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Paganese-Juve Stabia arbitra Giovanni Ayroldi di Molfetta

Nessun precedente dell’arbitro pugliese con la Juve Stabia

Giovanni AYROLDI della sezione di Molfetta è l’arbitro designato per la direzione di gara tra Paganese e Juve Stabia valevole per i sedicesimi di finale di coppa Italia di serie C che si disputerà a Pagani martedì 21 novembre alle ore 14 e 30 allo stadio “Marcello Torre”.

Ayroldi, nato a Molfetta in provincia di Bari il 25 ottobre 1991, figlio d’arte (il suo papà Stefano è stato prima arbitro e poi assistente arbitrale entrando anche nei ruoli di internazionale) è al suo secondo campionato in Serie C e non vanta nessun precedente con la Juve Stabia.

L’assistente numero uno sarà Michele FALCO della sezione di Bari;

l’assistente numero due Domenico PALERMO della sezione di Bari.

Giovanni MATRONE

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L’Europa adotta una nuova startup per scelte importanti: Testa o Croce

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Il sorteggio Ema beffa Milano e l’Agenzia del Farmaco traslocherà da Londra all’Olanda, primo effetto concreto di Brexit sull’assetto delle agenzie comunitarie. Anche l’Agenzia bancaria viene assegnata con un sorteggio: vince Parigi su Francoforte.

La prossima volta per evitare la Grexit sarà meglio che Alexis Tsipras offra un dono alla dea bendata piuttosto che fare un referendum. Nell’Europa dei decimali e dei compiti a casa succede che l’assegnazione di due sedi di agenzie comunitarie importanti come l’Ema, quella del farmaco, e l’Eba, competente per le banche, non proprio due settori marginali, venga decisa per sorteggio. L’esito grottesco del d-day delle autorità comunitarie traslocate da Londra causa Brexit, per carità, regolamento alla mano, conferma il sospetto che l’Unione faccia di tutto per sembrare astrusa e lontana dalla realtà.

È vero, se avesse vinto Milano la corsa per l’Agenzia del farmaco, invece di Amsterdam, saremmo qui a parlare del volano di oltre un miliardo e 700 milioni di euro pronto a prendere la strada verso il Pirellone e il premier Paolo Gentiloni gioirebbe come Grosso al rigore in finale contro la Francia ai mondiali del 2006.

Ma il risultato, che ci vede preparati e perdenti – perché indubbiamente Milano è una delle città europee più all’avanguardia e con uno sguardo al futuro, lascia l’amaro in bocca e una domanda: possibile che si sia dovuto ricorrere al sorteggio? Esistono evidentemente il rispetto per le scelte degli altri paesi, la vigenza delle norme, le liturgie della politica comune, ma emerge anche lo sconcerto dell’uomo che nulla sa di Fiscal Compact e Six Pack: possibile che una cosa così importante come l’Agenzia del farmaco europea venga assegnata con sorteggio?

Una scelta del genere dimostra che alla condivisione e ai rituali comunitari dell’unanimità e dell’uno vale uno, ogni tanto andrebbe presa anche una decisione a Bruxelles. Col bussolotto e la monetina ormai non si decidono nemmeno le finali dei tornei di calcio dilettanti – l’ultima vera estrazione ci vide trionfare contro l’Urss agli europei di calcio nel ’68 in semifinale – figuriamoci una partita così delicata come l’Ema. Senza nulla togliere ovviamente ad Amsterdam, l’Europa conta se decide. Non se si affida alla roulette. Poi ci sono tante considerazioni da fare ma a mente fredda. Le alleanze sbagliate, il ruolo della Germania ancora priva di un governo ma sempre scettica nei nostri confronti, la nostra politica estera che spesso dimentica i paesi dell’Est, pur avendo avuto un ruolo (chissà che non abbia pesato) nel chiedere giustamente a Bruxelles il ripristino dei diritti in Polonia e Ungheria. Il fatto che forse tanto simpatici non siamo ai partner europei.

La rivincita sarà dimostrare che l’Italia e Milano hanno tutte le carte in regola per riformare l’Unione. Una magra soddisfazione, almeno oggi.

vivicentro.it/economia
vivicentro/L’Europa adotta una nuova startup per scelte importanti: Testa o Croce
huffingtonpost/Milano e Dublino perdono per sorteggio. L’Europa si tinge di grottesco/Roberto Sommella

Torre del Greco, rapina in banca: ecco cosa è accaduto

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Rapina in una banca accanto alla sede del Comune

Rapina in una banca nel pieno centro di Napoli con i ladri entrati in filiale mentre erano presenti i dipendenti. Parlaimo della Banca di credito popolare di Torre del Greco. Sul posto la Polizia e i Carabinieri. Non si è ancora capito se il colpo sia stato portato a segno oppure si è riusciti nell’intento di evitarlo.

