Home Blog Pagina 5141

I feriti di Macerata chiedono un lavoro

0

Gli stranieri feriti a Macerata dalla tentata strage di un giovane italiano chiedono di avere un lavoro e di poter restare in Italia. Gli africani colpiti sono otto, due sono fuggiti prima delle cure per paura di essere poi espulsi dal Paese.

“Ha mirato a me, poi ha sparato. Lì ho pensato: adesso muoio”

I feriti sono otto, due sono fuggiti per paura di essere identificati ed espulsi

MACERATA – Presi a bersaglio per la pelle nera. E ora si scopre che sono otto, non sei, le vittime del raid razzista di Luca Traini. Casualità del dramma e tratti di vita in comune ricorrono nei racconti degli africani feriti sabato nelle vie più trafficate di Macerata. «Bravi ragazzi», concordano investigatori e volontari delle Ong. Ragazzi accomunati da percorsi burocratici ed esistenziali complicati, in attesa d’asilo, cioè di quella mancata regolarizzazione che potrebbe aver fatto scappare un altro paio di loro compagni di sventura. Feriti che sabato hanno chiesto aiuto da Piediripa e Casette Verdini ma poi hanno fatto perdere qualunque traccia, raccontano alla Asl. Una fuga per evitare l’espulsione dall’Italia quasi che i documenti non in regola suscitino maggior preoccupazione dei danni di una pallottola.

Coloro invece che sono finiti in un letto di ospedale hanno storie difficili ma cariche di speranza, come il nigeriano Festus Omagbon, 32 anni, ricoverato ad Ancona per fronteggiare una lesione vascolare al braccio destro. Lui e il 21enne ghanese Wilson Kofis (ricoverato per fratture alle costole e contusione polmonare) seguono il progetto di accoglienza del Gruppo di umana solidarietà, l’ente che ridistribuisce 180 richiedenti asilo in una trentina di appartamenti presi in affitto in varie zone dalla città. Oltreché in una completa guarigione, confidano entrambi nelle istituzioni. «Chiediamo di restare qui, non vogliamo essere rimpatriati, l’Italia ci aiuti», dicono ai loro formatori. Al Gus giurano sulle loro capacità di inserimento, snocciolando l’impegno dei due ragazzi per imparare l’italiano il prima possibile, la richiesta di lezioni aggiuntive e i programmi per un corso da operaio carrellista.

Nella sede di via della Pace, a ridosso del quartiere Santa Croce, Alessio Ruta, la coordinatrice etiope Nigist, Paolo Bernabucci e Giovanni Lattanzi descrivono le attività formative e i momenti di svago di cui è intessuta la quotidianità di Festus e Wilson, annunciando che l’associazione si costituirà parte civile e si farà carico delle cure sanitarie e delle procedure sanitarie. «Sono perfettamente integrati a Macerata e non si perdono un appuntamento in comunità», assicurano.

Al reparto di ortopedia di via Santa Lucia, Jennifer Otioto, nigeriana 29enne, attende l’intervento chirurgico di domani al braccio fratturato dallo sparo. «Ero alla fermata dell’autobus di fronte alla stazione – spiega -. Stavo parlando con altre tre persone di colore e vicino a noi c’erano anche degli italiani. Una macchina si è accostata al nostro gruppo e dall’interno un uomo mi ha sparato un solo co lpo ed è subito fuggito». Lei è a Macerata da luglio,è dovuta scappare dalla Nigeria per sfuggire alle persecuzioni e per il momento si arrangia facendo quelle treccine che lei stessa porta e che sono diventate un’acconciatura di moda anche in Italia. Da due mesi abita in un appartamento per migranti con altre tre ragazze africane. «Adesso non so che fare, sono impaurita e scioccata», si copre il viso.

È arrivato dal Mali invece il 28enne Mahmadou Toure, il più grave dei sei feriti e come per gli altri ha la sola colpa di essersi trovato al momento sbagliato in un posto divenuto all’improvviso pericoloso, proprio dove un istante prima era passato il vescovo di Macerata. «L’ho scampata per due minuti, avevo appena finito di celebrare la messa e ho attraversato la strada appena prima che cominciassero gli spari», dice monsignor Nazzareno Marconi. Mahmadou è da sabato in rianimazione per una lesione al fegato, mentre Omar Fadera è stato raggiunto di striscio a un fianco ed è l’unico a essere già stato dimesso dopo aver ricostruito con i poliziotti l’accaduto in una stanza del pronto soccorso.

A Gideon Azeke, 25enne nigeriano, è stato rimosso un proiettile dalla coscia destra, ma la ferita maggiore è la pistola che sente ancora puntata contro di sé. Sconvolto come al risveglio da un incubo mostra la fasciatura e mima gli istanti di terrore vissuti davanti alla tabaccheria. «Stavo andando a comprare le sigarette, ho visto l’uomo con l’arma in mano, ha preso la mira e mi ha puntato. Due spari, ho avuto paura di morire. È stato terribile».

