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Bper Banca è sponsor mostra dedicata a Felice Casorati a Milano

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(Adnkronos) – Bper Banca è sponsor della mostra dedicata a Felice Casorati, in programma dal 15 febbraio al 29 giugno 2025 a Milano presso Palazzo Reale.Sarà possibile ripercorrere la parabola creativa di uno degli artisti più apprezzati nella Milano della prima metà del Novecento, grazie a una raccolta di prestiti che provengono da prestigiose raccolte private e da importanti collezioni pubbliche, che consentono una visione globale delle diverse stagioni di produzione delle opere dell’autore, dagli esordi fino agli ultimi anni di attività. I clienti del Gruppo Bper potranno acquistare i ticket per la mostra a condizioni agevolate, presentandosi agli ingressi di Palazzo Reale con un bancomat o una carta di credito di una delle banche del Gruppo. "Bper, già sponsor della mostra ‘Picasso lo straniero’ appena conclusa a Milano, conferma il suo impegno nella valorizzazione di arte e cultura quale tratto distintivo della propria identità ed espressione della responsabilità espressa a favore dei territori in ambito economico e sociale.

Siamo orgogliosi di essere di nuovo a fianco di Marsilio Arte, Palazzo Reale e Comune di Milano in questa nuova esposizione che offre un’altra imperdibile occasione per gli appassionati di arte di ripercorrere vita e iter creativo di un artista originale e poliedrico.La mostra è, inoltre, un’opportunità particolare per i cittadini di Milano, visto anche il rapporto speciale che ha legato Casorati alla città", commenta Serena Morgagni, responsabile della direzione Communication di Bper. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Neve a Milano, inverno pieno a San Valentino – Video

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(Adnkronos) – La neve arriva a Milano oggi 14 febbraio, con la svolta meteo da pieno inverno a San Valentino.Alla pioggia si sono aggiunti i fiocchi nel primo pomeriggio di oggi, con il calo della temperatura. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo, Conti: “La prevenzione è sempre una buona musica”

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(Adnkronos) – "La prevenzione è sempre una buona musica: è questo lo slogan lanciato dal ministero della Salute e dalla Rai per un tema importantissimo che è quello della prevenzione in generale, in particolare dei tumori.Le terapie stanno migliorando, la possibilità di curare il cancro sono sempre più alte.

Lo sapete, io sono un testimonial dell'Airc, ogni volta anche quando c'è la raccolta fondi ne parlo e anche in trasmissioni come 'Tale e Quale' quest'anno sono intervenuti ricercatori, volontari e persone che sono guarite".Così Carlo Conti, direttore artistico del 75esimo Festival di Sanremo, ieri sera nella terza serata della kermesse ha lanciato un appello a milioni di italiani in favore della "diagnosi precoce".  "Questa mattina (ieri, ndr) ho partecipato ad un importante convegno sul tema promosso dal ministero della Salute in collaborazione con la Rai, perché è fondamentale intervenire prima che la malattia si manifesti", ha ricordato.

Farlo "è molto semplice: basta non fumare, mi rivolgo soprattutto alle nuove generazioni, non fumate ragazzi; fare un po' di movimento fisico, mangiare sano, sottoporsi a controlli regolari, partecipare agli screening di diagnosi precoce.La prevenzione è la miglior cura", ha concluso Conti.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Matteo Lovisa, il genio dietro la Juve Stabia: Un mercato di successi e di plusvalenze

La Juve Stabia sta vivendo una stagione entusiasmante, frutto di una gestione oculata e di una visione lungimirante. Il sesto posto in classifica testimonia il valore del progetto calcistico intrapreso da Andrea Langella, che ha saputo costruire un modello di calcio sostenibile e vincente grazie al prezioso supporto del D.S. Lovisa e dell’allenatore Pagliuca.

I meriti di Andrea Langella, Matteo Lovisa e Guido Pagliuca

Il successo della Juve Stabia è il risultato di un lavoro di squadra in cui ognuno ha svolto il proprio ruolo con competenza e passione.

  • Andrea Langella ha tracciato la linea guida, investendo risorse economiche importanti e creando un ambiente di lavoro sereno e stimolante.
  • Matteo Lovisa, direttore sportivo, è stato il braccio operativo di Langella, allestendo una squadra competitiva e valorizzando i giovani talenti. Le sue strategie di mercato si sono rivelate azzeccate, portando a termine operazioni intelligenti e redditizie.
  • Guido Pagliuca, allenatore, ha saputo dare un’identità di gioco alla squadra, esaltando le qualità dei singoli e creando un gruppo coeso e determinato.

L’importanza del direttore sportivo Matteo Lovisa

Matteo Lovisa, il direttore sportivo della Juve Stabia, si sta distinguendo per la sua competenza e visione strategica. Le sue azioni di mercato, sia nella passata stagione che in quella attuale, hanno portato a risultati tangibili per la squadra.

Rivoluzione e Continuità: La Formula Vincente

L’anno scorso, Lovisa ha ereditato una rosa bisognosa di rinnovamento. Con scelte oculate, ha costruito un gruppo solido che ha conquistato la promozione in Serie B. La sua abilità non si è limitata a questo: anche nell’attuale stagione, la squadra continua a performare bene, con una spina dorsale di giocatori provenienti dalla stagione precedente (7/11 titolari).

Mercato di Gennaio 2024: Un Capolavoro di Strategia

La sessione di mercato invernale del 2024 è stata un vero e proprio capolavoro. La cessione di Vimercati è stata trasformata in un’opportunità unica: Lovisa ha portato a Castellammare giocatori chiave come Mosti, Adorante e Pierobon, che avevano già contribuito alla vittoria del campionato e che si stanno confermando ad alti livelli anche quest’anno.

Estate 2024: Investimenti Intelligenti e Giovani Promesse

Durante il mercato estivo, Lovisa ha continuato a stupire. Ha riscattato giocatori fondamentali come Adorante, Mosti e Pierobon, assicurandosi le loro prestazioni per il futuro. Con un investimento minimo, ha acquistato il cartellino di Folino, dimostrando fiuto per gli affari. Ha inoltre scommesso su giovani talenti come Mussolini e Fortini, che sono diventati titolari e idoli dei tifosi. L’acquisto di Ruggero, un difensore in continua crescita, e l’ingaggio degli esperti Maistro (in cambio di Bachini) e Varnieri completano un quadro di mercato estivo impeccabile.

Mercato di Gennaio 2025: Plusvalenze, Rinnovi e Nuovi Arrivi

L’ultima sessione di mercato invernale ha visto Lovisa protagonista di nuove operazioni intelligenti. La cessione di Folino ha generato una sostanziosa plusvalenza per le casse societarie. Il rinnovo di contratto di Leone è un altro segnale di programmazione a lungo termine. L’arrivo di Quaranta dall’Ascoli, in cambio del prestito di D’Amore, è un’operazione mirata a rinforzare la squadra. I prestiti di Sgarbi e Peda da Napoli e Palermo offrono nuove opzioni al mister. Infine, l’acquisto di Louati (con obbligo di riscatto) e l’arrivo di Dubickas (con diritto di riscatto) sono gli ultimi colpi di mercato, che vanno a sostituire le partenze di Di Marco e Zuccon e a completare il reparto offensivo.

