” Strada per strada”, Arturo Scotto fa tappa a Castellammare di Stabia
Juve Stabia, sarà un Menti colorato di bambini: settore distinti pieno
Juve Stabia, sarà un Menti colorato di bambini: settore distinti pieno
“Sviluppare le attività di natura sociale anche nell’intento di contribuire alla crescita dei giovani, è stata sempre una prerogativa della S.S. Juve Stabia. Gremire e colorare il Romeo Menti, per rendere sempre piu’ pulsante il glorioso cuore gialloblù, è sicuramente uno dei prossimi obiettivi. Nasce cosí il progetto “la giornata del giovane calciatore”.
Il Presidente Manniello, in occasione della gara Juve Stabia – Catanzaro del 21 gennaio, ha invitato, allo stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, i ragazzi delle scuole calcio operanti sul territorio. Colorare lo stadio con la passione genuina dei giovani che sicuramente rappresentano il volano per far crescere il movimento calcistico nazionale è la parola d’ordine”, è stato il comunicato della Juve Stabia di qualche giorno fa. Detto, fatto. Praticamente riempito il settore Distinti dello stadio Romeo Menti in occasione della gara di domanica. Questo l’elenco delle scuole calcio che hanno aderito all’iniziativa. Ad accompagnare i giovani calciatori, anche i genitori:
Club Napoli
Nicola De Simone
Virtus Junior Napoli
Oiermo Pro juventute
Asd vico 1969
Anspi S.Antonio
Polisportiva centro storico stabia
Asd Accademia Dieci e lode
Us valle di maddaloni
Scuola calcio Acerrana
Asd San Paolo
Atellana succivo
Scuola calcio aquilotti
Centro tecnico formazione Napoli
Gioventù partenope
Libertas Vesuvio Ercolano
Asd Toria
Settore giovanile Juve Stabia
Verona: programmazione Teatro Filarmonico dal 9/2 al 26/5 2018
TEATRO FILARMONICO
STAGIONE SINFONICA
9 FEBBRAIO – 26 MAGGIO 2018
La Fondazione Arena di Verona, come da tradizione, affianca alla Stagione Lirica l’immancabile proposta concertistica nell’elegante cornice del Teatro Filarmonico di Verona, oltre ad un appuntamento d’eccezione previsto al vicino Teatro Ristori. La Stagione Sinfonica, in cartellone dal 9 febbraio al 26 maggio 2018, prevede 6 concerti con replica e saprà incuriosire ed appassionare anche gli spettatori più esigenti con 12 serate di grande musica.
Interpreti e direttori di fama internazionale insieme all’Orchestra e al Coro della Fondazione Arena di Verona – diretto da Vito Lombardi – saranno protagonisti di una Stagione che si farà certamente perdonare l’attesa dei mesi autunnali. La programmazione infatti presenta, accanto al repertorio più tradizionale, barocco e classico, vere “chicche” del mondo sinfonico, tra partiture rare e compositori solitamente poco frequentati, fino a strizzare l’occhio a suggestioni jazzistiche e divertenti sperimentazioni per coinvolgere il pubblico in sala.
Si parte con il primo appuntamento venerdì 9 febbraio, in replica sabato 10 febbraio, al ritorno dei complessi artistici areniani dalla tournée in Oman del mese di gennaio 2018. Il concerto vede il gradito ritorno di Mario Brunello nel doppio ruolo di direttore ed interprete. Il celebre violoncellista sarà impegnato in un programma assolutamente eterogeneo, che va dal barocco di Johann Sebastian Bach con la Toccata e Fuga in re minore BWV 565 nell’orchestrazione di Leopold Stokowski e il Concerto per violino e orchestra in sol minore BWV 1056R, eseguito straordinariamente da Brunello con il violoncello piccolo, al particolarissimo quanto divertente The Riot of Spring per orchestra e pubblico del giovane compositore russo Dmitri Kourliandski, classe 1976, che richiederà agli spettatori stessi un coinvolgimento attivo nell’esecuzione.
Completano il programma due composizioni di Camille Saint-Saëns: Il carnevale degli animali, omaggio al periodo festoso del Carnevale, particolarmente caro alla città di Verona, e il Concerto per violoncello e orchestra n.1 in la minore op. 33.
Il secondo concerto è previsto per il fine settimana successivo: venerdì 16 febbraio con replica sabato 17 febbraio. Sul podio del Teatro Filarmonico Antonello Allemandi, direttore milanese dalla ricca carriera internazionale, di ritorno dall’esperienza omanita con Fondazione Arena, che manca da Verona dal 2006. Solista per questo appuntamento il noto violinista Sergej Krylov, attesissimo dal pubblico del Filarmonico dopo la cancellazione dello scorso anno per motivi di salute. Il programma apre con una proposta pirotecnica: il Concerto per violino e orchestra n. 4 in re minore di Niccolò Paganini; si prosegue quindi con una composizione più ricercata, Tristia op. 18 di Hector Berlioz, tre brani per orchestra e coro composti nella prima metà dell’Ottocento e ispirati a testi di Thomas Moore, Ernest Legouvé e William Shakespeare. Concludono le raffinate quanto vivaci e brillanti Danze di Galánta di Zoltán Kodály.
Venerdì 16 e sabato 17 marzo è la volta del direttore Sesto Quatrini, che a fine mese sarà impegnato anche in ambito operistico con Le nozze di Figaro. Il programma è studiato per evidenziare le sonorità di uno strumento che anche in campo jazzistico trova nuove possibilità di espressione: il clarinetto, suonato per l’occasione dall’areniano Giampiero Sobrino nel Concerto per clarinetto e orchestra di Aaron Copland e nel Concerto per clarinetto e orchestra di Artie Shaw.
Nella seconda parte le sonorità ci portano nel mondo russo-statunitense di Sergej Rachmaninov con Vesna (Primavera), Cantata per baritono, coro e orchestra op. 20, in cui spicca la voce solista di Boris Statsenko, e le Danze Sinfoniche op. 45.
