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Il Tas ha deciso: Milan da riammettere in Europa League, Yonghong Li indagato per falso in bilancio

Il Tas ha deciso: il Milan è da riammettere in Europa League, intanto Yonghong Li è stato indagato per falso in bilancio

Il Collegio del TAS ha rigettato la richiesta del Milan di ordinare all’UEFA la conclusione un accordo transattivo, ma ha stabilito che la decisione dell’Adjudicatory Chamber dell’UEFA CFCB di escludere il Milan dalle competizioni per club da essa organizzate non è proporzionata.” Questa la sentenza del Tas che ha ribaltato la decisione della Uefa che aveva escluso il Milan dalle competizioni europee per due anni. Il Collegio ha poi invitato la Uefa a proporre un’ammenda proporzionata.
Intanto si complica la posizione di Yonghong Li: l’uomo d’affari cinese proprietario del Milan fino a dieci giorni fa, è indagato dalla Procura di Milano per l’ipotesi di reato di false comunicazioni sociali. Poco più di un anno fa, il 13 aprile 2017, l’uomo d’affari cinese aveva rilevato dalla Fininvest (uscita con 600 milioni di plusvalenza consolidata) la squadra rossonera per ben 740 milioni, prezzo affrontato però con il sostegno decisivo di un prestito da 300 milioni (a tassi fino all’11%) del fondo Elliott.
A muovere la Procura milanese sembrano essere in fondo le stesse domande da tempo poste dal mercato e dagli osservatori: come è possibile che l’uomo d’affari cinese abbia perso 698 milioni (tra acquisto e aumenti di capitale) per non essere riuscito a rimborsarne solo 32? E se non li aveva ed era consapevole di non averli, perché non ha accettato l’offerta (non faraonica ma pur sempre molto meglio di niente) di uno dei possibili compratori stranieri palesatisi nell’ultima fase? Ha scelto lui, o non era in condizione di essere lui a scegliere il da farsi?

Torre del Greco, rintracciati gli autori dell’agguato fallito: quattro giovanissimi in manette

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Torre del Greco, rintracciati gli autori dell’agguato fallito: quattro giovanissimi in manette tra cui due minorenni

Sono stati assicurati alla giustizia i 4 giovani ritenuti autori dell’agguato fallito nella notte del 1 luglio a Torre del Greco. La vittima designata riuscì a scampare alla morte e i quattro scapparono per le strade della città ripresi dalle telecamere della videosorveglianza, decisiva per accertare le loro identità. I sicari, riferisce Internapoli, esplosero tre colpi di pistola contro l’auto dell’ obiettivo da eliminare, che solo per una fortunata coincidenza non rimase vittima dell’agguato.
I carabinieri della compagnia di Torre del Greco hanno dato esecuzione a due decreti di fermo di indiziato di delitto emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Napoli e della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata nei confronti di quattro soggetti: due minorenni (17 e 16 anni) e due maggiorenni ritenuti responsabili di tentato omicidio.
I militari hanno potuto accertare che la coppia di minori e i due maggiorenni a bordo dei loro scooter avevano seguito l’auto della vittima fino a quando questa svoltava da via XX Settembre a via del Clero; in tale circostanza il passeggero dello scooter su cui si trovano i minori puntò la pistola verso il mezzo esplodendo tre colpi di arma da fuoco, prima di dileguarsi insieme ai complici, anch’essi armati.
Uno degli arrestati minorenne è stato rintracciato alla stazione ferroviaria di Pesaro.

Juve Stabia, dalla Covisoc arriva la fumata bianca: Vespe regolarmente iscritte al campionato di Lega Pro

La Juve Stabia disputerà ufficialmente il prossimo campionato di Lega Pro. La conferma arriva quest’oggi dalla Covisoc, che ha ammesso le Vespe al prossimo campionato di terza serie insieme a Matera, Trapani, Lucchese e altre, come i gialloblù oggetto di verifica da parte della Lega.

Nelle scorse settimane, infatti, si erano diffusi spifferi preoccupanti circa la posizione della FINWORLD, società di intermediazione finanziaria, cui la Juve Stabia si è affidata per la presentazione delle garanzie fideiussorie. Dalla società di Via Cosenza, però, si erano detti subito tranquilli, tanto da iniziare a programmare con entusiasmo la nuova stagione.

L’esclusione, da parte del Consiglio di Stato, dei broker (tra cui FINWORLD) non è arrivata, con conseguente apertura ufficiale all’iscrizione al prossimo campionato per tutte le squadre che si erano affidate alle società di intermediazione.

Tutto sistemato quindi, con l’importo della garanzia fideiussoria versato dal neo Presidente Ciccone, come confermato da Manniello nella conferenza stampa del 12 luglio, e formalizzato tramite l’intermediazione della FINWORLD. Bocciato invece, in Serie B, l’Avellino.

All’ottimismo dei giorni scorsi, segue da oggi l’ufficialità che la Juve Stabia sarà ancora protagonista nel prossimo campionato di Serie C. Una stagione da vivere con la massima passione e che tra poche ore vedrà il nome del primo avversario: alle 15, infatti, sorteggio del primo turno di Tim Cup, che le Vespe disputeranno al Menti domenica 29 luglio.

Napoli, aggredisce una giovane prostituta che gli ha negato sesso gratis: la vicenda

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Violenza per una prestazione sessuale rifiutata a Napoli, dove un uomo ha aggredito una giovane prostituta di 21 anni: arrestato dalla Polizia

Ha chiesto denaro e prestazioni sessuali gratis a una prostituta e quando la donna si è rifiutata l’ha colpita alla testa ferendola in modo serio. Choc a Napoli, dove la Polizia Municipale ha denunciato un uomo con l’accusa di minacce, lesioni personali, estorsione e resistenza a pubblico ufficiale.
La donna aggredita, che ha 21 anni, ha riportato un vistoso ematoma a un occhio. Secondo quanto riferito dall’Ansa, la giovane è stata notata dagli agenti del reparto Tutela Emergenze Sociali e Minori durante un’attività finalizzata alla repressione della prostituzione, anche minorile.
La ragazza, dopo essere stata medicata, ha denunciato l’accaduto negli uffici della Municipale. L’uomo è stato successivamente rintracciato dagli uomini della Polizia e riconosciuto dalla vittima.
Dagli accertamenti sull’uomo sono emersi numerosi precedenti penali a suo carico. La ragazza è stata poi indirizzata presso strutture di supporto per donne vittime di maltrattamento.

