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AMEDEO GUILLET, IL “COMANDANTE DIAVOLO” CHE NON SI ARRESE

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Personaggio d’altri tempi, abile cavaliere, eroe di guerra e fine diplomatico,  Amedeo Guillet coniugò virtù sportive e militari con alto senso dell’amor di Patria.

Il barone Amedeo Guillet, nobile figura di italiano d’altri tempi che ha sempre improntato la sua vita all’ideale di amor patrio è morto a Roma il 16 giugno 2010, all’età di 101 anni. Discendente di una famiglia della nobiltà savoiarda originaria di S. Pierre d’Albigny (attuale Dipartimento francese della Savoie), nasce a Piacenza il 7 febbraio 1909. Il padre è Ufficiale dei Carabinieri, ferito e decorato al valor militare sul Podgora, epopea della Benemerita nella Grande Guerra; la madre è di facoltosa ed antica famiglia di Capua (già Napoli, ora Caserta).

La vita di Amedeo Guillet è ricca di vicende leggendarie che hanno dell’inverosimile e che hanno fatto di lui un personaggio speciale nelle guerre cui ha partecipato, in modo attivo, nel decennio 1935/1945.

Nel 1928 entra nell’Accademia Militare di Modena e nel 1931, sottotenente di Cavalleria, è destinato al 13° Reggimento Cavalleggeri di Monferrato. Per il rango occupato dalla famiglia nell’alta società e per la sua eminente abilità in campo ippico ha accesso finanche a Casa Savoia (è tra gli amici più intimi della principessa Jolanda, abile cavallerizza). Fra gli amici di famiglia annovera, fra gli altri, il Duca d’Aosta, futuro viceré dell’Africa Orientale Italiana, e Italo Balbo, Governatore della Libia. Selezionato per la squadra che partecipa alle Olimpiadi di Berlino del 1936, interviene, nella primavera del 1935, ad uno stage ippico presso la rinomata scuola di equitazione di Orkenyi (Budapest). Frequenta così una famiglia della nobiltà magiara legandosi affettivamente ad una ragazza tanto che darà al suo cavallo preferito il nome del padre, Sandor.
Al profilarsi dell’impresa etiopica si fa raccomandare dallo zio Amedeo, all’epoca Generale d’Armata, pluridecorato della Grande Guerra, per essere assegnato ad un reparto mobilitato, convinto della missione civilizzatrice dell’impresa tendente al riscatto sociale di quelle popolazioni ferme a concetti arcaici.

Nel 1935 viene quindi assegnato ad un reparto di Cavalleria indigena in Libia, i famosi Spahi (strutturati in sezione cammellata ed a cavallo). Impara la lingua araba per meglio familiarizzare col personale.

Destinato in Eritrea, il suo reparto, all’alba del 3 ottobre, attraversa la frontiera con l’Etiopia e la sera stessa ha il battesimo del fuoco: al comando di uno squadrone di 80 cavalieri, con una carica travolgente, sgombera una collina occupata dal nemico. La mattina del Natale, sull’Amba Selaclacà, nel corso di una carica, viene ferito alla mano sinistra da un proiettile ed è costretto anche a cimentarsi in una colluttazione a terra riuscendo a neutralizzare l’aggressore.
Dopo le battaglie dell’Amba Aradam e l’inseguimento dell’Armata di Ras Immirù, il suo Reparto giunge alle porte di Gondar, ma gli Spahi devono cedere il passo, per ragioni politiche, alla Colonna Starace, segretario del partito fascista, che entra trionfalmente nell’antica capitale etiopica alla testa delle sue Camicie Nere.
È il ten. Guillet che nella primavera 1937, in occasione della visita in Libia di Mussolini, è prescelto per addestrare i cavalli per la parata dei gerarchi. Sarà in quell’occasione che il Duce si autoproclamerà protettore dell’Islam sfoderando una spada in una plateale cerimonia.
Partecipa alla guerra civile spagnola prima al comando di un reparto carri e poi in un Reparto di Cavalleria marocchina distinguendosi sul fronte di Santander e su quello aragonese ma sarà costretto al rimpatrio a seguito di un forte attacco di malaria. Nel corso del conflitto sarà decorato con due medaglie d’argento al V.M. e quattro decorazioni spagnole.
Nel 1938 il gen. Frusci, suo comandante in Spagna, Governatore della regione Amhara, ottiene il trasferimento del Guillet in Etiopia per affidargli il comando del 14° Gruppo Squadroni Amhara, reparto di cavalleria indigena. Compito del Reparto, di stanza ad Amba Ghiorghis, a circa 80 km. dal capoluogo, è il controllo dell’area fra Asmara e Gondar, infestata dagli shifta, un po’ briganti e un po’ patrioti. La tutela dell’ordine e della legalità in quell’area sortisce benefici effetti sulle popolazioni instaurando così un rapporto di fiducia con le comunità locali. Nel Semien conosce la figlia di un capo villaggio, la bellissima Kadija, che lo seguirà per tutto il periodo dell’avventura africana partecipando, al suo fianco, anche alle operazioni belliche. Il Reparto deve più volte affrontare le formazioni ribelli delle regioni del Semien e del Beghemeder. Guillet acquisirà il massimo rispetto dei suoi soldati quando, con un’azione ardita, due volte disarcionato da cavalli colpiti a morte, riuscirà a sgominare la banda di Ras Tessemmà non solo riportando la sicurezza nell’area ma ottenendo anche l’arruolamento di una quarantina di prigionieri affascinati dalla sua autorità e dal suo carisma. Nasce così la leggenda del Cummundar-as-Sheitan (Comandante Diavolo), osannato dai suoi soldati.
Quando la Colonia è alquanto pacificata si profila all’orizzonte politico internazionale lo spettro della seconda guerra mondiale. Il Duca d’Aosta, viceré e comandante in capo in Africa Orientale, dispone di costituire, sull’ossatura del 14° Gruppo Squadroni, una formazione autonoma che assumerà la denominazione di Gruppo Bande Amhara a cavallo. Il comando sarà affidato, nonostante le ritrosie dello Stato Maggiore trattandosi di Ufficiale inferiore, allo stesso Guillet ed avrà, di fatto, l’organico di un reggimento con 8 Ufficiali, 800 Cavalieri, 400 fanti yemeniti e 200 cammellati oltre ai servizi logistici.

