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VIDEO ViViCentro – Castellammare, festeggiamenti dell’Immacolata: Di Domenico canta l'”Ave Maria”

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La celebrazione si è tenuta in via Regina Margherita

E’ terminata poco fa la tradizionale festa dell’Immacolata. Poco dopo le 19 sono partiti i festeggiamenti, con il palco allestito in via Regina Margherita (ad angolo con via Surripa).

Il tutto si è aperto con la celebrazione della Santa Messa nella Parrocchia di San Vincenzo alle ore 18. Al termine, tutti i fedeli sono andati in processione verso l’altare per ricevere la benedizione di don Roberto e, immediatamente dopo, Enzo Di Domenico ha cantato l”Ave Maria’ come atto conclusivo della messa.
Al termine, la celebrazione si è conclusa con la classica “batteria” di fuochi d’artificio. Uno spettacolo pirotecnico offerto in omaggio alla Vergine Maria e dopo i botti i fedeli hanno riportato la statua della Madonna in chiesa.

 

 

Clamoroso a Torre del Greco: parroco abbandona la processione dell’Immacolata!

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Clamoroso a Torre del Greco: parroco abbandona la processione dell’Immacolata!

Davvero clamoroso quello che è successo oggi a Torre del Greco in una giornata, che doveva essere, di festa. Verso le 14, infatti, a causa delle avverse condizioni meteorologiche il parroco della Basilica di Santa Croce ha deciso di ridurre sensibilmente il solito percorso del carro, nella tradizionale processione dell‘Immacolata, ma è qui che è scoppiato l’inferno. I portatori si sono ribellati ritenendo impossibile non percorrere una zona come quella del lungomare, ritenuta immagine della città, e dopo minuti di discussioni hanno deciso di togliere il camice bianco in segno di protesta. Il parroco, a quel punto, ha deciso a sua volta di abbandonare la processione e i portatori hanno ripreso solo allora il tradizionale percorso.

Il peggio arriva però al rientro in Chiesa quando le porte della Basilica sono state trovate chiuse e le campane non hanno suonato per accogliere il carro, facendo imbestialire la folla presente. Alcuni portatori, cosi, avrebbero preso d’assalto le porte della sagrestia inveendo contro il parroco e negli attimi successivi alcune persone sarebbero addirittura rimaste ferite. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine. A riportarlo è Il Mattino. 

Anche De Laurentiis festeggia la pizza patrimonio dell’Unesco!

Anche De Laurentiis festeggia la pizza patrimonio dell’Unesco!

La notizia per il riconoscimento tributato alla vera pizza napoletana da parte dell’Unesco ha scatenato i festeggiamenti di una popolazione intera. Anche il patron del Napoli e produttore cinematografico, Aurelio De Laurentiis, ha mostrato tutta la sua gioia sul proprio profilo Twitter ufficiale scrivendo:

Evviva e auguri alla pizza. Quanta compagnia e allegria ha stimolato questa deliziosa e unica pietanza. Si è adoperata in 1000 modi per essere simpatica e accessibile a tutti. Da cultore del cinema – ha continuato in un secondo tweet – dopo averla celebrata nell’Oro di Napoli, ho pensato di regalare al mondo intero un elogio della pizza realizzando un documentario dal titolo La pizza, il cuore di Napoli, che abbiamo presentato a Washington due settimane fa. Oggi che è diventata patrimonio dell’Unesco – ha concluso infine con un terzo tweet – questo mi gratifica e mi rende felice per tutto il mondo napoletano che ha saputo inventare la rappresentazione più perfetta di se stesso con un simbolo unico e irraggiungibile”.

Cesena – Pescara 4 – 2: altra pesante sconfitta per il Pescara

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Brutta sconfitta del Pescara, che rimedia un 4 – 2 al “Manuzzi” di Cesena, al termine di un gara dove gli abruzzesi hanno mostrato tutti i proprio limiti tecnici e caratteriali. Succede tutto nel secondo tempo dove i biancazzurri passano in vantaggio prima di farsi recuperare e agganciare dei romagnoli a quota 21 punti. Venti di crisi spirano in casa Pescara.

IL MATCH -L’anticipo valido per la 18esima giornata del campionato di serie B, vede il Pescara di Zeman rendere visita al Cesena di Castori, con entrambe le formazioni piuttosto in difficoltà. I romagnoli, infatti, occupano la quintultima posizione in classifica a quota 18, mentre il Pescara si trova poco più su con 21 punti in classifica. Arbitra Nasca di Bari.

Dopo 1’ Cesena vicinissimo alla rete del vantaggio con DalMonte, che da ottima posizione in area di rigore lascia partire un tiro che sfiora il palo. Brivido iniziale per il Pescara.

Al 21’ miracolo di Fiorillo su tiro a botta sicura in area di Jallow.

Al 31’ tiro dalla distanza di Laribi con Fiorillo che para senza problemi.

Al 34’ si vede il Pescara con un destro a giro di Brugman, ma il portiere del Cesena salva porta e risultato.

La prima frazione termina con il risultato di Cesena – Pescara 0 – 0.

Al 50’ cross di Mazzotta per la testa di Pettinati che impegna severamente il portiere del Cesena che si salva in corner.

Al 53’ tiro di Benali, respinta dei difensori del Pescara, con il portiere del Pescara che salva su tiro di Valzania. Dopo solo un minuto l’estremo difensore del Cesena salva ancora su di una conclusione di Pettinari. Cesena in affanno.

Al 62’ vantaggio del Pescara con Benali, che batte a rete dopo il cross di Zampano. Al 72’ clamoroso ingenuità di Zampano con Jellow che ringrazia e sigla la rete dell’ 1 – 1. Dopo poco arriva la rete del sorpasso con Pettinari. Il Cesena non demorde, e sigla la rete del pareggio con Moncini. Il Cesena reagisce alla grande, e prima trova il sorpasso con Moncini, per poi fissare il pari con il definitivo 4 – 2 griffato da Dankor.

Cesena – Pescara 4–2 (0-0)

Reti: 62’ Benali, 76’ Pettinari (P), 72’ Jallow, 81′ ag. Brugman, 87′ Moncini, 95′ Donkor (C)

Cesena (4-4-1-1): Fulignati; Donkor, Esposito, Scognamiglio, Perticone (C) (79′ Moncini); Vita (60’ Fazzi), Kone, Di Noia (65’ Sbrissa), Dalmonte; Laribi; Jallow. A disposizione: Agliardi, Melgrati, Mordini, Cascione, Gliozzi, Panico, Maleh, Setola, Rigione. Allenatore: F. Castori.

Pescara (4-3-3): Fiorillo; Zampano (76′ Crescenzi), Coda (79′ Stendardo), Fornasier, Mazzotta; Valzania, Carraro, Brugman (C); Del Sole (83′ Mancuso), Pettinari, Benali. A disposizione: Antonino, Kanouté, Elizalde, Capone, Cappelluzzo, Baez. Allenatore: Z. Zeman.

Ammoniti: 71′ Kone, 86′ Sbrissa, 87′ Moncini, 94′ Fazzi (C), 89′ Fornasier (P)

Espulso: 90′ Valzania (P)

Arbitro: Luigi Nasca di Bari.

