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Barano: una magia di Kikko Arcamone regala tre punti con il M. Di Procida

A cura di Simone Vicidomini

Gli aquilotti rimangono in 10 per l’espulsione di Monti jr ma un eurogol di Kikko Arcamone regala la vittoria nello scontro diretto con il Monte Di Procida. 

Il Barano nel pomeriggio di ieri allo stadio “Don Luigi Di Iorio” di certo non ha offerto una grande prestazione sotto il profilo tecnico in campo,ma ha dimostrato di saper reagire e soffrire fino alla fine. Gli aquilotti dopo l’ingenua espulsione di Monti jr,che ha rimasto la sua squadra in dieci hanno saputo dare la giusta risposta sbloccando la gara su una ripartenza veloce. La formazione locale però deve ringraziare ancora una volta il portiere Martucci,vero protagonista ancora una volta della gara. L’estremo difensore ha neutralizzato con le sue parate tre tentativi limpidi negando il gol al Monte Di Procida. I locali quando si pensava che dovessero difendere con le unghie e con i denti lo 0-0,rimasti in dieci, è arrivato il jolly  di Kikko Arcamone con un perfetto tiro a giro di sinistro con la sfera che è terminata nel sette,dopo una ripartenza e splendida triangolazione tra Ferrari e Angelo Arcamone. Il tecnico Monti nonostante la vittoria ottenuta con tre punti importanti a fini della classifica  e sopratutto in uno scontro diretto per la salvezza, si è mostrato un po arrabbiato verso suo figlio per essersi fatto espellere ingenuamente,mancando proprio di esperienza.

Barano-Monte Di Procida squadre in campo

LE FORMAZIONI – Monti deve fare a meno del solo Christian Esposito (distorsione alla caviglia) e schiera i suoi con un 4-4-2 che prevede Martucci fra i pali e la difesa formata da Errichiello, Chiariello, Monti jr ed Accurso. A centrocampo, ecco Ferrari e Capone al centro con Arcamone G. G. e Migliaccio ai lati. In avanti ci sono Arcamone A. e Rizzo. Sul versante opposto, Mazziotti, che non ha a disposizione Caputo ed il bomber Palma, schiera il suo Monte di Procida con il classico 4-3-3. I montesi vanno in campo con Casolare a difesa della porta e la difesa formata da Petruccio, Punziano, Autiero ed Esperimento. A centrocampo si muovono Costagliola al centro con Valoroso ed Attanasio ai lati, mentre Di Matteo appoggia Lucignano e Capuano in attacco.

Nella prima frazione di gioco vince la noia con Martucci reattivo e con Angelo Arcamone che ha la palla gol per sbloccare la gara.

La gara inizia con un buon ritmo ma i primi minuti sono privi di occasioni degne di nota. Il primo tiro verso la porta è di Accurso all’8’, ma il terzino, dopo una bella apertura di Ferrari, calcia sopra la traversa. Al minuto 10 ci prova anche il Monte di Procida, ma la punizione di Capuano, calciata da 28 metri, termina al lato. Al 13’ sono ancora i montesi ad andare alla conclusione, sempre dalla lunga distanza, con Costagliola: palla di poco alta con Martucci che controlla.  Al 26’ brivido in area baranese, con Valoroso che, solo davanti a Martucci non riesce a girare verso la porta una punizione dalla tre quarti di Costagliola. Al minuto 29 autentico miracolo di Martucci, che riesce a deviare d’istinto una conclusione a volo di Attanasio bravo a girare verso la porta su un cross dalla destra. Al minuto 34’, dopo uno scontro di gioco con Rizzo, Casolare resta a terra, l’estremo difensore ha bisogno delle cure dei sanitari. Al 39’, grossa occasione per il Barano: palla scodellata al limite, Angelo Arcamone prolunga per Migliaccio al limite dell’area piccola, l’esterno stoppa e lascia la palla all’accorrente Rizzo che calcia incredibilmente a lato. La risposta del Monte di Procida arriva con Valoroso, che dopo una bella azione personale entra in area e calcia dalla destra mandando la sfera di poco fuori. Al 43’ ammoniti per reciproche scorrettezze Monti Jr e Punziano dopo un calcio piazzato di Arcamone G. G. finito di poco alto. Al 45’ azione personale di Rizzo, che si accentra e dal limite, quando è completamente solo, calcia in maniera sbilenca. Il primo tempo si chiude con una bella girata di Arcamone G. G. che da due passi viene deviata in angolo dal ginocchio di un avversario.

La ripresa si apre con un cambio per parte: nel Barano esce un spento Migliaccio per Di Massa, mentre il Monte di Procida sostituisce Autiero col neo acquisto D’Orsi. Al 50’ ammonito Rizzo per simulazione: dopo un assolo palla al piede, la punta si lascia platealmente cadere quando è fra un paio di avversari al limite dell’area. Poco dopo il giallo se lo becca anche Esperimento (entrata dura su Arcamone G. G.). Al 55’ è ancora protagonista Martucci, che si supera su un calcio di punizione dai 25 metri di Di Matteo. Passano meno di 2 minuti e la palla buona capita sui piedi di Rizzo, che dopo una caparbia azione di Ferrari al limite, quasi a tu per tu con Casolare scarica il pallone alto. Al minuto 63, primo vero tiro della ripresa per il Barano: Angelo Arcamone si gira benissimo dal limite ed impegna severamente il portiere ospite, che blocca in due tempi. Poco dopo, Monti jr si becca il secondo cartellino giallo, evidentemente per aver detto qualcosa all’arbitro. Mister Monti toglie subito Rizzo per inserire Di Costanzo e ricrea la linea a 4 in difesa. Al 68’ calcio di punizione dai 22 metri per il Barano, dopo un fallo di D’Orsi (ammonito) su Arcamone A.: si incarica della battuta l’altro Arcamone ma calcia altissimo. Il Monte di Procida prova a gettarsi in avanti.  Al 30′ conclusione di Attanasio dai 22 metri, ma la palla termina debolmente dalle parti di un attento Martucci. Passano pochi secondi e Arcamone G. G. porta in vantaggio il Barano: l’azione l’avvia Martucci, che serve proprio Arcamone che porta palla e scarica sul suo omonimo che serve Ferrari, il capitano apre ancora per il numero 7 che dalla destra si accentra e lascia partire un tiro a giro che si insacca nel sette alla destra di Casolare. Splendida la rete, al termine di una splendida azione corale e fa esplodere i propri sostenitori bianconeri sulle gradinate del “Don Lugi Di Iorio” . Mister Mazziotti opera un paio di cambi per risollevare le sorti dei suoi. Gli ospiti vanno vicino al gol al minuto 81′ con Attanasio che colpisce di testa mandando di poco fuori su cross di Di Matteo. Al minuto 87, brivido per il Barano: sugli sviluppi di un angolo per gli ospiti, D’Orsi è libero di colpire di testa ma spreca malamente. Il Barano soffre ma resiste bene agli attacchi ospiti, ed in pieno recupero Martucci si supera ancora su un tiro dalla distanza di Attanasio, deviando in corner. Arriva il triplice fischio ed il Barano vola a quota 7 punti, e si posizione al centro della classifica.