Matteo Lovisa: il Direttore Sportivo che ha Conquistato Castellammare di Stabia

C’è una cosa che lascia senza parole: il Direttore Sportivo della Juve Stabia, Matteo Lovisa, non vuole nemmeno ricevere i complimenti. Con il suo solito sorriso sornione, continua per la sua strada, quella di un giovane DS molto bravo a scovare talenti che finora ha stupito tutti, facendo parlare di sé l’Italia intera.

In tutto questo, c’è una città sportiva, Castellammare di Stabia, che per la prima volta può dire di “amare” il Direttore Sportivo della Juve Stabia. Perché? Perché ha dimostrato di sbagliare pochissimo, se non niente. E allora, se qualcuno chiede a un tifoso della Juve Stabia: “Lo sai che Lovisa ha deciso di puntare su Pinco Pallo, classe 2006, difensore centrale?”, tutti risponderanno: “Non lo conosco, ma se Lovisa lo vuole prendere, sarà uno forte!”.

Questo per dire quanta fiducia ormai Castellammare ripone in questo ragazzo (lo chiamo così perché quest’anno compie 29 anni) che ha saputo conquistare la piazza con il suo fare professionale ed educato.

La Storia di un Successo Inatteso

Matteo Lovisa è arrivato alla Juve Stabia in punta di piedi, senza fare proclami. Ha lavorato sodo, in silenzio, costruendo una squadra competitiva con un occhio di riguardo ai giovani talenti. Le sue scelte si sono rivelate azzeccate, una dopo l’altra, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Un Modello di Professionalità ed Educazione

Ma il successo di Lovisa non è legato solo alle sue capacità di scouting. Il giovane DS ha saputo conquistare Castellammare anche grazie al suo comportamento impeccabile, sempre professionale ed educato. Non si è mai lasciato andare a dichiarazioni sopra le righe, ha sempre mantenuto un profilo basso, preferendo far parlare i fatti.

Questa sua umiltà, unita alla sua competenza, ha fatto breccia nel cuore dei tifosi della Juve Stabia, che ora lo considerano un vero e proprio punto di riferimento.

Il Futuro di Lovisa e della Juve Stabia

È difficile dire cosa riserverà il futuro a Matteo Lovisa e alla Juve Stabia. Di sicuro, il giovane DS ha tutte le carte in regola per continuare a fare grandi cose. La sua passione per il calcio, la sua competenza e la sua umiltà sono doti rare, che lo rendono un vero e proprio talento nel suo campo.

E Castellammare di Stabia può solo essere orgogliosa di avere un Direttore Sportivo come lui.

La Juve Stabia si gode un momento d’oro, ma il futuro è ancora tutto da scrivere. La squadra ha dimostrato di poter competere con chiunque e di poter raggiungere traguardi importanti. La società, dal canto suo, ha il dovere di continuare a sostenere il progetto calcistico, confermando la fiducia in Lovisa e Pagliuca oltre il 2026. Il Cittadella con Marchetti ha dimostrato che quando si trova un dirigente bravo e competente e che si conferma anno dopo anno è un “delitto” lasciarlo andar via.

Matteo Lovisa: il tesoro della Juve Stabia, un valore da non perdere

In un periodo di grandi soddisfazioni per la Juve Stabia, tornata in Serie B con un budget limitato, il nome di Matteo Lovisa, direttore sportivo del club, è sulla bocca di tutti. Ma cosa rende Lovisa un elemento così prezioso per la squadra?

Un bilancio di successi e plusvalenze

Lovisa ha dimostrato di essere un vero e proprio “tesoro” per la Juve Stabia. A gennaio, ha realizzato una plusvalenza cedendo il calciatore Folino senza compromettere la qualità della rosa. Inoltre, a fine anno, il club potrà monetizzare dalle cessioni di Adorante e, probabilmente, Leone e Bellich, oltre a incassare premi da Lazio e Fiorentina per l’utilizzo di Mussolini e Fortini.

Non solo: Lovisa ha gestito con maestria anche la partenza di calciatori con ingaggi importanti, ma poco utilizzati e insoddisfatti, trovando loro una nuova sistemazione e liberando la Juve Stabia da pesi economici.

Un uomo chiave per il futuro della Juve Stabia

Il valore di Lovisa non risiede solo nelle sue capacità di gestione del mercato, ma anche nella sua onestà e competenza. Il presidente Andrea Langella ha avuto la lungimiranza di sceglierlo e ora non deve farselo sfuggire.

Le recenti dichiarazioni di Lovisa, che ha sottolineato come la Juve Stabia non sia rappresentata da una singola figura, ma da un insieme di elementi, fanno riflettere. Che il direttore sportivo abbia perso stimoli nel “seguire” la causa Juve Stabia?

I rumors estivi che lo vedevano lontano da Castellammare ritornano prepotentemente anche oggi. Privarsi della sua consulenza e del suo supporto sarebbe un errore imperdonabile. La Juve Stabia ha bisogno di Lovisa per continuare a crescere e raggiungere nuovi traguardi.

Un appello al presidente Langella

Il presidente Langella ha il merito di aver scelto Lovisa e Pagliuca, ma ora deve fare di tutto per trattenerli. Privarsi di figure così competenti e appassionate sarebbe un errore imperdonabile. La Juve Stabia ha bisogno di loro per continuare a crescere e per sognare traguardi sempre più ambiziosi.

Veneto, Costa (Vsf): “Con Space economy possibile creare 2400 posti al 2040”

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(Adnkronos) – "Il rapporto stima al 2040 un indotto dell’economia dello spazio in Veneto pari a 4 miliardi e mezzo di euro e, in termini di posti di lavoro un numero di addetti tra diretti e indiretti che arriva alle 2400 unità, tutte con un reddito decisamente superiore a quella che è la media”.Queste le parole di Alessandro Costa, direttore generale di Venice Sustainability Foundation (Vsf), in occasione della presentazione dell’analisi congiunta della Fondazione con Boston Consulting Group (Bcg).

Il documento osserva lo sviluppo del mercato spaziale globale, che è passato dal 2020 al 2023 da un valore di 416 miliardi di dollari a 508 miliardi, con previsioni di crescita fino a 1.000 miliardi entro il 2040 e vede proprio in Veneto i margini per lo sviluppo di uno Space Hub regionale.  “Il report nasce da alcune riflessioni fatte all’interno del partenariato della Fondazione sui settori innovativi di maggior prospettiva nell’area veneziana e veneta in generale.Da qui, poi, i ricercatori della Fondazione e del partner Boston Consulting Group, assieme ad un gruppo di soci interessati, hanno costruito il lavoro, adottando due metodi.