Nei racconti dei feriti si intrecciano senso di smarrimento, confusione e dolore. La polizia presidia il pronto soccorso, il terrore è nelle parole e negli occhi. «Non ho mai pensato che gli italiani siano un popolo razzista, però adesso non mi sento più sicuro. Quello che mi è successo non si può cancellare», scuote la testa Azeke.

vivicentro.it/ATTUALITA’CRONACA
vivicentro/I feriti di Macerata chiedono un lavoro
lastampa/“Ha mirato a me, poi ha sparato. Lì ho pensato: adesso muoio” GIACOMO GALEAZZI INVIATO A MACERATA

Koulibaly: “Su Costa ho pensato fosse rigore. Gara difficile, ma l’importante che abbiamo vinto”

0
Le parole di Kalidou Koulibaly al termine del match Benevento-Napoli

Le parole di Kalidou Koulibaly ai microfoni della RAI al termine del match contro il Benevento valido per la 23ma giornata di Campionato:” Ho pensato che era rigore su Costa perché l’ho colpito, ma rivedendo l’azione si è visto che era in fuorigioco. Era una gara difficile, ma l’importante che abbiamo conquistato questi tre punti importanti. Ad inizio stagione sapevamo che bisognava prendere meno gol, il merito è di tutta la squadra che corre di più. Quando non si subisce gol è merito non solo dei difensori. Non dobbiamo dimenticarci di giocare questo bel calcio divertendoci sul campo, penso sia una cosa giusta ed è la strada per vincere qualcosa quest’anno”.

Sarri a Sky: “Stiamo andando oltre il previsto. Mertens? Nulla di grave”

Ecco le parole di Maurizio Sarri

Il tecnico del Napoli, Maurizio Sarri, ha parlato al termine del match con il Benevento, vinto per 2-0 dalla sua squadra ai microfoni di Sky. Ecco le sue parole: “Mertens? Nulla di particolarmente grave, speriamo di averlo sabato prossimo. Il Benevento stasera aveva tutte le componenti per partire bene, perchè è un derby e questa partita poteva essere un trappolone per noi. Potevamo fare qualcosa in più. Futuro? Difficile incontrarci il giorno prima della partita e difficile che possa ascoltarlo prima di un match. Ora ho la testa ad altro, il rinnovo si penserà più tardi. Stiamo andando oltre al prevedibile, bisogna giocare con la testa sgombra. La Serie A ora è simile alla Bundesliga, con una squadra superiore alle altre e 4-5 squadre di buon livello che competono. La Lazio è una squadra forte, sarà una gara insidiosa. Questo è un gruppo umano e morale di grande spessore, c’è un gran rapporto tra i ragazzi e lo staff. Se qualcuno deve mollare, spero sia la Juve (ride, ndr)”.

Sarri: “Non abbiamo pressione di nessuno, perchè per tutti il campionato si divideva tra Juve, Inter e Milan. Pressioni sinceramente zero”

0
Le parole di Maurizio Sarri al termine del match Benevento-Napoli

Le parole di Maurizio Sarri ai microfoni di premium al termine del match contro il Benevento valido per la 23ma giornata di Campionato:” Il Benevento il casa è pericoloso. Hanno fatto acquisti importati. Partita della Juve, la preoccupa? Non ne ho idea, non ho visto nè la Juve nè le altre. Che siano fortissimi non si scopre oggi. Il campionato italiano ha caratteristiche simili a quello tedesco. Una squadra nettamente superiore a tutti e noi siamo stati bravi a tenere in viva questo campionato. In Germania non è successo.  La Juve uno stimolo per noi? Il fatto sorprendente è che ci siamo noi la primi. La squadra di stimoli ne ha tanti, ha fatto 60 punti in 23 partite. Media punti impressionante. Chiaro che la Juve viaggia come noi, ma loro sono abituati.  Un fastidio i cambi di giocatori del Benevento?  Ormai abbiamo 130 partite insieme, un cambio di modulo non ci cambi la vita. Nella riunione di ieri sera ero convinto che giocassero con il 4-3-3, ma ero incerto sui singoli.  Incontro con De Laurentiis venerdì, disposto a togliere la clausola? Non sono disposto a fare l’incontro venerdì con de Laurentiis perchè sabato ho una partita. Ci sarà qualcuno che lo ascolterà per me nei prossimi giorni, io resto con la testa sul calcio. Con Aurelio c’è bisogno di pochi incontri. Rimandiamo il faccia a faccia, a meno che non venga in ritiro con noi, ma non penso (ride ndr) Non ho sentito tutte le dichiarazioni del presidente De Laurentiis. Le parole di Marotta? Avevo altro da fare, non m’interessa niente. Non abbiamo pressione di nessuno, perchè per tutti il campionato si divideva tra Juve, Inter e Milan. Pressioni sinceramente zero. Volevamo giocare meglio nel secondo tempo, questa è l’unica rottura della giornata.  Mertens valutiamo domani, ha avuto una leggera distorsione, non sembra nulla di grave.  Preoccupato per il mercato o Politano? Ho un direttore sportivo che è un fuoriclasse, tutto ciò che sceglie lui mi va benissimo”.

Hamsik a Sky: “Vogliamo restare al primo posto. E su Mertens…”

Ecco le parole di Hamsik

Il capitano del Napoli, Marek Hamsik, al termine della partita vinta per 2-0 con il Benevento ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue parole: “E’ stata una bella sfida, ma ora bisogna guardare avanti per restare al primo posto. Ci siamo spaventati quanto l’ arbitro ha chiamato la barella per Mertens, poi quando Dries è uscito sulle sue gambe abbiamo tirato un sospiro di sollievo. I miei gol? Mi interessa la squadra”.