Il mese successivo si apre con il quarto concerto sinfonico, in programma venerdì 6 e sabato 7 aprile, che vede protagonista il direttore, compositore e pianista finlandese Olli Mustonen: un musicista a tutto tondo che saprà offrire al pubblico un programma variegato e di indubbio interesse. Apre la serata l’Ouverture da Coriolano, op. 62 di Ludwig van Beethoven, seguita dal virtuosistico quanto sinfonico Concerto per pianoforte e orchestra in do maggiore K 503 di Wolfgang Amadeus Mozart. Seguono due brani solitamente poco presenti nelle sale da concerto che coinvolgeranno Orchestra e Coro dell’Arena di Verona: Toward the Unknown Region di Ralph Vaughan Williams e Metamorfosi sinfoniche su temi di Carl Maria von Weber di Paul Hindemith.
Venerdì 13 aprile, con replica sabato 14 aprile, l’attività concertistica si sposta al Teatro Ristori per un particolarissimo progetto in collaborazione tra le due realtà cittadine. L’Orchestra della Fondazione Arena di Verona infatti sarà diretta da Timothy Brock, direttore-compositore specialista di colonne sonore per il cinema muto e non solo, per il secondo appuntamento della rassegna proposta dal Teatro Ristori, SUONANDO CHAPLIN: un vero e proprio omaggio al grande divo del XX Secolo Charlie Chaplin, che prevede la proiezione del film TEMPI MODERNI (MODERN TIMES) con l’esecuzione integrale dal vivo della colonna sonora originale restaurata dallo stesso Brock. Segnaliamo che l’appuntamento è fuori abbonamento.
La Stagione Sinfonica si conclude con il concerto di venerdì 25 e sabato 26 maggio, di nuovo in scena al Teatro Filarmonico, appuntamento che saluta il pubblico in attesa dell’inizio del tradizionale Festival estivo all’Arena di Verona. Torna alla guida dell’orchestra un giovane direttore che si sta prepotentemente affermando nelle migliori platee internazionali, Alpesh Chauhan per un appuntamento imperdibile: nella prima parte avremo l’onore di ospitare per la prima volta il solista russo Arcadi Volodos, tra i pianisti più importanti al mondo, impegnato nel monumentale Concerto per pianoforte ed orchestra n. 3 in do minore op. 37 di Beethoven. Nella seconda parte la Sinfonia n. 4 op. 29 di Carl Nielsen sarà invece un’occasione preziosa per poter ascoltare l’esecuzione di una partitura tanto complessa quanto affascinante e raramente eseguita: degna conclusione di una Stagione di primissimo livello.
Ricordiamo che i concerti sinfonici al Teatro Filarmonico avranno inizio il venerdì alle ore 20.00 e il sabato alle ore 17.00, mentre il concerto al Teatro Ristori inizierà il venerdì alle ore 20.30 e il sabato alle ore 17.00.
Inoltre, per la Stagione Sinfonica 2018 restano invariati i prezzi degli abbonamenti (da € 34,00 a € 84,00) e dei biglietti per i singoli concerti al Teatro Filarmonico (da € 10,00 a € 24,00).
Si ringraziano per il loro sostegno all’offerta culturale di Fondazione Arena gli Sponsor Ufficiali della Stagione Artistica 2017-2018 al Teatro Filarmonico: AGSM, storico gruppo industriale leader nel settore energetico che per il terzo anno supporta la mission culturale della Fondazione Arena di Verona; Volotea, la compagnia aerea low cost impegnata per il terzo anno a diffondere nei cieli europei l’amore per l’Opera e la Musica Sinfonica; Banco BPM – Banca Popolare di Verona che conferma il suo importante sostegno all’attività invernale della nostra Fondazione per il nono anno consecutivo.

Torre del Greco, falsi ciechi sorpresi a guadare la tv: 18 accuse di truffa
Torre Annunziata, 18 persone finite nella truffa dei falsi invalidi: era già successo anni fa.
Si è tenuto ieri al Tribunale di Torre Annunziata Luca Della Ragione il maxi processo contro i falsi invalidi. A Torre Annunziata sono state individuate 18 persone definitesi “cieche” ma che invece sono state scoperte a guardare la tv e fare shopping . Sono stati tutti accusati di aver truffato l’Inps incassando per anni assegni di invalidità che spettavano a reali ciechi assoluti.
Un caso molto simile si era verificato l’anno scorso quando, venne scoperto un finto cieco sempre a Torre Annunziata nel mese di gennaio. Nonostante fosse riconosciuto come cieco totale, tanto da percepire una regolare pensione di invalidità civile, fu stato scoperto a deambulare senza alcun ausilio e senza supporto in luoghi aperti al pubblico e anche affollati, leggeva e consultava da solo il proprio telefonino e guardava la tv: l’uomo fu subito denunciato alla competente Autorità giudiziaria con l’accusa di truffa ai danni dello Stato.
Castellammare, si costituisce l’uomo della sparatoria a Via Bonito
Si costituisce l’uomo che ha sparato a via Bonito, un uomo 32enne : dietro l’episodio tensioni di carattere economico.
Spontaneamente si è presentato alla Polizia l’uomo di 32 anni che ha sparato lunedì pomeriggio 5 colpi di pistola contro un muratore di 54 anni. L’intero episodio avvenne sotto gli occhi delle telecamere che hanno registrato l’intera vicenda e c he si sono rivelate determinati per individuare il sicario dell’episodio. La vittima rimase ferita ad un gluteo durante la sparatoria e fu subito portato al pronto soccorso dell’Ospedale San Leonardo di Castellammare di -stabia dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. La vicenda è stato l’ultimo atto di una serie di pressioni di carattere economico. Intanto, dopo la confessione, il 32enne è stato portato a Poggioreale.
Babygang: altri due minori denunciati, la città risponde con una ‘marcia degli ombrelli’
Altre due denunce contro ragazzi coinvolti negli episodi di violenza delle babygang a Napoli.
L’ultima denuncia– Altri due minori sono stati denunciati dalla polizia per l’aggressione avvenuta ai danni dell’ennesima vittima che ha subito nei giorni scorsi la scellerata violenza delle babygang a Napoli. Gli agenti della questura di Napoli hanno individuato due presunti responsabili. Le indagini continuano: infatti, la Procura dei Minori ascolterà nelle prossime ore un 14enne indagato per il tentato omicidio di Arturo, il 17enne ferito il 18 dicembre in via Foria, da un ‘branco’ di quattro ragazzi.
