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“Sul tradimento”, un saggio di Avishai Margalit: recensione di Michela Marzano

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Il filosofo Avishai Margalit spiega in un saggio perché l’ideale della fedeltà assoluta rischia di portarci su una strada sbagliata.

Dall’amore alla politica. Vivere è (anche) tradire (Michela Marzano)

Chi parla del tradimento, ancora oggi, di solito si riferisce all’adulterio. Ma tradisce di più chi ha una relazione sessuale, magari fugace, con un’altra persona, invece che restare fedele al marito, alla compagna, alla sposa o al fidanzato, oppure colui o colei che, durante ad esempio la lunga malattia del proprio partner, comincia a essere meno presente, distante, indifferente? E, spostandosi in ambito politico, chi tradisce veramente il proprio paese o la propria comunità?

Sono queste alcune delle domande che pone Avishai Margalit, uno dei più grandi filosofi contemporanei, nel suo ultimo saggio Sul tradimento (Einaudi). Nonostante a prima vista possa apparire un tema più che abusato, il tradimento rappresenta infatti, per Margalit, il prisma attraverso il quale leggere ogni tipo di “relazione forte” (thick, letteralmente Spesso l’indifferenza ci fa sentire feriti “spessa”). Anche semplicemente perché è solo quando viviamo un rapporto forte, ossia uno di quei rapporti cui teniamo più, che possiamo essere traditi: coloro che ci tradiscono possono farlo sempre e solo perché ci fidiamo di loro, ci abbandoniamo al loro benvolere, pensiamo di essere “speciali” per loro.

Tanto più che, se è vero che il tradimento è tale perché porta con sé offesa e danno della vittima, è anche vero che l’offesa più grande è legata alle aspettative che si hanno nei confronti di chi, fino ad allora, ci ha fatto credere di essere unici: «Vogliamo essere speciali, suscitare affetto e stima, se non ammirazione, pur non avendo nulla che ci distingue dagli altri. Sono i nostri rapporti speciali a renderci significativamente speciali. Nell’ambiente circoscritto del nostro rapporto forte noi siamo speciali. Ecco, il tradimento ci comunica in modo brutale che non lo siamo».

Dopo aver affrontato il tema della decenza e dell’umiliazione, e dopo aver consacrato i suoi due ultimi libri all’idolatria e ai compromessi “sporchi”, il filosofo israeliano continua a interrogarsi su ciò che rende possibile il vivere insieme e permette quindi di garantire la persistenza delle nostre relazioni più importanti: l’amore, l’amicizia, il senso di appartenenza a una comunità religiosa, l’attaccamento alla Patria. Il vero problema del tradimento, d’altronde, non è tanto l’intenzione di ferire di chi tradisce, quanto l’indifferenza del traditore nei confronti della vittima, della storia condivisa, dei valori per i quali ci è battuti insieme e in cui, insieme, si è fortemente creduto.

Un’indifferenza che rivela brutalmente alla vittima di poter essere rimpiazzata: sostituita da un amante, sostituita da un nemico di Stato, sostituita da un altro dio.

Con il tradimento, la persone tradita deduce di non essere importante agli occhi del traditore, nonostante la certezza di esserlo stata per tanto tempo, nonostante il “senso di appartenenza” che caratterizza, appunto, ogni rapporto forte. Poco importa, allora, che si parli di tradimento politico — nel senso di violazione della fedeltà verso la propria comunità politica — di collaborazionismo — quando cioè ci si associa col proprio nemico — o di tradimento all’interno di una coppia. Quando si tradisce, indipendentemente dal tipo di tradimento, si cancellano la storia e la memoria condivise, ci si mostra indifferenti all’altro, si rimette in discussione l’appartenenza comune.

Ecco perché, per Avishai Margalit, il tradimento va di pari passo con la mancanza di trasparenza nelle relazioni umane: «Se ti nascondo delle informazioni vitali, amico mio, significa che manca la trasparenza nella nostra relazione; se invece concepisco un rapporto umano come possesso feticistico di oggetti significa che manca la trasparenza del rapporto ». Il che non significa, però, che si debba poi cercare di imporre “tutta la verità” sempre e comunque; la vita civile, spiega bene Margalit, ha talvolta bisogno anche di segretezza.

Ogni relazione umana, riconosce il filosofo, è caratterizzata dall’ambivalenza e dall’impossibilità di una fedeltà integerrima — ormai lo sappiamo da tempo, la psicanalisi ce lo ha insegnato, e sarebbe illusorio immaginare l’esistenza di rapporti che escludano per definizione la possibilità stessa del tradimento. Sperare di poter vivere e amare senza mai venire traditi o feriti, credere che ogni parola data sia un impegno che lega per l’eternità significherebbe d’altronde non capire che anche le relazioni più forti sono fragili.

Anche semplicemente perché nessun rapporto profondo è al riparo dalle variazioni del Nessun legame umano è incondizionato tempo e del desiderio. Ma un conto, argomenta Avishai Margalit, è sapere che nessun rapporto umano è incondizionato; altro conto è rinunciare per sempre alla possibilità di essere importanti e unici all’interno di un rapporto forte — rinuncia che avrebbe tra l’altro come conseguenza evidente l’impossibilità di pensare la “fraternità” accanto alla “libertà” e all’“uguaglianza”.

Certo, il tradimento spiazza, destabilizza, ferisce. Non riconoscerlo significherebbe ancora una volta “umiliare” chi ci è accanto. Ma se questa sofferenza è il prezzo da pagare affinché si possano ancora concepire delle relazioni forti, conclude Margalit, allora forse è un prezzo che vale ancora la pena di pagare.

larepubblica/Michela Marzano

Vomero, campane e motocicli nelle strisce blu

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Vomero, campane e motocicli nelle strisce blu

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, ha messo in evidenza un problema particolarmente sentito nella zona del Vomero, ma che potrebbe facilmente riguardare anche altre zone del partenopeo: “Mi riferisco alla sottrazione di stalli destinati alla sosta all’interno di strisce blu, o per i possessori di permesso autorizzati o per coloro che si muniscono di grattino, determinata dalla presenza all’interno di tali strisce o di campane per la raccolta differenziata o di motocicli. Da osservare che gli spazi occupati vengono ovviamente sottratti a quelli già insufficienti destinati alla sosta dei residenti che pagano all’incirca 150 euro annui”. Si richiedono provvedimenti e controlli necessari.

