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Salvini, anche sugli immigrati, diffonde le Fake News della Lega

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Per documentare “l’invasione dei clandestini”, Matteo Salvini usa dati scelti con furbizia chirurgica (i primi 15 giorni dell’anno). Ma guardare agli arrivi su periodi troppo brevi porta conclusioni affrettate. Come mostra il fact-checking de lavoce.info, il dato solido è che in un anno gli sbarchi sono diminuiti del 34 per cento. E non è neanche vero che ci sono oltre 183 mila stranieri ospitati in albergo. Un approccio serio al problema dell’accoglienza è invece investire in politiche d’integrazione, come prevede il piano del ministero dell’Interno per insegnare a chi arriva lingua italiana, diritti e doveri.

I numeri di Salvini sugli immigrati? Falsi

l fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca a un tweet di Matteo Salvini sugli arrivi di migranti.

Il tweet di Salvini

Il tema dell’immigrazione rimane uno tra i più sentiti dall’elettorato, benché nelle ultime settimane se ne sia parlato di meno.
Chi prova a riportare il tema al centro della scena politica è Matteo Salvini, che più ne beneficerebbe in quanto segretario del partito con le posizioni più forti su sicurezza e immigrazione.
È probabilmente con questo obiettivo che il leader della Lega ha pubblicato il tweet che riportiamo:

Record di sbarchi di clandestini in gennaio: già 841 da inizio anno (+15% rispetto all’anno scorso).
E negli alberghi ne stiamo mantenendo 183.681.
Non vedo l’ora che mi diate la possibilità di fermare questa INVASIONE, organizzata e finanziata per cancellare la nostra cultura.

Più 15 per cento, un dato in apparente controtendenza con quelli degli ultimi mesi, che certificano una riduzione degli sbarchi. Secondo il Viminale, il confronto tra 2016 e l’anno appena terminato è quello rappresentato nella figura 1.

Figura 1 – Comparazione mensile tra 2016 e 2017 degli sbarchi di migranti

Nel 2017 si è verificato un crollo degli arrivi via mare: – 34 per cento

Comparazione mensile tra 2016 e 2017 degli sbarchi di migranti

Fonte: cruscotto statistico giornaliero del Ministero dell’interno

Un po’ di (in)sano cherry picking

Come vanno d’accordo dunque i due dati? Matteo Salvini riporta cifre poco significative, in quanto relative a soli 15 giorni su 365. La brevità della serie temporale, unita al fatto che gli sbarchi sono eventi imprevedibili e legati a una serie di variabili logistiche e meteorologiche non sistematiche, fa sì che il confronto sia quasi insignificante per l’individuazione di un trend annuale o quanto meno mensile. Per comprenderlo appieno è sufficiente osservare la dinamica degli arrivi. Oggi, una settimana dopo il tweet di Salvini, la variazione sul 2017 è ancora positiva per il 15 per cento (2.749 sbarchi versus 2.393): nel frattempo, però, ci sono state (figura 2) fluttuazioni positive e negative, fino al meno 58 per cento del 15 gennaio.

Figura 2 – Sbarchi giornalieri nel 2017 e nel 2018

In soli 20 giorni le variazioni anno su anno sono poco significative
Sbarchi giornalieri nel 2017 e nel 2018

Fonte: cruscotto statistico giornaliero del Ministero dell’interno

In appena ventidue giorni (e solo nella metà si sono verificati sbarchi), basta infatti anche un solo approdo per modificare la tendenza e quindi il confronto annuale. Spiegazione che è stata correttamente riportata dalle principali testate giornalistiche, ma non da Salvini. Si tratta dunque del classico esempio di cherry picking: il leader della Lega ha selezionato unicamente i dati a sostegno della sua tesi, ignorando quelli che invece la smentiscono.

Il segretario leghista ha riportato dunque un dato selezionato appositamente e poco significativo, dandone peraltro una contestualizzazione fuori dalla realtà. In questo modo i suoi 625 mila follower hanno ricevuto l’informazione che l’ondata migratoria avrebbe ricominciato a premere sulle coste italiane. Un contesto distorto rispetto ai fatti: in un anno gli sbarchi sono diminuiti del 34 per cento, da 181mila e 436 a 119mila e 310 migranti giunti sulle coste italiane. Una flessione cominciata a luglio, da quando Minniti ha cambiato le politiche migratorie, stringendo accordi con le comunità e la guarda costiera libiche.

Tutti negli hotel?

Salvini non si ferma qui: aggiunge che sarebbero 183.681 i migranti mantenuti negli alberghi. La stessa cifra la riporta il Viminale per quantificare il “totale degli immigrati presenti sul territorio” al 31 dicembre 2017; ciò tuttavia non significa che si trovino in strutture alberghiere. Il sistema di accoglienza italiano è complesso e basato sul decreto legislativo n. 142 del 2015, come spiegano la Camera dei deputati e pure LeNius e ValigiaBlu nei loro approfonditi dossier.

Vi è in principio l’assistenza, svolta nelle aree hotspot (a ottobre erano 4, con capienza complessiva di 1.600 persone). Al termine delle procedure di prima assistenza, screening sanitario e identificazione, il migrante può procedere con la presentazione della richiesta di asilo.

Qui avviene la prima divisione: chi non ha presentato la richiesta viene trasferito nei centri di permanenza per i rimpatri (Cpr), mentre i richiedenti asilo vengono smistati negli hub regionali di prima accoglienza (che a luglio 2017 ospitavano il 7,3 per cento dei migranti), o nei centri di accoglienza straordinaria (Cas) nel caso di grande afflusso di migranti (che ne ospitavano il 77 per cento). È proprio tra i Cas, assegnati dalla prefettura, che si possono trovare anche strutture alberghiere quali soluzioni temporanee.

Vi è infine il secondo livello dell’accoglienza, cioè lo Sprar (sistema di protezione per richiedenti e rifugiati), che ospita i richiedenti e coloro che si sono già visti riconoscere la domanda ma che non dispongono di mezzi economici sufficienti. A novembre 2017 erano 31.270 gli individui ospitati dal programma, tra cui 3.110 minori non accompagnati.

