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IL SINDACO E LA TROTA FARIO

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È quasi San Martino e quando l’anno agricolo terminava ci si apprestava a cambiare casa.

Ora una telecamera ha individuato una trota risalire il torrente Toscolano per deporre le uova.
Buona notizia dopo preziosi lavori di sistemazione del torrente per eliminare eventuali ostacoli alla risalita e si spera ancora nella pioggia che gonfiando il torrente la favorirebbe.
Chissà una fugace lettura alle antiche carte nella valle delle cartiere?
Ora anche il Sindaco e la sua giunta in tempi amministrativi si presta a cambiare casa se non fosse rieletto.
Telecamere e testate di carta hanno riportato un importante rilancio della città del Sindaco in tema green coinvolgendo A2a.
Sono passati più di quattro anni dal suo insediamento quando parea come una trota in apnea con tutti i debiti ereditati dalla giunta precedente e con tutti gli ostacoli da superare.
Lo criticai, gli addebitai poco coraggio nelle scelte ma in fondo, in fondo all’acquario politico rimane uno dei pochi o forse l’unico a non fare San Martino, e questo forse non l’avrei dovuto dire ma lo penso e spero.
Ora e ancora si spera che una città martoriata dall’inquinamento industriale possa essere l’esempio in Italia e forse in Europa per riconversione di rotta.
È una scommessa e tutti potremo remare per vincerla come la trota.
Apro una parentesi: il prossimo anno inizieranno i lavori per il Musil e aprirà anche la Pinacoteca Tosio-Martinengo ( teleraffrescata da A2A e chissà quante uova schiuderanno dai suoi fondali ) e ancora oggi ho letto che la Val Sabbia è stata patria di stampatori che hanno viaggiato per mezza Europa, dal 500 in poi, e credo Vestone o comunque un comune valsabbino abbia l’idea di progettare un museo che aprirà fra cinque anni. Non solo lavoro ma imprenditorialità, intelligenza e arte.
Mi chiedo e chiudo parentesi: come Bienno e altre realtà provinciali non possono connettersi alla rete cittadina come il museo dei stampatori in un Musil più articolato e comprendendo anche la valle delle cartiere ?
Ritorno a prima, e sembra che il Sindaco abbia riportato A2A nel suo alveo naturale e stretto un patto di alleanza per i prossimi cinque anni e mi piacerebbe che le telecamere lo riprendessero negli anni a venire a deporre uova nella valle delle cartiere.
Ho letto volentieri che i fumi delle acciaierie bresciane saranno convogliati nella rete del teleriscaldamento, che il tele rinfrescamento sarà un progetto pilota mondiale, il depuratore di Concesioe il Mella con più pesci vivi ecc. ecc.
Il cittadino già fa la sua parte diligente con la raccolta differenziata e forse una volta tanto questa amministrazione da me criticata ha superato lo stesso cittadino.

La settimana scorsa andai a visitare la rocca di Manerba e il suo museo archeologico e ho saputo che ove da ragazzo pescavo e facevo il bagno si è trovato un sito palafitticolo. A San Sivino e ho notato che sulla spiaggia vi è una marea di gusci di conchigliette bianche. Un presagio o una metafora?
Ora caro Sindaco vorrei esprimere alcuni desideri come a Santa Lucia.
Il giardino dei Giusti al parco Tarello versa in situazioni pietose. Già due anni fa le denunciai che un muro appresso era stuprato dai tag e non si è fatto nulla, tale era prima tale è adesso. Nel mio sentire è un monumento ai Giusti di questa terra e non mi pare civile che siano ricordati da atti di vandalismo.
Adesso da una lettera al giornale, sempre carta quindi, apprendo che il gettito di acqua nella vasca dei pesci si è bloccato creando un pantano ove i pochi pesci boccheggiano. Cosa costa “ rinfrescare “ la nostra memoria? Non ci sono solo i piloni della metro, vi è anche dell’altro, un po’ di sentimento e riconoscenza.
Un altro desiderio vorrei lasciare sotto il cuscino dell’assessore Morelli e Fondra: anche se siamo a fine mandato perché non gettare le basi con la Lipu e altre associazioni similari, Asl ecc che in qualche parco cittadino o zona verde, oltre quello costituendo delle cave e quello delle colline o del Mella non si possano allevare in libertà pavoni, o fagiani o quel volatile che gradirebbe tale sistemazione.
Bambini e uccelli farebbero festa e creda a me Signor Sindaco, basterebbe poco, solo un po’ di sensibilità quello che oggi manca nella realtà virtuale e dei grandi numeri e credo che anche la trota in animo suo parteciperebbe.
Quando seduto in quella panchina un uccellino si poserà sulla mia spalla per leggerla sul giornale, sappia che avrà due sostenitori in più.

Pasini Roberto

P.S Dimenticavo, a San Martino si cambiava casa e forse se ho capito o ho avuto sensazioni buone, con la
città condivisa il nostro caro Sindaco credo abbia risalito un’altro torrente. La pinacoteca avrà un abito alla Kapoor grazie alla corrente avversa. Sembra di volare nella palude della politica

Blitz antidroga della polizia, in manette il pusher

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Blitz antidroga della polizia, in manette il pusher

F.S., di 32 anni scontava in regime di arresto ai domiciliari perché responsabile del reato di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente. La Polizia lo trova in posssesso cocaina pura e della somma di €.3.300. Sequestrata anche la “ricetta” del taglio della droga.