Nelle scorse ore gli uomini del Reparto Tutela Emergenze Sociali e Minori della Polizia Municipale di Napoli, impegnati nel servizio di prevenzione lungo le vie del Centro Direzionale, hanno scoperto un giovane minore che si stava prostituendo in strada.

SSC Napoli, De Laurentiis a Kiss Kiss: “Bufale sui nostri movimenti di mercato, Di Maria e Benzema sono vecchi! Sabaly…””

SSC Napoli, De Laurentiis a Kiss Kiss: “Bufale sui nostri movimenti di mercato, Di Maria e Benzema sono vecchi! Sabaly…””

Show del presidente Aurelio De Laurentiis ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, la radio ufficiale de calcio Napoli, intervenuto durante la rubrica ‘Vero o falso’.
Il Corriere dello Sport dice: “ADL scatenato su Benzema e Di Maria per accontentare tecnico e milione di tifosi”. Falsissimo non falso: falsissimo! Io mi meraviglio della geniale esperienza del direttore del quotidiano che voglio un bene matto, perché è una persona estrememtne intelligente. Posso fidarmi solo di Antonio Giordano? E’ l’unico che dice sempre la verità. Si informassero: tra me e Ancelotti c’è l’accordo per i giovani. Io voglio i giovani! Che devo prendere due vecchi? Con tutto il rispetto per Di Maria e Benzema. Poi devo accontentare i tifosi? Ma loro fanno i sostenitori, mica gli allenatori. Loro fanno il calcio da bar e li rispetto, ma stessero un po’ calmi e ci lascino lavorare. Ronaldata? Titolo cafonissimo”
Su Sabaly: “Falso anche questo, si è infortunato! Come faccio a chiudere per un giocatore con un problema fisico? Dovrebbero informarsi i giornalisti”.
Su D’Ambrosio: “Falsa anche questa notizia”.
Tornando su Benzema: “Vorrei capire, ma un direttore serio cosa fa? Sceglie persone che sappiano fare informazione, non per fare confusione. Ma chi l’ha fatto il titolo su Benzema oggi? Non può essere stato Roberto Nicita, che però dentro al testo comunque non escluda la pista. L’ipotesi Benzema è remotissima! Ma il giornalista è venuto da Catania per dire queste cose?”
Su Cavani:E’ uno che guadagna 20 milioni lordi ogni 10 mesi, non credo che in chiusura di carriera possa decidere di dimezzarsi il suo stipendio. Se poi mi dovesse telefonare e dire che è pronto a dimezzarsi lo scudetto e quindi a rientrare nelle regole economiche del Napoli. Sapete perché il PSG spende così tanto? C’è uno stato che si chiama Qatar! Cosa fa il capo di lì: cerca di arricchirsi a dismisura nel campo immobiliare e per fare questo deve avere dalla sua i politici e non solo, deve scatenare una simpatia dalle lobby. Io invece ho deciso di seguire la mia strada”.
Su Falcao: “Falsissimo! Ma poi è uno che non segna più. Sulla Gazzetta però c’è una verità, ossia le quattro ipotesi al vaglio per lo stadio. Abbiamo investito circa due milioni di euro in due mesi e mezzo, facendolo diventare un qualcosa di straordinario. Ma non perché sia stato richiesto da qualcuno, ma perché l’ho deciso io. Dopo 14 anni che si annaffiavano i campi con l’acqua salata, ho detto: perché il San Paolo che viene certificato col miglior campo d’Italia e poi dobbiamo avere un centro sportivo così? Per il nuovo centro sportivo, lì c’è un sindaco che ha solo il difetto di essere juventino. Poi è molto garbata, ci si può mettere d’accordo per studiare la possibilità di estendere il territorio.

Stadio della Roma, ai domiciliari l’imprenditore Luca Parnasi

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Il costruttore Luca Parnasi, arrestato il 13 giugno scorso nell’ambito dell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma, è stato posto ai domiciliari dal gip di Roma dopo una istanza presentata dai suoi difensori.

La decisione del gip Maria Paola Tomaselli è arrivata dopo l’ultimo interrogatorio durante il quale il costruttore ha fatto ulteriori dichiarazioni. Il giudice, che proprio alla luce dell’ultimo interrogatorio ha ritenuto attenuate le esigenze cautelari, ha autorizzato Parnasi a raggiungere la sua abitazione romana con mezzi propri come richiesto dai difensori del costruttore, gli avvocati Emilio Ricci e Giorgio Tamburrini.

Alla base del provvedimento del gip la collaborazione resa da Parnasi nel corso del secondo interrogatorio nel quale, l’imprenditore, ha parlato con i magistrati ammettendo di aver «pagato» profumatamente tutti i partiti politici. Spiegando di averlo fatto, perché «sono i politici a cercarti per essere finanziati, e se non lo fai sei fuori dai giri che contano».

Una strategia difensiva, quella adottata dai legali di Parnasi, tesa a far passare l’imprenditore come vittima di un sistema nel quale chi non «paga» resta fuori dai giochi delle opere pubbliche. «

Ischia, aggressione omofoba allo scrittore Di Costanzo: “Effetto del clima d’odio”

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Ischia – Aggressione omofoba allo scrittore Giorgio Di Costanzo: “Il clima d’odio leghista rende sempre più insicuro e violento il nostro Paese

Braccato, strattonato e scaraventato con forza a terra. In gruppo per dare una lezione ad un “ricchione”. Il noto scrittore ischitano Giorgio Di Costanzo è stato vergognosamente aggredito a Barano d’Ischia da un gruppo di ragazzi. L’accanimento del branco dovuto alla sua omosessualità. E’ successo poco fa in Piazza Mar del Plata a Testaccio.
Secondo quanto emerso, gli omofobi aggressori si sarebbero dileguati dopo la violenza, mentre Di Costanzo è stato soccorso, poco dopo, dai Carabinieri della locale stazione di piazza San Rocco. L’uomo, visibilmente scosso per il vile gesto subito, è stato trasportato presso l’ospedale “Rizzoli” di Lacco Ameno.
Solidarietà allo scrittore è stata espressa da Antonello Sannino, presidente di ArciGay: “Questo è il settimo caso di aggressione omofoba che avviene a Napoli dal primo giugno. Il 35esimo in Italia. Il clima d’odio leghista rende sempre più insicuro e violento il nostro Paese“.

