Home Blog Pagina 4199

Castellammare, al via “Cantieri Viviani” con spettacoli, laboratori e mostre

0
Oggi la presentazione del progetto “Cantieri Viviani” presso la Sala Giunta “Francesco De Santis” Regione Campania

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, insieme al sindaco di Castellammare di Stabia Gaetano Cimmino, all’amministratore unico della Fondazione Campania dei Festival Alessandro Barbano, all’ideatore e curatore del progetto Giulio Baffi presenteranno e daranno l’avvio alle attività della nuova edizione di “Cantieri Viviani”.

Si avvia così il complesso di iniziative artistiche e didattiche, quest’ultime realizzate con la consulenza di Antonia Lezza e Pasquale Scialò, che prosegue tra Castellammare di Stabia e Napoli con nuove proposte, nel solco di un percorso di conoscenza e diffusione della figura e dell’arte di Raffaele Viviani avviato nel 2016.

Nella giornata di oggi sarà presentato l’articolato programma di spettacoli, mostre ed iniziative rivolte al sociale che proseguirà fino al 9 gennaio 2019. Un percorso che inizia con l’inaugurazione, nella serata di lunedì 10 dicembre (ore 19, Accademia “Il Gusto di Imparare” – Fondazione Fanelli, in corso De Gasperi 323 a Castellammare) del Forno Raffaele Viviani, donato alla Fondazione Fanelli.

Un’iniziativa che collega i “cantieri” all’attività sociale – di recupero e inserimento professionale di giovani a rischio proposta dal nuovo centro formativo stabiese – attraverso la donazione di un oggetto-simbolo dedicato al grande autore che superò gli scogli dell’analfabetismo e dell’emarginazione con una volontà ferrea che lo portò ad essere un grande poeta, drammaturgo, intellettuale riconosciuto in tutto il mondo.

Nel corso della serata è in programma anche la performance musicale del gruppo Suonno d’Ajere con Irene Scarpato (Voce), Marcello Smigliante Gentile (Mandolino e Mandoloncello), Gianmarco Libeccio (Chitarra Classica).

Vibonese-Siracusa: 1-1 “Devi sapere che puoi vincere” – Editoriale

0

15ª Giornata di  Campionato Serie C Girone C – Stagione 2018/2019

Stadio Luigi Razza, domenica 9 dicembre ore 16:30

Vibonese-Siracusa: 1-1

L’ex pugile Sugar Ray Leonard sapeva bene che la vittoria stava nel crederci fermamente:

“Devi sapere che puoi vincere. Devi pensare che puoi vincere. Devi sentire che puoi vincere.”

Nella quindicesima giornata di campionato, la quindicesima squadra in classifica, il Siracusa, disputa in campo il match contro la settima in classifica, la Vibonese.

Il Siracusa ci crede sin dall’inizio e al 26Tuninetti segna il goal del vantaggio. Per  59 minuti in casa aretusea si pregusta finalmente il sapore di una dolce vittoria. Il successo mancava al club azzurro ormai da quasi un mese, dal 17 novembre contro il Bisceglie.

A rompere i sogni della tifoseria come sasso su fragile vetro è il goal di Silvetri all’85’.

Il pareggio sembra un risultato più che giusto, il Siracusa dopo il goal appare arroccato in difesa, tutti a guardia di quei tre punti conquistati  ad inizio primo tempo.

Le incursioni degli avversari, calcio d’angolo dopo calcio d’angolo hanno indebolito le attenzioni di una difesa ormai stremata che, per ben 60 minuti ha difeso come catena compatta i punti conquistati.

Solo dopo il goal del pareggio i ragazzi di Mister Pazienza reagiscono e ritornano a crederci ancora. La squadra, come corpo compatto, porta in avanti le proprie azioni, ma non bastano per portare a casa la vittoria.

Si sa, una lunga azione in difesa permette all’avversario di capire dov’è il punto debole e piazzare così il proprio attacco per far breccia al momento più opportuno.

La Vibonese ci ha creduto di più e con animo più cinico è riuscita, attacco dopo attacco, a trovare la breccia per segnare e portare a casa il pareggio.

A fomentare la paura di perdere i punti conquistati è stato anche il giudizio del direttore di gara. Come un innamorato dedito a spelacchiare una margherita, gialla in questo caso: “Cartellino giallo si, cartellino giallo no”. Ammonizione dopo ammonizione il Siracusa conquista durante la gara ben 5 cartellini gialli a fronte dei due della Vibonese.

Se il Siracusa non si fosse solo chiuso in difesa avrebbe potuto portare la vittoria a casa? Se l’arbitro fosse stato un po’ più permissivo? Troppi se e supposizioni, in casa aretusea arriva comunque un punto che giova al buonumore della squadra.

I siracusani avevano la vittoria in pugno, peccato che per ammirarla la mano sia stata aperta.

Incendio in un palazzo a Reggio Emilia, due morti e diversi feriti

Due persone sono morte in un incendio che si è sviluppato, intorno alla mezzanotte, in uno scantinato di un edificio a Reggio Emilia.

Le fiamme sono divampate in una palazzina di quattro piani, in via Turri 33, nei pressi della stazione ferroviaria e hanno prodotto molto fumo.