BARANO                         1                

MONTE DI PROCIDA    0

BARANO (4-4-2): Martucci, Errichiello, Accurso, Ferrari, Monti, Chiariello, Arcamone G. G., Capone, Arcamone A., Rizzo (66’ Di Costanzo), Migliaccio (46’ Di Massa). A disposizione: Di Chiara, Trani, Scritturale, Cuomo, Filosa. All.: Giuseppe Monti

MONTE DI PROCIDA (4-3-3): Casolare, Petruccio (86’ De Simone), Esperimento, Costagliola, Punziano, Autiero (46’ D’Orsi), Valoroso (70’ Raia), Attanasio, Lucignano, Di Matteo, Capuano (79’ Coppola). A disposizione: Carezza, Carrano, Buonfino. All.: Marco Mazziotti

Arbitro: Vittorio Palma di Napoli (Assistenti: Alessandro Izzo e Giuseppe Andrea Palomba di Torre del Greco)

Reti: 76’ Arcamone G. G. (BA)

Ammoniti: Monti, Rizzo e Ferrari (BA) Petruccio, Punziano, Esperimento e D’Orsi (MP)

Espulso al 65’ Monti (BA)

Calci d’angolo: 1-3

Recupero: 3’ p.t., 4’ s.t.

Spettatori 120 circa

Sant’Antonio Abate, donna a seguito di un incendio si butta dal suo appartamento

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Una donna di 50 anni, a seguito di un incendio nella sua palazzina, si è buttata dal terzo piano del suo appartamento, morendo sul colpo. E’ successo a Sant’Antonio Abate, in vico Lorenzo Giustiniani. Ancora non si conoscono le generalità della donna, ma le forze dell’ordine sono al lavoro per capire anche da cosa è derivato quest’incendio. Nel vicolo gli edifici sono addossati l’un l’altro, quindi l’incendio ha danneggiato anche uno stabile vicino. In attesa delle verifiche di agibilità, le 15 famiglie residenti nelle due palazzine d’epoca sono state sgomberate. Attese altre novità.

Giù il cappello per Sarri, il suo Napoli è davvero una meraviglia da vedere!

Uno dei protagonisti assoluti di questo Napoli, è Maurizio Sarri. Il tecnico azzurro nel giro di pochi anni ha saputo rendere il Napoli una macchina vincente. A celebrare il trainer toscano c’è anche l’edizione odierna del quotidiano La Gazzetta dello Sport. Ecco un estratto dell’articolo della Rosea: “Giù il cappello, non ci sono più aggettivi per magnificarne il lavoro. Il Napoli è una meraviglia, che regala spettacolo. Anche lui ha ceduto all’emozione ed a fine partita ha esultato insieme alla panchina. In questo primato c’è tanto di suo, è la star del momento”. 

Scherma, il mondiale di fioretto all’americana Kiefer. Sul podio le italiane

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E’ una stoccata ad interrompere il dominio azzurro nella tappa d’esordio stagionale del circuito di Coppa del Mondo di fioretto femminile.

Le fiorettiste azzurre dominano le pedane messicane, ma a vincere è la statunitense Lee Kiefer che piazza la stoccata decisiva del 15-14 in finale su Alice Volpi. Quest’ultima sale sul secondo gradino del podio con un carico di rammarico, soprattutto per la ricostruzione arbitrale della stoccata finale, ma anche con la consapevolezza di essere una delle protagoniste del circuito mondiale.

L’azzurra, dopo l’esordio contro la giapponese Haruka Yanaoka per 15-12, ha proseguito superando la statunitense Sylvie Binder col punteggio di 15-10 e poi nel turno dei 16 la giovane tedesca Leonie Ebert per 15-13.

Ai quarti Alice Volpi ha invece sconfitto l’altra portacolori americana, Nicole Ross per 15-10, prima del derby azzurro contro Arianna Errigo, in cui si è imposta per 15-7.

Arianna Errigo, dal canto suo, era arrivta alla sfida di semifinale contro la compagna di Nazionale, dopo un percorso di gara che l’aveva vista subire mai più di 9 stoccate. Dopo il 15-4 inflitto alla francese Julie Mienville nel primo assalto di giornata, l’azzurra si è imposta per 15-2 sulla statunitense Dubrovich e poi per 15-9 sia contro la russa Martyanova e sia, ai quarti, contro la canadese Eleanor Harvey.

Martina Batini invece sale sul terzo gradino del podio dopo essersi fermata in semifinale per 15-7 contro Lee Kiefer, al termine di un percorso che l’aveva vista esordire con il successo per 15-10 sulla statunitense Iman Blow, proseguendo poi con la vittoria nel derby azzurro contro Valentina Cipriani per 15-13 e, imponendosi poi, con lo stesso punteggio sulla tunisina Ines Boubakri ed ai quarti sulla francese Pauline Ranvier.

Stop invece nel turno delle 16 sia per Beatrice Monaco, eliminata per mano della statunitense Ross per 15-7, che per Camilla Mancini, superata 15-11 dalla francese Pauline Ranvier.

La transalpina, nel turno precedente, aveva interrotto il percorso di gara di Valentina De Costanzo col punteggio di 15-13.

Si erano invece fermate dopo il primo assalto di giornata Chiara Cini, eliminata 15-11 dalla statunitese Prescod, Olga Rachele Calissi, superata 15-13 dalla polacca Walczyk, Francesca Palumbo, sconfitta 15-8 dalla statunitense Kiefer poi vincitrice della gara.

Elisa Vardaro ed Erica Cipressa invece erano state sconfitte nei derby azzurri, rispettivamente contro Beatrice Monaco per 15-9 e contro Camilla Mancini per 15-10.

Nella mattinata messicana, quando in Italia saranno le 17.00, scatterà la gara a squadre che segnerà l’esordio della stagione di Coppa del Mondo per nazionali. Il Commissario tecnico Andrea Cipressa punta a far risuonare l’inno di Mameli, mettendo in pedana il quartetto campione del Mondo a Lipsia2017 e composto da Alice Volpi, Arianna Errigo, Camilla Mancini e Martina Batini.

