Proposta pres. Coldiretti:”Gli enti vietino i distributori di merendine nelle scuole, rieducare gli studenti al cibo sano e alla dieta mediterranea”
Il 28% dei bimbi campani tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso, il 13,7 è obeso e il 5,5% ha un’obesità severa per un totale complessivo del 47,8% (secondo i dati di Okkio alla Salute). L’educazione al cibo non può esimersi dal passare dalle scuole. È questo il messaggio che Coldiretti Campania ha lanciato oggi durante l’evento “Campania Felix a tavola” presso l’Istituto Alberghiero di Striano-Terzigno, con una proposta indirizzata agli enti locali competenti: vietare i distributori di merendine nelle scuole di ogni ordine e grado della regione. L’invito, riferisce Irpinia24, è stato avanzato durante il convegno conclusivo da Vito Busillo, presidente di Coldiretti Salerno, d’intesa con il presidente regionale Gennarino Masiello. “Non ci possiamo riempire la bocca di tutela del territorio – afferma Busillo – se poi abbandoniamo al caso l’educazione alimentare dei nostri ragazzi durante la loro permanenza a scuola. Faccio appello anzitutto all’Ufficio Scolastico Regionale affinché stimoli i dirigenti degli istituti ad avviare una vera e propria battaglia culturale. I locali delle scuole non sono spazi neutri, ma luoghi di formazione per i cittadini di domani. Il paradosso è che tra i banchi magari gli studenti ascoltano lezioni sulla dieta mediterranea, sul cibo sano, sull’effetto dei consumi sull’ambiente, sull’importanza dell’agricoltura. E poi si ritrovano da soli di fronte a queste macchinette che distribuiscono cibo e bevande di scarsa qualità, slegati da ogni rapporto con il territorio e con il patrimonio agroalimentare. Il cibo è cultura e ha effetti enormi sull’economia e sulla salute”.
Negli istituti scolastici – spiega Coldiretti Campania – a decidere sulla collocazione dei distributori di merendine sono gli enti proprietari degli edifici, in larga parte quindi Comuni e Province. Le soluzioni possibili, a norma di legge, al momento sono solo due: l’istallazione delle macchinette oppure l’appalto per i punti ristoro.
A sorvegliare su tutto sono poi i dirigenti scolastici, che tuttavia possono dare il loro punto di vista agli enti competenti ed individuare una soluzione condivisa. Scegliendo la seconda opzione si ha la possibilità, attraverso l’appalto, di introdurre un regolamento di attuazione con il quale vincolare la ditta vincitrice a mettere in vendita, ad esempio, prodotti tracciabili o a chilometro zero, così come spremute di frutta fresca al posto di bevande gasate e piene di zucchero. In Italia la maglia nera per l’obesità infantile – conclude la federazione regionale di Coldiretti – è detenuta dalla Campania, dove un bambino su due ha problemi con la bilancia.
Per lanciare un messaggio agli studenti dell’Alberghiero, futuri chef e ambasciatori del made in Italy, l’iniziativa si è aperta con una masterclass affidata a quattro testimonianze: Paolo Ruggiero, presidente di Danicoop (Salerno), sul pomodoro San Marzano DOP; Pasquale Imperato (Napoli), titolare dell’azienda agricola Sapori Vesuviani, sul pomodoro del Piennolo DOP; Gabriella De Matteis (Avellino), produttrice di Pasta Armando fatta con 100% di grano italiano; Ida Corrado, delegata di Coldiretti Giovani Impresa Salerno, sulle sfide della nuova agricoltura.
Tre uomini arrestati a Napoli per crimini commessi nel Deep Web: vendevano documenti falsi, sim e carte di credito clonate, banconote contraffatte
Tre misure cautelari sono state eseguite a Napoli dal Nucleo speciale Frodi tecnologiche della Guardia di Finanza di Roma, coordinato dalla procura della Repubblica di Brescia, per i reati di falsificazione di banconote e di metalli preziosi, utilizzo di carte di credito e sim telefoniche clonate, vendita di documenti falsi, accesso abusivo a sistema informatico e riciclaggio. Secondo quanto riferito dall’Ansa, l’indagine sarebbe partita dall’analisi delle offerte in vendita di documenti di identità falsi su piattaforme internet del deep web, risorsa informatica accessibile solo utilizzando browser che consentono di navigare in rete in completo anonimato. Gli accertamenti hanno consentito di appurare che i tre soggetti coinvolti erano dediti alla compravendita di banconote false e oro contraffatto, oltre ad utilizzare i proventi dell’utilizzo di carte di credito e sim telefoniche clonate per acquistare beni di consumo da rivendere sul mercato locale.
I tre uomini sono ritenuti responsabili di aver creato un vero e proprio mercatino di servizi illegali in quella che viene definita la”parte oscura” di internet, della quale molti malviventi, tra cui falsari e ricettatori, si servono sempre più spesso per essere contattati da clienti da tutto il mondo.
I cinque dipendenti dell’hotel di Meta di Sorrento accusati di aver abusato sessualmente di una turista inglese di 50 anni resteranno in carcere: lo ha deciso il Gip del Tribunale di Torre Annunziata, a breve il riesame
Rimarranno nel carcere di Poggioreale i cinque dipendenti dell’albergo di Meta di Sorrento, nella provincia di Napoli, accusati di aver drogato e violentato una turista inglese di 50 anni, nel 2016, in una camera dell’ hotel nel quale soggiornava insieme alla figlia. Il pm Emma Aufieri del Tribunale di Torre Annunziata, la cui Procura ì titolare delle indagini, ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata da due degli indagati. Il Tribunale del Riesame, a cui tutti e cinque gli indagati si sono rivolti, si esprimerà a breve e potrebbe ribaltare la decisione del Gip permettendo ai presunti autori della violenza di ritornare in libertà.
