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Brignone, la favola continua: trionfo nel SuperG, Coppa del Mondo a un passo

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(Adnkronos) –
Federica Brignone a un passo dalla Coppa del Mondo.La sciatrice azzurra ha trionfato nel SuperG di La Thuile, in Valle d'Aosta, in una gara accorciata dalle nevicate e dalle temperature miti dei giorni scorsi.

Brignone ha chiuso in 57"95, precedendo Sofia Goggia, seconda a un solo centesimo di ritardo e la francese Romane Miradoli, distante cinque centesimi.Per Federica è il decimo successo in stagione, e grazie a questo successo si prende il primo posto anche nella classifica dei SuperG. "Sto vivendo una giornata fantastica.

Ci tenevo a venir giù in luce verde a casa mia", ha detto a caldo Brignone, che ora ha 382 punti di vantaggio sulla svizzera Lara Gut-Behrami.Un distacco che, a quattro gare dal termine della Coppa del Mondo, da disputare a San Valley, negli Stati Uniti, mette virtualmente il trofeo nelle mani dell'azzurra. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Iran e la ‘primavera nucleare’, Cina e Russia con Teheran contro Trump

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(Adnkronos) – Diplomazia, ripresa dei negoziati contro "sanzioni, pressioni o minaccia dell'uso della forza".Stop alle "sanzioni unilaterali illegali".

Cina, Iran e Russia parlano così, con un'unica voce, nel giorno dei colloqui di Pechino dedicati al dossier nucleare iraniano.Poco dopo le parole di Donald Trump, convinto che di fronte all'Iran ci siano solo due opzioni, un nuovo accordo, verso il quale spinge il presidente degli Stati Uniti, o la 'via' militare. "Le parti interessate dovrebbero impegnarsi ad affrontare le cause alla radice della situazione attuale e abbandonare sanzioni, pressioni o minacce di uso della forza", si legge nel comunicato congiunto diffuso dai media del gigante asiatico, con i tre Paesi che "ribadiscono l'importanza" del Trattato di non proliferazione nucleare. Dopo i colloqui a Pechino, che hanno visto seduti intorno allo stesso tavolo il vice ministro degli Esteri cinese Ma Zhaoxu e gli omologhi di Russia e Iran, Sergei Ryabkov e Kazem Gharibabadi, i tre Paesi chiedono di "evitare azioni che possano portare a un'escalation in modo da creare un clima favorevole e condizioni per il lavoro della diplomazia".

E così, rilevano gli osservatori, la Repubblica Popolare lavora con l'obiettivo più ampio di posizionarsi come leader globale, in alternativa agli Stati Uniti, una 'meta' che i dirigenti cinesi considerano più vicina alla luce dell'"America First". Tutto mentre l'Iran, che ha sempre rivendicato la natura "pacifica" del suo programma nucleare, ha accelerato sull'arricchimento dell'uranio.Da qui l'intensa attività diplomatica, anche europea.

La Cina – osserva Tong Zhao del think tank Carnegie Endowment for International Peace di Washington, citato dalla Cnn – "è sempre più motivata ad approfondire il proprio coinvolgimento (nel dossier nucleare iraniano) per salvaguardare i propri interessi, allargare l'influenza nella regione (con l'occhio alle risorse) e rafforzare l'immagine di potenza globale responsabile", anche dopo essersi resa protagonista lo scorso anno del disgelo tra Iran e Arabia Saudita. E, con Russia e Iran, "potrebbe anche puntare a sottolineare l'importanza degli approcci non occidentali per risolvere le sfide globali".Due Paesi con cui la Repubblica Popolare ha appena concluso esercitazioni navali congiunte che dal 2019 vedono Pechino, Mosca e Teheran insieme ogni anno nel Golfo dell'Oman.

Senza contare la cooperazione tra Iran e Russia, con i droni iraniani che hanno sostenuto le forze di Vladimir Putin nel confitto in Ucraina, innescato dall'invasione russa avviata il 24 febbraio di tre anni fa. In questo contesto si inserisce la lettera di Trump alla Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei, al quale nella Repubblica Islamica spetta sempre l'ultima parola su tutto.Il presidente degli Stati Uniti ha detto di "sperare" che Teheran voglia "negoziare, perché sarebbe molto meglio" per l'Iran, altrimenti "dobbiamo fare qualcosa, perché non possiamo permettere loro un'altra arma nucleare". E Khamenei è tornato a criticare il "bullismo".

Per l'Iran, i colloqui in Cina "sono un'opportunità simbolica", perché "può continuare a dimostrare l'allineamento con Russia e Cina" e "portare avanti il messaggio di ricerca di 'engagement'", commenta Sanam Vakil, responsabile del programma Medio Oriente e Nord Africa di Chatham House, citato dalla rete americana. Nel 2018, al suo primo mandato alla Casa Bianca, Trump decise per il ritiro degli Stati Uniti dall'accordo internazionale sul nucleare iraniano (Jcpoa), sottoscritto tre anni prima all'epoca dell'Amministrazione Obama, e per il ripristino di sanzioni contro la Repubblica Islamica.E' da allora che Teheran ha iniziato a fare passi indietro rispetto agli impegni assunti con quell'intesa che imponeva restrizioni alle attività iraniane in cambio della revoca di sanzioni. Il Jcpoa sottoscritto da Iran, Cina, Francia, Germania, Regno Unito, Russia, Ue e Usa è stato sempre sostenuto da Pechino, che criticò il ritiro degli Stati Uniti, contestando le sanzioni americane contro la Repubblica Islamica.

E la "massima pressione".Oggi non è chiaro quale forma potrebbe avere un eventuale nuovo accordo con l'Iran.

Tra le incertezze c'è lo spettro dello "snapback", il meccanismo previsto dal Jcpoa – in scadenza formale a ottobre – che consente il ripristino delle sanzioni Onu e che potrebbe essere attivato entro quella data. "Siamo chiari che adotteremo tutte le misure diplomatiche per impedire all'Iran di ottenere l'atomica, questo comprende il ricorso allo snapback, se necessario", ha detto mercoledì il vice ambasciatore britannico all'Onu, James Kariuki, come riporta la Bbc. Intanto, da Pechino, Cina, Iran e Russia – in tipico stile diplomatico cinese – affermano che ogni "dialogo" deve basarsi sul "principio del rispetto reciproco".In un Iran da sempre diviso sul nucleare e 'indebolito' dai raid israeliani dello scorso anno, "hanno visto l'approccio imprevedibile, molto prepotente nei confronti di Zelensky (lo scontro del 28 febbraio nello Studio Ovale tra il presidente ucraino e il presidente e il vice presidente degli Stati Uniti) e le sue proposte stravaganti su Gaza", conclude Vakil citato anche dalla rete britannica.