 

Galleria Laziale, accordo Anm: abbonamenti utilizzabili su tutti i mezzi pubblici di Napoli

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Galleria Laziale, accordo Anm: abbonamenti utilizzabili su tutti i mezzi pubblici di Napoli

È stato siglato un accordo tra Anm, Eav e Trenitalia che prevede la validità degli abbonamenti annuali e mensili Anm sia sulla Linea 2 (Trenitalia), sia sulla linea Cumana. Si tratta di una misura temporanea valida da oggi 20 novembre 2017 fino al 27 novembre 2017. La decisione è stata presa per arrecare minor disagio possibile ai cittadini in conseguenza della chiusura della Galleria Laziale per lavori di manutenzione straordinaria.

 

ESCLUSIVA – Juve Stabia, Manniello al Pungiglione Stabiese: Siamo stanchi dell’atteggiamento degli arbitri e dei loro errori. Su Improta e Caserta…

E’ intervenuto poco fa al Pungiglione Stabiese, programma sulla Juve Stabia in onda ogni lunedì sulla pagina Facebook di ViViCentro, il Presidente delle Vespe, Franco Manniello. Il Patron gialloblù ha analizzato il momento della sua squadra.

Queste le dichiarazioni di Manniello:

Il problema dell’atteggiamento prevenuto dei direttori di gara nei confronti di Castellammare e della Juve Stabia si ripete costantemente ogni anno. A ciò si aggiungano gli episodi di campo che confermano tale atteggiamento: a Bassano siamo stati vittima di una rapina, di un furto, così come contro la Reggiana negli scorsi playoff. La storia si sta ripetendo quest’anno, con le ultime cinque gare decide dagli errori degli arbitri che ci hanno diretto. Purtroppo la Serie C è abbandonata a se stessa, mentre in Serie A ci sono arbitri, assistenti di porta ed anche, giustamente, la VAR da questa stagione. Nulla di tutto ciò, invece, si vede sui nostri campi. Tra l’altro siamo spesso “sfortunati” con arbitri di Arezzo; non so se si tratta di un caso o di altro ma quello che è certo è che con i direttori di gara aretini non ci va mai bene niente.
A distanza di anni, resto dell’idea che se non fosse stato annullato il gol di Gomez a Bassano, noi saremmo andati in Serie B.

Il ritorno di Gianni Improta in Società? E’ una domanda a cui nemmeno io, ad oggi, so dare una risposta precisa; aspettiamo e vediamo se succederà qualcosa. Ci tengo però a precisare che mai ho ricevuto offerte di investitori interessati a rilevare, in tutto o in parte, la Juve Stabia. Su questo non ci piove e mi interessa chiarire tale aspetto.

Noi non vogliamo regali, favoritismi o quant’altro: puntiamo solo ad essere arbitrati in modo equo, senza dover poi annotare errori grossolani e costanti ai nostri danni. Resto convinto che l’attuale Juve Stabia sia da 4 – 6 posto in classifica; abbiamo giocato quattordici gare, di cui dieci fuori casa, incontrando tutte le big del campionato. Penso che le partite sbagliate dalla squadra si contino sulle dita di una mano ed il lavoro di Caserta e dello staff mi fa ben sperare: vediamo se a fine campionato la mia previsione sarà corretta.

Abbiamo proposto una campagna abbonamenti a prezzi stracciati, proprio per poter contare sul sostegno forte del nostro pubblico, capace di fare la differenza quando vuole. Spero che la piazza ed i tifosi si rendano conto dei sacrifici che da cinque anni faccio da solo: allestire una squadra competitiva, e che possa lottare in primis per il mantenimento della categoria e poi per qualcosa in più, non è per niente facile, tutt’altro. Sono un tifoso prima ancora di essere il Presidente della Juve Stabia: per me i colori gialloblù sono una “malattia”.

La scelta di Caserta come guida tecnica? Conosco Fabio come persona e come professionista ed ero quindi sicuro che avrebbe fatto bene. La scelta non è stata casuale o fatta all’ultimo istante: era un qualcosa di già programmato lo scorso anno, un’evoluzione naturale del suo essere vice allenatore la scorsa stagione. In più Fabio è uno stabiese d’adozione, integrato perfettamente nelle dinamiche sociali e sportive di Castellammare. Nessuno ci ha messo sotto, anche nelle sconfitte, e questo è merito dell’allenatore.

Paponi? Il suo rendimento sta confermando le qualità di cui nessuno di noi ha mai dubitato. Daniele ha giocato solo in categorie superiori, ci sarà un motivo. Alle sue doti tecniche si aggiungono quelle umane: è un ragazzo che tiene tanto alla maglia e che è da guida per i compagni più giovani. Ha sposato il progetto della Juve Stabia non solo con le parole ma anche e soprattutto con i fatti. Purtroppo almeno per le prossime due gare di campionato non potremo contare su di lui.

La gara di domani con la Paganese? C’è l’intenzione di onorare la Coppa Italia di Serie C ma l’occhio va anche alla gara del prossimo sabato a Monopoli. Ho parlato con Caserta ed è d’accordo con me: andrà in campo una squadra affamata, formata da elementi che hanno giocato di meno fino ad oggi ma ugualmente competitiva. Ce la giocheremo perché è un derby, a cui teniamo tanto, e perché vogliamo passare il turno.