Oltre alle due vittime, un uomo e una donna, recuperate sulle scale, sono rimaste intossicate una quarantina di persone tra cui una donna e tre minori che sono ricoverati, in codice rosso, negli ospedali di Milano e Fidenza dove sono stati inseriti in camera iperbarica.

Sul posto sono intervenute squadre dei vigili del fuoco di Reggio Emilia, Sant’Ilario e Guastalla, con due autoscale e un carro aria da Modena. Almeno cinque le autoscale inviate dal 115. Sul posto anche Polizia e Carabinieri.

ATTUALITÀ • CENTRO – CRONACA / Incendio in un palazzo a Reggio Emilia, due morti e diversi feriti

Finalmente è tornato Ghoulam

Meglio non si poteva

Corsa, assist e fascia da capitano. E’ questo il riassunto della prova maiuscola di Faouzi Ghoulam contro il Chievo. Il terzino sinistro è stato il grande protagonista del match. Inserito nella formazione a sorpresa dal tecnico Carlo Ancelotti (che, a sua detta, lo aveva deciso già il martedì precedente alla gara), il 31 non ha fatto rimpiangere la scelta.

Un anno. Tanto, troppo tempo per chi era abituato a giocare e ad essere protagonista giocando praticamente sempre. Poi l’infortunio in quel maledetto match di Champions League contro il Manchester City in quel 2 novembre del 2017. Il recupero rapido che aveva sorpreso tutti, le partite con la Primavera del Napoli e poi, a ridosso del suo ritorno in campo, la seconda batosta: la rottura della rotula in allenamento e altro stop fino a ieri, fino alla sua rinascita.
La gara contro il Chievo, e probabilmente il coraggio di Ancelotti, hanno restituito al Napoli un elemento importantissimo per le geometrie azzurre e per chi deve guidare la squadra. Serie A, Champions League e Coppa Italia potranno, ora, ammirare le nuove scorribande di Ghoulam e ammirare un calciatore che è mancato a tutto il calcio italiano.
Il periodo terribile è alle spalle ma il Napoli torna all’attacco, il feretro di Ancelotti può contare su una nuova freccia su cui contare e da poter lanciare.

a cura di Michele Avitabile

RIPRODUZIONE RISERVATA

Strage di Corinaldo: individuato chi ha spruzzato lo spray al peperoncino

STRAGE IN DISCOTECA. Fermato il minore accusato di aver spruzzato lo spray urticante. Secondo i testimoni avrebbe usato lo spray. E’ giallo sui biglietti: venduti 680, staccati 500

La strage di Corinaldo. Gli investigatori hanno individuato, sulla base di alcune testimonianze, chi ha spruzzato lo spray al peperoncino all’interno della discoteca Lanterna Azzurra scatenando il fuggi fuggi generale che poi ha portato la morte di 6 persone. Si tratta di un quindicenne (che vive in provincia di Ancona) al momento in stato di fermo per la droga (cocaina) che gli è stata trovata in casa, ma nessuna prova lo collega a quanto avvenuto venerdì notte. Del resto, secondo gli investigatori, non è ancora una certezza che sia stata quella la causa che ha scatenato il panico nella notte tra sabato e domenica. Infatti, il comandante provinciale dei carabinieri Cristian Carrozza, ha ripetuto per tutto il giorno che “quella dello spray non è l’unica pista da seguire”. Alcuni testimoni, tra l’altro, hanno parlato di “un fumogeno” mentre non è ancora stata scartata la possibilità che “l’odore acre” sentito da tanti ragazzi sia stato provocato da una rottura dell’impianto che diffonde il ‘fumo bianco’, quello che viene utilizzato nelle discoteche per creare l’effetto nebbia. Sono quanto saranno completati gli accertamenti tecnici – a partire da quelli sulla bomboletta spray ritrovata nel locale – sarà possibile dire con certezza cosa ha provocato quella sensazione urticante.

Quel che è certo è che il ragazzo non è ancora stato sentito dai pm e il suo nome non è nel registro degli indagati. Le procure ordinaria e minorile di Ancona sono, infatti, molto caute ma, comunque, il minorenne verrà sentito nelle prossime ore, molto probabilmente già prima della conferenza stampa convocata dai magistrati per il primo pomeriggio.

Intanto gli investigatori stanno continuando a lavorare anche sull’altro filone, quello che riguarda la sicurezza del locale e il numero di persone presenti (si apprende che sono stati 680 i biglietti venduti e quasi 500 quelli staccati) e che coinvolge in primo luogo i titolari della ‘Magic srl’, la società che gestisce la discoteca. Si tratta del rappresentante legale Francesco Bertazzi e dei due soci Quinto Cecchini e Carlantonio Capone: la loro iscrizione nel registro degli indagati sarebbe imminente anche in considerazione del fatto che la capienza del locale è di 459 persone, e quelle agibili sarebbero solo le due sale aperte al piano terra, mentre quella interrata non era fruibile.

A margine di questa disgrazia e dei controlli nelle discoteche, si segnala che i carabinieri hanno posto sotto sequestro due discoteche del Vallo di Diano in provincia di Salerno. In uno dei due locali c’erano 400 persone in più rispetto al consentito e le uscite di sicurezza erano inaccessibili. Nella seconda, oltre ad esserci più persone del consentito, sono state riscontrate anche violazioni delle norme antincendio.