Nei giorni scorsi, ascoltati dal giudice, quattro di loro avrebbero negato il rapporto sessuale, mentre solo uno lo avrebbe ammesso giocandosi l’alibi del rapporto consensuale.
La difesa degli accusati ha deciso di puntare sul fatto che non ci siano prove che la turista inglese sia stata drogata. Inoltre, nel verbale reso alla polizia del Kent, nel Regno Unito, a cui la donna ha presentato denuncia, la figlia sostiene di aver bevuto, la sera dello stupro, diversi bicchieri di vino e cocktail insieme alla madre. Nella sua denuncia, però, la vittima ha dichiarato di essere stata avvicinata nei pressi della piscina, di essere stata portata in una stanza e di essere stata violentata e fotografata da una decina di uomini.
Il sogno della Juve Stabia si infrange sul doppio pareggio contro la Reggiana; un punteggio che, in una normale competizione nazionale ed internazionale, avrebbe consegnato alle Vespe il lasciapassare per la qualificazione, in virtù del pareggio con gol fuori casa.
I 15 minuti finali del match del Mapei Stadium non possono e non devono cancellare la meravigliosa stagione della Juve Stabia, arrivata a giocarsi la torta promozione con tutte le big del campionato di Serie C. Inutile però nascondere la malinconia, l’amarezza e la delusione del giorno dopo, che si accentuano per la consapevolezza che la qualificazione è stata davvero ad un passo. A Mister Caserta, a tutti i suoi collaboratori, ed alla squadra non può che andare un enorme grazie per quanto fatto in questo campionato, che si colloca ai primissimi posti alle spalle di quello magico del 2010/11.
La stagione della Juve Stabia si colloca alla perfezione in una delle poesie musicate più belle di Francesco De Gregori, “Sempre e per sempre”. “Pioggia e sole cambiano la faccia alle persone” canta l’artista romano, semplificando a sua insaputa tutte le difficoltà della stagione stabiese. La pioggia, rappresentata dalle tante incertezze dei primi mesi della stagione: i dubbi del Patron Manniello, i tanti addii dolorosi, l’esilio forzato al Pinto che inevitabilmente ha condizionato nella prima fase il rendimento della squadra stabiese. La “pioggia” cancellata dal “sole” dei mesi successivi: una squadra che scende in campo con voglia di vincere, guidata un giovane allenatore in simbiosi con la piazza, la “riconquista” del Menti e del piazzamento playoff di fine campionato.
Dicevamo il ritorno al Menti, stadio di casa spesso desolatamente vuoto, ma scintillante nelle due gare playoff interne, quelle con Virtus Francavilla e Reggiana. Nelle due gare circa sei mila cuori a spingere la Juve Stabia, riuscita in un’impresa ancor più esaltante di quella tecnica: riuscire a riportare entusiasmo in una piazza ancora scottata dalla retrocessione in Serie C e troppo lontana dalle dinamiche della propria squadra. “Il vero amore può nascondersi, confondersi, ma non può perdersi mai”. In un certo senso questo verso racchiude il rapporto tra la Juve Stabia ed il suo popolo, che a volte si perde, si sfilaccia, ma che quando conta si rinsalda più forte di prima, mostrando una unità di intenti da brividi. Discorso che ovviamente non tocca la Curva Sud, sempre e per sempre (ed in ogni occasione) cuore pulsante per la Juve Stabia.
Come sempre, poi, dopo una stagione il cui epilogo è amaro, il pensiero non può che andare al Patron Manniello, che immaginiamo comprensibilmente provato dall’ennesima delusione. A consolare l’animo in fiamme del Presidente, probabilmente c’è la consapevolezza di aver potuto contare sul gruppo e sul tecnico, che più di chiunque altro, negli ultimi anni, hanno capito cosa significano quei colori per i tifosi, onorando in ogni istante la maglia della Juve Stabia. La speranza è che le emozioni provate in questi mesi possano dare ancora più carica al Patron in vista del prossimo campionato, a cui forse il Presidente già sta pensando, magari canticchiando: “Ricordati, dovunque sei..se mi cercherai, sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai.”
Rafael Cabral saluta l’ambiente prima di lasciare il Napoli Calcio:”Ringrazio Benitez, Sarri, De Laurentiis e tutti i dipendenti”
Un po’ in anticipo dalla data di scadenza del contratto, prevista per il prossimo 30 Giugno, ma per il portiere del Napoli Rafael Cabral è già tempo di saluti. Così ha voluto ringraziare tutto l’ambiente partenopeo su Instagram:
“Cosa dire? A volte nella vita ci mancano parole per esprimere quello che abbiamo nel cuore . Ringrazio a Dio per avermi regalato la gioia di indossare questa maglia, di conoscere e lavorare con compagni di squadra eccezionali, di aver lavorato ed imparato tantissimo con mister Rafa Benitez ed il suo staff , con mister Sarri ed il suo staff, con gli allenatori di portiere Xavi Valero, Alessandro Nista, Massimo Nenci che mi hanno insegnato veramente di tutto, è stato un grandissimo piacere conoscervi e vi porterò per sempre nel cuore, di aver conosciuto e lavorato con delle persone che nessuno vedi però magari sono i più importanti durante tutta la stagione, che sono i magazzinieri, sioterapisti e dottori, veramente persone che lavorano ore e ore per aiutarci a fare bene tutta la stagione, vorrei ringraziare a tutti dipendenti del Napoli che fanno la società funzionare, vorrei ringraziare il presidente che si è dato di me. Ringrazio a Dio per avermi dato l’opportunità di portare gioia ad una città ed un popolo meraviglioso vincendo una coppa Italia ed una Super coppa italiana, di poter vivere in una città dove ho trascorso in 5 anni insieme alla mia moglie e 15 mesi fa anche con la mia glia napoletana i momenti più belli della nostra vita , di poter vivere in una città meravigliosa piena di gente veramente eccezionale, d’aver conosciuto tante persone che ci hanno fatto sentire a casa, tanti amici che rimarranno per sempre nei nostri cuori e principalmente aver conosciuto una tifoseria unica, innamorata della squadra , che ci da veramente una voglia di essere meglio ogni giorno, di lavorare ogni giorno di più per portarvi gioia, dico con tutto il cuore: Siete unici ! Vado via 100% soddisfatto, pieno di gioia, ringraziando a Dio per questi 5 anni dove sicuramente ho sbagliato tanto, però sereno di che ho provato a fare il mio meglio, sia in campo, che fuori ! Non mi dimenticherò mai di voi! La città di Napoli, il popolo napoletano, la società , staranno per sempre nei nostri cuori ! Vi vogliamo bene e grazie di Tutto ! Grazie Gesù !”