Non esistono dati pubblici sul numero di migranti e richiedenti asilo ospitati negli alberghi, né è stato possibile ottenerli dal ministero dell’Interno. Tuttavia, i dati ci mostrano come sia impossibile che l’intera platea di ospiti – 183.681 persone – sia oggi negli hotel: probabilmente, lì si trova una minoranza. Di certo è che lo sarebbero in un numero ben minore se tutti i comuni italiani (e non meno del 15 per cento) partecipassero al progetto Sprar, che prevede un’integrazione più diffusa e distribuita, rispetto ai Cas. Eppure, Salvini incita i sindaci della Lega a non partecipare.

Il verdetto

Matteo Salvini cerca di riportare in auge il tema degli sbarchi e della sicurezza, inventandosi un esodo esponenziale che i numeri smentiscono da ormai diversi mesi. Non è neppure vero che quasi 200mila migranti si trovano negli alberghi italiani: anche se non è disponibile una cifra precisa degli immigrati ospitati nelle strutture alberghiere, si tratta certamente di un numero minore – visti i dati nelle varie fasi dell’accoglienza.

Nonostante quello dell’“invasione” sia un tema caro nella Lega, come dimostra anche il difensore della “razza bianca” Attilio Fontana, il tweet di Salvini è FALSO.

D’altronde eccola, l’“invasione”:

Figura 3 – Proporzione degli stranieri presenti sul territorio italiano

La stima degli stranieri raggiunge il 10%%
Proporzione degli stranieri presenti sul territorio italiano

Fonti: IstatUnhcrEurostatFondazione Ismu;

Elaborazioni e stima sui dati di stranieri residenti, stranieri non residenti, rifugiati, richiedenti asilo, stranieri irregolari tra il 2016 e il 2017.

LORENZO BORGA: Studente di Economia, Mercati e Istituzioni presso l’Università di Bologna. Collaboratore de Il Foglio e fact-checker de lavoce.info. Vive a Trento e su Twitter è @borga_lor

vivicentro.it/POLITICA
vivicentro/La Fake News di Salvini sugli immigrati
lavoce.info/I numeri di Salvini sugli immigrati? Falsi (Lorenzo Borga)

Castellammare- Maxi sequestro della GdF, sotto i riflettori Rossano Apicella

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Scoperto il bottino di Apicella: con i prestanome ha costruito un impero di 680.000 euro

Questa mattina, le Fiamme Gialle di Castellammare con l’aiuto di alcune pattuglie hanno sequestrato un patrimonio illecito appartenente a Rossano Apicella, nel mirino delle forze dell’Ordine per aver essere uno dei personaggi di spicco della criminalità, attualmente detenuto in carcere per i reati di spaccio di sostanze stupefacente, rapina, ricettazione, furto, lesioni personali, porto illegale di armi .

I Finanzieri di Castellammare grazie al lavoro compiuto negli anni precedenti, sono riusciti a ricostruire un impero patrimoniale illecito elargito tra i parenti del soggetto principale e a terzi che fungevano da “prestanome” accumulato durante gli anni (ammonta a 680.000 euro) , riconducibile sempre al soggetto detenuto oggi a Poggioreale Apicella.

Tra i beni soggetti a provvedimento di sequestro per la confisca, vi erano 4 conti correnti, 6 libretti di deposito di risparmio, due unità immobiliari net centro di Gragnano, 6 motoveicoli  ed una  imbarcazione  da  diporto lunga circa 10 metri

Samp-Roma, Di Francesco: “Partita insidiosa e quello che c’è intorno non aiuta a prepararla. Ora come ora Dzeko gioca dal 1′”

NOTIZIE AS ROMA – È finalmente giunto il momento di recuperare la gara contro la Sampdoria in trasferta non giocata il 9 settembre scorso causa maltempo. Fondamentale per gli uomini di Di Francesco accaparrarsi l’intera posta in palio per restare attaccati al treno del quarto posto dopo il segno X maturato al Meazza, gara in cui la Roma stava vincendo fino a 10 minuti dalla fine del match.

Nel frattempo, però, le voci di mercato impazzano e Dzeko ed Emerson sembrano sempre più vicini al trasferimento al Chelsea.

Tra 36 ore ci sarà una partita per noi importantissima. Devo cercare di preparare al meglio anche i giocatori più chiacchierati e attualmente tutti i calciatori che sono a disposizione sono della Roma e basta. Poi si ascolta tutto, come ha detto il direttore“. Queste le prime parole dell’allenatore abruzzese nella conferenza stampa della vigilia di Sampdoria-Roma appena conclusasi.

Con l’Inter?
“È stata esaltata la prova del nostro portiere ma in altre occasioni non è mai stato impensierito al contrario di Handanovic. Felicissimo di poter avere Alisson che è il portiere del futuro”.

La Sampdoria?
“Dite ‘in forma’ valutando solo le ultime partite. Vanno spesso in verticale, non so se ci sarà Quagliarella, che trasforma in oro tutto quello che tocca. È una partita insidiosa e tutto quello che c’è intorno non ti aiuta a prepararla”.

Dzeko?
“Oggi come oggi parte titolare ma non ho ancora parlato con lui, ho voluto lasciarlo tranquillo perché gli arrivano tante voci, vere o no non lo so. Se è un giocatore della Roma deve giocare, ma valuterò assieme al ragazzo”.

De Rossi?
“Difficilmente lo recupereremo per la gara di mercoledì, ci abbiamo provato ma è in forte dubbio”.

Cosa perderebbe la Roma senza Dzeko?
“Parliamo di un quualcosa che non esiste in questo momento. Schick e Defrel possono rivestire il ruolo di centravanti ma al momento è Dzeko. La scelta potrebbe ricader sull’esterno o su un altro centravanti puro”.

I calciatori che sono in una fase transitoria, come si stimolano? El Shaarawy e Gerson come stanno?
“Non siamo in un momento ottimale, specialmente in mezzo al campo ho obiettivamente delle difficoltà e questo potrebbe un po’ modificare l’assetto. Dal punto di vista psicologico devo far leva sulla grande professionalità di alcuni calciatori, la situazione va affrontata a testa alta con grande serietà e personalità da parte di tutti”.

