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Piano riarmo Ue, Giorgetti frena: “Per difesa serve programma ragionato, no senza una logica”

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(Adnkronos) – La difesa e la sicurezza dell'Europa ''implica un programma, per quanto possibile, meditato e ragionato di investimenti in infrastrutture militari che abbiano un senso e non fatte in fretta e furia senza una logica''.Lo afferma il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, in merito al piano per il riarmo dell'Ue, intervenendo al convegno del dipartimento economia della Lega. ''In questo momento bisogna mantenere il sangue freddo, ragionare, giustamente prendersi i nostri impegni'', sottolinea il ministro. ''La fase della costruzione della sicurezza è un problema serio e che richiede investimenti mirati e seri''.  Poi l''Ucraina. ''Credo che senza gli Stati Uniti diventa molto complicato immaginare una qualche forma di soluzione'' per Kiev, dice Giorgetti.

Il piano di Ursula von der Leyen va diviso tra la sicurezza dell'Europa e ''gli aiuti all'Ucraina, che sono dell'oggi, del domani, delle prossime settimane e mesi, che sono emergenziali, e come cercare in qualche modo di aiutare l'Ucraina se gli Usa non lo fanno più'', sottolinea il ministro. Quanto ai dazi osserva: ''Noi ci scandalizziamo dei dazi proposti da Trump, ma prima avevamo un mercato di concorrenza perfetta a livello globale?Avevamo una concorrenza leale a livello globale?

Avevamo tutti i produttori del mondo che partecipavano alle medesime condizioni a livello globale?". ''Avevamo per caso delle imprese che potevano permettersi di sfruttare i lavoratori, piuttosto che inquinare e quindi fare prezzi migliori e uccidere altre imprese nel mercato globale'', dice il ministro. ''Ecco, questo non possiamo dimenticarcelo.Forse questo risveglio, che noi abbiamo cercato invano di fare anche in tanti di questi anni, non sono battaglie nuove per la Lega, è un qualche cosa che fortificherà tutti quanti a chiedersi come ricostruire un sistema di commercio mondiale su basi e pilastri più trasparenti e corrette''. ''È chiaro che i dazi, in termini astratti, non sono un sistema diciamo produttivo, nell'economia globale di massima efficienza, di redistribuzione e quant'altro'', aggiunge Giorgetti.   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Indagine: “Il 63% degli italiani ritiene che il calcio italiano è in crisi, serve un nuovo modello di gestione”

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(Adnkronos) –
Il 63% degli intervistati ritiene che il modello di gestione del calcio italiano sia in crisi, con una percezione più diffusa tra gli uomini (75%) e i tifosi (69%).E' quanto si evince dall'indagine condotta da 'Noto Sondaggi' su 'Gli italiani e il Calcio', un resoconto sul rapporto tra gli italiani e il mondo del calcio e la percezione del suo stato di salute, esplorando l'interesse per lo sport, il rapporto con il calcio, la percezione della salute del calcio, il ripensamento del modello di business e il sostegno pubblico al settore. 
La maggioranza assoluta degli intervistati (67%) è tifoso di una squadra di calcio in particolare, con percentuali che superano il 90% tra chi lo pratica come sport e sfiorano l’80% tra gli uomini. È interessante rilevare come perfino una parte, seppur minoritaria, di chi non pratica né segue il calcio dichiari di avere una squadra del cuore.

Chi ha seguito il calcio nell’ultimo anno lo ha fatto soprattutto in Tv (62% spesso, 28% qualche volta), mentre solo un appassionato su cinque si è recato allo stadio (34%, di cui 7% spesso).In entrambi i casi, la frequenza con cui si segue il calcio tende ad aumentare tra gli under 55, chi lo pratica come sport e chi è tifoso di una squadra.

Coerentemente con la scelta di seguire il calcio in Tv piuttosto che allo stadio, la modalità più frequente per seguire la squadra del cuore è l’abbonamento alla PayTv (40%, con punte del 60% tra chi pratica il calcio), mentre l’11% segue la squadra in trasferta, il 10% ha un abbonamento allo stadio e l’8% dichiara di far parte di una tifoseria. 
Una quota prevalente di intervistati (63% del totale) ritiene che il modello di gestione del calcio italiano sia crisi.Una percezione trasversale, ma più diffusa tra gli uomini (75%), i residenti nel Centro Italia (67%) e soprattutto tifosi e appassionati di calcio, ancor più se lo pratica (83%).

Il compenso eccessivo di calciatori ed allenatori rappresenta il principale problema del calcio italiano odierno (indicato dal 64% del campione), ma all’interno di uno scenario ben più complesso fatto di tante criticità, tra cui spiccano l’indebitamento troppo elevato delle società (43%) e la scarsa valorizzazione dei settori giovanili (39%).Il 69% ritiene, inoltre, che la gestione economica delle società calcistiche italiane non sia trasparente.

Crisi e problematiche spingono la maggioranza degli intervistati a giudicare il modello di gestione del calcio italiano per lo più equiparabile se non inferiore a quello di altri paesi europei (rispettivamente 38% e 32% del campione).Solo una parte minoritaria (appena il 12%) ritiene, inoltre, che il calcio italiano sia in una condizione finanziariamente più solida, mentre sull’effettiva capacità delle società sportive italiane di ripensare il proprio modello di business, adattandolo alle nuove regole Uefa, le opinioni sono discordanti. La visione degli intervistati sul nuovo modello di business a cui le società calcistiche dovrebbero ispirarsi è ricca di sfumature.

Coloro che ritengono che la solidità economica sia la cosa più importante per garantire la competitività sportiva di una squadra prevalgono, ma incalzati da chi ritiene non sia così (rispettivamente 43% e 32% del campione).La maggioranza assoluta ritiene che nel calcio chi ha più soldi abbia più probabilità di vincere (54%), ma non sono pochi coloro che, al contrario, ritengono che il talento vada formato e che, quindi, si dovrebbe investire nella formazione dei talenti anche se questo non garantisce sempre la vittoria (22%).

Indipendentemente dai principi ispiratori, il nuovo modello di business delle società calcistiche dovrebbe prioritariamente puntare ad affrontare le tante problematiche del settore,a partire da quelle di natura finanziaria: costo di ingaggi, cartellini e commissioni fuori controllo o con regolamentazione inadeguata (indicato dal 46% del campione), indebitamento eccessivo (38%), investimenti insufficienti dei club nei settori giovanili (31%). 
Tre intervistati su quattro (70% del totale, con scostamenti per lo più contenuti in relazione al profilo socio-demografico) sono contrari all’idea che il calcio professionistico in Italia sia finanziato e riceva sostegno pubblico, in quanto le società di calcio di primo livello debbano essere trattate allo stesso modo delle altre imprese.Solo il 18% si dichiara, viceversa, favorevole ad un’ipotesi di un intervento pubblico straordinario, sottolineando le ricadute positive che il calcio ha sulla collettività, mentre il restante 12% non esprime un’opinione in merito.  Le opinioni espresse sul ruolo dello Stato nella gestione finanziaria di impianti e strutture sportive sono più eterogenee.

La maggioranza, in particolare giovani e appassionati di calcio, ritiene che lo Stato debba assumersi almeno in parte questa responsabilità.Tuttavia, il consenso varia a seconda dell’ambito di intervento: il 55% degli intervistati ritiene che lo Stato debba farsi in parte o totalmente carico dell’ammodernamento e della manutenzione degli impianti, mentre la stessa percentuale sale 64% con riferimento alla sicurezza dentro e fuori gli stadi. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Confindustria Nautica, accolta all’unanimità domanda adesione gruppo Azimut Benetti

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(Adnkronos) – Il Consiglio di Presidenza dell’Associazione Nazionale di Settore, che si è riunito oggi, ha approvato all’unanimità l’ammissione a Socio del Gruppo Azimut | Benetti. "Sono stato eletto nel 2019 con il mandato di unificare sotto una forte rappresentanza associativa tutta la filiera del settore" ha sottolineato il presidente di Confindustria Nautica Saverio Cecchi. "Sono orgoglioso, all’approssimarsi del termine del mio mandato, del raggiungimento completo di tale obiettivo con il ritorno in Associazione del Gruppo Azimut | Benetti.e sottolineo con soddisfazione l’adozione all’unanimità della delibera di ammissione da parte degli Organi statutari", ha aggiunto. "Crediamo fermamente che un'industria nautica più unita sia un'industria più forte, capace di affrontare le sfide globali con maggiore coesione e visione strategica.

