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TuttoSport – Il Napoli non ha gradito il post Instagram di Younes

Il calciatore tedesco e Fernando Llorente sono ormai ai margini

Amin Younes, così come Fernando Llorente, sembra essere finito ai margini del progetto Napoli. Il calciatore tedesco ha anche pubblicato un post polemico su Instagram in cui si prometteva di lavorare duramente soltanto per tornare ad essere un’alternativa per il tecnico Gennaro Gattuso.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna di TuttoSport:
“Si tratta di due calciatori ormai ai margini, soprattutto il tedesco, formalmente fuori rosa da quando lo scorso 22 febbraio pubblicò un post su Instagram. «Farò di tutto durante gli allenamenti per tornare ad essere un’alternativa per il mio allenatore», aveva scritto Younes. Frasi di certo non gradite dalla dirigenza, che si era vista respingere dal calciatore tutte le opzioni che a gennaio erano arrivate per un trasferimento ad altro club”.

Condò sugli esoneri: “Solo Gattuso sembra poter restare anche il prossimo anno”

“A questo punto della stagione sono stati dieci i cambi di allenatore”

Agli inizi di marzo mezza Serie A (dieci squadre su venti) ha cambiato la propria guida tecnica: l’ultimo allenatore esonerato è stato Rolando Maran dal Cagliari. Ad analizzare la situazione è stato Paolo Condò, giornalista di Sky Sport ed editorialista della Gazzetta dello Sport.

Ecco quanto evidenziato da Condò:
“L’esonero di Maran da parte del Cagliari divide esattamente a metà le panchine della Serie A: dieci hanno cambiato occupante (alcune più volte), dieci mantengono lo stesso inquilino dall’inizio. Non sempre succede, ma stavolta il cambio in panchina ha fatto bene, perché le squadre hanno migliorato la media-punti (tranne Torino, Spal e l’ultimo Brescia, che però sono appena ripartiti). Resta la sensazione che quest’anno gli esoneri siano ridefinizioni di un progetto. Partendo da questo ragionamento, l’aspetto curioso è che al momento soltanto Gattuso a Napoli sembri, non dico certamente ma almeno probabilmente, l’allenatore della prossima stagione. Gli altri sono tutti in alto mare”.

Comunicazioni del Presidente Conte sul Coronavirus (VIDEO)

Le comunicazioni del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, riguardanti le misure per il contrasto al Coronavirus.

Comunicazioni del Presidente Conte sul Coronavirus (VIDEO)

“Non è la prima volta che il nostro Paese si trova ad affrontare emergenze nazionali.
Ma siamo un Paese forte, un Paese che non si arrende: è nel nostro DNA.
Stiamo affrontando la sfida del Coronavirus. Una sfida che non ha colore politico, che deve chiamare a raccolta l’intera Nazione. È una sfida che va vinta con l’impegno di tutti: cittadini e Istituzioni, scienziati, medici, operatori sanitari, protezione civile, forze dell’ordine. L’Italia, tutta, è chiamata a fare la propria parte.

Da gennaio – quando avevamo appena due casi – abbiamo subito messo in atto misure che sono apparse drastiche, ma che in realtà erano semplicemente adeguate e proporzionate a tutelare la salute dei cittadini, a contenere la diffusione del contagio.
Abbiamo sempre agito sulla base delle valutazioni del comitato tecnico-scientifico, scegliendo sempre la linea della trasparenza, la linea della verità, decisi a non alimentare diffidenze e complottismi. La verità è l’antidoto più forte, la trasparenza il primo vaccino di cui dotarci.
Una volta adottate le prime misure di contenimento, soprattutto con riguardo alla c.d. “zona rossa”, ho ritenuto doveroso spiegare a tutti i cittadini – anche al pubblico che di solito non segue quotidianamente l’informazione politica – cosa stava accadendo.
Siamo sulla stessa barca. Chi è al timone ha il dovere di mantenere la rotta, di indicarla all’equipaggio.
Oggi torno a parlarVi per informarVi che sono in arrivo nuove misure. Dobbiamo fare uno sforzo in più. Dobbiamo farlo insieme.
E partiamo dal dato positivo: in Italia possiamo confermare che la grandissima parte delle persone contagiate guariscono senza conseguenze.
Perché allora tanta preoccupazione, vi chiederete? Perché una certa percentuale di persone contagiate necessita di un’assistenza continuata in terapia intensiva.

Questo significa che finché i numeri sono bassi, il sistema sanitario nazionale può assistere efficacemente i contagiati.
Ma in caso di crescita esponenziale, è evidente che non solo l’Italia ma nessun Paese al mondo potrebbe affrontare una simile situazione d’emergenza in termini di strutture, posti letto e risorse umane richieste.
Per questa ragione il Ministro della Salute Speranza ha dato immediato mandato nei giorni scorsi di aumentare del 50% la disponibilità nazionale delle unità di terapia intensiva e del 100% delle unità di terapia sub-intensiva.
Ma dobbiamo essere consapevoli che, nonostante gli sforzi, non è possibile potenziare le strutture sanitarie in breve tempo per cui il nostro primo obiettivo deve essere il contenimento del contagio.
Dobbiamo continuare a lavorare insieme, verso un comune obiettivo. Non dobbiamo stravolgere le nostre vite, le nostre abitudini di vita, dobbiamo assumere un comportamento responsabile.

▪ Dobbiamo lavare le mani spesso.
▪ Starnutiamo e tossiamo in un fazzoletto o nella piega del gomito.
▪ Manteniamo 1 metro di distanza nei contatti sociali.
▪ Evitiamo abbracci e strette di mano, evitiamo luoghi affollati.