I poliziotti del Commissariato di Secondigliano, durante l’attività finalizzata al contrasto dello spaccio di droga, nella zona sotto l’influenza dell’organizzazione criminale Vanella Grassi – S. Pietro, hanno eseguito un blitz nell’appartamento di S..

Il 32enne appena ha sentito bussare alla sua porta, ha provveduto a lanciare dal suo balcone una busta prontamente recuperata dai poliziotti. All’interno era contenuta cocaina pura in stato solido, da cui era possibile ricavare circa 100 dosi, oltre ad  otto dosi di droga già preparate per la vendita ed un bilancino di precisione.

Durante la perquisizione gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato la somma di €. 3.300,00, suddivisa in banconote di vario taglio, sicuro incasso provenente dall’attività illecita

Particolare il ritrovamento, di un foglietto su cui era riportata la “ricetta” del taglio della droga, dove viene spiegata la metodica da utilizzare ed i vari “ingredienti”.

Il 32enne è arrestato dai poliziotti, sarà condotto alla Casa Circondariale di Poggioreale.

SKY: un baby talento di Napoli approda nelle giovanili del Frosinone

Veneruso ha già attirato le attenzioni di molti club

Talento di Napoli, tifoso del Napoli e giovanissima promessa del calcio italiano (16 anni appena) e maturità da uomo: Giuseppe Veneruso si sta mettendo in mostra tra le fila delle giovanili del Frosinone, dove nel 2015 è arrivato dal Real Cesarea.
Una scommessa voluta con decisione dalla dirigenza frusinate. Veneruso è un esterno offensivo con un mancino da cecchino, tiro potente e un ottimo dribbling, impiegato, quest’anno, come trequartista negli Allievi dei gialloblu. Posizione che sembra essere quella più congeniale al ragazzo, con 6 reti in 8 presenze.
Secondo quanto scritto dal sito gianlucadimarzio.com, Veneruso avrebbe già gli occhi delle grandi squadre puntati su di lui; con un rimpianto, già nel 2012 fu per tre giorni in prova all’Inter ma l’affare non si concretizzò. Il Frosinone, dal canto suo, non ha nessuna intenzioni di lasciarsi sfuggire questo talento puro, già nel giro delle giovanili della Nazionale.
Intanto, Giuseppe Veneruso procede nel suo percorso di crescita ispirandosi a calciatori come Modric e Mertens.

Caso biglietti, il Napoli non è responsabile

Si va verso l’archiviazione

Il Napoli e il suo presidente, Aurelio De Laurentiis, possono tirare un sospiro di sollievo. Il caso biglietti, che voleva i tesserati azzurri impegnati nella concessione di ticket omaggio a persone immischiate nella malavita, va verso la conclusione.

Dopo aver ascoltato anche il patron del club partenopeo, il caso va verso l’archiviazione. A carico della società, infatti, non ci sarebbe nulla di compromettente, considerato che ogni tesserato ha a disposizione soltanto 5 tagliandi omaggio, per cui, non è emersa nessun tipo di irregolarità.

La decisione della FIGC arriverà entro 15 giorni che, già martedì, ha disposto l’archiviazione del fascicolo aperto lo scorso 26 giugno.

Scoperto supermarket della droga, in mantte pusher e vedetta

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Blitz della Polizia: scoperto supermarket della droga, in manette pusher e vedetta

Gli agenti del Commissariato di Portici hanno arrestato F.E. di 22 anni, e S.S. di 43 anni, responsabili, in concorso tra loro, del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Al termine dell’attivatà investigativa portata avanti dai poliziotti, nella giornata di ieri è scattato un blitz finalizzato a contrastare il dilagante fenomeno dello spaccio di droga.

Le dinamiche

Alle 16.15 gli agenti hanno raggiunto l’appartamento i vico Acampora a Portici, abitato dal 22enne. Durante il percorso hanno incrociato S. S. che svolgeva funzioni di vedetta. Quest’ultimo ha cercato invano di avvisare F.E.. I poliziotti hanno fatto irruzuione nell’appartamento riuscendo a blocare entrambi gli uomini.
All’interno dell’appartamento ho trovato uno scatolo di cartone contenente: 16 stecche di hashish per un peso di 93,50 grammi, una mezza plancia della stessa droga per un peso di 53,50 grammi, 8 bustine contenenti marijuana per un peso di 14 grammi, 5 dosi di cocaina per un peso di 1,60 grammi, la somma di 525,40 euro, un bilancino di precisione, un coltello per il taglio della droga, numerose bustine vuote e diversi fogli con appunti scritti a mano, indicanti, presumibilmente, debiti dei vari acquirenti.
All’interno di una pochette. gli agenti hanno scoperto due telefonini e la somma di 6.536,00 euro.

La droga, denaro e telefoni sono stati sottoposti a sequestro e due uomini sono stati arrestati e tradotti alla Casa Circondariale di Poggioreale.

Maggio: “Non ci nascondiamo, vogliamo lo scudetto! Verona? Stanchezza post Champions e su Ghoulam…”

“Insigne è tanta roba”

Christian Maggio, terzino del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Radio KissKiss Napoli toccando vari punti del momento della sua squadra e della Nazionale impegnata nell’importantissimo match contro la Svezia per ottenere il pass per il Mondiale in Russia.