La risposta delle istituzioni– Come riportato dalla Repubblica: ” Subito dopo l’aggressione al giovane, il ministro degli Interni, Marco Minniti, ha convocato un vertice in Prefettura a Napoli per discutere dell’escalation di aggressioni a minori da parte di baby gang. Durante l’incontro tenuto il 16 gennaio, Minniti ha giudicato il fenomeno come una vera e propria “emergenza nazionale” da contrastare non solamente con metodi repressivi, ma anche con progetti educativi che coinvolgano maestri di strada e contrastino la dispersione giovanile. Infine il ministro ha garantito un rafforzamento della videosorveglianza e un rafforzamento degli uomini in divisa per le strade di Napoli e della periferia. L’aggressione alla stazione “Policlinico” è stato solo l’ultimo di numerosi casi che hanno preoccupato la città e i dintorni, nelle ultime settimane. Gli ultimi sono stati quelli di Pomigliano d’Arco, dove due studenti di 14 e 15 anni sono stati colpiti con catene e poi derubati dello smartphone, e di Chiaiano dove un 15enne è stato picchiato da un gruppo di 15 ragazzi“.
La città risponde – Subito la risposta della cittadinanza che ha reagito con una marcia denominata “La marcia degli ombrelli”contro le babygang, ma anche la violenza in genere.
SSN truffato, false ricette per persone morte: tre indagati
SSN truffato: 40.000 mila euro di richieste mediche diventati rimborsi di tre truffatori
Il Servizio Sanitario Nazionale vittima di una frode che ammonta a 40mila euro: si tratta di tre persone originarie di Torre Annunziata e San Nicola La Strada (CE) che sono state sottoposte ad un provvedimento di sequestro di oltre 40 mila euro. La loro attività illecita consisteva nella creazione di false ricette per prestazioni mediche, al fine di ottenere esenzioni, quelli cche comunemente vengono definiti ‘ticket sanitari’. Coinvolti nelle indagini una biologa, un rappresentante pro tempore ed un altro uomo attivi da tempo all’interno di un laboratorio di analisi sito al Centro Direzionale di Napoli. La finanza ha scoperto 350 ricette mediche presentate dal 2011 concernenti analisi di laboratorio per persone defunte. Nessuna di queste analisi, logicamente, è stata fatta e il SSN ha subito una truffa di 40.000 euro. I soldi venivano, invece, incassati mediante i rimborsi chiesti agli uffici competenti. L’intervento della Guardia di Finanza ha fatto si che venisse interrotto il meccanismo ai danni del SSN e che non venissero penalizzate quelle persone che davvero necessitano di cure e di analisi.
Amare Te: il nuovo singolo di Milena Setola
Milena Setola dopo “Everybody Loves Somebody” con il singolo “Amare Te”.
L’artista Milena Setola presenta il nuovo singolo “Amare te”, dopo la cover natalizia di enorme successo:
“Un inizio 2018 con la marcia giusta per Milena Setola, artista partenopea di respiro nazionale, dopo l’exploit natalizio di “Everybody Loves Somebody”, originale cover di Dean Martin programmata nelle radio italiane e cliccatissima in rete (migliaia le condivisioni “augurali” sui social). Il nuovo singolo “Amare te”, conferma la vocazione melodica dell’artista, e conferma le sue grandi capacità interpretative”.
Allegato al brano, anche un videoclip, ambientato in scenari del terzo millennio e personaggi medievali, che descrive l’amore di Pignalosa e Di Tella:
“Il videoclip, diretto da Antonio Levita, è un vero e proprio viaggio nel tempo, alternando ambietazioni futuribili tra scuole del terzo millennio e personaggi medievali, dove l’unico comune denominatore è l’amore descritto dalle parole di Luigi Pignalosa e Giuseppe Di Tella”.
Fonte: Gigi Rosa Promotion
Napoli, arrestato uomo che truffava gli anziani: la vicenda
Napoli, arrestato un giovane di 25 anni per truffa ai danni degli anziani: ecco la vicenda
Un ragazzo di 25 anni truffava gli anziani, anche ultra 90enni, è stato identificato e arrestato dai carabinieri. Le sue vittime erano tutte residenti nel quartiere napoletano di Capodimonte. Il giovane 25enne si spacciava per un nipote spiegando di aver ordinato un articolo tecnologico che sarebbe arrivato per mano di un corriere a cui i nonni avrebbero dovuto pagare il pacco in contanti. Poi si è presentato davanti alla porta delle vittime fingendosi il corriere e ha intascato il contante lasciando nelle mani dei raggirati un amplificatore per antenna tv da pochi euro.
La vicenda è avvenuta il 9 ottobre, come ricostruito dai carabinieri, dove l’uomo aveva truffato una coppia di coniugi di 90 e 87 anni da cui è riuscito a farsi consegnare 1.000 euro e in quell’occasione si è fatto accompagnare da un suo amico 13enne. Ma non è l’unica vicenda successa, un’altra il 30 ottobre dove ha spillato 900 euro a un 96enne. Il ragazzo è stato identificato attraverso delle telecamere presenti nelle abitazioni e nei dintorni.
UFFICIALE – Settore Giovanile Juve Stabia, arriva il classe 2001 Tartaglione!
UFFICIALE – Settore Giovanile Juve Stabia, arriva il classe 2001 Tartaglione!
“Il settore giovanile della Juve Stabia comunica di aver raggiunto un accordo per il tesseramento del centrocampista, classe 2001, Andrea Tartaglione. Il presidente Andrea De Lucia, il responsabile del settore giovanile Saby Mainolfi, e tutti gli staff accolgono il nuovo colpo con grande gioia”.