Il match di Monopoli? Sono convinto che non torneremo a mani vuote dalla Puglia. Anche il Monopoli non sta attraversando un periodo positivo e dovremo essere bravi ad approfittarne.

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Castellammare, falso allarmismo: non è morta di “Mucca Pazza”

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Castellammare Di Stabia – Abbiamo raccontato questa mattina la storia della signora di 58 anni, che si è spenta dopo quattro mesi di agonia per una malattia che è stata difficile da diagnosticare. Fin qui tutto vero: i familiari della donna, infatti, hanno chiesto il parere di vari specialisti per cercare di curarla.

Si sono rivolti all’ospedale di Isernia, lì i camici bianchi le hanno diagnosticato una grave forma di encefalite, niente a che vedere con il morbo della “Mucca Pazza”.

Una smentita doverosa nei confronti di coloro che sono afflitti dalla prematura perdita.

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De Laurentiis: “Mai chiesto dimissioni di Tavecchio, voglio Carraro”

Le sue parole

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Sky Sport, ecco quanto riportato da gianlucadimarzio.com: “Le dimissioni di Tavecchio le avevo chiesto anch’io? Non è proprio così, solo mi sembrava che il problema non fosse solo il fatto che l’Italia non si fosse qualificata per il Mondiale. Mi dispiace moltissimo per Tavecchio ma forse la Federcalcio va bene per la Serie B, la Serie C ma non va bene per la serie A che secondo me dovrebbe essere legata direttamente con ECA e Uefa, altrimenti si fa un passaggio di troppo. Credo che questa sia proprio un’occasione non tanto per mandare a casa qualcuno ma per rifondare come non è mai stato fatto, sempre a partire dai campionati. Serve fare un tavolo permanente che studi e modernizzi il calcio man mano che il mondo cambia; perché sta cambiando da tanto tempo. Malagò ha detto che commissaria la Federcalcio? Siamo tutti commissariati, è commissariato anche lo Stato. Quando il 60-70% degli italiani non vuole più sentire parlare di politica vuol dire che ad un certo punto un certo tipo di burocrazia ha stancato. Servono persone che sappiano fare i veri manager o i veri imprenditori. A me come serie A non interessa la Federcalcio, non vorrei essere legato a questa istituzione. Il problema di base è che ci vuole sempre un fatto grave che costringa tutti a girare pagina, invece ci vorrebbe sempre un osservatorio che possa evitare queste gaffe per aggiornare sempre tutto quello che si deve aggiornare, visto che il mondo va avanti.

Franco Carraro? E’ già stato presidente della FIGC, è un uomo di grande esperienza ma non spetta a me dare giudizi. Lui potrebbe avere i numeri per trasformare questa Federcalcio, perché lui è un grande sportivo. La gente chiede volti nuovi, ma bisogna prima individuarli”.

Napoli, 16enne aggredita presso la Villa Comunale

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Napoli, 16enne aggredita presso la Villa Comunale

Una ragazza di appena sedici anni è stata aggredita ieri sera presso la Villa Comunale da due malviventi, i quali l’avrebbero ferita con un coltello dopo che la giovane si sarebbe rifiutata di consegnar loro il telefono cellulare. La ragazza, accompagnata al Pronto Soccorso del Loreto Mare è stata dimessa con una prognosi di sette giorni. I due aggressori, fuggiti su uno scooter, sarebbero tutt’ora ricercati.

Juve Stabia – Catania: 12 tifosi rossoazzurri nei guai!

Juve Stabia – Catania: 12 tifosi rossoazzurri nei guai!

Dodici tifosi catanesi, di cui due minorenni, sono stati fermati e messi sotto indagine per possesso di oggetti atti a offendere. La polizia, dopo aver ispezionato il mezzo su cui viaggiavano i supporters, avrebbe infatti trovato mazze, bastoni, documenti, tessere del tifoso e dei biglietti riconducibili alle persone fermate. Tra l’altro, tra gli oggetti visti e sequestrati, è stata registrata una spranga di ferro a forma di “T”, lunga 80 centimetri, con impugnatura di un raccordo per le tubature d’acqua. I dodici sono stati portati nel commissariato di Napoli e rischiano il daspo, visto che gli agenti vesuviani hanno avviato l’iter. I due minorenni, in attesa dell’arrivo dei genitori da Catania, sono stati affidati ai servizi sociali.

Auriemma e il VAR: “Ora il campionato è regolare”

“Gli errori arbitrali si sono sensibilmente ridotti”

Il giornalista Raffaele Auriemma è intervenuto ai microfoni di Radio CRC rilasciando alcune dichiarazioni sul VAR:  “Napoli, Inter, Roma e Juventus mi sembrano le squadre in lotta per lo scudetto. La Lazio è una buona squadra, ma non può andare troppo avanti in questa lotta. Mi piace molto il progetto Sampdoria, mi pare un Napoli in miniatura. Giampaolo è cresciuto molto, è ripartito dalla Serie C ed adesso si è rialzato alla grande. VAR? Non mi interessa che favorisca una squadra o meno, voglio solo che sia un campionato regolare. Non dico che lo scorso anno non lo fosse, ma gli arbitri commettevano degli errori ed adesso sono aiutati”.

