Home Blog Pagina 5519

Milan, Silva: “Ora testa al Sassuolo, poi penseremo al Napoli”

Milan, Silva: “Ora testa al Sassuolo, poi penseremo al Napoli”

Il promettente attaccante portoghese del Milan, Andrè Silva, alla vigilia del delicatissimo incontro con il Sassuolo ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Dobbiamo rimanere concentrati, la gara di domani è la più importante. Poi penseremo al Napoli”. Queste sono le parole riportate dal quotidiano Tuttosport

Pozzuoli, parla il ristoratore Bobò : “Dopo la denuncia, la camorra ha distrutto la mia vita”

0

Il giornale Tiscali News ha riportato un’intervista fatta al ristoratore Bobò a seguito dell’arresto del boss Gaetano Longobardi, dando dichiarazioni importanti.

Ecco l’articolo completo di Tiscali News:

“Abbiamo deciso di non affittarvi più il locale. Ho saputo da ambienti ‘non propriamente oxfordiani’ che voi avete denunciato il boss di Pozzuoli. Voi adesso avete un marchio indelebile addosso. Queste sono persone che non perdonano. Io in casa mia non vi voglio”.

Da cinque mesi è in corso una trattativa per affittare un ristorante. Le parti si incontrano per formalizzare la scrittura dell’atto, tutte le questioni sono state risolte, non c’è più alcun problema commerciale. C’è invece un altro tipo di problema. Appena sopravvenuto, che non ha nulla a che vedere con le relazioni economiche.

Semplicemente, da pochi giorni il boss di Pozzuoli è stato arrestato a seguito della denuncia di Giuseppe Bruno, titolare di uno dei più prestigiosi ristoranti dell’area napoletana, il “ristorante BoBò”.

Di conseguenza, a Bruno non si può più affittare un’attività, anche se si ha la certezza di un solido guadagno e, attesa la fama professionale, un indiscusso prestigio.

Queste sono le regole a cui la maggior parte dei soggetti in queste terre preferisce aderire. La storia che raccontiamo è una storia ordinaria di mafia quotidiana.

Chissà quante sono ogni giorno le storie come queste nel nostro Paese, tutte avvolte nel silenzio.

LA VICENDA ESTORSIVA

Questo episodio è stato raccontato ieri mattina in un’aula del tribunale di Napoli, tra i giudici, il pubblico ministero, gli avvocati dell’imputato collegato in videoconferenza, i rappresentanti delle associazioni antiracket.

Il ristoratore “Bobò”

Con assoluta fermezza e precisione Giuseppe Bruno rievoca l’intera vicenda estorsiva. “Sono le sette di sera del 5 gennaio di quest’anno quando due giovani di 20-25 anni entrano nel mio ristorante e chiedono di BoBò. Appena mi avvicino mi dicono che ‘ci mandano gli amici di Pozzuoli’ e mi fissano subito la tariffa: mille e cinquecento euro al mese, e per il momento. Chiedo chi sono questi amici. Lei è intelligente – mi rispondono – lo sa bene chi comanda a Pozzuoli” e evocano la figura del boss della città.

Siamo di fronte alla classica richiesta di pizzo avanzata da due “picciotti” per conto del clan camorristico.

C’è la somma d’ingresso, somma che potrà successivamente essere rivista, c’è l’“autorità” del mandante e del garante.

ECCO COSA SIGNIFICA ESSERE IMPRENDITORI IN QUESTE TERRE

Giuseppe nella vita non ha avuto nulla di regalato. Per tanti anni è stato cameriere in un altro ristorante, poi maitre di sala, poi chef. Duro lavoro. Ma ancora più duro è stato il lavoro negli ultimi 19 anni, da quando si è messo in proprio e, passo dopo passo, ha realizzato una vera eccellenza nel campo culinario. Sa bene cosa vogliono quei giovani estorsori, conosce la forza e il potere di chi li manda. Sa cosa vuol dire essere imprenditori in queste terre, già nel 2009 aveva denunciato un’altra estorsione. Sa bene tutte queste cose, “non è come giocare con la playstation”, con queste cose non si può scherzare. Da un lato, c’è la qualità e la reputazione del locale. Siamo andati su Tripadvisor e abbiamo cercato un commento scritto in quei giorni di gennaio; due settimane dopo la visita estorsiva, ecco le parole di un cliente: “Ci sono stato con la mia fidanzata, ti consiglia tutto il cameriere, state tranquilli perché vi portano solo pesce fresco… il proprietario è un super-personaggio. Da andare assolutamente… top”. Dall’altro lato c’è la sicurezza, quella personale e dei familiari, quella dei 14 dipendenti. Che fare? Come prendere tempo? Va dai carabinieri e racconta tutto, “con la denuncia pensavo che non venissero più”, dice Giuseppe ai giudici.

I CAPI CLAN PENSANO DI ESSERE INTOCCABILI 

Il boss Gennaro Longobardi

Purtroppo la previsione si rivela errata. Siamo in terra di mafia e chi è capo di un clan pensa di poter fare sempre affidamento sull’omertà dei commercianti, spesso pecca di presunzione, pensa d’essere intoccabile. Infatti, dopo alcuni giorni Gennaro Longobardi si presenta al ristorante. Continua la deposizione: “Entra e si siede, mi dice che devo togliere questa denuncia: ‘tu devi dire che i ragazzi sono venuti per un preventivo…’(Che fantasia!). Il mio problema è sempre quello di prendere tempo – prosegue Giuseppe – e spiego che al momento gli affari non vanno bene, quando miglioreranno ‘ti farò un regalino’.