Assistenti: Paolo Formato di Benevento e Pasquale Cataldo di Napoli, quarto ufficiale Fabio Piscopo d’Imperia.

Note: presenti 11.908 spettatori (9.445 abbonati e 2463 paganti).

Pompei, mostra dedicata alla figura di Bartolo Longo: ecco le date!

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Pompei, mostra dedicata alla figura di Bartolo Longo: ecco le date!

Dal 13 dicembre al 7 gennaio l’Istituto Bartolo Longo ospiterà la mostra “Bartolo Longo profeta di Maria a Pompei”. L’evento sarà inaugurato il 13 dicembre alle 16.30 presso la Cappella dell’Istituto alla presenza dell’Arcivescovo, Mons. Tommaso Caputo, e regalerà ai visitatori alcuni scatti tanto unici quanto rari dell’avvocato pugliese, beatificato nell’ottobre 1980 da San Giovanni Paolo II.

L’esposizione, composta da ventisei stampe d’epoca originali, è un viaggio nel tempo e nella storia, per celebrare l’impresa incredibile di un uomo che per amor di Dio ha creato dal nulla un vero e proprio Tempio della carità.

Interessante soprattutto la prima sezione della mostra che racconta della nascita del Santuario con foto della posa della prima pietra. Questa prima sezione, denominata proprio “Nascita del Santuario”, culminerà con il racconto dell’inaugurazione della Facciata, avvenuta nel maggio del 1901, e dedicata alla Pace Universale.

Scherma, Grand Prix FIE: giornata d’esordio positiva per gli azzurri!

Scherma, Grand Prix FIE: giornata d’esordio positiva per gli azzurri!

Esordio positivo per gli azzurri al Grand Prix FIE di spada maschile a Doha, dove sono ben dieci gli italiani che torneranno in pedana per affrontare il primo turno del main draw. Nella capitale del Qatar ha preso il via, infatti, la tre giorni dedicata all’arma non convenzionale, con la fase a gironi ed i turni preliminari della gara maschile, al termine dei quali è stato definito il quadro del tabellone principale da cui domenica riprenderà la gara.

Ai già ammessi di diritto Paolo Pizzo, testa di serie numero 1 del tabellone, Marco Fichera ed Enrico Garozzo, si sono aggiunti immediatamente dopo la fase a gironi Andrea Santarelli, Andrea Vallosio, Lorenzo Buzzi e Federico Vismara.

Per gli altri azzurri invece si sono aperte le porte del tabellone di qualificazione, dal quale sono usciti indenni Valerio Cuomo, Edoardo Munzone e Gabriele Cimini che, quindi approdano al tabellone principale sin dal turno dei 64.

Escono di scena invece Lorenzo Bruttini ed Andrea Russo. Il primo è stato eliminato nel primo turno del tabellone preliminare perché sconfitto 15-11 dal tedesco Braun, mentre Russo ha subìto la stoccata del 13-12 dal belga Ferot nel match che gli avrebbe spalancato le porte del main draw.

Domani saliranno in pedana le donne per la fase a gironi ed i turni preliminari della gara di spada femminile.

Domenica, infine, le due gare andranno in contemporanea dal primo turno del main draw sino alla definizione degli atleti vincitori.

Calciomercato, è sfida tra Napoli e Inter per Bakambu

L’attaccante africano ha una clausola altissima

Ci sarebbe un nome nuovo, come riportato da calciomercato.itnella “lista della spesa” del ds napoletano Giuntoli. Si tratta di Bakambu, attaccante attualmente in forza al Villareal dal 2015.

Il calciatore, però, sarebbe finito anche nel mirino dell’Inter. La società milanese lo porterebbe in nerazzurro come un’ottima alternativa a Icardi, ma anche come attaccante esterno. Il calciatore della Repubblica democratica del Congo ha appena firmato il prolungamento di contratto con ‘El Submarino Amarillo’ fino al 2022 con una clausola rescissoria di 40 milioni di euro.
A quanto pare, le armi a disposizione dell’Inter sarebbero migliori di quelle del Napoli. I partenopei dovrebbero mettere sul piatto i soldi della clausola, mentre i nerazzurri potrebbero inserire nella trattativa due contropartite tecniche come Santon e come Gabigol che ha bisogno di ritrovarsi dopo la deludente esperienza in Portogallo con la maglia del Benfica.

L’operazione, che si concluda in favore di una o dell’altra squadra, si formalizzerà sicuramente in estate. Il club spagnolo molto difficilmente si priverà del suo attaccante più forte senza poterlo sostituire adeguatamente.

Pallavolo, serie A2 femminile: il Club Italia CRAI sfida Ravenna!

Pallavolo, serie A2 femminile: il Club Italia CRAI sfida Ravenna!

Il Club Italia CRAI Femminile nella prossima sfida sarà di scena in uno dei palazzetti più ricchi di storia del nostro Paese. Per la tredicesima giornata della Samsung Galaxy Volley Cup, infatti, la squadra della Federazione Italiana Pallavolo sarà impegnata al palasport “Angelo Costa” di Ravenna contro la Conad Olimpia Teodora Ravenna, la formazione più titolata del volley italiano con all’attivo 11 scudetti consecutivi, 6 Coppe Italia e due Coppe dei Campioni. Le romagnole, neopromosse in Serie A2, sono settime in classifica e reduci da un’impresa contro Soverato, battuta a domicilio per 3-2; il Club Italia viene invece da sei sconfitte consecutive, che l’hanno fatto scivolare al dodicesimo posto. La partita si giocherà domenica 10 dicembre con inizio alle ore 17. Il Club Italia si è preparato con grande intensità alla sfida di domenica, lavorando al gran completo in palestra. Nessun particolare problema fisico per le azzurre, che dovrebbero presentarsi al PalaCosta con la stessa formazione vista all’opera contro Cuneo. Gli allenamenti proseguiranno anche oggi e domani al Centro Pavesi; la partenza per Ravenna è prevista nella mattinata di domenica. Il coach azzurro Massimo Bellano presenta così la sfida di domenica: “Incontriamo una squadra molto esperta: in rosa ci sono diverse giocatrici che questo campionato lo hanno vinto o comunque ne hanno una conoscenza molto approfondita. Sapevamo, d’altronde, che in questo periodo avremmo affrontato formazioni di ottima caratura. Mi piacerebbe che ripartissimo dalla partita di Collegno, dimostrando un po’ più di spregiudicatezza che invece non ho visto contro Cuneo. Non dobbiamo preoccuparci troppo del valore dell’avversario, ma guardare dalla nostra parte del campo e pensare alle cose che dobbiamo fare per mettere Ravenna in difficoltà”.
BIGLIETTI – I biglietti per assistere alla gara potranno essere acquistati direttamente al PalaCosta (piazza Caduti sul Lavoro 13) al prezzo di 10 euro, ridotto a 5 euro per i ragazzi dai 12 ai 18 anni. Ingresso gratuito per Under 12 e tesserati FIPAV.

Nuovo record per “L’esercito di terracotta” a Napoli: superati i 20mila ingressi!

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Nuovo record per “L’esercito di terracotta” a Napoli: superati i 20mila ingressi!