A Verona, contro il Chievo, l’attacco del Napoli è rimasto a secco e, di conseguenza, non è arrivata la vittoria. Cosa non è andato?: “E’ stata una partita strana sotto certi punti di vista, è chiaro che siamo arrivati un po’ scarichi per l’impegno in Champions League ma siamo consapevoli della nostra forza. Vogliamo continuare a far bene a dimostrare il nostro valore, ma ovviamente non si può andare sempre a 100 all’ora. A fine campionato vogliamo fare qualcosa di importante”.
Ora c’è la pausa per le Nazionali, arriva il Milan. Che partita sarà?: “Il risultato col Sassuolo ha dato un po’ di entusiasmo all’ambiente rossonero, probabilmente si aspettavano qualcosa in più in quest’avvio ma durante un anno possono succedere tante cose. Dobbiamo pensare a noi stessi, avremo i tifosi che ci aiuteranno e cercheremo di dare il massimo facendo risultato”.
Arrivare a giocare gli ottavi di Champions è quasi utopia, il Napoli ci crede?: “Dobbiamo pensare a vincere i prossimi due match per sperare nel passaggio del turno, non sarà facile poiché dovremo vedere anche altre i risultati delle altre squadre ma l’importante è fare il nostro dovere”.
L’infortunio di Ghoulam è arrivato nel suo momento migliori. Che aria si respira?: “E’ dura, soprattutto nel primo mese e mezzo. Lì si fa la differenza, soprattutto a livello mentale. Un infortunio del genere ti può buttare davvero a terra ma ieri ho visto Faouzi tranquillo e ciò è un segnale importante per lui e per noi. Speriamo torni presto, è una pedina fondamentale per noi”.
Questa l’Italia affronta la Svezia per il pass mondiale. Come finirà?: “Dobbiamo qualificarci per forza, non voglio pensare a una Coppa del mondo senza Italia. Sono convinto che ce la farà, ci sono giocatori di esperienza e qualità”.
Insigne partirà dalla panchina, cosa ne pensi?: “Lorenzo è tanta roba, poi vive un momento incredibile ed è normale tutti lo vorrebbero in campo. E’ anche vero però che vanno rispettate le scelte del mister. Se ha deciso così, l’ha fatto per il bene del gruppo. Ma sono sicuro che Lorenzo e Jorginho potranno dare una mano nel caso dovessero subentrare”
Questo scudetto? Arriverà?: “Speriamo… ci proviamo. E’ un nostro obiettivo, inutile nasconderlo ormai”.
Sarri è arrabbiato per le assenze dovute alla sosta?: “Non ce l’ha detto, ma dentro di sé probabilmente non sarà felicissimo. Vorrebbe lavorare sempre con tutti, ma è comunque un segnale positivo poiché significa che stiamo facendo bene e tutti guadagnano la nazionale. Ora siamo in 7-8 e cercheremo di lavorare per bene per mettere un po’ di benzina per le prossima partita”.

FOTO ViViCentro – Reggiana-Pordenone 1-0: Cianci abbatte la capolista

Cianci abbatte la Capolista Pordenone. Seconda Vittoria consecutiva per i Granata.
Nel turno infrasettimanale la reggiana si impone sul Pordenone dell’ex Colucci per 1 a 0 grazie al Classe 96 Pietro Cianci nel suo primo goal stagionale. Nella prima frazione di gioco i granata, ben messi in campo da Eberini, tengono testa ad un Pordenone che vuole la vittoria per mantenere la testa della Classifica. Al 27’  è proprio il Pordenone con Ciurria ad avvicinarsi al goal su cross dopo una deviazione di Lombardo che però s’infrange sul palo. Gli ospiti spingono ma non trovano mai il guizzo finale e allo scadere dei 45’ le due squadre vanno negli spogliatoi con il parziale di 0 a 0. Nella Ripresa la Reggiana ci crede di più e comincia a macinare gioco portando seri pericoli alla porta dell’ex Granata Perilli, prima con Bovo al 6’ dalla distanza e poi con Cianci al 13’.
I granata schiacciano l’acceleratore e al minuto diciassettesimo è proprio Cianci a deviare di testa un cross di Panizzi battendo l’incolpevole Perilli. Al 20’ è ancora la Reggiana con Napoli a sfiorare il goal grazie ad un assist perfetto di Genevier che lo mette a tu per tu con Perilli ma il pallone esce di un soffio alla sua destra. Il Pordenone frastornato dal gioco della reggiana cerca di reagire ma la difesa dei Granata si difendono con ordine e Narduzzo fa buona guardia tra i pali. Finisce dunque con un Mapei in festa ed una Reggiana rinvigorita dai 6 punti nelle ultime due partite in casa.
 
REGGIANA-PORDENONE 1-0
REGGIANA: Narduzzo; Lombardo (12’ st Spanò), Panizzi, Crocchianti, Ghiringhelli; Riverola (34’ st Bobb), Bovo, Genevier, Carlini (24’ st Rocco), Cianci (24’ st Altinier), Cesarini (12’ st Napoli) (Viola, De Santis, Zaccariello, Bastrini). All.: Eberini.
PORDENONE: Perilli; Parodi, Bassoli, De Agostini; Pellegrini, Danza, Lulli, Nunzella; Ciurria (37’ st Formiconi), Sainz Maza (15’ st Martignago), Raffini (15’ st Magnaghi) (Meneghetti,, Buratto, Visentin, Peresutti). All.: Colucci.
Arbitro: Maggioni di Lecco (Zingrillo di Seregno e Graziano di Mantova).
Reti: 17’ st Cianci.
Note: Ammoniti Bovo, Napoli, Martignago. Angoli 4-11. Rec.: 2’ pt, 5’ st.
dal nostro inviato, Christian Mastalli

La classifica degli istituti migliori nell’area vesuviana

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La classifica degli istituti migliori nell’area vesuviana

Eduscopio ha stilato una classica degli istituti  migliori nella zona vesuviana comprendente i comuni di Torre Annunziata, Torre del Greco, Castellammare di Stabia, e zone limitrofe. L’indagine condotta ha lo scopo di capire quale scuola hanno frequentato gli studenti che hanno ottenuto i migliori risultati all’università.