In che senso la società determina?
“Si scegli un percorso, se ci sono delle situazioni da limare non posso andare a fare i conti in casa di nessuno. Io sono uno che non scappa mai, affronto le cose e basta. Non è questione di essere d’accordo o no, ho scelto di essere allenatore della Roma e lo farò fino in fondo, qualsiasi cosa accada”.

Perché sono tremate le gambe contro l’Inter?
“Quando non riesci ad uscire anche una palla buttata ti permette di essere aggressivo. È l’atteggiamento dei calciatori ad accorciare sulla palla che conta. Negli ultimi 10 minuti eravamo troppo distanti dalla palla, abbiamo mollato un pochino. Non avere avuto la possibilità di avere un centrocampista di ruolo in panchina non mi ha permesso di fare il mio gioco”.

Ha parlato con Schick che forse sarà il titolare in campionato e in Champions?
“Patrick deve migliorare nel fare le cose con cattiveria e detrminazione. Il gol che ha fatto ieri in allenamento gli può dar fiducia per il futuro”.

Le hanno mai chiesto di non far giocare un calciatore per questioni di mercato?
“Ho sempre scelto in grandissima autonomia la formazione, sceglierò solamente io se far giocare o meno Dzeko”.

Ancora Strootman regista?
“Non è stata la prima volta, con la Spal e anche in allenamento è successo spesso. Devo dire che lo ha interpretato coem piace a me, per la posizione e la continuità che ha avuto in partita mi è piaciuto molto e potrà essere riproposto non soltanto domani ma anche in altre occasioni”.

Diretta testuale di Claudia Demenica Copyright vivicentro common

 

Napoli – Via la rassegna Torre di Note con Giovanni Block

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 Palazzo Vialdo apre le porte alla musica live con una rassegna a cadenza quindicinale.

Il Palazzo Vialdo apre le porte alla rassegna Torre di note dedicata ad un’esperienza di musica live, con il fine di valorizzare, preservare ed esaltare la grandiosità del patrimonio artistico partenopeo:

“L’elegante Palazzo Vialdo, che vanta dodici anni di esperienza e successi nell’ambito enogastronomico a Torre del Greco (via Nazionale, 981), inaugurerà venerdì 26 gennaio, alle ore 20, la rassegna “Torre di note” dedicata alla musica live con l’intento di custodire quanto di più prezioso esiste nel tessuto tradizionale e culturale del territorio. In collaborazione con la Polosud Records & Be Quiet, la famiglia Di Prisco, capitanata da Vincenzo, patron della struttura, inizierà il nuovo anno aprendo le porte a un appuntamento fisso quindicinale con la musica di qualità e offrendo un’ulteriore attrattiva per i suoi clienti. Tra i tanti spazi del palazzo d’epoca che ha da sempre coniugato, nel suo arredo e nelle sue attività, raffinatezza e dinamismo, sarà la sala Pa’Nino, riproduzione di un’antica casa napoletana, a ospitare gli artisti della rassegna”.

 

Ospite della rassegna il cantante e compositore Giovanni Block:

“Il cantante nonché compositore partenopeo Giovanni Block farà da apripista esibendosi in quartetto (ingresso 15 euro con consumazione). Lo accompagneranno sul palco Dario Maiello (basso), Augusto Bortoloni (batteria) e Francesco Lettieri (pianoforte). L’artista pluripremiato, dalla personalità irrequieta e imprevedibile, fondatore del collettivo Be Quiet e attualmente direttore artistico del teatro Bellini e dell’Ugo Calise Festival di Oratino (il festival nazionale per la giovane canzone d’autore), è anche produttore e arrangiatore di dischi. Porterà in scena alcuni tra i suoi brani di successo tratti dai due lavori “Un posto ideale” e “S.p.o.t.” senza tralasciare inediti e altre sorprese.

La rassegna proseguirà il 9 febbraio con il pianista Mariano Bellopede, il 23 febbraio con il cantante, musicista e attore Attilio Fontana e il 9 marzo con il cantautore napoletano Ciro Sciallo“.

Fonte: Music Press Office

CATANIA: Mostra da Giotto a De Chirico a cura di Vittorio Sgarbi

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Continua ad avere un lusinghiero successo di pubblico, catanese e non, la  Mostra da Giotto a De Chirico , allestita nella suggestiva cornice del vetusto mastio di Castello Ursino. L’evento è curato da Vittorio Sgarbi, nella sua veste di raffinato critico d’arte e non di assessore regionale.

Si tratta di una doviziosa rassegna di opere di scultura e di pittura poco conosciute, che appartengono a collezionisti privati, fondazioni o enti che ne detengono la proprietà e la fruizione. Il trovarli tutti riuniti in un’unica esposizione è una occasione più unica che rara. Non sono opere esposte in musei aperti al pubblico. Per cui, se mai capitasse di rincontrarne qualcuna, tutte le altre sarà oltremodo difficile rivederle. E qui, invece, vengono sciorinate tutte  insieme, a bella posta ed in bella mostra!

Castello Ursino è un contenitore espositivo particolare con le sue sale austere, illuminate da lunghissime finestre bifore e ricoperte da volte a crociera, che creano spazi di ampio respiro quasi come un ambiente basilicale che predispone l’animo al bello ed al mistico, quasi. Sistemate con sapiente illuminazione e corredate di puntuali pannelli didascalici si possono ammirare una nutritissima teoria di opere d’arte che spaziano dalla scuola giottesca, passando per opere rinascimentali, tele di fattura caravaggesca, arrivando ad opere di impressionisti e  contemporanei. Una carrellata ininterrotta, che conduce man mano il visitatore attraverso lo sviluppo dell’arte italiana nel corso del suo evolversi dal Medio Evo ai nostri giorni.

Pregevolissima, nella sua drammaticità, una “Maddalena Addolorata” di sicura attribuzione al Merisi, detto il Caravaggio, da lui dipinta verso il 1605. È una Maddalena ripiegata su se stessa con la fronte raccolta tra le mani, che è una copia della figura in primissimo piano che colpisce chi ammira al Louvre la “Morte della Vergine” dello stesso Caravaggio. Qualcuno afferma che il quadro della “nostra” mostra sia una prova preliminare che il pittore realizzò in preparazione della grande tela del Louvre. Comunque ci sentiamo di affermare che questo quadro è tra quelli,
se non il primo, che ti colpiscono l’animo visitando la rassegna.

