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Juve Stabia, non solo calcio: Bacci e Nava al Palamangano!

Juve Stabia, non solo calcio: Bacci e Nava al Palamangano!

Non solo calcio in casa Juve Stabia. Infatti ieri pomeriggio al Palamangano di Scafati, dove la Givova, nel suo fortino, si è sbarazzata in maniera convincente di Agrigento, erano presenti il numero 1 stabiese Alessandro Bacci e l’esterno classe ’94 Valerio Nava. I due, come confermato anche dalle loro immagini sui social, sembrerebbero grandi appassionati della palla a spicchi.

A cura di Giovanni Donnarumma

Juve Stabia, da dicembre si torna alla domenica: ecco date e orari dalla 17ª alla 27ª

Juve Stabia, da dicembre si torna alla domenica: ecco date e orari dalla 17ª alla 27ª

Sono stati definiti dalla Lega Italiana Calcio Professionistico gli orari e le date delle gare del campionato di Serie C 2017-2018 dalla 17ª alla 27ª giornata. Ricordiamo che gli orari o le date possono essere soggetti a variazioni su disposizione della Lega Pro per esigenze televisive. Di seguito riportiamo gli appuntamenti delle vespe:

Domenica 3 dicembre – 17ª giornata
JUVE STABIA-CASERTANA, ore 20.30

Domenica 10 dicembre – 18ª giornata
SIRACUSA-JUVE STABIA, ore 16.30

Domenica 17 dicembre – 19ª giornata
JUVE STABIA-REGGINA, ore 16.30

Sabato 23 dicembre – 20ª giornata
JUVE STABIA-FIDELIS ANDRIA, ore 16.30

Sabato 30 dicembre – 21ª giornata
Riposa: JUVE STABIA

Domenica 21 gennaio – 22ª giornata
JUVE STABIA-CATANZARO, ore 16.30

Domenica 28 gennaio – 23ª giornata
TRAPANI-JUVE STABIA, ore 16.30

Domenica 4 febbraio – 24ª giornata
JUVE STABIA-PAGANESE, ore 20.30

Domenica 11 febbraio – 25ª giornata
RACING FONDI-JUVE STABIA, ore 20.30

Domenica 18 febbraio – 26ª giornata
JUVE STABIA-BISCEGLIE, ore 16.30

Domenica 25 febbraio – 27ª giornata
LECCE-JUVE STABIA, ore 20.30

Gragnano, problemi di sicurezza per la Fiera: tagli agli stand

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Gragnano, problemi di sicurezza per la Fiera: tagli agli stand

La Fiera di Gragnano ridimensionata per problemi di sicurezza. C’è poco spazio di manovra e troppe le richieste dei venditori ambulanti per il 21 novembre. La Fiera di Gragnano occuperò più strade ma le postazioni saranno soltanto su un lato della carreggiata stradale. Bancarelle anche in piazzale Amendola lato accesso ex stazione delle Ferrovie ed ex scalo merci per la compravendita del bestiame. Lo riporta l’edizione odierna di Metropolis.

Sigarette, aumento in arrivo: 70 centesimi in più al pacchetto

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Il prezzo delle sigarette potrebbe subire un ulteriore rialzo: 70 centesimi in più, per via di due emendamenti, uno al decreto fiscale che accompagna la manovra, e il secondo direttamente alla legge di Bilancio.

Il rincaro serve per colmare le esigenze finanziare del ministero dell’Economia. E l’aumento riguarderebbe soprattutto quelle sigarette oggi vendute a un prezzo più basso rispetto le altre.

Inoltre – come riporta Vesuviolive – entro due anni le sigarette potrebbero subire un rincaro fino a due euro. In questo caso, i pacchetti di fascia bassa costerebbero quanto quelli di fascia alta. Così, oltre ai fumatori, sarebbero penalizzati anche i produttori minori di tabacco, visto che, a parità di prezzo, i consumatori sceglierebbero sigarette di fascia alta.

BENEVENTO: Mercatini di Natale a Torrecuso

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Tra le novità dell’edizione 2017 dei Mercatini di Natale a Torrecuso, il Villaggio di Babbo Natale per la gioia di tutti i bambini

Sarà la “Tenuta La Fortezza” in località Tora, frazione di Torrecuso, in provincia di Benevento, ad ospitare il tradizionale appuntamento con i Mercatini di Natale e il Villaggio di Babbo Natale a partire da giovedì 16 novembre, per quattro weekend, fino al 10 dicembre.

Per l’occasione saranno allestiti stand enogastronomici – con degustazioni di vini, formaggi, salumi, dolci e prodotti tipici del Sannio – e l’esposizione di prodotti artigianali, oggetti di antiquariato, pregevoli ceramiche e giocattoli fatti a mano dagli artigiani presenti.