SSC Napoli: “Mertens inventa un pallonetto nella città delle streghe”

Ecco il commento della SSC Napoli

Il Napoli vince a Benevento per 2-0 con un gol di Mertens ed uno di Hamsik. Ecco il commento della società partenopea: “Il quarto gol consecutivo di Mertens in due settimane e tre partite. Il marchio numero 118 di Hamsik, sempre più bomber azzurro di tutti i tempi. Il Napoli si prende il derby contro il Benevento e infila il settima successo consecutivo in campionato. Gli azzurri rimettono davanti la testa nella prima domenica di febbraio e sfondano per primi il tetto dei 60 punti. Nella città delle streghe, Dries fa il mago e inventa un pallonetto che allunga la serie d’autore nella galleria d’arte moderna. Poi Marek apre la ripresa e chiude la partita con un tap in che lo staglia ancora più in alto sul trono di Principe azzurro. Il derby “new age” è già storia. Si ricomincia sabato sera al San Paolo: Napoli-Lazio. Un altro vibrante capitolo di uno struggente e straordinario romanzo…”.

Hamsik: “Abbiamo sofferto i primi minuti, poi grazie al gol di Dries abbiamo sbloccato la partita”

0
Le parole del giocatore del Napoli, Hamsik al termine del match contro il Benevento

Le parole del giocatore del Napoli Hamsik  ai microfoni di premium al termine del match contro il Benevento valido per la 23ma giornata di Campionato: “Abbiamo sofferto i primi minuti, poi grazie al gol di Dries abbiamo sbloccato la partita. Poi con il gol nel secondo tempo abbiamo fatto il nostro gioco.  Spaventato i 7 gol della Juve? No, dobbiamo guardare noi stessi. Anche contro l’ultima sarebbe stata una gara difficile, ci hanno messo del loro. Ma siamo di nuovo primi. 118 gol? Sono più importanti i 3 punti. Scudetto? Non lo diciamo, ce lo auguriamo e lo sognamo”

Napoli, che possesso palla! Ecco le statistiche del match

Ecco le statistiche del match

Il Napoli batte il Benevento e continua a volare in vetta alla classifica. I dati del possesso palla di questa sfida sono tutti a favore degli uomini di Sarri, con un 61% del possesso palla contro il 39% dei sanniti. I tiri sono stati molto equilibrati con 12 tiri della squadra di De Zerbi contro i 15 della squadra di Maurizio Sarri, di cui solo 4 di questi indirizzati verso la porta di Puggioni. In equilibrio anche i dati dei calci d’ angolo: 5-4 per i partenopei.

Il Napoli torna a +1 dalla Juventus, ecco la classifica aggiornata

Gli azzurri tornano in vetta

Il Napoli vince ancora e si riprende il primo posto in classifica. I gol di Mertens ed Hamsik hanno permesso ai partenopei di superare nuovamente la Juventus, che ha vinto per 7-0 sul Sassuolo. La squadra di Maurizio Sarri balza a 60 punti in classifica, segue la Juventus con 59, mentre sono molto più staccate Lazio a 46, che giocherà domani contro il Genoa ed Inter a 44. In questo momento Benevento, Spal e Verona sarebbero in Serie B.

Benevento-Napoli 0-2, la cronaca del match: col minimo sforzo

Ecco la cronaca di Benevento-Napoli

Il Napoli con il minimo sforzo batte il Benevento con i gol di Mertens e Callejon. Ecco la cronaca del match

Queste le formazioni ufficiali:

BENEVENTO – Puggioni; Venuti, Djimsiti, Costa, Letizia; Cataldi, Sandro, Djuricic; Brignola, Guilherme, D’Alessandro. A disp. Brignoli, Del Pinto, Coda, Viola, Tosca, Gyamfi, Memushaj, Diabatè, Parigini, Billong, Iemmello, Lombardi. All. De Zerbi

NAPOLI – Reina; Hysaj, Koulibaly, Albiol, Mario Rui; Allan, Jorginho, Hamsik (C); Callejon, Mertens, Insigne. A disp. Rafael, Sepe, Maggio, Zielinski, Chiriches, Machach, Rog, Diawara, Tonelli. All. Sarri

 

PRIMO TEMPO

Via al match, il Benevento prova a rendersi pericolo con un tiro di Brignola, ben servito da D’ Alessandro, ma la sua conclusione finisce largamente sul fondo al 3° di gioco. Due minuti dopo, Albiol si fa rubare palla da Venuti, quest’ ultimo scarica su Djuricic, il quale sfiora il palo della porta difesa da Pepe Reina. Ancora Benevento che si rende pericoloso con un ottimo possesso palla all’ 8° minuto, Guilherme semina il panico, si accentra sul sinistro, ma il suo tiro è sbilenco. Minuto 11, D’ Alessandro viene lasciato solo e arriva alla conclusione in diagonale, intercettato da Pepe Reina . Insigne, vicino al gol. Tocco sotto delizioso del folletto partenopeo che vede Puggioni leggermente fuori dai pali, traversa-linea. Azzurri ad un passo dalla rete. Un minuto dopo Jorginho lancia Mertens il quale fa la sponda per Hamsik, ma il capitano a pochi metri dalla porta si divora il vantaggio spedendo la palla in curva. Al 20° il Napoli passa in vantaggio, capolavoro di Dries Mertens, che scavalca Puggioni con un pregevole pallonetto, eurogol del belga. Minuto 24, Callejon serve al centro per Insigne, ma la conclusione del numero 24 è sporca, sulla palla si fionda Mertens che calcia verso la porta, ma Puggioni devia in angolo. Al 40° il Benevento esce benissimo con un ottimo possesso palla, Brignola cerca l’ uno contro uno con Hysaj, la palla arriva a Djuricic, la cui conclusione da l’ impressione del gol finendo sull’ esterno della rete. Dopo 1 minuto di recupero termina un bel primo tempo.