L’attivita dell’ Etna si è ridestata: ripresa l’attività stromboliana

Da qualche giorno l’Etna ha ripreso l’attività stromboliana dalla bocca orientale del Nuovo Cratere di Sud-Est e lo spettacolo è stato accresciuto da ottime condizioni di visibilità.

Già dalla fine di agosto di quest’anno erano iniziate delle piccole eruzioni nel Nuovo Cratere di Sud-Est e l’attività era anche continuata, seppure contenuta, nei crateri sommitali Bocca Nuova e Nord-Est.

Da qualche mese si sta verificando un lento aumento dell’eruzione dal Nuovo Cratere di Sud-Est, in particolare alla sua bocca più orientale apertasi il 25 novembre 2015, con un intervallo esplosivo di 15-20 minuti tanto da iniziare a nascere un piccolo cono all’interno della stessa.

Adduso Sebastiano

ATTUALITÀ / L’attivita dell’ Etna si è ridestata: ripresa l’attività stromboliana

L’immagine è tratta da Fb.

Ex Juve Stabia, per Sau centesimo gol nel giorno di un anniversario speciale

Marco Sau fa 100 gol tra i professionisti

La partita dello scorso sabato tra Cagliari e Roma è stata per gli isolani fantastica. Sotto, infatti, di due reti contro la squadra di Di Francesco, gli isolani sono riusciti nonostante la doppia inferiorità numerica a recuperare il doppio svantaggio, andando in rete al minuto 95 grazie a Marco Sau.

L’ex bomber della Juve Stabia ha trafitto la difesa della Roma, facendo esplodere la Sardegna Arena. Gol liberazione per il numero 25 ma, soprattutto, rete numero 100 in carriera in campionato per Sau.

Lo score dell’ex folletto gialloblu conta infatti: 10 reti col Manfredonia, 4 con il Lecco, 20 con il Foggia, 21 con la Juve Stabia e 45 con il Cagliari. Una rete speciale, per valenza ed importanza, con cui Sau spera di essersi messo alle spalle gli ultimi mesi non brillanti.

Da sottolineare che la punta di Tonara è entrato nel club dei centenari proprio in un giorno per lui di per sé speciale. Sabato ricorreva infatti il settimo anniversario della rete più bella, probabilmente, della carriera di Sau, siglata con la maglia della Juve Stabia. Era il 9 dicembre 2011 quando il 25 gialloblè faceva ammattire la difesa della Sampdoria, trafiggendo Romero con un destro a giro meraviglioso. Quella rete contribuì a far conoscere Sau al grande calcio ed a farlo entrare definitivamente nel cuore dei tifosi della Juve Stabia, impazziti di gioia nel settore ospiti del Marassi.

Congratulazioni Marco, stabiese per sempre.

Napoli, casa in fumo: bimba di due anni tratta in salvo dai carabinieri

0
Allerta lanciata dai genitori

Bimba bloccata all’interno di un appartamento saturo di fumo: salvata dai carabinieri della stazione di Mugnano. È accaduto ieri pomeriggio in via Roma, a Melito. La bambina, di circa due anni, era rimasta bloccata in casa senza i genitori e con l’appartamento ormai invaso dal fumo scaturito dai fornelli accesi della cucina.

Allertati dai genitori, rimasti all’esterno dell’abitazione, sono intervenuti sul posto i militari dell’Arma di Mugnano. I carabinieri, vista la gravità della situazione, non hanno atteso l’arrivo dei vigili del fuoco. Uno dei militari si è arrampicato sul balcone e, una volta entrato dalla finestra, è riuscito a salvare la piccola. Sul posto sono poi intervenuti i vigili del fuoco e i mezzi di soccorso.

Il Mattino: “Raggiunta l’intesa con Zielinski, via la clausola. Mertens vola in Cina”

“Callejon pronto alla firma a vita”

Tra meno di un mese si aprirà il calciomercato ma in casa Napoli non sono arrivi e partenze a tenere banco, anzi. Al centro del tavolo ci sono le situazioni contrattuali di alcuni tesserati come quella di Piotr Zielinski (vicino al rinnovo), Josè Maria Callejon (pronto a legarsi a vita ai colori azzurri) e quella di Dries Mertens (pronto alla partenza).

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna de Il Mattino:
“Mertens la prossima estate potrebbe scegliere la Cina mentre Callejon è pronto a firmare a vita. Ma c’è praticamente la fumata bianca per il rinnovo di Zielinski, dopo la missione napoletana dei manager del polacco la scorsa settimana. Intesa raggiunta con De Laurentiis per il prolungamento del contratto fino al 2023. Probabilmente non è stata inserita alcuna clausola rescissoria. Mancano solo i dettagli legali per l’annuncio ma non ci sono intoppi per la firma”.

Campania, finti insegnanti di sostegno appiccano fuoco per eliminare le prove

0
Il rogo non sarebbe un atto intimidatorio

Altro che vandalismo, altro che episodio scellerato e fine a se stesso. Era un attentato mirato, con una precisa strategia criminale finalizzata, che puntava ad un obiettivo in particolare: distruggere le tracce di una colossale farsa, eliminare le possibili prove di una serie di falsi costruiti a tavolino.