E "non vogliono essere messi in quella posizione". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Egpa, Emmi (UniTs): “Arrivo anti-IL5 cambiamento epocale”

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(Adnkronos) – "E' stato un cambiamento epocale.Prima dell'avvento di questi farmaci anti-interleuchina 5, in questi pazienti non era sostanzialmente possibile pensare nel buon controllo della malattia a una riduzione, o addirittura, come riusciamo a fare oggi, a una interruzione della terapia steroidea.

Oggi questi sono obiettivi tutti raggiungibili: i pazienti con Egpa, in una buona percentuale dei casi, hanno la malattia controllata anche con la riduzione del cortisone e, in una percentuale un po' più piccola, sono in grado anche di avere la malattia controllata senza steroidi, una cosa inimmaginabile qualche anno fa".Così Giacomo Emmi, professore ordinario di Medicina interna, Dipartimento di Medicina, chirurgia e scienze della salute dell'Università di Trieste, commenta all'Adnkronos Salute, a 2 anni dal lancio di mepolizumab, l'impatto del trattamento nella gestione dell'Egpa, granulomatosi eosinofilica con poliangite, una rara e complessa patologia che coinvolge i vasi sanguigni di piccole e medie dimensioni.  Poter controllare la malattia riducendo e "addirittura eliminando, in alcuni casi, il corticosteroide" ha "un impatto importante sulla qualità di vita di queste persone – aggiunge Emmi – Il cortisone è un grande farmaco, ma a lungo termine – come nel caso di questi pazienti che, in assenza di alternative, dovevano assumerlo per tutta la vita – ha molti effetti collaterali come osteoporosi, fragilità cutanea, ma anche insonnia e un aumentato rischio di infezioni e problemi cardiovascolari".

Mepolizumab "migliora la qualità della vita perché, molto meglio tollerato, controlla la malattia e riduce drasticamente le conseguenze a lungo termine del cortisone.L'efficacia del nuovo trattamento si può ipotizzare" essere collegata al "blocco dell'interleuchina 5 che orchestra la" complessa "risposta immunitaria che sostiene la patologia". In una patologia "sistemica cronica e così complessa, ovviamente, l'approccio multidisciplinare è fondamentale – sottolinea Emmi – Questa malattia coinvolge tanti organi e apparati: alte e basse vie aeree, cuore, reni e sistema nervoso.

In questi pazienti il medico di riferimento è il reumatologo o l'immunologo clinico che si avvalgono della collaborazione di pneumologi, cardiologi, neurologi e nefrologi". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malattie rare, Torracca (Apacs): “Primo farmaco per Egpa una rivoluzione nella cura”

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(Adnkronos) – "L'Egpa è una malattia rara, per tanti versi ultra rara, che ha avuto un'accelerazione nelle prospettive di cura e di diagnosi, negli ultimi anni, a seguito dello sviluppo di alcuni farmaci.L'approvazione del primo farmaco indicato per la patologia, 2 anni fa, ha cambiato molto le prospettive dei pazienti rispetto a quello che poteva essere prima, quando sono stata diagnosticata io, 10 anni fa, quando sostanzialmente l'unica terapia era quella con corticosteroidi per bocca, per anni e ad alte dosi.

Oggi il paziente sta sicuramente molto meglio di quanto non stesse 10 anni fa".Lo ha detto Francesca R.

Torracca, presidente Apacs (Associazione pazienti sindrome di Churg Strauss o Egpa), all'Adnkronos Salute, a 24 mesi dall'arrivo di mepolizumab nella cura della granulomatosi eosinofila con poliangioite, nota anche come sindrome di Churg Strauss, che coinvolge i vasi sanguigni di piccole e medie dimensioni. "L'avvento dei nuovi farmaci, quindi la possibilità di non prendere più il cortisone a vita, come era un tempo – osserva Torracca – fa sì che la qualità di vita, proprio in termini di salute percepita, di possibilità di svolgere attività quotidiane e di effetti collaterali, sia totalmente cambiata.Anche il rapporto con i medici è cambiato.

Come associazione abbiamo visto, da parte dei medici, specie nelle nuove generazioni, la volontà di creare con il paziente un'alleanza che favorisce una relazione di fiducia che facilita tutto il processo di cura e anche l’aderenza terapeutica, quindi il successo" del trattamento. "La cosa più difficile, ancora adesso, è la diagnosi – sottolinea Torracca – La malattia, infatti, esordisce con dei sintomi che sono comuni a molte altre patologie respiratorie come asma e poliposi nasale, che sono spesso delle comorbidità.Un'effettiva diagnosi, soprattutto in passato, arrivava in seguito alla manifestazione vasculitica vera e propria, e quindi con un danno d'organo, a volte permanente, che portava il paziente ad essere ricoverato in urgenza.

La terapia con i nuovi farmaci permette un percorso meno traumatico di un tempo", ma purtroppo ancora "molte diagnosi arrivano tardi – rimarca – mentre a fare la differenza sul controllo dei sintomi e qualità di vita è il trattamento che si riceve" nel "lasso di tempo che intercorre tra la comparsa dei primi sintomi e la manifestazione vasculitica".  Anche il momento della diagnosi è complesso. "Da un lato c'è una sensazione di sollievo nel dare un nome e cognome alla condizione che per mesi, per anni, ti ha fatto stare male – riflette la presidente Apacs – Dall'altro c'è l'impatto di fronte alla notizia che sia una malattia cronica che è rara e che fino a qualche anno fa, digitando su 'dottor Google', dava 5 anni di vita, cosa che non era vera neanche anni fa, per fortuna.Adesso, grazie al lavoro dei medici, dell'associazione", della ricerca "delle case farmaceutiche, c'è molta più informazione.

Questo però non cambia l'approccio individuale" con l'Egpa "e per questo la nostra associazione offre annualmente dei percorsi di coaching di gruppo, per affrontare un po' quello che è il problema psicologico legato alla patologia". Oggi, come associazione "stiamo lavorando anche per il riconoscimento dell'invalidità civile, perché la patologia – spiega Torracca – non ha un codice proprio di invalidità: la malattia è attualmente valutata, in percentuale, a quella più affine, che è l'asma e che non tiene conto della maggiore complessità dell'Egpa.La patologia ha comunque un suo codice di esenzione e negli ultimi anni si sono sviluppati, in diverse regioni, dei Pdta, il percorso di diagnosi, di terapia e di cura dei pazienti con Egpa.

E' stato fatto un enorme passo avanti – sottolinea – anche grazie alla nostra associazione che, essendo l'unica, da quanto sappiamo, non solo in Italia, ma anche in Europa ad occuparsi esclusivamente di Egpa, ha fatto un grande lavoro istituzionale con la comunità scientifica, con i medici, creando una rete che ha poi fornito un supporto sul territorio coprendo praticamente tutte le regioni italiane, a sostegno dei pazienti". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Femminicidi, report: 113 donne uccise nel 2024, 61 per mano del partner

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(Adnkronos) – Nel 2024 le donne uccise sono state 113, 99 delle quali in ambito familiare o affettivo.Di queste 61 hanno trovato la morte per mano del partner e dell'ex partner.

