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Gazzetta – Amrabat preoccupa il Napoli: Giuntoli non molla

“Il centrocampista del Verona ha un dubbio”

Sofyan Amrabat, centrocampista del Verona, inizia a dare serie preoccupazioni al Napoli. Il club di Aurelio De Laurentiis ha, da tempo, trovato l’accordo con la società scaligera ed anche con il calciatore eccezion fatta per una clausola che la società azzurra vorrebbe evitare. Il direttore sportivo azzurro Cristiano Giuntoli non molla la presa e prova a limare questa differenza di volontà. Intanto il Napoli deve guardarsi anche dalla Fiorentina che sembra voler inserire anche la clausola tanto cara al calciatore del Verona.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“Giuntoli non ha alcuna intenzione di mollare la presa e sta provando a convincere il mediano sulla bontà del progetto. I dubbi del centrocampista stanno complicando i piani del Napoli. Da Firenze è arrivata l’offerta che l’entourage sta prendendo in considerazione, ovvero un quadriennale da 1,8 milioni con una clausola bassa. Il Napoli gli sottopone un accordo di cinque anni con lo stesso stipendio, ma con una clausola più alta, di poco inferiore ai 100 milioni di euro. Ed è su quest’aspetto che il marocchino non è d’accordo. La questione, al momento, è in stand-by. Il Napoli, comunque, non ha fretta, è convinto che alla fine il giocatore accetterà e a giugno vestirà la maglietta azzurra”

Palermo: due arresti, oltre 140 indagati, per fatture false

15 misure cautelari a carico di imprenditori con due arresti e oltre 140 indagati, complice un commercialista, per circa 3 milioni di fatture false.

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo e del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, in applicazione alle misure cautelari personali disposte dal Gip del Tribunale, hanno eseguito un’ordinanza dalla Procura della Repubblica coordinata dal Procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal Sostituto Andrea Fusco, nei confronti di 15 soggetti, responsabili a vario titolo di traffico illecito di rifiuti, emissione di fatture false e occultamento di documentazione contabile, operanti nel settore dello smaltimento di rottami metallici.

Gli arrestati ai domiciliari, sono i fratelli di Palermo, Baldassarre e Vincenzo Marino, di 67 e 65 anni, originari di Carini (PA), imprenditori della “Fondi Metal srl”, erano a capo di un maxi traffico di rifiuti. Complice era anche un commercialista che elargiva consigli su come evadere il fisco e dicevaNon si deve vedere che ti fa il bonifico“. Gli imprenditori sono finiti ai domiciliari, il commercialista è indagato.

Gli altri 13 imprenditori. i cosiddetti “cenciaioli” hanno l’obbligo di firma e l’interdittiva nel settore della raccolta ferro. Tutti partecipavano allo smaltimento illegale di rottami metallici. Sono in tutto 146 gli indagati per reati ambientali e tributari. Un affare da oltre tre milioni di euro. È questa la conclusione di un’indagine della Giardia Di Finanza nucleo di polizia Economico-finanziaria di Palermo e del nucleo speciale di Polizia valutaria.

L’indagine è partita dalla segnalazione di una sfilza di operazione bancaria sospette. L’allarme antiriciclaggio ha funzionato. Gli accertamenti fiscali sono stati incrociati con il contenuto delle intercettazioni telefoniche. Il meccanismo per smaltire i rifiuti metallici al di fuori del circuito legale era piuttosto complesso.

In particolare è emerso che titolari di ditte individuali, di fatto evasori fiscali totali e privi di autorizzazione ambientale, hanno movimentato, nel periodo dal 2014 al 2017, solo cartolarmente metalli 3,5 milioni di euro, in realtà non corrispondente a effettivi conferimenti.

Il sistema scoperto dalla Finanza si realizzava attraverso alcuni passaggi. I piccoli imprenditori appartenenti al “primo livello” della filiera, cioè i “cenciaioli”, recuperavano i rifiuti metallici (rame, ferro, ottone, alluminio). Li portavano nelle “piattaforme di raccolta”. I punti di raccolta, il “secondo livello”, emettevano fatture i cui importi non venivano dichiarati al fisco e indicavano quantitativi di materiale ferroso di gran lunga superiori a quelli effettivamente ceduti dai “cenciaioli”. Tutto per consentire alle società che conferivano i rottami di avere una giustificazione cartolare a importanti disponibilità di merce in realtà proveniente da un parallelo circuito illecito. Il pagamento delle fatture avveniva attraverso bonifici o assegni nei confronti dei “cenciaioli”, i quali poi prelevavano in contanti le somme ricevute che provvedevano a restituire alle “piattaforme di raccolta”. Per loro trattenevano un guadagno del 3 per cento. “Un’operazione volta a tutelare chi opera nel settore rispettando la normativa ambientle e fiscale”, spiegano dalla Finanza.

Adduso Sebastiano

Strada franata il 17 dicembre: incontro per metterla in sicurezza

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A Piano di Sorrento si è tenuto un incontro per chiedere alla Regione lo stanziamento di fondi per i lavori di ripristino di via Lavinola, la strada franata a dicembre

Un incontro per mettere in sicurezza la strada franata il 17 dicembre

Piano di Sorrento – Il 17 dicembre dello scorso anno, Via Lavinola, strada che collega il Comune di Piano di Sorrento e la frazione di Arola, che ricade nel territorio di Vico Equense, è franata e dunque è stata interdetta al traffico, con i presumibili disagi che questa situazione ha creato.

La parte superiore di detta strada, che raggiunge la montagna, fa parte del territorio del Parco dei Monti Lattari.

strada franata a sorrentoAl fine di concludere la messa in sicurezza della strada interrotta, si è tenuto, nei giorni scorsi, un incontro presso la Casa comunale di Piano di Sorrento per appunto ricercare soluzioni per la conclusione dei lavori e la richiesta alla Regione, dei fondi necessari.

Un finanziamento necessario, per la progettazione e l’esecuzione dei lavori, che ammonterebbe a un milione di euro.

Presenti all’incontro il sindaco di Piano, Vincenzo Iaccarino e i responsabili del Parco Regionale dei Monti Lattari.

“La frana del 17 dicembre – ha dichiarato il Presidente del Parco Regionale dei Monti Lattari Tristano dello Joio – ha messo in seria difficoltà i residenti della zona, dopo lo stanziamento dei fondi necessari per risolvere in somma urgenza le criticità del costone e liberare la strada, sarà necessaria un’opera capillare per la messa in sicurezza dell’intero tratto.

Siamo consapevoli della necessità di mettere in campo quanto prima una fase progettuale e poi operativa”.

