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OSTIA: una campagna elettorale desolante lascia a casa due terzi degli elettori

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A commento delle elezioni amministrative ad Ostia che premiano i grillini  e la candidata della Raggi (Giuliana Di Pillo) che vince con il 60%, Francesco Bei, nel suo editoriale su La Stampa, scrive “il quadro della campagna elettorale è stato desolante e non stupisce che due terzi degli elettori se ne siano rimasti a casa”.

Il deserto di Ostia salva la Raggi

ROMA – Con un sonoro 60 a 40 Giuliana Di Pillo, candidata del M5S, ha vinto su Monica Picca, sostenuta dal centrodestra. Dopo due anni di commissariamento per mafia, uno dei municipi più popolosi della capitale – il mare di Roma – finalmente torna alla normalità democratica. O almeno così si spera visto che la campagna elettorale è stata un vero campionario di orrori e accuse reciproche. Qualche flash? Il candidato di Casapound fotografato con il picchiatore della famiglia Spada, lo stesso Spada che tempo prima inneggiava ad Alessandro Di Battista, con grande sdegno del Pd. Quel Pd che annoverava nei suoi ranghi l’ultimo presidente eletto di Ostia, agli arresti per l’inchiesta su Mafia Capitale. E un altro Spada, cugino del picchiatore, finito in una foto a braccetto con Giorgia Meloni. Poi ovviamente le aggressioni ai giornalisti, le marce, i seggi militarizzati. E la presidente dell’Antimafia che, a poche ore dall’apertura delle urne, già preannuncia inchieste per voto di scambio. Ecco, il quadro è questo ed è desolante. Non stupisce che due terzi degli elettori se ne siano rimasti a casa.

Ma se queste considerazioni riguardano più che altro i poveri abitanti di Ostia, alle prese da questa mattina con i problemi di sempre (chissà quanti di loro ricorderanno quei cento folli giorni di Pannella presidente al principio dei Novanta, quando sembrava davvero che una rinascita fosse possibile) non è inutile provare a trarre qualche lezione nazionale dal ballottaggio di ieri.

La candidata sconfitta del centrodestra, Monica Picca, appartiene infatti a Fratelli d’Italia ed era sostenuta da Berlusconi e Salvini. Dunque lo schema di gioco è stato identico a quello siciliano: un candidato di destra-destra, sostenuto in un ruolo ancillare dai moderati, contro un candidato grillino. A populista, populista e mezzo. Un format vincente a Palermo e comunque in partita fino all’ultimo a Ostia, in contesti molto diversi tra loro e con sistemi elettorali diversissimi. Sarà dunque questo quello che ci aspetta per la campagna elettorale nazionale? Ovviamente azzardare paragoni è improprio, la legge elettorale appena approvata non prevede candidati premier. Inoltre il centrosinistra, che in Sicilia si presentava debolissimo, per le Politiche sarà riuscito a mettere in piedi un’alleanza «da Casini a Pisapia». Quello che si può dire è che a Ostia gli elettori di centrosinistra con il secondo turno hanno scelto la candidata meno distante, nonostante gli appelli al non voto lanciati dal Pd. Per un cinquestelle è più facile attrarre voti da sinistra se lo sfidante dall’altra parte è di destra-destra. Ma alle Politiche non ci sarà questo vantaggio, il turno è unico.

L’altra considerazione riguarda la vittoria di Giuliana Di Pillo. Un anno e mezzo fa il Movimento cinque stelle a Ostia non si limitò a vincere: dilagò con un 43,6% al primo turno (contro il 35,2% preso a Roma città) e uno stellare 76,1 al ballottaggio. È chiaro che Virginia Raggi attendeva il voto di ieri come un esame sui suoi 17 mesi da prima cittadina. Ma soprattutto lo attendevano con preoccupazione crescente i vertici dei Cinque Stelle, non a caso fermi nell’imporre alla arcinemica Lombardi una tregua nelle ostilità. E decisi a schierare tutta la prima linea, a partire dal riempi-piazze Di Battista, nella battaglia per la vittoria. Il movimento romano compatto e schierato, il movimento nazionale in supporto, la giunta capitolina in soccorso. Lo sforzo ha prodotto un buon risultato, offuscato soltanto dall’astensionismo record. Può tirare un sospiro di sollievo Virginia Raggi, ma soprattutto può gioire Luigi Di Maio. La vittoria sul litorale laziale gli consente di scrollarsi di dosso la polvere della sconfitta siciliana, la prima battuta d’arresto da quando è stato incoronato a Rimini capo e candidato premier del Movimento. Di Maio può rifiatare, adesso da qui alle Politiche non ci saranno altre prove elettorali per interposta persona.

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lastampa/Il deserto di Ostia salva la Raggi FRANCESCO BEI

Tragico incidente sulla provinciale salernitana: muore un 49enne, in gravi condizioni una donna e un ragazzo

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Non ce l’ha fatta Antonio Locuratolo, muore a 49 anni in seguito all’incidente avvenuto ieri in via Volevano, tra Battipaglia ed Olevano. L’uomo originario di Eboli era alla guida della sua Yaris in compagnia di una donna, quando si è scontrato con una Skoda di un ragazzo.

Antonio Locuratolo è morto sul colpo, la donna e il ragazzo adesso sono ricoverati in ospedale e versano in condizioni critiche.

Sul posto sono giunti, oltre l’ambulanza del 118, anche i carabinieri per ricostruire la dinamica del sinistro.

Gragnano, conducente di autobus accoltellato

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Conducente di bus accoltellato per un biglietto

La domenica di ieri, verso le 13.30, per il conducente di un autobus di linea si è trattato di tutto, tranne che di un giorno di riposo.

Dopo aver chiesto a un passeggero, di mostrargli il biglietto, il conducente è stato colpito da una coltellata sferrata proprio da quest’ultimo. Il conduntende del bus, in seguito all’aggressione è stato ricoverato in prognosi riservata, mentre l’assalitore, Ciro Donnarumma, un gragnanese di 54 anni, già schedato dalla polizia, è stato arrestato dai carabinieri per lesioni gravi.

A quanto pare Donnarumma era sprovvisto di biglietto e si rifiutava di pagare la quota per la corsa, e mentre gli altri passeggeri tentavano di sedare lo scontro e far ripartire il bus, offrendosi anche di pagare il biglietto a Donnarumma, quest’ultimo continuava a inveire contro il conducente, che senza essersene reso conto è stato colpito al torace da Donnarumma.
Come riporta Il Matino di Napoli

Napoli, alla Mostra d’Oltremare arriva il PharmExpo!

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Il salone dell’industria farmaceutica arriva a Napoli!

Dal 24 al 26 Novembre la Mostra d’Oltremare ospiterà la decima edizione del PharmExpo.

Il PharmExpo racchiude tutto il mondo della Farmacia in un unico salone capace di mettere in contatto farmacisti, medici ed operatori con le aziende del settore.

Napoli, 43 arresti contro il clan Lo Russo e i suoi affiliati

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43 arresti a carico dei membri del clan Lo Russo e dei suoi affiliati. Una maxi operazione della polizia e dei carabinieri ha ripulito Napoli Nord, con un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei responsabili accusati di reati di vario titolo, come riporta il Mattino.it

Carabinieri e polizia stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Napoli a carico di 43 persone ritenute responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso e di reati aggravati dall’art. 7 della Legge “Falcone” che vanno dall’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, alla detenzione e spaccio di droga e alla detenzione e porto di armi, comuni e da guerra.