Prima Categoria-Rinascita Ischia Isolaverde,Migliaccio: Con questa squadra possiamo ambire a grandi traguardi. Dovremo andare a Chiaiano ad esprimere il nostro gioco. Nonostante non abbiamo vinto negli scontri diretti esterni,penso che abbiamo tutte le capacità per venire a capo delle nostre avversarie”
A cura di Simone Vicidomini
La Rinascita Ischia Isolaverde ha concluso il suo campionato con una vittoria al “Mazzella” per 3-1 contro lo Sporting Campania. I gialloblu hanno così ottenuto la qualificazione ai play off per di Promozione. Oltre alla vittoria arrivata nell’ultimo turno di campionato, c’è da registrare anche la 5^vittoria consecutiva ma sopratutto l’11^ risultato utile consecutivo. Un trend che fa ben sperare in vista dei play off,che inizieranno domenica per conquistare l’obiettivo finale. Ad attendere i gialloblu,ci saranno due trasferte molto insidiose dove in stagione non hanno mai vinto. Capian Del Deo e compagni sanno che avranno un solo risultato utile a disposizione:la vittoria. Domenica pomeriggio a Chiaiano gara valida per la semifinale del primo turno,non sarà presente Antonio Migliaccio. Il centrocampista isolano purtroppo è stato squalificato per due giornate dal Giudice Sportivo. Abbiamo raggiunto ai nostri microfoni proprio Migliaccio,il quale ci ha fatto il punto sulla stagione dell’Ischia fino ad ora.
Antonio Migliaccio,anche nell’ultima gara casalinga di campionato purtroppo hai dovuto assistere la gara dagli spalti,essendo che eri stato squalificato. Ci racconti cosa è successo a Cardito,che l’anno portata ad avere una squalifica di due giornate?
“Dopo circa 10 minuti dall’inizio della partita di Cardito, i giocatori della squadra di casa andarono tutti addosso al nostro capitano Del Deo. Li è stata un’ingenuità mia. Non c’entravo nulla,ma comunque sono entrato in campo dalla panchina per cercare di tirare Del Deo lontano da quasi tutta l’intera squadra locale. L’arbitro vide che ero entrato in campo e mi espulse insieme ad un altro giocatore del Cardito. Io ero andato per aiutare il capitano non per fare altro,riconosco le mie colpe ed è stata un’ingenuità mia”.
Nell’ultimo turno di campionato è arrivata la quinta vittoria di fila contro lo Sporting Campania per 3-1 e l’undicesimo risultato utile consecutivo. Il tecnico Isidoro Di Meglio,ha pensato bene di far rifiatare alcuni dei titolari mandando in campo i giocatori che avevano avuto poco spazio fino ad ora…
“Si,il mister in settimana e prima della gara ha detto dobbiamo vincere la partita. Non dovevamo regalare niente a nessuno. Nella prima parte della gara abbiamo avuto qualche difficoltà a tirare in porta,ma nella ripresa poi siamo riusciti a venire a capo della situazione e vincere la partita vedendo un’Ischia diversa”.
Ora il pensiero è guardare alla partita dei play offo contro il Plajanum Chiaiano. Solo poche settimana fa li avete affrontati in una gara che vi ha visto farvi andare sul doppio svantaggio e poi pareggiarla nel finale. Che partita ti aspetti di vedere domenica?
“In campionato a Chiaiano facemmo un buon primo tempo,meritando più volte di andare in vantaggio. Siamo stati un po sfortunati,poi come accade spesso nel calcio chi sbaglia poi paga. Ci trovammo sotto con il punteggio,ma fummo bravi a recuperare e pareggiare nel finale. Quella è una gara dove abbiamo perso punti…
Quanto può incidere visto che dovete giocare su due campi ostici,con la speranza che vada tutto bene,dove potreste trovare un ambiente piuttosto difficile,anche perchè non siete riusciti a vincere…
“A noi non fa paura nulla e nessuno. Dovremo andare prima a Chiaiano ad esprimere il nostro gioco. Sono fiducioso. Con questa squadra possiamo ambire a grandi traguardi. E’ vero che non abbiamo vinto scontri diretti esterni quest’anno,però penso che oggi abbiamo tutte le capacità per venire a capo delle nostre avversarie”.
Soddisfatti della stagione disputata fino ad ora o c’è qualche rimpianto?
“Si,qualche piccolo rimpianto c’è. Abbiamo perso per strada troppi punti e alcuni anche pesanti. Con il Lacco Ameno abbiamo regalato 5 punti,poi il pareggio in casa con il Marano e la Loggetta. Se avessimo vinto queste partite avremmo addirittura fatto il secondo posto e quindi poter giocare i play off in casa”.
Che effetto le farà guardare la partita a Chiaiano dalla tribuna,visto che è squalificato?