Non mancheranno spettacoli musicali e intrattenimento per i più piccoli, all’interno scenario da favola, impreziosito da luminarie e giochi di animazione.

La novità dell’edizione 2017 sarà rappresentata dal Villaggio di Babbo Natale, dove i più piccoli troveranno Santa Claus con i suoi piccoli aiutanti, gli elfi, potranno giocare sulla slitta e visitare il magazzino coi giocattoli.

Per i più gradi, la Rievocazione Storica di Benevento Longobarda consentirà di fare un tuffo nella storia, fino al Medioevo e osservare da vicino un vero e proprio villaggio medievale dove si potranno conoscere le principali attività e usi dei longobardi, come la scrittura beneventana, il duello con le spade, il tiro con l’arco e la balestra.

/ecampania

Mi dici di De Luca ?

Comincia così un messaggio di un contatto che da Milano mi chiedeva di questo, ormai, personaggio locale, regionale e anche nazionale, di nome De Luca. E, senza entrare nel merito delle questioni giudiziarie (15 processi tutti conclusi con assoluzione e un procedimento penale con arresti domiciliari attualmente in corso) e di cui hanno abbondantemente riportato i media e giornali, vorrei innanzitutto raccontare un po’ per come lo conosco indirettamente e dire che idea di massima mi sono fatto.

Nel 2012 si svolgevano le elezioni comunali a Santa Teresa di Riva, bel paesino sul mare della costa jonica messinese, più noto di recente per avere acquisito la “bandiera” blu” proprio sotto la passata amministrazione De Luca e nel quale, in antitesi alla nomenclatura di centrosinistra e mezza destra, improvvisamente si candidava una persona originaria di Fiumedinisi (altro paese del comprensorio) di cui era stata anche sindaco.

Trattavasi di un certo Cateno Roberto De Luca, noto da quando ha ricoperto il ruolo di deputato regionale, per avere contestato sui media il rancido sistema politico-regionale con un improvvisato quasi spogliarello (sulla contestazione al putrido sistema regionale non posso che essere solidale).

Durante quelle elezioni scrivevo su un sito locale. Mi capitò di seguire un comizio della parte avversa a De Luca. L’aver sentito dal palco il termine “straniero” al suo indirizzo, per il fatto che venisse da un altro paese della zona, sollevò la mia civile indignazione, tanto che all’epoca scrissi un articolo risentito per questa forma di razzismo addirittura conterraneo.

Al riguardo (apro una breve parentesi), mi sono ritrovato in un’analoga situazione allorché, interessatomi socialmente in un paese limitrofo, mi sono visto definire: da uno di sinistra “immigrato”, come se tale termine fosse persino un disvalore, e da uno di destra “extracomunitario”. La grettezza culturale, specie se dissimulata, non ha differenze sociali ed estrazioni.

De Luca nel 2012 arrivò nell’arena elettorale santateresina quando la condizione politica locale era ormai rafferma. La sua parlantina e verve nei comizi fece di certo la differenza. Nonostante la sua lista fosse povera di voti, ebbe infatti un notevole successo personale. Quindi vinse le elezioni.

Personaggio particolare, fa dei suoi dibattiti un monologo. Però Santa Teresa di Riva in pochi anni ha visto quanto meno l’ordinarietà e la pulizia funzionare a discreti livelli. Tuttavia le aliquote tributarie sono salite ai massimi rispetto a prima. Ciò è accaduto anche in altri paesi e città, con la differenza che altrettanto non hanno fatto i servizi.

Cosa non condivido. Una certa eccessiva spesa pubblica con i soldi dei contribuenti. L’albo pretorio, ben tenuto dal Comune, infatti, ne è in modo trasparente un riscontro.

Santa Teresa di Riva va pure detto che gode in atto anche di una Minoranza che fa seriamente Opposizione con il suo capogruppo avv. Antonio Scarcella. Cosa rara nei nostri enti, regioni e governo, ove, risaputamente, passate le elezioni, di notte si siedono quasi tutti alla medesima “tavolata” (e alcuni arrogantemente anche di giorno).

Il delfino di De Luca, Danilo Lo Giudice, che nel 2012 si era candidato a Santa Teresa di Riva nella lista di De Luca, facendone dopo il vicesindaco, alle ultime elezioni del 2017 è stato votato in modo plebiscitario quale sindaco di Santa Teresa di Riva, poiché Cateno De Luca aspirerebbe a fare il sindaco di Messina, città cosiddetta “babba”, ma che era anche definita negli anni passati “l’università della mafia” come viene detto in un servizio d’inchiesta della Rai3 e Rai Storia con un’introduzione nel documentario dell’allora Procuratore nazionale antimafia.

