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Ex agente KGB assassinato in Gran Bretagna, sintomi di un Europa morente?

L’Unione Europea prova ad affilare gli artigli sul caso Skipral’, l’ex spia russa assassinata nel Regno Unito. Ma le reazioni degli stati membri non convincono.

Lo scorso 4 marzo, mentre l’Italia era “occupata” ad esprimere le proprie preferenze elettorali, nel Regno Unito (a Salisbury) si è consumato l’omicidio di Sergej Skripal’,  un ex spia dei servizi segreti russi, e l’avvelenamento della figlia Julija. I due sembrerebbero essere stati avvelenati da un gas nervino, in particolare dall’azione di una sostanza chiamata Novičok.

Sia l’uso di questa particolare sostanza (brevettata nell’Unione Sovietica negli anni ‘70) sia il possibile movente, lasciano pensare che l’ordine di assassinare l’ex spia russa sia partito dal Cremlino.

Sergej Skripal’, infatti, godeva della protezione del Regno Unito dal 2010, da quando aveva ottenuto un indulto durante uno “scambio di spie”, al seguito di una condanna per alto tradimento inflittagli dalla russia poichè ritenuto un doppiogiochista dissidente di Putin.

Non è la prima volta che la Russia entra in territorio britannico per far “pulizia” dei propri dissidenti: nel 2006 destò molto scalpore l’avvelenamento di Aleksandr Litvinenko, tramite radiazione da polonio-210, il quale poco prima di morire accusò proprio Putin.

Ciò che è diverso, questa volta, è la reazione degli stati membri dell’UE e della stessa Gran Bretagna. Il Governo Inglese si è affrettato a “cacciare” quasi tutti i diplomatici russi presenti nel paese; gesto molto forte, ma che allo stesso tempo sembra l’ultimo ruggito di un grande felino.

Mentre è di soli pochi giorni fa la notizia dell’espulsione di alcuni diplomatici russi da parte di stati membri dell’Unione Europea, più per “solidarietà” nei confronti del Regno Unito che per una reale risoluzione politica. Solidarietà a cui partecipa anche l’U.S.A. con l’espulsione di 60 diplomatici, che avviene, però, tra il silenzio totale del governo.

Molti esperti di Geopolitica e Diritto Internazionale concordano nel definire questi provvedimenti “di scarso impatto politico, sintomo dello sgretolamento dell’Unione”.

La Gran Bretagna, che dal canto suo prova a conservare la propria forza diplomatica dopo la Brexit, e l’Ue, chiamata a riottenere la fiducia dei cittadini europei, non sembrano non avere vigore nei confronti di una Russia capace di prendere il coltello dalla parte del manico anche questa volta.

Sullo sfondo, i venti di anti-europeismo che soffiano su tutto il continente si uniscono sia agli scandali delle ingerenze russe nelle campagne politiche e negli organi di informazione di vari paesi, compreso il nostro, sia alle politiche protezionistiche degli Stati Uniti, facendo sprofondare l’Europa nell’insicurezza.

L’Unione dovrà, nei prossimi mesi, cercare di riottenere una forza diplomatica che guarda, con sforzi congiunti, verso l’esterno se non vuole sopperire alle altre super-potenze e alla Russia, che a questo punto ha tutti gli interessi nello sfaldamento delle istituzioni europee.

a cura di Mario Calabrese

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Pasqua è alle porte. Un Governo molto meno. La tempesta resta!

Pasqua è ormai alle porte, tutti i parlamentari sono a quelle di casa loro ed anche noi, come si suol dire, pacifici e tranquilli nelle nostre.

Oddio, a dire il vero, anche se la Pasqua a tutti dovrebbe portare pace e serenità, tanto tranquilli mica tanto – e chi è senza lavoro nemmeno tanto pacifico – ma, per questi tre giorni (vigilia, Pasqua e pasquetta), facciamo finta che così sia.

Del resto, anche Di Maio, nel salutare la platea, ci ha tenuto a rassicurare tutti: “a Pasqua e Pasquetta potete stare tranquilli” .

Ipse dixit! E noi gli crediamo!

Gli crediamo non tanto perché l’ha detto lui, ma perché ben conosciamo i nostri politici.
Ben sappiamo che quando si tratta di lavorare con mascelle, chiappe al sole e quant’altro connesso a vacanze et similia, non sono secondi a nessuno e si tuffano indefessamente nella bisogna.

In attesa di risentirli, proviamo a fare un po’ di conticini. No, non quelli per andare in ferie per questi giorni, ma quelli che riguardano la situazione post 4 Marzo e la problematica di darci un governo.

Vale la pena, nell’attesa, ricordare che la maggioranza necessaria alla Camera è di 316 voti e al Senato è di 161 per cui: come se ne verrà fuori?

Facendo riferimento al Fact Checking dell’Agi, ed al quanto da noi annotato in questi giorni, si evince che le combinazioni matematicamente possibili sono 4:

  1. Il governo che sulla carta avrebbe più voti sarebbe quello di tutto il centrodestra con il M5s. Alla Camera potrebbe contare su 487 seggi e al Senato su 246. Una maggioranza ampia che potrebbe ‘permettersi’ anche di perdere qualche voto in caso di dissensi di alcuni parlamentari dei diversi gruppi.
  2. Quello giallo-verde, quello circoscritto a una alleanza tra Lega e M5s, avrebbe la maggioranza, ma ovviamente più risicata (347 voti alla camera e 167 al Senato), ma potrebbe avere anche l’appoggio di Fratelli d’Italia, raggiungendo dunque 379 voti alla Camera e 185 al Senato.
  3. Il governo di tutto il centrodestra con il Pd avrebbe molti voti, 376 alla Camera e 189 al Senato, ma ancora nessuno l’ha nemmeno ipotizzato.
  4. Meno stabile sarebbe quello basato su una alleanza tra M5s e Pd. Anche supponendo che tutto il Pd lo sostenesse (nonostante il no pronunciato finora dalla direzione del partito e in particolare da Matteo Renzi) l’esecutivo giallo-rosso avrebbe 333 voti alla Camera e 161 al Senato. Non potrebbe dunque permettersi nessun dissenso. Diverso sarebbe se ci stesse anche Leu, che ha 14 voti alla Camera e 4 al Senato.
  5. Non raggiungerebbe la maggioranza invece un eventuale governo Pd-Fi, che avrebbe solo 215 voti alla Camera e 113 al Senato.

A questi calcoli vanno sommati eventuali ‘soccorsi’ di componenti dei due gruppi Misti di Camera e Senato e delle minoranze linguistiche. I loro orientamenti però si potranno verificare solo da mercoledì quando saliranno al Quirinale per le consultazioni.

Questo è quanto ci dice la matematica.