Per stilare la classifica sono stati presi in considerazione gli esiti universitari e lavorativi di circa 1.100.000 studenti diplomati in oltre 6.000 scuole italiane negli anni scolastici 2011/12, 2012/13 e 2013/14.

Il punteggio più alto tra i licei classici del liceo Quinto Orazio Flacco di Portici, con 69,73 punti. che supera il De Bottis di Torre del Greco e il Plinio Seniore di Castellammare di Stabia.

Per quanto concerne i licei scientifici, al primo posto troviamo ancora un istituto di Portici, il Filippo Silvestri, seguito dal Carlo Urbani di San Giorgio a Cremano.

Nella classifica degli istituti con indirizzo scienze umana (ex psico.pegagocico) il punteggio più alto è dell’istituto Il Pascal di Pompei seguito il Degni di Torre del Greco e il Diaz di Terzigno.

Infine come miglior istituto tecnico- settore tecnologico, troviamo L’I.T.C Luigi Sturzo di Castellammare di Stabia, che precede il Medi di San Giorgio e il Vitruvio di Castellammare di Stabia.

Fonte: eduscopio

Napoli, Sarri lavora con metà rosa

Anche la Primavera presente a Castel Volturno

Maurizio Sarri lo ha ribadito a più riprese: non ama la pausa per le Nazionali. Tra le cause del pareggio contro il Chievo aveva incluso la stanchezza dei ragazzi del suo Napoli. Le dichiarazioni post-partita del match di Verona non lasciano spazio a interpretazioni: “La pausa non ci tornerà utile, bisognerebbe avere una settimana tipo di allenamento e giocare domenica prossima. La necessità dei miei calciatori sarebbe questo, non quella di andare in giro per il mondo. Negli ultimi tre messi hanno fatto 33 giorni in Nazionale, secondo me non è normale”.

Intanto, insieme ai calciatori della prima squadra non convocati dalle rispettive nazionali, e quindi a disposizione di Sarri, si è unita la squadra della Primavera.

Pretendeva l’assunzione di 3 parenti disoccupati, arrestata reggente clan

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Pretendeva l’assunzione di 3 suoi parenti disoccupati affermando:  “Chest e’ casa mia…e m’attocca”, arrestata Anna Terracciano, reggente del clan “Delle chianche

Anna Terracciano, pregiudicata 54enne dei Quartieri Spagnoli, conosciuta negli ambienti criminali come “A’ masculona”, capo dell’omonimo clan noto anche con il nome “Delle chianche” , un tempo capeggiato dal defunto fratello Salvatore, alias “O’ Nirone”, è stata arrestata dai polizziotti del Commissariato di Montecalvario.
I seguito ad una complicata attività investigativa gli agenti hanno notificato alla donna un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere, emessa dal GIP del Tribunale su richiesta della D.D.A. della Procura della Repubblica di Napoli.
La Terracciano, nello scorso mese di settembre, utilizzando il metodo mafioso, ha minacciato un imprenditore napoletano, con lo scopo di far assumere alle proprie dipendenze, tre suoi parenti disoccupati.
Al rifiuto della vittima, che sosteneva di non aver la necessità di assumere altro personale, la 54enne non ha esitato a concedergli un periodo di 10 per cambiare la risposta dato, che non voleva essere una cortesia che le doveva essere concessa, ma un vero e proprio ordine, un’ imposizione, a cui non poteva rispondere “No!

Trascorso il periodo di “riflessione” “A’ masculona”, convoca presso la propria abitazione l’imprenditore,  poichè in stato di arresti domiciliari. Durante l’incontro chiede che vangano licenziati tre dipendenti per risolvere il problema, concedendogli in cambio la sua “protezione”.

Queste inequivocabili minacce, accuratamente documentate dalla Polizia in una informativa trasmessa in Procura, hanno consentito l’emissione del provvedimento nei confronti della donna, che è stata arrestata e condotta alla Casa Circondariale Femminile di S. Maria Capua Vetere

Napoli, Giaccherini e la…dolce tripletta

“A Napoli è il migliore”

Emanuele Giaccherini, esterno d’attacco del Napoli, ha postato una foto sul social network Instagram che lo ritrae mentre beve un caffè mostrando tre dita commentando così: “E siamo a quota 3 per oggi”. Inoltre, sottolinea tramite hashtag: caffènapoletano, ilmigliore.