Tartaglione è centrocampista da grosse qualità, svincolato a dicembre dal Benevento e tesserato dalla Ternana, arriva a titolo definitivo. Un centrocampista di 190 cm circa che saprà essere di aiuto alla propria squadra, Under 17 di Macone, proprio per le sue qualità.
a cura di Ciro Novellino
Torre Annunziata, open day all’Istituto Superiore “Ernesto Cesaro- Vesuvus”: i particolari
A Torre Annunziata, sabato 20 gennaio e sabato 27 gennaio, si terrà l’open day dell’Istituto Superiore “Ernesto Cesaro- Vesuvus”: ecco tutti i dettagli
Nell’ultimo periodo le scuole dei comuni di Castellammare, Torre Annunziata e Pompei, hanno dato vita ad una iniziativa, quella dell’open day, un modo per sostenere i ragazzi, le famiglie ed il territorio nella scelta della scuola superiore. Domani toccherà all’Istituto Superiore “Ernesto Cesaro-Vesevus” di Torre Annunziata, che ha organizzato sabato 20 gennaio e sabato 27 gennaio, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, la possibilità di far visita alla scuola e di partecipare alle varie iniziative. La Direttrice scolastica Rita Iervolino, ha dichiarato : «Per le famiglie e gli studenti di scuola media la scelta della scuola superiore non è semplice ma rappresenta un momento cruciale nella vita dei giovani studenti e una decisione che influisce pesantemente sul loro futuro e sulle scelte che seguiranno».
L’Istituto “Cesaro-Vesevus” è liceo delle scienze umane (opzione economico-sociale), istituto
professionale (odontotecnico, agrario) ed istituto tecnico, con diplomi finiti che permettono
l’inserimento veloce nel mercato del lavoro nei settori delle costruzioni (CAT geometra),
dell’economia, gestione aziendale e marketing, del turismo (AFM ragioneria), chimicobiotecnologico.
L’Istituto “Cesaro” di via Alessandro Volta di Torre Annunziata aprirà le sue porte agli studenti dellescuole medie, alle famiglie ed ai cittadini, che potranno visitare i suoi spazi, aule, laboratori,
attrezzature sportive ed aule specializzate. Il “Cesaro-Vesevus” è dotato di un’ampia sala per le conferenze attrezzata per la videoproiezione, una biblioteca, moderne strutture per lo sport, numerosi laboratori ed aule speciali. E’ dotata di numerosi laboratori, come quello di matematica, informatica, fisica, chimica e anche quello di topografia. La vivibilità degli spazi in cui si studia e si passano molte ore della giornata riveste una importanza
peculiare: tutte le aule del “Cesaro” sono ampie e luminose, molte affacciano sul mare, e sono tutte
dotate di lavagna interattiva multimediale LIM.
«Occhio dunque ai due appuntamenti – conclude la dirigente Rita Iervolino – Sarà un momento di
convivialità e di scambio di buone informazioni».
Serata duetti Sanremo 2018: i cantanti ospiti all’Ariston e la ‘quarta’ conduttrice
Via con la lista dei cantanti ospiti della serata duetti, spuntano nomi per gli ospiti della serata e Sabrina Impacciatore come possibile quarta conduttrice.
Il 6 febbraio parte ufficialmente la 68° edizione del Festival di Sanremo capitanata da Claudio Baglioni, direttore artistico e conduttore, che sarà affiancato durante tutta la gara dai co-conduttori Pierfrancesco Favino e Michelle Hunziker. Ieri, sono stati resi noti dallo stesso direttore artistico i nomi dei cantanti che affiancheranno i big in gara durante la quarta serata dedicata ai duetti, sostituitasi alla serata solitamente dedicata negli scorsi anni alle cover:
Skin con Le Vibrazioni
Alice con Ron
Alessandro Preziosi con Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico
Serena Rossi con Renzo Rubino
Giusy Ferreri con Roby Facchinetti e Riccardo Fogli
Michele Bravi con Annalisa
Anna Foglietta con Luca Barbarossa
Daniel Jobim e Ana Carolina con Mario Biondi
Arisa con Giovanni Caccamo
Marco Masini con Red Canzian
Neri per Caso con Elio e le Storie Tese
Ospiti di Sanremo 2018: Ai grandi nomi che affiancano gli artisti in gara, scelti tra una vasta gamma che abbraccia non solo la musica italiana ma anche il cinema, si pensi alle “cinematografiche” esibizioni di Serena Rossi ed Alessandro Preziosi che potranno incuriosire sicuramente il pubblico , Baglioni punta in alto anche con la scelta degli ospiti che si alterneranno con intermezzi musicali, a cui parteciperà lo stesso conduttore, durante le quattro serate: per ora spuntano i nomi di Laura Pausini e Biagio Antonacci .
Indiscrezioni, fanno anche trapelare la notizia che Baglioni potrebbe aggiungere una presentatrice “last minute“, proprio a poche settimane dall’inizio del Festival che affiancherà Favino e la Hunziker: si fan il nome dell’attrice Sabrina Impacciatore, grande amica del collega Favino:
“Il team di Claudio Baglioni, direttore o “dittatore” artistico del Festival di Sanremo (il suo cachet è il più alto degli ultimi anni, con un contratto che prevede ospitate post Festival per ammortizzare i costi), sta vagliando l’ipotesi di una nuova figura che possa affiancare Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino. La scelta potrebbe cadere su Sabrina Impacciatore, attrice, nonché collega stimata dello stesso Favino“. (fonte: Pianetadonna.it)
Si esce dall’ infanzia a soli 9-10 anni e l’ adolescenza si espande
Uno studio su Lancet riscrive le età della vita. Dalla tv allo spettacolo, i limiti sono già spariti Si esce dall’ infanzia a soli 9-10 anni e l’ adolescenza si espande
Adolescenti fino a 24anni: bambini precoci, adulti sempre più tardivi
Dove troveremo il tempo per vivere tutta questa giovinezza? L’adolescenza si espande, nell’esordio e nell’addio: usciamo dall’infanzia a soli 9-10 anni e entriamo nell’età adulta a 24, stando alle ricerche di Susan Sawyer, direttrice del centro per la salute degli adolescenti al Royal Children’s Hospital di Melbourne. Sawyer ha pubblicato uno studio su Lancet Child & Adolescent Health che vela di serietà scientifica quello che in realtà vediamo tutti i giorni: bambini sempre più precoci e adulti sempre più tardivi.