Nella nota, giunta in redazione, è specificato che il Presidente Dello Joio ha avuto dalla Regione la gestione di questa area protetta, così come sono stati affidati tutti gli altri parchi della Regione, sempre aree protette, ognuno all’interno della propria perimetrazione.

E’ questa una decisione che la Regione ha deliberato il 30 dicembre del 2019 “che ha evitato l’attivazione della procedura di infrazione comunitaria.

La Direttiva 92/43 CEE “Habitat” impone, infatti, l’affidamento dei siti solo alle aree protette, e prevede la redazione del piano di gestione dei Siti di Importanza Comunitaria (Sic), delle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e delle Zone di Protezione Speciale (ZPS) della Rete Natura 2000”.

Giovanni Mura

Torre Annunziata, al via le “Domeniche della salute”

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L’iniziativa promossa dal Rotary Club Torre Annunziata Oplonti

Partono domenica 19 gennaio le “Domeniche della Salute”, l’iniziativa organizzata dal Club Rotary Torre Annunziata Oplonti per avvicinare i cittadini alla prevenzione. Una volta al mese, fino a giugno, sarà possibile effettuare gratuitamente visite di prevenzione su diverse patologie con specialisti, secondo il calendario di appuntamenti stilato. Ad ospitare le visite saranno il CMO Centro Polispecialistico e il CTF Centro Terapia Fisica, entrambi situati a Torre Annunziata.

Il ciclo di appuntamenti parte domenica con la patologia tiroidea con il dottore Massimo De Santis; il 16 febbraio prossimo invece spazio alle donne e alle patologie senologiche con il dottori Gennaro Guerra e Massimo Di Maio. A marzo appuntamento dedicato alle patologie vascolari: i pazienti incontreranno il dottore Michele Di Lorenzo.

Dopo la pausa di Pasqua, il 14 aprile, con il dottore Giampiero Nitrato Izzo i pazienti potranno affrontare le visite di prevenzione sulle malattie ematologiche. Il 17 maggio visite di prevenzione su patologie scheletriche e posturali in età evolutiva con i dottori Antonio Borriello, Agostino Amura e Francesco Vaccaro.

Ultimo appuntamento il 21 giugno con la prevenzione sulle patologie auricolari. “La prevenzione è fondamentale per combattere in tempo utile qualsiasi tipo di malattia o disfunzione. Scopo di questa iniziativa – spiega il presidente Luigi Marulo – è far capire alle persone che è importante prendersi cura del proprio corpo. Il Club Rotary è nato a Torre Annunziata da pochi mesi e questa è una delle prime iniziative: altre ne seguiranno”.

Castellammare, operazioni antiabusivismo nei quartieri Savorito e Moscarella

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Castellammare, operazioni antiabusivismo nei quartieri Savorito e Moscarella

Castellammare di Stabia, le forze dell’ordine nella giornata di ieri,  si sono dedicati alla lotta contro l’abusivismo edilizio. I fatti sono stati resi noti direttamente dal Sindaco Gaetano Cimmino, sulla sua pagina ufficiale.

Ecco quanto si legge:

“Il personale dell’Ufficio Tecnico del Comune di Castellammare di Stabia, del settore Urbanistica, uomini del comando di polizia municipale, carabinieri e polizia, stanno effettuando una serie di operazioni antiabusivismo nei quartieri di Moscarella e Savorito.

In particolare, nel rione Moscarella, si è proceduto all’abbattimento di un manufatto in legno completamente abusivo. La struttura era ubicata su suolo pubblico, l’ingresso era stato pavimentato e, nel corso dei primi sopralluoghi, era anche dotata di piscina.

Al rione Savorito, invece, sono state ripulite le aree demolite in precedenza ed è stato effettuato l’accertamento di ottemperanza da parte dei soggetti. Sono attualmente ancora in corso ulteriori verifiche”

Al rione Savorito, invece, sono state ripulite le aree demolite in precedenza ed è stato effettuato l’accertamento di ottemperanza da parte dei soggetti. Sono attualmente ancora in corso ulteriori verifiche”Al rione Savorito, invece, sono state ripulite le aree demolite in precedenza ed è stato effettuato l’accertamento di ottemperanza da parte dei soggetti. 

Castellammare, arrestati in 7 per associazione mafiosa: erano vicini ai Casalesi

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I sette individui aiutavano il clan nel commercio del latte

Castellammare di Stabia, arrestati 7 affiliati al clan dei Casalesi. Su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, la Polizia di Stato e la G.d.F. hanno in corso di esecuzione  un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale nei confronti di sette persone gravemente indiziate,  a vario titolo, di concorso esterno in associazione di tipo mafioso – per avere fornito un contributo concreto all’associazione di tipo mafioso denominata “clan dei Casalesi”, causalmente idoneo a conservare ed a rafforzare l’associazione mafiosa nel perseguimento dei suoi scopi – e trasferimento fraudolento di valori, con l’aggravante di cui all’art. 416 bis.1 c.p.

Le indagini, coordinate dalla D.D.A. di Napoli e condotte dalla locale Squadra Mobile, dal Commissariato di P.S. di Castellammare di Stabia e dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Napoli hanno evidenziato l’intromissione del “clan dei Casalesi” nel settore della commercializzazione e distribuzione del latte attraverso un’azienda fittiziamente intestata a prestanome.

Castellammare di Stabia, arrestati 7 affiliati al clan dei Casalesi. Su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, la Polizia di Stato e la G.d.F. hanno V V V V V V V V V V V V V c f c F g g f

Piano di Sorrento, crollo in via Lavinola: necessari un milione per i lavori

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Necessario un milione di euro per la progettazione e opera dei lavori: il Parco Regione dei Monti Lattari scriverà alla Regione per la messa in sicurezza della zona

Si è tenuto questa mattina presso il Comune di Piano di Sorrento l’incontro tra il sindaco Vincenzo Iaccarino e i responsabili del Parco Regionale dei Monti Lattari. Sul tavolo la questione legata a via Lavinola, strada di collegamento tra il comune di Piano e la frazione di Arola nel territorio di Vico Equense, franata lo scorso dicembre e interdetta al traffico veicolare. La parte superiore della strada, che sale lungo la montagna, ricade nel territorio del Parco. Quest’ultimo si è reso disponibile a intercedere presso la Regione perché i lavori di messa in sicurezza venga conclusa con lo stanziamento dei fondi necessari per completare l’ultimo lotto di lavori. «La frana del 17 dicembre ha messo in seria difficoltà i residenti della zona, dopo lo stanziamento dei fondi necessari per risolvere in somma urgenza le criticità del costone e liberare la strada, sarà necessaria un’opera capillare per la messa in sicurezza dell’intero tratto. Siamo consapevoli della necessità di mettere in campo quanto prima una fase progettuale e poi operativa». Queste le parole di Tristano Dello Joio presidente del Parco Regionale dei Monti Lattari che assieme agli altri parchi della Regione ha avuto la gestione delle aree protette ricadenti ognuno all’interno della propria perimetrazione. Una decisione necessaria per Palazzo Santa Lucia, fatta con la delibera del 30 dicembre 2019 che ha evitato l’attivazione della procedura di infrazione comunitaria. La Direttiva 92/43 CEE “Habitat” impone infatti, l’affidamento dei siti solo alle aree protette, e prevede la redazione del piano di gestione dei Siti di Importanza Comunitaria (Sic), delle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e delle Zone di Protezione Speciale (ZPS) della Rete Natura 2000.