“Per me è già stata dura con lo Sporting Campania e lo sarà ancora di più a Chiaiano. Ma resto fiducioso,che i miei compagni andranno in campo per vincere e che alla fine vinceranno”.
Crede che anche l’anno prossimo vestirà la maglia della Rinascita Ischia? La sua avventura tra non molto terminerà…
“Il mio futuro è qui,dipende tutto dalla società. A me farebbe piacere restare in gialloblu. Sono arrivato nel novembre scorso e sono entrato in grande gruppo,di fratelli. Non c’è gelosia fra chi va in campo e chi no,grazie anche alla costruzione fatta da mister Isidoro Di Meglio. Per me,questo è stato un anno fantastico. Ho giocato per 30 anni a pallone e fin da piccolo ho sognato di indossare la maglia dell’Ischia,potendo giocare al Mazzella,su un campo cui hanno giocato i migliori giocatori di serie C. Io a 39 anni ci sono riuscito,ho raggiunto un’obiettivo”.
Oltre al calcio giocato,lei collabora con la Academy del barano. Cosa può raccontarci di questa esperienza? Continuerà ad allenare i piccoli campioni?
“Ho un buonissimo rapporto con il Barano. E’ grazie alla società mi sono tolto grandi soddisfazioni nel calcio. Abbiamo vinto 2 campionato. A Barano c’è un bell’ambiente,poi Massimo Buono è un bravissimo dirigente. E’ un mio obiettivo,quello di allenare i Settori Giovanili, ma soltanto dopo che avrò smesso di giocare a calcio. Per il momento sono a Barano,poi si vedrà…”.
Tappa elettorale al Rione San Marco per il candidato a Sindaco di Castellammare di Stabia Massimo de Angelis:”E’ uno dei quartieri più dinamici, fondamentale per la rinascita della città”
Nuova tappa della campagna elettorale di Massimo de Angelis, candidato a Sindaco di Castellammare alle amministrative del 10 giugno. Questa volta si è intrattenuto, per discutere di idee e proposte, con i residenti del rione San Marco: “Sono stato al rione San Marco, uno dei quartieri più dinamici e vivaci della città, una rete commerciale molto attiva, lo stadio, un quartiere popolare straordinario come il Cicerone, un patrimonio archeologico di rara bellezza come Grotta San Biagio e infine le Ville di Stabia. Il San Marco è un pezzo fondamentale per la rinascita di Castellammare.
Mi sono confrontato con i cittadini che mi hanno sottoposto le loro idee e le loro istanze: dall’esigenza di avere un vigile di quartiere alla creazione di un parcheggio adiacente allo stadio, alla cura e al ripristino delle aiuole alla rigenerazione dell’area mercatale.
Anche qui, come è stato fatto nel centro della città, possiamo realizzare, in sinergia con i commercianti, un centro commerciale naturale con servizi, cartellonistica adeguata e eventi per potenziare la naturale vocazione commerciale di quest’area. Allo stesso tempo pensiamo a realizzare “un’altra” villa comunale riutilizzando Villa Gabola. Un meraviglioso polmone verde che deve diventare un luogo di aggregazione per i giovani, per le famiglie e per gli anziani. Vogliamo, inoltre, utilizzare il palazzo all’interno del parco come sede del Forum dei Giovani e come centro per la creatività urbana rivolto ai giovani attraverso il quale fare formazione culturale, artistica, teatrale, di produzione digitale e audiovisiva, di writing (graffiti) e Street Art. Nello stesso spazio va strutturato un centro per gli anziani che hanno l’esigenza di avere un luogo di aggregazione sociale, una biblioteca di quartiere e un punto ristoro da assegnare attraverso una procedura di evidenza pubblica”.
Secondo le ultime rilevazioni dell’ARPAC (Agenzia Regionale Protezione Ambientale della Campania), chi fa il bagno, violando ogni divieto, nella zona della villa comunale di Castellammare di Stabia, rischia di contrarre malattie infettive come salmonella, epatite e tifo.
E’ un tratto di costa tra quelli maggiormente a rischio in tutta la regione Campania. Sono due i parametri emersi nel corso delle indagini: Escherichia Coli ed Enterococchi Intestinali. La presenza di questi batteri, pericolosissimi per la salute, sono risultati superi alla media per l’intero tratto compreso tra via De Gasperi e la villa comunale. Insomma, i campioni prelevati dagli specialisti dell’Arpac non danno scampo: quel tratto di costa non è balneabile. Un problema con il quale gli stabiesi sono costretti, loro malgrado, a fare i conti ormai da anni e che non è cambiata col passare del tempo. Del resto non poteva essere altrimenti visto che a mare arrivano ancora gli scarichi delle fogne dei Monti Lattari. Casola, Gragnano, Lettere, Pimonte e Agerola sversano sul lungomare.
Il divieto di balneazione durerà ancora a lungo, visto che il via libera si può avere solo quando l’acqua risulterà pulita per tre anni di seguito. Nonostante ciò, tuttavia, durante lo scorso fine settimana decine di persone (tra cui anche diversi turisti stranieri) hanno deciso di tuffarsi ugualmente in questo specchio d’acqua, incuranti del divieto. In altre cinque zone marittime, infatti, i risultati dell’Arpac sono più che positivi. Godono dunque di “acqua eccellente” le zone di Sud Manna di Stabia, Arenile Pezzella, Santa Maria di Pozzano, Bagno di Pozzano e Cava di Pietra. Si tratta delle spiagge dove, da anni ormai, ci sono diversi stabilimenti balneari e l’acqua è pulita da sempre.
Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca ha commentato il protocollo per sviluppo dell’occupazione siglato ieri con Fincantieri. Ecco le sue parole: “La firma del protocollo con Fincantieri è motivata innanzitutto dall’obiettivo di salvaguardare e accrescere l’occupazione e lo sviluppo dello stabilimento di Castellammare di Stabia. Si tratta di un accordo del tutto originale e significativo sul piano nazionale, che formalizza l’impegno dell’azienda a una crescita produttiva all’incremento dei carichi di lavoro e dell’occupazione del nostro territorio”.
Poi aggiunge: “In questo quadro sono di particolare importanza le previsioni legate alle nuove commesse di parti e di intere navi che si intende assegnare a Castellammare. La Regione si è impegnata a fornire una stretta collaborazione nella realizzazione di nuovi investimenti e occupazione, cosi come intende verificare puntualmente, in spirito di piena partecipazione, l’attuazione di tutti gli interventi previsti”.
Lorenzo Insigne, esterno d’attacco del Napoli, parla dell’ingaggio di Carlo Ancelotti come nuovo allenatore azzurro che prenderà il posto di Maurizio Sarri.
Ecco quanto riferito da Insigne ai microfoni di Sky Sport: “Faccio un grosso in bocca al lupo a Carlo Ancelotti e spero che ci dia una grande mano, è un grande allenatore speriamo possa aiutarci. Se me l’aspettavo? No, non me l’aspettavo ma sappiamo che il nostro presidente ce l’ha questi colpi. L’arrivo di Ancelotti è un colpo, è un grande allenatore. Sarri? Gli dobbiamo dire solo grazie, ci ha dato tanto e ha insegnato molto a tutti noi. Siamo cresciuti tutti ed è merito suo”.
Dopo due ore di colloquio con Sergio Mattarella Giuseppe Conte ha ottenuto l’incarico di governo ed ha esordito promettendo: “Sarò l’avvocato del popolo, l’Italia resterà in Europa” (vedi anche video alla fine). Per il presidente della Repubblica non è stata una decisione facile, nonostante l’altra promessa di Conte: “Farò ragionare Salvini e Di Maio”.
Ora si lavora sulla squadra di governo e, dopo le immediate reazioni e dichiarazioni del mondo politico, anche ogni opinionista ed editorialista ha iniziato a tracciare una sua analisi dell’incarico e, soprattutto, dell’incaricato e delle sue parole (dopo averne spulciato il curricula). Tra i tanti, non esclusi noi, si è cimentata anche Lucia Annunziata dichiarandosi “affascinata” dal concetto di avvocato del popolo “buttato lì” da Conte nel discorso alla stampa all’uscita dal lungo incontro con il Presidente Mattarella.
Quanto ha “affascinato” l’Annunziata è stata una riminiscenza storica che le ha ricordato il fascino intramontabile del modello Robespierre:
«La libertà consiste nell’obbedire alle leggi che ci si è date e la servitù nell’essere costretti a sottomettersi ad una volontà estranea»,
come a noi, sin dall’inizio, il DUO ha richiamato alla memoria Masaniello e, di fatto, anche al di là del quanto argomenta Lucia Annunziata – e che a seguire vi riportiamo – con ben due Masaniello in campo, un Robespierre non è che sia proprio fuori contesto, sia pur se solo di assonanze.
Di fatto bisogna ricordare che pur sempre in Italia siamo per cui, qui, una replica della presa della Bastiglia diventerà, di certo, al massimo una semplice presa di una Pastiglia: più in linea con la famosa canzone di Renato Carosone: pigliate ‘na Pastiglia che con altri eventi storici. E questo male non è visto che – pertanto – possiamo ragionevolmente sperare che non si restaurerà anche un qualche “Comitato di salute pubblica”, altro ricordo ed assonanza che porta con se la memoria del transalpino Robespierre tantopiù se gli abbiniamo il Duo – ad ora presente e da non dimenticare – che sta alle spalle dell’italico Robespierre. E tanto più se si considera che, uno dei due, è messer Salvin Masaniello.
In conclusione pertanto, se tanto mi da tanto e se l’italianità prenderà il sopravvento, come sempre, ci sono ottime speranze che il tutto si diluisca in azioni più Gentili anzi, bando a tirchieria e modestia: Gentiloni, per cui, alla fine, con un più nostrano Lorenzo, per di più Magnifico, diciamo: “chi vuol esser lieto sia del doman non v’è certezza” e che tarallucci e vino sia accantonando, per una volta, il nostro mantra di sempre del: Io speriamo che me la cavo – (Stanislao Barretta)
Torna di moda l’ambizioso Robespierre
Con andamento mite, sia pur con un leggerissimo spessore di pronuncia, l’avvocato Giuseppe Conte mette in moto, nel suo discorso di accettazione dell’incarico, la ruota del cambiamento: «Mi propongo di essere l’avvocato difensore del popolo italiano, sono disponibile a farlo senza risparmiarmi». Una breve frase che segna in realtà il giro di una pagina nella storia istituzionale della nazione: «Il contratto su cui si fonda questa esperienza rappresenta in pieno le aspettative di cambiamento degli italiani. Voglio dar vita a un governo dalla parte dei cittadini».
Da Avvocato incaricato Presidente del Consiglio ad Avvocato del Popolo, il clima cambia in un secondo. Giuseppe Conte dà voce alla aspirazione neomoderna della politica, ma la suggestione che lancia ha radici profonde.
«Tutti i cittadini, di qualunque condizione, hanno diritto di aspirare a tutti i gradi di rappresentanza politica. Ogni individuo ha diritto di partecipare alla formulazione della legge cui è sottomesso e all’amministrazione della cosa pubblica che è la sua, altrimenti non è vero che tutti gli uomini sono eguali nei diritti e che ogni uomo è un cittadino». Parole pronunciate il 22 ottobre del 1789 da Maximilien de Robespierre, Avvocato per studi e per aspirazione, Avvocato del popolo per eccellenza. La cui figura continua a serpeggiare nell’Olimpo dove abitano i nuovi dei del Movimento 5 Stelle.