 

COPPA DEL MONDO – FIORETTO FEMMINILE – Cancun, 14 ottobre 2017

Finale

Kiefer (Usa) b. Volpi (ITA) 15-14

 

Semifinali

Volpi (ITA) b. Errigo (ITA) 15-7

Kiefer (Usa) b. Batini (ITA) 15-7

 

Quarti

Errigo (ITA) b. Harvey (Can) 15-9

Volpi (ITA) b. Ross (Usa) 15-10

Batini (ITA) b. Thibus (Fra) 15-13

Kiefer (Usa) b. Ranvier (Fra) 15-13

 

Tabellone delle 16

Errigo (ITA) b. Martyanova (Rus) 15-9

Ross (Usa) b. Monaco (ITA) 15-7

Volpi (ITA) b. Ebert (Ger) 15-13

Batini (ITA) b. Boubakri (Tun) 15-13

Ranvier (Fra) b. Mancini (ITA) 15-11

 

Tabellone delle 32

Errigo (ITA) b. Dubrovich (Usa) 15-2

Monaco (ITA) b. Synoradzka (Pol) 15-7

Volpi (ITA) b. Binder (Usa) 15-10

Batini (ITA) b. Cipriani (ITA) 15-13

Mancini (ITA) b. Chrzanowska (Pol) 15-13

Ranvier (Fra) b. De Costanzo (ITA) 15-13

 

Tabellone delle 64

Errigo (ITA) b. Mienville (Fra) 15-4

Prescod (Usa) b. Cini (ITA) 15-11

Monaco (ITA) b. Vardaro (ITA) 15-9

Walczyk (Pol) b. Calissi (ITA) 15-13

Volpi (ITA) b. Yanaoka (Jpn) 15-12

Cipriani (ITA) b. Luminet (Fra) 15-13

Batini (ITA) b. Blow (Usa) 15-10

Mancini (ITA) b. Cipressa (ITA) 15-10

De Costanzo (ITA) b. Azuma (Jpn) 15-12

Kiefer (Usa) b. Palumbo (ITA) 15-8

 

Tabellone delle 64 – qualificazione

Palumbo (ITA) b. Rebolledo (Mex) 15-11

Cipressa (ITA) b. Nishioka (Jpn) 15-14

Monaco (ITA) b. Comerford (Can) 15-7

Calissi (ITA) b. Jeong (Kor) 15-9

Cini (ITA) b. Laffey (Usa) 15-12


Fase a gironi

Olga Rachele Calissi: 4 vittorie, 2 sconfitte

Erica Cipressa: 3 vittorie, 3 sconfitte

Chiara Cini: 4 vittorie, 2 sconfitte

Valentina De Costanzo: 5 vittorie, 1 sconfittta

Beatrice Monaco: 4 vittorie, 2 sconfitte

Francesca Palumbo: 2 vittorie, 4 sconfitte

Elisa Vardaro: 5 vittorie, nessuna sconfitta

Valentina Cipriani: 5 vittorie, 1 sconfitta

 

Classifica (120): 1. Kiefer (Usa), 2. Volpi (ITA), 3. Batini (ITA), 3. Errigo (ITA), 5. Thibus (Fra), 6. Ross (Usa), 7. Ranvier (Fra), 8. Harvey (Can).

  1. Mancini (ITA), 16. Monaco (ITA), 20. De Costanzo (ITA), 23. Cipriani (ITA), 36. Vardaro (ITA), 45. Cini (ITA), 53. Calissi (ITA), 58. Cipressa (ITA), 62. Palumbo (ITA).

Fonte ufficio stampa FederScherma

Avellino – Salernitana, ecco le probabili scelte di Novellino e Bollini

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Si avvicina il derby tra Avellino e Salernitana. I due tecnici hanno sciolto gli ultimi dubbi per quanto riguarda la formazione e sono pronti a dare spettacolo in campo, con un Partenio che per l’occasione sarà gremito in ogni ordine di posto. Ecco le probabili formazioni del match:

AVELLINO (4-4-1-1): Radu; Ngawa, Migliorini, Kresi, Rizzato; Laverone, Di Tacchio, D’Angelo, Molina; Castaldo; Ardemagni. A disposizione: Lezzerini, Falasco, Marchizza, Pecorini, Suagher, Lasik, Paghera, Moretti, Morosini, Asencio, Bidaoui, Camarà. Allenatore: Walter Novellino.

SALERNITANA (3-4-3): Radunovic; Mantovani, Schiavi, Bernardini; Pucino, Minala, Odjer, Vitale; Rosina, Rodriguez, Sprocati. A disposizione: Adamonis, Asmah, Zito, Di Roberto, Signorelli, Gatto, Cicerelli, Rossi, Bocalon, Kiyine, Alex, Kadi. Allenatore: Alberto Bollini.

Capacità di soffrire e tanta voglia di vincere, ecco la ricetta del Napoli di Sarri

Il Napoli dice: “Lo scudetto lo vogliamo noi”. Ed effettivamente ciò che è stato messo in campo nella sfida con la Roma valorizza questa frase. Gli Azzurri sono stati anche bravi a soffrire, capacità che non era stata ancora del tutto appresa in questi anni. A valorizzare questa tesi c’è anche il commento dell’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno, ecco un estratto del suo articolo: “Nel finale è servita anche la capacità di soffrire, quando la pressione giallorossa è diventata più intensa. Il Napoli ha sofferto soprattutto sul gioco aereo, sono stati pericolosi prima Fazio e poi Dzeko. La vittoria all’Olimpico porta la firma di Lorenzo Insigne, è suo il gol (il centesimo da professionista) di un successo pesante nell’economia di un campionato dove gli scontri d’alta classifica potranno essere decisivi”.

Turista Per Sempre (Lo Piano – Saint red)

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Cesare Battisti, “residente” dal 2010 in Brasile grazie all’asilo politico concessogli dall’ex Presidente Lula, ha quasi perso la speranza di poter passare il resto della sua vita come ” turista per sempre ” nel continente sudamericano. 

La Corte Suprema di questo paese, fra poco piu’ di 10 giorni potrebbe dare parere favorevole per il suo “trasferimento” in Italia, dove ad attenderlo c’e’ il carcere a vita. Battisti con sentenze gia’ passate in giudicato e’ stato dichiarato responsabile di 4 omicidi avvenuti in Italia negli anni di piombo.
Luiz Fux, membro del Supremo Tribunale Federale, dopo la tentata fuga di Battisti, arrestato al confine con la Bolivia, gli ha concesso una misura cautelare fino al 24 Ottobre, data in cui la Suprema Corte brasiliana si riunira’ per decidere sull'”Habeas Corpus” richiesto dagli avvocati del terrorista.
Questa decisione e’ in appendice a quanto affermato dal Ministro della Giustizia Torquato Jardim, che aveva accusato Battisti di avere rotto quel tenue filo di fiducia che lo teneva ancora legato alle autoruita’ brasiliane.
In questi giorni, Battisti, rimesso in liberta’ dopo il suo tentativo di fuga, aveva festeggiato il suo rilascio con un bicchiere di birra.Il suo atteggiamento di sfida nei confronti del nostro Governo avra’ contribuito a rompere ogni argine politico.
Se fino a qualche giorno fa Battisti si riteneva intoccabile, alla luce degli eventi ora lo sara’ un po’ meno, il terreno inizia a franare sotto i suoi piedi.
Curriculum Vitae :
E’ di tutto rispetto, 4 omicidi, 2 commessi materialmente, 2 in concorso,  innumerevoli rapine a banche e supermercati, sequestro di persona, aggressione, pedofilia per avere “ospitato” in albergo 2 ragazze minorenni, atti di teppismo. Per chiudere questo spaccato criminale…mancherebbe solo il pascolo abusivo
Per dover di cronaca le rapine erano considerate da Battisti come piccoli “espropri proletari”, solo che non si rubava ai poveri per dare ai ricchi, Robin Hood, era tutt’altra cosa.
Per 30anni, dopo gli anni di piombo, Battisti si e’ rifugiato prima in Messico poi in Francia, e’ diventato un romanziere, ha scritto alcuni testi su come si uccidono e si rapinano le persone, inutile dire che ha avuto un “buon” successo letterario. Dopo questa parentesi e’ “approdato in Brasile, dove si e’ sposato ed ha avuto una figlia.
Essersi rifatto una famiglia lo ha aiutato tantissimo, avere una moglie e una figlia brasiliana, e’ stato uno dei fattori dominanti per mantenere il suo status di rifugiato.
Redde Rationem :
Arrivato all’eta’ di 60anni sarebbe giusto che ” Cesare” saldasse anche se con qualche decennio di ritardo il  proprio conto con la Giustizia Italiana. Battisti  aha dichiarato pubblicamente che ha paura di essere estradato in Italia, lo ritiene un Paese ostile……chissa’ perche?.
Questo “cattivo presagio”, avrebbe dovuto inviarlo alle famiglie delle 4 vittime, (Santoro, Campagna, Torreggiani e Sabbadin), sicuramente lo avrebbero “confortato” in un momento cosi’ difficile per lui.
Lo Piano – Saint red

