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Gli studenti dello Sturzo scendono in piazza contro l’alternanza scuola lavoro

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Castellammare di Stabia – Gli studenti dell’ITS “Luigi Sturzo” domani si preparano, come tanti studenti italiani, a scendere in piazza per manifestare il loro dissenso verso i percorsi di ” Alternanza Scuola  Lavoro ” attivati dal Ministero della Pubblica Istruzione nell’ambito della legge 107 (Buona Scuola) del 13 luglio 2015.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di uno dei rappresentanti del consiglio di istituto componente studenti:

13 OTTOBRE: UNISCI AL NOSTRO CORO, MANIFESTA CONTRO L’ALTERNANZA SCUOLA – LAVORO. PER UN GIORNO USA LA TUA LIBERTA’ DI PENSIERO. OGGI INVESTI BENE IL TUO TEMPO, VIENI CON NOI IN PIAZZA, ABBANDONA PER UN ATTIMO IL BANCO DI SCUOLA, FAI SENTIRE LA TUA VOCE!

Siamo gli studenti dello Sturzo che come tanti studenti in Italia abbiamo conosciuto le conseguenze della “Buona Scuola” che di buono ha solo il nome. Siamo quelli che sono stati presi in giro per l’ennesima volta

Ci hanno raccontato che l’alternanza scuola – lavoro sarebbe servita per la propria formazione, rivelandosi invece solo una perdita di tempo.

Tempo che abbiamo sottratto allo svago e allo studio curriculare, costringendoci a studiare anche di notte pur di rimetterci al passo con tutte le materie.

Tutto questo perchè qualcuno ha deciso per noi.

Siamo studenti che stanno imparando a cambiare e che vogliono cambiare il mondo! Con lo studio vogliamo avere le basi per creare il lavoro del domani. Si, abbiamo dei sogni e dei desideri che non possono essere infranti in percorsi che non hanno nulla di formativo. Ci meritiamo un progetto di Alternanza diverso da quello visto finora: non vogliamo essere sfruttati dalle aziende che inquinano i nostri territori, licenziano i nostri genitori e fanno affari con le mafie!

Noi siamo il presente, il futuro delle nostre città e della Nazione!
Siamo stufi di lavorare d’estate 8 ore sotto il sole per guadagnare qualche soldo. E’ arrivato il tempo del nostro riscatto!

Se ancora si vuole parlare di Alternanza vogliamo, come proposto da tutti gli studenti italiani, uno statuto che ci garantisca la gratuità e la qualità dei percorsi di Alternanza e un “codice etico” da imporre ad ogni azienda per tutelare la nostra figura e la nostra dignità in genere.

Abbiamo troppe volte subito le decisioni altrui, ora vogliamo essere artefici del nostro destino, valutando noi i percorsi di Alternanza da attivare che ci permetteranno davvero di imparare qualcosa da utilizzare nel mondo del lavoro.

Noi dello Sturzo siamo più di mille studenti e siamo una goccia rispetto al milione di studenti italiani, ma anche noi siamo d’accordo nel lanciare una provocazione che sarà il filo conduttore della manifestazione in tutta Italia:

“Il 13 Ottobre non andare a fare alternanza, e partecipa allo “sciopero alla rovescia”, andiamo nelle piazze e parliamo con tutti gli studenti, anche del biennio, parliamo con i nostri genitori, con i docenti, con gli operatori, parliamo con chi lavora nel posto in cui facciamo alternanza, apriamo le scuole il pomeriggio, incontriamoci in un parco e facciamo vedere cosa significa formarsi.

Il 13 Ottobre creiamo l’alternanza degna, rovesciamo questa alternanza- sfruttamento e inventiamo nuove forme di protesta, prima di abituarci senza accorgercene, prima di diventare dei Robot.
Noi siamo l’ultimo anello della catena, quello che rompendosi la fa spezzare!”

Studenti dello Sturzo facciamo anche noi la storia, aderiamo in massa a questo bellissimo movimento di protesta. Mi raccomando non startene a casa ma viene al nostro fianco per far sentire anche la tua voce di protesta, per far capire a tutti che siamo davvero stanchi ma anche molto compatti.

E’ arrivato il momento di far capire a tutti che non siamo dei “bamboccioni”, come spesso ci definiscono!

F.to Armando Barretta

La caduta di Berlusconi nel 2011

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I documenti dell’ambasciata americana a Roma rivelano che alla fine dell’estate del 2011, prima dalla caduta di Silvio Berlusconi, due importanti membri del suo esecutivo, avevano espresso un timore: “Il governo non ce la farà”. Facendo capire a Washington che la sorte dell’esecutivo era segnata. David Thorne, ambasciatore Usa a Roma, trasmise il messaggio alla Casa Bianca.

Due ministri di Berlusconi confidarono agli Usa: “Il governo non ce la farà”

Le rivelazioni nei rapporti dell’ambasciatore Thorne: manovra debole, finiremo come la Grecia

NEW YORK – Alla fine dell’estate del 2011, almeno due importanti membri del governo Berlusconi temono che l’Italia abbia bisogno di un salvataggio imposto e gestito dall’Europa, per evitare il collasso economico. In sostanza un «bail-out» sul modello di quelli varati per commissariare la Grecia, ma inevitabilmente più pesante. Ne parlano allarmati con l’ambasciatore statunitense David Thorne, che riporta le loro preoccupazioni a Washington attraverso i suoi rapporti. L’emergenza scatta proprio nei giorni in cui alcuni alti funzionari europei, secondo la testimonianza del segretario al Tesoro Geithner, propongono a Obama di evitare il disastro facendo cadere Berlusconi.