Nel frattempo De Luca si è anche candidato nelle liste dell’UDC regionali siciliane insieme al suo delfino Lo Giudice, venendo eletto il 5 novembre 2017 con un discreto numero di voti e arrivando secondo anche il Lo Giudice.

Infine c’è la questione del patronato Fenapi di cui De Luca è il direttore e che ha saputo in questi ultimi anni allargare a livello nazione e internazionale in più nazioni europee. Su questo sindacato c’è in corso un’inchiesta giudiziaria per presunta evasione fiscale di oltre un milione di euro per cui il De Luca è ai domiciliari.

Cosa penso del personaggio. Mi appare come una sorta di bene e male messi insieme. Da un lato il diavolo e contemporaneamente l’angelo. Un personaggio che per questo ammalia le folle.

Tuttavia, i De Luca (come gli Sgarbi) sono figure inevitabili ai giorni nostri. L’Italia, la Sicilia, le nostre città e paesi, almeno per chi può e vuole vedere, sono palesemente ammuffiti sotto la gestione di persone e strutture politiche, istituzionali, professionali e sindacali, che ripetono sempre gli stessi declami per non cambiare nulla, poiché tanto loro (a cominciare dai Giudici che decidono anche su questo) hanno i “diritti acquisiti” sul sangue dei cittadini produttivi, lavoratori, privati e operosi. I privilegi di queste caste sono il cancro di questa Nazione che andrebbe estirpato anche con una rivoluzione.

Ma noi non siamo più i nostri nonni. E, pertanto, un personaggio come De Luca, che quando sale sul palco trascina molto meglio di uno Sgarbi in televisione, è quasi visto dal popolo come un profeta per uscire da questo stagno putrido di corporazioni, sanguisughe, misantrope e sprezzanti, le quali s’ingozzano con la forzosa estorsione fiscale (le LORO leggi, sentenze e regolamentazioni e solo per LORO), dallo scranno più alto dello Stato all’ultimo più piccolo Ente.

Questa Riviera Jonica Messinese in particolare, nonostante sia una costa e un entroterra baciati dalla Natura con un mare Jonio a volte così blu da sembrare dipinto, è stata sempre relegata a un’area trattata come un parco buoi, un bacino elettorale di sottosviluppo, disoccupazione e bisogno per quando servono i voti. Uno come De Luca, laureato in legge e con una certa esperienza amministrativa, che grida pure contro il sistema, è pertanto visto (o travisato) come quasi un “messia”.

Forse se le forze politiche soffrissero meno di supponenza cronica e retorica programmatica e al contrario ritornassero sul territorio invece di farsi persino una legge elettorale assoggettante, i De Luca non ci sarebbero. Ma questa è la realtà italiana e siciliana di oggi. Quindi i De luca ci sono.

Da un lato infatti c’è un deennale sistema politico-statale-regionale di predatori e parassiti, dall’altro i restanti cittadini, sottomessi, vessati, estorti, avviliti, prostrati, falliti e anche suicidati. Nel mezzo i De Luca, visti come l’ultima spiaggia dalla gente che cerca comunque di sopravvivere a questa patinata dittatura italiana.

Il Presidente della Repubblica, siciliano, ogni tanto scenda dal suo piedistallo e come lui tutti gli altri di seguito, prima che la soglia di non ritorno si superi. E solo così che anche i De Luca non avranno più un senso. Ma al contrario, così continuando, non potranno che moltiplicarsi come i pani e i pesci.

Auguri quindi ai De Luca. È il loro momento.

Castellammare, è emergenza soccorsi: il traffico paralizza la città e rende impossibile il passaggio delle ambulanze

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Castellammare, è emergenza soccorsi: il traffico paralizza la città e rende impossibile il passaggio delle ambulanze

L’emergenza è totale, il traffico, dovuto al forte maltempo che anche oggi sta paralizzando la città stabiese e che ha chiuso i collegamenti relativi alle gallerie Varano e Privati, crea troppi disagi. Un traffico talmente intenso che per percorrere un tratto che in media prende pochi minuti, porta a dieci volte il tempo di percorrenza stesso e complica il lavoro delle ambulanze e dei soccorsi relativi all’Ospedale San Leonardo. Urge rimedio, serve una soluzione rapida per evitare problemi ben più gravi, relativi alla salute dei cittadini diretti nel tratto ospedaliero.

Casini: “Basta regolamenti di conti sulle banche”

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In un’intervista Pier Ferdinando Casini parla delle crisi bancarie, da Montepaschi agli istituti veneti. Il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta annuncia che convocherà il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, e il capo della Consob, Giuseppe Vegas, ma avverte che “per il futuro bisogna cambiare e mettere fine ai regolamenti di conti. Anche perché non possiamo diventare terreno di conquista della finanza internazionale”. Per Franco Bruni è arrivato il momento di “riscrivere le regole della stabilità”.