Da domani al 15 marzo saranno sospese le attività didattiche nelle scuole e nelle università, salvo quelle a distanza.
E non si svolgeranno manifestazioni sportive con la presenza del pubblico, in modo da prevenire ulteriori occasioni di contagio.

Già prima dell’emergenza coronavirus avevo affermato che l’economia italiana ha bisogno di una “terapia d’urto”. È una situazione straordinaria che necessita di misure straordinarie: chiederemo all’Unione europea tutta la flessibilità di bilancio di cui ci sarà bisogno per sostenere le nostre famiglie, le nostre le imprese. L’Europa dovrà venirci dietro e sostenere questo nostro sforzo.
Appronteremo un piano straordinario di opere pubbliche, opere private, grandi, medie e piccole. Dobbiamo immettere nuova finanza nell’economia e realizzare le infrastrutture che servono. E per alcuni investimenti, valuteremo la possibilità di applicare il modello del Ponte Morandi. Ricordate Genova? Ecco questo modello ci insegna che quando il nostro Paese viene colpito, sa rialzarsi, sa fare squadra, sa tornare più forte di prima. Lo applicheremo ovunque sia possibile. Il “modello Genova” deve diventare il “modello Italia”.
E usciremo insieme da questa situazione, da questa emergenza. Sapremo superare questa difficoltà, riaffermarci in tutto il nostro valore. Quando questa emergenza sarà terminata, volgeremo lo sguardo indietro e sono convinto che saremo orgogliosi di come un intero Paese ha affrontato con coraggio, con determinazione questa emergenza, deciso a rialzare la testa.
Donne e uomini che si sono dimostrati disponibili a rinunciare a qualcosa, pur di mostrare un gesto di responsabilità verso i più fragili. Grazie a tutti”.

Comunicazioni del Presidente Conte sul Coronavirus (VIDEO) / Redazione

CdS – Il Napoli aspetta Meret: è un portento

Per ora Gattuso gli preferisce Ospina

Tra i pali del Napoli, al momento, c’è un dualismo tra David OspinaAlex Meret con il tecnico Gennaro Gattuso che preferisce costantemente il colombiano. Il secondo, però, è atteso da tutto l’ambiente in quanto ritenuto una forza della natura e portiere che difenderà la porta azzurra per molti anni.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna del Corriere dello Sport:
“L’Enfant Prodige e Speedy Gonzales: quasi quasi siamo alla favole da raccontare ai bambini, ma qui si parla di talento vero, mica presunto. Alex Meret è un prodigio della natura, il Napoli l’accoglie a braccia aperte e lo aspetta dopo l’incidente al suo secondo giorno di allenamento a Dimaro-Folgarida: ventuno partite un anno fa, dopo quattro mesi di stop, ed altre ventuno in questa stagione, fino alla partita-chiave con l’Inter, quella che gli costa il ruolo di titolare, divenuto da quel giorno di proprietà di Ospina”.

Sotto La Lente – Di Mariano, la gioia a metà del gol di Udine

Sotto La Lente – Di Mariano, la gioia a metà del gol di Udine. Scopriamo meglio le caratteristiche del nipote del Totò delle “notti magiche”

Sotto La Lente – Di Mariano, la gioia a metà del gol di Udine

 

Francesco Di Mariano insieme ai portieri Provedel e Polverino è uno dei tre rinforzi arrivati alla Juve Stabia nel mercato di riparazione di gennaio. Esterno offensivo di piede destro, Di Mariano è un calciatore assolutamente funzionale a tutti i moduli tattici che mister Fabio Caserta suole utilizzare sul terreno di gioco. Può giocare infatti sia nel 4-3-3 come uno dei due esterni offensivi, sia nel 4-3-1-2 come seconda punta al fianco di Francesco Forte o come trequartista alle spalle della punta centrale e infine anche nel 4-2-3-1 nei trequartisti che stazionano dietro la punta centrale.

Di Mariano, nipote di Totò Schillaci, è nato a Palermo il 20 aprile 1996, alto m. 1,77, ha iniziato a giocare nel Lecce in Serie C nel 2012-2013, poi due anni alla Roma senza alcuna presenza, poi ancora il passaggio all’Ancona nel 2015 dove resta fino a gennaio 2016 totalizzando complessivamente in un anno e mezzo in Lega Pro 10 presenze e 1 rete. A gennaio del 2016 passa al Monopoli dove resta fino a fine campionato totalizzando 16 presenze e 3 gol.

Nella stagione 2016-2017 passa al Novara in Serie B dove esordisce il 4 settembre 2016 in Pisa-Novara 1-0. A Novara resta per due anni totalizzando complessivamente 53 presenze e 4 reti. Nella stagione 2018-2019 passa al Venezia dove resta fino a gennaio 2020. Lo scorso anno 29 presenze in B e 7 reti complessive prima del passaggio a gennaio alla Juve Stabia.

Il suo inizio alla Juve Stabia non è stato dei migliori. Alla ricerca della miglior condizione fisica (erano due mesi che non giocava), il suo minutaggio almeno inizialmente non è stato ampio. Poi si è dovuto fermare complice un’influenza che lo ha fermato per 4 giorni nella settimana antecedente la sfida col Crotone tanto da non poter essere convocato. Quando poi ha potuto allenarsi regolarmente si è conquistato un posto da titolare.

Nelle ultime due gare con Trapani e Pordenone non a caso mister Caserta lo ha fatto partire sempre dal primo minuto. Contro il Trapani nel primo tempo in grande difficoltà nel 4-3-1-2 nella posizione di trequartista alle spalle delle due punte. Ruolo non propriamente suo in quanto preferisce giocare da esterno offensivo di sinistra a piede invertito essendo un destro naturale. Molto meglio nella ripresa col Trapani quando ha potuto giocare a sinistra nel 4-2-3-1 che ha dato più equilibrio alla Juve Stabia.