Droga a La Spezia, 17 arresti con l’operazione ‘Touran’ (VIDEO)

Droga – Avevano spostato la piazza di spaccio fuori La Spezia, ma gli investigatori della Squadra mobile spezzina hanno bloccato la loro fiorente attività illecita.

Droga a La Spezia, 17 arresti con l’operazione ‘Touran’ (VIDEO)

Avevano spostato la loro piazza di spaccio fuori La Spezia, in alcune aree impervie vicine alla frazione di Pitelli e in prossimità del parco fluviale del fiume Magra, ma gli investigatori della Squadra mobile spezzina hanno bloccato la loro fiorente attività illecita.

Al termine dell’operazione “Touran” i componenti di un gruppo criminale dedito all’attività di importazione, trasporto, confezionamento e spaccio di sostanze stupefacenti, sono stati arrestati dagli operatori delle Squadre mobili di La Spezia, Massa, Pisa, Como e Milano, in collaborazione con alcuni equipaggi del Reparto prevenzione crimine e una unità cinofila antidroga della questura di Genova.

In totale sono dieci, tutti cittadini del Marocco, gli uomini finiti dietro le sbarre: otto custodie cautelari in carcere sono state eseguite su mandato del giudice per le indagini preliminari di La Spezia; un’altra persona è stata arrestata durante l’esecuzione delle perquisizioni perché destinataria di un precedente ordine di carcerazione per reati analoghi, mentre l’ultimo è stato arrestato perché, dopo essere stato espulso dall’Italia, era rientrato senza autorizzazione.

Nell’ambito della stessa indagine erano già stati arrestati in flagranza di reato, altri sette cittadini marocchini, mentre ulteriori sei erano stati sottoposti alla misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di La Spezia.

Infine sono cinque le persone denunciate in stato di libertà per concorso nell’attività di spaccio.

Sequestrati circa 50mila euro in contanti e oltre 24 chili di droga (12 di cocaina, 11 di hashish e oltre un chilo di eroina), bilancini di precisione, materiale per il confezionamento e quattro auto utilizzate per il trasporto dello stupefacente.

L’indagine, durata circa un anno e mezzo, ha preso il via dopo una serie di arresti, denunce e piccoli sequestri di droga per attività svolte in alcune aree boschive periferiche.

L’attività investigativa, sviluppata con intercettazioni telefoniche, ambientali, tracciamenti Gps e analisi dei tabulati telefonici, oltre che con i tradizionali appostamenti, pedinamenti e video riprese con telecamere nascoste, ha consentito di far luce sulla struttura e l’attività del gruppo criminale.

La merce arrivava da Milano a bordo di alcune auto modificate con doppi fondi,  accessibili soltanto azionando sofisticati ed occulti congegni elettronici, e poi veniva nascosta sotto terra, all’interno di barattoli stagni, nei boschi della periferia, o in alcuni luoghi “sicuri” più vicini alla città, in attesa di essere confezionata e venduta.

Sergio Foffo/Polizia di Stato/

Droga a La Spezia, 17 arresti con l’operazione ‘Touran’ (VIDEO) / Redazione Lombardia

Juve Stabia, Tonucci scalpita per il rientro in squadra dopo l’infortunio

Juve Stabia, Tonucci scalpita per il rientro in squadra dopo l’infortunio: pubblicato su Instagram un video in cui si dice pronto a tornare in campo

Juve Stabia, Tonucci scalpita per il rientro in squadra dopo l’infortunio

 

E’ ormai fortunatamente un lontano ricordo per Denis Tonucci, difensore centrale della Juve Stabia, l’infortunio patito a Chiavari lo scorso 1 dicembre nella gara di campionato contro la Virtus Entella, persa dalle Vespe in maniera abbastanza netta per 2-0. In quella partita Tonucci si fermò per un infortunio al ginocchio al minuto 59 (sostituito nell’occasione da Mezavilla) che sulle prime fece temere non poco il difensore centrale e tutti i tifosi della Juve Stabia. Per fortuna però si trattò solo di una distorsione molto forte al ginocchio che non rese necessario alcun tipo di intervento chirurgico che avrebbe dilatato non poco i tempi di recupero.

Oggi Tonucci, a conferma di un suo recupero sempre più totale e di un rientro in gruppo ormai prossimo che lo potrebbe rendere disponibile già a partire da fine gennaio o al massimo da inizio febbraio, ha postato un video sul social Instagram in cui fa vedere di essere ormai pronto a riprendere a breve l’attività agonistica senza problemi. Il video è corredato dal seguente commento del difensore della Juve Stabia: “…45esimo giorno… non manca molto…. tra poco di nuovo in campo…”. 

Dotato di grande fisicità ma bravo anche tecnicamente con il pallone tra i piedi, Tonucci ha definito non molto tempo fa la Serie B una vera e propria “giungla” dove in ogni partita bisognerà combattere con il coltello tra i denti a partire per esempio da sabato prossimo contro il rafforzatissimo Empoli e siamo certi che il difensore della Juve Stabia, ex Foggia e Bari, sicuramente non farà mai mancare il suo notevolissimo contributo in ogni battaglia da vero guerriero delle Vespe e il suo rientro in squadra sicuramente rappresenterà, insieme a quello di Alessandro Mastalli e di Calvano, il primo vero rinforzo di gennaio.

 

a cura di Natale Giusti

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UFFICIALE – Lobotka è un nuovo calciatore del Napoli: i dettagli sul contratto

UFFICIALE – Lobotka è un nuovo calciatore del Napoli: i dettagli sul contratto, 1.8 milioni di euro a stagione per quattro anni e mezzo

Ora è ufficiale, Stanislav Lobotka è un nuovo calciatore del Napoli. Il presidente Aurelio De Laurentiis gli ha dato il benvenuto attraverso twitter.

I dettagli sul contratto:

Stando a quanto riportato da Gianluca Di Marzio, giornalista di Sky Sport ed esperto di mercato, sul proprio profilo Twitter, infatti, il calciatore ha posto la sua firma sul contratto che vincolerà per i prossimi quattro anni e mezzo club di Aurelio De Laurentiis a 1.8 milioni di euro a stagione.