Poi bisognerà vedere:

  • quanto si inventeranno i nostri,
  • quanto deciderà Mattarella

e soprattutto,

  • cosa realmente hanno in mente Di Maio e Salvini, e che accordi hanno preso.

Il nostro pensiero ci porta sempre a pensare che ora, a bocce ferme e mente fredda, il gatto e la volpe si siano resi conto che hanno acceso un fiammifero che può appiccare un grande e devastante fuoco.

Un fuoco devastante:
  1. per la loro credibilità quando, andando a governare, si troverebbero nella condizione di nulla poter realmente fare e a dover ridimensionare tutto;
  2. per la Nazione, se solo dovessero realmente a portare avanti quanto promesso, peggio che peggio a farne somma non algebrica ma pedestremente matematica.

Ed allora ecco che, sempre secondo noi, sono ora alla spasmodica ricerca di ottenere, da Mattarella, che il cerino venga passato nelle mani di un terzo; e che sia poi lui a scottarsi.

Infatti sia l’uno che l’altro, ultimamente, tra i vari dictat e dispettucci di scena, non tralasciano di buttar lì un loro essere in grado di acconciarsi anche ad una soluzione terza. Appunto!

Intanto, sempre l’uno e l’altro, pian pianino cominciano a limare il sogno promesso.

Ultimo, ad esempio, Salvini che, in merito ad una sua apertura al reddito di cittadinanza di Di Maio, ha fatto sapere che la possibilità di affrontare la questione non sarebbe un’apertura al M5S quanto “un’apertura al Paese”.

E così spiega il suo pensiero (del momento):

“se c’è qualcuno che è a casa, disperato, è per colpa della legge Fornero.
Se non ha pensione né lavoro e io gli posso dare una mano, son contento.
Non ho pregiudiziali di nessun tipo”.

E questo è! Sempre, ovviamente, al momento, dato che la navigazione è strettamente “a vista”.

Limature in corso quindi ma non tanto, riteniamo, per un’attualità di un governo prossimo venturo.
Piuttosto, pensando già alle prossime elezioni alle quali – bene o male – sembra che si giungerà, e nemmeno tra troppo tempo.
Giusto il tempo necessario per dare qualche ritocchino alla legge elettorale. Poi di corsa a nuove elezioni.

Nuove elezioni con legge ritoccata (o taroccata che sia) e nuove promesse nel frattempo già limate e ripulite dalle fanfaluche e quindi:

magari, chissà, può darsi fattibili (se ce ne fosse vera volontà).

Nell’attesa del tutto, continuiamo con il nostro mantra del: io speriamo che me la cavo

Stanislao Barretta

vivicentro.it/EDITORIALI • POLITICA

pasqua – pasqua – pasqua – pasqua

Luigi De Filippo si spegne all’ età di 88 anni

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Il mondo teatrale piange la morte di Luigi De Filippo, scomparso a Roma all’età di 88 anni

Luigi De Filippo, attore, regista italiano teatrale, commediografo e soprattutto figlio dell’ indimenticabile Peppino De Filippo e Adele Carloni, si è spento a 88 anni. A soli 21 anni, nel 1951, debuttò nella compagnia del padre e successivamente negli anni sessanta, è stato a stretto contatto con il mondo del teatro. Infatti, nel 1960 sposò l’attrice inglese Ann Patricia Fairhurst, matrimonio finito male perchè arrivò la separazione. Poi nel 1970 ci riprovò con l’attrice francese Nicole Tessier, ove nel 1972 è nata Carolina, la loro figlia, che lo ha fatto diventare nonno nel 2005. Rimasto vedovo, si è nuovamente sposato nel 1997, Laura Tibaldi a Roma. La svolta lavorativa arrivò nel 1978 per Luigi De Filippo, che decise di abbandonare la compagnia del padre per crearne una propria. Nel 2011, è diventato direttore artistico del Parioli, celebre teatro di Roma e ultimo palcoscenico che ha ‘ calpestato ‘ prima di morire.

 

VIDEO ViViCentro – Under 16, Sacco: “Stagione sontuosa, sono contento di questi ragazzi e non finisce qui”

Le sue parole sulla stagione

L’Under 16 della Juve Stabia ha chiuso la stagione al primo posto in classifica, anche se da fuori classifica. Stagione sontuosa, importante, stagione da numeri pregevoli. La squadra di mister Michele Sacco chiude con 56 punti, miglior attacco con 94 gol, miglior difesa con 26 gol subiti e sole 4 sconfitte stagionali. Cannoniere Guarracino con 24 gol totali e 13 calciatori saliti di categoria nel settore. Una stagione da incorniciare. Proprio con il mister abbiamo parlato della stagione, queste le sue parole.

a cura di Ciro Novellino

Paolo Cannavaro: “Ora o sarà dura vincere lo scudetto nei prossimi anni”

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Le parole di Paolo Cannavaro ex capitano del Sassuolo e del Napoli

L’ex capitano sia del Sassuolo che del Napoli Paolo Cannavaro ha rilasciato un’intervista ai microfoni del quotidiano Il Mattino: “E’ un modello di calcio che può essere preso da esempio: le squadre in campionato hanno l’obbligo di schierare tre under 23, potrebbero prendere chi gli pare ma hanno imposto l’obbligo dei tre stranieri. Insomma, c’è una idea, la voglia di far crescere anche culturalmente il movimento, una grande cultura del lavoro. Da noi non è così. Da noi non c’è alcuna voglia di rischiare”.

In che senso?

I dirigenti che hanno tra le mani le sorti dello sport più amato di tutti dovrebbero essere chiari: per i tre o quattro anni non vinceremo nulla. Faremo solo figuracce ma andremo avanti con le nostre idee, i nostri giovani, il nostro progetto. Come ha fatto la Germania e prima ancora la Francia. Il punto e’ che non mi pare che in Italia ci sia un progetto”.

Lei oggi non è solo doppio ex, ma anche doppio ex capitano sia del Sassuolo che del Napoli.

Una tragedia. Meno male che con il Guangzhou dobbiamo preparare la trasferta in Thailandia di Champions asiatica, così ho un buon motivo per non vedere la gara in tv. Abbiamo giocato ieri e vinto 1-0 sul campo del Tianjin Quanjian, la ex di Fabio: qui ormai si gioca a ritmo incessante. E con Fabio il lavoro non finisce mai”.

Perché’ ha detto che se non vince adesso lo scudetto per il Napoli ci vorrà del tempo?

Il calcio è fatto di cicli. E questo mi sembra alla fine. Ma per ragioni di carta di identità: Mertens, Callejon, Albiol ma anche Hamsik credo che non possano dare molto di più. Non vorrei che ci trovassimo alla vigilia di una mini-rivoluzione, come quando andò via Mazzarri e poi arrivò Benitez”.

