani azzurrini che hanno voluto fortemente questo primo, meritato successo in campionato maturato al termine di una gara equilibrata e difficile.

Perso il primo parziale i ragazzi di Monica Cresta sono riusciti a ribaltare la situazione portandosi sul 2-1. Quando però la situazione sembrava avviata verso una conclusione in loro favore, i bolzanini si sono rifatti sotto impattando la gara sul 2-2. Nel tie-break, però Cantagalli e compagni sono stati davvero bravi a spuntarla nelle fasi conclusive e, dopo aver fallito un primo match ball, hanno fatto loro la partita chiudendo sul 15-13.

 

La formazione federale è scesa in campo con Salsi in regia, Cantagalli sulla sua diagonale, Gardini e Recine schiacciatori, Cortesia e Mosca al centro e Federici libero. Tra i ragazzi del Club Italia in evidenza Cantagalli con 22 punti e Recine con 21, ma in generale è stata davvero positiva la prova di tutti i ragazzi che hanno collezionato 13 muri (5 di Cortesia), il 41% in ricezione e il 44% in attacco.

Club Italia CRAI Roma- Mosca Bruno Bolzano: 3-2 (16-25, 25-18, 25-15, 20-25, 15-13)
Club Italia Crai Roma: Gardini 15, Cortesia 13, Recine 21, Cantagalli 22, Salsi 3, Mosca 3, Federici (L). Baciocco, Rondoni (L). Ne: Sperotto, Panciocco, Stefani, Dal Corso, Ferri. All. Cresta.
Mosca Bruno Bolzano: Zappoli 7, Bleggi 2, Boswinkel 33, Quartarone 3, Paoli 7, Galabinov 12, Thei (L). Baldazzi, Ingrosso 1, Spagnuolo, Bressan 1. Ne: Candeago. All: Burattini
Arbitri: Di Bari, Somansino
Durata set: 23’, 25’, 21’, 24’, 19
Club Italia: a 7 bs 15 mv 13 et 30
Bolzano: a 2 bs 10 mv 11 et 24

/Comunicato FederVolley

Ballottaggio Allan – Zielinski, il brasiliano è in vantaggio. Ecco le possibili scelte di Sarri

La sfida con la Roma si avvicina e Maurizio Sarri deve sciogliere i nodi legati agli ultimi ballottaggi. Secondo quanto riporta l’edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport, si va verso la riconferma dell’undici che prima della sosta ha asfaltato il Cagliari. Quindi Allan è favorito rispetto a Zielinski a scendere in campo, anche perché non essendo partito con le Nazionali ha potuto fare un lavoro diverso rispetto al polacco. La porta dell’Olimpico sarà difesa da Pepe Reina. Davanti a lui il poker d’assi formato da Kalidou Koulibaly e Raul Albiol al centro, con Ghoulam e Hysaj ai lati. In mediana spazio per Allan, Jorginho e il capitano Hamsik. In avanti il trio delle meraviglio Insigne, Mertens, Callejon.

Elezioni provinciali, M5S Cesa: “Han cancellato la democrazia, hanno cancellato diritto a voto”.

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CESA – Il gruppo del M5S di Cesa, rappresentato dai consiglieri comunali Raffaele Bencivenga ed Amelia Bortone, ha espresso, in una nota stampa, tutto il suo malcontento e le sue perplessità in relazione all’iter seguito per le elezioni provinciali del 2017, in programma nella giornata di giovedì 12 ottobre. 


“Questo è un modo squallido di intendere l’impegno al bene comune – dicono gli esponenti pentastellati -. La casta, i politici, si sono liberati dal “fastidio” di passare attraverso il voto dei cittadini. Difatti, i consiglieri provinciali, non più eletti dai cittadini, continueranno ad esistere e saranno solo l’espressione della peggiore vecchia politica.
Il tutto si è ridotto ad una mera e squallida spartizione di incarichi e poltrone. Se la canteranno e se la suoneranno come meglio credono i burattinai dei partiti. Volevano cancellare province, ma, alla fine, hanno cancellato solo il voto degli italiani. Evviva la democrazia (affermano in modo ironico ndr). La nostra posizione è netta. Nella giornata del 12 ottobre, si celebra l’apice dello squallore della vecchia politica, con una vergognosa riforma che elimina la possibilità dei cittadini di poter votare i propri rappresentanti, lasciando tutto in mano ai partiti.


Noi, come portavoce in consiglio comunale a Cesa, vogliamo esprimere tutto il nostro dissenso non partecipando alle elezioni provinciali. Siamo contrari a quest’organo le cui funzioni potrebbero esser assorbite da Regione e Comuni. Sarebbe auspicabile – si augurano – prevedere maggiori risorse proprio all’ ente più vicino ai cittadini. Per coerenza abbiamo rifiutato non solo di candidarci, ma, a maggior ragione, di partecipare a questo assurdo teatrino delle votazioni provinciali. Si agisce per il ‘bene’ di pochi ed a nulla conta quello dell’ Italia e dei cittadini della provincia di Caserta. Noi non ci siamo. I cittadini chiedono partecipazione e servizi – concludono -, basta con i poltronifici”.