Il distacco tra «governanti» e «governati» è tema antico. L’ossessione della politica, da quando l’uomo ha voluto riunirsi per decidere insieme del proprio destino comune, è stata quella del divario tra i detentori del potere e coloro che ne subiscono la volontà e, forse, gli abusi. Da Sparta, a Roma, gli avvocati del popolo sono stati una forte istituzione, e i più famosi sono di sicuro i Tribuni plebis, il cui ruolo fu così vitale che Cicerone affermò che senza il Tribunato non vi sarebbe stata neppure la Repubblica e la democrazia.
Da allora ad ogni svolta ambiziosa della storia, l’uomo che prende nella sue mani i diritti dei cittadini fa la sua ricomparsa. Soprattutto negli Stati moderni: nella Rivoluzione francese, in età napoleonica e nella Repubblica romana risorgimentale. Compare in Locke, Rousseau ma anche in Lenin.
Nel nominare questo titolo il colto avvocato Conte certamente sapeva quali echi avrebbe lasciato sotto le volte del Palazzo dei Papi sul Colle: è stato l’annuncio di un ribaltamento di ordini. Di cui il giuramento di fedeltà europeista non ha ammorbidito lo strappo.
Ma, appunto, come si legano, se si legano, la fede nell’Europa delle nazioni, e quella di un esercizio diretto della voce del popolo? O, più semplicemente, come sta un avvocato del popolo dentro la pelle di un premier?
Domanda maliziosa ma non oziosa. Il premier, nel senso della Costituzione italiana, è figura tipica della modernità democratica che ha forma rappresentativa. Segna l’accordo e i programmi convergenti di uno o più partiti; è uomo di servizio che opera a quell’incrocio rappresentato dal bene particolare di un partito con il bene generale di tutti i cittadini. Un premier è per definizione negoziatore, equilibratore di interessi, esponente di un accordo che esiste nel tempo e nelle condizioni date; e che per questo è necessariamente deperibile, non rinnovabile. Sicuramente senza eccessivi poteri se non quelli che valgono fino a che vale il voto che lo ha eletto.
Sembra poco, ma è moltissimo. La moderna democrazia lega la rappresentanza dei cittadini alla deperibilità dei politici. L’avvocato del popolo, con tutto il suo vigore da riscatto, è fascinosa figura forte, spesso destinata nella storia a trasformarsi, come abbiamo visto ripetutamente, da difensore dei deboli a oppressori dei molti.
Ovviamente, non è possibile vedere nella mite ed elegante figura che si è recata oggi al Quirinale, nulla di questi pericoli. Nei fatti l’Avvocato Conte se proprio deve ricordare qualcuno, somiglia in realtà più che a Robespierre al suo predecessore Gentiloni. Uomo per eccellenza espressione di mediazione e servizio.
Ma tant’è. Quando nasce un governo, come quello che sta andando oggi al potere in Italia, il cambio è la regola. E nei periodi di cambio è bene cominciare a esercitarsi fin da subito intorno a ogni possibile significato delle parole e dei ruoli.
di LUCIA ANNUNZIATA / Pubblicato il 24/05/2018 su La Stampa
Gli agenti della polizia municipale di Castellammare di Stabia, agli ordini del comandante Antonio Vecchione hanno scoperto e intercettato un 48 enne stabiese che, a bordo di un furgone sprovvisto di copertura assicurativa, trasportava un ingente quantitativo di rifiuti di vario tipo che stava per scaricare in una zona alla periferia della città. L’uomo è stato così denunciato a piede libero per inquinamento ambientale alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, mentre il mezzo è stato sequestrato.
Un fenomeno, quello dello sversamento abusivo dei rifiuti, che va diffondendosi. Le forze dell’ordine sono riuscite a fermare il 48enne ma in altri casi i rifiuti vengono posati e lasciati all’aria aperta. Ad ogni modo i controlli delle forze dell’ordine proseguiranno anche nei prossimi giorni. L’obiettivo è evitare l’abbandono di rifiuti nei diversi punti della città, proteggendo anche il decoro urbano. Del resto sono ancora troppe le mini-discariche abusive presenti in vari punti di Castellammare. Appare ormai nota la vicenda relativa alla salita che porta a Quisisana, dove sono state diverse le segnalazioni dei residenti e gli interventi delle forze dell’ordine. Situazione difficile anche nel quartiere Acqua della Madonna. E’ qui infatti, pochi giorni fa, che i vigili sequestrarono una nuova discarica abusiva. I rifiuti furono abbandonati in via Duilio, a due passi da Fontana Grande e dalla sorgente dell’Acqua della Madonna. Una vergogna senza fine, con vernici, elettrodomestici, mobili e altro materiale pericoloso. Ma non è tutto. Altre discariche sono state segnalate in via Petraro, via Passeggiata Archeologica, via Meucci e anche nel rione Moscarella e in via Pozzillo.
Sono tuttora in corso delle indagini per risalire ai responsabili dell’abbandono di rifiuti all’Acqua della Madonna. Ma il fenomeno, purtroppo, è tutt’altro che debellato. E quello delle discariche sarà sicuramente uno dei primi problemi che il nuovo sindaco dovrà affrontare.
La statua della Madonna in via Regina Margherita a Castellammare di Stabia ha perso la mano destra. Probabilmente è stata distrutta da un atto di vandalismo. La statua è ubicata in una delle arterie principali della città e consolidata anche grazie alla venerazione durante le celeberrime celebrazioni di Fratielle e Surelle, la voce votiva dei cantori nelle dodici notti che precedono la notte dell’Immacolata (8 dicembre), quando su un palco allestito in prossimità dell’altare si tiene annualmente il canto dell’Ave Maria.
