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Napoli, sputi e lanci di oggetti contro il 118: due raid in due giorni

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Napoli, sputi e lanci di oggetti contro il 118: due raid in due giorni

Napoli, due raid in due giorni contro il 118, che lo hanno visto colpito da sputi e oggetti vari che hanno diversi danni alla struttura. L’ultimo episodio è avvenuto ieri sera, intorno alle 19.30 durante un’intervento di soccorso per un incidente stradale su corso Sirena, a Ponticelli. Il personale della postazione 118 è stata oggetto di minacce, insulti e strattonamenti perchè, secondo il gruppetto di persone che stavano attendendo l’ambulanza, i soccorsi avevano impiegato troppo tempo ad arrivare. Medici e infermieri del servizio, invece, segnalano che la chiamata in centrale è giunta alle ore 19.23 mentre esattamente un minuti dopo l’equipaggio è partito dalla postazione Ponticelli per raggiungere alle 19.29 il luogo dell’incidente, per un totale di 5 minuti di attesa.

Ma non è la prima volta, anche il giorno prima è avvenuta una cosa analoga: la postazione 118 di Pianura che sosta in via dei Grassi, è stata nel mirino di lanci di oggetti e ortaggi, cosa che avviene frequentemente nei turni di notte. In questo caso, però, l’ambulanza è stata presa di mira da balordi che hanno anche tentato di salire sul tetto del mezzo di soccorso per puro divertimento.

FOTO e VIDEO ViViCentro – Castellammare, sciopero al Liceo Classico “Plinio Seniore”: giusta causa, carenza di aule

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Castellammare di Stabia, questa mattina gli alunni del Liceo Classico “Plinio Seniore” hanno scioperato davanti la sede principale della scuola, in Via Nocera: ecco i dettagli

Castellammare di Stabia, sono le 8:00 del mattino, e mentre gli alunni di tutte le scuole stabiesi, si apprestano a dar luogo alla loro giornata scolastica, gli alunni del Liceo Classico “Plinio Seniore”, la cui dirigente scolastica è la Dottoressa Fortunella Santaniello, hanno invece deciso di scioperare. Davanti scuola sono stati numerosi gli alunni presenti ed anche bene informati riguardo le motivazioni dello sciopero, ma non solo, c’erano anche delle mamme preoccupate per i disagi che i loro figli si trovano a dover affrontare quotidianamente a scuola, da due anni a questa parte.

Riguardo le motivazioni, la Redazione di VIVICentro.it, ha parlato con due dei quattro, Rappresentati di Istituto presenti allo sciopero. F. Serretta ha dichiarato: “Questo sciopero ha origine da disagi passati. L’anno scorso abbiamo occupato perchè abbiamo un problema enorme a scuola: abbiamo poche aule e un numero troppo alto di iscrizioni. Alla fine dell’occupazione, che è durata 5 giorni e che a livello scolastico, riconosco che ci ha distrutto, c’era stato promesso dalle Istituzioni Locali e dalla stessa Dirigenza, che nel settembre del 2017 avremmo avuto una sede, che però non è mai arrivata. Per quattro mesi abbiamo cercato di parlare con la Dirigenza e le Istituzioni Locali, per cercare di arrivare ad un compromesso, ma questa sede non è mai arrivata e nè tanto meno ci hanno fatto sapere niente al riguardo. Di conseguenza abbiamo deciso di attivarci e di agire in maniera diversa, in modo tale da far tornare a galla il problema e di farlo conoscere a più persone possibile perchè abbiamo bisogno di aiuto per risolvere questo problema. Per noi la Dirigenza e le Istituzioni, non stanno facendo il massimo, manifestiamo per portare di nuovo fuori il problema.” 

Alla domanda, se i Rappresentati si fossero attivati per parlare anche con il nuovo Commissario Prefettizio, l’altro rappresentante, A. Dolvi, ha risposto “La settimana scorsa abbiamo provato a fare il comitato studentesco e 10 minuti prima che iniziasse, la Preside ci ha chiamato nel suo ufficio, in presidenza, e ci ha chiesto di darle una settimana di tempo per organizzare l’incontro con il Commissario Prefettizio e con la Provincia. Di conseguenza, alle parole della Preside, noi avevamo deciso di non scioperare e glielo avevamo fatto anche presente, infatti la stessa aveva detto che era orgogliosa di noi. Ma questo incontro fino a ieri non è avvenuto e per questo abbiamo deciso di attivarci. Noi sappiamo che la Dirigenza non ha colpe, perchè di tutto questo se ne dovrebbe occupare la Provincia, e siamo contenti perchè quest’anno noi rappresentati abbiamo aperto un grande dialogo con la Preside, e non c’è scontro come è stato con i rappresentati dell’anno scorso.” 

Continua F. Serretta: “Noi pensiamo che sia la Dirigenza e le varie Istituzioni, quelle locali e non, non si stanno attivando come potrebbero. Noi abbiamo avuto false promesse e questa cosa ci ha fatto arrabbiare. Abbiamo continuato a lottare in maniera pacifica, infatti abbiamo scelto di fare lo sciopero sotto la sede principale per evitare di bloccare il traffico, e non solo, i ragazzi sono liberi di entrare tranquillamente e fare lezione, non siamo nessuno per fermali, infatti abbiamo scelto di scioperare alle 8:00 proprio per dare la possibilità anche ai ragazzi che hanno la mezza rotazione e che entrano alle 11:00, di poter partecipare allo sciopero. Una cosa è certa, non abbiamo intenzione di fermarci, ci saranno altre manifestazioni al riguardo, finchè non verremmo ascoltati e finchè non ci verrà dato quello che ci spetta.”

Gli alunni presenti allo sciopero erano tutti bene informati riguardo le motivazioni, in quanto sono essi stessi, che in prima persona, stanno subendo degli abusi, e delle ingiustizie. Una ragazza ha dichiarato: ” Una volta, a causa della mancanza delle aule, siamo stati costretti a fare lezione in un aula insieme ad altre 2 classi. In totale eravamo 60 alunni, una cosa inumana. Noi sappiamo che sono stati sbloccati dei fondi per le scuole, siamo informati, perchè non li usano per darci una terza sede?”

Perchè in sostanza è questo che chiedono i ragazzi, una terza sede, o almeno una sede succursale più grande, che riesca ad andare in contro alle esigenze di numero di iscrizioni riscontrate negli ultimi anni. Il Plinio Seniore stabiese, come si sa, negli ultimi anni ha aggiunto all’indirizzo classico e delle scienze umane, di base, anche quello linguistico e artistico, e questo ha portato a far schizzare alle stelle il numero degli iscritti.