Movimento Cinquestelle: Se mi lasci ti cancello

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In occasione del centenario della rivoluzione russa, i Cinquestelle hanno rispolverato la pratica comunista di rimuovere dalle fotografie i compagni in disgrazia. Il novello Trotzkij è una donna, la consigliera piemontese Stefania Batzella, che ha lasciato il Movimento perché si considerava discriminata dai colleghi. Una sensazione forse non del tutto ingiustificata, dal momento che l’immagine in cui posava con loro accanto a Grillo è stata ritoccata affinché della sua presenza non restasse più traccia. Di farla sparire nel nulla si è incaricata la rivale Francesca Frediani, che aveva messo la foto su Facebook, ma «è chiaro che non potevo più usarla, visto che ritraeva con noi una persona che ha lasciato il Movimento», ha spiegato con la larghezza di vedute della portavoce di una setta. Se ciascuno applicasse la stessa regola alle foto che lo immortalano con i propri ex, gli album conterrebbero una quantità sterminata di selfie. Guardo con qualche preoccupazione la foto di gruppo dei leader penta-stremati. Arriverà il giorno in cui Di Battista sarà sbianchettato da Di Maio, Di Maio da Casaleggio jr. e Casaleggio jr. da Grillo? A quel punto a Beppe non resterebbe che sbianchettarsi da solo. Lasciando ai posteri, come ricordo della sua epopea, un vaffa disperso nel nulla.

di Massimo Gramellini/Se mi lasci ti cancello/corrieredellasera

Controlli mirati alle bici elettriche. Boom di sequestri a Castellammare di Stabia

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Castellammare di Stabia – Nella giornata di ieri la polizia ha effettuato un controllo mirato delle biciclette elettriche che transitavano per Corso De Gasperi e altre zone periferiche della città.

Le bici in questione, catalogate come “velociferi”, non hanno bisogno nè di assicurazione nè che il conducente indossi il casco, ma molto spesso vengono modificate e possono assumere le caratteristiche di un normale ciclomotore.

Durante i controlli di ieri la polizia stabiese, con l’aiuto dei tecnici della motorizzazione civile di Napoli, ha svolto degli accertamenti sui velociferi fermati, molti dei quali hanno riportato delle anomalie.

In tutto sono stati fatti una decina di sequestri. Non mancheranno altri controlli per arrestare il fenomeno “biciclette elettriche truccate” che sta prendendo sempre più piede in città.

Eccellenza-Barano,intervento riuscito per l’attaccante Arcamone

E’ riuscito perfettamente l’intervento ad Angelo Arcamone,a cui è stato sottoposto nella giornata di martedì presso la  Clinica di San Michele a Maddaloni in provincia di Caserta dal Prof. Barile. La punta degli aquilotti purtroppo un paio di settimane fa si è procurato la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro con interessamento del menisco collaterale. L’attaccante termina qui la sua stagione,ma nei prossimi giorni inizierà la sua fase di recupero,fino ad arrivare al periodo della riabilitazione. Ad Angelo vanno i nostri migliori auguri,per una pronta guarigione con la speranza di vederlo in campo al più presto e più forte di prima!

A cura di Simone Vicidomini

Rubavano utensili per l’edilizia tra Sant’Antonio Abate e Vico Equense: due arresti

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Rubavano utensili per l’edilizia tra Sant’Antonio Abate e Vico Equense: due arresti

Sant’Antonio Abate e Vico Equense: carabinieri arrestano 2 soggetti “specializzati” nei furti di utensili per l’edilizia
I Carabinieri della Stazione di Sant’Antonio Abate hanno dato esecuzione a San Giorgio a Cremano a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Torre Annunziata a carico di 2 soggetti responsabili di 2 furti aggravati e di un tentato furto.

Nel corso di indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata e basate su estrapolazione e analisi di immagini di circuiti di videosorveglianza, conseguenti individuazioni fotografiche e dichiarazioni delle vittime e di testimoni, i Carabinieri hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico dei 2 soggetti di San Giorgio a Cremano che la mattina del 30 gennaio si erano resi responsabili del furto di utensili per l’edilizia da una abitazione di Vico Equense e il 27 giugno del furto dello stesso tipo di materiale, portandolo via dopo effrazione da un autocarro parcheggiato sulla pubblica via a Sant’Antonio Abate.

È stato inoltre accertato che il 17 giugno, sempre a Sant’Antonio Abate, avevano tentato un furto su altro veicolo commerciale, forzandolo ma senza riuscire nell’intento.
Entrambi sono stati tradotti nella Casa Circondariale di Poggioreale

Maestre violente: ogni giorno 13 denunce

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In Italia ogni giorno vengono presentate 13 denunce per maltrattamenti negli asili da parte di maestre violente. Come riferisce la onlus La Via dei Colori (che assiste i genitori) sono richieste d’aiuto che le famiglie avanzano per fermare gli abusi delle maestre violente. L’80% dei casi riguarda bambini che hanno meno di 6 anni.

Bambini maltrattati negli asili: ogni giorno tredici denunce

Torino – Maltrattamenti psicologici e fisici. Schiaffi, strattoni, insulti. Bambini legati alle sedie con lo scotch e infanti “shakerati” e derisi. Piccoli innocenti lasciati senz’acqua per giornate intere. E ancora: percosse, trascinamenti, calci, colpi dietro la nuca. Corpicini inermi spinti contro i muri e piccole teste sbattute sui banchi.

È successo. Succede ancora: da Bari a Busto Arsizio, da Milano a Napoli. Al centralino dell’associazione La Via dei Colori Onlus di Pistoia arrivano segnalazioni ogni giorno. Lo scorso anno tra richieste di aiuto, di consulenze e denunce sono stati 5 mila i contatti con l’associazione giunti da tutta Italia, una media di 13 al giorno.