È questa l’ipotesi principale per spiegare quanto avvenuto lo scorso due dicembre, una domenica mattina, all’interno degli uffici del Provveditorato agli studi di Salerno. Il rogo, le fiamme, fumo nero, nessun furto, tanti sospetti, qui nel palazzone di Fuorni, un edificio sul quale ora ha acceso i propri riflettori la Procura di Napoli. Un’inchiesta tutta partenopea sui diplomi da assegnare agli aspiranti insegnanti di sostegno, che devia improvvisamente su Salerno, proprio alla luce di quelle fiamme dolose denunciate otto giorni fa dal Mattino. Ma andiamo con ordine, a ricostruire un puzzle che parte da Napoli e che trova nel palazzo di via Monticelli a Salerno una delle sue tessere principali. Si parte da una inchiesta sui diplomi facili, o meglio, su veri e propri diplomifici che consentono a tanti aspiranti prof di accedere alla graduatoria e ambire all’insegnamento.

Gazzetta – La condizione atletica di Ghoulam sorprende Ancelotti: potrebbe arrivare un nuovo rinnovo

Il suo contratto scade nel 2022

Faouzi Ghoulam è partito titolare nel match disputato dal Napoli contro il Frosinone. Non solo, il terzino algerino è stato autore di una prestazione maiuscola condita da due assist per la doppietta di Arek Milik. Il numero 31 ha sorpreso Carlo Ancelotti con la sua condizione atletica e le sue sgroppate sulla fascia tanto da chiedere alla società il suo rinnovo del contratto.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“Ghoulam si è infortunato era considerato tra i migliori esterni europei, tanto da meritarsi l’interessamento di alcuni club di Premier League (Manchester City e Arsenal) e del Barcellona. L’algerino è legato al Napoli da un contratto che scadrà a giugno 2022 e non è escluso che già il prossimo anno si possa ridiscutere il prolungamento di un altro anno. Ancelotti lo stima molto e Aurelio De Laurentiis non ha alcuna intenzione di privarsene”.

Castellammare, feste abusive e strade chiuse dopo i falò

0
Riecheggiano le note delle canzoni neomelodiche

La sera dopo il falò della vergogna, Castellammare di Stabia è ancora ostaggio delle feste abusive gestite da comitati di quartiere presidiati dalla camorra. Spettacoli pirotecnici senza autorizzazione e con le aree delimitate con nastro. E poi concerti di neomelodici in ogni angolo della città, anche in centro, con le strade chiuse da transenne abusive.

Tutto questo appena 24 ore dopo lo show della camorra nel cuore del rione Savorito, dove era stata montata la pira di legno con un manichino impiccato e il messaggio contro i collaboratori di giustizia: “Così devono morire i pentiti, bruciati”. Subito dopo l’applauso della folla e lo scoppio dei fuochi d’artificio era stato incendiato il “fucaracchio” illegale, sulle note delle canzoni di Tony Marciano, neomelodico di Torre Annunziata che ha già subito una condanna per droga e ritenuto vicino agli ambienti del clan Gionta, tornato libero e nuovamente sui palchi da meno di due anni.

Il Mattino – Ancelotti crede nella qualificazione: “Cuore caldo e testa fredda”

Il tecnico ex Milan e Bayern è ottimista

Domani sera andrà in scena l’ultima giornata della fase a gironi di Champions League ed anche il gruppo C emetterà i propri verdetti. Il match clou si giocherà ad Anfield Road dove il Napoli affronterà il Liverpool per ottenere il passaggio del turno e per guardarsi le spalle proprio dagli inglesi.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna de Il Mattino:
“La notte si avvicina. Dentro o fuori, in tutti i sensi. Che tremore, e che emozioni. ‘Ci vogliono cuore caldo e testa fredda’ ripete Carletto Ancelotti nella rifinitura della domenica mattina, il giorno dopo la gara con il Frosinone. La sua vigilia è un inno all’ottimismo. Ripete ai suoi che non serve un miracolo per passare il turno, perché ormai vincere o pareggiare in casa del Liverpool sarebbe normale, non strano. Lui ci crede, perché è convinto di avere una squadra forte”.

Dichiarazione universale dei diritti umani: 70° del più grande atto etico-politico della modernità

0

Parigi, 10 dicembre 1948 , l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani .

Dopo questa solenne deliberazione, l’Assemblea diede istruzioni al Segretario Generale di provvedere a diffondere ampiamente questa Dichiarazione e, a tal fine, di pubblicarne e distribuirne il testo non soltanto nelle cinque lingue ufficiali dell’Organizzazione internazionale, ma anche in quante altre lingue fosse possibile usando ogni mezzo a sua disposizione.

Il testo ufficiale è disponibile nelle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, cioè cinese, francese, inglese, russo e spagnolo.
  • Le considerazioni che portarono l’Assemblea Generale a proclamare questa dichiarazione furono le seguenti:

    Considerato il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo.

  • Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità, e che l’avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell’uomo.
  • Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l’uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’oppressione.
  • Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni.
  • Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana, nell’uguaglianza dei diritti dell’uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà.
  • Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l’osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
  • Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni,

l’Assemblea Generale proclamò la dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune, da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l’insegnamento e l’educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l’universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.

Il documento fu prodotto dagli Alleati sull’onda dell’indignazione per le atrocità commesse nella Seconda guerra mondiale, la Dichiarazione fa parte dei documenti di base delle Nazioni Unite insieme al suo stesso Statuto del 1945.