La prima fonte

Il primo cable, che La Stampa ha ottenuto nel rispetto delle leggi americane, è classificato «sensitive» e parte il 31 agosto. Il governo ha appena varato la nuova manovra da 60 miliardi di euro, ma una fonte anonima dell’esecutivo avverte Thorne che «la seconda misura di austerity potrebbe rallentare la crescita economica italiana ancora di più. L’interlocutore ci ha detto che il governo ha messo insieme la nuova manovra in risposta a condizioni del mercato fuori dal controllo dell’Italia». La situazione è davvero drammatica, perché la fonte dell’ambasciatore gli confida che «i numeri sulla crescita usati come base per i pacchetti di austerità varati a luglio e agosto sono superati ed eccessivamente ottimistici. Lui teme che gli investitori smettano di comprare i bond italiani di lungo termine, perché gli acquisti del debito di Roma fatti dalla Banca centrale europea sui mercati secondari hanno generato una rendita artificialmente bassa».

“Italia sotto tutela”  

L’Italia, secondo la fonte governativa di Thorne, è di fatto già sotto tutela: «La manovra di luglio avrebbe condotto al pareggio di bilancio entro il 2014. Purtroppo – dice l’interlocutore – il peggioramento nella crisi del debito europeo ha portato a spread allarmanti fra i titoli tedeschi a 10 anni e quelli italiani. Ciò ha generato le richieste di Parigi e Berlino affinché Roma approvasse misure addizionali di austerity per pareggiare il bilancio entro il 2013, in cambio degli acquisti del debito italiano da parte della Bce per stabilizzare le rese. La fonte ha sottolineato che la condizione del mercato che ha portato al secondo pacchetto di austerità era completamente fuori dal controllo di Roma, e non è stata il risultato di problemi economici interni».

L’alto esponente del governo Berlusconi, però, non è convinto dei provvedimenti appena presi dal suo stesso esecutivo: «Ha detto che il secondo pacchetto è debole. Conta troppo sulle entrate fiscali, e rallenterà ancora di più la crescita. Ciò creerà pressione per ulteriori misure di austerity, che innescheranno una spirale macroeconomica verso il basso. Le proiezioni del Pil che verranno pubblicate il 20 settembre ridimensioneranno quelle di agosto. Entro ottobre salirà la pressione per addizionali misure, ma ciò sarebbe politicamente ed economicamente inaccettabile per l’Italia». Il colloquio si conclude con una previsione ancora più drammatica: «Gli acquisti del debito italiano da parte della Bce hanno forse evitato una crisi sui mercati, ma potrebbero costituire il bacio della morte per la capacità di lungo termine del governo di vendere titoli».

La seconda fonte  

Una settimana dopo Thorne incontra un altro esponente del governo, e il tono della conversazione diventa quasi tragico: «Ci ha detto che, senza una soluzione politica europea alla continua crisi dell’eurozona, l’Italia potrebbe avere bisogno di un’assistenza (non specificata) da Bruxelles nel giro di due o tre mesi, che si estenderebbe oltre gli acquisti del debito sovrano da parte della Bce». In altre parole, un «bail-out» alla greca. «Un importante banchiere ci ha detto separatamente di essere molto preoccupato riguardo la capacità dell’Italia e dell’Europa di trovare una via d’uscita. Ha dichiarato che la cancelliera tedesca Merkel è stata irresponsabile a definire fragile l’Italia e paragonarla alla Grecia». Il banchiere suggerisce a Thorne che «l’unica soluzione alla crisi dell’eurozona sarebbe una significativa e credibile dichiarazione politica da parte dei leader europei, che né l’euro, né alcuno dei Paesi dell’eurozona, verranno lasciati fallire. Questa dichiarazione, se seguita da azioni concrete, causerebbe un immediato e permanente balzo dei mercati». Il banchiere sentito dall’ambasciatore americano evidentemente sa di cosa parla, perché prefigura il «whatever it takes» che Mario Draghi, subentrato alla guida della Bce proprio in quelle settimane, pronuncerà il 26 luglio dell’anno successivo.

Il piano dei leader europei

I membri del governo Berlusconi che hanno questo livello di confidenza con Via Veneto si contano sulle dita di una mano, e il momento è così drammatico che il presidente Obama legge personalmente le mail di Thorne, temendo che il collasso di Roma faccia saltare l’euro e riporti la recessione in tutto il mondo. Proprio in questi giorni, secondo quanto ha scritto Geithner nella suo saggio Stress Test alcuni leader europei propongono alla Casa Bianca un piano per far cadere Berlusconi, negando all’Italia i prestiti del Fondo Monetario Internazionale fino a quando lui non andrà via. Obama però rifiuta il complotto.

Il programma del Fmi  

Il 26 ottobre il premier invia una lettera ai colleghi europei, promettendo le riforme necessarie a evitare il collasso. Non convince nessuno, però. E quando il G20 si riunisce a Cannes, il 3 e 4 novembre, Berlusconi diventa l’imputato di un processo all’Italia per la minaccia di recessione globale che sta creando. In questa sede l’Fmi vara il programma di «enhanced surveillance», mettendo Roma sotto tutela.

Il tramonto del governo 

Il 7 novembre Thorne avverte Washington che «il governo Berlusconi si trova davanti alle reale possibilità del collasso. La coalizione ha dato segni di rottura quando diversi parlamentari hanno abbandonato il Polo delle Libertà per unirsi all’Ucd di Casini. Tra i disertori c’era l’ex ministro dell’Interno Pisanu». L’ambasciatore poi rivela un particolare chiave: «Berlusconi ha dovuto fronteggiare la situazione venerdì notte, al ritorno dal G20 di Cannes. I suoi consiglieri più stretti, Gianni Letta, Angelino Alfano, Paolo Bonaiuti e Dennis Verdini, gli hanno detto che potrebbe non avere più la maggioranza, sollecitandolo a considerare un exit plan. Il premier ha giurato di continuare a combattere. Durante il fine settimana ha lanciato un blitz telefonico sui ribelli. Il risultato non è stato positivo, anche se la frenesia continua. Il leader della Lega Maroni ha detto che dovrebbe farsi da parte ora, invece di essere sconfitto in Parlamento. Se non ha più la maggioranza potrebbe apparire chiaro l’8 novembre, quando l’Aula voterà sul rendiconto».

