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Vico Equense, bufera tra ambientalisti e sindaco sull’emergenza maltempo

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Negli ultimi giorni la provincia di Napoli è stata allagata dal maltempo che ha provocato tanti disagi. Tra le città colpite c’è anche Vico Equense, che sulla propria sponda del Monte Faito sono state registrate frane. Come riporta l’edizione odierna del quotidiano locale Metropolis, è in corso una battaglia tra il sindaco di Vico, Andrea Buonocore e gli esponenti del WWF: “Ma non è colpa dell’abusivismo edilizio, – tuona Buonocore- ci sono stati gli incendi boschivi che hanno incenerito migliaia di alberi. Altre volte è capitato che piovesse e non è venuto giù nulla”

Arriva la risposta di D’ Esposito, esponente del WWF ”Quando scende l’acqua dal cielo nel nostro territorio seguono con puntualità svizzera frane e smottamenti, allagamenti e dissesti .E’ cosa ormai storica, risaputa e documentata. I devastanti incendi di questa estate hanno peggiorato la situazione: senza la copertura boschiva nulla sembra ora più trattenere la forza delle piogge, sempre più impetuose a causa dei cambiamenti climatici. Gli alberi, oltre ad imbrigliare il terreno e le rocce, con i loro estesi apparati radicali aiutano ad intercettare e rallentare la pioggia con le folte chiome ed agiscono come una vera e propria “pompa idrovora” assorbendo fino a 700 litri di acqua al giorno dal terreno rimettendola nell’atmosfera con la traspirazione fogliare. In questi ultimi anni siamo stati spettatori, in tutto il territorio della penisola sorrentina, di frane, smottamenti e allagamenti. Tante, troppe”.

Sarri aspetta il rientro dei nazionali mercoledì ma Koulibaly…

Sabato col Milan per continuare a vincere

La fase difensiva del Napoli di quest’anno è migliorata sensibilmente: a dimostrarlo sono i pochi gol subiti. Da qui, Maurizio Sarri riprenderà il lavoro in vista della gara di sabato sera contro il Milan. Lavoro che il tecnico ex Empoli svolgerà mercoledì quando rientreranno i calciatori impegnati con le rispettive nazionali.

Se mercoledì è previsto il rientro per tutti, potrebbe non essere così per Koulibaly, impegnato con la selezione senegalese. Il 26 azzurro affronterà il Sudafrica domani sera nell’ultima gara del girone in vista delle qualificazioni mondiali, nonostante il Senegal sia già qualificato come primo.

Come detto, sabato arriva il Milan, un big match che non bisogna fallire. Finora il team del presidente De Laurentiis ha incassato un solo gol (contro la Lazio) contro le ‘grandi’ della nostra Serie A e l’obiettivo è quello di continuare con questa tendenza.

EDITORIALE – Juve Stabia, in preda alle vertigini…

Incontro amaro col vecchio amico Piero Braglia per la Juve Stabia, che esce sconfitta dal San Vito – Marulla al termine di un match non bello, dove i padroni di casa hanno messo in campo più voglia di vincere. La gara di Cosenza lascia tanto amaro in bocca ai gialloblù, sia per le condizioni, esterne e non, che hanno accompagnato la gara, sia per episodi ancora una volta sfortunati per la truppa di Caserta.

Ad un momento già non semplice per infortuni ed assenze, si è aggiunto l’incredibile disavventura occorsa a Simeri, infortunatosi dopo una rovinosa caduta nel tunnel degli spogliatoi. Per la Juve Stabia, già orfana di Daniele Paponi, piove sul bagnato.

Al di là della giusta importanza da dare alla sfortuna, ed a decisioni arbitrali ancora non limpide, la prestazione della Juve Stabia non è stata all’altezza di quanto fin’ora dimostrato dai ragazzi di Caserta. Solo un tiro verso la porta calabrese in oltre 95 minuti, e più in generale, la sensazione che tutti i gialloblù avessero poche idee in campo.

Poco di più ha fatto il Cosenza di Braglia ma proprio tale aspetto genera molto rammarico. Perdere contro un avversario ampiamente alla portata e che non ha fatto la partita della vita non può che lasciare amaro in bocca. Stessa sensazione lasciata in eredità dal match infrasettimanale dello scorso martedì contro la Virtus Francavilla. Partita diversa, con la Juve Stabia decisamente più in palla, ma risultato comunque non positivo, con il Menti gelato, più che dalla pioggia, dall’autorete di Matteo Bachini.

Eppure la Juve Stabia era arrivata al doppio scontro con Francavilla e Cosenza col vento in poppa di tre risultati consecutivi importanti e che avevano cementato le certezze gialloblù. Prima le due vittorie contro Akragas e Rende e poi il pareggio, comunque di spicco ed agguantato solo nel finale dai padroni di casa, di Matera.

Tre risultati che avevano lanciato le Vespe nelle zone alte della classifica, consentendo di parlare senza troppo imbarazzo o prudenza di obiettivo playoff per il termine della stagione. Forse proprio le vertigini, dettate dall’aria di alta classifica, non hanno fatto bene al giovane gruppo di Caserta e Ferrara facendo perdere quel pizzico di cattiveria in più determinante in un campionato come la Serie C. Ancora, al contrario, la buona classifica potrebbe aver mostrato alla Juve Stabia quello che potrebbe essere, causando il “braccino”, ossia tensione e concentrazione forse eccessiva, a molti elementi.