/Comunicato Stampa

Koulibaly: “Con Sarri il calcio diventa matematica. Mertens? E’ un fenomeno”

Kalidou Koulibaly, difensore del Napoli, ha parlato all’edizione odierna del quotidiano Il Mattino. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni: Il suo primo anno a Napoli non benissimo. «Venivo dal Belgio, calato nel calcio italiano completamente diverso. Benitez mi ha aiutato, Sarri mi ha riscoperto». Ma e’ cosi’ geniale il suo allenatore? «Si, e’ cosi’. Vede cose che altri non vedono. Ti fa capire quanto nel calcio nulla deve essere imprevedible. E’ uno studioso. Qualsiasi domanda tu gli faccia, lui ha sempre una risposta. E ti fa pensare come componente di una squadra e non come singolo. Proprio oggi mi ha fatto vedere un video con dei miei errori, cosi’ mi aiuta a migliorare. Quando e’ arrivato mi ha detto: “Se fai come ti dico io diventerai un grandissimo”. E io ci sto provando, ma so che posso ancora migliorare. Con Sarri il calcio e’ matematica». Le ha fatto vedere anche un video di Dzeko? «No, ci ha fatto vedere i video della Roma. Sabato non sara’ un duello tra me e lui, e’ una partita tra Roma e Napoli. Se non siamo squadra rischiamo di perdere, al contrario e’ piu’ facile vincere. Io posso anche fermare Dzeko, poi magari fa gol un altro ed e’ finita». Il Napoli crede allo scudetto? «Certo, ci deve credere, ma non ci deve pensare. Cio’ che conta e’ battere la Roma adesso». La Juve è più forte? «Ha un storia diversa -ammette Koulibaly-, soldi. Compra grandi calciatori, Pjianic lo ha preso proprio alla Roma.Sarà un bel campionato». Ma e’ la squadra piu’ forte in Italia. «Non lo so, ma io mi diverto tanto a giocare in questo Napoli». Le hanno raccontato cosa vuol dire vincere uno scudetto a Napoli? «Si, ma mi hanno anche detto che e’ difficile da raccontare, bisogna viverlo». Mertens: lo vede e che cosa pensa? «Penso a un fuoriclasse, baciato dal talento».

Referendum per l’autonomia: uso, o abuso, degli istituti di democrazia diretta

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Ugo De Siervo dedica l’editoriale ai referendum per l’autonomia di Veneto e Lombardia e osserva: “Vicende del genere mettono in evidenza il pericolo di abusare degli istituti di democrazia diretta, in conformità alla diffusa tendenza di alcune classi politiche a manipolare il corpo elettorale”.

Referendum, le false ambizioni

Fra qualche giorno, quasi un quarto degli elettori italiani sarà chiamato ad esprimersi in uno dei due referendum consultivi promossi dalle Regioni Veneto e Lombardia, con riferimento alle loro rispettive popolazioni. Si tratta di referendum solo consultivi, ma il fatto che vengano coinvolti tanti elettori su un tema importante come la sorte del nostro regionalismo, impone di andare al di là della vicenda locale e di vederne le caratteristiche fondamentali.

Molti hanno già notato criticamente che si tratta di iniziative impegnative e costose, ma prive di concreta efficacia, dal momento che non fanno altro che far manifestare una volontà degli elettori, che poi le classi politiche di queste Regioni dovrebbero rappresentare a livello nazionale. In effetti, già al momento attuale le Giunte o i Consigli regionali possono richiedere di accrescere l’autonomia regionale, sulla base di quanto prevede espressamente l’art. 116 della Costituzione.

O altrimenti ogni Regione potrebbe proporre addirittura un disegno di legge di revisione costituzionale in materia.

Ciò non esclude che si possa anche tentare di proporre tramite un referendum consultivo un nuovo e preciso modello regionale alternativo a quello esistente, ma ciò non è quello che è stato in realtà proposto nei due referendum, che anzi mettono in luce una contraddizione molto grave fra quanto viene più o meno genericamente chiesto agli elettori nel senso di un rafforzamento dell’autonomia di queste Regioni, e le effettive finalità manifestate dai loro proponenti.

Anzitutto questi referendum sono tra loro diversi, poiché quello veneto chiede agli elettori di esprimersi molto genericamente sul rafforzamento della Regione («vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?»), mentre quello lombardo sembra riferirsi esclusivamente alla richiesta di applicare il vigente art. 116 della Costituzione (nel quesito referendario si parla solo di «attribuzione di ulteriori forme e condizioni di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento ad ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato»).

Al tempo stesso, però i proponenti dei due referendum, sia in Veneto che in Lombardia, si riferiscono tranquillamente all’intenzione di giungere tramite la spinta popolare a far attribuire a queste Regioni forme di autonomia legislativa, amministrativa e finanziaria paragonabili a quelle finora previste per le sole cinque Regioni speciali (non a caso, tramite apposite leggi costituzionali). Qualcosa di palesemente molto diverso da quanto si sottopone al voto popolare, tanto che viene spontaneo rilevare che vicende del genere mettono in evidenza il pericolo che così si stia tentando di abusare degli istituti di democrazia diretta, in conformità alla diffusa tendenza di almeno alcune classi politiche a manipolare il corpo elettorale.

