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In Ue un movimento anti-M5S, poi in Gruppo misto in Italia

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A Bruxelles nasce un movimento anti Cinque Stelle. A fondarlo è l’europarlamentare David Borrelli. L’iniziativa scatena l’ira di Luigi Di Maio che attacca: voleva un terzo mandato e noi gli abbiamo detto di no. Nel nuovo soggetto dovrebbero confluire anche Colomban ed ex leghisti veneti.

Borrelli fonda un movimento anti-M5S. Ira del leader Di Maio: voleva un terzo mandato

Dietro l’addio dell’europarlamentare le tensioni con Casaleggio e il futuro a Bruxelles. Nel nuovo soggetto anche Colomban ed ex leghisti veneti. In uscita un altro deputato Ue

BRUXELLES – Di sicuro qualcuno mente. Perché non c’è alcuna malattia che ha costretto l’europarlamentare grillino David Borrelli, braccio destro di Davide Casaleggio e membro del triumvirato nell’associazione Rousseau, a passare al gruppo Misto, com’è stato scritto nel comunicato firmato dalla delegazione europea e non smentito dall’interessato per oltre 24 ore. Solo ieri Borrelli, irrintracciabile per chiunque, è rispuntato su Facebook: «Non ho problemi di salute e non ne ho mai accennato», scrive prima di annunciare che fonderà un «nuovo movimento di imprenditori e risparmiatori».

Alla lettura del post, però, nel M5S viene meno anche l’ultima goccia di pazienza e dai vertici cominciano a dire quello che non volevano rivelare. Spiega una fonte vicina a Luigi Di Maio: «L’unico a conoscere la verità era Davide Casaleggio, ma noi sapevamo che da tempo chiedeva qualcosa che non gli potevamo dare». Cosa? Quello che Di Maio ha ripetuto agli esterrefatti colleghi che gliel’hanno chiesto: «Ci ha pregato di fargli fare il terzo mandato e quando gli abbiamo detto di no ci ha chiesto di trovargli un posto da dirigente tipo Filippo Pittarello».

Tra i responsabili della comunicazione del gruppo europeo del M5S, Pittarello è un altro degli uomini fidati di Casaleggio, di cui era un ex dipendente. Borrelli guardava a lui come modello per costruirsi un futuro politico dopo la fine dei due mandati, regola inderogabile per i 5 Stelle. Voleva continuare a vivere Bruxelles, dove ha preso casa e dove vuole far nascere la figlia che aspetta dalla compagna Maria Angela Riva. Gli screzi con Casaleggio erano cominciati proprio a causa sua. Ieri Marco Canestrari, altro ex dipendente della Casaleggio, ha scritto che Borrelli era in rotta con il M5S per motivi politici e a riprova di questo ha pubblicato un post critico dell’eurodeputato datato 24 ottobre. Gli articoli di giornale che svelavano di come avesse fatto ottenere alla compagna un contratto da stagista nel gruppo M5S di Bruxelles, però, erano esattamente di una settimana prima. Ora, in questo annuncio di guerra tra ex amici fraterni, ai 5 Stelle non sfugge che Borrelli, di fatto il numero tre dell’Associazione Rousseau, ha in mano la scatola nera della Casaleggio e del M5S: dati, informazioni, retroscena, che, come hanno fatto altri fuoriusciti, ora potrebbe rivelare.

Resta ancora da capire la tempistica e i sospetti sui soldi. Perché Borrelli, che faceva capricci per restare strapagato a Bruxelles, se ne va proprio nei giorni dell’inchiesta sui finti bonifici e mentre le Iene sono sulle sue tracce per chiedergli conto di cifre che non tornano – oltre centomila euro – nelle restituzioni degli europarlamentari? Borrelli oltretutto non ha dato la delega per controllare le sue donazioni al fondo per le pmi.

Oggi il team che ha messo a lavoro Di Maio affronterà il capitolo Bruxelles sui bonifici. Intanto però fanno sapere che il movimento che ha in mente Borrelli dovrebbe essere fondato con l’imprenditore amico di Casaleggio, ex assessore a Roma, Max Colomban, assieme a ex leghisti veneti vicini al mondo delle pmi, con cui Borrelli ha sempre avuto ottimi rapporti. Chi lo conosce a Treviso già lo ha battezzato «Il Movimento Confapri», dall’associazione che riunisce le aziende della zona, fondata da Colomban e Arturo Artom, altro uomo-impresa amico dei Casaleggio.

Sulla questione del doppio mandato si stava molto ricamando a Bruxelles nelle ultime ore. Borrelli, già consigliere comunale, tra un anno non avrebbe potuto più presentarsi. Ed ex colleghi non smentiscono le amicizie con la Lega: «E chi lo ricandida sennò? Nel Nord-Est puoi avere speranze solo con noi o con la Lega». A cui Borrelli guardava con simpatia.

Un anno fa, dopo il fallito approdo nel gruppo dei liberali orchestrato proprio da Borrelli, la pattuglia europea dei 5 stelle ha perso quattro membri: uno passato con la Lega, un altro nei Verdi, mentre altri due si sono autosospesi. Con l’uscita di Borrelli ora restano in dodici rispetto ai diciassette di inizio legislatura. E c’è chi è pronto a scommettere che presto il numero si ridurrà. Ci sarebbero infatti alcuni eurodeputati particolarmente attivi nei rapporti con gli altri gruppi. Due diverse fonti parlamentari, per esempio, fanno il nome di Dario Tamburrano, che avrebbe recentemente aperto un canale di dialogo con i vertici dei Verdi per discutere di un suo possibile approdo. Philippe Lamberts, numero uno dei Verdi, non conferma. Tamburrano, contattato da La Stampa, smentisce. Ma nel gruppo sale la tensione: «Dopo il 4 marzo – fa notare un’altra fonte M5S – potrebbe saltare il tappo».