Le dimissioni  

Due giorni dopo, infatti, Thorne invia a Washington un rapporto classificato «confidential», con il titolo «Il sole tramonta sull’era Berlusconi». Nella conta alla Camera il governo ha ottenuto solo 308 voti favorevoli, cioè meno della maggioranza assoluta di 316, e 321 astensioni. Via Veneto tira un sospiro di sollievo: «Le opzioni del presidente Napolitano – spiega l’ambasciatore – includono le elezioni anticipate, o un governo tecnico di ampia base guidato da qualcuno tipo l’economista Mario Monti», che gli americani non hanno mai fatto mistero di stimare.

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lastampa/Due ministri di Berlusconi confidarono agli Usa: “Il governo non ce la farà” PAOLO MASTROLILLI – INVIATO A NEW YORK

Roma, Nainggolan:” Contro il Napoli sarà difficile, ma possiamo battere gli azzurri”

Dopo l’evento “Scuola di Tifo”, ha parlato ai microfoni di Roma TV, il centrocampista giallorosso, Radja Nainggolan. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni: “Ho visto tante facce felici, per me è strano tornare a scuola perché è passato troppo tempo e io andavo male! Per fortuna sono diventato un calciatore e ho lavorato presto già in Belgio per diventarlo e sono stato premiato. Sì l’argomento era il fair play, il valore e il rispetto dell’avversario e in vista della sfida contro il Napoli è importante. Questa è una bella iniziativa e bisogna insegnare questo ai ragazzi, dentro al campo c’è sempre un po’ di rivalità, bisogna sempre andare puliti mettendo la quantità giusta di cattiveria. Per sabato sono tranquillo, bisogna metterci la testa, io personalmente lo faccio in prossimità del match perché poi inizia lì e finisce subito dopo. L’Olimpico spero di vederlo pieno, il Napoli gioca un buon calcio ed è una gara bella da vedere anche da tifoso neutro. L’avversario deve sempre essere rispetto, noi dobbiamo essere consapevoli della nostra forza e del fatto che possiamo farcela”.

Napoli, riprendono i lavori a via Marina nonostante le incertezze degli operai

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Tornano a lavoro gli operai nel cantiere di via Marina a Napoli. Dopo aver avuto rassicurazioni sul pagamento degli stipendi arretrati, i lavori proseguono su uno degli assi viari più critici della città.

«Abbiamo saputo che il responsabile dei lavori nominato da Palazzo San Giacomo» dichiara Massimo Sannino della Filca-Cisl Campania, «ha comunicato all’azienda appaltatrice la rescissione del contratto per mancanza dei requisiti e questo per noi è grave. I lavoratori con grande responsabilità sono tornati ad operare nell’area dei cantieri ma con l’incertezza di sempre. Adesso speriamo che questa questione possa risolversi al più presto e che si possa organizzare un tavolo d’incontro per chiarire modalità e tempi di chiusura del cantiere. Discussione che sino ad oggi non c’è mai stata e che certamente ha creato il caos che ancora oggi viviamo in zona».

/Fonte: il Mattino

L’Arsenal su Maksimovic, ma c’è anche un’italiana

L’Arsenal su Maksimovic, ma c’è anche un’italiana

Come riporta Il Mirror, l’Arsenal starebbe valutando l’ipotesi di avanzare un’offerta al Napoli, a gennaio, per Nikola Maksimovic, difensore serbo. Sul centrale ci sarebbe anche l’Inter di Spalletti. I Gunners avrebbero visionato il calciatore proprio in questa pausa per le nazionali.

Lazio, Parolo: “Siamo all’altezza del Napoli se siamo con la rosa al completo”

Il centrocampista della Lazio, Marco Parolo ha parlato ai microfoni di TuttoSport, ecco le sue parole:“Vogliamo metterci alla prova nella casa della Juventus. Lo Stadium è uno di quei campi dove devi avere qualcosa in più per riuscire a fare risultato e siamo curiosi di provarci”. “Ci crediamo e ci proveremo, perchè abbiamo consapevolezza nei nostri pezzi. Il gruppo è ottimo e il lavoro di Inzaghi ci esalta. Sappiamo che la concorrenza è molto forte, ma sappiamo che possiamo dire la nostra. Anche con il Napoli siamo stati all’altezza fino a quando gli infortuni non hanno spostato gli equilibri. Ma un passo alla volta a cominciare da Torino: non ci andremo come vittime designate”. In nazionale Parolo rivela di aver scherzato con qualche juventino: “Essì, qualche battuta l’abbiamo fatta, tirando in ballo la Supercoppa: a loro è bruciato. Vogliono sempre vincere, come è logico, ma noi siamo stati più bravi. Ci riproviamo sabato, promesso..”.

Zaccheroni: “Il Napoli ricorda tanti bambini che giocano in un parco. Su Mertens e Insigne…”

Le sue parole

Alberto Zaccheroni ha rilasciato un’intervista a Il Mattino:

Grazie a Sarri che ha creato un’organizzazione perfetta. «Grazie a Sarri e alla disponibilita’ dei calciatori. Noi allenatori abbiamo delle idee ma per poterle mettere in pratica ci vuole chi ti segue. Ecco, tutti i giocatori vorrebbero risposte immediate, invece il calcio e’ fatto di tempi e spazi: per gestirli al meglio occorre la ripetitivita’ e per questo sono necessari fasi piu’ lunghe per l’apprendimento».

Per questo il Napoli ora e’ un’orchestra perfetta? «E’ evidente che nel Napoli chi ha la palla sa sempre in automatico cosa fare, lo sanno anche gli avversari ma non riescono a chiudere in tempo perche’ gli azzurri lo fanno con disinvoltura e velocita’. E poi si divertono, sembrano bambini che giocano in un parco. Roma? E’ un avversario da affrontare con le molle, gli azzurri pero’ rappresentano una certezza. Sono propenso a dire Napoli perche’ sta troppo bene e gli basta aumentare il ritmo, gia’ alto, a un livello altissimo per 10-15 minuti per cambiare la partita».

