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Villette, orecchio di un detenuto staccato a morsi

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A seguito di una rissa, un orecchio di un detenuto è stato staccato a morsi. Beneduci reclama:” E’ la conferma del fallimento della sorveglianza dinamica.”

Un detenuto a Villette, ha staccato con un morso il lobo dell’orecchio di un altro detenuto. La vittima, è stata subito trasportata d’urgenza all’ospedale Maria Vittoria dopo si è provveduto a riattaccare il lobo. L’aggressione è stata denunciata all’Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria. Come sostiene Leo Beneduci: ” E’ la conferma del fallimento totale della sorveglianza dinamica, I due detenuti coinvolti erano gia’ stati destinatari di sanzioni disciplinari. Forse la loro presenza in quella sezione era poco opportuna“. Inoltre, Beneduci insiste sull’inefficienza degli organi penitenziari: Sulla pelle dei poliziotti penitenziari – dice – si sta realizzando un sistema penitenziario succube della popolazione detenuta, che non produce per nulla idonee condizioni di sicurezza per la collettività nazionale”.

Coppa Italia, l’Atalanta batte il Sassuolo: ai quarti incontrerà il Napoli!

Coppa Italia, l’Atalanta batte il Sassuolo: ai quarti incontrerà il Napoli!

Il match di Coppa Italia tra Atalanta e Sassuolo, in scena all’Atleti azzurri di Italia di Bergamo, si è da poco concluso con il risultato di 2-1 per il neroazzurri di casa. Gli uomini di mister Gasperini hanno avuto la meglio sugli emiliani senza particolari affanni, soprattutto grazie ad un ottimo primo tempo terminato sul risultato di 2-0. A segno la punta Cornelius con un bel sinistro e Toloi grazie ad un inzuccata su schema da corner. Nella ripresa il Sassuolo ha provato a riaprire i giochi ma l’autorete dello stesso Toloi non è bastata.

Proprio gli orobici saranno il prossimo avversario del Napoli il 2 gennaio al San Paolo per l’incontro secco dei quarti di finale. Da segnalare la sicura assenza a Fuorigrotta di Kurtic, espulso nel finale del match odierno.

Gomorra 3 arriva a Gragnano

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Il giovane talento gragnanese Domenico Cuomo interpreta in Gomorra 3 Cosimino.

Nella serie di Gomorra 3 entrano ben tre ragazzi di Gragnano: Domenico Cuomo, 13 anni, proposto da LaborArt che interpreta nella serie il ruolo di un personaggio, Cosimino,  al fianco di Luigi Imperato. Come spiega a Metropolis: “Così è iniziata quest’esperienza fantastica. Con Luigi il mio compagno di avventure, mi è sempre stato vicino e mi ha sempre aiutato a concentrarmi sul set, ci sono stati tanti altri attori bravissimi che recitavano con me e sentirmi parte e recitare con loro mi faceva sentire felice e entusiasta, anche se un po’ stanco per le ore che passavamo alle volte al freddo, ma quando le mani si gelano e la bocca trema, il regista dice azione, quella parola è capace di farti alzare l’adrenalina al tal punto da sudare“. Non sono mancate le difficoltà sul set, come ad esempio aver dovuto anche lavorare di notte: “Le scene a cui ho partecipato sono state girate nel centro storico di Napoli e nella maggior parte delle volte in ore notturne. Da questa esperienza ho imparato e semmai rafforzato lo “spirito di sacrificio”. Essere professionale fa la differenza di un attore – sottolinea a doppia linea Luigi Imperato, dal set di Gomorra 3 – Sono momenti in cui si ha la voglia di andare oltre ogni limite. La stanchezza e le altre difficoltà passano in secondo piano. Di sicuro non è stata una passeggiata girare fino alle 3 o 4 del mattino e rientrare a casa alle 6. Ma sono pronto a rifarlo”.(fonte: metropolis).

 

Il Presidente Mattarella “induce” alla tregua sulle infiammazioni istituzionali

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Il Presidente Mattarella “induce” alla tregua sulle infiammazioni istituzionali – EDITORIALI

Dietro il cessate il fuoco sulle banche c’è la mano del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che “induce” alla tregua sulle infiammazioni istituzionali accettata anche da Visco e Renzi anche se, per l’ex premier, l’accettarla è stato un caro prezzo.

Per l’ex premier un pareggio a caro prezzo

Come nei migliori anni della guerra fredda, a due passi dalla «war room» i duellanti hanno preferito rinunciare alle armi non convenzionali. Il governatore della Banca d’Italia – che poche settimane fa Matteo Renzi avrebbe voluto rimuovere – davanti alla commissione d’inchiesta non ha affondato il colpo e subito dopo il leader del Pd lo ha «ringraziato molto». Una sequenza plastica ed eloquente: di fatto la commissione Banche si è conclusa. Con una tregua bilaterale.

Certo, il momentaneo disarmo è stato silenziosamente caldeggiato dal Capo dello Stato, che per mestiere è chiamato a decongestionare tutte le infiammazioni istituzionali che possono minare il sistema-Paese. Certo, i duellanti, pur avendo interessi diversi, sul breve coltivavano un obiettivo convergente: mettersi entrambi in sicurezza. Per il governatore Visco si trattava di portar fuori dal fuoco della delegittimazione un’istituzione delicata come la Banca d’Italia, oramai parte integrante del sistema europeo delle banche centrali.