Per scrollarsi di dosso questa sensazione, e magari far tornare ad esultare un Menti possibilmente gremito, il calendario offre subito un avversario a dir poco ostico: il Catania di un altro grande ex, Francesco Ripa.

Sarà fondamentale ritrovare la giusta cattiveria, unita alla altrettanto importante serenità, per tornare nelle zone alte di classifica così da farsi prendere dalle vertigini, senza dimenticare che “la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare…”.

Raffaele Izzo

Sorrento, quasi al termine le attività di pulizia del fondale marino

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Stanno per giungere al termine le attività di pulizia del fondale del mare di Sorrento. Sono stati raccolti circa 15 tonnellate di rifiuti. Ecco le dichiarazioni del consigliere Luigi Di Prisco tra i promotori dell’iniziativa”Al termine delle attività di pulizia e bonifica dei fondali sorrentini vorrei ringraziare tutti coloro che con grande spirito di sacrificio e amore per il nostro mare e ambiente hanno collaborato a queste Insieme siamo riusciti a raggiungere in questi due anni risultati mai conseguiti sia sotto il pro filo della sensibilizzazione, sia sotto il profilo sostanziale, per materiali recuperati. Tutte queste azioni che hanno interessato sia la zona di Marina Piccola che in modo particolare Marina Grande hanno portato alla bonifica quasi totale del borgo marinaro sorrentino “.

Mercatini di Natale a Napoli. Santa Claus Village: il regno di Babbo Natale

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Mercatini di Natale: La magia di un villaggio popolato da creature straordinarie, immerso nella pineta di Varcaturo, frazione del comune di Giugliano in Campania

La scenografia naturale della pineta di Varcaturo, frazione del comune di Giugliano in Campania, in provincia di Napoli, sarà la location ideale, dal 18 novembre al 17 dicembre 2017, del “Santa Claus Varca d’Oro Village”: dopo due anni in città, Babbo Natale ritorna nel calore e nella magia del suo villaggio immerso nel bosco.

Il SantaClaus Varca d’Oro Village si ispira al mitico e originale villaggio di Santa Klaus a Rovaniemi, in Finlandia, ed è un progetto originale, nato nel 2011, che dallo scorso anno si avvale della collaborazione di Mr. Effe Animazione, per la direzione artistica di Salvatore Chiantone.

LEGGI LA NOSTRA GUIDA AI MERCATINI DI NATALE 2017 IN CAMPANIA

Casette di legno colorate, aree giochi attrezzate, un trenino artico per attraversare l’intero villaggio di 20mila metri quadratila casa di Babbo Natale e le tante botteghe degli elfi. 

La prima tappa è presso l’ufficio passaporti, dove gli Elfi Doganieri rilasciano il pass per iniziare un viaggio nel magico mondo in cui sarà possibile incontrare il vero Babbo Natale, sempre in giro nel villaggio.

I bambini potranno essere protagonisti delle attività per il Natale nelle tante botteghe degli elfi, come quella del fabbro e del falegname, la sartoria, la libreria e la fioreria magica. Ci saranno doni da confezionare nel “laboratorio dei pacchi regalo” per le consegne di Papà Natale in giro per il mondo. Si potranno realizzare piccoli regalini presso l’Officina Creativa. Dolcetti da  impastare, pasticciare, sfornare e, soprattutto, gustare nel laboratorio di dolci della cucina di Santa Claus, dove si produce il delizioso “Babbotto”, il dolcino degli elfi. 

E mentre un cantastorie racconterà ai bimbi le più belle fiabe sul Natale nonchè la vera storia di Santa Claus, nell’ufficio postale si potrà imbucare la letterina e lasciare un biglietto con i propri segreti sull’Albero dei Desideri.

Tanto spazio al movimento presso il “Campo di Addestramento Elfico” dove, sotto il controllo vigile dei folletti di Natale, i bambini potranno giocare alla divertente battaglia dei cuscini, oppure percorrere il circuito di Babbo Natale nell’area delle macchinine di Santa Claus. I genitori più “audaci” si potranno cimentare in una sfida presso il rodeo artico con la “cavalcata della renna meccanica”.

In un villaggio che si rispetti non potrà mancare la moneta ufficiale: l’elfino, da acquistare presso la banca di Santa Claus, con la quale si potrà partecipare alle numerose attività del villaggio, farsi fotografare con Babbo Natale, gustare le prelibatezze dello street food e acquistare gadget e prodotti realizzati dagli artigiani.

Tra gli amici più cari di Babbo Natale ci sarà “Gomitolino lo Yety Piccolino” che quest’anno, nel suo spettacolo natalizio, racconterà il proseguimento della ricerca della sua mamma, aiutato da nuovi amici.

In arrivo anche un nuovo simpaticissimo supereroel’Uomo Ragno che, con le sue acrobazie, farà impazzire tutti i bimbi. Artisti e acrobati di strada trasformeranno il villaggio in un palco a cielo aperto, dove non mancherà la nevicata artica.

Come nei più suggestivi e festosi street festival ci saranno giocolieri che si esibiranno con fuoco, trampoli e monociclo, acrobati che si libreranno in aria sui tessuti aerei, un’atleta farà girare tanti hula hop contemporaneamente, mentre lo spettacolo delle bolle di sapone diffonderà la sua magia.

Leccornie e prelibatezze di ogni genere potranno essere gustate nel percorso dello street food con tante specialità gastronomiche, dalla graffa calda a tanti altri prodotti tipici, mentre i prodotti artigianali arricchiranno il mercatino natalizio d’autore.