Nel corso delle indagini operate su due filoni investigativi convergenti, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, sono state messe in luce le attività del clan camorristico dei “Lo Russo” operante in tutta l’area Nord del capoluogo campano e sono state accertate le responsabilità degli affiliati al clan “dei capitoni” in ordine al traffico e spaccio di stupefacenti e individuati narcotrafficanti che operavano sfruttando canali di fornitura esteri.

Identificati gli spacciatori al dettaglio di cocaina, eroina, marijuana e hashish nei quartieri di Miano, Piscinola, Marianella e Chiaiano e nel rione Don Guanella e documentati alcune centinaia di episodi di spaccio; sequestrato l’arsenale del clan, con il rinvenimento nella disponibilità degli affiliati di un fucile mitragliatore kalashnikov, 5 fucili e 6 pistole, 3 giubbotti antiproiettile e centinaia di munizioni.

Castellammare, auto impazzita travolge ambulante a via Roma

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Sfiorata tragedia a via Roma

Ieri sera a Castellammare di Stabia , in via Roma, un’automobile impazzita è finita nella saracinesca di un negozio, dopo aver quasi investito un venditore ambulante.

L’auto incriminata era una smart di colore blu, alla cui guida vi era una donna che proveniva da via Amato e colta da un malore, ha proseguito all’incrocio con la centralissima arteria stradale stabiese non riuscendo a svoltare alla propria sinistra.

Per fortuna in quel frangente non è transitata nessuna autovettura proveniente da Piazza Spartaco e l’ambulante travolto se l’è cavata con un forte shock oltre a qualche danno alla bancarella che è solito allestire proprio in quel tratto che fa angolo con Piazza Matteotti.

Distrutta invece la saracinesca del negozio attualmente chiuso perché in vendita. Entrambi i protagonisti della vicenda sono stati trasportati presso l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia per accertamenti.

Voto amministrativo: Ostia ai Cinquestelle

Grazie a una forte astensione nelle urne, il voto amministrativo ad Ostia premia i grillini a dispetto del centrodestra. La candidata della Raggi (Giuliana Di Pillo) vince con il 60%. Come scrive Francesco Bei “il quadro della campagna elettorale è stato desolante e non stupisce che due terzi degli elettori se ne siano rimasti a casa”.

Nelle urne deserte di Ostia trionfa il M5S

La candidata della Raggi vince con il 60%, centrodestra al 40. Ma due su tre restano a casa

ROMA – Se c’è una morale da trarre dal voto di Ostia è che dopo un anno e mezzo di Virginia Raggi al governo di Roma, sul litorale della Capitale hanno ancora fiducia nel M5S. Così dicono le urne: la grillina Giuliana Di Pillo è la presidente del X Municipio con il 60% di voti, contro il 40% della sfidante Monica Picca, figlia di Fratelli d’Italia ma apparentata con quasi tutto il centrodestra.

Le urne però dicono anche altro: l’affluenza si inchioda al 33,6%, 62 mila persone in tutto, 4 mila 600 in meno rispetto al primo turno. In pratica due elettori su tre sono rimasti a casa. E dunque per i grillini è sì una rivincita dopo l’amarezza siciliana, una sconfitta che aveva il sapore del successo, ma come è avvenuto sull’isola a trionfare è il Signor Astenuto. A nulla è valsa la campagna per la partecipazione lanciata dal M5S, che più di altri viveva la gravità politica dell’elezione municipale. È il primo voto romano da quando Raggi è al Campidoglio, ed è il secondo tavolo da gioco a cui il M5S siede avendo come unico avversario il centrodestra. Prima è stata la Sicilia, ora Ostia, domani potrebbe essere l’Italia. Nel X Municipio il centrosinistra è uscito incenerito e si è diviso tra l’invito ad andare in spiaggia (il Pd) e chi, la sinistra, ha preferito turarsi il naso pur di non offrire una spiaggia alla destra. È a questo schema, frutto delle imprevedibili dinamiche al ballottaggio, che il candidato premier Luigi Di Maio dovrà mostrare attenzione in vista delle future e tanto vagheggiate «convergenze». Sempre che davvero i 5 Stelle vogliano ragionare attorno a un programma su cui chiedere una mano in Parlamento in caso di vittoria.

Ma c’è un prima e c’è un dopo per raccontare il voto di Ostia. Il prima: Ostia è un municipio di Roma, grosso quanto una città media certo, con oltre duecentomila abitanti, commissariato dopo l’inchiesta di Mafia Capitale, ma pur sempre un municipio, e ne avremmo parlato per quello che è se non fosse successo qualcosa che ha segnato fatalmente il voto. Il dopo: a Ostia Roberto Spada, membro dell’omonimo clan, tira una testata a un giornalista Rai, la ferita del cronista squarcia la cortina che nonostante inchieste e arresti avvolgeva il litorale. Ostia diventa un caso nazionale, un pezzo d’Italia imprigionato dal familismo mafioso, di gente che urla ai carabinieri di lasciare andare Robertino, e che dice «leccaculo» ai giornalisti.

Il risultato è la gente a sfilare di fronte a 400 agenti in più, convocati per presidiare i seggi dopo settimane di violenze e minacce, e Ostia ridotta al buco nero di tutto il Paese, dove innanzitutto sprofonda la fiducia nella politica. Ma in questa lettura del litorale romano come sineddoche dell’Italia, c’è un altro protagonista, che ha trascinato i riflettori su un fenomeno che sembrava non sfondare tra i nostri confini. Il successo di Casa Pound, che qui ha preso il 9%, ha offerto una ribalta ai neofascisti e l’occasione di poter gestire un bottino di voti. Numeri che conoscevano bene in Campidoglio, dove il riversamento delle preferenze dalla destra estrema alla candidata di FdI è stato vissuto come una possibilità concreta. Saranno i flussi a dire se alla fine non è stato così. Ostia è la vetrina dal mare della Capitale, finita in mano ai clan Fasciani, Triassi e Spada. Oggi finisce il commissariamento iniziato due anni fa dopo la caduta del minisindaco Pd Andrea Tassone, arrestato e condannato a cinque anni: ovunque si sente l’odore della salsedine ma anche quello della rassegnazione.

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vivicentro/Voto amministrativo: Ostia ai Cinquestelle
lastampa/Nelle urne deserte di Ostia trionfa il M5S ILARIO LOMBARDO

Arriva la Card del centro commerciale delle acque. Ecco come e quando richiederla!

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Dal giorno 20 Novembre 2017 sarà possibile richiedere la Shopping Card del Centro Naturale  Città delle Acque.

La Card potrà essere richiesta presso gli esercizi commerciali aderenti all’iniziativa. Ad ogni acquisto verranno caricati dei punti che andranno a valorizzare le spese future.

Benacquista Latina vs Givova Scafati: la Pagella della Givova di Mario Di Capua

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Benacquista Latina vs Givova Scafati: Partita che nel calcio sarebbe stata da pari, con un tempo (ovvero due quarti) per parte ma che la Givova perde malamente.

Miles 18 punti (6/12 da 2, 0/3 da 3, 4 assist) voto 5,5
Quando il giocatore che può trascinare la squadra da leader ma soprattutto per il pedigree, inizia a giocare solo sotto di 20 punti, e poi nel finale sbaglia un libero decisivo, oltre a non segnare negli utlimi 9 minuti. La rimonta è merito anche e soprattutto suo, ma con un Miles appena sufficiente ma con continuità, Scafati potrebbe essere a punteggio pieno, e invece arriva la terza sconfitta su 8 gare.