Pregevoli, inoltre, la serie di sculture esposte che rappresentano, anche esse, tutto lo svolgersi della parabola artistica nostrana: sculture di facciate di chiese romaniche e gotiche; sculture di autori del romanticismo e di contemporanei. Ognuna con il suo fascino e con un messaggio per il nostro animo. Giuseppe Renda (1859-1939) ci ha lasciato il busto di una donna in atteggiamento più che trasognato dal titolo emblematico “Estasi o voluttà”, che colpisce e rapisce l’attenzione del visitatore. È opera di molto pregio ed è un vero peccato che in futuro non la si possa rivedere
in qualche museo. Ne sarebbe valsa la pena, secondo il nostro giudizio.

Molto efficace l’apparato esplicativo di cartelli e pannelli sinottici. Servizio di audio-guida buono e gratuito. Personale di sorveglianza scarso e poco presente nelle sale. Sicuramente si supplisce con un efficace e discreto servizio di vigilanza tramite videosorveglianza con telecamere opportunamente dislocate.

La mostra ha aperto i battenti a fine ottobre e resterà aperta fino al 20 maggio di quest’anno. Il periodo primaverile potrebbe essere propizio per una visita alla città etnea ed alla esposizione di Castello Ursino.

Carmelo Toscano

Vomero, arrestati i ladri degli scooter: adesso è caccia ai due in fuga

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Arrestata la banda degli scooter: facevano razzie di motoveicoli, la ps sulle tracce dei due fuggitivi.

Sono stati identificati i ladri degli scooter che nel Vomero facevano razzie di motorini: ad identificarli un poliziotto in borghese che si trovava di passaggio sul proprio scooter e si è accorto della presenza di due uomini sospetti. Come riportato dal Mattino: “Uno di questi era a bordo di un Kimko nero e spingeva col piede un altro uomo, che si trovava a bordo di un secondo motociclo, sempre Kimko di colore bianco. Quando il poliziotto li ha avvicinati chiedendo loro di fermarsi e presentandosi, i due si sono dati alla fuga, gettando a terra lo scooter che stavano spingendo e cercando di far perdere le loro tracce”.

L’inseguimento è giunto al suo termine in via San Giacomo dei Capri: qui il poliziotto è riuscito a bloccare i due ladri ed immediatamente ad allertare gli agenti dei Commissariato Arenella che subito si sono precipitati sul posto. Della banda, soltanto due sono riusciti a fuggire, mentre il restante della banda è stato identificato e condotto in carcere. La polizia intanto si dedica alla ricerca degli altri due fuggitivi.

Hamsik al MANN: “La maglia dei 116 gol poi me la riprendo”

Le sue parole

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI NAPOLI – Hamsik si fa immortalare con la maglia dei 116 gol appena esposta in bacheca al museo: “Ancora non mi sono reso conto di aver superato Maradona. Me lo dicono tutti, è una cosa bellissima essere nella storia del Napoli. Ho lasciato la maglia, ma sarà qui fino a fine febbraio, poi me la riprendo (ride ndr). C’è spazio per altre coppe in bacheca? Certo, per quelle c’è sempre spazio. Non so cosa farà la società, la rosa è ampia e quelli che sono stati chiamati in causa hanno fatto davvero molto bene. Non vediamo l’ora di scendere in campo per ribadire il nostro primo posto. Hamsik nella leggenda dopo 10 anni, come sono cambiato e che effetto fa questa maglia? Fa molto effetto esporla qui, ho passato 10 anni qui e sono contento di essere riuscito a fare tanti gol da centrocampista. E’ molto bello, sono contento di far parte della storia del Napoli e di questa mostra. Superare Maradona? Ancora non me ne rendo conto del tutto, la gente me lo ricorda ma io nella mia testa ancora non me ne rendo conto! Ci penserò quando finirò la carriera, adesso ci sono troppe partite e impegni per noi: non posso distrarmi, penso al Bologna e alla gara di domenica. Scudetto? Il pensiero c’è tantissimo, perchè ormai dopo più di 20 giornate siamo là a combattere per arrivare fino alla fine. Ci dobbiamo credere, ce l’ha in testa tutto il gruppo. Ci aspettano gare sulla carta facili, ma su campi difficili: dobbiamo lottare con la testa bassa e vincere quanto più possibile“.

FONTE CalcioNapoli24

 

Corbo: “In quattordici anni di De Laurentiis i migliori colpi li mise a segno Benitez”

Antonio Corbo su La Repubblica

Che il Napoli non compri a gennaio, è possibile. Che vinca a maggio lo scudetto, è probabile.
Ma dopo mesi di trattative, dopo quintali di nomi, dopo offerte a Simone Verdi più alte di lui e del suo valore, una domanda esplode. Il Napoli non sa o non vuol comprare? La seconda ipotesi è difficile da dimostrare, la prima è nei fatti. Nell’era De Laurentiis, quattordici anni di ottimo calcio, il Napoli ha piazzato i colpi migliori grazie a Benitez. Il professore che al telefono aveva il mondo in linea ha montato la squadra sei sogni.
Questo Napoli che Sarri guida con bravura al primo posto. Rare e lodevoli le eccezioni: Lavezzi e Hamsik ma c’era un altro manager, Cavani perché fu Zamparini ad offrirlo con comode rate, peccato che il Napoli non abbia ascoltato il presidente del Palermo anche quando propose Dybala.
Con Benitez il Napoli rimediò in poche ore alla fuga di Cavani.
Con i primi squilli, arrivano Reina, Callejòn, Albiol, con l’ultimo ecco Higuain, 41 milioni tradotti dalla Juve in 94 due anni dopo. Senza dimenticare la telefonata di Benitez a Koulibaly, pescato nella serie B belga: Kalidou pensava fosse uno scherzo. La bottega del procuratore Manuel Garcia Quillon era sempre aperta per il Napoli. Finché c’è stato Benitez. Scudetto possibile anche senza acquisti, con un Napoli così forte. Ma il tema resta. Perché al Napoli chiudono le porte in faccia, perché un calciatore di incerto passato come il ventiseienne Simone Verdi rifiuta di trasferirsi al Napoli, allenato da Sarri, suo vecchio maestro? Qualcuno può pensare che si aprano trattative solo per creare festosa attesa in piazza.
Esagerato. Molti osservano però il Napoli incontri troppe difficoltà al mercato. Verosimile. Forse perché Sarri chiama Verdi solo per dirgli di decidere come gli pare, senza invito pressante; forse perché Cristiano Giuntoli ha competenza ma nessun potere, aspetta da Andrea Chiavelli l’ok anche per comprare il suo dopobarba; forse perché il presidente perde tempo a chiedere in giro troppi pareri. È certo che le trattative, condotte sotto i fari del mercato, siano subito note a tutti, ma non si concludano quasi mai.
L’ultimo nome: Politano. Bella idea, ma interviene la Juve per dire la sua… A Sarri sembra una interferenza, ma reagisce con ironia: «Abbiamo saputo dal dg Marotta che non verrà» .
La sfida scudetto si svolge anche fuori campo. Il Napoli che fa: si attrezza, chiede davvero aiuto al potente procuratore Jorge Mendes dopo il rinnovo di Ghoulam, o gli sta bene così?
A maggio capiremo qual è la scelta giusta.