Età puberale già alle elementari
Ci nutriamo meglio e ci curiamo di più così l’età puberale ci raggiunge già alle elementari (nei Paesi più ricchi). E, dall’altra parte, continuiamo a crescere ben oltre i canonici 18-20 anni: la ricerca rileva che il cervello, per esempio, continua il processo di maturazione, è veloce e efficiente. I denti del giudizio spuntano molto dopo. E così quando, a 25 anni circa, lasciamo la casa di mamma e papà siamo «istruiti e competitivi ma poco pratici della vita reale, ben nutriti ma spesso incapaci di friggere un uovo e, soprattutto, ci si sente ancora molto giovani» provoca Gustavo Pietropolli Charmet, psicoterapeuta dell’età evolutiva. Insomma, davvero stiamo costruendo un futuro meno adulto, cioè con i vecchi da una parte (perché facciamo meno figli) e gli adolescenti (più o meno tardivi) dall’altra? Ovviamente no.
I giovani adulti
«In realtà l’adolescenza secondo me finisce sempre verso i diciotto anni: quella che viene dopo è una fase diversa, ancora oscura: quelli che io chiamo i giovani adulti», osserva Charmet. Una sorta di «dèi senza potere»: hanno età vigorosa, salute e smalto ma spesso non hanno né indipendenza economica, né un ruolo chiave nei sistemi sociali. Contraltare: il mondo degli âgé che spende patrimoni per restare giovane. Quello del benessere è uno dei pochi settori immuni o quasi dalle crisi: solo in Italia, nel 2017 palestre e centri estetici sono cresciuti dell’1,8 per cento.
Confini annullati
Il sociologo Pietro Adamo ironizza: «Non è che non ci sono più le mezze stagioni, non ci sono più le stagioni e basta». In breve: siamo abituati a ragionare per categorie come, grossomodo, infanzia, adolescenza e età adulta, ma per lo specialista ormai tra questi universi ci sono scambi osmotici frequenti, tanto da annullarne i confini. Anche simbolici: serie tv come Immaturi o libri di enorme successo come quelli di Volo, Moccia o Bosco, testimoniano questa mobilità generazionale. E ci sono personaggi dello spettacolo che si sono costruiti un successo con una veste di simpatico zio adultescente (come J-Ax, in perfetta coppia con il più giovane Fedez). O Fabio Rovazzi, che non sarà mai visto come un vero adulto.
Siamo bionici senza saperlo
E ancora. «Grazie alla tecnologia, alla medicina e al benessere dei Paesi ricchi, oggi siamo bionici senza saperlo», continua Adamo. «Pensiamo di essere diventati vecchi quando ci accorgiamo di poter fare l’amore come a trent’anni, di lavorare come a quaranta e persino di pensare a una famiglia, visto che la vita si è allungata. La verità è che prima sembravamo più giovani, oggi siamo davvero giovani». Basta guardare la tv: tra i programmi di successo in Rai c’è Ballando con le stelle. È un’ode alla flessuosità acerba ed è condotto da una bella… 64enne come Milly Carlucci. E negli adolescenti precoci? Lo psicanalista Luigi Zoja fa un esempio illuminante: «So di genitori che hanno regalato uno smartphone a un bambino di nove anni. Che vi ha visto immagini pornografiche. Ebbene, mamma e papà hanno speso i soldi per un analista ma non gli hanno tolto il cellulare. Io penso che la vera adolescenza coincida con il primo smartphone, ma non tutti i genitori l’hanno capito». In definitiva: siamo sicuri che il mondo sia pronto a una giovinezza senza confini?
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corrieredellasera/Adolescenti fino a 24anni: bambini precoci, adulti sempre più tardivi (Roberta Scorranese)
Torre Annunziata, sette arresti per traffico di droga: la vicenda
Torre Annunziata, sono avvenuti sette arresti per traffico di droga, proveniente dall’Olanda e smistati nelle varie province di Napoli
Sono stati eseguiti dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli sette arresti per traffico di droga. I provvedimenti , emessi dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della DDA partenopea, riguardano i componenti di una organizzazione criminale con agganci all’estero ed attiva sul territorio dell’hinterland vesuviano, facente riferimento al clan Gallo-Cavalieri di Torre Annunziata.
L’indagine è partita dal GICO (Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata) della Guardia di Finanza e ha consentito di raccogliere gravi indizi a carico del clan che si approvvigionava di droga dall’Olanda e riforniva le piazze di spaccio di Secondigliano, dell’area torrese nonché quelle dislocate sul territorio pugliese. Per gli investigatori, il ruolo centrale nell’organizzazione era ricoperto da N. S., detto il chiattone, che curava gli scambi e le impostazioni prevalentemente di cocaina e hashish. Implicati anche il cognato G.C. e il nipote R. C. ma anche A. C., D. N., F. N., G. R. P.
Le indagini hanno riportato il modus operando dei malviventi che consisteva nell’ attento uso di dispositivi “protetti”. I sodali, gli spacciatori ed i fornitori, infatti, comunicavano telefonicamente ricorrendo ad apparecchi criptati di ultima generazione.Il braccio destro di S., di fatto, sarebbe A. C. il quale essendo in possesso di una società di noleggio, che è stata preventivamente messa sotto sequestro, con sede a S. Giuseppe Vesuviano, disponeva dei mezzi per il traffico della droga.
Napoli, multe ai parcheggiatori: 19 milioni che nessuno ha pagato
Napoli, ecco le beffe delle multe dei parcheggiatori: 19 milioni che nessuno ha pagato
Nuova beffa dei parcheggiatori abusivi: solo negli ultimi tre anni i parcheggiatori abusivi di Napoli hanno ricevuto 26.370 multe, ognuna da 726 euro. Ovviamente nessuna di quelle contravvenzioni è stata pagata perché, ufficialmente, gli abusivi risultano nullatenenti: questo significa che dal 2015 ad oggi è stato accumulato un debito con il comune di Napoli che supera i 19 milioni di euro. Questo ovviamente non è un problema che riguarda solo il Comune, ma anche i cittadini di Napoli, dal momento che questi soldi potevano essere usati per favorire infrastrutture ed altro all’interno della città.