E' quanto emerge dal report di analisi '8 Marzo–Giornata internazionale della donna', elaborato dal Servizio Analisi Criminale, che esamina, attraverso l’elaborazione degli elementi acquisiti dalla Banca dati delle Forze di polizia, la tematica della violenza di genere e della relativa azione di contrasto.  Per quanto riguarda gli omicidi con vittime donne, nel 2024 si registra per la prima volta negli ultimi anni una flessione.Dopo un costante incremento dal 2021 al 2023, infatti, il numero degli omicidi con vittime donne nel 2024 è risultato il più basso degli ultimi anni (-6% rispetto al 2023 in cui erano state uccise 120 donne).

E per quanto riguarda le vittime degli omicidi in generale, emerge che quelle di genere femminile costituiscono il 35% del totale sia nel 2023 che nel 2024.Nel biennio, l’incidenza delle vittime maggiorenni supera il 95%; nel 2024 quella delle vittime italiane si attesta all’80% del totale (86% nel 2023). 
In ambito familiare o affettivo a fronte di un andamento sostanzialmente costante degli omicidi commessi, quelli con vittime donne mostrano un progressivo decremento a partire dal 2021, facendo registrare il dato più basso nel 2023 e un leggero incremento nel 2024 (+3%).

In questo ambito le vittime di genere femminile costituiscono il 65% del totale sia nel 2023 che nel 2024.Nell’ultimo anno il 95% delle vittime donne erano maggiorenni, l’82% erano italiane. Focalizzando l’attenzione sulle persone uccise dal partner o dall'ex partner dai dati emerge che il numero degli eventi e quello delle relative vittime di genere femminile mostrano un trend sostanzialmente sovrapponibile fino al 2023.

Il 2024 fa, invece, registrare un andamento divergente: infatti, mentre il numero totale degli omicidi commessi da partner o ex partner risulta in aumento, quello delle relative vittime donne è in diminuzione: rispetto alle 64 del 2023, sono risultate essere 61, con un decremento di circa il 5%.Nel 2024 si continua a registrare la forte predominanza delle vittime di genere femminile, con un’incidenza pari all’86% (91% nel 2023).

Di queste, il 98% risulta maggiorenne e il 74% di nazionalità italiana.  Considerando i soli eventi commessi in ambito familiare o affettivo, dal report emerge che, mentre le donne, nella maggior parte dei casi, sono vittime di partner o ex partner (67% nel 2023 e 62% nel 2024), gli uomini trovano la morte prevalentemente per mano di altri parenti o conoscenti (48% nel 2023 e 44% nel 2024).Nel 2023, il 40% degli omicidi con vittime uomini è avvenuto per mano di genitori o figli (37% nel 2024) mentre per le vittime donne l’incidenza si attesta al 23% nel 2023 e al 28% nel 2024.  Per quanto riguarda il modus operandi, negli omicidi volontari di donne avvenuti nel 2024 in ambito familiare o affettivo, si rivela preminente l’uso di armi improprie o armi bianche, che ricorre in 32 casi, seguito da quello delle armi da fuoco (30 casi).

Le modalità di asfissia o soffocamento e strangolamento sono state invece utilizzate in 23 omicidi, le aggressioni in 12 casi e l’avvelenamento in soli due casi.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Yvonne Sciò: “Il no a Brad Pitt? Era troppo bello. Naomi Campbell? Mi ha picchiata, c’era sangue ovunque”

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(Adnkronos) – Da ‘Non è la Rai’ al rifiuto a Brad Pitt, Yvonne Sciò si è raccontata in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, ripercorrendo la sua carriera, sin dagli esordi: “A cinque anni posavo per Vogue Bambino, facevo campagne, sfilate.Sono cresciuta così”.  Yvonne Sciò è stata uno dei volti di 'Non è la Rai', anche se per un breve periodo, e infatti oggi si pente di aver firmato per un contratto breve: "Sono pentita di aver rifiutato un contratto lungo.

Avrei guadagnato tanto, ma a quell’età credi negli ideali, i soldi non ti interessano e io avevo paura di chiudermi in una gabbia.Forse è per questo bisogno di libertà che non ho avuto una carriera lineare, ma nella vita non puoi far finta di essere qualcun altro".  Dopo il programma, Yvonne si è trasferita a Los Angeles: "L’idea che lì nessuno mi conoscesse mi spronava ancora di più ad arrivare.

Non mi importava essere popolare, volevo essere brava.Troppe volte mi è stato detto che, se ero bella, non potevo essere brava".

E su quegli anni trascorsi in America, l'attrica ricorda: "Ho fatto film e serie che qui non ha visto nessuno, magari piccoli ruoli, ma ne vado fiera.La mia mentore è Fran Drescher, che ha scritto, diretto e interpretato la serie 'La Tata', venduta in tutti i Paesi". È noto che Yvonne rifiutò più volte Brad Pitt, e al Corriere della Sera ha spiegato: "Perché era Brad Pitt: troppo bello, mi metteva soggezione.

La prima volta, a una festa a Los Angeles, lui, dall’altro lato della sala, viene diritto verso di me.Mi guarda e dice: 'You look so beautiful'.

Io muta, con la mascella aperta.Ogni volta che l’ho visto, mi ha chiesto il numero.

Voleva prendere lezioni di italiano e gli consigliai di chiedere al nostro Istituto di Cultura". Nel 2005 denunciò Naomi Campbell per averla aggredita, ma il motivo non l'hai mai capito: “Forse, quella sera era di cattivo umore. È alta due metri, muscolosa, io sono piccolina, me la sono ritrovata addosso, c’era sangue dappertutto.Eravamo amiche da anni, l’avevo raggiunta a Roma dove stava girando uno spot, ma lì disse che volevo rubarglielo: una follia”.

E ha concluso: “Le ho fatto causa soltanto perché volevo che si scusasse, ma non si è scusata”.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Formula 1, Norris primo in Australia? Lo ‘spoiler’ sul tabellone di Melbourne – Video

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(Adnkronos) –
Lando Norris campione del mondo?Alla vigilia dell'inizio della nuova stagione di Formula 1, il pilota McLaren è sicuramente uno dei favoriti per la vittoria finale.

Prima però ad attendere l'inglese c'è il Gran Premio d'Australia, il primo della stagione, in programma domenica 16 marzo.Una gara a cui Norris arriva con alte aspettative e uguali ambizioni, come confermato anche dagli stessi organizzatori della gara.  A Melbourne sono infatti in corso le prove generali, con gli addetti ai lavori che stanno curando tutto nei minimi dettagli.

Tra le prove effettuate ci sono anche quelle sui maxi schermi.Un video, che sta spopolando sul web, mostra il tabellone annunciare il primo posto proprio di Norris.

Lando, secondo lo scorso anno in classifica Piloti e decisivo per la vittoria del mondiale Costruttori, spera che sia di buon auspicio, la Ferrari, la più veloce nelle seconde prove libere australiane, un po' meno. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Genoa-Lecce: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Torna in campo la Serie A.Oggi, venerdì 14 marzo, il campionato italiano inaugura la 29esima giornata con la sfida tra Genoa e Lecce.

