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FantaViViCentro, ecco i consigli per la prossima giornata del vostro fantacalcio

Torna anche questa settimana l’appuntamento con il FantaViViCentro, dove i nostri esperti vi consiglieranno le vostre formazioni per il fantacalcio

Juventus – Lazio

Questa giornata di Serie A si apre con uno dei big match di giornata. Dybala dopo il rigore sbagliato nell’ultimo turno, vorrà certamente rifarsi. Per la Lazio se potete evitate Immobile, schierate Luis Alberto.

Roma – Napoli

Mertens e Dzeko vanno messi. Si prevede una partita con tanti gol, quindi affidatevi agli avanti delle due squadre. Evitate i due portieri.

Fiorentina – Udinese

Simeone merita una chance, schieratelo assolutamente. Bene anche Jankto e Benassi. Evitate Biraghi, ancora fuori forma e Hallfreddson.

Bologna – Spal

E se sia la volta buona per Destro? Il fantacalcio è anche azzardo, ed ora è il momento di rischiare. Schieratelo. Verdi è imprescindibile. Per la Spal occhio a Mora e Costa.

Cagliari – Genoa

Pavoletti torna a giocare contro la sua ex squadra ed è pronto a colpire, dando dispiaceri ai suoi ex tifosi. Anche Lapadula torna dal primo minuto dopo l’infortunio e potrebbe colpire.

Crotone – Torino

Niang è in un buon periodo di forma e contro una difesa tutt’altro che irresistibile come quella del Crotone, potrebbe trovare terreno fertile, in virtù dell’assenza del Gallo Belotti. Per il Crotone occhio a Simy.

Sampdoria – Atalanta

Quagliarella e il Papu Gomez potrebbero essere gli uomini in più di questa sfida. Occhio anche a Caldara e Silvestre, sempre pericolosi in zona gol.

Sassuolo – Chievo

Per il Sassuolo schierate assolutamente Berardi e Acerbi, per il Chievo Birsa e Castro. Lasciate fuori Matri e Pucciarelli.

Inter – Milan

Il derby è sempre una partita piena di incognite, dove le motivazioni contano più dell’aspetto tecnico – tattico. Andrè Silva è da schierare, come lo sono Icardi e Perisic.

Hellas Verona – Benevento

Se avete degli slot liberi nel vostro fantacalcio, schierate Cerci e Iemmello. Fuori assolutamente le difese.

 

Roma-Napoli, le probabili formazioni: Sarri con l’undici tipo, diverse assenze per Di Francesco

Archiviata la sosta per le Nazionali torna la Serie A e lo fa col botto. L’ottava giornata vede le prime sei squadre della classifica affrontarsi tra loro, il Napoli sarà impegnato all’Olimpico contro la Roma domani alle 20:45.
Sfida delicata per la squadra di Maurizio Sarri contro un avversario che, nonostante il cambio di allenatore e le diverse cessioni, continua ad essere ai vertici in questo momento della stagione. Un test importante per gli azzurri che cercheranno di ripetere quanto fatto la scorsa stagione: una vittoria darebbe ulteriore consapevolezza nella corsa al titolo.
Di Francesco pare aver già trovato la quadra per la Roma che nelle prime sette giornate di campionato (sei se si conta il match da recuperare contro la Sampdoria) ha totalizzato 16 punti: solo l’Inter è riuscita a battere i giallorossi fino a questo momento. Un fattore di non poco conto potrebbe essere la gestione della rosa: entrambe le squadre infatti, tra campionato e Champions League, saranno impegnate in un vero e proprio tour de force.

LE ULTIME SULLA ROMA – Infermeria piena per Di Francesco che deve fare a meno di El Shaarawy, Schick, Defrel, Emerson e Strootman. In difesa Juan Jesus potrebbe prendere il posto di Fazio rientrato solo oggi dall’Argentina. Manolas, Kolarov e Bruno Peres vanno a completare il quartetto difensivo. A centrocampo Pellegrini prende il posto di Strootman, De Rossi e Nainggolan al suo fianco. In avanti spazio a Florenzi sulla destra, Perotti sulla sinistra e Dzeko al centro.

LE ULTIME SUL NAPOLI – Sarri deve fare i conti solo con l’assenza di Arek Milik, i dubbi di formazione dovrebbero essere pochi. Davanti a Pepe Reina agiranno Hysaj, Albiol, Koulibaly e Ghoulam. A cantrocampo Jorginho e Allan sono favoriti su Diawara e Zielinski, inamovibile il capitano Marek Hamsik. In attacco nessuna sorpresa: il trio sarà composto da Callejon, Mertens e Insigne.

ROMA (4-3-3): Alisson; Peres, Manolas, Juan Jesus, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Pellegrini; Florenzi, Dzeko, Perotti. All. Di Francesco

NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne. All. Sarri

A cura di Antonino Gargiulo

Video Juve Stabia Story: Atletico Leonzio vs Juve Stabia (0-1)

Sabato 14 ottobre 2017 si giocherà Sicula Leonzio vs Juve Stabia che rievoca nella mente dei tifosi l’ultimo precedente Atletico Leonzio vs Juve Stabia quando la formazione calcistica di Lentini (Sr) militava nel campionato di Serie C1 girone B con il suffisso Atletico ora diventato invece Sicula. Era il campionato di serie C1 girone B 1993/94, quinta giornata d’andata, quando all’Angelino Nobile di Lentini le vespe di mister Pierino CUCCHI espugnarono lo stadio siracusano.

Entrambe matricole (avendo festeggiato qualche mese prima a Castellammare l’approdo in serie C1) ed entrambe imbattute, Leonzio e Juve Stabia si affrontarono a viso aperto non facendo mancare lo spettacolo; la rete gialloblù arrivò al settimo del primo tempo, Vincenzo ONORATO bucò la difesa siciliana e lasciò partire un insidioso tiro di sinistro che il portiere bianconero Giorgianni non trattenne, s’avventò sulla sfera come un avvoltoio Genny PIZZO che insaccò sulla corta respinta e pochi istanti dopo, Nino MUSELLA sfiorò l’eurogol da centrocampo colpendo la traversa.

Più pericolosa nella ripresa la Leonzio, ma Fabio FABBRI riuscì a respingere un tiro ravvicinato di Docente e poco dopo, vespe vicine al raddoppio ancora con Nino MUSELLA che su un calcio di punizione “spaccò” la traversa!