La discussione è finita, Longobardi si alza per andare via, Giuseppe tira un sospiro di sollievo, pensa di non avere più problemi. Purtroppo, un altro “purtroppo”, Giuseppe pensa male.

“Devi comprare i frutti di mare da mio genero” è il “consiglio” espresso sull’uscio, prodotti ovviamente privi di tracciabilità e venduti senza fattura.

Il nostro ristoratore riprende a lavorare, a girare tra i tavoli dei clienti, a fare avanti e indietro dalla cucina, prendere le telefonate di prenotazione, ma non riesce a cancellare dalla sua testa quella che è stata l’affermazione più pesante fatta dal boss: “Io tengo un’agenda con i nomi dei buoni e dei cattivi. E’ il mio libro nero”.

MA I PROBLEMI NON FINISCONO

“Bobò” in una trasmissione televisiva

Dopo gli arresti, inizia il secondo tempo di questa storia, iniziano i problemi, stavolta non più con i camorristi ma con le persone “perbene”.

Abbiamo già detto di come sfuma l’affare del nuovo locale. “Da maggio mi cade il mondo addosso”. Giuseppe pensava che grazie al suo coraggio, grazie alle indagini dei carabinieri, grazie ai provvedimenti dell’autorità giudiziaria, finalmente, avrebbe ritrovato la tranquillità per lavorare in pace. Invece…

Inizia il proprietario del locale: “Da maggio non mi fa il contratto e vuole buttarmi fuori – continua nella sua testimonianza – Propone nuove clausole assai discutibili, avanza pretese incredibili. Un giorno mi manda un messaggio: ‘Hai messo a repentaglio la vita dei tuoi dipendenti, dei fornitori e di chi ti sta intorno’”.

Si prosegue con la Lega Navale, nel cui sito compaiono tra gli altri i loghi del Ministero della Difesa e quello dell’Ambiente.

Da quasi tre anni Giuseppe teneva un posto per il gommone, per lui indispensabile per la grave disabilità della figlia. Freschi come l’acqua gli dicono: “Ci dispiace non c’è più posto, quello che lei aveva era provvisorio”.

Non mancano i problemi con i vicini di casa adesso che quando rientra la notte è accompagnato dai carabinieri: “Sono stato denunciato perché i cani abbaiano”.

E, naturalmente, il cerchio si chiude con i clienti e con un calo di quasi la metà.

“Io rimango qui, faccio questa battaglia”.

Tutto accade dopo maggio.

 “Ben venga maggio, ben venga la rosa che dei poeti è il fiore”, canta Guccini.

Ma nel “nostro” mese non è venuto “il gonfalone amico”.

Al termine della sua testimonianza, anche commovente per alcuni riflessi personali, Giuseppe Bruno, l’eccellente ristoratore campano, ha un momento di sfogo, si rivolge alla corte: “Le persone per bene devono andare via dall’Italia? Io rimango qui, faccio questa battaglia. Voglio solo verità. So bene che devo scalare questa montagna, e io la scalerò”.

credit foto: tiscali news

Serie C Girone C, si scende in campo per la dodicesima giornata

Scende in campo oggi la Serie C Girone C. Oggi sono in programma nove partite:

Il Siracusa di mister Bianco ospiterà la Paganese di Favo al De Simone, il Catania per continuare a sognare dovrà battere il Bisceglie al Massimino, stesso discorso per il Lecce che sarà impegnato al Degli Ulivi di Andria e per il Trapani che ospiterà l’Akragas. Sfida accattivante tra Matera e Juve Stabia al XXI Settembre- Franco Salerno. Sfida salvezza al Marulla di Cosenza tra il Cosenza di Braglia e il Fondi, sfida calda anche al Pinto tra Casertana e Reggina. Al Fanuzzi di Brindisi sarà tempo di Virtus Francavilla- Catanzaro. Il Rende di Trocini ospiterà al Lorenzon la Sicula Leonzio di Rigoli.

Milan, André Silva: “Testa alla gara con il Sassuolo, poi penseremo al Napoli”

André Silva, attaccante del Milan, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla vigilia del match con il Sassuolo riportate dal quotidiano Tuttosport:

“Dobbiamo rimanere concentrati, la gara di domani è la più importante. Poi penseremo al Napoli”.