Scoppiata la guerra, dopo sterili successi italiani (occupazione di Cassala nel Sudan e della Somalia francese e inglese) la controffensiva britannica si concretizza in tutta la sua potenza. Il 19 gennaio ‘41 la Sudan Defence Force, dotata di mezzi corazzati, inizia l’attacco verso le posizioni italiane a sud di Cassala. A Guillet viene ordinato di trattenere il nemico almeno per un giorno, lungo la strada che dalla
piana di Aicotà porta a Barentù per coprire la ritirata di un contingente di diecimila soldati verso Cherù ed Agordat dove è predisposta una nuova linea di difesa. La mattina del 21 gennaio Guillet con la sua Banda attacca di sorpresa, nella piana di Aicotà, lo schieramento britannico alle spalle colpendo autoblindo e carri armati con bombe a mano e i soldati anglo-indiani a colpi di scimitarra. Il disorientamento della truppa nemica è totale. Esaurita la carica, il ten. Togni, vice comandante della Banda, per evitare
l’accerchiamento del grosso del Reparto, con mirabile coraggio, si immola in una carica disperata, con 30 Cavalieri indigeni offertisi volontari, consentendo in tal modo l’ordinato ripiegamento della Banda che potrà sferrare così una seconda carica risolutiva. Dei 30 ardimentosi solo due si salveranno. Il ten. Togni, centrato da una raffica di mitraglia, cade col suo cavallo su un carro Mathilda: sarà decorato con Medaglia d’Oro al V.M.- I Britannici, ammirati da tanto ardimento, gli tributeranno gli onori militari. È l’ultima
carica di Cavalleria in terra africana!
Il Reparto di Guillet, che intanto ha subito la perdita di circa 250 uomini, si coprirà di gloria ancora sul monte Cochen ad Agordat ove combatterà per circa quaranta ore con fasi alterne per contendere la posizione ai fanti indiani fino a quando non perviene l’ordine di ripiegamento su Cheren dove giunge il 2 febbraio dopo una cavalcata di 96 km.- Cheren è una piazzaforte con eccellenti difese naturali e gli attacchi britannici si susseguono per mesi. Il Gruppo Bande di Guillet, con un organico ridotto a circa 400 uomini, è appiedato e difende il delicato settore della gola di Dongolass. Il 27 marzo, caduta Cheren, altro ripiegamento verso Asmara, la capitale eritrea. Ma c’è ancora gloria per Guillet. Promosso nel frattempo capitano per meriti di guerra (la promozione era bloccata perché ancora scapolo!), il Gruppo Bande è affiancato ai Granatieri di Savoia a Ad Teclesan dove, il 29 marzo, interrompe, con trenta uomini, una puntata di mezzi corazzati a colpi di bombe Molotov. Il giorno 30, in altro aspro combattimento, è ferito ad un piede.
Guillet, isolato dal grosso delle truppe, resta con un centinaio di uomini. Riesce, nella notte, a dileguarsi raggiungendo un villaggio amico. Asmara è ormai in mani inglesi ma lui, per non subire l’umiliazione della prigionia, indossa abiti arabi ed assume il nome di Ahmed Abdullah al Redai fingendosi yemenita.
Per evitare la cattura del materiale e delle cavalcature le distribuisce agli amici eritrei.

Il 27 novembre ’41, con la caduta di Gondar, cessa ogni attività delle truppe italiane in Africa Orientale.