Vigorito risponde a De Laurentiis: “Quest’anno ho speso sicuramente più di lui sul mercato”

Il presidente del Benevento, Oreste Vigorito e quello del Napoli, Aurelio De Laurentiis non se le mandano a dire. Ecco la risposta del numero 1 sannita al patron azzurro, sull’edizione odierna della Gazzetta dello Sport: “Mia nipote Ludovica è tifosa del Napoli, mi spiace che proprio De Laurentiis abbia lanciato diverse frecciatine al Benevento di recente. Eppure quest’anno ho certamente speso più di lui sul mercato. È molto più facile fare calcio in grandi piazze e con questa ingiusta distribuzione dei soldi che derivano dai diritti televisivi. Ognuno dovrebbe guardare in casa propria, comunque c’è una stortura nella divisione dei proventi e questo genera differenze di livello nella stessa categoria. Invece di amputare le gambe perché non si cura la cancrena?”

VIDEO ViViCentro – Albiol: “Dominato la Roma per 70 minuti. +5 sulla Juve? Mancano 30 partite”

Le sue parole in mixed zone

Raul Albiol, difensore del Napoli, è intervenuto in mixed zone ai microfoni di Vivicentro: “Abbiamo dominato per 70 minuti, ma loro sono forti in casa. Abbiamo sofferto alla fine come l’anno scorso. E’ anche giusto soffrire. Dobbiamo continuare così, mancano 30 partite e ne abbiamo giocate solo otto. Abbiamo guadagnato tre punti, meglio nello scontro diretto contro la Roma ovviamente, era importante vincere qua. 

Cinque punti sulla Juve? Mancano 30 partite, quindi cinque punti non sono nulla. Possiamo fare qualcosa di storico a Napoli e vogliamo farlo. Siamo sulla strada giusta. Stiamo migliorando in ogni statistica, ci manca ancora qualcosa. Ma sappiamo sempre cosa dobbiamo fare in campo, lavoriamo bene. Siamo un gruppo unito e questo è molto importante. Non esistono squadre perfette. Conosciamo le nostre qualità. Stiamo migliorando nella gestione e nella fase difensiva”. 

Dopo il Giappone è la volta dell’Australia, a Phillip Island dal 20 al 22 Ottobre: programma, orari e tv

Dopo il Giappone è la volta del MotoGP, GP Australia 2017: programma, orari e tv. Si corre la prossima settimana a Phillip Island

Dal 20 al 22 ottobre, secondo round del trittico del Motomondiale 2017. Dopo Motegi (Giappone) è la volta dell’Australia, a Phillip Island, lungo i saliscendi di uno dei tracciati più belli del mondo dove la posta in palio sarà molto alta. In tutte e tre le classi (MotoGP, Moto2 e Moto3), l’appuntamento australiano potrebbe risultare decisivo.

Nella classe regina il confronto tra Andrea Dovizioso e Marc Marquez potrebbe prendere la via dell’Italia o della Spagna, stando però attenti a quel che potrà fare la Yamaha di Maverick Vinales e Valentino Rossi, estremamente performante nel corso dei test su questa nei mesi precedenti. Nella media cilindrata continuerà il confronto per l’iride tra Franco Morbidelli e Thomas Luthi, sempre sul filo dell’equilibrio mentre nella Moto3 Romano Fenati, dopo il trionfo nipponico, andrà in cerca dell’impresa con un Johann Mir con il Mondiale in mano. Di seguito la programmazione del weekend ricordandovi che sarà possibile seguire la tre giorni grazie alle DIRETTE LIVE di OASport.

La programmazione di OASport

Venerdì 20 ottobre
ore 1.00-1.40, Moto3, Prove libere 1,
ore 1.55-2.40, MotoGP, Prove libere 1,
ore 2.55-3.40, Moto2, Prove libere 1,
ore 5.10-5.50, Moto3, Prove libere 2, DIRETTA LIVE
ore 6.05-6.50, MotoGP, Prove libere 2, DIRETTA LIVE
ore 7.05-7.50, Moto2, Prove libere 2, DIRETTA LIVE

Sabato 21 ottobre
ore 1.00-1.40, Moto3, Prove libere 3
ore 1.55-2.40, MotoGP, Prove libere 3
ore 2.55-3.40, Moto2, Prove libere 3
ore 4.35-5.15, Moto3, Qualifiche
ore 5.30-6.00, MotoGP, Prove libere 4, DIRETTA LIVE
ore 6.10-6.25, MotoGP, Qualifica 1, DIRETTA LIVE
ore 6.35-6.50, MotoGP, Qualifica 2, DIRETTA LIVE
ore 7.05-7.50, Moto2, Qualifiche, DIRETTA LIVE

Domenica 22 ottobre
ore 1.40-2.00, Moto3, Warm Up
ore 2.10-2.30, Moto2, Warm Up
ore 2.40-3.00, MotoGP, Warm Up
ore 4.00, Moto3, Gara
ore 5.20, Moto2, Gara
ore 7.00, MotoGP, Gara DIRETTA LIVE

La programmazione di SKY Sport MotoGP/HD

Venerdì 20 ottobre
ore 1.00-1.40, Moto3, Prove libere 1, diretta
ore 1.55-2.40, MotoGP, Prove libere 1, diretta
ore 2.55-3.40, Moto2, Prove libere 1, diretta
ore 5.10-5.50, Moto3, Prove libere 2, diretta
ore 6.05-6.50, MotoGP, Prove libere 2, diretta
ore 7.05-7.50, Moto2, Prove libere 2, diretta