Come si legge infatti da uno striscione posto davanti la scuola, il motto dei ragazzi è: “Prima le soluzioni, dopo le iscrizioni”. Certo il modo di manifestare di questi giovani è stato un po irruento, e con ogni probabilità poco adatto, ma come dare torto a questi ragazzi, che si vedono sottratti il diritto a studiare nella maniera più adeguata e in strutture che lo consentano.

a cura di Vincenza Lourdes Varone

Torre Annunziata, cadavere di una donna rinvenuto in spiaggia: i dettagli

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Torre Annunziata, cadavere di una donna rinvenuto in spiaggia, del Lido Azzurro: i dettagli

Torre Annunziata, questa mattina è stato ritrovato un cadavere sulla spiaggia del Lido Azzurro. Il corpo è quello di una donna anziana.  E’ stato uno choc per chi ha trovato il cadavere, in quanto la donna era completamente nuda, tranne per il fatto che indossava il reggiseno, di conseguenza si è subito pensato ad un atto fatto nella maniera più brutale possibile.

Sul posto sono giunti, repentinamente, anche la Polizia e Carabinieri allertati dalla Capitaneria di Porto. Le forze dell’ordine, insieme alla squadra scientifica, hanno iniziato a fare rilievi e indagini per risalire all’identità della povera vittima e alle modalità con cui è morta e soprattutto come è giunta, verosimilmente via mare, sull’arenile oplontino.

Dalle prime indagini è emerso che aveva 81 anni e si chiamava N. D. F. Il riconoscimento del cadavere, è avvenuto grazie ad un familiare. Sembrerebbe che la donna soffrisse si depressione e che si era allontanata da casa nella serata di ieri, come già capitato in passato.

La donna era completmanete nuda ed indossava solo il reggiseno. Poco distante, sulla spiaggia del Lido Santa Lucia, pare sia stato trovato uno scaldacollo che forse era indossato dalla signora. Da lì, probabilmente, la donna si sarebbe tuffata in mare una volta spogliatasi. Il corpo sarebbe poi stato trascinato dalle correnti dove è stato rinvenuto.

L’ipotesi è che l’81enne si sia suicidata, lanciandosi dalla scogliera e tuffandosi in mare e lasciandosi annegare. Ma queste sono, per l’appunto ipotesi, solo l’autopsia sul colpo del cadavere, potrà togliere ogni dubbio.

 

Florida, studente espulso fa una strage al liceo: almeno 17 morti e 15 feriti

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Florida, studente espulso fa una strage al liceo: almeno 17 morti e 15 feriti

Strage in Florida: un ex studente ha aperto il fuoco all’interno dell’istituto che frequentava uccidendo 17 persone e ferendone decine. Si chiama Nikolas Cruz, ha 19 anni ed era stato allontanato dalla scuola perchè ritenuto una “potenziale minaccia“.

E’ accaduto ieri alle 14:30 ora locale, le 20:30 in Italia, al liceo Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, a circa 70 chilometri a nord di Miami. Il giovane si è servito di un fucile d’assalto semi-automatico Ar-15. Ha fatto scattare l’allarme dell’istituto in modo che gli studenti e gli insegnanti uscissero dalle aule; poi munito di maschera antigas e fumogeni, ha dato il via alla sua follia omicida.

LEGGI ANCHE: Strage in una scuola in Florida: è il 27° episodio del 2018 (VIDEO CNN)

Ne ha uccisi 17: dodici all’interno delle aule, due mentre tentavano di mettersi in salvo, una vittima per strada, e due sono decedute in ospedale. 15 invece i feriti, alcuni in gravi condizioni.

Il 19enne ha tentato di dileguarsi ma è stato bloccato dalla polizia. Mostrava segni di difficoltà respiratoria, quindi è stato condotto prima in ospedale per accertamenti e poi alla centrale di polizia.

Ancora non sono chiare le motivazioni che hanno spinto Nikolas Cruz a sterminare docenti e compagni di scuola. Già in passato era stato identificato come una potenziale minaccia per il Miami Herald. “L’anno scorso ci avevano detto che non sarebbe potuto entrare a scuola se avesse avuto con sé uno zaino – ha spiegato al giornale Jim Gard, insegnante di matematica che aveva avuto Cruz tra i suoi allievi – Ci sono stati dei problemi, ha minacciato degli studenti l’anno scorso e mi sembra che gli fosse stato ordinato di lasciare il campus”.

A Sanremo un abito realizzato con i fiori di Castellammare di Stabia: spettacolare!

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Un abito realizzato con fiori stabiesi

Durante la settimana della 68a edizione del Festival di Sanremo, nella città dei fiori, sono giunti anche fiori provenienti dal mercato di Castellammare di Stabia e da Sanremo per realizzare un abito prodotto dalla signora Franca e da Pasquale il figlio. “L’Orchidea” è stata selezionata per partecipare a questo evento e per la prima volta è stato realizzato questo abito da madre e figlio. Fiori veri, naturali, e nulla di finto. A presentare l’abito di fiori Veronica Maya, giornalista. Durante l’iniziativa, tra gli ospiti,  anche Sofia Di Chicco, Miss Europe Continental Italy 2017.

Lippi: “Juve, resta ottimista e rosica un po’. Derby? Cambia poco, bianconeri abituati a vincere”

Le sue parole a Tuttosport

Marcello Lippi, ct della Cina, ha rilasciato un’intervista a TuttoSport: «Sono perfettamente d’accordo con Allegri (che ha dichiarato dopo il 2-2 in Champions: “Se qualcuno pensava che avremmo dovuto battere il Tottenham 4-0 ha bisogno di un dottore bravo”, ndr). Max ha ragione e fa bene a respingere in maniera netta tutta la negatività che arriva dall’esterno. Vincere non è affatto scontato, in Champions . Il Tottenham è un’ottima squadra. E se il 2-2 fosse arrivato in rimonta, recuperando due gol agli inglesi e non facendoseli recuperare, adesso si farebbero tutti altri discorsi in ottica ritorno. Un po’ di rosico ci sta per come era iniziata la gara, però non è ancora finita. C’è un’altra partita».