Per il segretario del Pd si trattava di fugare il legittimo dubbio che lui stesso, ai tempi di Palazzo Chigi, si fosse mosso con un pregiudizio di eccessiva simpatia per Etruria, la banca di Arezzo.

Alla resa dei conti pareggio sì, ma a caro prezzo per Matteo Renzi. La commissione d’inchiesta ha consentito di far affiorare un sistema di vigilanza opaco, ma al tempo stesso ha finito per accendere i riflettori su un fenomeno a suo modo originale, che ha visto protagonista Maria Elena Boschi: il dispiegarsi di una vera e propria «diplomazia personale». Le audizioni hanno consentito di ricostruire una intensa striscia di incontri, in giro per l’Italia, dell’allora ministra delle Riforme, con banchieri privati e dell’istituto di vigilanza. Un attivismo che Boschi ha svolto di sua iniziativa, all’insaputa del ministro competente, quello dell’Economia. E lo ha fatto – raccontano i testimoni – per manifestare la sua «preoccupazione» per le sorti della banca della quale era vicepresidente suo padre. Nulla di illegale nell’attivismo di Maria Elena Boschi, ma nel passato conflitti di interesse più blandi avevano indotto diversi ministri a dimettersi.

Dunque, una commissione boomerang per il suo promotore? Oramai nella lettura delle mosse di Matteo Renzi osservatori e nemici fanno prevalere categorie psicologistiche. È possibile che nella determinazione del leader abbia pesato quella «trance agonistica» che nel passato lo ha portato a grandi vittorie. Sottovalutando che ogni tanto – e non solo nelle tragedie greche – la «ybris» (la iattanza), «chiama» la «nemesis», la vendetta degli dei. È più probabile che nella decisione di Renzi di insistere per una commissione che altrimenti non si sarebbe fatta, abbia pesato l’idea che attaccare per primo valga doppio. Che un pareggio è sempre meglio di una sconfitta.

Ma per i risparmiatori e per i cittadini quel che conta è la «resa» delle istituzioni parlamentari. Nel passato le commissioni di inchiesta, a cominciare dalla Sindona del 1980-82 – ma anche quelle analoghe svolte in altri Paesi, come gli Usa o la Gran Bretagna – hanno richiesto lunghe fasi istruttorie, di almeno due anni, prima di produrre risultati utili per la collettività. La commissione Casini sta già per chiudere i battenti dopo un lavoro intenso, ma durato soltanto dieci settimane. La relazione finale sarà scritta in una fase davvero particolare: a Camere sciolte, in quella «terra di nessuno» che sta tra una legislatura e l’altra. Ma la sentenza non resterà nei cassetti, sarà presentata all’opinione pubblica quando mancheranno poche settimane alle elezioni politiche di primavera. Una «tempestività» che difficilmente sarà sinonimo di serenità.

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Casertano, violenza e maltrattamenti sulla moglie, arrestato 42enne

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Vairano Patenora, casertano di 42 anni, è stato messo in carcere per gli abusi perpetrati sulla moglie. La trattava come fosse un oggetto, maltrattandola, picchiandola e abusando di lei sessualmente.

Lungo l’elenco di reati che gli vengono contestati nell’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere: si va dalla violenza sessuale alle lesioni aggravate, dalla violenza privata ai maltrattamenti reiterati nel tempo, anche dopo le denunce della donna e la separazione.

Un quadro di violenza che non ha risparmiato neanche i figli minori della coppia, costretti ad assistere terrorizzati agli abusi cui era sottoposta la madre. Dalle indagini realizzate dai carabinieri di Vairano Scalo e coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, è emerso che l’uomo beveva con frequenza, circostanza che lo rendeva ancora più aggressivo; la donna ha raccontato di pestaggi quotidiani, anche per motivi banali, di fronte ai figli.

Il 42enne – hanno accertato gli inquirenti – privava la moglie anche delle minime risorse economiche, trattandola come una “cosa” di sua proprietà, e la costringeva ad avere rapporti sessuali, nonostante i ripetuti “no” della donna. Dopo la separazione, la situazione non è cambiata: il romeno ha continuato a presentarsi a casa della moglie, violandone più volte il domicilio, l’ha minacciata, spaventando anche i figli. Una situazione andata avanti fino a questa mattina, quando l’uomo è stato condotto in carcere.

Trovata senza vita donna di 102 anni con diverse ferite da cane sul corpo

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Centenaria trovata senza da vita con dei morsi sul corpo, si indaga per ricostruire le dinamiche della vicenda.

Ieri sera è stata trovata senza vita una donna di 102 anni nelle vicinanze di Empoli, in provincia di Firenze. Sulla donna, sono stati ritrovati lesioni profonde alla pelle che fanno pensare a morsi di cani. In casa, erano presenti con la donna due pastori tedeschi di sua propietà, ma la polizia sta indagando per capire se è stata morsa in seguito ad una morte naturale o sono stati proprio i morsi dei cani a provocarle il decesso. E’ stata trovata senza vita dalla figlia che, allarmata, ha chiamato il 118 senza però avere esiti positivi, in quanto già non c’era più nulla da fare. La donna giaceva sulla sua poltrona in attesa della cena, che intanto veniva preparata da una delle due figlie, cioè proprio quella che l’ha trovata subito dopo il dramma. Attualmente la salma si trova in medicina legale per l’inizio di una serie di accertamenti autoptici. Anche i cani saranno sottoposti a diversi esami, tra cui un controllo veterinario per accertare le dinamiche dell’accaduto.