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lastampa/Borrelli fonda un movimento anti-M5S. Ira del leader Di Maio: voleva un terzo mandato MARCO BRESOLIN, ILARIO LOMBARDO

Il Procida non si ferma più,Russo e Micallo stendono il Neapolis

Il Procida di mister Iovine non si ferma più ! I biancorossi vincono nel giorno di “San Valentino” battendo nel recupero la Neapolis allo stadio “Spinetti”,grazie alle reti messe a segno da Russo e Micallo. I padroni di casa portano a casa 3 punti da grande squadra con estrema intelligenza ed esperienza, sfruttando due calci da fermo, una delle poche strade vincenti quest’oggi su un terreno di gioco bagnato ed insidioso che non permetteva palleggio e ritmo
La partita. Primi minuti di studio tra le due squadre, con i padroni di casa più coraggiosi nel spingersi in avanti e cercare di sbloccare il match. Al 21’ ci riescono, con tutta la scaltrezza di Giorgio Russo che è abile a colpire di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo e portare i biancorossi in vantaggio, 1-0 per il Procida e seconda gioia stagionale per il gigante della retroguardia biancorossa. Partita che il Procida è dunque abile a sbloccare e mettere sui suoi binari, forse la mossa più difficile da compiere su un terreno di gioco pesante. Al 24’ c’è la reazione degli ospiti con Ferro che s’infila in area di rigore sfuggendo dal fondo e calcia col destro ma Lamarra come sempre risponde presente e salva il risultato. Al 28’ ancora il Neapolis con il migliore dei suoi, Emanuele Catena che si libera dei difensori con agilità e calcia col destro ma ancora Lamarra a dire di no. Al 33’ rispondono i padroni di casa, questa volta con Ciro Parascandolo, chiamato a sostituire Lorenzo Costagliola, facendolo ottimamente con una partita di estremo sacrificio e protagonista di una buonissima prestazione. Al 35’ ancora proprio il 9 biancorosso a cercare la conclusione da fuori area ma sfera che termina di poco fuori. Al 43’ ci prova il capitano del Neapolis, Roberto Mollo, ma palla termina lontano dalla porta di Lamarra. Termina senza recupero la prima frazione di gioco con i padroni di casa che amministrano un meritato vantaggio avanti per una rete a zero.
La ripresa. La seconda parte di gara riprende su ritmi blandi con un Procida attento ed un Neapolis che timidamente cerca di reagire allo svantaggio. Biancorossi che confermano di essere tra le migliori difese del campionato amministrando il risultato e cercando di colpire quando possibile. Al 51’ brivido nell’area di rigore di Lamarra col portiere biancorosso che viene colpito in volto da un’ottima chiusura di Boria che però rischia di provocare un rocambolesco autogol, riesce però a cavarsela il Procida con la palla che termina in calcio d’angolo. Al 54’ il Procida mette il sigillo ad un match già in pugno, ancora sugli sviluppi di un calcio da fermo questa volta con Saurino abile a saltare più in alto di tutti ed impattare perfettamente il pallone, tiro che viene leggermente deviato dal capitano biancorosso Giovanni Micallo che esulta. Dubbi sulla paternità del gol che inizialmente sembrava essere di Ciro Saurino ma poi è stato assegnato al capitano Micallo, quel che è certo è che il Procida si porta sul 2-0 e mette il punto esclamativo sulla partita. Tanti cambi da una parte e dall’altra e match che cala inevitabilmente di ritmo su un campo pesante con due squadre che si sono affrontate a viso aperto. Al 26’ colpisce di testa Mollo ma la sfera termina di poco lontano la porta di Lamarra. Al 31’ bellissima azione sull’asse Cibelli-Annunziata col neo entrato che serve in area di rigore Costagliola che calcia ma tiro che viene murato dalla retroguardia ospite. Al 33’ ancora il 10 biancorosso Antonio Costagliola che sguscia alla difesa del Neapolis e calcia col suo mortifero mancino ma questa volta non è preciso come sempre e pallone che termina fuori. Al 35’ ancora Costagliola A. scatenato che sfugge palla al piede da centrocampo e s’infila in area di rigore, calcia con la punta per anticipare l’intervento del difensore che però riesce leggermente a deviare il tiro, sfera che termina di pochissimo a lato dalla porta protetta da Giuliani. Poche emozioni sul finale di gara col Neapolis che si affaccia soprattutto negli ultimi minuti con insistenza verso la porta di Lamarra che al 91’ è abile a salvare l’imbattibilità su un buon inserimento di Mercogliano. Altra vittoria, altro clean sheet per il Procida, che si conferma sempre più solida in difesa e cinica in attacco. Continua il filotto di vittorie in casa biancorossa, con i ragazzi di Iovine e Lubrano abili anche a portare a casa “match sporchi” come quest’oggi con scaltrezza e furbizia, elementi tipici di una grande squadra, che il Procida, partita dopo partita, sta dimostrando di essere a tutti gli effetti.
ISOLA DI PROCIDA CALCIO: Lamarra, Lubrano V. (55’ Annunziata), Boria, Russo, Micallo, Saurino, Muro (62’ Barone), Mammalella, Parascandolo (50’ Lubrano P.), Costagliola A., Cibelli. A disposizione: Telese, D’Orio, Verde, Vanzanella. Allenatore: Iovine Giovanni – Lubrano Biagio.
NEAPOLIS: Giuliani, Cerqua, Morra, Guerra, Cinquegrana, Mollo, Coppola, Murolo (62’ Mercogliano), Catena, Rosbino (82’ Sarnataro), Ferro (85’ Costagliola). A disposizione: De Simone, Palmenteri, Franzese, Scognamillo. Allenatore: De Carlo Vittorio.
ARBITRO: Andrea Belluomo – Torre Annunziata. ASSISTENTI: Antonio Vano , Giuseppe Galiero – Napoli.
Ammoniti: Cibelli, Lamarra (Procida Calcio), Catena (Neapolis).
Reti: 21’ Russo, 54’ Micallo.