Lavorare insieme significa non solo consolidare il ruolo dell'Italia come leader mondiale nella nautica, ma anche promuovere innovazione, sostenibilità e crescita per l’intera filiera.La scelta di aderire a Confindustria Nautica è espressione di questo impegno" ha commentato Marco Valle, Amministratore Delegato del Gruppo Azimut | Benetti.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Auto, Cimenti (Assogasliquidi): “Urgente integrare principio neutralità tecnologica”

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(Adnkronos) – "Dalla lettura dell’Industrial Action Plan della Commissione Ue per l’automotive emergono ancora di più la necessità e l’urgenza di un nuovo percorso verso la mobilità decarbonizzata che integri il principio della neutralità tecnologica".Ad affermarlo in una nota è Matteo Cimenti presidente di Assogasliquidi-Federchimica in rappresentanza delle filiere dei gas liquefatti (Gpl e Gnl). "Sono ormai a tutti evidenti – prosegue Cimenti – le difficoltà nel raggiungere gli obiettivi del 2035 e successivi.

In questo contesto, la Commissione si è impegnata ad accelerare la revisione del regolamento CO₂ per le auto, che partirà da un’analisi dei dati, di tutti gli sviluppi tecnologici rilevanti e dell’importanza di una transizione economicamente sostenibile e socialmente equa.Ci aspettiamo quindi che le Istituzioni comunitarie (a cominciare dal Parlamento europeo) rivedano il bando relativo ai motori a combustione interna e riconoscano tutte le tecnologie capaci di contribuire alla decarbonizzazione del trasporto, inclusi i biocarburanti.

I prodotti gassosi anche nella loro versione bio e rinnovabile si distinguono come soluzioni concrete e immediate per ridurre le emissioni di CO₂". Incomprensibile la chiusura sul fronte del trasporto pesante, dove il Gnl e il bioGnl rappresentano già oggi la soluzione più pronta e disponibile.Nel Piano non è prevista alcuna apertura per giungere alla revisione del Regolamento sulle emissioni di CO₂ dei veicoli pesanti: "La nostra richiesta e il nostro auspicio – conclude Cimenti – è che nella fase attuativa del Piano appena presentato, le Istituzioni europee lavorino anche su questo fronte nella direzione auspicata, l'unica in grado di coniugare sviluppo industriale competitivo, raggiungimento degli obiettivi ambientali e attenzione ai consumatori". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Logistica, Tribeca entra in Alis

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(Adnkronos) – "Siamo molto lieti di dare il benvenuto in Alis a Tribeca, importante società di consulenza in costante crescita che, con oltre trent’anni di esperienza imprenditoriale e di rappresentanza del tessuto economico-industriale, offre ad un ampio bacino di aziende con oltre 800 milioni di fatturato importanti collaborazioni in molteplici settori, opportunità commerciali, strategie di investimento e di marketing digitale.La visione innovativa di Tribeca, volta ad una vera e propria alleanza industriale e trasversale tra imprese, rientra pienamente nello spirito di Alis, che punta da sempre a coniugare le consolidate esperienze professionali ed imprenditoriali con le relazioni umane.

Inoltre, visto il suo forte impegno nel campo delle iniziative solidali, ho avuto il piacere di proporre nell’ultimo Consiglio la nomina di Gabriele Barucco come Vicepresidente della commissione 'Alis per il Sociale', convinto che il suo contributo sarà fondamentale".Il presidente di Alis Guido Grimaldi commenta così l’adesione ad Alis di Tribeca, che offre un ampio network relazionale e soluzioni commerciali, attraverso analisi approfondite, strategie di marketing e collaborazioni mirate.

Rappresenta un punto di riferimento e cura la rappresentanza di società attive nel settore immobiliare, della manifattura, di sanità e healthcare, di rigenerazione urbana e dei servizi immobiliari connessi.  L’azienda, orientata alla sostenibilità e all’innovazione, si pone come partner di fiducia per utenti e stakeholder, impegnandosi a generare opportunità attraverso un approccio relazionale che coniuga le esigenze dei clienti con opportunità commerciali concrete, garantendo relazioni di successo e la costruzione di un network solido e duraturo.Tribeca, realtà molto radicata nel mercato del Nord Italia ed in particolare in Lombardia, partecipa inoltre attivamente a diverse iniziative, tra cui gli eventi organizzati dal Circolo delle Imprese e da altre associazioni, promuovendo sinergie e consolidando relazioni di valore. "Siamo entusiasti dell’ingresso di Tribeca in Alis, associazione di riferimento a livello nazionale ed europeo per l’intero comparto della logistica, del trasporto e dei servizi alle imprese.

Questo passo – dichiara Gabriele Barucco di Tribeca – rappresenta per noi una sfida interessante e stimolante sia dal punto di vista associativo che culturale, nonché un tassello importante nel nostro percorso di crescita.Siamo convinti che la partecipazione attiva ad Alis ci consentirà di ampliare le possibilità di collaborazione e, al contempo, di rafforzare l’impegno che già dedichiamo per favorire lo sviluppo di relazioni solide e durature e per promuovere sinergie intersettoriali, valorizzando il capitale umano e imprenditoriale.

In quest’ottica, coinvolgeremo anche l’Associazione Circolo delle Imprese per creare ulteriori sinergie utili allo sviluppo di ALIS e alla soddisfazione degli interessi degli altri associati.Con grande soddisfazione iniziamo questo percorso, certi che la condivisione di obiettivi e competenze rappresentino elementi chiave per affrontare con successo le opportunità di mercato". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Di Gregorio: “Non è percepita come un’emergenza attuale”

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(Adnkronos) – Il rapporto tra comunicazione e sostenibilità che non decolla, perché la sostenibilità “non spaventa abbastanza” e dovrebbe essere resa in qualcosa di semplice, immediato e urgente.L’impegno diseguale sulla sostenibilità a livello globale, con l’Europa fortemente impegnata, assai più di Cina e India.

Questi sono alcuni dei temi affrontati durante la video intervista di sostenibileoggi.it con Luigi Di Gregorio, professore aggregato di Scienza Politica presso l’Università della Tuscia di Viterbo, che ha anche analizzato l’impatto del nuovo corso di Donald Trump alla Casa Bianca, partendo dalle aziende che tornano indietro sui programmi su diversità, equità, uguaglianza.  SostenibileOggi sta trattando molto il tema relativo al rapporto tra la comunicazione e la sostenibilità.Secondo Lei perché questo rapporto non decolla? "Da comunicatore la prima ragione che mi viene in mente è che questa comunicazione non spaventa abbastanza.

La paura è l’emozione che più facilmente mobilita all’azione e quindi ci convince a fare qualcosa.Sulla comunicazione della sostenibilità il problema è che non è percepita come un’emergenza attuale, nella nostra epoca di “presentismo”.

Un altro problema sta nella cosiddetta euristica della disponibilità, ovvero la tendenza a generalizzare l’esperienza personale.Quindi se a casa mia nevica non ho l’impressione che ci sia il cambiamento climatico globale". Con la nuova elezione di Trump, le grandi aziende private stanno facendo una retromarcia sulla sostenibilità.

Le aziende pubbliche come possono passare il messaggio che la sostenibilità è un’esigenza reale e concreta? "Il bilancio di sostenibilità è ottimo per questo, però non è rivolto a tutti, non arriva alle masse.In termini di comunicazione di massa io lavorerei su un messaggio emotivo.

Trasformare una cosa complessa in una cosa semplice, immediata, urgente, attraverso ad esempio metafore, attraverso un linguaggio che si possa far comprendere e che scateni una reazione, quindi utilizzare emozioni forti, come la paura, appunto.Non è facile applicarlo, questo è solo il lato teorico.