Sturzo Castellammare, Pannullo: “Colpito dalla preparazione degli studenti”

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Castellammare – Inaugurati laboratori dello Sturzo, Pannullo: “Colpito dalla preparazione degli studenti”

A margine dell’inaugurazione dei laboratori dell’Istituto Tecnico Statale Luigi Sturzo, il sindaco Antonio Pannullo è intervenuto ai microfoni di ViViCentro

Oggi sono venuto allo Sturzo perché si svolgeva una manifestazione in cui venivano premiate le eccellenze, e ne ho approfittato per visitare i locali, le attività, i percorsi formativi. Sono rimasto contento. Un’offerta formativa che va dal tecnico biologico, tecnico bio-alimentare, un percorso in ambito economico e turistico. Studenti preparatissimi mi hanno spiegato, in maniera puntuale quello che è la loro attività, e sono rimasto colpito dal loro entusiasmo di venire a scuola. Ho colto l’occasione per invitare gli studenti a diventare testimoni per la scuola di Castellammare

Studenti oggi, lavoratori domani. Nei giorni scorsi è stato presentato un programma per rilanciare il termalismo stabiese. Quali sono i progetti futuri?

“Il progetto è iniziato il 27 novembre con il salvataggio della S.I.N.T. Le prossime tappe prevedono dialoghi con le istituzioni, Regione. Puntiamo ad andare in Europa a presentare quello che è il nostro obiettivo. Dal 7 febbraio dovrebbe partire questa manifestazione di interesse. Agli inizi di aprile se non per il 30 marzo, si dovrebbe partire con il bando per affidare ai privati la gestione del termalismo di Castellammare. Un obiettivo straordinario sul quale abbiamo puntato tanto, in cui abbiamo visto anche la volontà della politica”.

A cura di Antonio Gargiulo

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Napoli, il 22 dicembre il sindaco de Magistris terrà una riunione per discutere dell’Anm

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A Palazzo San Giacomo il 22 dicembre si terrà una riunione che avrà come oggetto la situaizone dell’Anm, alla presenza del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.
All’incontro, convocato dall’assessore al Lavoro, Enrico Panini, sono state invitate tutte le organizzazioni sindacali. Intanto oggi, invece, l’Usb non parteciperà all’incontro che si svolge nella sede di Anm. La sigla sindacale spiega che la decisione è «in coerenza con quanto dichiarato e sottoscritto nel verbale dell’incontro tenutosi in Prefettura il 18 dicembre» e perché «in attesa di un faccia a faccia chiarificatore con il sindaco de Magistris al fine di conoscere le decisioni future sul destino dell’azienda e sul nuovo piano di salvataggio dell’azienda alla luce del flop delle precedenti versioni stilate nei mesi di marzo e ottobre».

Chiesta la revoca dei domiciliari per Diele

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Gli avvocati di Diele richiedono  la revoca per l’attore i domiciliari, il responso entro 24 dicembre.

Domenico Diele, attore di 31 anni che la notte del 24 giugno, alla guida della propria autovettura, ha travolto Ilaria Dilillio una donna di 48 anni mentre era alla guida del suo scooter mentre percorreva la corsia nord  dell’autostrada Mediterraneo, nei pressi dello svincolo Montecorvino Pugliano. Stamattina durante l’udienza i legali di Diele hanno chiesto la revoca dei domiciliari. Il 24 dicembre scadono i termini della custodia cautelare e entro quella data il gup dovrà decidere se respingere o accettare la richiesta degli avvocati. Nel caso di rifiuto, si dovrà anche predisporre una nuova misura nei confronti dell’attore che oggi non era presente in Aula

Pranzo di Natale per 1000 indigenti

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La solidarietà dei napoletani; il pranzo per 1000  indigenti.

Quest’anno per Natale a Napoli è stato organizzato un pranzo per coloro che per problemi economici non potranno riunirsi con la famiglia per festeggiare come nelle normali case degli italiani. “Nei giorni scorsi – spiega il presidente della Mostra d’Oltremare Donatella Chiodo – abbiamo appreso dai giornali dell’annullamento dell’iniziativa che da oltre 20 anni viene organizzata il 24 dicembre (nella Galleria Principe di Napoli, ndr) per offrire un pranzo natalizio ad oltre 1000 meno abbienti della nostra città. Ci siamo messi subito in moto, in silenzio ed in pieno accordo e collaborazione con l’assessorato al Welfare del Comune di Napoli, per organizzarlo qui da noi, tenendo in vita questa iniziativa che è un concreto segnale di solidarietà nei confronti di tante persone meno fortunate“. Come abbiamo già visto nel caso del San Carlo per il pranzo di Natale  molteplici sono le iniziative organizzate dalle associazioni o coloro che si dedicano semplicemente a far trascorrere un momento di condivisione ed affetto nel migliore dei modi.

fonte: Ansa

Willem Dafoe debutta a Napoli nella prima italiana di “The Minister’s black veil”

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Dafoe debutta nel teatro di Napoli

Il famoso attore statunitense Willem Dafoe debutta a Napoli in prima italiana con The Minister’s black veil, da un racconto del 1832 di Nathaniel Hawthorne, testo a cui si è ispirato il regista Romeo Castellucci, in cui il volto scolpito dell’attore resterà coperta davanti al pubblico.