Sabato 21 ottobre
ore 1.00-1.40, Moto3, Prove libere 3, diretta
ore 1.55-2.40, MotoGP, Prove libere 3, diretta
ore 2.55-3.40, Moto2, Prove libere 3, diretta
ore 4.35-5.15, Moto3, Qualifiche, diretta
ore 5.30-6.00, MotoGP, Prove libere 4, diretta
ore 6.10-6.25, MotoGP, Qualifica 1, diretta
ore 6.35-6.50, MotoGP, Qualifica 2, diretta
ore 7.05-7.50, Moto2, Qualifiche, diretta

Domenica 22 ottobre
ore 1.40-2.00, Moto3, Warm Up, diretta
ore 2.10-2.30, Moto2, Warm Up, diretta
ore 2.40-3.00, MotoGP, Warm Up, diretta
ore 4.00, Moto3, Gara, diretta
ore 5.20, Moto2, Gara, diretta
ore 7.00, MotoGP, Gara, diretta

La programmazione di TV8/HD

Sabato 21 ottobre
ore 7.35, Moto3, MotoGP e Moto2, Qualifiche, sintesi

Domenica 22 ottobre
ore 7.00, Moto3, Gara, differita
ore 8.20, Moto2, Gara, differita
ore 10.00, MotoGP, Gara, differita
ore 20.15, MotoGP, Gara, replica

oasport/@Giandomatrix

Insigne migliore in campo per i quotidiani: “Prestazione da leader, tanta qualità per la squadra”

L’esterno offensivo del Napoli, Lorenzo Insigne, grazie alla sua rete, ha regalato la vittoria al Napoli sul campo della Roma, mandando in visibilio il suo popolo. Il calciatore di Frattamaggiore, è stato premiato con la palma del migliore in campo dai più importanti quotidiani italiani. Ecco i suoi voti:

Gazzetta dello Sport: “Il gol numero 100 in carriera regala emozioni fortissime, consente al Napoli di staccarsi a +5 almeno per una notte. Magari non sarà stata la sua più bella rete, ma sul piano del risultato ha un valore inestimabile. Prestazione da leader”. Voto 7,5

Corriere dello Sport: “Il gol, il primo alla Roma, è facile per uno come lui. Ma se lo merita per tutto quello di buono che mette nella partita: qualità e caparbietà”. Voto 7,5.

Salernitana, Bollini:”In campo senza alcun timore. Sono sicuro che i tifosi ci aiuteranno”

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Il tecnico della Salernitana, Alberto Bollini, si è presentato in conferenza stampa, alla vigilia della sfida con l’Avellino. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni raccolte dal club granata: “Sappiamo che quella di domani sarà una partita molto sentita, sia per il momento del campionato che per la rivalità e il prestigio che questa gara rappresenta. Bisognerà mettere in campo tutte le forze tecnico-tattiche ma anche molte energie mentali e caratteriali. Sarà quest’ultimo a mio avviso uno degli aspetti più importanti della gara di domani. “Lo stato di forma della squadra è buono, fisiologicamente più avanzato in alcuni calciatori e più indietro per coloro che vengono da infortuni o dagli impegni con le nazionali che li hanno comunque tenuti fuori dieci giorni e sottoposti a carichi di lavoro diversi” ha aggiunto Bollini. “In ogni caso se questo gruppo riuscirà a trasformare in partita tutto quello che di buono realizza in allenamento, non solo per compattezza e professionalità ma anche sotto il profilo tecnico, sono sicuro che questa squadra sia destinata a crescere e anche molto”.“La differenza numerica tra Avellino e Salernitana in questo momento è data dal fatto che gli irpini hanno perso di più ma hanno anche vinto di più. Noi abbiamo fatto qualche pareggio di troppo ma la differenza reale è questa. L’Avellino inoltre dei 13 punti in classifica ne ha raccolti 10 in casa e il fattore campo è sicuramente un altro degli altri aspetti da attenzionare. Noi dovremo fare la nostra partita senza alcun timore reverenziale o ambientale, giocando un calcio propositivo con la massima attenzione relativamente ai singoli episodi, che loro sanno sfruttare molto bene, e sapendo rimanere in partita con il massimo della continuità. In questa fase di campionato molto interlocutoria ci sono cambiamenti in classifica alla giornata e relativamente alle prestazioni non ci sono squadre che riescono a comandare per 90 minuti. La Salernitana con una squadra molto incerottata e nonostante le assenze ha saputo superare le difficoltà con grande senso del gruppo e questo credo debba essere un punto di partenza positivo”. “Il nostro pubblico si è sempre dimostrato oltre che caloroso molto maturo nel capire le difficoltà della squadra. I nostri tifosi ci hanno sempre sostenuto nei momenti di svantaggio e anche grazie al loro sostegno siamo riusciti a rientrare in partita. Sono sicuro che domani anche se in inferiorità numerica si faranno sentire e saranno un apporto fondamentale per noi”.

 

Su Maksimovic piomba l’Arsenal, ecco che cifra sarebbe pronta a sborsare

Le strade di Nikola Maksimovic e il Napoli potrebbero presto dividersi. Secondo quanto riporta il tabloid inglese Mirror, l’Arsenal farebbe sul serio e vorrebbe portare a Londra il difensore serbo, il quale nel Napoli non riesce ad imporsi e trovare spazio. Il tecnico dei Gunners, Arsene Wenger, si sarebbe innamoato del calciatore e sarebbe pronto a far follia per averlo nella sua squadra. Secondo alcune indiscrezioni provenienti dall’ Emirates Stadium, l’Arsenal sarebbe disposto a sborsare 20 milioni di sterline per Maksimovic.

MotoGP, GP Giappone 2017: vittoria straordinaria per Andrea Dovizioso! Classifica (VIDEO)

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E’ un super Andrea Dovizioso quello di Motegi (Giappone) che consente al pilota della Ducati di battere Marc Marquez in casa della Honda ed accorciare le distanze in classifica generale nei confronti dello spagnolo. Ora il centauro italiano è a -11 ed a 3 gare dal termine, tutto è possibile! Terzo Danilo Petrucci, caduto Valentino Rossi

Andrea Dovizioso si è aggiudicato la gara della MotoGP del GP di Giappone al termine di un duello entusiasmante con Marc Marquez. Sulla pista bagnata di Motegi, i due hanno dato vita ad una battaglia emozionante, con il pilota della Ducati che è riuscito a prevalere. Sul terzo gradino Danilo Petrucci, che ha provato a fare gara di testa ma che ha poi dovuto accontentarsi della terza piazza. Ai piedi del podio le due Suzuki di Andrea Iannone e dello spagnolo Alex Rins, mentre ha chiuso al sesto posto Jorge Lorenzo. Più indietro Maverick Viñales, nono. Caduto dopo pochi giri, invece, Valentino Rossi, fortunatamente senza conseguenze alla gamba ancora infortunata.