I maltrattamenti sui piccoli degli asili nido e della scuola dell’infanzia sono in crescita. La onlus, l’unica sul territorio nazionale ad occuparsi di minori, anziani e disabili vittime di maltrattamenti in struttura, è nata il 2 dicembre del 2010, lo stesso giorno ed esattamente l’anno dopo in cui la Corte di Cassazione ha scritto l’ultima parola sulla storia dell’asilo lager Cip & Ciop di Pistoia condannando – per la prima volta alla pena più alta in Italia – le due maestre, Anna Laura Scuderi (6 anni e 4 mesi) ed Elena Pesce (5 anni)

Le richieste di aiuto al numero verde 800984871 attivo 24 ore su 24 non si arrestano. C’è voglia di denunciare, ma si teme ancora di rimanere soli. Allo sbando. Sono già cento in soli sette anni i processi che La Via dei Colori segue con il suo staff di dodici legali. Trentuno i fascicoli di indagine al vaglio delle Procure italiane, seicento le parti offese. E a queste famiglie che hanno riconosciuto storie di maltrattamenti a scuola e hanno voluto denunciare maestre e istituti continuano ad unirsi nuovi genitori di piccolissime vittime. Già, le vittime: nell’80 per cento dei casi hanno meno di 6 anni. Sono proprio i più piccoli, i più indifesi ad aver incontrato al nido o nella scuola materna chi, invece di proteggerli, ha alzato le mani, ha strillato oltre ogni limite, li ha puniti. Ha chiuso la porta alle emozioni e ha fatto crescere la paura.

Le maestre incriminate spesso tornano al loro posto. E questo proprio non va giù alla comunità dei genitori delle vittime degli abusi nelle scuole. Un tema che scotta. Da sempre. Ma non si risolve. L’avvocato Giulio Canobbio è il direttore del comitato scientifico dell’associazione La Via dei Colori. Coordina lo staff legale (dei processi civili si occupa l’avvocato Andrea Moretti) e sa bene che le seicento parti offese che assistono si sono trovate, e si ritroveranno ancora, dinanzi a questo problema. «Il tema c’è – sottolinea – e anche l’ultimo passo legislativo fatto di recente che innalza il divieto di esercitare la professione da 3 mesi a un anno di fatto nulla risolve. Abbiamo assistito a casi che si sono chiusi con condanne 2 anni e 8 mesi nei confronti della maestra incriminata, anche in presenza di video con immagini di maltrattamenti sui bambini che in confronto i film di paura sono una passeggiata». C’è poi l’incidente probatorio, questo sconosciuto. In molti casi non viene concesso. Questo è un altro scoglio per chi difende le famiglie delle vittime. «Ci sarebbe necessità di approfondire, di capire quali lesioni sono state inflitte, tenendo conto che per lesioni intendiamo sia quelle del corpo sia quelle della mente».

Insomma, la strada è in salita. Di maestre a colori, perbene, affettuose, ce ne sono tante. Ma le altre, quelle che insegnano paura e angoscia non sono ancora del tutto sconfitte. «Sono una minima parte rispetto a chi insegna con passione e dedizione. Si sono macchiate del reato peggiore. Sono pagate dallo Stato per servire la comunità e invece di aiutarci a crescere i nostri figli creano danni perpetui a decine di bambini», raccontano distrutti alcuni genitori. Stanno ancora vivendo il lungo e difficile travaglio del processo nei confronti delle maestre dei loro figli. Mentre provano a ricostruire una nuova vita a colori in famiglia.

LE STORIE

I PICCOLI IN CASTIGO PER ORE. OBBLIGATI A PULIRE SE SI FACEVANO PIPÌ ADDOSSO 
Urla, strattoni e spinte violente a bambini di tre anni di una scuola per l’infanzia, Il Delfino di Rimini, nella primavera di un anno fa avevano portato all’arresto di un’insegnante, Loredana Pacassoni. L’udienza preliminare di ieri ha ammesso sedici parti civili, fra le famiglie e la onlus La via dei colori, che tutela i minori vittime di maltrattamenti in strutture scolastiche, ma ha spostato tutto al prossimo 17 gennaio, quando verrà discusso il rinvio a giudizio della maestra. Il Comune di Rimini invece è stato ammesso in qualità di responsabile civile, cioè verrà chiamato a rispondere dell’eventuale risarcimento danni perché la donna lavorava alle sue dipendenze e l’amministrazione doveva garantire per la sicurezza dei piccoli.

L’imputata, che oggi ha 63 anni, aveva passato ai domiciliari il primo periodo successivo alla denuncia, resa possibile dalle riprese video delle telecamere sistemate dai carabinieri nella sezione «cuccioli» della scuola dopo che una collega aveva segnalato alle forze dell’ordine i metodi violenti dell’insegnante. Il tempo passato dai bimbi con lei è stato costellato da esplosioni di collera e da maltrattamenti veri e propri, al punto che la psicologa incaricata dal pm Davide Ercolani aveva parlato del rischio concreto di conseguenze pesanti e forse irreparabili sulle loro relazioni comportamentali e sul sistema cognitivo e di apprendimento.

L’aspetto paradossale della vicenda è che la maestra non era nuova a comportamenti del genere: nel 2010, quando insegnava alla Vela, un’altra scuola per l’infanzia della città romagnola, era solita tenere in castigo per ore i piccoli ospiti, e quando un bambino si è fatto la pipì addosso lo avrebbe obbligato a pulire. Ne era nato un procedimento per abuso di mezzi di correzione, per cui il Comune l’aveva spostata a tutt’altra mansione, in un museo di Rimini. Poi le stesse mamme della Vela hanno firmato una petizione perché venisse riammessa all’insegnamento e la donna è tornata a insegnare, stavolta alla scuola Delfino. Qui però la situazione è peggiorata, come testimoniano le registrazioni dei carabinieri: le spinte e gli strattoni scattavano per motivi futilissimi, anche solo per l’incapacità dei bimbi di tirarsi su i pantaloni o per la presunta lentezza nell’obbedirle.