Palermo e GRILLINI

0

Palermo , via Principe di Belmomte. Ristoranre da Gigi Mangia. Venerdì 3 Novembre verso la mezzanotte. Si è appena conclusa la travagliata campagna elettorale per le regionali siciliane. Le truppe grilline da mesi girano in lungo ed in largo l’isola. Hanno appena finito il loro comizio in Piazza Teatro Massimo e adesso vengono a mangiare in questo rinomato ristorante della Palermo che conta. Perchè anche loro ormai sono persone che contano! Infatti  hanno prenotato una tavolata per ben venti persone.
Il gruppo arriva alla spicciolata. Qualcuno va in bagno per lavarsi educatamente le mani.
Qualche altro di loro si ferma in sala e scorge in un tavolo appartato tre giornalisti che stanno cominciando a mangiare qualcosa. Ci si scambia qualche battuta sulla giornata faticosa vissuta da entrambi e ci si augura buona serata con l’urbanità delle persone civili, anche se si ricoprono ruoli diversi nella società.
Nella tavolata grillina la maggiorparte comincia a sederi e prender posto. Finalmente, uno degli ultimi, entra nel ristorante il gigino Di Majo, il pupillo di Grillo, candidato designato.
Costui, saputo della presenza dei giornalisti, la prende male e dice che i giornalisti lo hanno seguito perfino dentro il locale.
Si tenta di fargli notare che i giornalisti erano già seduti pacificamente al tavolo quando loro del gruppo grillino sono arrivati. Ma non c’è stato verso. Il pupillo si impunta su un irremovibile aut aut: o i giornalisti o noi 5 stelle. Imbarazzo generale. Il ristoratore non sa a che santo votarsi. Negli anni passati di politici ne ha visti passare dalle sue sale, ma di atteggiameti fanatici come questo non se ne ricorda manco uno. E, d’altra parte , non vuol perdere i grillini che magari domani potrebbero essere i governanti dell’isola. E, dall’altra, non vuole sgarbare i tre giornalisti che – ad onor del vero- sono effettivamente arrivati prima di Grillo e del suo seguito.
Ma Di Majo si ostina che sono stati i giornalisti a seguire i grillini. I tre Colleghi molto educatamente, per non far perdere venti coperti al ristoratore, tolgono il disturbo in modo molto signorile. Tanto di cappello alla loro classe. E tanto rammarico per questi parvenu della politica nostrana così carichi di entusiasmo e paranoie.
L’episodio ci fa venire in mente la favoletta del lupo e dell’agnello. Bevevano allo stesso ruscello. Il lupo beveva più in alto e l’agnello pacificamnte più in basso. Ma il lupo accusava l’agnello di sporcargli l’acqua che egli beveva. Con la prepotenza anche le leggi della fisica vengono stravolte per arrivare alla sopraffazione.
Di Majo da semplice candidato si sente così forte ed arrogante da mandare via tre persone a lui non gradite e di mettere in serie difficoltà verso la clientela un imprenditore e la sua azienda. Ci si domanda cosa potrebbe diventare uno così il giorno in cui da semplice candidato si trasformasse in presidente..
Lo staff grillino, consapevole della gaffe, tenta di arginare i danni. Come motivazione ufficiale adduce la giustificazione che Di Majo è stanco e snervato dopo tre mesi di defatigante campagna elettorale in Sicilia. Stanco per la campagna elettorale in una regione… e se dovesse governare l’Italia intera??
Se il buongiorno si vede dal mattino…buona fortuna a tutti noi!

Carmelo TOSCANO

Serie B, le partite in programma oggi

0

Dopo il pareggio per 2-2 di ieri tra Pescara e Palermo, oggi scende ancora in campo la Serie B. Tante le sfide in programma: al Rigamonti di Brescia si affronteranno il Brescia e il Venezia, il Carpi ospiterà l’Ascoli fra le mura amiche, al Tombolato andrà in scena la gara tra Cittadella e Ternana mentre il Cesena cercherà di fare punti in chiave salvezza sul campo della Virtus Entella. Allo Zaccheria di Foggia i satanelli ospiteranno la Cremonese, derbby piemontese tra Novara e Pro Vercelli, sfida d’alta quota allo Stirpe tra Frosinone e Parma, derby tra gemellati all’Arechi tra i granata della Salernitana e il Bari. Chiuderà la giornata la gara di domani tra Empoli e Spezia al Castellani.

Chievo-Napoli, le probabili formazioni: Hysaj spostato a sinistra, Maran recupera Hetemaj

Dodicesima giornata di Serie A con il Napoli che fa visita al Chievo, match in programma domani alle ore 15:00 allo stadio Bentegodi di Verona.
Azzurri chiamati al riscatto dopo il ko in Champions League con il Manchester City, a Verona serve una vittoria per consolidare il primato in classifica. Dieci vittorie in undici giornate per la squadra di Maurizio Sarri che ha eguagliato la miglior partenza nella storia della Serie A dopo 11 giornate. Dall’altra parte un Chievo reduce da due pesanti sconfitte contro Milan e Sampdoria, la squadra di Maran ha incassato otto gol in due gare segnandone appena due. I clivensi, però, occupano l’undicesima piazza in classifica con 15 punti. I precedenti sorridono agli azzurri che nelle ultime quattro gare al Bentegodi hanno conquistato quattro vittorie.

LE ULTIME SUL CHIEVO – Buone notizie per Maran che recupera Hetemaj a centrocampo. Il tecnico potrebbe optare per un 4-3-2-1 con Birsa e Castro più vicini alla punta Inglese, in vantaggio su Meggiorini. Cacciatore, Dainelli, Gamberini e Gobbi in difesa; Bastien, Radovanovic e Hetemaj a comporre il terzetto di centrocampo.

LE ULTIME SUL NAPOLI – Maurizio Sarri deve fare i conti con l’assenza prolungata di Faouzi Ghoulam operato al legamento crociato del ginocchio destro. L’alternativa all’algerino dovrebbe essere Mario Rui ma l’ex Roma e Empoli non è ancora al 100%. Ecco perché contro il Chievo sulla sinistra agirà Hysaj, Maggio confermato sulla destra. A centrocampo rifiatano Allan e Jorginho, spazio a Diawara e a uno tra Zielinsji e Rog. In attacco confermato il tridente leggero: ci sarà Mertens nonostante l’affaticamento muscolare patito dopo il match di mercoledì.