Quanto al nostro regionalismo, ogni riforma è ovviamente proponibile, seppur nell’ineludibile rispetto del principio dell’unità nazionale di cui all’art. 5 della Costituzione, ma certo occorrerebbe in via preliminare aprire un ampio e generale confronto culturale e politico in materia, sulla base di quanto si è sperimentato nel bene e nel male nella nostra esperienza, che ormai si sviluppa da molti decenni. Non solo occorrerebbe tener conto anche del difficile funzionamento, unanimemente riconosciuto, del famoso Titolo V della nostra Costituzione, ma anche considerare, insieme alle responsabilità centralistiche, i non pochi limiti evidenziati dalle classi dirigenti regionali e locali.

Appare comunque molto dubbio che si possa progettare che due delle maggiori Regioni italiane mutino radicalmente la loro condizione senza che ciò investa anche la condizione delle altre Regioni e dell’intero sistema delle autonomie territoriali. E ciò – tanto più – forzando la volontà dei cittadini delle due Regioni.

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vivicentro/Referendum per l’autonomia: uso, o abuso, degli istituti di democrazia diretta
lastampa/Referendum, le false ambizioni UGO DE SIERVO

Rischio imboscata per la legge elettorale

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La legge elettorale incassa le prime fiducie mentre nelle piazze che circondano il Parlamento a Roma sfila la protesta. Sono piazze, al plurale, perché c’è il Movimento Cinque Stelle e ci sono le sinistre. “Non s’era mai vista una distanza più siderale, ben oltre quei pochi metri da cui le manifestazioni erano separate”, scrive Mattia Feltri che è andato a studiare i manifestanti. In Aula i voti continuano nel timore di imboscate dei franchi tiratori. Il presidente emerito Giorgio Napolitano non cela i dubbi sulla legge sottoposta a fiducia.

E la rabbia della piazza grillina non salva Bersani: “A mummia”

Viaggio nell’incomunicabilità dei due eventi di M5S e sinistra

ROMA – L’attimo di massima comunione: due canuti che non hanno finito le munizioni, arrivano dalla piazza davanti a Montecitorio dei cinque stelle, due minuti a piedi e sono al Pantheon proprio mentre spunta Pierluigi Bersani. Devono esprimergli tutta la stima, se non altro per la battaglia condivisa: «A mummiaaa». E certo: la mia piazza è più piazza della tua.

E in effetti non s’era mai vista una distanza più siderale, ben oltre quei pochi metri da cui le manifestazioni erano separate, i pochi minuti fra l’eclissarsi della prima e il sorgere della seconda: come se l’onda d’energia si fosse esaurita.

S’era invece abbattuta all’ora di pranzo sulle transenne che tenevano i cinque stelle al di qua di Montecitorio. Uomini e donne su con gli anni, si intende intorno alla sessantina, tendevano le mani verso il palazzo delle frodi, un atto di disperata speranza, e di ultima minaccia. L’ululato: «Fuori! Fuori!». Infami, ladri di democrazia, abusivi. Mi chiamo Domenico, strilla uno all’orecchio. Di cognome? Turano, romano, pensionato. Ha con sé un libretto della Costituzione furiosamente sottolineato, righe gialle rosa blu. Qui c’è un conflitto fra poteri, strilla ancora, e sfoglia, articolo 72, modalità di voto: incostituzionale! Uno da dietro punta l’indice, Boldrini assassina, scrivilo scrivilo, servo! Due di Caserta portano via il cronista, Gaetano Sanfelice e Gerardo Sorice, sono iscritti al meetup, hanno addosso le rotondità di una lunga vita, il sorriso affabile, ascolta noi, dicono. Sono partiti stamattina per guadagnarsi la prima fila. La sanno lunga, loro: questi qui difendono le poltrone e niente altro, ecco perché siamo qui, sono l’immondizia, come Casini che ha cambiato tremila partiti – veramente non è vero, Casini no – ma fa lo stesso, sono tutti uguali, ecco perché siamo qui. È la bolgia che risucchia tutto. Uno sulla trentina, uno dei più giovani, cinge le spalle del cronista, nel tumulto trova l’intimità a un centimetro dal naso: il capitalismo finanziario ha paura soltanto dell’insurrezione del popolo, e noi faremo l’insurrezione, io che altro devo fare nella vita se non l’insurrezione? Sono sei anni che cerco lavoro – come ti chiami? – allora non hai capito, mi chiamo piazza, popolo, Movimento cinque stelle, e sono incazzato nero.

Poi il sole era andato via da un po’, e di fronte al Pantheon era stato tirato su un palchetto. Attorno sventolavano bandiere rosse, tutte uguali, se non fosse per le sigle, Sinistra italiana, Possibile, Mdp, Rifondazione, un placido arrendersi al tempo e al vento, fumo di pipa, tweed, cravatte disegno cachemire, Massimo D’Alema dice che il Pd logora la democrazia, sfilano come su un nastro trasportatore vecchi leader dotati dell’intera casistica dei congiuntivi, Gavino Angius, Gugliemo Epifani, Vincenzo Visco, Corradino Mineo, la corteggiatissima Anna Falcone, un attempato signore illustra la svolta di Fiano Romano dove l’intera giunta ha lasciato il Pd per Mdp, lui compreso, che conobbe gli anni ruggenti di Pci. Si chiama Giuliano Ferilli, è il babbo di Sabrina. Un ragazzo con una bella barba, ha ventotto anni, si chiama Andrea Mazzoni, dalemiano di Perugia, conta si possa costruire una sinistra di popolo radicata in una cultura di governo. Ha un elegante berretto di feltro, maglione di lana sotto la giacca. Un signore immobile reca un cartello con scritto «proporzionale puro». Mi chiamo Claudio Giambelli, sono pensionato di Roma, vorrei dare una struttura sociale e politica basata su dei fondamenti reali. Accanto a lui c’è una signora di 65 anni, mi chiamo Susanna Fratalocca, penso tutto quello che dice Tomaso Montanari, e mi dispiace che qui non ci siano giovani, i giovani in piazza non ci vanno più, le mie figlie non voteranno, dicono che non gli interessa. Sorride amara.