Nei giorni festivi, oltre allo “show dei pupazzoni” e del “giocoliere del villaggio“, sono previsti: dal 18 al 29 novembre, il clown da strada Stefano Orselli, un mimo di fama nazionale che regalerà  momenti esilaranti con le sue gags e i suoi travestimenti; il 18 e 19 novembre, il 2, 3 e l’8 dicembre, l’atmosfera romantica del Natale sarà sottolineata dal trascinante Coro Gospel, a cura della scuola di “Musica è”; il 25 ed il 26 novembre, arriva il mini show dei dinosauri dove Babbo Natale dovrà riuscire a tenere al guinzaglio un bestione di tirannosauro di oltre tre metri d’altezza, che girerà tra le casette degli elfi; l’8 ed il 9 dicembre il villaggio sarà illuminato dalle magiche farfalle luminose: due abili atlete si alterneranno tra  trampoli ed esibizioni di danza, indossando dei costumi con oltre 500 lucciole luminose in uno spettacolo fatato.

In programma anche “Il Natale a Quattro Zampe”, un evento che ha la finalità di un tetto e una famiglia accogliente a tanti cagnolini abbandonati, attraverso il supporto di varie associazioni animaliste che si occupano di adozione di cani. Previste anche esibizioni di agility, di moving, concorsi per meticci e lo spettacolo della dog dance. Tutti i cani sono ammessi al parco, purchè al guinzaglio o in braccio ai padroni, muniti di paletta; per cani di media e grossa taglia, sarà obbligatoria la museruola.

A disposizione di tutti un’area all’aperto attrezzata con scivoli, arrampicate  e gonfiabili. E’ prevista, inoltre, una nursery con fasciatoio, scalda biberon e acqua calda per i piccolissimi e le loro mamme.

Giuseppe Scarica/ecampania

Capri, prorogati i termini per la presentazione delle offerte per la Cittadella dello Sport

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L’isola di Capri potrebbe diventare la sede di accoglienza per le delegazioni sportive delle Universiadi 2019, che si terranno in Campania. E’ questa la volontà dell’ex sindaco isolano Costantino Federico. A Capri sarà costruita anche una cittadella dello sport, il cui termine per la presentazione delle offerte è stato prorogato fino al 21 dicembre per permettere al comune di avere sotto le mani più progetti. Il termine ultimo precedente era fissato tra 10 giorni.

Gragnano, il comune ottiene un pulmino per i diversamente abili

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Un servizio a favore delle persone diversamente abili. Il comune di Gragnano, in collaborazione con la Città Metropolitana di Napoli ha ottenuto un pulmino che sarà destinato alla mobilità dei disabili, in comodato d’uso. “Un servizio di trasporto che mira a garantire sostegno e integrazione “, come dice il gruppo consiliare Gragnano Hub. La città della pasta è molto attiva sulle tematiche delle Politiche Sociali, infatti è partita anche un’iniziativa per l’assegnazione dei buoni libro per l’anno scolastico 2015-2016, fermi a causa di mancanza di fondi. L’assessorato all’Istruzione, con i vari enti di riferimento è riuscito ad ottenere i fondi necessari per far partire anche questo progetto.

Luca Toni: “Insigne deve giocare, è il più in forma in Italia”

“Non andare al mondiale sarebbe una tragedia sportiva”

Luca Toni ha parlato durante Si Gonfia la Rete in onda su Radio Crc: “I ragazzi sanno l’importanza della gara e con tutto il pubblico si lotterà: andare al mondiale è importante, sarebbe una tragedia sportiva non farlo. Gli italiani tirano fuori sempre qualcosa in più. Anche a noi capitò di partire tra insulti e politici che non ci volevano al mondiale, ma tornammo con le frecce tricolore. Insigne? Devono giocare i più forti e lì gli adatti lo schema. Non può non giocare, è il più informa in Italia e a Napoli fa sfracelli”.

“Il centrosinistra non sa più parlarsi” commenta Federico Geremicca

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“ Il centrosinistra non sa più parlarsi ” commenta Federico Geremicca. “Bersani e D’Alema puntano a ottenere la testa di Renzi e lui lavora per l’obiettivo inseguito sin da quando Bersani e D’Alema erano ancora nel Pd e cioè ridurli all’irrilevanza politica”.

Il centrosinistra che non sa più parlarsi

ROMA – A stringere – e con la speranza che il lettore ci capisca qualcosa – l’estenuante guerra di posizione in corso tra le diverse anime del vecchio centrosinistra potrebbe esser sintetizzata più o meno così.

Bersani e D’Alema puntano a ottenere il risultato non raggiunto quando erano ancora nel Pd, e cioè la testa di Matteo Renzi; e Renzi, d’altro canto, lavora per l’obiettivo cocciutamente inseguito sin da quando Bersani e D’Alema erano ancora nel Pd, e cioè ridurli all’irrilevanza politica.

È evidente che se le cose stanno così – ed è oggettivamente complicato sostenere che stiano in altra maniera – non soltanto il centrosinistra farà molta fatica a trovare un minimo comun denominatore che renda possibile la nascita di una coalizione, ma si prepara ad una campagna elettorale che potrebbe vedere il massimo della conflittualità svilupparsi proprio all’interno dello schieramento che un tempo (e non un secolo fa) andava sotto il nome di Ulivo.