Made in Italy: Ligabue torna al cinema con il suo terzo film.

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Mancano solo due giorni all’uscita del nuovo film di Luciano Ligabue con una storia tratta dal suo ultimo album dal titolo “Made in Italy”.
Il film narra le vicende del protagonista Riko (Stefano Accorsi), un onesto lavoratore con grandi capacità ma allo stesso tempo sfortunato, che a stento riesce a portare avanti la famiglia ed ad un certo punto della sua vita si ritrova a dover combattere con la sua nuova condizione di precario, oltre a salvare il matrimonio con la moglie Sara (Kasia Smutniak) che ama tantissimo.
Quindi Riko, vedendo le sue uniche certezze sgretolarsi, apre gli occhi reagendo riprendendo in mano la sua vita e ricominciare.
La storia di Riko (diminutivo di Riccardo che è il secondo nome di Ligabue), rispecchia un pochino la paura del cantante romagnolo quando all’apertura del tour “Made in Italy” 2017 è stato costretto a sospendere tutte le date a causa di un edema alle corde vocali.  Come lui stesso dice in un’intervista “Ho cercato di capire se questo Riko facesse parte della vita che avrei vissuto nel caso non avessi fatto questo mestiere oppure se si trattasse di un alter ego o di una parte di me“.
Ancora in un’altra intervista Ligabue afferma che “fare film è un mestiere faticosissimo. Vuol dire ‘progettare’ le emozioni, fare in modo che una serie di pezzettini di pochi secondi riesca a produrre qualcosa. Mi sono riavvicinato alla regia perché stavolta avevo una storia da raccontare”  (la malattia che lo ha colpito e poi superata n.d.r.).
La carriera di regista di Luciano Ligabue comincia nel 1998 con “Radiofreccia” e, dopo “Da zero a dieci” , uscito 2002, Ligabue torna al cinema con la sua terza fatica, che lui stesso ha definito un film sentimentale.
Ecco le sue dichiarazioni riguardo a Made in Italy: “È un film sentimentale, perché mi interessava raccontare soprattutto gli stati d’animo di un gruppo di persone per bene, persone che di solito non hanno alcuna voce i n capitolo. Ho un sacco di amici che dicono che spesso essere brave persone in questo Paese non aiuta».
L’artista ha poi continuato con alcune riflessioni, allargandosi all’Italia e ai tempi duri che molti di noi sono costretti a vivere, e spiegando come sia nel cinema che nella musica abbia sempre cercato di raccontare in maniera sincera il suo amato Paese: “L’Italia la vedo in una fase di incertezza importante. Ho cominciato a raccontare questo paese dieci anni fa con “Buonanotte all’Italia”, poi ho fatto canzoni come “Il sale della terra” e “Il muro del suono”, che avevano l’intenzione di raccontare il mio amore per questo paese. Stavolta, però, volevo raccontare questo sentimento con gli occhi di uno che ha meno privilegi di me. Riko vive una vita normale e ha un rapporto molto forte con le radici e con l’Italia. Fa le vacanze a Roma, fa la luna di miele in Italia. Ecco, mi piaceva dare voce a questa categoria non sempre rappresentata».

Bruno Giordano: “Finalmente il Napoli ha imparato a soffrire”

Le sue parole

Bruno Giordano ha rilasciato un’intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport:

Il paragone tra lei e Mertens le piace o la infastidisce?

«Sinceramente qualche affinità c’è. Quando Mertens a Madrid ha fallito un gol facile, mi è venuto in mente che era capitata anche a me una occasione molto simile in casa del Real e così non appena ha battuto il portiere dell’Atalanta ho pensato che sarebbe finita come nel 1987. Speriamo che tutto si concluda come allora».

Può essere stata una tappa decisiva per lo scudetto?

«È presto per dirlo, di sicuro il Napoli ha dato a se stesso e alla Juventus una dimostrazione di forza. La squadra mi sembra convinta delle proprie potenzialità e di poter centrare un obiettivo prestigioso».

Questo Napoli le ricorda un po’ il suo?

«Oggi come allora vestono la maglia azzurra calciatori di grande tecnica. Finalmente, come capitava talvolta anche a noi, pure questi ragazzi hanno imparato a soffrire. Prima si specchiavano troppo nelle loro qualità, adesso vincono spesso con il minimo scarto e così si possono conquistare gli scudetti».

Parla ancora Genny Savastano: «I giovani sanno riconoscere il bene dal male al di là di ciò che vedono in tv»

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Alla bufera di accuse risponde con dei post sui social ‘l’ultimo Savastano’:« i giovani sanno riconoscere il bene dal male aldilà di ciò che vedono in tv».