I militari dell’Arma, hanno già acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza degli esercizi presenti sul luogo dell’aggressione, dove si spera di trovare indizi utili al fine di risalire all’identità dei giovani delinquenti, che vanno quanto prima assicurati alla giustizia.

Roma, testimonianza shock: “Ecco come mi ha ridotto il ragno violino”

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“Credevo mi avesse punto una zanzara, e invece…”, Isabella Onofrii di Roma ripercorre ai microfoni di NewsMediaset la disavventura che le è capitata dopo una gita in un bosco di Bomarzo, in provincia di Viterbo. A morderla, infatti, sul piede e sotto il mento è stato il ragno violino, un insetto di pochi millimetri ma dal potente veleno che sta invadendo le periferie della Capitale. “E’ stata una brutta esperienza; dopo un mese ne porto ancora le conseguenze”, racconta la donna, dopo essersi sottoposta a terapia antibiotica.

Gli effetti del morso velenoso”La caviglia era diventata enorme e anche sotto il mento tutto ingrossato”, continua Isabella Onofrii. “La cosa peggiore è stato il malessere generale – aggiunge. – Vedevo annebbiato, avevo sbandamenti e tanta stanchezza”. “E ancora oggi – conclude, – a distanza di un mese dalle punture, il mal di gola persiste”. Altri esami le confermeranno se il pericolo streptococco, il batterio trasmesso dai morsi del ragno violino e che può intaccare organi interni come cuori, reni, polmoni, è scampato.

I consigli degli espertiSui recenti casi di morsi di ragno violino, il Centro Antiveleni della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, in questi giorni sommerso dalle telefonate di cittadini allarmati, ha elaborato una scheda informativa per fare chiarezza sulla reale pericolosià dell’aracnide con l’obiettivo di fugare paure ingiustificate.

Autore del vademecum è Maurizio Paolo Soave del Centro Antiveleni del Policlinico Gemelli, che spiega che “l’allarme sul ragno violino veicolato dai giornali e dai social media ha provocato un significativo aumento delle chiamate ai Centri Antiveleni e degli accessi ai Dipartimenti di Emergenza degli Ospedali. Il ragno violino è sempre stato presente in Italia e non esistono dati che giustifichino un aumento del livello di attenzione rispetto alla pericolosità dell’esposizione dell’uomo al morso del ragno”.

Il ragno violino “è un animale schivo e solitario. Non attacca e si difende solo se disturbato” ed è un insetto da sempre presente nel Lazio e in Italia e casi di morsi sono da sempre raccolti e documentati dai Centri Antiveleni.

Il morso del ragno violino è potenzialmente mortale? “Nel 2015 e nel 2017 – spiega Soave – si sono verificati due decessi in Italia che, inizialmente attribuiti al morso di un ragno violino, sono stati poi riconosciuti come causati dalle gravi patologie preesistenti dei due pazienti. Non esistono quindi al momento dati che comprovino che il morso del ragno violino è potenzialmente mortale per individui sani”.

Non esistono antidoti o trattamenti farmacologici specifici per il morso di ragno violino; nei rari casi in cui si manifestano lesioni significative (necrosi) il trattamento è supportivo e sintomatico e farmacologico (antibiotici, cortisonici). In altri rari casi può essere necessaria la toilette chirurgica della lesione. In caso di sospetto morso, poiché nella stragrande maggioranza dei casi il morso provoca fenomeni locali di scarso significato clinico (arrossamento, prurito, irritazione) “non è assolutamente appropriato allarmarsi recandosi nei pronti soccorso. Consultare un Centro Antiveleni descrivendo le circostanze dell’esposizione e i segni e sintomi eventualmente presenti; solo successivamente e in alcuni casi potrà essere necessaria la visita da medica”.

20 LUGLIO 201812:03

FONTE

Castellammare, insulti e minacce di morte sui social: denunciato ex sindaco

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Azione legale nei confronti dell’ex sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio: la denuncia presentata dai colleghi magistrati

Aveva scritto una serie di post violenti contro i promotori dell’iniziativa delle “magliette rosse”, ora il giudice Luigi Bobbio nonchè ex sindaco di Castellammare, rischia seri provvedimenti: una denuncia è stata presentata alla presidente della Corte d’appello, affinchè invii al Csm la segnalazione propedeutica all’adozione di provvedimenti disciplinari. Sono stati gli stessi magistrati a “denunciare” il collega, dopo le frasi razziste pubblicate sulla sua bacheca facebook.
La reazione dell’Associazione Nazionale Magistrati era stata immediata censurando il comportamento di Bobbio; oggi s’è deciso di investire la Corte d’appello promuovendo, di fatto, un’azione disciplinare.
L’ex sindaco di Castellammare di Stabia, ora giudice dell’esecuzione al Tribunale civile di Nocera, aveva commentato l’iniziativa promossa da Don Luigi Ciotti indossando una t-shirt mimetica e accompagnando la fotografia con parole che lasciano poco spazio all’interpretazione «Fanculo voi zecche rosse, i clandestini e le pezze rosse! Per me…maglietta da combattimento! » si legge in un post tuttora visibile e accompagnato, tra l’altro, dall’emoticon di un pugnale. Poco dopo li aveva invitati anche al suicidio di massa in un commento.
In poche ore la sua presa di posizione aveva fatto il giro dei media e l’Anm aveva reagito con fermezza, esprimendo profondo sconcerto perdichiarazioni definite contrarie ai valori costituzionali ed espressive di una“radicale incontinenza rispetto al ruolo dimagistrato”.