Stando a quanto riportato da Gianluca Di Marzio, giornalista di Sky Sport ed esperto di mercato, sul proprio profilo Twitter, infatti, il calciatore ha posto la sua firma sul contratto che vincolerà per i prossimi quattro anni e mezzo club di Aurelio De Laurentiis a 1.8 milioni di euro a stagione.

Stando a quanto riportato da Gi anluca Di Marzio, giornalista di Sky Sport ed esperto di mercato, sul proprio profilo Twitter, infatti, il calciatore ha posto la sua firma sul contratto che vincolerà per i prossimi quattro anni e mezzo club di Aurelio De Laurentiis a 1.8 milioni di euro a stagione.

 

Arrestati mafiosi, funzionari regionali, sindaco e notaio. Percepivano illecitamente contributi europei (video)

Messina, Nebrodi: 94 arrestati, cui 48 in carcere e 46 ai domiciliari, sequestrate 151 imprese, conti correnti e rapporti finanziari. Truffa da 10 milioni.

Con l’Operazione “Nebrodi”, su ordinanza di custodia cautelare richiesta dalla locale Procura della Repubblica-Didia guidata dal Piemme Maurizio De Lucia, ed emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari Salvatore Mastroeni del Tribunale di Messina, i Carabinieri del Ros, del Comando Provinciale di Messina e del Comando Tutela Agroalimentare, ed i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina, coadiuvati dai militari dei Comandi Provinciali di Palermo, Catania, Enna e Caltanissetta, hanno arrestato 94 persone. Azzerati i clan mafiosi dei Batanesi e dei Bontempo Scavo. Gli indagati sono in tutto 194. Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione, trasferimento fraudolento di valori, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Con l’Operazione “Nebrodi”, su ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari Salvatore Mastroeni del Tribunale di Messina, richiesta dalla locale Procura della Repubblica-Dda guidata dal Pm Maurizio De Lucia, i Carabinieri del Ros, del Comando Provinciale di Messina e del Comando Tutela Agroalimentare, ed i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina, coadiuvati dai militari dei Comandi Provinciali di Palermo, Catania, Enna e Caltanissetta, hanno arrestato 94 persone. Il provvedimento di custodiale delle 94 persone ha portato 48 soggetti in carcere e 46 agli arresti domiciliari, oltre al sequestro di n. 151 imprese, conti correnti, rapporti finanziari e vari cespiti. Azzerati i clan mafiosi dei Batanesi e dei Bontempo Scavo. Gli indagati sono in tutto 194.

Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione, trasferimento fraudolento di valori, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Tra i destinatari del provvedimento, anche imprenditori, pubblici amministratori e un notaio.

Reati ricostruiti da due indagini della Dda di Messina, affidate al Gico della Guardia di finanzia di Messina, al Ros di Messina e al Nac dei Carabinieri di Salerno. L’indagine dei Ros si è concentrata sulla famiglia dei Batanesi (nome di una delle 72 contrade di Tortorici) e dei Bontempo Scavo, capeggiata da Aurelio Salvatore Faranda che negli anni da Tortorici ha esteso i suoi interessi nel Calatino. Gruppi mafiosi operativi sui Nebrodi e con rapporti con Cosa nostra palermitana, con le famiglie catanesi e della provincia ennese. Intercettazioni, perquisizioni, indagini documentali: così è emerso come i clan infliggessero estorsioni finalizzate ad accaparrarsi terreni per potere accedere ai contributi comunitari. Così hanno reperito ingenti contributi comunitari concessi dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) diventata nel tempo la principale attività per tutta l’organizzazione mafiosa presente nel territorio.

I clan storici di Tortorici avevano fiutato l’affare milionario e grazie all’aiuto di un notaio compiacente e di funzionari dei Centri Commerciali Agricoli (CCA) che istruiscono le pratiche per l’accesso ai contributi europei per l’agricoltura, hanno incassato fiumi di denaro. I due clan, invece di farsi la guerra, si sono alleati, spartendosi virtualmente gli appezzamenti di terreno, in larghissime aree della Sicilia ed anche al di fuori dalla regione, necessari per le richieste di sovvenzioni. A segnalare gli appezzamenti utili spesso erano i dipendenti dei CCA che avevano accesso alle banche dati. La disponibilità dei terreni da indicare era ottenuta o imponendo ai proprietari reali di stipulare falsi contratti di affitto con prestanomi dei mafiosi o attraverso atti notarili falsi. Sulla base della finta disponibilità delle particelle, veniva istruita da funzionari complici la pratica per richiedere le somme che poi venivano accreditate al richiedente prestanome dei boss spesso su conti esteri.

Ciòscrive il Gip Mastroeni che ha disposto gli arresti su richiesta della Dda di Messina con gravissimo inquinamento dell’economia legale, e con la privazione di ingenti risorse pubbliche per gli operatori onesti“.

La percezione fraudolenta delle sommecontinua il Gipera possibile grazie all’apporto compiacente di colletti bianchi, collaboratori dell’A.G.E.A., un notaio, responsabili dei centri C.A.A., che avevano il know-how necessario per procurare l’infiltrazione della criminalità mafiosa nei gangli vitali di tali meccanismi di erogazione di spesa pubblica e che conoscevano i limiti del sistema dei controlli“.

La mafiaaggiunge il Gip di Messina Salvatore Mastroeniè una specie di classe sociale, contrastabile ma non eliminabile come categoria, nonostante decine e decine di operazioni e processi. Un riscatto completo, la liberazione del territorio, difficilmente sarà ottenuta solo con l’intervento giudiziario. Le misure non arrestano un mondo rassegnato alla deriva mafiosa, una sventura per mafiosi e famiglie“.

Il riscatto di intere popolazioniprosegue il Giudice per le Indagini Preliminari nella ordinanza di custodia cautelare di oltre 1700 paginerichiederà di più. Quando la mafia si incunea, altera il mercato, depreda risorse, il contrasto penale si impone. Ma il dato penale diventa insufficiente quando non si trovano strutture che portano ricchezza alla gente e al territorio e anzi arriva la sensazione tragica di ulteriore impoverimento“.

criminalità che ingurgita profitti milionari scrive ancora il Gip Profitti che spariscono e niente lasciano alla gente“.

“L’operazione contro la mafia dei Nebrodi è un ulteriore passo avanti dello Stato nella lotta alle mafie“ ha commentato il Presidente della Commissione nazionale Antimafia Nicola Morra dei Cinque Stelle “Un sincero ringraziamento e un grande plauso, per un’indagine che vede coinvolte oltre un centinaio di persone. I numeri sono impressionanti, come la capacità di infiltrazione e di depredazione dei fondi europei. Da oggi anche nei Nebrodi si respira aria di libertà grazie alla dedizione delle donne e degli uomini dello Stato”.

