Avete presente quelle sensazioni che vi riaccompagnano a casa dopo un lungo viaggio o una stancante giornata di lavoro? Può essere il profumo del cibo che sapete provenire da casa vostra o il saluto di un vicino o le feste del vostro cane non appena aprite la porta. Qualunque sia la sensazione che associate al concetto di “ritorno a casa”, sabato tutta la Juve Stabia ha assaporato queste emozioni.
Il Romeo Menti è stato riaperto, è stata inaugurata la tribuna Roberto Fiore, la maglia numero 12 è stata donata, come da tradizione, alla Curva Sud e la Juve Stabia ha vinto..proprio con un gol sotto la Sud.
Al di là degli aspetti romantici della serata di sabato, il match contro il Rende ha confermato la crescita della squadra di Caserta e Ferrara. Progressi e miglioramenti che si intravedono dal punto di vista tattico e tecnico.
Tattico, perché ormai le Vespe sono una squadra camaleontica, capace di vestire tutti gli abiti ed i numeri che il calcio moderno offre. Così, dopo un inizio di stagione incentrato sul 4-3-3, la Juve Stabia si muove ora con naturalezza anche col doppio centravanti, a prescindere che si difenda a 3 o a 4. Contro i calabresi si è visto un solido 4-4-2 in fase di non possesso, che in breve diventava un 4-2-4 grazie agli spunti offensivi di Canotto e Berardi.
I progressi tecnici sono invece riscontrabili nei tanti singoli che stanno mostrando le proprie qualità: Bachini sta diventando più di una semplice alternativa a Allievi e Redolfi; Matute sta acquisendo la condizione fisica straripante essenziale per il suo gioco, mentre Canotto anche due sere fa è stato la spina nel fianco della difesa avversaria. Una menzione la merita anche il giovane Calò, geometra con le sue diagonali per tutti i minuti in cui è stato in campo.
Uniche note negative della serata l’espulsione eccessiva di Mastalli e la rabbia di Simeri verso Lisi, che speriamo sia sbollita poi negli spogliatoi. Episodi che, ad ogni modo, fanno comprendere quanto la squadra sia calata nella mentalità battagliera che pretende Caserta.
Ora testa alla difficile trasferta di Matera, da affrontare con grinta e coraggio…perché anche le sfide più difficili sembrano meno ostiche quando hai “un orizzonte che ti accoglie quando ti allontani” per dirla alla Jovanotti, o semplicemente un posto sicuro, la tua casa, in cui finalmente tornare.
La UEFA ha appena diffuso le designazioni per la quarta giornata dei gironi di Champions League. Al ‘San Paolo’ ad arbitrare il match tra Napoli e Manchester City la squadra arbitrale sarà tutta tedesca: a dirigere l’incontro Felix Brych che sarà coadiuvato dagli assistenti Mark Borsch e Stefan Lupp, mentre Bastian Dankert e Marco Fritz saranno gli addizionali e Marco Achmuller sarà il quarto uomo. Per il fischietto tedesco c’è il precedente positivo di Napoli-Benfica dello scorso anno, ma anche quello negativo risaliente al Napoli di Mazzarri sconfitto ed eliminato 4-1 dal Chelsea dopo il 3-1 del San Paolo.