Spizzichini 6 (3/4, 0/2) voto 5
Lui è uno che ha le stimmate da vincente e da leader, ma gli ultimi 80 secondi di partita sono la fotografia precisa della partita di Scafati. Segna il +4 che sembra decisivo, con convinzione, ma poi fa sfondamento regalando nell’ultima azione offensiva dei suoi. E poi il peccato più grande, Lagana segna da 8 metri, si, ma senza marcatore, e forse, lo doveva tenere proprio lui, che marcandolo nel momento della rimonta lo aveva fermato bene.

Ranuzzi 14 (3/5, 2/3, 6 rimbalzi, 1 recupero e 18 di valutazione) voto 7
In pochi si spiegano il perché continua a giocare meno (in media stagionale) di un inconsistente Santiangeli. In 25 minuti (pochi per come stava giocando!) fa quello che altri, vedi soprattutto gli spocchiosi Usa, non fanno, ovvero segnare nei primi minuti, avere una certa continuità, e segnare i canestri importanti anche per la rimonta. Il migliore insieme a Romeo.

Crow 7 (2/3, 1/5) voto 5
E’ vero, segna 5 punti che svegliano la squadra, ma è troppo poco in 20’ in campo, da capitano, per garantirgli sempre un posto in quintetto. Bisogna capire cosa fare perché è vero che è un 4 tattico, ma sembra non tenere nel ruolo nessun altro 4 tattico in velocità, e neanche le guardie più piazzate fisicamente, come peso sotto canestro. Il 20% da 3, con errori in tiri nelle sue corde, fa capire come non sia decisivo come ci si augurava.

Sherrod 14 (6/12, 12 rimbalzi, 10 falli subiti) voto 4,5
Per lui praticamente una tripla doppia, ma anche per lui, come per Miles e Spizzichini, una partita da incompiuto perché quando l’Inter rimonta è fenomenale, ma nei primi 14’ è un fantasma, e nel finale manca dei canestri decisivi, sbaglia 2 tiri liberi a 48’’ dalla fine e riesce anche a perdere il rimbalzo della vittoria. In poche parole è da 8 nella parte centrale di gara, ma da 3 nei primi 14’, mettendoci gli errori decisivi, è impossibile dargli di più in pagella.

Romeo 5 (1/1, 3 falli subiti, 3 recuperi, 2 rimbalzi) voto 7
Con la sua voglia, il suo carattere e la sua grinta, Miles farebbe 50 punti a partita, Sherrod dodici schiacciate e 15 stoppare di media a gara, e Scafati se solo tutti si applicassero come lui, sarebbe imbattuta. Merita il titolo di Mvp della Givova a Latina, a pari merito con Ranuzzi, ma perché dopo la grande partita giocata contro Agrigento gioca solo 15 minuti? Forse perché ancora non può tenere per più tempo, e poi davanti ha Spizzichini e Miles, ma forse Perdichizzi lo farà giocare di più perché sembra un uomo chiave, soprattutto se si vogliono limitare gli avversari.

Santiangeli 2 (1/4, 0/6, -5 di valutazione) voto 4
In alcuni casi, nel basket, i numeri non dicono tutto. Nel caso del buon Marco, però, dicono anche di più. In 21 minuti sul parquet fa 1/10 dal campo, il 10%!!!, addirittura -5 di valutazione, e ancora in tanti si chiedono come mai sia tornato in campo anche nell’ultimo quarto.

Ammannato 4 (2/6, 0/2) voto 5,5
La sua presenza incide poco sul match ma nel finale mette un canestro importante. Di certo ti aspetti di più da un atleta che dovrebbe essere l’anima della squadra. Sbaglia una tripla che poteva cambiare le sorti della gara.

Pipitone 3 (1/1) voto 6
Difficile da giudicare in 6 minuti ma premiamo la sua gioventù.

Giovanni Perdichizzi voto 5
Anche per il coach, il voto è quasi una media matematica per ciò che fa la sua squadra sul parquet. Quando un roster torna in campo come ha fatto la Givova dopo un primo tempo inguardabile, fa capire quanto sia importante il proprio coach. Ma tante sono le domande da fare al coach, per prima il perché Ranuzzi non giochi 30 o 35 minuti facendone giocare 21 a Santiangeli. Anche per Romeo potrebbe valere lo stesso discorso, mentre nel finale è una tattica non sempre remunerativa mettersi nelle mani altrui. Dare 14 secondi agli avversari per provare a vincere la sfida sembra un eccesso di fiducia nella difesa dei suoi, perché bastava fare fallo, concedere due liberi agli avversari, e provare a vincerla con l’ultimo tiro, così mal che ti va, fai il supplementare invece che perdere allo scadere.
Un errore, per come è andata, ma il segno di poi, non bisogna neanche lasciarlo al caso in uno sport come il basket.19

Mario Di Capua

Il coach Giovanni Perdichizzi dopo Benacquista Latina vs Givova Scafati

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Nel post partita, lo “sceriffo”, così com’è soprannominato il coach della Givova, si rammarica per una sconfitta difficile da mandar giù:

«E’ stato un peccato perdere la sfida per un canestro a 2’’ dalla fine, dopo aver disputato un secondo tempo fatto di aggressività, determinazione e cuore, risalendo dal -20 dei primi due quarti fino ad andare addirittura avanti nel punteggio. Nel finale, qualche tiro libero sbagliato e qualche ingenuità difensiva ci hanno condannato alla sconfitta, che è il frutto non solo del canestro di Laganà, ma anche di una serie di errori commessi negli ultimi minuti e soprattutto nei primi due quarti, nei quali abbiamo giocato senza aggressività e senza intensità, esponendoci al contropiede di Latina.

I secondi due quarti sono però stati molto convincenti, di grande intensità difensiva, organizzati in attacco. Dispiace molto per come è finita, ma abbiamo comunque lottato fino alla fine, pur non disputando una delle nostre migliori partite».

Mario Di Capua

Benacquista Latina vs Givova Scafati: 74-73 (23-11/44- 31/61-57)

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Sconfitta pesante da digerire per la Givova Scafati di coach Perdichizzi che sembrava non essere in partita, non è affondata quando si è ritrovata sul -20 al 15’, rimonta da grande squadra, ma perde da principiante sbagliando l’impossibile nel finale e subendo la beffa del canestro decisivo, da 8 metri, a 2’’ dalla fine, di Lagana, che condanna i gialloblù alla terza sconfitta in otto giornate di questo campionato di serie A2 (girone ovest).

TABELLINO:
Latina: Lagana 19 (4/10, 3/7), Saccaggi 13 (1/5, 3/6), Di Ianni 3 (1/1 da 3), Raymond 9 (2/9, 1/4),Hairston 21 (5/6), Pastore 3 (0/2, 1/7), Allodi 6 (3/4). Guerra n.e., Tavernelli n.e., Jovovic n.e., Cavallo n.e.
All. Franco Gramenzi

Scafati: Miles 18 (6/12, 0/3), Spizzichini 6 (3/4, 0/2), Ranuzzi 14 (3/5, 2/3), Crow 7 (2/3, 1/5), Sherrod 14 (6/12); Romeo 5 (1/1), Santiangeli 2 (1/4, 0/6), Ammannato 4 (2/6, 0/2), Pipitone 3 (1/1). Trapani n.e.
All. Giovanni Perdichizzi.