La dinamica per ora non è ancora chiara, non si conosce ancora se la rottura della mano sia causa di un atto di vandalismo oppure di un incidente casuale non denunciato dall’autore. Intanto, però, i cittadini si interrogano per capire se sia stato un atto di inciviltà oppure un atto di natura sacrilega.
Tweet di saluto di De Laurentiis e annuncio di Carlo Ancelotti come nuovo allenatore in meno di un’ora. E’ così che Maurizio Sarri è venuto a conoscenza di essere stato sollevato dall’incarico di allenatore del Napoli. Rientrando nel centro sportivo di Castel Volturno per riconsegnare l’auto concessa dal club si è accorto dell’inizio dei lavori, uno dei punti più importanti delle discussioni con la società.
Secondo quanto raccontato dall’edizione odierna de Il Mattino, ha confidato che, al di là di comunicati e formalità, si aspetta l’esonero da parte di ADL. Esonero che costerebbe al presidente azzurro circa 500 mila euro. Ma questo non significa che potrà accasarsi subito, chi vorrà Sarri dovrà risolvere insieme a lui anche la grana dei diritti d’immagine.
Mentre sistema i bagagli in auto per tornare in Toscana, Sarri dice agli amici del parco di Varcaturo: “Non meritavo di venire liquidato così guardando la tv, in tre anni ho mandato giù qualsiasi cosa”.
Agli stessi amici ha poi parlato degli incontri con De Laurentiis per il rinnovo e che, secondo le parole di Sarri (“Ho capito tutto domenica sera…”) la volontà di trattenerlo per davvero non ci sarebbe mai stata. Ora il timore è che ADL possa non liberarlo fino a luglio quando, in realtà, tutto lo scacchiere delle migliori panchine d’Europa sarebbe già sistemato.
Secondo quanto sostenuto da Il Mattino, nessuno gli ha anticipato quello che stava per succedere, nemmeno il ds Giuntoli. Un silenzio che l’ha ferito. De Laurentiis non gli ha fatto capire nulla, nemmeno alla cena del club. Il club azzurro è convinto che sia in contatto col Chelsea già da alcune settimane. Se dovesse essere realmente il Chelsea la destinazione dell’ormai ex allenatore del Napoli, allora ADL proverà a chiedere uno sconto per David Luiz per dare il via libera al trasferimento.
Ciro Corona è il coordinatore dell’Officina delle Culture di Scampia che, inaugurata nel luglio 2015, porta il nome di Gelsomina Verde, vittima della faida di Scampia. Una struttura che è divenuta simbolo di “economia sociale”, come sottolinea Corona, ed è sorta sulle ceneri di una vecchia scuola abbandonata in via Ghisleri, Lotto P5.
Corona dice: “Il Comune si prenda la responsabilità politica di trovare una soluzione. Dopo cinque tavoli tecnici la volontà non basta più, ora serve un atto di coraggio”. Oggi, al posto di stanzoni grigi dove si andavano a rifugiare tossici e pusher, ci sono locali rinnovati e resi fruibili per il quartiere. E a parlare sono i numeri: 13 realtà associative, 11 detenuti che insegnano ai ragazzi a lavorare il legno, 188 mamme che fanno corsi di pilates, 30 papà che si dedicano al fitness, 55 bambini delle Vele che fanno doposcuola e 12 minori stranieri non accompagnati della comunità alloggio. Un mondo a parte che rappresenta «una scommessa vinta per Scampia», ma che rischia di chiudere per sempre. E il motivo sta tutto in una sorta di «pasticcio amministrativo».
Dopo la firma di Carlo Ancelotti come nuovo allenatore del Napoli, il presidente Aurelio De Laurentiis ha avanzato alcune richieste al tecnico ex Real Madrid. L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport analizza quanto detto da ADL.
Ecco quanto scrive il quotidiano: “È quello che ha chiesto De Laurentiis al nuovo allenatore. Non ha mai gradito, il presidente, le rinunce fatte da Sarri in campo europeo. Non ha concepito le brutte figure rimediate sia in Champions sia in Europa League, dove il suo Napoli è retrocesso dopo aver mancato la qualificazione agli ottavi di Champions per una gestione sciagurata dell’organico. Sotto quest’aspetto, Ancelotti è una garanzia.
I giovani, ovviamente, e l’organico. È stata questa una delle prime richieste fatte a Carlo Ancelotti. Vuole, De Laurentiis, che i suoi investimenti non marciscano in panchina così com’è avvenuto negli ultimi anni. Si tratta di costi importanti, di ragazzi il cui valore non è stato ancora del tutto scoperto. L’unico sul quale si possono avere certezze dal punto di vista tecnico e della qualità, è Zielinski che l’allenatore, tra l’altro, ha utilizzato titolare soltanto nelle ultime due gare di campionato. Sotto questo aspetto, l’esperienza di Ancelotti dovrebbe essere una garanzia, non sarà l’impiego di un giovane a intimorirlo, così com’è accaduto, invece, con Sarri”.
Giovanni Misso è il capolista di “Diversamente ortesi”, la lista che lui ha creato e che comprende esclusivamente disabili e genitori di disabili a sostegno del candidato sindaco Vincenzo Tosti, che ha messo assieme una coalizione con altre due liste: Città visibile e DeMa, la sigla del sindaco di Napoli venuto ad Orta di Atella il 14 maggio al via della campagna elettorale in vista del voto amministrativo del 10 giugno.
Misso spiega: “Da anni abbiamo problemi amplificati dagli enti pubblici, il Comune innanzitutto. Qui c’è, purtroppo, un’alta percentuale di bimbi autistici e il Comune di Orta da anni non versa un euro per le politiche sociali. Chiederemo l’assessorato”. L’antica patria delle Fabulae atellane oggi è divisa in due. Un centro storico abitato da chi qui è nato. Una periferia di diecimila abitanti arrivati da Napoli e dintorni in palazzine da quattro-cinque piani in gran parte abusive sorte in meno di quindici anni. Una grande periferia nata dove comincia la provincia di Caserta, a poche centinaia di metri dal Parco verde di Caivano, ben visibile con i suoi palazzoni a tinta pastello.