CHIEVO (4-3-2-1): Sorrentino; Cacciatore, Dainelli, Gamberini, Gobbi; Bastien, Radovanovic, Hetemaj; Birsa, Castro; Inglese. All. Maran

NAPOLI (4-3-3): Reina; Maggio, Albiol, Koulibaly, Hysaj; Zielinski, Diawara, Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne. All. Sarri

A cura di Antonino Gargiulo

Il 29 novembre sarà inaugurata la nuova nave: MSC Seaside. A bordo anche Mattarella

0

Si terrà il 29 novembre a Monfalcone, la cerimonia di inaugurazione della nuova nave della MSC: la Seaside. Questa nave con 154.000 tonnellate di stazza lorda, una capacità di 5.179 passeggeri e 1.413 membri di equipaggio, è la più grande nave da crociera mai costruita in Italia. Scafo e aree comuni sono stati studiati ad hoc per un’esperienza di vacanza sul mare inedita, a cui si aggiunge un massiccio impiego di avanzata tecnologia che porterà il prodotto MSC ad una versione 2.0. Alla cerimonia che avverrà nel teatro della Seaside, sarà presente anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il 1 dicembre la nave partirà da Trieste alla volta di Miami, da dove la compagnia campana farà partire le sue crociere per i Caraibi.

Bonus bebè 2018: ci sarà? Ecco le novità e le modifiche previste

0

Bonus bebè 2018: ci sarà anche per i nati nel nuovo anno o verrà cancellato? Ecco cosa prevede la Legge di Bilancio 2018 e quali sono le ultime novità per le famiglie.

Bonus bebè 2018 a rischio: attualmente non è stato rifinanziato dalla Legge di Bilancio 2018 e per le famiglie con figli in arrivo dal 1° gennaio l’assegno mensile attualmente non è previsto.

Ci sarà o verrà cancellato il bonus bebè? Negli ultimi giorni si è iniziato a parlare delle novità che saranno inserite nella Legge di Bilancio 2018 per le famiglie.

Se al momento il Governo ha rifinanziato il bonus mamme di 800 euro anche per il 2018, così non è per il bonus bebè che, attualmente, pare non potrà essere richiesto per le famiglie con nuovi nati a partire dal prossimo 1° gennaio 2018.

Nonostante la notizia tutt’altro che positiva per le famiglie è indubbio che nei prossimi giorni arriveranno ancora novità: già il PD ha richiesto una proroga e il rifinanziamento del bonus bebè anche nel 2018, come misura a sostegno delle famiglie e dei nuovi nati.

Intanto sono molte le domande e i dubbi: chi ha già presentato domanda e già riceve il bonus bebè avrà in ogni caso diritto a beneficiarne anche a partire dal 1° gennaio 2018?

Cerchiamo di fare chiarezza e di capire se ci sarà o no il bonus bebè nel 2018.

Bonus bebè: ci sarà nel 2018? Ecco le novità e le modifiche previste

Una delle novità attualmente previste dalla Legge di Bilancio 2018 non fa proprio contente le famiglie che, a partire dal prossimo 1° gennaio, dovranno rinunciare al bonus bebè.

Attualmente è infatti previsto che per i bambini nati a partire dal 1° gennaio 2018 non sarà più possibile richiedere l’assegno pari a 80 o 160 euro al mese e rivolto alle famiglie con reddito da modello Isee non superiore a 25.000 euro.

Per il 2018 tale contributo non è stato rifinanziato mentre, al contrario, viene prorogato il bonus mamme domani di 800 euro così come il bonus nido e gli altri contributi per la famiglia.

Tuttavia, a parere di chi scrive e in base alle ultime dichiarazioni del PD, sarà quasi certamente presentato un emendamento per richiedere la proroga e il rifinanziamento del bonus bebè anche nel 2018.

Legge di Bilancio 2018: emendamenti per richiedere la proroga del bonus bebè

A richiedere la proroga del bonus bebè nel 2018 sono diversi senatori del PD che, accanto ai colleghi di Alternativa Popolare, hanno annunciato di voler presentare emendamenti alla Legge di Bilancio 2018 per richiedere l’aumento dei fondi per le famiglie.

Cancellare il bonus bebè per i nuovi nati andrebbe del tutto in contrasto rispetto a quanto messo in atto dal Governo Renzi con la Legge di Bilancio 2017.

Lo scorso anno, infatti, accanto ai fondi per il bonus bebè e per il bonus nido era stato introdotto il bonus mamme domani, ben 800 euro erogati alle donne in dolce attesa per coprire parzialmente le spese che precedono l’arrivo del figlio.

Ed è proprio per richiedere di proseguire il cammino del sostegno alle famiglie avviato dal Governo Renzi che i senatori del PD hanno annunciato la presentazione di emendamenti a favore del rifinanziamento del bonus bebè anche nel 2018.

Intanto i dubbi di molte famiglie riguardano il destino di chi ha già presentato domanda, ovvero cosa ne sarà del bonus bebè in caso di figli nati nel 2017 o negli anni precedenti: si continuerà a percepire l’assegno o no?

Bonus bebè 2018: cosa succederà a chi ha già presentato domanda?