 

“Il fatto di indossare un velo – racconta Dafoe a poche ore dalla sua trasformazione nel reverendo Hooper – crea un rapporto interessante con il pubblico. Mi rivolgo direttamente a loro ma non c’è nessun contatto visivo. Non riescono a vedere ciò che è scritto sul mio volto, viceversa io non riesco a vedere cosa c’è scritto sul loro. Tutto si esprime attraverso la musica e il ritmo delle parole, della voce e del linguaggio del corpo. L’intenzionale mascheramento del viso permette di creare una confessione, un pensiero intimo, ma appunto in pubblico”.

 

Lo spettacolo che chiude il Festival Quartieri di vita, diretto da Ruggero Cappuccio, vede al centro un pastore dinanzi ai suoi parrocchiani per il sermone della domenica, con il volto coperto da un velo. Non lo toglierà mai più, nemmeno sul letto di morte e mai fornirà spiegazioni sul perché di questa scelta.

“Un personaggio che non riesco a definire – continua Dafoe – nel modo tradizionale in cui si descrive, appunto, un personaggio. Lui è i suoi pensieri. I suoi pensieri sono le sue azioni, in parte la sua confessione. Questo testo (omesso dall’autore americano, ovvero il sermone scritto da Claudia Castellucci, ndr) è così ricco che, ogni volta che lo leggo e lo interpreto, la mia comprensione del pastore Hooper cambia. Ho ammirato il lavoro di Romeo Castellucci per molti anni e avevamo preso in considerazione l’idea di creare qualcosa insieme più di una volta. È un artista totale e mi piace provare a entrare nel suo lavoro come un animale che vaga nel suo paesaggio. Con lui poche parole, ma tanta sostanza”. E non poteva mancare la dichiarazione d’amore per Napoli da parte di un americano ormai naturalizzato italiano: “E’una città che mi attrae per la sua bellezza, quasi mitica”.

E a Napoli resterà dal 20 fino al 23 dicembre giorno in cui terrà, al Nuovo Teatro Sanità, una master class riservata a cento giovani del popolare quartiere. Il Festival Quartieri di vita è realizzato con il sostegno della Regione Campania dalla Fondazione Campania dei Festival. Cinque le recite distribuite tra il 20 ed il 22 dicembre 2017, mercoledì 20 alle ore 21, giovedì 21 e venerdì, doppio spettacolo 22 alle ore 19 e 21). Le musiche sono di Scott Gibbons.

L’istruttore di nuoto abusava sessualmente della sua allieva di 14 anni

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Condannato 48enne che ha abusato di una ragazzina di 14 anni

Un istruttore di nuoto di Sant’Antimo ha abusato sessualmente di una sua allieva, all’epoca minorenne, di appena 14 anni. L’istruttore inseguito a tali atti è stato condannato a 4 anni di reclusione dal gip del Tribunale di Napoli Nord, mettendo fine così all’incubo di una ragazzina e della sua famiglia. L’uomo era stato denunciato lo scorso anno dai genitori della ragazzina che, dopo tanta sofferenza, aveva deciso di raccontare alla famiglia gli abusi sessuali a cui era stata sottoposta dall’uomo, sposato e con figli

Stando a quanto è emerso dalle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Napoli, le violenze sarebbero avvenute negli spogliatoi della polisportiva della cittadina della provincia di Napoli, ma non solo. Secondo le testimonianze della giovane vittima, il 48enne l’avrebbe molestata, con avances esplicite e palpatine alle parti intime, anche durante alcune trasferte effettuate sul territorio nazionale durante le quali la 14enne era impegnata in gare agonistiche.

 

Tregua sulle banche fra Visco e Renzi: «Illazioni smentite»

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Di fronte alla commissione d’inchiesta sulle crisi bancarie, il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, nega pressioni da parte di Matteo Renzi. Soddisfatto l’ex premier: «Illazioni smentite». Ma i Cinque Stelle attaccano: per Di Maio «Visco svela le pressioni di Renzi». Dietro il cessate il fuoco c’è la mano del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Il momentaneo disarmo è stato silenziosamente caldeggiato dal Capo dello Stato che, per mestiere, è chiamato a decongestionare tutte le infiammazioni istituzionali che possono minare il sistema-Paese».

Fra Visco e Renzi il giorno della “pace istituzionale”

Il governatore di Bankitalia davanti alla commissione nega le pressioni. L’ex premier: “Grazie, smentite le illazioni”. Ma i Cinque Stelle attaccano

ROMA – La giornata più lunga di Ignazio Visco è quella della «pace istituzionale» tra renziani e Banca d’Italia. Il governatore risponde per oltre 10 ore alle domande dei commissari della commissione d’inchiesta sulle crisi bancarie e quella che doveva essere la resa dei conti riesce perfino a strappare qualche sorriso. Per i renziani non è finita però: oggi tocca a Federico Ghizzoni, che dovrebbe confermare quanto scritto da Ferruccio de Bortoli sulla Boschi e l’interesse di Unicredit per Etruria.