Cosa non è andato nella Juventus? «Non tocca a me dirlo, non mi permetterei mai. Parlare di quello che è successo non ha senso, bisogna stare vicino alla squadra e guardare avanti con ottimismo. Allegri e i giocatori sanno perfettamente quello che ha funzionato e quello che non è andato bene. Parliamo di un allenatore e di una squadra che da anni stanno ottenendo risultati importanti in Italia e a livello internazionale». 

Gli ottimisti puntano sulla fragilità della difesa del Tottenham: concorda? «Io avevo pronosticato una partita simile a quella contro il Barcellona dello scorso anno. All’inizio è andata così, poi è diventata una gara un po’ stregata, penso al rigore sbagliato da Higuain. Ma l’ultima cosa che deve succedere è che la squadra ora perda autostima, proprio per questo condivido in pieno quanto detto da Allegri. Ripeto: c’è un’altra partita da giocare per qualificarsi ai quarti».

Sensazioni per la gara di ritorno? «Non la sbaglieranno a Wembley. E non c’è soltanto la vittoria. Si può passare anche con un 2-2 nei 90’ e un gol nei tempi supplementari».

Questa situazione le ricorda qualche episodio del passato? «Ci sono delle anologie con i nostri quarti del 2003. A Torino pareggiammo 1-1 contro il Barcellona. E poi siamo andati al Camp Nou a giocarci la qualificazione. Siamo passati in vantaggio con Nedved, abbiamo subito il pareggio di Xavi e siamo rimasti in dieci per l’espulsione di Davids. Partita infinita: ai supplementari cross di Birindelli e gol di Zalayeta. In quella Champions abbiamo distrutto le spagnole. Prima del Barcellona avevamo battuto il Deportivo la Coruna e in semifinale eliminammo il Real Madrid». 

 

Sarri e gli amici: “Ci parlò di Verdi, oggi ha un’idea diversa. Scaramanzia? Sistemava con lo scotch le scarpe”

Le parole degli amici di Sarri

«I primi anni – spiega Angelo Briganti a Il Mattino- ci mettevamo all’uscita degli spogliatoi e aspettavamo la squadra, cosi’ che Sarri si potesse fermare qualche minuto a parlare con noi prima di mettersi dietro ai suoi ragazzi». «E’ un maestro di calcio», aggiunge Angelo con un sorriso grande come tutta la Toscana. Lui e altri sei o sette amici erano la «seconda squadra» di Maurizio Sarri, quella che lui allenava con le parole ogni santo giorno. «Se non ci vedeva era preoccupato – racconta Flavio Ingargiola – al punto tale che se c’era il giorno di allenamento a porte chiuse, si affacciava fuori dallo stadio e ci gridava: “Che fate lì fuori, io vi voglio dentro”. «Ha portato per settimane le stesse scarpe – raccontano insieme Flavio Ingargiola e Vincenzo Valori e, se pure si rompevano, lui le sistemava con lo scotch pur di non cambiarle. Cosi’ come la giacca a vento che sul retro era completamente bruciata dal calore delle sigarette». Un aneddoto anche sul mercato: «Ricordo perfettamente cosa mi disse di Verdi», dice ancora Flavio. «Per Maurizio aveva ottime gambe ma era ancora un po’ ragazzino, chissa’ che adesso non abbia cambiato idea: per questo lo voleva al Napoli».

Sarà un San Paolo deserto, pochi biglietti venduti: la causa è solo una

Sarà un San Paolo deserto, pochi biglietti venduti: la causa è solo una

Sono solo 10mila i tagliandi staccati fino ad ora per Napoli-Lipsia. E c’è la grossa consapevolezza che non si recupererà con l’avvicinarsi alla gara di stasera alle 21.05. L’appeal dell’Europa League non attecchisce sui tifosi napoletani. Lo riporta La Gazzetta dello Sport. E’ evidente che il campionato incide sull’acquisto di un biglietto per una gara infrasettimanale. Questo poi accade in particolar modo se le condizioni meterologiche di stasera sono così rigide.

La Gazzetta critica il Napoli: “Squadra non competitiva in Europa, incomprensibile”

Il pensiero della rosea sul Napoli

La Gazzetta dello Sport fa il punto sugli obiettivi del Napoli e il modo della squadra di Maurizio Sarri di affrontare tutto ciò che non è campionato: “Se è vero che il Napoli ha fallito nella massima competizione europea e nella coppa nazionale, è pur vero che in campionato non c’è avversario che tenga, il suo cammino è eccellente e il primato è stato inattaccabile, finora. Per questo tutto quello che non sia campionato non attecchisce sui napoletani. La mentalità europea non è ancora il massimo. È incomprensibile l’involuzione che la squadra evidenzia elle competizioni collaterali al campionato. C’è una dimensione che il Napoli non ha ancora raggiunto: l’essere competitivo in Europa”.

Verdi: “Napoli poteva cambiarmi la carriera, ma non mi pento su De Laurentiis…”

Le sue parole dopo il no al Napoli

Simone Verdi, attaccante del Bologna e grande obiettivo di mercato del Napoli per il mercato di gennaio, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera:

Simone Verdi, i nomi di Riva, Virdis e Paolo Rossi le dicono qualcosa? «Sì, che non sono stato l’unico stupido a dire no a una grande… Scherzi a parte, io non ho detto no al Napoli, ho detto sì al mio percorso al Bologna: non potevo andarmene a gennaio dopo tutta la fiducia che ha riposto in me quando venivo dalla retrocessione col Carpi».

Ma il caso è montato comunque. «Già. E molto più grande del dovuto. Ho dovuto sentire tante falsità, cose brutte persino sulla mia famiglia e sulla mia fidanzata, che avrebbero interferito nella scelta. Poi ho sbagliato anch’io…».

In che senso? «Avrei dovuto intervenire subito per spiegare e calmare le acque: invece la mia riservatezza, che ritengo un pregio, ha peggiorato la situazione».

E com’era la situazione? «L’offerta del Napoli poteva cambiare la mia carriera, lo so. Ma, dopo avere giocato già in sei squadre, a 25 anni qui ho trovato per la prima volta la mia casa calcistica. Sento di avere un progetto da condurre fino a giugno».

Molti non le hanno creduto e hanno detto che dietro il no c’erano altri club, cioè i soliti: Inter, Milan, Juve… «Mi viene da ridere. No, nessuno muoveva i fili. So ragionare da solo».

De Laurentiis ha detto: «Verdi mi ha deluso». «Forse ho mandato un messaggio sbagliato. Ma sia chiaro: il problema non era Napoli, e non ho mai detto sì per poi cambiare idea».

