Il fatto è avvenuto a Torre del Greco dove in un capannone i Carabinieri hanno ritrovato queste scatole
Un blitz dei Carabinieri di Torre del Greco ha permesso l’ arresto di Patrizia Lavano, 51 enne di Ercolano già nota alle forze dell’ordine per contrabbando di sigarette. I militari si sono recati presso il suo capannone adibito al parcheggio di mezzi pesanti ed hanno notato come ci fosse un gioco di rientranze e sporgenze e così hanno ritrovato alle spalle del capannone un locale segreto con dentro circa 800 scatole di sigarette, circa 8 tonnellate pronte ad essere messe sul mercato.
Maurizio Sarri ha parlato alla squadra prima dell’allenamento di ieri: “Parola d’ordine, riscatto”
Il quotidiano Il Mattino, nell’edizione di oggi, parla dell’atmosfera che si respira a Castel Volturno dopo la sconfitta casalinga contro il Lipsia: “Parola d’ordine, riscatto: cancellare la nottataccia di Europa League per ripartire forte in campionato. Questo il messaggio forte di ieri a Castel Volturno alla ripresa della preparazione: Sarri ha parlato agli azzurri prima dell’allenamento pomeridiano, poche parole ma come sempre dirette quelle rivolte al gruppo. L’allenatore toscano ha ribadito i concetti espressi nel post partita contro il Lipsia e cioè che si attende subito la pronta risposta contro la Spal dopo la delusione di coppa”.
Un detenuto di 22 anni è scappato dall’ istituto minorile di Airola. Il ragazzo, affiliato ad un clan camorristico, aveva chiesto il permesso per poter rientrare a casa a fare una partita di calcio ma non è rientrato più. Ecco come commentano i sindacati di polizia penitenziaria USPP, CISL Sinappe Uil e Osapp: «Basta detenuti maggiorenni con elevato spessore criminale affiliati ai clan camorristici che inquinano le progettualità della giustizia minorile. E’ il momento di cambiare la legge che prevede l’estensione della detenzione fino a 25 anni e l’impossibilità di trasferire i detenuti infra 21 anni presso strutture carcerarie per adulti».
Sarri ha frustato la squadra a Castel Volturno per la brutta figura fatta contro il Lipsia
Il quotidiano sportivo Gazzetta dello Sport, nell’edizione di oggi, descrive lo stato d’animo che si è creato in casa Napoli dopo la sconfitta contro il Lipsia: “Un po’ di autocritica e tanta ferocia: con questi due ingredienti il Napoli proverà a ripartire dopo la sconfitta interna contro il Lipsia che ha costretto Sarri a porsi qualche interrogativo sulla gestione della rosa, peraltro al momento particolarmente risicata, a sua disposizione. Il tecnico azzurro ha «frustato» la squadra alla ripresa degli allenamenti, in realtà lo aveva già fatto in conferenza stampa giovedì sera. Probabilmente il messaggio lanciato dallo stesso Sarri alla vigilia, con un Napoli chiamato a «non inficiare quanto di buono sta facendo in campionato», è stato recepito dai calciatori fin troppo alla lettera e la conseguenza è stata una prestazione poco determinata contro un avversario di valore come il Lipsia”
“In caso, probabile, di eliminazione aumenterà la pressione su Hamsik e compagni, chiamati a quel punto ad ogni sforzo per vincere lo scudetto. Sarri lo sa bene ed è pronto, anche mediaticamente, ad una strategia tesa ad allentare la tensione. Bisognerà volare basso, evitare proclami controproducenti, e riportare tutti con i piedi per terra: per vincere ci sarà da sudare tanto e farlo vorrebbe dire aver compiuto un’impresa visto che la rivale è la Juve, attrezzata, lei sì, per lottare fino in fondo su più fronti. Il Napoli, invece, non lo è o non ha creduto fino in fondo di poterlo essere. Fatto sta che se fino ad ora ha dato il 100 per cento per essere in testa alla classifica, da domenica servirà il 101 per cento per restare in vetta. Sarri ha detto questo ai suoi calciatori, si aspetta appunto una risposta feroce, determinata”.
Terremoto in Messico: l’epicentro nel Sud-Ovest del Paese. Tremano i palazzi nella capitale, ma non ci sarebbero vittime. Due morti in un incidente con l’elicottereo che trasportava il ministro dell’Interno.
Messico: terremoto di magnitudo 7.2, 2 morti a Oaxaca
Colpita la regione di Oaxaca, ma un forte boato si è avvertito fino nella capitale dove i palazzi hanno oscillato. A distanza di un’ora seconda scossa di magnitudo 5,9. Danni e migliaia di sfollati ma nessuna vittima registrata. Incidente durante volo di controllo: salvi ministro e governatore.