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In un’intervista Pier Ferdinando Casini parla delle crisi bancarie, da Montepaschi agli istituti veneti. Il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta annuncia che convocherà il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, e il capo della Consob, Giuseppe Vegas, ma avverte che “per il futuro bisogna cambiare e mettere fine ai regolamenti di conti. Anche perché non possiamo diventare terreno di conquista della finanza internazionale”. Per Franco Bruni è arrivato il momento di “riscrivere le regole della stabilità”Nel Pd continuano le trattative tra Renzi e le minoranze. Oggi è prevista la Direzione del partito e il segretario punta a trovare l’intesa su un documento condiviso. Ma i problemi sono tanti, a partire dai rapporti con Mdp.

Che la situazione sia messa così, lo conferma – in fondo – l’andamento stesso dell’ennesimo raduno di Campo progressista andato in scena ieri. Infatti, Giuliano Pisapia (sempre più insofferente di fronte all’estenuante braccio di ferro in corso) non ha potuto che ripetere il suo appello per un disarmo bilanciato e bilaterale: a Renzi ha chiesto aperture e passi di lato, che vuol dire affidare ad una figura meno divisiva il compito di federare le forze in campo; a Bersani e D’Alema di non pretendere dal Pd quel che il Pd non può dare, e cioè la sconfessione del suo segretario e un’esplicita abiura di molte delle cose fatte in questi cinque anni di governo.

L’aspetto paradossale del violentissimo scontro in atto è nel fatto che entrambi i contendenti (il Pd a trazione renziana e il neo-partito di Bersani e D’Alema) sanno perfettamente che la guerra aperta non potrà concludersi con un armistizio, e che qualcuno dovrà necessariamente uscirne sconfitto: o Renzi – dichiarando fin da ora la sua rinuncia a Palazzo Chigi – o Mdp, tornando a Canossa e accettando una leadership così contestata da aver addirittura portato alla scissione. Sia l’uno che gli altri, insomma, sanno che lo scontro in atto ha il profilo drammatico dell’«ultima battaglia»: e non sembrano intenzionati a perder l’occasione per assestare il colpo finale.

È per questo che ogni proposta avanzata viene respinta al mittente come insufficiente o irricevibile, tanto che il faticoso confronto in atto ricorda sempre più il famoso «ti piace il presepe?» di «Natale in casa Cupiello», dove il povero Luca, capofamiglia, cambiava e ricambiava la sua composizione, ricevendo dal figlio sempre l’identica risposta: il presepe non mi piace. E sembra esser questa – di fronte alle pur timide aperture di Renzi – la posizione scelta in particolare da Mdp: Matteo Renzi no, qualunque cosa dica e qualunque cosa prometta.

Bersani, D’Alema e Speranza, infatti, non si limitano a chiedere un passo indietro del segretario Pd – cosa già difficile da ottenere – ma pretendono dall’intero Partito democratico la sconfessione dei principali atti di governo di questi ultimi cinque anni, dal Jobs Act alla buona scuola, dalle politiche fiscali ai toni da tenere nei confronti dell’Europa: una piattaforma certo legittima, ma che sembra fatta più per rompere che per cercare un’intesa. La sensazione, insomma, è che Mdp cerchi più la spallata nei confronti di un Renzi (ed un Pd) in chiara difficoltà che un patto per cercare di vincere – o almeno non straperdere – le elezioni.

Molti analisti interpretano questo tira e molla come l’ennesima riedizione del famoso (in politica) gioco del cerino: io propongo una cosa, tu dici di no e allora la responsabilità del futuro disastro ricade su di te e io esco dalla tenzone incolpevole e innocente. Può darsi sia così: ma può darsi anche che, per una volta, il cerino acceso resti nelle mani di entrambi, ustionando tutti e due i contendenti. Onestamente, sarebbe un capolavoro: ma un capolavoro, considerati i toni, tutt’altro che impossibile. Tanto che a un sempre più sconfortato Veltroni non resta che dire: «Fare ora una campagna elettorale in polemica, è aprire un’autostrada alla destra». La cosa inquietante è che sia l’uno che gli altri lo sanno – e da tempo – perfettamente.

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vivicentro/Il centrosinistra che non sa più parlarsi
lastampa/Il centrosinistra che non sa più parlarsi FEDERICO GEREMICCA

Soldi falsi in Campania e in Romania, stamperie anche a Torre Annunziata: 13 arresti e 28 milioni sequestrati

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Soldi falsi in Campania e in Romania, stamperie anche a Torre Annunziata: 13 arresti e 28 milioni sequestrati

Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Napoli e il nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo un provvedimento che dispone misure cautelari personali – emesso dal gip del locale tribunale, su richiesta della procura della Repubblica di Napoli, Dda – nei confronti di 13 persone (otto arresti domiciliari, tre obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e due divieti di dimora), ritenute responsabili a vario titolo, tra l’altro, per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla produzione e alla commercializzazione di banconote contraffatte.

L’operazione di oggi s’inquadra in una più ampia e articolata indagine, iniziata nel 2012 e sviluppata sotto la direzione della Procura della Repubblica di Napoli/Direzione Distrettuale Antimafia, che ha permesso di disvelare la costituzione e la piena operatività di un’organizzazione criminale – ramificata sul territorio nazionale ed europeo, con basi operative in Campania e in Romania – dedita prevalentemente alla falsificazione di banconote di euro contraffatte ed alla loro messa in circolazione nel territorio italiano e dell’Unione Europea.