Si inizia qualche minuto dopo le 10 e tutta la prima parte è dedicata alla relazione del governatore, che come atteso è tutta centrata sulle origini della crisi bancaria legata alla tremenda recessione. Quando arrivano le domande l’attenzione è dedicata al tema più caldo: gli incontri di Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, all’epoca premier e ministro, nei mesi che precedettero il commissariamento di Etruria. Visco ricostruisce tutta la vicenda ma smorza i toni, misura le parole, con l’unica concessione di qualche stilettata. Come quando riferisce che Renzi «certamente una domanda la fece» in merito alla questione di Banca Etruria, «e io non risposi», dice il governatore, spiegando che «io dissi che di banche in difficoltà parlo solo col ministro dell’Economia». Il riferimento è a un incontro «per presentare il direttorio», spiega, al quale erano presenti anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e il sottosegretario Delrio. Di fronte a una domanda di Renzi sulle banche in difficoltà «non ci fu nessuna tentazione per me di rispondere ma lì certamente la domanda la fece».

«Nel nostro secondo incontro – ha detto – si parlò dell’economia italiana e internazionale e dei rischi per le banche italiane ma Etruria non fu discussa». Invece in un terzo in aprile che si svolse a Palazzo Chigi «con Delrio e Padoan parlammo di economia italiana e il premier chiese perché quelli di Vicenza volevano prendersi Arezzo e parlò degli orafi. Io non risposi e la presi come una battuta. Non entrai per niente in condizioni di vigilanza». Ha fatto altre battute Renzi oltre a quella sugli orafi aretini, chiede in tarda serata Sibillia (M5s)? «Moltissime, non mi faccia dire, ha l’età di mia figlia». Il governatore ha anche spiegato che in quei mesi del 2014 l’interesse del governatore era «modesto», mentre in quel periodo le preoccupazioni erano per Mps e per l’esame della Bce sulle banche italiane.

Visco ha anche risposto alle domande sugli incontri tra la Boschi e Fabio Panetta. In due «brevi colloqui» tra l’allora ministro delle Riforme del governo Renzi e il vicedirettore generale della Banca d’Italia Panetta «non ci fu una richiesta di interventi particolari della Banca d’Italia ma dispiacere e preoccupazione per le conseguenze che la crisi della banca potesse avere per il territorio». Panetta «come avete letto, parlò con la ministra in due occasioni. Le disse niente? No perché avevamo già detto, con Panetta, che non si parla di questioni di vigilanza riservate», ha detto Visco, aggiungendo che il secondo incontro si è svolto «nel periodo in cui c’era un’ispezione in corso», ovvero poco prima del commissariamento di Etruria avvenuto nel febbraio del 2015 «Pressioni non ne fece, siamo persone mature che sanno che di certe cose non si parla e non ne abbiamo parlato».

Per l’ora di pranzo è una nota di Renzi a dare la misura del cambio di clima: «Ringrazio molto Visco per le parole di apprezzamento che ha rivolto al mio governo. Mi fa piacere che finalmente fughi ogni dubbio sul comportamento dei ministri. Nessuno di loro ha mai svolto pressioni ma solo legittimi interessamenti legati al territorio: attività istituzionalmente ineccepibile svolta anche da amministratori regionali di ogni colore politico».

Una lettura opposta arriva dai grillini: «Si fa sempre più chiaro un quadro di indebite pressioni sulla vigilanza bancaria da parte di quel giglio magico che controlla tuttora il Pd. La principale preoccupazione del duo Renzi-Boschi non era risolvere i problemi del Paese, ma proteggere Arezzo e la banca amministrata da Pier Luigi Boschi. Il Pd dimostri un minimo di orgoglio, prima che Renzi e i suoi fedelissimi ne distruggano definitivamente la credibilità».

Visco è distensivo anche verso la Consob, riconoscendo che la comunicazione non ha funzionato a dovere anche se questa non può essere considerata causa delle crisi. Dopo una pausa per salire al Quirinale per gli auguri al presidente Sergio Mattarella, le domande si fanno più pacate. Visco ammette di avere dei rimpianti per come è stata gestita la vicenda della Popolare di Vicenza: «Potevamo essere più svegli? Forse sì».

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Torre Annunziata, condannato 37enne che fu bloccato dal titolare della tabaccheria che cercò di rapinare

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Lo scorso aprile due rapinatori armati di pistola sono entrati in una tabaccheria di via IV Novembre a Torre Annunziata, ma il titolare ed i suoi familiari avevano reagito, immobilizzando un bandito con l’aiuto di alcuni clienti e lo avevano fatto arrestare dai carabinieri.

I due rapinatori avevano tentato il colpo ad orario di chiusura, provando a portare via l’incasso dell’intera giornata ma l’operazione aveva avuto risvolti spiacevoli, con persone svenute ed altre ferite. Uno dei due rapinatori, Salvatore Solimeno, 37 anni, di Torre Annunziata, residente al Piano Napoli di Boscoreale di via Settetermini, pluripregiudicato e sorvegliato speciale, aveva riportato gravi ferite per la reazione dei familiari del tabaccaio.  

Sul posto erano subito giunti i carabinieri del Nor (Nucleo Operativo Radiomobile) della Compagnia di Torre Annunziata e della Stazione oplontina che avevano arrestato in flagranza Solimeno.