Giuseppe Esposito, cinquantunenne pregiudicato stabiese condannato ai domiciliari per furto, è stato sorpreso dai carabinieri della stazione di Castellammare mentre cercava di evadere dagli arresti domiciliari. E’ stato immediatamente arrestato in attesa del rito per direttissima…
Prima di lasciare il suo incarico nel gennaio prossimo, il direttore generale del GPP Luigi Curatoli ha un progetto di percorso integrato tra il Parco Archelogico e il centro storico di Pompei. Il piano redatto dall’Unità Grande Pompei – definito appunto “Sistema turistico culturale integrato della buffer zone” – prevede reti di collegamento per Pompei, Boscoreale, Castellammare di Stabia, Ercolano, Oplonti ed il Miglio d’Oro con la mobilità ecosostenibile. Nello stesso tempo si dovrebbe puntare alla rigenerazione naturalistica e paesaggistica della fascia costiera e delle sue aree verdi (il parco regionale del fiume Sarno e quello del Vesuvio in un modo o nell’altro c’entrano sempre). Altro elemento vincolante riguarda il recupero delle aree dismesse come quella dell’ex Italsider di Torre Annunziata (quartiere Rovigliano al confine con Castellammare di Stabia). Sulla base dei progetti delle Amministrazioni comunali interessati alla buffer zone, si sta lavorando ad un “percorso integrato” per la visita al Parco archeologico di Pompei, valorizzando la linea EAV Napoli-Poggiomarino con la sua stazione locale Pompei Santuario, ad est del Parco archeologico, che oltre a quella RFI di Pompei, potrebbe rappresentare una “formidabile” (l’aggettivo è di Curatoli) opportunità per il turista di organizzare la propria visita, che oltre agli Scavi comprenderebbe la passeggiata (con eventuale shopping) nel centro di Pompei, con la visita del Santuario della Beata Vergine del Rosario. Le tre stazioni ferroviarie, insieme alla rete stradale interna al Parco Archeologico e la parallela esterna via Roma, formerebbe, secondo il coordinatore dell’UGP, un unico semplice percorso. A questo punto non resterebbe altro da fare che migliorare la comunicazione a riguardo, nella convinzione che in futuro il turista non si lascerebbe scappare l’opportunità di usufruire della combinazione Scavi-Città-Santuario in un’unica escursione. Seconda riflessione-progetto riguarda il “treno archeologico”. Attualmente esiste il “Campania Express” della Circumvesuviana, treno di collegamento veloce stagionale tra Napoli, Ercolano, Pompei, Torre Annunziata e Sorrento, utile per i due siti più visitati (Pompei ed Ercolano) ma non i restanti siti archeologici (Antiquarium di Boscoreale e Stabiae). La proposta è di modificare l’iniziativa: organizzare un “treno archeologico” con sosta a Castellammare Scavi (via Nocera) e, dopo la prossima apertura, anche la fermata di Madonna dei Flagelli a Boscoreale (ribattezzata Villa Regina-Antiquarium). Il terzo progetto riguarderebbe la creazione di un hub (ferroviario o intermodale) che Curatoli ha dichiarato essere affidato a «studi di fattibilità relativi sia alla comparazione delle differenti ipotesi progettuali che comprenderebbe anche la possibilità di trasformare la linea ferroviaria costiera RFI in un lungo boulevard».
FOTO ViViCentro – Problemi al Cimitero di Castellammare, anziani in difficoltà per un po’ d’acqua
Si avvicinano due giorni particolari, la ricorrenza di tutti i Santi e dei defunti del 1 e 2 novembre e la città di Castellammare di Stabia si prepara. Al cimitero di Via Napoli, oltre alla pulizia d’ingresso, però, si assiste, all’interno, a qualche problema neanche tanto celato. Infatti, ci sono fontane messe male, con persone anziane in difficoltà nel prendere un po’ d’acqua. C’è fango ed è anche molto scivoloso, con le persone che sprofondano all’interno con le scarpe.
Pazienti in barella con il via libera della Direzione Sanitaria del San Leonardo. Pochi i posti letto rispetto al numero di malati che ogni giorno arrivano in ospedale a Castellammare con problemi da affrontare d’urgenza. Saverio Marziani decide lo stop al parcheggio per tre o quattro giorni nel Pronto Soccorso e al trasferimento nei reparti sempre in barella. Una scelta che ha innescato un braccio di ferro con i sindacati. Per trovare un accordo domani è previsto un incontro tra il direttore sanitario e le organizzazioni sindacali. Secondo le nuove regole, varate il 24 ottobre, i medici che hanno assistito il paziente nel Pronto Soccorso sono tenuti entro le 6-8 ore dall’arrivo in ospedale a cercare posti letto liberi in altre strutture campane. Se non esistono soluzioni alternative o lo stesso paziente rifiuta il trasferimento in un’altra struttura a questo punto si attiva il ricovero in barella a cui deve acconsentire firmando una sorta di accettazione. “Trasferire in reparto, anche in barella, un paziente che ha bisogno di cure per me è di fondamentale importanza. In questo modo riusciremo ad evitare che i malati restino in Pronto Soccorso anche giorni interi, dove non possiamo assisterli come dovremmo”. Ma le sigle sindacali non sono d’accordo. Anche se il fronte della protesta non usa gli stessi toni, hanno proclamato lo stato di agitazione Antonio Cascone e Carmine Esposito della Fsi e Michele Costagliola della Nursing Up e Gennaro Iovino con la Cisl che chiedono l’immediata sospensione del provvedimento: «A fronte delle prestazioni aumentate, di operatori logorati da anzianità, stress e patologie correlate, si ritorna alla medievale logica delle barelle – scrivono i sindacati – ritenendo procrastinabile l’apertura dell’O.B.I. e dei reparti chiusi. Una decisione che aggrava la perenne emergenza di personale.» Decisivo in questo processo, è proprio l’O.B.I ovvero le stanze di osservazione breve intensiva, un’area che al piano terra del San Leonardo stanno approntando da mesi e che fu aggetto anche della visita di De Luca nel luglio scorso e che forse sarà finalmente pronta per fine anno. Nelle nuove stanze dovrebbero essere ricoverati proprio i pazienti stabilizzati in pronto soccorso, sei posti letto in più che potrebbero agevolare di molto la procedura dei ricoveri ed evitare l’uso delle barelle. In attesa dell’incontro di domani la Cgil con Enzo Celotto è alla ricerca di una soluzione condivisa: “Siamo in attesa della riunione di domani con la direzione sanitaria per capire meglio le disposizioni. Conosciamo la direttiva del Governatore De Luca, ma è anche vero che spesso in ospedale si fa ricorso alle barelle visto l’ingente numero di accessi che ogni giorno ci sono in Pronto soccorso, auspichiamo un’organizzazione interna più efficace che risolva il problema.»