A Marassi Vieira vuole migliorare la sua classifica e togliersi definitivamente dalla lotta per non retrocedere, mentre i salentini di Giampaolo cercano punti preziosi per allontanare la zona rossa.  La sfida tra Genoa e Lecce è in programma oggi, venerdì 14 marzo, alle ore 20.45.Ecco le probabili formazioni: 
Genoa (4-3-3): Leali; Sabelli, De Winter, Vasquez, Martin; Frendrup, Badelj, Masini; Miretti, Pinamonti, Zanoli.

All.Vieira 
Lecce (4-3-3): Falcone; Guilbert, Baschirotto, Jean, Gallo; Coulibaly, Berisha, Helgason; Pierotti, Krstovic, Morente.

All.Giampaolo  Genoa-Lecce sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali SkySport, ma trasmesso anche su Dazn.

Il match sarà visibile in streaming sull'app SkyGo, su NOW e sulla piattaforma Dazn. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Università, Bianchini (Ssc Napoli): “In Campania nuove opportunità in settori chiave come lo sport”

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(Adnkronos) – La formazione universitaria gioca un ruolo sempre più strategico nell’orientare i giovani verso le professioni del futuro.In Campania, una regione in forte crescita economica, emergono nuove opportunità in settori chiave come lo sport.

Le Università, in sinergia con le imprese, stanno sviluppando percorsi di laurea sempre più mirati alle esigenze del mercato del lavoro.Il settore sportivo, trainato da realtà di livello internazionale e da una crescente attenzione all’innovazione nel management e nel marketing, offre sbocchi professionali in ambiti quali la gestione di club e impianti sportivi, la comunicazione e l’applicazione delle nuove tecnologie allo sport. Di questi temi si è discusso presso la Sala D’Amato dell’Unione Industriali Napoli, durante l’evento Muoversi nelle professioni e sul territorio, promosso dalla Luiss e dedicato alle Lauree magistrali dell’ateneo, a cui ha partecipato Tommaso Bianchini, chief revenue officer della Ssc Napoli.
 "Per noi – ha detto Bianchini – è fondamentale mantenere un rapporto sempre proficuo con le Università, in particolare con la Luiss, che per me ha anche un valore sentimentale, essendo il mio ateneo di formazione ormai vent’anni fa.

Il forte legame con il mondo del lavoro è ciò che più distingue questa Università.Oggi il mondo del calcio è alla ricerca di figure con un solido background digitale: intelligenza artificiale, digital marketing e data analysis sono strumenti fondamentali per far crescere le strutture dei nostri club.

Tuttavia, alla base di tutto deve esserci una formazione solida, e in questo la Luiss rappresenta sicuramente un’eccellenza". —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo Roma, albero cade a Rocca di Papa: niente feriti ma danni a auto

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(Adnkronos) – Un albero di circa 15 metri è caduto, stamattina poco prima delle 7 in via del Prato Fabio a Rocca di Papa (Roma) a causa del maltempo.Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Rocca di Papa che hanno messo in sicurezza l'area in attesa dei vigili del fuoco che hanno rimosso il tronco.

L'albero ha ostruito l’ingresso di un'abitazione e ha danneggiato un'auto parcheggiata, ma fortunatamente nessuno é rimasto ferito.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, Aiom: “In Italia i pazienti vivono più che in Europa”

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(Adnkronos) – Gli importanti progressi nella prevenzione e nel trattamento si riflettono nella riduzione delle morti oncologiche.In 10 anni (2011-2021), nel nostro Paese i decessi per cancro sono diminuiti del 15%, percentuale migliore rispetto all'Unione europea in cui il calo si è fermato al 12%.

Anche negli Stati Uniti la mortalità complessiva per tumori è diminuita del 34% dal 1991 al 2022, con circa 4,5 milioni di decessi evitati (oltre 268mila nella nostra nazione fra il 2007 e il 2019).Gli Usa sono al vertice della ricerca mondiale contro il cancro e il nostro Paese si colloca nella 'top five' della classifica degli studi oncologici.

E' la dimostrazione della qualità del lavoro dei nostri ricercatori, ma l'Italia deve definire nuovi modelli, velocizzando i tempi di avvio dei trial ed eliminando gli ostacoli burocratici, per non restare indietro e tenere il passo degli altri Paesi.L'appello viene dalla terza edizione del 'Clinical Research Course', il corso organizzato dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) in collaborazione con l'American Society of Clinical Oncology (Asco), che si apre oggi a Roma.  "I lavori scientifici italiani in ambito oncologico pubblicati su riviste mediche internazionali sono oggetto di migliaia di citazioni da parte di altri autori e pongono il nostro Paese tra i primi 5 al mondo in questa speciale classifica – spiega Francesco Perrone, presidente nazionale Aiom – L'oncologia italiana, se adeguatamente supportata dalle istituzioni, può affermarsi come un motore di sviluppo in ambito non solo scientifico, ma anche economico e sociale".  L'obiettivo del corso Asco-Aiom è "fornire a giovani ricercatori provenienti da tutto il mondo gli strumenti per comprendere la metodologia delle sperimentazioni cliniche, implementare idee di ricerca e imparare a valutare la letteratura scientifica.

Offriamo – aggiunge Perrone – una visione esaustiva della metodologia, che spazia dagli studi di fase I a quelli delle fasi successive, fino alle sperimentazioni che seguono la disponibilità del farmaco nella pratica clinica, che dovrebbero essere svolte soprattutto nell'ambito della ricerca indipendente.Aiom supporta, oltre che l'iscrizione al corso di tutti i partecipanti selezionati, anche le spese di viaggio per alcuni colleghi provenienti dall'estero, in particolare da nazioni a reddito medio-basso, come alcuni Paesi asiatici, africani o dell'Europa dell'Est". Il Regolamento europeo n.536 del 2014 per la ricerca clinica ha stabilito tempi di autorizzazione degli studi clinici allineati per tutti i Paesi membri: da un minimo di 60 giorni a un massimo di 106, a partire dalla data di sottomissione. "Un quadro regolatorio identico in ciascun Stato membro dovrebbe garantire la conduzione degli studi clinici in una modalità univoca, con tempi definiti e certi – sottolinea Perrone – Inoltre, dovrebbe rendere più facile e veloce l'arruolamento dei pazienti e la chiusura degli studi.

Nel 2023, l'Agenzia italiana del farmaco ha autorizzato 212 trial sulle neoplasie".In Italia "l'oncologia resta l'area in cui si concentra il maggior numero di sperimentazioni – evidenzia il presidente Aiom – che hanno raggiunto nel 2023 il 34,7% del totale, in calo del 5,2% rispetto al 2022.