Roma-Napoli, l’anno scorso la decise Mertens: che pensa dell’esplosione di Dries tra i candidati al Pallone d’Oro? «In questo momento Mertens e’ fenomenale, immarcabile da un solo difensore, si può fermare solo di reparto».

Un altro protagonista e’ Insigne, come l’ha visto in Nazionale? «Il copione nell’Italia non e’ letto ripetutamente come quello del Napoli che invece e’ letto e riletto quotidianamente. Questa la differenza: nell’Italia deve guardare i movimenti degli altri e fare la giocata, nel Napoli la fa ad occhi chiusi. A me comunque e’ piaciuto e poi la Nazionale non puo’ rinunciare al migliore talento che c’e’ in Italia».

Con Chiesa sarebbe un Napoli ‘sette bellezze’

Con Chiesa sarebbe un Napoli ‘sette bellezze’

Napoli Sette bellezze: con un Chiesa in più sarebbe proprio così. Come riporta Il Corriere dello Sport, sarebbe il completamento di un progetto studiato e carezzato per anni, e poi schizzato in orbita nelle ultime tre stagioni. Con sei under 25 messi in fila e poi in vetrina dal San Paolo al Bernabeu: Milik, Diawara, Zielinski, Hysaj, Rog e Ounas per servirvi. Giovani talenti sui quali il Napoli sta costruendo il futuro e il sogno scudetto insieme con Mertens, Callejon, Insigne, Hamsik e compagni. Ieri, oggi e domani. A seguire, in termini crescenti, l’anagrafe parla di Rog: uno degli uomini da cui il tecnico azzurro, inizialmente molto soft nell’inserimento, si aspetta di più. Con l’Atalanta è arrivato anche il primo gol a chiudere un tris inaugurato da Zielinski, altro 23enne che del bouquet è il fiore pregiato: Sarri non fa altro che ripetergli di fare di più; di fare quello che lui, potenziale fuoriclasse, non ha ancora tirato fuori. Convinzione, please. Quella che Hysaj, 23 anni oggi ma 20 all’esordio, ha dimostrato sin dall’inizio: tanto da diventare un pilastro della squadra. Chiusura dedicata a Milik, gigante che a dispetto dei 23 anni vanta già esperienza internazionale e un record: è il polacco più pagato della storia in virtù dei 33 milioni investiti dal Napoli per strapparlo all’Ajax e consegnargli i gradi di Higuain.

Arrestati gli insospettabili coniugi di Gragnano per usura su tutto il territorio della Penisola Sorrentina

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Arrestati gli insospettabili coniugi di Gragnano, Gennaro Giordano e Maria Sorrentino, per la rete di usura che avevano tessuto con violenza e minacce su tutto il territorio della Penisola Sorrentina.
Lui, 59 anni impiegato di un ente locale per il servizio antincendio sui Monti Lattari, e lei, 61enne casalinga, erano diventati i dirigenti di una vera e propria banca illegale, prestando soldi e richiedendoli con interessi di oltre il 60 per cento della quota iniziale.

A scoprire il loro traffico di contanti sono stati carabinieri della compagnia di Sorrento. Dalle loro indagini sono emerse minacce di morte fatte ai bisognosi di denaro che si rivolgevano alla coppia.  È stata eseguita dai militari dell’Arma l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata.

Sarri da record, il Napoli a caccia di un traguardo storico

Sarri da record, il Napoli a caccia di un traguardo storico

Il concorso è partito e il vincitore potrebbe essere nominato già sabato all’Olimpico. In palio c’è il 200esimo gol in serie A del Napoli di Sarri. L’obiettivo, del resto, è vicino e basta un guizzo contro la Roma per centrare l’ennesimo traguardo di una macchina offensiva dagli ingranaggi perfetti. Il dato è impressionante: il Napoli ha realizzato 199 reti in 83 partite, ovvero due campionati interi più lo spezzone di quello appena cominciato. La media è di 2,39 reti a gara e questa squadra al momento sta facendo addirittura meglio considerando che negli ultimi sette match ha esultato ben 25 volte (3,5 ogni 90’).  Come riporta La Repubblica: Mertens, Insigne e Callejon, i favoriti del “concorso”, tra l’altro, sono loro. I numeri sono inequivocabili. Mertens è l’attaccante più prolifico da quando Sarri siede sulla panchina del Napoli con una collezione di 40 gol. Insigne lo insegue a 32, Callejòn è sul terzo gradino del podio a quota 25″.

Primo sì alla riforma elettorale: la Camera dice sì al Rosatellum bis

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La riforma elettorale ottiene il primo sì alla Camera e Grillo reagisce chiedendo agli italiani di “alzare la testa”: “Ribellatevi”. In aula alla Camera la riforma è passata con 375 voti favorevoli e 215 contrari: mancano 50 voti alla maggioranza ma i franchi tiratori hanno avuto un impatto minimo.

Legge elettorale, la Camera dice sì al Rosatellum bis

Il via libera a scrutinio segreto con 375 sì e 215 no, il provvedimento passa ora all’esame del Senato

L’aula della Camera dà il via libera, con scrutinio segreto, al Rosatellum bis con 375 sì, 215 no. Il provvedimento ora passa all’esame del Senato. La legge elettorale è stata sostenuta da Partito democratico, Forza Italia, Lega e Alternativa popolare. Contrari Mdp, Sinistra Italiana- Possibile e M5S.

L’aula della Camera si trasforma subito dopo il via libera al Rosatellum. Da tesa e silenziosa si divide a metà: esultanza nei banchi del Pd e palese delusione dalle parti della sinistra e del Movimento 5 Stelle. Dopo aver applaudito a lungo, il capogruppo Ettore Rosato che a questa riforma ha dato il suo nome, i Dem si sono alzati in piedi battendo le mani e gridando di esultanza. Sguardi bassi e nessun commento soprattutto tra i 5 Stelle, alcuni dei quali restano seduti al proprio posto mentre l’emiciclo comincia a svuotarsi. Capannelli tra i Dem che si fanno i complimenti a vicenda e vanno ad abbracciare Rosato che resta in piedi vicino al suo scranno sorridente come non mai.