Università di Salerno, in aula per una lezione – seminario sul tema della mafia

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Università di Salerno, in aula per una lezione – seminario sul tema della mafia

Il giorno 23 novembre, alle ore 15:30, presso l’aula Magna dell’Università degli Studi di Salerno, si terrà una lezione-seminario con il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri e con il professore Antonio Nicaso che, partendo dal loro volume intitolato “Fiumi d’oro”, edito da Mondadori, interverranno sul tema della Mafia e apriranno un confronto con il pubblico presente. Gratteri e Nicaso, da sempre impegnati nella lotta alla malavita, hanno già pubblicato insieme un volume di successo, intitolato “La mafia fa schifo”, in cui sono state raccolte le lettere di ragazzi e adolescenti scritte affrontando il tema della malavita organizzata, dalle quali emergono paura e rabbia, ma soprattutto desiderio di ribellione. Una sfida culturale che viene dai giovani e dagli studenti, che rifiutano le logiche di violenza e sopraffazione di mafia e chiedono un confronto diretto con chi lotta quotidianamente contro le realtà malavitose. All’incontro saranno presenti il Magnifico Rettore, Professore Aurelio Tommasetti, il Direttore del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale, professoressa Mariagiovanna Riitano, docenti dell’Ateneo salernitano e Dirigenti scolastici.

“Sul tradimento”, un saggio di Avishai Margalit: recensione di Michela Marzano

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Il filosofo Avishai Margalit spiega in un saggio perché l’ideale della fedeltà assoluta rischia di portarci su una strada sbagliata.

Dall’amore alla politica. Vivere è (anche) tradire (Michela Marzano)

Chi parla del tradimento, ancora oggi, di solito si riferisce all’adulterio. Ma tradisce di più chi ha una relazione sessuale, magari fugace, con un’altra persona, invece che restare fedele al marito, alla compagna, alla sposa o al fidanzato, oppure colui o colei che, durante ad esempio la lunga malattia del proprio partner, comincia a essere meno presente, distante, indifferente? E, spostandosi in ambito politico, chi tradisce veramente il proprio paese o la propria comunità?

Sono queste alcune delle domande che pone Avishai Margalit, uno dei più grandi filosofi contemporanei, nel suo ultimo saggio Sul tradimento (Einaudi). Nonostante a prima vista possa apparire un tema più che abusato, il tradimento rappresenta infatti, per Margalit, il prisma attraverso il quale leggere ogni tipo di “relazione forte” (thick, letteralmente Spesso l’indifferenza ci fa sentire feriti “spessa”). Anche semplicemente perché è solo quando viviamo un rapporto forte, ossia uno di quei rapporti cui teniamo più, che possiamo essere traditi: coloro che ci tradiscono possono farlo sempre e solo perché ci fidiamo di loro, ci abbandoniamo al loro benvolere, pensiamo di essere “speciali” per loro.

Tanto più che, se è vero che il tradimento è tale perché porta con sé offesa e danno della vittima, è anche vero che l’offesa più grande è legata alle aspettative che si hanno nei confronti di chi, fino ad allora, ci ha fatto credere di essere unici: «Vogliamo essere speciali, suscitare affetto e stima, se non ammirazione, pur non avendo nulla che ci distingue dagli altri. Sono i nostri rapporti speciali a renderci significativamente speciali. Nell’ambiente circoscritto del nostro rapporto forte noi siamo speciali. Ecco, il tradimento ci comunica in modo brutale che non lo siamo».

Dopo aver affrontato il tema della decenza e dell’umiliazione, e dopo aver consacrato i suoi due ultimi libri all’idolatria e ai compromessi “sporchi”, il filosofo israeliano continua a interrogarsi su ciò che rende possibile il vivere insieme e permette quindi di garantire la persistenza delle nostre relazioni più importanti: l’amore, l’amicizia, il senso di appartenenza a una comunità religiosa, l’attaccamento alla Patria. Il vero problema del tradimento, d’altronde, non è tanto l’intenzione di ferire di chi tradisce, quanto l’indifferenza del traditore nei confronti della vittima, della storia condivisa, dei valori per i quali ci è battuti insieme e in cui, insieme, si è fortemente creduto.

Un’indifferenza che rivela brutalmente alla vittima di poter essere rimpiazzata: sostituita da un amante, sostituita da un nemico di Stato, sostituita da un altro dio.

Con il tradimento, la persone tradita deduce di non essere importante agli occhi del traditore, nonostante la certezza di esserlo stata per tanto tempo, nonostante il “senso di appartenenza” che caratterizza, appunto, ogni rapporto forte. Poco importa, allora, che si parli di tradimento politico — nel senso di violazione della fedeltà verso la propria comunità politica — di collaborazionismo — quando cioè ci si associa col proprio nemico — o di tradimento all’interno di una coppia. Quando si tradisce, indipendentemente dal tipo di tradimento, si cancellano la storia e la memoria condivise, ci si mostra indifferenti all’altro, si rimette in discussione l’appartenenza comune.