Com’è già distante la furia. Quando davanti a Montecitorio la calca aveva preso di colpo a ondeggiare, a ruggire. Uno ha il collo che esplode, maiale! maiale! Ma sul palco non c’è nessuno – chi sta parlando? – stanno trasmettendo l’aula, dice, credo sia Salvini, il bastardo – no, Salvini no, è europarlamentare. Guarda storto, sono maiali, solo maiali. Si alzano fogli con scritto no all’obbligatorietà vaccinale, un vassoio di cartone dorato con scritto reddito di cittadinanza, una donna di Rieti, sulla sessantina, Silvana Manganero, dice di essere venuta col marito perché ha visto su Facebook l’appello di Alessandro Di Battista che era così giù di corda, accidenti. Siamo venuti perché vogliamo un Parlamento costituzionale. Fuori / la mafia / dallo Stato / fuori / la mafia… Saltellano anziane signore minute e brizzolate, uomini sui cinquanta con t-shirt Harley Davidson, Heineken, Keep Calm che andiamo al governo, I love Formentera, hanno capelli lunghi e code bianche e magliette dei Kiss, residuato del metal novecentesco, giacche di jeans, poche ragazze con le unghie e le scarpe brillantinate, spazzano via tutto con applausi fragorosi quando la Camera viene dichiarata fascista, e sbraitando sul nome dell’ultimo nemico, Sergio Mattarella. Ci avete rotto i coglioni. Vi butteremo fuori a calci in culo. Onestà! Onestà! Faremo la veglia, dicono, staremo qui fino a domani, finché serve. E di là, al Pantheon, era già tutto vuoto, restituito ai turisti, s’era spento giusto un sussulto su Bella Ciao, versione dei Modena City Ramblers; e belle signore avevano ballato in tondo tenendo per mano i mariti, alla gioiosa memoria.

vivicentro.it/politica
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lastampa/E la rabbia della piazza grillina non salva Bersani: “A mummia” MATTIA FELTRI

Trump che abbaia

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Per essere ammessi al club dei Rispettabili bisogna ribadire a ogni piè sospinto che Trump è il nemico numero uno dell’umanità. Macron può prendere in giro gli operai in sciopero e rimane uno statista illuminato. Trump invece è responsabile di ogni sciagura, comprese quelle minacciate dagli altri. L’ultimo ad attaccarlo è stato Eminem, il leggendario rapper che abita da vent’anni sotto il cappuccio di una felpa. Gli ha dedicato una canzone dove l’epiteto più gentile è «kamikaze nucleare». Come se a minacciare sfracelli atomici fosse stato Trump e non il dittatore nordcoreano. Ma sul feroce comunista asiatico nessuno spende una parolina o una parolaccia. Forse perché è comunista. O forse perché è asiatico, e in Occidente vige la regola che si può parlare male solo di chi sta con i cowboy. Trump è un marchio d’infamia e insultarlo equivale a un paternoster che monda da ogni peccato. Al suo ministro degli Esteri, considerato fin qui un infiltrato dei russi, è bastato dargli dell’imbecille per trasformarsi in statista. E possiamo immaginare che cosa si sarebbe detto e scritto se Harvey Weinstein, il produttore hollywoodiano che saltava addosso a qualsiasi scollatura, fosse stato amico e finanziatore del gel di carota della Casa Bianca, anziché di Obama. Intendiamoci. Trump è un truce affarista che frega il prossimo suo da quand’è nato, e senza neanche il tratto umano di Berlusconi. Non è per questo che dà fastidio, ma perché ha saputo parlare agli impoveriti. Quelli che il club dei Rispettabili ha smesso di ascoltare da tempo.

Massimo Gramellini / Trump che abbaia – corrieredellasera

Sicula Leonzio-Juve Stabia: nell’ultimo confronto vespe corsare a Lentini. Tutti i precedenti (video)

Negli ultimi due confronti, le vespe hanno espugnato il Nobile di Lentini

Sicula Leonzio e Juve Stabia, si sono affrontate in gare di campionato allo stadio Angelino Nobile di Lentini seppur con denominazioni diverse otto volte, bilancio in perfetta parità con tre vittorie dei bianconeri, due pari (entrambi senza reti) e tre vittorie per i gialloblù. Questi i dettagli:

– 1957 / 1958 – Campionato Nazionale Interregionale girone ‘ H ‘

11° giornata di ritorno: LEONZIO – JUVE STABIA 1 – 0.

– 1959 / 1960 – Campionato Nazionale Interregionale girone ‘ F ‘

2° giornata d’andata: LEONZIO – JUVE STABIA 2 – 1 la rete dei gialloblù fu messa a segno dal centrocampista stabiese di nascita Jone SPARTANO (foto).