Secondo gli Stati membri non democratici dell’ONU, in quanto Dichiarazione di principi dell’Assemblea generale, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani non è giuridicamente vincolante per gli Stati membri dell’organizzazione. Tuttavia ai diritti e alle libertà in essa riconosciuti va attribuito un valore giuridico autonomo nell’ambito della comunità internazionale, dal momento che sono ormai considerati dalla gran parte delle nazioni civili alla stregua di principi inalienabili del diritto internazionale generale.

La Dichiarazione dei Diritti Umani è un codice etico di importanza storica fondamentale: è stato infatti il primo documento a sancire universalmente (cioè in ogni epoca storica e in ogni parte del mondo) i diritti che spettano all’essere umano. Idealmente, la Dichiarazione è il punto di arrivo di un dibattito filosofico sull’etica e i diritti umani che nelle varie epoche ha visto impegnati filosofi di vario genere.

La dichiarazione è frutto di una elaborazione umana centenaria, che parte dai primi principi etici classico-europei e arriva fino al Bill of Rights (1689), alla Dichiarazione d’Indipendenza statunitense (4 luglio 1776 ), ma soprattutto la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino stesa nel 1789 durante la Rivoluzione Francese, i cui elementi di fondo (i diritti civili e politici dell’individuo) sono confluiti in larga misura in questa carta.

Molto rilevanti infine, nel percorso che ha portato alla realizzazione della Dichiarazione, sono i “ Quattordici punti ”, nome dato ad un discorso pronunciato dal presidente Woodrow Wilson l’8 gennaio 1918 davanti al Congresso riunito in sessione congiunta e contenente i propositi di Wilson stesso in merito all’ordine mondiale seguente la prima guerra mondiale, basati su appunto quattordici principi di base, e i pilastri delle “ Quattro libertà ” enunciati da Franklin Delano Roosevelt nella Carta Atlantica del 1941.

Un ruolo fondamentale per sbloccare quella coscienza etica che è alla base della Dichiarazione, infine, hanno certamente ricoperto i drammatici eventi e i milioni di morti della Seconda guerra mondiale.

Alla Dichiarazione, redatta, tra gli altri, da René Cassin , sono poi seguiti la Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e culturali e il Patto internazionale sui diritti civili e politici, elaborati dalla Commissione per i Diritti Umani ed entrambi adottati all’unanimità dall’ONU il 16 dicembre 1966.

La Dichiarazione è la base di molte delle conquiste civili della seconda metà del XX secolo, e costituisce l’orizzonte ideale della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea , confluita poi nel 2004 nella Costituzione europea. Il testo della Costituzione Europea non è mai entrato in vigore per via della sua mancata ratifica da parte di alcuni Stati membri (Francia e Paesi Bassi a seguito della maggioranza dei no al relativo referendum), ma la Dichiarazione in ambito europeo costituisce comunque una fonte di ispirazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea proclamata per la prima volta a Nizza il 7 dicembre 2000, ed avente oggi anche pieno valore legale vincolante per i Paesi UE dopo l’entrata in vigore del trattato di Lisbona il 1º dicembre 2009 Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea quale parte integrante della Costituzione europea .

La Dichiarazione universale dei diritti umani è composta da un preambolo, da 30 articoli e possiamo dire da 7 argomenti che sanciscono i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona. I diritti dell’individuo vanno quindi suddivisi in due grandi aree: i diritti civili e politici e i diritti economici, sociali e culturali.

Oggi più di ieri, in cui si avverte forte la minaccia della violenza, della guerra, del terrorismo, in cui le diseguaglianze hanno raggiunto a livello globale condizioni insostenibili, in cui pregiudizi e razzismo lacerano, dividono e stanno conducendo all’abbrutimento la nostra civiltà, l’occasione dei 70 anni deve essere stimolo per riscoprire e rimettere al centro dell’agire di tutti i principi alla base della Dichiarazione.

Vincenzo Vanacore

COLLEGATE:

70° anniversario della Dichiarazione universali dei diritti umani (IT-EN)

CULTURA • EVENTI E CONVEGNI

70° anniversario della Dichiarazione universali dei diritti umani (IT-EN)

Il Parlamento Europeo celebra il 70° anniversario della Dichiarazione universali dei diritti umani. Dal 19 al 23 novembre al Parlamento europeo si tiene la…

I gialloverde, con Ceresani, mettono piede anche su Clima e Satana (VIDEO)

È sconcertante, per non dire desolante, il dover assistere ai continui polveroni alzati dai gialloverde in qualsiasi settore esondando, senza alcuna riserva, da qualsiasi alveo in qualsiasi territorio e, semmai dovessero incontrare qualcuno che, per garbo, non usa qualificarli come meriterebbero ma si limita a far loro notare che hanno detto, o dicono, cose non esatte (fesserie per l’uomo medio; stronzate per il popolino a loro così caro), eccoli lì pronti a rispondere: “questo lo dice lei” (e poco importa che il “lei” del momento magari sia una(un) plurilaureata(o) con collaudata ed apprezzata esperienza in materie del settore). Poi, se non bastasse, ecco pronto anche il rafforzo: per poter parlare, “si candidi alle prossime elezioni”. Sic, Sic, Sic!