Nel nostro Paese, nonostante il Regolamento europeo, l'iter di approvazione delle sperimentazioni cliniche risulta più lungo e difficoltoso rispetto alla media continentale, soprattutto a causa delle procedure amministrative, che in troppi casi comportano mesi di attesa prima di attivare i centri italiani.Queste criticità mettono a rischio l'attrattività del nostro Paese per i promotori profit e ritardano l'opportunità della partecipazione agli studi per i pazienti.

E' fondamentale puntare alla semplificazione". "Le possibili cause della riduzione del numero di studi clinici condotti in Italia vanno trovate, ad esempio, nella carenza di figure professionali dedicate, nei ritardi nell'approvazione da parte dei comitati etici e nella firma del contratto a livello delle direzioni aziendali e nella lentezza nell'arruolamento dei pazienti – elenca Massimo Di Maio, presidente eletto Aiom – Negli ultimi anni le sperimentazioni cliniche hanno effettuato una vera e propria migrazione verso Paesi a più alta attrattività, che sono riusciti ad investire sempre di più in ricerca e sviluppo.Sono molte le situazioni cliniche per le quali la partecipazione ad una sperimentazione è considerata la miglior opzione terapeutica – continua Di Maio – Va inoltre sottolineata la tendenza, in molte situazioni cliniche, a ridurre il numero di pazienti complessivamente inclusi negli studi che precedono l'autorizzazione all'impiego clinico.

Se metà delle nuove molecole anticancro lanciate nel 2023 nel mondo è stata studiata in trial con almeno 500 pazienti, dall'altro lato la ricerca su popolazioni con bisogni ancora insoddisfatti e in setting specifici (ad esempio tumori caratterizzati da una specifica alterazione molecolare) implica spesso il coinvolgimento di meno malati".  Un'altra svolta riguarda il superamento del modello istologico che, per molti anni, ha governato la ricerca in oncologia, le decisioni regolatorie e la pratica clinica. "In questo approccio il punto di partenza è rappresentato dall'organo da cui la malattia ha origine – spiega Giuseppe Curigliano, membro del direttivo nazionale Aiom – Negli ultimi anni le prospettive sono cambiate, anche in seguito all'approvazione di molecole con indicazione cosiddetta 'agnostica', cioè indipendente dal tessuto di origine della neoplasia.Nella ricerca e nella pratica clinica, si sta pertanto affermando un nuovo modello, definito 'mutazionale'.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione scientifica e culturale, destinata a condurci lontano.Questa strategia terapeutica si basa su un importante nuovo paradigma, nel quale la firma genomica supera il valore della sola caratterizzazione istologica.

Diventa quindi essenziale la profilazione genomica, cioè l'individuazione delle mutazioni o delle alterazioni molecolari che giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo delle neoplasie, indipendentemente dalla sede del tumore". Nel 2025 negli Usa sono stimati oltre 2 milioni di nuovi casi di cancro (390.100 in Italia nel 2024) e circa 618mila decessi. "La mortalità oncologica sta progressivamente diminuendo sia negli Usa che in Italia – sottolinea Saverio Cinieri, presidente di Fondazione Aiom – Uno dei dati più sorprendenti della realtà americana è l'aumento delle diagnosi di cancro tra le donne e i giovani adulti.Per la prima volta, i tassi di incidenza dei tumori tra le donne di età compresa tra i 50 e i 64 anni hanno superato quelli degli uomini.

E nelle donne under 50 sono ora più alti dell'82% rispetto ai coetanei maschi.Il fenomeno è particolarmente evidente nel caso del carcinoma polmonare, che è diventato più comune nel sesso femminile sotto i 65 anni.

Anche in Italia questa neoplasia è sempre più 'rosa', per la diffusione dell'abitudine del fumo di sigaretta in questa parte della popolazione".  "Nel nostro Paese, nella pratica clinica – rimarca Cinieri – osserviamo sempre più casi di cancro nei giovani.I dati devono essere ancora definiti, ma la tendenza è chiara anche in Italia.

Le cause vanno ricercate in fattori di rischio che sono purtroppo molto comuni: sedentarietà, dieta scorretta, sovrappeso, obesità, fumo e consumo di alcol.Altre ragioni restano da capire.

Per esempio, sono in corso ricerche su alcuni fattori inquinanti, anche ambientali, e sugli additivi alimentari.Resta sempre valido l'appello a seguire stili di vita sani, che consentono di prevenire il 40% dei casi di tumore". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Accise su diesel e benzina, scatta la riforma: come cambiano i prezzi

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(Adnkronos) – Diesel più caro e benzina più economica con il riordino delle accise.E' infatti stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri il quindicesimo decreto di attuazione della riforma fiscale in materia di accise, che, come afferma il Vice ministro Maurizio Leo, "introduce importanti meccanismi di semplificazione per gli operatori, a garanzia dell’erario".  Attualmente le accise sui carburanti sono pari a 62 centesimi al litro per il gasolio e 73 per la benzina.

Il provvedimento prevede l’allineamento progressivo, da effettuarsi in un quinquennio a partire dall’anno 2025, dei due distinti livelli di tassazione.Tale allineamento avverrà attraverso un incremento delle accise sul diesel compreso tra 1 e 1,5 centesimi di euro all’anno e una identica riduzione per le accise applicate alla benzina.

L'aumento, tuttavia, non riguarderò il settore dell’autotrasporto.  Secondo quanto emerge dalle proiezioni del Codacons, con aumento 1 centesimo, il riordino delle accise costerebbe 243 milioni di euro annui a famiglie con auto a gasolio, 1,23 miliardi in 5 anni. In particolare, un aumento delle accise di 1 centesimo di euro per il gasolio equivale ad una maggiore spesa da +0,61 euro su un pieno da 50 litri, se si tiene conto anche dell’Iva applicata sulle accise.In un anno la maggiore spesa, considerando una media di due pieni al mese, sarà quindi pari a +14,64 euro ad autovettura, con un aggravio complessivo da +243 milioni di euro annui sulla totalità delle auto diesel circolanti in Italia.  In 5 anni la misura costerebbe in totale circa 1,21 miliardi di euro ai proprietari di autovetture alimentate a gasolio.

Di contro, una riduzione di 1 centesimo per le accise sulla verde, comporterebbe un risparmio complessivo per gli automobilisti che possiedono auto a benzina da 249,7 milioni di euro annui, -1,25 miliardi in 5 anni.  Se invece l’aumento delle accise fosse di 1,5 centesimi, la maggiore spesa per un pieno di diesel, considerata anche l’Iva, sarebbe di 0,915 euro, +21,96 euro all’anno nell’ipotesi di due pieni al mese, con un aggravio complessivo da +364,5 milioni di euro annui sulle famiglie che possiedono autovetture diesel, +1,82 miliardi in 5 anni.Tuttavia una identica riduzione da 1,5 centesimi sulla benzina comporterebbe un risparmio da 374,5 milioni di euro annui per la platea di automobilisti con vetture alimentate a verde, -1,87 miliardi di euro in 5 anni. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E’ morto Pietro Genuardi, attore di ‘Centovetrine’ e ‘Il paradiso delle signore’

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(Adnkronos) – Addio a Pietro Genuardi.L'attore de 'Il paradiso delle signore' è morto all'età di 62 anni a causa di una grave malattia del sangue.