Castellammare, stangata agli esponenti del clan Cesarano: i dettagli

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Castellammare, stangata agli esponenti del clan Cesarano: i dettagli

Castellammare di Stabia,  condannati a 18 anni di carcere complessivi, coloro che sono ai vertici del clan cesarano, che opera a Castellammare e Pompei. Il verdetto è arrivato nel pomeriggio di ieri. La pena più pesante è stata inflitta a R. Belviso, ritenuto l’ultimo capoclan della cosca specializzata in droga ed estorsioni. L’uomo che avrebbe raccolto lo scettro del comando dopo l’arresto del boss L. Di Martino, ha incassato 7 anni e due mesi di carcere, anche se il pm ne aveva chesti 8 anni e 8 mesi. Stangata anche per A. Falanga l’imprenditore che avrebbe raccolto i soldi del pizzo imposto ai commercianti delle “macchinette”. Infatti la condanna è avvenuta perchè il clan aveva il monopolio sui videopoker nella zona stabiese e non.

Ma le condanne non sono finite: condannato a 5 anni e 1 mese di reclusione, anche G. Di Martino, figlio di ‘o profeta, l’attuale bos. Per lui la DDA  aveva chiesto 6 anni di reclusione. Il boss L. Di Martino ha deciso di ricorrere al rito ordinario e il suo processo verrà celebrato a Torre Annunziata. Per coloro che stanno tenendo l’inchiesta, i quattro hanno imposto il pizzo, con richieste sempre più esose, ad un imprenditore specializzato nell’installazione dei videopoker e delle slot machine.

Ciao Bea, la “bimba di pietra”: “Ora potrai riabbracciare la mamma in Paradiso”

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Addio a Bea, la “bimba di pietra”: “Ora potrai riabbracciare la mamma in Paradiso”

Il cuore della piccola Bea ha smetto di battere. Conosciuta come “la bambina di pietra“, per l’inspiegabile malattia che le aveva irrigidito tutte le articolazioni, si è spenta ieri a sei mesi dalla morte madre, Stefania Fiorentino, avvenuta ad agosto a causa di un tumore.

“Beatrice questa sera è volata via. In questo giorno, dedicato agli innamorati, ha deciso di correre ad abbracciare la sua mamma. Saperle insieme sarà la nostra forza”- ha scritto la zia di Beatrice, sorella di Stefania, Sara Fiorentino. – “Il mondo di Bea resterà in assoluto il miglior posto che io abbia mai potuto visitare, per sempre”.

Bea soffriva di una malattia a cui nessuno è riuscito a dare un nome, i migliori specialisti del mondo avevano studiato la sindrome senza riuscire a spiegare perchè le sue articolazione fossero pietrificate, immobili. La piccola riusciva solo a muovere gli occhi.

Negli ultimi tempi era ricoverata nel reparto rianimazione del Regina Margherita di Torino. I familiari avevano deciso che fosse sedata per evitarle ulteriori sofferenze: “I suoi polmoni sono compromessi”, scriveva ieri la zia.
Ad esserle fatale è stato un arresto cardiorespiratorio.

L’ultimo saluto alla piccola si terrà sabato 17 febbraio ore 10:00, nella chiesa del Santo Volto (Torino).

Violenze nelle classi italiane: prima l’eclissi del Padre, ora del Maestro

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Violenze – Nei giorni scorsi una professoressa di italiano a Caserta è stata accoltellata da uno studente 17enne. Ieri un altro caso di violenza ai danni di un docente da parte di un alunno: in Valnure, nel Piacentino, un bambino di 11 anni, prima media, ha mandato in ospedale un’insegnante di 65 anni e oltre 40 di carriera in cattedra: “La verità che promana dagli ultimi casi estremi narrati dalle cronache ha una portata storica, ben più vasta e terribile: la nostra epoca si sta avviando al tramonto della pedagogia. Dopo l’evaporazione del Padre, ora assistiamo all’eclissi del Maestro”, scrive Antonio Scurati nel suo editoriale.

L’educazione scompare dall’orizzonte 

Gli scolaretti disobbediscono alle loro maestre. Gli adolescenti aggrediscono i loro insegnanti. I genitori di quegli adolescenti si precipitano a scuola per picchiare gli insegnanti già aggrediti dai propri figli. Una brillante invenzione di una delle tante narrazioni distopiche che proliferano di questi tempi sugli schermi domestici delle nostre serie tv preferite? No. La realtà sociale delle nostre scuole raccontata dalla cronaca di questi giorni. Ma non ci si può arrendere alla cronaca. La verità che promana dagli ultimi casi estremi narrati dalle cronache ha una portata storica, ben più vasta e terribile: la nostra epoca si sta avviando al tramonto della pedagogia. Dopo l’evaporazione del Padre, ora assistiamo all’eclissi del Maestro.

Si tratta, per l’appunto, di una morte lenta, di un evento in cammino da decenni, una trasformazione profonda che dischiude un inaudito avvenire davanti a sé. Ciò che sta accadendo, infatti, non è il legittimo rifiuto delle pedagogie tradizionali, conservatrici o reazionarie ma l’abbandono stesso dell’idea che il bambino debba essere in qualche modo – e da qualcuno – accompagnato, guidato, condotto per mano a una destinazione a lui ignota.

E che questa conduzione presupponga una subordinazione dell’educando all’educatore, implichi una disciplina, mobiliti un sapere da trasmettere e apprendere, preluda a una formazione che prosegue per tutta la vita dell’uomo senza la quale l’uomo non viene al mondo, non esiste, senza la quale l’uomo non è nulla.