Nel corso dell’attività investigativa, sono state scoperte 3 stamperie clandestine (di cui una in Romania), complete di macchinari e strumentazione per la produzione di banconote false, sono stati sottoposti a sequestro oltre 28 milioni di euro di banconote contraffatte (in specie, 939.775 banconote contraffatte da 10, 20 e 50 euro) e sono stati tratti in arresto in flagranza di reato 13 responsabili. I sofisticati macchinari off set sequestrati nelle stamperie si sono dimostrati altamente performanti e gli accertamenti effettuati sulle banconote hanno permesso di constatarne la pregevole fattura, in grado di ingannare facilmente chiunque ne fosse venuto in possesso.

La compagine delinquenziale ruotava attorno alle figure di Giuseppe Angellotti (64 anni), di Marano di Napoli, e Giovanni Capasso Giovanni (59 anni), di Casoria, che avvalendosi di una decennale esperienza nel settore, hanno allestito stamperie clandestine per la produzione di banconote contraffatte Euro contraffatte sia in Italia (Torre Annunziata) che all’estero (Romania). Per la predisposizione degli opifici abusivi, l’organizzazione si è avvalsa del contributo essenziale di Aniello Rivieccio (67 anni) e del figlio Michele (38 anni) di Torre del Greco, esperti manutentori di macchinari tipografici professionali (unitamente a Sergio Gargiulo, 61 anni, di Santa Maria Capua Vetere) nonché di appoggi logistici garantiti dalla complicità di Antonio Carillo (46 anni) e della famiglia Visiello (Gennaro, 71 anni e i figli Michele, 47 e Santo, 42), tutti di Torre Annunziata e anche finanziatori delle operazioni illecite). Il ruolo di intermediario per lo smercio della valuta contraffatta era svolto invece da Felice Izzo, 51 anni, di Torre Annunziata, che si prodigava nel procacciare clienti interessati nell’acquisto delle banconote falsificate tra i quali spiccavano le posizioni dei fratelli Cante, Enrico (49 anni) e Domenico (52 anni) entrambi di Giugliano in Campania.

Il modus operandi utilizzato dalla consorteria criminale consisteva nell’individuare immobili commerciali riconducibili a soggetti privi di pregiudizi penali specifici per contraffazione di banconote che davano la loro disponibilità a modificare strutturalmente i locali, ricavando al loro interno aree opportunamente occultate grazie alla predisposizione di pareti amovibili. Una volta impiantato in tutta sicurezza l’opificio clandestino, attraverso la messa in funzione dei relativi macchinari (prevalentemente macchine da stampa offset professionali), l’organizzazione iniziava la produzione di banconote contraffatte per un brevissimo lasso temporale (circa 10/15 giorni nell’arco dei quali potevano stampare oltre 15 milioni di euro falsi) per poi interrompere le operazioni e, in taluni casi, trasferire del tutto le illecite attività in altri luoghi già preventivamente individuati. Il sodalizio criminale si era evoluto stringendo accordi con soggetti italiani (di origine campana) residenti in Romania, titolari di regolari attività tipografiche in quello Stato, delocalizzando la produzione di banconote contraffatte in territorio estero ed utilizzando le medesime strategie operative legate all’occultamento dei macchinari.

Proprio in quest’ultimo Paese (in particolare, nella città di Oradea) – ove, per garantire l’alta qualità della falsificazione, si sono trasferiti gli esperti tipografi napoletani, Capasso e Angellotti, per oltre sei mesi – a seguito di un’attività di osservazione transfrontaliera effettuata da militari della Guardia di Finanza, con la collaborazione della polizia nazionale della Romania, stimolata dai servizi di cooperazione Interpol ed Europol, è stato individuato l’opificio riconducibile al gruppo criminale campano. Dopo le conferme pervenute da sequestri operati in Italia a carico di taluni corrieri di valuta contraffatta veniva dato l’input all’organo collaterale della Romania per eseguire la perquisizione nel sito precedentemente individuato, nel corso della quale venivano rinvenuti oltre 13 milioni di euro in banconote false da 50 euro pronte per inondare il mercato europeo. La consorteria, benché avesse come “core business” la falsificazione monetaria, non disdegnava il compimento di altri reati, come ad esempio la detenzione illegale di armi, la contraffazione delle tessere personali di riconoscimento delle Forze dell’Ordine, nonché la falsificazione di passaporti e permessi di soggiorno.

/Il Mattino

Gragnano, polemiche dopo l’ondata di maltempo: l’opposizione contro il sindaco!

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Gragnano, polemiche dopo l’ondata di maltempo: l’opposizione contro il sindaco!

Non si placano le polemiche all’indomani dell’ondata di maltempo che ha messo in ginocchio la città della pasta con fiumi di fango e detriti. Dai banchi dell’opposizione i consiglieri Silvana Somma, Salvatore Castrignano e Patrizio Mascolo, infatti, hanno firmato un’interrogazione al sindaco  lamentando l’assenza della Protezione Civile nei punti di maggiore necessità. “Nella notte tra il 5 e il 6 novembre – scrivono – il territorio cittadino veniva funestato da rilevanti precipitazioni piovose, che provocavano il traboccamento del fiume Vernotico con conseguente blocco della circolazione, specie nel centro cittadino, e rilevanti danni a cose. Sin dalle prime ore dell’alba – continuano – si registrava la presenza attiva degli agenti della locale polizia municipale e dei carabinieri della stazione di Gragnano. Gli stessi, unitamente a diversi volontari, si sono adoperati per l’intera giornata nelle operazioni di ripristino, messa in sicurezza c pulizia delle strade. Inopinatamente si è registrata l’ingiustificata assenza degli uomini e mezzi della Protezione civile, costringendo i valorosi operati impegnati a fare ricorso all’ausilio dei volontari di altri Comuni”.