Intanto nel Pd continuano le trattative tra Renzi e le minoranze. Oggi è prevista la Direzione del partito e il segretario punta a trovare l’intesa su un documento condiviso. Ma i problemi sono tanti, a partire dai rapporti con Mdp. Il centrosinistra non sa più parlarsi” commenta Federico Geremicca. “Bersani e D’Alema puntano a ottenere la testa di Renzi e lui lavora per l’obiettivo inseguito sin da quando Bersani e D’Alema erano ancora nel Pd e cioè ridurli all’irrilevanza politica”.

Casini: “Fare luce sarà spiacevole. In futuro servono nuove regole”

Parla il presidente della Commissione d’inchiesta sulle crisi bancarie: «Ascolteremo Visco e Vegas alla fine. Le tensioni? Sono inevitabili»

ROMA – Presidente Pier Ferdinando Casini, quando prevede che l’indagine parlamentare sul crac delle banche entrerà nel vivo?

«Nel vivo ci siamo già. La Commissione d’inchiesta non ha perso tempo e segue una linea chiara: approfondire le crisi bancarie partendo dalle più recenti e procedendo a ritroso. Abbiamo indagato sui due istituti veneti, domani inizieremo con Montepaschi di Siena, cioè il caso più rilevante sul piano sistemico. Seguiamo un metodo istituzionale».

In che consiste?  

«Nel sentire anzitutto i magistrati, nel dare voce alle associazioni dei risparmiatori, nell’ascoltare gli istituti di vigilanza e gli attuali liquidatori».

Verrà anche il turno di Ignazio Visco?  

«Mi sembra difficile che questa Commissione possa concludere i lavori senza nemmeno aver sentito il governatore di Bankitalia e il presidente della Consob. Ascolteremo entrambi, ma verso la fine».

Perché non all’inizio? 

«Prima occorre che tutti gli aspetti da chiarire siano già sul tavolo, adesso sarebbe prematuro».

Ieri il segretario Pd, Matteo Renzi, nella sua lettera a La Stampa, scriveva: «Da questa vicenda tutti dobbiamo imparare qualcosa, non per regolare conti del passato ma per aiutare l’economia italiana del futuro». Sottoscrive? 

«E’ un proposito assolutamente condiviso non solo da me, ma in generale da tutte le forze politiche. Il nostro sistema bancario non può permettersi di diventare terreno di conquista da parte della finanza internazionale, e chi vuole intendere non ha bisogno che io aggiunga altro».

Scusi, però: non era lei tra quanti temevano che la Commissione avrebbe potuto recare più danni che benefici?  

«Ho avuto dei dubbi che risultano agli atti. Non a caso sto lavorando, nella carica da me non richiesta né cercata di presidente della Commissione, per evitare che l’accertamento dei fatti diventi terreno di scontro da campagna elettorale, con tutta la strumentalità del caso, e si concentri piuttosto sull’oggetto costitutivo fissato dalla legge: capire cosa non ha funzionato nella gestione degli istituti bancari coinvolti, se l’attività di vigilanza è stata idonea e tempestiva, fornire indicazioni per prevenire altri casi. Voglio dare atto della serietà con cui condividono questo percorso il gruppo parlamentare di Forza Italia, a partire da Renato Brunetta, e quello del Pd, incominciando da Mauro Marino. C’è l’idea comune che la Commissione non sia la sede di un regolamento di conti, ma serva soprattutto a dare indicazioni anche severe per il futuro. Se riusciremo nel nostro intento, questo lavoro sarà stato utile»

Altrimenti?  

«In caso contrario parleremo di occasione persa. Ma ho fiducia».

Se è così fiducioso, come spiega le richieste di ascoltare davanti alla Commissione i «gemelli del crac» nel Veneto, Consoli e Zonin? Equivarrebbe a spargere nuove nuvole tossiche…  

«Infatti non sono stati convocati. Chi ha responsabilità gravissime, penali e personali, di cui rispondere è giusto che si difenda nelle aule di tribunale, non utilizzando la cassa di risonanza del Parlamento. Che oltretutto non li potrebbe nemmeno ascoltare come testimoni, in quanto imputati davanti alla giustizia ordinaria».

Pratica già archiviata?  

«Archiviata no. Deciderà l’ufficio di presidenza, comunque la mia opinione non è affatto un segreto».

Abbiamo appena assistito a uno scontro mai visto prima tra Banca d’Italia e Consob, con duri scambi di colpi. È giusto risciacquare in pubblico i panni delle istituzioni di vigilanza?  