E già questi sono fatti e dati più che comprovati ma si sà, chi si ferma è perduto per cui, sempre avanti con sempre nuove illuminazioni, informazioni ed acculturamento a favore del popolo e delle masse beote a loro tanto gradite (e devote)!

L’ultima perla ce l’ha fornita ieri, ad Uno Mattina, il Dott. Cristiano Ceresani quando ha affermato, con la massima convinzione e serietà, che il cambiamento climatico “È colpa di Satana”:

Vedi VIDEO

“Nel cuore dell’uomo agisce la tentazione. Io nel libro cerco di spiegare come il fatto che Satana negli ultimi tempi che precedono la Parusia sarà scagliato sulla terra con grande furore proprio per prendere di mira il Creato e la Creazione sia un dato teologico. Dinnanzi a questo dato teologico io faccio delle domande: perché ci viene rivelata questa cosa? Perché questo tema dello sconvolgimento finale viene evocato? Lo paragono a quel che accade oggi [dal punto di vista ambientale, ndr] che è qualcosa del tutto inedito nella storia dell’umanità, qualcosa che non è mai accaduto, e gli scenari sono molto molto pericolosi per la sopravvivenza del genere umano”.

Ebbene, chi è il Dott Cristiano Ceresani? Un eccelso geologo, un metereologo, un grande esperto in questioni climatiche e/o ambientali, un fisico, uno scienziato? Ma proprio per niente! Secondo gli standard e la metodologia gialloverde, nulla di tutto questo. Il Dott. Cristiano Ceresani ha “solo” una Laurea Magistrale per aver frequentato il Corso di laurea in Giurisprudenza presso l’Università La Sapienza di Roma (ndr: nemmeno Avvocato, quindi, almeno stando al curricula presentato in Parlamento). Nulla a che vedere o a che fare, quindi,  con l’argomento e/o le tecnologie metereologiche e/o geologiche e/o climatiche.

Ah, sì, però è anche il marito di Simona De Mita e quindi genero dell’ex presidente del consiglio Ciriaco De Mita; durante il governo Renzi, aveva ricoperto l’incarico di capo dell’Ufficio legislativo della sottosegretaria Maria Elena Boschi, ed ora è capo gabinetto del ministero per la Famiglia e le disabilità (nota: e poi si chiedono perchè Matteo Dall’Osso, il deputato che soffre di Sla, sia passato da M5s a Forza Italia). Anche tutto questo però nulla ha a che vedere con l’argomento  per cui, se competenze ci sono, sono in – e dovute a – ben altro, non certo in Clima e/o Satana. (Curriculum).

E questo è!

Ora però, onde evitare di essere tacciato di prevenzione verso i colori gialloverde e quanti se ne rivestono usandoli per poter dire qualsiasi cosa “perché lo dicono loro, gli eletti” (ma in questo credo che sia il loro primario fraintendimento), riporto a seguire quanto scritto da Mauro Lonardi in risposta alle parole del Dott. Ceresani e lascerò parlare lui.

Prima però, per par condicio e correttezza, mi sembra corretto fornirvi anche una breve nota su “Chi è Mauro Lonardi”:

Mauro Leonardi (Como 1959) è sacerdote dal 29 maggio 1988 e da allora abita a Roma. Passa molte ore della sua giornata a fare il prete e predilige costruire ponti piuttosto che innalzare muri. Da anni scrive racconti, articoli, saggi e romanzi che ruotano intorno al rapporto tra l’uomo e Dio. Il suo blog è Come Gesù , Una giornata di Susanna (Cooper) il suo ultimo romanzo, Il Signore dei Sogni (Ares) l’ultimo saggio (si apprende dal web).

Ciò premesso e chiarito, eccovi l’articolo di don Mauro Lonardi che ho scelto di usare per dare risposta al Dott. Ceresani:

Perché da cattolico dico che è sbagliato tirare in ballo Satana per spiegare i cambiamenti climatici

È pericoloso che un capo gabinetto privo di competenze teologiche faccia queste affermazioni. Credere nel demonio non vuol dire deresponsabilizzare l’uomo per le sue scelte, che solo sempre libere. Qualche considerazione sulle frasi di Cristiano Ceresani

Il diavolo è una cosa seria, il cambiamento climatico pure, ma se li metti assieme rischi di cadere dalla commedia alla tragedia. Ci riesce il capo gabinetto del ministero per la Famiglia e le disabilità, Cristiano Ceresani, ospite a Uno Mattina e autore del libro “Kerygma, il Vangelo degli ultimi giorni”.

In trasmissione dice:

“Nel cuore dell’uomo agisce la tentazione. Io nel libro cerco di spiegare come il fatto che Satana negli ultimi tempi che precedono la Parusia sarà scagliato sulla terra con grande furore proprio per prendere di mira il Creato e la Creazione sia un dato teologico. Dinnanzi a questo dato teologico io faccio delle domande: perché ci viene rivelata questa cosa? Perché questo tema dello sconvolgimento finale viene evocato? Lo paragono a quel che accade oggi [dal punto di vista ambientale, ndr] che è qualcosa del tutto inedito nella storia dell’umanità, qualcosa che non è mai accaduto, e gli scenari sono molto molto pericolosi per la sopravvivenza del genere umano”.