Una forte scossa di terremoto di magnitudo 7.2 è stata registrata alle 17:39 di venerdì (00:39 di sabato in Italia) nel sudovest del Messico. L’epicentro è stato localizzato a 43 chilometri di profondità a 11 chilometri da Pinotepa Nacional, nello stato di Oaxaca (a 500 km dalla capitale).
Alcuni video pubblicati sui social media hanno mostrato gli edifici tremare a Città del Messico. La scossa sarebbe durata oltre un minuto. Il governo di Città del Messico ha allertato la cittadinanza con un tweet: «Prima di tornare a casa, è importante controllare se ci sono danni, spegnete il gas e altre fonti di energia». Secondo i media internazionali la scossa sarebbe stato avvertita anche in Guatemala, Un altro terremoto, lo scorso settembre causò oltre 300 morti, tra cui diversi studenti, nel centro del Paese.
Questa volta sembrerebbe non ci siano né vittime né gravi danni strutturali nella capitale messicana, ma le autorità e la protezione civile, attuati i piani di emergenza, dovranno verificare seguendo i protocolli aggiornati dopo il devastante sisma dell’anno scorso. Pero ora sono stati segnalati solamente alcuni casi di crisi nervose. Milioni di cittadini si sono riversati verso le strade della capitale per mettersi al sicuro, ma non si conoscono ancora i dettagli di altre località negli stati a sud di Città del Messico. La Croce Rossa, però, ha già informato sul crollo della facciata di uno dei palazzi, tra le vie di Sonora ed Amsterdam, già colpiti l’anno scorso nella Colonia Condesa.
Cade elicottero con il ministro dell’Interno: due morti a terra
Due persone sono morte e diverse altre sono rimaste ferite nell’incidente che ha coinvolto l’elicottero militare con cui il ministro dell’Interno messicano Alfonso Navarrete, il governatore dello stato di Oaxalca Alejandro Murat e alcuni funzionari stavano sorvolando la zona colpita dal terremoto. L’elicottero era a un’altezza di circa 40 metri quando il pilota ha perso il controllo. A bordo non ci sono state vittime; le persone morte nell’incidente erano a terra nella zona dell’atterraggio.
Alcuni diritti riservati
vivicentro.it/cronaca
vivicentro/Messico: terremoto di magnitudo 7.2, 2 morti a Oaxaca
lastampa
Hrvoje Milic presto sarà un giocatore del Napoli, manca solamente la firma di Chiavelli
E’ fatta per Hrvoje Milic al Napoli, manca solamente la firma di Chiavelli e poi il calciatore potrà indossare la maglia azzurra. A ripotare la notizia è l’edizione odierna del quotidiano sportivo Tuttosport.
“Il club ha messo il piede sull’acceleratore, intrattenuto colloqui con l’agente del croato e trovato l’accordo: il 28enne svincolato ha accettato l’offerta del Napoli di 200 mila euro lordi, bonus esclusi (legati alle presenze). Resterà in azzurro fino a fine stagione e il Napoli non avrà alcun vincolo nei confronti del terzino sinistro per la prossima. Milic, il difensore che offre maggiori garanzie fisiche, ha ricevuto l’ok di Sarri e il suo arrivo a Napoli è solo una questione di ore”
Al limite della follia… tre partite in sette giorni, mentre ci giochiamo tutto! Bene, dobbiamo fare gli straordinari, e allora dentro un po’ di volti nuovi! Ragazzi, questi sono veloci e fisici, prendere il sopravvento a centrocampo sarà difficile, Diawara e Hamsik bisognerà giocare stretti e palleggiare velocemente; Callejon, proviamo come vai a fare la punta centrale, speriamo non ci serva mai questa soluzione ma per adesso è così. Forza, chiedo a voi tutti di mettermi in difficoltà nelle scelte da qui a fine anno! In campo, subito un gran tiro per il Lipsia, respinto dai difensori assiepati in area… Punizione per noi dal limite, Diawara la spara alle stelle… Hamsik, buona occasione ma ancora un piattone altissimo… non riusciamo mai a tenerla bassa!!! Bruma da fuori con una cannonata, Pepe Reina para in bello stile, ancora Bruma di testa ma spara di un soffio alto sulla traversa… soffriamo tantissimo, non riusciamo a prendere le contromisure! Stavolta Poulsen aggancia bene in area ma il tiro finisce di pochissimo al lato… Callejon, aggancia un preciso passaggio al limite dell’area, tira di prima intenzione ma il loro portiere alza sulla traversa… prima vera occasione! Corner, e come spesso accade lanciamo un pallone alto e troppo lungo… Adesso il Lipsia sembra essersi calmato, si limita a tiri dalla distanza, ma noi non sappiamo ripartire come si dovrebbe… Ancora un fallo da