Il secondo dopoguerra europeo si è progressivamente sbarazzato di tutte le tradizionali istituzioni pedagogiche: esercito, scuola, famiglia, istituzioni pubbliche, grandi partiti politici di massa. Si è sbarazzato, in altre parole, della modernità, l’epoca che aveva creduto che non soltanto il soldato, lo scolaro e il figlio andassero educati ma anche il cittadino e il militante. La liquidazione della scuola è solo l’ultima tessera di un domino al termine del quale l’educazione stessa scompare dall’orizzonte della nostra esperienza umana. E non ci inganni il fatto che la scuola italiana da decenni è ostaggio di pedagogisti e pedagogismi. Il burocratico dominio di questi specialisti segna proprio l’eclissi della funzione educativa dell’insegnamento. E’ proprio in questi decenni di pedagogismi proliferanti che l’insegnamento viene espropriato del suo tratto magistrale, che i programmi scolastici vengono privati dei loro contenuti fondamentali, che gli insegnanti stessi vengono sviliti a categoria sociale derelitta, malpagata, screditata, emarginata, a un branco di vecchi «sfigati». Non ci si deve, perciò, stupire che i genitori prendano sempre più spesso partito per i figli nei conflitti con gli insegnati. La rottura dell’alleanza scuola famiglia è il prodotto della distruzione storica di entrambe. Il padre che abbia perso il rispetto per l’insegnante del proprio figlio è, infatti, con tutta evidenza, un genitore che ha già perso il rispetto di se stesso.

E non ci si illuda che basti alzare la voce per ritrovare la magnifica speranza progressista di una educazione dell’uomo per l’uomo. Forze storiche potenti le si oppongono. Innanzitutto il trionfo autocratico del mercato. Abbiamo smesso di credere, di sperare di potere e di dovere educare i nostri figli da quando la società dei consumi ha individuato in loro i clienti più appetibili. E’ stato allora che abbiamo abbandonato l’onere e l’onore di formare i loro gusti e abbiamo incominciato a inseguirli. Similmente, ciò che resta della cosiddetta leadarship politica ha abdicato alla conduzione del proprio elettorato per accodarsi ai suoi umori momentanei. Le tecnologie della comunicazione digitale stanno facendo il resto. Il magnifico universo del world wide web è un cosmo ottuso in cui non ci sono sapienti e alunni, maestri e allievi, ma solo guru chiassosi e adepti ignoranti. Il suo orizzonte è l’orizzontalità immobile del tramonto di ogni pedagogia. Su questo impero dell’immoralità dilagante l’astro del pedagogo tramonta inesorabilmente, cedendo il passo a quello del libertino.

Resta da capire se riteniamo di avere ancora qualcosa da insegnare ai nostri figli.

vivicentro.it/EDITORIALE
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lastampa/L’educazione scompare dall’orizzonte ANTONIO SCURATI

Napoli, sputi e lanci di oggetti contro il 118: due raid in due giorni

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Napoli, sputi e lanci di oggetti contro il 118: due raid in due giorni

Napoli, due raid in due giorni contro il 118, che lo hanno visto colpito da sputi e oggetti vari che hanno diversi danni alla struttura. L’ultimo episodio è avvenuto ieri sera, intorno alle 19.30 durante un’intervento di soccorso per un incidente stradale su corso Sirena, a Ponticelli. Il personale della postazione 118 è stata oggetto di minacce, insulti e strattonamenti perchè, secondo il gruppetto di persone che stavano attendendo l’ambulanza, i soccorsi avevano impiegato troppo tempo ad arrivare. Medici e infermieri del servizio, invece, segnalano che la chiamata in centrale è giunta alle ore 19.23 mentre esattamente un minuti dopo l’equipaggio è partito dalla postazione Ponticelli per raggiungere alle 19.29 il luogo dell’incidente, per un totale di 5 minuti di attesa.

Ma non è la prima volta, anche il giorno prima è avvenuta una cosa analoga: la postazione 118 di Pianura che sosta in via dei Grassi, è stata nel mirino di lanci di oggetti e ortaggi, cosa che avviene frequentemente nei turni di notte. In questo caso, però, l’ambulanza è stata presa di mira da balordi che hanno anche tentato di salire sul tetto del mezzo di soccorso per puro divertimento.

FOTO e VIDEO ViViCentro – Castellammare, sciopero al Liceo Classico “Plinio Seniore”: giusta causa, carenza di aule

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Castellammare di Stabia, questa mattina gli alunni del Liceo Classico “Plinio Seniore” hanno scioperato davanti la sede principale della scuola, in Via Nocera: ecco i dettagli

Castellammare di Stabia, sono le 8:00 del mattino, e mentre gli alunni di tutte le scuole stabiesi, si apprestano a dar luogo alla loro giornata scolastica, gli alunni del Liceo Classico “Plinio Seniore”, la cui dirigente scolastica è la Dottoressa Fortunella Santaniello, hanno invece deciso di scioperare. Davanti scuola sono stati numerosi gli alunni presenti ed anche bene informati riguardo le motivazioni dello sciopero, ma non solo, c’erano anche delle mamme preoccupate per i disagi che i loro figli si trovano a dover affrontare quotidianamente a scuola, da due anni a questa parte.

Riguardo le motivazioni, la Redazione di VIVICentro.it, ha parlato con due dei quattro, Rappresentati di Istituto presenti allo sciopero. F. Serretta ha dichiarato: “Questo sciopero ha origine da disagi passati. L’anno scorso abbiamo occupato perchè abbiamo un problema enorme a scuola: abbiamo poche aule e un numero troppo alto di iscrizioni. Alla fine dell’occupazione, che è durata 5 giorni e che a livello scolastico, riconosco che ci ha distrutto, c’era stato promesso dalle Istituzioni Locali e dalla stessa Dirigenza, che nel settembre del 2017 avremmo avuto una sede, che però non è mai arrivata. Per quattro mesi abbiamo cercato di parlare con la Dirigenza e le Istituzioni Locali, per cercare di arrivare ad un compromesso, ma questa sede non è mai arrivata e nè tanto meno ci hanno fatto sapere niente al riguardo. Di conseguenza abbiamo deciso di attivarci e di agire in maniera diversa, in modo tale da far tornare a galla il problema e di farlo conoscere a più persone possibile perchè abbiamo bisogno di aiuto per risolvere questo problema. Per noi la Dirigenza e le Istituzioni, non stanno facendo il massimo, manifestiamo per portare di nuovo fuori il problema.” 