– 1978 / 1979 – Campionato Nazionale di Serie D girone ‘ F ‘

6° giornata d’andata: LEONZIO – JUVE STABIA 1 – 4 le reti delle vespe si concretizzarono con un autorete, una doppietta dell’attaccante Giovanni FUMAROLA e ancora con l’attaccante Flaminio DE BIASE.

– 1988 / 1989 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ D ‘

12 marzo 1989 – 7° giornata di ritorno: ATLETICO LEONZIO – JUVE STABIA 0 – 0.

– 1991 / 1992– Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ D ‘

15 settembre 1991 – 7° giornata di ritorno: ATLETICO LEONZIO – JUVE STABIA 0 – 0.

– 1992 / 1993 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ D ‘

31 gennaio 1993 – 17° giornata d’andata: ATLETICO LEONZIO– JUVE STABIA 3 – 1 (arbitro Carlo Nepi di Viterbo) il gol della “bandiera” delle vespe fu messo a segno dal mediano Marco NOVIELLO.

– 1993 / 1994 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone ‘ B ‘

10 ottobre 1993 – 5° giornata d’andata: LEONZIO – JUVE STABIA 0 – 1 (arbitro Leonardo Ciambotti di Empoli) per i gialloblù l’ala destra Gennaro PIZZO fu il matchwinner (video).

– 2002 / 2003 – Campionato Nazionale di Serie D girone ‘ I ‘

23 febbraio 2003 – 7° giornata di ritorno: LENTINI – COMPRENSORIO STABIA 1 – 2 i due gol dei gialloblù furono messi a segnano dall’attaccante Vncenzo GAROFALO e l’altro attaccante argentino Luis Eduardo CHABAT.

Giovanni MATRONE

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Violenta una minorenne, un giovane di 26 anni finisce in manette

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Violenta una minorenne, ventiseienne in manette

Un giovane di 26 anni è stato arrestato dai carabinieri a Castel Volturno, con l’accusa di violenza sessuale su una minorenne. Il ragazzo è stato preso dalla propria abitazione su ordine del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Secondo le ricostruzioni gli abusi sarebbero accaduti nell’ottobre 2016. Il 26enne, sotto l’effetto di droga, avrebbe violentato la ragazza di 15 anni, all’interno di un’abitazione di Castel Volturno. Dopo l’accaduto, la vittima è stata sistemata in una struttura protetta. Con il supporto di psicologi infantili, la vittivma ha trovato la forza di raccontare l’incubo vissuto. Le sue parole sono state poi verificate dai carabinieri.

Caso Denise, la procura chiede nuovi esami

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La Procura di Marsala ha inviato al Ris dei carabinieri di Messina le impronte rilevate dagli investigatori, in vari luoghi e su diverse auto, dopo la scomparsa, a Mazara del Vallo l’1 settembre 2004, della piccola Denise Pipitone. Adesso, grazie ad alcune nuove metodologie, è possibile rilevare tracce di Dna anche dalle impronte digitali.
Questi nuovi accertamenti, chiesti dall’avvocato di parte civile Giacomo Frazzitta e da Piera Maggio, madre di Denise, mirano ad accertare la possibile presenza di Denise in qualche luogo o su qualche auto dopo il sequestro. Il legale e Maggio avevano chiesto accertamenti su alcune impronte, mentre la Procura ha esteso l’esame per tutte le impronte a suo tempo rilevate. La decisione della Procura, di fatto, riapre l’inchiesta.

/Fonte ANSA

Foto – Arriva la smentita di Jorginho: “Solo per essere ben chiaro, io non ho mai fatto nessuna telefonata”

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Sulla presunta chiamata alla FIGC da parte di Jorginho sulla mancata convocazione, arriva anche la smentita del giocatore tramite Instagram. Questo il suo messaggio pubblicato sul social : “Solo per essere ben chiaro, io non ho mai fatto nessuna telefonata“.

Di seguito la foto della smentita di Jorginho:

 

Allarme igienico-sanitario: grossi topi a scuola, i genitori protestano

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Succede all’istituto comprensivo “Perna-Alighieri” di contrada Baccanico ad Avellino dove ratti di grosse dimensioni si aggirano, senza però varcare la soglia, a pochi passi dalla porta d’ingresso.
È allarme igienico-sanitario. Infatti, la presenza dei roditori è costante e in continua espansione fin dall’inizio dell’anno scolastico soprattutto nei giardini all’esterno dell’edificio, destando sempre maggiore preoccupazione tra i genitori dei piccoli alunni. Nonostante le ripetute segnalazioni, ancora nessun provvedimento è stato preso né da parte della direzione scolastica né dall’amministrazione comunale. I genitori, quindi, sono pronti a forme di protesta, a cominciare dall’assenza ad oltranza dalle lezioni.

/Fonte il Mattino

Arrestati quattro giovani per possesso di marijuana

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Quattro giovani  in manette per possesso di marijuana

Dopo il raccolto erano quasi pronti per terminare le fasi di essiccazione della marijuana per poi rivenderla  realizzando un ingente incasso, ma i carabinieri sono intervenuti prima che il piano si realizzasse.