Guillet, con un’ottantina di uomini rimasti con lui, pianifica un’intensa attività di guerriglia, realizzando olpi di mano ed atti di sabotaggio, protetto e sostenuto da vari capi tribù della zona facendo leva sui loro sentimenti antietiopici. Sfugge così per 14 mesi alla caccia spietata dell’Intelligence britannica guidata dal Magg. Max Harari. Per la sua cattura è promessa una lauta ricompensa ma nessuno lo tradirà.
In uno degli ultimi scontri con soldati sudanesi perde il suo cavallo Sandor. Il cavallo di Guillet sarà consegnato al Magg. Harari quale trofeo di guerra.
Dopo alcuni mesi i postumi della ferita al piede, per l’impossibilità di idonee medicazioni e cure, lo costringono all’inattività per cui si rifugia in una fattoria italiana nella valle eritrea del Dorfu dove, per due volte, rischia la cattura. Quindi, per evitare problemi anche ai suoi ospitanti, decide di sciogliere definitivamente il gruppo, staccarsi anche dalla giovane Kadija, e dirigersi, col fido Dafaillah, suo attendente, verso Massaua con l’obiettivo di raggiungere lo Yemen per poi proseguire per l’Italia.
Per procurarsi il denaro farà, sempre fingendosi arabo, lo scaricatore al porto e il venditore ambulante d’acqua. Dopo varie peripezie riesce a raggiungere lo Yemen beffando l’Autorità portuale inglese che gli rilascia un regolare permesso. Giunto nel porto di Hodeida, Guillet dichiara di essere Ufficiale italiano ma, non creduto, viene incarcerato e gli vengono applicati i ceppi alle caviglie. La situazione cambia quando, affascinato dai racconti di guerra di Guillet, il funzionario del porto ne fa partecipe l’imam di San’a che lo fa portare nella capitale e gli affida l’addestramento della sua Guardia rifiutando la richiesta di consegna da parte inglese.
L’obiettivo del Guillet, però, resta sempre il ritorno in Italia per cui, saputo che una nave della Croce Rossa, la motonave Giulio Cesare, sarebbe giunta a Massaua per riportare in Patria donne, bambini, ammalati e feriti gravi italiani, lasciato lo Yemen, rientra in Eritrea e, confondendosi con gli scaricatori, riesce a nascondersi sulla nave che dopo 51 giorni di navigazione, il 2 settembre 1943, approda a Taranto.
Guillet non si dirige verso Capua, residenza della famiglia, ma, dopo tre giorni di disagevole viaggio, ligio alla sua etica di militare, si presenta a Roma dove illustra allo Stato Maggiore un piano per un ritorno in Eritrea. Riferisce del malumore della popolazione per la loro sottomissione all’Etiopia, terreno fertile per una rivolta contro gli Inglesi. Indica un aeroporto abbandonato nel Tigrè ove attuare l’aviosbarco. La fattibilità del piano è avvalorata dall’impresa effettuata nel maggio 1942 dal col. Pilota Amedeo Parisi che, da un aereo munito di serbatoi supplementari, aveva lanciato su Asmara numerosi volantini per testimoniare agli Eritrei che l’Italia non li aveva dimenticati.

L’armistizio dell’8 settembre fa sfumare il piano e Guillet, ormai maggiore, fedele al suo giuramento, dopo un rocambolesco viaggio e l’attraversamento della linea del fronte sul Volturno, raggiunge il Quartier Generale a Brindisi dove sarà ricevuto dal Re e da Badoglio. Nella circostanza, per le sue epiche imprese africane, il Re lo fregia della Gran Croce dell’Ordine Militare di Savoia, massima onorificenza
militare.

Dopo aver assolto ai suoi compiti di militare, finalmente incontra i familiari ed il 21 settembre ’44 sposa a Napoli la sua cugina Bice.
Nell’ottobre del ’45 il magg. Harari, capo dell’Intelligence britannica in Eritrea, incontra Guillet nella sua casa di Roma. Nasce una solida amicizia e, nel congedarsi, l’Inglese lascia un pacchetto: è lo zoccolo di Sandor, il cavallo bianco tanto caro a Guillet.

Durante la guerra di liberazione, inquadrato nel S.I.M., riesce a recuperare importanti documenti ed il tesoro del Negus presso una formazione partigiana che ne era venuta in possesso. Ritorna in Eritrea nel dicembre 1945 con una delegazione del Ministero degli Esteri per problemi riguardanti la comunità italiana. Ha così la possibilità di incontrare i suoi vecchi soldati e gli amici che lo avevano aiutato nella clandestinità. Rivede anche la bella Kadija, compagna di tante peripezie, alla quale consegna un prezioso monile, dono personale dalla moglie.

Sebbene promosso, ancora giovane, colonnello, rassegna le dimissioni dall’Esercito a seguito della scelta repubblicana nel referendum istituzionale del giugno ’46 venendo poi rimproverato da Re Umberto II perché la Patria è al di sopra delle Istituzioni. Intraprende però, previo concorso, la carriera diplomatica.

Anche in Diplomazia Guillet si fa apprezzare per le sue doti umane e professionali. La sua prima destinazione è Il Cairo dove gli sarà preziosa l’amicizia del suo ex persecutore in Eritrea, magg. Harari, e si adopera, mediante colloqui segreti con Nasser e Dayan, per favorire rapporti israelo-palestinesi. Già da militare, in qualità di capo della sezione per gli affari arabi del S.I.M., aveva contattato membri dell’organizzazione ebraica Irgun esiliati dagli Inglesi in Eritrea, per progettare la cattura del Gran Muftì di Gerusalemme, ferocemente ostile alla creazione dello Stato di Israele.

Sarà Ambasciatore anche in Giordania, nello Yemen (dove assumerà come autista Dafaillah, il fedele attendente delle avventure africane), in Marocco e in India.

Nel 1971 è testimone di un cruento tentativo di colpo di stato in Marocco nel corso dei festeggiamenti per il genetliaco di Re Hassan e, grazie alla sua mai sopita abilità militare, riesce a porre in salvo alcuni Ambasciatori durante lo scontro a fuoco. Per l’occasione sarà insignito di un’onorificenza decretata dal Presidente della Repubblica tedesca.

Nonostante il tempo trascorso, in Eritrea la leggenda del Cummandar as Shaitan viene tramandata tanto che, quando nell’estate del 1999 il Presidente eritreo è in visita ufficiale in Italia, chiede di conoscere Amedeo Guillet e lo invita nel Paese dove sarà accolto con onori ed esaltanti manifestazioni. Nel marzo 2000 Guillet visita i luoghi delle tante attività belliche di cui era stato protagonista. Al cimitero di Asmara, dove riposano le spoglie di soldati italiani e coloniali all’ombra del Tricolore, incontra vecchi Ascari fieri di essere appartenuti all’Esercito italiano. L’apice della commozione lo rivive nel cimitero di Cheren dove riposano le spoglie del caro amico Renato Togni che ad Aicotà si era immolato per salvare il Reparto.