buona posizione per noi, e ancora un pallone lanciato avanti senza alcun costrutto… Ne proviamo mille in allenamento, e poi non sappiamo sfruttarne nemmeno uno in partita! Bah… Fine primo tempo, ragazzi loro giocano alla morte, noi stiamo timbrando il cartellino! Non mi piace questo atteggiamento, dobbiamo essere concentrati e cattivi! Ounas, cerca di più il fraseggio in attacco, non intestardirti! Rog, lo stesso vale per te, non mettere la testa sotto per correre a vuoto, usciamo palla al piede in orizzontale, come abbiamo sempre fatto! Si riprende, e subito il Lipsia riparte di gran carriera, tiro che finisce alto di un nulla! Ma adesso stiamo reagendo, palla filtrante per Ounas, che entra in area e di destro realizza un gran gol!!!! 1 a 0, si sblocca questo ragazzo che si stava smarrendo… Bene, adesso fuori Marek per Lorenzo, è tempo di sfruttare i contropiede, anche MArio Rui per Hysaj… Attenzione però, Poulsen in area solo, tiro e Pepe Reina si immola con una parata straordinaria!!! Allan, entra per Ounas, dobbiamo cercare
di arginare le loro discese… Nemmeno il tempo di dirlo, che Werner raccoglie il passaggio di Kampl e insacca… 1 a 1, tutto da rifare! Adesso si fa dura, Koulibaly ci mette le cattive per fermarli ma non sappiamo palleggiare come sempre… Lorenzo in area, rimpallo che lo favorisce, a tu per tu con il portiere ma non riusciamo a raddoppiare.. che jella! Attenzione al contropiede, riparte il Lipsia, preciso passaggio e velo in attacco, e gol facile facile di Bruma… 1 a 2, siamo sotto ma lo meritiamo, non stiamo mettendo attenzione per nulla!!! Giochiamo come se fosse un allenamento, maledizione!!! Intanto loro cambiano mezza squadra, e cercano di perdere tempo… riescono ad innervosire persino Mario Rui, ammonizione gratuita… tre minuti di recupero, non serve spingerci avanti cosÏ, dobbiamo farlo con intelligenza!! Manco a dirlo, ennesima ripartenza del Lipsia, e ancora un gol a tempo praticamente scaduto… Va bene non vedere la coppa come una priorità, ma uscire sconfitti così nettamente mi fa girare le scatole! Dovremmo vergognarci davvero, partita brutta e sconfitta meritata… Testa alla Spal adesso, e dovrà essere un altro Napoli davvero!
Berretti, Paganese-Juve Stabia: segui la diretta su ViViRadioWeb dalle 14:15
Big match di campionato per la Juve Stabia, categoria Berretti. Si affronta la Paganese in trasferta, in testa alla classifica e allenata dall’ex Domenico Panico. Segui il match su ViViRadioWeb in diretta dalle 14:15. Questa la lista dei convocati di Di Somma:
Pezzella
Menzione
Volpi
Maiorino
Sannino
Follo
Diomaiuta
De Martino
Vilardi
Materazzo
Frulio
Stallone
Cucca
Ceparano
Guadagno
Liguori
Masotta
D Angolo
Pirone
La Monica
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InacioPià, ex attaccante del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per analizzare il momento che sta attraversando la sua vecchia squadra.
Ecco le sue parole:
“Vincere aiuta a vincere, sono del parere che tutte le manifestazioni vanno affrontate al massimo. Anche quando giocavo, vincere ti porta entusiasmo ed allegria, e ti aiuta a lavorare meglio, l’atteggiamento deve essere sempre quello di vincere tutte le partite. Un problema mentale, giustamente uno quando gioca poco poi non è mai facile perché non hai ritmo partite. L’allenamento ti dà intensità, ma quello che contano sono le gare. Sarri ha detto bene, è stato sbagliato l’atteggiamento”.
“Sbagliare approccio contro il Lipsia è stato letale”
Francesco Modugno, giornalista per Sky Sport ha parlato ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per analizzare la prestazione della squadra di Sarri nella gara di Europa League contro il Lipsia persa per 3-1.
Ecco quanto ha dichiarato:
“Il Lipsia ha valori importanti e l’Europa League è una competizione seria, se non la fai in un certo modo rischi di fare brutte figure. Se non c’è il giusto approccio e non metti la formazione migliore, rischi di incappare in una serata come quella di ieri. Si poteva fare meglio di ieri sera? Secondo me si, con una preparazione diversa ed un approccio diverso. Nella gerarchia delle scelte e delle priorità, legittimamente, il campionato deve venire prima”.
L’ortopedico Renato Rotondo, che cura la riabilitazione di Ghoulam e di Milik, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Punto Zero per chiarire le condizioni dei due calciatori del Napoli.