Anche contro il Pordenone buona la prova di Di Mariano nel 4-2-3-1. Nell’ultima parte della partita l’esterno offensivo ex Venezia è stato anche impiegato da “falso nueve” con l’uscita dal campo di Alessandro Rossi. Ma soprattutto allo stadio “Dacia Arena” di Udine Di Mariano ha potuto provare la gioia del primo gol in gialloblè.

Canotto, rigorista designato in assenza di Forte, gli ha lasciato la possibilità di calciare il rigore del momentaneo pari delle Vespe. Una gioia a metà il primo gol di Di Mariano perchè poi a sette minuti dalla fine è arrivato il gol vittoria per i ramarri realizzato da Strizzolo.

Siamo certi che, quando la condizione fisica di Francesco Di Mariano crescerà col crescere del suo minutaggio, sicuramente il suo apporto alla causa gialloblè per il raggiungimento della salvezza sarà sempre più determinante.

 

a cura di Natale Giusti

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Scuole e università chiuse in tutta Italia

Coronavirus: scuole e università “prudenzialmente” chiuse. La conferma dal Ministro Azzolina e dal Premier Conte. Da domani fino al 15 marzo.

Tutte le scuole d’Italia, di ogni ordine e grado, anche al di fuori della zona rossa, rimarranno “prudenzialmente” chiuse fino a metà marzo per l’emergenza Coronavirus. Dopo ore di incertezza, la conferma è arrivata in conferenza stampa dal Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e dal Premier Giuseppe Conte. Fino adesso erano già state sospese fino a domenica le lezioni in Liguria, Lombardia, Piemonte, Marche ed Emilia-Romagna.  La chiusura sarebbe circoscritta a metà marzo, in attesa di valutare l’evoluzione del contagio.

Nel frattempo il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli è in auto-isolamento al Mise (Ministero dello Sviluppo Economico). La misura, del tutto precauzionale, si è resa necessaria dopo l’incontro, risalente al 25 febbraio scorso, con l’assessore lombardo Alessandro Mattinzoli, risultato positivo al Covid-19. Patuanelli, viene spiegato, era stato l’unico ad avere avuto un incontro diretto e di oltre 15 minuti con l’assessore allo Sviluppo economico, nella Sala degli Arazzi del dicastero.

Anche il viaggio in Mozambico del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, previsto dal 10 al 12 marzo, è stato rinviato.

Il Governo, per la decisione di chiudere scuole e università che scatterà da domani, si è affidato al parere della Commissione scientifica che già ieri aveva consigliato la chiusura per un mese degli eventi sportivi in tutto il Paese. E a quello del ministero della Salute di Roberto Speranza, che non aveva fatto mistero di essere favorevole alla chiusura. Il premier Giuseppe Conte incontrrerà le parti sociali nel pomeriggio a Palazzo Chigi.

Potrebbe non tenersi neanche la cerimonia per la festa delle donne domenica 8 marzo. Se le direttive del Governo che dovrebbero essere emanate oggi o domani vieteranno cerimonie, convegni e congressi. Anche la presidenza della Repubblica si atterrà alle disposizioni.

Adduso Sebastiano

Juve Stabia, il presidente Langella pronto a cedere le quote?

Fulmine a ciel sereno in casa Juve Stabia. Dopo la contestazione rivolta dalla tifoseria al vice presidente D’Elia e la successiva presa di posizione di Franco Manniello, il presidente Andrea Langella lascia il club.

La giornata di sabato era stata movimentata non solo dall’intenso pareggio col Trapani ma anche dall’inizio ufficiale della diatriba societaria. Prima lo striscione della Curva Sud indirizzato al vice presidente Vincenzo D’Elia e poi le parole di Franco Manniello.

Arriva oggi la risposta del presidente Andrea Langella, che matura la scelta di lasciare il club.

Queste le sue parole:

Con riferimento alla contestazione mossa dai tifosi della Curva SUD nei confronti dell’Amministratore Unico ing. Vincenzo D’Elia nel corso della partita Juve Stabia -Trapani, il Presidente Langella comunica quanto segue:

«In primo luogo ritengo che la contestazione in sé appare oltremodo anomala, incomprensibile ed inaspettata perché rivolta ad un Amministratore che, di fatto, non ha mai interferito nelle scelte societarie di carattere sportivo e che si è sempre dimostrato sensibile alle esigenze della tifoseria, manifestando, sin dal suo insediamento, un attaccamento “viscerale” ai colori giallo blè e soprattutto non ha mai messo alla porta nessuno e ha sempre cercato la via del dialogo costruttivo.
In breve, si può affermare che tale contestazione rappresenti un unicum nella storia del calcio!
E’ evidente, allora, che il clima insopportabile che si è venuto a creare, che peraltro rischia di compromettere la serenità della nostra squadra del cuore, sia frutto di una strategia che ha ben altri fini.
Mi piace sottolineare che sono entrato a far parte della compagine societaria della Juve Stabia con passione autentica e grande entusiasmo e con l’intento di farne una società organizzata, solida e pronta al salto di qualità.
Alla luce degli ultimi eventi, purtroppo, con profonda amarezza devo constatare che il mio progetto appare irrealizzabile.
A questo punto, per il bene della Juve Stabia, dei tifosi e della Città di Castellammare, e per coerenza con il mio stile personale e imprenditoriale, non posso che fare un concreto passo indietro offrendo le mie quote ad un prezzo di “liquidazione” in modo che altri al mio posto possano proseguire nella gestione del Club. Ciò, fermo restando nelle more il mio pieno sostegno e supporto alla società nell’assetto attuale

Polizia Portici Ercolano: OCCC per omicidio a 2 affiliati clan Vollaro

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Agenti della Polizia Portici Ercolano hanno dato esecuzione a misura cautelare di custodia in carcere di 2 affiliati al clan “VOLLARO”

Polizia Portici Ercolano: OCCC per omicidio a 2 affiliati clan Vollaro

Stamattina gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Portici -Ercolano hanno dato esecuzione alla misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di Pasquale SCAFO, 50enne, e Antonio ROMAGNOLI, 55enne,  porticesi ed affiliati al clan “VOLLARO” di Portici, per omicidio premeditato in concorso tra loro e con BIFULCO Massimiliano, 42enne di Massa di Somma, già condannato in via definitiva all’ergastolo per analogo reato.