Per chi ha già presentato domanda di bonus bebè in relazione a figli nati fino al 31 dicembre 2017 non cambia nulla: si continuerà a percepire l’assegno mensile anche nel caso in cui non venisse prorogato dalla Legge di Bilancio 2018.

A dire il vero attualmente vi è molta confusione, proprio perché nel testo della Legge di Bilancio manca qualsiasi riferimento al bonus bebè, sia per i nati nel 2017 che per le nuove nascite.

Tuttavia sarebbe assurdo che il Governo cancellasse “a posteriori” il diritto a beneficiare dell’assegno, pari ad 80 o 160 euro al mese ed erogato per i primi tre anni di vita del figlio, anche per chi già lo ha richiesto.

Bisogna inoltre segnalare i numerosi ritardi nell’erogazione del bonus bebè: sono molte le famiglie che, pur avendo presentato domanda nei primi mesi del 2017, stanno ancora ora aspettando di ricevere l’assegno.

Vi terremo aggiornati non appena ci saranno novità sul bonus bebè 2018 e quando verranno presentati gli emendamenti annunciati dai senatori PD e AP per richiederne la proroga con la Legge di Bilancio 2018.

Nel frattempo i lettori interessati possono consultare la guida a chi ha diritto al bonus bebè, le regole per presentare domanda e l’importo del contributo Inps.

Anna Maria D’Andrea/informazione fiscale

Chievo-Napoli, la solita invasione azzurra: previsti 4000 tifosi partenopei al Bentegodi

Il Napoli sarà impegnato domani alle 15:00 a Verona contro il Chievo. Per l’occasione pronta la solita invasione azzurra: al Bentegodi, infatti, sono previsti circa quattromila tifosi del Napoli. Una bella risposta dopo la sconfitta in Champions League con il City, una spinta in più per centrare l’undicesima vittoria in campionato. Lo riporta l’edizione odierna de Il Mattino.

Roma, il ds Monchi: “Nessun acquisto a gennaio. Sapevo già dal primo giorno che Spalletti sarebbe andato via”

NOTIZIE AS ROMA – Alla vigilia di Fiorentina-Roma ha parlato il ds giallorosso Ramon Monchi rilasciando una bella intervista tra e pagine della Gazzetta dello Sport. “Quando ho comunicato ad amici e familiari che potevo venire qui la prima cosa che mi hanno detto è ‘Ma sei pazzo?’. No, non lo sono. Ho scelto Roma perché sentivo, e questi primi 6 mesi mi hanno dato ragione, che qui potevo essere Monchi”.  Io sono un d.s. che ama star vicino a giocatori e tecnico, il contatto aiuta a conoscere le persone. È fondamentale, perché spesso il fallimento di un calciatore è legato alla tristezza o all’insoddisfazione. Se non gli stai vicino non te ne accorgi. Sto tanto nello spogliatoio, non per fare la spia ma perché mi piace. Faccio colazione, vado sul pullman, ceno con la squadra. Ho capito che stavo facendo qualcosa di inusuale quando mi sono messo in tuta,: mi hanno guardato pensando, “Ma questo che fa?”. Lo stesso vale per Di Francesco: entro continuamente nel suo ufficio, non è che ci diamo appuntamento per parlare. Totti? Con lui ho un rapporto che all’inizio non avrei mai immaginato potesse essere così stretto, soprattutto considerando che non sono venuto a regalargli una macchina ma a dirgli ‘arrivederci e grazie’. Poteva succedere di tutto, è andata benissimo. E ha fatto più lui di me. Dall’1 al 10 alla nostra relazione do un 11. Ho trovato una persona vicina, affettuosa. Dopo 27 anni sulla stessa strada non è facile cambiarla. Il club è stato intelligente nel dargli spazio e tempo necessari. Totti poteva impuntarsi, invece ha capito e accettato”. Gli viene chiesto anche un bilancio dei primi mesi in giallorosso, e Monchi risponde: «Sapevamo che sarebbe stato un anno particolare. Sapevo già dal primo giorno che Spalletti, che ha fatto un gran lavoro, sarebbe andato via. Poi sono partiti giocatori come Salah, Rüdiger e Paredes e si è chiusa la carriera del giocatore più importante della storia. Insomma, tanta gente nuova, compreso un d.s. non italiano. La prospettiva era complicata, ora possiamo essere molto contenti. Però bisogna essere ambiziosi e pretendere di più. Bisogna trovare la stabilità interna, economica e sportiva, per non dover vendere giocatori, e quella esterna: aspirare a essere una squadra d’élite con continuità, in Italia e in Europa. Diciamo che l’Atletico Madrid è un bello specchio. Può essere che si debba continuare a vendere giocatori, ma senza aver paura: come mi è successo a Siviglia le vendite, se ci saranno, dovranno essere fatte per consolidare la posizione, non per minarla. I tifosi ci devono seguire, ma lo faranno solo se otterremo dei risultati: non vanno allo stadio per applaudire un bilancio. Se chiudo con un attivo di 45 milioni ma non ho vinto nulla, il tifoso non è contento. E io sono qui per vincere, non voglio vendere fumo”.