Da un lato – spiega Costa – è stato studiato quali fossero le caratteristiche di successo dei cluster aerospaziali in diverse geografie globali e dall’altro abbiamo studiato questo tipo di applicazione sulle caratteristiche del tessuto imprenditoriale Veneto, coinvolgendo anche una serie di aziende venete che o si occupano già di questo settore o hanno prospettive di salto di filiera, elemento che le renderebbe in grado di operare in futuro in questo nuovo settore”. La filiera è importante perché in un settore come quello aerospaziale perchè “servono capacità e competenze per coprire tutte le esigenze che poi portano allo sviluppo delle tecnologie, dei prodotti e dei servizi del settore aerospaziale – conclude – Nel caso del Veneto, la nostra caratteristica di grandi specializzazioni consente di immaginare di poter aggiornare le competenze specifiche di alcune nicchie così che siano pronte ad entrare e a trarre beneficio dallo sviluppo del settore aerospaziale”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo, da “Wojtilaccio” all’ingresso a cavallo: tutte le volte di Benigni al Festival

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(Adnkronos) – Ha apostrofato Papa Wojtyla come "Wojtylaccio" e ha baciato la sua valletta per 40 secondi; ha fatto il giullare con Pippo Baudo e ha preso di mira Silvio Berlusconi.E' entrato sotto la gonna di Manuela Arcuri e ha fatto l'ingresso a cavallo al Teatro Ariston.

Ha declamato Dante, la Bibbia e la Costituzione (alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella).Le sei apparizioni di Roberto Benigni al Festival di Sanremo sono state uno show nello show, registrando ogni volta i picchi dello share e delle polemiche.  
La prima volta di Benigni al Festival è stato nel 1980 da conduttore insieme all'attrice Olimpia Carlisi (all'epoca sua compagna).

Reduce dal successo della trasmissione 'L'altra domenica' di Renzo Arbore su Rai 2, Robertaccio si presentò in smoking e sul palco del Teatro Ariston si concesse un lunghissimo, appassionato bacio con la Carlisi.Ma quella fu soprattutto l'edizione del "Wojtilaccio" con cui si rivolse a Papa Giovanni Paolo II: una famigerata definizione che suscitò infinite polemiche e dibattiti in Parlamento, con il comico che subì un processo in Vaticano per vilipendio di un capo di Stato straniero, per il quale fu condannato a un milione di lire di multa e un anno di reclusione con sospensione condizionale della pena. Dopo una lunga assenza, Roberto Benigni tornò a Sanremo nel 2002 e conquistò il pubblico con un monologo in cui rileggeva in chiave politica il Giudizio Universale.

Già l'annuncio della sua presenza aveva scatenato polemiche: Giuliano Ferrara, allora direttore del quotidiano "Il Foglio", aveva annunciato che sarebbe andato al Festiva e gli avrebbe lanciato uova sul palco.Non lo fece…

Arrivato sul palco, per prima cosa l'attore, reduce dal trionfo agli Oscar per il film "La vita è bella", andò sotto la gonna di Manuela Arcuri e poi strizzò le parti intime di Pippo Baudo, una gag che in precedenza il comico aveva già regalato ai telespettatori in occasione dello show del sabato sera "Fantastico". 
Nel 2009 nell'edizione condotta da Paolo Bonolis, Benigni, dopo aver sceso la scalinata con le spalle rivolto al pubblico a 'gattoni', ne ebbe per tutti: contro Silvio Berlusconi a capo del governo, Iva Zanicchi e Walter Veltroni.E a favore dei diritti degli omosessuali. 
Nel 2011 Benigni entrò all'Ariston a cavallo e con la bandiera tricolore sventolante per festeggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia: spiegò, facendone l'esegesi, l'Inno di Mameli.

Nel 2020, dopo una gag simil baudesca con Amadeus, Benigni recitò 'Il Cantico dei Cantici' (e anche Oscar Wilde) per 40 minuti.E le polemiche quella volta riguardarono anche il cachet. 
Nel 2023 Sanremo ha visto l'esibizione più 'seria' di Benigni con un monologo sulla Costituzione, alla presenza straordinaria dl presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

L'attore scherzò su Amadeus e poi rese omaggio al Presidente e ricordò: "Tra i padri costituenti c'era Bernardo Mattarella, padre del Presidente, lei e la Costituzione avete avuto lo stesso padre, la Costituzione è sua sorella". "Lei – disse anche Benigni rivolto a Mattarella – è al secondo mandato, Amadeus è al quarto e ha già prenotato il quinto, è costituzionale?Presidente bisogna fermarlo.

Bisogna fermarlo, è dittatura". (di Paolo Martini) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fascina ricorda Berlusconi a San Valentino: “Uniti per l’eternità”

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(Adnkronos) –
Marta Fascina ricorda Silvio Berlusconi.Nel giorno di San Valentino, la deputata di Forza Italia ed ex compagna del Cavaliere, ha voluto dedicare un messaggio speciale a Berlusconi, scomparso nel giugno del 2023: ''Da sempre e per sempre insieme!

Uniti per l'eternità".  Questo è stato il messaggio d'amore che Marta Fascina ha consegnato ai social.Fascina ha postato sul proprio profilo Instagram una vecchia foto che la ritrae con il Berlusconi sorridente e con in braccio il fido cane Dudù.  La dedica, scritta in stampatello maiuscolo è accompagnata una serie di emoticon con cuoricini e dalla sigla 'S&M', ovvero le iniziali della coppia.

A fare da colonna sonora alla dedica d'amore, la canzone di Gigi D'Alessio, 'Una bellissima storia d'amore'. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nautica, Cnv acquisisce il cantiere navale Vittoria di Adria

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(Adnkronos) – Cnv ha rilevato per 8,2 milioni di euro il Cantiere Navale Vittoria, storica azienda di Adria, in provincia di Rovigo, specializzata nella progettazione e realizzazione di imbarcazioni militari, paramilitari da lavoro, commerciali e da trasporto.Dopo aver ottenuto l’omologa al piano di ristrutturazione da parte del Tribunale di Rovigo e con il rogito notarile avvenuto questa mattina, il Cantiere polesano fondato nel 1927 passa così alla società guidata da Roberto Cavazzana, imprenditore e geologo di Rovigo che gestisce una rete di imprese e studi a elevata specializzazione nei campi dell’Ingegneria, architettura, territorio e ambiente.  L’atto di compravendita ha come oggetto il complesso aziendale e il compendio immobiliare del Cantiere Navale Vittoria che si estende su 22 mila metri quadrati.

Inoltre, come previsto dal piano di ristrutturazione, la nuova proprietà conserverà i posti di lavoro dei 35 lavoratori attuali del Cantiere.  Roberto Cavazzana esprime così la sua soddisfazione: «Con il perfezionamento dell’acquisto possiamo finalmente iniziare a lavorare a un piano di sviluppo industriale.Intendiamo dare continuità a quella che era l’attività di ideazione e costruzione di imbarcazioni del Cantiere Navale Vittoria puntando sull’innovazione e su elevati standard qualitativi.

Sin da subito ci impegneremo per creare sinergie e collaborazioni con player esteri in grado di investire nel nostro piano di sviluppo e di contribuire alla crescita di valore della nostra attività.Un’attività che continuerà ad essere strategica per il territorio e per il Paese.