E’ di 120 articoli il disegno di legge di bilancio 2018 approdato in Senato per l’esame parlamentare. La manovra – nel testo bollinato dalla Ragioneria dello Stato che l’ANSA ha potuto visionare – sterilizza le clausole Iva, introduce sgravi strutturali per l’assunzione dei giovani, rinnova l’ecobonus, prevede aumenti per gli statali. La sessione di bilancio inizierà domani pomeriggio con gli stralci in Aula.
Stop aumento dell’Iva nel 2018, ma l’aggravio viene rimandato e rimodulato a partire dal 2019. E’ quanto prevede il testo finale della Legge di Bilancio, bollinato dalla Ragioneria dello Stato che l’ANSA ha potuto visionare. Di fatto le ”clausole di salvaguardia” rimangono per gli anni 2019 e eseguenti. L’aliquota Iva al 10% salirà di 1,5 punti dal gennaio 2019 e poi di ulteriori 1,5 punti dal 2020. L’aliquota Iva del 22% aumenta di 2,2 punti dal 2019 e poi di altri 0,7 punti. da 2020 e di un ulteriore 0,1 punti da 2021. Anche le accise ripartono dal 2019.
Tornano le detrazioni per gli abbonamenti di trasporto. Il testo finale della Legge di Bilancio che l’ANSA ha potuto visionare prevedono detrazioni fino a 250 euro per le spese d’abbonamento di trasporti pubblici locali, regionali e interregionali. Tra le novità anche l’agevolazione per gli accordi di rimborso di questi abbonamenti da parte dei datori di lavoro per i propri dipendenti e per i loro familiari – una sorta di ”bonus bus-treno” – che non entrano a far parte del reddito da lavoro tassato.
Arriva una proroga di un anno per il bonus energia e per quelli relativi alle ristrutturazioni energetiche e all’acquisto di mobili. Ma il piatto delle agevolazione si arricchisce di uno sconto ad hoc, del 36% per una pesa fino a 5.000 euro, per la sistemazione a verde di aree scoperte di edifici e immobili esistenti. Lo sconto è previsto anche per impianti di irrigazione e la realizzazione di pozzi, copertura a verde e giardini pensili. Scende dal 65% al 50% il bonus energia per infissi, schermi solari, sostituzione impianti climatizzazione.
Arrivano quasi 38 miliardi in più (37,88) per il fondo investimenti creato lo scorso anno e già finanziato per 47 miliardi fino al 2032 (questa prima tranche di risorse sono state assegnate via dpcm a fine maggio). Lo prevede il testo finale della legge di Bilancio che finanzia il fondo, dedicato in particolare alle infrastrutture, per un anno in più, fino al 2033.
Due detenuti sono evasi in serata dalla casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), ma sono stati subito catturati. I due sono stati presi a poca distanza dalla struttura carceraria. Lo si apprende da fonti del Dap. I due reclusi, secondo una prima ricostruzione, avrebbero scavalcato il muro di cinta cercando di raggiungere a piedi la vicina autostrada Palermo-Messina ma sono stati bloccati, uno dalla polizia e l’altro dai carabinieri. Gli evasi, entrambi stranieri, sono un tunisino di 29 anni e un ghanese di 20, detenuti per reati minori. “Sono gravi due evasioni, e cinque detenuti scappati nel giro di poche poche ore” commenta il sindacato di polizia Sappe. riferendosi all’ evasione di ieri di tre detenuti dal carcere di Favignana che hanno fatto perdere le loro tracce.