Vuol dire che lei pensa che Sarri possa lasciare?

Non ne ho la più pallida idea. Non potrei averla se stavo a Sassuolo, figurarsi da qui. Parlare di un nuovo ciclo non vuol dire parlare di un nuovo allenatore. Vuol dire che bisogna prendere atto che bisognerà cambiare. La mia impressione è che la prossima sarà una estate di cambiamenti. E quindi poi bisognerà attendere per essere di nuovo competitivi per il titolo”.

Detta così, quindi, viene un po’ d’ansia.

E’ una prova straordinaria quella che attende il Napoli. Sono convinto che gli azzurri possano vincerle tutte da qui alla fine”.

Ha tirato le orecchie a Politano?

No, l’ho visto pochi giorni fa quando sono stato in Italia e sono andato a trovare il mio Sassuolo. Ho detto solo che la grande occasione arriverà di nuovo. Lì in Emilia ho un pezzo del mio cuore: i miei ragazzi che inseguono lo stesso sogno di zio Fabio e del papà che giocano nelle giovanili del Sassuolo”.

Eccellenza-Il Barano vince 6-3 nel test amichevole contro la R.Ischia

Il Barano si aggiudica il test in famiglia per 6-3 contro la Rinascita Ischia Isolaverde. Il confronto tra i cugini è terminato con la vittoria degli aquilotti allenati da Gianni Di Meglio

A cura di Simone Vicidomini

Eccellenza-Il Barano vince 6-3 nel test amichevole contro la R.Ischia

Nel pomeriggio di giovedì ,al “Don Luigi Di Iorio” è andata in scena l’amichevole fra il Barano di Gianni Di Meglio (che disputa il campionato di Eccellenza) e la Rinascita Ischia Isolaverde (Prima Categoria) allenata da Isidoro Di Meglio. E’ stata un’amichevole dei cugini se vogliamo dirla tutta,con un passato da giocatori per entrambi. L’amichevole in famiglia è terminata sul risultato di 6-3 per il Barano. Nella prima frazione di gioco,dopo i primi 20’dove i ritmi sono stati molto blandi,con azioni confuse da entrambe le parti e poche idee di gioco. A sbloccare la gara al 24’sono stati i padroni di casa: calcio di punizione defilato sulla destra scodellato in area da Kikko Arcamone,la difesa gialloblu respinge con la sfera che arriva sui piedi dei Errichiello che dai 22 metri si coordina perfettamente con il pallone che si insacca in rete. Dopo pochi minuti i bianconeri raddoppiano con Oratore, la punta viene servito in area,aggancia e di destro deposita in rete all’angolino basso sinistro. Al 36’ripartenza dei gialloblu con Mazzella defilato a destra,entra in area con Chiariello che l’ho aggancia al limite dell’area ed è calcio di rigore. Dagli undici metri va Gigio Trani che spiazza Martucci e fa 2-1. Al 45 è il Barano a trovare il poker: palla persa dalla Rinascita nella metà campo da Migliaccio,Kikko Arcamone recupera si invola sulla fascia e va alla conclusione,con il portiere ospite che compie una mezza papera con la sfera che rocambola sui piedi di Cirelli che appoggia in rete facile facile. Si chiude così la prima frazione di gioco che vede il Barano in vantaggio per 3-1.

Nella ripresa passano appena 5’ e gli aquilotti calano  il poker : Ferrari deposita in rete su un cross basso dalla destra da parte di Dje Bidje. La Rinascita Ischia,cerca in tutti i modi di trovare la via del gol ed infatti sfrutta una situazione da palla inattiva: corner battuto dalla sinistra e stacco di testa vincete di Paradiso che mette in rete il 4-2. Al minuto 16’ ancora capitan Ferrari mette in rete un altro cross basso arrivato dalla sinistra per il 5-2. Al 21’ sale in cattedra il neo attaccante Valli: la punta venezuelana viene servito in area,dribbla un avversario e di destro deposita in rete. Dopo 2’giri di lancette,il Barano si porta sul 6-3 con un colpo di testa del giovane Mazzella su un traversone scodellato in area sugli sviluppi di un calcio di punizione.  La gara ha avuto ritmi abbastanza bassi per quasi tutta la sua durata, con un sostanziale predominio territoriale dei padroni di casa. Negli ospiti da rivedere sicuramente la fase difensiva. Buon approccio dei giovani della juniores del Barano subentrati nella ripresa: De Chiara fra i pali,Cuomo C,Mazzella e Maiorino. Tra le file dei padroni di casa assenti Savino e Rizzo fermi ai box e Somma non era presente con Accurso anche lui per problemi di lavoro.

 

Barano 1 tempo: Martucci,Errichiello,Chiariello,Monti,Di Costanzo,Manieri,Arcamone Kikko,Capone,Scritturale,Oratore,Cirelli.

Rinascita Ischia 1 tempo: Arcamone,Napoleone,Del Deo,Mancusi,Fondicelli,Varchetta,Di Spigna,Migliaccio,Trani.L,Mazzella,Valli.

Rinascita Ischia 2 tempo: Tufano,Del Deo,Restituto,Trani A,Matarese,Buono,Paradiso,Ferrandino,Trani,Muscariello,Valli.

Blitz tra Castellammare e Gragnano, sequestrati 3 video poker illegali

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Ancora una volta si parla di Ludopatia, la malattia del gioco d’ azzardo ormai in aumento in qualunque zona. C’è stata, a Gragnano e Castellammare, un’ operazione di controllo della guardia di Finanza nei bar, che ha portato al sequestro di macchinette illegali e prive di autorizzazione.

Macchinette mangiasoldi irregolari o non autorizzate che aumentano i casi di dipendenza dal gioco. Questo è quello che la Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia sta fronteggiando per tutelari i giocatori. Quest’ ultimi che vedendosi disperati con la propria economia, buttano i soldi in queste macchinetta con la speranza, ormai vana, di vincere. Molti gli uomini denunciati anche dalle proprie mogli, dagli affetti da ludopatia ( malattia del gioco d’ azzardo ) che, da 2 anni ad oggi, è sempre in aumento. Un controllo a tappeto, quello della Guardia di Finanza con l’ obiettivo di contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo, con particolare quello riguardante la illegale installazione di apparecchi da intrattenimento, effettuati tra i bar di Castellammare e Gragnano. Successivamente ai controlli, è stato visto che in un bar di Gragnano erano stati installati tre video poker, non collegati alla rete e privi di autorizzazione dello Stato. E, quindi, pericolosissimi per stimolare la dipendenza del gioco, siccome non si vince mai. Le macchinette sono state sottoposte a sequestro e rimosse, anche il titolare del bar nei guai che ha ricevuto una sanzione amministrativa di 30 000 euro oltre alla segnalazione all’ Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Napoli.