E poi conta il contesto: se lo facciamo noi, ma non lo fanno altri Paesi che sono più “trainanti di noi”, il nostro sforzo vale meno e questo non aiuta". L'intervista completa su sostenibileoggi.it
 —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Riforma giustizia, Meloni vede Anm: confronto lungo due ore a Palazzo Chigi

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(Adnkronos) – Si è conclusa, dopo oltre due ore, la riunione tra il governo e i rappresentanti dell'Associazione nazionale magistrati a Palazzo Chigi.Durante l'incontro è stato affrontato il tema della riforma della separazione delle carriere. Durante l'incontro di oggi pomeriggio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni "ha ringraziato l'Anm per le osservazioni e gli spunti emersi nel dibattito" e ha annunciato "la disponibilità di aprire un tavolo di confronto sulle leggi ordinarie di attuazione della riforma e sul documento in otto punti presentato dall'Anm, che riguarda l'amministrazione della giustizia", rende noto Palazzo Chigi, che definisce il faccia a faccia "franco e proficuo".  Il governo ha quindi ribadito all'Anm "la volontà di proseguire con determinazione e velocità nel percorso di attuazione della riforma costituzionale, auspicando la sua approvazione in tempi rapidi". La premier Meloni durante l'incontro avrebbe intanto smentito le indiscrezioni stampa secondo le quali il governo sarebbe pronto a togliere il controllo della polizia giudiziaria ai pm.

Un'assicurazione arrivata anche dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha partecipato alla riunione, riferiscono alcune fonti presenti all'incontro.  "Nessuna offerta è stata effettuata, ma era evidente perché il governo sa benissimo che non potevamo corrispondere nulla in cambio.Siamo venuti con la nostra coscienza e onestà intellettuale a presentare le nostre idee.

Non è stata una trattativa, non volevamo che lo fosse perché non abbiamo da offrire nulla se non la lealtà e i principi in cui crediamo", ha poi commentato il presidente dell'Anm Cesare Parodi dopo l'incontro. "E' stato un incontro non breve, c'è stato un lungo scambio di opinioni che non ha portato a sostanziali modifiche delle nostre posizioni e tantomeno di quelle del governo.Io credo non sia stato inutile perché abbiamo avuto modo di spiegare nel dettaglio le ragioni che ci portano a non condividere questa riforma e abbiamo preso atto con molta chiarezza della volontà del governo di andare avanti senza alcun tentennamento e alcuna modifica sul punto", ha poi sottolineato, aggiungendo: "Questo è un elemento per noi di chiarezza". Sulla smentita del governo rispetto alla polizia giudiziaria, Parodi spiega: "Questo è l'unico dato assolutamente positivo, ci è stata una precisa e netta smentita della notizia.

Sia Meloni che Nordio hanno detto che non hanno nessuna intenzione di dare corso a questa illazione giornalistica".  "Non mi aspettavo di più e non lo considero un fallimento – continua Parodi parlando dell'incontro -.Lo considero un momento di chiarezza per la prosecuzione della nostra attività e la nostra volontà di arrivare alla gente". E ancora: "Ci tenevo a fare un discorso importante: chiedere un maggiore rispetto per i magistrati spesso accusati di produrre provvedimenti non giurisdizionali ma ideologici". "Io ho chiesto con forza che questo atteggiamento possa essere modificato perché ferisce i magistrati, che sono i primi a rifiutare questa logica", ha continuato Parodi spiegando che il governo ha risposto che "la politica sente di essere attaccata in qualche misura.

Io ho risposto che i magistrati possono sbagliare, accettiamo le critiche ma siamo profondamente feriti e avviliti quando queste critiche non hanno per oggetto i nostri provvedimenti ma la nostra posizione ideologica che avrebbe, secondo la politica, condizionato le nostre scelte".  "Unica speranza da questo incontro – ha detto quindi Parodi – è che ci possa essere almeno uno spiraglio sotto questo profilo, recuperare un reciproco rispetto che gioverebbe al Paese". L'Anm proseguirà quindi la mobilitazione "cercando la gente, i corpi intermedi, interlocutori, cercando di far capire; tanti pensano che siamo qui per difendere interessi corporativi, la casta e i privilegi se non battiamo queste convinzioni la partita è persa".  "Ci saranno manifestazioni di varia natura, dibattiti, interventi sui social, in tv, sui giornali, opuscoli incontri con la gente ossia quello che si può fare in una democrazia per far valere le proprie idee", ha continuato. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

ForumTech 2025, fotovoltaico e competenze chiavi della transizione

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(Adnkronos) – Il ForumTech 2025, evento di riferimento per l’innovazione nel settore fotovoltaico organizzato da Italia Solare nel giorno di apertura di Key, ha messo in evidenza i trend di crescita dell’industria solare e le sfide legate alle competenze professionali necessarie per supportare questa transizione.  Nel suo intervento, Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare, ha delineato l’evoluzione del mercato fotovoltaico globale, sottolineando che la potenza cumulata installata nel mondo ha raggiunto i 2,2 TW, con un incremento straordinario negli ultimi quattro anni (72% sul totale).  Nel 2024, sono stati connessi 593 GW di nuova capacità fotovoltaica, con la Cina che ha mantenuto la leadership globale (267 GW), seguita da Europa (65,5 GW) e Usa (46 GW).Parallelamente i prezzi dei moduli negli ultimi 5 anni, hanno dapprima visto un incremento del 52% a causa dei problemi legati alla disponibilità di materie prime e della logistica (Canale di Suez) per poi calare del 71% dalla fine del 2022 a fine 2024.

A livello europeo le previsioni di crescita del mercato fotovoltaico si attestano a 70 GW per il 2025, per arrivare a 81 nel 2028, secondo le stime di Solar Power Europe.  In Italia, la crescita del fotovoltaico continua con 37 GW di capacità installata, di cui quasi 7 GW solo nel 2024, segnando un incremento del 30% rispetto all’anno precedente.Per il 2025, le previsioni indicano nuove installazioni comprese tra 6 e 8 GW, con una forte spinta da parte del segmento commerciale e industriale (C&I) e degli impianti utility-scale.

Il mercato residenziale, invece, è tornato ai livelli pre-Superbonus, mentre cresce l’adozione di sistemi di accumulo, fondamentali per la stabilizzazione della rete.  Il presidente di Italia Solare ha inoltre evidenziato la necessità di rafforzare la filiera produttiva europea per ridurre la dipendenza dall’Asia, attraverso politiche industriali mirate e un maggiore sviluppo della capacità produttiva locale per moduli, inverter e sistemi di accumulo.  Accanto alle tematiche tecnologiche, Joele Gallesi, Managing Director di Hunters Group, ha affrontato il tema del fabbisogno di competenze nel settore.L’analisi delle ricerche di personale nel fotovoltaico mostra una domanda crescente di figure con esperienza nelle rinnovabili, in particolare progettisti, project manager e responsabili O&M/asset management.

Il settore si sta evolvendo con un’attenzione sempre maggiore alla centralità delle persone in azienda, alla gestione intergenerazionale e all’adozione di strumenti di intelligenza artificiale per l’ottimizzazione dei processi di selezione e gestione del personale.Durante il ForumTech è emerso come la transizione energetica passa non solo attraverso l’innovazione tecnologica, ma anche attraverso lo sviluppo di competenze adeguate per sostenere la crescita del settore fotovoltaico. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

I Tre Moschettieri – Opera pop arriva a Roma: cast, date e biglietti

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(Adnkronos) – Arriva a Roma, dal 5 al 16 marzo al Teatro Brancaccio, 'I Tre Moschettieri – Opera Pop', la nuova versione musicale italiana del più celebre romanzo di Alexandre Dumas prodotta da Stefano Francioni e dal Teatro Stabile d’Abruzzo, (di cui è direttore artistico Giorgio Pasotti).  Un’occasione unica per vivere, in un live sorprendente, una storia senza tempo dove i tre protagonisti portano in scena tutta la potenza del loro legame. “Tutti per uno, uno per tutti!”, il motto simbolo di un’amicizia incorruttibile, si rinnova in questo spettacolo in cui musica, prosa e danza si intrecciano in un racconto coinvolgente ed emozionante con Gio’ Di Tonno, Vittorio Matteucci, Graziano Galatone nei ruoli di Athos, Porthos e Aramis e il tocco innovativo ed elegante di Giuliano Peparini al quale sono affidate la Direzione Artistica e la Regia.  Le Coreografie sono curate da Veronica Peparini e Andreas Müller, la preparazione dei duelli è del Maestro d’Armi Renzo Musumeci Greco, i Testi sono scritti da Alessandro Di Zio e le Musiche composte da Gio’ Di Tonno, gli arrangiamenti sono di Giò Di Tonno e Giancarlo Di Maria che ha curato anche le orchestrazioni. Giuliano Peparini racconta il suo intento artistico: “Se devo affrontare un argomento storico o mettere in scena la vita di personaggi la cui azione si svolge in un'epoca passata, penso sempre a come farla risuonare nella nostra epoca e a come potrebbe raggiungere il pubblico di oggi. È il caso di Alexandre Dumas, autore e romanziere la cui forza supera il passare del tempo.L'amicizia, le differenze tra classi sociali, l'onore, la vendetta, i segreti e la seduzione sono al centro del romanzo “I Tre Moschettieri” e sono temi ancora attuali nel XXI secolo.