Alla domanda, se i Rappresentati si fossero attivati per parlare anche con il nuovo Commissario Prefettizio, l’altro rappresentante, A. Dolvi, ha risposto “La settimana scorsa abbiamo provato a fare il comitato studentesco e 10 minuti prima che iniziasse, la Preside ci ha chiamato nel suo ufficio, in presidenza, e ci ha chiesto di darle una settimana di tempo per organizzare l’incontro con il Commissario Prefettizio e con la Provincia. Di conseguenza, alle parole della Preside, noi avevamo deciso di non scioperare e glielo avevamo fatto anche presente, infatti la stessa aveva detto che era orgogliosa di noi. Ma questo incontro fino a ieri non è avvenuto e per questo abbiamo deciso di attivarci. Noi sappiamo che la Dirigenza non ha colpe, perchè di tutto questo se ne dovrebbe occupare la Provincia, e siamo contenti perchè quest’anno noi rappresentati abbiamo aperto un grande dialogo con la Preside, e non c’è scontro come è stato con i rappresentati dell’anno scorso.” 

Continua F. Serretta: “Noi pensiamo che sia la Dirigenza e le varie Istituzioni, quelle locali e non, non si stanno attivando come potrebbero. Noi abbiamo avuto false promesse e questa cosa ci ha fatto arrabbiare. Abbiamo continuato a lottare in maniera pacifica, infatti abbiamo scelto di fare lo sciopero sotto la sede principale per evitare di bloccare il traffico, e non solo, i ragazzi sono liberi di entrare tranquillamente e fare lezione, non siamo nessuno per fermali, infatti abbiamo scelto di scioperare alle 8:00 proprio per dare la possibilità anche ai ragazzi che hanno la mezza rotazione e che entrano alle 11:00, di poter partecipare allo sciopero. Una cosa è certa, non abbiamo intenzione di fermarci, ci saranno altre manifestazioni al riguardo, finchè non verremmo ascoltati e finchè non ci verrà dato quello che ci spetta.”

Gli alunni presenti allo sciopero erano tutti bene informati riguardo le motivazioni, in quanto sono essi stessi, che in prima persona, stanno subendo degli abusi, e delle ingiustizie. Una ragazza ha dichiarato: ” Una volta, a causa della mancanza delle aule, siamo stati costretti a fare lezione in un aula insieme ad altre 2 classi. In totale eravamo 60 alunni, una cosa inumana. Noi sappiamo che sono stati sbloccati dei fondi per le scuole, siamo informati, perchè non li usano per darci una terza sede?”

Perchè in sostanza è questo che chiedono i ragazzi, una terza sede, o almeno una sede succursale più grande, che riesca ad andare in contro alle esigenze di numero di iscrizioni riscontrate negli ultimi anni. Il Plinio Seniore stabiese, come si sa, negli ultimi anni ha aggiunto all’indirizzo classico e delle scienze umane, di base, anche quello linguistico e artistico, e questo ha portato a far schizzare alle stelle il numero degli iscritti.

Come si legge infatti da uno striscione posto davanti la scuola, il motto dei ragazzi è: “Prima le soluzioni, dopo le iscrizioni”. Certo il modo di manifestare di questi giovani è stato un po irruento, e con ogni probabilità poco adatto, ma come dare torto a questi ragazzi, che si vedono sottratti il diritto a studiare nella maniera più adeguata e in strutture che lo consentano.

a cura di Vincenza Lourdes Varone

Torre Annunziata, cadavere di una donna rinvenuto in spiaggia: i dettagli

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Torre Annunziata, cadavere di una donna rinvenuto in spiaggia, del Lido Azzurro: i dettagli

Torre Annunziata, questa mattina è stato ritrovato un cadavere sulla spiaggia del Lido Azzurro. Il corpo è quello di una donna anziana.  E’ stato uno choc per chi ha trovato il cadavere, in quanto la donna era completamente nuda, tranne per il fatto che indossava il reggiseno, di conseguenza si è subito pensato ad un atto fatto nella maniera più brutale possibile.

Sul posto sono giunti, repentinamente, anche la Polizia e Carabinieri allertati dalla Capitaneria di Porto. Le forze dell’ordine, insieme alla squadra scientifica, hanno iniziato a fare rilievi e indagini per risalire all’identità della povera vittima e alle modalità con cui è morta e soprattutto come è giunta, verosimilmente via mare, sull’arenile oplontino.

Dalle prime indagini è emerso che aveva 81 anni e si chiamava N. D. F. Il riconoscimento del cadavere, è avvenuto grazie ad un familiare. Sembrerebbe che la donna soffrisse si depressione e che si era allontanata da casa nella serata di ieri, come già capitato in passato.

La donna era completmanete nuda ed indossava solo il reggiseno. Poco distante, sulla spiaggia del Lido Santa Lucia, pare sia stato trovato uno scaldacollo che forse era indossato dalla signora. Da lì, probabilmente, la donna si sarebbe tuffata in mare una volta spogliatasi. Il corpo sarebbe poi stato trascinato dalle correnti dove è stato rinvenuto.

L’ipotesi è che l’81enne si sia suicidata, lanciandosi dalla scogliera e tuffandosi in mare e lasciandosi annegare. Ma queste sono, per l’appunto ipotesi, solo l’autopsia sul colpo del cadavere, potrà togliere ogni dubbio.

 

Florida, studente espulso fa una strage al liceo: almeno 17 morti e 15 feriti

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Florida, studente espulso fa una strage al liceo: almeno 17 morti e 15 feriti

Strage in Florida: un ex studente ha aperto il fuoco all’interno dell’istituto che frequentava uccidendo 17 persone e ferendone decine. Si chiama Nikolas Cruz, ha 19 anni ed era stato allontanato dalla scuola perchè ritenuto una “potenziale minaccia“.

E’ accaduto ieri alle 14:30 ora locale, le 20:30 in Italia, al liceo Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, a circa 70 chilometri a nord di Miami. Il giovane si è servito di un fucile d’assalto semi-automatico Ar-15. Ha fatto scattare l’allarme dell’istituto in modo che gli studenti e gli insegnanti uscissero dalle aule; poi munito di maschera antigas e fumogeni, ha dato il via alla sua follia omicida.