Nel finale, in un minuto la Leonzio sprecò prima con De Rosa dai venticinque metri impegnando FABBRI e poi con Cataldi che a porta vuota mandò sul palo dopo una mischia in aria.

Roma-Napoli, i convocati di Sarri: out Tonelli, sorpresa Leandrinho

Allenamento mattutino oggi per il Napoli a Castelvolturno. Gli azzurri, poi, partiranno per Roma per preparare il match di domani sera (20,45) contro la Roma, anticipo dell’ottava giornata di Serie A. La squadra ha svolto attivazione in avvio e successivamente partitina a campo ridotto. Di seguito lavoro tecnico tattico. Chiusura con esercitazioni su calci da fermo.

I convocati: Reina, Rafael, Sepe, Albiol, Chiriches, Ghoulam, Hysaj, Koulibaly, Maksimovic, Maggio, Mario Rui, Jorginho, Allan, Diawara, Hamsik, Rog, Zielinski, Giaccherini, Callejon, Ounas, Insigne, Mertens, Leandrinho.

 

Da sscnapoli.it

Serve una educazione finanziaria per crescere e innovare

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La scarsa diffusione della educazione finanziaria pesa sul portafoglio delle persone ma ha anche forti ripercussioni nella sfera sociale del paese. Chi ne ha qualche nozione capisce meglio i problemi economici generali e valuta con più attenzione e pragmatismo i costi e i benefici delle riforme.

L’educazione finanziaria? Serve per le riforme. E per crescere

La mancanza di basilari nozioni finanziarie non ha riflessi solo sulle scelte individuali, ha importanti ripercussioni anche nella sfera sociale di un paese. Una maggiore consapevolezza economica diventa così indispensabile per crescere e innovare.

Alfabetizzazione finanziaria: cosa sappiamo

Gli effetti di una poco diffusa cultura economico-finanziaria di base (per brevità spesso indicata come “alfabetizzazione finanziaria”) sono generalmente relegati alla sfera personale dei cittadini: risparmio, ricchezza accumulata, accesso al debito, scelte in ambito previdenziale sono gli aspetti più di frequente analizzati.

La mancanza di basilari nozioni finanziarie ha però importanti ripercussioni anche nella sfera sociale di un paese e, più in generale, sulla capacità che questo ha di riformare il proprio sistema economico. L’Indagine 2017 sul risparmio del Centro di ricerca Luigi Einaudi e di Intesa Sanpaolo prova così, in un approfondimento curato dal CeRP, a proporre una prima analisi del rapporto tra conoscenza finanziaria di base e cittadinanza.

L’alfabetizzazione finanziaria è stata diffusamente misurata attraverso le risposte a tre diversi quesiti ideati da Annamaria Lusardi e Olivia Mitchell su il tasso di interesse,  l’inflazione e il potere d’acquisto, la diversificazione del rischio.

Guardando ai dati, l’Italia occupa gli ultimi posti della graduatoria dei paesi europei, assieme a Spagna e Portogallo, anche se gli anni più recenti mostrano qualche progresso. Al suo interno, è poi possibile individuare una segmentazione per genere, età e territorio, nonché, come è lecito aspettarsi, una forte relazione con il livello di istruzione.

 

Dai numeri emerge così un divario di genere di circa 10 punti percentuali, caratterizzato inoltre da tassi di non risposta che tra le donne superano in alcuni casi il 40 per cento. Quanto alla segmentazione per età, i più giovani vantano in media una maggiore conoscenza finanziaria, con picchi positivi nella fascia di età 35-55 anni.

I risultati leggermente peggiori dei lavoratori dipendenti rispetto a quelli autonomi possono essere interpretati con la stessa chiave di lettura con cui è possibile spiegare le tendenze riguardanti la segmentazione per genere e la classifica dei paesi europei: quelli caratterizzati da sistemi di welfare più generosi, soprattutto in ambito pensionistico, occupano in media le posizioni più basse. Un contesto paternalistico – quale può essere l’ambiente di lavoro, la famiglia, un forte sistema di protezione sociale – al cui interno il singolo può o deve demandare ad altri scelte che lo riguardano in prima persona, favorisce infatti uno scarso interesse nell’acquisire conoscenze finanziarie, ritenute non necessarie. Purtroppo, però, non è così: la consapevolezza economica ha risvolti ampi, che investono la società tutta.

Riforme: conoscere per innovare

Introdurre cambiamenti strutturali, soprattutto se incidono direttamente sulle abitudini e le possibilità dei cittadini, non è un esercizio che si esaurisce con la redazione di un documento tecnico. Perché una riforma abbia successo occorre infatti che la società per la quale viene pensata la comprenda e ne dia piena ed effettiva attuazione. In caso contrario, si andrebbe incontro a inevitabili revisioni, indietreggiamenti o bocciature. Che ruolo gioca, quindi, l’educazione finanziaria nel processo riformatore?

Se la maggior parte delle persone, secondo i dati dell’Indagine sul risparmio, è concorde con la necessità di introdurre riforme nel nostro paese, opinioni più contrastanti emergono in relazione al significato che le riforme assumono. Circa il 50 per cento di coloro che hanno espresso un’opinione, ritiene che siano dovute alla globalizzazione e che per questo portino rinunce, o che siano imposte dal sistema finanziario internazionale o da paesi più potenti del nostro. Il restante 50 per cento ritiene invece che le riforme prevedano essenzialmente sacrifici oggi per ottenere benefici futuri, per sé o per le nuove generazioni. La conoscenza finanziaria è emersa esser correlata negativamente con il primo gruppo di opinioni e positivamente con il secondo.

Tra le riforme economiche con un più forte impatto sulla vita e sulle scelte dei singoli rientrano a pieno titolo quelle in ambito pensionistico. In questo caso, l’evidenza empirica mostra come il costo politico ed elettorale di migliorare la sostenibilità del sistema sia minore nei paesi in cui una conoscenza finanziaria di base è maggiormente diffusa. È forse sorprendente notare come utilizzando altri indicatori del capitale umano, come il generico livello di istruzione, la relazione si riduca e diventi non più significativa, confermando una volta di più il ruolo chiave dell’educazione finanziaria nello sviluppo di un paese.