Sarri l’ha chiamata, vero? «Sì. Una telefonata amichevole. Ha capito, con molta serenità e sensibilità».

 

 

Strage in una scuola in Florida: è il 27° episodio del 2018 (VIDEO CNN)

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La violenza delle armi torna a insanguinare le scuole americane. Nikolas Cruz, ex studente di 19 anni, fa irruzione in un istituto della Florida e uccide almeno 17 persone. Il ragazzo aveva una passione per armi, bombe e siti estremisti.

«Almeno 17 vittime». Il killer è un ex alunno: era stato allontanato dal campus perché «pericoloso»

NEW YORK – Torna la violenza nelle scuole americane. Stavolta ha colpito la Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, nella Florida meridionale, dove un ex studente ha ucciso – secondo quanto riferito dalla polizia – almeno 17 persone.

L’allarme è scattato verso le tre del pomeriggio, quando nella scuola si sono sentiti i primi spari. Stoneman Douglas è un grande istituto superiore della contea di Broward, frequentato da oltre 3000 studenti. Il panico si è diffuso rapidamente, con la polizia locale e l’Fbi che sono arrivate subito sul posto per bloccare il colpevole e far scappare le vittime. Un’ora dopo però l’assalitore era ancora libero.

Secondo le testimonianze raccolte all’esterno dell’edificio, l’attacco è cominciato all’interno di una classe. Il killer è stato identificato come Nicolas Cruz, 19 anni, un ex studente conosciuto perché in passato aveva minacciato i colleghi, al punto di essere allontanato dalla scuola: «Lo evitavamo – ha raccontato alla tv locale Wsvn uno dei ragazzi in fuga – perché sapevamo che era pericoloso». Il colpevole aveva anche una passione per le armi e voleva fare il militare: «Lo so – ha aggiunto il testimone – perché me le aveva mostrate. Diceva che andava spesso a sparare, gli piaceva l’adrenalina che ne ricavava». Martedì sera aveva guardato su Internet come costruire una bomba, e forse frequentava siti della resistenza siriana.

Cruz ieri mattina è andato in classe per saldare i suoi conti. Ha portato con sé un fucile Ar15 semiautomatico e una pistola, e dopo una lite ha iniziato a sparare su insegnanti e studenti. La polizia locale e l’Fbi hanno subito circondato l’edificio, aiutando i ragazzi a fuggire, ma alle quattro del pomeriggio il colpevole non era ancora stato fermato. Forse era ancora barricato dentro le aule, oppure era riuscito a scappare. Qualche minuto dopo è arrivata la notizia che il killer era stato catturato, in una casa a circa un miglio dalla scuola. Le telecamere lo hanno inquadrato dall’alto, mentre gli agenti lo arrestavano: un ragazzo bianco, con i pantaloni neri e una maglietta bordeaux. Il bilancio, come anticipato, parla di almeno 17 morti. Secondo il senatore locale Nelson, «molte persone hanno perso la vita».

Tragedie di questo genere sono diventate ormai un’abitudine negli Stati Uniti, nelle scuole e fuori. Il primo ottobre scorso a Las Vegas era avvenuto il massacro più grave nella storia del Paese, quando il sessantaquattrenne Stephen Paddock aveva sparato con armi da guerra dall’hotel Mandalay, contro il pubblico del festival musicale «Route 91 Harvest», uccidendo 58 persone e ferendone oltre 800. In questi casi l’America si divide sempre in due: da una parte quelli che denunciano la presenza di troppe armi, e dall’altra quelli che le difendono, puntando invece il dito contro le malattie mentali e la cultura che alimenta la violenza. Ieri il presidente Trump ha commentato così: «Nessun bambino, insegnante o chiunque altro, dovrebbe sentirsi insicuro in una scuola americana». Ma il problema delle armi per lui è intoccabile.

vivicentro.it/cronaca
vivicentro/Strage in una scuola in Florida: è il 27° episodio del 2018 (VIDEO CNN)
lastampa/Sparatoria a scuola, è strage in Florida – PAOLO MASTROLILLI – INVIATO A NEW YORK

Prostituzione e riti voodoo: tre arresti nel casertano, la vicenda

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Con riti voodoo e ricorso alla violenza tre aguzzini costringevano una minorenne a prostituirsi

Celebravano riti voodoo per costringere una minorenne originaria della Nigeria a prostituirsi, ma anche violenza e minacce di ritorsione verso la famiglia in Nigeria. E’ accaduto a Castel Volturno, in provincia di Caserta, ‘città banlieu’ di quasi 20mila stranieri, di cui quasi il 75% irregolari.

Un racconto dell’orrore quello che si evince dall’indagine della Squadra Mobile di Caserta che ha fermato, su ordine della Dda di Napoli, tre persone provenienti da Ghana e Nigeria, due donne, di 48 anni e 38 anni e un uomo di 32 anni.

Nella ‘città banlieu’ la mafia nigeriana controlla il racket della prostituzione e dei sequestri di giovani donne, provenienti principalmente dalla Nigeria e dai Paesi limitrofi. I tre fermati, rispondono di vari reati, tra cui la riduzione o mantenimento in schiavitù, pluriaggravato in concorso. Oltre alla minorenne, gli investigatori della Polizia di Stato hanno scoperto che il trio teneva segregate anche altre due straniere, che poi erano mandate sulla Statale Domiziana a prostituirsi.

Tuttavia queste ultime non sono state ritrovate, ma di loro ha parlato la minore, che è riuscita a fuggire qualche mese fa da Castel Volturno per raggiungere il Nord Italia, dove ha trovato il coraggio di raccontare tutto alla Polizia di Stato. Qui ha raccontato l’incubo vissuto: segregata e costretta a prostituirsi, sotto la minaccia costante che venissero toccati i suoi familiari rimasti in Patria.

La ragazza ha riferito anche di essere stata picchiata, fin quasi ad essere soffocata. La minorenne era in stato di soggezione poiché era vittima di riti voodoo che le venivano praticati dalla «madame», nella fattispecie una delle due donne arrestate. L’altra invece controllava che la minore si prostituisse senza ribellarsi. La ragazza doveva consegnare i soldi guadagnati con i clienti ai tre aguzzini. Ad agosto del 2017 la ragazza è poi riuscita a fuggire approfittando della distrazione dei suoi carcerieri.