Il 37enne era finito in manette per rapina e porto d’arma mentre il complicerisulta attualmente ancora ricercato: acquisiti i filmati di alcune telecamere della zona, è stato comunque identificato. Nella giornata di ieri, martedì 19 dicembre, è stato giudicato l’unico rapinatore finito alla sbarra ovvero Salvatore Solimeno.

Dura requisitoria del pubblico ministero che ha evidenziato come Solimeno fosse recidivo, avendo nel suo curriculum ben 8 condanne per rapine aggravate e soprattutto considerato il terrore dei negozianti oplontini.

La richiesta dell’accusa è stata di una condanna a sei anni di reclusionevisto che Solimeno era gravato da molti precedenti per rapina. La difesa di Solimeno, rappresentata dall’avvocato Gennaro De Gennaro, ha dimostrato che il suo assistito, ravvedutosi per l’azione illecita compiuta, aveva risarcito integralmente il danno.

Alla fine il giudice ha applicato una pena leggera a dispetto delle gravi contestazioni che erano mosse all’imputato, e di circa 10 mesi in meno alla richiesta del pm, ovvero 5 anni e due mesi di reclusione.

La musica si libera, la rivoluzione dello scugnizzo Pino Daniele

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La vita e la carriera di uno degli artisti più amati del panorama melodico napoletano e non solo: dagli inizi agli anni d’oro, una vita piena di successi.

Pino Daniele è riconosciuto ancora oggi come il simbolo della musica partenopea nel mondo che, grazie alle sue sonorità, fatto viaggiare Napoli nel mondo. Pino inizia la sua carriera molto giovane; sin da piccolo dimostra la sua passione per la musica, dalle suggestioni nostrane, della terra d’appartenenza a quelle etniche, La sua musica, infatti, sarà la caratteristica della sua musica fondere diversi generi al fine di creare una “pasta unica” capace di dar vita ad un sound totalmente nuovo. Pino inizia la sua attività come musicista già all’inizio degli anni 70, quando dopo aver studiato chitarra inizialmente come autodidatta e poi presso la scuola, inizia a mettere su nuovi gruppi come i “New Jet” formato, tra gli altri, da grandi artisti come Gino Giglio.  Seguono anni di gavetta fino a quando l’EMI nel 1977 gli fa firmare il primo contratto discografico, lanciando l’album “Terra Mia” ed il singolo “Na tazzulella è cafè”  ed il capolavoro “Napule è”, diventato l’inno partenopeo per molti tifosi, ma anche per tanto giovani napoletani che dagli inizi hanno seguito la carriera di Pino. E’ evidente sin dal suo primo lavoro, come questo, la volontà di fondere diversi stili musicali e catturare diverse suggestioni dal mondo della musica di vario genere; la testimonianza dell’assoluta volontà di sperimentazione è data dalla collaborazione con importanti nomi come Rosario Jermano, Rino Zurzolo, Tullio De Piscopo e James Senese. Va riconosciuto a Pino Daniele il merito di aver “svecchiato” la canzone napoletana, di averla arricchita e liberata dalla grammatica austera del pezzo novecentesco ancora legato al retaggio tradizionale. L’ostacolo per decollare verso il successo è dato dalla difficoltà per alcuni di comprendere il dialetto, frequentemente usato da Pino nei suoi primi brani. Il potenziale però c’era, ed anche Renzo Arbore, quando nel 1979 pubblica “Pino Daniele”, se ne accorge: gli permette di partecipare alla trasmissione radiofonica “Alto gradimento” ed a quella televisiva “L’altra domenica”. Successo assoluto dall’album del 79 sarà “Je so pazzo” con la quale inizierà ad essere apprezzzato da un pubblico sempre più ampio, fino ad arrivare alla consacrazione assoluta tra il 1980 ed il 1981 con “Nero a metà” e “Vai mò” dai quali usciranno brani importanti e di successo  come “Yes I know my way”, “A me me piace ‘o blues” e “Quanno chiove”. La sperimentazione continua nel 1982 con “Bella ‘mbriana”, album caratterizzato da un retrogusto di musicalità europee: “La collaborazione con il bassista Alphonso Johnson e con Wayne Shorter, session-men di fama internazionale, porta il nome di Pino Daniele ad essere apprezzato anche oltre i confini italiani”. (fonte: biografieonline.it). Nel 1988 Pino però si trova ad affontare un problema più grave: in contemporanea a “Schizzichea with love” , che si meriterà un premio Tenco, dovrà fare i conti con gravi problemi di salute, risolti nel migliore dei modi. A sostenerlo, tra gli amici, il grandissimo attore Massimo Troisi; con lui compone le musiche per il film “Le vie del signore sono finite” ma questa collaborazione è solo una delle tante, infatti già avevano collaborato: “ Per Massimo Troisi aveva già composto la colonna sonora del film “Ricomincio da tre” del 1981. Il connubio tra i due artisti napoletani risulta essere perfetto. Pino nel 1991 realizzerà anche la colonna sonora per il film di Troisi “Pensavo fosse amore invece era un calesse”, dal titolo “Quando”. Nel 1989 esce l’album “Mascalzone latino” che con il brano “Anna verrà” dedicato all’attrice Anna Magnani ottiene un ottimo successo di pubblico e di critica”. Gli anni 90 per Pino sono ricchi di collaborazioni e produzioni degli album tra i più conosciuti della sua carriera, senza ovviamente dimenticare che, anche la discografia precedente resta un capolavoro assoluto d’inestimabile importanza per la sperimentazione musicale ma anche per la tessitura filologica che s’intreccia al suono delle chitarre e gli altri strumenti. Infatti: “Nel 1990 avviene l’incontro con Mick Goodrick, grande chitarrista jazz americano: insieme danno vita prima all’album “Un uomo in blues” ricordato per i brani “Femmena” e “‘O scarrafone”, e poi “Sotto ‘o sole” nel quale si ritrovano alcune rivisitazioni di vecchi brani e la creazione di due nuovi inediti “Quando” e “‘O ssaje comme fa ‘o core” scritte dall’amico Massimo Troisi. Nel 1993 nasce “Che Dio ti benedica”: l’album (in cui collaborano Chick Corea e Ralf Towner) ha un grande successo oltre che di pubblico anche di critica e viene rappresentato da Pino in un mitico tour in varie città italiane ed europee.Pino Daniele inizia un nuovo periodo musicale nel 1995 con la pubblicazione dell’album “Non calpestare i fiori nel deserto” e nel 1997 con “Dimmi cosa succede sulla terra”. In questi due lavori Pino abbandona un po’ il dialetto napoletano collaborando anche con grandi artisti del panorama nazionale come Giorgia, Irene Grandi, gli Almamegretta e Jovanotti.A 20 anni di distanza dal suo primo album esce l’album “The best of Yes I know my way” che vede una rivisitazione di 13 brani tra i più famosi, più tre inediti: “Amore senza fine”, “Per te” (pezzo strumentale) e “Senza peccato” registrato con la partecipazione dei britannici Simple Minds. In questo album il cambiamento di Pino Daniele è totale, si presenta al grande pubblico anche con un nuovo look, capelli corti, pizzetto e tante cose nuove da dire. Nel 1999 esce l’album “Come un gelato all’equatore”; nel 2001 festeggia l’uscita del suo ultimo lavoro “Medina” con un mega tour estivo che parte proprio dalla sua città. Il disco vede un ritorno alle origini musicali. Alcuni pezzi scritti in dialetto evidenziano la voglia che Pino ha di proiettarsi verso una musicalità futura rimanendo comunque fortemente attaccato alle origini. Dopo la positiva esperienza del tour condiviso con altre grandi voci italiane – Eros Ramazzotti e Jovanotti nel 1994 – Pino Daniele organizza nel 2002 una mega tourneè con altri tre grandi della musica italiana: Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia e Ron.Pino Daniele ritorna sulla scena musicale italiana con un nuovo album dal titolo “Pino Daniele Project – Passi D’Autore” nell’aprile del 2004. Nel disco è presente un brano dedicato a Diego Armando Maradona, “Tango della buena suerte”.In onore alla quasi trentennale carriera di Pino Daniele, alla fine del mese di giugno 2004 esce un album triplo “Pino Daniele Platinum Collection” (EMI) che ripercorre in 53 brani tutta la storia del cantautore”. Pino Daniele se n’è andato il 4 gennaio 2015 a causa di un arresto cardiaco, era nella sua casa a Magliano in Toscana. Il patrimonio che ci ha lasciato è inestimabile ed ancora oggi di grande valore.