Nel marzo del 2007, l’attuale presidente della Commissione europea affermava, con una punta amara di cinismo, che i politici sanno molto bene che cosa sia giusto fare, quel che non sanno è come farsi rieleggere una volta che lo hanno fatto: investire in educazione economico-finanziaria può rappresentare un buon punto di partenza per costruire “cittadinanza” e maggiore coesione sociale.

lavoce.info/L’educazione finanziaria? Serve per le riforme. E per crescere (Elsa Fornero e Ivan Lagrosa)

L’Indomita maschile vince ad Eboli, si qualifica per la seconda fase di Coppa Campania

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Missione compiuta. Non fallisce l’obiettivo, l’Indomita maschile che vince sul campo dell’Eboli e si qualifica per la seconda fase di Coppa Campania. Capitan Morriello e compagni chiudono così in vetta il girone F, bissando in casa della New Volley Eburum, il successo all’esordio contro la Vitolo Volley. Un successo meritato per i ragazzi cari alla presidente Maria Ruggiero e arrivato al termine di un match ben giocato da un’Indomita arrivata a Eboli con tanti giovani nell’elenco dei convocati. A inizio match coach Vitale e Capriolo schierano Morriello in regia, Mario Pagano e Memoli di banda, Citro e Rainone centrali, Sabatino opposto e Giovanni Pagano come libero. L’Indomita parte bene e va subito avanti chiudendo in scioltezza il set, con il punteggio di 25-17. Situazione identica nel secondo nonostante i tanti cambi effettuati. Da segnalare l’esordio del centrale Salvatore Prisco, appena sedicenne e del palleggiatore Christian Cafaro, classe 1999. Vinto comunque il secondo set 25-19, nel terzo l’Indomita ha subito il ritorno dei padroni di casa che con orgoglio hanno chiuso 25-19. Nel quarto però la squadra biancoblu ha chiuso bene 25-17 conquistando la vittoria e la qualificazione. “Non abbiamo espresso sempre il nostro miglior gioco” – ha dichiarato al termine del match coach Pasquale Vitale – “per colpa anche dei numerosi cambi effettuati nel corso dei set. L’importante comunque era centrare la qualificazione al turno successivo di coppa Campania e poter dare un po’ di spazio a tutti, anche perché, visto che stiamo per affrontare un campionato molto lungo, è necessario che tutti i componenti della rosa siano rodati e si facciano trovare pronti.  Si facciano trovare “rodati“. La seconda fase di Coppa Campania si disputerà il 6, 13 e 20 dicembre. Oltre l’Indomita si sono qualificate Atripalda, Sparanise, Volley World, Pompei e Rione Terra Pozzuoli. Le squadre saranno suddivise in due gironi da cui usciranno le quattro partecipanti alla final four. Per la Coppa ci sarà tempo, mentre non c’è tempo per il campionato. Domani, sabato, con fischio d’inizio alle 18.30 alla palestra Senatore, l’Indomita ospiterà la Romeo Normanna, nel match valido per la prima giornata del campionato di serie C. La società, a tal proposito, invita tutti gli appassionati in palestra per sostenere la squadra in questa prima uscita in campionato.

Di seguito il tabellino del match

Coppa Campania Maschile – Girone F – Terza Giornata

 New Volley Eburum – Indomita Salerno 1-3

(17-25, 19-25, 25-19, 15-25)

New Volley Eburum Eboli: Costabile, Ferullo, Gallotta, Giarletta, Lorenzo, Poto, Visconti, Percopo (L), Pisciotta (L2). All. Sgritta

Indomita: Barbato, Brancaleone, Cafaro, Citro, Memoli, Morriello, Pagano M., Prisco, Rainone, Sabatino, Zucchi, Capriolo (L), Pagano G. (L2). All. Vitale

Nel Napoli di Sarri ci sono delle certezze: all’Olimpico non si cambia

Chi conosce il calcio sa che le partite si vincono a centrocampo. Certo, sono di solito i bomber a firmare i successi ma se non funziona il reparto principale di una squadra si rischia di perdere, al massimo di pareggiare. Nel Napoli di Sarri ci sono delle certezze da un po’ di tempo a questa parte. I tre ai quali si affida il tecnico toscano sono quasi sempre gli stessi. E quando ci sono si rischia veramente poco. Allan, Jorginho e Hamsik sono una garanzia per il Napoli in testa alla classifica. Due volte non sono stati insieme in questo scorcio di stagione e due volte non è andata molto bene. In Champions contro lo Shakhtar addirittura si è perso mentre con la Spal si è vinto grazie alla prodezza di Ghoulam dopo che si era addirittura passati in svantaggio nel primo tempo. Nelle altre sei sfide di campionato e con il Feyenoord, invece, è andata bene. Certo, qualche perplessità all’inizio ma nel secondo tempo c’è stato un exploit vincente.

ALL’OLIMPICO NON SI CAMBIA. Domani sera il Napoli torna a giocare dopo due settimane di pausa per le qualificazioni ai Mondiali in Russia. C’è la sfida ai giallorossi di Di Francesco, il tecnico arrivato dal Sassuolo che subito ha dato una identità alla Roma. Una Roma che ha un centrocampo di tutto rispetto. C’è tecnica, qualità e potenza. Sarà difficile avere a che fare con Nainggolan, De Rossi e Pellegrini sono dei dirimpettai che fanno paura. Ma se Allan, Jorginho e Hamsik vanno a mille allora lo spettacolo è assicurato. Sarri sa a cosa va incontro e quindi non dovrebbe fare cambi. Almeno per questa partita e quella con il Manchester City in Champions martedì prossimo. C’è voglia di andare avanti e di comandare la classifica. Battere la Roma significherebbe dare un segnale forte alle concorrenti al titolo. Soprattutto alla Juventus che nel pomeriggio di domani ospita a casa sua la Lazio. Da copione non dovrebbe avere scampo la formazione di Simone Inzaghi e quindi i tre punti della Signora sono assicurati. Spetta al Napoli confermarsi. E con quei tre la in mezzo lo può fare tranquillamente. Allan è un “mordicaviglie” che riesce a lavorare anche per Hamsik che è più offensivo. Jorginho è colui il quale imposta il gioco, riesce sempre a trovare il passaggio più semplice per far inserire i compagni che stanno più avanti. È un mix completo che può variare nella ripresa con l’ingresso di Zielinski e Diawara. Ma la base deve essere sempre la stessa. Lo sa bene Sarri, anche in virtù del fattore esperienza. C’è Marekiaro, poi, che è molto arrabbiato. Vuole rifarsi dalle amarezze per non essersi qualificato per i Mondiali e soprattutto vuole agguantare Maradona a quota 115 gol. Il successo e questo record sarebbero la migliore medicina per rivederlo sorridere. È lui il punto di riferimento di questo centrocampo che fa la differenza. Sempre e comunque.