A finire arrestati, a Minturno  in provincia di Latina,  sono in quattro: Michele De Vivo, di 36 anni di Sessa Aurunca e di tre uomini del Napoletano, ossia Giovanni Simeoli, 28enne di Giugliano in Campania, Emilio Mazzarella e Adriano Siciliano, rispettivamente di 29 anni e 37 anni, ambedue di Marano di Napoli.

I quattro sono stati trovati dai militari della Compagnia di Sessa Aurunca mentre erano occupati ad essiccare oltre  800 piante di marijuana alte più di 2 metri e dal peso di oltre una tonnellata all’interno di un capannone in lamiera. Gli spacciatori avevano organizzato tutto con metodi industriali per massimizzare i ricavi. I carabinieri hanno anche sequestrato anche l’attrezzatura utilizzata.

Barano: Rizzo illude, ma Scarparo regala la qualificazione al Giugliano

A cura di Simone Vicidomini

Il Barano nel pomeriggio di ieri allo stadio “Don Luigi Di Iorio” ha tentato di rimontare il 2-0 della partita di andata in Coppa Italia contro il Giugliano. Gli aquilotti hanno davvero creato pochi occasioni da gol. Stesso discorso vale per gli avversari che oltre la palla gol che ha fruttato l’1-1 finale non hanno impensierito più di tanto i locali. I bianconeri scesi in campo con la presenza di tanti under,e privi di tanti titolari nonostante ciò erano riusciti a trovare il gol del vantaggio,grazie ad un rigore di Rizzo. ( L’attaccante ieri ha dimostrato di essere davvero in forma e meriterebbe molto più spazio in campionato). Un gol che ha cambiato nettamente la gara,anche perchè i padroni di casa hanno tentato il tutto per tutto per cercare di allungare la gara ai tempi supplementari. A porre fine il sogno, è stato l’ennesimo gol subito da calcio piazzato con Scarparo che di testa ha trovato il pareggio,inoltre c’è da aggiungere l’espulsione davvero ingenua di Trani,fattosi espellere a 10′ dal termine per una reazione eccessiva proprio con l’autore del gol del pareggio del Giugliano. Il Barano così ieri ha saluto la Coppa Italia, un impegno che per il tecnico Monti toglieva soltanto spazio per poter lavorare durante la settimana con i propri ragazzi per cercare di raggiungere l’obiettivo della salvezza.

Barano-Giugliano in campo

LE FORMAZIONI – Monti deve fare a meno di Martucci (febbricitante) e manda Angelo Arcamone, Kikko Arcamone e Billoncino in tribuna. Il tecnico schiera il Barano con un 4-5-1 che vuole Di Chiara a difendere la porta e la linea difensiva formata da Errichiello, Trani, Chiariello ed Accurso. Il folto centrocampo vede Di Massa, Esposito (l’uomo di coppa), Ferrari, Capone e Filosa, mentre in attacco c’è il solo Rizzo. Sugli spalti presente anche Gabriele Festa, esterno in prova alla società bianconera. Sul versante opposto, Amorosetti schiera il suo Giugliano con un 4-3-3 che prevede Speranza fra i pali e la difesa formata da Arenella, Scarparo, Castaldo e Narciso. A centrocampo ecco Cirino, Eligibile e Maisto, mentre ina anti ci sono Del Grande e Vasca, appoggiati da Mascolo.