Settore giovanile Juve Stabia, Campagnuolo convocato in Nazionale

Settore giovanile Juve Stabia, Campagnuolo convocato in Nazionale

Il difensore, classe 2003, Raffaele Campagnuolo è stato convocato dalla Nazionale Under 15 Lega Pro che disputerà una gara amichevole contro la Nazionale Under 15 di San Marino. Campagnuolo si aggregherà al gruppo azzurro il giorno 20 febbraio per restarci anche il giorno successivo, 21 febbraio. Fischio di inizio alle ore 15 del giorno 21 febbraio. Un’altra Vespetta torna in Nazionale, dopo l’ottima prova disputata a gennaio che gli ha consentito la nuova convocazione.

a cura di Ciro Novellino

Juve Stabia – Ercolanese: domani il test amichevole

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Domani il test amichevole tra Juve Stabia e l’Ercolanese

Nella giornata di domani la Juve Stabia scenderà in campo alle ore 14:30 per un test amichevole allo stadio “Solaro” contro l’Ercolanese che milita in serie D. Questo il comunicato della S.S. Juve Stabia:

La S.S. Juve Stabia rende noto che disputerà un test infrasettimanale con l’Ercolanese 1924 domani, giovedì 15 febbraio, alle ore 14,30 allo stadio “Solaro” di Ercolano.

S.S. Juve Stabia

A ‘La Cartiera’ il Carnevale posticipato con scherzo di cattivo gusto: arrivata un’ambulanza, l’accaduto

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Ecco cosa è accaduto nel tardo pomeriggio

Carnevale è passato da un giorno, ma qualcuno ha ancora voglia di scherzare, anche nel giorno di San Valentino. Lo scherzo è bello, l’importante è che non si vada oltre, non fare in modo che diventi di cattivo gusto. Infatti, questo tardo pomeriggio, intorno alle ore 19, nei pressi del Conad, presente all’interno del Centro Commerciale ‘La Cartiera’, sono arrivati i volontari del 118 in quanto è arrivata una segnalazione che richiedeva la corsa straordinaria di un’ambulanza. In realtà, il tutto era solo uno scherzo e i tanti addetti alle casse non sapevano nulla di questa richiesta. Fatto sta che, i volontari, hanno lasciato il centro commerciale senza per fortuna dover soccorrrere nessuno, ma con uno scherzo di cattivo gusto.

a cura di Ciro N0vellino

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La disfida del ragù: bolognese contro napoletano, quale sarà il più buono?

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Per Sapori hanno svelato la loro ricetta perfetta l’emiliana Irina Steccanella, chef dell’Agriturismo Mastrosasso, e la proprietaria di Zi’ Teresa, uno dei ristoranti più antichi di Napoli.

“Adesso mi vuoi insegnare come si fa il ragù? Più ce ne metti di cipolla, più aromatico e sostanzioso viene il sugo. Il segreto sta nel farla soffriggere a fuoco lento”. Lo dice Rosa, uno dei personaggi indimenticabili di Edoardo De Filippo in uno dei suoi tanti brani che parlano di cibo e tradizioni culinarie. In questo caso una di quelle più famose d’Italia – napoletana ma non solo – ovvero il ragù tanto orgogliosamente rivendicato in “Sabato, domenica e lunedì”.

Condivisa, amata e contesa in egual modo dalla tradizione campana e da quella emiliana, questa ricetta affonda le sue radici molto lontano. Sia nel tempo che geograficamente. La parola che identifica questo sugo scuro, saporito e profumato deriva dal francese ragoût, ovvero oggi uno stufato – anche oltralpe -, ma una volta il sostantivo di un verbo imaginifico: ragoûter, che rimandava al senso di “risvegliare l’appetito” prima e che poi si è trasformato nell’immagine verbale di un condimento abbondante, a base di carne, usato anche per accompagnare altre preparazioni. Inizialmente identificato come ragoût anche in Italia, diventò prima ragutto in epoca fascista e poi è approdato al ragù che tutti conosciamo. E amiamo.

Oggi in Italia con questo termine si intende un sugo a base di carne macinata – ma non solo – cotto molte ore. Anche più di otto in alcune regioni, con variazioni da campanile a campanile che toccano il tipo di soffritto da utilizzare, i tagli di carne da aggiungere, la possibilità o meno di mischiare carne bovina e carne suina. Diffuso in maniera più o meno capillare in tutto il Paese, questo sugo però è figlio soprattutto della tradizione bolognese e di quella napoletana (con due ricette però diversissime tra loro), radicato nelle due culture in maniera fondamentale, tanto da diventarne simbolo. “Nel 1982 – racconta Irina Steccanella, chef dell’Agriturismo Mastrosasso, non lontano da Bologna – l’Accademia italiana della cucina ha depositato presso la Camera di commercio industria artigianato e agricoltura di Bologna” il testo ufficiale della ricetta del ragù bolognese “in modo da garantire la continuità ed il rispetto della tradizione gastronomica bolognese“.

Ragù bolognese

 Ragù bolognese

A Napoli è radicato nella storia e nei ricordi di tutte le famiglie, fin dal dopoguerra, quando ” dato che non tutti potevano permettersi di comprare la carne necessaria a cucinarlo – racconta Carmela Abbate, dello storico ristorante Zi’ Teresa al Borgo marinaro -, era uso presso molti signori, dopo aver mangiato, di sporcarsi la camicia con un po’ di sugo e scendere in strada”. Un vezzo, un modo “per vantarsi senza farlo notare del benessere economico che si aveva. Il ragù è sempre stato un simbolo”. Di uno status sociale “ma anche e soprattutto della tradizione domenicale del riunirsi in famiglia, di un senso di convivialità che qui è molto forte”. E che accomuna due città, seppur così lontane geograficamente.

Ragù napoletano Abbondante basilico, per il ragù napoletano

Un sugo profumato, corposo, che parla di tradizione, di storia, di tavolate infinite. Ma che siate napoletani, bolognesi o semplicemente amanti della buona cucina, voi quale ragù preferite? Raccolte per Sapori le “ricette perfette” della versione emiliana e di quella partenopea.

Il ragù bolognese (ricetta di Irina Steccanella, dell’Agriturismo Mastrosasso)

1. Partiamo dal classico soffritto: sedano carota e cipolla tritati. Nella versione tradizionale viene mischiato tutto in cottura, mentre io consiglio di far andare separatamente gli ortaggi. Si inizia con le carote e dopo cinque minuti si aggiunge tutto il resto.

2. La cottura del soffritto è importantissima: bisogna che duri almeno venti minuti a fuoco dolce, basso, per poter garantire il gusto inconfondibile al vostro ragù.