“Se non gli dai la carota l’asino non si muove. Perché non si può parlare di scudetto? Non siamo i favoriti, ma abbiamo il dovere di provarci. Siamo partiti in svantaggio ma pian piano stiamo arrivando al livello di Napoli, Juve e Inter. Siamo in costruzione, ma alla fine dell’opera l’edificio sarà bello”. Schick? “Volevamo un esterno mancino per sostituire Salah. Abbiamo puntato tutto su Mahrez, che non è venuto perché non lo volevano vendere. Non era una scusa mia, hanno detto no anche al Barcellona. Saltato Mahrez ci siamo detti: ‘Meglio prendere un esterno mancino a qualsiasi costo, anche se non siamo convinti e abbiamo soluzioni interne, o provare a prendere Schick che non è il profilo esatto che cerchiamo ma è un investimento per il club?’. Rinunciare a Schick per mere questioni tattiche sarebbe stato un errore. A gennaio non faremo niente. I nostri acquisti devono essere i miglioramenti di Defrel e Under, l’arrivo di Schick, il ritorno di Emerson”.

Claudi Demenica copyright-vivicentro

Castellammare, dalla Regione arrivano i fondi per il palio dell’Immacolata!

0

Torna il Palio del falò dell’Immacolata. Dopo il successo dell’era Bobbio, anche con Pannullo si gareggerà per la consueta tradizione stabiese. E’ giunto l’ok dalla Regione che manderà i finanziamenti al comune stabiese. Dalla Regione sono stati stanziati 100mila euro di risorse a cui si andranno ad aggiungere altri 80mila euro dalle casse comunali che serviranno a stilare un cartellone di eventi invernali dalla festa dell’immacolata fino al Carnevale del 2016. Subito dopo la sua elezione, il sindaco Pannullo decise di non vietare i tradizionali falò nei quartieri della città. Ma quest’anno c’è un cambio di rotta con l’organizzazione del Palio dei falò sull’arenile di Castellammare di Stabia. Le cataste di legno da ardere dovranno essere allestite sull’arenile per uno spettacolo mozzafiato, anche con l’aiuto di associazioni e comitati di quartiere. Dall’altro canto c ’è da fare i conti con una tradizione che vuole i falò in strada tra i rioni della città, per cui è già partita la caccia alla legna da parte delle bande di ragazzini stabiesi. Manca ancora poco più di un mese alla vigilia del 7 dicembre ma le gang dei rioni sono già all’opera da diverse settimane.

NOTA di Redazione:

per memoria sull’evento ricordiamo che il tutto ebbe a nascere su nostro input lanciato nel lontano 2010, come comprovano cronaca e – speriamo/crediamo – anche “lettere al sindaco” dell’epoca:

Fucaracchi stabiesi per l'Immacolata
SUD – OPINIONI

Fucaracchi stabiesi: un’altra occasione di crescita perduta

“Dopo aver letto e sentito di tutto, nel merito dei falò dell’Immacolata di quest’anno, se mi è permesso, esprimo il mio pensiero sull’argomento dei…

Serie A, le partite in programma nel week end

0

Dodicesima giornata di Serie A che inizierà quest’oggi e che riserverà sfide interessanti. Si inizia alle 18 con la gara del Dall’Ara tra Bologna e Crotone. Alle 20.45 derby della lanterna tra Genoa e Sampdoria al Ferraris, con Juric che si gioca molto contro i blucerchiati. Domani il lunch match si disputerà a San Siro tra Inter e Torino. Alle 15 scenderanno in campo al Bentegodi il Chievo Verona e il Napoli, alla Sardegna Arena Cagliari- Verona, Fiorentina- Roma al franchi di Firenze, Juventus- Benevento all’Allianz Stadium e Lazio- Udinese all’Olimpico. Alle 18 all’Atleti Azzurri d’Italia sarà tempo di Atalanta- Spal, mentre alle 20.45 al Mapei Stadium si affronteranno Sassuolo e Milan.

Schianto terribile, grave un 14enne di Lettere

0
Schianto terribile, grave un 14enne di Lettere

Uno scontro tra auto e scooter in via Stabia ed è stato ferito gravemente un ragazzo di 14 anni. Originario di Lettere, era diretto verso casa dopo una serata di festa trascorsa con gli amici. Alla guida dell’auto, di grossa cilindrata, un 19enne residente a Sant’Antonio Abate che lo ha colpito in pieno. Subito soccorso, è stato trasferito all’ospedale Don Bosco di Napoli in condizioni preoccupanti dove è ricoverato in prognosi riservata.

Insigne ha comprato una nuova casa: ecco dove vive ora il folletto azzurro

Lorenzo Insigne rappresenta il presente e il futuro del Napoli. Il gioiello azzurro ha rinnovato il proprio contratto la scorsa estate fino al 2022 a cifre che oscillano tra i 4-5 milioni annui. L’attaccante di Frattamaggiore è riuscito a coronare il sogno di comprare un’abitazione sulla collina di Posillipo. Una splendida casa a Via Orazio dove, insieme alla sua famiglia, potrà godere di un panorama mozzafiato.

Inglese-Napoli, domani incontro tra Giuntoli e Romairone prima del match al Bentegodi

Roberto Inglese domani si ritroverà ad affrontare il Napoli, il club che detiene il suo cartellino. Come si legge sull’edizione della Gazzetta dello Sport:

“Roberto Inglese è stato individuato già in estate da Giuntoli come l’uomo che, in caso di necessità, sarebbe diventato l’alternativa a Mertens. Un’ipotesi che pareva remota e che invece potrebbe, anzi dovrebbe, concretizzarsi a gennaio quando Inglese dovrebbe sbarcare a Castel Volturno in attesa di capire quando Milik tornerà disponibile e se, eventualmente, il polacco deciderà di andare in prestito per ritrovare la migliore forma in prospettiva Mondiale. Giuntoli e Romairone avranno domani di che parlare prima del fischio di inizio. Di sicuro, per 90′ Mertens e Inglese saranno faccia a faccia, per poi, quasi certamente, diventare compagni di squadra a stretto giro”.