I due uomini sono gravemente indiziati dell’omicidio del pluripregiudicato Luciano SANTILLO avvenuto alla via Dalbono di Portici il 13 settembre 2007 quando, intorno alle ore 11,30 di quel giorno, la vittima stazionava all’esterno di una baracca adibita a vendita di bibite posta all’interno del complesso delle palazzine INA-CASA.

Nell’occasione SANTILLO venne colpito da almeno tre colpi d’arma da fuoco che, dopo immediato trasporto presso l’ospedale “Loreto Mare” di Napoli e delicato intervento chirurgico, ne causavano la morte.

I gravi indizi di colpevolezza, raccolti nel corso degli anni da questo Ufficio, suffragati da dichiarazioni di alcuni collaboratori di Giustizia, hanno consentito alla Direzione  Distrettuale Antimafia di richiedere ed ottenere dal Tribunale di Napoli — Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari — la misura cautelare della custodia in carcere a carico dei due uomini.

Lo SCAFO, da pochi mesi scarcerato, veniva associato alla Casa Circondariale di Napoli Poggioreale, mentre il ROMAGNOLI riceveva la notifica del provvedimento presso la Casa di Reclusione ove è detenuto per altra causa.

Polizia Portici Ercolano: OCCC per omicidio a 2 affiliati clan Vollaro / Redazione Campania

Alcuni altri articoli di operazioni di Polizia presenti nel nostro articolo:

Polizia Napoli Acerra: fermato presunto responsabile tentato omicidio

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La notte di domenica scorsa personale di Polizia Napoli Acerra, in seguito a serrate attività investigative, ha posto in stato di fermo D.G., 35enne di Sant’Anastasia con numerosi precedenti di polizia.

Polizia Napoli Acerra: fermato presunto responsabile tentato omicidio

L’uomo è ritenuto responsabile di tentato omicidio, avvenuto nella serata di sabato scorso, nei confronti di un uomo giunto in gravi condizioni presso il pronto soccorso della Clinica Villa dei Fiori di Acerra con una ferita all’emitorace sinistro dovuta ad accoltellamento. La vittima è stata immediatamente trasportata ed operata d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Napoli dove, in seguito ad intervento chirurgico, è  stata dichiarata dal personale medico non più in pericolo di vita pur restando in prognosi riservata.

Le indagini, grazie all’acquisizione di elementi info-investigativi, hanno consentito dopo poche ore di ricostruire l’accaduto individuando l’abitazione del colpevole in Sant’Anastasia. Grazie alla tempestività delle attività di polizia giudiziaria, D.G. è stato rintracciato e fermato presso la propria abitazione dove, colto di sorpresa, ha tentato di darsi alla fuga e, non riuscendovi, si è consegnato agli agenti ammettendo le proprie responsabilità. Inoltre, in seguito a perquisizione, è stato rinvenuto e sequestrato un coltello da cucina con lama di 20 cm utilizzato per commettere l’aggressione.

Il fermato è stato condotto presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale ed è tuttora ivi ristretto a seguito della convalida del GIP presso il Tribunale di Nola.

Polizia Napoli Acerra: fermato presunto responsabile tentato omicidio /Redazione Campania

Alcuni altri articoli su Polizia in nostro archivio:

Polizia Napoli: operazioni antidroga a Scampia e Giugliano

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Nell’incessante lotta allo spaccio di droga, gli agenti di Polizia Napoli ha arrestato tre napoletani: un 44enne a Scampia e una coppia a Giugliano.

Polizia Napoli: operazioni antidroga a Scampia e Giugliano

Gli agenti del commissariato Scampia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di Luigi Avagnano, 44enne napoletano, gravemente indiziato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il 6 febbraio scorso i poliziotti del commissariato Scampia, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno effettuato un controllo in via Marrazzo presso l’appartamento dell’uomo dove hanno rinvenuto 41 panetti di hashish e alcune stecche della stessa sostanza per il peso complessivo di circa 5 kg, oltre a 4 bilancini, 4 coltelli e diverso materiale per il confezionamento della droga.

L’uomo, inizialmente resosi irreperibile, è stato rintracciato e bloccato ieri sera presso la sua abitazione.

Nella stessa giornata, a Giugliano, la Polizia ha arrestato madre e figlio per droga

Polizia Napoli, droga GiuglianoIeri pomeriggio gli agenti del commissariato di Giugliano-Villaricca, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno intimato l’alt in via Antica Giardini a una persona a bordo di un’auto in cui hanno rinvenuto 1235 euro e 4 cellulari.

I poliziotti hanno esteso il controllo all’appartamento della madre dell’uomo  dove hanno sequestrato circa 485 grammi di cocaina, 2 bilancini di precisione e materiale per il confezionamento della droga.