Ecco perché, per Avishai Margalit, il tradimento va di pari passo con la mancanza di trasparenza nelle relazioni umane: «Se ti nascondo delle informazioni vitali, amico mio, significa che manca la trasparenza nella nostra relazione; se invece concepisco un rapporto umano come possesso feticistico di oggetti significa che manca la trasparenza del rapporto ». Il che non significa, però, che si debba poi cercare di imporre “tutta la verità” sempre e comunque; la vita civile, spiega bene Margalit, ha talvolta bisogno anche di segretezza.

Ogni relazione umana, riconosce il filosofo, è caratterizzata dall’ambivalenza e dall’impossibilità di una fedeltà integerrima — ormai lo sappiamo da tempo, la psicanalisi ce lo ha insegnato, e sarebbe illusorio immaginare l’esistenza di rapporti che escludano per definizione la possibilità stessa del tradimento. Sperare di poter vivere e amare senza mai venire traditi o feriti, credere che ogni parola data sia un impegno che lega per l’eternità significherebbe d’altronde non capire che anche le relazioni più forti sono fragili.

Anche semplicemente perché nessun rapporto profondo è al riparo dalle variazioni del Nessun legame umano è incondizionato tempo e del desiderio. Ma un conto, argomenta Avishai Margalit, è sapere che nessun rapporto umano è incondizionato; altro conto è rinunciare per sempre alla possibilità di essere importanti e unici all’interno di un rapporto forte — rinuncia che avrebbe tra l’altro come conseguenza evidente l’impossibilità di pensare la “fraternità” accanto alla “libertà” e all’“uguaglianza”.

Certo, il tradimento spiazza, destabilizza, ferisce. Non riconoscerlo significherebbe ancora una volta “umiliare” chi ci è accanto. Ma se questa sofferenza è il prezzo da pagare affinché si possano ancora concepire delle relazioni forti, conclude Margalit, allora forse è un prezzo che vale ancora la pena di pagare.

larepubblica/Michela Marzano

Vomero, campane e motocicli nelle strisce blu

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Vomero, campane e motocicli nelle strisce blu

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, ha messo in evidenza un problema particolarmente sentito nella zona del Vomero, ma che potrebbe facilmente riguardare anche altre zone del partenopeo: “Mi riferisco alla sottrazione di stalli destinati alla sosta all’interno di strisce blu, o per i possessori di permesso autorizzati o per coloro che si muniscono di grattino, determinata dalla presenza all’interno di tali strisce o di campane per la raccolta differenziata o di motocicli. Da osservare che gli spazi occupati vengono ovviamente sottratti a quelli già insufficienti destinati alla sosta dei residenti che pagano all’incirca 150 euro annui”. Si richiedono provvedimenti e controlli necessari.

Shakhtar, Fonseca: “Vogliamo conquistare una qualificazione non chiusa”

Taison: “Gli azzurri sono pieni di talenti”

Nella consueta conferenza stampa alla vigilia di ogni match di Champions League, i tesserati dello Shakhtar Donetsk, rappresentati dall’allenatore Fonseca e dal centrocampista Taison, hanno parlato del match del ‘San Paolo’ contro il Napoli che potrebbe valere la qualificazione agli ottavi di Champions proprio ai danni dei partenopei.

Il primo a parlare con i giornalisti è Fonseca.

E’ una delle gare più importanti della stagione, come la affronterà?
“Se parliamo d’importanza, per me tutte le gare lo sono. Non è il match più importante in assoluto per noi. La squadra è pronta, motivata, in forma per questa grande partita contro una grande squadra con il Napoli”.

Durante l’ultimo match sembravate una buona macchina ma con una ‘benzina scarsa’. Siete riusciti a rifornirvi?
“L’avversario e il torneo sono completamente diversi dal campionato ucraino, ma speriamo di riuscire a farci trovare pronti”. 

Cosa teme di questo Napoli? Si sente la rivelazione del girone?
“Non temo nulla del Napoli, non c’è da aver paura, è un gioco. Rispettiamo gli azzurri, sono una delle migliori squadre d’Italia, allenati da un tecnico che apprezzo molto. Sappiamo che ci aspetta un match difficile. Era ovvio che Napoli e City fossero le favorite, abbiamo dimostrato di poter sovvertire il pronostico ma ciò non vuol dire che siamo già riusciti a conquistare la qualificazione. Ci aspettano due match con squadre eccellenti come Napoli e City, vedremo cosa accadrà”.

Il fatto che abbiate già un match-point per la qualificazione cambierà il vostro piano di gioco? Attenderete il Napoli per colpirlo in contropiede?
“Non rinneghiamo mai la nostra identità, contro qualsiasi rivale. A noi piace avere il pallone, dominare la gara, cercheremo di fare la stessa cosa. Siamo però consapevoli del fatto che, affrontando il Napoli, in qualche momento dovremo adattarci al loro ottimo possesso, senza però modificare la nostra filosofia. Se qualcuno pensa che siamo venuti qua per difendere il pareggio e conquistare il passaggio del turno sbaglia”.