Lo scorso anno, l'interprete aveva abbandonato il set della serie di Rai 1 per intraprendere le cure.Nella sua lunga carriera ha recitato nelle soap 'Vivere' e 'Centovetrine' ma anche al cinema con Carlo Verdone ne 'Il bambino e il poliziotto', con Luigi Magni ne 'In nome del popolo sovrano', con Michele Soavi in 'Dellamore Dellamore'.

L'ultimo progetto cinematografico è stato 'Brave ragazze' con la regia di Michela Andreozzi. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Grimaldi (Alis): “130 mila visitatori alla quarta edizione LetExpo”

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(Adnkronos) – “Siamo molto felici di questa quarta edizione di LetExpo.La presenza di 500 espositori, con una crescita del 25% rispetto all'anno scorso e 130 mila visitatori rappresentano un risultato eccellente.

Un’edizione straordinaria per autorevolezza, con l’attenta presenza del governo.I 350 relatori e stakeholder di tutto il sistema hanno dato molte suggestioni e hanno fatto sentire le necessità del mondo dei trasporti e della logistica”.

Lo ha segnalato Guido Grimaldi, presidente dell’Associazione logistica intermodalità sostenibile (Alis), al penultimo giorno di lavori di LetExpo 2025, la fiera di riferimento per trasporto, logistica sostenibile e servizi alle imprese, promossa proprio da Alis in collaborazione con Veronafiere. La manifestazione si conferma “una fiera B2B” che ha visto la presenza di “25 mila giovani e di circa 100 mila operatori e imprenditori” che in questa sede si sono incontrati e hanno avuto “possibilità di fare business”, precisa Grimaldi.Non solo opportunità di business.

Il ricco programma della fiera ha dato agli operatori del settore una preziosa opportunità di confronto sulle “problematiche in atto a livello internazionale – sottolinea il presidente di Alis – Difficoltà geopolitiche, come le guerre alle porte dell'Europa e del Mediterraneo e i dazi.Un rischio enorme per gli scambi mondiali e commerciali”. Grimaldi porta poi l’attenzione sulle politiche europee e le “iper-tassazioni, prima le Ets, poi la Fuel Eu a partire dal 1º gennaio 2025 – ricorda – che stanno massacrando il settore e che vanno a incrementare i costi di trasporto di circa un 20-25%.

Un danno per un settore che è la spina dorsale del Paese e dell’Europa”, puntualizza. “Ci auguriamo che l'Europa faccia delle riflessioni e dei passi indietro in merito a queste tasse – auspica Grimaldi – Non stanno aiutando a decarbonizzare, ma stanno addirittura portando a un back shift modale che riporta tanti milioni di camion dalle autostrade del mare alle autostrade reali, andando così ad aumentare i costi di esternalità.Senza dimenticare – conclude – che grazie alle autostrade del mare e alle linee intermodali, oggi gli italiani risparmiano 7 miliardi di euro”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto Campi Flegrei, Lello Arena: “Qualcuno dica ai cittadini cosa fare”

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(Adnkronos) –
“Ormai a Napoli c’è una continuità negli eventi sismici e quindi chi sta in città e sente questo fenomeno si aspetta che qualcuno che sa gli dica cosa fare, gli spieghi come affrontare la situazione nel caso in cui il terremoto dovesse arrivare addirittura a una magnitudo di 5. Ma purtroppo la situazione è un po’ inerte, ferma.

Sappiamo che ce ne saranno altre ma nessuno ci dice che dobbiamo fare. Dobbiamo scappare?”. E’ quanto afferma l’attore e comico napoletano Lello Arena all’Adnkronos
dopo la fortissima scossa di terremoto di magnitudo 4.4 avvenuta intorno all’1,25 la scorsa notte, ai Campi Flegrei e a Napoli, con epicentro a Pozzuoli. “Stanotte non ero a Napoli ma in viaggio – racconta – ho fatto subito un giro di telefonate per vedere se amici e parenti stessero bene e fossero al sicuro e tranquilli. La scossa è stata veramente forte ed è stata sentita da tutti. Ormai, suona strano, ma questa situazione critica sembra diventata la normalità. Ci sono tutta una serie di procedure che aspettavano di essere attivate proprio in funzione della imprevedibilità del fenomeno – sottolinea – E’ chiaro che uno monitora ma tutto quello che dovrebbe essere già pronto per fronteggiare una situazione anche peggiore è un po’ lasciato al caso
. Ogni volta che c’è un terremoto la popolazione scende in piazza, poi c’è uno sciame di assestamento ma tra questa e la prossima scossa arriverà qualcuno a dare indicazioni chiare su come comportarsi?”, si chiede Arena. 

”Io vivo a Roma ma lavoro a Napoli e quindi vado almeno tre volte a settimana a prendermi un po’ di scosse anche io – scherza – spesso mi sono trovato nella zona di Fuorigrotta e Bagnoli e quando hai 100 ragazzi con te che stanno lì a studiare e arriva uno sciame sismico, l’unica cosa che puoi fare è usare il buon senso. Questa situazione va avanti da anni – ribadisce – e la nostra città viene sempre un po’ abbandonata. E’ sempre stato così e nulla è mai cambiato veramente”, denuncia. “Mi rendo conto che la situazione è complessa e di non facile gestione – aggiunge Arena – ma bisogna dare più sostegno a chi, magari con dei bambini piccoli, si trova spiazzato ed è costretto a scendere in strada senza neanche sapere se è la cosa giusta da fare. Ci diano delle indicazioni, facciano dei comunicati seri e attendibili – ammonisce – Dobbiamo scappare? Restare? Non possiamo essere in balia degli eventi. E’ vero che noi napoletani siamo abituati ad improvvisare ma se uno sa che si deve preparare da solo, perché non c’è modo di essere assistiti tra una scossa e l’altra, sarebbe meglio che ce lo facessero sapere”, conclude Arena.  

(di Alisa Toaff)  

 

IC Di Giacomo-De Nicola di Agerola incontra la Scugnizzeria di Scampia: esperienza di rinascita e solidarietà

Un ponte di speranza e cultura si è creato tra Agerola e Scampia, grazie alla visita di ieri mattina degli alunni delle classi seconde dell’Istituto Comprensivo Di Giacomo-De Nicola di Agerola alla Scugnizzeria.Un’esperienza che ha permesso ai ragazzi di toccare con mano la realtà di un luogo simbolo di rinascita, dove la cultura e la solidarietà hanno sconfitto la rassegnazione.

Accoglienza e competenza: connubio perfetto

I ragazzi delle classi seconde del Plesso De Nicola di Agerola, accompagnati dai loro insegnanti, hanno ricevuto una straordinaria accoglienza da parte dei simpaticissimi Luca Arenella e Luigi Cioffi.Luca Arenella ha spiegato ai ragazzi la storia delle origini della Scugnizzeria rispondendo ad alcune curiosità; successivamente i ragazzi sono stati suddivisi in due gruppi ed hanno partecipato, in modo alternato, al laboratorio di teatro e al laboratorio di tipografia.Accoglienza e competenza sono stati il connubio perfetto che ha dato inizio ad una giornata significativa che ha arricchito i giovani studenti e gli insegnanti di tanta umanità.