LEGGI ANCHE: Strage in una scuola in Florida: è il 27° episodio del 2018 (VIDEO CNN)

Ne ha uccisi 17: dodici all’interno delle aule, due mentre tentavano di mettersi in salvo, una vittima per strada, e due sono decedute in ospedale. 15 invece i feriti, alcuni in gravi condizioni.

Il 19enne ha tentato di dileguarsi ma è stato bloccato dalla polizia. Mostrava segni di difficoltà respiratoria, quindi è stato condotto prima in ospedale per accertamenti e poi alla centrale di polizia.

Ancora non sono chiare le motivazioni che hanno spinto Nikolas Cruz a sterminare docenti e compagni di scuola. Già in passato era stato identificato come una potenziale minaccia per il Miami Herald. “L’anno scorso ci avevano detto che non sarebbe potuto entrare a scuola se avesse avuto con sé uno zaino – ha spiegato al giornale Jim Gard, insegnante di matematica che aveva avuto Cruz tra i suoi allievi – Ci sono stati dei problemi, ha minacciato degli studenti l’anno scorso e mi sembra che gli fosse stato ordinato di lasciare il campus”.

A Sanremo un abito realizzato con i fiori di Castellammare di Stabia: spettacolare!

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Un abito realizzato con fiori stabiesi

Durante la settimana della 68a edizione del Festival di Sanremo, nella città dei fiori, sono giunti anche fiori provenienti dal mercato di Castellammare di Stabia e da Sanremo per realizzare un abito prodotto dalla signora Franca e da Pasquale il figlio. “L’Orchidea” è stata selezionata per partecipare a questo evento e per la prima volta è stato realizzato questo abito da madre e figlio. Fiori veri, naturali, e nulla di finto. A presentare l’abito di fiori Veronica Maya, giornalista. Durante l’iniziativa, tra gli ospiti,  anche Sofia Di Chicco, Miss Europe Continental Italy 2017.

Lippi: “Juve, resta ottimista e rosica un po’. Derby? Cambia poco, bianconeri abituati a vincere”

Le sue parole a Tuttosport

Marcello Lippi, ct della Cina, ha rilasciato un’intervista a TuttoSport: «Sono perfettamente d’accordo con Allegri (che ha dichiarato dopo il 2-2 in Champions: “Se qualcuno pensava che avremmo dovuto battere il Tottenham 4-0 ha bisogno di un dottore bravo”, ndr). Max ha ragione e fa bene a respingere in maniera netta tutta la negatività che arriva dall’esterno. Vincere non è affatto scontato, in Champions . Il Tottenham è un’ottima squadra. E se il 2-2 fosse arrivato in rimonta, recuperando due gol agli inglesi e non facendoseli recuperare, adesso si farebbero tutti altri discorsi in ottica ritorno. Un po’ di rosico ci sta per come era iniziata la gara, però non è ancora finita. C’è un’altra partita».

Cosa non è andato nella Juventus? «Non tocca a me dirlo, non mi permetterei mai. Parlare di quello che è successo non ha senso, bisogna stare vicino alla squadra e guardare avanti con ottimismo. Allegri e i giocatori sanno perfettamente quello che ha funzionato e quello che non è andato bene. Parliamo di un allenatore e di una squadra che da anni stanno ottenendo risultati importanti in Italia e a livello internazionale». 

Gli ottimisti puntano sulla fragilità della difesa del Tottenham: concorda? «Io avevo pronosticato una partita simile a quella contro il Barcellona dello scorso anno. All’inizio è andata così, poi è diventata una gara un po’ stregata, penso al rigore sbagliato da Higuain. Ma l’ultima cosa che deve succedere è che la squadra ora perda autostima, proprio per questo condivido in pieno quanto detto da Allegri. Ripeto: c’è un’altra partita da giocare per qualificarsi ai quarti».

Sensazioni per la gara di ritorno? «Non la sbaglieranno a Wembley. E non c’è soltanto la vittoria. Si può passare anche con un 2-2 nei 90’ e un gol nei tempi supplementari».

Questa situazione le ricorda qualche episodio del passato? «Ci sono delle anologie con i nostri quarti del 2003. A Torino pareggiammo 1-1 contro il Barcellona. E poi siamo andati al Camp Nou a giocarci la qualificazione. Siamo passati in vantaggio con Nedved, abbiamo subito il pareggio di Xavi e siamo rimasti in dieci per l’espulsione di Davids. Partita infinita: ai supplementari cross di Birindelli e gol di Zalayeta. In quella Champions abbiamo distrutto le spagnole. Prima del Barcellona avevamo battuto il Deportivo la Coruna e in semifinale eliminammo il Real Madrid». 

 

Sarri e gli amici: “Ci parlò di Verdi, oggi ha un’idea diversa. Scaramanzia? Sistemava con lo scotch le scarpe”

Le parole degli amici di Sarri

«I primi anni – spiega Angelo Briganti a Il Mattino- ci mettevamo all’uscita degli spogliatoi e aspettavamo la squadra, cosi’ che Sarri si potesse fermare qualche minuto a parlare con noi prima di mettersi dietro ai suoi ragazzi». «E’ un maestro di calcio», aggiunge Angelo con un sorriso grande come tutta la Toscana. Lui e altri sei o sette amici erano la «seconda squadra» di Maurizio Sarri, quella che lui allenava con le parole ogni santo giorno. «Se non ci vedeva era preoccupato – racconta Flavio Ingargiola – al punto tale che se c’era il giorno di allenamento a porte chiuse, si affacciava fuori dallo stadio e ci gridava: “Che fate lì fuori, io vi voglio dentro”. «Ha portato per settimane le stesse scarpe – raccontano insieme Flavio Ingargiola e Vincenzo Valori e, se pure si rompevano, lui le sistemava con lo scotch pur di non cambiarle. Cosi’ come la giacca a vento che sul retro era completamente bruciata dal calore delle sigarette». Un aneddoto anche sul mercato: «Ricordo perfettamente cosa mi disse di Verdi», dice ancora Flavio. «Per Maurizio aveva ottime gambe ma era ancora un po’ ragazzino, chissa’ che adesso non abbia cambiato idea: per questo lo voleva al Napoli».