Invece quella valanga di soldi non è uscita dalle tasche degli abusivi e non è finita nel bilancio del Comune, ma contribuirà a renderlo ancora più ingestibile. Anche perché questi soldi, dopo un lasso di tempo non breve, verranno prima etichettati come «difficilmente esigibili», e poi saranno direttamente cancellati.
E’ quindi giusto sapere che nel momento in cui diamo la moneta al parcheggiatore abusivo, stiamo non solo finanziando la malavita e le organizzazioni criminali, ma stiamo pure togliendo soldi al comune, che poi inesorabilmente vengono tolti a noi contribuenti.
Insulti e inni: neofascisti in fuga sui social russi
Inni antisemiti, svastiche e foto di coltelli. I neofascisti eplusi da Twitter, Facebook o Google traslocano su piattaforme russe: “Qui si possono minacciare i politici senza conseguenze”. Come scrive Michele Valensise “per contrastare l’odio sul web bisogna seguire l’esempio tedesco. In Germania, in base a una nuova legge, i social media sono tenuti a cancellare contenuti illegali o perseguibili”.
Così i neofascisti italiani traslocano sui social russi
Immagini di Mussolini, inni antisemiti e pugnali con le svastiche: gli estremisti espulsi da Facebook fuggono su piattaforme estere
Lo spazio alternativo più noto è diffuso si chiama Vkontakte ed è gestito da San Pietroburgo. Considerato oggi il social network più usato in Ucraina e in Russia, è stato fondato nel 2006 da Pavel Durov, dal 2014 il network appartiene a una serie di imprese riconducibili a uomini vicinissimi a Putin, tra i quali Alisher Usmanov, il multimilionario russo proprietario dell’Arsenal. CasaPound, con i suoi 2288 follower, è sicuramente tra le organizzazioni politiche italiane più presenti. Con una curiosità, che però rivela molto: la stragrande maggioranza dei post sono scritti in ucraino e sostengono apertamente la fazione nazionalista. La galleria delle immagini pubblicate negli ultimi tre anni richiama soprattutto lo scenario ucraino e la minoranza serba in Kosovo, diventando una sorta di vetrina geopolitica. Tantissimi gli aperti riferimenti al fascismo, senza nessun timore di censure. Braccia alzate, pugnali con la firma Mussolini, fasci littori e la solita paccottiglia nostalgica del Ventennio. Il disegno di un ultras della Lazio, con in mano un pugnale e la scritta «Arremba sempre», titolo di una canzone degli ZetaZeroAlfa, è l’immagine visibile del contatto con il mondo delle tifoserie. E per essere ancora più chiari, tre coltelli incrociati, con il commento «assicurazione sulla vita».
Su Vk i gruppi antisemiti trovano facilmente spazio, senza tanti problemi. La community «Revisionismo storico», nonostante i pochi iscritti (sessantanove, quasi tutti italiani), pubblica da diversi mesi post e immagini per negare l’esistenza dell’Olocausto. Attività che diventa quasi frenetica a ridosso della giornata della memoria del 27 gennaio. L’iconografia utilizzata è la stessa che è possibile trovare sul sito neonazista Usa «Stormfront», colpito negli anni passati da due inchieste della magistratura romana.
Meno conosciuta è la rete gestita da una società Usa, Gab.ai. È nata nel 2016 ed è pensata come una comunità del movimento radicale alt-right statunitense. Il logo è il «meme» (immagine virale usata in rete) «Pep the frog», la rana simbolo dell’estrema destra a livello internazionale. Qui trova ospitalità chi è stato cacciato dai network più conosciuti. L’account italiano «Celeste Bazzoli» – creato un paio di settimane fa – è riferibile a un omonimo utente di Twitter cancellato lo scorso dicembre dopo alcuni post violenti: «I coglionazzi di Twitter mi hanno bloccato e mi hanno rubato 2300 follower», commenta. Poco prima su Gab aveva pubblicato un messaggio di aperte minacce nei confronti della presidente della Camera Laura Boldrini, allargato per l’occasione a quasi tutto l’arco costituzionale: «Boldrini, Kienge, Chaouki, Karaboue, Alfano, Renzi, Boschi, Bindi, Fiano, Grasso. Hanno devastato la nostra patria! La sentenza è già stata emessa, vanno giustiziati». Molti gli utenti italiani bloccati su Twitter per post razzisti, violenti o offensivi, passati al network dell’alt-right: «Benvenuto Kirios, qui si può tranquillamente dire che la Boldrini è una sguattera di Soros e nessuno ti rompe le …», scrive l’utente Autari König. Gab è anche utilizzato per scambiarsi informazioni su come evitare problemi con altri social: «Se ti interessa ho trovato un modo per rientrare su Twitter N volte anche se ti sospendono in continuazione», scrive un altro utente italiano, The Jocker.
Gab è soprattutto la piattaforma di riferimento delle principali organizzazioni della destra radicale anglosassone. Su questo social network ha trasferito il proprio account Jayda Fransen, l’autrice inglese dei video islamofobi rilanciati da Donald Trump lo scorso dicembre, suscitando la forte irritazione del governo May. Twitter, dopo quei post, aveva chiuso le bacheche di Fransen e del partito Britain First, ritenuti canali di diffusione delle campagne di odio nei confronti di rifugiati e migranti. Oltre alla Fransen è presente sul social dell’alt-right anche Nick Griffin, vice presidente di Alliance for Peace & Freedom, il partito europeo di estrema destra fondato e diretto da Roberto Fiore, leader di Forza Nuova. Griffin su Gab parla senza grandi problemi di «genocidio bianco», diffondendo le tesi complottiste della sostituzione etnica.
Più sofisticato e complesso è il progetto dell’organizzazione della destra europea «Generazione Identitaria», presente in Italia, Francia, Austria, Germania e Gran Bretagna. Si chiama «Patriot Peer» e una applicazione dedicata ai «patrioti». Ha una funzione di radar sociale, che permette di riconoscere e incontrare altri aderenti all’organizzazione, scansionando un codice. Ha un’agenda di eventi – dalle «azioni dirette» ai volantinaggi – che permette di acquisire punti e accedere a funzioni riservate della app. Il progetto è ancora in fase di sviluppo ma promette la massima riservatezza e server sicuri per tutti i militanti. Un network nero e riservato.