Carolina Mosca e Francesco Bruno, napoletani di 51 e 31 anni  con precedenti di polizia, sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Redazione Campania

Alcune altre news di Polizia dal nostro archivio:

Promozione- Ischia il traguardo dell’Eccellenza è ad un passo…

Promozione- Ai gialloblu che occupano la prima posizione in classifica col Pianura, davvero basta poco per la matematica certezza dell’Eccellenza

Simone Vicidomini– Sedici punti di vantaggio sulle terze,capitanate dal Virtus Ottaviano:ecco il rassicurante vantaggio che Ischia e Pianura,attualmente prime a pari merito nella classifica del girone B del campionato di Promozione,hanno sulla concorrenza. Un vantaggio che, se confermato anche in misura minore (+9 punti) garantirebbe ad entrambe la salita diretta in Eccellenza senza dover disputare i play-off. Un vantaggio che potrebbe regalare all’Ischia (ed al Pianura) già la matematica certezza di aver raggiunto la massima categoria regionale fra quattro partite,quando i gialloblu dovranno affrontare il San Giuseppe al “Mazzella”.

Prima,la squadra di Monti avrà due gare casalinghe consecutive, più il derby: Santa Maria La Carità,unica avversaria dell’ultima ed unica sconfitta isolana in stagione, e Oratorio Don Guanella sono compagini alla portata,poi ci sarà l’attesissimo derby con il Lacco Ameno. Con nove punti in queste tre partite, gli isolani toccando quota 66, quasi certamente non potrebbero già festeggiare, visto che Virtus Ottaviano e Sporting Ercolano-le uniche inseguitrici con più i meno credibili possibilità di diminuire la forbice che le divide dalla testa-potrebbero comunque fare bottino pieno.

Gli ottaviani e gli ercolanesi ovviamente dovrebbero vincere sempre,senza fare passi falsi. Rispettivamente, Virtus Ottaviano ed Ercolano potrebbero- vincendole tutte fino alla fine- raggiungere quota 60 e 59 in classifica e per essere tagliate matematicamente fuori dall’Ischia (e dal Pianura) le due capolista dovrebbero mettere insieme 13 punti da qui al trentesimo turno:ovvero (almeno vincere 4 partite e pareggiarne 1) A quota 70 punti, non lascerebbero più speranze alla concorrenza, benchè fosse agguerrita fino all’ultimo.

In sostanza, se le terze vincessero sempre,all’Ischia non basterebbe nemmeno fare 12 punti nella prossime 4 gare di campionato (quelle che si giocheranno tutte sull’isola) con l’ultima la sfida al San Giuseppe. Ma non è affatto detto. Tutto, ammettendo che Ischia e Pianura vadano a braccetto fino allo spareggio finale(previsto dal regolamento per decidere la prima) se una delle due dovesse mollare un po, l’altra salirebbe in Eccellenza da prima classificata, senza dover per forza tenere un ritmo frenetico.

Gazzetta – La rinascita di Insigne è avvenuta grazie a Gattuso

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Gazzetta – La rinascita di Insigne è avvenuta grazie a Gattuso

Gattuso è stata la cura per Insigne, sempre più incisivo e importante nei risultati del Napoli. Ne parla l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:

“Quello che colpisce, nei dettagli, è l’atteggiamento in campo del capitano. Col Barcellona, per esempio, ci ha colpito una battaglia fisica per andare a pressare altissimo su Busquets, riuscendo alla fine a conquistare con coraggio e agonismo una punizione. Azioni che prima non erano proprio nella mente di questo giocatore cui non mancano sicuramente le qualità tecniche. Poi ci sono i numeri veri e propri. Gol decisivi con la Juventus e a Brescia. Assist sblocca-risultato contro il Torino”

Napoli – Inter rinviata: impossibile prevenire il contagio

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Napoli – Inter rinviata: impossibile prevenire il contagio

Questa la disposizione del Prefetto di Napoli, Marco Valentini, che ha deciso per il rinvio della partita NapoliInter di domani sera, manca solo l’annuncio ufficiale della Lega di Serie A.

Questo il comunicato della Prefettura di Napoli:

“Il Prefetto di Napoli, Marco Valentini, in seguito all’esame della questione nella riunione odierna del C.P.O.S.P. ha disposto, ai sensi dell’art. 2 del T.U.L.P.S.,  il rinvio dell’incontro di calcio SSC Napoli – FC Inter valevole per la Coppa Italia TIM 2019/2020, programmato per domani 5 marzo alle ore 20.45 presso lo stadio San Paolo”

Di seguito il dispositivo ufficiale:

  • PREMESSO:

che l’Organizzazione mondiale della sanità, a causa del carattere particolarmente diffusivo del contagio e dell’incremento dei casi e dei decessi, il 30 gennaio 2020 ha dichiarato l’epidemia da COVID-19 un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale;

che alla luce dell’evolversi della situazione epidemiologica in Italia, con il decreto legge 23 febbraio 2020, n.6, in considerazione della straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni per contrastare l’emergenza da COVID-19, sono state adottate misure di contrasto e contenimento alla diffusione del predetto virus;

che l’art. 3 del DPCM 1° marzo 2020, attuativo del citato decreto legge, ha previsto l’adozione di misure di prevenzione e informazione sull’intero territorio nazionale: che con proprio provvedimento n. 62426 in data 27/02/2020, in conformità alla determinazione n. 8 assunta dal C.A.M.S. in data 20/02/2020, è stato disposto il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella Regione Lombardia per la partita di calcio Napoli- Inter, valevole per la Coppa Italia, programmata allo stadio S. Paolo di Napoli per le ore 20.45 del giorno 5 marzo 2020;