Sarà un San Paolo deserto, pochi biglietti venduti: la causa è solo una

Sarà un San Paolo deserto, pochi biglietti venduti: la causa è solo una

Sono solo 10mila i tagliandi staccati fino ad ora per Napoli-Lipsia. E c’è la grossa consapevolezza che non si recupererà con l’avvicinarsi alla gara di stasera alle 21.05. L’appeal dell’Europa League non attecchisce sui tifosi napoletani. Lo riporta La Gazzetta dello Sport. E’ evidente che il campionato incide sull’acquisto di un biglietto per una gara infrasettimanale. Questo poi accade in particolar modo se le condizioni meterologiche di stasera sono così rigide.

La Gazzetta critica il Napoli: “Squadra non competitiva in Europa, incomprensibile”

Il pensiero della rosea sul Napoli

La Gazzetta dello Sport fa il punto sugli obiettivi del Napoli e il modo della squadra di Maurizio Sarri di affrontare tutto ciò che non è campionato: “Se è vero che il Napoli ha fallito nella massima competizione europea e nella coppa nazionale, è pur vero che in campionato non c’è avversario che tenga, il suo cammino è eccellente e il primato è stato inattaccabile, finora. Per questo tutto quello che non sia campionato non attecchisce sui napoletani. La mentalità europea non è ancora il massimo. È incomprensibile l’involuzione che la squadra evidenzia elle competizioni collaterali al campionato. C’è una dimensione che il Napoli non ha ancora raggiunto: l’essere competitivo in Europa”.

Verdi: “Napoli poteva cambiarmi la carriera, ma non mi pento su De Laurentiis…”

Le sue parole dopo il no al Napoli

Simone Verdi, attaccante del Bologna e grande obiettivo di mercato del Napoli per il mercato di gennaio, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera:

Simone Verdi, i nomi di Riva, Virdis e Paolo Rossi le dicono qualcosa? «Sì, che non sono stato l’unico stupido a dire no a una grande… Scherzi a parte, io non ho detto no al Napoli, ho detto sì al mio percorso al Bologna: non potevo andarmene a gennaio dopo tutta la fiducia che ha riposto in me quando venivo dalla retrocessione col Carpi».

Ma il caso è montato comunque. «Già. E molto più grande del dovuto. Ho dovuto sentire tante falsità, cose brutte persino sulla mia famiglia e sulla mia fidanzata, che avrebbero interferito nella scelta. Poi ho sbagliato anch’io…».

In che senso? «Avrei dovuto intervenire subito per spiegare e calmare le acque: invece la mia riservatezza, che ritengo un pregio, ha peggiorato la situazione».

E com’era la situazione? «L’offerta del Napoli poteva cambiare la mia carriera, lo so. Ma, dopo avere giocato già in sei squadre, a 25 anni qui ho trovato per la prima volta la mia casa calcistica. Sento di avere un progetto da condurre fino a giugno».

Molti non le hanno creduto e hanno detto che dietro il no c’erano altri club, cioè i soliti: Inter, Milan, Juve… «Mi viene da ridere. No, nessuno muoveva i fili. So ragionare da solo».

De Laurentiis ha detto: «Verdi mi ha deluso». «Forse ho mandato un messaggio sbagliato. Ma sia chiaro: il problema non era Napoli, e non ho mai detto sì per poi cambiare idea».

Sarri l’ha chiamata, vero? «Sì. Una telefonata amichevole. Ha capito, con molta serenità e sensibilità».

 

 

Strage in una scuola in Florida: è il 27° episodio del 2018 (VIDEO CNN)

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La violenza delle armi torna a insanguinare le scuole americane. Nikolas Cruz, ex studente di 19 anni, fa irruzione in un istituto della Florida e uccide almeno 17 persone. Il ragazzo aveva una passione per armi, bombe e siti estremisti.

«Almeno 17 vittime». Il killer è un ex alunno: era stato allontanato dal campus perché «pericoloso»

NEW YORK – Torna la violenza nelle scuole americane. Stavolta ha colpito la Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, nella Florida meridionale, dove un ex studente ha ucciso – secondo quanto riferito dalla polizia – almeno 17 persone.

L’allarme è scattato verso le tre del pomeriggio, quando nella scuola si sono sentiti i primi spari. Stoneman Douglas è un grande istituto superiore della contea di Broward, frequentato da oltre 3000 studenti. Il panico si è diffuso rapidamente, con la polizia locale e l’Fbi che sono arrivate subito sul posto per bloccare il colpevole e far scappare le vittime. Un’ora dopo però l’assalitore era ancora libero.

Secondo le testimonianze raccolte all’esterno dell’edificio, l’attacco è cominciato all’interno di una classe. Il killer è stato identificato come Nicolas Cruz, 19 anni, un ex studente conosciuto perché in passato aveva minacciato i colleghi, al punto di essere allontanato dalla scuola: «Lo evitavamo – ha raccontato alla tv locale Wsvn uno dei ragazzi in fuga – perché sapevamo che era pericoloso». Il colpevole aveva anche una passione per le armi e voleva fare il militare: «Lo so – ha aggiunto il testimone – perché me le aveva mostrate. Diceva che andava spesso a sparare, gli piaceva l’adrenalina che ne ricavava». Martedì sera aveva guardato su Internet come costruire una bomba, e forse frequentava siti della resistenza siriana.

Cruz ieri mattina è andato in classe per saldare i suoi conti. Ha portato con sé un fucile Ar15 semiautomatico e una pistola, e dopo una lite ha iniziato a sparare su insegnanti e studenti. La polizia locale e l’Fbi hanno subito circondato l’edificio, aiutando i ragazzi a fuggire, ma alle quattro del pomeriggio il colpevole non era ancora stato fermato. Forse era ancora barricato dentro le aule, oppure era riuscito a scappare. Qualche minuto dopo è arrivata la notizia che il killer era stato catturato, in una casa a circa un miglio dalla scuola. Le telecamere lo hanno inquadrato dall’alto, mentre gli agenti lo arrestavano: un ragazzo bianco, con i pantaloni neri e una maglietta bordeaux. Il bilancio, come anticipato, parla di almeno 17 morti. Secondo il senatore locale Nelson, «molte persone hanno perso la vita».