Tributi erariali: prescrizione e decandenza

0

Accertamento tributario: un approfondimento su quali sono i termini di prescrizione e decadenza previsti per i tributi erariali.

Un quesito a cui non è sempre facile rispondere riguarda il termine entro cui l’Amministrazione finanziaria ha diritto ad esigere la sua pretesa tributaria.

Di seguito cercheremo di rispondere ad una frequente domanda sui tributi erariali: entro quanto tempo si prescrive il diritto all’accertamento o alla riscossione da parte dell’Agenzia delle Entrate?

Questa semplice domanda genera spesso non poca confusione riguardo alla risposta corretta da dare ai contribuenti; negli ultimi tempi la questione è particolarmente sentita, specialmente per quanto riguarda il termine di prescrizione per le imposte erariali, in quanto la giurisprudenza di legittimità e di merito non sono uniformi nell’individuare un termine univoco.

Nel trattare l’argomento è opportuno a tal fine distinguere inizialmente due concetti fondamentali del nostro ordinamento: prescrizione e decadenza.

Accertamento tributario: che differenza c’è tra prescrizione e decadenza?

Un primo fondamentale chiarimento è in legato alla distinzione tra il concetto di decadenza dell’attività di accertamento dell’Agenzia dell’Entrate e la prescrizione dei termini per riscuotere i tributi in questione.

La disciplina degli istituti della decadenza e della prescrizione sono descritti in via generale negli articoli 2934 e ss e art. 2964 e ss. del cc.

Il termine di decadenza consiste nel periodo di tempo entro cui l’amministrazione finanziaria può procedere all’accertamento, alla liquidazione delle imposte o all’iscrizione al ruolo delle stesse.

La prescrizione invece consiste nel termine entro cui si estingue il diritto di credito già acquisito dall’Amminitrazione Finanziaria a seguito dell’attività di accertamento.

Accertamento tributario: i termindi di decadenza

La decadenza dell’attività dell’Amministrazione Finanziaria ha termini diversi a seconda che si tratti di:

  • potere di accertamento
  • liquidazione delle imposte
  • iscrizione al ruolo

Il termine finale del potere di accertamento ha subito una sostanziale modifica con la Legge 208/2015 per quanto riguarda i termini di decadenza, modificando di fatto gli articoli 57 del D.p.r. 633/1972, (quanto all’Iva), e nell’art. 43 del d.p.r. n. 600/73 (quanto alle imposte dirette) secondo cui, a partire dal periodo di imposta 2016 :

  • in caso di presentazione della dichiarazione dei redditi e della dichiarazione Iva, sarà entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione (quindi del sesto anno, rispetto al periodo di imposta da accertare);
  • in caso di omessa presentazione o di nullità della dichiarazione dei redditi e della dichiarazione Iva, sarà entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata(quindi dell’ottavo anno, rispetto al periodo di imposta da accertare).

Il potere di liquidazione di imposte, contributi, premi e rimborsi è regolato dagli articoli 36-bis D.p.r 600/73 per le imposte sui redditi e 54/bis D.p.r. 633/72 per l’Iva e coincide con l’inizio del termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo.

Il temirne per il controllo formale invece, disciplinato dall’articolo 36-ter del D.p.r 600/72, coincide con il 31/12 del 2° anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale.

I termini per il controllo cartolare di cui sopra, vengono considerati però puramente indicativi per esperire all’attività di liquidazione: per la decadenza del potere di liquidazione delle imposte dovute o per il controllo formale è opportuno considerare quanto disposto dell’art. 25 del D.p.r. 602/73 previsto per la notifica della cartella di pagamento.

Quindi in merito all’attività di liquidazione e controllo formale il termine di notifica della relativa cartella di pagamento sarà:

  • il 3° anno successivo per l’art. 36/bis
  • il 4° anno successivo per l’art. 36/ter

Allo stesso modo, per quanto riguarda l’ iscrizione al ruolo da parte dell’Agenzia delle Entrate per somme dovute dal contribuente a seguito di accertamento d’ufficio divenuto definitivo in mancanza di impugnazione, il termine di decadenza coincide con quello previsto per la notifica della cartella di pagamento, stabilito all’art 25 del D.p.r. 602/72: l’amministrazione finanziaria dovrà quindi iscrivere al ruolo le maggiori somme accertate entro il 2° anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.

Accertamento tributario: i tributi locali

Per quanto riguarda le norme relative alla riscossione dei tributi locali riguardo accertamento, riscossione coattiva e decadenza dei relativi termini, la normativa di riferimento è la Legge 296/2006 (Finanziaria 2007).

Essa ha stabilito che per i tributi locali quindi Imu per immobili, Tari per i rifiuti, Tasi per servizi indivisibili e Tosap per la pubblicità e le pubbliche affissioni, il termine di decadenza per la notifica dell’atto di rettifica della dichiarazione o di accertamento, e la contestazione o irrogazioni delle relative sanzioni é il 31 dicembre del 5° anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.