Fonte: Salvatore Caiazza per il “Roma”

Basket – Avellino, Sacripanti: Contro Torino una gara di grande difficoltà

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Dopo la bella vittoria in Champions League contro il Besiktas si ritorna a pensare al campionato. Domani alle 20.30 sui legni del PaladelMauro arriva la FIAT Torino, e coach Sacripanti nella consueta conferenza stampa pre-gara dichiara: “Quella di domani sera è una partita importantissima, affrontiamo una grande squadra che si è mossa bene in sede di mercato puntando su un allenatore esperto e che ha grande ambizioni. In questo avvio di campionato ha disputato due ottime gare vincendole entrambe. Noi, in queste prime uscite, abbiamo avuto dei momenti di difficoltà nell’arco dei 40 minuti, siamo consapevoli di avere ancora dei problemi di natura fisica e a livello di gioco. Sono contento per la qualità offensiva dimostrata dai miei ragazzi fino a questo momento, ciò che mi preoccupa, è il fatto che abbiamo poco tempo per allenarci. Sappiamo che il ruolo di 5, al momento, è il nostro tallone d’Achille. Stiamo aspettando Fesenko e N’Diaye, ma Zerini è molto bravo a giocare in quel ruolo soprattutto a livello difensivo. Contro i turchi tatticamente abbiamo disputato una buona gara, speriamo di sfruttare la nostra intelligenza cestistica anche contro Torino”.

Comunicato Stampa

Pedofilia, finiscono in manette dieci soggetti

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La polizia postale di Bolzano ha scoperto una rete di pedofili su una piattaforma di voip criptato. La Polizia di Stato di Trento ha arrestato 10 persone,  e esegito 47 perquisizioni  terminate con il sequestro di materiale informatico prodotto tramite l’abuso sessuale di minori. Le indagini sono iniziate in seguito all’arresto di un 38enne del Sudtirolo nel 1 febbraio 2016, scoperto in possesso di ingente materiale digitale pornografico raffiguranti minorenni, materiale che il soggetto dichiarava di aver scaricato da internet, e quindi non era in grado di indicare elementi utili all’identificazione dei soggetti che avevano diffuso i file. Tuttavia le sue dichiarazioni hanno destato sospetto negli investigatori della Polizia delle Comunicazioni i quali hanno notato, tra le prove digitali del computer sequestrato, un utilizzo continuo dell’applicazione Voip ed una rubrica composta da contatti dislocati su tutto il territorio nazionale. L’operazione è stata condotta anche in Campania.

Oltre 900 studenti in piazza contro l’alternanza scuola-lavoro

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Questa mattina oltre 900 studenti, provenienti da tutti gli istituti superiori di Castellamamre di Stabia, si sono incontrati per manifestare il loro dissenso verso i percorsi di ”Alternanza Scuola-Lavoro” attivati dal Ministero della Pubblica Istruzione nell’ambito della legge 107 (Buona Scuola) del 13 luglio 2015.

La manifestazione ha iniziato a muoversi dal Viale Europa, mandando il tilt l’intero traffico cittadino. E’ poi proseguita per Via Marconi, ed è terminata nello spazio antistante il palazzo del Comune. Il sindato Antonio Pannullo è intervenuto e tramite un megafono ha espresso la sua solidiarietà con gli studenti e sottolienando la disponibilità di sottoscrivere un documento per chiedere condizioni migliori per questa alternanza.

Lo sciopero aveva lo scopo di portare sotto i riflettori, secondo gli studenti, che questa alternanza non ha fini formativi, ma di sfruttamento da parte delle imprese, in quanto utilizzati per attività diverse dal percorso di studi che hanno intrapreso. Come riportato dalla lettera firmata dal rapprentnate di istituto Armando Barretta si chiede anche: “Se ancora si vuole parlare di Alternanza vogliamo, come proposto da tutti gli studenti italiani, uno statuto che ci garantisca la gratuità e la qualità dei percorsi di Alternanza e un “codice etico” da imporre ad ogni azienda per tutelare la nostra figura e la nostra dignità in genere.

Antonio Gargiulo

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Allegri: “Tra noi e il Napoli c’è un pareggio di differenza, alla fine vincerà la miglior difesa”

Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match con la Lazio. Tra i temi trattati anche la sfida a distanza con il Napoli:

“Chi vince il campionato quest’anno? Negli ultimi 10 anni ha vinto solo una volta la squadra con la seconda miglior difesa e credo sia stata l’Inter. Per il resto ha sempre vinto la miglior difesa in assoluto, alla fine questo fattore verrà fuori. La Roma ha subito solo 3 gol, noi e il Napoli 5. Juve che deve rincorrere? Tra noi e il Napoli c’è un pareggio di differenza, così come tra l’Inter e gli azzurri. Due anni fa siamo stati a 11 punti dalla vetta, quindi altro che rincorrere. Dobbiamo fare un tot di punti che bastano per il campionato, tutto si vedrà strada facendo”.

Targa Scanner: il sistema che aiuta i controlli della Polizia Municipale ad Ercolano. Presto anche a Castellammare?

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Nuovo strumento che aiuta i controlli della Polizia Municipale di Ercolano è l’innovativo sistema Targa Scanner. Tale tecnologia permette, inquadrando la targa del veicolo con il sensore, di conoscere in pochi secondi tutti i dati: assicurazione, revisione, eventuali denunce ecc.

Pare che Targa Scanner stia fortemente facilitando il lavoro della Polizia Municipale di Ercolano che, solo negli ultimi giorni, ha individuato circa 20 veicoli che circolavano senza la regolare copertura assicurativa. Ad aiutare il lavoro, la possibilità di puntare lo scanner anche sulle auto parcheggiate, non solo su quelle in movimento. Ad altri trasgressori sono state irrogate sanzioni per un valore complessivo di 10 mila euro.

A questo punto, viste le tante lamentale sei cittadini stabiesi circa la maleducazione stradale che regna a Castellammare, ci si chiede quando lo strumento Targa Scanner possa essere introdotto anche nella cittadina stabiese.

Fonte: Vesuvio Live

Furto nella Chiesa di Pertosa: questo il bottino dei ladri…

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Furto nella Chiesa di Pertosa, in provincia di Salerno. La Chiesa è stata il bersaglio di alcuni ladri che si sono intrufolati all’interno dell’edficio la scorsa notte. I malintenzionati hanno trafugato cimeli e l’oro che era stato donato dai fedeli a San Benedetto.