Shakhtar, Fonseca: “Vogliamo conquistare una qualificazione non chiusa”

Taison: “Gli azzurri sono pieni di talenti”

Nella consueta conferenza stampa alla vigilia di ogni match di Champions League, i tesserati dello Shakhtar Donetsk, rappresentati dall’allenatore Fonseca e dal centrocampista Taison, hanno parlato del match del ‘San Paolo’ contro il Napoli che potrebbe valere la qualificazione agli ottavi di Champions proprio ai danni dei partenopei.

Il primo a parlare con i giornalisti è Fonseca.

E’ una delle gare più importanti della stagione, come la affronterà?
“Se parliamo d’importanza, per me tutte le gare lo sono. Non è il match più importante in assoluto per noi. La squadra è pronta, motivata, in forma per questa grande partita contro una grande squadra con il Napoli”.

Durante l’ultimo match sembravate una buona macchina ma con una ‘benzina scarsa’. Siete riusciti a rifornirvi?
“L’avversario e il torneo sono completamente diversi dal campionato ucraino, ma speriamo di riuscire a farci trovare pronti”. 

Cosa teme di questo Napoli? Si sente la rivelazione del girone?
“Non temo nulla del Napoli, non c’è da aver paura, è un gioco. Rispettiamo gli azzurri, sono una delle migliori squadre d’Italia, allenati da un tecnico che apprezzo molto. Sappiamo che ci aspetta un match difficile. Era ovvio che Napoli e City fossero le favorite, abbiamo dimostrato di poter sovvertire il pronostico ma ciò non vuol dire che siamo già riusciti a conquistare la qualificazione. Ci aspettano due match con squadre eccellenti come Napoli e City, vedremo cosa accadrà”.

Il fatto che abbiate già un match-point per la qualificazione cambierà il vostro piano di gioco? Attenderete il Napoli per colpirlo in contropiede?
“Non rinneghiamo mai la nostra identità, contro qualsiasi rivale. A noi piace avere il pallone, dominare la gara, cercheremo di fare la stessa cosa. Siamo però consapevoli del fatto che, affrontando il Napoli, in qualche momento dovremo adattarci al loro ottimo possesso, senza però modificare la nostra filosofia. Se qualcuno pensa che siamo venuti qua per difendere il pareggio e conquistare il passaggio del turno sbaglia”.

La difesa sta subendo molti più gol rispetto alla scorsa stagione.
“Ovviamente non sono soddisfatto, continuiamo ad essere primi in campionato e in corsa per la qualificazione in Champions, ma abbiamo l’obbligo di migliorarci”.

Resta solo un punto da conquistare, è più facile conquistarlo qui al San Paolo o contro un City ormai senza obiettivi?
“E’ una domanda quasi retorica, non si può scegliere. La più difficile è sempre la prossima”. 

Cambia il vostro atteggiamento difensivo considerando la presenza di Mertens dal primo minuto?
“I nostri principi difensivi non cambiano in funzione dell’avversario. Mertens è uno dei migliori attaccanti d’Europa in questo momento, ma resteremo fedeli al nostro stile di gioco”.

Si sente pronto per conquistare la qualificazione domani?
“Siamo sempre pronti per i bei momenti, li preferiamo a quelli brutti”.

Ha dichiarato nella precedente conferenza che in caso di qualificazione si sarebbe travestito da Zorro, è pronto a farlo?
“Se dovesse succedere, manterrei la promessa nell’ultima partita. So che non ci credete, ma accadrà”.

Come imposterà la gara?
“Sorprendere il Napoli non è facile, si tratta di una squadra fortissima. Domani potrebbe fare la differenza il lato emozionale di ogni calciatore. Non mi aspetto nulla di nuovo, entrambe le squadre si conoscono”. 

Dopo il tecnico della squadra ucraina arriva il momento del brasiliano Taison.

La sconfitta nel match con l’Oleksandria può influenzare la prestazione di domani?
“E’ ovvio che una sconfitta ci brucia, ma ormai è andata. Vogliamo rifarci e pensare solo nella gara di domani”. 

Quale calciatore del Napoli potrà fare la differenza?
“Non si può parlare di un singolo giocatore, parliamo del club in testa in Serie A, va rispettato in ogni suo elemento. Gli azzurri sono pieni di talenti”. 

Visto che la situazione è diversa rispetto alla prima giornata, domani si aspetta un match più aggressivo?
“Non ci dobbiamo aspettare qualcosa di diverso. Domani scenderemo in campo per giocarcela al meglio e conquistare la qualificazione”.

Alla chiusura della conferenza lo Shakhtar assaggerà il manto erboso dello stadio di Fuorigrotta. Domani, poi, la sfida verità.

“La politica non usi Francesco”. La faccia tosta del cardinale Ruini

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Il  Cardinale Ruini, il “campione” dell’ingerenza clericale nel potere italiano, ora teme il peso del pontefice sul fine vita

Chi d’ingerenze colpisce, d’ingerenze perisce. Per oltre un quarto di secolo, e ben prima dell’inizio della Seconda Repubblica, il cardinale Camillo Ruini è stato il campione dell’ingerenza clericale nella politica italiana: dal 1991 al 2007 presidente indiscusso della Cei, la conferenza dei vescovi, e per lo stesso periodo con un anno in più, fino al 2008, cardinale vicario del pontefice per la diocesi di Roma.

Da leader politico a tutto tondo, l’eminenza emiliana (e grande avversario del cattolicesimo adulto di Prodi e dei prodiani) avviò a Loreto nel 1985 “un progetto culturale” per incidere in modo decisivo sui due poteri, esecutivo e legislativo, nel nome dei cosiddetti “valori non negoziabili”. In un primo momento per rinnovare la morente Dc – per Ruini l’unità politica dei cattolici è sempre stata un dogma di natura celeste – poi per condizionare il centrodestra “amico” di Silvio Berlusconi e persino il Pd con la corrente dei teodem rutelliani.