3. Quando mancano pochi minuti alla fine della cottura del soffritto, tenete a portata di mano una battuta di pancetta fresca e prosciutto crudo da aggiungere appena le verdure sono al punto giusto. Con una grande attenzione alla qualità dei salumi.

4. Il soffritto così si arricchirà del sapore e dei grassi di pancetta e prosciutto. Una volta dorati i primi ingredienti, andrà aggiunta la salsiccia, per donare gusto e morbidezza al nostro ragù.

5. Passo dopo passo, vanno aggiunti gli ultimi tagli di carne. Dopo la salsiccia andrà aggiunto il lombo di maiale e solo in seguito la carne macinata.

6. In un pentolino, su uno dei fuochi piccoli, va fatto bollire per qualche istante il vino rosso che verrà poi usato per bagnare la carne, una volta che tutte le parti aggiunte al soffritto saranno perfettamente rosolate. Questo passaggio gli fa perdere la parte alcolica che potrebbe dare un gusto non proprio piacevole alla carne.

7. Una volta sfumato ulteriormente il vino, va aggiunto finalmente il pomodoro. Che deve essere ben carico: ideale usare doppio concentrato.

8. Una volta versato il pomodoro e amalgamata bene la carne, la salsa va allungata con acqua, in modo da avere sufficiente liquido per tutta la durata della cottura e non doverne aggiungere in corso d’opera. In questa fase vanno poi aggiunti sale e pepe. Quest’ultimo rigorosamente macinato fresco.

9. La cottura: il ragù dovrà cuocere tre ore,tre ore e mezzo circa. Il tutto a fuoco lento e avendo l’attenzione di girarlo di tanto in tanto con un cucchiaio di legno.

10. A cottura ultimata si spegne il fuoco e si “ruba” un pezzetto di pane, lo si ricopre di abbondante ragù e una bella spolverata di Parmigiano Reggiano: e il gioco è fatto !!!

Il ragù napoletano. (ricetta di Carmela Abbate, titolare del ristorante Zi’ Teresa al Borgo marinaro).

1. Innanzitutto, va usato un ottimo olio per irrorare il fondo della pentola. Nei tempi antichi si usava lo strutto, ma oggi è consigliabile un extra vergine di oliva. In questo ingrediente nobile va aggiunto il necessario per il soffritto, con attenzione alla cipolla, che deve essere dorata/ramata e tagliata a quadrucci.

2. Dopo aver fatto delicatamente rosolare il soffritto va aggiunta – per una media di otto persone – la seguente carne: una puntina di maiale, che sia alta, un paio di braciole (che andranno cucinate secondo la ricetta classica, con uva passa, pinoli, parmigiano e prezzemolo), 3 o 4 salsicce, mezzo chilo di muscolo e mezza gallinella di maiale.

3. I pezzi vanno aggiunti uno alla volta e fatti rosolare lentamente, girando di tanto in tanto la carne fino a farla diventare dorata e avvolta da una leggera crosticina.

4. Appena la carne è al punto giusto di rosolatura, aggiungere un generoso bicchiere di vino e farlo sfumare. Se non si vuole un ragù troppo scuro, troppo nero – com’era invece nella tradizione -, aggiungere del buon vino bianco.

5. Una volta sfumato il vino, andrà aggiunto il pomodoro. Con grandissima attenzione alla qualità della passata che si utilizza, perché andrà a trasformare del tutto il sapore finale del piatto.

6. Il segreto del ragù napoletano sta nel tempo di cottura. Regola vuole che resti a puppuliare (sobbollire), dalle otto alle dieci ore.

7. Dopo circa tre o quattro ore, andrò tolta la carne – che verrà poi riposta in un contenitore coperto per utilizzarla poi a fine cottura, per non farne macerare il sapore -, e aggiunto il sale.

8. Il formato di pasta perfetto rimangono gli ziti. Se possibile spezzati a mano, come si faceva una volta.

9. Una volta cotta e scolata la pasta, un primo passaggio, per amalgamare bene il sugo, andrà fatto nella pentola dove è stato cotto il ragù, ancora sporca di salsa.

10. Fondamentale, per concludere la mise en place del piatto e garantirgli un’ottima riuscita è il basilico va usato in abbondanza, solo così il profumo sarà esattamente quello tradizionale, che rende questo piatto ancor più goloso.

10 bis. L’ultimo consiglio: mai buttare il ragù avanzato. La salsa si può usare per aggiungere gusto ad altre ricette, come la parmigiana di melanzane o il sartù di riso.

larepubblica/ LARA DE LUNA

Napoli-Lipsia: ecco le scelte di Sarri e Hasenhuttl

Scelte quasi obbligate per Sarri, più scelte a disposizione di Hasenhuttl

Domani sera allo stadio San Paolo andrà in scena la gara di andata dei sedicesimi di Europa League tra NapoliLipsia. Una gara che potrebbe essere bloccata considerata l’alta posta in palio e l’obbligo di non toppare. Importante per gli azzurri, un sogno per i tedeschi.

NAPOLI

Sarri deve fare i conti con le squalifiche di Mertens e Machach oltre agli infortunati Ghoulam, Chiriches e Milik. Dovrebbero riposare Jorginho, Alla e Hamsik. La novità riguarda anche una presenza in panchina: si tratta di Gaetano, attaccante della Primavera azzurra.

4-3-3: Reina; Maggio, Tonelli, Koulibaly, Hysaj; Rog, Diawara, Zielinski; Ounas, Callejon, Insigne. All: Sarri.

LIPSIA

Tedeschi che arrivano a Napoli senza particolari problemi di formazione. Unico indisponibile è lo squalificato Ilsanker. Dovrebbe sedere in panchina Demme, mentre sarà regolarmente in campo Kampl. Tra i pali ci sarà Gulacsi.

4-4-2: Gulacsi; Laimer, Orban, Upamecano, Klostermann; Kampl, Keita, Kaiser, Bruma; Poulsen, Werner. All: Hasenhuttl

a cura di Michele Avitabile
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Napoli, in Commissione Bilancio la riformulazione del piano di riequilibrio pluriennale

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Nella giornata di oggi è stata illustrata la prima sezione della riformulazione del piano di riequilibrio pluriennali

La prima parte, la sezione 1, di quello che sarà il riformulato piano di riequilibrio pluriennale è stata oggi illustrata dall’assessore Panini e dal dirigente dell’unità che si occupa del monitoraggio dell’attuazione del piano, Sergio Aurino, alla commissione Bilancio, presieduta da Manuela Mirra. Prima dell’approvazione in Consiglio della delibera di proposta, altre due riunioni della commissione sono state programmate per i prossimi giorni.