Il Rosatellum bis, sulla base delle dichiarazioni di voto finali fatte dai gruppi parlamentari, poteva contare su una maggioranza di 450 voti. Ha incassato invece 375 sì. Il che vuol dire che, sempre sulla carta e tenendo conto delle assenze giustificate, dello scrutinio segreto e dei voti non favorevoli dati dai `dissidenti´ interni, sono venuti a mancare 75 voti. Il fronte del `no´ alla legge elettorale, sempre sulla carta, poteva contare su 164 voti. I voti contrari sono stati 215, quindi gli oppositori della riforma hanno `guadagnato´ almeno 50 voti.

L’ipotesi della fiducia al Senato  

Ieri la Camera aveva approvato i primi due articoli su cui il governo aveva messo la fiducia; la maggioranza che sostiene il governo ha votato sì, mentre Lega Nord e Forza Italia si sono astenuti. La legge passerà poi all’esame del Senato, dove per non correre rischi la maggioranza pensa di porre la fiducia anche in Senato. Anche a Palazzo Madama, infatti, esiste la possibilità di dover votare alcuni emendamenti a scrutinio segreto (come ad esempio quelli che riguardano le minoranze linguistiche, sulle quali è già «caduto» a giugno il Tedesco) e l’idea è quella di fare in fretta e non correre rischi, magari iniziando l’esame già a partire dal prossimo 24 ottobre, prima dell’arrivo della manovra.

Le critiche dell’ex capo dello Stato 

A premere perché invece la legge cambi è il presidente della Repubblica emerito, e senatore a vita, Giorgio Napolitano secondo il quale la fiducia ha rappresentato uno «strappo».

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Atalanta, Berisha: “Dopo il rigore parato a Dybala ho avuto ringraziamenti dai napoletani”

Il portiere dell’ Atalanta, Erit Berisha, ha dichiarato all’edizione odierna del quotidiano Il Corriere dello Sport, i tanti ringraziamenti avuti dai tifosi napoletani per il rigore parato a Dybala. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni : “In Albania la Serie A è molto vista e che ho tanti amici tifosi della Juve, del Milan, dell’Inter e pure del Napoli. Soprattutto quest’ultimi mi hanno ringraziato perché hanno vissuto la sosta da primi in classifica. Erano parecchio contenti”. Può essere l’anno buono per il Napoli, perché ha ottimi giocatori ed esprime un buon calcio, ma la Juventus per me rimane favorita. Noi l’abbiamo fermata, ma mi ha impressionato: i bianconeri vanno sempre a mille all’ora, tutti sanno cosa fare e hanno una mentalità vincente”.

Perù – Colombia, è bufera. Ecco cosa è successo durante gli ultimi cinque minuti di gara

E’ bufera in Sud America. Ne stanno parlando tutti. Durante l’ultimo turno delle qualificazioni ai mondiali in Russia del 2018 s’è giocata la sfida tra Perù e Colombia, terminata sul punteggio di 1-1 e consentendo ai Los Incas di giocarsi il playoff con la Nuova Zelanda e ai Cafeteros di accedere direttamente alla competizione mondiale. Secondo quanto riportano i massmedia sudamericani a 5 minuti dal termine della partita, Radamel Falcao, attaccante colombiano, si sarebbe avvicinato ad alcuni calciatori peruviani comunicando qual era la situazione sugli altri campi, che avrebbe permesso alle due squadre di andare avanti. L’attaccante del Monaco ha chiesto di gestire il risultato, coprendosi la bocca per non far intercettare il labiale. A conferma di ciò arrivano le dichiarazioni del peruviano Tapia: “Negli ultimi 5 minuti alcuni calciatori colombiani si sono avvicinati, sapevano quale era la situazione negli altri campi e così abbiamo gestito la partita come andava gestita. Ho parlato con lui e mi ha detto che eravamo entrambi dentro. Tutti vogliamo vincere, ma questo è il calcio…”

Forum dei Giovani di Salerno: “Grandi aspettative dopo la visita a Montecitorio”

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Il Coordinamento Provinciale dei Forum dei Giovani della Provincia di Salerno, martedì 10 ottobre 2017, ha visitato la Camera dei Deputati, nell’ambito dell’iniziativa pubblica “I Giovani e le Istituzioni”, organizzata dal Coordinamento stesso.

I giovani, provenienti dalla provincia di Salerno, in mattinata hanno avuto la possibilità di visitare Palazzo Montecitorio, mentre, nel pomeriggio, nelle stanze della Nuova Auletta dei Gruppi Parlamentari, si è tenuta la conferenza che ha ospitato diverse personalità istituzionali.

Sono Intervenuti:
On. Sabrina Capozzolo, Giuseppe Rienzo – Coordinatore del Forum Provinciale dei Giovani – Provincia di Salerno, Dott.ssa Maria Cristina Pisani – Portavoce Nazionale del Forum Nazionale dei Giovani, On. Marina Sereni – Vice Presidente della Camera dei Deputati, On. Marco Di Maio – Commissione Affari Costituzionali e Finanze, On. Lia Quartapelle – Commissione Affari Esteri e Comunitari, On. Micaela Campana – Commissione di Giustizia, On. Edoardo Fanucci – Commissione Bilancio.

“Sono soddisfatto che oggi (10 ottobre) una delegazione di 100 ragazzi del Coordinamento Provinciale dei Forum della Provincia di Salerno abbiamo partecipato a questo evento – ha dichiarato il presidente del Coordinamento provinciale Giuseppe Rienzo. Il nostro obiettivo è fare del Coordinamento Provinciale di Salerno un modello da diffondere su tutto il territorio nazionale, infatti, in così poco tempo, siamo riusciti a coinvolgere e far costituire/rinnovare i Forum in buona parte dei comuni salernitani che non disponevano di questo importante strumento aggregativo giovanile, indispensabile per il coinvolgimento di tutti i ragazzi. Congiuntamente con gli amministratori locali abbiamo avviato l’iter burocratico e amministrativo. È la dimostrazione che si sta lavorando bene e che stiamo raggiungendo risultati. Con l’iniziativa di oggi abbiamo avuto il coraggio di aprire un dibattito concreto sul tema, che speriamo possa portare all’approvazione di una legge quadro nazionale”.