Ciò che personalmente mi colpisce dei personaggi di Dumas è il loro modo di crescere ed evolvere continuamente di fronte agli eventi che affrontano.In particolare, un giovane come D'Artagnan che cerca di trovare la sua identità e un posto nel mondo, è di grande attualità per i nostri giovani, una generazione che mette fortemente in discussione i suoi riferimenti e modelli.” Giò Di Tonno racconta così il progetto che lo vede coinvolto su diversi fronti: “Considero I Tre Moschettieri l’inizio di una nuova vita artistica che mi vedrà sempre più impegnato come compositore.

Ho messo tutto me stesso in questo progetto che finalmente vede la luce.Sono felice di portare in scena la storia di amicizia più celebre della letteratura, e di farlo proprio con alcuni amici veri, a cominciare da Vittorio Matteucci e Graziano Galatone con cui ho già condiviso tante avventure, Alessandro Di Zio, autore dei testi, a Renzo Musumeci Greco maestro d’armi e di vita, per finire con un nuovo amico, Giuliano Peparini, col quale sono onorato di lavorare.

E ora “In guardia!” I Tre Moschettieri sta per cominciare…e vi sorprenderà!” Il trionfo dell’amicizia, ma anche il trionfo del potere e dell’ambizione in questa storia senza tempo dove “buoni” e “cattivi” combattono una lotta quasi archetipica mettendo al centro valori quali onore, fedeltà, onestà, troppo spesso messi in crisi dal mito dell’uomo contemporaneo e che i tre moschettieri portano fieri sulla punta delle loro spade.

Accanto all’amicizia trova spazio anche l’amore, motore di ogni azione che qui si sublima nell’incontro tra D’Artagnan e Costanza, un amore che verrà spezzato dalla sete di vendetta dell'altra protagonista femminile, la perfida Milady.Il finale, come tutti i finali, riporterà l’equilibrio, ma lo spettatore andrà via con l’amaro in bocca.

Chissà, forse perchè i “buoni” sono a un tratto diventati “cattivi”?Oppure perché è proprio la morte l’unico mistero che neanche l’uomo contemporaneo è riuscito a svelare.

L’unico mistero che ci rende microscopici e vulnerabili —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Torna a Lecce ‘Innamòrati di te’, progetto itinerante di Codere Italia contro la violenza su donne

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(Adnkronos) – La prima tappa dell’anno con “Innamòrati di Te”, il progetto itinerante ideato e organizzato da Codere Italia, multinazionale di riferimento nel settore del gioco legale, è a Lecce.Un nuovo incontro, si legge in una nota, per parlare di contrasto alla violenza di genere in compagnia di esponenti dell’amministrazione locale, forze dell’ordine, esperti del settore e associazioni che operano sul territorio.

La diciassettesima edizione, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni locali, è ospitata nella Sala Open Space di Palazzo Carafa in piazza Sant’Oronzo, con il patrocinio del Comune di Lecce, della Consigliera di Parità della Provincia di Lecce, degli Stati Generali delle Donne e dell’Associazione Donne Insieme-Centro Antiviolenza Renata Fonte. Un coinvolgimento istituzionale importante anche per comunicare che la città entrerà nella rete nazionale “Città delle Donne”.Un titolo che testimonia l’impegno dell’amministrazione locale ad agire in modo concreto per eliminare ogni forma di discriminazione e costruire politiche efficaci per il contrasto alle violenze.

Una rete nata nel 2019 dal progetto degli Stati Generali delle Donne, con l'idea di unire grandi città e piccoli paesi per creare un’identità sociale comune.Il fenomeno della violenza di genere è ancora di grande attualità.

Gli ultimi dati disponibili del ministero dell’Interno evidenziano che nel 2024 si sono registrati 113 omicidi con vittime di sesso femminile.Dal 1° al 31 gennaio 2025 se ne sono contati già 3.

Il confronto con lo stesso periodo del 2024, in cui se ne sono registrati 9, mostra però un decremento.  “Lo strumento più efficace da esercitare nei confronti della violenza di genere è sicuramente la prevenzione, declinata nelle sue forme della formazione, dell’informazione e della sensibilizzazione – dice Rosalba Cotardo, Primo Dirigente Polizia di Stato-Dirigente della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale – Una prevenzione che va esercitata 'in rete', attraverso un approccio multidisciplinare e multi-attoriale (forze dell’ordine, centri antiviolenza, centri di ascolto per uomini maltrattanti, scuola).Proprio in questo ambito si colloca il ruolo del Questore tramite l’esercizio dei poteri connessi all’emanazione di misure di prevenzione come l’ammonimento, uno strumento normativo che consiste nell’intimazione all’autore delle condotte di atti persecutori o di condotte sintomatiche di violenza domestica, ad astenersi dal commettere ulteriori atti di molestia, minaccia, violenza o intrusione nella vita altrui.

Inoltre, il destinatario del provvedimento viene invitato a recarsi presso centri specializzati presenti sul territorio per partecipare a un percorso sulla consapevolezza del disvalore sociale e penale delle sue condotte”.  Un ruolo di primo piano nel contrasto alla violenza di genere lo gioca anche l’Arma dei Carabinieri. “Tra le molte iniziative promosse – sottolinea Gianluigi Carriero, comandante della Compagnia Carabinieri di Lecce – desidero menzionare che l’Arma ha ormai da anni istituito, presso il Reparto Analisi Criminologiche (Rac) del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (Racis), una Sezione denominata ‘Atti persecutori’ che svolge le proprie attività in sinergia con la Sezione 'Psicologia Investigativa', che si occupa di fornire supporto alle indagini di polizia giudiziaria mediante la realizzazione di profili criminologici, suggerimenti investigativi e analisi dei fatti delittuosi, e la Sezione 'Analisi', che si occupa di ricercare elementi di connessione tra fatti delittuosi, riconducibili alla stessa tipologia di reato o a fattispecie comunque correlate (es.omicidio e violenza sessuale), utilizzando specifiche professionalità e tecnologie informatiche. – continua – La Sezione Atti Persecutori provvede a sviluppare studi e ricerche di settore rivolti all’approfondimento del fenomeno e all’aggiornamento delle strategie di prevenzione e contrasto agli atti persecutori, riconducibili a condotte di stalking, anche attraverso collaborazioni con la comunità scientifica ed avvalendosi di uno specifico archivio per l’analisi statistica dei dati.

Inoltre, una parte dell’attività è rivolta alla formazione e all’addestramento, sulla specifica tematica, del personale dell’Arma dei Carabinieri”. È bene ricordare che all’indomani del tragico omicidio di Giulia Cecchettin è stato adottato anche il cosiddetto Secondo Codice Rosso (legge n. 168/2023) al fine di potenziare il sistema di protezione. “In tale quadro, la forte azione di repressione attuata dalle Forze dell’Ordine, coordinate da una magistratura particolarmente attenta al tema, è sicuramente imprescindibile, ma non sufficiente – spiega Guendalina Federico, Vice Capo di Gabinetto della Prefettura di Lecce – .Conseguentemente, si è affermata la necessità di potenziare gli strumenti di prevenzione del fenomeno, di stretta competenza della Prefettura e delle Forze di Polizia, nell’ottica di anticipare la soglia di tutela delle vittime.

Si è così assistito ad un aumento esponenziale delle denunce concernenti i reati rientranti nel Codice Rosso, soprattutto maltrattamenti in famiglia e atti persecutori, esitate, per ciò che concerne le competenze dell’istituzione prefettizia, in 580 dispositivi di vigilanza generica radiocollegata, attualmente attivi nella provincia di Lecce.La Prefettura, nella prospettiva di favorire la massima inclusione sociale, assicura a tutti gli attori della Rete territoriale antiviolenza la massima disponibilità a promuovere e veicolare iniziative di prevenzione e di contrasto ad ogni forma di violenza e di promozione del principio costituzionale di uguaglianza anche nei rapporti tra donne e uomini”.  Progressi significativi sono stati compiuti a livello legislativo e sociale per giungere alla parità di genere, ma sono ancora molti gli ostacoli da superare per ridurre il numero delle donne a rischio povertà, esclusione sociale, violenza, disparità salariale e leadership. “Bisogna puntare su azioni di cooperazione che favoriscano la riduzione delle simmetrie di genere e permettano la valorizzazione di tutte le diversità legate all’età, cultura, abilità e che sono in linea con il Goal 5 dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite, – chiarisce Fiammetta Perrone, Past Presidente Nazionale Fidapa Bpw Italy. – L’inclusione finanziaria è uno degli strumenti principali per ridurre la diseguaglianza di genere in particolare nel sistema economico e sociale. È chiaro come la parità di genere passi anche attraverso l’indipendenza economica, e come per questa sia essenziale una maggiore e più qualificata partecipazione delle donne al sistema economico.