Ed è per tutto questo che suona come un meritato contrappasso, ovviamente divino, non solo terrestre, il senso dell’allarmata intervista che il pugnace cardinale ha dato sabato scorso al Foglio, che è sì renziano ma sempre teocon e ratzingeriano. Al centro della conversazione la “svolta” di Francesco sul fine vita, dove a pesare è una frase ritenuta pericolosa dai clericali di destra: “Occorre saggezza”.
Così stavolta il cardinale Ruini si è precipitato a dire che Bergoglio non ha detto nulla di nuovo sull’accanimento terapeutico ma “secondo una prassi ormai consolidata, le parole del Papa sono state applicate immediatamente, e impropriamente, alla situazione politica”.
Dette dall’uomo che si battè con profitto contro i Dico e i referendum sulla procreazione medicalmente assistita; che negò il funerale e la misericordia a Welby e che infine tentò invano di riformare il centrodestra con la leadership cattolica di Antonio Fazio, l’ex governatore di Bankitalia; sembrano parole di un finto pentimento strumentale. Fin quando era lui, Ruini, a ingerire nessun problema. Ma guai agli altri, Papa compreso.

Fabrizio D’Esposito/ilfattoquotidiano

Il Barcellona arriva a Volla: accordo tra Macsy – Micri!

Il Barcellona arriva a Volla: accordo tra Macsy – Micri!

Si è svolta domenica 19 novembre, la prima edizione del Premio Micri Fair Play. Oltre 500 persone
presenti per un evento spettacolare. Per l’occasione è stata ufficializzato lo storico accordo tra la
Macsy e la scuola calcio Micri di Volla. L’Fc Barcellona, arriva così nell’area vesuviana dove i piccoli calciatori potranno farsi notare. La società che organizza il campus per conto dei blaugrana in Italia, Svizzera, Austria e Germania, terrà un raduno estivo presso il centro sportivo San Michele di Volla. L’appuntamento è dall’8 al 13 luglio 2018, in un evento aperto ai bambini provenienti da tutta Italia. Sarà una settimana intensa, dove i bambini saranno monitorati dai tecnici della Masia del Barcellona. Ad ospitarli, Villa Buonanno di Cercola ed il kit sarà rigorosamente brendizzato dallo sponsor tecnico del Barcellona: la Nike. Tutto questo è stato possibile grazie all’accordo tra il presidente dell’ASD Micri, Michele Visone ed il rappresentante della FCBesola, Symon Buda. La notizia è stata ufficializzata a margine della prima edizione del Premio Micri Fair Play, voluto dal presidente Michele Visone. L’evento, condotto da Peppe Accardo e Gianni Simioli di Radio Marte, ha visto sfilare oltre 400 bambini di tutte le categorie della scuola calcio. A seguire lo show pirotecnico con sottofondo dell’inno ‘El Cant de Barça con la maglia dei blaugrana a centrocampo. Durante la giornate premiate anche varie personalità, tra cui: Silvio Passante, direttore di calcionapoli24 e cittadino vollese. Pionere della comunicazione web dello sport. Per il suo modo di raccontare il calcio e seguire le vicende del Napoli, con obiettività e sportività; Mario Giuffredi: agente Fifa e rappresentante degli azzurri Hysaj, Sepe e Grassi; Giuanluca Grava: per l’impegno nel settore giovanile con il calcio Napoli. Per il suo modo di gestire i baby calciatori, nonostante le tante difficoltà che si possono incontrare sul territorio. Senza dimenticare la sua carriera da calciatore sempre corretto e leale. (Assente per impegni legati al settore giovanile); Marek Hamsik: per il grande attaccamento alla maglia e l’enorme legame con la città. Un esempio per i giovani in campo e fuori dal campo. Sempre leale e sportivo. Una delle ultime bandiere nel calcio moderno. (Assente perché in ritiro).

ASD Città di Gragnano – Frattese Calcio: il derby va ai nerostellati!

ASD Città di Gragnano – Frattese Calcio: il derby va ai nerostellati!

Si arresta tra le mura amiche l’ottimo periodo del Gragnano, che esce sconfitto dal “San Michele” per 0-1. Una gara che i gialloblù hanno controllato sostanzialmente per la sua interezza senza riuscire però a trovare il guizzo giusto. La Frattese dal canto suo si è difesa con ordine e, nella ripresa, in una delle poche sortite offensive ha conquistato il decisivo penalty. Rosario Campana è ancora squalificato ed in panchina per il Gragnano c’è il vice allenatore Luigi Fumo. Classico 4-3-3 per i gialloblù con Giordano tra i pali, Grimaldi e Chiariello sono i due terzini mentre la coppia difensiva è formata da capitan Martone e Baratto. Gatto agisce da play con Franco e Formisano intermedi mentre in attacco ci sono Napolitano a sinistra, Gassama al centro e Carfora a destra. Carlo Peviani, tecnico della Frattese, opta invece per un compatto 3-5-2 con Roghi e Signorelli in attacco. In porta c’è Pardo, la difesa a tre è costituita da Adamo, Cassandro e Della Monica. A destra a centrocampo c’è Odierna, ex di giornata, mentre a sinistra Di Crosta. Il trio centrale è composto da Falivene, capitan Tufano e Trofo. Il Gragnano accetta subito l’onere del comando delle operazioni e sfiora il vantaggio per due volte nel primo quarto d’ora. Al 6’ con Carfora, su assist di Napolitano, ed all’11’ con Gatto ma in entrambi i casi è attento il portiere Pardo. Al 16’ la Frattese si fa vedere in attacco con la punizione di Signorelli che termina però alta senza creare apprensione a Giordano. Al 37’ è preciso il corner di Gatto per la testa di Martone, facile per Pardo che blocca a terra. L’occasione più importante della prima frazione è ancora dei gialloblù al 41’ con Franco. Il suo sinistro dalla distanza esalta nuovamente Pardo. Proprio allo scadere, pregevole girata in area di Gassama che non impegna l’estremo difensore avversario. Dopo un minuto di recupero il direttore di gara manda tutti negli spogliatoi. La ripresa si apre senza modifiche sostanziali allo spartito del primo tempo: il Gragnano attacca ma la Frattese non capitola. Primo cambio tra i gialloblù al 9’ con La Monica che subentra a Gatto. All’11’ l’episodio che si rivelerà decisivo per le sorti dell’incontro. Cross di Di Crosta, Roghi prende posizione su Grimaldi e poi cade in area. L’arbitro ravvisa una spinta del difensore e concede il penalty. Dal dischetto si presenta Signorelli che, di destro, batte Giordano. Il Gragnano tenta il tutto per tutto inserendo Cissè e Mansour in luogo di Carfora e Chiariello. Adesso è una sorta di 4-2-3-1 per la formazione di Campana con La Monica terzino destro ed in avanti Napolitano, Gassama e Mansour alle spalle di Cissè. Al 19’ Gassama si smarca al limite e prova a sorprendere Pardo con una volèe, pallone oltre la traversa. Al 31’ Frattese in avanti con la conclusione da fuori di Tufano che esce di un soffio. Ultima sostituzione per il Gragnano con Montuori al posto di Grimaldi. Il giovane, classe 1999, si piazza al centro della difesa accanto a Baratto con l’avanzamento di Martone. Il finale è al cardiopalma e ricco di episodi. Al 41’ calcio d’angolo battuto da Franco, colpo di testa di Martone e miracolo di Pardo. Poco più tardi la traiettoria dai trenta metri di Franco sorprende il portiere ma la sfera fa la barba al palo. L’ultima situazione, la più contestata, accade nel quarto minuto di recupero dei sei previsti. Batti e ribatti in area della Frattese che Gassama prova a risolvere con una girata, la palla termina tra i piedi di Martone che da due passi batte Pardo! L’urlo del “San Michele” è strozzato in gola dalla bandierina alzata dell’assistente che induce l’arbitro ad annullare la rete. Un fuorigioco a dir poco dubbio che scatena le proteste del capitano gragnanese che viene espulso dal direttore di gara. Il triplice fischio di Perenzoni di Rovereto decreta la sconfitta del Gragnano e da il via alla festa dei giocatori della Frattese. Una prestazione sfortunata per i ragazzi di Campana che escono comunque tra gli applausi della propria gente.