Ecco le quanto ha dichiarato:
“La diagnosi sulla frattura della rotula di Ghoulam è carente di informazioni specifiche per avere delle certezze. Di sicuro, quando non esistono condizioni di perfetto benessere, come dopo un intervento chirurgico, è possibile si verifichi una rottura spontanea o patologica. Una frattura di rotula traumatica guarisce in poco meno di due mesi, poi il recupero non è troppo complicato grazie a tecniche innovative che consentono il recupero della mobilità articolare. Il problema, come sempre, è che gli esseri umani non sono fatti di legno ma di strutture che ricavano la loro capacità di resistenza in rapporto alla biologia. In sintesi, non dovrà guarire solo la frattura ma anche i problemi biologici che hanno determinato, in parte, la frattura. Milik, forte della passata esperienza e di un atteggiamento più prudente, possiamo rivederlo in campo trascorsi i sei mesi biologici di recupero. Poi bisognerà verificare la sua prontezza nel gesto atletico e non la capacità di resistenza allo sforzo”.
La Juve Stabia non batte il Bisceglie da oltre quarant’anni
Juve Stabia e Bisceglie, si sono affrontate in gare di campionato allo stadio Menti di Castellammare tre volte; una vittoria per le vespe e due pari. Questi i dettagli:
– 1976 / 1977 – Campionato Nazionale di Serie D girone ‘ H ‘
6° giornata d’andata: JUVE STABIA – BISCAEGLIE 2 – 0 le reti gialloblù portarono la firma degli attaccanti CESARI e Giovanni FUMAROLA.
– 1991 / 1992 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ D ‘
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“Nella vita si fanno scelte ma anche brutte figure”
Il giornalista Ivan Zazzaroni è intervenuto durante la trasmissione Marte Sport Live in onda sulle frequenze di Radio Marte per parlare dell’impegno europeo del Napoli e sugli obiettivi degli azzurri.
Ecco quanto ha detto:
“Nella vita si fanno scelte ma anche brutte figure. Chi finge di non capire e sapere è doppiamente colpevole. L’allenatore ha dei limiti e qualità, la squadra ha limiti. L’obiettivo è solo quello, lo scudetto. Se avesse giocato Mertens e si fosse fatto male, via alle critiche. Questo Napoli ha 13 giocatori e basta, Sarri ha reso corta la rosa: quelli di qualità superiore e basta. Sceglie lui e ha ragione. Per un anno e mezzo il Napoli diverte, batte i record e stupisce, bisogna anche capire che ci sono limiti di risorse. In Europa non avrebbe mai giocato con i titolarissimi pur avendoli a disposizione. Giaccherini, Maksimovic, Gabbiadini, Regini e Grassi: calciatori non fumati da Sarri perchè non utili al progetto secondo lui. Non vincere lo scudetto non sarebbe un fallimento: in 91 anni ha vinto due scudetti con Maradona. Mentalità internazionale? Nella rosa sono pochi ad averla, non tutti entrano in campo in Europa come Tonelli e fanno bene”.
Promesse impossibili: pensioni a mille euro e Irap cancellata, così il centrodestra porterà la spesa minima a 171 miliardi che potrebbero quasi raddoppiare. Le entrate invece si fermano a soli dieci miliardi. La flat tax di Brunetta costa 64 miliardi
Forza Italia e Lega, promesse impossibili fino a 310 miliardi
Sotto la lente, le elezioni e l’economia /3. Questo è il terzo di una serie di articoli a cura del professor Roberto Perotti che quantificano i costi dei programmi delle maggiori forze politiche (il primo è stato dedicato al Pd, il secondo al M5s). Maggiori dettagli su ogni voce appaiono nella versione più ampia di questo articolo.
La somma dei costi del programma condiviso dalle forze di centrodestra oscilla tra un minimo di 171 miliardi (circa il 10% del Pil, quasi equamente suddivisi tra maggiori spese e minori entrate) e un massimo di almeno 310 miliardi (quasi il 17% del Pil). La mia stima delle coperture identificate nel programma è di 10 miliardi, quindi l’aumento di disavanzo oscilla tra 161 e 300 miliardi. Di seguito commento le maggiori proposte.
Il reddito di dignità è un reddito minimo garantito: lo Stato integra il reddito sotto una certa soglia. Non è chiaro quale sia la soglia, né la base, se il reddito individuale o famigliare. Il costo più basso si ha con soglia di povertà assoluta e reddito famigliare: 26 miliardi. Il costo più alto si ha con la soglia di mille euro (una cifra spesso citata da Silvio Berlusconi) e reddito individuale: 45 miliardi.
L’aumento delle pensioni minime a mille euro costa almeno 24 miliardi: 4 miliardi per le pensioni sociali e 18 per quelle integrate al minimo. A questo vanno aggiunte quelle attualmente non integrate ma che lo diverrebbero con il nuovo minimo, diciamo almeno 2 miliardi. Se invece la proposta è da intendersi come “il reddito da pensione di ogni pensionato non può essere inferiore a mille euro” (molti pensionati ricevono più di una pensione) il costo è di 39 miliardi. Parte di questi costi, però, presumibilmente verrebbe assorbita dal reddito di dignità. Un calcolo preciso è impossibile, ma diciamo conservativamente la metà.