Intendo ringraziare quanti hanno contribuito al successo di questa operazione e ai rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali che hanno operato a qualsiasi livello per il salvataggio e che troveranno in noi un interlocutore attento alle esigenze del territorio e della comunità che ci ospita». Soddisfazione per l'esito positivo della crisi dello storico cantiere polesano, nato nel 1927 e che fino a pochi mesi fa pareva destinato al fallimento, è stata espressa dal presidente veneto Luca Zaia e dall’assessore al lavoro Valeria Mantovan. “Gli obiettivi della continuità produttiva e del mantenimento integrale dell’occupazione sono parte dell’accordo che l’azienda ha già firmato con i sindacati in sede regionale – dichiara Mantovan – e già il prossimo lunedì avremo l’azienda in Regione per discutere con i sindacati della riorganizzazione e avviare un ammortizzatore sociale per supportarla, in attesa, entro marzo, della presentazione del piano industriale dell’azienda”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Veneto, Bonucci (Bcg): “Da Space economy possibile impatto economico per 5 mld”

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(Adnkronos) – "All’interno di una space economy che ci aspettiamo supererà i mille miliardi di valore a livello mondiale nei prossimi anni, per il Veneto vediamo la possibilità di raggiungere circa 5 miliardi di impatto sul pil e la creazione di oltre 2 mila posti di lavoro ad alto valore aggiunto”.Lo afferma Alessio Bonucci, principal di Boston Consulting Group – Bcg, in occasione della presentazione dell’analisi di Venice Sustainability Foundation (Vsf) e Boston Consulting Group (Bcg) che osserva lo sviluppo del mercato spaziale globale, che è passato dal 2020 al 2023 da un valore di 416 miliardi di dollari a 508 miliardi, con previsioni di crescita fino a 1.000 miliardi entro il 2040. È proprio in Veneto che lo studio "Dalla Luna alla Laguna – Esplorando il Futuro della Space Industry in Veneto" vede margini per lo sviluppo di uno Space Hub regionale.  Come spiega infatti Bonucci “il Veneto può contare su delle ottime capacità dal punto di vista ingegneristico e su una manifattura di alta precisione.

Queste sono delle necessità fondamentali per un’industria complessa come quella aerospaziale e sono degli elementi assolutamente necessari per poter competere e servire questo settore. È chiaro che occorrerà mettere sempre più a fattor comune le competenze dei principali attori e di essere sostenuti in un ecosistema virtuoso tra istituzioni, attori privati, università e ricerca”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, Tony Effe e il ‘caso collana’: divieto per prodotti riconoscibili

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(Adnkronos) – Se il prodotto è riconoscibile diventa 'fuorilegge'.Ecco perché Tony Effe, nella terza serata di Sanremo 2025, si è dovuto togliere la collana.

Il caso, più o meno, fa discutere al Festival e viene trattato nella conferenza stampa di oggi. "Il discrimine è in sostanza, al di là ovviamente del marchio che non si può esibire, è rappresentato dalla riconoscibilità del prodotto", spiega il direttore dell'Intrattenimento di Prime Time della Rai, Marcello Ciannamea, rispondendo alle domande. Ciannamea dopo aver letto la norma, ormai inserita in tutti i contratti e nel regolamento di Sanremo, sul divieto di fare pubblicità occulta "a marchi, loghi, prodotti, servizi", ha sottolineato: "Andrebbe apprezzato questo comportamento di Rai che vuole evitare, oltre all'esibizione di loghi anche prodotti riconoscibili". E chi chiede con quale criterio si decida cosa sia riconoscibile, risponde: "Ci sono una serie di dirigenti Rai, di funzionari Rai, che fanno questo controllo.Ovviamente, il tentativo è sempre quello di evitare il più possibile la riconoscibilità, l'oggetto riconoscibile.

Poi, è ovvio, non sempre l'oggetto che è riconoscibile per me è riconoscibile per un altro.Però tendenzialmente questa è la linea che si segue", conclude. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

It-Ex, Mimit riconosce il valore imprenditoriale e internazionale del settore

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(Adnkronos) – Aggiornate le FAQ relative alle “Nuove linee guida per il settore fieristico”, frutto di un complesso lavoro di riforma del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che ha saputo avviare una collaborazione proficua e professionale con le associazioni di rappresentanza del settore e in particolare IT-EX per gli effetti delle norme sulle fiere di rilevanza internazionale. Il precedente decreto pubblicato lo scorso ottobre, infatti, nell’imporre indiscriminatamente a tutti gli operatori del settore fieristico una serie di obblighi sulle condizioni e l’accesso degli espositori, aveva posto alcune questioni rispetto alla natura tipicamente imprenditoriale delle attività fieristiche, senza distinzione quindi tra società a partecipazione pubblica e operatori privati, andando a creare una difformità rispetto alla normativa europea che disciplina il settore e riconosce pienamente la natura economico-commerciale dell’attività di organizzazione delle fiere. Rispetto alle nuove linee guida, si segnalano in particolare alcune novità tra le disposizioni delle FAQ (Frequently Asked Questions).Il punto 4 alla domanda: “In quali casi il gestore dello spazio fieristico è tenuto all’applicazione delle Linee Guida” precisa trattarsi dei casi di società pubbliche o a magioranza pubblica che hanno nell’oggetto sociale prevalente la “gestione di spazi fieristici e l’organizzazione di eventi fieristici” e/o in “attività, le forniture e i servizi direttamente connessi e funzionali ai visitatori ed agli espositori”.  Il punto 5 ricorda invece che nell’applicazione delle linee guida che garantiscono parità di tempi disponibili per accesso all’area ed esecuzione delle operazioni di allestimento e disallestimento “rimane ferma la piena facoltà di applicare condizioni coerenti con le caratteristiche soggettive dei singoli espositori, nel rispetto della libertà di impresa”. “Un plauso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy che ha saputo trovare il giusto equilibrio tra le esigenze generali e quelle del settore privato – commenta Raffaello Napoleone presidente di It-Ex – che seguono logiche e criteri squisitamente imprenditoriali.

In particolare, i punti 4 e 5, frutto del dialogo estremamente positivo, tra il Ministero e la nostra associazione, sono indispensabili per tenere conto delle peculiarità delle fiere internazionali.Queste ultime sono un veicolo indispensabile non solo per la valorizzazione del made in Italy ma anche direttamente per il business dei singoli operatori presenti”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Corsi prematrimoniali laici a Milano, è boom di iscrizioni

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(Adnkronos) – Nasce a Milano il primo corso prematrimoniale laico d'Italia ed è subito boom di iscrizioni.A lanciarlo è il Comune e l'obiettivo è quello di aiutare i futuri coniugi a sapere che cosa li aspetta una volta messo l'anello al dito.

In meno di 24 ore dalla presentazione ufficiale, la prima delle quattro date del primo ciclo di incontri è già 'sold out'.  ''Milano -dice all'Adnkronos Gaia Romani, assessora ai Servizi civici e generali del Comune- è la prima grande città a fare questo tipo di iniziativa.A poche ore dall'annuncio, il primo modulo del corso era già sold out".

E avverte: "Nei prossimi giorni valuteremo se da qui al 19 marzo sarà possibile aumentare il tetto di partecipazioni in presenza, fermo restando che per la partecipazione online non ci sono limiti, quindi rimane ancora la possibilità di iscriversi". Il progetto, realizzato in collaborazione con l'Ordine degli avvocati di Milano, è rivolto alle coppie residenti sul territorio comunale che hanno scelto di celebrare il matrimonio con il rito civile o di dare vita ad una unione civile.L'idea prende le mosse dai dati che vedono un'inversione di tendenza tra i matrimoni religiosi, passati dai 2.098 del 2003 ai 450 del 2024, e i matrimoni celebrati con rito civile, passati dai 2.162 del 2003 ai 2.018 del 2024.