Ottavio Bianchi: “Due punti sono niente, lo sa Sarri e anche Allegri, anche perché c’è lo scontro diretto”

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Le parole dell’ex allenatore del Napoli Ottavio Bianchi

Come riportato nell’edizione di oggi del quotidiano sportivo il Corriere dello Sport, prima che la Storia cominciasse ad accomodarsi al suo fianco, Ottavio Bianchi scelse una maschera, la indossò, continuando a rimanere se stesso: l’uomo che ha provveduto a rivoluzionare il calcio italiano, portando per la prima volta lo scudetto al di sotto del Garigliano, un gentleman divenuto nell’immaginario collettivo un orso, si sedette ai bordi del campo su un pallone, osservò il panorama e ci dipinse dentro una Napoli tricolore. «E vincere qui, l’ho detto e lo ripeto, è altro, ha un valore e anche un sapore diverso. Vincere qui ha un senso quasi epico e ci sono emozioni che altrove, pur nel successo, non si provano».  

Quando Ottavio Bianchi cominciò a dare avvio al ribaltone, arricchendo quei favolosi anni ‘80 con un capolavoro per l’eternità, il calcio era più o meno come questo, semmai era diverso il contorno, le vittorie valevano di meno ma le imprese pesavano alla stessa maniera e semmai la differenza era nei talenti: «Se ripenso ai migliori della mia epoca e tento di proiettarli in quest’era moderna, m’accorgo che restano loro i più bravi. Adesso mi sembra che abbondino i procuratori e che gli ingaggi si siano decuplicati, come le radio e le tv: però la centralità è il campo e quel pallone che rotola. Ma forse la qualità degli interpreti si è abbassata». Quando il Sud rovesciò il potere calcistico costituito dal Nord alla guida c’era Ottavio Bianchi, per sorvolare il caos metropolitano con i suoi ingorghi e gli inevitabili pericoli fu necessario studiare la rotta e la strategia contro le turbolenze, poi scendere, analizzare quel microcosmo, accomodarsi su uno scanno, immaginare che fosse un lettino e trasformarsi in uno psicologo. «Fare l’allenatore pure questo è, altrimenti sarebbe giusto e sacrosanto cambiare mestiere e andare a lavorare dove si timbra un cartellino. Di questo è ben consapevole Sarri, che dimostra di avere le idee chiare in materia, e chi pensa che dietro una battuta ci sia uno sprovveduto o un polemista fine a se stesso, non ci ha capito granché e non ha letto, né tantomeno studiato, i Pesaola, i Rocco, i Maestri di quei giorni. La gestione delle situazioni passa attraverso la capacità di ammorbidire le tensioni o di distrarre l’attenzione e un tecnico queste vicende le conosce e tenta di domarle secondo uno stile personale. Ora si parla di capacità dialettica, di comunicazione, di gestione mediatica: e perché prima cos’era?».  

L’uomo che allenò Maradona gli si infilò dolcemente nella testa scelse il profilo basso e la sguardo fieramente alto, perché allora come oggi, non c’erano mezze misure per fronteggiare quell’onda anomala d’entusiasmo sprigionato. «Capisco il tentativo di Sarri di isolare i giocatori, di sottrarre loro pressione, ma non è semplice: i fattori ambientali diventano virus, entrano nella carne dei calciatori. E’ complicato far finta di niente quando adesso io e lei siamo qui a raccontare di una squadra che gioca un calcio meraviglioso e io le dirò – come faccio da settembre – che questo è, potrebbe essere l’anno buono. E’ un’eco, lo si sente da mesi, che arriva ai ragazzi. Ma si può fare». E’ impossibile andare a leggere cosa sia scritto in quell’orizzonte torbido profilato dai due punti in classifica, dalle nove partite che restano, faccia a faccia a Torino compreso: però Ottavio Bianchi ,che mentre il Napoli entrava nell’Olimpo, sfilava discretamente verso lo spogliatoio, lasciando il palcoscenico all’universo intero e a se stesso sottraendolo, pure trentuno anni fa strizzò l’occhio al destino, nel suo silenzioso incedere, ed afferrò la gloria. «Due punti sono niente, lo sa Sarri e anche Allegri, anche perché c’è lo scontro diretto. E’ chiaro che altre riflessioni vanno fatte: di là c’è una squadra, una città abituata a vincere e a convivere con questa adrenalina ma io penso che comunque sia possibile sentirsi alla pari, in questo rush finale. Alle proiezioni con le percentuali non partecipo, è un giochino che non mi attrae e non mi ha senso: chi avrebbe pensato che la Juventus avrebbe pareggiato a Ferrara? E quello, credetemi, è un rallentamento che pesa persino più dello stop del Napoli al san Paolo con la Roma. Poi ci sarà la Champions, che logora. Ed esistono le variabili degli squalificati, degli infortunati: vince chi resta se stesso, chi riesce ad evitare di strafare, chi non drammatizza una giornata storta e non si esalta dopo una partita scintillante».   

L’uomo che compiuto la prima impresa, spingendo Napoli nel delirio di massa, non ha segreti da svelare («non credo ne esistano, se non il buon senso»), né suggerimenti da dispensare («non sia mai, non m’appartiene»), né profezie da spargere ma un precedente da raccontare: 1986-1987, quando Napoli (calcisticamente) s’è fatta…«Non chiedetemi come finirà, non sono in grado di rispondere: oggi rispetto ad allora mi pare che la forbice si sia allargata, che le due grandi siano più grandi e che nelle vittorie si contino ormai soprattutto i gol di differenza». Forse un indizio, per rifare la Storia nel Terzo Millennio.

Bologna-Roma| Arbitra il signor Irrati di Pistoia. Curiosità in numeri

Di Maria D’Auria

Roma- Torna il campionato dopo la sosta delle Nazionali. La Roma scende in campo alle 12,30, al Dall’Ara, contro il Bologna, nella gara valida per la 30esima giornata di Serie A Tim.

L’anticipo Bologna-Roma sarà affidato a Massimiliano Irrati della sezione di Pistoia, coadiuvato dagli assistenti Carbone e Schenone. Il quarto uomo sarà Serra, Tagliavento al VAR e Costanzo all’AVAR.

Curiosità in numeri

Nelle ultime 7 partite di campionato, la Roma ha vinto sei sfide con un solo pareggio. Nelle 6 precedenti aveva totalizzato 3 pareggi e 3 sconfitte, ma nessuna vittoria.

Il Bologna ha vinto 48 partite contro la Roma, è il numero più alto di vittorie conseguite contro un’avversaria in Serie A, con un totale di 169 gol segnati ai giallorossi.

Nelle ultime 28 sfide di campionato, la Roma ha sempre segnato contro i rossoblu, totalizzando ben 57 gol solo nel parziale.