Renzi punta a trovare l’intesa su un documento condiviso

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Nel Pd continuano le trattative tra Renzi e le minoranze. Oggi è prevista la Direzione del partito e il segretario punta a trovare l’intesa su un documento condiviso. Ma i problemi sono tanti, a partire dai rapporti con Mdp. Il centrosinistra non sa più parlarsi” commenta Federico Geremicca. “Bersani e D’Alema puntano a ottenere la testa di Renzi e lui lavora per l’obiettivo inseguito sin da quando Bersani e D’Alema erano ancora nel Pd e cioè ridurli all’irrilevanza politica”.

L’ultima offerta renziana per un documento condiviso

Oggi la Direzione. Il segretario: con Mdp governiamo già nelle regioni

ROMA – C’è un’idea a cui ieri, alla vigilia della direzione Pd, gli emissari renziani stavano lavorando. Riuscire a evitare che le minoranze presentino ordini del giorno per convergere tutti su un documento condiviso, un testo da scrivere oggi concordandolo alla virgola, che dichiari una disponibilità al confronto con tutte le forze di sinistra. Dopo giorni di discussioni sulle alleanze e sulla reale volontà del segretario Renzi di lavorare a una coalizione, al dunque di una direzione che dovrà discutere di quello oltre che della débâcle siciliana e del tema dei vitalizi, il tentativo tra chi guida Largo del Nazareno è quello di restituire all’uscita dalla riunione l’immagine di un Pd compatto.

Operazione non facile, come sa chi ci sta lavorando. Quella di costruire un documento tutti insieme è solo un’ipotesi: talvolta, le direzioni dem si chiudono con un voto sulla relazione del segretario, talaltra con un voto su un testo. Ma sul discorso di Renzi nessuno ha possibilità di mettere le mani: per quanto aperturiste, il rischio è che alle minoranze le sue parole non bastino. Per questo circola l’idea di un testo ulteriore che, rispettando lo spirito del segretario, possa trovare gli accenti giusti per accontentare tutti e evitare divisioni che, sebbene ininfluenti sul piano dei numeri (Renzi ha una maggioranza schiacciante), restituirebbero l’immagine di un partito diviso.

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In un’intervista Pier Ferdinando Casini parla delle crisi bancarie, da Montepaschi agli istituti veneti. Il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta annuncia che convocherà il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, e il capo della Consob, Giuseppe Vegas, ma avverte che “per il futuro bisogna cambiare e mettere fine ai regolamenti di conti. Anche perché non possiamo diventare terreno di conquista della finanza internazionale”. Per Franco Bruni è arrivato il momento di “riscrivere le regole della stabilità”.

Ammesso che questo possa bastare, perché la discontinuità che una parte del partito chiede è nei contenuti, dall’occupazione giovanile ai ticket sanitari fino allo spinoso argomento dell’articolo 18. E Renzi non ha nessuna intenzione di pronunciare abiure e cambiare rotta su quanto fatto negli anni di governo, anzi: dal Jobs act («ne farei un altro», ripete a ogni piè sospinto) al lavoro di Minniti sull’immigrazione alla flessibilità strappata all’Europa, quello che per una parte del partito è da rivedere, per lui sono ottimi risultati da rivendicare, «abbiamo salvato l’Italia», è quello che lui pensa.

Quello su cui cercherà il consenso delle sue opposizioni interne, forte dell’appello di ieri di un padre nobile come Veltroni, è l’impegno sulla coalizione. «Ci stiamo sinceramente lavorando», insiste, guardando al centro ma anche a sinistra. Giovedì sera, ospite a cena del maestro Riccardo Muti a Ravenna insieme a Dario Franceschini, l’ha messa così: «Mdp è un partito nato contro di me, ma abbiamo comunque il dovere di provare a stare insieme». Il fatto è che molti, nel partito e fuori, sono convinti che si tratti solo del gioco del cerino, una disponibilità generica e inconcludente, per arrivare a un nulla di fatto potendo incolpare gli altri del naufragio. Nel suo discorso proverà a convincerli della buona fede e della possibilità di stare insieme ragionando su come, anche dopo la scissione, in quattordici Regioni e migliaia di Comuni Pd e Mdp continuino a governare insieme.

Prima della direzione, il segretario avrà un incontro con Emma Bonino, Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova, reso noto e fissato proprio a ridosso dell’incontro di partito come a dimostrare la buona volontà di parlare con tutti. Il leader della minoranza Andrea Orlando da giorni chiede però un atto concreto anche verso Mdp: per questo oggi dalla minoranza si aspettano che il segretario si sbilanci a indicare una delegazione, o dei tempi certi per sedersi a un tavolo con gli scissionisti. Anche se in privato confessa di avere molti dubbi sulla reale volontà di tutta la sinistra di trovare un accordo, proverà a rassicurare il partito della sua volontà di provarci.

«L’importante è iniziare presto a ragionare sui contenuti: ogni giorno in cui parliamo di tatticismi elettorali e non di problemi reali perdiamo consenso», ha ripetuto in questi giorni ai suoi. Da qui la volontà di uscire oggi dalla riunione in modo unitario, per imprimere più forza alla proposta. E per evitare che, fuori dal Pd, si possa giocare sulle divisioni interne del partito.