SECONDO TEMPO

Comincia il secondo tempo, e subito il Napoli raddoppia, disattenzione di Venuti, con Allan che recupera il pallone, il brasiliano la gira per Callejon che la mette al centro ed Hamsik è lesto ad infilare il pallone alle spalle di Puggioni. Decimo sul cronometro, Koulibaly atterra Costa in area, l’ arbitro assegna calcio di rigore per i sanniti, ma il VAR segnala un fuorigioco di Sandro. Fuori Nicoletti e dentro De Giorgi per il Catanzaro. Al 18° prima sostituzione per il Benevento, esce Brignola ed entra Coda. Pochi minuti dopo De Zerbi inserisce Memushaj per Djuricic. Al 24° Sarri sostituisce Marek Hamsik e mette dentro Zielinski. Due minuti dopo i sanniti si fanno vedere dalle parti di Reina con un tiro da fuori di Sandro, ben bloccato dal portiere spagnolo. Al termine dell’ azione, Sarri mette fuori Mertens per infortunio, dopo un intervento a piede a martello di Djimsiti e fa entrare Rog. Al 38° esce Sandro ed entra Lorenzo Del Pinto per i giallorossi. Al minuto 48, il Napoli sfiora il tris, Zielinski serve bene Callejon, il quale arriva al tiro, ma il suo piattone sfiora il palo. Dopo sei minuti di recupero la partita termina, il Napoli torna in vetta con il minimo sforzo!

dal nostro inviato al Vigorito, Ciro Novellino

Benevento-Napoli 0-2, i voti di ViVicentro: Mertens, che gol!

0

Il Napoli batte il Benevento al Vigorito e torna in testa alla classifica di serie A. Questi i voti di ViViCentro.it:

Reina 6.5, Hysaj 6, Albiol 6, Koulibaly 6, Mario Rui 6.5, Allan 6.5, Jorginho 6, Hamsik 7, Callejon 7, Mertens 7, Insigne 6.5, Zielinski 6, Rog 6, Diawara 6.

dal nostro inviato al Vigorito, Ciro Novellino

Infortunio Mertens, arriva la prima diagnosi dello staff medico azzurro

0
Infortunio Mertens, arriva la prima diagnosi dello staff medico azzurro

Arrivano le prime notizie sulla situazione di Dries Mertens che ha chiesto il cambio durante il match contro il Benevento: piccola distorsione alla caviglia. Questa la prima diagnosi fatta dallo staff medico della SSC Napoli, guidato dal dottor Alfonso De Nicola che ha accompagnato il belga direttamente negli spogliatoi. Mertens ha subito un fallo da dietro che gli ha procurato una torsione innaturale della caviglia. Dolorante è uscito, ma non ci dovrebbero essere problemi per lui. A riportare la notizia sono i colleghi di Mediaset .

Foto – Sanremo: i luoghi che hanno fatto la storia della canzone italiana

4
Dal Teatro Ariston alla Statua di Mike Buongiorno: la storia della città di Sanremo che ha dato i natali ad una manifestazione artistica di fama internazionale.

Luciano Ligabue dice in una sua canzone famosissima che “C’è sempre una canzone, per caso o per fortuna”. A Sanremo, una piccola cittadina nel territorio ligure in provincia di Imperia, baciata da mare, la  canzone ha cambiato la vita di molte persone, non solo famose, ma che lo sono diventate grazie a qualche melodia che ha cantato il mondo intero: è il caso di Domenico Modugno, ma anche di Nilla Pizzi, cioè colei che nel 1951 ha dato i natali alla più bella e grande manifestazione del nostro paese. Grazie dei fiori è diventata non solo la canzone che ha portato a battesimo il Festival, ma anche il simbolo della sua stessa esistenza. La città dei fiori ha lasciato spazio, tra i petali e gli odori della sua colorata floricultura, a percezioni uditive più intense, quelle appunto del Festival della Canzone Italiana. Si sono succedute  68 edizioni sul palco dell’Ariston, tra lacrime d’emozione, alcune di rabbia e molte contestazioni. Sanremo ha trascinato con sé, fino ad oggi, immutata nel tempo l’atmosfera magica di un paese dei balocchi, dove durante la settimana della canzone tutto fa scena è tutto fa scoop. Pane per i denti di molti giornalisti, ma anche di molti appassionati, che si recano da altre parti d’Italia solo per assistere alla sfilata d’entrata del proprio cantante preferito o semplicemente per pura curiosità, quella che provoca l’ebrezza d’arte che solo Sanremo sa dare. Ancora oggi i riflettori sono puntati su questo piccolo centro che consta soltanto di 54 547 abitanti.  Dopo aver svelato oggi la giuria d’esperti che sarà presieduta da Pino Donaggio ed otto nomi del panorama dello spettacolo e della televisione italiana(Giovanni Allevi, Serena Autieri, Milly Carlucci, Rocco Papaleo, Gabriele Muccino, Andrea Scanzi e Mirca Rosciani), non si può non ripercorrere attraverso i suoi “luoghi” simbolici l’evoluzione della tradizione prettamente nostrana:

Primo fra tutti, il simbolo del festival è il Teatro Ariston : acquistato negli anni 50 come terreno edificabile da un vecchio imprenditore ligure,  Aristide Vacchino, soltanto nel 1963 diventerà il cine-teatro più importante d’Italia e dal 1977 noto in tutto il mondo per ospitare il Festival di Sanremo.