Riguardo alla legge Fornero, la proposta della Lega (quota 41 e quota 100, e annullamento dell’adeguamento dell’età pensionabile alla speranza di vita) appare sostanzialmente identica a quella del M5S, per la quale ho stimato un costo (molto conservativo) tra gli 11 e i 15 miliardi. Il centrodestra vuole anche adeguare gli stanziamenti per la difesa ai parametri medi occidentali: questo costerebbe 13 miliardi. La maggiore riduzione di entrate è la flat tax: per la Lega, un’aliquota fissa del 15% sul reddito che rimane dopo una deduzione di 3.000 euro per famigliare; per Fi, una deduzione di 12.000 euro e un’aliquota fissa del 23%. Il professor Brunetta afferma che la flat tax di Fi costa 50 miliardi. Nella versione estesa di questo articolo spiego perché è una cifra implausibile. La mia stima è 64 miliardi, quella di Baldini e Rizzo su lavoce.info è di 72 miliardi. La flat tax della Lega costerebbe 66 miliardi. La Lega stima invece un costo (in realtà per una versione leggermente diversa) di 30 miliardi. Il motivo principale è che la proposta della Lega esclude dalla flat tax i pensionati e i dipendenti pubblici.
Maggiori spese e minori entrate, e coperture
MLD €
MLD €
MIN
MAX
1. COSTI
(1) Totale costi
171
310
di cui maggiori spese:
80
111
Reddito di dignità
26
45
Aumento pensioni minime
12
20
Azzeramento legge Fornero
11
15
Stanziamenti difesa
13
13
18 proposte non cifrate
18
36
di cui: minori entrate:
91
199
Flat tax
50
72
Eliminazione Irap
22
22
Minibot
14
100
Abolizione imposte successioni e donazioni
1,6
1,6
Abolizione imposte sulla prima casa
1,4
1,4
Abolizione bollo su prima auto
0,3
0,3
2 proposte non cifrate
2
4
2. COPERTURE
(2) Totale coperture
10
10
di cui maggiori entrate:
10
10
Eliminazione tax expenditures
10
10
3. DISAVANZO
(3) Disavanzo (= (1) – (2))
161
300
L’eliminazione dell’Irap, promessa da Berlusconi il 19 gennaio, costerebbe 22 miliardi. Il centrodestra propone anche il «pagamento immediato di tutti i debiti della Pubblica amministrazione anche con lo strumento innovativo dei Titoli di Stato di piccolo taglio». Questi sono i famosi mini-bot, un esempio di «moneta fiscale» («moneta parallela» nella dizione di Silvio Berlusconi). Un mini-bot è esattamente equivalente ad un taglio di tasse di pari ammontare. Claudio Borghi, responsabile economico della Lega, ha proposto una emissione di 70-100 miliardi, ma non è chiaro se permanenti o spalmati su una legislatura. Il primo caso equivarrebbe a un taglio di tasse di 70-100 miliardi l’anno; il secondo, di 14–20 miliardi. Vi sono poi 20 proposte che non vengono cifrate, quasi tutte dai costi potenzialmente enormi. Assumendo prudenzialmente un costo medio di 1 miliardo ciascuna, esse aggiungono 20 miliardi; assumendo un costo medio (ancora prudenziale) di 2 miliardi l’una, esse aggiungerebbero 40 miliardi.
Per le coperture, come per gli altri partiti non prendo in considerazione affermazioni generiche sui risparmi dalla lotta all’evasione e sui mirabolanti effetti sul Pil derivanti dall’attuazione del programma. Ci sono solo due fonti di copertura: il «taglio delle spese fiscali» e un «taglio visibile agli sprechi». La prima è la stessa proposta del M5S, ma l’introduzione della flat tax rende il calcolo più complicato. Il professor Brunetta parla di 36 miliardi risparmiati dall’abolizione di detrazioni e deduzioni sull’Irpef. Tuttavia, il calcolo del costo della flat tax già incorpora l’assunzione di eliminazione delle deduzioni e detrazioni Irpef.
Dei 45 miliardi stimati dalla Commissione per le spese fiscali presieduta da Mauro Maré, almeno un terzo sono deduzioni e detrazioni Irpef. Molte altre sono misure che il centrodestra non può abolire perché contrasterebbe con le altre proposte, come la riduzione dell’imposta di registro per l’acquisto della prima casa (1,4 miliardi). Restano pochi miliardi; tutte misure che il centrodestra non ha mai nemmeno accennato a modificare quando era al governo. Realisticamente, da questa voce si possono ottenere quindi, con una stima generosissima, al massimo 10 miliardi.
roberto.perotti@unibocconi.it
larepubblica/Forza Italia e Lega, promesse impossibili fino a 310 miliardi di ROBERTO PEROTTI
Andrea Agostinelli, ex allenatore del Napoli, si è concesso ad un’intervista per Radio Kiss Kiss Napoli soffermandosi sulla triste debacle casalinga degli azzurri nel match di Europa League contro il Lipsia.