L’oro era conservato “celato” in un cassetto sollo alla statua di San Benedetto. A denunciare il furto, il parroco della Chiesa, Don Pasquale. Sui fatti stanno indagando i Carabinieri di Sala Consilina.

Fonte: Il Mattino

De Laurentiis sarà all’Olimpico per Roma-Napoli: è un po’ il suo derby

Ci sarà anche lui domani per il big-match dell’Olimpico. Sarà presente sugli spalti e tornerà ad assistere ad una sfida della sua creatura Napoli. D’altronde è lì, da sempre, la sua casa italiana: origini napoletane, ma nato ed è diventato Aurelio De Laurentiis a Roma. Quello di sabato sarà un po’ il suo derby. Papà Luigi e zio Dino erano di Torre Annunziata, poi con la crescita sempre più grande dell’azienda di produzione cinematografica la famiglia si è spostata nella Capitale, con continui viaggi negli States, lì dove si fa il cinema a più alti livelli. E così dal 29 maggio 1949, giorno della sua nascita, la città di Aurelio è Roma.

Ma c’è un’altra data di nascita da tenere in considerazione nella vita di Don Aurelio: il 6 settembre 2004. È il giorno in cui è ufficialmente nato il Napoli Soccer, la data della rinascita del pallone all’ombra del Vesuvio dopo il fallimento. Per De Laurentiis, da sempre impegnato nel cinema, una nuova vita, con un nuovo impegno a cui si è dedicato anche più che alle pellicole.

Non è mai stato svelato per quale squadra tenesse il patron prima di acquistare la compagine partenopea. In realtà lui ha sempre fatto capire che il calcio lo seguisse poco prima dell’avventura con il Napoli. Possibile, però, che una simpatia per una delle due squadre romane ci sia stata, visto che da sempre è nato e vissuto lì. Ciò che è sicuro è che attorniato quotidianamente da tifosi romanisti. Tanti amici che sono con lui lì nella Capitale, tanti collaboratori e addetti al mondo dello spettacolo con cui si confronta quotidianamente. Basti pensare a Carlo Verdone, attore di punta che ha lavorato e lavora ancora con De Laurentiis ed è tifoso sfegatato della Roma.

Ma anche Riccardo Scamarcio e Massimo Ghini, che pure hanno lavorato per i film di Aurelio, sono giallorossi. Così come Angelo Bernabucci e Maurizio Mattioli, che recitano anche da ultrà romanisti nel film “Tifosi” della FilmAuro. Per non parlare di Claudio Amendola, sfegatato romanista e Sabrina Ferilli, tifosa giallorossa che si spogliò anche per lo scudetto del 2000.

Proprio della Ferilli, ADL scrisse qualche tempo fa su Twitter: «Sagace, pungente, stimolante, coinvolgente. Insomma unica! C’è solo una cosa che divide me da Sabrina Ferilli: la fede calcistica. Io pronto a rinunciare al cinema per il Napoli, Sabrina pronta a spogliarsi per la Roma».

Già, perché se poco si sa sulle simpatie giovanili di De Laurentiis, ciò che è certo è che da quando è diventato patron del Napoli ne sta diventando anche un tifoso doc ed apprezza anche il modo di fare dei supporters partenopei. «Non mi aspettavo che Di Francesco riuscisse a dare subito un certo tipo di gioco alla Roma. Eppure molti amici romanisti non sono soddisfatti, anzi si lamentano pure. Certi tifosi anche di prestigio non sono mai contenti a Roma. A differenza dei napoletani che sono coerenti e sono innamorati del loro Napoli e di Maurizio Sarri» le parole del Patron al “Roma” la scorsa settimana. Manca solo un giorno al derby di Aurelio, il patron è in fremito.

 

Dario De Martino per il “Roma”

VIDEO ViViCentro – Maradona day, le interviste ai protagonisti: “Napoli, vinciamo lo scudetto!”

VIDEO ViViCentro – Maradona day, le interviste ai protagonisti: “Napoli, vinciamo lo scudetto!”

Una serata all’insegna del collezionismo, all’insegna dell’amicizia e della passione per i colori azzurri. L’amore incondizionato per Diego Armando Maradona, è stato questo lo scopo della serata evento che si è tenuta ieri al Phoniex Club di Pozzuoli. Una cena-evento dove i più grandi collezionisti hanno mostrato più di 50 maglie del Pibe e tutti i loro cimeli. Organizzatore e ideatore dell’evento è Samuele Esposito (Samuelmania). Queste le interviste ai colleziosinisti della serata.

dal nostro inviato, Ciro Novellino

Campionato italiano di Mezza Maratona: domenica il via ad Agropoli

Ai nastri di partenza il Campionato italiano di Mezza Maratona, Trofeo città di Agropoli in programma domenica 15 ottobre, dove la cittadina accoglierà atleti professionisti e Top runner provenienti da tutta Italia. Sabato 14 alle ore 9 inizia il montaggio di stand e palco in piazza Vittorio Veneto e alle ore 18 è previsto lo spettacolo degli sbandieratori di Agropoli. Alle ore 18.30 presentazione della maglietta del Campionato presso lo Spazio Sicme, con intervento di Pierluigi Punzi, amministratore delegato della società leader di vendita gas e power sul palco. Alle ore 19.00 si terrà la presentazione dei Top runner con il saluto della dottoressa Manuela Olivieri, moglie di Pietro Mennea, e di Stefano Baldini, campione olimpico di maratona. Alle ore 21 chiusura del Villaggio.

Domenica la gara si espleterà con il seguente orario: 9.30 Partenza Campionato – Gara Femminile; ore 9.40 Gara maschile. Alle ore 12.00 si terrà la Cerimonia di Premiazione. “Cosa c’è di più energetico dello sport? La Sicme Energy e Gas che rappresento non può non essere al fianco di una iniziativa come questa, che si svolge nel cuore del Cilento, un territorio a noi caro e che sosteniamo anche dal punto di vista sportivo e sociale”, ha dichiarato l’ad della società Pierluigi Punzi.