 

a cura di Annalibera Di Martino

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Torre del Greco, ampliate fasce orarie nelle zone ZTL per il 24 e 31 dicembre

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Stando a quanto riferito all’interno del comunicato dell’amministrazione, a Torre del Greco sono state estese le fasce orarie per le zone ZTL per il 24 e 31 dicembre.

“Si informa che nei giorni Domenica 24 Dicembre e Domenica 31 Dicembre la Zona a Traffico Limitato relativa ad alcune vie del centro storico (Via Roma, nel tratto compreso tra I Vico Cappuccini e Via Vittorio Veneto), Via Colamarino e Via Noto, sarà attiva nella fascia oraria 11:00 – 18:00″.

Penisola sorrentina, la questione migranti è ancora bloccata in un impasse

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Non si riescono a trovare soluzioni per la questione migranti

Il Viminale e la Prefettura spingono per sbloccare l’impasse sulla situazione migranti. Ma i sei Comuni della penisola sorrentina continuano a ripetere lo stesso concetto: senza la disponibilità della Curia, non ci sono posti.

Non ci sono posti, le amministrazioni non hanno a disposizione edifici idonei e liberi per garantire l’ospitalità ai rifugiati politici. Anche per questo motivo a detta dei sindaci si rivela inutile firmare il protocollo Anci visto che a monte c’è un problema logistico che, a quanto pare, è impossibile risolvere. Se i Comuni della penisola sorrentina non dovessero risolvere in fretta la situazione a quel punto, il sistema dell’accoglienza potrebbe essere gestito direttamente dal prefetto che potrebbe quindi sostituirsi ai sindaci.

Non c’è neanche intenzione di aderire al protocollo dell’Anci – in questo caso il numero dei migranti da ospitare passerebbe da 240 a 120 – né di convincere interventi privati del ramo imprenditoriale. Il prefetto Pagano potrebbe a sua volta mettersi alla ricerca sul territorio di locali idonei. Non è affatto escluso che nel corso delle prossime ore – alla luce del nuovo sollecito – i sindaci possano nuovamente tentare un approccio con parrocchie e vescovo.