«Invito a confrontare i nostri toni con quelli di commissioni analoghe di altri Paesi, incominciando dagli Stati Uniti. È difficile evitare le tensioni. E comunque, le divergenze tra Banca d’Italia e Consob non ce le siamo inventate noi commissari. Sono purtroppo una realtà. Migliaia di italiani hanno visto sfumare i loro risparmi non sempre per effetto delle normali dinamiche di mercato: molti collocamenti sono avvenuti senza che gli investitori conoscessero le condizioni di dissesto in cui versavano certe banche, oppure con modalità pregiudizievoli per le persone più sprovvedute e con la pratica diffusa delle cosiddette “baciate”».

Dove termina, secondo lei, l’accertamento della verità e comincia invece l’autolesionismo?  

«È ovvio che fare luce comporta chiarimenti spiacevoli, ma non possiamo nemmeno recitare la parte di Alice nel paese delle meraviglie. Scaricarne la colpa sulla Commissione d’inchiesta sarebbe troppo facile e comodo per tutti».

vivicentro.it/politica
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lastampa/Casini: “Fare luce sarà spiacevole. In futuro servono nuove regole” UGO MAGRI

Italia, Sconcerti: “Sorprende l’assenza di Insigne”

Italia, Sconcerti: “Sorprende l’assenza di Insigne”

Nel suo editoriale per il Corriere della Sera, Mario Sconcerti si è soffermato sulla situazione della nazionale italiana e soprattutto sull’assenza del suo astro più lucente: “Siamo terrorizzati. Inutile parlare di formazioni anche se in pratica debuttano Jorginho e Gabbiadini e restano i tre difensori centrali. Il tratto più evidente è l’ingresso di Florenzi accoppiato a Parolo, due giocatori verticali chiamati a legare il campo, costringere alla corsa i due centrocampisti svedesi che sono arrivati sempre prima di noi. Sorprende l’assenza di Insigne, ma nel momento del bisogno Ventura è tornato a tutte le idee di quando cominciò. In questa squadra non ci sono ali pure, fantasisti di fascia. Nemmeno il più bravo può trovare posto. È un errore, ma non è il momento di discuterlo. Davanti a questa sofferenza vasta che sta prendendo l’intero paese, è inutile parlare di calcio. Si va a San Siro e si urla Italia. I Mondiali sono stati nel dopoguerra il nostro modo di alzare la testa, di partecipare alla corsa popolare del mondo. Non averli più ci imbruttirebbe come una bocca piena di unto, ci renderebbe volgari. Non fosse che solo per oggi, questo è il tempo di essere ottimisti”.

Dramma al frantoio: bambino di cinque anni cade in un pozzo e muore

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Un bambino di 5 anni è morto dopo essere caduto in un pozzo contenente acque di scarico e residui della lavorazione di un frantoio industriale a Corinaldo. La tragedia si è consumata ieri, intorno alle 18:30. Il bimbo, di nazionalità rumena e residente a Ostra Vetere, era con il padre e la zia.

Stava giocando lì vicino quando è caduto nella vasca di raccolta. Una caduta di 5 metri fatale. Il piccolo è riuscito a chiedere aiuto, ma quando è stato raggiunto dai vigili del fuoco era in arresto cardiaco. È arrivato all’ospedale di Senigallia già privo di vita. I carabinieri indagano sull’episodio.

Napoli, 10 partite al mercato: tieni duro!

Napoli, 10 partite al mercato: tieni duro!

Tuttosport oggi ha dedicato una sezione agli azzurri di Sarri, scrivendo così: “Il Napoli ha subito due mazzate grosse con gli infortuni di Milik e Ghoulam e ora dovrà fare di necessità-virtù, almeno fino a quando riaprirà il mercato. Da sabato al 6 gennaio trascorreranno 59 giorni e 10 partite, decisive per il prosieguo dell’avventura in Champions, significative per l’esito finale del campionato. Dal Milan al Verona, il proposito del Napoli è “tenere duro”, difendere il primo posto in classifica e, comunque, restare aggrappati alla parte alta della graduatoria. Poi arriverà la primavera e con essa il rientro Milik e quello di Ghoulam, oltre ai nuovi innesti, Inglese e almeno un esterno, magari due, per le corsie della difesa. A quel punto, con l’organico nuovamente nella piena disponibilità di Sarri, si potrà schiacciare il piede sull’acceleratore per la lunga volata fino a metà maggio”.