Il Bologna non pareggia al Dall’Ara in Serie A dalla 15a giornata, da allora gli emiliani hanno registrato 3 vittorie e 4 sconfitte.

Florenzi è il calciatore che ha segnato più gol al Bologna, con un totale di 3 gol di fila.

Dzeko, contro gli avversari rossoblu, ha segnato 3 gol e servito 1 assist nelle due sfide di campionato contro il Bologna disputate al Dall’Ara.

La Roma ritroverà, tra gli avversari, il suo ex, Mattia Destro, autore di 24 gol in maglia giallorossa. Contro i capitolini ha segnato 2 gol in campionato, uno dei quali proprio al Dall’Ara nel novembre 2015.

Probabili Formazioni

BOLOGNA (4-3-3): Santurro; Mbaye, Helander, De Maio, Masina; Poli, Pulgar, Donsah; Di Francesco, Palacio, Verdi.

Allenatore: Donadoni

Indisponibili: Krafth, Da Costa

Squalificati: Mirante

ROMA (4-2-3-1): Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Strootman, De Rossi; Perotti, Nainngolan, El Shaarawy; Schick.

Allenatore: Di Francesco

Indisponibili: Karsdorp, Under, Pellegrini

Arbitro Irrati di Pistoia

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Napoli, aggredito dipendente del McDonald’s: la vicenda

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Ancora episodi di violenza a Napoli, una baby gang aggredisce un dipendente del McDonald’s

Napoli – Un gruppo di ragazzini non voleva alzarsi dai tavolini del McDonald’s, nonostante fosse quasi l’una di notte e l’attività commerciale dovesse chiudere. Così è nato un diverbio tra gli addetti alle pulizie e un gruppo di ragazzini sfociato in un’aggressione. Uno dei ragazzini ha colpito con una sedia il dipendente.

L’episodio è accaduto la scorsa notte nella galleria Umberto I di Napoli. Secondo le ricostruzioni della Polizia di Stato, basate sulla testimonianza della vittima, il gruppo era composto da circa 7-8 ragazzini e chi lo ha colpito aveva molto probabilmente un’età compresa tra i 13 e 15 anni. Subito dopo l’aggressione, il gruppo è scappato lungo via Toledo. Gli aggressori in fuga è stati anche notati da alcuni militari che effettuavano il servizio in strada. Dove è avvenuta l’aggressione sono presenti le telecamere sia del McDonald’s che di un negozio adiacente. Al vaglio degli investigatori dunque le immagini che potrebbero permettere di identificare aggressori.

Spunta Gomorra nel caso Younes: chi lo avrebbe mai pensato

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La ricostruzione del caso Younes che “scappa” da Napoli fatta dal quotidiano sportivo Corriere dello Sport

L’edizione di oggi del quotidiano sportivo Corriere dello Sport, riporta la vicenda che ha come protagonisti Amin Younes e la sua fuga dal e da Napoli. Secondo il quotidiano la verità è in un guado e scivola in quel fiume di parole, tra la schiuma di un inquinamento verboso, ma quando un giorno finirà questo noir triste ed avvilente, forse sarà possibile specchiarsi nella sincerità più assoluta, senza queste venature di follia. Gomorra piomba su Amin Younes con le sue espressioni più sconvolgenti, addirittura «un faccia a faccia con alcuni camorristi» incrociati durante i tre giorni in cui è stato a Napoli. Questo uno dei motivi che hanno spinto il giocatore a scappare, portando appresso anche l’immagine di una «povertà scioccante e di una città poco sviluppata» che il Telegraaf racconta attraverso una ricostruzione avvenuta nello spogliatoio dell’Ajax e raccogliendo le confidenze fatte dal tedesco-libanese ai suoi compagni di squadra. In questo scenario che emana sgradevolezze diffuse a più righe, diviene persino banalità calcistica e riconduce alla normalità, se mai ne esista una in questo caos, con i riferimenti al timore di «giocar poco, dopo un colloquio con Sarri, e di incomprensioni con Giuntoli».

E’ una brutta storia che raggiunge picchi di assurda indecenza e scatena reazioni a catena sull’asse Italia-Olanda, partendo da Napoli, dal Napoli e dall’avvocato Mattia Grassani («non ci sono posizioni ancora ufficiali del club, ma, fossero vere, sarebbero dichiarazioni gratuite e incommentabili: ma noi, all’epoca della trattativa, conoscemmo un altro Younes») e approdando a Nicola Innocentin, il manager che a gennaio promosse un affare nel quale non avrebbe mai sospettato si nascondesse una così spiacevole deriva. «Ma quanto scritto è falso perché Amin è rimasto colpito dall’affetto dei napoletani e dalla bellezza della città. E posso dirlo che in quei tre giorni sono sempre stato al suo fianco, non altri. Non c’è niente di vero in quell’articolo, perché Sarri e Younes non hanno mai affrontato la questione del minutaggio e anzi l’allenatore gli ha espresso simpatia ed ha dimostrato di saper tutto di lui. Credo che qualcuno, poi, visto che a gennaio non si è concluso il trasferimento, abbia fatto azioni di disturbo: ma Younes ha firmato un contratto con scadenza 2023».

VIDEO ViVicentro – Under 14, Franzese: “Un campionato di crescita, bravi ragazzi! La mia speranza sul futuro…”

Under 14, Franzese: “Un campionato di crescita, bravi ragazzi! La mia speranza sul futuro…”

Chiude con un’altra vittoria la propria stagione l’Under 14 della Juve Stabia. La Juve Stabia finisce seconda (seppur fuori classifica) alle spalle del Casarea ed a pari punti con la Puteolana (anche se mercoledì prossimo giocherà in recupero e potrebbe scavalcarci). Con la seconda miglior difesa del campionato (sempre alle spalle del Casarea). Nel girone di ritorno 10 vittorie su 13 gare. Solo 4 sconfitte (3 esterne e 1 interna) su 26 gare. Con la vittoria casalinga, ultima della stagione, le Vespette hanno ottenuto il miglior rendimento interno del campionato (tutte vinte, due pareggi e una sconfitta). La sconfitta interna è stata all’Aura Sport, mentre al Menti tutte vinte e un solo gol subito (su calcio di punizione diretto). Una stagione importante, una stagione di crescita. Ne abbiamo parlato con mister Vicenzo Franzese, allenatore dell’Under 14.

a cura di Ciro Novellino

Rescaldina (MI): crollo di una palazzina. Tutti in salvo i 5 coinvolti (VIDEO)

Rescaldina (MI) – Alle ore 7:45 una forte esplosione ha dato un triste e preoccupante risveglio ai cittadini della zona.