  • CONSIDERATO

che nel corso della seduta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, tenutasi in data odierna, è stato evidenziato il probabile afflusso di tifosi per i quali non sarebbe possibile individuare con esattezza la provenienza, indipendentemente dalla residenza, in quanto potrebbe trattarsi di persone provenienti, per motivi di lavoro o di studio, dalle aree di cui agli allegati 1, 2 e 3 del DPCM 1° marzo 2020, con conseguente concreto rischio per la pubblica e privata incolumità connesso al possibile ulteriore diffondersi del virus COVID-19 ;

che per il citato incontro di calcio sono stati venduti circa 40 mila biglietti, circostanza che determinerebbe inevitabili assembramenti per controllare gli ingressi allo stadio;

che non è possibile adottare misure sufficienti a prevenire la diffusione di contagio in caso di assembramenti massivi, come in occasione di importanti eventi sportivi che prevedano la presenza di diverse migliaia di persone;

che pertanto il citato provvedimento di divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella Regione Lombardia, già assunto per motivi di ordine pubblico, non risulta sufficiente a prevenire la possibile diffusione del contagio;

RITENUTO che quanto precede può determinare un concreto e reale pregiudizio per la sicurezza collettiva e l’incolumità personale dei singoli e che, pertanto, risulta necessario assicurarne un’efficace protezione in relazione all’esposizione al rischio di contagio nel corso della  manifestazione sportiva, alla quale è prevista, come detto, la partecipazione di almeno 40 mila persone;

RITENUTO altresì che l’esercizio del potere di ordinanza si rende necessario ed indifferibile per fronteggiare una situazione di urgenza, senza ricorrere al quale di determinerebbe il concreto rischio della diffusione del contagio da COVID-19 tra i presenti all’evento, allo stato non superabile con i rimedi ordinari previsti dalla normativa;

RAVVISATA pertanto la necessità e l’urgenza di adottare le necessarie misure finalizzate ad assicurare un’efficace protezione della sicurezza collettiva e della incolumità personale dei singoli, astrattamente esposti in occasione della competizione sportiva in questione;

SENTITI al riguardo il Ministro dell’Interno, il Ministro della Salute e il Ministro dello Sport; SENTITI altresì la Regione Campania, il Sindaco di Napoli e la Società Sportiva Calcio Napoli; 

VISTO l’art. 2 del T.U.L.P.S., approvato con R.D. 18.6.193, n. 773;

  • ORDINA

L’incontro di calcio Napoli — Inter, valevole per la Coppa Italia, programmato allo Stadio S. Paolo di Napoli alle 20.45 del giorno 5 marzo 2020, è differito a data successiva che verrà individuata dagli organismi competenti;

Il Questore di Napoli è incaricato dell’esecuzione del presente provvedimento, nonché della notifica dello stesso alla Lega Calcio Serie A, alle società “S.S.C.Napoli” e “Inter F.C.”.

Avverso la presente ordinanza è ammesso ricorso al TAR della Campania entro 60 giorni dalla notifica o, in alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni dalla notifica”.

Juve Stabia, silenzio stampa fino a data da destinarsi

Juve Stabia, silenzio stampa fino a data da destinarsi. Il comunicato ufficiale della società gialloblù sul silenzio stampa indetto da oggi

Juve Stabia, silenzio stampa fino a data da destinarsi

 

La Juve Stabia è ufficialmente in silenzio stampa. Dopo una settimana molto particolare con l’aperta contestazione della Curva Sud nei confronti dell’Amministratore Unico delle Vespe, ing. Vincenzo D’Elia, con uno striscione esposto nel secondo tempo del match con il Trapani e le parole del patron Francesco Manniello che ha parlato nel post-gara di un clima antipatico venutosi a creare tra l’Amministratore Unico della società e i propri dipendenti a seguito delle dimissioni del segretario Lello Persico, la società gialloblù sceglie la via delle bocche cucite. In più la sconfitta con il Pordenone di ieri sera che ha peggiorato la classifica delle Vespe ad undici giornate dalla fine del campionato di Serie B e sicuramente non ha contribuito a ripristinare il buonumore in seno alla società stabiese.

Di seguito il comunicato ufficiale con cui la società gialloblù dichiara di aver attuato il silenzio stampa con decorrenza immediata e fino a data da destinarsi.

Si rende noto che, con decorrenza immediata, è stato disposto il silenzio stampa, fino a data da destinarsi.
S. S. Juve Stabia“.

 

a cura di Natale Giusti

 

 

 

 

Ischia, minorenni in sala slot: chiuso centro scommesse

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Denunciato il titolare

Nel corso di un controllo i carabinieri della stazione di Ischia hanno accertato la presenza di tre minori (due di 17 e uno di 16 anni) all’interno di un centro scommesse. Il titolare è stato denunciato e gli è stata notificata una sanzione pecuniaria, variabile tra 5 e 20 mila euro mentre l’attività è stata segnalata alla Agenzia delle Dogane e Monopoli per la chiusura, provvedimento che potrà durare da 10 a 30 giorni.

L’articolo 7, comma 5, del D.L. n. 158 del 2012 ha introdotto l’obbligo di riportare avvertimenti sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincite in denaro e sulle relative probabilità di vincita: sulle schedine e tagliandi dei giochi; sugli apparecchi di gioco; nelle aree e nelle sale con videoterminali; nei punti di vendita di scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi; nei siti internet destinati all’offerta di giochi con vincite in denaro. In caso di inosservanza di tali disposizioni è prevista la sanzione amministrativa di 50.000 euro nei confronti del concessionario degli apparecchi di gioco, del titolare della sala o del punto di raccolta dei giochi (relativamente agli apparecchi AWP e VLT), del titolare del punto vendita delle scommesse, se diverso dal concessionario. (dati. camera. it)

Napoli, maxi sequestro di mascherine in una parafarmacia di Varcaturo

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Psicosi da Corona Virus in atto anche in Campania: in una para farmacia di Varcaturo gli sciacalli delle mascherine.