Il 2 novembre 2000 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli conferisce la Gran Croce dell’Ordine Militare d’Italia. Presidente onorario dell’Associazione Arma di Cavalleria, è stato uno dei militari più decorati: Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia, Gran Croce dell’Ordine Militare d’Italia, due promozioni per merito di guerra, 5 medaglie d’argento al V.M., una di bronzo e 4 croci di guerra al V.M. e 4 Croci di guerra spagnole al V.M.

Con Amedeo Guillet scompare un personaggio mitico dell’ultima guerra, un ardimentoso che seppe accattivarsi la stima e la fiducia dei suoi uomini che lo seguirono anche in una lotta senza speranza, ammirati dalla sua personalità, dal suo coraggio, dalla sua umanità. Il Suo indiscusso carisma riesce a tenere uniti combattenti di varie etnie e religioni che Gli restano fedeli pur senza prospettive di personali
vantaggi ma solo per un’etica che oggi si stenta a comprendere. Guillet è, in definitiva, un personaggio speciale, educato in un sacrale senso del dovere, determinato nel perseguire l’esclusivo interesse della Patria.

Per la sua sensibilità e nobiltà d’animo seppe anteporre la legge morale a quella materiale disattendendo le inique leggi antiebraiche: in Libia insegnò segretamente storia e matematica a ragazzi ebrei espulsi dalle scuole italiane e si adoperò per far loro sostenere gli esami di diploma e consentire l’accesso, seppur ad un’Università estera. Inoltre, mentre dall’Esercito venivano espulsi i militari di religione ebraica, forte della sua autonomia, arruolò nella Sua Banda elementi della storica tribù etiope di religione ebraica, i Falascià, fino allora discriminati per la loro appartenenza religiosa.

Col Comandante Diavolo scompare l’ultimo Cavaliere d’altri tempi d’Italia. La Sua vita può sembrare la trama di un film d’avventura eppure è stato un personaggio reale la cui memoria incute rispetto ed ammirazione, fulgido esempio di un epico, superbo ed eroico servitore della Patria sia in armi che in pace.

Le Sue spoglie sono state inumate, nella tomba di famiglia, nel Cimitero di Capua.
Diede tanto all’Italia ma l’Italia deve tanto a Lui.

Giuseppe Vollono
luglio 2010

ASD Città di Gragnano: un giocatore convocato per la Viareggio Cup

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ASD Città di Gragnano: un giocatore convocato per la Viareggio Cup

Un splendida notizia per l’ASD Città  di Gragnano: l’attaccante guineano Mohammed Amil Gassama ha ricevuto la convocazione per il raduno di preselezione della Rappresentativa di categoria che parteciperà alla 70^ edizione della Viareggio Cup  che si svolgerà nei giorni 12-28 marzo 2018.

Il raduno, che terrà il prossimo 14 dicembre presso lo Stadio Comunale “Stefano Vicino” di Gravina in Puglia, è riservato ai giovani impegnati nel girone H.

Durante questa prima fase di campionato il calciatore si è dimostrato come una delle migliori rivelazioni della stagione sportiva, per la soddisfazione della società e per i tifosi gialloblù.

San Gregorio Armeno, i personaggi di Star Wars diventano parte del presepe napoletano

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Il cinema arriva nel Presepe napoletano.

Napoli– Non è la prima volta che all’interno del presepe napoletano vengono aggiunti personaggi non legati alla tradizione, ma il presepe di quest’anno ha davvero qualcosa di speciale, anzi, di stellare.

Il 13 Dicembre uscirà l’attesissimo nuovo capitolo della saga di Star Wars, “Gli ultimi Jedi”. Per celebrare l’uscita del film, i maestri presepisti hanno inserito i personaggi della saga nel tipico presepe napoletano. Il risultato è dei migliori, non manca davvero nessuno, ci sono: Luke Skywalker, Darth Vader, la Principessa Leila, Obi-Wan Kenobi, Chewbecca…

I personaggi di una “galassia lontana” si adattano perfettamente al clima napoletano del presepe, e allora, ecco che, vedere antiche colonne e robot non è più così strano.

Il presepe di San Gregorio Armeno sta attirando migliaia di curiosi, turisti e appassionati della saga e sarà esposto fino a Domenica 10 Dicembre, nel Chiostro Capuano.

Givova Ladies, ritorna Busiello: “Commossa dal tifo delle mie compagne”

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Givova Ladies, ritorna Busiello: “Commossa dal tifo delle mie compagne”

Le parole di Annalisa Busiello in vista del match in trasferta tra Olimpia Capri P.C. Pecoraro e Givova Ladies Scafati

Dopo il successo contro la Banca Stabiese, la squadra di coach Ottaviano ha terminato il girone di andata in testa, assieme a Salerno e Cercola. Dopo un inizio in salita la squadra sta mostrando grande voglia di sacrifico, con vittorie sia d’autorità che in rimonta. Il tecnico scafatese adesso sa di poter avere a disposizione, dopo 7 mesi di stop, Annalisa Busiello. Il play di Pollena Trocchia ha esordito al PalaSeveri, entrando in una situazione di difficoltà, salvo poi essere decisiva con un canestro nel finale. Proprio lei presenta la sfida di domani contro Capri con uno sguardo al suo periodo di convalescenza.