Ancora polemiche legate alla storia delle babygang a Napoli e la fiction Gomorra. L’attore protagonista Salvatore Esposito, risponde alle accuse mosse nei confronti della serie e le presunte connessioni che ci sarebbero tra l’aumento delle violenze da parte degli adolescenti e la trasmissione televisiva della serie Gomorra3:

«Quando i giovani sono sostenuti da due basi solide ossia una famiglia sana e istituzioni presenti – che dovrebbero sempre tutelare, istruire e proteggere i giovani – sanno riconoscere il bene dal male aldilà di ciò che vedono in tv»

Inoltre, continua: «Se invece anche solo una di queste basi manca (come purtroppo accade da qualche anno) allora il problema non é una serie tv e diffidate di chi vi dice il contrario».

Esposito, rivolgendosi alle vittime della violenza palesa la sua vicinanza, sempre attraverso un post sui social, in seguito all’attenzione mediatica per le risse che si sono avvicendate nei diversi centri di Napoli e che gli ha visti attori di uno spettacolo della banalità del male,  condannando gli atteggiamenti dei vigliacchi. 

UFFICIALE – Juve Stabia, il responsabile del settore giovanile Mainolfi prolunga il suo contratto

UFFICIALE – Settore Giovanile Juve Stabia, il responsabile Mainolfi prolunga il suo contratto

Annuncio ufficiale in casa Juve Stabia, con il responsabile del settore giovanile Saby Mainolfi che rinnova e allunga il suo rapporto con le Vespe:

“Saby Mainolfi, responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, prolunga il suo rapporto con la famiglia gialloblè per ulteriori due anni, firmando fino al 2020”.

Ciro Novellino, ufficio stampa settore giovanile Juve Stabia

Operazione antidroga, blitz nel Salernitano: 14 arresti

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Super blitz nel Salernitano antidroga: 14 arresti con l’accusa di spaccio.

Da questa mattina è in corso una vasta operazione antidroga da parte dei Carabinieri della Compagnia di Agropoli (Salerno). Sono state emesse ben 14 misure cautelari nei confronti di persone ritenute coinvolte nei giri di spaccio di droga. La misura cautelare, presa dal Gip del Tribunale di Salerno, è accompagnata anche ad una serie di perquisizioni che stanno avvenendo nel territorio salernitano, rastrellando le zone di Agropoli Capaccio e Paestum, oltre che in Calabria e a Roma. In merito alla questione, è prevista una conferenza stampa nella sede della Procura della Repubblica di Salerno.

Sfruttamento della prostituzione e spaccio: 5 arresti e un obbligo dimora in Campania

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Spaccio e sfruttamento della prostituzione, i carabinieri hanno individuato e fermato i responsabili

Le indagini dei Carabinieri di Aversa hanno portato all’emissione da parte del Gip di tre misure cautelari in carcere, di due con il beneficio dei domiciliari e di un obbligo di dimora nei confronti di sei indagati dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere accusati di sfruttamento della prostituzione, spaccio di stupefacenti, rapine.

L’attività investigativa è iniziata nel 2013 a Trentola Ducenta da controlli per ricettazione e contraffazione di documenti d’identità che ha permesso di risalire ai responsabili di quattro rapine a mano armata a negozi a Santa Maria Capua Vetere, il cui bottino è stato utilizzato per acquistare sostanze stupefacenti.

I responsabili delle rapine hanno commesso anche reati di estorsioni tramite annunci sul web per prestazioni sessuali e ricattando le persone. A ciò si aggiungono il reato di spaccio: i criminali hanno venduto dosi di droga ai giovani in diversi comuni del Casertano del Napoletano e lo sfruttamento della prostituzione di alcune ragazze lungo via Carlo III a San Nicola la Strada. Dalle indagini è emerso anche che gli indagati hanno minacciato ed hanno estorto denaro ad un transessuale perché potesse esercitare l’attività di meretricio in quella zona.

UFFICIALE – Settore Giovanile Juve Stabia, arriva il 2001 La Monica!

UFFICIALE – Settore Giovanile Juve Stabia, arriva il 2001 La Monica!

“Il settore giovanile della Juve Stabia annuncia l’arrivo del classe 2001 Giuseppe La Monica. Il presidente Andrea De Lucia e il responsabile Saby Mainolfi accolgono nella famiglia gialloblè il nuovo acquisto”.

La Monica andrà a rinforzare la Berretti allenata da mister Di Somma. Cresciuto nelle giovanili delle vespette, per poi passare alla scuola calcio Virtus Junior Napoli, ha giocato anche con l’Avellino negli Under 15. Gli Under 17, invece, sono stati disputati col Foggia. Per l’esterno d’attacco ecco ora il ritorno.

a cura di Ciro Novellino

Al Mariterraneo giovedì 25 gennaio omaggio a Luigi Ciancio con la presentazione del volume di L. Romanelli “Racconti in nuce”

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    Giovedì 25 gennaio alle 18,30 omaggio a Ciancio con la presentazione del libro Racconti in luce. Storie di risvegli e vite quotidiane”.

Romanelli presenta: “Racconti in luce. Storie di risvegli e vite quotidiane”: il libro verrà presentato giovedì 25 gennaio al ristorante Mediterraneo da illustri giornalisti: l’opera “raccoglie cinquanta frammenti narrativi per altrettanti spaccati di vita quotidiana, tutti con un punto di partenza comune: la colazione, il cosiddetto pasto più importante della giornata”:

“Il nuovo libro di Leonardo Romanelli, “Racconti in luce. Storie di risvegli e vite quotidiane” (Mauro Pagliai Editore, 2017), verrà presentato giovedì 25 gennaio alle ore 18.30, presso il ristorante Mariterraneo (Vicolo Grimoaldo 12, Salerno) dai giornalisti Erminia Pellecchia, Alfonso Sarno e Giulia Ambrosio che converseranno con l’autore. La presentazione è un omaggio postumo a Luigi Ciancio, padre dello chef Emiliano e ispiratore di questo evento. “Ho conosciuto Gigi pochi giorni prima della sua scomparsa”, spiega Giulia Ambrosio “avevamo deciso di fare questa presentazione perché entrambi condividevamo una grande passione per la cucina, per l’enogastronomia e per le mille storie umane che si nascondono dietro i fornelli. Una promessa che andava mantenuta nel suo ricordo”.