La mostra internazionale de “L’ Esercito di Terracotta e il Primo Imperatore della Cina” presso la Basilica dello Spirito Santo a via Toledo, in programma fino al 24 gennaio, fa registrare un nuovo record. Sono infatti più di 20mila gli ingressi a circa un mese dall’apertura. I fortunati hanno potuto ammirare, per la prima volta assoluta in Italia, 170 repliche a grandezza naturale di alcune delle oltre ottomila statue che dal terzo secolo avanti Cristo sorvegliano il mausoleo di Qin Shi Huang, primo imperatore della Cina.

Questo incredibile trend positivo, inoltre, proseguirà anche con una nuova collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Infatti, a partire da venerdì 8 dicembre, coloro che si presenteranno con un biglietto Mann riceveranno uno sconto per ammirare l’incredibile mostra. L’offerta, però, vale solamente per i giorni feriali.

Ghoulam, appello ai tifosi: “Scendete in campo con noi”

“Io lavoro per tornare presto”

E’ un Ghoulam che soffre. Più che fisica, la sua è una sofferenza emotiva: l’assenza forzata dal terreno di gioco e l’impossibilità di contribuire al cammino del Napoli in questo momento importante della stagione si fa sentire, forte!

Per ora può e deve limitarsi a sostenere i suoi compagni di squadra, glielo impone il suo ginocchio. E così ha voluto incitare i tifosi partenopei a non allontanarsi nonostante gli ultimi risultati deludenti ma a stringersi ancor di più attorno alla squadra e guardare avanti tutti insieme per continuare a sognare e a non mollare.

Attraverso il proprio profilo Twitter, arriva l’appello a tutti i tifosi: “Lavoro duramente per tornare al più presto e più forte di prima ed aiutare i miei compagni!!! Domenica pensateci voi: scendete in campo con noi, preparate le bandiere e dipingete lo stadio di Azzurro! #FNS”.

Report lunedì 11 dicembre: le inchieste della puntata

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Video e trascrizioni delle inchieste saranno disponibili sul  sito www.report.rai.it  e sulla pagina RaiPlay https://www.raiplay.it/programmi/report/ pochi minuti dopo la fine della trasmissione.

Vi informiamo anche che domani, sabato 9 dicembre alle 16.30, su Rai3 andrà in onda in replica la puntata di lunedì scorso, con “Venduti” di Giovanna Boursier. Ilva e Telecom, lusso e alta moda: che fine ha fatto la politica industriale italiana? A seguire “Il lobbista che è in noi” di Giorgio Mottola: cosa sono le lobby, cosa fanno i lobbisti, quanto incidono sulle decisioni politiche?

Le incheste della puntata di lunedì 11 dicembre:

IL PACCO, LA SOCIETÀ DEL FUTURO
di Alberto Nerazzini

Collaborazione di Lorenzo Di Pietro

Le multinazionali della distribuzione. La domanda di trasferimento di merci e materiali è impazzita: trasporto via mare, via cielo, via terra. In questo enorme mercato dove produzione e consumo sono globalizzati, il giro d’affari della logistica esplode e i profitti si concentrano nelle mani di pochi. Ciò che conta sono i risultati, non come questi siano stati raggiunti, perché tutti vogliamo consumare e risparmiare, vogliamo essere soddisfatti, vogliamo che tutto sia puntuale. E puntuale, ogni giorno, va in scena lo sfruttamento, senza regole e senza controllo. Negli immensi hub della logistica, ma anche nei magazzini e negli stabilimenti della nostra “eccellenza” alimentare, ovunque la micidiale macchina di appalti e subappalti, tra società e cooperative false, schiaccia i diritti e il costo del lavoro.
Alberto Nerazzini indaga su un settore cruciale dell’economia, dove regnano i soprusi e le illegalità, l’evasione fiscale e gli interessi di un’imprenditoria criminale, spesso espressione diretta della mafia. Un mondo di disuguaglianza e ingiustizia dove si gioca anche il futuro dell’Europa.

F COME FALSO
di Luca Chianca

In Italia 19 milioni di persone comprano online. Ma su Amazon e Ebay, come anche sulle piattaforme cinesi Alibaba e Taobao gira una quantità incalcolabile di prodotti di marca taroccati. Come si riconoscono? Basta scegliere dei marchi noti e fare una ricerca online. Se esce un prodotto con il prezzo molto diverso da quello originale, è probabile che sia un falso. C’è una gran quantità di prodotti contraffatti anche tra i pezzi di ricambio, che poi si mescolano con il prodotto originale creando danni al consumatore o all’azienda quando deve riparare in garanzia. Dall’inizio dell’anno a oggi dai nostri aeroporti sono entrati in Italia ben 2,6 milioni di pacchetti, ma l’Agenzia delle dogane riesce a controllare solo il 5% della merce. Il nostro viaggio nei falsi inizia a San Marino e finisce in Cina: siamo stati laddove la merce viene prodotta.

TAGLIA E CUCI
di Alessandra Borella
Collaborazione di Ilaria Proietti

La spesa pubblica italiana è diminuita,  vero o falso? È una domanda per la quale non esiste un’unica risposta. Yoram Gutgeld, da tre anni commissario alla spending review, ci informa che sono stati tagliati capitoli di spesa per 30 miliardi. I risparmi però sono stati reimpiegati in altri capitoli di spesa, dalle pensioni alla sanità e quindi il corpaccione della spesa pubblica è ancora intatto con i suoi 830 miliardi l’anno, di cui ben 327 sono la spesa corrente aggredibile. Cosa c’è lì dentro? Tanto per dire, i costi della politica e della macchina della pubblica amministrazione. E questi sono stati tagliati? Difficile dirlo perché da un lato chi dovrebbe fare i sacrifici riesce con vari trucchi a salvaguardare i propri privilegi, mentre dall’altro lato mancano le informazioni, per esempio sulle spese degli enti locali, su cui il governo centrale non riesce ad avere pieno controllo

L’ASSASSINO È… IL DNA
di Giorgio Mottola

Questa è la frase che potremmo sentire nei film polizieschi del futuro. Nei tribunali italiani sono infatti sempre di più gli imputati che chiedono la prova del dna. Se fino ad oggi è sempre stata usata solo per incastrare i colpevoli, da un po’ di tempo può essere usata anche per scagionarli. Secondo alcuni studi, l’aggressività di alcune persone potrebbe dipendere infatti dal loro dna. Il mondo scientifico è molto diviso sulla validità di queste teorie, ma di recente in due differenti processi per omicidio, gli imputati hanno ottenuto uno sconto di pena perché il test del dna dimostrava che avevano una predisposizione genetica a essere aggressivi.

 

Maltempo, la Protezione Civile proclama l’allerta gialla

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Criticità in Campania fino a domani

Nuova allerta meteo in Campania. La Protezione civile ha diramato un’allerta meteo di colore Giallo a partire dalla prossima mezzanotte fino alle 18 di domani.
Le zone interessate sono: Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; Tusciano e Alto Sele; Piana del Sele e Alto Cilento; Tanagro; Basso Cilento.