Napoli, bambina ha fretta di nascere, mamma partorisce in ambulanza: il supporto fondamentale del 118

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Storia a lieto fine in ambulanza: donna in travaglio non riesce a raggiungere l’Ospedale, operatori del 118 di Napoli fanno da “ostetrica”

Ultimamente gli uomini e le donne del 118 sono balzati agli onori delle cronache per il clima di violenza che li ha investiti in questi mesi. Dall’inizio dell’anno solo nella città di Napoli si sono verificate già più di cinquanta aggressioni. Ma oggi, tra le corsie d’ospedale e nelle postazioni dei mezzi di soccorso il malcontento è stato attenuato da una bella storia a lieto fine: “Aveva fretta di nascere e una bambina è nata nell’ambulanza che era arrivata per soccorrere la mamma che era stata sorpresa dal travaglio nella zona di Montecalvario“: la prendono sull’ironico quelli dell’associazione «Nessuno tocchi Ippocrate» raccontando un episodio avvenuto ieri. L’ambulanza è arrivata dalla postazione Vomero con il medico Tommaso Prisco, l’infermiere Enzo Grieco e l’autista soccorritore Sergio Crescenzo che hanno potuto contare sulla collaborazione dell’equipe ginecologica del Cardarelli che ha atteso l’ambulanza con l’incubatrice già pronta per la nuova nata. “Per chi ha soccorso lei e la mamma – racconta il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli – sarà sempre una “centodiciottina” indipendentemente dal suo nome. È bello che la gente del quartiere ha aiutato concretamente la donna e l’equipe sanitaria”.

UFFICIALE – Juve Stabia, colpo in entrata del settore giovanile: arriva Luongo!

Juve Stabia, colpo in entrata del settore giovanile: arriva Luongo!

La Juve Stabia, settore giovanile, mette a segno un altro colpo in entrata. Ecco quanto evidenziato nel comunicato ufficiale:

“Il settore giovanile della Juve Stabia comunica di aver tesserato Luigi Luongo, classe 2002. Al giovane calciatore, arrivato dalla scuola calcio ASD Micri, va il nostro benvenuto”.

Ciro Novellino, Ufficio Stampa Settore Giovanile Juve Stabia

Castellammare, arte sacra persa nel degrado: l’appello per la restaurazione

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Uno struggente appello alla popolazione per il restauro di uno dei gioielli nascosti della città di Castellammare di Stabia: “la macchina delle quarantore”

Un appello per la restaurazione urgente di uno dei gioielli nascosti della città di Castellammare; un’opera d’arte, conservata nella Concattedrale di Santissima Maria Assunta e San Catello che rischia di essere persa nel degrado. Anche con l’aiuto di fedeli e appassionati, nonché con la raccolta fondi dell’associazione «Arte e fede» guidata da don Antonio de Simone.
Il gioiello del XIX secolo in questione è “la macchina delle quaranta ore”. L’appello dell’associazione promotrice della raccolta, rilanciato anche da ilMattino, mira a coinvolgere quanti più fedeli e amanti dell’arte possibile per permettere i lavori di rifacimento.
Lo stato di abbandono in cui versa è stato raccontato sui social anche dall’architetto Gerarda Cimmino e da don Pasquale Vanacore, responsabile beni culturali della Curia della Diocesi sorrentino stabiese guidata da monsignor Francesco Alfano.
«Lo stato della macchina delle quarantore è preoccupante – si legge anche sul depliant della mostra “Lasciamo volare gli angeli” che ad ottobre sarà invece organizzata al Mudiss (Museo diocesano) di piazza Giovanni XXIII – l’essenza lignea è compromessa dall’attacco degli insetti xilofagi. Perde frammenti di gesso e oro e gli intagli sono sbrecciati».

Ricerche senza sosta per dodicenne scomparsa: non si trova

Sono proseguite tutta la notte le ricerche della ragazzina di dodici anni affetta da autismo dispersa da ieri a Serle, nel Bresciano. La giovane era con altri ragazzi disabili e con gli operatori della fondazione Fobap, la Fondazione bresciana assistenza psicodisabili, quando si è allontanata correndo durante una passeggiata. Nella notte le ricerche sono proseguite con l’utilizzo di droni per la rilevazione termica e con il sorvolo di elicottero dell’Aeronautica ma la bambina non si trova. “Non era mai successo che si allontanasse. Forse l’ultima volta quando aveva quattro anni” ha spiegato il padre della giovanissima. La dodicenne è la prima di quattro figli e oltre a lei anche un fratellino è affetto da autismo. Le ricerche via terra sono riprese questa mattina alle sei e trenta. Oltre duecento persone ieri tra Vigili del fuoco, carabinieri, Soccorso alpino, Protezione civile e volontari sono stati impegnati nelle ricerche.

Fonte: ANSA

Sorrento, preso a bastonate: risarcito dopo 8 anni

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Sorrento, preso a bastonate: risarcito dopo 8 anni

Sorrento, è stato risarcito il 40enne che fu bastonato a Cava de’ Tirreni, in pieno centro, da due fratelli. La violenza era accaduta a causa dell’accusa di una presunta relazione extra coniugale. La discussione tra i due fratelli e il 40enne di Sorrento era subito degenerata, e l’uomo era stato colpito anche a bastonate. Per fortuna, i contendenti erano stati separati pochi istanti dopo.

Dopo la vicenda però, ha avuto luogo il processo dinnanzi al Giudice di Pace di Cava de’ Tirreni, dove il 40enne si era costituito parte civile, assistito dall’avvocato Luigi Alfano,   che si è concluso ieri e che ha previsto il risarcimento dei danni per il 40enne sorrentino, mentre i fratelli dovranno rispondere in sede civile per i danni arrecati al 40enne. Il giudice ha escluso anche la particolare tenuità dei fatto, avvalorando la tesi della parte civile che ha sostenuto fin dal primo momento che ci fosse premeditazione nell’aggressione ai danni della vittima. (Fonte Punto Stabia News)

 

Obrigado Alisson Becker

Molto amaro. Come l’ultimo mate romano postato sui social da Alisson dalla terrazza di casa sua. Come l’umore di tanti tifosi giallorossi, sedotti e conquistati dalle sue parate e ora abbandonati e in cerca di un nuovo numero uno. Le ultime ore di Alisson Becker a Roma sono state piene di pensieri e ricordi, con la mente che è tornata indietro all’inizio dell’esperienza romana difficile e turbolenta, ma che è servita per farlo diventare quello che è.