Chiamata anche “mafia dei pascoli”, dei tortoriciani si conoscevano la capacità sanguinaria e le doti di tiratori già dagli anni ’80, quando sui Nebrodi esplose una guerra tra clan. Una guerra sanguinaria alla quale parteciperà anche Cosa nostra che invierà soldati da Palermo per sostenere il gruppo amico, e che terminerà solo dopo il febbraio del 1992, cioè dopo l’esplosione al commissariato di Tortorici, fatto saltare in aria da una carica di tritolo mentre quasi contemporaneamente a Sant’ Agata di Militello un bidone di benzina bruciava il negozio di ferramenta di Calogero Cordici, che aveva dato vita da consigliere comunale alla prima associazione antiracket sul territorio. Una mafia interessata negli anni ’80 agli appalti sul raddoppio ferroviario, per poi lasciare il passo agli interessi sull’eolico.

A partire dal 2013, i clan hanno intascato oltre 10 milioni di euro con il coinvolgimento di oltre 150 imprese agricole (società cooperative o ditte individuali), tutte direttamente o indirettamente riconducibili alle due famiglie mafiose. Tutto realizzato grazie alla compiacenza di ex collaboratori Agea, un notaio, numerosi responsabili dei Centri di assistenza agricola.

Mentre dal 2012 gli appetiti mafiosi si sono concentrati sui campi agricoli e i contributi europei. Appetiti già frenati dal protocollo Antoci che bloccò molte delle ditte titolari di terreni, perché imponeva la certificazione antimafia. Per i Magistrati “emerge un contesto di significazione probatoria e chiavi di lettura dell’attentato Antoci che si è posto in contrasto con gli interessi della mafia”. Il riferimento è all’agguato a Giuseppe Antoci (la notte tra il 17 e il 18 maggio del 2016) sulla cui matrice mafiosa erano state sollevate dubbi e perplessità da parte della Commissione Regionale Sicilia Antimafia presieduta dal deputato Claudio Fava.

Tra gli arrestati anche il sindaco Emanuele Galati Sardo di Tortorici, piccolo comune del messinese. È stata la Guardia di Finanza di Messina ad arrestarlo. Sardo, 39 anni è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo l’accusa, Galati Sardo era considerato a “disposizione dell’organizzazione mafiosa per la commissione di una serie di truffe” e “aveva rapporti diretti con il boss Aurelio Faranda”, dicono gli investigatori delle Fiamme gialle. Il trentanovenne Emanuele Galati Sardo era stato eletto lo scorso giugno supportato dalla lista “Uniti per cambiare Tortorici”. Emanuele Galati Sardo, che ha totalizzato 1460 voti. secondo quanto emerge dalle indagini, “inseriva, a favore dei beneficiari stessi, false attestazioni di conduzione dei terreni all’insaputa dei proprietari, procurando agli indagati e alle società loro riferibili illeciti profitti a danno dell’Agea e dell’Unione Europea”.

L’opinione.

Destra, sinistra, centro, lega, cinque stelle, altri, sopra e sotto, leggete le parole del Gip di Messina evidenziate in rosso, sempreché potete e volete capire.

Adduso Sebastiano

Carlini, l’agente: “Molte richieste per Max. Settimana prossima importante”

L’agente di Massimiliano Carlini ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Punto Nuovo, chiarendo la posizione del suo assistito e le richieste ricevute

Carlini, l’agente: “Molte richieste per Max. Settimana prossima importante”

 

A Radio Punto Nuovo è intervenuto Mauro Mauri, agente di Massimiliano Carlini, che ha chiarito con le sue dichiarazioni la posizione del suo assistito che avrebbe chiesto negli ultimi giorni del 2019 di essere ceduto nella sessione di mercato di gennaio in quanto troverebbe poco spazio nella compagine guidata dal tecnico Fabio Caserta. Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Il calciatore nelle ultime gare nonostante avesse recuperato dall’infortunio non è stato convocato per le gare della Juve Stabia. E’ un segnale ben preciso che Massimiliano Carlini potrebbe lasciare la Juve Stabia in questa sessione di mercato. Prima di tutto vorrei fare una precisazione sul mio assistito. Massimiliano ha manifestato la volontà di andare via ma ci sono ottimi rapporti con l’allenatore Caserta, i compagni e la società. Max peraltro si trova benissimo con tutti a Castellammare. Lui ha solo manifestato la sua voglia di giocare un pò di più parlando con Caserta. Ed è chiaro questo fatto possa essere stato interpretato come una volontà di lasciare la Juve Stabia. Non era una cosa prevista. Poi le dinamiche societarie e anche il fatto di trovare poco spazio hanno indotto Massimiliano a chiedere di essere ceduto. Ad oggi ci sono diverse richieste in Serie C e in Serie B per Carlini. Ha un anno e mezzo di contratto ancora con la Juve Stabia. Non c’è niente di così avanzato però che ci possa far dire che Massimiliano possa lasciare la Juve Stabia in settimana. Potrebbe accadere qualcosa la settimana prossima. La Juve Stabia ha un organico abbastanza completo e anche in caso di cessione di Massimiliano credo che possa già avere il sostituto”. 

 

a cura di Natale Giusti 

 

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Napoli, dipendenti di una pescheria trasformano le strisce blu in un parcheggio abusivo: la denuncia

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Napoli, dipendenti di una pescheria trasformano le strisce blu in un parcheggio abusivo durante le partite al San Paolo: la denuncia

Alcuni tifosi hanno denunciato l’ennesimo episodio gravissimo, riguardante, appunto, il racket gestito dai parcheggiatori abusivi a Fuorigrotta: nella giornata di ieri, in occasione della partita di Coppia Italia tra Napoli e Perugia, sarebbe stato avvicinato dai dipendenti di una pescheria dopo aver parcheggiato l’auto sulle strisce blu in Via G. Leopardi. Questi avrebbero preteso una somma di 4 euro per poter sostare lì l’auto, affermando che durante le partite del Napoli essi interrompono le attività della pescheria per dedicarsi a quella di parcheggiatori abusivi. A causa del rifiuto di pagare il ragazzo è stato obbligato a spostare la macchina.
L’esposto è stato inviato al Consigliere Regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e al conduttore radiofonico Gianni Simioli ed è stata confermata da alcuni residenti della zona. La titolare sentita in diretta ha affermato che prenderà provvedimenti verso i dipendenti che hanno svolto tale attività identificandoli attraverso le telecamere del negozio.
Sta passando il messaggio che questa attività estorsiva sia molto remunerativa e tollerata dalle forze dell’ordine in particolare durante gli eventi sportivi.” denuncia il consigliere Borrelli.
“Fuorigrotta durante le partite del Napoli viene utilizzata come bancomat dai parcheggiatori abusivi producendo da un minimo di 60000 a oltre 200000 euro di incassi illegali a partita per gli estorsori della sosta. Altro che portare il pane a tavola. I rappresentanti della pescheria saranno identificati e denunciati così come tutti quelli che approfittando del caos di automobili, in occasione per le partite, danno vita ad un vero proprio business illegale.