La società azzurra celebra il compleanno di Maradona
Con un messaggio diffuso attraverso il proprio profilo Twitter, la SSC Napoli celebra il compleanno di Diego Armando Maradona. Il ‘Pibe de’ oro’, protagonista delle vittorie e dei trofei conquistati nella seconda metà degli anni ’80, compie 57 anni. “Buon compleanno Diego!” è il post pubblicato.
Visto dalla Panchina – Accidenti che sventola, punti d’oro!
Oggi abbiamo un alleato potente al nostro fianco; abbiamo il San Paolo pressochè strapieno. Dobbiamo essere concreti, non frettolosi. Forse ci sarà da soffrire, ma abbiamo imparato a farlo. Maggio, serve andare in profondità, sfruttare eventuali spazi. Non dobbiamo concedere ripartenze, voglio tutti stretti in trenta metri. Cominciamo con convinzione, mi piace l’atteggiamento offensivo che abbiamo. Passaggi stretti, e se non c’è modo di servire l’attaccante si riparte da dietro. Allan non sgambettare gli attaccanti avversari davanti alla nostra area, così concediamo troppo… Accidenti che sventola!!! Un tiro fortissimo si stampa sulla traversa… pericolo scampato! Dall’altra parte, Hamsik ha un’occasione d’oro, ma con poca convinzione calcia sul portiere. Ecco Allan che approfitta di una distrazione difensiva, entra in area e segna un gol di rapina!!! 1 a 0, e si mette in discesa dopo 22 minuti! Adesso siamo più sciolti nella manovra, possesso palla e difensori che accompagnano la manovra. Calcio d’angolo, Ghoulam da fuori fa partire un tiro fortissimo che però si stampa sul palo. Sfortunato davvero l’algerino, quest’anno sembra più convinto dei suoi mezzi. Ma non deve dimenticarsi di coprire sulle discese avversarie, come adesso, cross dal suo lato e Falcinelli fa 1 a 1… incredibile, becchiamo gol alla prima vera azione avversaria. Dominiamo sul gioco, e ci dimentichiamo che a volte basta un nulla a rimettere tutto in discussione… Per fortuna Jose Callejon si inventa un gol dal calcio d’angolo, con la complicità di Lorenzo Insigne e una mezza papera di Consigli. Fine primo tempo chiuso in vantaggio, con qualche affanno di troppo però!
Dobbiamo chiudere il discorso, siamo bravi a trovarci a memoria ma dobbiamo concretizzare di più! Lorenzo, serve un tuo assist al bacio, cerchiamo gli esterni e non facciamoci ingolosire andando tutti in avanti, quando loro ripartono sono velocissimi. Inizia la ripresa, e subito Insigne e poi Hamsik cercano fortuna con tiri ravvicinati, ma Consigli è attento e fortunato. Calcio d’angolo per noi, Albiol rimette in mezzo e Mertens segna sotto porta!!! 3 a 1, e ora amministriamo a dovere! Adesso i ritmi sono più bassi, bisogna controllare il pallino del gioco. Punizione battuta da Insigne, di poco alta sulla traversa, che peccato! Attenzione alle loro sortite, e meno male che la Var corregge decisioni dell’arbitro che assegna frettolosi rigori per falli subiti fuori dall’area… e subito dopo una traversa, di nuovo, da parte del Sassuolo. Stiamo soffrendo troppo, meglio inserire un fresco Zielinski al posto del capitano. Possesso palla utile, in questi minuti, con il Sassuolo che tenta di riaprirla senza troppa convinzione. Il neo entrato Giaccherini combina con Zielinski che tira senza pensarci su, e becca due pali con un solo tiro… Che sfortuna!!! Quattro minuti di recupero, ma ormai siamo abituati… Non voglio però che ci abituiamo a beccare gol nel nostro momento migliore… Anche perchè mercoledì abbiamo un certo Manchester City da battere, e quelli non perdonano.
Il Piemonte brucia. Sono arrivati Canadair dalla Croazia e si attendono gli elicotteri dalla Svizzera. Del resto del Paese si ha invece «l’impressione di una sostanziale solitudine della Regione» scrive Luigi La Spina nel suo editoriale: «E’ ora che tutti, in Italia, comprendano la gravità di quello che sta succedendo e che non continuino a volgere il capo da un’altra parte».