L’evento, che ha goduto del patrocinio morale della Provincia di Salerno, del Forum Reginale dei Giovani – Campania e del Forum Nazionale Giovani, ha visto la partecipazione di 100 ragazzi provenienti dai Forum dei Giovani dell’intera provincia.
Erano presenti i Forum di Agropoli, Campagna, Cava De’ Tirreni, Corbara, Eboli, Giffoni Valle Piana, Maiori, Mercato San Severino, Olevano sul Tusciano, Oliveto Citra, Padula, Petina, Pontecagnano Faiano, Prignano Cilento, San Cipriano Torchiara, San Gregorio Magno, Sant’Egidio Del Monte Albino, Sapri, Scafati, Torre Orsaia.
Alcuni tra questi, in particolare Agropoli, Albanella, Altavilla Silentina, Capaccio-Paestum, Castellabate, Corbara, Giffoni Valle Piana, Nocera Inferiore, Olevano sul Tusciano, Pellezzano e Rutino, oltre ad aver presenziato all’iniziativa, hanno contribuito fattivamente alla sua organizzazione, inviando domande e video da sottoporre ai relatori intervenuti. A questi aggiungono l’Associazione Culturale Giovanile Moby Dick di Salerno, l’associazione Koru di Pagani e la Pro Loco di Postiglione.

L’On. Capozzolo, in risposta ad una domanda congiunta (“In assenza di una normativa quadro nazionale, i diversi istituti di partecipazione, tra cui le libere forme associative e gli organismi di partecipazione popolare, vengono disciplinati in virtù dell’autonomia statutaria locale, il legislatore come intende superare il vuoto regolamentare concernente lo status del Forum dei Giovani, tra cui la personalità giuridica, la responsabilità, l’autonomia, il patrimonio, le forme e le modalità di aggregazione e, non ultimo, il rapporto esistenziale del Forum dei Giovani con la macchina amministrativa comunale?”) formulata dai Forum di Nocera Inferiore, Giffoni Valle Piana ed Agropoli:
“Mi impegno personalmente, dopo il confronto con voi giovani del Forum, a presentare una proposta di legge nazionale sull’ istituzione dei Forum dei Giovani – ha dichiarato l’on Capozzolo – vi invito dunque ad organizzare un tavolo di discussione, a breve, per poter così scrivere insieme la legge”.
E sui social ha continuato dicendo: “Stamattina ho ospitato alla Camera dei deputati una delegazione del Coordinamento Provinciale dei Forum dei Giovani – Provincia di Salerno. Ragazzi attenti e interessati con i quali ho discusso del rapporto tra giovani e istituzioni. Mi ha emozionato vedere in loro la stessa passione che avevo io quando ero Presidente del Forum dei giovani di #Agropoli. Mi ha emozionato vedere che esistono ancora giovani attaccati al territorio e che si danno da fare per costruire le basi di un futuro più solido. In un periodo in cui è evidente lo scollamento tra rappresentanti politici e giovani, questi ragazzi ci chiesto di essere ascoltati e di ragionare insieme per essere riconosciuti a livello statutario come corpo intermedio tra le istituzioni e i territori. Ed è questa la grande sfida che ho accolto: scriverò insieme a loro una proposta di legge per riconoscere personalità giuridica ai Forum a livello nazionale.
Grazie ragazzi, a molto presto!”

Anche tra i membri del Coordinamento l’entusiasmo non è mancato. Il consigliere Domenico Di Gaeta, in qualità di responsabile delle iniziative del Coordinamento, si dice soddisfatto: “Un grazie di cuore a tutti quelli che hanno partecipato, a quelli che ci hanno creduto e a chi ha reso tutto questo possibile. Giornata ricca di contenuti e che apre importantissimi spiragli per i giovani che fanno di tutto per portare il proprio contributo anche fuori dai confini comunali. Un ringraziamento particolare all’On. Sabrina Capozzolo che ha voluto fortemente questa giornata e l’ha resa possibile e alla quale diciamo che siamo già a lavoro per il futuro!”
Per l’occasione durante il dibattito è stata presentata ufficialmente la 2° edizione del “Forum Day – Stati Generali delle Politiche Giovani in Provincia di Salerno” in programma i prossimi 11 e 12 novembre 2017 al Borgo Medievale di Terravecchia a Giffoni Valle Piana (SA).

/Comunicato Stampa

Il capolavoro di Sarri: mediagol di 3,5 a partita. Ecco perchè si può continuare così