La difesa sta subendo molti più gol rispetto alla scorsa stagione.
“Ovviamente non sono soddisfatto, continuiamo ad essere primi in campionato e in corsa per la qualificazione in Champions, ma abbiamo l’obbligo di migliorarci”.

Resta solo un punto da conquistare, è più facile conquistarlo qui al San Paolo o contro un City ormai senza obiettivi?
“E’ una domanda quasi retorica, non si può scegliere. La più difficile è sempre la prossima”. 

Cambia il vostro atteggiamento difensivo considerando la presenza di Mertens dal primo minuto?
“I nostri principi difensivi non cambiano in funzione dell’avversario. Mertens è uno dei migliori attaccanti d’Europa in questo momento, ma resteremo fedeli al nostro stile di gioco”.

Si sente pronto per conquistare la qualificazione domani?
“Siamo sempre pronti per i bei momenti, li preferiamo a quelli brutti”.

Ha dichiarato nella precedente conferenza che in caso di qualificazione si sarebbe travestito da Zorro, è pronto a farlo?
“Se dovesse succedere, manterrei la promessa nell’ultima partita. So che non ci credete, ma accadrà”.

Come imposterà la gara?
“Sorprendere il Napoli non è facile, si tratta di una squadra fortissima. Domani potrebbe fare la differenza il lato emozionale di ogni calciatore. Non mi aspetto nulla di nuovo, entrambe le squadre si conoscono”. 

Dopo il tecnico della squadra ucraina arriva il momento del brasiliano Taison.

La sconfitta nel match con l’Oleksandria può influenzare la prestazione di domani?
“E’ ovvio che una sconfitta ci brucia, ma ormai è andata. Vogliamo rifarci e pensare solo nella gara di domani”. 

Quale calciatore del Napoli potrà fare la differenza?
“Non si può parlare di un singolo giocatore, parliamo del club in testa in Serie A, va rispettato in ogni suo elemento. Gli azzurri sono pieni di talenti”. 

Visto che la situazione è diversa rispetto alla prima giornata, domani si aspetta un match più aggressivo?
“Non ci dobbiamo aspettare qualcosa di diverso. Domani scenderemo in campo per giocarcela al meglio e conquistare la qualificazione”.

Alla chiusura della conferenza lo Shakhtar assaggerà il manto erboso dello stadio di Fuorigrotta. Domani, poi, la sfida verità.

“La politica non usi Francesco”. La faccia tosta del cardinale Ruini

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Il  Cardinale Ruini, il “campione” dell’ingerenza clericale nel potere italiano, ora teme il peso del pontefice sul fine vita

Chi d’ingerenze colpisce, d’ingerenze perisce. Per oltre un quarto di secolo, e ben prima dell’inizio della Seconda Repubblica, il cardinale Camillo Ruini è stato il campione dell’ingerenza clericale nella politica italiana: dal 1991 al 2007 presidente indiscusso della Cei, la conferenza dei vescovi, e per lo stesso periodo con un anno in più, fino al 2008, cardinale vicario del pontefice per la diocesi di Roma.

Da leader politico a tutto tondo, l’eminenza emiliana (e grande avversario del cattolicesimo adulto di Prodi e dei prodiani) avviò a Loreto nel 1985 “un progetto culturale” per incidere in modo decisivo sui due poteri, esecutivo e legislativo, nel nome dei cosiddetti “valori non negoziabili”. In un primo momento per rinnovare la morente Dc – per Ruini l’unità politica dei cattolici è sempre stata un dogma di natura celeste – poi per condizionare il centrodestra “amico” di Silvio Berlusconi e persino il Pd con la corrente dei teodem rutelliani.

Ed è per tutto questo che suona come un meritato contrappasso, ovviamente divino, non solo terrestre, il senso dell’allarmata intervista che il pugnace cardinale ha dato sabato scorso al Foglio, che è sì renziano ma sempre teocon e ratzingeriano. Al centro della conversazione la “svolta” di Francesco sul fine vita, dove a pesare è una frase ritenuta pericolosa dai clericali di destra: “Occorre saggezza”.
Così stavolta il cardinale Ruini si è precipitato a dire che Bergoglio non ha detto nulla di nuovo sull’accanimento terapeutico ma “secondo una prassi ormai consolidata, le parole del Papa sono state applicate immediatamente, e impropriamente, alla situazione politica”.
Dette dall’uomo che si battè con profitto contro i Dico e i referendum sulla procreazione medicalmente assistita; che negò il funerale e la misericordia a Welby e che infine tentò invano di riformare il centrodestra con la leadership cattolica di Antonio Fazio, l’ex governatore di Bankitalia; sembrano parole di un finto pentimento strumentale. Fin quando era lui, Ruini, a ingerire nessun problema. Ma guai agli altri, Papa compreso.

Fabrizio D’Esposito/ilfattoquotidiano

Il Barcellona arriva a Volla: accordo tra Macsy – Micri!

Il Barcellona arriva a Volla: accordo tra Macsy – Micri!