La solitudine del Piemonte nell’emergenza
Non c’è bisogno di essere fisicamente sui monti che bruciano. Non c’è bisogno di dover scappare di casa perché le fiamme la lambiscono. Non c’è bisogno di abitare a Torino per scrutare con angoscia la nube rossastra e cupa che l’avvolge. Basta guardare le foto e i filmati agghiaccianti che compaiono sui giornali, in tv o sulla rete per comprendere la situazione drammatica in cui una Regione come il Piemonte si trova ormai da molti giorni e, purtroppo, senza che le previsioni meteorologiche, per altri giorni, offrano conforto.
Eppure, sembra che uno strano «silenziatore d’allarme» sia stato applicato a una emergenza così grave un po’ da tutte le autorità che dovrebbero intervenire con l’urgenza indispensabile, con tutti i mezzi disponibili, chiedendo l’aiuto e facendo ricorso a tutte le forze che un Paese come l’Italia dovrebbe mobilitare in un caso del genere.
Hanno cominciato gli amministratori locali a non proporzionare le loro richieste di assistenza per i rischi che correvano i loro territori e i loro abitanti, forse un po’ per l’orgoglio di far da soli e un po’ per quella consueta ritrosia piemontese che rifugge il lamento.
Stessi atteggiamenti hanno mostrato autorità piemontesi e torinesi. Anche per costoro quel «silenziatore» può avere parecchie motivazioni.
Da una parte, la presunzione, alimentata da scarsa consapevolezza della gravità dei pericoli e delle enormi difficoltà di far fronte alla vastità del territorio devastato dalle fiamme, di possedere forze sufficienti per il controllo e lo spegnimento degli incendi. Dall’altra, il timore, del tutto incomprensibile, di esagerare un allarme che, invece, aveva tutti i motivi per essere gridato con quella forza che la situazione richiedeva.
Così, davanti a questo «bon ton» piemontese e torinese, in questo caso tutt’altro che buono, il governo si è adeguato al generale tran-tran, sommesso e distratto. Né il presidente del Consiglio ha fatto sentire la sua voce e, soprattutto, ha assunto decisioni opportune in aiuto del Piemonte, né lo ha fatto il ministro dell’Interno, solitamente, bisogna ammetterlo, pronto ad adottare iniziative efficaci e tempestive. La ministra della Difesa, Pinotti, si è limitata ad accogliere la richiesta di 60 alpini per controllare che i piromani non proseguissero nelle loro folli imprese incendiarie. E ci mancava che dicesse di no.
Da parte delle organizzazioni di volontariato, infine, che da Nord a Sud del nostro Paese si sono sempre mobilitate con grande entusiasmo, con grande senso di solidarietà, ma anche con grande capacità operativa, non sembra che, in questo caso, si sia avvertita la solita disponibilità a intervenire.
Ecco perché l’impressione è quella di una sostanziale solitudine della Regione di fronte a un’emergenza quale mai si è presentata in questo territorio, almeno in tempi recenti. Sarà colpa della proverbiale sobrietà sabauda. Sarà colpa dell’abitudine che il Piemonte ha dato all’Italia di non sollecitare un aiuto nazionale, neanche quando è indispensabile. Sarà colpa di una disattenzione generale che corrisponde, parliamoci chiaro, a un interesse particolare di molti italiani. Sarà colpa dello scarso timore delle autorità governative e dei partiti nazionali per reazioni di indignazione che gli abitanti di una Regione come il Piemonte non sono soliti manifestare. Ma è ora che tutti, in Italia, comprendano la gravità di quello che sta succedendo e che non continuino a volgere il capo da un’altra parte.
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FOTO ViViCentro – Napoli-Sassuolo, il racconto in scatti del match
Il Napoli batte il Sassuolo per 3-1 al San Paolo e mette a debita distanza le inseguitrici tornando in testa alla classifica. Questo il racconto in scatti del match dal nostro Giovanni Somma.
Il Napoli si riprende il primato, nonostante la pressione nata dopo aver conosciuto i risultati delle dirette rivali. Così scrive l’edizione odierna del Corriere della Sera: “ll Napoli era chiamato a rispondere alla Juventus e alla Lazio che lo avevano raggiunto e contro il Sassuolo ha avuto gioco facile. Si è ripreso la vetta della classifica con il solito dominio del campo, stavolta con il fiato sul collo di tre dirette concorrenti (anche la Roma) che avevano già giocato e vinto”.