La riunione ha avuto inizio con le osservazioni del consigliere Brambilla (Movimento 5 Stelle) sull’impossibilità di interloquire su una parte soltanto della delibera, tra l’altro arrivata ai consiglieri soltanto ieri sera; inoltre, si è in forte ritardo rispetto alla scadenza per l’approvazione del documento nonostante il lavoro di riformulazione del piano fosse già in corso a seguito della delibera di ottobre della sezione regionale della Corte dei conti.

In proposito, l’assessore Panini ha sottolineato che è senza aggancio reale la scadenza di 45 giorni fissata dal Parlamento per la riformulazione del piano anche perché si tratta di un lavoro complesso per calcolare in 15 anni il rientro da realizzare.

Sergio Aurino, dell’unità per il monitoraggio del piano, ha premesso all’illustrazione della sezione 1 del nuovo piano, che la possibilità di una sostanziale revisione del piano stesso, e la fissazione tra 15 anni della data del riequilibrio, decorre solo dal 1° gennaio di quest’anno, a seguito della Legge di bilancio, mentre era comunque in corso il lavoro per revisionare i ritmi del rientro e apportare al piano le modifiche necessarie per riscontrare la delibera della Corte dei conti; ad essa, comunque, sarà inviata nella giornata di domani una apposita relazione (il Comune aveva già chiesto una proroga dei 60 giorni, oltre che proposto ricorso alle sezioni riunite) ed anche il Consiglio sarà investito, a questo punto dopo l’approvazione del nuovo piano, del riscontro alla Corte dei conti. Del resto, anche nella delibera che la Giunta sottoporrà la prossima settimana al Consiglio per la riformulazione del piano, ci sono elementi riconducibili alle osservazioni della sezione regionale della Corte del 16 ottobre, ad esempio, la ridefinizione del Fondo di passività potenziali. La rideterminazione al 31.12.2017 del fondo, che ora ammonta ad oltre 531 milioni, richiesta dalla Corte, è infatti indispensabile dato di partenza del nuovo piano di riequilibrio. Anche un’altra delle richieste della Corte dei conti trova riscontro nel piano rimodulato, e cioè l’inserimento nei risultati di amministrazione al 1° gennaio 2015 dell’importo del Fondo di rotazione (di 234 milioni) che non era stato inserito nel vecchio piano.

La prima sezione del nuovo piano di riequilibrio contiene dunque, come ha spiegato Aurino, la fotografia della situazione delle finanze del Comune nell’arco temporale che va dal 2015 al 2017, la base cioè sulla quale la seconda parte proporrà la riformulazione. Dal documento illustrato oggi, emergono importanti indicazioni, anche positive, come l’aumento delle entrate provenienti dai tributi comunali nel periodo 2015/2017, un dato significativo perché avviene ad aliquote invariate (fissate dal massimo proprio per l’adesione al piano di riequilibrio) ed in presenza di forti tagli subiti dal Comune che, ad esempio, ha visto diminuire progressivamente l’apporto del fondo di solidarietà comunale, e ciò come effetto distorsivo del metodo di calcolo del fondo stesso. Altro elemento positivo emerso, che si riverbererà anche sui prossimi anni, è il recupero dell’evasione: per la sola Tari, sono stati accertati 100 milioni di evasione che saranno recuperati con una buona percentuale di riscossione.

Nella riunione prevista nella giornata di domani e di venerdì, ha concluso la presidente di commissione Mirra, sarà completato il lavoro della commissione sulla rimodulazione del piano di riequilibrio.

Confapi, accordo formazione e lavoro con Scuole Campania-UniSOB

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Protocollo d’intesa Confapi Scuole Campania-UniSOB per orientare i giovani laureati in Scienze dell’Educazione

NAPOLI – «La convenzione tra Confapi Campania e l’Istituto universitario Suor Orsola Benincasa è un passaggio fondamentale per la realizzazione di percorsi finalizzati alla scelta consapevole e all’inserimento professionale dei giovani e per lo scambio di esperienze».

Lo ha detto Valentina Ercolino Perillo, presidente Confapi Scuole Paritarie Campania, a margine della presentazione dell’accordo che si è tenuto, questa mattina, a Napoli presso la sede Confapi di Via S. Aspreno.

«Puntiamo a un potenziamento del raccordo tra Confapi Campania e UniSOB di Napoli per iniziative di comune interesse – ha aggiunto – soprattutto per quel che riguarda lo sviluppo di buone pratiche in tema di orientamento universitario».

«Si tratta di una iniziativa che rientra nella strategia complessiva di promozione e divulgazione delle opportunità offerte da Confapi per lo sviluppo professionale dei laureati e laureandi – ha commentato Anna Sommella, vicepresidente Confapi Scuole Paritarie Campania –. Questa convenzione sarà utile anche a formalizzare la presenza di laureandi e laureati nelle aziende consociate Confapi (scuole Paritarie/Parificate autorizzate dal Miur) attraverso la stipula di accordi per attività di tirocini e stage».

«Sull’onda del grande successo ottenuto lo scorso ottobre 2017, il prossimo marzo (5-9/3/2018) si terrà presso l’Università Suor Orsola la II edizione del “Job days”, una tre giorni destinata all’incontro studenti-imprese, finalizzata all’inserimento dei neo-laureati nel mondo del lavoro – ha spiegato, invece, il presidente Confapi Campania, Emilio Alfano –. Un’opportunità non solo per gli studenti ma anche per le imprese che vi partecipano per sfruttare i nuovi canali di networking  favorendo un’espansione non solo a livello territoriale ma anche verso i confini dettati dalle nuove reti commerciali».

L’insofferenza verso chi protesta contro coloro che si divorano tutto

Una insofferenza divenuta ormai quasi un conclamato sintomo imperioso della decennale politica italiana, istituzioni, burocrazia ….

L’insofferenza verso chi civilmente protesta contro coloro che di tutta notorietà, da anni, si divorano tutto, è quasi un generale imperioso sintomo culturale della decennale politica, dagli scranni più alti dello Stato all’ultimo addetto del sistema pubblico-politico. Un concetto ormai come incarnato, per cui i cittadini-contribuenti dovrebbero solo, per leggi, sentenze e regolamentazioni, obbedire e pagare, al massimo muggire.