Si è svolta domenica 19 novembre, la prima edizione del Premio Micri Fair Play. Oltre 500 persone
presenti per un evento spettacolare. Per l’occasione è stata ufficializzato lo storico accordo tra la
Macsy e la scuola calcio Micri di Volla. L’Fc Barcellona, arriva così nell’area vesuviana dove i piccoli calciatori potranno farsi notare. La società che organizza il campus per conto dei blaugrana in Italia, Svizzera, Austria e Germania, terrà un raduno estivo presso il centro sportivo San Michele di Volla. L’appuntamento è dall’8 al 13 luglio 2018, in un evento aperto ai bambini provenienti da tutta Italia. Sarà una settimana intensa, dove i bambini saranno monitorati dai tecnici della Masia del Barcellona. Ad ospitarli, Villa Buonanno di Cercola ed il kit sarà rigorosamente brendizzato dallo sponsor tecnico del Barcellona: la Nike. Tutto questo è stato possibile grazie all’accordo tra il presidente dell’ASD Micri, Michele Visone ed il rappresentante della FCBesola, Symon Buda. La notizia è stata ufficializzata a margine della prima edizione del Premio Micri Fair Play, voluto dal presidente Michele Visone. L’evento, condotto da Peppe Accardo e Gianni Simioli di Radio Marte, ha visto sfilare oltre 400 bambini di tutte le categorie della scuola calcio. A seguire lo show pirotecnico con sottofondo dell’inno ‘El Cant de Barça con la maglia dei blaugrana a centrocampo. Durante la giornate premiate anche varie personalità, tra cui: Silvio Passante, direttore di calcionapoli24 e cittadino vollese. Pionere della comunicazione web dello sport. Per il suo modo di raccontare il calcio e seguire le vicende del Napoli, con obiettività e sportività; Mario Giuffredi: agente Fifa e rappresentante degli azzurri Hysaj, Sepe e Grassi; Giuanluca Grava: per l’impegno nel settore giovanile con il calcio Napoli. Per il suo modo di gestire i baby calciatori, nonostante le tante difficoltà che si possono incontrare sul territorio. Senza dimenticare la sua carriera da calciatore sempre corretto e leale. (Assente per impegni legati al settore giovanile); Marek Hamsik: per il grande attaccamento alla maglia e l’enorme legame con la città. Un esempio per i giovani in campo e fuori dal campo. Sempre leale e sportivo. Una delle ultime bandiere nel calcio moderno. (Assente perché in ritiro).

ASD Città di Gragnano – Frattese Calcio: il derby va ai nerostellati!

ASD Città di Gragnano – Frattese Calcio: il derby va ai nerostellati!

Si arresta tra le mura amiche l’ottimo periodo del Gragnano, che esce sconfitto dal “San Michele” per 0-1. Una gara che i gialloblù hanno controllato sostanzialmente per la sua interezza senza riuscire però a trovare il guizzo giusto. La Frattese dal canto suo si è difesa con ordine e, nella ripresa, in una delle poche sortite offensive ha conquistato il decisivo penalty. Rosario Campana è ancora squalificato ed in panchina per il Gragnano c’è il vice allenatore Luigi Fumo. Classico 4-3-3 per i gialloblù con Giordano tra i pali, Grimaldi e Chiariello sono i due terzini mentre la coppia difensiva è formata da capitan Martone e Baratto. Gatto agisce da play con Franco e Formisano intermedi mentre in attacco ci sono Napolitano a sinistra, Gassama al centro e Carfora a destra. Carlo Peviani, tecnico della Frattese, opta invece per un compatto 3-5-2 con Roghi e Signorelli in attacco. In porta c’è Pardo, la difesa a tre è costituita da Adamo, Cassandro e Della Monica. A destra a centrocampo c’è Odierna, ex di giornata, mentre a sinistra Di Crosta. Il trio centrale è composto da Falivene, capitan Tufano e Trofo. Il Gragnano accetta subito l’onere del comando delle operazioni e sfiora il vantaggio per due volte nel primo quarto d’ora. Al 6’ con Carfora, su assist di Napolitano, ed all’11’ con Gatto ma in entrambi i casi è attento il portiere Pardo. Al 16’ la Frattese si fa vedere in attacco con la punizione di Signorelli che termina però alta senza creare apprensione a Giordano. Al 37’ è preciso il corner di Gatto per la testa di Martone, facile per Pardo che blocca a terra. L’occasione più importante della prima frazione è ancora dei gialloblù al 41’ con Franco. Il suo sinistro dalla distanza esalta nuovamente Pardo. Proprio allo scadere, pregevole girata in area di Gassama che non impegna l’estremo difensore avversario. Dopo un minuto di recupero il direttore di gara manda tutti negli spogliatoi. La ripresa si apre senza modifiche sostanziali allo spartito del primo tempo: il Gragnano attacca ma la Frattese non capitola. Primo cambio tra i gialloblù al 9’ con La Monica che subentra a Gatto. All’11’ l’episodio che si rivelerà decisivo per le sorti dell’incontro. Cross di Di Crosta, Roghi prende posizione su Grimaldi e poi cade in area. L’arbitro ravvisa una spinta del difensore e concede il penalty. Dal dischetto si presenta Signorelli che, di destro, batte Giordano. Il Gragnano tenta il tutto per tutto inserendo Cissè e Mansour in luogo di Carfora e Chiariello. Adesso è una sorta di 4-2-3-1 per la formazione di Campana con La Monica terzino destro ed in avanti Napolitano, Gassama e Mansour alle spalle di Cissè. Al 19’ Gassama si smarca al limite e prova a sorprendere Pardo con una volèe, pallone oltre la traversa. Al 31’ Frattese in avanti con la conclusione da fuori di Tufano che esce di un soffio. Ultima sostituzione per il Gragnano con Montuori al posto di Grimaldi. Il giovane, classe 1999, si piazza al centro della difesa accanto a Baratto con l’avanzamento di Martone. Il finale è al cardiopalma e ricco di episodi. Al 41’ calcio d’angolo battuto da Franco, colpo di testa di Martone e miracolo di Pardo. Poco più tardi la traiettoria dai trenta metri di Franco sorprende il portiere ma la sfera fa la barba al palo. L’ultima situazione, la più contestata, accade nel quarto minuto di recupero dei sei previsti. Batti e ribatti in area della Frattese che Gassama prova a risolvere con una girata, la palla termina tra i piedi di Martone che da due passi batte Pardo! L’urlo del “San Michele” è strozzato in gola dalla bandierina alzata dell’assistente che induce l’arbitro ad annullare la rete. Un fuorigioco a dir poco dubbio che scatena le proteste del capitano gragnanese che viene espulso dal direttore di gara. Il triplice fischio di Perenzoni di Rovereto decreta la sconfitta del Gragnano e da il via alla festa dei giocatori della Frattese. Una prestazione sfortunata per i ragazzi di Campana che escono comunque tra gli applausi della propria gente.