E considera anche l'avvento delle unioni civili, solo lo scorso anno a Milano ne sono state celebrate 178. Per ora tutti i 48 posti in presenza disponibili per il modulo in partenza mercoledì 19 marzo sono già stati prenotati dalle coppie che hanno deciso di aderire al progetto.E, considerando che al corso si può partecipare anche collegati da remoto, non è escluso che i partecipanti possano essere molti di più.  Già diverse anche le iscrizioni al secondo ciclo di incontri che partirà il 7 maggio: "Abbiamo registrato un grande entusiasmo da parte della cittadinanza -afferma Romani- e la cosa ci fa davvero molto piacere.

L'invito ora è ad unire, oltre agli aspetti e alle informazioni di natura giuridica, anche elementi di comunicazione e di cura delle relazioni, penso ad esempio agli aspetti psicologici o relazionali, sui quali sicuramente ci impegneremo per arricchire i prossimi appuntamenti del corso". (di Cristina Livoli) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Hamas conferma: “Sabato liberi 3 ostaggi”. Piano Trump per Gaza, summit arabo a Riad

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(Adnkronos) – Le Brigate al-Qassam, braccio armato di Hamas, hanno comunicato che domani sabato 15 febbraio saranno liberati tre ostaggi tra le persone trattenute da più di un anno nella Striscia di Gaza.Un messaggio diffuso via Telegram, di cui dà notizia la tv satellitare al-Jazeera, afferma che verranno liberati Sagui Dekel-Chen, Yair Horn e Alexander Trufanov.

Di quest'ultimo, con cittadinanza russa e israeliana, avevano appena annunciato l'imminente liberazione le Brigate al-Quds, braccio armato della Jihad islamica palestinese. La conferma della liberazione avviene dopo uno scambio di accuse tra palestinesi e israeliani sul rispetto degli accordi che ha rischiato di fare saltare la tregua.  Il Comitato internazionale della Croce rossa, che sta in parte facilitando gli scambi di ostaggi e prigionieri tra Israele e Hamas, ha dal canto suo dichiarato di essere “molto preoccupato” per le condizioni dei restanti prigionieri detenuti dal gruppo islamista a Gaza.La dichiarazione giunge mentre Israele si prepara al rilascio previsto di tre ostaggi domani. "Le ultime operazioni di rilascio rafforzano l'urgente necessità che il Cicr possa accedere alle persone tenute in ostaggio.

Restiamo molto preoccupati per le condizioni degli ostaggi", afferma la Croce Rossa in una dichiarazione su X, riferendosi al rilascio della scorsa settimana di Eli Sharabi, Or Levy e Ohad Ben Ami, che apparivano tutti emaciati, fragili e instabili sulle loro gambe. "Abbiamo costantemente ribadito che le operazioni di rilascio e trasferimento devono essere svolte in modo dignitoso e sicuro", insiste l'organizzazione. "Il Cicr continuerà i suoi sforzi per vedere tutti gli ostaggi rilasciati, fino al ritorno dell'ultimo di loro".  Si terrà invece giovedì prossimo, 20 febbraio, il summit che a Riad riunirà i leader di Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Qatar per parlare del piano del presidente americano Donald Trump per il futuro della Striscia di Gaza.Lo ha detto all'agenzia Afp una fonte a conoscenza dei preparativi.

Un'altra fonte ha parlato di un invito anche al leader dell'Autorità palestinese, Mahmoud Abbas.Il 27 febbraio è previsto un summit della Lega Araba al Cairo.  Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu incontrerà intanto domenica alle 10 il segretario di Stato americano Marco Rubio nel suo ufficio di Gerusalemme.

Lo ha reso noto l'ufficio di Netanyahu.Rubio incontrerà anche il leader dell'opposizione Yair Lapid e visiterà inoltre il Museo dell'Olocausto Yad Vashem a Gerusalemme insieme al ministro degli Esteri Gideon Sa'ar. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Ali di piombo’, il 1977 ricostruito da Concetto Vecchio: “L’Italia è anche la storia delle sue crudeltà”

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(Adnkronos) –
'Ali di piombo', di Concetto Vecchio, non è e non vuole essere solo un libro sugli anni di piombo.E' un libro, tornato in libreria nella sua nuova edizione per Utet, che racconta da tutte le angolazioni disponibili un anno, il 1977, che il sottotitolo definisce 'tragico e appassionato'.

Concetto Vecchio è uno scrittore, il suo 'Io vi accuso' su Giacomo Matteotti è stato lungamente celebrato e discusso, ed è un giornalista della Repubblica.Uno scrittore che non dimentica mai di essere un giornalista e che, anzi, chiude la sua introduzione alla nuova edizione ricordando che "il giornalismo è andare nei posti, col taccuino in mano, con più domande che risposte".  Un metodo rigoroso che Vecchio fa vivere nei colloqui con i 38 testimoni che ha incontrato per ricostruire non solo i fatti legati alla violenza politica e al terrorismo, evidentemente già noti, ma le riforme, la creatività, i movimenti culturali e le forme nuove del giornalismo (il riferimento alla nascita di Repubblica non è solo un omaggio alla sua 'casa' professionale) che a quei fatti si accostano in una contraddizione che va colta e sviscerata per non scattare una fotografia parziale di quell'anno. Il filo conduttore sono le persone, con le loro storie e le loro porzioni di vita, che hanno aiutato l'autore a mettere insieme i pezzi, e le prospettive, di una cronaca che parte da una premessa e arriva a una conclusione: "L'Italia è anche la storia delle sue crudeltà".

In questa frase c'è molto del libro e c'è anche molto delle singole vicende che tiene insieme.Concetto Vecchio ne cita diverse nell'introduzione a un testo uscito per la prima volta nel gennaio 2007, per Bur Rizzoli.  Ci sono le vittime dirette del terrorismo, ovviamente. "Un giornalista borghese" come Carlo Casalegno, ucciso dalle Brigate Rosse il 29 novembre 1977, nel racconto della vedova Dedi Andreis; "un piccolo democristiano di periferia" come Antonio Cocozzello, che viene gambizzato da un commando delle Br un mese prima, il 25 ottobre 1977; il fratello di Francesco Lorusso, ucciso da un carabiniere durante una manifestazione di piazza a Bologna, l'11 marzo 1977. C'è il contributo di altri grandi giornalisti.

Arrigo Levi, che di Casalegno era stato il direttore, incontrato da Vecchio al Quirinale quando era consigliere di Ciampi; Ezio Mauro, che rivela di essere stato nel mirino dei terroristi prima di Casalegno; Gad Lerner, al quale l'autore del libro chiede il numero di Carlo Rivolta, cronista del movimento del '77 per Repubblica, vittima dell'eroina, "droga che aveva falcidiato una generazione".  C'è un passaggio del libro che racconta la Torino del 1977, la città della Fiat in cui il terrorismo diventa una presenza costante e quasi 'metabolizzata'. "A Torino i ferimenti sono stati più che in qualsiasi altra città d'Italia, una ventina solo da parte delle Br, e la gente ormai si era abituata a convivere con questa situazione.Ma l'indifferenza di quei cuochi ha fatto rimanere male anche me".