Comunicato ufficiale della Scuola Militare Nunziatella sul giuramento del 18 novembre a Napoli:
“Il 18 novembre 2017, presso Piazza del Plebiscito in Napoli, avrà luogo il Giuramento solenne degli Allievi della Scuola Militare “Nunziatella”.
La cerimonia, che si svolgerà alla presenza delle più alte cariche istituzionali militari e civili, rappresenta un importante passo per gli Allievi, che alla giovane età di 16 anni, giurano fedeltà alla Bandiera, simbolo dell’Unità Nazionale e di tutti quegli ideali che, nel passato come nel presente, vedono gli uomini in divisa impegnati fino al massimo sacrifico della vita.
La solenne cerimonia che la Scuola si appresta a svolgere quest’anno ha un duplice significato data la concomitanza con il 230esimo anniversario dalla sua fondazione nel lontano 1787“
De Laurentiis risponde all’entusiasmo del San Paolo
Bella è stata la scena al termine del match tra Napoli e Sassuolo. Gran parte del pubblico è rimasta sugli spalti, intonando un unico coro: “Forza ragazzi, noi ci crediamo”. Secondo la Gazzetta dello Sport, questa è la dimostrazione di quanto a Fuorigrotta si respiri un aria particolare. L’entusiasmo della gente è davvero irrefrenabile. De Laurentiis prova a non farsi trascinare: ieri ha visto la partita ad Ischia, prima di sbarcare in città per partecipare a “Cibo a regola d’arte”.
Le foto dell’evento City Workout svoltosi questa mattina a Vico Equense
Oggi 29 ottobre si è svolto presso la città di Vico Equense l’appuntamento mensile del City Workout organizzato dal Personal Wellness Coach Francesco Raimo.
Il punto di partenza è stato Villetta Paradiso, dove i partecipanti tra selfie e foto al panorama si sono radunati e preparati per affrontare questa passeggiata sportiva. Dopo aver ritirato le speciali cuffie Wi-Fi SabaSilent, attraverso le quali hanno ricevuto le istruzioni del coach sulle andature da rispettare e sugli esercizi da svolgere, ha avuto inizio la sfida. Un tragitto suggestivo lungo circa 6 km che comprendeva sequenze di passeggiata sportiva alternate da momenti di defaticamento passando per il Borgo della Marina di Vico, il centro storico percorrendo il sentiero della Sperlonga, raggiungendo infine il punto di partenza. Se nel mese di settembre ad ospitare il momento fitness è stato il porto Marina di Stabia che ha registrato un gran numero di partecipanti, anche questa volta l’appuntamento svoltosi presso il belvedere situato nelle vicinanze della basilica di S. Francesco di Vico Equense è stato un successo.
Almeno 61 presunti membri dell’Isis sono stati arrestati stamane in Turchia dopo un blitz della polizia in due città. Lo riferisce l’agenzia di stampa turca Anadolu. Le operazioni delle unità dell’antiterrorismo sono scattate a Bursa, nel nordovest della Turchia, dove la polizia ha arrestato 39 persone, di cui 28 di origini siriane e due dell’Azerbaigian. Otto degli arrestati sono minorenni. Nelle prime ore del mattino, la polizia ha fermato 22 persone nella provincia di Erzurum, nel nordest del Paese. Gli agenti hanno anche sequestrato diversi armi, munizioni e documenti nel blitz.
Il Piemonte brucia. Ci sono boschi e montagne in fiamme dal Cuneese al Canavese. In Valle di Susa gli incendi infuriano da nove giorni e sono oltre trecento gli sfollati. Di questi, 190 gli ospiti di una casa di riposo. Sono arrivati Canadair dalla Croazia e si attendono gli elicotteri dalla Svizzera.
Del resto del Paese si ha invece «l’impressione di una sostanziale solitudine della Regione»scrive Luigi La Spina nel suo editoriale: «E’ ora che tutti, in Italia, comprendano la gravità di quello che sta succedendo e che non continuino a volgere il capo da un’altra parte».