Volley – Coppa Campania Femminile: PRIMAVERA CAVESE – INDOMITA SALERNO 3-1

COPPA CAMPANIA FEMMINILE – GIRONE G TERZA GIORNATA

PRIMAVERA CAVESE – INDOMITA SALERNO 3-1
(19-25, 29-27, 25-22, 25-21)
PRIMAVERA CAVESE: Arpaio, De Iulis, Della Monica, Di Prisco, Izzo, Lamberti N., Lamberti V., Lodato, Ronca, A., Ronca C., Sellitto, D’Auria (L), Mannara (L2). All. Vigorito
INDOMITA: De Rosa, Grimaldi11, Izzo 4, Lanari 19, Losasso 5, Morea, Naddeo, Pizzarelli, Sacco 11, Scoppetta 1, Valdes 20, Verdoliva (L), Truono (L2). All. Tescione

Arbitro: Morena di Angri

Sfuma la qualificazione alla seconda fase di Coppa Campania per l’Indomita femminile. Le ragazze di coach Tescione, nella sfida decisiva perdono 3-1 in casa della Primavera Cavese che guadagna così il pass per il turno successivo. Inevitabile il rammarico in casa Indomita soprattutto per l’andamento dei primi due set. Nel primo le ragazze care alla presidente Ruggiero partono benissimo e impongono subito il proprio ritmo, scappando subito via nel punteggio. Sacco apre il match con due punti consecutivi, poi grazie agli attacchi vincenti di Lanari e Valdes l’Indomita va sul 16-9. Il Cava prova a rientrare e torna addirittura a meno due, 17-19, ma l’Indomita non si fa sorprendere e Grimaldi va a mettere a terra il pallone del 25-19. Nel secondo set parte meglio la formazione metelliana che va subito 5-1. Due ace di Grimaldi e un muro di Izzo rilanciano l’Indomita che trova il sorpasso grazie a Lanari 11-12. Le ragazze di Tescione con un break di otto punti si portano 11-17. Il set sembra avviarsi alla conclusione quando l’Indomita guadagna ben cinque setpoint. In campo entra Morea in regia al posto dell’infortunata capitan Scoppetta e la Primavera Cavese con grande orgoglio ritrova la parità a quota 24. L’Indomita spreca poi altri tre setpoint prima di cedere incredibilmente 29-27. Senza Scoppetta e con Losasso al posto di Izzo al centro l’Indomita prova a reagire nel terzo set. Sono però tanti gli errori. Il set si gioca punto a punto sempre con il Cava avanti e con l’Indomita che ritrova la parità senza però riuscire a mettere la freccia. Sul 19-19 arriva poi l’allungo decisivo delle padrone di casa. Lanari e un ace di Izzo riportano l’Indomita a meno uno, 23-22; poi però Di Prisco e compagne chiudono 25-22. Il quarto set ha un andamento simile con l’Indomita, troppo discontinua che alterna cose positive ad altre negative. Sul 20-20 arriva così l’allungo decisivo della Primavera Cavese che chiude 25-21 conquistando la qualificazione. Grande rammarico in casa Indomita come si evince dalle parole del libero biancoblu Simona Verdoliva: “Sapevamo che non sarebbe stata una partita facile. Dopo una buona partenza verso la metà del secondo set siamo calate man mano un po’ tutte e abbiamo iniziato a giocare a tratti, senza riuscire a trovare la giusta continuità. Poi, l’uscita dal campo della nostra palleggiatrice titolare è stata comunque un fattore determinante e non siamo più riuscite a essere incisive come in precedenza. Adesso pensiamo alla prossima partita in casa contro il Pozzuoli. E’ la prima giornata di campionato, è un match importante e proveremo subito a riscattarci potendo contare anche sul fattore campo a favore”. Dispiacere, voglia di riscatto ma anche tanti spunti su cui dover riflettere e diverse cose su cui dover lavorare in vista del campionato che partirà domenica prossima, 15 ottobre. Alla Senatore arriverà la Pallavolo Pozzuoli, una delle protagoniste annunciate del campionato di serie C femminile.

Comunicato Stampa

Basket, Givova Scafati attesa dalla Virtus Roma: i dettagli del match

Così come all’esordio, è di nuovo in terra laziale che andrà di scena la seconda trasferta stagionale della Givova Scafati. I gialloblù, reduci da una bella e perentoria vittoria nell’ultimo turno contro la Pasta Cellino Cagliari, sono ora attesi dalla Virtus Roma, ancora all’asciutto di punti e di vittorie dopo i primi due turni del girone ovest del campionato di serie A2. Dinanzi al pubblico del PalaTiziano, domenica sera, alle ore 18:00, i capitolini proveranno a fare la voce grossa e ad aggiudicarsi i primi punti stagionali.

Coach Fabio Corbani, alla sua seconda stagione in giallorosso, può contare su una rosa ampia e variegata, nella quale spiccano innanzitutto i due statunitensi Roberts (centro) e Thomas (ala piccola), che hanno attualmente una media punti rispettivamente di 16,5 e 13. Media realizzativa da doppia cifra anche per gli esperti italiani Chessa (playmaker) e Maresca (guardia), pari rispettivamente a 13 e 11,5 punti. A questi va aggiunta la solidità di Landi (ala grande), Baldasso (guardia) e Benetti (ala grande), che insieme a Basile (playmaker) e Vedovato (centro) completano un roster di ottima caratura per la categoria. I gialloblù, memori di quanto accaduto a Rieti nella prima giornata, cercheranno di affrontare la sfida con determinazione e agonismo da protrarre per tutto l’arco della sfida, senza cali di tensioni che potrebbero essere nuovamente pagati a caro prezzo.

Dichiarazione dell’assistente allenatore Alessandro Marzullo: «Affrontiamo la Virtus Roma, che, nonostante le due sconfitte nei primi due turni di campionato, è una buona squadra, dotata di grande atletismo, soprattutto negli americani, e di grande talento ed esperienza negli italiani, come Chessa, Maresca e Landi. E’ una squadra che non merita la classifica che attualmente occupa. Ha perso le prime due gare in maniera rocambolesca, soprattutto la seconda a Reggio Calabria. Mi attendo quindi una squadra agguerrita e determinata a conquistare la prima vittoria stagionale dinanzi al proprio pubblico. Noi arriviamo a questo incontro dopo una buona partita. Ci siamo allenati bene e siamo pronti a disputare la stessa gara solida dell’esordio a Rieti, magari provando stavolta a completare l’opera, con maggiore precisione e cinismo negli ultimi minuti».