Precedentemente, le edizioni si tennero nel Salone delle Feste del Casinò su iniziativa dello stessa Casa da gioco, come attrazione per la clientela; si trattava di uno spazio “alla americana” dove i cantanti, sulla stregua dell’esempio delle sale internazionali, si esibivano tra i tavolini ed i drink delle coppie venute per ascoltare musica.

Oltre al Festival, la struttura ospita  il Premio Tenco ed il Premio Regia Televisiva (noto come Oscar Tv). Dal teatro Ariston sono inoltre state trasmesse nel 2008 e 2009 le prime due edizioni dello show televisivo di Rai Uno Ti lascio una canzone.

Segue il Casinò di Sanremo: una costruzione in stile liberty progettata dall’Ing. Eugène Ferret, ovvero, il primo gestore dell’attività, inaugurata nel 1905. Da sempre ospita sale da gioco ma è stato anche il primo investitore nel mondo dello spettacolo, promuovendo in maniera decisiva il Festival.

Non meno nota è la Statua di Mike Buongiorno: inaugurata nel 2009 è stata voluta dalla moglie del presentatore, infatti ha chiesto al Comune di accettare questa donazione, segno del legame di Mike con la città del Festival. 

Le Targhe dei vincitori : anche Sanremo, in pieno stile hollywoodiano ha la sua “Walk of fame”, infatti dinanzi all’Ariston, sono affisse tutte le targhe dei vincitori della manifestazione dal 1951 ad oggi: le placche in bronzo, realizzate dalla Fonderia Sancisi, sono messe l’una di seguito all’altra in gruppi di massimo cinque elementi, orientati alternativamente verso monte e verso valle fino all’incrocio con via Feraldi. Adesso non ci tocca che attendere: quale sarà la prossima?

 

 

Jorginho: “Ora dobbiamo limitare i loro contropiedi. Palo di Insigne? Non ho parole”

0
Le parole del giocatore del Napoli Jorginho al termine del primo tempo del match contro il Benevento

Le parole del giocatore del Napoli Jorginho ai microfoni di premium al termine del primo tempo del match contro il Benevento valido per la 23ma giornata di Campionato: “Credo che abbiamo fatto il nostro lavoro. Anche se con difficoltà siamo riusciti a fare il nostro gioco. Ora dobbiamo limitare i loro contropiedi. Palo di Insigne? Non ho parole [ride ndr]”

Juve Stabia vs Paganese le pagelle delle Vespe: Sorrentino provvidenza!

Le pagelle dei calciatori della Juve Stabia evidenziano un disastroso Simeri e un disastroso Crialese

Al termine della partita tra la Juve Stabia e la Paganese la redazione sportiva ha voluto stilare le pagelle dei calciatori stabiesi in riferimento a ciò che hanno fatto oggi in campo.

Branduani 5,5 In occasione del gol della Paganese esce anche lui male dalla sua area e si fa scavalcare dal colpo di testa di Cesaretti che anticipa Bachini. Per il resto non è chiamato a nessun intervento particolare

Nava 6 Ordinaria amministrazione per lui, cerca qualche sortita offensiva ma senza mordente

Marzorati 6,5 Buona la prima del nuovo acquisto. Non fa rimpiangere Morero mettendo in campo la grinta giusta e risultando più preciso nei suoi interventi difensivi rispetto a Santiago

Bachini 6 Non soffre la partenza di Morero e regge bene per tutta la partita, anche se una mano gliela dà la poca verve offensiva della Paganese

Crialese 5 Sbaglia una marea di cross per i compagni alcuni anche molto semplici, per il resto ordinaria amministrazione in considerazione di una Paganese quasi del tutto assente in area offensiva

Mastalli 5,5 Oggi un pò sottotono, forse saranno i postumi dell'influenza che lo ha tenuto lontano dal campo in quel di Trapani, sappiamo che può dare di più. Ora è lui il capitano e deve dimostrarlo

Vicente 6 Per i minuti giocati in sostituzione di Mastalli entra bene in partita e smista palloni a destra e a manca non disdegnando la fase di copertura.

Viola 6,5 Lotta come al solito in mezzo al campo recuperando palloni e provando a far ripartire la squadra.
Ora è lui l’uomo dei calci d’angolo ma quest’oggi sono pochi e non riesce ad indovinare la traiettoria vincente come fatto a Trapani

Simeri 5 Ci mette tanta corsa, impegno e cuore, ma questi da soli non bastano per fare gol. Ne sbaglia tre di cui uno davvero clamoroso, è un momento no e si vede. Speriamo che passi in fretta perché la Juve Stabia ha bisogno di uomini freddi che sappiano sfruttare ogni occasione.

Sorrentino 6,5 Entra e dopo pochi secondi trova il movimento giusto per liberarsi da solo davanti a Gomis.
Realizza la sua prima rete in maglia gialloblè. Una rondine non fa primavera ma se questo è il suo bigliettino da visita, alla seconda occasione, allora questo fa ben sperare.

Strefezza 6,5 Ha il merito di trovare il cross giusto per Sorrentino in occasione del pareggio. Inizia a giocare dietro Paponi e poi viene spostato sull’out sinistro ma la sostanza non cambia, la sua duttilità è eccezionale.

Canotto 6 Meno appariscente del solito, trova il guizzo giusto nel primo tempo ma Gomis è bravo a  respingere la sua conclusione. Esce stremato per far posto a Melara.