La criticità meteorologica prevista è legata ai fenomeni temporaleschi che, localmente, potranno avere anche moderata intensità e saranno caratterizzati da una incertezza previsionale e da rapidità di evoluzione. Questa situazione potrebbe causare frane, cadute massi o allagamenti. Il mare sarà agitato con vento e fulmini. La Protezione civile regionale raccomanda agli enti competenti di porre in essere tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni attesi e di tenere alta la vigilanza sul territorio anche in ordine alle strutture esposte alle sollecitazioni del vento e del mare.

Manovra di Bilancio. Stipendi: addio contante

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Approvato l’emendamento di Titti Di Salvo alla manovra di Bilancio che stabilisce l’obbligo per il datore di versare la retribuzione tramite istituto bancario o postale
Niente più stipendi pagati direttamente dal datore di lavoro in contanti al dipendente. È la novità prevista da un emendamento al ddl Bilancio, su proposta del PD (prima firmataria Titti Di Salvo, vicepresidente del Gruppo PD alla Camera).
L’emendamento è stato approvato insieme ad altre due proposte, sulle quali il Governo aveva espresso parere contrario: si tratta di un progetto di riforma della governance INPS e INAIL e della richiesta volta a raddoppiare le mensilità (portandole a 8) spettanti al lavoratore in caso di licenziamento illegittimo. Le proposte di modifica dovranno ora passare al vaglio della Commissione Bilancio.
La proposta dell’abolizione della retribuzione in contanti mira a salvaguardare i lavoratori dalla pratica delle “buste paga false” perpetrata da alcune aziende: in pratica, al lavoratore vengono corrisposte, profittando dello strumento dei contanti, somme inferiori ai minimi previsti dai contratti collettivi, pretendendo la firma da parte del dipendente della busta paga a importo pieno, dietro minaccia di un suo licenziamento.

L’emendamento: stop agli stipendi in contanti

Il disegno di legge che prevede una busta pagata “tracciabile”, in realtà, non è una novità recente (per approfondimenti: Addio agli stipendi in contanti: le novità approvate). Tuttavia, l’inserimento nella manovra di Bilancio potrebbe comportarne l’approvazione definitiva in tempi più stringenti.
Viene così stabilito che i datori di lavoro o committenti non potranno corrisponderela retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia di lavoro instaurato. Inoltre, la firma della busta paga apposta dal lavoratore non costituirà prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione.
Le retribuzioni, nonché ogni anticipo di essa, dovranno essere versate utilizzando uno dei seguenti mezzi: accredito diretto sul conto corrente del lavoratore; pagamento in contanti presso uno sportello bancario o postale; emissione di un assegno da parte dell’istituto bancario o dell’ufficio postale consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.
L’inosservanza della disposizione potrà comportare una sanzione pecuniaria di 5.000 euro.

castaldi/Lucia Izzo

Napoli, avviata terapia con un nuovo farmaco anti-SMA

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I pazienti sono neonati sotto i sei mesi

Si avvia a Napoli (prima città del Sud Italia) la nuova terapia che permette il rallentamento della SMA (Atrofia Muscolare Spinale) di tipo 1. Ecco quanto riporta il sito dell’ANSA:

“A poche settimane dall’approvazione in Italia del primo farmaco capace di rallentare l’avanzata della SMA di tipo 1, l’Azienda Ospedaliera Santobono-Pausilipon di Napoli è il primo centro del Mezzogiorno ad avviare tale protocollo su propri pazienti. In questa prima fase i neonati arruolati saranno tre, tutti al di sotto dei sei mesi”.
Lo rende noto l‘Azienda Ospedaliera Santobono-Pausilipon di Napoli.
“Il farmaco, come da protocollo, sarà somministrato in 7 dosi, attraverso una puntura spinale. “Il costo della terapia è elevatissimo (ogni dose costa circa 77.000?) ma i benefici che ha evidenziato nel corso della sperimentazione permettono di prevedere che i pazienti possano raggiungere un livello di autonomia maggiore, riducendo il carico assistenziale richiesto e migliorando di gran lunga la qualità e l’aspettativa di vita.
È stato possibile – si spiega – affrontare tale costo grazie alla disponibilità dello speciale fondo messo a disposizione dalla Regione Campania destinato a tali patologie”.

Barano-Mister Monti:” Cosa temo del Giugliano? Il loro pubblico…

A cura di Simone Vicidomini

Il Barano domani pomeriggio scenderà in campo alle ore 14:30 allo stadio “Don Luigi Di Iorio” dove ospiterà il Giugliano,gara valida per la 14^ giornata del campionato di Eccellenza girone A. Gli aquilotti sono reduci dalla sconfitta in trasferta contro il San Giorgio per 1-0. La vittoria ai bianconeri manca ormai da sette partite,l’ultima risale con il Monte Di Procida in casa,con una magia messo a segno da Kikko Arcamone. La formazione bianconera dovrà cercare di portare a casa punti importanti,sopratutto in virtù delle dirette concorrenti alla salvezza che si stanno allontanando troppo,con il divario dei punti, che potrebbe portare conseguenze ancora più negative del momento. Mister Billone Monti nel pomeriggio di domani si troverà ad affrontare, un Giugliano completamente rivoluzionato,in virtù del mercato di riparazione in corso. La squadra napoletana,guidata dell’ex Ischia Bruno Mandragora,ha cambiato bene otto giocatori su undici titolari. Il presidente Sestile insieme al direttore Crisano hanno ufficializzato in settimana l’arrivo di calciatori esperti per questa categoria: il centrocampista Vitagliano ex San Giorgio,il difensore Vincenzo Cuomo ex Real Albanova, l’ex difensore dell’Ebolitana Scognamiglio,inoltre anche Pianese,Castaldi e Damiano. Ad aggiungersi alla lista ci sono anche tre ex calciatori della Sessana: l’esterno Bacio Terracino,Barone Lumaga e l’attacante Grezio.  I Tigrotti completamente rivoluzionati dal mercato andranno in cerca di una vittoria che manca ormai dal 24 settembre. La partita di domani è una sorta di spareggio salvezza visto che le compagini sono divise da un solo punto in classifica,ma con i nuovi innesti le ambizioni del Giugliano sono cambiate totalmente. L’obiettivo è quello di raggiungere i play-off. Alla vigilia della gara,abbiamo intervistato il tecnico dei bianconeri Billone Monti, il quale ci ha fatto un quadro generale sulla gara che andrà a giocare la sua squadra contro i tigrotti guidati da Mister Mandragora.

Mister Billone Monti,siamo alla vigilia della partita contro il Giugliano. Una squadra che in questa settimana ha effettuato una vera rivoluzione,com’era previsto da un pò,cambiando otto giocatori di esperienza e qualità sui rispettivi undici titolari. E’ possibile che il Barano domani,si possa insinuare in qualche piccolo problema di amalgama che possa avere il Giugliano,dopo tutti questi arrivi,anche perchè non possono essere ancora una formazione completa dal punto di vista tattico ?