Italia, nuova esclusione per Insigne

Italia, nuova esclusione per Insigne

La Gazzetta dello Sport commenta così la nuova probabile esclusione di Lorenzo Insigne, sicuramente uno dei talenti italiani più in forma, questa sera: “Oggi Insigne è il giocatore italiano di maggior talento e cifra tecnica, su questo siamo più o meno tutti d’accordo. La sua incompatibilità col 3-5-2 è netta, con quel sistema Lorenzo non ha nulla a che fare. Non ne vuole sapere di accentrarsi, significativo è stato il suo labiale colto dalle telecamere venerdì, a esprimere sconcerto perché il c.t. gli aveva appena ordinato di piazzarsi in mezzo, dove lui si sente estraneo. La cosa più logica sarebbe la costruzione di un assetto adatto a Insigne. Ventura dovrebbe convertirsi al 4-3-3 per permettere al ragazzo napoletano di esprimersi al meglio. In questi giorni quasi tutta l’Italia ha chiesto al c.t. di passare al 4-3-3 per non disperdere la classe di Lorenzo, ma Ventura, che ama il 4-2-4, non ha fatto una piega, perché l’allenatore genovese è allergico al 4-3-3 quanto Insigne al 3-5-2. Il 4-3-3 non gli piace, non lo ha mai praticato tanto, non è nelle sue corde di tecnico. Così Ventura e Insigne sono diventati due vasi non comunicanti. Stasera il giocatore del Napoli verrà utilizzato in caso di emergenza. Nel momento in cui le cose si mettessero male, Ventura – più per disperazione che per reale convinzione – gli ordinerebbe di entrare in campo, nella speranza di un colpo, di una magia illumina-Italia. Ruolo avvilente, da foglia di fico. Ragion per cui, nell’ipotesi di qualificazione al Mondiale, sarà meglio intendersi per tempo: che lo porterebbe a fare in Russia, se non lo mettesse nelle condizioni di volersi bene?”

La pioggia non ferma i fedeli: 100mila a Pompei per baciare la Regina del Rosario

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La pioggia non ferma i fedeli: 100mila a Pompei per baciare la Regina del Rosario

POMPEI – Nessun temporale può fermare la fede dell’esercito dei centomila pellegrini della «regina» del Rosario. In fila sotto la pioggia dall’alba per baciare la «Sacra Icona». Il 13 novembre, come da tradizione, il Quadro della Vergine del Rosario, custodito in Basilica, è stato fatto scendere dal Trono e posto davanti all’altare per la venerazione diretta dei fedeli.

La Discesa del Quadro, appuntamento che si rinnova ormai da 142 anni, ricorda l’arrivo della Tela sacra, da Napoli a Pompei, il 13 novembre del 1875. La giornata è iniziata alle 6, con il «Buongiorno a Maria», e proseguirà fino a notte fonda per consentire anche all’ultimo fedele di baciare la Madonna. Ogni pellegrino può accedere alla devozione personale dell’Immagine, dopo aver affrontato il percorso predisposto, accompagnato dal canto e dalla preghiera, animati da sacerdoti, religiosi, religiose e laici. Baciare la «regina» del Rosario ravviva la fiamma della speranza nei cuori dei fedeli per una guarigione «miracolosa».

Con la discesa del Quadro i fedeli hanno la possibilità di fissare il loro sguardo nello sguardo di Maria e di vedere in Lei l’amore profondissimo che la Madre ha per noi suoi figli. Affidano ai suoi occhi di mamma i loro progetti, le loro paure, i loro limiti, i loro sogni e tutta la loro vita. Il 13 novembre è considerata la vera data di nascita della nuova Pompei, questa ricorrenza ricorda l’arrivo, nel 1875, del quadro della «regina» del Rosario nella città mariana, portato da Napoli a Pompei per volere del fondatore Bartolo Longo che l’aveva ricevuta da Suor Maria Concetta De Litala, del convento del Rosario a Porta Medina. Con l’arrivo della Tela Sacra, cominciò anche la storia sacra della città, «centro internazionale di spiritualità del Rosario e cuore mariano della Campania», come la definì Papa Giovanni Paolo II.

Per realizzare la cornice di rose della Sacra Icona sono state impiegate 1860 rose inglesi, prodotti dell’eccellenza floricola campana dell’azienda leader del settore «Testa». La composizione, offerta dal «Comitato per la pace», è stata realizzata dal «flower designer» Sebastiano Di Paolo.

/il Mattino

Thern: “Insigne in panchina, la nostra fortuna: è un talento”

Le sue parole

Jonas Thern ha parlato a Il Mattino:

Il risultato incoraggia voi scandinavi ma lascia una porta aperta all’Italia: vedremo una Svezia arroccata in difesa per difendere il golletto di vantaggio?

«Puoi preparare le partita in qualsiasi maniera poi basta un episodio per andremo in campo per fare la partita a tutti i costi».

I calciatori di Ventura si sono lamentati molto del gioco duro svedese.

«Non ho visto cattiveria. Decisione si, fisicita’ tanta, del resto se sei grande e grosso i contatti sono quasi inevitabili. Si puo’ obiettare all’infinito sull’intensita’ dei contrasti, l’importante e’ non essere cattivi e a giudicare dalla stretta di mano che si sono dati i ventidue in campo, ritengo che questa sia pure l’idea dei protagonisti».