Su quella terrazza ha costruito le sue fortune. Lì si è costruito una palestra dove lavorare sul fisico per diventare uno dei portieri più forti del mondo, anche dopo gli allenamenti di Trigoria. Lo ha voluto fortemente Alisson. Ha voluto quel numero uno della Roma e se l’è conquistato, con pazienza e tanta fatica. Le prime trentotto partite di campionato, un’intera stagione, seduto sulla panchina a vedere il compagno Szczęsny giocare. Ci sono voluti pazienza e carattere forte, in tipico animo tedesco e poco brasiliano. Come le sue origini che emergono dai lineamenti, dal cognome e dalla città da cui è nato: Nova Hamburgo. Una cittadina del Rio Grande do Sul, enclave tedesca nell’estremo sud brasiliano. La nonna gli parlava tedesco, forgiando uno spirito duro e coriaceo così come dimostrato sul campo. La mamma, portiere nella squadra di pallamano e il papà in quella del sindacato dei lavoratori, ne hanno segnato la strada tra i pali. Il merito però è stato del fratello, di cinque anni più grande anche lui portiere nell’Internacional. Alisson è cresciuto inseguendo Muriel. Cresciuto tardi in altezza invece e solo dopo i 15 anni è diventato l’omone che oggi incute timore agli attaccanti. “Non mi considero l’ultimo baluardo, ma un difensore che partecipa cerco di fare presenza sugli attaccanti”. Questo è stato l’Alisson portiere a Roma. Determinante e incisivo, al cospetto di un ruolo solitario e marginale, quale quello del portiere. Come disse suo fratello Muriel: “Non andrà allo scontro con la Roma: non gli interessano solo i soldi, se andrà via sarà perché anche ai giallorossi farà comodo”. Faranno comodo i 62,5 (più 10 di bonus) milioni di euro, sarà il portiere più pagato della storia, superati Buffon, Ederson e Neuer. Frutto delle 22 volte nelle quali è uscito imbattuto nelle 49 partite dello scorso anno. Sarà il trasferimento più remunerativo per la Roma. Il secondo Salah è partito sempre per Liverpool la scorsa stagione, ma a 20 milioni in meno. Rimane l’amarezza di veder partire per l’ennesima estate un altro protagonista. Rimane l’amarezza di quel mate, lasciato freddare su quel tavolo della terrazza. Sullo sfondo l’Eur, come in una chiacchierata tra due amici che ci hanno messo un po’ ad esserlo, ma che ora sembrava non volessero salutarsi.

VIDEO – Simone Verdi si improvvisa giocatore di basket

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Simone Verdi si improvvisa giocatore di basket

Durante la sessione mattutina di allenamento del Napoli di Carlo Ancelotti al Caricato, Simone Verdi si è dilettato ad esercitarsi con dei palleggi, terminando la serie con un tiro verso un canestro.

https://twitter.com/sscnapoli/status/1020230493873360896

Rendiconti addio: così tramonta il mito della trasparenza a Cinque Stelle

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Il sacro principio degli scontrini archiviato. Le spese aumentate. I bilanci insensatamente moltiplicati. E il Movimento diventa Associazione. Meno stelle, più Rousseau

DI SUSANNA TURCO

Alla faccia della sua pur notevole carica istituzionale, Paola Taverna ti accoglie nel suo video con l’aria nasale e compiaciuta di una annunciatrice: «Sabato e domenica ci sarà una nuova tappa di Rousseau City Lab. Il mouse di Rousseau arriva a Livorno, alla rotonda di Ardenza». È vicepresidente del Senato, sembra un navigatore satellitare, una signorina buonasera, la voce del supermercato: «Entra su Rousseau alla voce Activism. Scopri l’evento che è più vicino a te». L’incredibile video non è isolato: è pieno trend a Cinque stelle. Meno movimento, più Associazione Rousseau. Meno vaffa, più azienda. Riguarda un po’ tutti i volti noti: dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli che si dedica con passione ai video della “Rousseau open Academ” – la più recente creatura del team di Davide Casaleggio- fino al Guardasigilli Alfonso Bonafede, intento a spiegare tutto de «lo scudo della rete», cioè il pool di avvocati cui rivolgersi, come grillini.

Così, anche così, col salto al governo il mito dell’anticasta si è tradotto, più che in politica, in tecnica, strategia mediatica e opacità. Slittamenti che si svolgono su vari livelli. La famosa trasparenza diventa qualcosa di sempre più rarefatto, la piazza viene rinchiusa e stipata nel mega mouse gonfiabile della Associazione Rousseau, il tecnoaziendalismo sopravanza insieme con la macchina di Casaleggio. Le Cinque stelle diventano sempre più Rousseau: c’è anche un dominio che lo esemplifica, l’indirizzo web «rousseau.movimento5stelle.it», che porta dritto nel futuro. E ci sono significative mosse mediatiche: a giugno, per distogliere l’attenzione dal caso di Luca Lanzalone – che fra l’altro aveva incontrato Davide Casaleggio a una cena poco prima del suo arresto – Luigi Di Maio ha dato grande spolvero alla pubblicazione del bilancio dell’Associazione Rousseau. Non una parola su quello (rimasto peraltro riservato) della Associazione Gianroberto Casaleggio che pure aveva organizzato l’evento al centro delle polemiche. E, soprattutto, Di Maio non ha dato alcuna pubblicità – come avrebbe fatto fino a poco tempo fa – al mero conto finale delle spese del comitato elettorale presieduto da suoi fedelissimi, che pure aveva raccolto «64 mila euro nei primi due giorni», «quasi cinquecentomila» all’inizio di febbraio e alla fine boh (nel 2013, le polemiche per la mancata pubblicazione partirono a neanche due settimane dal voto – e Grillo si precipitò a raccontare dove stavano i soldi).