L’esplosione è avvenuta in una palazzina di due piani a Rescaldina, in via Kennedy, e sembra sia dovuta ad una probabile fuga di gas

Sul posto sono subito intervenuti i Vigili del Fuoco con il nucleo #USAR, #cinofili e Gruppo operativo speciale, intervenuto anche il personale medico di Pronto soccorso.

Per fortuna, alla fine, si è potuto annotare che non c’è stata nessuna vittima e che le cinque persone rimaste sotto alle macerie sono state estratte ancora in vita.

Alle 9:45 l’ntervento è ancora in corso ma il bilancio sembra che si possa ritenere chiuso con un totale di Nove feriti, 27 sfollati e tanta paura

Sarri-De Laurentis: scudetto, contratto, valorizzazione-gestione rosa

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Continuano le trattative tra Maurizio Sarri e il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis

Una piazza in fibrillazione, che ci crede più che mai che quest’anno sia l’anno dello scudetto del Napoli. Protagonista principale e assoluto di questa stagione sportiva è l’allenatore Maurizio Sarri, maestro di un’orchestra quasi perfetta, su cui sono puntati gli occhi di club di tutta Europa. Dunque continua a tenere banco la questione circa il rinnovo per il tecnico, con tanto di annullamento di quella clausola che mette apprensione a tutta la piazza.

De Laurentiis, come riportato dal quotidiano La Repubblica, avrebbe chiesto a Maurizio Sarri se sarebbe disposto in futuro a rischiare di più. I due sono impegnati nella partita per il rinnovo del contratto, slittata a fine mese proprio per evitare interferenze sul patto scudetto. C’è una discrepanza, sembra che possa essere gettato un ponte a 3.5 milioni. Il punto è il futuro: la società vuole competere pure in Europa e si aspetta maggiore coraggio da parte del suo tecnico, nella gestione e valorizzazione dell’organico. Se ne riparlerà più in là, però. Prima il Sassuolo.

Ssc Napoli, De Nicola: “L’infortunio di Milik non era una ricaduta”

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Le parole di Alfonso De Nicola, responsabile dello staff sanitario del calcio Napoli

Secondo quanto riportato dal quotidiano sportivo la Gazzetta dello Sport, il centrocampista del Napoli Marek Hamsik oggi pomeriggio siederà in panchina. Il capitano si è allenato soltanto negli ultimi tre giorni in seguito all’intervento subìto alle tonsille. Con Hamsik ci sarà anche Arek Milik, ricaricato psicologicamente dopo il ritono dalla convocazione in Nazionale. L’attaccante polacco è completamente recuperato dopo l’intervento al ginocchio per l’infortunio patito a Ferrara.

«Voglio chiarire che non s’è trattato di una ricaduta come è stato scritto, bensì di un nuovo infortunio, perché contro la Spal si è rotto il crociato anteriore del ginocchio destro, mentre l’anno prima gli era saltato lo stesso legamento, ma del ginocchio sinistro. Dunque, nessuna ricaduta. Anche sui tempi di recupero sono stati rispettati ampiamente quelli stabiliti dopo l’operazione dal professor Mariani», ha dichiarato il dottor Alfonso De Nicola, responsabile dello staff sanitario del calcio Napoli. «La serietà del nostro staff è testimoniata da anni di risultati straordinari, certificati dagli organi ufficiali europei. L’azzeramento degli infortuni muscolari, per esempio, è il risultato di un impegno che vede in prima linea la formazione e soprattutto la ricerca scientifica».

Blue Moon: la Luna Blu torna stasera. La rivedremo solo nel 2020

Blue Moon, la Luna Blu che potremo ammirare già da questo pomeriggio è un evento raro eppure, quest’anno è la seconda volta che si mostra ai nostri occhi.

Un’altra Blue Moon, Luna Blu, infatti l’abbiamo potuta ammirare il 31 gennaio quindi, esattamente solo due mesi fa. Anno e momento fortunato quindi? Può anche essere o meglio, così è secondo la tradizione esoterica.

La tradizione esoterica infatti afferma che la Luna blu possiede un’energia che non troveremo in nessun altro momento ed è particolarmente adatta per caricare oggetti, per fare incantesimi e per la divinazione. Anche secondo i nativi americani, questa è una Luna portafortuna, che elargisce gioia e felicità.

Che dire. Speriamo che così sia. Di sicuro sappiamo solo che, dopo essersi mostrata a noi per ben due volte in quest’anno, ora bisognerà attenderne altri due per rivederla visto che il fenomeno si ripeterà nel 2020.

Ma attenzione, non aspettiamoci di vedere la Luna tingersi realmente di Blu perché così non è: resterà con il suo colore pallido ma molto più brillante.

Il nome luna blu, infatti, non ha in realtà nulla a che fare con li suo colore, che appare bianco pallido. Seconda la NASA tuttavia ‘in rare occasioni la Luna può davvero diventare blu, ma dipende da un’eruzione vulcanica’.

Perché allora si chiama luna blu?

A quanto sembra, la definizione affonderebbe le sue radici etimologiche nella cultura contadina del mondo anglosassone.

Il termine “Blue moon” infatti si usava per indicare questo insolito fenomeno astronomico, quando si adottava il calendario lunare per regolarsi sulle semine e raccolti.

Poco a poco l’espressione è entrata nel modo di dire popolare anche al di fuori dell’ambito agronomo e per quei popoli è così diventato l’equivalente del nostro “ogni morte di papa”, per indicare un evento che succede raramente.

Quindi non ha niente a che fare con il colore del nostro satellite, che il 31 marzo vedremo pallido come sempre , ma più brillante del solito. Tutto qui!

E’ comunque un appuntamento da non perdere, meteo permettendo, anche se lo spettacolo sarà meno suggestivo della cosiddetta “Superluna di sangue” apparsa in cielo il 31 gennaio di quest’anno.

Comunque sia, quando si parla di luna non si può non sentire un qualcosa di romantico che ci pervade.

Tante odi e canzoni sono state dedicate al nostro astro e, in particolare, in questo momento ne ho almeno due che mi risuonano in testa e che vi ripropongo in testo ed anche cantate.

Buona lettura, e buon ascolto quindi e, comunque sia e comunque vada, buona Luna Blu a tutti.

Speriamo che realmente sia Magica per ciascuno di noi e poi, che altro dire se non salutarvi con il mio solito:

io speriamo che me la cavo (magari anche con un aiutino dalla Magica Luna Blu)

Blue Moon

Blue moon,
you saw me standing alone,
without a dream in my heart,
without a love of my own.

Blue moon,
you knew just what I was there for
you heard me saying a prayer for
someone I really could care for.

And suddenly there appeared before me
the only one my arms could
ever hold
I heard someone whisper, “Please, adore me”
And when I looked my moon had turned to gold.