L’ordine d’arrivo del GP del Giappone della MotoGP

1. Andrea Dovizioso (Ducati Team)
2. Marc Marquez (Repsol Honda)
3. Danilo Petrucci (Octo Pramac)
4. Andrea Iannone (Suzuki Ecstar)
5. Alex Rins (Suzuki Ecstar)
6. Jorge Lorenzo (Ducati Team)
7. Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team)
8. Johann Zarco (Yamaha Tech3)
9. Maverick Viñales (Movistar Yamaha)
10. Loris Baz (Avintia Racing)
11. Pol Espargaro (KTM)
12. Katsuyuki Nakasuga (Yamaha)
13. Sam Lowes (Aprilia Racing Team)
14. Hector Barbera (Avintia)
15. Tito Rabat (Marc VDS)
16. Scott Redding (Octo Pramac)
17. Bradley Smith (KTM)
18. Hiroshi Aoyama (Marc VDS)
Rit. Alvaro Bautista (Aspar)
Rit. Dani Pedrosa (Repsol Honda)
Rit. Karel Abraham (Aspar)
Rit. Cal Crutchlow (LCR Honda)
Rit. Valentino Rossi (Movistar Yamaha)
Rit. Kohta Nozane (Yamaha Tech3)

Classifica Mondiale MotoGP 2017 dopo il GP del Giappone

E’ un super Andrea Dovizioso quello di Motegi (Giappone) che consente al pilota della Ducati di battere Marc Marquezin casa della Honda ed accorciare le distanze in classifica generale nei confronti dello spagnolo. Ora il centauro italiano è a -11 ed a 3 gare dal termine, tutto è possibile!

CLASSIFICA MONDIALE 2017 MOTOGP

Pos. Rider Bike Nation Points
1 Marc MARQUEZ Honda SPA 244
2 Andrea DOVIZIOSO Ducati ITA 233
3 Maverick VIÑALES Yamaha SPA 203
4 Dani PEDROSA Honda SPA 170
5 Valentino ROSSI Yamaha ITA 168
6 Johann ZARCO Yamaha FRA 125
7 Jorge LORENZO Ducati SPA 116
8 Danilo PETRUCCI Ducati ITA 111
9 Cal CRUTCHLOW Honda GBR 92
10 Jonas FOLGER Yamaha GER 84
11 Alvaro BAUTISTA Ducati SPA 70
12 Aleix ESPARGARO Aprilia SPA 62
13 Jack MILLER Honda AUS 56
14 Scott REDDING Ducati GBR 56
15 Andrea IANNONE Suzuki ITA 50
16 Loris BAZ Ducati FRA 45
17 Pol ESPARGARO KTM SPA 42
18 Alex RINS Suzuki SPA 38
19 Tito RABAT Honda SPA 29
20 Karel ABRAHAM Ducati CZE 28
21 Hector BARBERA Ducati SPA 25
22 Michele PIRRO Ducati ITA 18
23 Bradley SMITH KTM GBR 14
24 Mika KALLIO KTM FIN 11
25 Sam LOWES Aprilia GBR 5
26 Katsuyuki NAKASUGA Yamaha JPN 4
27 Sylvain GUINTOLI Suzuki FRA 1
28 Takuya TSUDA Suzuki JPN
29 Hiroshi AOYAMA Honda JPN
30 Kohta NOZANE JPN

Archiviata Motegi (Giappone) si va al Moto GP dell’Australia, a Phillip Island, dal 20 al 22 ottobre

Sconcerti:”Il Napoli ha dominato ed è sempre più una squadra completa. La Juve? E’ confusa”

Mario Sconcerti, ha scritto sull’edizione odierna del quotidiano Il Corriere della Sera, un editoriale sulle partite di ieri sera. Ecco un estratto: “La Roma è un avversario che si ridimensiona presto, le manca personalità, l’ha persa perdendo Spalletti. È ordinata e leggera, inutile e piena di volontà. Non ha nemmeno fortuna, ma nel complesso viene dominata dal Napoli, sempre più solo in testa alla classifica, sempre più completo. A mio avviso a Roma il Napoli ha giocato quasi la sua peggior partita dell’anno, promettendo molto e mantenendo poco. Ma quel poco è bastato a non dare nessuna strada all’avversario”.

Sulla Juventus: “Non sta bene, è confusa, non ha problemi in difesa, li ha in tutta la squadra. Ieri c’erano tre mediani in campo, ma la Lazio è arrivata molte volte al tiro. Dopo otto partite non è chiaro ancora quale sia la Juve, quale sia il metodo, si va avanti tra piccoli infortuni e scadimenti di forma improvvisi. Allegri ha organizzato una grande squadra occasionale, si aspetta un dribbling di Douglas Costa o lo spunto di Dybala che però è stato due terzi di gara a guardare”.

Volley, Club Italia sconfitto sul campo della Pag Taviano con un secco 3-0

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Nella 5a giornata della Serie A2 UnipolSai (Gir. Blu) il Club Italia Crai è stato sconfitto 3-0 (25-17, 25-21, 25-17) sul campo della Pag Taviano. Gli azzurrini di Monica Cresta non sono riusciti a ripetere la bella prova messa in mostra contro Bolzano, dovendo cedere nettamente ai padroni di casa sempre in pieno controllo del gioco.

Sin dalla prima frazione Taviano ha imposto il proprio ritmo ed ha creato molte difficoltà a Gardini e compagni. Nella seconda frazione i ragazzi di Monica Cresta hanno tentato di rispondere agli avversari, ma alla lunga i pugliesi hanno prevalso. Nel terso parziale la Pag Taviano è tornata a comandare e ha chiuso il match sul 3-0.

Tra le fila del Club Italia il miglior marcatore è stato Francesco Recine con 14 punti, mentre per i padroni di casa Luca Bigarelli con 16p.

La formazione federale tornerà in campo sabato prossimo (ore 20.30), quando ospiterà la Monini Spoleto al Centro Sportivo di Vigna di Valle.

 

Tabellino: Pag Taviano – Club Italia 3-0 (25-17, 25-21, 25-17)

 

Pag Taviano: Ruiz 13, Smiriglia 2, Bigarelli 16, Astarita 8, Torsello 5, Mariella 8. Libero: Bruno. Percoco, Musardo, Beltrami. N.e: Avelli, Vega, Piedepalumbo. All. Licchelli

Club Italia Crai: Mosca 5, Salsi 2, Recine 14, Cortesia 8, Cantagalli 6, Gardini 7. Libero: Federici. Motzo 1, Sperotto. N.e: Stefani, Panciocco, Rondoni (L), Baciocco, Ferri. All. Cresta

Arbitri: Licchelli e Colucci.

Durata Set: 22′, 28′, 23′.

Taviano: 9 a, 6 bs, 7 m, 12 et.