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lastampa/L’ultima offerta renziana per un documento condiviso FRANCESCA SCHIANCHI

Castellammare di Stabia, Gori: sospensione erogazione idrica. Le zone interessate e gli orari

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Castellammare di Stabia, Gori: sospensione erogazione idrica. Le zone interessate e gli orari

GORI comunica che per lavori programmati è programmata la sospensione dell’erogazione idrica dalle 13:30 alle 14:30 di lunedì 13 novembre 2017, nelle seguenti zone del comune di Castellammare di Stabia:

Tutta la zona del Parco Imperiale

Insigne, parla il fratello: “Mio fratello non è tipo da farsi sopraffare dalla tensione”

Insigne, parla il fratello: ” Mio fratello non è tipo da farsi sopraffare dalla tensione”

Antonio Insigne, fratello di Lorenzo, anch’egli calciatore, con trascorsi con Fondi ed Arzanese, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport: “Faremo innanzitutto il tifo per l’Italia. Certo, siamo orgogliosi del fatto che Lorenzo stia ricevendo attestati di stima da parte dei tifosi di tutte le squadre. Avvertire la fiducia della gente per lui è fondamentale. Mio fratello non è tipo da farsi sopraffare dalla tensione. Lui deve solo giocare come sa. Glielo scriverò anche nel messaggio che gli manderò prima della partita”

La Campania rompe gli schemi: per la prima volta batte la Toscana per il boom di visitatori

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La Campania rompe tutti gli schemi battendo la Toscana per il gran numero di visite a musei e zone archeologiche. È un risultato storico, merito soprattutto dell’attrattiva che esercitano Pompei, Capodimonte, Museo Archeologico di Napoli e Reggia di Caserta.

Sono i numeri a parlare: la Campania si posiziona al secondo posto, subito dopo il Lazio ancora egemone senza rivali, con più di 8 milioni di visitatori. Rispetto al 2013 c’è stato un incremento del +32,6% di turisti, e oltre 41,7 milioni di euro di introiti rispetto ai 28,7 di quattro anni fa.

Italia, Jorginho si candida per una maglia da titolare

Italia, Jorginho si candida per una maglia da titolare

Se Insigne sembrerebbe sempre più destinato a riscaldare anche questa sera la panchina, l’altro azzurro, invece, Jorginho, si candida per una maglia da titolare. Infatti l’oriundo, vista la squalifica di Verratti e la probabile esclusione di De Rossi, avrà, molto probabilmente, le chiavi della regia azzurra, con ai propri fianchi Florenzi e Parolo. In avanti, anticipa Sky, si potrebbe vedere addirittura titolare un altro che a Castel Volturno conoscono molto bene; parliamo di Manolo Gabbiadini.

Parcheggiatore abusivo aggredisce e minaccia ausiliare del traffico: “Fatti i fatti tuoi, altrimenti…”

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Parcheggiatore abusivo aggredisce e minaccia ausiliare del traffico: “Vattene, altrimenti non puoi essere tranquillo a casa tua”

Un parcheggiatore abusivo ha aggredito e minacciato un ausiliario del traffico perché non doveva multare i suoi clienti. È avvenuto a Napoli, in piazza San Francesco di Paola dove i carabinieri lo hanno arrestato.

Secondo quanto ricostruito dai militari, intervenuti grazie ad una richiesta di aiuto al 112, l’ausiliario stava provvedendo a fare delle multe quando è stato strattonato e minacciato dall’abusivo – «Fatti i fatti tuoi e vattene da un’altra parte!» – per convincerlo a non multare le automobili che stavano sotto la sua custodia.

L’ausiliario ha continuato nel suo lavoro e il parcheggiatore ha ulteriormente alzato il tono delle minacce intimandogli di non scrivere nulla altrimenti lo «avrebbe mandato a prendere a casa». L’ausiliario ha però raccontato tutto ai carabinieri che hanno arrestato Giovanni Giunto, già noto alle forze dell’ordine e accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.

/il Mattino

Per Franco Bruni è arrivato il momento di “riscrivere le regole della stabilità”

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Se Casini afferma: “Basta regolamenti di conti sulle banche” Franco Bruni, nel suo editoriale, afferma che è arrivato il momento di “riscrivere le regole della stabilità”

Intanto nel Pd continuano le trattative tra Renzi e le minoranze. Oggi è prevista la Direzione del partito e il segretario punta a trovare l’intesa su un documento condiviso. Ma i problemi sono tanti, a partire dai rapporti con Mdp. Il centrosinistra non sa più parlarsi” commenta Federico Geremicca. “Bersani e D’Alema puntano a ottenere la testa di Renzi e lui lavora per l’obiettivo inseguito sin da quando Bersani e D’Alema erano ancora nel Pd e cioè ridurli all’irrilevanza politica”.

Riscrivere le regole della stabilità

Varare la Commissione sulle banche a fine legislatura, fra litigi e polemiche elettorali, in un Parlamento diviso su questioni istituzionali di fondo, è stato prendere un rischio grave. Ancor più farlo alla scadenza del governatore della Banca d’Italia, alla quale la politica non ha saputo prepararsi per tempo.

Ma a correr rischi a volte si guadagna. Se la presidenza saprà guidarla senza soffocarla, qualche utilità potrebbe uscirne. Essenziale è lavorare «non per regolare i conti del passato, ma per aiutare l’economia italiana del futuro», come dice l’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nella sua lettera a La Stampa e come lui stesso avrebbe dovuto tener sempre più presente.

La politica e il potere legislativo possono contribuire alla vigilanza sulla correttezza e la stabilità degli intermediari e dei mercati finanziari. Sono questioni tecnicamente complesse, soprattutto dopo che la globalizzazione finanziaria le ha rese radicalmente internazionali e in rapida evoluzione.