In Val di Susa l’inferno scende dai monti. “Chiudo casa, speriamo di ritrovarla”
Gli incendi avanzano verso i paesi, evacuate 600 persone, in cenere migliaia di ettari.I pazienti della casa di cura ai familiari:“Venite a prenderci, qui non si può più stare”
BUSSOLENO (TORINO) – I Canadair croati sono arrivati nel pomeriggio. Gli svizzeri, con i loro elicotteri, voleranno soltanto domani, vento permettendo. I francesi, la colonna dei Sapeur Pompier con i loro mezzi piccoli in grado di operare tra le case delle borgate, sarebbero pronti a partire. Sarà anche vero, come dice qualcuno, che l’Europa si sta mobilitando per il Piemonte in fiamme. Ma, visto da qui, da questa strada che da Susa porta al centro di Venaus, sembra che l’inferno stia uscendo da sotto terra e, in un attimo, debba inghiottire tutto: la montagna che è tutta rossa, le case abbarbicate alle rocce, la strada, le auto e tutti quegli uomini che cercano di fermare il fuoco. E la signora Antonietta si siede su un muretto in cemento armato della piazza di questa borgata che si chiama San Francesco e piange perché il suo mondo se ne sta andando in cenere.
La sua casa è proprio lì, sotto il costone che sta bruciando: basterebbe che arrivasse un tizzone acceso sul tetto e tutto ciò che ha finirebbe in cenere.
Nilo Durbiano è un sindaco abituato alle emergenze nel suo territorio, Venaus, l’ultimo comune raggiunto dal fuoco. Alle otto di sera, dopo una giornata di battaglie, di telefonate, è riuscito a far arrivare le autobotti anche in frazione Berno e ad allontanare tutti gli abitanti: stanotte qui non può dormire nessuno. Come a Mompantero, come a in altre borgate dove le fiamme sono praticamente alla cinta dei giardini delle case più in alto.
«Ci sono duemila ettari di montagna interessata dai roghi» annunciano in Comune a Mompantero. Ma se il vento non cala, oggi saranno molti di più. E ci sono almeno 600 persone sfollate in tutta la valle. Come Antonietta di borgata San Francesco o come la signora Carla Vigna che alle tre del pomeriggio chiude a chiave il portoncino d’ingresso della villetta a Mompantero e se ne va: «E che il cielo me la mandi buona». Ha una borsa con dentro un cambio per la notte, le ciabatte rosse che usa in casa ancora ai piedi, e ha paura. S’infila nella sua auto, saluta con la mano la gente dall’altra parte della strada e se ne va. Questo posto sta diventando un paese fantasma.E questo fumo che scende dalla montagna sta ammorbando tutto, rende irrespirabile l’aria, e annebbia anche il sole. La signora Carla fila via mentre arrivano gli enormi trattori dei contadini con le botti cariche d’acqua per i volontari dell’Aib e per tutti quelli che stanno cercando di domare il fuoco. Volontari più volontari degli altri, mobilitati dalla Coldiretti, alle dirette dipendenze di nessuno. Per fortuna che ci sono anche loro, però. Perché su questa montagna adesso c’è bisogno di chiunque abbia voglia e competenza per fare. E mentre il prefetto Renato Saccone, al termine della riunione nel municipio del paese fantasma, annuncia che saranno inviate in Val di Susa tutte le forze «sganciate da altri parti del territorio dove l’emergenza sta rientrando» a Venaus si firma un’altra ordinanza di sgombero.
L’autostrada che collega Torino con le Valli Olimpiche, con Bardonecchia e Sestriere, e che passa proprio accanto alle montagne in fiamme, continua a restare chiusa da Chianocco a Oulx, in entrambe le direzioni. C’è troppo fumo, è come viaggiare in una giornata di nebbia densa in Pianura Padana. Ma con il fuoco che ti insegue, oppure ti accompagna per chilometri.
Alle quattro del pomeriggio di questa domenica di delirio, il responsabile della Croce Rossa di Susa allerta tutti i suoi ragazzi: «C’è un problema grosso». Si chiama casa di riposo Cora, a Susa, una struttura con 190 ospiti, molti non autosufficienti. Il fumo dei roghi è sceso fino a lì, c’è già qualcuno che sta male. Gli ospiti vanno portati in salvo perché sono anziani, e perché molti hanno seri problemi respiratori. Ma, per farlo, servono pulmini attrezzati, servono persone, serve tempo. Radio che gracchiano, telefonate, consulti tra volontari. Alla fine si trova una mediazione: «Andranno via soltanto gli ospiti più gravi». Ma da villa Cora qualcuno chiama i parenti a casa: «Venite a prendermi, qui non si può più stare». È così a sera fatta le persone che lasciano la struttura sono una quarantina in tutto.
Sandro Plano, battagliero sindaco No Tav, si fa sentire anche al vertice. La soluzione è una mediazione che accontenta tutti: «Se non peggiora, 150 ospitati restano lì».