Ci sono mosse giudiziarie: è la Rousseau e non il Movimento ad aver tirato fuori, in febbraio, i soldi per risarcire una causa persa da M5S. Mosse commerciali: il sito tirendiconto.it ha addosso tutti i segni di un prossimo smantellamento, mentre è già statuito che i 331 deputati e senatori eletti con M5S verseranno ciascuno 300 euro al mese all’Associazione di cui Casaleggio jr è socio fondatore, tesoriere, dominus (totale: quasi 6 milioni in un quinquennio). E ci sono mosse politiche: il più recente bilancio presentato in Parlamento alla Commissione preposta non è quello del partito, ma quello di una Associazione che, per quanto definita «cuore del Movimento», non è quella che ha presentato le liste e depositato il contrassegno elettorale, né nel 2013 né nel 2018; così, i rendiconti non sono più firmati nemmeno da Beppe Grillo, ma da Davide Federico Dante Casaleggio e Pietro Dettori. Sembrava fosse un partito, invece era un calesse.

Ma conviene cominciare terra terra, dagli scontrini. Nel M5S non se ne vede più uno da un pezzo. Gli ultimi risalgono alla fine del 2017. Bisogna andare nella preistoria grillina, per ricordare che la scorsa legislatura era cominciata addirittura con espulsioni comminate ai parlamentari per carenze sul fronte della presentazione delle prove di spesa . In piena campagna elettorale 2018, l’esplodere del caso dei finti bonifici ha fatto il resto. E la nuova legislatura è cominciata con il presidente della Camera Roberto Fico che si è visto rinfacciare i rimborsi taxi, quando si è fatto fotografare sull’autobus. Perché mai continuare a prestare il fianco a tutto ciò? Cade così il mantra degli scontrini. I parlamentari saranno tenuti a restituire 2 mila euro al mese, oltre ai 300 destinati alla Rousseau, e avranno diritto a un forfait per le spese di soggiorno, vitto e trasporto di tremila euro, senza dover presentare prove. Non proprio da buttar via, visto che nel 2013 la regola era tenere al massimo tremila euro, non limitarsi a restituirne 2 mila (a «i nostri terranno 2500 euro al mese», proclamava Grillo al tempo dello Tzunami tour).

Nel partito mugugnano, ma intanto il famoso “tirendiconto” è in disarmo. Fermo alla scorsa legislatura: ancora col faccione di Alessandro Di Battista, che invece è a zonzo per l’America, o dello stesso Di Maio, che ormai sta a via Veneto tra i ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro. I rendiconti ancora fermi alla scorsa legislatura, a Dicembre 2017: ma nel 2018 li hanno presentati in due.

 

Insieme agli scontrini, faremo più fatica ad avere i minuziosi rendiconti che – soprattutto al Senato – i gruppi parlamentari M5S fornivano. C’è da dire, anzi, che il gruppo Camera si è già aggiornato. Tutt’ora, in ritardo vistoso, non ha ancora fornito il link ufficiale al bilancio 2017, si è limitato a dare anticipazioni all’agenzia di stampa Adnkronos: e in effetti sono bastati a far venire i brividi.

 

Non volevano i soldi pubblici, anzi lo scrivono tutt’ora sul sito: «Non riceve alcun finanziamento pubblico». Ma attraverso i contributi di Camera e Senato ne hanno presi eccome. E tanti: 32 milioni di euro, complessivamente, in un quinquennio. Soldi incassati dal movimento, attraverso i gruppi parlamentari, e poi spesi. Tutti. Tanto da finire in rosso. Osservando l’andamento, si vede che nel quinquennio le spese sono esplose, a partire dal 2015. E hanno finito per rosicchiare i soldi messi da parte nel primo biennio, più virtuoso. Il gruppo della Camera ha certificato un quasi un milione in rosso per il 2017, 803 mila euro per la precisione. Il francescanesimo, totalmente abbandonato . E dove sono andati questi soldi? Oltre che nella sempre crescente numero di dipendenti, in collaborazioni, consulenze e incarichi esterni. Per la “comunicazione” e non solo. Già nel 2016, solo il comparto era lievitato del 375 per cento, superando il mezzo milione di euro di spese. Per il 2017, il caso più notevole è anche il più curioso: quello Domenico De Masi, il sociologo forse più amato – e di certo più pagato – dai Cinque stelle (almeno prima che passasse nel comitato promotore di Leu). Le due ricerche da lui svolte (insieme con un team di 14 persone, ha poi precisato), sono la voce più pesante della spesa di 183 mila euro devoluti in servizi (il restante è andato alla Ipsos, per due sondaggi). Un’enormità. Nella nota al rendiconto, si precisa che i risultati della prima ricerca sono stati presentati, quelli della seconda mai, perché dovevano essere il cuore di un convegno organizzato per febbraio 2018, e «successivamente rimandato a causa delle imminenti elezioni» (evidentemente non preventivabili).

La spesa sempre crescente – a fronte di donazioni degli attivisti grillini che si aggirano attorno a una media fissa di 27-29 euro a testa – è del resto un dato comune nei molti bilanci presentati dai Cinque stelle. E si dice “molti” non a caso. Pur non volendo accedere ai contributi pubblici (cioè ai rimborsi elettorali e al meccanismo del 2 per mille), infatti, il Movimento Cinque stelle ha presentato almeno il triplo dei bilanci necessari, in una moltiplicazione di numeri che (per paradosso) si traduce in mancata chiarezza. Secondo quanto risulta pure alla commissione per la Trasparenza, detta Commissione Calamaro dal nome del suo presidente, e alla quale i partiti debbono presentare i loro rendiconti, il Movimento sembra essere uno e trino: cioè per ognuno dei primi tre anni della scorsa legislatura (unici dati finora disponibili) ha presentato tre bilanci. Quello del Comitato elettorale per le elezioni politiche 2013, quello per le europee del 2014, e infine, quello dell’Associazione MoVimento Cinque stelle che si è presentata alle elezioni (si tratta dell’Associazione tra Grillo, suo nipote e il commercialista Nadasi, costituita nel 2012; quella che si è presentata alle ultime elezioni e che ha Di Maio come capo politico ancora non ha presentato bilanci).