Come Fidapa Bpw Italy abbiamo avviato da tre anni il Progetto 'Conta sul futuro', un’alleanza educativa tra Fidapa Bpw Italy e Junior Achieverent Italia (JaItalia) rivolto ai ragazzi/ragazze dagli 11 anni ai 14 anni: un laboratorio di apprendimento e di orientamento verso le materie stem attraverso un dialogo intergenerazionale tra socie leader nei campi scientifici e finanziari, gli alunni/alunne, i docenti e il team di formazione”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eleonora Giorgi, Andrea Rizzoli: “Mamma mi ha insegnato cosa vuol dire essere forti”

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(Adnkronos) – "Mamma in un anno mi ha insegnato cosa vuol dire essere forti.E non solo a me, credo lo abbia insegnato a tutti".

Queste le parole Andrea Rizzoli, figlio di Eleonora Giorgi, entrando nella Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo per assistere al
funerale

della mamma scomparsa lunedì all’età di 71 anni.  "Mamma – ha aggiunto Andrea, figlio del primo matrimonio dell’attrice con Angelo Rizzoli – pensava che la memoria e i ricordi passassero attraverso gli oggetti.Io non penso che il ricordo passi dagli oggetti, ma conserverò sicuramente qualcosa di lei.

Un foulard, una spilla.Piccole cose di grande valore affettivo, perché le cose, secondo me, passano ma i sentimenti restano". Il feretro ha fatto il suo ingresso in Piazza del Popolo tra applausi commossi ed è poi entrato in chiesa preceduto da decine di corone di fiori, sulle note di ‘Wish you were here’ dei Pink Floyd, come disposto dalla stessa Giorgi. Al termine del funerale, Andrea Rizzoli ha ricordato: "Per me e Paolo sapere che lei aveva un cancro è stato abbastanza scioccante”, ma “la sua speranza è stata da subito non quella di guarire ma quella di aiutare gli altri”. “Ad Eleonora Giorgi non serviva visibilità.

Quando siamo andati a fare la prima Pet, davanti a noi c’era un bambino di sei anni e ci siamo chiesti se avesse lo stesso male.Non lo sapevamo, ma lei da quel momento ha deciso di raccontarlo, facendo vedere che era possibile vivere gli ultimi anni della sua vita con il sorriso”, ha aggiunto.  “A me e a Paolo è stato detto che siamo forti – ha proseguito Andrea – No, io e Paolo siamo stati trascinati da Eleonora e dalla sua forza, dalla sua determinazione di voler lasciare il segno.

E quando vedo gli occhi di voi che ci guardate capisco che lei ce l’ha fatta e questo segno l’ha lasciato”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Un muro anti migranti tra Turchia e Grecia, l’annuncio delle autorità di Ankara

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(Adnkronos) – Un muro anti migranti tra Turchia e Grecia.A volerlo sono le autorità turche.

Il governatore della provincia di Edirne, nella Turchia nordoccidentale, al confine con Grecia e Bulgaria, ha annunciato il piano turco che prevede, in un primo tempo, la realizzazione di 8,5 chilometri di barriera sul confine occidentale turco. "La barriera impedirà ai migranti di raggiungere i Paesi dell'Unione Europea", scrive il giornale turco Sabah, che dà notizia delle dichiarazioni arrivate dal governatore Yunus Sezer.  "Per la prima volta quest'anno adotteremo misure di sicurezza fisica lungo il nostro confine occidentale", ha detto Sezer ai giornalisti.E non ha escluso la realizzazione di altri tratti di muro lungo la frontiera di circa 200 chilometri, quasi del tutto 'segnata' dal corso del fiume Meric (Evros, per i greci). "Inizieremo dal confine con la Grecia e da lì, se Dio vorrà, continueremo in futuro a seconda della situazione", ha affermato, rivendicando l'impegno di Ankara nel contrasto all'immigrazione irregolare.

Secondo i dati del ministero degli Interni turco, dal 2020 nel Paese sono stati fermati più di un milione di migranti irregolari, per lo più afghani e siriani.In passato la Turchia ha annunciato la costruzione di muri ai confini con Iran e Siria. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, l’omelia: “La fragilità ci richiama il dramma della morte”

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(Adnkronos) – Papa Francesco parla della fragilità umana nell'omelia di oggi, mercoledì 5 marzo, per i riti del mercoledì delle ceneri all'Aventino.Il testo è stato letto dal cardinale Angelo De Donatis che presiede al suo posto dal momento che Bergoglio è ricoverato al Gemelli dal 14 febbraio. "La condizione di fragilità ci richiama il dramma della morte – si legge nell'omelia -, che nelle nostre società dell'apparenza proviamo a esorcizzare in molti modi e a emarginare perfino dai nostri linguaggi, ma che si impone come una realtà con la quale dobbiamo fare i conti, segno della precarietà e fugacità della nostra vita". "Le sacre ceneri, questa sera, verranno sparse sul nostro capo.

Esse ravvivano in noi la memoria di ciò che siamo, ma anche la speranza di ciò che saremo.Ci ricordano che siamo polvere, ma ci incamminano verso la speranza a cui siamo chiamati, perché Gesù è disceso nella polvere della terra e, con la sua Risurrezione, ci trascina con sé nel cuore del Padre.

Così si snoda il cammino della Quaresima verso la Pasqua, tra la memoria della nostra fragilità e la speranza che, alla fine della strada, ad attenderci ci sarà il Risorto", ha scritto il Pontefice. Fare memoria, l'invito del Papa: "Riceviamo le ceneri chinando il capo verso il basso, come per guardare a noi stessi, per guardarci dentro.Le ceneri, infatti, ci aiutano a fare memoria della fragilità e della pochezza della nostra vita: siamo polvere, dalla polvere siamo stati creati e in polvere ritorneremo.

E sono tanti i momenti in cui, guardando la nostra vita personale o la realtà che ci circonda, ci accorgiamo che 'è solo un soffio ogni uomo che vive come un soffio si affanna, accumula e non sa chi raccolga'.Ce lo insegna soprattutto l'esperienza della fragilità, che sperimentiamo nelle nostre stanchezze, nelle debolezze con cui dobbiamo fare i conti, nelle paure che ci abitano, nei fallimenti che ci bruciano dentro, nella caducità dei nostri sogni, nel constatare come siano effimere le cose che possediamo.  Bergoglio, nell'omelia, parla della fragilità che quotidianamente sperimentiamo: "Fatti di cenere e di terra, tocchiamo con mano la fragilità nell'esperienza della malattia, nella povertà, nella sofferenza che a volte piomba improvvisa su di noi e sulle nostre famiglie.

E, ancora, ci accorgiamo di essere fragili quando ci scopriamo esposti, nella vita sociale e politica del nostro tempo, alle 'polveri sottili' che inquinano il mondo: la contrapposizione ideologica, la logica della prevaricazione, il ritorno di vecchie ideologie identitarie che teorizzano l'esclusione degli altri, lo sfruttamento delle risorse della terra, la violenza in tutte le sue forme e la guerra tra i popoli.Sono tutte 'polveri tossiche' che offuscano l'aria del nostro pianeta, impediscono la convivenza pacifica, mentre ogni giorno crescono dentro di noi l'incertezza e la paura del futuro". 
La condizione di fragilità, sottolinea il Papa nell'omelia letta da De Donatis, "ci richiama il dramma della morte, che nelle nostre società dell’apparenza proviamo a esorcizzare in molti modi e a emarginare perfino dai nostri linguaggi, ma che si impone come una realtà con la quale dobbiamo fare i conti, segno della precarietà e fugacità della nostra vita.

Così, nonostante le maschere che indossiamo e gli artifizi spesso creati ad arte per distrarci, le ceneri ci ricordano chi siamo.Questo ci fa bene.