ARBITRI: Carmelo Paternicò di Piazza Armerina (Enna), Marcello Callea di Sassari e Alberto
Morassutti.

CRONACA
Partita che nel calcio sarebbe stata da pari, con un tempo (ovvero due quarti) per parte.
La partenza di Latina è mortifera con triple che grandinano nei primi 3’ di Raymond, Di Ianni e Saccaggi per l’11-2 dopo 2’31’’, Hairston dalla lunetta e Raymond fanno 15-4 al 4’, mentre Scafati nei primi 5’16’’ segna solo con Ranuzzi (7 punti), ma ancora il trio Hairston, Allodi e Raymond chiudono i primi 10’ sul 23-11. Scafati sembra un pugile che rischia di cadere nei primi round, e nel secondo quarto Hairston e Lagana (40 punti in due alla fine), firmano il maxi parziale di +20 al 13’21’’ (34-14) con Miles e Sherrod spettatori non paganti e infatti i primi punti, dalla lunetta, del duo Usa arrivano dopo 14’05’’. Cinque punti di fila di capitan Crow sembrano scuotere il quintetto scafatese che almeno inizia ad entrare in partita con i due assenti non giustificati, chiudendo all’intervallo sul -13 (44-31). Il terzo quarto è quello della scossa, probabilmente dopo la sfuriata di coach Perdichizzi all’intervallo e dopo il solito inizio sprint dei pontini con un 7-2 ancora firmato da Lagana, Hairston e Saccaggi (51-33 al 21’30’’), è ancora una volta colui che non ti aspetti, ovvero Gabriele Romeo, come contro Agrigento, a far vedere come si fa a giocare con intesa, grinta e coraggio, Miles e Sherrod scacciano i fantasmi dei primi due quarti e segnano 15 punti in 7’, con la tripla di Ranuzzi che chiude il periodo con un parziale di 9-0 per i gialloblù (61-57 al 30’ per Latina). Miles e un gioco da tre punti dell’indomabile Romeo, che ruba palla e chiude il contropiede da 3 punti, firmando il sorpasso Givova sul 61-62 al 31’05’’, la partita diventa tattica, Scafati chiude benissimo in difesa, Spizzichini, e Ammannato rispondono a Hairston e Saccaggi (66-66 al 34’07’’), Romeo dalla lunetta e Sherrod fanno 66-70 al 35’48’’, Scafati sbaglia un paio di canestri facili, Saccaggi da 3 riporta Latina a -1 (69-70 al 36’58’’), Hairston fa il 5° fallo, ma Scafati riesce anche a sbagliare tanto dalla lunetta (14/23, 9 errori, contro nessuno per Latina) nella saga delle occasioni perse per i campani, Miles fa 1/2 per il 69-71 al 38’, Spizzichini in arresto e tiro porta l’inerzia verso la Givova (69-73 a 1’18’’ dalla fine), ma Scafati concede troppi secondi possessi, come a Saccaggi che sbaglia e corregge a canestro per il 71-73 a 1’12’’ dalla sirena, ma Sherrod (2/6 totali dalla linea della carità) fa due errori consecutivi, Latina sbaglia il tiro del pareggio con Lagana a 44’’ dalla fine, Scafati sfonda con Spizzichini a 18’’ dalla fine, ma l’errore più grande arriva forse dalla panchina che non chiede un fallo sistematico, che mal che andava avrebbe consentito a Scafati di avere l’ultimo tiro in parità, invece di mettersi nelle mani degli avversari. Ma la Givova riesce ad avere ancora più l’amaro in bocca perché non solo concede un tiro da 3 per la vittoria a Raymond, che sbaglia, ma sul rimbalzo Sherrod e Ammannato non trattengono il rimbalzo che sarebbe valso la vittoria lasciando a Latina ancora 7 secondi per il tiro che Latina prende con Lagana, l’uomo del destino, da quasi 8 metri, segnando e mandando in visibilio il pubblico del Pala Bianchini a 4 secondi dalla sirena. Perdichizzi chiama time out e Ammannato prende l’ultimo tiro, sbagliandolo, e consegnando agli annali la sconfitta scafatese.

NOTE:
Parziali: 23-11; 21-20; 17-26; 13-16.
Tiri dal campo: Latina 26/65 (40%); Scafati 28/68 (41%).
Tiri da due: Latina 17/40 (43%); Scafati 25/50 (50%).
Tiri da tre: Latina 9/25 (36%); Scafati 3/18 (17%).
Tiri liberi: Latina 13/13 (100%); Scafati 14/23 (61%).
Falli: Latina 22; Scafati 19.
Usciti per cinque falli: Hairston, Allodi.
Espulsi: nessuno.
Rimbalzi: Latina 41 (29 dif.; 12 off.); Scafati 38 (25 dif.; 13 off.).
Palle recuperate: Latina 5; Scafati 12.
Palle perse: Latina 16; Scafati 10.
Assist: Latina 18; Scafati 9.
Stoppate: Latina 3; Scafati 1.

Spettatori: 1.100 circa.

Mario Di Capua

CdM Spada Maschile – Secondo posto per l’Italia nella gara a squadre del Carroccio

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L’Italia sale sul secondo gradino del podio della gara a squadre che conclude la tre giorni del trofeo “Carroccio” di Legnano, la tappa italiana del circuito di Coppa del Mondo di spada maschile.

Il quartetto azzurro composto da Paolo Pizzo, Marco Fichera, Enrico Garozzo ed Andrea Santarelli, è stato sconfitto in finale per 45-35 dalla Russia, tornando sul podio a distanza di sei mesi dal secondo posto ottenuto a Parigi nell’ultima prova di Coppa del Mondo della scorsa stagione.

La squadra italiana guidata dal Commissario tecnico Sandro Cuomo, dopo l’esordio nel turno dei 16 contro il Canada col punteggio di 43-31, ha regalato emozioni ai quarti contro gli Stati Uniti. Dopo aver gestito il punteggio per lunghi tratti, la squadra italiana ha subìto la rimonta ed il soprasso statunintese. Straordinario Enrico Garozzo nel match di chiusura che ha dapprima portato in parità l’assalto per poi piazzare, nel minuto supplementare, la stoccata decisiva del 36-35 che ha aperto le porte della semifinale.

Anche in semifinale, è stata necessario il minuto supplementare prima di avere ragione della Francia. Anche in questo caso è stato Enrico Garozzo a far accendere la sua luce con la stoccata del 44-43, che ha proiettato gli azzurri alla finalissima contro la Russia.

COPPA DEL MONDO – SPADA MASCHILE – PROVA A SQUADRE – Legnano, 19 novembre 2017

Finale

Russia b. ITALIA 45-35

 Finale 3°-4° posto

Corea del Sud b. Francia 43-42

 Semifinali

ITALIA b. Francia 44-43

Russia b. Corea del Sud 45-43

Quarti

Francia b. Repubblica Ceca 45-41

ITALIA b. Usa 36-35

Corea del Sud b. Svizzera 45-32

Russia b. Ungheria 43-30

Tabellone dei 16

ITALIA b. Canada 43-31

 Classifica (28): 1. Russia, 2. ITALIA, .3. Corea del Sud, 4. Francia, 5. Usa, 6. Svizzera, 7. Ungheria, 8. Repubblica Ceca.