È pericoloso che un capo gabinetto privo di competenze teologiche faccia queste affermazioni. Già la questione del riscaldamento globale è complessissima proprio perché, come si vede dal dibattito in corso, non è affatto semplice dire con assoluta certezza cosa non sia “mai accaduto” metereologicamente parlando: è poi certo oltretutto che, almeno per i cristiani, a nessun uomo sarà mai dato sapere quando avverrà la fine dei tempi di cui parla Cerasini.

Lo dice Gesù stesso quando, rispondendo alla domanda dei discepoli preoccupati su quando avverrà proprio quello sconvolgimento finale cui si riferisce il nostro autore, risponde: “Quanto a quel giorno e a quell’ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre” (Mt 24, 36). “Nessuno lo sa” significa esattamente che, per il credente in Cristo, da nessun segno, da nessun calcolo è mai possibile dedurre quando avverrà la fine dei tempi, e cioè la situazione cui allude Cerasani.

Il diavolo tenta, ma l’uomo sceglie

Credere nell’esistenza del demonio secondo la corretta dottrina cattolica evita di cadere nella superstizione e nella deresponsabilizzazione perché è vero che il diavolo tenta, ma è l’uomo che sceglie: ciascuno di noi è fabbro del proprio destino. Dovrebbe saperlo un politico che in quanto tale ha il compito di evitare di consegnare il cittadino a “forze oscure” che avrebbero solo l’effetto di deresponsabilizzarci mettendoci in braccio alla confusione, alla schiavitù, all’impotenza.

La vera capacità morale dell’uomo è quella di scegliere tra bene e male, di costruire il proprio senso morale, di creare alleanze per mobilitare le forze positive per cambiare in meglio il mondo. Satana certamente esiste e certamente ha un influsso, ma è l’uomo a dire sì o no, a collaborare o a opporsi al male.

Perché si fanno certe affermazioni? Temo sia solo per lusingare un possibile pubblico elettorale e di acquirenti. E questo fa paura perché gli stralci che si trovano in rete del saggio di Cerasini fanno veramente inorridire.

Mi fermo a uno, quello per cui il popolo ebraico si sarebbe attirato le ire del Divino — e quindi si sarebbe meritata la Shoah — a causa del rifiuto di convertirsi al cristianesimo duemila anni prima. Leggere per credere: “[il] peccato originale del popolo di Abramo (…) è quello di non aver creduto nella nuova ed eterna alleanza con Gesù Cristo (…). Potrà apparire irriverente nei confronti del popolo ebraico che noi amiamo profondamente, tuttavia alla luce della Parola Rivelata, non può destare scandalo il fatto che le intricate vicende storiche degli ebrei che hanno condotto alla Shoah, possono essere comprese solo avendo a mente il peccato del rinnegare il Kerygma, ossia non credere che Gesù Cristo è il redentore” [p. 80].

Tanto scempio si sarebbe evitato solo che si fosse ascoltato il consiglio di Cristo di non mischiare le cose della fede a quelle della politica: “Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio” Mt (22,21).

Mauro Leonardi

  • video da repubblica

Muggiò, uccide il figlio tossicodipendente. In carcere uomo di 72 anni

0

Uccide il figlio con svariati colpi di un oggetto contundente alla testa. Si è così costituito un uomo di 72 anni, Mario Colleoni per aver colpito il figlio Gianluca Colleoni, 48 anni nella casa di famiglia a Muggiò (Monza), al culmine di una lite.

Lite scatenata probabilmente dal piccolo incidente avuto dal ragazzo, di ritorno dalla nottata trascorsa fuori. Tuttavia gli scontri tra padre e figlio non erano rari e i vicini più volte li sentivano urlare, ma tutti sono concordi nell’affermare la totale assenza di violenza da parte del padre.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri intorno alle 7:30 Gianluca ha telefonato ai suoi genitori, con i quali era tornato ad abitare dopo aver chiuso il rapporto con la madre di suo figlio chiedendo loro aiuto. Rientrando dalla nottata trascorsa fuori era andato a sbattere con l’auto contro un muretto. Recuperato e portato a casa dal padre, è andato a dormire.

Quando si è svegliato, intorno alle 11, la madre fuori casa, il 48 enne si è trovato a fronteggiare il genitore, arrabbiato per l’ ennesima incoscienza. Tra i due la lite è degenerata in giardino, dove il 72 enne ha colpito il figlio varie volte con un pestacarne, almeno tre alla nuca.

L’uomo ha immediatamente chiamato i soccorsi e ha atteso l’arrivo dei carabinieri.

Da quanto appreso dal 72 enne, il figlio lottava da tempo con l’abuso di alcol e droga. Una battaglia che aveva coinvolto la stessa la famiglia, sempre rimasta accanto a quel figlio problematico.

Napoli, convegno su Testamento Biologico e Fine Vita in ricordo di Maurizio de Tilla

0
Napoli, convegno su Testamento Biologico e Fine Vita ispirato dal ricordo di Maurizio de Tilla

Testamento biologico e fine vita” questo il titolo del convegno previsto in calendario per lunedì 10 dicembre, dalle ore 12,30 alle 15,30, presso il Tribunale di Napoli: a promuovere l’iniziativa ispirata a Maurizio de Tilla, riferisce ilMattino, sono stati l’Ente Biblioteca di Castel Capuano, l’Ordine degli avvocati e l’Associazione Nazionale Avvocati Italiani.
Notai, avvocati e professori universitari si alterneranno al tavolo dei relatori per dibattere un argomento diventato recentemente di grande attualità: previsti, tra gli altri, gli interventi di Maurizio Bianco, presidente del Foro napoletano, Roberto Fiore presidente della Biblioteca di Castel Capuano (a destra nella foto), Giuseppe De Carolis di Prossedi presidente della Corte di Appello, Luigi Riello Procuratore generale della Corte di Appello, Ettore Ferrara presidente del Tribunale, Antonio Areniello presidente del Consiglio notarile e Isabella Stoppani presidente ANAI.