“TROPPO ESUBERANTI”. COSÌ SCATTAVA LA TEMUTA PUNIZIONE
Percosse, trascinamenti, calci, colpi dietro la nuca, forti scossoni. È passato solo un anno da quando tre maestre della scuola dell’infanzia Arcobaleno dell’Istituto Comprensivo Aristide Gabelli di Santo Spirito di Bari sono finte agli arresti domiciliari.

Passarono pochi mesi tra le prime denunce dei genitori e la conclusione delle indagini preliminari, fino alla contestazione di 37 episodi di violenza accertate con intercettazioni e telecamere nascoste tra il 31 marzo e il 22 aprile.

In un caso, una bimba sarebbe stata spinta dalla maestra in modo così forte da sbattere su un banco, per poi rimbalzare e sbattere il viso sul pavimento. La piccola sarebbe rimasta esanime per qualche minuto, senza alcun soccorso da parte dell’insegnante.

Sempre lo stesso giorno, la maestra ha nuovamente strattonato la bambina, mettendola in punizione, tenendola bloccata con forza su una sedia con una gamba, per 15 minuti, mentre la piccola cercava invano di divincolarsi. E questo accadeva in presenza dei suoi compagni.

È solo uno degli orribili casi subìti dai piccoli e contenuti nei video che il giudice per l’indagine preliminari di Bari, De Palo esaminerà in Camera di consiglio. La sentenza in primo grado è attesa lunedì 14 novembre.

Secondo l’accusa i bambini sarebbero addirittura stati immobilizzati al fine di tenerli «buoni». Ma, in particolare, si legge negli atti, sarebbero stati vittime di «schiaffi, colpi sferrati su tutto il corpo, strattonamenti, pedate, calci, forti scossoni sugli arti superiori, accompagnati anche dalla immobilizzazione delle mani, trascinamenti lungo il pavimento, colpi dietro la nuca, vessazioni e torture psicologiche, seguite da urla, minacce e gravi ingiurie».

La prima udienza si è svolta lo scorso 18 settembre 2017, giorno in cui il pubblico ministero Simona Filoni ha chiesto per le imputate la condanna a tre anni e dieci mesi di reclusione.

Agli atti del processo c’è anche una lettera inviata dalle imputate, alla dirigente scolastica in cui spiegavano che nei confronti di alcuni bambini ritenuti «prepotenti ed esuberanti» era stato necessario ricorrere al cosiddetto «metodo della punizione».

STRATTONI E URLA RIPETUTE. “I BIMBI HANNO RIPORTATO DISTURBI DALLE VIOLENZE”
Hanno scelto di affrontare il processo le due maestre e l’addetta delle pulizie dell’asilo Peter Pan di Ficarolo (Rovigo). Le tre donne sono accusate di maltrattamenti verso i piccoli scolari, secondo le indagini i loro comportamenti intimorivano i piccoli. Non solo strattoni e quindi violenze fisiche ma anche urla ripetute in grado di condizionare il comportamento di quei bambini. La decisione è stata presa ieri dal Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Rovigo, Alessandra Martinelli. La prima udienza del dibattimento è prevista il prossimo 23 aprile.

A segnalare i comportamenti sospetti delle tre donne, Maria Crivellaro, Andrea Contiero e Barbara Calza, è stato un ex dipendente dell’asilo che aveva deciso di rivolgersi alla squadra mobile della polizia di Rovigo. Gli agenti avevano quindi ricevuto l’autorizzazione per installare alcune telecamere nascoste all’interno della scuola materna. Ben presto i filmati avevano supportato le ipotesi degli investigatori e per le tre donne era anche scattato il divieto di dimora nel comune di Ficarolo dove ha sede l’asilo.

Nell’udienza di ieri mattina le parti civili, assistite dagli avvocati Giulio Canobbio e Silvia Peraldo Gianolino, hanno chiesto la citazione del responsabile civile dell’asilo, il Comune di Ficarolo. Una richiesta che è stata accolta dal giudice. Tra gli atti del dibattimento finirà anche l’incidente probatorio, eseguito su tre bimbi (le presunte vittime sono in totale 18), che era stato richiesto dalle parti civili. Uno snodo cruciale dell’intera indagine. Il risultato di quegli accertamenti irripetibili è già nelle mani dei difensori delle tre imputate e in quelle dei legali che rappresentano le parti civili.

«Le conclusioni dell’incidente probatorio – ha spiegato ieri l’avvocato Canobbio, che assiste l’associazione La Via dei Colori – non sono state completamente dirimenti rispetto alla gravità delle lesioni subite dai bambini, ma hanno comunque evidenziato dei disturbi nei tre bambini». Nessuna delle tre imputate ha quindi chiesto di avvalersi dei riti alternativi, ma tutte hanno preferito la strada del dibattimento per dimostrare in aula la propria estraneità da quel che è accaduto in quell’asilo.