In Italia si discute di Insigne, nel senso che il suo mancato impiego viene ritenuto decisivo ai fini della prestazione.

«Conosco il valore di questo ragazzo, non a caso gioca nel Napoli che seguo tantissimo per ovvi motivi. Il suo talento e’ fuori discussione ma sono l’ultima persona che puo’ esprimersi sulla questione: Ventura avra’ avuto le sue ragioni per non farlo scendere in campo. Per noi e’ stato un vantaggio non averlo di fronte, inutile nasconderlo. Anche se non ci illudiamo, al ritorno sara’ diverso».

Cioè dovrebbe giocare?

«Sicuro. Certe scelte vengono fatte nell’ottica complessiva delle due gare. Probabilmente Ventura, ritenendo piu’ decisiva la seconda gara, ha voluto risparmiare Insigne e qualcun altro per poi inserirli titolari stasera».

E il Napoli?

«Mi pare che proceda benissimo. Speriamo che sia l’anno buono, le sensazioni sono piu’ positive rispetto all’anno scorso. La Roma (altra ex squadra di Thern) sta risalendo bene, e’ una via di mezzo tra Spalletti e Di Francesco, l’Inter non mollera’ facilmente, il vostro campionato rischia di diventare spettacolare fino all’ultima giornata. Metto Juventus e Napoli un gradino sopra le altre ma tifo Sarri perche’ nessuno gioca come gli azzurri».

Italia, Ventura riflette: qualificazione o dimissioni?

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Italia, Ventura riflette: qualificazione o dimissioni?

Una clamorosa indiscrezione è stata mandata stamattina da Sky Sport 24, dove l’inviato Nosotti ha parlato del futuro del ct Ventura: “A cosa si riferisce Ventura quando dice ‘ Qualche riflessione andrà fatta’? E se una volta qualificato pensasse ad un addio in grande stile tipo: ‘Basta missione compiuta, adesso fatelo voi il ct’! Suggestione, anche se ci sarebbe un Mondiale tanto sognato da lasciare alle spalle”. 

Corbo: “Tutti vogliono Insigne titolare, ma il terzetto juventino lo manda in panchina!”

Corbo: “Tutti vogliono Insigne titolare, ma il terzetto juventino lo manda in panchina!”

Antonio Corbo per La Repubblica: “MISURA 1,63. Due centimetri meno di Silvio Berlusconi, 5 più di Renato Rascel. L’Italia del calcio salta sulle spalle del giocatore più basso della serie A. Tutti lo vogliono in campo per scongiurare un flop temuto da sessant’anni, l’esclusione dai Mondiali di una Nazionale che li ha vinti 4 volte. Era fuori nel ‘58: triste per noi Goteborg, città svedese tra mare e boschi di betulle. Debuttò Pelé, ma nello stesso stadio Ullevi si arrese al tempo Dino Zoff, era il 1983. Da allora l’Italia si è risollevata: altri due titoli, dopo i due del ‘34 e ‘38, epoca fascista.

In una vigilia affollata di incubi, l’emergenza e la fantasia lo immaginano come l’ultimo Rambo: un gigante di 1,63. Coraggio Lorenzo, stanotte non avrà dormito e si sente al centro di questa Babele fasciata d’azzurro. Lo spingono tutti, ma l’ultimo ostacolo deriva da quel gruppetto di disperati, aggrappati uno all’altro sul ciglio del burrone. Un allenatore astratto come un fantasma che parla e ragiona con la serena indifferenza di chi è già fuori, e quei difensori juventini che montano l’ultima trincea: la linea a 3. Barzagli a destra, Chiellini a sinistra, al centro con la mascherina sul naso rotto tanto per creare l’atmosfera Leonardo Bonucci, lui che spesso corre vicino alla panchina per dare suggerimenti all’allenatore, scena anche questa di un mondo sottosopra.

La segreta trama juventina parte dalla difesa e va avanti fino ad escludere Insigne. Nulla di personale, ma se gli juventini difendono l’integrità del terzetto e quindi i loro posti, fatalmente escludono Insigne. Perché una difesa a 3 non è compatibile con un attacco a tre: con una serie di correttivi, di se e di ma, il 3-4-3 lo prova Gasperini nell’Atalanta ma è massacrante la doppia fase per gli esterni delle due linee, centrale a 4 e avanti a 3. Il destino di Insigne è legato al potere degli juventini sulle scelte di Ventura, che ieri si nascondeva ancora dietro il più fanciullesco ritornello. Non importa chi gioca, ma come si gioca. Appunto, con Ventura si gioca sempre peggio. Bisognava sostituirlo la sera del 2 settembre a Madrid, quando andò a sbattere contro la Spagna (3-0) con il temerario 4-2-4 nel consenso generale. Anche Jorginho è un azzardo: chiamato d’urgenza a giocare solo la partita che può essere l’ultima per tutti.