vivicentro.it/POLITICA
vivicentro/Insulti e inni: neofascisti in fuga sui social russi
lastampa/Così i neofascisti italiani traslocano sui social russi – ANDREA PALLADINO
Napoli, Cardarelli arriva il “Marcatempo”: controlli delle presenze in corsia
All’ospedale Cardarelli di Napoli, arriva il Marcatempo, contro i furbetti del cartellino
Al Cardarelli di Napoli si è dato il via ai controlli delle presenza in corsia. Sono stati montati nei giorni scorsi in tutto l’ospedale i nuovi marcatempo a impronte digitali. L’obiettivo è controllare e sbarrare il passo ad abusi o comportamenti illeciti nell’organizzazione dei turni del personale. Il Manager Ciro Verdoliva spiega: «Dalla prossima settimana inizierà il lavoro di allestimento dei server informatici centralizzati e il rifacimento di tutti i cartellini personali. Quindi si procederà con la fase di raccolta delle impronte digitali per poi partire con i collaudi. Dagli inizi di marzo saremo pronti con il nuovo sistema che manderà definitivamente in soffitta la tradizionale strisciata con l’attuale badge magnetico».
L’istruttoria per giungere all’allestimento dei nuovi marcatempo al Cardarelli è durata circa un anno. Si può dire che è cominciata una nuova epoca per i furbetti del cartellino, che come sappiamo e come è avvenuto altre volte, spesso marcavano il loro bage lavorativo e poi tutt’altro facevano che lavorare, li si poteva trovare al bar o a fare la spesa nel supermercato vicino al posto di lavoro. Ora non solo si potranno controllare le entrate e le uscite, ma soprattutto i turni, dando la possibilità a tutti di ruotare in maniera corretta.
Napoli, panico sulla tangenziale: auto in fiamme sotto la galleria
Napoli, panico in tangenziale: auto in fiamme sotto la galleria, il traffico va in tilt
Napoli, panico e paura sulla Tangenziale dove, questa mattina, un’autovettura ha preso fuoco mentre percorreva la galleria ‘Vomero’, verso la direzione Capodichino. L’incidente è avvenuto intorno alle 8 del mattino sulla carreggiata trafficata dove gli automobilisti hanno cominciato a fermarsi e scappare via.
Sono stati attimi di vera e propria paura, dove le auto hanno iniziato ad incolonnarsi mentre il fumo della vettura carbonizzata invadeva tutta la galleria. Fortunatamente i Vigili del fuoco sono intervenuti repentinamente insieme al personale specializzato della tangenziale di Napoli.
Per fortuna non ci sono stati feriti e l’auto bruciata è stata messa subito in sicurezza. Il traffico è andato in tilt, ed il blocco si è avuto per almeno mezz’ora con l’interdizione della galleria Vomero. Passato il tempo necessario il flusso del traffico ha ripreso regolarmente. Da accertare ancora le cause della combustione dell’auto.
Napoli, uomo trovato morto in via Acton: si da il via alle indagini
Napoli, è stato trovato il corpo di un uomo morto, questa mattina in via Acton: si da il via alle indagini
Ennesimo giallo a Napoli. E’ stato ritrovato ai giardini Molosiglio, in via Acton, il corpo di una persona di sesso maschile. Dai primi accertamenti l’uomo risulta morto per cause naturali. E’ stato anche riconosciuto: era un senza tetto che spesso bazzicava nei giardini per trovare rifugio durante la notte. Sul posto gli uomini della polizia di Stato, commissariato San Ferdinando, che sono al lavoro per risalire all’identità dell’uomo che non aveva documenti. Purtroppo non è il primo clochard trovato morto a Napoli e nelle sue province negli ultimi tempi. L’allarme senza tetto si sta facendo sempre più insistente, spesso queste persone vengono trovate morte per il freddo, altre volte per malnutrizione oppure per coma etilico. Non tutti hanno deciso di condurre questa vita, molti sono stati costretti dalla vita, altri l’anno trovata come unica soluzione. Le condizioni in cui vertono per strada sono massacranti e le istituzioni sembrano tardare a fare qualcosa. Si spera che dopo questo ennesimo caso, ci si dia da fare per aiutare queste povere persone.
Padoan teme un governo di demolitori ed antieuropeo
Il candidato Pier Carlo Padoan non è ancora in campagna elettorale, ma si sta preparando. Non vuole fare previsioni sul dopo voto, se auspichi o meno una grande coalizione. Ma spiega che la battaglia è fra “demolitori e costruttori”. E aggiunge: “Temo un governo antieuropeo, finiremmo nel baratro. Senza stabilità subiremo le riforme decise da Francia”.
Padoan: “Costruttori e demolitori, questa è la vera battaglia”
Il ministro disegna lo scenario per il dopo elezioni: serve stabilità. Con un governo antieuropeo subiremmo le decisioni di Francia e Germania
Ministro, dopo quattro anni a quella scrivania ha dalla sua risultati non disprezzabili. Ci si è seduto la prima volta con l’economia ancora in recessione, la lascia con un discreto segno più. Se si esclude la Gran Bretagna in Europa siamo però ancora il Paese che cresce meno di tutti. Avete creato più di un milione di posti di lavoro, ma il 58 per cento sono a tempo determinato. Che fare per ottenere di più?
«Una delle leve più importanti è quella degli investimenti pubblici. Però richiede che tra la fase di programmazione e quella di realizzazione ci sia una macchina pubblica che funziona. Spesso ci si lamenta del fatto che l’Europa non ci fa spendere soldi, eppure non passa mese senza che mi si faccia notare il ritardo nell’utilizzare le risorse».
Quanto di quell’inefficienza pesa sulla crescita?
«Sono convinto che se fossimo capaci di spendere le risorse disponibili nel bilancio fino all’ultimo euro cresceremmo già oggi almeno del due per cento».
Ci dica una priorità per la prossima legislatura.
«Penso alle cose che bisogna cominciare a fare per ottenere risultati nel lungo termine. In questi anni abbiamo dovuto affrontare un’emergenza dietro l’altra: la recessione, l’aumento del debito pubblico, le banche. Abbiamo riparato la macchina, l’abbiamo rimessa in carreggiata. Adesso serve una fase due, quella della programmazione lungimirante. Per una crescita sostenibile serve un tempo paziente».