ITALIA: Paolo Pizzo, Enrico Garozzo, Marco Fichera, Andrea Santarelli

Serie A2 Maschile: il Club Italia CRAI cede con onore alla capolista Tuscania

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Con una prova convincente e orgogliosa i ragazzi del Club Italia CRAI strappano un punto alla capolista Maury’s Italiana Assicurazioni Tuscania al termine di una gara che lascia l’amaro in bocca al giovane gruppo allenato da Monica Cresta autore oggi di una performance che fa ben sperare in vista del girone di ritorno.

Sotto gli occhi del CT della Nazionale Maschile Gianlorenzo Blengini e del neo tecnico della nazionale maschile under 18 Vincenzo Fanizza, il Club Italia è sceso in campo con la diagonale Salsi-Motzo, Cortesia e Russo centrali, Gardini e Recine schiacciatori e Federici libero.

Dall’altra parte della rete Tuscania è stata schierata con Pedron palleggiatore, Mochalski opposto, Cernic e Shavrak martelli, Piscopo e Calonico centrali e Bonami libero.

Come detto Russo e compagni non hanno demeritato di fronte alla capolista del girone Blu di questa Serie A2 UnipolSai giocando una partita di alto livello e al termine della quale è mancata solo un po’ di lucidità nei momenti chiave e che è stata condizionata dai numerosi errori (23 in battuta).

Il primo set è stato davvero ben giocato dai ragazzi di Monica Cresta scesi in campo senza timori reverenziali. Russo e compagni hanno mostrato carattere e grinta, riuscendo ad arginare gli attacchi degli avversari soprattutto grazie a una buona fase a muro (4 nel parziale); tutto ciò ha permesso loro di chiudere in proprio vantaggio sul 25-21.

Nel secondo le squadre si sono affrontate a viso aperto con la capolista del girone Blu che ha giocato con una maggiore intensità rispetto al set d’apertura. I ragazzi del Club Italia, però, pur trovandosi spesso nella situazione di svantaggio hanno sempre affrontato la situazione con buon piglio anche se non sono riusciti a esprimersi sugli stessi livelli di inizio gara. Il risultato è stata una frazione giocata alla pari fino alle fasi conclusive nelle quali gli ospiti l’hanno spuntata sul 25-22.

Nel terzo l’inerzia della gara è sembrata cambiata, i valori delle due squadre sono andati progressivamente emergendo con Tuscania che, in totale controllo della frazione, è riuscita a capovolgere la situazione grazie al 25-15 conclusivo.

Nel quarto set, però, i giovani ragazzi di Monica Cresta non si sono demoralizzati e, anzi, hanno ripreso a giocare con determinazione guidando la situazione per lunghe fasi e riuscendo ad accumulare anche cinque lunghezze di vantaggio. Nel finale, Tuscania è tornata sotto, ma Russo e compagni, al secondo set ball l’hanno spuntata 25-23 portando così il match al tie-break.

L’ultimo set non ha deluso le aspettative con gli Azzurrini che hanno lottato su ogni palla e cedendo solo nel finale con onore (15-13) e dimostrando di avere le carte in regola per poter raccogliere nel girone di ritorno maggiori soddisfazioni di quelle di questa prima parte di stagione.

Club Italia CRAI-Maury’s Italiana Assicurazioni Tuscania 2-3 (25-21, 22-25, 15-25, 25-23, 13-15)

Club Italia: Gardini 14, Cortesia 10, Motzo 16, Recine 17, Russo 11, Salsi 3, Federici (L). Mosca 1, Baciocco. Ne: Stefani, Panciocco, Sperotto, Rondoni (L), Cantagalli. All. Cresta

Tuscania: Calonico 7, Pedron 1, Mochalski 18, Cernic 12, Shavrak 18, Piscopo 9, Bonami (L). Festi 1, Buzzelli 4, Sorgente. Ne: Della Rosa, Cro, Seveglievich. All. Montagnani

Durata set: 27’, 26’, 27’, 26’, 20’

Arbitri: De Sensi, Giorgianni

Club Italia: a 7 bs 23 mv 12 et 39

Tuscania: a 6 bs 21 mv 7 et 28

Un tempo non basta, Laganà batte la Givova Scafati al fotofinish

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Un tempo non basta, Laganà batte la Givova Scafati al fotofinish

Si è infranto a 2’’ dalla fine il sogno della Givova Scafati di conquistare la sua terza vittoria esterna stagionale. Un canestro da oltre otto metri di Laganà ha chiuso infatti definitivamente la sfida sul 74-73, condannando i gialloblù alla terza sconfitta in otto giornate di questo campionato di serie A2 (girone ovest). E’ stata una partita dai due volti quella del PalaBianchini, dove i campani sono stati sotto anche di venti lunghezze prima dell’intervallo, per poi riuscire a recuperare lentamente il passivo e a mettere addirittura il naso avanti prima della sirena conclusiva, in prossimità della quale è arrivato il canestro che ha deciso la contesa in favore dei laziali. Le percentuali al tiro dalla lunetta (61% contro 100%) e da tre punti (17% contro 36%) hanno sicuramente condizionato il risultato finale dell’incontro che, forse, con una prima parte più accorta ed organizzata, non avrebbe permesso ai locali di conquistare quel vantaggio che, nell’economia finale del match, ha pesato come un macigno, a prescindere dall’errore dei singoli che, in determinati contesti e nelle vibranti fasi finali, può anche starci. Raymond ed Hairston hanno un impatto veemente con la sfida, si atteggiano a protagonisti e fanno da traino per i compagni, che in attacco sfoggiano una buona transizione ed in difesa un’ottima organizzazione. La Givova resta basita, i suoi principali terminali offensivi latitano e si lascia surclassare dall’avversario, avanti 15-4 al 4’. Le distanze vengono poi conservate fino al termine della prima frazione (23-11), di fronte all’inerzia della formazione ospite. I gialloblù, spronati da coach Perdichizzi, provano a cambiare atteggiamento, ma, complice i tre falli di Ammannato, non riescono a contenere Laganà, Allodi e compagni, bravi ad ampliare la forbice del divario (34-14 al 14’). Capitan Crow prova ad alzare l’asticella dell’attenzione (36-21 al 15’), seguito a ruota da Sherrod (38-25 al 18’). Ma non basta a contenere Latina ed in particolare lo strapotere di Hairston sotto i tabelloni. Così, si va al riposo sul punteggio di 44-31 in favore dei locali, che tengono in pugno la contesa, nonostante il ritrovato atteggiamento positivo dei viaggianti nei minuti che precedono l’intervallo. La ripresa delle ostilità vede sempre protagonista la Benacquista, che trova in Laganà il suo principale terminale offensivo, mentre, sul fronte opposto, i centri di Miles, Sherrod e Ranuzzi permettono ai campani di restare in partita (58-48 al 26’). Aumentando esponenzialmente intensità e grinta, la Givova riesce a far calare le percentuali realizzative dei padroni di casa, mentre in attacco sono Miles e Ranuzzi a fare la voce grossa e a chiudere la terza frazione sotto 61-57, tenendo aperta la contesa. Non bisogna attendere troppo per il primo vantaggio ospite, perché Miles e Romeo realizzano i canestri che valgono il 61-62 al 32’. Da questo momento innanzi la sfida prosegue equilibrata, con i viaggianti leggermente avanti (66-68 al 35’; 69-70 al 37’; 69-73 al 38’; 71-73 al 39’), grazie anche all’uscita dal campo per raggiunto limite di falli di Hairston prima ed Allodi poi, tra le fila locali. Tutto lascia presagire il meglio, quando però Spizzichini si macchia di un fallo in attacco a 20’’ dalla fine, regalando ai locali il possesso che vale poi il 74-73 finale, grazie ad una tripla da distanza siderale di Laganà, che impone la parola fine sul match.