Ci ridimensiona, spunta le asprezze dei nostri narcisismi, ci riporta alla realtà, ci rende più umili e disponibili gli uni verso gli altri: nessuno di noi è Dio, siamo tutti in cammino.La Quaresima, però, è anche un invito a ravvivare in noi la speranza.

Se riceviamo le ceneri col capo chino per ritornare alla memoria di ciò che siamo, il tempo quaresimale non vuole lasciarci a testa bassa ma, anzi, ci esorta a sollevare il capo verso Colui che dagli abissi della morte risorge, trascinando anche noi dalla cenere del peccato e della morte alla gloria della vita eterna". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alleanza Assicurazioni, Ghinfanti: “Competenze finanziarie italiani insufficienti”

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(Adnkronos) – “L’Edufin Index è un osservatorio annuale, che conduciamo come Alleanza Assicurazioni con la collaborazione di Sda Bocconi, che ci dà il polso della situazione sul livello di competenze finanziarie ed assicurative degli italiani.I dati del 2024, stabili rispetto al 2023, mostrano che quello degli italiani è un livello di conoscenza insufficiente, è infatti pari a 56 in una scala da 1 a 100, dove quindi la sufficienza è 60.

Gli italiani non hanno dunque superato l'esame di cultura finanziaria e assicurativa”. È quanto riferito all’Adnkronos da Claudia Ghinfanti, responsabile Marketing e Comunicazione di Alleanza Assicurazioni, Gruppo Generali, in occasione dell’evento, organizzato a Palazzo Marino a Milano, ‘Donne, autonomia finanziaria e autodeterminazione: un binomio necessario’. “La cosa che ancor più ci preoccupa, oltre al fatto che abbiamo un problema di sistema Paese che deve crescere da questo punto di vista, è la presenza di gap rilevanti – prosegue Ghinfanti – un gender gap, dove vediamo che le donne sono meno preparate rispetto agli uomini di cinque punti, e un generational gap, dove i giovani fino ai venticinquenni sono sotto di sette punti rispetto ai cinquantenni”.  Entrando nella sfera femminile, la responsabile Marketing e Comunicazione di Alleanza Assicurazioni spiega: “Le motivazioni principali di questo gender gap sono legate innanzitutto ad una maggior fragilità finanziaria delle donne, che notoriamente hanno un tasso di occupazione più basso e che, anche quando lavorano, vengono pagate di meno.Avere un reddito mediamente inferiore significa avere anche meno opportunità di investire e di risparmiare, e quindi di cimentarsi con le tematiche finanziarie”.

A questo si aggiungono temi culturali, “le donne spesso non parlano di soldi, considerati un grande tabù – aggiunge Ghinfanti – e non hanno tempo da dedicare alla formazione finanziaria.Questa mancanza di tempo è dovuta al fatto che in media, secondo i dati Ipsos del 2023, le donne in Italia dedicano cinque ore al giorno alle attività di cura domestica e familiare, contro le 2 ore scarse degli uomini”. Diversa la situazione tra le donne single e quelle che vivono in uno status familiare, come evidenzia l’edizione 2024 dell’osservatorio: “Secondo l’Edufin Index, le donne single hanno un livello di autonomia decisionale e un peso decisionale e finanziario importante.

Quando si guarda invece alle donne in uno status familiare o di coppia, a prescindere che lavorino o meno e che guadagnino quanto il marito, meno o di più, emerge un gap importante, pari a dodici punti a sfavore delle donne, in termini di peso decisionale di fronte alle scelte finanziarie”. “Questa situazione – prosegue – richiede un intervento, che deve partire appunto dalle donne e dai giovani.Le aree d’azione sono tante, prima fra tutte c'è la sensibilizzazione del mondo femminile, perché una maggior attenzione a queste tematiche implica una maggior autonomia finanziaria, un maggior empowerment femminile e quindi una maggiore equità sociale. È per questo che Alleanza Assicurazioni ha messo in campo non solo approfondimenti quantitativi come il nostro osservatorio ma anche azioni concrete, prima fra tutte il tour dell'educazione finanziaria femminile”. Nel 2024 il tour di Alleanza Assicurazioni ha previsto sette tappe, “per l’edizione 2025 le tappe raddoppiano, toccheranno le più grandi città italiane – spiega Ghinfanti – e si comporranno di due momenti.

Il primo è un evento che si svolge al mattino nelle scuole, in collaborazione con Feduf – Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio, dove parleremo di risparmio e concetti finanziari basici ai bambini, anche delle elementari, per sensibilizzare i giovani e le famiglie.Il secondo evento di ogni tappa è il ‘Rituale di benessere finanziario’ dedicato alle donne, affinchè queste rompano il tabù e parlino tra loro di denaro, si confrontino sulle proprie esperienze, sulle eventuali paure e sugli ambiti in cui sentono di voler conoscere e sapere di più”. Un’altra importante iniziativa lanciata da Alleanza Assicurazioni è la rubrica ‘Donne che parlano alle donne’, che trova spazio su magazine e stazioni radio: “Con ‘Donne che parlano alle donne’, le nostre consulenti assicurative e finanziarie, sono 4000 quelle presenti in Alleanza Assicurazioni, possono rispondere alle domande delle lettrici e delle ascoltatrici, aiutandole ad ampliare le proprie conoscenze e competenze in questo ambito.

Crediamo – conclude Ghinfanti – che questo forte impegno possa dare un contributo nella giusta direzione”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, Israele accusa “Hamas respinge estensione tregua e si riarma”

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(Adnkronos) – Hamas "ha respinto la proposta dell'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff di estendere il cessate il fuoco temporaneo" a Gaza "durante il Ramadan e la Pasqua''.Così il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar su 'X', riferendo di un suo colloquio con il ministro degli Esteri britannico David Lammy. ''Israele ha accettato la proposta di Witkoff a condizione che Hamas rilasci gli ostaggi'', ha sottolineato Sa'ar, mentre ''Hamas ha respinto l'offerta''. ''Durante la fase uno di 42 giorni, 25mila camion di aiuti sono entrati a Gaza: metà del bilancio di Hamas a Gaza proviene da questi camion!

Hamas sta ripristinando le sue capacità militari e reclutando nuovi, giovani terroristi.Questo non può continuare!'', ha aggiunto Sa'ar. Intanto sarebbero in corso colloqui diretti tra l'amministrazione Trump e Hamas sul rilascio degli ostaggi americani ancora detenuti a Gaza e sulla possibilità di un più ampio accordo per mettere fine alla guerra, hanno rivelato ad Axios due fonti direttamente al corrente delle discussioni, secondo cui gli incontri, senza precedenti, tra l'inviato presidenziale americano per la questione degli ostaggi, Adam Boehler, e il gruppo palestinese sono avvenuti nelle ultime settimane a Doha, in Qatar.

Dei 5 ostaggi che sarebbero ancora detenuti nella Striscia, si ritiene che solo uno, il 21enne Edan Alexander, sia ancora in vita. Secondo Axios, l'amministrazione Trump si è consultata con Israele sulla possibilità di avviare colloqui con Hamas, ma Israele avrebbe appreso del contenuto dei colloqui attraverso altri canali.Nessun accordo sarebbe stato ancora raggiunto. Netanyahu: "Israele raggiungerà obiettivi e otterrà vittoria"  Israele è in ogni caso ''determinato a raggiungere pienamente gli obiettivi della guerra'' e a "ottenere la vittoria'' sull'Iran e i suoi alleati, ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nella cerimonia di giuramento del nuovo capo di Stato maggiore delle Idf, le Forze di sicurezza israeliane, il generale Eyal Zamir.

Come basi per garantire la sicurezza di Israele, Netanyahu ha citato ''una mentalità di attacco, una forza schiacciante, perseveranza, sicurezza e un senso di rettitudine''. ''La missione contro Hamas non è ancora terminata'', ha quindi dichiarato il generale Zamir durante la cerimonia. "Il compito che mi viene assegnato oggi è chiaro: guidare le Idf alla vittoria", ha affermato Zamir.Rivolgendosi alle famiglie degli ostaggi ancora nella Striscia di Gaza, il generale ha sottolineato che "i vostri cari sono davanti ai miei occhi.

Il nostro dovere morale è chiaro: riportare tutti a casa, in qualsiasi modo possibile e il più rapidamente possibile".   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

David Rossi, Carolina Orlandi: “Fu picchiato, inaccettabile che non si indaghi”

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(Adnkronos) – "Chiediamo che una procura si prenda la responsabilità di aprire un fascicolo anche solo per spiegarci chi ha picchiato David (prima della sua morte, ndr).E' inaccettabile che non sia stato aperto nessun fascicolo su una cosa ormai palese a tutti ossia che David è stato picchiato".