Com’è stato tutto questo tempo lontano dal parquet e che emozioni ha provato a Castellammare?

E’ stato davvero dura non poter essere in campo, il basket giocato mi mancava davvero tanto. Sabato scorso ero molto tesa, ma ho sentito da subito il tifo delle mie compagne. Vederle esultare in quel modo al mio canestro è stato emozionante”.

Quando pensa di poter tornare davvero al 100%?

 Fisicamente mi sento bene grazie al lavoro che ho svolto tutta l’estate fino ad oggi assieme allo staff. Ovviamente il ritmo partita è diverso da quello di un allenamento. Dovrò tornare alle vecchie abitudini con il passare del tempo”.

Domani sfida importante contro Capri. Che tipo di avversario incontrerete?

 Troveremo una squadra che viene da un periodo positivo e che nelle ultime uscite ha dato filo da torcere a tutti portando anche a casa punti importanti”.

 Questi i prossimi appuntamenti:

SERIE B: Olimpia Capri P.C. Pecoraro- Givova Ladies Scafati domani ore 16 – Tendostruttura Trav. Palazzo a Mare Capri (NA)

UNDER 20: Givova Ladies Scafati- Salerno Basket ‘92 lunedì 11 dicembre ore 20,15 – PalAnardi via della Resistenza 6 Scafati (SA)

Torre Annunziata: scoperta rivendita illegale di datteri

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Torre Annunziata: maxi-blitz, scoperta vendita di datteri

Un continuo passaggio di persone ha fatto scattare i controlli presso un garage, dove  è stato scoperto un probabile commercio illegale di datteri . Così come riporta “Metropolis”, è stata trovata una vasca di depurazione zeppa di datteri di mare e  ventidue chili stipati nel retrobottega di  un appartamento di persone insospettabili ,che avevano pensato di mettersi in proprio e detenere i chili che sarebbero, con molta probabilità, finiti sul mercato illecito.

Il monito del cardinale Sepe ai giovani: “Alzate la testa contro la camorra”

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Il monito del cardinale Sepe ai giovani: “Alzate la testa voi ragazzi contro la camorra”

Il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, durante il tradizionale discorso con cui affida la città partenopea alla Madonna,  si rivolge ai giovani invitandoli ad alzare la testa contro la camorra, a non arrendersi.

Con queste parole il cardinale Sepe, si rivolge ai giovani: “Alzate il capo voi ragazzi che vivete tra le seduzioni di una camorra che conosce solo violenze e soprusi e non può dare senso alla vostra vita. La nostra società ha in gran parte deluso le vostre attese. Fate fatica a riconoscervi nei suoi assetti tradizionali. Ma non arrendetevi. Non fermatevi alle soluzioni più facili. Sollecitiamo insieme tutti gli organismi per favorire davvero il vostro inserimento nel mondo del lavoro”.

Anziano utilizza motosega e si trancia una gamba, è grave

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Cava de’ Tirreni: anziano si trancia la gamba con una motosega, è grave.

Tragico incidente quello accaduto ieri pomeriggio ad un 70enne. Forse, a causa di un momento di distrazione, la motosega utilizzata già molte volte, è diventata un’arma quasi fatale. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo, approfittando del buon tempo, sarebbe uscito di casa per lavorare al terreno di sua proprietà. Per tagliare la legna l’uomo avrebbe usato la motosega. L’attrezzo,però, sfuggendo al suo controllo, gli ha tranciato di netto la gamba sinistra, all’altezza del ginocchio.

L’ambulanza è stata chiamata dai vicini, allarmati dalle urla dell’anziano. Trasportato in ospedale le sue condizioni sono gravi.

 

Reggio Emilia: madre uccide i figli di due e cinque anni, arrestata rifiuta le cure

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Madre uccide figli di due e cinque anni, poi tenta il suicidio.

Ieri ,una donna 39enne ha ucciso la figlia di due anni  e il fratellino di cinque, poi ha tentato il suicidio. La donna è stata trovata nelle campagne,con un coltello piantato nella pancia, con al suo fianco il corpo del bimbo. Successivamente è stata trasportata all’ospedale di Reggio Emilia, ma la donna rifiuta le cure.
Accusata di duplice infanticidio ed è stato disposto  l’arresto. A quanto pare, la donna soffriva di problemi psichici. L’efferato gesto è stato compiuto ieri mattina. La madre, dopo aver soffocato con un cuscino la figlia di due anni, avrebbe ucciso il figlio di cinque anni in una zona di campagna.  La donna,  sentita dagli investigatori, avrebbe confessato, ma le sue parole continuano ad essere molto confuse, al momento, non sarebbe in pericolo di vita.
Nei suoi confronti verrà emesso un provvedimento di fermo.

Le indagini proseguiranno per accertare la dinamica di quello che è successo ed i motivi che hanno spinto la donna a compiere un gesto così estremo.

Nuovo acquisto in casa ASD Città di Gragnano

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Nuovo acquisto in casa ASD Città di Gragnano

Alla rosa a disposizione di mister Rosario Campana, si aggiunge anche il calciatore classe  1999 Ferdinando D’Arco.

Il centrocampisca proveniente dalla scuola Avellino, nella prima parte di questa stagione sportiva ha militato nella Virtus Ottaviano, squadra impegnata nel girone B del Campionato di Promozione.