Per quanto riguarda invece la riscossione coattiva, il titolo esecutivo cioè il ruolo incorporato nella cartella di pagamento, deve essere notificato al contribuente, pena decadenza, entro il 3° anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.

Accertamento tributario: gli atti relativi all’irrogazione delle sole sanzioni

Per quanto riguarda le sanzioni tributarie, es esempio, il legislatore ha individuato un termine univoco di cinque anni sia per quanto riguarda la decadenza che la prescrizione nell’art. 20 del dlgs 472/97 .

Per atti di contestazione o irrogazione delle sanzioni la notifica deve avvenire pena decadenza entro il 5° anno successivo entro cui è avvenuta la violazione, salvo il diverso termine previsto per i tributi a cui si riferiscono. In tal caso tale termine di contestazione segue la disciplina del tributo a cui si riferisce. Anche il diritto alla riscossione della sanzione irrogata si prescrive in cinque anni.

Accertamento tributario: la prescrizione dei tributi erariali

Da un punto di vista civilistico l’inerzia prolungata da parte del creditore nell’esercizio del suo diritto di riscossione, si considera una rinuncia al diritto stesso.

La norma di riferimento é l’art. 2946 del cc che in generale, per la totalità dei diritti, individua un termine di prescrizione per estinzione di dieci anni dal momento in cui il diritto può essere fatto valere.

In materia tributaria i termini di prescrizione variano da tributo a tributo; essi decorrono, come abbiamo visto, dalla data di notifica della cartella di pagamento o dal momento in cui l’avviso di accertamento è divenuto definitivo, cioè entro 60 giorni dalla notifica.

Per quanto riguarda la prescrizione del credito relativo ai tributi locali , l’articolo di riferimento é il 2948 del cc secondo cui essi devono essere riscossi nel termine breve di cinque anni dal giorno in cui il tributo è dovuto o dal giorno dell’ultimo atto interruttivo tempestivamente notificato al contribuente.

L’applicabilità del termine breve al tributo locale è stata affermata dalla Cassazione con sentenza del 23 febbraio 2010 che ha sostenuto che i tributi locali, diversamente da quelli erariali, sono prestazioni periodiche.

Per quanto riguarda le imposte dirette e l’Iva invece non c’è un orientamento univoco sul termine di prescrizione.

Da un punto di vista della legittimità si ritiene opportuno considerare il termine generale di prescrizione di dieci anni previsto dall’art. 2946 del cc.

Un’opinione differente invece, si evince da alcune sentenze delle commissioni tributarie provinciali che negli ultimi anni, hanno equiparato il pagamento dei tributi erariali a prestazioni periodiche e quindi ritengono che anche esse siano sottoposte al termine di prescrizione di 5 anni.

Una recente sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, n. 23397 depositata in data 17.11.2016, ha stabilito inoltre, che le pretese della Pubblica Amministrazione (Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, Comuni, Regioni etc.) si prescrivono nel termine “breve” di cinque anni, a meno che il credito erariale non sia stata accertato con sentenza passata in giudicato o a mezzo di decreto ingiuntivo.

La decisione della Corte di Cassazione si basa in sostanza su quanto previsto dall’art. 2953 del cc secondo cui i diritti per i quali è intervenuta una sentenza di condanna passata in giudicato, si prescrivono con il decorso di dieci anni ; per tanto i crediti erariali se rappresentati da un titolo giudiziale definitivo, cioè la sentenza o il decreto ingiuntivo, si prescrivono nel termine lungo di dieci anni.

Carla Mele/informazione fiscale

Santa Maria La Carità, oggi la commemorazione del 4 novembre

0

Festa dell’Unità Nazionale e delle Forza Armate

 

Oggi, a Santa Maria La Carità, ci sarà la commemorazione del 4 novembre. Organizzata una giornata di festa con il programma che prevede alle 17 la partenza del corteo per  la deposizioni delle corone d’alloro al Monumento dei caduti in piazza. Alle 18, invece, la Santa Messa in memoria dei caduti nelle guerre.

 

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Il Sindaco e l’amministrazione comunale

Napoli, arrestato il minorenne che uccise Lello Bastone e il suo uomo di fiducia.

0

La Questura Mobile di Napoli ha concretizzato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Salvatore Russo, ora 22 enne, esponente del clan Vanella Grassi di Secondigliano, a causa dell’ omicidio di Raffaele Stanchi, detto Lello Bastone, e del suo uomo di fiducia Luigi Monto’. I cadaveri carbonizzati furono trovati il 9 gennaio 2012 a Melito , all’interno del bagagliaio di un’auto risultata rubata. Russo, all’epoca dell’assassinio era minorenne e dovrà rispondere di omicidio premeditato, sequestro di persona e porto illegale di armi.

Inglese completa Mertens: i due potrebbero giocare anche insieme

Roberto Inglese potrebbe approdare al Napoli a gennaio, intanto domani affronterà proprio gli azzurri con il suo Chievo. L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport descrive le caratteristiche del giovane attaccante e il suo possibile inserimento nel sistema di gioco di Sarri:

“Mertens ha una varietà infinita di colpi ma Inglese lo ‘completa’. Di testa è molto più bravo del belga e anche per questo fa un po’ paura al Napoli che sui palloni alti va talvolta in difficoltà. insomma, i due potrebbero pure fare coppia in un 4-2-3-1”.