Se va male si va via in massa, sui pulmini che quelli della Croce Rossa lasciano posteggiati davanti alla struttura tutta la notte. È un buon compromesso. E se il vento che spazza queste montagne ormai da giorni cambia direzione, o se cessa del tutto, il problema è risolto. Ma è una pia illusione che tutto finisca così. Piove cenere adesso su Mompantero, e arrivano file di volontari a far una mano. «E’ la nostra resistenza» dice una ragazza bionda che con un ragazzo suo coetaneo spinge una pompa su ruote, destinata a pescare acqua dalle rogge con cui spegnere i roghi. «E noi abbiamo quasi perso una nostra casa lassù tra gli alberi, abbiamo lavorato da soli e adesso ce ne andiamo sfiniti» si sfogano i ragazzi con il pick up bianco. Sono le cinque del pomeriggio ma qui sembra già notte, tanto fumo c’è nell’aria. Arrivano due Canadair, sganciano l’acqua e se ne vanno. Servirebbero passaggi continui, ma con ’sto vento gli aerei fanno fatica a volare e con ’sto fumo quasi non riescono a vedere dove lanciare. Ma ci provano.
Alle 10 di sera la battaglia va ancora avanti. Berno è sgomberata. A Mompantero non c’è quasi più nessuno. I carabinieri bloccano le strade. I pompieri coordinano aiuti in arrivo da altre regioni. E il fuoco avanza. Con il naso all’insù e un bicchiere in mano, una decina di persone se ne sta davanti al bar sulla strada che da Venaus porta verso Novalesa. Il fuoco sembra quasi di poterlo toccare allungando una mano verso la montagna. Cala a picco verso il paese. Non è più compatto, si è diviso in mille piccolo incendi. «Corre attraverso i boschi velocissimo» dice Renato Bruno che coordina come ispettore i volontari dell’Aib. Corre così veloce che ti immagini che da un momento all’altro arrivi su anche a Novalesa. O che scenda a Venaus paese. E c’è già chi tira in ballo la storia del rogo del 1983, quando il fuoco distrusse una grossa parte del centro abitato, lasciando indenne la chiesa di San Biagio. «Dobbiamo pregare perché non accada più» dice la pensionata davanti alla chiesa. «No, devono a mandar più uomini a darci una mano» ribattono al bar. «No, deve passare il vento» spiega chi lavora. Per intanto il fuoco ha conquistato un altro spicchio di montagna, con castagneti e rovi. E i pompieri fanno il cambio turno. Qualche ora di riposo e poi via. Sperando nella pioggia. O in un miracolo di San Biagio.
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lastampa/In Val di Susa l’inferno scende dai monti. “Chiudo casa, speriamo di ritrovarla” LODOVICO POLETTO – INVIATO A BUSSOLENO (TORINO)
ordinato al figlio di ucciderla. “Tua sorella si è fatta sbirra”, diceva il boss al figlio. Ma il giovane, 30 anni, temeva di finire in carcere. “Io ho 30 anni e non mi consumo per lui”, diceva ad un amico intercettato dai carabinieri. Nell’ operazione ”Nuova alba”, che stamane ha portato all’arresto di 16 persone, sono state ricostruite anche diverse estorsioni ai danni di imprenditori edili tra Bagheria e Altavilla.
L’operazione antimafia in corso è rivolta contro presunti esponenti del mandamento mafioso di Bagheria. I carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, con l’ausilio di unità cinofile e di un elicottero, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 16 persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.
Pino Scaduto era stato scarcerato lo scorso aprile dopo essere stato arrestato nell’operazione Perseo del 2008. Secondo gli inquirenti avrebbe cercato di riprendere il comando della cosca di Bagheria. Il boss è adesso di nuovo in cella, assieme ad altri quindici presunti affiliati.
La difesa del Napoli ha lasciato aperto qualche buco di troppo contro il Sassuolo. Lenti i movimenti in occasione del pareggio neroverde. Albiol e Koulibaly sarebbero intoccabili, ma è necessario far tirare il fiato e, per ora, tocca far giocare Chiriches, preferito a Maksimovic. Ci sono stati momenti di smarrimento di breve durata che non hanno condizionato la squadra. Questa è una grande differenza rispetto agli anni passati, in cui bastava un episodio negativo per condizionare prestazione e risultato. Sarri ha individuato le cause di queste pause: improvvisamente la squadra smarrirebbe il senso del pericolo perchè domina.