Questo il comunicato con cui la società ufficializza l’arrivo del centrocampista D’Arco

“L’ASD Città di Gragnano è lieta di comunicare di aver perfezionato l’accordo con il calciatore Ferdinando D’Arco fino al termine della stagione sportiva.

D’Arco, classe 1999, è un centrocampista duttile, scuola Avellino, che in questa prima parte di annata ha vestito la maglia della Virtus Ottaviano, formazione impegnata nel girone B del Campionato di Promozione”.

GLI ZAMPOGNARI NELLE TRADIZIONI NATALIZIE ITALIANE

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Si è svolto a Moscufo l’VIII Raduno degli Zampognari promosso dal comune e dall’Associazione Zampogne d’Abruzzo, con la collaborazione della Proloco e delle altre associazioni presenti sul territorio. L’evento, che riporta alle tradizioni natalizie del passato, è stato in parte condizionato dal maltempo, che non ha peraltro impedito a diversi appassionati di raggiungere il paese da varie parti d’Italia.

L’antico mondo degli zampognari, che l’Associazione Zampogne d’Abruzzo si impegna da anni a recuperare e valorizzare, emozionano ancora una vasta platea di persone, come dimostrato da diversi servizi andati in onda su TG4 e TG5, a cura del giornalista Gianluigi Armaroli, che hanno introdotto il tema del Natale 2017 in Italia. Il presidente dell’Associazione, Tonino Toracchio, nelle dichiarazioni  rilasciate ha ricordato gli sforzi sostenuti per salvaguardare le tradizioni musicali legate allo strumento simbolo della civiltà pastorale che negli anni scorsi erano andate quasi del tutto perdute. Tutto questo nel disinteresse delle istituzioni e talvolta anche dei media.

Eppure anche dei giovanissimi si sono accostati negli ultimi anni con passione alla zampogna, dedicandosi allo studio della musica e dello strumento. Tra questi anche due ragazze Irene Di Marco e Miriana Varalli (vedi foto sopta). Segnali evidenti del superamento di una figura che per secoli era stata esclusivamente maschile. Altri giovani, Manuel D’Armi, Marcello Sacerdote, Luigi Varalli e Cristian Di Marco hanno formato un quartetto, che hanno denominato PETRA, e sono in partenza per un tour in Svizzera, in cui proporranno un repertorio che va oltre i brani tradizionali.
E’ confortante vedere e ascoltare questi giovani, che daranno un futuro alla zampogna. A Moscufo sono presenti altri musicisti che hanno recentemente suonato in Canada e Germania, sempre attesi con affetto da tanti italiani che non hanno perduto la memoria del suono della zampogna e della ciaramella. Emerge tra tutti i musicisti presenti, anche non appartenenti all’Associazione, amicizia e armonia, è il  caso di dire. Uno spirito che accomuna generazioni, dalla quindicenne, Irene Di Marco, di appena 15 anni, al meno giovane, l’ottantenne Primo Pierfelice. Una volta erano prevalentemente pastori, ora appartengono ad una eterogenea pluralità di situazioni sociali. Tra gli zampognari presenti a Moscufo anche un cardiologo, Antonino Scarinci, apprezzato ricercatore e musicologo.

acquerello, zampognari a Rocca Calascio di Michele A. JoccaNell’ambito della manifestazione è stato ricordato il gemellaggio tra l’Associazione e il Circolo della Zampogna di Scapoli, siglato proprio a Moscufo nel 2014.

Nell’occasione il fumettista Michele Arcangelo Jocca ha donato, per il tramite dell’Associazione Zampogne d’Abruzzo, un acquerello che ritrae una coppia di zampognari con lo sfondo della cinquecentesca chiesa di Santa Maria della Pietà di Rocca Calascio, oggi divenuta una delle icone dell’Italia, ma da considerare soprattutto come simbolo della scomparsa civiltà pastorale. L’artista romano, nato a Calascio nel 1925, fa parte della storia del fumetto italiano. Il suo acquerello sarà destinato ad arricchire la dotazione del Museo della Zampogna allestito dal Circolo a Scapoli, che si sta impegnando per promuovere un percorso progettuale che porti a candidare all’Unesco la zampogna come patrimonio dell’umanità.

Giulio Armaroli intervista Tonino Toracchio, presidente dell’Associazione Zampogne d’Abruzzo R

C’è ancora il tempo per scambiare alcune impressioni con Giulio Armaroli, personaggio noto del giornalismo televisivo, in passato anche scenografo, regista, attore e conduttore di programmi musicali. Si nota facilmente che si trova a suo agio nella manifestazione, nella piazza e tra i vicoli del paese. Anche tra i sui ricordi di infanzia nella sua Bologna ci sono con gli zampognari in giro per il centro della città nei giorni precedenti il Natale. E’ scontata la sua risposta affermativa quando gli chiedo se c’è ancora spazio nel terzo millennio per il secolare patrimonio culturale rappresentato dalla zampogna in Abruzzo, come in altre circoscritte aree geografiche dell’Italia centro-meridionale, in cui lo strumento resiste con non poche difficoltà.
E’ purtroppo un certo provincialismo, osserva Armaroli, a costituire il principale limite che caratterizza la valorizzazione di molte importanti tradizioni del nostro paese, tra cui quella rappresentata dall’antico strumento simbolo del mondo pastorale del passato. Un provincialismo che riduce spesso a dimensioni locali valori culturali che dovrebbero invece emergere e trovare uno spazio anche nella società globalizzata di oggi, nella quale sarebbe sufficiente ricordare come questi singolari pastori musicisti in passato abbiano ispirato nelle loro opere anche tanti prestigiosi compositori stranieri, tra cui Georg Friedrich Händel e Hector Berlioz.