De Lilla, scomparso a seguito di una brutta malattia un anno fa, era considerato una figura di spicco della professione legale nel nostro Paese.
Dal 1966 aveva iniziato ad esercitare l’attività di avvocato civilista nel capoluogo campano, ricoprendo, poi, nel tempo, numerose cariche di rappresentanza della categoria: era stato, infatti, fra l’altro, presidente dell’Ordine degli avvocati di Napoli, presidente della Cassa nazionale di previdenza forense.

Juve Stabia-Sicula Leonzio, aperta la prevendita dei tagliandi: info e prezzi

Juve Stabia-Sicula Leonzio, aperta la prevendita dei tagliandi: prezzi e info su come acquistarli

S.S. Juve Stabia rende noto che saranno disponibili in prevendita, da domani, 10 dicembre, e fino a mercoledì 12 dicembre alle ore 14.30, i tagliandi per la gara Juve Stabia-Sicula Leonzio, match valevole per la sedicesima giornata di campionato di serie C, in programma mercoledì 12 dicembre alle ore 14.30, allo Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia.

Di seguito i prezzi dei tagliandi:
Curva San Marco € 12 comprensivo dei diritti di prevendita
Tribuna Quisisana (scoperta) € 16 comprensivo dei diritti di prevendita
Tribuna Monte Faito (coperta) € 22 comprensivo dei diritti di prevendita
Tribuna Roberto Fiore VIP € 72 comprensivo dei diritti di prevendita

I tagliandi potranno essere acquistati esclusivamente presso i punti vendita abilitati che qui di seguito riepiloghiamo:
Bar Dolci Momenti – Via Cosenza
Bar Gialloblù – Viale Europa
Light Break – Corso Vittorio Emanuele
Centro Ricreativo Juve Stabia – Via Bonito
Scommesse Intralot – Viale Europa 31
Post Office – Via Plinio Il Vecchio 72

S.S. Juve Stabia

Nocera-Pagani, partita di droga nascosta tra le arance: pusher condannati per traffico internazionale

0
Mercato ortofrutticolo Nocera-Pagani, partita di droga dalla Spagna nascosta tra le arance: pusher condannati per traffico internazionale di stupefacenti

Tre anni di reclusione per il napoletano R.E. e l’autista spagnolo N.O.S., coinvolti nel traffico internazionale di droga per una partita di oltre 200 chili di hashish, nascosti tra le arance di un carico giunto al mercato ortofrutticolo Nocera-Pagani. Questa la sentenza, con misura cautelare revocata per N.O.S., giunta al termine del rito abbreviato dinanzi al gup del tribunale di Nocera Inferiore, Gustavo Danise.
Secondo quanto riferito da ilMattino, i due rispondevano entrambi di trasporto e passaggio della maxi partita di hashish, individuata e sequestrata al mercato nel giugno scorso. Durante i controlli furono cinque le persone arrestate, accusate di traffico internazionale di droga.
Le indagini dei carabinieri, con il prezioso aiuto del nucleo cinofili, hanno permesso di individuare il tir sul quale viaggiavano i trafficanti che conteneva 230 chili di hashish occultati in un carico di arance. Secondo quanto emerso, quel carico era giunto in Italia dalla Spagna. Il mezzo incriminato nascondeva tra le casse di arance i panetti di hashish, di provenienza probabilmente nordafricana, con la base di arrivo nell’area del polo agroalimentare di Pagani.
Gli altri tre indagati, a differenza degli altri due che hanno scelto un rito alternativo, affronteranno il processo con rito ordinario al tribunale di Nocera Inferiore.

 

Napoli, forte tromba d’aria nel Golfo: collegamenti marittimi sospesi con le isole

0
Napoli, forte tromba d’aria nel Golfo: nel pomeriggio collegamenti marittimi sospesi, Capri isolata

Napoli e provincia alle prese con le quarantotto ore di allerta meteo annunciate dalla Protezione Civile della Regione Campania. Tante le criticità su tutto il territorio a causa di trombe d’aria e maltempo che stanno rendendo difficile la circolazione di navi e altri mezzi di trasporto. Nel Golfo di Napoli, onde alte oltre tre metri e vento forte di ponente hanno provocato da questo pomeriggio la sospensione totale dei collegamenti marittimi tra Capri e la terraferma. È la seconda volta che accade in due giorni, ricordano i colleghi de ilMattino. Già ieri sera, infatti, le corse erano state interrotte, poi questa mattina il miglioramento delle condizioni meteomarine aveva consentito la ripresa delle partenze.
Nel pomeriggio, quindi, nuovo stop totale sia ai mezzi veloci che alle navi.
Ultima partenza da Napoli alle 12,40, ultima corsa da Capri alle 15.35. A seguire il fermo totale. Gli abitanti di Capri sono di nuovo isolati.