La complessità tecnica rende delicato il rapporto fra politica e burocrazia. Perché la prima tenga bene il suo ruolo deve fare con rigore i suoi compiti ma lasciare alle burocrazie autonomia e responsabilità.

Compito del legislativo, in gran parte del mondo avanzato, è essere sede regolare (al di là di commissioni d’inchiesta estemporanee) e competente dove i controllori della moneta e del credito vengono a render conto dei modi con cui stanno perseguendo, con indipendenza, gli obiettivi loro assegnati. L’organizzazione e l’attrezzatura del Parlamento italiano sono adeguate a questi fini? Andremo a eleggere un numero sufficiente di parlamentari con la competenza, dedizione, serietà e l’esperienza adatte per costituire commissioni e gruppi di lavoro con questo compito? Che sappiano porre le domande giuste, anticipando i problemi e aiutando i controllori del credito a individuarli?

La resa dei conti alla politica delle autorità creditizie è delicato anche per il contrasto che si può sviluppare fra la loro trasparenza e la stabilità finanziaria. Raccontare i guai delle banche alla politica può diffondere panico e aggravare i guai. Ma l’esperienza internazionale e le riflessioni di chi ha studiato da tempo queste cose suggeriscono come superare anche questo problema. Si tratta di verificare ed eventualmente integrare e correggere quel che avviene in Italia.

Il rapporto fra politica e autorità monetarie e finanziarie può andare molto oltre. Il concetto stesso di stabilità finanziaria è oggi da definire meglio, in tutto il mondo. Una volta, per esempio, significava che nessuna banca dovesse mai «fallire», che cambi, tassi e borse dovessero variare solo molto gradualmente. Oggi non è più così. Vanno ridefiniti gli stessi obiettivi delle autorità di controllo. Nonostante la difficoltà tecnica, questo è compito della politica. Anche il Parlamento italiano può contribuire: basta che sappia articolare il suo lavoro con quello del governo e, anche per suo tramite, partecipare alle sedi europee e internazionali dove solamente ha senso prendere decisioni in proposito. Non sono materie dove funziona la democrazia diretta e la politica chilometro-zero.

Il Parlamento europeo, discutendo con la Bce sul trattamento delle sofferenze bancarie, ha appena incontrato un’atra questione: fino a che punto chi vigila sulle banche può e deve esimersi dal dettare loro regole? Non è facile rispondere: è vero che le regole le fissa la politica ma chi ne vigila l’applicazione non può esimersi da aggiungere dettagli che il legislatore non riesce neanche a immaginare. Questa zona grigia fra regolamentazione e vigilanza va affrontata con impegno e senza ricerca di polemiche appariscenti.

E così via. Basti pensare che, con l’euro e l’unione bancaria europea, il ruolo di Banca d’Italia è mutato radicalmente. Riconsiderarne governance e organizzazione non è peccato di lesa maestà, anzi. Ma va fatto col dovuto anticipo, con cautela, competenza, concordia istituzionale e concertazione europea.

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lastampa/Riscrivere le regole della stabilità FRANCO BRUNI

Juve Stabia, non solo calcio: Bacci e Nava al Palamangano!

Juve Stabia, non solo calcio: Bacci e Nava al Palamangano!

Non solo calcio in casa Juve Stabia. Infatti ieri pomeriggio al Palamangano di Scafati, dove la Givova, nel suo fortino, si è sbarazzata in maniera convincente di Agrigento, erano presenti il numero 1 stabiese Alessandro Bacci e l’esterno classe ’94 Valerio Nava. I due, come confermato anche dalle loro immagini sui social, sembrerebbero grandi appassionati della palla a spicchi.

A cura di Giovanni Donnarumma

Juve Stabia, da dicembre si torna alla domenica: ecco date e orari dalla 17ª alla 27ª

Juve Stabia, da dicembre si torna alla domenica: ecco date e orari dalla 17ª alla 27ª

Sono stati definiti dalla Lega Italiana Calcio Professionistico gli orari e le date delle gare del campionato di Serie C 2017-2018 dalla 17ª alla 27ª giornata. Ricordiamo che gli orari o le date possono essere soggetti a variazioni su disposizione della Lega Pro per esigenze televisive. Di seguito riportiamo gli appuntamenti delle vespe:

Domenica 3 dicembre – 17ª giornata
JUVE STABIA-CASERTANA, ore 20.30

Domenica 10 dicembre – 18ª giornata
SIRACUSA-JUVE STABIA, ore 16.30

Domenica 17 dicembre – 19ª giornata
JUVE STABIA-REGGINA, ore 16.30

Sabato 23 dicembre – 20ª giornata
JUVE STABIA-FIDELIS ANDRIA, ore 16.30

Sabato 30 dicembre – 21ª giornata
Riposa: JUVE STABIA

Domenica 21 gennaio – 22ª giornata
JUVE STABIA-CATANZARO, ore 16.30

Domenica 28 gennaio – 23ª giornata
TRAPANI-JUVE STABIA, ore 16.30

Domenica 4 febbraio – 24ª giornata
JUVE STABIA-PAGANESE, ore 20.30

Domenica 11 febbraio – 25ª giornata
RACING FONDI-JUVE STABIA, ore 20.30

Domenica 18 febbraio – 26ª giornata
JUVE STABIA-BISCEGLIE, ore 16.30

Domenica 25 febbraio – 27ª giornata
LECCE-JUVE STABIA, ore 20.30