Napoli-Perugia, in auto avevano un arsenale di petardi e fumogeni: Daspo per cinque Ultras

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Napoli-Perugia, in auto avevano un arsenale di petardi e fumogeni: Daspo per cinque Ultras, tre dei quali farebbero parte del gruppo Fedayn della curva B

Nel corso dei servizi di prevenzione e controllo svolti ieri, prima durante e dopo l’incontro di calcio Napoli-Perugia, un equipaggio del Commissariato San Paolo ha fermato e controllato cinque persone a bordo di una Fiat 500 nell’area di parcheggio di piazza D’Annunzio, nelle immediate vicinanze della curva B dello Stadio San Paolo.
All’interno dell’auto, i poliziotti hanno rinvenuto 24 aste rigide, 10 manufatti artigianali di illegale fabbricazione di tipo pirotecnico comunemente denominati “track”, 12 “black thunder“, 28 fumogeni, 2 barattoli di “smoke signals”, 1 segnale fumogeno tipo “boetta”, 10 fumogeni con “black thunder” uniti con nastro isolante bianco.
I cinque ultras, quattro napoletani e un corallino, di cui uno già sottoposto a Daspo, sono stati arrestati per possesso di artifizi pirotecnici in occasione di manifestazioni sportive.  Nei loro confronti sono stati emessi Daspo per periodi dai 4 ai 5 anni.
Tre di essi – si legge in una nota emessa dalla Questura partenopea – sono ritenuti appartenenti al gruppo ultras Fedayn della curva B dello stadio San Paolo.

Rileggi LIVE – Napoli-Perugia 2-0 (25′ rig., 37′ rig. Insigne)

Tre di essi – si legge in una nota emessa dalla Questura di – sono ritenuti appartenenti al gruppo ultras Fedayn della curva B dello stadio San Paolo.

Campania, finanziamento da 110 milioni di euro per la mitigazione del rischio idrogeologico

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Campania, finanziamento da 110 milioni di euro per la mitigazione del rischio idrogeologico per le diverse categorie di dissesto (frane, alluvioni, erosione costiera)

Nella giornata di ieri è stato approvato il nuovo Piano di finanziamento della Regione Campania per la difesa suolo: sono stati stanziati in totale 110 milioni di euro che saranno destinati ai comuni per interventi finalizzati alla mitigazione del rischio idrogeologico per le diverse categorie di dissesto (frane, alluvioni, erosione costiera).
Lo stanziamento consente di coprire più di 80 interventi di mitigazione del rischio idrogeologico in tutte le province.
Sono stati inoltre finanziati 6 interventi di consolidamento, risistemazione e riqualificazione di altrettante zone costiere della regione. Previsti anche 3 interventi in provincia di Napoli per l’isola di Ischia, un intervento in provincia di Caserta per Castel Volturno, due interventi a completamento per Salerno.

Costiera Amalfitana, frana sulla statale 163, Dello Joio: “Dialogo con la Regione per il ripristino”

Sono stati inoltre finanziati 6 interventi di consolidamento, risistemazione e riqualificazione di altrettante zone costiere della regione. Previsti anche 3 interventi in provincia di Napoli per l’isola di Ischia, un intervento in provincia di Caserta per Castel Volturno, due interventi a completamento per Salerno.Sono stati inoltre finanziati 6 interventi di consolidamento, risistemazione e riqualificazione di altrettante zone costiere della regione. Previsti anche 3 interventi in provincia di Napoli per l’isola di Ischia, un intervento in provincia di Caserta per Castel Volturno, due interventi a completamento per Salerno.

Arrestato il boss. Decideva anche i turni dei forestali (video)

Operazione contro il clan mafioso di Belmonte Mezzagno, un paese del palermitano teatro di recente di due omicidi e di un fallito agguato.

I Carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo di Palermo, coordinati dai Magistrati della Dda, hanno arrestato questa mattina Salvatore Tumminia, considerato il nuovo boss di Belmonte Mezzagno, un paese del palermitano, il mandamento dove nell’ultimo anno si è sparato e ucciso di più a Palermo: due omicidi e un tentato in meno di un anno, da quando l’ex boss Filippo Bisconti è stato arrestato e ha deciso di collaborare con i Magistrati. Al suo posto secondo gli inquirenti si era insediato Salvatore Francesco Tumminia già coinvolto nell’operazione Perseo, condannato a sedici anni per mafia e scarcerato poco tempo fa.

Le indagini erano scattate dopo gli omicidi di Vincenzo Greco, avvenuto il 19 gennaio 2019 e del commercialista Antonio Di Liberto, ucciso l’8 maggio. Il 2 dicembre scorso era miracolosamente scampato a un agguato anche Giuseppe Benigno, nei confronti del quale erano stati esplosi nove colpi di pistola. Nel corso dell’operazione scattata all’alba sono stati arrestati oltre al presunto capomafia Salvatore Francesco Tumminia, di 46 anni, anche Stefano Casella, 41 anni, Giuseppe Benigno, 45 anni e Antonio Tumminia, 50 anni.

Benigno, in particolare, dopo l’attentato subito, si era dato alla fuga trovando rifugio presso alcuni parenti a Piubega, comune in provincia di Mantova, dove è stato rintracciato dai Carabinieri e tratto in arresto. Le indagini hanno documentato come Benigno fosse un soggetto intraneo alla famiglia mafiosa di Belmonte Mezzagno che operava in contatto con i vertici del mandamento e della famiglia mafiosa facente capo a Salvatore Francesco Tumminia (e, prima dell’operazione Cupola 2.0, con Filippo Bisconti) occupandosi di estorsioni, e agevolando i contatti e gli incontri con gli appartenenti alle varie famiglie mafiose, nonché inserendosi nella risoluzione delle problematiche interne all’associazione.

Nell’inchiesta è stato ricostruito l’organigramma del clan di Belmonte Mezzagno: il capo, Salvatore Francesco Tumminia, aveva accentrato il potere nelle proprie mani gestendo il settore delle estorsioni, infiltrandosi nelle istituzioni sane della città e ponendosi quale punto di riferimento per i propri sodali e per i propri concittadini per la risoluzione delle problematiche più svariate.