Dichiarazione del capo allenatore Giovanni Perdichizzi: «E’ stato un peccato perdere la sfida per un canestro a 2’’ dalla fine, dopo aver disputato un secondo tempo fatto di aggressività, determinazione e cuore, risalendo dal -20 dei primi due quarti fino ad andare addirittura avanti nel punteggio. Nel finale, qualche tiro libero sbagliato e qualche ingenuità difensiva ci hanno condannato alla sconfitta, che è il frutto non solo del canestro di Laganà, ma anche di una serie di errori commessi negli ultimi minuti e soprattutto nei primi due quarti, nei quali abbiamo giocato senza aggressività e senza intensità, esponendoci al contropiede di Latina. I secondi due quarti sono però stati molto convincenti, di grande intensità difensiva, organizzati in attacco. Dispiace molto per come è finita, ma abbiamo comunque lottato fino alla fine, pur non disputando una delle nostre migliori partite».

I TABELLINI: BENACQUISTA LATINA 74 GIVOVA SCAFATI 73

BENACQUISTA LATINA: Guerra n. e., Tavernelli n. e., Laganà 19, Hairston 21, Saccaggi 13, Allodi 6, Pastore 3, Di Ianni 3, Jovovic n. e., Raymond 9, Cavallo n. e.. ALLENATORE: Gramenzi Franco. ASS. ALLENATORE: Di Manno Giuseppe.

GIVOVA SCAFATI: Miles 18, Crow 7, Trapani n. e., Spizzichini 6, Romeo 5, Ranuzzi 14, Ammannato 4, Pipitone 3, Santiangeli 2, Sherrod 14. ALLENATORE: Perdichizzi Giovanni. ASS. ALLENATORE: Marzullo Alessandro.

ARBITRI: Paternicò Carmelo di Piazza Armerina (En), Callea Marcello di Sassari e Morassutti Alberto di Sassari.

NOTE: Parziali: 23-11; 21-20; 17-26; 13-16. Tiri dal campo: Latina 26/65 (40%); Scafati 28/68 (41%). Tiri da due: Latina 17/40 (43%); Scafati 25/50 (50%). Tiri da tre: Latina 9/25 (36%); Scafati 3/18 (17%). Tiri liberi: Latina 13/13 (100%); Scafati 14/23 (61%). Falli: Latina 22; Scafati 19. Usciti per cinque falli: Hairston, Allodi. Espulsi: nessuno. Rimbalzi: Latina 41 (29 dif.; 12 off.); Scafati 38 (25 dif.; 13 off.). Palle recuperate: Latina 5; Scafati 12. Palle perse: Latina 16; Scafati 10. Assist: Latina 18; Scafati 9. Stoppate: Latina 3; Scafati 1. Spettatori: 1.100 circa.

CdM Sciabola Femminile – L’Italia trionfa nella gara a squadre a Sint Niklaas

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SINT NIKLAAS – Trionfo azzurro nella gara a squadre che ha concluso la tappa di Coppa del Mondo di sciabola femminile a Sint Niklaas.

Sulle pedane belghe l’Italia, campione del Mondo in carica, torna sul gradino più alto del podio riscattando il quarto posto della gara d’esordio stagionale ad Orleans.

Il quartetto azzurro iridato a Lipsia2017 e composto da Rossella Gregorio, Irene Vecchi, Loreta Gulotta e Martina Criscio, ha infatti superato in finale la Francia col punteggio di 45-40, al termine di un match che ha visto le sciabolatrici italiane costantemente in vantaggio sulle transalpine.

Le azzurre del CT Giovanni Sirovich, avevano esordito superando il primo assalto di giornata, agli ottavi di finale, contro il Canada col punteggio di 45-26. A seguire, ai quarti di finale avevano sconfitto l’Ucraina della campionessa iridata Olga Kharlan per 45-43.

In semifinale Rossella Gregorio e compagne avevano sconfitto le campionesse olimpiche della Russia, col punteggio di 45-38.

COPPA DEL MONDO – SCIABOLA FEMMINILE – PROVA A SQUADRE – Sint Niklaas, 19 novembre 2017

Finale

ITALIA b. Francia 45-40

 Finale 3°-4° posto

Corea del Sud b. Russia 45-34

 Semifinali

ITALIA b. Russia 45-38

Francia b. Corea del Sud 45-41

 Quarti

ITALIA  b. Ucraina 45-43

Russia b. Usa 45-43

Francia b. Spagna 45-32

Corea del Sud b. Polonia 45-30

 Tabellone dei 16

ITALIA b. Canada 45-26

 Classifica: 1. ITALIA, 2. Francia, 3. Corea del Sud, 4. Russia, 5- Usa, 6. Polonia, 7. Ucraina, 8. Spagna.

 ITALIA: Rossella Gregorio, Irene Vecchi, Loreta Gulotta, Martina Criscio

Presentata Approdi 2018: IV edizione rassegna teatrale Nostos Teatro

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Presentata Approdi 2018: IV edizione rassegna teatrale Nostos Teatro

Il Nostos Teatro festeggia il quarto anno della sua rassegna Approdi. Cresce il numero di spettacoli e di ospiti e, con la stagione 2017/2018, arriva una gradita sorpresa: due degli artisti in cartellone sono candidati al premio Ubu per il teatro.

Nel 2018 Approdi rafforza i legami con artisti come Leonardo Capuano, presente in cartellone a dicembre con uno spettacolo e un laboratorio, la Compagnia del Nano Egidio, che porta in scena la sua esilarante trilogia al gran completo e Il Teatro nel Baule, che aveva inaugurato la stagione 2017.

Tutte le arti portano al teatro e il Nostos diventa punto di congiunzione tra performance e musica, con il duo Ebbanesis alias Serena Pisa e Viviana Cangiano –, e il fumetto con Scarabocchi, dai lavori di Maicol&Mirco. Molte ospitalità di Approdi 2018 nascono dalla frequentazione dei teatri, dalla visione di tutti gli spettacoli scelti e dagli incontri dei membri del direttivo – Gina Oliva, Giovanni Granatina e Dimitri Tetta. È questo il caso degli spettacoli in scena a gennaio: Incubo di Ersilia Lombardo con Chiara Muscato e Uno è Trino – Trittico sulle idiosincrasie con Felice Montervino e di Esilio, a febbraio, di Mariano Dammacco con Serena Balivo, candidata al premio Ubu. Incontri e confronti sul palco del Nostos Teatro, come per codice nero di Riccardo Lanzarote, una riflessione sul mondo del lavoro, e Rock Oedipus, opera sonora di Manolo Muoio, in scena a maggio.

Torna, per il secondo anno, il reading dal nome ‘alcolico’, MOONSHINE – Distillazione clandestina di parole e note, di produzione Nostos Teatro. Spazio alla formazione con la scuola di teatro e i laboratori dei maestri esterni: Leonardo Capuano, Chiara Michelini e Francis Pardeilhan.