Napoli, maxi sequestro di mascherine in una para farmacia di Varcaturo

Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, finalizzata a verificare ipotesi di reato avvenute sul territorio del circondario di competenza di manovre speculative (aggiotaggio) su prodotti sanitari e disinfettanti che, a seguito dell’emergenza sanitaria da coronavirus Covid 19, sono diventati di difficile reperimento sul mercato con conseguente ingiustificato aumento dei prezzi di vendita, i finanzieri del Gruppo di Giugliano in Campania hanno sottoposto a sequestro circa 10mila mascherine protettive, artatamente messe in commercio con modalità idonee ad aumentare il prezzo a livelli esorbitanti.

In particolare, i finanzieri hanno verificato che una parafarmacia di Varcaturo, sul territorio di Giugliano, vendeva due tipi di mascherine, con una percentuale di rincaro rispetto al prezzo di acquisto pari al 6150% (per le LifeGuard) ed al 300% (per le monovelo). Secondo quanto emerso dalle indagini in corso, l’esercente, allo scopo di massimizzare il proprio guadagno, aveva acquistato maxi confezioni di mascherine per poi rivenderle, dopo averle riconfezionate, in singole bustine trasparenti. La Procura, guidata da Francesco Greco, sta verificando le condizioni per procedere alla vendita coattiva immediata dei prodotti sequestrati.

“Per sole donne”: Veronica Pivetti presenta a Ladispoli il suo ultimo lavoro

Alla Libreria Scritti e Manoscritti, l’attrice e scrittrice Veronica Pivetti, torna dopo tre anni per presentare il suo ultimo lavoro, “Per sole donne”, edito dalla Mondadori

Veronica Pivetti torna in libreria a Ladispoli per presentare il suo ultimo libro “Per sole donne”

 di Maria D’Auria

Ladispoli- Alla Libreria Scritti e Manoscritti, l’attrice e scrittrice Veronica Pivetti, torna dopo tre anni per presentare il suo ultimo lavoro, Per sole donne, edito dalla Mondadori. Un romanzo erotico, comico, effervescente, dal titolo provocatorio. L’autrice prende spunto da storie vere rappresentando una realtà che si conosce, romanzandola. Usa un linguaggio esplicito ed affronta un argomento tabù: il sesso.

Avulso dal contesto e visto il linguaggio così esplicito, il romanzo rende poco – spiega la Pivetti– va letto, bisogna dedicargli tempo“. Un libro esplicito dunque, ma non volgare. “Ho cercato di stare in equilibrio sul linguaggio“. Giunto alla terza ristampa, a riprova che l’operazione è riuscita, l’attrice afferma: “Quando ho iniziato a scrivere questo libro, volevo rivolgerlo solo alle donne. Invece è destinato anche al mondo maschile. È  uno stile easy: mi ci è voluto tanto per scriverlo ma ci vogliono tre ore per leggerlo. Poi ho scoperto un pubblico molto trasversale interessato a questo genere di lettura, dalle 20enni alle 50enni ma anche fasce di età più grandi“. Un libro che sembra destinato alle donne, ma che in realtà può interessare tutti: se letto dagli uomini, possono immergersi nel mondo femminile scoprendone aspetti tanto interessanti quanto inaspettati.

La storia.

Per sole donne racconta le avventure e le sventure erotiche di Adelaide, Benedetta, Tonia, Rosaria e Martina, cinque amiche che si confidano le cose più inconfessabili. Diversissime, unite, con la voglia di vivere a pieno la vita ma con lo sguardo ormai disincantato, quello tipico delle donne mature. Il libro diventa un pretesto per raccontare le donne e i problemi che le riguardano in un particolare momento della loro vita, quello che va dai 48 ai 50 anni, quando guardandosi allo specchio cominciano a notare il proprio corpo che cede al tempo che scorre, inesorabile. “Ho dovuto abituarmi ad una me stessa che sta invecchiando“, afferma la Prof più amata della tivù.

Il rapporto con i social e la chirurgia estetica.

Lontana dai social, contraria agli interventi di chirurgia estetica che “snaturano” la persona, Veronica Pivetti si scaglia contro i parametri imposti dall’estetica privilegiando la naturalezza dei segni del tempo. “Sono i nostri parametri ad uniformarsi a noi, non dobbiamo essere noi a rincorrere i canoni imposti da altri- afferma–  Mi dispiace quando una persona sente la necessità di cambiare i connotati, snaturandosi. Ciò che andrebbe tolto sono gli stereotipi, anche mentali!“.

Quanto ai social, secondo Veronica Pivetti, la velocità di pensiero a cui ci obbligano questi mezzi, è dannosa. Oggi si scrive, si pubblica e si risponde troppo velocemente, tutto deve essere immediato. Sono i ritmi imposti dai tempi social della web generation.

Un po’ di riflessione in più, difficilmente ci farebbe pentire.  I social hanno alterato i rapporti e la comunicazione.  La verità è che con i social siamo perdenti perché qualsiasi dialogo non è ad armi pari, lì si sconfina nel fasullo, non c’è niente di riscontrabile”. Alle piattaforme virtuali la Pivetti preferisce spazi e dialoghi reali.Oggi ci troviamo qui, ad una presentazione del libro,  in carne ed ossa. Sembriamo un’oasi felice ma rara, come tutte le volte che partecipo ad un incontro. Cosa c’è di più social di questo?”. Sarà uno dei pochi personaggi famosi che possiede ancora un telefonino da 47 euro e che, dichiara, usa solo per telefonare.

Polizia Napoli – Arenella: sequestro TLE. Sanità: 2 arresti per droga

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Operazione Polizia Napoli. All’Arenella hanno sequestrate 1600 stecche di sigarette. Alla Sanità sequestrate 5 stecche di hashish e 565 euro.