Incredebile RAI, gettato fango sul Napoli durante la trasmissione ‘Antidoping’

Scatta l’ira dei tifosi partenopei

Alessandro Antinelli, nel corso della trasmissione ‘Antidoping’, in onda su Rai2, ha fatto infuriare, e non poco, i tifosi del Napoli che hanno insultato il conduttore via web.

Il momento che attraversa la formazione di Sarri è più che ottimo, gli azzurri sono primi in classifica e imbattuti portando l’entusiasmo di squadra, tifosi e città alle stelle. La TV nazionale, invece di esaltare le gesta del club di De Laurentiis, capace di ricostruire un capolavoro dopo il fallimento dell’estate 2004, ha pensato bene di occuparsi di altro.
In maniera del tutto inappropriata e fuori luogo rispetto al contesto e al momento, Antidoping ha tirato a galla episodi legati al passato e racconti di pentiti che, però, non ha prodotto condanne.

Ha fatto molto discutere anche l’intervento di Leandro Del Gaudio, giornalista de Il Mattino, che a proposito dell’annata 1987/88 ha affermato: “La camorra ha agito nei confronti del calcio Napoli. Io sono sicuro, anche se non ho le prove altrimenti ci avrei scritto un libro, del pressing della criminalità organizzata nel 1988 quando il Napoli perse lo scudetto. Senza intaccare l’onorabilità dei calciatori che scesero in campo, facendo salva la loro buona fede e il loro lavoro eccelso in campo dal punto di vista professionale e agonistico, resto convinto ci furono dei tentativi della camorra di abbracciare il Napoli e i giocatori non rimasero immuni dai contatti. Fecero scalpore la foto di Maradona nella vasca a forma di conchiglia con i fratelli Giuliano. Quella foto ha attestato di un patto scellerato tra il personaggio più amato, ovvero Maradona, e coloro che avevano sconfitto la NCO di Cutolo”.

Dopo addirittura 30 anni, in RAI sono riusciti a tirare fuori accadimenti e vicende, stilando anche una tabella. Il tutto sembra proprio architettato per offuscare lo splendido momento che vive la capolista gettando fango su di essa.

Gragnano, installata pedana per disabili presso la Chiesa del Rosario

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Gragnano, installata pedana per disabili presso la Chiesa del Rosario

E’ stata installata, dopo la richiesta pervenuta nei mesi scorsi da parte del Parroco Don Aniello Pignataro e da tanti altri cittadini, una pedana per favorire l’ingresso  dei diversamente abili nella Chiesa del Rosario. All’inaugurazione presenti numerose persone e il consigliere regionale Alfonso Longobardi, il quale si è occupato direttamente dell’opera.

Napoli, rapina a due passi dal Comune

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Napoli, rapina a due passi dal Comune

Rapina a due passi dalla sede del Comune di Napoli, situata per l’esattezza in via San Giacomo. Infatti, alcuni uomini, si sarebbero addentrati nella sede della Banca BCC, facendo irruzione attraverso la rete fognaria. I malviventi, forse tre, hanno svaligiato le casse e sono immediatamente fuggiti. Sul posto sono arrivate una decina di auto dei Carabinieri e della Polizia.

Bara D’Acciaio (Lo Piano Saint Red)

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Per i 44 membri del sommergibile argentino “San Juan”, disperso nell’Atlantico da giovedì, si potrebbe prospettare una fine orribile; quella di rimanere intrappolati in quella che potrebbe essere per tutti loro una bara d’acciaio.

Ai componenti dell’equipaggio potrebbero venire a mancare sia il cibo che l’aria, l’autonomia di un sommergibile in immersione non dovrebbe superare una settimana.

Se ieri la Marina di Buenos Aires aveva parlato di 7 tentativi di chiamate satellitari provenienti dal sottomarino, oggi non si ha la certezza di questa notizia, resta ancora un mistero che fine abbia fatto questo sottomarino.

I segnali ricevuti sono stati brevi e di bassa intensità, si sta cercando di verificare l’informazione per poter risalire a qualche dato concreto, come la geolocalizzazione del San Juan”. La precisazione e’ stata data dal portavoce della Marina, Enrique Balbi, il quale ha precisato che nessuna ipotesi e’ stata esclusa.

Anche il responsabile della base navale di Mar del Plata, Gabriel Gonzalez, ha affermato che al momento “non c’è una chiara evidenza” del fatto che i contatti siano provenuti dal sommergibile o che invece si fossero solo collegamenti in arrivo.