Come riporta l’edizione odierna di Gazzetta dello Sport, è sotto gli occhi di tutti che il tecnico del Napoli,  Maurizio Sarri abbia stravolto il modo di giocare degli azzurri, dando alla squadra un’impostazione prevalentemente offensiva, lì dove agisce il trio delle meraviglie, l’insieme di talenti che hanno trasformato il Napoli in una vera macchina da gol. Contro la Roma, si giocherà non solo per i tre punti e per confermare il primato in classifica, ma anche per raggiungere un obiettivo, ma che rappresenterebbe l’ennesima dimostrazione di forza di quest’attacco. Dal giorno dell’arrivo di Sarri in panchina, il Napoli ha segnato 199 gol in campionato, un rendimento incredibile che ha raggiunto il top l’anno scorso. Nel primo campionato napoletano, Sarri ha chiuso al secondo posto. È stato l’anno di Gonzalo Higuain, con i suoi 36 gol , ma nonostante la presenza del Pipita, però, sono state «soltanto» 80 le reti totali. Il momento attuale del Napoli non si discosta di tanto dall’andamento avuto nei due anni sarriani. Il trend in questo campionato è di 3,5 gol a partita, una media pazzesca se si considera che si è appena alla settima giornata e che la seconda in classifica, in termini realizzativi, è la Juventus che vanta 20 gol, uno in più della Lazio (19) e 6 in più di Inter e Roma (14) che ha una partita da recuperare. La novità di quest’anno è rappresentata dalla varietà, ogni reparto ha fatto la propria parte. Ovviamente, il tridente offensivo non ha eguali, ha realizzato 14 dei 25 gol all’attivo. Mertens è il capocannoniere della squadra con 7 reti, la media di una a partita, mentre Callejon è fermo a quota 4, Insigne a 2 e Milik a 1. Ai centrocampisti manca soltanto Diawara che, fin qui, ha giocato poco e non ha segnato, mentre tutti gli altri ne hanno realizzato almeno 1. La vera innovazione viene dalla difesa, con i 2 gol di Ghoulam e Koulibaly. Il totale si chiude a quota 25 con l’autorete di Souprayen nella prima giornata di campionato. Se dovesse mantenere la media attuale, il Napoli potrebbe superarsi ancora una volta, perché con 3,5 reti a partita arriverebbe a quota 133 a fine campionato. Un giochino divertente, che probabilmente avrà pochissime possibilità di riuscita. Magari, lo stesso Sarri si accontenterebbe di un Napoli meno prolifico con la certezza, però, di stare in testa alla classifica fino in fondo. Perché potrebbe essere deludente se si distribuissero gol a valanga a tutte le squadre per poi ritrovarsi a fine maggio senza aver conquistato nulla. Ma le sensazioni sono positive.

De Laurentiis innamorato di Chiesa. Pronti 40 milioni di euro per portarlo a Napoli

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis è ufficialmente innamorato di Federico  Chiesa, giovane stella della Fiorentina. Secondo quanto riporta l’edizione odierna del quotidiano Il Corriere dello Sport, il patron azzurro, avrebbe chiesto ai Della Valle, il cartellino dell’ under 21 anche venti giorni fa, per portarlo all’ombra del Vesuvio in estate. Secondo alcune indiscrezioni provenienti dall’ambiente azzurro, la cifra che De Laurentiis sarebbe pronto a sborsare, si avvicina ai 40 milioni di euro, per mettere a disposizione del tecnico del Napoli, Maurizio Sarri, uno dei giovani più promettenti del calcio italiano.

Ritrovato un cadavere carbonizzato in Francia, la polizia: “Potrebbe essere il corpo di Rosa Di Domenico”

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È stato ritovato il cadavere carbonizzato di una ragazza alta circa un metro e mezzo a Versailles. La polizia francese, verificando l’elenco dei scomparsi, ha ipotizzato che quel corpo possa appartenere a Rosa di Domenico, la 15enne scomparsa a San’Antimo.

Le analogie tra la salma rinvenuta e la giovane napoletana sono, per il momento, solo fisiche. Gli angenti francesi, per verificare l’ipotesi, hanno chiesto l’esame del DNA a un familiare di Rosa.

La notizia è stata data dal programma di Rai 3 “Chi l’ha visto?”, che da mesi si sta occupando della scomparsa della 15enne.

Svolta sul caso Battisti, più vicina l’estradizione

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Il Brasile revoca lo status di rifugiato politico a Cesare Battisti aprendo così la porta all’estradizione in Italia dell’ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo (Pac). Ora la scelta è nelle mani del Tribunale Supremo Federale brasiliano. “Il governo fa bene ad attivarsi, in tutte le sedi, per l’estradizione di Battisti – commenta Carlo Mastelloni -, ma tenga presente che altri delinquenti politici altrettanto pericolosi sono sfuggiti alle condanne della giustizia italiana”.

Il presidente del Brasile Temer revoca lo status di rifugiato a Cesare Battisti, la parola a giudici

Un passo importante, forse il decisivo, per l’estradizione di Cesare Battisti in Italia; il governo brasiliano ha deciso di revocare lo status di rifugiato politico per l’ex terrorista ed ora solo una decisione della Corte Suprema può salvarlo dall’estradizione. Occhi puntati su Luis Fux, ministro del Supremo Tribunal Federal, che deve rispondere alla richiesta di habeas corpus presentata dai legali di Battisti, i quali sostengono che non può essere rivista la decisione presa nel 2010 dall’allora presidente Lula da Silva di negare l’estradizione e concedere all’ex membro dei PAC (Proletari armati per il comunismo) la residenza permanente in Brasile.

Fux era occupato ieri nella sessione plenaria del Supremo che deve decidere sulla prerogativa del Parlamento di concedere o meno le autorizzazioni a procedere per i deputati coinvolti in inchieste di corruzione. Non ha detto nulla, finora, sul caso Battisti e potrebbe anche prendersi qualche giorno per decidere. Il pressing di Roma su Brasilia, già importante nelle ultime settimane, è diventato ancora più forte dopo il fermo di Battisti settimana scorsa alla frontiera con la Bolivia, che aveva fatto sperare in una rapida accelerata del caso. Battisti, invece, è stato liberato ed ora si trova a casa di amici a Cananeia, sul litorale dello stato di San Paolo, in attesa di conoscere il suo destino.

Negli ultimi giorni Temer ha ascoltato i suoi consiglieri giuridici, che gli hanno spiegato che non ci sono impedimenti legali nel revocare la decisione di Lula, suggerendogli però, per evitare corti circuiti fra i poteri, di evitare obbiezioni da parte del STF. Curiosamente, siamo di fronte ad una situazione invertita rispetto al 2010. Allora la magistratura passò la palla alla politica; ora la politica, prima di decidere, si rivolge alla Corte. L’iter dell’estradizione sembra spianato, ma l’esperienza raccomanda cautela anche perché i cavilli legali, in Brasile, sono sempre dietro l’angolo. I difensori di Battisti stanno giocando le ultime carte a disposizione, sapendo che il clima di appoggi e protezione verso di lui esistente quando il Partito dei Lavoratori era al potere ora non c’è più. Punteranno, probabilmente, sul fatto che Battisti ha un figlio brasiliano a carico, ma è difficile che tale impedimento sia così forte da poter condizionare la scelta finale di Fux, soprattutto dopo la presa di posizione da parte dell’esecutivo.