Tragedie di questo genere sono diventate ormai un’abitudine negli Stati Uniti, nelle scuole e fuori. Il primo ottobre scorso a Las Vegas era avvenuto il massacro più grave nella storia del Paese, quando il sessantaquattrenne Stephen Paddock aveva sparato con armi da guerra dall’hotel Mandalay, contro il pubblico del festival musicale «Route 91 Harvest», uccidendo 58 persone e ferendone oltre 800. In questi casi l’America si divide sempre in due: da una parte quelli che denunciano la presenza di troppe armi, e dall’altra quelli che le difendono, puntando invece il dito contro le malattie mentali e la cultura che alimenta la violenza. Ieri il presidente Trump ha commentato così: «Nessun bambino, insegnante o chiunque altro, dovrebbe sentirsi insicuro in una scuola americana». Ma il problema delle armi per lui è intoccabile.

vivicentro.it/cronaca
vivicentro/Strage in una scuola in Florida: è il 27° episodio del 2018 (VIDEO CNN)
lastampa/Sparatoria a scuola, è strage in Florida – PAOLO MASTROLILLI – INVIATO A NEW YORK

Prostituzione e riti voodoo: tre arresti nel casertano, la vicenda

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Con riti voodoo e ricorso alla violenza tre aguzzini costringevano una minorenne a prostituirsi

Celebravano riti voodoo per costringere una minorenne originaria della Nigeria a prostituirsi, ma anche violenza e minacce di ritorsione verso la famiglia in Nigeria. E’ accaduto a Castel Volturno, in provincia di Caserta, ‘città banlieu’ di quasi 20mila stranieri, di cui quasi il 75% irregolari.

Un racconto dell’orrore quello che si evince dall’indagine della Squadra Mobile di Caserta che ha fermato, su ordine della Dda di Napoli, tre persone provenienti da Ghana e Nigeria, due donne, di 48 anni e 38 anni e un uomo di 32 anni.

Nella ‘città banlieu’ la mafia nigeriana controlla il racket della prostituzione e dei sequestri di giovani donne, provenienti principalmente dalla Nigeria e dai Paesi limitrofi. I tre fermati, rispondono di vari reati, tra cui la riduzione o mantenimento in schiavitù, pluriaggravato in concorso. Oltre alla minorenne, gli investigatori della Polizia di Stato hanno scoperto che il trio teneva segregate anche altre due straniere, che poi erano mandate sulla Statale Domiziana a prostituirsi.

Tuttavia queste ultime non sono state ritrovate, ma di loro ha parlato la minore, che è riuscita a fuggire qualche mese fa da Castel Volturno per raggiungere il Nord Italia, dove ha trovato il coraggio di raccontare tutto alla Polizia di Stato. Qui ha raccontato l’incubo vissuto: segregata e costretta a prostituirsi, sotto la minaccia costante che venissero toccati i suoi familiari rimasti in Patria.

La ragazza ha riferito anche di essere stata picchiata, fin quasi ad essere soffocata. La minorenne era in stato di soggezione poiché era vittima di riti voodoo che le venivano praticati dalla «madame», nella fattispecie una delle due donne arrestate. L’altra invece controllava che la minore si prostituisse senza ribellarsi. La ragazza doveva consegnare i soldi guadagnati con i clienti ai tre aguzzini. Ad agosto del 2017 la ragazza è poi riuscita a fuggire approfittando della distrazione dei suoi carcerieri.

Settore giovanile Juve Stabia, Campagnuolo convocato in Nazionale

Settore giovanile Juve Stabia, Campagnuolo convocato in Nazionale

Il difensore, classe 2003, Raffaele Campagnuolo è stato convocato dalla Nazionale Under 15 Lega Pro che disputerà una gara amichevole contro la Nazionale Under 15 di San Marino. Campagnuolo si aggregherà al gruppo azzurro il giorno 20 febbraio per restarci anche il giorno successivo, 21 febbraio. Fischio di inizio alle ore 15 del giorno 21 febbraio. Un’altra Vespetta torna in Nazionale, dopo l’ottima prova disputata a gennaio che gli ha consentito la nuova convocazione.

a cura di Ciro Novellino

Juve Stabia – Ercolanese: domani il test amichevole

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Domani il test amichevole tra Juve Stabia e l’Ercolanese

Nella giornata di domani la Juve Stabia scenderà in campo alle ore 14:30 per un test amichevole allo stadio “Solaro” contro l’Ercolanese che milita in serie D. Questo il comunicato della S.S. Juve Stabia:

La S.S. Juve Stabia rende noto che disputerà un test infrasettimanale con l’Ercolanese 1924 domani, giovedì 15 febbraio, alle ore 14,30 allo stadio “Solaro” di Ercolano.

S.S. Juve Stabia

A ‘La Cartiera’ il Carnevale posticipato con scherzo di cattivo gusto: arrivata un’ambulanza, l’accaduto

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Ecco cosa è accaduto nel tardo pomeriggio

Carnevale è passato da un giorno, ma qualcuno ha ancora voglia di scherzare, anche nel giorno di San Valentino. Lo scherzo è bello, l’importante è che non si vada oltre, non fare in modo che diventi di cattivo gusto. Infatti, questo tardo pomeriggio, intorno alle ore 19, nei pressi del Conad, presente all’interno del Centro Commerciale ‘La Cartiera’, sono arrivati i volontari del 118 in quanto è arrivata una segnalazione che richiedeva la corsa straordinaria di un’ambulanza. In realtà, il tutto era solo uno scherzo e i tanti addetti alle casse non sapevano nulla di questa richiesta. Fatto sta che, i volontari, hanno lasciato il centro commerciale senza per fortuna dover soccorrrere nessuno, ma con uno scherzo di cattivo gusto.

a cura di Ciro N0vellino

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