Al momento si sta comunque lavorando per cercare di utilizzare i segnali per determinare la posizione del sottomarino disperso al largo della Patagonia.

Con la collaborazione di una società americana specializzata in comunicazioni satellitari, si sta anche lavorando per determinare l’esatta posizione dalla quale sono stati lanciati i messaggi.

L’operazione è coordinata dal ministro Aguad, che ha passato l’intera giornata di sabato nella sede del Ministero, dopo essere stato a Mar del Plata con le famiglie dell’equipaggio.

Il Ministro tiene costantemente informato delle operazioni il Presidente argentino Mauricio Macri e il capo di Stato maggiore Marcos Pena.

Napoli, Consiglio Comunale sull’informativa sulla delibera della Corte dei Conti

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Consiglio Comunale sull’informativa sulla delibera della Corte dei Conti

Presieduto alternativamente dai vice presidenti Giuangi e Frezza, è iniziato il dibattito in Consiglio comunale dopo l’informativa dell’assessore al Bilancio Panini sulle iniziative a seguito della delibera della sezione regionale della Corte dei conti sul piano di rientro.

Nel suo intervento, Valeria Valente (PD) ha rilevato la mancata assunzione di responsabilità da parte dell’amministrazione e il tentativo, giocato sulla pelle della città, di mistificazione della realtà; l’amministrazione è ora di fronte alle accuse gravi della magistratura contabile sul suo operato e sui rischi ai quali espone la città: si sono gonfiate le entrate, si sono male contabilizzate le risorse provenienti dallo dallo Stato, si sono occultati debiti che dovevano essere registrati, tutti elementi che, per tempo, le opposizioni in Consiglio avevano denunciato. E’ ora chiaro che l’amministrazione ha fatto la scelta chiara e politica di utilizzare la spesa pubblica, a debito, per aumentare il consenso in città. In parlamento il partito democratico si è impegnato a costruitre norme per aiutare i comuni in difficoltà, ma è bene chiarire che il Comune di Napoli è l’unico ente che è, contemporaneamente, in predissesto e in condizione di ente strutturalmente deficitario; per questo non saranno sufficienti a salvarlo le norme che in Parlamento si prova a costruire per aiutare i Comuni in difficoltà; tra questi, il Comune di Napoli è ultimo in graduatoria, ad esempio, per capacità di riscossione dei tributi e delle multe. Se resterà, grazie al lavoro che si farà in parlamento, un ente in predissesto, il Comune è comunque ad un punto di non ritorno: siamo ora a 2 milardi e mezzo di disavanzo, partendo dagli 850 milioni iniziali, e questo nonostante le anticipazioni di liquidità ricevute dal Governo (per 1 miliardo e 400 milioni). Questo significa che i cittadini continueranno a pagare troppo e il disastro peserà sulle future generazioni, mentre non viene, dall’amministrazione, nessuna indicazione di prospettiva per riaggiustare i conti, mentre si si dovrebbe pensare alla città.

Per Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle) la nuova consiliatura si è aperta sulla base di errori e realtà falsate, tutte già denunciate, come dimostra il fatto che l’amministrazione non ha neanche comunicato al Consiglio la sentenza 13 della Corte dei Conti del 2016 che già rilevava nei conti un errore di 366 milioni; l’amministrazione ha fatto partire con un anno di ritardo l’armonizzazione contabile e una delle prime cause di squilibrio è il fatto che non è stato fatto il riaccertamento straordinario dei residui né è stato costituito il fondo rischi, è stato calcolato in modo errato il fondo crediti di dubbia esigibilità, c’è stata la mancata iscrizione nelle passività delle anticipazioni ricevute dallo Stato e la finzione sul debito CR8; soprattutto, dalle audizioni della Corte è emerso che il Comune non sa quanto incassa dai fitti del patrimonio e non sa neanche la sua consistenza (un tesoro che da solo equivale al patrimonio dell’intera Lombardia). In onclusione, con il fallimento del piano di rientro e il continuo tentativo di spalmare in avanti il recupero, l’amministrazione fa venir meno il patto con le future generazioni sulle quali si rovesciano le scelte e gli errori di questa amministrazione che, anche con gli strumenti che le verranno dati, non sarà capace di far fronte ad un disavanzo di oltre 2 miliardi, e questo perché nell’organizzazione comunale esistono tali carenze organizzative (rilevate anche dalla relazione della nuova segretaria generale del Comune) che rendono evidente che siamo di fronte ad un disastro amministrativo.

Per Mara Carfagna (Forza Italia) occorre rigettare semplificazioni, strumentalizzazioni e banalizzazioni; molte delle preoccupazioni della Corte coincidono con le preoccupazioni che le opposizioni, spesso accolte dall’amministrazione con indifferenza e scherno, hanno espresso sulla gestione economica e finanziaria del Comune. La situazione rilevata dalla delibera della Corte dei Conti vede ora un maggiore deficit, una maggiore esposizione debitoria ed, ancora, irregolarità, trucchi contabili, elusioni. Questa amministrazione, che ha ereditato una situazione molto difficile, si era impegnata solennemente a migliorare la situazione ereditata; invece, anche potendo godere di condizioni di favore, come l’accesso al fondo di rotazione e le anticipazioni di cassa, ha peggiorato la situazione. Al di là del ricorso – su cui l’amministrazione non ha ancora informato il Consiglio – ci troviamo oggi di fronte ad una impressionante esplosione del disavanzo, aumentato a dismisura. E’ innegabile che la nuova normativa contabile ha messo in difficoltà i comuni; in sede di legge di bilancio si potranno aprire spazi per proposte più ragionevoli, e noi faremo la nostra parte con senso di responsabilità istituzionale, ma questi sforzi non basteranno perché il Comune dovrebbe fare ora tutto quello che non è riuscito a fare negli ultimi 6 anni, come migliorare la riscossione e valorizzerete il patrimonio; senza una accelerazione, che era stata già promessa ad aprile, ci sono solo chiacchiere e ogni sforzo per salvare i comuni e salvare i cittadini e i territori sarà stato inutile.