A tutti questi bilanci si aggiungono i due dell’Associazione Rousseau (nata a metà 2016). Il risultato complessivo rasenta un Picasso nel periodo cubista. Ci sono molti più bilanci di quelli che dovrebbero esserci, perché per la legge l’obbligo a trasmettere i rendiconti è di chi ha ottenuto il 2 per cento dei voti o ha almeno un eletto (ma non hanno obblighi i comitati elettorali, e tanto meno le Associazioni come la Rousseau che formalmente si occupa solo della piattaforma on line di M5S). E si finisce per avere un quadro incongruo: l’unico organismo che dovrebbe aver soldi, cioè il Movimento cinque stelle, non li ha. In compenso, in tutte le sue molteplici incarnazioni, finisce in passivo: non c’è n’è uno che nel giro di un paio d’anni non abbia almeno 4 mila euro di rosso.
Per converso, in tanta moltiplicazione, mancano tasselli che logicamente sarebbero fondamentali: manca ad esempio il primo rendiconto del comitato elettorale 2013, cioè quello dei fondi raccolti per le politiche che videro per la prima volta M5S diventare titolare di un quarto dei voti degli italiani. Qualcosa si ricava nel rendiconto successivo, quello del 2014, nel quale si dichiara che l’anno prima c’erano stati un totale di 737 mila euro di contributi (di cui 41 mila dall’estero), e uscite per complessivi 626 mila euro. In compenso, il Movimento vero e proprio conta nello stesso periodo sulle sole quote associative: 600 euro, poi 800, poi mille. Il suo massimo di spesa riguarda la registrazione del simbolo (4 mila euro).

Molti più soldi si ritrova a gestire il comitato per le elezioni europee del 2014. Parte con 617 mila euro di contributi (di cui 39 mila dall’estero) ne spende per la campagna elettorale 413 mila. I restanti 200 mila circa vengono in parte girati alla causa del mai celebrato referendum no euro (45 mila nel 2014, 30 mila nel 2015), altri in spese per lo più non specificate. Intorno ai soldi raccolti per le europee si verifica peraltro un caso di strani conteggi: nel counter collocato sul sito del Movimento, in alcuni momenti aumenta il numero dei contribuenti senza che aumenti il totale, in altri momenti accade l’inverso. Come se fossero numeri a caso, il che quantomeno non è estetico: ufficialmente vale alla fine il rendiconto (dove il numero dei contribuenti non c’è). Nel quale si segnala come quello di Beppe Grillo, 54 mila euro circa, sia in pratica l’unico ad aver superato i 10 mila euro. Il tutto, comunque, è niente rispetto ai 32 milioni che arrivati via Parlamento, e ancor meno rispetto a quelli che arriveranno: basti pensare che i parlamentari sono più che raddoppiati da 126 a 331.

In questo delirio di bilanci, ecco sorgere l’Associazione Rousseau. Fondata l’8 aprile 2016 da Davide e Gianroberto Casaleggio (quattro giorni prima della sua morte), alla fine di quell’anno era in attivo di 79 mila euro, nel 2017 è già in passivo secondo la solita tendenza: 135 mila euro il disavanzo di gestione. Dice Davide Casaleggio che la maggior parte dei soldi (89 mila euro) sono serviti a rendere i dati degli iscritti più sicuri, dopo che il sistema è stato bucato più volte dagli hacker. Di certo, 31 mila e spicci la Rousseau li ha messi a bilancio nel 2017 prevedendo che le sarebbero serviti, al centesimo, nel febbraio 2018 , per pagare una causa persa contro espulsi romani da M5S.

Più ancora che i soldi, tuttavia, è il sistema in crescita a dover essere messo sotto la lente. Alcuni fattori mostrano infatti come il sistema Casaleggio sia sempre più attivo ed operante. Il Rousseau City lab che si citava all’inizio ne è un tassello. Casaleggio e i suoi soci girano l’Italia per mostrare come funziona il sistema della democrazia diretta. La tecnodemocrazia. Dentro un bianco mouse gonfiabile, spiegano il futuro. E a illustrarlo, non c’è Luigi Di Maio, capo politico di M5S. C’è Enrica Sabatini, socia di Rousseau. Che parla di «nuovi modelli di partecipazione», «democrazia diretta, invece che delegata», una «rivoluzione culturale» rispetto alla quale «in Italia ci sono pregiudizi», anche se «i risultati ci danno ragione, essendo arrivati al governo di questo Paese». Eccolo, il link, persino spudorato: è la Rousseau, ad essere arrivata al governo. I risultati le danno ragione.
Lo stesso Casaleggio, parlando durante la serata de “il mio voto conta” l’ha detto ancora meglio: «La consapevolezza dei propri diritti di cittadinanza digitale si sta alzando, un nuovo tipo di diritti e di strumenti . Oggi gli strumenti per esercitare questi diritti non sempre accessibili, ma quando lo diventano poi si pretendono, proprio come quelli che abbiamo creato con Rousseau». Insomma l’accesso alla rete è «un diritto», persino sancito nel contratto di governo tra lega e cinque stelle, e questo è «un primo passo verso il riconoscimento di nuovi diritti, che stiamo cominciando a costruire anche grazie a Rousseau».