Nelle carte dell’inchiesta c’è ad esempio la richiesta, formulata da un avvocato penalista al capo famiglia, di intervenire per fargli riscuotere un credito che da anni vantava nei riguardi di uno dei suoi assistiti. C’è la gestione di una controversia a seguito di una estorsione nei riguardi di un artigiano, fratello di uno degli uomini d’onore belmontesi. Le intercettazioni facevano emergere le lamentele dell’artigiano che, dopo aver raccontato al fratello di aver ricevuto un pizzino contenente la pretesa estorsiva e le connesse minacce di morte e del coinvolgimento in tale vicenda di Stefano Casella e Antonino Tumminia e che si rivolgeva al capo famiglia affinché intervenisse per evitargli il pagamento del “pizzo”. C’è anche il condizionamento del reparto del corpo forestale della Regione Siciliana da parte del capo del sodalizio mafioso belmontese, il quale disponeva autonomamente i turni degli operai stagionali e organizzava a piacimento le squadre di lavoro, favorendo i dipendenti a lui vicini. L’ingerenza era tale che nel paese si era diffusa la convinzione che l’unico modo per ottenere un contratto stagionale fosse quello di parlarne direttamente con Tumminia, il boss, il quale si faceva vanto delle minacce fatte nei confronti dei dirigenti dell’ufficio locale non collaborativi.

Adduso Sebastiano

Napoli, due infermiere del Cardarelli spintonate e minacciate da un parente di un paziente

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Ospedale Cardarelli di Napoli, due infermiere spintonate e minacciate da un parente di un paziente, l’ass. Nessuno Tocchi Ippocrate: “E’ l’undicesima aggressione dall’inizio del 2020”

Secondo quanto denunciato dall’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate“, nel tardo pomeriggio di ieri si sarebbe consumato un nuovo episodio di violenza nei confronti del personale medico e ospedaliero dell’area di Napoli. Questa volta l’aggressione sarebbe avvenuta all’interno del reparto chirurgia 3 dell’Ospedale Cardarelli. Verso le 19, due infermiere sono state aggredite da un parente di un degente. Alla base di tale aggressione pare ci siano motivi riconducibili alla distribuzione delle terapie ed agli orari di visita.
Secondo quanto denunciato dall’associazione, il soggetto in questione si sarebbe avvicinato alle due donne e con fare minaccioso avrebbe rivolto loro delle minacce: “Tanto ti aspetto al parcheggio”. Dopodiché si sarebbe avvicinato alle infermiere e le avrebbe spintonate con forza, probabilmente per provocarle. Fortunatamente questa volta le vittime se la sono cavata “solamente” con un grandissimo spavento. Come ricorda Nessuno Tocchi Ippocrate, si tratterebbe dell’undicesima aggressione dall’inizio del 2020, con l’aggravante del fatto che in questo caso ad essere state prese di mira sono due donne: “Ancora una aggressione a carico di colleghe donne! Un uomo che aggredisce una donna non merita nemmeno l’appellativo di uomo!” attaccano i medici dell’associazione.

 

Concorso ammissione al 202° Corso dell’Accademia Carabinieri (VIDEO)

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Concorso, per esami, per l’ammissione al 202° Corso dell’Accademia per la formazione di base degli Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri. (60 posti)

Concorso ammissione al 202° Corso dell’Accademia Carabinieri (VIDEO)

L’emozione di indossare per la prima volta l’uniforme dei Carabinieri, la possibilità di un lavoro mai uguale e in luoghi nuovi in Italia e all’estero, sentirsi parte essenziale di un gruppo che lavora per il bene comune: tante le motivazioni per partecipare al 202° Corso dell’Accademia per la formazione di base degli Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri: presenta la domanda on line fino al 31 gennaio 2020. (60 posti)

Pubblicato il bando relativo al concorso, per esami, per l’ammissione al 202° Corso dell’Accademia per la formazione di base degli Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri

Ai concorsi di cui al precedente art. 1, comma 1 possono partecipare concorrenti, anche se alle armi, di entrambi i sessi. Per la partecipazione a tutti i predetti concorsi, fermo restando quanto specificato al presente comma, i concorrenti devono possedere i seguenti requisiti generali:

a) essere cittadini italiani;

b) avere compiuto il diciassettesimo anno di età e non superare il giorno di compimento del ventiduesimo anno di età alla data di scadenza del termine di presentazione delle domande. Gli appartenenti ai ruoli Ispettori e Sovrintendenti dell’Arma dei Carabinieri, partecipanti al concorso di cui al precedente art. 1, comma 1, lettera d), non dovranno superare il ventottesimo anno di età alla data di scadenza del termine di presentazione delle domande. Il limite massimo di età è elevato di un periodo

L’emozione di indossare per la prima volta l’uniforme dei Carabinieri, la possibilità di un lavoro mai uguale e in luoghi nuovi in Italia e all’estero, sentirsi parte essenziale di un gruppo che lavora per il bene comune: tante le motivazioni per partecipare al 202° Corso dell’Accademia per la formazione di base degli Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri: presenta la domanda on line fino al 31 gennaio 2020.

Per i requisiti di dettaglio consulta:

Bando di concorso

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Concorso ammissione al 202° Corso dell’Accademia Carabinieri (VIDEO)  / Redazione

Monti: “Sono contentissimo per la prestazione. Nella ripresa serviva velocità”

IL COMMENTO – L’allenatore gialloblu commenta la vittoria ottenuta dalla sua squadra nella gara di domenica pomeriggio col Sant’Agnello

“Abbiamo fatto un grandissimo secondo tempo, ma anche nel primo abbiamo combattuto e lottato. Sono contento di quello che hanno fatto i ragazzi perché non sempre è possibile creare 4-5 palle gol come nel secondo tempo. Nel primo tempo, il nostro errore principale sia stato quello di aver portato troppo palla. I cambi nella ripresa ci hanno dato più velocità”

“Il Procida? Ho sempre detto che oltre al Pianura e l’Ercolano ci sono anche altre, come il Procida, che almeno nell’11 base è molto forte. Sogliuzzo? Nell’ultima settimana, ha fatto corsa lenta, Sta seguendo un programma che gli ha dato il Dott. De Nicola, che fin quando non gli dirà di allenarsi con noi e di fare le partitine non rientrerà fra i convocati. Monti Jr? Forse ha una frattura”

Simone Vicidomini-L’Ischia continua la sua inarrestabile marcia in campionato. I gialloblu, giunti alla settima vittoria consecutiva (non conoscono altro risultato dalla sciagurata sconfitta in casa del Santa Maria la Carità dello scorso novembre), conservano la testa della classifica, tenendo ad una lunghezza di distanza il Pianura. Per la verità, almeno nel primo tempo, la squadra di Billone Monti non ha espresso un calcio scintillante, ma come è spesso accaduto in questa stagione – e soprattutto ultimamente – la rosa molto lunga, e quindi i cambi, ed una condizione fisica nettamente migliore dell’avversario medio, hanno fatto la differenza. E pensare che l’Ischia, proprio in questa bellissima striscia da 21 punti su 21, è stata senza il suo uomo di punta, Mario Sogliuzzo. Comunque, per commentare il successo ottenuto domenica pomeriggio contro il Sant’Agnello Promotion al Mazzella, il tecnico isolano Giuseppe Monti è intervenuto ai nostri microfoni. Ecco le sue parole.