A parlare è il primo grande pentito delle Brigate Rosse Patrizio Peci, in un passaggio di 'Io, l'infame' che Vecchio riprende per raccontare, attraverso il racconto del ferimento al'interno di una mensa universitaria del geometra Franco Visca, dirigente della Fiat Presse colpito dai brigatisti il 30 giugno 1977, il clima di una città scivolata in una rassegnazione che inevitabilmente rischia di diventare connivenza.Quei cuochi, di fronte all'ennesimo fatto di violenza, reagiscono con assoluta tranquillità: "Ecco, adesso bisogna portarlo all'ospedale".  Un fatto minore che Concetto Vecchio utilizza per trasmettere il peso di un passaggio della storia italiana più complesso di quanto rappresentato dai grandi attentati. "Torino sarà anche indifferente, ma le Brigate Rosse scelgono i loro bersagli senza un ragionamento politico, accontentandosi della preda più facile, la meno protetta, seguendo una logica quantitativa".

Queste parole restituiscono bene una parte del fallimento della lotta armata, quella militare.Nelle ultime pagine del libro, nell'Epilogo, prende forma un giudizio più largo sul movimento del '77 che ha "tramandato alla storia soprattutto immagini di lutti e di violenze": "Fu anche altro, certo, ma alla fine l'ala creativa, la sua parte migliore, finì per subire una dura sconfitta".

Concetto Vecchio chiude il libro descrivendo la sensazione provata uscendo da casa di Antonio Cocozzello, il piccolo democristiano di periferia già citato nell'introduzione: "l'insensatezza del terrorismo m'è parsa davvero in tutta la sua atroce miseria". (Di Fabio Insenga)  —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo, per Sisal favoriti Cristicchi e Giorgia, seguono Olly, Achille Lauro e Fedez

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(Adnkronos) – Chi tra i 14 Big in gara rientrerà nella cinquina dei favoriti?Secondo Sisal, Cristicchi e Giorgia, entrambi a 1,08, sembrerebbero i protagonisti più certi.

Seguono Olly a 1,18 tallonato da Achille Lauro a 1,20 e un Fedez autore di una grande rimonta a 1,20.Guardando al gran finale: Simone Cristicchi e Giorgia sono i principali favoriti appaiati a 3,50, seguono Olly (4,00) e a 6,00 Achille Lauro e Fedez risalito serata dopo serata in classifica. (VIDEO) Ma come nasce la storia tra uno dei principali operatori internazionali nel settore del gioco regolamentato e il festival della canzone italiana? “Sisal e Sanremo: parliamo di due storie italiane, entrambi da più di 70 anni – spiega il Press Officer di Sisal Gianluca Boserman – Ovviamente quando si parla di Sisal si parla di intrattenimento.

Promuoviamo l'intrattenimento indipendentemente che esso sia un evento sportivo, un evento di cinema o, come in questo caso, di un evento musicale.Perché Sanremo è l'evento per eccellenza della musica italiana.

Quello che noi vogliamo fare è dare un supporto agli italiani per leggere bene il Festival in tutte le sue sfaccettature, in tutte le sue emozioni”. “Attualmente – prosegue Boserman – quello che stiamo vedendo in questo Sanremo è che stanno dominando le emozioni, le emozioni per le parole della canzone di Simone Cristicchi, le emozioni per la voce di Giorgia e le emozioni che sta dando quello che per noi è l'underdog di questo Festival di Sanremo che è Fedez.Se dovessimo vedere un eventuale podio al momento difficilmente si discosterà da Cristicchi, Giorgia e Olly, però ci sono anche Achille Lauro e Fedez tra i papabili cinque che puntano alla vittoria.

Sanremo, Per noi è il vero Festival delle emozioni.Lo abbiamo visto in queste prime tre serate e credo che si manterrà nel corso di tutto il Festival indipendentemente che siano emozioni di parole, di musica, di voce o degli artisti in gara come Fedez, emozionato durante la prima serata che ha coinvolto tutta la platea dell'Ariston”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, Geppi Cucciari: “Un bacio alla Meloni? Lo mando col braccio di Elodie”

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(Adnkronos) –
"Se mando un bacio alla Meloni?Glielo mando col braccio di Elodie".

Risponde così Geppi Cucciari, co-conduttrice stasera nella quarta serata del Festival di Sanremo 2025, sollecitata dalle domande dei giornalisti alla conferenza stampa.Il riferimento è alle dichiarazioni di Elodie di qualche giorno fa.

La cantante, rispondendo alla domanda sulla possibilità di votare Giorgia Meloni, aveva risposto: "Neanche se mi tagliassero un braccio".Ieri il filone 'politico' è stato portato avanti dalla risposta di Giorgia: manderebbe un bacio alla premier? "Da donna posso solo mandare baci a donne che lavorano e che si fanno il mazzo in mezzo agli uomini", la risposta. Cucciari, nella conferenza, tocca anche il caso del giorno, con la protesta di Tony Effe costretto a togliersi una collana per non violare il protocollo in materia di brand. "Come mi vestirò stasera?

Vesto come ho sempre vestito.Con dignità e decoro, e soprattutto gratis, come faccio da sempre", dice. "Io mi vesto gratis, e mi spoglio gratis", ironizza ancora la conduttrice. "Io vesto Antonio Marras -ricorda poi la conduttrice- E stasera avrò degli abiti lunghi.

Non sono proprio a mio agio, ma nella prima serata l'eleganza è d'obbligo, entriamo nelle case degli italiani".Saranno "tre abiti, uno dei quali ha dei nuraghi disegnati nella gonna".  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Btp Più, Mef: “Tasso garantito 2,80% primi 4 anni, poi 3,60%”

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(Adnkronos) – Pagherà un tasso minimo garantito del 2,80% per i primi quattro anni il Btp Più che andrà in collocamento da lunedì 17 a venerdì 21 febbraio (fino alle ore 13), salvo chiusura anticipata.Dal quinto all'ottavo anno, poi, il tasso salirà al 3,60%.

Lo comunica il ministero dell’Economia e delle Finanze precisando che al termine del collocamento saranno annunciati i tassi cedolari definitivi, che potranno essere confermati o rivisti al rialzo, in base alle condizioni di mercato del giorno di chiusura dell’emissione. Il Btp Più, ricorda la nota del ministero, dedicato esclusivamente ai piccoli risparmiatori, prevede cedole nominali pagate trimestralmente e una scadenza di 8 anni con un’opzione di rimborso anticipato alla fine del quarto anno, dell’intero capitale investito o anche solo di una sua quota.Tale facoltà sarà esercitabile in una apposita finestra temporale prevista tra il 29 gennaio e il 16 febbraio 2029, ma solo per coloro che acquisteranno il titolo durante i giorni di collocamento. Btp Più potrà essere acquistato dai risparmiatori attraverso l'home banking, se abilitato alle funzioni di trading online, o rivolgendosi alla banca o all’ufficio postale presso cui si detiene un conto corrente e il conto deposito titoli.

Il titolo sarà collocato sulla piattaforma MOT di Borsa italiana alla pari (prezzo uguale a 100), senza vincoli né commissioni, ferme restanti le condizioni offerte dalla propria banca in merito alla tenuta del conto e degli altri servizi attivi.Come per tutti i titoli di Stato, è prevista la tassazione agevolata al 12,5%, l’esenzione dalle imposte di successione nonché, come previsto dalla legge di bilancio 2024, l’esclusione dal calcolo Isee fino ad un limite massimo di 50.000 euro complessivi.