Ha aperto la stagione un’ironica metafora della vita dal sapore esotico/alternativo, dolce e amara: Caipirinha, Caipirinha! di Sara Sole Notarbartolo.

Approdi 2018 conferma la propria identità e la volontà di esplorare luoghi nuovi nel continuo viaggio che il Nostos Teatro ha intrapreso quattro anni or sono.

Nuova manifestazione degli studenti contro l’alternza scuola-lavoro

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Continuano le manifestazioni contro l’alternanza scuola-lavoro: gli studenti scenderanno nuovamente in piazza il 24 novembre

A distanza di poco più di un mese gli studenti sono pronti a scendere nuovamente in strada per manifestare il loro dissenso verso i percorsi di ”Alternanza Scuola-Lavoro” attivati dal Ministero della Pubblica Istruzione nell’ambito della legge 107 (Buona Scuola) del 13 luglio 2015

Venerdi 24 novembre è il giorno in cui gli studenti sono chiamati a manifestare contro questa “alternanza-sfruttamento“.  Questo il manifesto diffuso dall’ Unione degli Studenti

“Siamo studenti costretti ad affrontare 200 o 400 ore obbligatorie di alternanza scuola-lavoro, siamo sfruttati durante il tirocinio universitario, siamo obbligati a lavorare per pagarci gli studi.

Ne abbiamo abbastanza di pagare di tasca nostra trasporti, pasti e materiale durante le ore di alternanza-sfruttamento, di non avere nessuna garanzia sulla qualità dei percorsi; siamo stanchi di tirocini in cui non impariamo niente se non a lavorare gratuitamente.

Siamo  l’ultimo anello della catena dello sfruttamento: lo stesso che può spezzarla!

Il 24 novembre scendi in piazza per uno Statuto che garantisca i nostti diritti in alternanza e che impedisca ad aziende che sfruttano i lavoratori o inquinano il territorio di stringere accordi con le scuole, per rivendicare tutele e formazione durante i tirocini, per dire a gran voce che vogliamo un’istruzione gratuita e di qualità per tutti e tutte.

Siamo la bufera che non si ferma. Rovesciamo il presente!

Sottomarino scomparso: 7 tentativi di contatto ma forse i segnali non venivano da lì. Cosa sappiamo finora

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Le chiamate partite nella notte dal sottomarino Classe TR-1700 ARA San Juan (S-42), ma forse i segnali non venivano da lì. Cominciata una vasta perlustrazione a cui partecipano mezzi brasiliani, inglesi e americani. “Submarino desaparecido” e gli incubi dell’Argentina. Ricerche rallentate dal maltempo. A bordo 44 persone.

È ripartita la speranza di trovare vivo l’equipaggio del sottomarino San Juan, con cui la marina argentina non riesce a mettersi in contatto da mercoledì scorso. Sabato in tarda serata sono arrivati dei segnali di emergenza dal sottomarino, ed è partita una perlustrazione aerea e marina che si avvale dell’aiuto di Brasile, Gran Bretagna e Stati Uniti. Il governo di Buenos Aires aveva chiesto la collaborazione internazionale, per non lesinare sforzi nelle ricerche. Il San Juan è della classe TR-1700 alimentata da motori diesel ed elettrici. Stava tornando da una missione di routine da Ushuaia, vicino alla punta estrema del Sud America, alla sua base nel Mar del Plata, a 400 km a sud di Buenos Aires.

Il sommergibile era partito 11 giorni fa dalla base di Mar del Plata diretto proprio Ushuaia dove ha trascorso 3 giorni prima di invertire la rotta. A bordo c’è, tra gli altri, il primo ufficiale donna della flotta sottomarina argentina che conta oltre al San Juan altre 2 unità gemelle, lunghe 65 metri, con un diametro di 7. Tutti e 3 i sommergibili sono stati costruiti dai cantieri tedeschi Thyssen Nordseewerke. In particolare il San Juan è entrato in servizio nel 1983 ed è stato ammodernato tra il 2007 ed il 2014 per prolungare la sua vita operativa di 30 anni.

L’unità a propulsione convenzionale con 44 membri di equipaggio a bordo è stata rilevata l’ultima volta mercoledì lungo la costa meridionale. “Non siamo stati in grado di trovare od avere un contatto a vista o rada con il sommergibile San Juan”, aveva chiarito il portavoce della Marina, Enrique Balbi. La Marina aveva avviato una vasta operazione di ricerca con unità aeree e navali introno all’ultima posizione nota del San Juan, a 430 a largo della penisola sud-occidentale di Valdez, finora senza alcun risultato.

Mauricio Macri

Estamos comprometidos a utilizar todos los recursos nacionales e internacionales que sean necesarios para hallar al submarino ARA San Juan lo antes posible.

Balbi aveva smentito le voci secondo le quali a bordo del sommergibile sarebbe scoppiato un incendio, un evento catastrofico per un’unità sottomarina. “Non abbiamo più alcuna comunicazione e questo potrebbe essere dovuto ad un problema alle batterie o di alimentazione elettrica (generata dai motori diesel)”, ha chiarito Balbi ricordando che il protocollo prevede che in caso di problemi di alimentazione i sommergibili debbano immediatamente riemergere in superficie.

Mauricio Macri

Estamos en contacto con las familias de la tripulación del submarino ARA San Juan que se encuentra extraviado para informarlos y apoyarlos. Compartimos su preocupación y la de todos los argentinos.

Da parte sua, scrive La Stampa, l’ammiraglio Gabriel Gonzalez, comandante della base di Mar del Plata, ha indicato che a bordo del San Juan “c’è cibo e ossigeno a sufficienza” per tutto l’equipaggio, sottolineando che “non si può dunque parlare di un’emergenza”. Molto meno ottimista il commento di Julio Langani, uno degli ingegneri che ha monitorato la costruzione del sottomarino nei cantieri navali della Thyssen Nordseewerke ad Edem, in Germania, dove il San Juan è salpato per la prima volta nel giugno del 1983. In dichiarazioni al quotidiano Ambito, Langani ha ipotizzato che nel sottomarino «si potrebbero essere surriscaldate le batterie, il che provoca l’emissione di un gas clorato, che risulta mortale per gli esseri umani”.

 Intanto la Marina di Buenos Aires ha precisato che non si sa con sicurezza se i sette tentativi di chiamate satellitari riferiti qualche ora fa provenivano in effetti dal sottomarino.

I segnali ricevuti sono stati “brevi e di bassa intensità, stiamo quindi cercando di verificare l’informazione per poter risalire a qualche dato concreto, come la geolocalizzazione del San Juan”, ha precisato il portavoce della Marina, Enrique Balbi. “Stiamo cercando di confermare la veridicità delle chiamate”, ha puntualizzato Balbi, ribadendo d’altra parte che per le 44 persone a bordo “non ci sono problemi di cibo o di ossigeno”. Circa le ipotesi che si fanno su quanto sia successo, Balbi ha sottolineato che “nessuna ipotesi” è per ora esclusa.