Club Italia: 6 a, 11 bs, 6 m, 23 et

Una marea di tifosi ad accogliere il Napoli di ritorno dalla vittoria di Roma

Il Napoli espugna lo Stadio Olimpico di Roma, grazie ad un gol di Insigne, che permette agli Azzurri di portarsi a +5 sulle inseguitrici per la corsa allo scudetto. Ovviamente, la gioia del popolo napoletano è tanta, infatti molti questa notte si sono recati alla stazione centrale di Napoli a Piazza Garibaldi, per accogliere la squadra di Sarri, di ritorno dalla vittoriosa trasferta capitolina. Piazza Garibaldi è stata blindatissima, fino alla partenza del pullman degli Azzurri, dove i tifosi hanno intonato cori e applausi in onore della squadra.

Salernitana, ecco i convocati del tecnico Alberto Bollini per il derby

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Al termine della seduta di rifinitura di questo pomeriggio il mister Alberto Bollini ha diramato la lista dei convocati per la gara in programma domani tra Avellino e Salernitana.

PORTIERI: Adamonis, Radunovic;

DIFENSORI: Asmah, Bernardini, Mantovani, Pucino, Schiavi, Vitale;

CENTROCAMPISTI:  Kiyine, Minala, Odjer, Ricci, Signorelli, Zito;

ATTACCANTI: Alex, Bocalon, Cicerelli, Gatto, Kadi, Rodriguez, Rosina, Rossi, Sprocati.

Ecco perché la legge elettorale non viola la democrazia

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LEGGE ELETTORALE

HO ASSISTITO ieri mattina al Teatro Eliseo alla rievocazione dei 10 anni da quando esiste il Partito democratico. I protagonisti di questo racconto politico erano Walter Veltroni che fu il fondatore e accanto a lui il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e il segretario del Pd, Matteo Renzi. Dieci anni, decisivi nella politica italiana e importanti nella politica europea nella quale il Pd è sempre stato europeista. I discorsi dei tre relatori sono stati degni degli applausi dall’inizio alla fine. La platea era gremita e altrettanto le tribune. Veltroni ha parlato del passato, del presente e del futuro, della politica italiana ed europea. Non è stato un semplice racconto ma un’analisi profonda dei fatti e della cultura politica che ha dato a quei fatti un senso e una finalità. È stato, non a caso, l’intervento del fondatore di quel partito, che veniva già da un’esperienza molto intensa fatta con Romano Prodi in uno dei migliori governi italiani di fine anni Novanta. Ma quella formula (l’Ulivo) aveva esaurito il suo compito ed era necessario riprendere l’azione della sinistra su una base diversa. Walter Veltroni ne fu in qualche modo l’inventore e il primo esecutore e dopo una lunga pausa dedicata esclusivamente alla cultura, oggi la passione politica gli è rinata (forse non s’era mai spenta ma non la si vedeva dall’esterno) ed è stata bene accolta come si è visto ieri mattina in quel gremito teatro.

Dopo di lui ha parlato Gentiloni. Non aveva un passato così rilevante da rievocare ma una responsabilità attuale della massima importanza visto che dirige un governo con ministri in maggior parte provenienti dal Pd, ma non soltanto con quelli. Gentiloni ha indicato i problemi in parte risolti e in parte ancora da risolvere, che tuttavia hanno portato avanti il Paese con moderato ma apprezzabile successo e soprattutto in sintonia con il presidente della Repubblica Mattarella che in un’Italia e in un’Europa sconvolti dalla tempesta che infuria sul mondo intero cercano di uscirne al più presto e nel modo migliore non solo per il nostro Paese ma anche per l’Europa alla quale apparteniamo.

Infine Renzi che, a differenza dei due che erano intervenuti prima di lui, ha parlato a braccio. Non aveva un lungo passato come quello di Veltroni, né ha oggi la responsabilità del governo. Il discorso di Renzi è stato soprattutto sul presente e sull’immediato futuro che ne seguirà. Non era un discorso fazioso ma sottolineava quella che è la vera funzione del Partito democratico: opporsi al populismo che sta dilagando in tutto il mondo e anche da noi. In Italia il populismo più evidente e anche più forte è quello dei grillini e sono infatti i Cinquestelle a essere gli avversari principali del Pd; ma non i soli: anche la Lega Nord guidata da Salvini è un populismo che coinvolge e contamina l’intera destra berlusconiana. Questa esplicita presa di posizione di Renzi esclude eventuali alleanze con il Berlusconi attuale il quale ha conosciuto e praticato il populismo fin dall’inizio della sua carriera politica. E tuttavia, nonostante queste precisazioni molto importanti, il Pd secondo Renzi non resterà solo ma potrà allearsi con una parte del centro e con la sinistra dissidente. Questa, qualora esca dal suo isolamento ribellista, potrà rientrare nel suo partito originario e, pur mantenendo i punti di dissenso, farne parte. Perché il Pd è un partito aperto che consente ampie discussioni ma che ha comunque una maggioranza come ce l’hanno tutte le formazioni politiche.

Personalmente ho sempre fatto molte critiche a Renzi e le ho ogni volta documentate. Le critiche sono state però alternate anche da suggerimenti che ritenevo opportuno dargli, primo tra tutti quello di non agire avendo in testa la formula “comando io da solo”, ma formando una squadra della massima autorevolezza che creasse al vertice una collegialità senza la quale è difficile chiamare democratico quel partito. Ebbene, questa collegialità è venuta fuori questa mattina con accenti che sono sembrati a tutti, e anche a me, genuini. Così dopo due ore e mezzo quell’incontro al tempo stesso rievocativo, attuale e proiettato in avanti nel futuro italiano ed europeo è terminato. Credo sia stato un evento positivo per la democrazia italiana.

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Voglio qui ricordare una frase breve ma molto importante che Adam Michnik, che fu un rivoluzionario sindacalista polacco, estremamente importante per i mutamenti politici nel proprio Paese, intervistato dal nostro Andrea Tarquini pochi giorni fa, dice esattamente così: “L’identità tradizionale dei partiti socialdemocratici imperniata sulla difesa dei diritti della classe operaia e dei ceti popolari è un’identità svanita, un’arma spuntata. Non a caso: ciò è avvenuto, magari senza che i partiti socialdemocratici e i loro leader se ne accorgessero a tempo, man mano che partiti e leader democratici ed europeisti d’ogni colore costruivano un’Europa fatta dalla unione o comunità di Stati nazionali dove i valori e le idee socialiste avrebbero dovuto essere al governo e viceversa i socialdemocratici non governano più”.

Questo è un dato di fatto che esiste nella Francia di Macron, nella Germania di Merkel, nella Spagna di Rajoy che è addirittura coinvolta con l’unità nazionale in pericolo. In Italia per fortuna non è così o non è ancora così e quindi la necessità che un partito socialdemocratico come il Pd abbia ben chiara la propria anima e i mezzi per poterla realizzare con le dovute riforme, i valori, e perfino una specie di ideologia che fornisce al popolo sovrano un valore mitologico della propria fede politica. Ho notato che tutti e tre i relatori all’incontro di questa mattina hanno riassunto la loro finalità politico-culturale con il motto “Giustizia e Libertà”. Debbo dire che mi ha molto colpito: è lo slogan lanciato dai fratelli Rosselli, ripreso dal partito d’Azione di Ugo La Malfa e di Riccardo Lombardi, usato dalle Brigate partigiane che erano su quella linea e infine, per il poco che può valere, il valore che costituisce fin dalla sua fondazione la linea politica del gruppo Espresso-Repubblica. Giustizia e libertà è un impegno molto difficile da rispettare perché l’una prevale sull’altra in certe epoche e in certe situazioni e viceversa. Il punto estremamente importante è che quello dei due valori in quel momento minoritario abbia la cura che l’altro valore sia conservato; sembrano alternativi e sono invece complementari: una libertà senza che la giustizia sia salvaguardata e tutelata potrebbe diventare anarchia e una giustizia sociale che rinunciasse alla libertà potrebbe trasformarsi in una dittatura.