Monte Faito, ancora isolati i residenti bloccati sul monte inseguito alla frana di 2 mesi fa

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Sono ancora isolati i residenti del monto Faito

Non è stato ancora effettuato alcun intervento per ripristinare la viabilità della strada che conduce al monte Faito, dopo che due mesi fa una frana ne bloccò il percorso isolando gli abitanti della zona. Per i residenti della zona si avvicina un Natale all’insegna dei disagi.

E’ un Natale da eremiti quello che si apprestano a vivere centinaia di famiglie isolate in diverse frazioni del Monte Faito – commenta Luigi Cirillo, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle -. Le frane e gli smottamenti registrati a inizio inverno hanno portato a ridurre al lumicino i collegamenti oramai da quasi due mesi. Una situazione drammatica che incide negativamente sulla frequentazione scolastica, sul lavoro, gli spostamenti su strade a rischio per il dissesto idrogeologico.

La Regione Campania e la Città metropolitana di Napoli – precisa l’esponente pentastellato – sono comproprietarie dell’area di Monte Faito e detengono la titolarità della gestione di via Nuova Faito, ma sembrano più preoccupate a scaricare le proprie responsabilità, che a garantire l’incolumità ai loro cittadini. Per fare chiarezza su queste criticità, abbiamo depositato una interrogazione a risposta scritta per chiedere alla Regione di accelerare i lavori per il ripristino delle strade, risolvere problema dissesto idrogeologico e se intende acquisire l’altra metà del monte per garantire una gestione unica e più efficiente”.

“É vergognoso – aggiungono i consiglieri comunali di Castellammare di Stabia, Vincenzo Amato e Mara Murino – che ad oggi non si siano state ancora attivare le procedure per mettere in campo interventi di ripristino della viabilità sul Faito. Faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità per far emergere le responsabilità, continuando a denunciare le inadempienze”.

Pannullo annuncia l’inizio dei lavori per la pulizia dei rivoli che attraversano Castellammare di Stabia

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Al via i lavori per la pulizia dei rivoli che attraversano Castellammare

Il sindaco di Castellammare di Stabia Antonio Pannullo, ha annunciato che presto inizieranno i lavori di pulizia dei rivoli che attraversano la città di Castellammare di Stabia e che interessano in particolar modo il Centro Antico.

«Si tratta di una serie di interventi di pulizia che non si effettuavano da anni sul territorio comunale. I lavori interesseranno il rivolo Cognulo, il rivolo di Piazza Grande, il rivolo di Pozzano a monte della Statale 145 sorrentina, le vasche in località Castello-Pantanelle e il sistema idraulico di smaltimento delle acque lungo la strada di collegamento tra Quisisana e Monte Faito – spiega il sindaco – Gli interventi si sono resi necessari dopo le forti piogge dello scorso mese di novembre, ma in alcuni casi erano decenni che non si provvedeva ad operazioni di manutenzione e pulizia: a tal proposito vorrei ringraziare oltre agli uffici regionali e al Genio Civile anche il geologo Antonio Malafronte che fin dall’inizio ha seguito senza sosta i lavori e accolto tutte le nostre istanze. A breve saranno effettuati anche i lavori di pulizia e ripristino della strada del Faito dal lato di Castellammare di Stabia» conclude Pannullo.

Napoli, sequestrati due opifici clandestini che producevano merce contraffatta

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Nel quadro dell’incessante attività esercitata dalla guardia di finanza sul territorio volta a contrastare la criminalità economico-finanziaria e reprimere il fenomeno della contraffazione, i finanzieri del comando provinciale di Napoli, nel corsodi due distinti interventi, hanno sottoposto a sequestro due opifici clandestini dediti all’attività di produzione ed assemblaggio di articoli contraffatti recanti noti marchi della moda.

In particolare, i finanzieri del gruppo di Giugliano in Campania, a seguito di una pregressa attività info-investigativa, hanno scoperto un opificio di circa 100 mq, allestito nel seminterrato di un’abitazione residenziale con macchie cucitrici, tavoli per il confezionamento, assi da stiro e presse a caldo.

Al termine dell’attività sono stati sequestrati 12.767 prodotti falsi – tra borse, portafogli, felpe e “griffes” della moda. Il titorlare dell’attività, unitamente ad altre tre persone presenti all’atto dell’intervento, è stato denunciato a piede libero alla procura della repubblica presso il tribunale di Napoli nord  per i reati di contraffazione e ricettazione.

Nel secondo intervento, eseguito dai finanzieri del I gruppo Napoli, in città, è stato individuato un opificio perla produzione di prodotti contraffatti. Al momento dell’accesso i militari si sono imbattuti in una struttura ben organizzata, con macchinari all’avanguardia (macchine da taglio, presse, cucitrici e spillatrici) per l’applicazione delle etichette e per la produzione degli stessi capi d’abbigliamento.

In particolare, sono tate rinvenute  borse riportanti noti marchi della moda internazionale ( Loius Vuitton, Fendi e Gucci) utili per la creazione del prodotto finito. Denunciata all’A.G. competente una responsbile e sequestrati 8.100 semilavorati, 589 borse, 232 mq di soffa di vari marchi di moda e 14 macchinari.