Melara 6 Quando tocca il pallone si nota subito che ha una qualità importante, purtroppo per lui e per la Juve Stabia la condizione non è al meglio. Può dare una mano importante se riuscirà a trovare la giusta condizione.

Paponi 5,5 Come per Simeri sbaglia in più di un’occasione il controllo giusto per poi calciare a rete. Per un attaccante della sua esperienza sono errori grossolani. Nella prima parte di stagione è stato l’uomo in più per le Vespe, ora sembra aver perso un pò di smalto.

Caserta 6,5 Trova il cambio giusto con Sorrentino che ripaga la fiducia riposta in lui. Al di là di questo cambio, a differenza della gara con il Catanzaro, non abbassa la squadra ma sposta Strefezza sulla fascia per allargare il gioco. Non è colpa sua se Simeri e Paponi non pungono e se il palo si mette di mezzo nella conclusione di Melara.

© TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto. E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla nostra Redazione. L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo.

Poker della Givova Scafati, battuta anche la Leonis Group Roma

0
Quarta vittoria consecutiva per la Givova Scafati che batte tra le mura amiche la Leonis Group Roma

Poker di vittorie consecutive della Givova Scafati, che inanella il quarto successo di fila, superando tra le mura amiche anche la Leonis Group Roma, una delle formazioni più forti e meglio attrezzate dell’intera categoria. Il risultato finale della diciannovesima giornata del campionato di serie A2 (girone ovest) non è mai stato in dubbio: praticamente sin dalla palla a due, il quintetto di casa ha tenuto il naso avanti e, tranne qualche breve parentesi, ha gestito con personalità e grande organizzazione la sfida, uscendo a braccia protese tra gli applausi del PalaMangano. Alla fine, l’ha spuntata la squadra più forte sia quanto ad organizzazione di gioco, che a fisicità.

I principali terminali offensivi dell’Eurobasket iniziano la contesa con le polveri bagnate. Ne approfittano i locali per creare sin da subito un buon divario (6-0 al 3’). La difesa a zona imbastita da coach Perdichizzi tarpa le ali dei viaggianti, mentre Sherrod alza la voce sotto le plance, permettendo ai suoi di allungare 14-1 al 6’. Solo nella seconda parte di frazione, la Leonis Group (bene Deloach e Pierich) riesce ad alzare la testa e, grazie anche al cambio difensivo (da uomo a zona), riduce le distanze (18-8 al 7’). La risposta locale è però affidata alle mani di Spizzichini, che conduce i suoi avanti 22-11 alla fine del primo periodo.

La pressione a tutto campo e la verve di Brkic, Fanti e Venuto valgono il 24-17 al 13’. I capitolini mostrano i denti ed affilano le unghie, facendo male all’avversario e riducendo sensibilmente il distacco (26-21 al 15’). La Givova non ha più in mano le redini dell’incontro e fatica non poco a conservare un discreto margine di vantaggio (30-25 al 17’). Ci pensa allora Santiangeli, prima dell’intervallo lungo, a pigiare il piede sull’acceleratore, consentendo ai padroni di casa, con l’aiuto di Lawrence, di guadagnare gli spogliatoi avanti 39-30.

Cambiano i canestri d’attacco, ma non l’intensità della sfida e l’aggressività con cui si affrontano i quintetti in campo, che si equivalgono ed inscenano una sfida divertente e vibrante (48-37 al 25’). Sherrod ha un sussulto d’orgoglio e realizza i canestri che valgono il 53-39 al 26’. Ma l’Eurobasket non si spaventa, si affida ai due statunitensi Sims e Deloach e non fa scappare via l’avversario (53-43 al 28’). Il terzo quarto si chiude 55-43.

Gli ospiti ci credono e non mollano la presa, anzi cominciano l’ultimo periodo di gran carriera, difendendo forte a tutto campo, riducendo il distacco, grazie ai centri di Cesana (55-48 al 32’). Ma è un fuoco di paglia: la difesa intensa dei gialloblù, le triple di Crow, i canestri di Lawrence e Sherrod valgono il 69-48 al 36’ (parziale di 14-0), che di fatto chiude anticipatamente il match. I minuti che separano i quintetti dalla sirena finale sono solo garbage time (finale 74-55).

Dichiarazione dell’allenatore Giovanni Perdichizzi: «Abbiamo disputato una gara difensiva di grande spesso ed aggressività, tenendo Roma a 55 punti, difendendo con grande intelligenza, contro una squadra che veniva da tre vittorie nelle ultime quattro partite. Siamo stati bravi a difendere con aggressività e con organizzazione, costringendo gli avversari a tiri forzati e giocando in transizione, con un ritmo partita più consono alle nostre caratteristiche. Abbiamo giocato laddove abbiamo pensato di avere vantaggi, in particolare in post basso con Sherrod. Tutta la squadra, anche chi è venuto dalla panchina, si è mosso con grande attenzione, rispettando quello che era il nostro piano partita. Dal punto di vista tattico è stata una delle migliori partite del campionato contro una squadra che aveva battuto Tortona ed espugnato Agrigento e che temevamo molto. Abbiamo fatto un passo importante in avanti sotto l’aspetto difensivo, dove nelle ultime partite, pur vincendo, non eravamo riusciti ad avere continuità agonistica per 40’. Stavolta invece abbiamo gestito bene anche la situazione falli. Usciamo soddisfatti, mettendo due punti preziosi in classifica, con la testa già alla partita di mercoledì a Siena che si preannuncia durissima, contro una squadra che in casa ha battuto quasi tutte le big del campionato».