Torre del Greco: arriva “VELEDAMARE”, tra eventi legati al mondo del mare e giri in barca a vela

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Eventi natalizi a Torre del Greco!

In occasione delle festività a Torre del Greco partirà  l’evento “VELEDAMARE”, organizzato dalla Lega Navale Italiana. L’evento si terrà nei giorni 16 e 17 Dicembre 201, in questi due giorni si potranno riscoprire una serie di eventi legati al mondo del mare e della navigazione. Se il tempo sarà favorevole, sarà possibile anche fare un giro in barca a vela nelle acque del Golfo.

Così come riporta “Vesuviolive”, a partire dalle 9:00 del mattino saranno disponibili visite guidate gratuite al Museo della Marineria di Torre del Greco.

Sacripanti: “A Cremona per continuare la nostra crescita, Leunen in forse”

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Le parole in conferenza stampa di coach Sacripanti, in cui presenta il lunch match contro Cremona

Le parole in conferenza stampa di coach Sacripanti, in cui presenta il lunch match contro Cremona che si giocherà domenica 10 dicembre alle ore 12.00: “La Vanoli ha dei giocatori di grande talento: i primi cinque, in particolare, viaggiano con medie impressionanti. Johnson-Odom fece con me a Cantù un campionato straordinario, alla sua prima stagione italiana; ci sono poi i due Diener, maestri della pallacanestro; inoltre hanno aggiunto un giocatore, Fontecchio, che quest’estate bramava tutta l’Italia, che può giocare sia da 3 che da 4 ed è in fase di completa maturazione: è attualmente uno dei giocatori italiani più interessanti, acquisto migliore non avrebbero potuto farlo. Dovremo contenere gli esterni, abili in situazioni di 1vs1 e di pick and roll. Sarà molto importante non prendere dei parziali, lasciandogli il campo aperto in contropiede. Per noi sarà una partita molto difficile ed impegnativa, che ci permetterà di capire fin dove possiamo spingerci”.

Il coach si sofferma anche sugli infortuni che hanno colpito la squadra: “Leunen ha preso un colpo al ginocchio in allenamento: oggi e domani non si allenerà, ma speriamo che sia disponibile domenica; anche Lorenzo D’Ercole ha avuto un piccolo problema agli adduttori, ma il suo dovrebbe essere un problema meno grave di quello di Maarten; Fesenko oggi proverà a fare una parte di allenamento con noi e valuteremo le sue condizioni: la settimana prossima avrà un’ulteriore visita specialistica per il ginocchio. Stiamo aspettando Jason di ritorno dall’America e speriamo che possa allenarsi con noi, se non è troppo stanco”.

Pizza, Confapi: Unesco e ok Terra dei fuochi, due buone notizie

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Pizza, Confapi: Unesco e ok Terra dei fuochi, due buone notizie

Napoli – Le parole di Gianpiero Falco, presidente Confapi Napoli, sul riconoscimento della pizza napoletana da parte dell’Unesco come patrimonio dell’umanità e sui risultati positivi delle analisi sui prodotti provenienti dalla “Terra dei fuochi” dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno.

Queste le dichiarazioni: «Il riconoscimento Unesco dell’arte dei pizzaiuoli napoletani non è solo l’approvazione internazionale del valore della nostra storia, della nostra cultura, delle nostre tradizioni ma è anche un premio a una industria che dà lavoro a migliaia e migliaia di uomini e donne e che, silenziosamente, crea ricchezza».

«L’onorificenza dell’Unesco arriva quasi nelle stesse ore in cui, finalmente, si fa chiarezza su quello scempio politico-mediatico-giudiziario che è stata la “Terra dei fuochi” in Campania. Gli esami dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno hanno accertato che nessun prodotto è contaminato e che solo una piccolissima porzione di territorio è meritevole di controlli rigorosi che – aggiunge – peraltro già c’erano prima e ci sono ancor di più ora».

«Se si credesse ai simboli e alle coincidenze – sottolinea ancora il presidente Confapi Napoli – bisognerebbe ammettere che le ultime 48 ore sono state assai ricche di messaggi inequivocabili. Il che può solo dare conferma, una volta di più, che la Campania e Napoli hanno tutte le caratteristiche per fare da locomotiva per l’economia del Mezzogiorno. A patto che la politica, le istituzioni e tutti gli attori economici tutti – conclude Falco – operino in collaborazione per una stessa finalità: lo sviluppo del territorio».

Allerta meteo della Protezione Civile della Regione Campania: temporali improvvisi

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Nuova allerta meteo della Protezione Civile Campania: allerta Gialla dalla mezzanotte

La Protezione Civile della Regione Campania dirama una nuova allerta meteo: ” Possibili temporali improvvisi. La Protezione civile della Regione Campania ha diramato un avviso di allerta meteo di colore Giallo valevole a partire dalla mezzanotte e fino alle 18 di domani su buona parte della Regione. In particolare le zone interessate sono: Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; Tusciano e Alto Sele; Piana del Sele e Alto Cilento; Tanagro; Basso Cilento. La criticità idrogeologica prevista è legata ai fenomeni temporaleschi che, localmente, potranno avere anche “moderata intensità” e saranno caratterizzati da una incertezza previsionale e da rapidità di evoluzione. Un quadro meteo che potrebbe determinare anche fenomeni franosi legati a condizioni del territorio particolarmente fragili, caduta massi o ruscellamenti superficiali. Tale situazione è associata anche a raffiche di vento forte e fulmini.
Il mare si presenterà agitato. La Protezione civile regionale raccomanda agli enti competenti di porre in essere tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni attesi e di tenere alta la vigilanza sul territorio anche in ordine alle strutture esposte alle sollecitazioni del vento e del mare”.