“Il Barano nonostante questo e i problemi di rosa che ha,comunque disputa delle buona partite,crea qualcosa e non subisce gran che. Alla fine però spesso ti succede che ne perdi uno,due e tre e siamo qui a dire sempre le stesse cose. Io sono del parere che,fa piacere vedere che la squadra nonostante alcuni problemi,si esprime in un certo modo,sopratutto a livello tattico,compattezza e ordine. Però sono a conoscenza,che questa squadra ha bisogno di alcuni elementi con alcune caratteristiche per farsi il modo di conquistare la salvezza. Ti può capitare di perdere le partite una,due ma se ti succedono spesso per alcuni errori vuol dire che manca qualcosa a questa squadra,perchè hai dei limiti. I ragazzi cercano di limitare questi problemi,con l’impegno,l’abnegazione e l’organizzazione. Purtroppo però becchiamo questo gol che poi ci condanna in un certo senso,come è successo contro la Frattese per i pareggio e come è successo domenica contro il San Giorgio. Per quanto riguarda la partita di domani noi facciamo sempre le stesse cose,ogni settimana con la stessa tranquillità nel cercare di andare ad affrontare la gara con la coscienza apposta,con in ragazzi che non devono avere nessuna preoccupazione e con la consapevolezza che hanno fatto tutto il possibile per aver preparato al meglio questa gara,come anche le altre. Io sono un pò preoccupato per la situazione di classifica. Perchè ora so benissimo dove tutte le squadre per i rispettivi obiettivi si rinforzano,cambiano qualche pedine,cercando di colmare qualche lacuna. Purtroppo noi isolani,come anche il Real Forio troviamo sempre qualche difficoltà,perchè noi dobbiamo coniugare la disponibilità di chi può arrivare,con qualità e prezzo. Per noi diventa difficile,nonostante i contatti siano stati tanti. Qualcuno aveva anche trovato l’accordo come Ascione ex Pimonte che è andato a Casoria. Qualche altro dice che vuole aspettare ancora questa settimana perchè ha tre-quattro oppurtunità da valutare e quindi penso che alla fine se troveremo qualcosa la troveremo negli svincolati. Parliamo di tre-quattro calciatori che possano darci una mano”.

Domani c’è assolutamente bisogno di una vittoria contro il Giugliano,perchè un pareggio vista la classifica precaria serve davvero a poco…

“In una squadra come la nostra,non deve esistere di pensare che non si vince da sette partite. Noi non andiamo mai per giocare per il pareggio. Noi ci prepariamo ad una fase di possesso che è più difficile di quella di non possesso e quando perdiamo palla,cerchiamo di richiudere gli spazi per la fase di non possesso. Molto volte devi ripartire,e non ci riesci per caratteristiche,qualità,per velocità degli esterni o degli attaccanti e questo ti comporta da tante partite per le defezioni che abbiamo avuto non siamo riusciti a vincere. Questo non deve essere un dramma per noi,dobbiamo fare la partita in base alle nostre possibilità cercando di limitare i nostri difetti e sfruttando quelli dei nostri avversari,sperando che ne hanno dopo aver cambiato otto giocatori. Certamente se noi non riusciamo ad integrare la squadra con alcuni elementi questo sarà il nostro campionato”.

Cosa teme del Giugliano in particolare,dopo questo restyling alla rosa effettuato nel mercato di riparazione?

“Cosa temo…il pubblico dichiara Monti-perchè sono un pubblico molto caloroso e li conosco bene,perchè sono stato lì due anni da calciatore e poi ho allenato per un breve periodo. Io penso che abbiano fatto questa rivoluzione per colmare anche loro le lacune che avevano. Hanno preso dei calciatori di qualità di esperienza in questa categoria e sono sempre stati in squadre che lottavano per obiettivi importanti. Hanno tirato fuori i soldi ,andando a prendere calciatori che costano tanto”.

Che tipo di Barano dobbiamo aspettarci domani in campo,e sopratutto scenderà in campo gli stessi undici che hanno giocato a San Giorgio ?

“Non è questione di formazione. Domani vedremo se farà giocare le due punte insieme,perchè dobbiamo valutare alcune situazioni. Non sappiamo come giocherà il Giugliano dopo questi otto acquisti,con due punte o una,se scenderanno in campo tutti e otto. Mister però Mandragora non è un allenatore che gioca spregiudicato,anzi ha una lettura della partita molto accorta sopratutto in fase difensiva… Non sono tanto d’accordo con questa cosa commenta Monti- perchè dipende sempre quale squadra hai e che caratteristiche hanno i giocatori. Quando ho allenato altre squadre in passato,spesso avevo dei giocatori che eravamo costretti a fare noi la partita con l’avversario che si schierava nella metà campo. La bravura di un allenatore deve essere questa di adeguarsi ai calciatori che ha,l’avversario che di front,la classifica e tante altre cose. Un’allenatore non può dire io gioco in difesa o in attacco,deve sempre sapere fare entrambe le fasi.

 

 

 

Carabiniere accusato di violenze, scagionato dalla testimonianza dei figli

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Carabiniere denunciato dalla moglie per maltrattamenti, scagionato dalla testimonianza dei figli.

Tragedia finita per un Carabiniere 50enne della stazione di Fisciano che era stato denunciato più volte  con l’accusa di aver maltrattato la moglie. Due giorni fa il tribunale lo ha assolto, a scagionarlo le testimonianze dei due figli.
La sua vicenda giudiziaria ha avuto una durata di circa sette anni. Durante questo arco di tempo  l’uomo si è visto bloccare qualsiasi avanzamento di carriera, proprio a causa dell’esistenza di un   processo penale . Il Carabiniere, secondo le accuse della moglie,  avrebbe esercitato  sia violenza fisica che verbale, in un periodo compreso tra il 2006 e il 2008. Episodi consumati durante la loro vita di coppia, senza un apparente motivo.

L’uomo è stato scagionato da qualsiasi sospetto , ogni accusa è venuta a cadere quando il Pubblico Ministero e poi il Giudice hanno ascoltato la versione dei figli: “Nostro padre non ci ha mai trattato male, nè ha mai assunto comportamenti violenti nei nostri confronti o di nostra madre”.

AMEDEO GUILLET, IL “COMANDANTE DIAVOLO” CHE NON SI ARRESE

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Personaggio d’altri tempi, abile cavaliere, eroe di guerra e fine diplomatico,  Amedeo Guillet coniugò virtù sportive e militari con alto senso dell’amor di Patria.

Il barone Amedeo Guillet, nobile figura di italiano d’altri tempi che ha sempre improntato la sua vita all’ideale di amor patrio è morto a Roma il 16 giugno 2010, all’età di 101 anni. Discendente di una famiglia della nobiltà savoiarda originaria di S. Pierre d’Albigny (attuale Dipartimento francese della Savoie), nasce a Piacenza il 7 febbraio 1909. Il padre è Ufficiale dei Carabinieri, ferito e decorato al valor militare sul Podgora, epopea della Benemerita nella Grande Guerra; la madre è di facoltosa ed antica famiglia di Capua (già Napoli, ora Caserta).

La vita di Amedeo Guillet è ricca di vicende leggendarie che hanno dell’inverosimile e che hanno fatto di lui un personaggio speciale nelle guerre cui ha partecipato, in modo attivo, nel decennio 1935/1945.