I TABELLINI  GIVOVA SCAFATI 74  LEONIS GROUP ROMA 55 (Parziali: 22-11; 17-19; 16-13; 19-12)

GIVOVA SCAFATI: Lawrence 25, Crow 10, Trapani, Spizzichini 10, Romeo 4, Ranuzzi 2, Ammannato, Pipitone, Santiangeli 8, Sherrod 25. ALLENATORE: Perdichizzi Giovanni. ASS. ALLENATORE: Marzullo Alessandro.

LEONIS GROUP ROMA: Deloach 11, Casale 6, Fanti 4, Cesana 5, Sims 7, Bonessio 6, Piazza 6, Venuto 3, Brkic 3, Pierich 4. ALLENATORE: Turchetti Andrea. ASS. ALLENATORI: Di Chiara Luca e Righetti Alex.

ARBITRI: Costa Alessandro di Livorno, Marota Giampaolo di San Benedetto Del Tronto (Ap) e Mottola Christian di Taranto.

NOTE: Tiri dal campo: Scafati 29/76 (38%); Roma 18/55 (33%) Tiri da due: Scafati 24/51 (47%); Roma 12/33 (36%). Tiri da tre: Scafati 5/25 (20%); Roma 6/22 (27%). Tiri liberi: Scafati 11/23 (48%); Roma 13/23 (57%). Falli: Scafati 20; Roma 25. Usciti per cinque falli: Sims. Espulsi: nessuno. Rimbalzi: Scafati 53 (33 dif.; 20 off.); Roma 38 (30 dif.; 8 off.). Palle recuperate: Scafati 5; Roma 5. Palle perse: Scafati 5; Roma 10. Assist: Scafati 15; Roma 13. Stoppate: Scafati 1; Roma 2. Spettatori: 1.500 circa.

Il Podio Gialloblù di Juve Stabia – Paganese 1 – 1

Derby amaro per la Juve Stabia, che al Menti riesce solo a riacciuffare la Paganese dopo il vantaggio iniziale degli azzurrostellati. Il ritorno alla vittoria casalinga è ancora rimandato.

 PODIO

Medaglia d’oro: a Lorenzo Sorrentino, che impiega meno di un minuto per far innamorare i tifosi della Juve Stabia. Rete indimenticabile per la punta classe 1995, neo acquisto gialloblù, la cui giornata ricorda quella dell’esordio in A di un giovanissimo Alberto Paloschi col Milan; tempo 10 secondi e l’allora semisconosciuto regalò la vittoria al Milan, facendo raggiungere picchi altissimi al sopracciglio di Ancelotti, coraggioso a buttarlo nella mischia. Molto meno contenuta la gioia di Caserta, che esulta di rabbia, consapevole della sua intuizione vincente e di poter contare su un’altra punta valida e motivata, Sorrentino è infatti bravissimo ad appoggiare di giustezza la palla perfetta di Strefezza in rete, evitando alle Vespe una sconfitta che avrebbe avuto i contorni della tragedia sportiva.

Medaglia d’argento: a Gabriel Strefezza, ancora tra i più ispirati tra i padroni di casa. Gara al solito solida ma, allo stesso tempo, colma di qualità per il soldatino brasiliano, che con la sua fantasia dà verve ad una squadra che, ad oggi, appare giocare più con la forza che con le idee. E’ infatti il 21 gialloblù a pennellare la palla che scavalca la difesa della Paganese finendo esattamente sul piede di Sorrentino e poi alle spalle di Gomis. Da pedone di inizio stagione, Strefezza diventa così l’alfiere dello scacchiere gialloblù quello cui diventa impossibile fare a meno: a confermarlo sono le parole nel post gara di Caserta, che, tra un complimento ed un altro, non esclude di voler provare il suo fantasista anche nella posizione di mezz’ala in un centrocampo a tre.

Medaglia di bronzo: a Lino Marzorati, il cui esordio con la Juve Stabia è preciso e senza sbavature. Pronti via e il nuovo numero 5 stabiese viene buttato nella mischia da Caserta, colmando così il vuoto lasciato dall’ex capitano Morero. Marzorati si disimpegna bene, risultando attendo nei disimpegni e non soffrendo la carenza di automatismi, ancora da formare, con i nuovi compagni. Buona inoltre, la scelta di tempo con cui Marzorati nel finale ferma, dopo il pareggio stabiese, un pericoloso contropiede di Scarpa e compagni.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: a Simone Simeri, incappato in un’altra giornata no. Si sa: la carriera di un attaccante difficilmente vive di periodi neutri, in cui le cose vanno in modo normale. O va tutto perfettamente, con la palla che finisce in rete anche di spalla, schiena ed orecchio, o va tutto male, con la porta che sembra spostarsi pur di non farsi insaccare. E’ chiaro che Simeri stia vivendo il secondo periodo, quello in cui le cose vanno come peggio non si potrebbe. Tre le palle gol nitide non sfruttate dall’ariete stabiese, che non può aver perso il senso del gol mostrato nella prima parte di stagione; sorvolando sulle giuste critiche, serve ora che Simone non perda la bussola, tornando a giocare con la stessa fame, mista a serenità e consapevolezza di sé, propria del suo repertorio.