Lo afferma all'Adnkronos Carolina Orlandi, figlia della vedova di David Rossi, che insieme alla madre porta avanti da ormai 12 anni una battaglia per chiedere verità e giustizia sulla morte dell'ex capo della Comunicazione di Mps, deceduto dopo essere precipitato da una finestra della banca il 6 marzo 2013.La vedova, Antonella Tognazzi, e sua figlia Carolina, che non hanno mai creduto alla tesi del suicidio, chiedono da tempo di fare luce su quelle ferite trovate sul corpo e ritenute non compatibili con la caduta.  "Siamo in attesa che la Commissione svolga tutti gli approfondimenti che deve.

Ha messo nero su bianco che vanno approfonditi degli aspetti e siamo molto felici che i membri della Commissione visitino i luoghi dove è accaduto il fatto: è fondamentale vederli con i propri occhi – sottolinea Carolina Orlandi in vista del sopralluogo della Commissione a Siena – Soltanto andando nel vicolo (dove il corpo di David Rossi fu ritrovato, ndr) ci si può rendere conto di tante cose, del fatto che le persone che si vedono in un video alla fine del vicolo non potevano non vedere il corpo di David in quella posizione.Noi sosteniamo che quel vicolo, quella sera, fosse chiuso da un'auto parcheggiata all'ingresso in modo tale che i passanti non potessero vedere".  "I nostri avvocati Alessandro Frangiamore e Carmelo Miceli stanno facendo un lavoro straordinario di ricerca e ricostruzione e siamo in attesa del lavoro della Commissione", continua Carolina Orlandi che sul fronte delle indagini non si arrende: "Chiediamo che una procura si prenda la responsabilità di aprire un fascicolo anche solo per spiegarci chi ha picchiato David (prima della sua morte, ndr).

E' inaccettabile che non sia stato aperto nessun fascicolo su una cosa ormai palese a tutti ossia che David è stato picchiato".A ormai 12 anni da quella sera la figlia della vedova conclude: "Sono passati tantissimi anni e non avremmo mai immaginato di dover intraprendere una battaglia che non sarebbe mai dovuta iniziare se le indagini fossero state fatte bene, cosa che non è accaduta, e se chi sapeva avesse parlato". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malattie rare, partnership Aisla-Regione Calabria per formazione ‘Familiar-mente’

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(Adnkronos) – I nuovi assistenti familiari formati nell'ambito del progetto 'Familiar-mente, il valore della cura', frutto della collaborazione tra Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica) e Regione Calabria, hanno ricevuto gli attestati oggi, nel corso di una cerimonia ufficiale presso la Cittadella regionale 'Jole Santelli'.Il progetto si conferma come un modello virtuoso di co-progettazione nel settore socio-sanitario, capace di rispondere efficacemente ai bisogni emergenti della popolazione e dei pazienti con sclerosi laterale amiotrofica (Sla) e altre patologie neurologiche complesse. "Questo progetto – afferma Caterina Capponi, assessore alle Politiche sociali della Regione Calabria – rappresenta un esempio concreto di come la sinergia tra istituzioni e Terzo settore possa tradursi in opportunità reali per i cittadini e il territorio.

Formare assistenti familiari qualificati significa investire in un welfare che risponde alle esigenze delle famiglie e dei pazienti con Sla".Aisla è da oltre 40 anni punto di riferimento per la comunità Sla in Italia. "Formare assistenti familiari – sottolinea Francesca Genovese, presidente Aisla Reggio Calabria – significa garantire cure qualificate e dignità ai pazienti, offrendo un supporto concreto alle loro famiglie". Nel marzo dello scorso anno, il corso di formazione per assistenti familiari è stato lanciato con lo slogan 'Specializzati in altruismo, il lavoro più bello che ci sia', sottolineando l'importanza di una preparazione qualificata per rispondere alle esigenze dell'assistenza domiciliare a persone non autosufficienti e con patologie complesse.

La co-progettazione tra Regione Calabria e Aisla ha dato vita a un'iniziativa che, coinvolgendo il Terzo settore, affronta le difficoltà nell'accesso a operatori qualificati per l'assistenza a persone con Sla.Un concetto ribadito durante la tavola rotonda moderata da Mario Gatto, funzionario regionale, dove i dirigenti Saveria Cristiano e Cosimo Cuomo del Dipartimento Salute e Welfare, Regione Calabria hanno sottolineato: "Questo progetto risponde ai bisogni del territorio e valorizza le competenze del Terzo Settore, essenziale per intercettare e rispondere alle necessità specifiche della popolazione". Il corso, suddiviso in 72 ore di formazione teorica, ha trattato temi cruciali come bioetica, comunicazione non verbale, gestione delle problematiche respiratorie, nutrizione domiciliare enterale, supporto psicologico e cure palliative.

I docenti, tra cui esperti dei Centri clinici Nemo come Amelia Conte, neurologa; Michela Coccia, fisiatra; Elisa Giove, specialista in comunicazione non verbale; Elisabetta Roma, pneumologa, e Michela Mazzacani, infermiera nurse coach, hanno fornito una preparazione multidisciplinare.A sorpresa, i professionisti hanno realizzato un video-messaggio per i discenti, sottolineando l'importanza di concetti chiave come 'ascolto', 'personalizzazione' e 'squadra', valori fondamentali nell'assistenza domiciliare ad alta intensità. "Il progetto – osservano Nocera e Mancuso – ha dimostrato un impegno concreto verso un welfare più equo e inclusivo, attraverso una selezione partecipata dei destinatari e un coinvolgimento attivo delle famiglie.

La cultura della cura e della relazione sono i principi fondamentali dell'articolo 55 del Codice del Terzo settore".I discenti hanno completato il loro percorso formativo con esperienze pratiche fondamentali.

I tirocini residenziali si sono svolti presso la clinica S.Vitaliano a Catanzaro, mentre i tirocini domiciliari sono stati attivati in collaborazione con i provider Home Medicine, Vivisol e l'Asp di Reggio Calabria, coinvolgendo 11 famiglie.

Questi tirocini hanno reso concreta l'esperienza dell’assistenza domiciliare per pazienti ad alta complessità. "Il lavoro di cura non è solo un servizio: è un atto di responsabilità collettiva, un ponte tra fragilità e dignità – conclude Stefania Bastianello, direttore tecnico Aisla – Investire nella formazione degli assistenti familiari non è solo una necessità etica, ma una necessità per un futuro realmente accessibile e inclusivo".La collaborazione tra Aisla e Regione Calabria si conferma quindi un esempio di impegno sociale e innovazione, capace di costruire un welfare partecipato, fondato sulla professionalità e sull'umanità nella cura.

Per maggiori informazioni: centroascolto@aisla.it. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pichetto: “Da Key voglia di innovare e scommettere sulla transizione”

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(Adnkronos) – Key 2025 apre i battenti e subito mette in mostra "la vivacità, la voglia di innovare e di scommettere sulla transizione come motore di crescita”, per usare le parole del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto.  Da oggi, e fino a venerdì 7 marzo, la Fiera di Rimini ospita infatti Key – The Energy Transition Expo, l’evento di Ieg (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e nel bacino del Mediterraneo, dedicato al futuro dell’energia.  Fra i padiglioni, più di 1.000 espositori (il 20% in più rispetto al 2024), di cui oltre il 30% internazionali.Grazie al supporto del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci) e dell’Agenzia Ice, alla collaborazione con le più importanti Associazioni del settore e a una rete di agenti diffusa capillarmente in tutto il mondo, in fiera sono presenti circa 350 hosted buyer e delegazioni provenienti da più di 50 Paesi, con Nord Africa, Medio Oriente, Balcani ed Est Europa che costituiscono le aree più rappresentate. Questa mattina, sotto la Cupola Lorenzo Cagnoni, nella Hall Sud, sì è tenuta l’Opening Ceremony, col ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto.