Il consigliere Pietro Rinaldi (Napoli in Comune a Sinistra), apprezzando il tono costruttivo degli interventi finora espressi, ha definito necessaria una confluenza dialettica di tutte le forze politiche presenti in aula in favore di quelle norme che si attendono dal governo centrale, in un momento così delicato del dibattito parlamentare sulle sorti dei cittadini di tanti comuni italiani. Uno sforzo comune – sul quale poi ognuno si dividerà nel merito nelle fasi successive – ma che al momento deve avere il comune obiettivo di arginare il fallimento della città. Bisogna  rispondere con trasparenza e sincerità sul  merito o demerito di questa amministrazione nell’essere riuscita ad arrivare fin qui, evitando il dissesto in passato, e prendere atto degli sforzi compiuti. Dopo aver espresso valutazioni sulla vicenda CR8, sulla vicenda ABC, sulla riscossione delle multe del 2003, Rinaldi ha chiesto un fronte comune per interpretare le norme – in un campo nel quale non esiste giurisprudenza – per resistere al dissesto e assicurare il salvataggio economico della città, a fronte di avvenimenti certi e non influenzabili dall’Aula connessi alle pronunce della Corte dei Conti e del Parlamento.

La consigliera Eleonora De Majo, apprezzando il clima costruttivo presente oggi in aula, ha invitato a non appiattire la discussione sulla sola delibera 240, ricordando che il ruolo della politica deve essere un altro. De Majo ha ricordato che i dati oggi a disposizione  fanno pensare ad una nuova questione meridionale, per queste ragioni è necessario tener presente le conseguenze del dissesto finanziario sui cittadini, ed è giusto riflettere sulla genealogia di questo momento, che non esclude le responsabilità delle precedenti gestioni. Pur riconoscendo che alcuni punti del piano di riequilibrio non hanno funzionato, bisogna tener conto delle responsabilità dei grandi evasori, i primi dai quali bisognerebbe esigere l’appianamento dei debiti. Tutte le forze politiche devono ora darsi la mano, perché ciò che è in ballo è il salvataggio di Napoli e di tante città meridionali, in un quadro nel quale hanno pesato le conseguenze della crisi del 2008 ed il ruolo delle grandi banche.  Non ci sono alternative alle soluzioni che si intravedono ora – ha concluso De Majo – anche se la possibilità di spalmare il debito in trent’anni non è costituzionalmente orientata.

Il consigliere Vincenzo Moretto (Prima Napoli) ha parlato di una situazione complicata che impone assunzioni di responsabilità da parte della maggioranza sui motivi che hanno portato alla situazione odierna. Solo allora si potrà ragionare su come non far pagare ai cittadini le conseguenze del dissesto. E’ auspicabile che il ricorso dell’amministrazione venga accolto, ma al momento lo stesso non risulta convincente. Sull’efficienza del sistema di riscossione, Moretto ha ricordato gli elementi non veritieri inseriti in bilancio e, sulla situazione di Anm, delle società in liquidazione come Napoli Sociale, Moretto ha parlato di una situazione catastrofica che nulla ha a che vedere con ciò che viene riportato. Se la squadra che dovrà gestire l’ulteriore indebitamento a trent’anni è la stessa, se non ci sono assunzioni di responsabilità, ha concluso Moretto, i problemi restano tutti sul campo e rischieremmo solo di aumentare un deficit in costante aumento.

Mario Coppeto (Napoli in Comune a Sinistra) che ha invitato a riflettere sulle scelte finora compiute che non sono  state sufficienti a mettere in sicurezza l’Amministrazione. Per fare di più occorre attendere non solo l’esito del lavoro importante compiuto dall’Anci nell’ambito degli emendamenti alla legge di bilancio, ma anche, a partire dall’aggiornamento del regolamento delle dismissioni, dare un segnale incisivo per favorire la leva della vendita del patrimonio immobiliare perché è evidente che l’atteso non è stato ancora soddisfatto. Come si accellera il tema della Napoli Riscossione, come diamo le gambe necessarie alla Napoli Holding per svolgere il suo ruolo, questo va chiarito, ma va anche detto con forza che i cambiamenti normativi hanno messo in discussione i contenuti del patto e questo va spiegato ai cittadini. Sulla delibera della Corte dei Conti, alcuni rilievi appaiono di grande gravità e suscitano dubbi sull’operato dell’Amministrazione, ma il cambiamento del pacchetto normativo non solo ha messo in discussione le ragioni del patto, con il fondo di svalutazione crediti  che è diventato un macigno che contribuisce al disavanzo e questo per la normativa tecnico contabile cambiata. Gli enti locali finanziariamente più deboli pagano le scelte internazionali in materia di finanza che per contenere il debito ha scaricato sulle periferie il costo di risanamento dei conti.

Marco Nonno (Fratelli d’Italia) che denuncia un debito che la maggioranza che si è alternata alla guida della città si trascina da vent’anni, ma non si ha difficoltà a mettersi a disposizione per una mobilitazione comune purché si ammettano le responsabilità degli errori compiuti.

Elena Coccia (Napoli in Comune a Sinistra) per la quale si sta parlando del fallimento delle politiche liberiste e contro questo occorre invertire la tendenza. Bisogna chiedersi dov’era prima la Corte dei Conti, che sembra oggi diventata un tribunale speciale Si sono succedute norme stringenti, tagli sempre più gravi ai servizi e si è innestata la spirale maggiori risorse-maggior debito che sembra non interrompersi più e la Corte dei Conti sembra essere quella che detta cosa si può o non può dare ai cittadini. E invece va detto che ci sono regole che bisogna evadere se non sono giuste, e va abolito l’art. 81 e far ritornare pubblica la Cassa Depositi e Prestiti.

Luigi Felaco (Dema) per insistere sul fatto che il prezzo della crisi non devono pagarlo i cittadini, sicuramente non chi non ha, e per esortare ad andare nella direzione di sostegno forte a questi cittadini. Va stilato un nuovo patto di governo concordato con i territori e i cittadini per rilanciare un’azione amministrativa che sia chiara.

Salvatore Pace (Dema) che ha sottolineato i dati sulla povertà e sul Pil della regione per definire ingiusta una tassazione insostenibile imposta alle regioni meridionali. Il Comune ha una visione che non svende il pubblico e mantiene le fasce di esenzione per i più deboli e cerca di assicurare la casa a chi non può pagarsela. Napoli sta provando a riscrivere le regole del diritto nel senso della libertà e della dignità contro chi preferisce la vicinanza al potere.