Chi lo spinge, chi lo rimanda dietro: al centro c’è questo ragazzo dal faccino smunto e gli occhi color carbone che, comunque vada, domani sarà forse di nuovo in prima pagina. Per fortuna c’era lui, purtroppo lui non c’era: Ventura cos’ha nel suo testone, gioca o non gioca Insigne, è lui il “22 salva tutti”? Ormai è l’ultima speranza di una Federcalcio in pezzi. È quella che rinasce nel 2014 dal secondo Mondiale fallito, era stato già una sfacelo per l’Italia e per l’Argentina dell’infelice Ct Maradona il precedente (2010) in Sudafrica. È passato oltre un decennio dai trionfi del 2006, ma non la voglia di tifare per l’Italia, proviamoci. Lorenzo, tieniti pronto”.

Auriemma: “Le parole di Vrsaljko sono di circostanza: accetterebbe Napoli”

Auriemma: “Le parole di Vrsaljko sono di circostanza: accetterebbe Napoli”

Raffaele Auriemma su Tuttosport scrive in merito al futuro di Sime Vrsaljko: “Con l’Atletico Madrid è stato utilizzato per soli 363’, in 4 gare di Liga, una di Champions ed una di Copa del Rey. “Chi vi ha detto che ho problemi con l’Atletico? Vi assicuro che non ne ho e non voglio commentare le voci riguardanti un mio addio”, ha detto Vrsaljko a di Sportska Novosti. Frasi di circostanza, per non ammettere che accetterebbe di buon grado il trasferimento alla squadra prima nella classifica della serie A”.

Droga dall’Albania: 26 arresti in Campania e sequestri per mezzo milione di euro

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Droga dall’Albania: 26 arresti in Campania e sequestri per mezzo milione di euro

Sono stati disposti 26 arresti e sequestrati beni per oltre mezzo milione di euro nell’ambito dell’operazione «Smoke Snake», coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e messa a segno dalla guardia di finanza di Caserta.

Oltre cento militari del comando provinciale stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli nei confronti di 26 persone, accusate di aver costituito e partecipato ad un’associazione a delinquere transnazionale finalizzata all’importazione di droga dall’Albania e alla successiva distribuzione nelle piazze di spaccio della provincia napoletana e casertana. L’indagine, sviluppata dal mese di maggio 2016, ha già portato all’arresto di nove persone e al sequestro di 38 chilogrammi di marijuana e di 7,4 chilogrammi di eroina «cobret».

I risultati dell’operazione saranno illustrati in un incontro con i giornalisti previsto stamattina alle 10.30 nella sede del comando provinciale della guardia di finanza di Caserta.

/il Mattino

Napoli – Chiesa, un nuovo club all’assalto: ADL rischia la beffa!

Napoli – Chiesa, un nuovo club all’assalto: ADL rischia la beffa!

Che il Napoli sia interessato a Chiesa questa non è una novità e il patron partenopeo non l’ha mai voluto nascondere, ma dalle pagine della Gazzetta si possono evincere importanti novità: “Il nuovo accordo con Federico Chiesa potrebbe essere annunciato da Federico Della Valle. Il nuovo contratto, però, non blinda in maniera totale uno dei talenti più interessanti del nostro calcio. Il presidente De Laurentiis ha più volte parlato di Chiesa come concreto obiettivo di mercato. Il Napoli è uscito allo scoperto, così come lo Zenit che in estate ha formalizzato un’offerta da capogiro. In realtà il vero assalto, quello che potrebbe far vacillare la Fiorentina e il calciatore, arriverà in primavera da un altro club. Spalletti e l’Inter considerano Federico una pedina chiave per il progetto di crescita neroazzurro. L’Inter presenterà un’offerta vicina ai 50 milioni più un contratto di cinque anni a cifre più alte rispetto a quelle proposte dalla Fiorentina. I neroazzurri sperano di poter magari ridurre la parte in denaro con una contropartita tecnica ma Ausilio è anche pronto a presentarsi da Corvino con tutti contanti”. 

Pimonte, incendio doloso: in fiamme l’auto di una ragazza del luogo

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Pimonte – Nel cuore della notte di sabato scorso è stata incendiata una Lancia Y appartenente ad una ragazza della zona. L’incendio è avvenuto in via Puntone intorno all’una. Sul posto sono giunti i Vigili del Fuoco di Castellammare di Stabia, allertati dalla proprietaria dell’autovettura. Dopo poco sono giunti anche i carabinieri per effettuare i rilievi e dare una spiegazione all’episodio.

Si è trattato di un incendio doloso, ma le motivazioni vere e proprio ancora non sono emerse. Intanto le forze dell’ordine indagano.