Dopo i saluti di Maurizio Ermeti, presidente di Italian Exhibition Group, sono intervenuti Michele De Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, Anna Montini, assessora alla Transizione Ecologica (Ambiente, Sviluppo Sostenibile, Pianificazione e Cura del Verde Pubblico), Blu Economy, Statistica del Comune di Rimini e Paolo Arrigoni, presidente Gse.  Aprendo la manifestazione, il presidente di Ieg Maurizio Ermeti ha descritto uno scenario globale “nel quale il World Energy Outlook ci ricorda che entro il 2030 le rinnovabili e le fonti non fossili saranno destinate a generare più della metà dell’elettricità mondiale.Il nostro Paese si dimostra virtuoso, perché già nel 2024 le rinnovabili hanno raggiunto il 41,2% del fabbisogno nazionale e si avviano a centrare l’obiettivo 2030 del Piano Nazionale Integrato per l’energia e il Clima, che fissa l’obiettivo intorno al 60%.

Per un paese virtuoso c’è bisogno di una fiera virtuosa e Key è esattamente quella fiera, che esalta un settore strategico con ripercussioni straordinarie sull’economia e la competitività.Ciò che rende unica questa manifestazione è il suo approccio, che non si concentra su una singola tecnologia o settore, ma affronta in modo integrato ed a 360° il tema della transizione ed efficienza energetica, puntando molto sull’internazionalizzazione, uno dei grandi obiettivi di Ieg.

Tanto che oggi, mentre inauguriamo Key qui a Rimini, stiamo parallelamente inaugurando a Guadalajara una grande edizione di Ecomondo Messico”.  “L’Italia – ha spiegato Pichetto – ha intrapreso, attraverso il Pniec, una chiara direzione energetica, orientata alle rinnovabili e al pragmatismo che serve nella gestione delle fonti tradizionali”. “E’ una rotta – ha proseguito – che vuole aprire all’Italia, perno nel contesto mediterraneo, un ventaglio di potenzialità per la decarbonizzazione, tra cui quella di un nucleare pulito e sostenibile.Compito delle istituzioni è accompagnare con attenzione il nostro tessuto produttivo impegnato in questa sfida, che è insieme globale e territoriale: la manifestazione Key anche quest’anno mette in mostra la vivacità, la voglia di innovare e di scommettere sulla transizione come motore di crescita”.  Dal canto suo, il presidente della regione Emilia-Romagna Michele De Pascale ha ricordato come “l’Emilia-Romagna è da sempre terra di innovazione e sostenibilità, valori che trovano in Key – The Energy Transition Expo una vetrina d’eccellenza per il confronto internazionale sulle sfide della transizione energetica, un punto di riferimento per imprese, istituzioni e cittadini impegnati nella costruzione di un futuro più sostenibile, favorendo il dialogo tra ricerca, industria e territori.

La nostra regione è in prima linea per promuovere un modello di sviluppo capace di coniugare crescita economica, tutela ambientale e coesione sociale”.E sul tema della transizione ecologica ha aggiunto: “è una delle grandi sfide della nostra epoca, per questo motivo, l’Emilia-Romagna intende guidare il percorso per la neutralità carbonica prima del 2050, attraverso un cambio radicale di mentalità e con l’ambizione di mettere in campo una strategia di medio-lungo periodo realista e con obiettivi chiari: sicurezza nell'approvvigionamento e negli impianti, competitività dei costi e minor impronta di carbonio possibile, investendo su rinnovabili, efficienza energetica e infrastrutture resilienti, ambiti in cui la nostra regione è già oggi laboratorio di innovazione.

Non possiamo permetterci ritardi: la transizione energetica dovrà essere concreta, equa e compatibile con l’occupazione e lo sviluppo del nostro sistema produttivo”.  Anna Montini, assessora alla Transizione Ecologica del Comune di Rimini, ha sottolineato: "La diffusione e lo sviluppo delle energie rinnovabili e delle soluzioni per l’efficienza energetica sono tra le sfide decisive per il futuro del pianeta e sebbene si tratti di temi di portata globale, richiedono necessariamente una presa di coscienza e responsabilità individuale oltre che collettiva.Anche le città e le istituzioni locali possono avere un ruolo importante facendosi promotrici di modelli innovativi di crescita che possa essere sostenibile, sia sotto il profilo ambientale, sia dal punto di vista economico e sociale”.  “Il Key di Rimini è uno degli eventi più importanti per rafforzare il dialogo tra istituzioni, imprese e stakeholder del settore.

Il Gse è pronto a mettere a disposizione strumenti, competenze e visione per rendere la transizione energetica non solo un obiettivo, ma un’opportunità di crescita economica, una realtà concreta e sostenibile per tutti – ha sottolineato Paolo Arrigoni, presidente del Gse – Per raggiungere questi obiettivi agiamo principalmente secondo tre direttrici: l’operatività, attraverso la gestione di oltre 30 strumenti di incentivazione per accelerare la diffusione delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica, della mobilità sostenibile e delle Comunità Energetiche; il supporto, tecnico e operativo alle imprese, Pmi, grandi ed energivore e alla Pa; l’innovazione digitale, attraverso l’implementazione di strumenti avanzati come la Mappa Interattiva delle Cabine Primarie per le Cer, la Pun (Piattaforma Unica Nazionale delle infrastrutture di ricarica pubbliche per la mobilità elettrica), la Pai (Piattaforma delle Aree Idonee per impianti Fer), e la Piattaforma di Monitoraggio Pniec, che centralizzano e mettono a disposizione dati essenziali per la pianificazione e l’attuazione delle politiche energetiche del Paese”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa, Corte Suprema boccia Trump sui fondi Usaid

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(Adnkronos) – La Corte Suprema infligge una dura sconfitta a Donald Trump e boccia il suo ordine per congelare due miliardi di aiuti all'estero, una delle misure adottate nell'ambito della crociata per tagliare le spese federali.La sentenza, che ha spaccato la Corte, con un voto 5 a 4, conferma la validità della sentenza del giudice federale che ha ordinato che vengano immediatamente sbloccati i finanziamenti dell'Usaid che erano già stati stanziati.

Ma allo stesso tempo chiede al giudice di "chiarire quali obblighi il governo debba rispettare".  Cruciali sono stati i voti dei due giudici conservatori, il capo della Corte John Roberts e Amy Coney Barrett, nominata da Trump durante il suo primo mandato, che hanno votato insieme ai tre giudici liberal.Mentre gli altri quattro giudici conservatori, Clarence Thomas, Samuel Alito, Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh, questi ultimi due anche nominati da Trump, hanno votato per accogliere il ricorso dell'amministrazione repubblicana.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump chiama, la Groenlandia non risponde: “Non siamo americani”

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(Adnkronos) –
Donald Trump vuole la Groenlandia e lo dice chiaramente: "In un modo o nell'altro la otterremo".Il pressing del presidente degli Stati Uniti, nel discorso al Congresso sullo Stato dell'Unione, riaccende i riflettori sull'isola, ritenuta essenziale per la "sicurezza nazionale e internazionale".

Trump va oltre, con un 'invito' a pochi giorni dalle elezioni che si terranno in Groenlandia per definire il quadro politico del territorio appartenente alla Danimarca. "Sosteniamo fermamente il diritto dei cittadini della Groenlandia a determinare il proprio futuro e, se lo desiderano, diamo il benvenuto negli Stati Uniti d'America", dice Trump. "Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale e per la sicurezza internazionale e stiamo lavorando con tutti i soggetti coinvolti per cercare di ottenere la Groenlandia: ne abbiamo davvero bisogno per la sicurezza mondiale internazionale e penso che la otterremo.In un modo o nell'altro, la otterremo.

Insieme, porteremo la Groenlandia a vette finora mai ritenute possibili", le parole del presidente, convinto da tempo che i 57mila residenti dell'isola vogliano entrare a far parte degli Usa. La risposta, a stretto giro, arriva dal rimo ministro della Groenlandia Mute Egede. ''Non vogliamo essere né americani, né danesi.Siamo groenlandesi'', dice in un post sui social. ''Gli americani e il loro leader lo dovrebbero capire.

Non siamo in vendita e non possiamo essere presi e basta", aggiunge. Dalla Danimarca, invece, arriva un reazione soft.Copenhagen, che nel recente passato ha chiuso la porta ad ogni dialogo con Trump, controlla finanze, politica estera e difesa militare della Groenlandia.

Il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, pone l'accento sul fatto che Trump abbia detto di "rispettare il diritto all'autodeterminazione" dell'isola. "Voglio concentrare l'attenzione sul fatto che ha detto di rispettare il diritto del popolo della Groenlandia a decidere del proprio futuro", dice.Questa è la "parte più rilevante" del discorso di Trump.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)