Ecco le sue parole:
“Nell’aria si avvertiva, tutti i discorsi fatti capire con mezze frasi da società ed allenatore hanno influito. Si è capito che la priorità è il campionato. Quando cominci ad incontrare squadra competitive si fa più dura. Le scelte iniziali mettiamo che ci possano anche stare con il turnover, ma quello che fa pensare è che un allenatore al quarto d’ora del secondo tempo chiude con le sostituzioni, vuol dire che per me erano abbastanza predestinate. Quando per te la priorità è il risultato, nel momento in cui sullo 0-0 hai già pronti due cambi, forse cambi qualche idea”.
L’ultimo grave infortunio di Ghoulam ha costretto il Napoli a cercare tra gli svincolati un sostituto che posso permettere agli azzurri di avere un sostituto naturale di Mario Rui diventato il titolare a tutti gli effetti. Il nome caldo è quello dell’ex Fiorentina Hrvoje Milic.
Ecco quanto sostenuto dall’esperto di mercato Alfredo Pedullà:
“Uno svincolato per tutelare gli allenamenti, per garantire un ricambio in più a Sarri. Il Napoli non ha ancora deciso, ma l’unico ancora in lizza è Milic, ex Fiorentina. Una scelta che non convince dal punto di vista tecnico, ma che alla fine può servire per le partitelle e per garantire le rotazioni. Una scelta non ancora presa, ma che il Napoli potrebbe decidere di fare dopo la gara con la Spal. Al club azzurro erano stati accostati tanti nomi, compreso quello di Siqueira mai trattato concretamente per le sue condizioni fisiche. Ora non resta che Milic, in attesa della decisione definitiva”.
Sicilia: Giuseppe Antoci, 50 anni appena compiuti, è un siciliano dei Nebrodi, di Santo Stefano di Camastra per l’esattezza. È stato nominato Presidente Parco dei Nebrodi nel 2013. A differenza di tanti altri burocrati regionali che pensano solo ad ingrassare ed a favorire gli amici degli amici, egli si mette al lavoro per ridare significanza ad un Ente Parco dove per dieci lunghi anni si era solo sperperato denaro pubblico, vivacchiando tra un commissariamento all’altro.
Intanto per ristabilire la sovranità dello Stato in queste vallate boschive, quasi dimenticate dalle istituzioni, il neo-presidente, d’intesa con il questore pro-tempore di Messina Giuseppe Cucchiara, combatte la macellazione clandestina e l’abigeato; anzi all’uopo viene istituita una idonea task force.
Nello stesso tempo Antoci percepisce che migliaia di ettari di terreni demaniali, di proprietà della regione siciliana, vengono affittati a personaggi poco limpidi. Ed allora scatta la seconda mossa: d’intesa con il prefetto pro-tempore di Messina, Stefano Trotta, stipula un accordo che prevede la presentazione di un certificato antimafia da parte degli affittuari, e non una semplice autocertificazione (facilmente falsificabile). Siamo nel 2014, ad appena un anno dal suo insediamento alla presidenza del parco. Il provvedimento svela intrighi ed intrecci che conducono a famiglie mafiose acclarate. Il lucro consisteva nel richiedere, per i terreni affittati, finanziamenti europei per opere di sviluppo agro-pastorali mai realizzate e somme regolarmente incassate, a suon di migliaia di euro a progetto. Si stima che siano stati spillati impropriamente circa due milioni e mezzo di euro di fondi europei all’anno. Le famiglie disturbate nei loro “limpidi” affari reagiscono. Dapprima con minacce: una lettera garbata informa: “Finirai scannato”; un’altra consiglia: “ve ne dovete andare” e reca come piccolo cadeau una molotov; poi ancora altri donativi altamente simbolici: due buste con dieci proiettili di calibro nove.
Il nostro non si scompone ed anzi tira dritto per la sua strada e l’accordo firmato con la prefettura di Messina viene perfezionato, diventando il Protocollo di Legalità, che nel settembre 2016 verrà firmato a Palermo da tutte le nove Prefetture siciliane. Facendo verifiche per tutta l’Isola, salta evidente che almeno 4 mila ettari demaniali erano in mani mafiose che ci hanno lucrato affari stimati della grandezza di 5 miliardi di euro. In Sicilia solamente. Se si proietta il dato per tutte le regioni italiane, si stima in 40 miliardi di euro il giro di profitti illeciti. Una bella intuizione, il nostro Giuseppe Antoci, che speranzoso dichiara: “I finanziamenti europei devono andare agli agricoltori seri, ai nostri figli e alle persone che vogliono creare futuro con queste risorse. Dobbiamo dare dignità a una misura europea che di certo non nasce per foraggiare le associazioni mafiose”.