Ogni richiesta di acquisto verrà interamente soddisfatta, senza massimali previsti, a partire da un investimento minimo possibile di 1000 euro. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dybala, soltanto una contusione contro il Porto: quando torna in campo

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(Adnkronos) – Sospiro di sollievo per Paulo Dybala.L'attaccante della Roma era uscito per infortunio al 39' di Porto-Roma, gara d'andata dei playoff di Europa League, dopo un duro contrasto con Varela.

Gli esami a cui si è sottoposto oggi l'argentino hanno però escluso problematiche serie, con Dybala che ha subito soltanto una forte contusione. Difficile in ogni caso immaginare Paulo in campo contro il Parma, trasferta di campionato valida per la 25esima giornata di Serie A e in programma domenica 17 febbraio.Dybala proverà a recuperare per la sfida di ritorno contro i portoghesi di giovedì prossimo, quando la Roma si giocherà l'accesso agli ottavi di finale di Europa League davanti al proprio pubblico. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Al Palazzo Reale di Milano grande mostra su Felice Casorati

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(Adnkronos) – Il Comune di Milano e Marsilio Arte presentano una delle più ampie e complete retrospettive dedicate a Felice Casorati (Novara, 1883 – Torino, 1963), straordinario artista italiano che torna a Milano a Palazzo Reale dal 15 febbraio al 29 giugno 2025, dopo 35 anni dall'ultima mostra del 1990.Promossa da Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con l'Archivio Casorati, la mostra è curata da Giorgina Bertolino, Fernando Mazzocca e Francesco Poli, tra i maggiori studiosi dell'opera casoratiana. Il legame storico tra l'artista e la città di Milano è uno dei temi che attraversano la mostra ed è approfondito tra le pagine del catalogo edito da Marsilio Arte.

Nel corso della sua lunga carriera, Casorati ha attribuito una funzione strategica a Milano, prima città in Italia a dotarsi di un moderno sistema e mercato dell'arte, riconoscendo alle sue rassegne degli anni Venti lo spazio strategico per un confronto diretto con le ricerche artistiche più aggiornate. "Casorati a Palazzo Reale" propone una rilettura complessiva del lavoro dell'artista, ripercorrendo in ordine cronologico attraverso 14 sale le diverse stagioni della sua produzione, dagli esordi nei primi anni del Novecento fino agli anni Cinquanta.Sono oltre cento le opere presentate per l'occasione, tra dipinti su tela e tavola, sculture, opere grafiche della stagione simbolista, bozzetti per scenografie di opere realizzate per il Teatro alla Scala, tutte di assoluto rilievo e raffinata qualità, selezionate per la loro esemplare storia espositiva.  I prestiti provengono da prestigiose raccolte private e da importanti collezioni pubbliche, tra le quali in particolare la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, dove è conservata la più importante e ricca collezione museale di opere di Casorati, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Galleria Internazionale d'Arte Moderna Ca' Pesaro di Venezia, il Museo del Novecento di Milano, il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, la Galleria d’Arte Moderna di Genova, la Galleria d'Arte Moderna Achille Forti di Verona, e il Museo Revoltella – Galleria d’Arte Moderna di Trieste.

Cardine del progetto è la stretta collaborazione con l’Archivio Casorati, che ha assicurato il supporto scientifico e la consultazione e condivisione dei materiali documentari storici. Come osservano i curatori, «la retrospettiva è stata pensata per trasportare i visitatori all’interno dell’universo poetico di Casorati, invitandoli a immergersi nei suoi ambienti (gli interni e lo studio, teatro concettuale della sua intera poetica), conducendoli tra le figure pensose e malinconiche, emblemi riflessivi di un’umanità partecipe e di una profonda filosofia esistenziale.Le sale di Palazzo Reale costituiscono il contesto aulico perfetto per ricostruire la dimensione silenziosa, fatta di pause, contrappunti e vuoti, emanata dalle opere stesse».  La narrazione segue l’intera cronologia dell’arte di Felice Casorati, documentando l’avvicendarsi delle fonti di ispirazione e degli stili, dal verismo al simbolismo, dal neoclassicismo al realismo magico, dalla fase più espressionista orientata dalle deformazioni picassiane sino al ritorno al sintetismo e alle stesure à plat, caratteristiche della produzione di fine carriera.  Il percorso si apre con le prime opere connotate da uno spiccato realismo, tra le quali il celebre Ritratto della sorella Elvira del 1907 (collezione privata) o Le ereditiere del Mart di Rovereto del 1910.

Un focus importante è dedicato agli anni trascorsi a Verona, dove l’artista si trasferisce con la famiglia nel 1911.In questa città inizia la sua stagione simbolista e secessionista, alimentata dal confronto con la vicina Venezia, dove Casorati frequenta Ca’ Pesaro, allestisce la sua prima mostra personale nel 1913 e conosce Gino Rossi, Arturo Martini, Ubaldo Oppi, Teodoro Wolf Ferrari.  La mostra propone alcuni dei maggiori capolavori dell’autore con il ciclo delle Grandi tempere e registra l’evoluzione dello stile e del linguaggio dopo il definitivo trasferimento a Torino, a seguito della tragica morte del padre.

Qui, nel 1919, Felice Casorati si stabilisce nella casa-studio dove vivrà per tutta la vita.Per la prima volta dal 1964, vengono accostati in un trittico ideale tre importanti dipinti caratterizzati da una dimensione spaziale nuda e desolata e un senso metafisico di inquietante solitudine: Una Donna (o l'Attesa, 1919, collezione privata), Un uomo (o Uomo delle botti, 1919-20) e Bambina (o Ragazza con scodella, 1919), entrambi della collezione della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

La sezione è completata dall’imponente e maestosa Colazione (Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea.Collezione Cerruti), che ritrae una famiglia di sole donne, forse orfane o vedove di guerra, a riassumere lo stato emotivo e psicologico di Casorati, intonato al senso di lutto che pervade i primi anni del dopoguerra. Aprono gli anni Venti i capolavori La donna e l’armatura del 1921 (GAM Torino) e Silvana Cenni del 1922 (collezione privata), icona metafisica ispirata alla misura classica quattrocentesca e alle pale d’altare di Piero della Francesca.

Risale a questo periodo la collaborazione di Casorati con Riccardo Gualino, collezionista, mecenate e imprenditore, per il quale l’artista dipinge i ritratti di famiglia e progetta, insieme all’architetto Alberto Sartoris, il piccolo teatro privato nella loro residenza torinese.Il sodalizio è ricostruito in mostra dai tre ritratti Gualino, dal ritratto di Alfredo Casella (collezione privata), compositore e pianista, direttore di alcuni concerti nel teatrino torinese, e delle danzatrici Raja e Bella Markman, protagoniste con Cesarina Gualino, delle esibizioni di danza libera sotto i fregi casoratiani del teatrino, documentati dai bassorilievi Donna con arco, L’incontro con la musica, Donna seduta con scodella (collezione privata).  Nel 1924 Casorati partecipa con una mostra personale alla Biennale di Venezia, un importante momento di riconoscimento e celebrità: delle quattordici opere esposte allora, sette sono riproposte in mostra.