Federico Arienzo (Partito Democratico) per il quale la discussione ha assunto una piega sbagliata, con la sottolineatura che tutto il bene starebbe solo dalla parte dell’Amministrazione, mentre il problema vero resta quello di salvare la città dal dissesto. Non tutti i comuni sono in dissesto e c’è chi riesce a mantenere i conti in ordine. Buon senso è sotteso alla mozione che le opposizioni presentano, così come responsabilmente hanno fatto proposte negli anni scorsi, concludendo con l’appello a non fare discorsi ideologici ma ad affrontare concretamente i problemi e i bisogni dei cittadini.

Marco Gaudini (Verdi Sfasteriati) ha sottolineato che uno sguardo rivolto al futuro si tenta di bloccare l’esperimento politico della giunta de Magistris; tutti i Comuni che sono andati al Parlamento hanno espresso al di là del colore politico le difficoltà degli enti locali a partire dalla Costituzione italiana non salvare le politiche di questa amministrazione ma prendere dalle difficoltà dei Comuni accantonando la propaganda elettorale e la politica fatta di proclami e guardiamo all’interesse delle città, conclude con l’appello a guardare al futuro e a fare qualcosa di concreto per il nostro popolo.

Tavecchio: “Ho rassegnato le dimissioni e per mero atto politico”

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Queste le dichiarazioni di Carlo Tavecchio durante la conferenza stampa in seguito alle sue dimissioni:Ho rassegnato le dimissioni e per mero atto politico le ho chieste al Consiglio, ma nessuno le ha rassegnate. Siamo arrivati a un punto di grandi speculazioni. La Lega Pro non è mai stata alleata, la settimana scorsa mi era stato inviato il documento programmatico. Il punto di speculazione ha raggiunto il limite e fino a stamani il quadro non era cambiato. Adesso ho interesse a portare a termine questi novanta giorni perché come ha detto il presidente Gianni Malagò non ci sono gli estremi per il commissariamento. Quando oggi ho avuto la sensazione che la mia componente (la Lega Nazionale Dilettanti, ndr), nella quale ho vissuto per 18 anni, ha fatto considerazioni che non promettevano sostegno, non ci ho pensato un attimo e mi sono dimesso per un atto politico e non sportivo. Abbiamo perso il Mondiale ed è qualcosa che diventa tragedia

Napoli-Shakthar Donestk, ecco che gara sarà domani. Occhio alle ripartenze ucraine

Domani sera il Napoli affronterà per la quinta giornata di Champions League, lo Shakthar Donetsk. Gli ucraini all’andata hanno battuto gli azzurri, facendo una partita solida e attaccando i punti deboli della squadra di Sarri. Per la partita di domani è prevedibile uno Shakthar Donetsk un po’ più attendista rispetto alla gara di andata, dove grazie al pressing e al controllo della manovra è riuscito a portare la vittoria a casa. La squadra di Fonseca si presenterà comunque con un 4-2-3-1, che però potrebbe trasformarsi addirittura in un 6-3-1, durante la fase di possesso degli azzurri, che dovrà sfruttare la lentezza dei difensori dello Shakthar, che però fanno della fisicità e della solidità il loro punto forte. Gli ucraini hanno sofferto all’andata quando hanno abbassato il baricentro, permettendo al Napoli di giocare il suo fraseggio e Fonseca dovrà riuscire ad arginare questo problema. Per gli azzurri sarà sicuramente una gara difficile e soprattutto decisiva, ed è per questo che in primis il Napoli deve stare attenta alle ripartenze della squadra di Fonseca, con una grande accortezza ai corridoi centrali. Mentre in fase offensiva giocare da Napoli, affidandosi all’estro e alla magia dei tre fenomeni lì davanti.

RAI – Vrsaljko resta il primo obiettivo del Napoli, ma pronto un secondo nome

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Vrsaljko resta il primo obiettivo del Napoli, ma pronto un secondo nome

Ciro Venerato ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Crc: “Vrsaljko resta il primo obiettivo. Qualche giorno fa Giuntoli ha telefonato al direttore sportivo del PSG per Meunier. L’arrivo di Dani Alves non ha reso felice il ragazzo e il club francese non ha voluto cederlo l’ultimo giorno di mercato al Chelsea. E’ un sondaggio che il Napoli si è sentito di fare visti i mal di panca di Meunier. E’ però un affare difficile per costi dell’ingaggio e dei costi

Catania: donna sgozzata in casa

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La 55enne Marina Zuccarello è stata ritrovata nella sua casa di villeggiatura

A Catania, nella frazione di Misterbianco, una donna è stata ritrovata sgozzata. Il colpevole, che ha confessato poco dopo l’omicidio, si tratterebbe di un ex fidanzato di una delle due figlie. In particolare la minore, della vittima Marina Zuccarello, 55enne. Il movente sarebbe riconducibile alla stessa relazione che intercorreva tra i due ragazzi, questa inziata online non sarebbe continuata per molto ma Agostino Siciliano, 28enne di Taranto, avrebbe provato più volte a riallacciare un rapporto. Una discussione violenta con la madre della ragazza è sfociata in quella che è stata la terribiile scena. Il marito della vittima, Salvatore Palazzolo di anni 65, ha ritrovato il cadavere poco dopo.

La Campania è piena di eccellenze, scoperto il vaccino contro il melanoma

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L’Università degli Studi Luigi Vanvitelli, in collaborazione con l’Università di Genova e con l’ Icb-CNR ha sperimentato un vaccino vegerale per prevenire il melanoma, un tumore maligno che colpisce la pelle, originando dal melanocita, una cellula preposta alla sintesi della melanina. Questo vaccino si chiama Sulfvant e proviene da microalghe marine e da piante terrestri, che stimolano le cellule dendritiche che fanno parte del sistema immunitario, andando a potenziare proprio il sistema di difesa dell’organismo. Il composto è stato già brevettato ed è un nuovo vanto per tutta la regione Campania, che può annoverare una nuova eccellenza in tutta la sua storia.