Temer sa che per l’Italia il dossier è prioritario, ma in Brasile la Corte Suprema ha una grande autonomia e per questo non ha voluto compiere un gesto unilaterale, rischiando un attrito istituzionale poco raccomandabile per un governo assai impopolare e invischiato in diversi scandali di corruzione. La sensazione generale è che data l’attuale congiunzione dei fattori (volontà politica brasiliana, passi falsi di Battisti e costante pressione italiana) non possa portare ad altro finale che l’estradizione. Sui tempi non v’è certezza, ma è veramente difficile pensare che Cesare Battisti possa non tornare in Italia entro la fine di quest’anno.

Il governo tenga presente che non c’è solo Battisti sfuggito alla giustizia italiana

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“Il governo fa bene ad attivarsi, in tutte le sedi, per l’estradizione di Battisti – commenta Carlo Mastelloni -, ma tenga presente che altri delinquenti politici altrettanto pericolosi sono sfuggiti alle condanne della giustizia italiana”.

La giustizia deve braccare tutti i terroristi italiani latitanti

Il ritorno alla ribalta del caso Cesare Battisti propone alcune riflessioni che rimandano agli anni del terrorismo. In primis le cause e gli effetti della «dottrina Mitterrand» che gli consentì, come a più di duecento terroristi italiani, di garantirsi in Francia una placida latitanza. Non si trattava affatto, come molti commentatori pensano, di un vezzo collegato alla Grandeur francese o del risultato di influenze gauchiste nello staff presidenziale ma di una lucida strategia: la Francia doveva mettersi al riparo dalle pulsioni estremistiche e dalla lotta armata che avevano sconvolto Italia e Germania. A tessere i fili furono i servizi di sicurezza francesi che controllavano il rispetto dei protocolli non scritti sanciti con i rifugiati. Per garantirsi l’ospitalità i latitanti erano tenuti ad evitare qualsiasi contagio estremista nel Paese. La Francia, come terra d’asilo politico, veniva quasi automaticamente esclusa dall’intervento del terrorismo.

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Battisti militava in una organizzazione armata tutto sommato marginale ed in qualche modo eccentrica rispetto all’universo italiano della lotta armata. I Pac, Proletari armati per il comunismo, erano un piccolo gruppo che aveva ripreso alcune tematiche dei Nap dei primi Anni Settanta che avevano individuato nel carcere la principale istituzione statuale dedita alla repressione e nel proletariato marginale ed extra legale il soggetto primo delle tensioni rivoluzionarie. Lo stesso Battisti, da piccolo delinquente comune, venne – lo si direbbe oggi – radicalizzato all’estremismo di sinistra durante un periodo di carcerazione. A differenza dei Nap il gruppo di Battisti operava però in una realtà, quella della fine degli Anni Settanta, completamente trasformata in quanto il mitico proletariato marginale a cui pur si riferiva era stato ormai devastato dal traffico di droga. Ne conseguì un’azione terroristica priva di parametri ideologici, che non distingueva i rappresentanti del potere dai semplici commercianti, come nei drammatici casi del macellaio Sabbadin e del milanese Torreggiani. Una stagione brevissima di lutti e attacchi dissennati guardati con scetticismo dalle stesse Br.

Dopo quasi quarant’anni il caso Battisti ripropone quella tragica stagione ma il protagonista della vicenda non ha la statura intellettuale e politica per rappresentarla. E’ divenuto infatti un simbolo più per le vicende successive che per l’effettivo ruolo svolto. Chi lo ha conosciuto me lo descrive come personaggio assai modesto, per non dire mediocre, anche nel circuito estremista. Al di là della necessità, etica prima ancora che giuridica, che Battisti sconti le condanne inflittegli a seguito di processi regolari, rilevo come la stessa attenzione mediatica non si concentri su latitanti che, come Battisti, hanno segnato tragicamente gli Anni di piombo e che molto di più pesavano a livello decisionale nella commissione dei reati. Qualche nome? Giorgio Pietrostefani, capo del servizio d’ordine di Lotta Continua e responsabile dell’omicidio Calabresi; Alessio Casimirri, importante militante della colonna romana e fra gli assassini di via Fani; Livio Baistrocchi, uno dei leader della colonna brigatista di Genova, omicida plurimo e killer fra i più spietati; Oscar Tagliaferri già militante del Superclan di Corrado Simioni e autore, da «cane sciolto» nel 1978 di una strage, per futili motivi, in un bar di Milano.

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lastampa/La giustizia deve braccare tutti i terroristi italiani latitanti CARLO MASTELLONI

Salva la trattoria “Da Maria”, il ritrovo dei tifosi del Napoli in Inghilterra

Un pezzo di napoletanità a Londra è salvo. Sì, perché la trattoria “Da Maria” non chiuderà per l’ampliamento del cinema situato accanto. Il ritrovo dei tanti campani, emigrati in cerca di fortuna in Inghilterra ci sarà ancora. Il locale è pieno di cimeli del Napoli, da ricordare è la maglia indossata da Maradona in occasione della partita Napoli – Pescara del 1988 terminata 8-2 per gli azzurri. In occasione delle partite del Napoli la trattoria si riempie di persone, diventando una bolgia quando gli azzurri segnano.

All’edizione odierna del quotidiano Il Mattino ha parlato uno dei gestori del locale: “Siamo felicissimi per questa decisione, tutto questo non poteva succedere senza il supporto dei tifosi del Napoli. La decisione è importante non solo per noi, ma anche per la comunità partenopea a Londra. Sappiamo che la battaglia non finirà qui, ma abbiamo molti sostenitori”.