Perciò le onorate famiglie non gliela perdonano e stavolta organizzano un agguato mortale. Ma Antoci resta miracolosamente illeso. E continua per la sua strada, ricevendo consensi politici e riconoscimenti ai massimi livelli. Presidente della Repubblica compreso, che nel 2017 gli conferisce l’onorificenza di ”Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana” con questa motivazione: ”Per la sua coraggiosa determinazione nella difesa della legalità e nel contrasto ai fenomeni mafiosi”.
All’indomani del tentato assassinio un esponente siciliano della Commissione Antimafia, definisce il delitto come “un atto di guerra, una sfida allo Stato. Antoci non è solo. Pertanto, se è guerra e che guerra sia. Siamo pronti a combatterla tutti insieme. I mafiosi sappiano che non avranno tregua”.
Bene. Sembrava che qualcuno del mondo politico si fosse accorto e si fosse svegliato. Illusione!
Infatti: sono arrivate le imminenti elezioni politiche ed il PD (suo partito) non lo mette neanche in lista. Mentre per la Boschi, in Sicilia, il posto c’è. Misteri dell’alchimia partitica, le cui logiche ci sfuggono.
A Palermo, intanto si insedia il nuovo governo regionale formato dalle destre. Viene applicata la norma meglio conosciuta come spoils system. In pratica fuori funzionari e dirigenti nominati dal vecchio governo e dentro quelli nuovi, vicini alla destra.
Il presidente Antoci, seppure il suo mandato sarebbe arrivato a scadenza naturale ad ottobre, in questi giorni di febbraio riceve il benservito come tutti gli altri manager regionali. Poco importa che sia stato esemplare nel servizio ed eroico nella perseveranza. Il “tutti a casa” è suonato e vale anche per il presidente Antoci che, però, così incalza: “Cosa nostra vuole uccidermi, ma per adesso non ce l’ha fatta. La politica, invece, mi ha fatto fuori. Questo è un messaggio. Mi chiedo indirizzato a chi”. La vecchia logica infallibile del “cui prodest”, a chi giova? Quali settori dell’elettorato si vogliono rassicurare?
E, soprattutto, che fretta c’era, per non poter aspettare la fine naturale del mandato? Questo anticipo, ha tutto il sapore di una delegittimazione, se perfino 22 sindaci dei comuni del parco hanno scritto una lettera aperta al presidente Musumeci; lettera che dichiara : “apprendiamo con grande dispiacere la revoca improvvisa ed inaspettata del dott. Antoci da Presidente del Parco. Siamo preoccupati, perché dopo anni di commissariamenti abbiamo finalmente visto ripartire l’ente che è diventato volano di sviluppo e attrattiva turistica”. Ventidue sindaci, di diverso colore politico, che firmano unanimemente, non è cosa da poco. Anzi significherà pure qualcosa, ci chiediamo.
L’on. Musumeci, oltre ad essere un fine politico, è stato anche Presidente della Commissione Antimafia Regionale. Di mafiosi o di cittadini accusati di mafia se ne intende. Conosce la loro mentalità e il brodo di coltura dove alligna la loro perversa visione della società. Egli sa bene cosa significa per quell’ambiente un gesto simbolico, un episodio di pubblico dominio. Un uomo delle istituzioni che non viene spalleggiato ed affiancato pubblicamente, per l’ambiente mafioso significa: delegittimazione, abbandono al suo destino. Disco verde che porta al rosso sangue. Il generale Dalla Chiesa, prefetto di Palermo negli anni ’80, percependo questa solitudine istituzionale, preludio di abbandono, chiese invano a uomini delle Istituzioni di fare insieme a lui una passeggiata a piedi per le vie del centro. Affinché tutti capissero che egli non era solo. A significare che lo Stato, le Istituzioni erano con lui, al suo fianco. Ma nessuno accolse la sua accorata e, adesso possiamo dire, disperata richiesta di aiuto. Dalla Chiesa fu lasciato impietosamente solo. E qualcuno “pietosamente” pensò di troncare energicamente il suo disagio e la sua sofferenza. Dopo la sua morte, tutti lo hanno osannato e onorato: intitolato strade, fatto commemorazioni, pubblicazioni e studi vari. Ma la verità fu che il generale fu fermato e depotenziato. Così Falcone e Borsellino: abbandonati, depotenziati e osannati dopo morti. Il prossimo abbandonato, depotenziato per poi essere osannato, chi sarà?
Felici i popoli che non hanno bisogno di eroi…
“Chi gioca meno non ha la condizione dei titolari”
Francesco Colonnese, ex difensore di Napoli e Inter, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per parlare della sconfitta subita dagli azzurri in Europa League contro il Lipsia e delle possibili ripercussioni in campionato.