Nel 1928 entra nell’Accademia Militare di Modena e nel 1931, sottotenente di Cavalleria, è destinato al 13° Reggimento Cavalleggeri di Monferrato. Per il rango occupato dalla famiglia nell’alta società e per la sua eminente abilità in campo ippico ha accesso finanche a Casa Savoia (è tra gli amici più intimi della principessa Jolanda, abile cavallerizza). Fra gli amici di famiglia annovera, fra gli altri, il Duca d’Aosta, futuro viceré dell’Africa Orientale Italiana, e Italo Balbo, Governatore della Libia. Selezionato per la squadra che partecipa alle Olimpiadi di Berlino del 1936, interviene, nella primavera del 1935, ad uno stage ippico presso la rinomata scuola di equitazione di Orkenyi (Budapest). Frequenta così una famiglia della nobiltà magiara legandosi affettivamente ad una ragazza tanto che darà al suo cavallo preferito il nome del padre, Sandor.
Al profilarsi dell’impresa etiopica si fa raccomandare dallo zio Amedeo, all’epoca Generale d’Armata, pluridecorato della Grande Guerra, per essere assegnato ad un reparto mobilitato, convinto della missione civilizzatrice dell’impresa tendente al riscatto sociale di quelle popolazioni ferme a concetti arcaici.

Nel 1935 viene quindi assegnato ad un reparto di Cavalleria indigena in Libia, i famosi Spahi (strutturati in sezione cammellata ed a cavallo). Impara la lingua araba per meglio familiarizzare col personale.

Destinato in Eritrea, il suo reparto, all’alba del 3 ottobre, attraversa la frontiera con l’Etiopia e la sera stessa ha il battesimo del fuoco: al comando di uno squadrone di 80 cavalieri, con una carica travolgente, sgombera una collina occupata dal nemico. La mattina del Natale, sull’Amba Selaclacà, nel corso di una carica, viene ferito alla mano sinistra da un proiettile ed è costretto anche a cimentarsi in una colluttazione a terra riuscendo a neutralizzare l’aggressore.
Dopo le battaglie dell’Amba Aradam e l’inseguimento dell’Armata di Ras Immirù, il suo Reparto giunge alle porte di Gondar, ma gli Spahi devono cedere il passo, per ragioni politiche, alla Colonna Starace, segretario del partito fascista, che entra trionfalmente nell’antica capitale etiopica alla testa delle sue Camicie Nere.
È il ten. Guillet che nella primavera 1937, in occasione della visita in Libia di Mussolini, è prescelto per addestrare i cavalli per la parata dei gerarchi. Sarà in quell’occasione che il Duce si autoproclamerà protettore dell’Islam sfoderando una spada in una plateale cerimonia.
Partecipa alla guerra civile spagnola prima al comando di un reparto carri e poi in un Reparto di Cavalleria marocchina distinguendosi sul fronte di Santander e su quello aragonese ma sarà costretto al rimpatrio a seguito di un forte attacco di malaria. Nel corso del conflitto sarà decorato con due medaglie d’argento al V.M. e quattro decorazioni spagnole.
Nel 1938 il gen. Frusci, suo comandante in Spagna, Governatore della regione Amhara, ottiene il trasferimento del Guillet in Etiopia per affidargli il comando del 14° Gruppo Squadroni Amhara, reparto di cavalleria indigena. Compito del Reparto, di stanza ad Amba Ghiorghis, a circa 80 km. dal capoluogo, è il controllo dell’area fra Asmara e Gondar, infestata dagli shifta, un po’ briganti e un po’ patrioti. La tutela dell’ordine e della legalità in quell’area sortisce benefici effetti sulle popolazioni instaurando così un rapporto di fiducia con le comunità locali. Nel Semien conosce la figlia di un capo villaggio, la bellissima Kadija, che lo seguirà per tutto il periodo dell’avventura africana partecipando, al suo fianco, anche alle operazioni belliche. Il Reparto deve più volte affrontare le formazioni ribelli delle regioni del Semien e del Beghemeder. Guillet acquisirà il massimo rispetto dei suoi soldati quando, con un’azione ardita, due volte disarcionato da cavalli colpiti a morte, riuscirà a sgominare la banda di Ras Tessemmà non solo riportando la sicurezza nell’area ma ottenendo anche l’arruolamento di una quarantina di prigionieri affascinati dalla sua autorità e dal suo carisma. Nasce così la leggenda del Cummundar-as-Sheitan (Comandante Diavolo), osannato dai suoi soldati.
Quando la Colonia è alquanto pacificata si profila all’orizzonte politico internazionale lo spettro della seconda guerra mondiale. Il Duca d’Aosta, viceré e comandante in capo in Africa Orientale, dispone di costituire, sull’ossatura del 14° Gruppo Squadroni, una formazione autonoma che assumerà la denominazione di Gruppo Bande Amhara a cavallo. Il comando sarà affidato, nonostante le ritrosie dello Stato Maggiore trattandosi di Ufficiale inferiore, allo stesso Guillet ed avrà, di fatto, l’organico di un reggimento con 8 Ufficiali, 800 Cavalieri, 400 fanti yemeniti e 200 cammellati oltre ai servizi logistici.

Scoppiata la guerra, dopo sterili successi italiani (occupazione di Cassala nel Sudan e della Somalia francese e inglese) la controffensiva britannica si concretizza in tutta la sua potenza. Il 19 gennaio ‘41 la Sudan Defence Force, dotata di mezzi corazzati, inizia l’attacco verso le posizioni italiane a sud di Cassala. A Guillet viene ordinato di trattenere il nemico almeno per un giorno, lungo la strada che dalla
piana di Aicotà porta a Barentù per coprire la ritirata di un contingente di diecimila soldati verso Cherù ed Agordat dove è predisposta una nuova linea di difesa. La mattina del 21 gennaio Guillet con la sua Banda attacca di sorpresa, nella piana di Aicotà, lo schieramento britannico alle spalle colpendo autoblindo e carri armati con bombe a mano e i soldati anglo-indiani a colpi di scimitarra. Il disorientamento della truppa nemica è totale. Esaurita la carica, il ten. Togni, vice comandante della Banda, per evitare
l’accerchiamento del grosso del Reparto, con mirabile coraggio, si immola in una carica disperata, con 30 Cavalieri indigeni offertisi volontari, consentendo in tal modo l’ordinato ripiegamento della Banda che potrà sferrare così una seconda carica risolutiva. Dei 30 ardimentosi solo due si salveranno. Il ten. Togni, centrato da una raffica di mitraglia, cade col suo cavallo su un carro Mathilda: sarà decorato con Medaglia d’Oro al V.M.- I Britannici, ammirati da tanto ardimento, gli tributeranno gli onori militari. È l’ultima
carica di Cavalleria in terra africana!
Il Reparto di Guillet, che intanto ha subito la perdita di circa 250 uomini, si coprirà di gloria ancora sul monte Cochen ad Agordat ove combatterà per circa quaranta ore con fasi alterne per contendere la posizione ai fanti indiani fino a quando non perviene l’ordine di ripiegamento su Cheren dove giunge il 2 febbraio dopo una cavalcata di 96 km.- Cheren è una piazzaforte con eccellenti difese naturali e gli attacchi britannici si susseguono per mesi. Il Gruppo Bande di Guillet, con un organico ridotto a circa 400 uomini, è appiedato e difende il delicato settore della gola di Dongolass. Il 27 marzo, caduta Cheren, altro ripiegamento verso Asmara, la capitale eritrea. Ma c’è ancora gloria per Guillet. Promosso nel frattempo capitano per meriti di guerra (la promozione era bloccata perché ancora scapolo!), il Gruppo Bande è affiancato ai Granatieri di Savoia a Ad Teclesan dove, il 29 marzo, interrompe, con trenta uomini, una puntata di mezzi corazzati a colpi di bombe Molotov. Il giorno 30, in altro aspro combattimento, è ferito ad un piede.
Guillet, isolato dal grosso delle truppe, resta con un centinaio di uomini. Riesce, nella notte, a dileguarsi raggiungendo un villaggio amico. Asmara è ormai in mani inglesi ma lui, per non subire l’umiliazione della prigionia, indossa abiti arabi ed assume il nome di Ahmed Abdullah al Redai fingendosi yemenita.
Per evitare la cattura del materiale e delle cavalcature le distribuisce agli amici eritrei.