La Sintesi. Il primo affondo della gara è del Giugliano, che conquista un calcio d’angolo dopo una azione sulla destra. Al 6’ bella azione personale di Rizzo, che prova a superare l’intera difesa avversaria arrivando fino al limite dell’area ma la sua conclusione è debole. Al minuto 13 una buona ripartenza del Giugliano si spegna con un errore sul cross di Mascolo, che era riuscito a penetrare in area sulla sinistra. Al 17’ Billone è costretto a cambiare Esposito con Cuomo: evidentemente il centrocampista ha subito un infortunio in queste prime fasi della gara. Il neo entrato si posiziona esattamente dove agiva lo sfortunato compagno. Al 22’ una improvvisa conclusione di Ferrari da 25 metri, su respinta della difesa ospite conseguente ad una tentata penetrazione di Trani, termina non molto lontana dal sette della porta difesa da Speranza. Il ritmo della gara non decolla, ma è la squadra di Amorosetti a tenere maggiormente il possesso della sfera. Al minuto 32, ottima palla dal centrocampo per Rizzo, che al limite sulla destra entra in area ma si allarga troppo e spreca tutto con un cross fuori misura. Al 37’, il Barano riparte su un calcio d’angolo per il Giugliano, Di Massa serve Capone che la da a Rizzo, la punta prova a penetrare nella difesa ospite ed arriva al limite dove scaglia un bel sinistro che va di poco al lato. Passano 60 secondi e c’è un duro intervento della difesa del Giugliano su Di Massa entrato sulla sinistra: qualcuno grida al rigore, ma l’intervento, seppur maschio, è sulla palla. Al minuto 42, Del Grande, lanciato in area del Barano da Cirino, si lascia cadere troppo facilmente dopo un contatto di gioco con Trani e si becca il giallo per simulazione dal direttore di gara che, dopo un minuto di recupero, manda le squadre a dissetarsi negli spogliatoi. La ripresa si apre con un cambio nelle fila del Barano: esce Di Massa, piuttosto evanescente nel primo tempo, ed entra Scritturale, che si posiziona da interno liberando Cuomo (che si becca subito una ammonizione) per la fascia. Poco dopo, per un fallo sulla tre quarti ai danni di Eligibile, un giallo se lo becca anche Trani. Sulla punizione seguente, Maisto serve perfettamente Scarparo a due passi da Di Chiara, ma la sua conclusione al volo di sinistro coglie in pieno la traversa. Siamo al 51’. Al 56’ azione del Giugliano sulla sinistra, cross e conclusione al volo un po’ sbucciata di Del Grande che Di Chiara smorza, sulla palla si avventa Vasca che viene fermato in angolo. Al minuto 59 arriva un cambio per parte: Amorosetti toglie Castaldo ed inserisce Coppola, mentre Monti sostituisce Chairiello con Di Costanzo. Al62’ conclusione proprio di Coppola dai 20 metri, Di Chaira para con facilità. Un minuto dopo, bella apertura di Ferrari per Cuomo, che evita il diretto avversario e crossa solo leggermente lungo per l’accorrente Filosa. Fra il 66’ed il 67’ un altro cambio per parte: Billone toglie Filosa ed inserisce Romano, mentre Amorosetti manda negli spogliatoi Cirino per mandare nella mischia Palma. Al 70’ calcio di rigore per il Barano: fallo di Misto su Romano e l’arbitro decreta il penalty. La battuta della massima punizione è affidata a Rizzo che spiazza benissimo Speranza. Il Barano entra in corsa per la qualificazione. Il Giugliano prova a replicare e su una punizione dall’altezza del vertice sinistro dell’area è bravo Ferrari a deviare la conclusione ospite in angolo. Al minuto 80, dopo un duro scontro, a gioco fermo e sotto gli occhi dell’arbitro, Trani spintona Scarparo e si fa espellere dall’arbitro. Grossa ingenuità del difensore bianconero. Un minuto più tardi, sugli sviluppi di una punizione dalla destra, arriva la rete del Giugliano: Scarparo appoggia in rete il servizio di testa di un compagno che ha colpito dal secondo palo. La rete non spegne le velleità ospiti, che proseguono a tenere il pallino del gioco e provano ad ottenere la vittoria. La gara si chiude con un bel tentativo di Cuomo, che prova a trovare il gol su un calcio di punizione dalla destra molto simile ad un corner corto. Barano e Giugliano pareggiano e la squadra del presidente Sestile va agli ottavi.

Il calcio di rigore messo a segno da Rizzo per il Barano

BARANO                1

GIUGLIANO 1928 1

BARANO (4-5-1): Di Chiara, Errichiello, Accurso (82’ Migliaccio), Ferrari, Chiariello (59’ Di Costanzo), Trani, Filosa (66’ Romano), Capone, Rizzo, Esposito (17’ Cuomo), Di Massa (46’ Scritturale). A disposizione: Migliaccio. All.: Giuseppe Monti

GIUGLIANO 1928 (4-3-3): Speranza, Arenella, Scarparo, Cirino (67’ Palma), Castaldo (59’ Coppola), Narciso, Maisto, Eligibile, Del Grande (74’Tarallo), Mascolo, Vasca. A disposizione: Navarra, Barra, Aprile. All.: Ciro Amorosetti

Arbitro: Saverio Esposito di Ercolano (Assistenti: Daniele Luciano e Gianluca Guerra di Nola)

Reti: 71’ Rizzo rig. (B), 81’ Scarparo (G)

Ammoniti: Cuomo e Trani (B); Del Grande (G)

Espulso all’ 80’ Trani (B)

Calci d’angolo: 1-6

Recupero: 1’ p.t., 3’ s.t.

Spettatori 100 circa, con una discreta rappresentanza ospite

Di Salvo (“La Sicilia”): “Leonzio- Juve Stabia, ritorno al passato…”

Nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese” programma a cura della nostra redazione, abbiamo avuto il piacere di sentire il collega Salvatore Di Salvo del giornale “La Sicilia” per fare il punto della situazione e presentare al meglio il match di sabato tra Sicula Leonzio e Juve Stabia. Ecco le sue dichiarazioni:

“Sicula Leonzio- Juve Stabia è un ritorno al passato, le due squadre non si incontrano dal 1993, anno in cui entrambe furono promosse in C. Ora si affrontano di nuovo e dispiace che non si giocherà al Nobile di Lentini. La Lega ha vietato alla società di patron Leonardi di utilizzare lo stadio della propria città. Lo stadio è vecchio stile e va ammodernato, altrimenti la Lega non darà il nullaosta. Ha fatto giocare le prime gare al Nobile prima di costringere i bianconeri ad emigrare a Catania, dove si disputerà la gara con le vespe. La Leonzio ha fatto un mercato di buon livello, la rosa allestita è di qualità, sono arrivati tutti giocatori nuovi rispetto alla passata stagione. La società ha fatto una cavalcata pazzesca che l’ha portata nel calcio che conta nel giro di pochissimi anni. Quest’anno sono arrivati giocatori forti come ad esempio Arcidiacono o Marano, ex Stabia, ed ora si aspettano i risultati che finora, però, sono stati altalenanti. La vittoria con il Matera e il pari di Trapani non sono stati poi seguiti da altri buoni risultati da parte dei ragazzi di Rigoli. Va rivista un po’ la difesa che ha mostrato qualche crepa finora. Lo staff sta preparando al meglio la gara di sabato al Massimino contro la Juve Stabia. La gara inizierà alle 14.30 e si giocherà, purtroppo, a porte chiuse. Sia i tifosi, che lo staff, stanno pressando affinchè i tifosi possano tifare i propri beniamini. E’ molto triste far giocare a porte chiuse una partita che non si disputava da anni. I lentinesi e i catanesi sono in ottimi rapporti e non capisco il perchè si giocherà a porte chiuse. Tra l’altro, la settimana prossima, si giocherà Catania- Sicula Leonzio e non ci saranno le porte chiuse: misteri del calcio. I tifosi bianconeri hanno tanta voglia di calcio dopo alcuni anni bui e davvero è insensato negargli la possibilità di incitare la propria squadra del cuore. Nelle prime due gare in casa c’è stata una grande risposta da parte dei tifosi, i quali vogliono ringraziare la società che tanto ha fatto bene per la Sicula Leonzio. La formazion? Rigoli ha utilizzato spesso il 4-3-3, suo modulo di base. Nella rosa spiccano sicuramente Arcidiacono, Esposito, Gammone e Marano, Davì, tutti ex Juve Stabia, più altri giocatori di qualità come Tavares, Narciso, Camilleri e Bollino. Credo che la squadra sia buona e che, man mano, risalirà la classifica”

Bliz dei Nas a Melito, sequestrati diversi chili di frutta secca

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Bliz dei Nas a Melito, sequestrati diversi chili di frutta secca

Melito –  Il Nas di Napoli ha effettuato  a Melito, presso una rivendita di vini, liquori e generi alimentari, un’ispezione igienico-sanitaria terminata con il blocco dell’uso di tre locali destinati a deposito estoccaggio di vini e alimenti, perchè i gestori dell’esercizio non hanno mostrato le autorizzazioni previste. Inoltre i locali non presentavano i requisiti minimi strutturali previsti dalla legge.

I Nas hanno procenduto anche con il sequestro di  oltre 100 litri vino e diversi chili di frutta secca perchè non possedevano le documentazioni relative alla rintracciabilità dei prodotti.

Caso Lucioni, il medico sociale ammette la sua responsabilità

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Il medico sociale del Benevento, Walter Giorgione, ha ammesso le sue responsabilità davanti alla Procura antidoping di Nado Italia dove nella giornata di oggi è stato ascoltato sulla positività all’anabolizzante Clostebol riscontrata al capitano giallorosso Fabio Lucioni. Da quanto emerge dall’audizione di oggi che si è tenuta negli uffici dello stadio Olimpico di Roma, l’ultima prevista dalla Procura che antecedentemente aveva già ascoltato il calciatore. Il medico del Benevento ha ammesso di aver applicato uno spray cicatrizzante con all’interno la sostanza incriminata, puntualizzando che possedeva personalmente il farmaco non essendo dunque nella disponibilità del Benevento. Chiusa l’inchiesta, si attende ora la decisione della Procura sul probabile deferimento del giocatore e dello stesso medico. Nonostante sia stata appurata l’assenza di dolo, pesa su Lucioni il precedente simile della fondista norvegese Therese Johaug, successivamente condannata al Tas di Losanna nonostante avesse dimostrato la sua buonafede.

A riportare la notizia è l’Ansa

 

Hashish e cocaina in casa: arrestato giovane di Acerra

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Aveva nascosto più di 7 etti di hashish sotto al letto: un giovane di Acerra è stato scoperto dai carabinieri dell’aliquota operativa della compagnia di Castello di Cisterna. Trovato anche 1,5 grammi di cocaina divisi in dosi tenute in un bussolotto e 310 euro in contante e un bilancino elettronico. Arrestato: è ai domiciliari.

/Fonte il Mattino

Modugno: “Il Napoli è sempre partito ambizioso, i calciatori sanno che questo può essere l’anno giusto”

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Francesco Modugno, giornalista di Sky Sport, è intervenuto a ‘Radio Goal’ in onda su Radio Kiss Kiss Napoli: “Facce serie a Castel Volturno, tutti sanno che affronteranno una grande squadra. Segnale importante da parte di Sarri, chi ha giocato ieri oggi sarà in campo. Subito doppia seduta, è un messaggio dell’allenatore per i suoi giocatori. Il Napoli è sempre partito ambizioso, quest’anno i calciatori sanno che dentro di loro può essere l’anno giusto“.

Laudisa: “La distanza tra Ghoulam e il Napoli sulla clausola non è enorme”, i dettagli

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A Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete” è intervenuto il giornalista della Gazzetta dello Sport Carlo Laudisa: “La distanza tra Ghoulam e il Napoli sulla clausola non è enorme: il calciatore vorrebbe fosse di 25 milioni mentre il Napoli 35 milioni. C’è stato questo famoso patto nello spogliatoio che quest’anno vuole vincere qualcosa per cui si pensa in positivo. Questa stagione è iniziata sotto i migliori auspici per cui la squadra pensa soprattutto a finirla nel migliore dei modi. La clausola di Sarri ha una finestra: a maggio e bisognerà aspettare quella data e quindi la fine del campionato per capire cosa farà l’allenatore”.