 

Il volume, nel formato pentagono che distingue la collana “I non ricettari” di Mauro Pagliai Editore, raccoglie cinquanta frammenti narrativi per altrettanti spaccati di vita quotidiana, tutti con un punto di partenza comune: la colazione, il cosiddetto pasto più importante della giornata. Dal momento del risveglio, sereno come quello della domenica mattina o tormentato dopo una notte difficile, prendono vita tante piccole storie, ognuna fatta a modo suo. Storie di uomini e donne, persone in cerca di se stesse o di qualcuno, di una via di fuga o di un incontro che possa cambiare il loro destino. O solo in cerca di pace, equilibro, di qualche minuto di tranquillità prima di iniziare una nuova giornata.

Seguirà un momento gastronomico di prima categoria alla presentazione:

“Dopo la presentazione, chi vorrà potrà rimanere a cena al Mariterraneo per un momento gourmet  in omaggio all’Autore, personalità tra le più note ed apprezzate del panorama enogastronomico italiano”.

Fonte: Puracultura comunicazione

Fmi: per l’Italia c’è il rischio di una crescita fredda

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Per il Fondo monetario internazionale l’Italia crescerà più del previsto. “C’è il rischio di una crescita fredda” commenta Mario Deaglio.

La crescita debole che ci aspetta

Un tempo l’élite economica mondiale – finanzieri e ministri dell’economia, banchieri, industriali – si dava appuntamento all’assemblea del Fondo monetario internazionale (Fmi) e della Banca Mondiale nel gradevole clima di Washington all’inizio dell’autunno. Ora, invece, l’attenzione è concentrata sul convegno di Davos, il centro turistico svizzero dove quest’anno ci sono da 1,7 a 3 metri di neve e oltre tremila partecipanti, pochissimi dei quali metteranno gli sci ai piedi, essendo già impegnati in un difficilissimo slalom tra statistiche, diplomazia, affari, gruppi di studio e comunicati stampa.

Forse proprio per evitare che i «professionisti» dell’analisi economica venissero cancellati dalla scena, Christine Lagarde, direttore esecutivo del Fondo, ha messo le mani avanti scegliendo proprio la giornata di ieri per diffondere le previsioni della sua organizzazione (sovente considerate le più autorevoli del mondo) sull’andamento dell’economia mondiale nei prossimi due anni. Il titolo è telegrafico e almeno in parte enigmatico: «Prospettive migliori, mercati ottimistici, sfide davanti a noi». E nel suo intervento di presentazione Lagarde ha affermato in maniera altrettanto telegrafica: «Dobbiamo sentirci incoraggiati ma non soddisfatti».

Che cos’è che non soddisfa Christine Lagarde mentre le Borse sono euforiche e i finanzieri, soprattutto americani, trasudano ottimismo?

La risposta è che, vista dal Fmi, la crescita attuale appare soprattutto di natura ciclica e, in questa sua ciclicità, sarebbe ora ai massimi tanto che se ne può vedere il declino e la fine: abbiamo ossigeno al massimo per due anni; nel frattempo occorre trovare una soluzione. Naturalmente il Fmi può sbagliare, è successo altre volte, ma le sue previsioni sono basate su dati solidi e non si contestano soltanto con battute, occorre avere ottimi argomenti.

In particolare, i Paesi avanzati, nel loro complesso, dopo un incremento del prodotto lordo da un insufficiente 1,7 per cento nel 2016 sono passati al 2,3 per cento nel 2017 – un valore pari a circa l’1 per cento per abitante, ossia tenendo conto della crescita della popolazione – rimarranno su quest’insufficiente velocità nel 2018 e poi la crescita, a meno di difficili politiche, sembra destinata a rallentare nel 2019, tornando, per il Giappone, la Germania e l’Italia, molto vicina ai livelli insufficienti del 2016.

Ci troviamo davanti a una «crescita fredda», fredda come la neve di Davos e questo dovrebbe soprattutto preoccupare gli europei: in gran parte dell’area dell’euro la frenata comincerà già quest’anno e entro il 2019 non risparmierà nessuno dei grandi. Dalla solidissima Germania con il suo nuovo governo (dal 2,5 al 2,0 per cento) il rallentamento toccherà tutta l’Europa Occidentale, compreso il Regno Unito (dall’1,7 all’1,5 per cento).

E l’Italia? Purtroppo secondo queste previsioni, ci muoveremo più degli altri a un passo di lumaca e perderemo, entro il 2019, circa un terzo della nostra velocità di crescita, passando dall’1,6 per cento all’1,1 per cento. E se le previsioni si realizzeranno, diminuirà ancora l’«inclusione»: i benefici di una ripresa magra andranno, ancora più di quanto succede oggi, a una parte ristretta della popolazione. Non a caso, il nuovo «indice di sviluppo inclusivo» – un interessante strumento di analisi economica, nato proprio al World Economic Forum di Davos, che potrebbe sostituire il Pil – già ci vede nel 2017 fanalini di coda al 28mo posto tra i Paesi avanzati, dopo la Spagna e prima della Grecia.

Queste previsioni fredde arrivano nel corso una campagna elettorale già molto calda nella quale l’incremento della crescita è invece dato per scontato e di fatto si discute soprattutto su come distribuire il maggior prodotto futuro considerando cosa certa che vivremo in un ambiente dinamico e ottimista. Forse faremo meglio a seguire il consiglio di Lagarde che, nella stessa conferenza stampa, ha citato un detto di John F. Kennedy: «Il tempo giusto per riparare il tetto è quando il sole splende». Le forze politiche italiane, al contrario, sembrano progettare sempre nuove stanze senza preoccuparsi per il tetto.

Castellammare, presentato il Piano di Rilancio delle Terme all’Unione degli Industriali

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Presentato il Piano di Rilancio delle Terme elaborato dall’advisor Riformed all’Unione degli Industriali di Napoli

Castellammare di Stabia – Il Comune e Sint hanno presentato il piano di rilancio delle Terme all’Unione degli Industriali di Napoli. All’incontro ieri pomeriggio nella sede di Piazza dei Martiri a Napoli erano presenti in rappresentanza del Comune il vicesindaco Daniele Pesenti e l’amministratore di Sint, Biagio Vanacore, che hanno illustrato il piano industriale elaborato dall’advisor Riformed di Napoli. Circa una ventina gli imprenditori hanno accolto l’invito lanciato dal direttore generale Mario Lignola. Diversi rappresentanti di vari settori hanno ascoltato l’esposizione del piano industriale che prevede il fitto dei due complessi termali delle Nuove e Antiche Terme più l’hotel delle terme e l’ex Caserma Cristallina.