Medaglia d’argento: a Carlo Crialese, molto impreciso in fase di cross. Poca precisione nella prestazione del terzino mancino ex Cremonese, che sciupa davvero tante possibilità di imbeccare bene Paponi e compagni. Buono l’appoggio che il 14 offre ai compagni di centrocampo ed attacco, per poi però perdersi nel momento più importante per un terzino: la fase di cross verso l’area di rigore. Non una nelle gare migliori di Crialese, che ha tutte le qualità per prendere per mano sulla sua fascia la Juve Stabia.

Medaglia di bronzo: a Luigi Canotto, versione scolorita dell’esterno imprendibile per gli avversari. Come un fiammifero, la gara di Canotto vive e si esaurisce in una brevissimo fuoco, che si spegne poi in breve tempo. Pochi spunti e poca intraprendenza nella prestazione del 18 della Juve Stabia, che combina poco sia sull’out destro che su quello opposto. In questo momento di difficoltà, proprio i più esperti (come anche Paponi) sono chiamati in campo a cercare la giocata rischiosa ma decisiva e fuori dal rettangolo verde a toccare le corde giuste dei più giovani, trasmettendo serenità ma anche cattiveria.

Raffaele Izzo

Chiriches: “Non dobbiamo pensare che giochiamo contro l’ultima in classifica”

0
Le parole del difensore del Napoli Vlad Chiriches prima del match contro il Benevento

Le parole del difensore del Napoli Vlad Chiriches, ai microfoni di Premium Sport, prima del match contro il Benevento: “Non dobbiamo pensare che giochiamo contro l’ultima in classifica, dobbiamo vincere la partita dando il massimo. Rischi? Dobbiamo entrare in campo con cattiveria e concentrazione. Controsorpasso Juve? Pensiamo a noi, facciamo la nostra partita e vinciamo”

Presidente del Benevento, Vigorito: “Stasera siamo di fronte alla squadra più forte d’Europa, più bella della Juve”

0
Le parole del presidente del Benevento Oreste Vigorito Sport prima del calcio di inizio della partita contro il Napoli

Le parole del presidente del Benevento Oreste Vigorito, ai microfoni di Premium Sport prima del calcio di inizio della partita contro il Napoli: “Odore d’impresa? I miei sensi si sono attutiti alla mia età. Siamo di fronte alla squadra più forte d’Europa, più bella della Juve. Siamo un cantiere aperto, vogliamo rimettere in sesto questa barca. Non è questa la serata in cui cerchiamo cose particolari, ma un conforto alle scelte fatte dall’allenatore e dalla società.  Abbiamo fatto un mercato per restare in A, niente speranze folli. Vogliamo tentarci fino in fondo. La società aveva l’obbligo di investire ed intervenire. Speriamo che il valore tecnico sia tale da aiutarci negli scontri in cui abbiamo il dovere di vincere, non stasera ovviamente.  Abbiamo dato a De Zerbi ciò che aveva chiesto, come tutti gli allenatori del Benevento in precedenza. Ci sono rivoluzioni fin quando non raggiungevamo un assetto particolare. Colpa di tutti, meriti di tutti. Ma non mancheranno mai investimenti per i calciatori.  Sagna è un campione e sa che è difficilissimo, ma ha fatto battere il suo cuore venendo qui”.

Milano, fino al 4 marzo le memorie di James Nachtwey a Palazzo Reale

0

Fino al 4 marzo è possibile visitare Memoria, la prima mostra antologica sul lavoro di James Nachtwey curata dallo stesso fotografo e da Roberto Koch.

UNA MOSTRA DI IMPEGNO CIVILE

La mostra è divisa in diciassette sezioni e raccoglie duecento immagini tratte dai reportage più significativi realizzati nei trentacinque anni di carriera di Nachtwey.

Le fotografie sono un pugno allo stomaco che si ripete all’infinito. Il genocidio in Ruanda  nel 1994, la terribile guerra in Cecenia, il dramma dei bambini disabili negli orfanotrofi della Romania degli anni ’90, fino all’attacco delle Torri Gemelle nel 2001 e ai flussi migratori verso l’Europa sono appesi alle pareti. E ci guardano.

Memoria è un progetto di forte impegno civile, capace di immortalare immagini incredibilmente potenti di dolore, violenza, morte e ingiustizia. Lo spettatore ne diventa il testimone e esce dalla mostra dilaniato e consapevole.

L’ARTISTA

James Nachtwey (1948) è considerato uno dei più importanti fotoreporter di guerra della contemporaneità e erede di Robert Capa.  Con una formazione umanistica e artistica -Natchwey studia Storia dell’Arte e Scienze Politiche al Dartmouth College- inizia ad avvicinarsi alla fotografia ammirando gli scatti che, tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, documentano le grandi marce civili e la guerra in Vietnam. Nachtwey diventa fotoreporter nel 1976, ricevendo il suo primo incarico all’estero nel 1981, quando si trova a documentare lo sciopero della fame di alcuni militanti dell’IRA. Da quel momento la sua macchina fotografica lo porterà tra i conflitti bellici e sociali più devastanti.

Nel 1984 il fotografo lavora per il Time, dal 1986 al 2001 fa parte dell’agenzia fotografica Magnum Photos e nel 2001 fonda l’agenzia VII. Molti i premi e i riconoscimenti ricevuti in più di 40 anni di carriera: la Robert Capa Gold Metal (vinta cinque volte), il World Press Photo, l’Infinity Award for Photojournalism e il Dresden Peace Prize. Una retrospettiva sulla sua opera è stata presentata nel 2016 a Palazzo della Ragione.