Dichiarazione del centro Marco Ammannato: «Voglio innanzitutto ringraziare i tifosi per il sostegno che abbiamo ricevuto da loro nell’esordio casalingo, dopo i due punti buttati a Rieti. Ora ci attende la seconda trasferta stagionale contro la Virtus Roma, squadra che cerca sempre il contropiede e tira molto dalla lunga distanza, quindi dovremo essere bravi a contenerli. Stiamo bene, siamo reduci da una buona vittoria, frutto di una gara nella quale abbiamo continuato a difendere forte anche quando eravamo in vantaggio: è questo lo spirito che ci permetterà di arrivare lontano, se continueremo a farlo sempre.

Vogliamo riprenderci i due punti lasciati a Rieti dopo un dominio di 38’, sappiamo le difficoltà della sfida, ma vogliamo andare ad imporci: Scafati non ha mai vinto a Roma nella sua storia e vogliamo sfatare questo tabù. Il fatto che i nostri prossimi avversari sono reduci da due sconfitte di fila non deve farci abbassare la guardia, dobbiamo restare in ritmo sia nella testa che nelle gambe, perché in questo campionato le squadre che giocano in casa godono di un grosso vantaggio, quindi dovremo restare concentrati per tutti e quaranta i minuti di gara».

Arbitreranno l’incontro i signori Moretti Mauro di Marsciano (Pg), Radaelli Roberto di Rho (Mi) e Vita Marco di Ancona. La partita sarà trasmessa in diretta video streaming dal sito internet della Lega Nazionale Pallacanestro (tramite il servizio in abbonamento prepagato “LNP TV Pass”). Inoltre, sarà possibile assistere alla visione della gara in differita su TV Oggi (tasto 71 del digitale terrestre) nei giorni di lunedì (ore 15:00) e, in replica, martedì (ore 21:00).

Draghi teme i salari bassi

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“Ancora non ci siamo”, dice il presidente della Bce Mario Draghi affrontando il nodo del livello dei salari “troppo bassi”. Le sue parole, pronunciate a Washington, spiegano che la Banca centrale europea si concentrerà sul mercato del lavoro prima di mettere mano ai tassi di interesse.

L’allarme di Draghi sui salari: “Fare di più, ancora non ci siamo”

L’Eurotower: la ripresa accelera ma restano rischi e debolezze

WASHINGTON – «Ancora non ci siamo». È perentorio Mario Draghi quando affronta il problema dei salari. I livelli retributivi non convincono il presidente della Banca centrale europea il quale conferma come Francoforte sia focalizzata nell’esaminare il mercato del lavoro. «Sui salari sono stati fatti dei progressi ma ancora non ci siamo», afferma il titolare di Eurotower, nel suo intervento a un convegno del Peterson Institute di Washington, durante il quale sottolinea che occorre fare di più per aumentarne il livello.

La riflessione di Draghi conferma come la ripresa economica, che la Bce da anni sostiene attraverso politiche monetarie accomodanti, non ha ancora trasmesso in maniera diffusa gli effetti virtuosi in termini di retribuzioni. Anche se sul piano occupazionale dei passi in avanti sono stati compiuti, come sottolinea lo stesso presidente della Bce difendendo a spada tratta le operazioni di «quantitative easing» (acquisto di titoli a reddito fisso sul mercato per immettere liquidità nel sistema) attuate dall’Istituto. «È vero che ci possono essere distorsioni, ma se si creano 7 milioni di posti di lavoro in 4 anni, i benefici sono talmente superiori che le distorsioni passano in secondo piano».

Draghi trova una sponda in Ben Bernanke, l’ex presidente della Federal Reserve architetto del Qe con cui le autorità monetarie degli Stati Uniti risposero alla devastante crisi finanziaria del 2007. «L’idea che Qe distorca i mercati finanziari, si sente abbastanza spesso. Ma non è chiaro cosa significhi», dice Bernanke intervenendo allo stesso convegno. Quello tra i due banchieri è affondo corale: «Questa cosa la tradurrei in 90 lingue, – rilancia Draghi – anche per chi in Europa non vuole leggere in inglese». E in merito alla politica accomodante rassicura i mercati: «I tassi resteranno bassi per un periodo prolungato di tempo, anche al di là del piano di acquisto di asset». Strettamente legata al problema dei livelli salariali è quello dell’inflazione a livelli ancora storicamente bassi, fattore di incertezze su cui però Draghi invita alla calma: «Dobbiamo essere pazienti, persistenti e prudenti».

Più possibilista è Christine Lagarde. Il direttore del Fmi, pur sostenendo che «nelle economie avanzate la politica monetaria dovrebbe restare accomodante data la bassa inflazione e le debolezze di molti Paesi», sottolinea, malgrado essa abbia incoraggiato l’emersione di alcuni rischi alla stabilità finanziaria.

Ed è proprio la stabilità finanziaria uno dei fattori di rischio per la crescita indicato nei rapporti pubblicati in occasione dei lavori annuali di Fmi e Banca mondiale. La ripresa «continua ma è incompleta. I rischi di breve termine sono bilanciati, mentre nel medio termine sono orientati al ribasso e includono tensioni finanziarie», dice Lagarde, sottolineando che nelle economie avanzate le spinte alla deflazione si stanno riducendo anche se l’inflazione resta sotto gli obiettivi.

Ci sono poi altri fattori di rischio, secondo il direttore, come le diseguaglianze e il rallentamento degli scambi commerciali a causa della creazione di barriere. Attenzione però ai rimedi: «Tassare i ricchi non è la strada migliore per ridurre le diseguaglianze – chiosa Lagarde – la strada migliore è quella di ridurre la disparità tra uomo e donna, sia in termini di accesso al mercato del lavoro, sia in termini di salari».

vivicentro.it/economia
vivicentro/Draghi teme i salari bassi
lastampa/L’allarme di Draghi sui salari: “Fare di più, ancora non ci siamo” FRANCESCO SEMPRINI – WASHINGTON

Sanità: il superticket potrebbe essere soppresso nella prossima legge di bilancio

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Introdotto per fare cassa (poca) nel 2011, il superticket* potrebbe essere soppresso nella prossima legge di bilancio. Oggi ha vari difetti. Disincentiva l’uso del Ssn. Se applicato, la sua entità è diversa tra regioni. Ed è percepito come una tassa, e non come una partecipazione alla spesa sanitaria.

Superticket, abolirlo fa bene alla salute

Il superticket* ha cambiato la natura di uno strumento pensato invece per responsabilizzare i cittadini sui costi del servizio sanitario. Per questo dovrebbe essere cancellato, ripensando nello stesso tempo l’intero sistema delle compartecipazioni.