In concreto?
«Significa che dobbiamo investire sul capitale umano sottoutilizzato: lavorare sull’educazione e la formazione. E dobbiamo mettere le donne in condizioni di contribuire alla crescita. In questi anni giovani e donne sono rimasti indietro. Ci siamo persi il loro contributo».
Insisto: in concreto?
«Nell’immediato si possono introdurre vantaggi fiscali per le famiglie e promuovere l’occupazione femminile. Ma per essere efficaci nel lungo termine dobbiamo migliorare i servizi alla famiglia, dal sostegno ai “care giver” – ovvero a chi si occupa di bambini, anziani o disabili in casa – agli asili nido. Sono questi servizi, questa rete che libera il tempo delle donne e le mette in condizione di contribuire allo sviluppo».
Sono sempre di più le imprese che spostano le produzioni in parti d’Europa in cui la manodopera costa meno. Non occorre insistere per abbattere il costo del lavoro?
«La concorrenza al ribasso dei salari non è una battaglia che possiamo giocare. Il costo del lavoro lo abbiamo già abbassato: dia un’occhiata agli ultimi dati sull’Irap, vi si può leggere chiaramente l’effetto della cancellazione del cuneo fiscale presente in quell’imposta fino al 2014. E gli 80 euro hanno aumentato il netto in busta paga per i lavoratori».
Evidentemente non basta. O no?
«E infatti dobbiamo insistere. Ma se in un Paese europeo ci sono operai disposti a farsi pagare un terzo di quelli italiani per la stessa mansione non c’è molto da fare. La partita che dobbiamo giocare e vincere è quella dell’innovazione, sui prodotti a valore aggiunto. Più scommettiamo sulla formazione e su Impresa 4.0, più avremo imprese competitive e lavoratori ben pagati».
Introdurre una flat tax non potrebbe dare uno shock all’economia come accaduto in alcuni Paese dell’ex est europeo?
«A parole è semplice. La proposta più seria tra le mille che sento l’hanno elaborata Nicola Rossi e l’Istituto Bruno Leoni, ma contiene l’aumento dell’IVA al 25 per cento su tutti i prodotti: dubito che raccoglierebbe molti consensi. Ho sentito dire da Berlusconi che nella sua proposta le tre detrazioni principali per figli, interessi sui mutui e lavoro dipendente resterebbero. Dunque come la si finanzierebbe? Non basterebbe la cancellazione di tutte le altre agevolazioni fiscali».
Non si potrebbe chiedere più flessibilità all’Europa? Di fatto lo chiedono tutti i grandi partiti, Pd compreso.
«Si dice flessibilità, si legge debito. Sento le stesse persone dire che bisogna tagliare il debito e poi che bisogna aumentare il deficit. Ma il deficit si trasforma in debito».
Eppure lei ha negoziato proprio su questo con le istituzioni europee, e di flessibilità ne ha ottenuta.
«L’abbiamo ottenuta proprio perché abbiamo trovato uno spazio dentro le regole. Se tu rispetti le regole, anche quelle che non ti piacciono, vieni rispettato dagli altri e allora puoi provare a cambiarle. Altrimenti vieni emarginato. Nelle istituzioni europee si decide a maggioranza ed è inutile alzare la voce se gli altri non si fidano. Poiché abbiamo riconquistato credibilità, penso dovremmo spenderla per ottenere che la spesa per investimenti non venga calcolata ai fini del rispetto del trattato di Maastricht. Il deficit per spesa corrente si trasforma in debito nel presente e nel futuro, quello per investimenti aumenta il potenziale e si trasforma in ricchezza. Un governo stabile e con una strategia di lungo periodo potrebbe ottenere questo risultato».
A giudicare dai sondaggi sembra difficile che esca dalle urne un vincitore in grado di garantire stabilità. Potrebbe essere un governo di larghe intese a farlo?
«Guardi, in campo vedo tre posizioni. Quella dei demolitori, che vogliono abolire quanto fatto in questi anni senza alcuna proposta. Poi c’è la bacchetta magica, agitata da chi promette di fare sparire in un colpo solo problemi accumulati in vent’anni. E poi ci siamo noi, che in quattro anni abbiamo trainato il paese fuori dalle secche delle crisi. Abbiamo tracciato una strada per il futuro. La partita è costruttori contro demolitori».
Condivide i timori dell’Europa su una vittoria delle ragioni populiste?
«Ciò che dobbiamo temere soprattutto è un governo debole che non sia in grado di dire la sua ai tavoli che contano. Ora che la Germania si avvia ad avere finalmente un governo con una maggioranza parlamentare il rischio è che si accordi con la Francia per una riforma delle istituzioni europee passando sopra la nostra testa».
Che tipo di riforme teme?
«Penso a misure che potrebbero avere conseguenze ben più pesanti del fiscal compact o del bail-in. Per esempio l’idea di imporre un tetto al possesso di titoli di Stato alle banche. Davanti a un governo incapace di promuovere uno sviluppo sostenibile e duraturo le istituzioni europee finirebbero con l’adottare regole sempre più rigide. Un governo antieuropeo a quel punto avrebbe buon gioco a dire “ce ne andiamo” e davanti al noi si aprirebbe un baratro».
La grande coalizione in Germania è una buona notizia per l’Italia?
«Avremo un interlocutore capace di comprendere le ragioni italiane. Mi sembra un’ottima notizia se sapremo sfruttarla».
Lei dove si candida?
«Dove può essere utile il mio contributo. Se ne sta parlando in queste ore».
È stata una decisione sua o è stato Matteo Renzi a chiederglielo?
«Penso che in questi anni sia stato fatto un lavoro importante. Ho deciso di impegnarmi perché non vada disperso, perché si continui nel solco tracciato. Ne abbiamo parlato insieme e abbiamo deciso che la candidatura avrebbe dato un contributo utile».
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vivicentro/Padoan teme un governo antieuropeo
lastampa/Padoan: “Costruttori e demolitori, questa è la vera battaglia” ALESSANDRO BARBERA