Elisa Forte, Franco Giubilei, Andrea Zambenedetti/ilsecoloXIX

Una lite condominiale rischia di finire in tragedia: spunta anche un coltello

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Una lite condominiale rischia di finire in tragedia: spunta anche un coltello

Spunta un coltello per una lite tra vicini di casa e un 45enne viene arrestato dai carabinieri. Nella tarda serata di ieri una lite condominiale a Gragnano, nelle palazzine popolari a Sigliano. Per motivazioni che sono ancora da chiarire un uomo di 45 anni ha aggredito un suo vicino di casa. Grazie all’intervento dei carabinieri di Gragnano si è evitato il peggio. Di fatti, dopo una segnalazione al 112, i militari gragnanesi si sono precipitati sul posto ed hanno disarmato il 45enne, già conosciuto alle forze dell’ordine per precedenti simili.

APPROFONDIMENTO – Juve Stabia e Braglia: nemici mai…

Nella gara di sabato la Juve Stabia troverà sulla panchina del Cosenza Piero Braglia, un tecnico che per le Vespe non potrà mai risultare indifferente. Una delle canzoni più note di Antonello Venditti si intitola “Amici mai” e racconta la storia di un amore terminato. Volendo azzardare una modifica allo splendido brano del cantautore romano, per descrivere il rapporto tra Piero Braglia e la Juve Stabia, potremmo usare le parole “nemici mai”.

Sì, perché il legame tra il tecnico di Grosseto ed i colori gialloblù è nato e si è consolidato in base ad emozioni così travolgenti e coinvolgenti che difficilmente si potrà mai spezzare. Sarebbe forse inutile elencare tutto quello conquistato da Braglia alla guida della Juve Stabia, anche perché sono ricordi incisi nel cuore e nella memoria degli stabiesi e che il tempo difficilmente potrà scalfire.

Piero il terribile è entrato in simbiosi con il popolo gialloblù in primis grazie al suo atteggiamento, alla sua caparbietà, alla sua voglia di non abbassare mai il capo o mordersi la lingua avanti a un’ingiustizia, nonché per aver guidato una squadra, che non era una corazzata, a traguardi inimmaginabili.

Se le immagini della vittoria in Coppa Italia Lega Pro con il Carpi, delle reti di Corona, Tarantino e Molinari nei play off, delle sgroppate di Cazzola, delle prodezze di Sau e delle perle di Caserta in Serie B sono il rifugio più dolce in cui si nascondono i tifosi stabiesi nei momenti bui, ad essere prede dei ricordi che portano all’allenatore toscano sono anche le orecchie dei supporter della Juve Stabia.

A chi non sembra ancora di sentire il “Noi venderemo cara la pelle…” che Braglia recitava come un mantra alla vigilia di una gara ostica, o il “Sappiano che per vincere dovranno sputare sangue”, avvertimento per gli avversari ed incitamento per i suoi ragazzi attesi a sfide che fino a pochi mesi prima non erano nemmeno immaginabili.

Tra le performance più belle di Braglia, anche l’infuocata conferenza stampa post finale di andata dei playoff contro l’Atletico Roma. Argomento caldo, la capienza dello stadio Flaminio incredibilmente ridotta in vista dell’esodo romano dei tifosi stabiesi. Un Braglia inviperito si scaglierà contro i poteri forti, per poi lasciarsi andare, a telecamere spente, alla frase sorniona “tanto a Roma vinciamo due a zero..”.

Questa è stata, forse, la grandezza dell’allenatore grossetano: ergersi non a parole, ma col lavoro ed i giusti atteggiamenti a condottiero e difensore di una intera città e dei suoi tifosi. Se poi a queste virtù si aggiungono una Coppa Italia di categoria, una promozione in Serie B attesa 60 anni e due incredibili salvezze in cadetteria, è facile immaginare quanto il nome Braglia sia impresso nella storia calcistica stabiese.

Sabato la Juve Stabia incontrerà un avversario che, certamente sarà ostico e darà filo da torcere per 90 e più minuti, ma che non sarà mai un nemico.

Ah, Venditti nella sua canzone dice che “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano…”.

Raffaele Izzo

Castellammare, al San Leonardo sarà possibile ricoverare i pazienti in barella

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È ufficiale: la direzione dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia ha deciso, e l’Azienda Sanitaria Locale Napoli 3 Sud ha confermato, che sarà possibile ricoverare i pazienti in barella in caso di mancanza di posti letto per un massimo, però, di 12 ore.

I sindacati inizialmente avevano protestato per il cambiamento del regolamento ospedaliero, ma ieri la direttrice dell’Asl, la dottoressa Costantini, ha ribadito la necessità di adottare questa soluzione, durante la riunione tenutasi alla sede centrale di Torre del Greco.

All’ordine del giorno anche le nuove assunzioni che interesseranno la struttura stabiese. Per fine dicembre, infatti, ci saranno nuovi medici, infermieri e operatori socio sanitari.

Incredibile sui social, il sindaco di Castellammare Pannullo offeso dai bambini: i motivi

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Incredibile sui social, il sindaco di Castellammare Pannullo offeso dai bambini: i motivi

Un atteggiamento che andrebbe condannato, che va condannato, al di là di quelle che possono essere simpatie o meno. I social diventati sfogo, leoni da tastiera che si nascondono e partono all’attacco. Il post di Antonio Pannullo “Domani 8 novembre scuole aperte”, apparso sulla bacheca personale di Facebook, ha ottenuto tante interazioni compresi insulti e minacce, soprattutto da ragazzini di poco più di 13-14 anni. Un qualcosa che si condanna da solo.