Ecco Davide che recupera il padre, le sue direttrici, e le porta su nuovi orizzonti. Senza dimenticare pure l’aggancio con il mito olivettiano: «In un certo senso siamo figli di Adriano. E oggi la sua idea di comunità è il faro che ci indica la strada al centro di Rousseau», scrive Davide su Facebook a inizio luglio. Il mondo che gli gira attorno, del resto, funziona in maniera sempre più integrata. Tra echi olivettiani, e gli approdi più contemporanei. Come quello di Edoardo Narduzzi, amico di Gianroberto Casaleggio, che lavorò con lui alla WebbEgg e costruì la Netikos, esperto di startup, criptovalute e blockchain, è stato uno degli investitori di Pipero, ristorante nel quale si sono incontrati Davide Casaleggio e Luca Lanzalone, pochi giorni prima del suo arresto. Un’altra società di Narduzzi, la Mashfrog, è nella partnership degli organizzatori del master sulle criptovalute organizzato dalla Link University, l’ateneo privato che ha un rapporto privilegiato coi Cinque stelle. L’università che adesso sta per aprire una nuova sede a Napoli. Proprio nell’area della ex Olivetti, ma sarà certamente un caso.
18 luglio 2018
https://espresso.repubblica.it/attualita/2018/07/13/news/non-ti-rendiconto-piu-1.324908
Immagine: beppegrillo.it

Dimaro live giorno 11, sessione di allenamento mattutina: migliorano Hamsik e Diawara

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Il report della sessione mattutina del Napoli di Carlo Ancelotti

Si è conclusa da poco la sessione mattutina di allenamento del Napoli di Carlo Ancelotti al Caricato. La giornata è iniziata con la classica seduta di esercizi atletici.  Giuntoli, Lombardo e Carlo Ancelotti erano seduti in panchina e discutono tra loro.

A seguire è stata giocata una partitella a porte piccole ed a campo ridotto. La squadra è stata divisa in due gruppi: con la casacca gialla: Mezzoni, Albiol, Chiriches, Luperto; Fabiàn Ruiz, Hamsik, Grassi, Callejon, Vinicius, Verdi. Mentre senza casacca: Hysaj, Maksimovicm Tonelli, D’Ignazio; Allan, Diawara, Rog; Ounas, Ciciretti, Insigne. Durante la partita Ancelotti ha dato diverse indivazioni per Amadou Diawara.

Successivamente gli azzurri hanno svolto un esercizio attacco contro difesa. Sulla destra attaccano Fabiàn Ruiz, Hamsik, Grassi Callejon, Vinicius e Verdi. Difendono: Marfella, D’Ignazio, Tonelli, Maksimovic, Hysaj. Dall’altra parte attaccano Allan, Diawara, Rog, Ounas, Ciciretti e Insigne contro Karnezis, Mezzoni, Albiol, Chiriches, e Luperto. Anche durante questi esercizi Carlo Ancelotti fornisce indicazioni molto chiare per i due registi, Hamsik e Diawara: appena ricevono palla, l’indicazione è quella di cambiare subito gioco.

Ancora una partitella a campo ridotto. La squadra nuovamente divisa, in blu: Marfella, Hysaj, Maksimovic, Tonelli, D’Ignazio, Allan, Diwara, Rog, Ounas, Ciciretti, Insigne. In casacca gialla: Contini, Mezzoni, Albiol, Chiriches, Luperto; Fabiàn, Hamsik, Grassi; Callejon, Vinicius, Verdi.

Dal nostro inviato a Dimaro

Procida, beccati i furbetti del cartellino: sospesi 4 dipendenti del Comune

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Procida, beccati i furbetti del cartellino: sospesi 4 dipendenti del Comune

I Carabinieri della Compagnia di Ischia hanno dato esecuzione a un’Ordinanza cautelare interdittiva emessa dal GIP di Napoli a carico di 4 dipendenti del Comune di Procida.
I soggetti colpiti dalla misura sono indiziati in ordine a plurimi episodi di truffa aggravata e continuata ai danni del Comune di Procida consistiti in allontanamenti ingiustificati e arbitrari dalla sede di lavoro, fatto che unito ad artifizi e raggiri aveva indotto in errore l’Ente sull’effettività e completezza del servizio prestato e procurato ai 4 l’ingiusto profitto di retribuzione non dovuta, con danno per il Comune.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli (Sezione Reati contro la Pubblica Amministrazione) traggono origine da accertamenti dei Carabinieri della Compagnia di Ischia iniziati a seguito di una segnalazione circa l’assenteismo dal posto di lavoro di alcuni dipendenti comunali e di appartenenti al Comando Vigili Urbani. Per ottenere riscontri sono poi state sviluppate con servizi di osservazione, controllo e pedinamento predisposti a riscontro per verificare la fondatezza di quanto segnalato.
Le indagini hanno permesso di appurare sin da subito e per tutto il corso dell’operazione che alcuni dipendenti e vigili urbani, allontanandosi dal posto di lavoro dopo aver marcato il loro cartellino in entrata, si recavano in altri luoghi a svolgere faccende personali, spese varie e/o interessi privati, o addirittura, rientravano nella loro abitazione.

Un quadro indiziario composto da una serie di omesse timbrature di cartellini, doppie timbrature da parte di colleghi compiacenti, allontanamenti arbitrari e assenze ingiustificate, parziali o totali, dalla sede di servizio, inosservanza sistematica di puntualità e dell’orario minimo di servizio svolto, con responsabilità indirette dei rispettivi Capi Sezione e del Responsabile della 1^ Sezione Ufficio Personale.
In relazione alle ipotesi di reato contestato il GIP di Napoli ha disposto nei confronti dei 4 soggetti menzionati la misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio per la durata di mesi dodici.
Nell’ambito della stessa indagine risultano complessivamente 12 le persone indagate.

Fraccaro, “Ho deciso di abolire la tassa sulla democrazia”

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L’annuncio del ministro dei rapporti con il Parlamento e della democrazia diretta Riccardo Fraccaro

Il ministro dei rapporti con il Parlamento e della democrazia diretta Riccardo Fraccaro annuncia l’abolizione dell’imposta di bollo per occupazione di suolo pubblico finalizzata alla raccolta firme a sostegno di referendum.

Ho deciso di abolire la ‘tassa sulla democrazia’. Ho voluto che il mio primo atto ufficiale da ministro fosse quello di cancellare l’imposta di bollo per occupazione di suolo pubblico finalizzata alla raccolta firme a sostegno di referendum, iniziative popolari, petizioni ed istanze“. Queste le parole del titolare dei Rapporti col Parlamento Riccardo Fraccaro parlando di “una tassa a carico dei cittadini che arrivava fino a 32 euro a richiesta solo per poter partecipare alla vita politica” e alla formazione delle decisioni pubbliche”.