Anche il responsabile della base navale di Mar del Plata, Gabriel Gonzalez, ha precisato che al momento “non c’è una chiara evidenza” del fatto che i contatti siano provenuti dal sommergibile o che siano invece stati “collegamenti in arrivo”.

agi/huffingtonpost

Mariglianese-Peluso:”Ringrazio la squadra per l’ottima prestazione”

A cura di Simone Vicidomini

Vittoria importante per la Mariglianese che vince lo scontro diretto contro il Real Forio e ottiene tre punti importantissimi. Nonostante nei primi minuti di gioco i foriani avevano messo un po’ alle strette la squadra ospite sfiorando anche il gol del vantaggio. I granata hanno trovato il gol dello 0-1 sfruttando un errore difensivo con Sparano e poi nella ripresa hanno chiuso definitivamente la gara con De Biase che ha realizzato un calcio di rigore,sfruttando anche la superiorità numerica per l’intero arco del secondo tempo. Al termina della vittoria ottenuta,abbiamo intervistato ai nostri microfoni l’allenatore della Mariglianese Antonio Peluso. Ecco le sue dichiarazioni. “ Penso che oggi il Real Forio sia una delle squadre più informa del momento. Sapevamo di venire a giocare su un campo difficile. La posizione di classifica in cui si trova è molto bugiarda. Stessa cosa anche per noi dove in alcune partite non meritavamo di perdere. Oggi è stata fatta la gara come avevo chiesto alla vigilia. Abbiamo sofferto all’inizio come giusto che sia,siamo passati in vantaggio. Nel secondo tempo in superiorità numerica abbiamo trovato il raddoppio gestendo al meglio il risultato. Avevamo preparato la partita proprio come l’abbiamo giocata,perché non volevamo regalare ripartenze al Forio,perché in avanti ha giocatori molto veloci e ci siamo messi bassi,sfruttando qualche ripartenza. Il Forio però ha un portiere come Mennella,che è un vero professionista e ha fatto due-tre parate dove ha salvato il risultato”. Al ritorno in campo siete scesi con la superiorità numerica,vista l’espulsione di  Di Dato negli spogliatoi. “Non ho visto cosa sia successo tra lui e l’arbitro,sono arrivato tardi perché ero ancora sul terreno di gioco. Me l’hanno detto soltanto quando eravamo nello spogliatoio. L’arbitro a tratti ha avuto personalità forse qualche protesta eccessiva c’è stata. Il rigore fischiato a noi era netto secondo il mio parere. Anche noi con gli arbitraggi siamo molto in debito”. Obiettivo di questa squadra? “ La classifica non è mai tranquilla. Noi aspettiamo un aiuto dal mercato. Abbiamo bisogno di giocatori che ci diano una mano soprattutto nel reparto offensivo e speriamo che la società sia in grado di risolvere queste defezioni.

Real Forio-Impagliazzo:”Pecchiamo di prestanza fisica e siamo disattenti”

A cura di Simone Vicidomini

Il Real Forio perde la scontro diretto casalingo contro la Mariglianese. I biancoverdi nel primo tempo hanno sfiorato il gol con Savio prima di subire lo svantaggio ,con Sparano. La prima frazione di gioco si è chiusa con il vantaggio granata. Durante la fine del primo tempo i foriani sono rimasti in dieci,perché Di Dato si è fatto espellere ingenuamente dal direttore di gara mentre si andava negli spogliatoi. I foriani nella ripresa si ritrovano a giocare con un uomo in meno e subisco il gol del raddoppio su un calcio di rigore segnato da Di Biase. Al termina della gara,abbiamo intervistato ai nostri microfoni l’allenatore della squadra biancoverde, Franco Impagliazzo che ha commentato così l’espulsione prima di Dato e poi la sconfitta della sua squadra. Queste le sue dichiarazioni. “ Per la verità non sapevo ancora nulla dell’espulsione che aveva ricevuto Di Dato perché ero ancora in mezzo al campo,quando sono entrato negli spogliatoi mi è stato riferito. Il ragazzo mi ha raccontato che ha detto quanto tempo posso ancora giocare… e l’arbitro sentendo ciò ha detto ti mando io direttamente fuori. Il giocatore protestava per il corner assegnato nel recupero ma non concesso dal direttore di gara e il loro capitano (Forino) aveva detto non protestare perché sei già ammonito. Io stavo pensando come riassettare la difesa e invece poi mi sono ritrovato con tre dietro,tra cui due di questi non sono difensori centrali e rimaneva assai complicato rimontare una partita che noi stessi ci siamo complicati. Purtroppo ogni calcio piazzato è un pericolo,ma non solo per la prestanza fisica ma siamo anche molto disattenti”. Un Real Forio dalla due facce in campo. Nel primo tempo ha cercato di giocare a calcio ma subendo spesso delle ripartenza. Nella ripresa è calata tanto di cui la prestazione è davvero impalpabile? “ Già di per se giocare in dieci nel secondo tempo e rimontare una partita è difficile. Nel calcio a volte ci sono state delle rimonte anche in inferiorità numerica. Dopo dieci minuti di gioco nella ripresa subisci anche lo 0-2 diventa molto difficile. Dobbiamo tirare solo delle conclusioni positive ,soltanto nei primi 28’ di gioco fino al primo loro gol,quando potevamo fare tranquillamente gol,soprattutto con l’occasione di Savio sotto porta bastava appoggiare e non tirare di forza come ha fatto lui. Su una disattenzione difensiva abbiamo preso gol e da quel momento abbiamo avuto difficoltà nel riorganizzarci”. In questa partita sono venuti a mancare proprio i giocatori più esperti,tra cui l’espulsione Di Dato che poi vi ha penalizzato nel corso della gara con una difesa ridotto all’osso? “Il rigore del fallo l’ha commesso Francesco Iacono che un classe 98’. Di Dato è un ragazzo di temperamento, quando gioca si fa prendere talmente tanto. Ha preso già due giornate di squalifica,otto ammonizioni in otto partite significa che comunque non riesci a contenerlo durante la gara”. Una classifica che giornata dopo giornata di accorcia sempre di più,anche perché ci sono più squadre che lottano per la salvezza finale. “Penso che in questo campionato ci sono sei squadre e tra cui una deve retrocedere direttamente. Le squadre sono il Forio,Pimonte,Monte Di Procida,Virtus Volla e Mariglianese il resto non appartengono a questa categoria perché sono di ben altro spessore. Noi dobbiamo cercare di arrivare nella zona play out cercando di non staccarci di nove-dieci punti dalla quint’ultima in classifica. Quando sono arrivato qui ho trovato una situazione catastrofica senza nulla togliere  a chi c’era prima di me. Ogni partita diventa un esame, e quest’esame pesa sempre di più perché sei costretto a non sbagliare niente in virtù della posizione delicata di classifica in cui ci troviamo”. Oltre alla sconfitta di oggi nello scontro diretto, per la prima volta da quando è arrivato in panchina la sua squadra non è andata in rete.” Qualche occasione l’abbiamo creata. La differenza in questa categoria l’ha fanno i contrasti. Noi siamo una squadra abbastanza leggera in avanti soprattutto,tranne Savio e Rubino con quest’ultimo quando sta bene hanno fisicità il resto sono sessanta chili. Questa era una squadra di gran lunga superiore sotto l’aspetto fisico e quindi fai difficoltà. Questa era una partita di sei punti e vincere significa accorciare sul Barano e Monte Di Procida”. Mister in chiusura cosa avrebbe cambiato nella ripresa se non fosse stato espulso Di Dato? “No avrei fatto lo stesso entrare Cantelli spostando Castagna in posizione più avanzata vicino a Savio,ma in dieci diventa anche difficile quando non sono ruoli loro”.