Il fatto che ieri questo sia stato lo slogan dei tre protagonisti dell’incontro non va trascurato: è un punto fondamentale della Francia rivoluzionaria e che qui in Italia fu ripreso da Mazzini. Libertà, eguaglianza, fraternità: questo dev’essere ed è lo spirito del Partito democratico.

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Veniamo ora alla legge elettorale in corso di discussione in Parlamento. È una legge che può essere ampiamente discussa nelle sue modalità ma non è ripugnante, forse potrebbe essere migliore ma nelle circostanze pressanti in cui ha dovuto essere varata non credo che ci fossero molte alternative. Del resto non si può dire che è una legge liberticida perché si direbbe il falso. Il vantaggio numero uno di essa è l’omologazione tra Camera e Senato. Se questa omologazione mancasse noi avremmo un Paese ingovernabile poiché una delle due Camere potrebbe spesso contestare e respingere un disegno di legge proposto dall’altra. Questo è avvenuto spesso nei governi della seconda metà del ventesimo secolo ed è stato uno dei motivi d’una politica lenta ad attuarsi, a meno che il capo non avesse una qualità leaderistica molto forte e in quanto tale anche alquanto pericolosa per la democrazia.

La legge in corso di discussione sana completamente questa diarchia tra le due camere, lasciando naturalmente a ciascuna un’ampia libertà di discutere e analizzare decreti e disegni di legge.

Quanto alla inopportunità di aver messo la fiducia, personalmente la ritengo incomprensibile: non c’è molto tempo per l’approvazione, dal novembre comincia in Parlamento l’esame, il dibattito e infine l’approvazione definitiva della legge di Bilancio. Nel corso di questo dibattito lo statuto delle Camere stabilisce che nessun’altra legge possa essere discussa fino a quando quella di stabilità non sia stata approvata, il che avviene normalmente alla fine del mese di dicembre. Dopo quel mese le vacanze natalizie portano alla chiusura del Parlamento fino al 10 di gennaio. Dal 10 di gennaio fino al termine della legislatura ci sono 40 giorni, pochissimi per appoggiare una legge elettorale diversa da quella presente poiché mancherebbe il tempo e per di più sarebbe molto difficile che il dibattito parlamentare portasse a una velocissima concordanza tra il populismo e la democrazia. Qui sta la chiave per la quale la legge attuale doveva essere presentata, si spera venga accettata dalla maggioranza del Senato (alla Camera è già avvenuta) ed entri dunque in vigore.

Ho letto sul nostro giornale nei giorni scorsi molti miei carissimi amici, che fanno parte dello staff di Repubblica, esprimersi nei loro articoli in modo decisamente contrario al mio, sia sul contenuto della legge sia sulla fiducia chiesta dal governo. Ricordo a questi amici che la fiducia copre la prima votazione ma viene poi seguita dal voto definitivo a scrutinio segreto e non nominale quando la fiducia c’è. Il finale cioè è senza fiducia la quale rafforza la convinzione sulla legge ma preserva la segretezza del voto decisivo e non a caso in quel voto alla Camera ci sono stati 50 deputati che avevano votato la fiducia ma poi nel segreto hanno votato contro. Ne deduco ovviamente che la libertà di voto è preservata.

Ieri Repubblica ha pubblicato un articolo di fondo in prima pagina di Gustavo Zagrebelsky. È un mio amico, gli voglio bene e ho grande stima per le sue capacità giuridiche ma sono da tempo in totale disaccordo sulla sua posizione politica. Lui ha molta considerazione per il popolo sovrano. È il popolo che deve decidere e decide e questa è la democrazia.

La mia tesi è molto diversa. La democrazia non ha mai affidato i poteri al popolo sovrano e quindi la sovranità è affidata a pochi che operano e decidono nell’interesse dei molti. È sempre stato così nella storia che conosciamo, a partire da quella di Roma antica quando ancora era una grande Repubblica con la cittadinanza di tutti i popoli italici che poi fu lentamente estesa a tutti gli abitanti delle terre che Roma conquistò. Chi governava era il Senato e c’era un tribuno della plebe che (coperto dalla sacralità) operava affinché le decisioni del Senato fossero favorevoli al popolo. Era cioè la realizzazione di quello che è sempre avvenuto: i pochi debbono governare nell’interesse dei molti. Senatus populusque romanus, i pochi governano per il bene dei molti. Se si vota in una piccola città per il sindaco gran parte degli elettori lo conosce e gli può piacere e non piacere e votarlo o non votarlo ma se si tratta di un intero Paese il popolo non conosce i candidati, vota per il partito al quale si sente più vicino. Questa è la libertà del popolo sovrano: non la scelta della persona ma la scelta del partito dal quale ci si aspetta il bene e non il male. E se il male arriva quel partito viene abbandonato a meno che non intervenga addirittura un potere indipendente e cioè quello giudiziario, per eventuali sanzioni del caso.

Non sono io che mi invento queste cose ma è la storia millenaria che ce lo insegna. Ecco perché mi è molto dispiaciuto di essere praticamente la sola voce che sostiene queste tesi. Ma i legami che ho di amicizia, di apprezzamento e di profonda comunanza dei valori fanno sì che questa differenza di idee venga sorpassata. È pienamente comprensibile. Noi tutti siamo accomunati dall’ideale di “Giustizia e Libertà”. Questo è quello che conta, è l’anima del nostro giornale e di tutti noi che ci lavoriamo.

/larepubblica

Avellino – Salernitana, è sold out. Il Partenio sarà gremito in ogni angolo!

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Attraverso una nota stampa l’Avellino ha comunicato di aver terminato i biglietti a disposizione per il derby con la Salernitana. Dunque, il Partenio – Lombardi sarà tutto esaurito, gremito in ogni angolo di tifosi pronti a godersi il fascino del derby. Ecco la nota degli irpini: “Si comunica che questo pomeriggio sono stati venduti gli ultimi tagliandi disponibili in Tribuna Montevergine. Pertanto, in occasione del derby di domani tra Avellino e Salernitana, il “Partenio -Lombardi” sarà tutto esaurito. La società ringrazia i tifosi per la grande passione dimostrata e per aver risposto nel migliore dei modi facendo registrare il sold out in ogni settore. Tutti a sostegno dell’Avellino!”