IC Di Giacomo-De Nicola di Agerola incontra la Scugnizzeria di Scampia: esperienza di rinascita e solidarietàL’ospedale dei libri e il Laboratorio di tipografia

Al piano superiore dell’edificio si trova un intero spazio trasformato in un museo dedicato all’arte della stampa.

Questo luogo, chiamato affettuosamente “l’ospedale dei libri” è un laboratorio di recupero per volumi che necessitano di essere restaurati, offrendo al contempo ai giovani una seconda opportunità.Qui, i ragazzi hanno partecipato al laboratorio di tipografia con la guida dello straordinario Luca Arenella che, dopo aver dato informazioni sui caratteri e la storia della scrittura, ha dato la possibilità a ciascuno studente di stampare un manifesto da portare con sé, con tecniche simili a quelle utilizzate da Gutenberg nel XV secolo, utilizzando caratteri mobili in legno e piombo.

Laboratorio di teatro: esperienza di condivisione e gioia con la guida dell’attrice e regista Pina Di Gennaro

Il Laboratorio di teatro è stato egregiamente organizzato e guidato dall’attrice e regista Pina Di Gennaro che, con estrema cura e dedizione, ha offerto un’immersione nell’esperienza teatrale agli studenti dando loro suggerimenti, proponendo esercizi per vincere l’emozione, creando un momento di grande condivisione con la realizzazione finale di un breve copione scritto dai ragazzi stessi in pochissimo tempo.

scugnizzeria napoli libro sospeso

Il “Libro Sospeso”: un dono per la comunità

“Quando un napoletano è felice per qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo”.Con queste parole, Luciano De Crescenzo raccontava la centenaria tradizione del caffè sospeso a Napoli.Un’idea che la Scugnizzeria di Scampia ha saputo declinare in modo originale e creativo, trasformando il caffè in un libro.

Nato tre anni fa, il “Libro Sospeso” è un’iniziativa che permette a chiunque di donare un libro alla Scugnizzeria, lasciando una “x” sulla lavagnetta dell’equobar.I ragazzi del quartiere possono così prendere un libro donato da uno sconosciuto, o anche ricevere un volume con una dedica speciale.

La Scugnizzeria: da libreria a casa per gli scugnizzi

scugnizzeria napoli scampia libreria_2Nata nel 2016 da un’idea di Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo, attrice e fondatrice della Compagnia Teatrale Vodisca che ha saputo trasformare il palcoscenico in uno strumento di rinascita e riscatto per il quartiere di Scampia, la Scugnizzeria è molto più di una semplice libreria. È un luogo di incontro e crescita, dove i ragazzi di Scampia possono esprimersi attraverso laboratori di teatro, fotografia e tipografia.

Una storia di coraggio e riscatto

La storia della Scugnizzeria è legata a doppio filo con le vicende di Scampia, segnate dalla faida del 2004.La morte di Antonio Landieri, cugino di Rosario, vittima innocente della camorra, ha dato il via a una battaglia per la giustizia, culminata con l’intitolazione del campo comunale al ragazzo.

La Marotta&Cafiero: una casa editrice che guarda al mondo

La Scugnizzeria ospita anche la casa editrice Marotta&Cafiero, nata nel 1959 e donata a Rosario e Maddalena da Tommaso Marotta e Anna Cafiero che furono profondamente colpiti dalla storia di questa famiglia.Una realtà editoriale che pubblica opere provenienti da tutto il mondo, con un’attenzione particolare ai temi sociali.

scugnizzeria napoli scampia cortile

La Scugnizzeria cresce: nuovi spazi per la cultura e la solidarietà

Nel corso degli anni, la Scugnizzeria si è ampliata, aggiungendo alla sala di recitazione ed al museo tipografico la Matta Pizzeria, in cui lavorano ragazzi con disabilità.

L’ultima iniziativa, “La banca della voce”, ha raccolto voci per la realizzazione di audiolibri per bambini ipovedenti.

scugnizzeria napoli scampia slogan

Un esempio di rinascita

Nella mattinata di oggi un altro gruppo di ragazzi delle classi seconde della scuola di Agerola farà visita alla Scugnizzeria guidato dai suoi insegnanti.La visita degli studenti ha rappresentato un’occasione per conoscere da vicino una realtà che ha saputo trasformare un quartiere difficile in un luogo di speranza e cultura.La Scugnizzeria è la dimostrazione che, con grinta e determinazione, è possibile realizzare “i sogni impossibili”.Un grazie di cuore da parte della Dirigente Scolastica Dott.ssa Maria Criscuolo e di tutti i docenti dell’Istituto Comprensivo Di Giacomo-De Nicola di Agerola per aver dimostrato ai ragazzi che la forza dell’amore ed il grande coraggio spesso possono trasformare il dolore in opportunità.

scugnizzeria napoli scampia Terronia

Frankie Dettori, chi è il fantino italiano che ha dichiarato bancarotta

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(Adnkronos) –
Frankie Dettori in bancarotta.Il fantino italiano, uno dei più famosi e vincenti di sempre, ha rilasciato un'intervista choc in cui ammette di aver dilapidato tutto il suo patrimonio, pari a 20 milioni di euro: "Negli ultimi sei mesi, i miei consulenti hanno lavorato nel tentativo di trovare una soluzione alla mia situazione finanziaria.

Purtroppo non è andata bene, presenterò istanza di fallimento", ha detto a Mail Sport. "Sono rattristato e imbarazzato e consiglierei agli altri di prendere più saldamente le redini delle proprie questioni finanziarie.La bancarotta è una decisione importante e le conseguenze influenzeranno per molti anni la mia vita.

Sono sollevato di poter porre fine a questa questione, questo mi consente di ripartire e concentrarmi sulla mia carriera equestre internazionale", ha concluso.Ma chi è Dettori?
  Frankie Dettori è figlio di Gianfranco Dettori, stella dell'ippica, che lo guida fin da bambino nella disciplina.

Nato a Milano nel 1970 Lanfranco, poi soprannominato Frankie, è riuscito a superare i risultati di suo padre, diventando uno dei fantini più famosi e vincenti di sempre.Le sue prestazioni gli sono valse i favori della regina Elisabetta II, grande appassionata di cavalli, che decise di affidargli i propri purosangue.

Le vittorie di Dettori gli hanno permesso così di diventare membro dell'Impero Britannico e di presenziare più volte a Buckingham Palace. La corsa prediletta di Dettori è quella di Ascot, tempio dell'ippica britannico, di cui Frankie detiene il record di sette vittorie conquistate.Non solo trionfi nella sua carriera però.