Oltre ai tre ritratti Gualino, sono esposti, nella sala dedicata: Meriggio del 1923 (Museo Revoltella – Galleria d’Arte Moderna, Trieste), Natura morta con manichini del 1924 (Museo Novecento, Milano), Ritratto di Hena Rigotti (GAM, Torino) e Duplice ritratto (collezione privata).A partire dalla metà degli anni Venti, Casorati sviluppa il tema delle Conversazioni, un ciclo ideale inaugurato dalla celeberrima e tuttora intrigante Conversazione platonica del 1925 (collezione privata).

Il dipinto, nel quale accanto a un sensuale nudo femminile disteso, siede un uomo con un cappello nero (è l’architetto e amico Alberto Sartoris), fu protagonista di un lungo tour espositivo con l’esordio alla Prima mostra del Novecento italiano a Milano nel 1926 e tappe a Dresda (1926), a Ginevra, Zurigo e Pittsburgh (1927), a New York (1928) e all’Expo di Barcellona (1929), dove fu premiato con una medaglia d’oro. In mostra si potrà ammirare dopo molti anni lo straordinario dipinto Annunciazione del 1927, proveniente da una collezione privata: scelto dall’artista per le esposizioni d’arte italiana del 1927 al Musée Rath di Ginevra e poi alla Kunsthaus di Zurigo, torna oggi visibile al grande pubblico.Nell’atmosfera rarefatta e sospesa di un interno, Casorati costruisce una scena intima in cui il divino traspare dalla specularità e dalle simmetrie attraverso l'inconciliabilità degli opposti: la luce naturalissima e la geometria complessa ed enigmatica dello spazio.

Reinserito per la prima volta in un’antologica, il dipinto segna un episodio essenziale entro l’arco dell’itinerario casoratiano. Sul finire del decennio, l’arte di Casorati è segnata da una svolta in chiave anticlassica, testimoniata in mostra dalle composizioni di una serie di meravigliose nature morte.La pittura si apre al paesaggio, accostato nel dialogo tra interno ed esterno nella poetica Daphne a Pavarolo del 1934 (GAM Torino).

Nasce ora il ciclo di dipinti di fanciulle degli anni Trenta e Quaranta, tra i quali Donne in barca del 1933 (Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi, Piacenza) e Le sorelle Pontorno del 1937 (Unicredit ArtCollection), entrambi caratterizzati da una donna che allatta, immersa in atmosfere sospese e intime. Gli ultimi anni sono documentati da nature morte, nelle quali torna il tema antico delle uova (insegna di quel «Numerus, Mensura, Pondus» che è il motto araldico dell’arte casoratiana) e del cimiero – con Natura morta con l'elmo (1947, GAM Torino), Uova e limoni (1950, GAM Torino) Uova su fondo rosso (1953, collezione privata) – e nuovi soggetti come Eclissi di luna (1949, collezione privata) e Paralleli (1949, Collezione Regione Autonoma Valle d’Aosta). Da sempre appassionato di musica, Felice Casorati non fu solo un eccezionale pittore e un appassionato pianista ma anche scenografo, al lavoro, tra gli anni Trenta e i Cinquanta, per il Maggio Musicale Fiorentino, l’Opera di Roma e la Scala di Milano.Proprio dagli Archivi storici della Scala provengono numerosi dei suoi bozzetti, realizzati per opere come Le Baccanti e Fidelio, o per balletti su musiche di Petrassi o de Falla: un nucleo che, a chiusura della mostra, consentirà di conoscere anche questo versante dell’attività di un artista rigoroso e poliedrico. L’antologica è accompagnata da un ampio catalogo edito da Marsilio Arte con i saggi dei curatori.

La mostra è promossa da Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con l’Archivio Casorati.Sponsor BPER Banca; partner tecnico ATM, con il supporto di Coop Lombardia. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Medio Oriente a tre teste’, ecco cosa si profila a Gaza

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(Adnkronos) – Yusef Al Otaiba, ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti negli Stati Uniti, durante il World Government Summit di Dubai ha parlato del piano per Gaza su cui alcuni stati del Golfo hanno trovato un accordo a settembre, precisando che “al momento non vedo alternative”.Si tratta di uno scenario che l’Adnkronos può ricostruire dopo una serie di colloqui con analisti che conoscono bene lo scacchiere mediorientale.

Il piano, immaginato contro il volere di Egitto, Qatar, Iran e Turchia, vedrebbe Gaza trasformata nello sbocco sul Mediterraneo dell’Arabia Saudita, con il benestare dei quattro clan storici della Striscia, mentre nella ricostruzione gli emiratini avrebbero un ruolo di primo piano.  Gli Stati Uniti, e questo è stato confermato da Trump aldilà delle frasi sulla Riviera che hanno scioccato il mondo, sono pronti a occuparsi di sicurezza e di sviluppo costiero, inclusi hotel e resort, ma in realtà Gaza sarebbe “promessa” ai sauditi da tempo, da prima del ritorno del tycoon alla Casa Bianca.L’idea, sempre secondo una ricostruzione non ufficiale, si sarebbe concretizzata il 14 aprile, il giorno dopo l’attacco iraniano contro Israele, tra alti funzionari di delegazioni d’affari presenti a Tel Aviv, inclusi alcuni sauditi. Un altro elemento che va in questa direzione sono le nozze nel 2023 di Rajwa al Saif, figlia dell’aristocrazia saudita, con il principe ereditario Hussein di Giordania, un matrimonio strategico come quelli degli Asburgo e dei Borbone, che affida la sicurezza della Giordania ai sauditi, che nella loro 'Grand Strategy' puntano a essere i leader del Medio Oriente, pur riconoscendo a Israele un ruolo e all’Iran riformato un altro primato (più modesto).

Lo chiamano “Medio Oriente a tre teste”.   La strategia di Trump, senza scomodare le finestre di Overton, è sempre quella di sparare alto per poi chiudere su un risultato che la controparte ritiene accettabile, anche se fino a poco tempo prima era totalmente inaccettabile.In questo contesto, gli Stati Uniti non manderebbero soldati a Gaza (i contractor americani sono già in zona), ma farebbero da apripista per l’alleato saudita, che non può trattare direttamente la questione senza essere accusato di non rispettare le esigenze dei palestinesi.

La cui causa da tempo non era al centro delle strategie dei governi della regione, molti dei quali erano pronti a unirsi agli Accordi di Abramo e a normalizzare i rapporti con Israele.L’Iran non poteva permettere una simile evoluzione, e dunque ha scatenato Hamas il 7 ottobre.  Ora che le ostilità sono cessate, l’Egitto ha schierato quattro volte il numero di tank consentiti alla frontiera dal trattato di pace con Israele.

Non per attaccare, ma per bloccare quella che loro definiscono “potenziale invasione” palestinese.Re Abdallah di Giordania, che era alla Casa Bianca mentre Trump pronunciava le frasi sulla conquista americana di Gaza, ha un Paese la cui economia è in grande difficoltà, ed è pronto ad accogliere molti rifugiati in cambio di aiuti.

L’elemento economico, come sempre, è il più importante: peggio della Giordania sono messi Siria, Libano e Yemen.La pacificazione del Medio Oriente è dunque in mano agli stati del Golfo che hanno la capacità finanziaria di riscrivere gli equilibri politici e commerciali della regione. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)