I convocati per la sfida di Coppa Italia Paganese-Juve Stabia

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Al termine dell’allenamento di rifinitura, svolto questa mattina presso lo Stadio “Romeo Menti”, i tecnici Ciro Ferrara e Fabio Caserta hanno reso nota la lista dei nr.25 calciatori convocati per il match Paganese-Juve Stabia, valevole come gara unica dei Sedicesimi di Finale di Coppa Italia di Serie C, in programma domani, martedì 21 novembre 2017, con inizio alle ore 14,30 presso lo Stadio “Marcello Torre” di Pagani.

Portieri: Bacci, Branduani e Polverino.

Difensori: Allievi, Bachini, Crialese, Gaye, Dentice, Morero, Nava e Redolfi.

Centrocampisti: Awua, Calò, Capece, Mastalli, Matute, Viola e Zarcone.

Attaccanti: Berardi, Canotto, Costantini, D’Auria, Lisi, Simeri e Strefezza.

Indisponibile: Paponi.

S.S. Juve Stabia

 

Venerato: ” Sul rinnovo di Allan, c’è la volontà reciproca di andare avanti”

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Ciro Venerato ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Crc: “A me risulta che il Napoli per Allan sia fermo intorno a 1.8 milioni. Bisogna riaggiornarsi, il club conta di definire tutto nei primi di febbraio. C’è la volontà reciproca di andare avanti e quando le parti credono nel progetto alla fine un accordo si trova. Il Napoli vorrebbe allungare l’attuale contratto di due anni e mezzo partendo da 1.8 circa di base fissa più bonus

Eccellenza-Barano:l’orgoglio non basta,la Puteolana vince per 2-0

A cura di Simone Vicidomini

Il Barano non riesce a portare a casa punti importanti dallo stadio “Conte” di Pozzuoli contro la Puteolana,nonostante una grande prova di carattere. La squadra di mister Billone Monti cede soltanto in pieno recupero ai granata guidati da Sarnataro. Una partita che ha riservato ospiti illustri sulle tribune del “Conte” dove c’erano Bruscolotti e Giordano,ex giocatori di quel Napoli che fu e che vince lo scudetto. Una prestazione davvero superlativa per gli aquilotti che però alla fine serve a poco. La classifica è abbastanza preoccupante,ora che i bianconeri si trovano al terz’ultimo posto dopo una prova positiva come dicevamo in apertura. Una vittoria all’inglese della squadra granata,che ha peccato anche si cinismo in alcune occasioni,è arrivata però grazie alla reti di Pastore alla mezz’ora del primo tempo e di Guadagnuolo che in pieno recupero ha chiuso i conti. Sul 2-0 però il direttore di gara non ha fischiato un fallo palese su Accurso prima che l’attaccante depositasse in rete.  Gli isolani sono arrivati a Pozzuoli con atteggiamento molto guardingo e i primi minuti di gara sono stati blandi, il Barano chiude ogni spazio e la Puteolana 1902 che resta incastrata nella rete ben imbastita da Monti. Il banco salta al 30′ quando i diavoli rossi scardinano la difesa isolana: assist di Napolitano su un perfetto taglio, cross al centro e Pastore la spinge dentro in spaccata con tutto il corpo. Gli ospiti accusano il colpo e il finale di tempo regala due grandi emozioni. Nella prima Pastore e Conte non riescono a deviare sotto porta al 45′ e nel recupero un colpo di testa del numero 9 esce di un soffio. Nella ripresa esce un Barano più coraggioso e al 48′ Cuomo da fuori scaglia un tiro a giro su cui Riccio compie un miracolo prodigioso. Il team di Monti è più spavaldo, ma i diavoli rossi si buttano negli spazi che si aprono e al 55′ arriva una grande chance con Pastore tutto solo che preferisce non calciare servendo Carotenuto che non riesce a finalizzare, una palla gol che poteva essere sfruttata sicuramente meglio. La Puteolana 1902 abbassa il baricentro e la battaglia è a centrocampo. Al 71′ tiro da fuori di Napolitano neutralizzato dal portiere, poi dopo due minuti il Barano sfiora la rete: Rizzo si presenta tutto solo davanti a Riccio ma colpisce una clamorosa traversa. Solita girandola di cambi, il match si gioca ormai senza tatticismi e all’83’ una punizione di Carotenuto esce di poco. Passano sessanta secondi e la Puteolana 1902 può raddoppiare: la palla buona arriva sulla testa del subentrato Sarr ma il 14 puteolano si fa ribattere la conclusione di testa. Il recupero è da infarto: al 91′ il Forio fa correre i brividi su tutta la schiena del Conte quando il colpo di testa di Cuomo fa la barba al palo. Al 93′ in contropiede sembra fatto il 2-0, tiro di Carotenuto deviazione di Guadagnuolo ma il portiere compie un miracolo coi piedi. L’appuntamento è solo rimandato perchè nel concitato finale Guadagnuolo in contropiede al 96′ si presenta tutto solo, salta il portiere e deposita in rete. E’ il sigillo di una vittoria sofferta.

PUTEOLANA 1902-BARANO 2-0

Puteolana 1902: Riccio, Parisi, Novelli, Gatta (95′ Vitagliano), Serino, Gargiulo, Conte (86′ Inserra), Napolitano (91′ Manzi), Pastore (75′ Guadagnuolo), Carotenuto, La Montagna (67′ Sarr). A disp. Rubino, Chierchia. All. Sarnataro

Barano: Martucci, Di Costanzo, Accurso, Ferrari, Monti, Chiariello, Scritturale (88′ Filosa), Capone, Rizzo, Cuomo, Errichiello (56′ Di Massa). A disp. Di Chiara, Trani, Migliaccio, Manieri, Romano. All. Monti

ARBITRO: Russo di Ariano Irpino

ASSISTENTI: Luciano e De Capua di Nola

RETI: 30′ Pastore, 96′ Guadagnuolo

Dimissioni Tavecchio, spunta il nome del successore

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Dopo le dimissioni di Giancarlo Tavecchio spunta già il nome di un possibile successore: Cosimo Sibilia. Come riporta l’edizione di oggi del quotidiano La Repubblica, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti è il candidato forte per il futuro della Federcalcio. Dalla sua parte ci sono i voti che possono arrivare dalla Lega, che esprime il 34% delle preferenze in assemblea elettiva. Considerando amche il sostegno del Coni e una disponibilità a sedersi a dialogare con i calciatori per condividere con loro scelte programmatiche e magari decisioni tecniche.