Mister Monti, la prima domanda è simile a quella fatta la settimana scorsa a San Sebastiano. E’ contento della prestazione offerta dai suoi?
“Si, della prestazione sono contentissimo. Abbiamo fatto un grandissimo secondo tempo, ma anche nel primo abbiamo combattuto e lottato, contro una squadra scorbutica, molto fisica, che cercava solo di non farci giocare. Non ricordo loro conclusioni verso la nostra porta. Sono contento di quello che hanno fatto i ragazzi perché non sempre è possibile creare 4-5 palle gol come nel secondo tempo. Nella prima frazione, il Sant’Agnello ci ha chiuso i varchi, ma i ragazzi hanno lottato, hanno fatto girare palla, cercando di fare la partita. Ma non sempre è facile”.

L’impressione è che tutti i cambi operati da lei, a parte quello di Monti Jr, avessero la volontà di cambiare in avanti, dove serviva più velocità, puntando sulle fasce. Alla fine, Gigio Trani ha segnato appena dopo essere entrato, questo è stato fondamentale…
“Il cambio di Rubino era per non dare punti di riferimento agli avversari, mettendo 3 persone veloci nel giocare la palla in avanti, intendo anche Pistola. Il cambio di Esposito, invece, è stato anch’esso forzato, perché soffre di un problema al ginocchio da un po’ di tempo, che gli fa male a volte alterne. Alla fine del primo tempo mi ha detto che aveva dolore, quindi ho preferito toglierlo perché poteva essere condizionato dal dolore. Nicola Di Meglio è entrato bene, con molta grinta, ha assolto il suo preciso compito alla grande. Nel secondo tempo la squadra ha fatto benissimo, non bene”.

Ma, non crede che nel primo tempo avete finito per agevolare il lavoro del Sant’Agnello, perché lanciavate sistematicamente la palla in avanti su Rubino essendo prevedibili?
“Penso che nel primo tempo, col Sant’Agnello molto chiuso, il nostro errore principale sia stato quello di aver portato troppo palla. Spesso l’abbiamo fatto con Pistola, a volte con Castagna. Rubino era sempre nella morsa di 2 difensori e non sempre riusciva a divincolarsi. La sostituzione della punta è avvenuta per non dare punti di riferimento alla difesa ospite, dando più velocità a noi”.

All’andata fu l’unico a dire, dopo il pareggio esterno, che il Sant’Agnello avrebbe dato fastidio a tutte. La vittoria dell’Ischia, quindi, è importante anche perché state vincendo quelle partite che hanno un po’ minato il vostro inizio di campionato…
“Nella partita col Sant’Agnello, poteva anche succedere di prendere gol al 90’ su una punizione laterale, ma ciò non avrebbe tolto che la squadra aveva fatto una grande prestazione, come fu fatta all’epoca col Procida e come fu fatta a sprazzi all’andata in Costiera, dove 2 episodi particolari ci condannarono al pari. Dicevo, all’epoca, che il Sant’Agnello fosse una buona squadra perché conosco il girone B di Eccellenza ed i molti calciatori che sono oggi in maglia arancio che vi hanno militato. Sono tanti buoni giocatori, quindi il Sant’Agnello doveva per forza essere una buona squadra”.

Mister, le condizioni di Vincenzo Monti sono apparse subito gravi…
“Si, speriamo che non debba operarsi. Dai primi riscontri sembra ci sia una frattura, poi si vedrò da ulteriori approfondimenti. Mi sento un po’ male, non solo per il fatto che è mio figlio, ma perché perdo per parecchio tempo una pedina importante”.

Alla prossima ci sarà il Procida. La partita è un derby, lei affronta un collega che conosce, Giovanni Iovine, poi la gara sarà anche uno scontro diretto visto che i biancorossi sono terzi…
“Ho sempre detto che oltre al Pianura e l’Ercolano ci sono anche altre, come il Procida, che almeno nell’11 base è molto forte”.

Quante possibilità ci sono di vedere, almeno in panchina, Mario Sogliuzzo col Procida?
“Penso zero. Nell’ultima settimana, Sogliuzzo ha fatto corsa lenta, non altre cose. Sta seguendo un programma che gli ha dato il Dott. De Nicola, che noi dobbiamo rispettare. Quando il Dottore gli dirà di allenarsi con noi e di fare le partitine, allora rientrerà fra i convocati”.

La stampa esalta Insigne: “Il migliore al di là dei rigori”

“Con Gattuso ha ritrovato serenità e sorriso”

Lorenzo Insigne è stato il protagonista (insieme ad Ospina che ha parato un rigore a Iemmello) della vittoria del Napoli sul Perugia nella gara di Coppa Italia che ha regalato i quarti alla squadra di Gennaro Gattuso. Il talento di Frattamaggiore ha realizzato i due rigori che hanno permesso agli azzurri di superare il turno, ma oltre ai tiri dal dischetto, la sua è stata anche una gara di sacrificio e tanta corsa.

Ecco quanto scritto dai maggiori quotidiani su Insigne:
Gazzetta dello Sport – 7: “Il migliore. Una doppietta ma soprattutto tanta sostanza e finalmente un dinamismo che lo porta a saltare l’uomo e a creare superiorità”.
Corriere dello Sport – 7: “Non solo per i due rigori, certo anche per quelli, ma per la volontà, per la generosità, per l’altruismo con cui sta in campo”.
TuttoSport – 7: “Il migliore in campo e non solo per i due rigori realizzati. Il capitano ha ritrovato la serenità  ed il sorriso da quando Gattuso gli ha restituito il suo ruolo originario”.
Il Mattino – 7,5: “Vive un momento di grazia. Da capitano vero si è caricato la squadra sulle spalle e finalmente arrivano anche i gol (anche se dal dischetto). Freddo nella trasformazione dei due rigori, ma è il complesso della sua prestazione ad essere incoraggiante a conferma dell’ottimo periodo di forma che sta attraversando”.