Il 27 novembre ’41, con la caduta di Gondar, cessa ogni attività delle truppe italiane in Africa Orientale.

Guillet, con un’ottantina di uomini rimasti con lui, pianifica un’intensa attività di guerriglia, realizzando olpi di mano ed atti di sabotaggio, protetto e sostenuto da vari capi tribù della zona facendo leva sui loro sentimenti antietiopici. Sfugge così per 14 mesi alla caccia spietata dell’Intelligence britannica guidata dal Magg. Max Harari. Per la sua cattura è promessa una lauta ricompensa ma nessuno lo tradirà.
In uno degli ultimi scontri con soldati sudanesi perde il suo cavallo Sandor. Il cavallo di Guillet sarà consegnato al Magg. Harari quale trofeo di guerra.
Dopo alcuni mesi i postumi della ferita al piede, per l’impossibilità di idonee medicazioni e cure, lo costringono all’inattività per cui si rifugia in una fattoria italiana nella valle eritrea del Dorfu dove, per due volte, rischia la cattura. Quindi, per evitare problemi anche ai suoi ospitanti, decide di sciogliere definitivamente il gruppo, staccarsi anche dalla giovane Kadija, e dirigersi, col fido Dafaillah, suo attendente, verso Massaua con l’obiettivo di raggiungere lo Yemen per poi proseguire per l’Italia.
Per procurarsi il denaro farà, sempre fingendosi arabo, lo scaricatore al porto e il venditore ambulante d’acqua. Dopo varie peripezie riesce a raggiungere lo Yemen beffando l’Autorità portuale inglese che gli rilascia un regolare permesso. Giunto nel porto di Hodeida, Guillet dichiara di essere Ufficiale italiano ma, non creduto, viene incarcerato e gli vengono applicati i ceppi alle caviglie. La situazione cambia quando, affascinato dai racconti di guerra di Guillet, il funzionario del porto ne fa partecipe l’imam di San’a che lo fa portare nella capitale e gli affida l’addestramento della sua Guardia rifiutando la richiesta di consegna da parte inglese.
L’obiettivo del Guillet, però, resta sempre il ritorno in Italia per cui, saputo che una nave della Croce Rossa, la motonave Giulio Cesare, sarebbe giunta a Massaua per riportare in Patria donne, bambini, ammalati e feriti gravi italiani, lasciato lo Yemen, rientra in Eritrea e, confondendosi con gli scaricatori, riesce a nascondersi sulla nave che dopo 51 giorni di navigazione, il 2 settembre 1943, approda a Taranto.
Guillet non si dirige verso Capua, residenza della famiglia, ma, dopo tre giorni di disagevole viaggio, ligio alla sua etica di militare, si presenta a Roma dove illustra allo Stato Maggiore un piano per un ritorno in Eritrea. Riferisce del malumore della popolazione per la loro sottomissione all’Etiopia, terreno fertile per una rivolta contro gli Inglesi. Indica un aeroporto abbandonato nel Tigrè ove attuare l’aviosbarco. La fattibilità del piano è avvalorata dall’impresa effettuata nel maggio 1942 dal col. Pilota Amedeo Parisi che, da un aereo munito di serbatoi supplementari, aveva lanciato su Asmara numerosi volantini per testimoniare agli Eritrei che l’Italia non li aveva dimenticati.

L’armistizio dell’8 settembre fa sfumare il piano e Guillet, ormai maggiore, fedele al suo giuramento, dopo un rocambolesco viaggio e l’attraversamento della linea del fronte sul Volturno, raggiunge il Quartier Generale a Brindisi dove sarà ricevuto dal Re e da Badoglio. Nella circostanza, per le sue epiche imprese africane, il Re lo fregia della Gran Croce dell’Ordine Militare di Savoia, massima onorificenza
militare.

Dopo aver assolto ai suoi compiti di militare, finalmente incontra i familiari ed il 21 settembre ’44 sposa a Napoli la sua cugina Bice.
Nell’ottobre del ’45 il magg. Harari, capo dell’Intelligence britannica in Eritrea, incontra Guillet nella sua casa di Roma. Nasce una solida amicizia e, nel congedarsi, l’Inglese lascia un pacchetto: è lo zoccolo di Sandor, il cavallo bianco tanto caro a Guillet.

Durante la guerra di liberazione, inquadrato nel S.I.M., riesce a recuperare importanti documenti ed il tesoro del Negus presso una formazione partigiana che ne era venuta in possesso. Ritorna in Eritrea nel dicembre 1945 con una delegazione del Ministero degli Esteri per problemi riguardanti la comunità italiana. Ha così la possibilità di incontrare i suoi vecchi soldati e gli amici che lo avevano aiutato nella clandestinità. Rivede anche la bella Kadija, compagna di tante peripezie, alla quale consegna un prezioso monile, dono personale dalla moglie.

Sebbene promosso, ancora giovane, colonnello, rassegna le dimissioni dall’Esercito a seguito della scelta repubblicana nel referendum istituzionale del giugno ’46 venendo poi rimproverato da Re Umberto II perché la Patria è al di sopra delle Istituzioni. Intraprende però, previo concorso, la carriera diplomatica.

Anche in Diplomazia Guillet si fa apprezzare per le sue doti umane e professionali. La sua prima destinazione è Il Cairo dove gli sarà preziosa l’amicizia del suo ex persecutore in Eritrea, magg. Harari, e si adopera, mediante colloqui segreti con Nasser e Dayan, per favorire rapporti israelo-palestinesi. Già da militare, in qualità di capo della sezione per gli affari arabi del S.I.M., aveva contattato membri dell’organizzazione ebraica Irgun esiliati dagli Inglesi in Eritrea, per progettare la cattura del Gran Muftì di Gerusalemme, ferocemente ostile alla creazione dello Stato di Israele.

Sarà Ambasciatore anche in Giordania, nello Yemen (dove assumerà come autista Dafaillah, il fedele attendente delle avventure africane), in Marocco e in India.

Nel 1971 è testimone di un cruento tentativo di colpo di stato in Marocco nel corso dei festeggiamenti per il genetliaco di Re Hassan e, grazie alla sua mai sopita abilità militare, riesce a porre in salvo alcuni Ambasciatori durante lo scontro a fuoco. Per l’occasione sarà insignito di un’onorificenza decretata dal Presidente della Repubblica tedesca.