La proposta di abolire il superticket

Con l’approvazione della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza da parte del parlamento si sono aperti i giochi sulla manovra di bilancio. Molte le osservazioni critiche sulla mancanza di novità incoraggianti sul fronte della sanità. Ma la traiettoria della spesa disegnata nella Nota è a legislazione vigente, poco informativa quindi sulle reali intenzioni del governo di incidere sulle politiche per la salute.

Al di là degli ovvi strepiti per richiedere un aumento del finanziamento programmato (114 miliardi nel 2018, +1 sul 2017), un assaggio delle discussioni infinite che ci aspettano – e che non porteranno da nessuna parte – sul miliardo in più o in meno al Ssn, qualche suggerimento più preciso per il governo comincia ad arrivare. E non a caso perché si riprende uno dei temi del Patto per la salute 2014-2016 che – all’articolo 8 – prevedeva la revisione dell’intera disciplina che regola il ticket. È di Mdp la proposta di abolire il “superticket”, un balzello introdotto nel 2011 in somma fissa (10 euro) che ogni cittadino (non esente) deve pagare per poter ottenere una prestazione specialistica a carico della sanità pubblica.

Il governo dovrebbe cogliere la palla al balzo e fare giustizia di una stupidaggine del passato, introdotta in piena emergenza finanziaria con l’unico obiettivo di raccattare soldi (dopo che nel 2007 fu prima introdotto poi immediatamente cancellato).

Perché dovremmo abolire il “superticket”? Gli argomenti che circolano sono almeno due. C’è chi dice che sia un disincentivo per il servizio pubblico e una spinta verso il privato. E pare indubbio: se si aumenta il prezzo del servizio pubblico, aumentano le probabilità che il cittadino si rivolga al privato (o chieda il servizio in intramoenia) che in molti casi costa addirittura di meno. C’è chi sottolinea invece le differenze tra regioni nel recepimento del “superticket”, con alcune che hanno deciso di non fare nulla, altre che l’hanno applicato così com’è, altre che lo modulano in base al costo della prestazione o in base al reddito, generando disparità nell’accesso ai servizi tra territori (vedi le differenze nei valori pro-capite tra regioni nella tabella 1) e tra cittadini in ciascuna regione. Sugli aspetti distributivi sarebbe utile qualche analisi in più; anche perché il “superticket” è detraibile al 19 per cento con le spese sanitarie (un nonsense) e non tutti quelli che lo pagano poi fruiscono della detrazione.

La logica della responsabilità

Entrambi gli argomenti però mi pare non colgano il danno principale prodotto dal “superticket”, che ha cambiato la natura del ticket, facendolo percepire ai cittadini come l’ennesima imposta da pagare. Per un gettito relativamente misero: la stima più veritiera si aggira intorno ai 500-600 milioni di euro (inclusi negli 1,3 miliardi della specialistica) sui 3 miliardi complessivi delle compartecipazioni (tabella 1) e i 113 miliardi di spesa corrente.

Tabella 1 – Proventi per le compartecipazioni alla spesa

Proventi per le compartecipazioni alla spesa

Fonte: Rapporto 2017 sul coordinamento della finanza pubblica, Corte dei conti

La stortura è evidente soprattutto per le prestazioni a bassa complessità e basso costo: con il “superticket” il prezzo al pubblico è superiore al costo di produzione. Una follia nella logica della responsabilizzazione, cioè di far percepire ai cittadini che i servizi gratuiti per chi li consuma non sono a costo zero per chi li produce.

Qui sta il danno del “superticket”: non si può chiedere a un cittadino di coprire più del costo, sennò dalla compartecipazione si passa all’imposta. Abolire il “superticket” consentirebbe di tornare a dire ai cittadini che con il ticket stanno solo partecipando a coprire i costi di produzione di un servizio offerto dal pubblico in una logica di responsabilizzazione. Che il ticket serve, come mostra la letteratura empirica, a ricercare una maggiore appropriatezza della spesa; non a fare cassa.

L’abolizione del “superticket” non è una novità: regioni e governo hanno già cominciato nei mesi scorsi a discuterne, quindi non arrivano impreparati al confronto. Inutile dire che tutto il problema è come coprire i mancati introiti (a rigore, al netto delle spese fiscali).

Nelle discussioni della Conferenza stato-regioni qualcuno ha già pensato per esempio di sostituire il “superticket” con un ulteriore ticket sui codici verdi al pronto soccorso. È vero che il pronto soccorso viene usato male, ma in tema di appropriatezza ci sono altri indicatori più consolidati: per esempio, perché non un ticket sui cesarei per gravidanze normali? In ogni caso, così non si farebbe nessun passo avanti verso un miglioramento dell’intero sistema delle compartecipazioni: c’è un problema di esenzioni, soggette a pressioni lobbistiche e alla difficoltà di misurare reddito e patrimonio dei singoli; c’è un problema di comportamento dei medici, che prescrivono senza dover sopportare alcun costo per le proprie scelte. Purtroppo, come per le spese fiscali, il problema è politicamente spinoso: se ne discute da anni ma poi non se ne fa mai nulla, per gli ovvi aspetti redistributivi. E fra un po’ si vota.

*Cosa sono e come funzionano i superticket? 

Per superticket si intende il balzello introdotto nel 2011 che prevede il pagamento di 10 euro di ticket su ogni ricetta per le prestazioni di diagnostica e specialistica. Ogni regione può decidere se e come applicarlo e la sua introduzione ha scatenato forti polemiche da parte di alcune regioni che hanno scelto di adottarlo in modo differente. Alcune hanno deciso di modularlo in base al reddito o al tipo di servizio, mentre altre, come la Valle d’Aosta hanno preferito non adottarlo affatto.

Il superticket non si paga in Sardegna, Valle d’Aosta, nella provincia di Trento e Bolzano e in Basilicata. Viene invece applicato il superticket di 10 euro per ogni ricetta medica che abbia un valore superiore ai 10 euro nel Lazio, nel Friuli Venezia Giulia, in Liguria, Marche, Molise, Abruzzo, Puglia, Sicilia e Calabria. In Campania, Piemonte e Lombardia il superticket viene applicato in maniera progressiva all’aumentare del valore della ricetta mentre viene modulato in base al reddito in Veneto, Emilia Romagna, Umbria e Toscana.

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lavoce.info/Superticket, abolirlo fa bene alla salute – Gilberto Turati