Blue moon,
now I’m no longer alone
without a dream in my heart,
without a love of my own.

Luna blu

Luna Blu,
mi ha visto stare (qui) da solo
senza un sogno nel cuore
senza un amore tutto per me

Luna blu,
sapevi per cosa ero (venuto) lì
mi hai sentito pregare per
qualcuno di cui avere cura

E all’improvviso, apparve davanti a me
L’unica che le mie braccia potrebbero mai stringere
Ho sentito qualcuno sussurrare “ti prego amami” (adorami)
E quando ho guardato, la luna era diventata d’oro.

Luna blu,
Adesso non sono più solo
senza un sogno nel cuore
senza un amore tutto per me

 Luna Malinconia

Ma tu
pallida luna perché
sei tanto triste cos’è
che non risplendi per me.
Lassù
tu puoi veder nel mio cuore
la delusione d’amore
questo mio grande dolore

Tu sai che baci mi sapeva dare,
ed anche tu non puoi dimenticar
forse tu senti la malinconia
forse tu sai che non ritorna più.

Ma tu
pallida luna perché
sei tanto triste cos’è
tu vuoi soffrire con me.

Tu sai che baci mi sapeva dare,
ed anche tu non puoi dimenticar
forse tu senti la malinconia
forse tu sai che non ritorna più.

Ma tu
pallida luna perché
sei tanto triste cos’è
tu vuoi soffrire con me
tu vuoi soffrire con me
tu vuoi soffrire con me

https://www.youtube.com/watch?v=6vr0amOKCHo

Stanislao Barretta

vivicentro.it/ATTUALITA’

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Castellammare, gli ex termali chiedono un nuovo incontro

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Gli ex lavoratori della società municipalizzata fallita Terme di Stabia di Castellammare chiedono un nuovo incontro con le istituzioni

La questione Terme è divenuta un argomento molto spinoso, finanche per i rappresentati dello Stato presenti a Palazzo Farnese, i quali preferiscono trincerarsi in un assordante silenzio al quale, invece, dovrebbero corrispondere risposte, o ricerca di un dialogo continuo e costante, su di una questione che vede coinvolti la Città ed i lavoratori termali. Silenzio per nulla comprensibile, visto che i lavoratori termali hanno sempre ricercato il dialogo, presentando istanze volte ad ottenere incontri e confronto”. Così nella nota gli ex lavoratori della società municipalizzata fallita Terme di Stabia di Castellammare.

Sono trascorsi ormai 15 giorni, dalla nostra ultima richiesta d’incontro, – continua la nota – regolarmente protocollata sia al Comune sia presso il Locale Commissariato di Polizia, richiesta che avrebbe dovuto sortire delle risposte rispetto al precedente incontro di oltre un mese fa

Gli ex lavoratori termali contestano l’ inspiegabile fretta di pubblicare un bando: “pasticciato e senza elementi essenziali per un vero rilancio del termalismo”,  sottolineando che “il lavoro vero non è in alcun modo menzionato, l’assenza su questa problematica di un Segretario Comunale, consapevole delle criticità sociali circa la vertenza Terme, la volontà da parte di Sint e della Riformed a non comprendere volutamente che il lavoro è primario, mentre la valorizzazione degli immobili e la loro gestione, sono ben altro rispetto al rilancio del termalismo”.

La nota termine con una richiesta chiara rivolta: “Alla Politica stabiese, che si appresta a governare la Città, chiediamo uno scatto di orgoglio, faccia la sua parte oggi e dimostri il proprio attaccamento ad un vessillo cittadino, altrimenti, già da oggi, chiederemo che la Città non si fregi più del titolo “Castellammare Città delle Acque”, poiché suonerebbe come una ulteriore grave offesa ai suoi concittadini. Siamo certi che dal dialogo si possa uscire più forti, coesi e noi, continueremo la nostra lotta per il rilancio del termalismo, quello vero, non pezzottato

Reina imbattibile in trasferta: Sarri si affida alle sue parate

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Mancano nove partite alla fine del campionato, ogni partita è fondamentale e Sarri si affida alle parate di Reina

Come riportato dall’edizione di oggi del quotidiano sportivo Gazzetta dello Sport, non servono calcoli, ma solo i tre punti e basta. La classifica impone al Napoli la continuità nei risultati. Vincere conta di più rispetto ad ogni altra cosa, solo così potrà contrastare la Juve fino all’ultima giornata.

Maurizio Sarri è concentrato su questa trasferta. Lo scorso campionato, il Sassuolo lo costrinse al pareggio, una vera e propria impresa per gli emiliani che si erano portati sul 2-1 prima del gol di Milik che rimise a posto il risultato. Le condizioni ora sono cambiate. Ora il Napoli è seriamente candidato alla vittoria finale, alla conquista di quello scudetto che manca da 28 anni. Tutti gli sforzi potrebbero non bastare se si dovesse fallire una delle nove partite che mancano alla fine.

Le statistiche evidenziano un importante aspetto: lontano dal San Paolo, Pepe Reina è praticamente imbattibile. Dall’inizio dell’anno, il portiere spagnolo non ha mai subito gol in trasferta. In tre mesi e 5 partite ha mantenuto la porta inviolata. L’ultimo gol l’ha subito il 16 dicembre scorso, a Torino, contro i granata. Il Napoli ha imparato a difendere il risultato, può vantare la miglior difesa del campionato nelle gare esterne e sono ben 9 le partite nelle quali la porta è rimasta inviolata. Tuttavia il reparto difensivo è secondo nella classifica delle reti subite con 19 gol, 4 in più della Juventus, le stesse che la Roma gli ha rifilato nell’impresa compiuta al San Paolo.

Tutto sul diabete: la prevenzione e i sintomi del diabete mellito (VIDEO)

Tutto quello che devi sapere sul diabete: cos’è, i sintomi, le tipologie, diffusione, prevenzione e monitoraggio…

La prevenzione del diabete, come scrivono sul giornale-diabetici e come promuove, in uno spot il Ministero della salute (vedi video) , non solo è possibile ma è anche molto semplice: basta seguire uno stile di vita sano.

L’interesse della messa in opera precoce di misure di prevenzione igienico-dietetiche nei confronti della popolazione a rischio, nell’ottica di ritardare o di prevenire l’apparizione d’un diabete di tipo 2, è già stata evidenziata da numerosi studi e segnatamente, ultimo in data, dallo studio finlandese di TUOMILETHO e Coll. apparso sul prestigioso N. Engl. J. of Med.

Questo studio, che ha coinvolto diverse centinaia di pazienti osservati per 4-5 anni che presentavano dei disturbi della tolleranza al glucosio, ha evidenziato una incidenza nettamente inferiore d’un diabete manifesto dopo delle consultazioni che implicavano dei consigli dietetici e l’esigenza d’esercizi fisici frequenti (3 volte alla settimana) rispetto al gruppo che non ha cambiato le sue abitudini di vita.