Tra i presenti vi erano insieme al presidente di Federterme, Costanzo Jannotti Pecci, anche Riccardo Scarselli, patron del Bikini, Giovanni De Cesare proprietario della Medi come rappresentanti del territorio stabiese-sorrentino. Poi un componente della famiglia Torrente, produttori di pomodori, Flavio Autieri di Pompei e Giuseppe Abagnale di Gragnano. Presente anche un gruppo di imprenditori che hanno partecipato al processo di privatizzazione delle Terme di Agnano.

Queste le parole del primo cittadino di Castellammare, Antonio Pannullo: “Sono estremamente soddisfatto per il tenore degli interlocutori che grazie all’Unione Industriali di Napoli sono intervenuti alla presentazione del piano industriale di Sint. Una platea ricca ed interessata che è il migliore auspicio per continuare la road map che ci condurrà alla rivalutazione del termalismo sul territorio. La fase di ascolto continua senza sosta, confidiamo nella rete di interlocuzione con soggetti di primo livello. In uno alla straordinaria opportunità imprenditoriale ho posto l’accento sul valore sociale dell’investimento con particolare riferimento alla peculiare professionalità dei nostri lavoratori termali

Donna uccisa a Napoli con tre colpi di pistola: era affiliata al clan come manovale

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Agguato a Napoli ad una manovale della camorra: esecuzione come quella di un boss, potrebbe essere un avvertimento tra clan.

La donna che è stata uccisa questa notte con tre colpi sul viso, era una manovale, con un ruolo non primario all’interno dell’organizzazione, ma secondario: infatti, la donna si occupava ‘soltanto’ degli affari del clan. L’agguato, operato dai sicari in via  dell’Alveo Artificiale, cioè dove c’è la casa del figlio della donna, potrebbe essere anche, a detta degli esperti, un avvertimento ‘esterno’, di un altro clan quindi, diretto ai Formicola. Le modalità dell’esecuzione, fanno pensare, a questa ipotesi come papabile, in quanto, è stato eseguito un omicidio proprio come se si trattasse di un boss di prima categoria. Sui fatti indagano ancora la Squadra Mobile di Napoli e gli investigatori del commissariato San Giovanni della polizia.

L’Indomita femminile asfalta il Cava Volley e conquista il terzo successo consecutivo

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L’Indomita femminile con un’egregia prestazione asfalta il Cava Volley e conquista il terzo successo consecutivo

Non si ferma la corsa dell’Indomita femminile. Alla Senatore la squadra allenata da coach Tescione vince il derby contro il Cava Volley e conquista il terzo successo consecutivo, chiudendo alla grande il girone di andata del campionato di serie C femminile.

Una gara senza storia con le ragazze della presidente Maria Ruggiero sin dai primi palloni hanno messo in chiaro le cose, imponendo il maggior tasso tecnico. Con Scoppetta in regia, Lanari e Valdes di banda, Sacco opposto, Losasso e Grimaldi centrali e Truono libero, l’Indomita approccia il match nel modo migliore. Carica, concentrata e determinata, la squadra biancoblu parte subito forte e anche grazie a due punti di Scoppetta va subito 5-1. Il Cava prova a reagire ma l’urto dell’Indomita è devastante. Grimaldi in primo tempo mette a terra il pallone del più 10, 16-6. Valdes è la consueta miniera di punti e il primo set si chiude con un eloquente 25-12. Nel secondo set, dopo l’iniziale equilibrio, l’Indomita allunga subito con Losasso grande protagonista. Valdes piazza il punto del 9-3. Un piccolo passaggio a vuoto, poi, consente al Cava di tornare a -4, 11-7. È solo un attimo, però. L’Indomita gioca bene, diverte e si diverte, in attacco e in difesa con le prestazioni molto positive di Truono e di Verdoliva, inserita in difesa a e al servizio. Il parziale si chiude così 25-16. A inizio terzo set in campo c’è Serban al posto di Sacco e soprattutto grazie ai punti delle due centrali, l’Indomita fa subito il vuoto. Capitan Lanari mette a terra il pallone del 14-5. Non c’è praticamente partita e allora coach Tescione dà spazio anche alle under 18 presenti in panchina: De Rosa, Morea e Sole che si segnala anche per un servizio vincente. Tra gli applausi del pubblico, così, l’Indomita chiude 25-16 e festeggia il successo che vale il meno 4 dalla zona play off.

Tra le protagoniste della vittoria c’è l’opposto Lucia Sacco: “Siamo state brave a rendere facile questa partita, concedendo ben poco alla formazione avversaria. Abbiamo messo una marcia in più sin dall’inizio, approcciando il match nel migliore dei modi. Dopo la vittoria contro l’Oplonti è scattato qualcosa in gruppo e abbiamo acquisito maggior consapevolezza. Ora ci aspettano gare importanti per i nostri obiettivi, speriamo di fare bene e accorciare ancora di più la classifica. I play off? Stiamo sognando e vogliamo continuare a sognare e lavoreremo affinché questo sogno possa diventare realtà“.

In concomitanza con la Final Four di Coppa in programma a Battipaglia nel prossimo weekend, il campionato di serie C osserverà una settimana di pausa. L’Indomita tornerà in campo il 3 febbraio in casa della Pallavolo Pozzuoli, terza in classifica, che nell’ultimo turno. un vero e proprio scontro diretto per i play off.

Il tabellino del match: INDOMITA SALERNO-CAVA VOLLEY 3-0 (25-12, 25-16, 25-15)

INDOMITA: Valdes 22, Lanari 2, Sacco 2, Losasso 12, Grimaldi 10, Verdoliva, Serban 1, De Rosa, Morea, Scoppetta 8, Sole 1, Truono (L). All. Tescione

CAVA VOLLEY: Apicella, Consalvo Ca., Consalvo Cr., De Chiara, Di Domenico, Di Lieto, Esposito, Lamberti, Senatore M., Senatore L. (L), La Marca (L2). All. Mirabile

Arbitro: Morena di Angri