Questa infatti è la chiara e trasversale percezione, ogni qualvolta (seppure con argomenti da semplici cittadini ma reali e non propagandistici) si evidenzia la sistematica e nota mangiatoria legalizzata della politica italiana insieme ad istituzioni e burocrazia. Eloquente è d’altronde il decennale persistere nella P.A. di superremunerazioni, superpensioni, vitalizi, doppie, pluri e baby pensioni, ecc.

Significativo d’altra parte, che prima di queste elezioni nazionali di marzo 2018 (così come di quelle regionali di novembre 2017 in Sicilia) non è stato riproposto il «tetto» di 240 mila euro lordi per gli stipendi dei consiglieri parlamentarideliberato nel 2014 e che avrebbe dovuto stabilizzarsi a regime proprio il 1° gennaio 2018. All’epoca, una valanga di ricorsi (1.012 solo alla Camera) accolti parzialmente dalle Commissioni giurisdizionali per il personale (che agiscono in regime di autodichia, cioè la particolare prerogativa dei due rami del Parlamento di risolvere, attraverso un organismo giurisdizionale interno, le controversie insorte con i propri dipendenti nei due rami del Parlamento) hanno sancito, con tre sentenze, l’assoluta temporaneità dei tagli alla parte fissa dello stipendio. E la prima sentenza, la numero 7 del 2015, porta la firma del presidente del collegio, relatore ed estensore, che poi era il tesoriere renziano (?).

Insieme al «tetto» permanente, per gli stipendi più alti, erano previsti una serie di «sottotetti»: 240 mila euro per i consiglieri (segretario generale e per i suoi vice, capo servizio, capo ufficio, consigliere); 166 mila per i documentaristi e i ragionieri; 115 mila per i segretari parlamentari; 99 mila per assistenti parlamentari (commessi), tecnici, ex addetti alla buvette e al ristorante, barbieri (solo alla Camera). Dal 2014 al 2107, grazie ai tagli sono tornati nelle casse dello Stato, almeno per quel che riguarda la Camera, 24 milioni di euro.

In Sicilia, oltre a fissare il tetto dei 240 mila euro lordi per i vertici apicali della burocrazia di Palazzo dei Normanni, l’accordo, che scadeva il 31 dicembre, prevedeva che “a decorrere dal primo gennaio o alla fine della legislatura” potevano “essere adottati i limiti stipendiali previsti presso il Senato della Repubblica”stabilendo allora le sotto soglie per le altre carriere: 204 mila euro per gli stenografi, 193 mila euro per i segretari, 148 mila euro per i coadiutori, 133.200 euro per i tecnici e 122.500 euro per gli assistenti parlamentari.

Eppure, anche la Consulta aveva promosso il “tetto” di 240mila euro lordi annui per gli stipendi dei dirigenti pubblici, oggetto negli ultimi anni di molte polemiche e, in casa Rai, di una controversa delibera del Cda sull’applicazione del limite di legge ai compensi artistici. Con la sentenza 124/2017, la Corte costituzionale ha infatti respinto al mittente, dichiarandole infondate, una serie di questioni di legittimità costituzionale sul limite retributivo e sul divieto di cumulo retribuzione-pensione presentati dal Tar Lazio a partire dal 2015 sulla base dei ricorsi di 11 magistrati contabili e 9 giudici del Consiglio di Stato. Il limite massimo ai compensi dei dipendenti pubblici, introdotto nel nostro ordinamento dalla manovra Monti del 2011 e dalla legge di Stabilità 2014 – si legge nella pronuncia «persegue finalità di contenimento e complessiva razionalizzazione della spesa, in una prospettiva di garanzia degli altri interessi generali coinvolti, in presenza di risorse limitate» e al tempo stesso «trascende la finalità di conseguire risparmi immediati e si inquadra in una prospettiva di lungo periodo». Non solo. Il limite contestato non si applica alla sola magistratura (le toghe ricorrenti chiedevano al Tar di dichiarare illegittimo il vincolo che impedisce di cumulare pensioni e retribuzioni a carico dell’erario oltre il “tetto”) ma ha via via esteso il suo campo d’azione all’intera amministrazione pubblica. Quindi amministrazioni statali, autorità indipendenti, società partecipate e da ultimo anche «agli amministratori, al personale dipendente, ai collaboratori e ai consulenti» della Rai.

Un limite, quello dei 240 mila euro, che era per tutte le categorie di dipendenti delle pubbliche amministrazioni, enti pubblici economici, autorità indipendenti, cassazione, ecc. Sicché conseguentemente alla mancata riproposizione della norma, diversi stipendi dal 1° gennaio 2018 sono automaticamente balzati fino a 340 mila euro l’anno e più. Dicono i malpensanti, così assicurandosi la rafferma nomenclatura il compiacimento elettorale di potenti corporazioni e sindacati.

Di contro, certi nobili media e quotidiani, risaputamente allineati al centrodestra e centrosinistra, privati e pubblici, biasimano per adesso solo i parlamentari del “movimento” (nonostante si sono questi ultimi decurtati la propria remunerazione donandola alle imprese) poiché alcuni di loro non hanno ancora devoluto qualche migliaio di euro (o hanno mistificato di farlo tanto che per tale motivo pare se ne assumeranno le conseguenze interne) su un totale complessivo fino adesso raccolto di due decine di milioni di euro.

Poi però, questi stessi blasonati mezzi d’Informazione, guarda caso, durante questa campagna elettorale quasi non citano più gli innumerevoli milioni di euro pubblici che i trasversali politici di sempre (come anche istituzionali, burocrati, ecc.) si sono nel tempo “legalmente” incassati, estorcendoli fiscalmente in modo forzoso ai concittadini e alle imprese e allargando pure la voragine del debito pubblico, nazionale e regionali.

Per carità, si fa bene a guardare a “caval donato in bocca” se possa avere la candida (che è pure contagiosa e si può diffondere in altre parti del corpo), tanto più se poi questo “movimento” dovesse, per ipotesi, governare.

Ma è inquietante e significativo che parallelamente non si scrutano e criticano, eticamente, doverosamente e pure aspramente (sempre in modo civile) anche le pletore di decennali “carnivori, vampiri e parassiti” del sistema pubblico-politico che da tempo immemore ci succhiano e divorano, ai cittadini produttivi, lavoratori, privati e operosi, i sacrifici, l’esistenza e pure l’unica vita.

Adduso Sebastiano