Incredebile RAI, gettato fango sul Napoli durante la trasmissione ‘Antidoping’

Scatta l’ira dei tifosi partenopei

Alessandro Antinelli, nel corso della trasmissione ‘Antidoping’, in onda su Rai2, ha fatto infuriare, e non poco, i tifosi del Napoli che hanno insultato il conduttore via web.

Il momento che attraversa la formazione di Sarri è più che ottimo, gli azzurri sono primi in classifica e imbattuti portando l’entusiasmo di squadra, tifosi e città alle stelle. La TV nazionale, invece di esaltare le gesta del club di De Laurentiis, capace di ricostruire un capolavoro dopo il fallimento dell’estate 2004, ha pensato bene di occuparsi di altro.
In maniera del tutto inappropriata e fuori luogo rispetto al contesto e al momento, Antidoping ha tirato a galla episodi legati al passato e racconti di pentiti che, però, non ha prodotto condanne.

Ha fatto molto discutere anche l’intervento di Leandro Del Gaudio, giornalista de Il Mattino, che a proposito dell’annata 1987/88 ha affermato: “La camorra ha agito nei confronti del calcio Napoli. Io sono sicuro, anche se non ho le prove altrimenti ci avrei scritto un libro, del pressing della criminalità organizzata nel 1988 quando il Napoli perse lo scudetto. Senza intaccare l’onorabilità dei calciatori che scesero in campo, facendo salva la loro buona fede e il loro lavoro eccelso in campo dal punto di vista professionale e agonistico, resto convinto ci furono dei tentativi della camorra di abbracciare il Napoli e i giocatori non rimasero immuni dai contatti. Fecero scalpore la foto di Maradona nella vasca a forma di conchiglia con i fratelli Giuliano. Quella foto ha attestato di un patto scellerato tra il personaggio più amato, ovvero Maradona, e coloro che avevano sconfitto la NCO di Cutolo”.

Dopo addirittura 30 anni, in RAI sono riusciti a tirare fuori accadimenti e vicende, stilando anche una tabella. Il tutto sembra proprio architettato per offuscare lo splendido momento che vive la capolista gettando fango su di essa.

Gragnano, installata pedana per disabili presso la Chiesa del Rosario

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Gragnano, installata pedana per disabili presso la Chiesa del Rosario

E’ stata installata, dopo la richiesta pervenuta nei mesi scorsi da parte del Parroco Don Aniello Pignataro e da tanti altri cittadini, una pedana per favorire l’ingresso  dei diversamente abili nella Chiesa del Rosario. All’inaugurazione presenti numerose persone e il consigliere regionale Alfonso Longobardi, il quale si è occupato direttamente dell’opera.

Napoli, rapina a due passi dal Comune

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Napoli, rapina a due passi dal Comune

Rapina a due passi dalla sede del Comune di Napoli, situata per l’esattezza in via San Giacomo. Infatti, alcuni uomini, si sarebbero addentrati nella sede della Banca BCC, facendo irruzione attraverso la rete fognaria. I malviventi, forse tre, hanno svaligiato le casse e sono immediatamente fuggiti. Sul posto sono arrivate una decina di auto dei Carabinieri e della Polizia.