Secondo quanto riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli, ed il suo staff si sono subito messi al lavoro per programmare il loro club e lunedì lo staff dell’ex tecnico del Bayern Monaco farà visita a Castel Volturno dove saranno ospitati dal presidente De Laurentiis.
Il presidente ha stanziato 1,3 milioni di euro per modificare strutturalmente il centro tecnico partendo dai tre campi. In più, verrà ampliata la struttura in generale per renderla più funzionale ed al passo con i tempi.
Giuseppe Pagana e Giovanni Alì approdano a Siracusa?
In un’intervista riportata da goalsicilia.it, il nuovo mister del Siracusa potrebbe arrivare da una realtà Siciliana. Infatti il nome che è stato portato in superficie sarebbe quello di Pagana.
Raggiunto anche dalla nostra redazione, all’affermazione di avere adesso le attenzioni della piazza siracusana dichiara:
“Le attenzioni di piazze come Siracusa fanno piacere e ti gratificano per ciò che si è fatto. Per quanto riguarda la prossima stagione non è ancora detto che il Troina non vada ancora in C. Per quanto mi riguarda ci sono diverse opportunità. Non ti nascondo che c’è la possibilità di fare un’esperienza all’estero che mi stimola parecchio”
Infatti a goalsicilia avrebbe risposto così alla domanda se vi fosse un contatto con il Siracusa Calcio:
“Si, gli incontri ci sono stati, ma ci sono ancora da verificare alcune cose, nulla di certo, anche nei miei confronti. Sai come siamo con il presidente, quindi si valuta il tutto”.
Giuseppe Pagana, classe ’77, nato a Troina e allenatore dell’omonima squadra cittadina su cui ha sperimentato e con successo l’ha portata quasi al calcio professionistico. Come giocatore ha militato in squadre come: Gallipoli, Bari, Atletico Catania, Paternò, Troina, etc.
A quanto pare un avvicinamento ci sarebbe anche con il Padron Giovanni Alì che sempre a goalsicilia.it dichiara:
“Non le nego gli incontri con la famiglia Cutrufo e posso dire che la società aretusea è in ottime mani e solida. Sto valutando altre possibili alternative, ma realmente devo e voglio aspettare la sentenza Vibonese che sarà la prossima settimana. In caso di vittoria della Vibonese noi andiamo in Lega Pro dalla porta principale, in caso contrario prenderò una decisione che potrebbe portarmi a Siracusa”
Continua dicendo sulle sorti del Troina:
“La squadra è della città, la mia presenza sarà come sponsor. Ma tutto questo non è ancora nero su bianco”.
Che sia l’imprenditore Giovanni Alì il nuovo socio disposto ad acquistare parte delle quote della società aretusea?
La polizia interviene e sequestra un coltello di 6,5 centimetri
Prende a casa il coltello che il padre usa per conciare le pelli, se lo mette nello zaino e va a scuola ma in classe se ne accorgono e chiamano la polizia che interviene, sequestra l’arma e denuncia il genitore. É successo nel quartiere periferico di San Giovanni-Barra a Napoli. Il ragazzino, che ha 10 anni e frequenta la quinta classe, aveva nello zaino un coltello lungo complessivamente 10 centimetri: 6,5 centimetri la lunghezza della lama.
Non è al momento noto il motivo per il quale il ragazzo sia andato armato a scuola. Se, in questo modo, forse, intendeva difendersi da qualche episodio di bullismo. Sta di fatto che, però, in classe qualcuno si è accorto dell’arma e ha lanciato l’allarme, tanto da chiedere l’intervento della maestra la quale si è avvicinata al giovane e si è fatta consegnare il coltello. Il ragazzino ha subito obbedito. Gli agenti hanno ascoltato la preside e la docente. Poi, dopo avere preso in consegna l’arma, hanno deciso di convocare i genitori dell’alunno in commissariato. Il padre, quando ha visto il coltello, ha subito spiegato che si trattava di uno strumento di lavoro. Lui, infatti, è un conciatore di pelli. L’arma è stata sequestrata e l’uomo denunciato.
Lo scorso primo febbraio, nel Casertano, un episodio analogo ebbe un epilogo più grave: all’Istituto Superiore “Majorana-Bachelet” di Santa Maria a Vico una professoressa venne sfregiata con un coltello da un suo studente di 17 anni. Il ragazzo aveva deciso di reagire in maniera violenta al rifiuto della sua insegnante di togliergli una nota sul registro. La donna, Franca Di Blasio, di 54 anni, riportò una profonda ferita alla guancia sinistra. In ospedale i sanitari furono costretti a metterle parecchi punti di sutura. La prognosi, per lei, fu di 15 giorni. Il ragazzo su sottoposto a un provvedimento di fermo di polizia giudiziaria disposto dal pm del Tribunale dei Minori di Napoli e portato in un centro di prima accoglienza.
Un caso più simile a quello accaduto oggi si verificò alla fine dello scorso anno, sempre a Napoli. Quella volta in una zona bene della città: il quartiere Chiaia. La polizia municipale intervenne in una scuola secondaria di primo grado: il ragazzino, di appena 13 anni, proveniente da un contesto familiare difficile venne sorpreso dagli insegnanti, in classe, con un coltello multiuso con una lama di sei centimetri.
Anche in quell’occasione venne convocata la madre. Il coltello venne sequestrato, nei confronti del ragazzo non vennero emessi provvedimenti. La madre venne invece invitata a essere più vigile.