Castellammare, Pannullo: “Un bel momento di festa e condivisione”

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Pannullo: “Un bel momento di festa e condivisione”

Le parole di soddisfazione di Pannullo sul palio dei falò svoltosi tra la notte del 7 e dell’8 dicembre.

Castellammare di Stabia – Il sindaco Antonio Pannullo esprime la propria soddisfazione per la riusciuta del palio dei falò. Queste le dichiarazioni del primio cittadino: “Il palio dei falò sull’arenile ha incarnato al meglio lo spirito di festa e di condivisione che anima gli stabiesi nella notte dell’Immacolata. Una sfida vinta. Un’area di festa che si è diffusa in tutta la città. Abbiamo voluto con forza che il palio si tenesse sull’arenile ed alla fine i numeri ci hanno dato ragione. Oltre diecimila le persone che si sono riversate lungo la Villa per assistere all’evento, il tutto è avvenuto in una atmosfera di serenità. Vorrei ringraziare gli organizzatori, le forze dell’ordine, i volontari e tutti gli stabiesi per questa indimenticabile notte dell’Immacolata

Napoli: incendio in una palazzina. Donna muore soffocata

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Napoli, incendio in una palazzina, muore anziana.

Succede nel centro storico della città di Napoli: al quarto piano di una palazzina è scoppiato un incendio, provocato probabilmente dal corto circuito di un asciugacapelli. All’interno dell’appartamento si trovava una donna di 88 anni, morta per inalazione dei fumi.

Le fiamme,prima di essere domate dall’intervento dei Vigili del Fuoco, hanno provocato la parziale distruzione dell’abitazione. Al momento, la salma della donna è stata trasportata al secondo policlinico, per poter eseguire l’autopsia. I locali sono stati, invece,sottoposti a sequestro.

Sant’Antimo, tutto pronto per l’evento “Epifania 2018”

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Sant’Antimo, tutto pronto per l’evento “Epifania 2018”

A Sant’Antimo, si svolgerà l’evento “Epifania 2018” organizzato all’associazione no profit “te lo regalo se ti piace”. Durante l’evento a tutti i bambini presenti saranno regalati: giocattoli, pupazzi e una calza della befana piena di dolciumi.

L’appuntamento si terrà il giorno 5 gennaio 2018, presso la scuola paritaria dell’infanzia “il mondo dei bambini” in via Cesare Battisti.  L’evento è a titolo gratuito.

Per chi vuole contribuire con le donazioni può farlo fino al 2 gennaio 2018, e potrà donare: caramelle, cioccolatini, giocattoli, peluche, materiale scolastico (come quaderni, gomme, calcolatrici penne, matite ecc).

Per chi è interessato a contribuire può contattare i volontari dell’associazione “te lo regalo se ti piace”, che verranno a ritirare le donazioni a domicilio.

 

Siracusa vs Juve Stabia quando sarà possibile acquistare i biglietti

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Siracusa-Juve Stabia quando sarà possibile acquistare i biglietti
La S.S. Juve Stabia rende noto che nella giornata odierna i botteghini dello stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia resteranno chiusi, mentre, domani sarà possibile acquistare il tagliando per la gara Siracusa-Juve Stabia, in programma domenica 10 dicembre alle ore 14.30, dalle ore 10 fino alle ore 19.

FOTO E VIDEO ViViCentro-Caos a Castellammare, apre il ‘nuovo’ negozio de La Sonrisa…con Donna Imma!

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Caos a Castellammare, apre il nuovo negozio de La Sonrisa…madrina d’eccezione Donna Imma!

L’aria di festa non si ferma nella città di Castellammare! Dopo la lunghissima notte dell’Immacolata, tra festeggiamenti e falò, la città è ancora protagonista di un evento. Questa mattina,  8 Dicembre, alle 12.00 in via Nocera 80, una folla di persone ha inondato la strada per assistere all’inaugurazione del negozio di profumi alla spina “Goccia d’Oro” di Gaetano Nino Davide, caratteristico personaggio del programma di Real Time, “Il castello delle Cerimonie” . Ma ad accendere gli animi della folla è stata la madrina dell’inaugurazione: Donna Imma,  figlia del Boss delle Cerimonie , che ha festeggiato il suo onomastico in un modo del tutto singolare. 

Tra un ricco buffet e foto, i componenti della famiglia Polese sono stati accolti con estrema curiosità, i passanti non hanno esitato a scattare selfie,approfittando della situazione per incontrare i personaggi conosciuti tramite il programma. La folla si è poi spostata all’interno per poter provare le varie fragranze.

 

Juve Stabia, lutto in casa Polito

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La S.S. Juve Stabia e tutte le sue componenti, esprimono la propria vicinanza, in questo momento di dolore, a Ciro Polito, per la scomparsa del caro cugino Antonio Fierro. Alle famiglie Polito e Fierro la società gialloblù rivolge le più sentite condoglianze.

Tutta la redazione di ViViCentro.it esprime la propria vicinanza a Ciro Polito ed alle famiglie Polito e Fierro, colpite dalla scomparsa del caro Antonio.