Nonostante il tempo trascorso, in Eritrea la leggenda del Cummandar as Shaitan viene tramandata tanto che, quando nell’estate del 1999 il Presidente eritreo è in visita ufficiale in Italia, chiede di conoscere Amedeo Guillet e lo invita nel Paese dove sarà accolto con onori ed esaltanti manifestazioni. Nel marzo 2000 Guillet visita i luoghi delle tante attività belliche di cui era stato protagonista. Al cimitero di Asmara, dove riposano le spoglie di soldati italiani e coloniali all’ombra del Tricolore, incontra vecchi Ascari fieri di essere appartenuti all’Esercito italiano. L’apice della commozione lo rivive nel cimitero di Cheren dove riposano le spoglie del caro amico Renato Togni che ad Aicotà si era immolato per salvare il Reparto.

Il 2 novembre 2000 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli conferisce la Gran Croce dell’Ordine Militare d’Italia. Presidente onorario dell’Associazione Arma di Cavalleria, è stato uno dei militari più decorati: Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia, Gran Croce dell’Ordine Militare d’Italia, due promozioni per merito di guerra, 5 medaglie d’argento al V.M., una di bronzo e 4 croci di guerra al V.M. e 4 Croci di guerra spagnole al V.M.

Con Amedeo Guillet scompare un personaggio mitico dell’ultima guerra, un ardimentoso che seppe accattivarsi la stima e la fiducia dei suoi uomini che lo seguirono anche in una lotta senza speranza, ammirati dalla sua personalità, dal suo coraggio, dalla sua umanità. Il Suo indiscusso carisma riesce a tenere uniti combattenti di varie etnie e religioni che Gli restano fedeli pur senza prospettive di personali
vantaggi ma solo per un’etica che oggi si stenta a comprendere. Guillet è, in definitiva, un personaggio speciale, educato in un sacrale senso del dovere, determinato nel perseguire l’esclusivo interesse della Patria.

Per la sua sensibilità e nobiltà d’animo seppe anteporre la legge morale a quella materiale disattendendo le inique leggi antiebraiche: in Libia insegnò segretamente storia e matematica a ragazzi ebrei espulsi dalle scuole italiane e si adoperò per far loro sostenere gli esami di diploma e consentire l’accesso, seppur ad un’Università estera. Inoltre, mentre dall’Esercito venivano espulsi i militari di religione ebraica, forte della sua autonomia, arruolò nella Sua Banda elementi della storica tribù etiope di religione ebraica, i Falascià, fino allora discriminati per la loro appartenenza religiosa.

Col Comandante Diavolo scompare l’ultimo Cavaliere d’altri tempi d’Italia. La Sua vita può sembrare la trama di un film d’avventura eppure è stato un personaggio reale la cui memoria incute rispetto ed ammirazione, fulgido esempio di un epico, superbo ed eroico servitore della Patria sia in armi che in pace.

Le Sue spoglie sono state inumate, nella tomba di famiglia, nel Cimitero di Capua.
Diede tanto all’Italia ma l’Italia deve tanto a Lui.

Giuseppe Vollono
luglio 2010

ASD Città di Gragnano: un giocatore convocato per la Viareggio Cup

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ASD Città di Gragnano: un giocatore convocato per la Viareggio Cup

Un splendida notizia per l’ASD Città  di Gragnano: l’attaccante guineano Mohammed Amil Gassama ha ricevuto la convocazione per il raduno di preselezione della Rappresentativa di categoria che parteciperà alla 70^ edizione della Viareggio Cup  che si svolgerà nei giorni 12-28 marzo 2018.

Il raduno, che terrà il prossimo 14 dicembre presso lo Stadio Comunale “Stefano Vicino” di Gravina in Puglia, è riservato ai giovani impegnati nel girone H.

Durante questa prima fase di campionato il calciatore si è dimostrato come una delle migliori rivelazioni della stagione sportiva, per la soddisfazione della società e per i tifosi gialloblù.

San Gregorio Armeno, i personaggi di Star Wars diventano parte del presepe napoletano

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Il cinema arriva nel Presepe napoletano.

Napoli– Non è la prima volta che all’interno del presepe napoletano vengono aggiunti personaggi non legati alla tradizione, ma il presepe di quest’anno ha davvero qualcosa di speciale, anzi, di stellare.

Il 13 Dicembre uscirà l’attesissimo nuovo capitolo della saga di Star Wars, “Gli ultimi Jedi”. Per celebrare l’uscita del film, i maestri presepisti hanno inserito i personaggi della saga nel tipico presepe napoletano. Il risultato è dei migliori, non manca davvero nessuno, ci sono: Luke Skywalker, Darth Vader, la Principessa Leila, Obi-Wan Kenobi, Chewbecca…

I personaggi di una “galassia lontana” si adattano perfettamente al clima napoletano del presepe, e allora, ecco che, vedere antiche colonne e robot non è più così strano.

Il presepe di San Gregorio Armeno sta attirando migliaia di curiosi, turisti e appassionati della saga e sarà esposto fino a Domenica 10 Dicembre, nel Chiostro Capuano.

Givova Ladies, ritorna Busiello: “Commossa dal tifo delle mie compagne”

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Givova Ladies, ritorna Busiello: “Commossa dal tifo delle mie compagne”

Le parole di Annalisa Busiello in vista del match in trasferta tra Olimpia Capri P.C. Pecoraro e Givova Ladies Scafati

Dopo il successo contro la Banca Stabiese, la squadra di coach Ottaviano ha terminato il girone di andata in testa, assieme a Salerno e Cercola. Dopo un inizio in salita la squadra sta mostrando grande voglia di sacrifico, con vittorie sia d’autorità che in rimonta. Il tecnico scafatese adesso sa di poter avere a disposizione, dopo 7 mesi di stop, Annalisa Busiello. Il play di Pollena Trocchia ha esordito al PalaSeveri, entrando in una situazione di difficoltà, salvo poi essere decisiva con un canestro nel finale. Proprio lei presenta la sfida di domani contro Capri con uno sguardo al suo periodo di convalescenza.

Com’è stato tutto questo tempo lontano dal parquet e che emozioni ha provato a Castellammare?

E’ stato davvero dura non poter essere in campo, il basket giocato mi mancava davvero tanto. Sabato scorso ero molto tesa, ma ho sentito da subito il tifo delle mie compagne. Vederle esultare in quel modo al mio canestro è stato emozionante”.

Quando pensa di poter tornare davvero al 100%?

 Fisicamente mi sento bene grazie al lavoro che ho svolto tutta l’estate fino ad oggi assieme allo staff. Ovviamente il ritmo partita è diverso da quello di un allenamento. Dovrò tornare alle vecchie abitudini con il passare del tempo”.

Domani sfida importante contro Capri. Che tipo di avversario incontrerete?

 Troveremo una squadra che viene da un periodo positivo e che nelle ultime uscite ha dato filo da torcere a tutti portando anche a casa punti importanti”.

 Questi i prossimi appuntamenti:

SERIE B: Olimpia Capri P.C. Pecoraro- Givova Ladies Scafati domani ore 16 – Tendostruttura Trav. Palazzo a Mare Capri (NA)

UNDER 20: Givova Ladies Scafati- Salerno Basket ‘92 lunedì 11 dicembre ore 20,15 – PalAnardi via della Resistenza 6 Scafati (SA)