Ecco le sue parole:
“Ci può stare di mollare contro il Lipsia quando il calciatore non è abituato a gestire le due competizioni. Il Napoli è grande per un obiettivo. Mentalmente c’è un po’ più di superficialità nella preparazione, nell’atteggiamento nella partita anche in mentalità agonistica. Il rendimento non è massimale e lo sforzo dei grandi si abbassa. Chi gioca meno non ha la condizione di chi gioca di più, cosi si hanno queste brutte figure che non devono accadere. Sconfitta col Lipsia inciderà sul campionato? Ma non diciamo ca***te!”.
Oggi a Castellammare di Stabia, l’associazione “Achille Basile Le Ali della Lettura” , si è recata alla scuola I.T.C. “Luigi Sturzo” nell’ambito dell’ultima giornata del primo step del Libro in fiera nelle scuole stabiesi
Castellammare di Stabia, stamane autori e autrici di grande spessore culturale si sono recati all’ITC Sturzo di Castellammare per presentare una serie di libri alla presenza di grandi autori. Il progetto è portato avanti da Carmen Matarazzo, ex Vicepreside del Liceo Scientifico “F.Severi” e Nellina Basile, che fanno parte entrambe dell’associazione “Achille Basile Le Ali della Lettura”, che ogni anno fa il giro delle scuole di Castellammare di Stabia per presentare libri di grandi autori. Oggi sono stati presentati i libri di tre grandi autori: Salvo Iavarone, Brigida Musella Pappalardo
Salvo Iavarone con l’interessante raccolta di saggi di sociopolitica, la cui casa editrice è Aracne. Il libro si compone di due parti. La prima contiene un’intervista dell’autore, dove si approfondisce il panorama sociopolitico nazionale, cercando di capire dove siano i limiti dell’incomprensione ed i confini di possibili vie d’uscita. Nella seconda parte, divisi per temi, una serie di articoli pubblicati da Iavarone su varie testate relativi a emigrazione italiana nel mondo, crisi della destra, crisi delle istituzioni, questione meridionale e politica economica.Lo scrittore ha intrattenuto ,catturandone l’attenzione,la platea scolastica presente con una vera e propria interessante lezione.
In seguito a parlare è stata Brigida Musella Pappalardo con il romanzo memorialistico “ Il principe-pittore di casa Savoia” , con la casa editrice Guida, che è stato presentato e analizzato dal grande Giornalista Ermanno Corsi. Il volume racconta la vita del principe con una tecnica narrativa diversa rispetto alla consuetudine. L’autrice si rifà al dialogo tra gli attori, lasciando scorrere la storia, così come in un copione teatrale. Alla fine della presentazione , l’autrice Brigida ha fatto omaggio della sua opera ai docenti presenti .
La mattinata si è conclusa con la splendida autrice di “people” Filomena Carrella ( edizioni Melagrana) che con la sua verve e capacità di coinvolgimento ha catturato l’attenzione dell’uditorio che l’ha ascoltata con interesse e partecipazione. Il libro è una raccolta di lettere mai spedite, scritte a personaggi famosi ed illustri, che hanno dato secondo la propria inclinazione un contributo all’umanità, ma pagina dopo pagina assume un valore assai più profondo. Scritte ognuna con uno stile diverso, le 30 lettere sono indirizzate a vari nomi indimenticabili, alcuni non più in vita, che spaziano da Papa Francesco alla regina Elisabetta II per arrivare anche a Luciano Pavarotti, Ennio Morricone e Valentino, vari esponenti dunque non solo della religione cattolica ma di tutto il mondo”.
Napoli, De Luca difende il figlio indagato: “Vedo sceneggiature impensabili”
Napoli, questa mattina, la maggior parte di noi, ha appreso della notizia sul figlio del Governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Si tratta di Roberto De Luca, indagato per corruzione. Al riguardo il padre ha fatto delle dichiarazioni. «Abbiamo assistito a sceneggiature impensabili, con camorristi assoldati per fare grandi operazioni di intelligence. Mi ricorda il clima di due anni e mezzo fa quando, alla vigilia della campagna elettorale per le Regionali, venne fuori la lista degli impresentabili, nella quale io avevo un ruolo d’onore tra malfattori e delinquenti». Così il presidente della Campania Vincenzo De Luca in merito all’inchiesta sui rifiuti in cui è indagato il figlio Roberto. «Massima fiducia nella magistratura», ha aggiunto De Luca.
Ha poi continuato: «Ci sarebbe da chiedersi di quella lista cosa ne è stato, dove sono finiti quegli impresentabili, se ci sono state vicende giudiziarie, come è finita. Ma questo affaticherebbe troppo il mondo dell’informazione, l’importante è sparare la palla, quello che succede dopo non interessa nessuno». De Luca ha espresso fiducia nella magistratura invitando gli inquirenti ad indagare ad ampio raggio: «Non solo non bisogna occultare gli episodi ma accendere i riflettori a 360 gradi e per il resto stare tranquilli. A qualche suo collega – ha concluso rivolgendosi all’intervistatore – dico stai sereno e misuriamo le parole oggi, per non fare brutte figure domani».