Nel 2012 risultò positivo, dopo un controllo antidoping, alla cocaina e fu squalificato per sei mesi.Nel 2017 è diventato il primo nella storia a vincere cinque volte il Prix de l'Arc de Triomphe, una delle corse europee più prestigiose.

Dettori annuncia il ritiro nel 2023, salvo poi tornare e proseguire la carriera negli Stati Uniti. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Grande Fratello, puntata 13 marzo: chi è stato eliminato?

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(Adnkronos) –
Stefania Orlando è stata eliminata dal Grande Fratello.La concorrente ha dovuto abbandonare la Casa nel corso della puntata del reality show andata in onda ieri, giovedì 13 marzo. È stato un appuntamento ricco di sorprese, confronti e rivelazioni.

Ecco il riassunto della trentanovesima puntata.  Il primo blocco è stato dedicato a Helena Prestes e alla gelosia che la concorrente prova nei confronti di Javier Martinez e di Zeudi Di Palma.La modella brasiliana crede che Zeudi sia gelosa di lei e che continui a provarci con Javier nonostante lui stia con Helena: "Io non mi fido di Zeudi, gioca con i sentimenti delle persone e non voglio che lui parli con lei", ha tuonato la modella.  Spazio a Stefania Orlando, che prima del verdetto del televoto, è chiamata a confrontarsi in studio con Beatrice Luzzi.

Tra le due non scorre buon sangue e infatti l'attrice ha ribadito di non aver apprezzato l'atteggiamento adottato in Casa dalla concorrente, e Stefania le ha contestato di essere stata attaccata per delle opinioni rilasciate prima di prendere parte a questa edizione Grande Fratello.Cesara Buonamici in studio ha preso le difese di Stefania: "Non sopporto che venga usato il disprezzo umano verso quelli che hanno un'opinione diversa dalla tua". Al termine della puntata, i concorrenti in nomination sono Chiara Cainelli, Mariavittoria Minghetti, Helena Prestes, Shaila Gatta e Javier Martinez.

Il pubblico dovrà votare il concorrente che vuole salvare.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Unicredit, Bce autorizza partecipazione in Commerzbank fino al 29,9%

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(Adnkronos) – Via libera della Bce ad Unicredit ad aumentare la partecipazione in Commerzbank fino al 29,9%.E' quanto si legge in una nota diffusa dall'istituto di credito.  Secondo quanto riporta la nota, Unicredit ha ricevuto l'autorizzazione della Bce ad acquisire una partecipazione diretta in Commerzbank fino al 29,9%.

Mentre l'approvazione evidenzia la solidità finanziaria e l’ottemperanza regolamentare di Unicredit, vi sono ancora diversi fattori che determineranno qualsiasi sviluppo successivo e la relativa tempistica.  Si precisa inoltre che sono "tuttora pendenti alcuni procedimenti autorizzativi avanti le rispettive autorità competenti, ivi inclusa l’Autorità federale tedesca della concorrenza, la cui positiva conclusione è necessaria prima che la quota di circa il 18,5% detenuta tramite strumenti derivati possa essere convertita in azioni", si legge nel comunicato di Unicredit".  "Unicredit resta in attesa dell’opportunità di avviare un dialogo costruttivo con il nuovo governo della Repubblica Federale di Germania, una volta formatosi", si legge in una nota dell'Istituto di credito. "Come azionisti – si aggiunge nel comunicato – siamo lieti di riscontrare che il nostro investimento ha determinato un cambiamento positivo in Commerzbank che, insieme alle recenti prospettive più ottimistiche dell’economia tedesca, ha determinato un sostanziale apprezzamento del titolo.Tuttavia, solo un significativo lasso di tempo potrà dimostrare l'effettiva esecuzione del piano e stabilire se tale apprezzamento del titolo sia giustificato e sostenibile".

Alla luce di questo, sottolinea Unicredit, "la nostra tempistica originale per decidere se procedere o meno con una potenziale aggregazione si estenderà probabilmente ben oltre la fine del 2025".  L’attenzione di UniCredit, si sottolinea, "rimane concentrata sull'esecuzione della seconda fase del piano strategico 'UniCredit Unlocked', che, in un contesto esterno sempre più volatile come quello odierno, consentirà di distanziare ulteriormente la nostra performance e le nostre distribuzioni da quelle del settore".UniCredit, conclude la nota, "si è assicurata l'opzionalità di azioni di crescita esterna che verranno eseguite solo se rispetteranno le nostre metriche finanziarie e miglioreranno il nostro stimolante piano di base". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inps rilascia Certificazione Unica 2025, accesso semplificato per tutti i cittadini

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(Adnkronos) – L'Inps annuncia che è disponibile la Certificazione Unica (Cu) 2025, relativa ai redditi percepiti nel 2024.Il documento è accessibile attraverso i canali sia digitali che tradizionali.

Il numero di Cu rilasciate all’apertura del servizio è stato pari a 26.783.143.  La Cu è documento fiscale che certifica gli importi corrisposti dall’INPS nell’anno d’imposta di riferimento ai titolari di prestazioni: pensionistiche; previdenziali; assistenziali; a sostegno del reddito.  Si rivolge a tutti i cittadini che hanno percepito dall’INPS redditi: di lavoro dipendente e assimilati; di pensione; di lavoro autonomo; di provvigioni e redditi di altra natura.In caso di più prestazioni erogate, viene elaborato un unico modello che certifica tutti i redditi corrisposti nell’anno precedente.  Per accedere alla Certificazione Unica 2025 online, è necessario visitare il portale www.inps.it e accedere all'Area personale con le credenziali (Spid, Cie, Cns, Pin, eIdas), poi sezione 'I tuoi servizi e strumenti', quindi 'Servizi fiscali e pagamenti ricevuti da Inps', e selezionare 'Certificazione Unica 2025'.  I pensionati possono scaricare la Cu anche tramite il servizio online 'Cedolino pensione'.  In alternativa, è possibile acquisire la CU (circolare INPS 7 maggio 2024, n. 63) tramite: app INPS Mobile per dispositivi mobili Android e Apple iOS; Contact center per richiedere l’invio a domicilio: al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile oppure 800 434 320, sia da rete fissa che mobile, servizio con risponditore automatico; al numero (+39) 06 164164 (abilitato alle chiamate da rete mobile), servizio con operatore attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20 (ora italiana) e il sabato dalle 8 alle 14 (ora italiana) per i pensionati residenti all’estero; posta elettronica certificata (PEC), inviando richiesta all’indirizzo richiestacertificazioneunica@postacert.inps.gov.it e allegando copia del documento di identità del richiedente, si riceve la CU alla casella utilizzata per l’invio; email, inviando richiesta all’indirizzo richiestacertificazioneunica@inps.it (per chi non ha la PEC); La CU può essere richiesta anche: da persona delegata che, oltre alla delega, allega alla domanda copie dei propri documenti d'identità e del delegato; dagli eredi del titolare deceduto che, oltre alla copia del proprio documento di riconoscimento, dovranno presentare una Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)