I soggetti a rischio, inoltre, dovrebbero tenere d’occhio l’eventuale insorgenza dei primi sintomi della malattia per evitare che venga diagnosticata troppo tardi.

La prevenzione

Allo stato attuale non ci sono metodi per prevenire l’insorgenza della patologia di tipo 1, al contrario è possibile prevenire il diabete di tipo 2, più diffuso e che si sviluppa tendenzialmente in età adulta.
La prevenzione è da considerarsi il metodo più efficace per scongiurare l’insorgere di questa forma di diabete, molto più efficace di qualsiasi farmaco.

Studi come il Diabetes Prevention Program e il Finnish Diabetes Prevention Study, infatti, hanno dimostrato che un’alimentazione sana e l’esercizio fisico permettono di ridurre del 58-60% il rischio di diabete per quelle persone che sono considerate predisposte allo sviluppo della malattia.

I fattori di rischio che individuano una persona come ad alto rischio di diventare diabetica sono:

–  età superiore a 45 anni
– sovrappeso (specialmente se localizzato all’addome)
– vita troppo sedentaria
– parentela (a maggior ragione se di primo grado) con un diabetico
– per le donne aver partorito un figlio di peso superiore a 4 Kg o aver sofferto di diabete gestazionale
– glicemia a digiuno alterata (fra 110 a 125 mg/di)
– ipertensione arteriosa
– intolleranza al glucosio
– appartenenza a gruppi etnici ad alto rischio (ispanici, asiatici, africani).

Un altro fattore di rischio è il peso alla nascita: neonati che pesano più di 4 kg o meno di 2,5 kg sono più a rischio di sviluppare insulino-resistenza e diabete da adulti.

La prevenzione della patologia di tipo 2 è molto importante per tutti, non solo per i soggetti a rischio. Al fine di diminuire notevolmente le possibilità che insorga questa malattia è, pertanto, fondamentale avere un corretto stile di vita fin dall’infanzia seguendo poche e semplici regole come:

–  una dieta bilanciata (mangiando meno grassi e più frutta e verdura);
– il controllo del peso
– una vita il meno possibile sedentaria
– non fumare
– il controllo costante per soggetti a rischio.

I sintomi

I sintomi della patologia possono essere diversi ed insorgere in maniera differente a seconda che si tratti di diabete di tipo 1 o di tipo 2.

– Nel caso del tipo 1, di solito si assiste a un esordio acuto, spesso in relazione a un episodio febbrile, caratterizzato da eccessiva sete (polidipsia), aumentata quantità e frequenza di urine (poliuria), sensazione si stanchezza (astenia), perdita di peso immotivata, pelle secca, aumentata frequenza di infezioni.

– Per il tipo 2, invece, si manifestano più lentamente e spesso in maniera meno evidente; possono verificarsi casi di glicemia alta senza che si manifestino i sintomi. Per questo la diagnosi di questa forma di diabete non è spesso rapida, ma avviene quando ormai la malattia è in una fase conclamata.

La diagnosi della patologia è formulata su alcuni parametri:

–  sintomi di diabete (poliuria, polidipsia, perdita di peso inspiegabile) associati a un valore di glicemia casuale, cioè indipendentemente dal momento della giornata, ≥ 200 mg/dl
– glicemia a digiuno ≥ 126 mg/dl (per digiuno si intende la mancata assunzione di cibo da almeno 8 ore)

oppure
– glicemia ≥ 200 mg/dl durante una curva da carico (OGTT).

Esistono, inoltre, situazioni cliniche in cui la glicemia non supera i livelli stabiliti per la definizione di diabete, ma che comunque non costituiscono una condizione di normalità.

In questi casi si parla di Alterata Glicemia a Digiuno (IFG) quando i valori di glicemia a digiuno sono compresi tra 100 e 125 mg/dl e di Alterata Tolleranza al Glucosio (IGT) quando la glicemia due ore dopo il carico di glucosio è compresa tra 140 e 200 mg/dl.

Si tratta di situazioni cosiddette di “pre-diabete”, che indicano un elevato rischio di sviluppare la malattia diabetica anche se non rappresentano una situazione di malattia. Spesso sono associati a sovrappeso, dislipidemia e/o ipertensione e si accompagnano a un maggior rischio di eventi cardiovascolari.

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Diabete, prevenirlo è possibile

SALUTE E SCIENZE

Diabete, prevenirlo è possibile: caratteristiche, cause e sintomi (VIDEO)

Diabete: caratteristiche, cause e sintomi. Piano sulla malattia diabetica: l’organizzazione della rete di assistenza L’assistenza alle persone con…

ricerche: Stanislao Barretta/vivicentro.it/SALUTE e SCIENZE

fonti: giornale diabetici/Ministero della Salute/diabete.net

 

Pompei, la protesta dei lavoratori delle pulizie: a rischio l’ingresso agli scavi

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Il sit-in dei lavoratori delle pulizie all’interno del Parco archeologico di Pompei per chiedere chiedono garanzie sull’emissione di un nuovo bando d’appalto

I turisti che vorrebbero visitare gli scavi archeologici di Pompei potrebbero incontrare dei problemi dovuti al sit-in degli operai delle pulizie nei pressi l’ingresso di Porta Marina. La protesta iniziata oggi è destinata a bloccare gli accessi nei prossimi giorni, nell’ipotesi in cui dalla vertenza sindacale non arriverà uno sbocco positivo.

I lavoratori chiedono garanzie sull’emissione di un nuovo bando d’appalto destinato a sostituire quello scaduto relativo al servizio di pulizie all’interno del Parco archeologico. La protesta portata avanti con le bandiere dell‘Unità Sindacale di Base, a riprova del disagio che vivono i lavoratori delle pulizie all’interno del sito archeologico più visitato d’Europa. Sono trentadue le famiglie che vivonoo nell’incertezza del futuro perché il contratto della ditta Minopoli Vincenzo scade il prossimo 1 aprile, nel giorno di Pasqua, e nel frattempo non è stata ancora bandita una gara d’appalto.

Questa mattina una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dalla direttrice del Parco, Grete Stefani, che non ha fornito alcuna informazione aggiuntiva sulla gara d’appalto né assicurato certezze sul futuro lavorativo dei manifestanti.

Il rappresentante dell’esecutivo regionale USB ha dichiarato che qualora non ci fossero novità positive permarrà il presidio di protesta all’esterno degli scavi di Pompei, e potrebbe essere dichiarato a breve uno sciopero che porterebbe ad un blocco totale del servizio. Uno sciopero che porterebbe a gravi conseguenze con ripercussioni negative sulle visite turistiche.