Polizia Napoli – Arenella: sequestra TLE. Sanità: 2 arresti per droga

Stanotte gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, sono intervenuti in via Conte della Cerra poiché un residente  aveva segnalato al 113 dei rumori provenienti da un box del condominio.

I poliziotti, giunti sul posto, hanno notato che la serranda di uno dei garage era stata forzata con un piede di porco e, una volta entrati, hanno rinvenuto sette casse contenenti 1600 stecche di tabacchi lavorati esteri per un peso complessivo di circa 320 kg. I TLE ed il box sono stati sottoposti a sequestro.
In un’altra operazione, portata avanti ieri mattina nel territorio de la Sanità, mirata al contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti,gli agenti della Polizia del commissariato San Carlo Arena hanno notato in via Veterinaria due giovani che hanno consegnato qualcosa ad una persona in cambio di una banconota.

I poliziotti hanno bloccato due uomini, Fabio e Manuel De Rosa, di 25 e 22 anni, risultati poi essere cugini e, avendo rinvenuto 5 stecche di hashish per un peso complessivo di circa 9 grammi e la somma di 565 euro, li hanno arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Redazione Campania

Alcune altre tra le ultime di Polizia nel nostro archivio:

Bloccati 33 siti truffatori Garantivano immunità contro il coronavirus

Guardia di Finanza Torino, bloccati 33 siti truffatori che, approfittando dell’ergenza Coronavirus, hanno attivato un commercio ingannevole.

Bloccati 33 siti truffatori Garantivano immunità contro il coronavirus

Un vero e proprio “CORONAVIRUS SHOP”, almeno questa è la denominazione riportata in uno dei tanti siti individuati dalla Guardia di Finanza di Torino che sta proseguendo le indagini dopo la maxi operazione dei giorni scorsi che ha visto migliaia di articoli, spacciati come “antidoti” contro il virus, venduti a prezzi folli.

Ionizzatori d’ambiente, mascherine, tute, guanti protettivi, prodotti igienizzanti, occhiali, kit vari, facciali filtranti, copri-sanitari, integratori alimentari insomma di tutto un po’, il cui utilizzo da parte dei consumatori, almeno questo è quello che è stato ingannevolmente pubblicizzato dai venditori, poteva garantire l’immunità totale dal COVID-19.

Salgono così a 33 in pochi giorni i truffatori del web tutti pronti a garantire una protezione totale dal contagio dal “CORONAVIRUS”, grazie all’utilizzo delle più disparate apparecchiature ovvero dispositivi di protezione individuale di facile reperibilità sul mercato.

Anche in questo caso i prezzi alla vendita per ogni singolo articolo, come già hanno raccontato le cronache nei giorni scorsi, hanno raggiunto le migliaia di Euro.

I Baschi verdi del Gruppo Pronto Impiego Torino, coordinati dai magistrati Vincenzo Pacileo e Alessandro Aghemo della Procura della Repubblica di Torino, sono riusciti a identificare ulteriori 14 imprenditori, tutti italiani, responsabili di frode in commercio.

Rischiano ora fino a 2 anni di reclusione.

Sul punto si pone in evidenza il fatto che le autorità sanitarie sono state ripetutamente chiare nel lanciare i messaggi alla collettività sulle modalità di utilizzo, sulla tipologia e sull’effettiva protezione degli articoli sanitari che in ogni caso devono esser associati ad un corretto stile di vita dal punto di vista igienico-sanitario, senza sottolinearne inesistenti effetti “miracolistici”.

La frode scoperta dalla Guardia di Finanza torinese riguarda tutto il territorio nazionale.

Ferramenta, commercianti di detersivi, autoricambi, coltivatori diretti e allevatori di bestiame, venditori porta a porta, profumerie queste le attività dei “furbetti del web”.

Torino, Cosenza, Napoli, Foggia, Rimini, Salerno, Caserta, Modena, Cagliari, Campobasso, Mantova e Macerata, invece, le province coinvolte nell’operazione.

I Finanzieri, chiudendo il “cerchio” intorno a questa prima fase investigativa, hanno inoltre segnalato all’Autorità Giudiziaria le 16 società coinvolte per la responsabilità amministrativa derivante dalla commissione dei reati, violazioni queste, che prevedono sanzioni e pene severissime; si va dalle sanzioni pecuniarie, alla confisca del profitto ottenuto, alla revoca delle licenze, sino al divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione.

L’attività citata che è solo agli inizi, rientra nel quadro delle attività svolte in via esclusiva dalla Guardia di Finanza quale organo di Polizia Economico Finanziaria a tutela della concorrenza e del mercato posta ad argine delle Frodi in Commercio ed in materia di Sicurezza Prodotti.

Redazione Lombardia

Truffa sui fondi per l’agricoltura siciliana (video)

4 persone in carcere, 12 agli arresti domiciliari, 8 sottoposte all’obbligo di dimora, 14 imprese sequestrate, per la truffa sui fondi europei.

Una maxi inchiesta della Procura della Repubblica di Palermo, coordinata dal Procuratore Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Sergio Demontis, insieme ai Finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria guidato dal Colonnello Gianluca Angelini, ha prodotto ventiquattro misure cautelari nei confronti di funzionari della Regione Sicilia e imprenditori con l’accusa di associazione a delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione, falso in atto pubblico, rivelazione di segreto d’ufficio, soppressione e occultamento di atti pubblici. L’operazione, denominata “Gulasch-Amici Miei”, ha smascherato una consorteria che era riuscita a mettere le mani su oltre 12,5 milioni di euro di contributi già erogati e su altri 3,5 pronti per essere assegnati. Si tratta dei soldi del piano di Sviluppo rurale dell’assessorato regionale all’Agricoltura. L’indagine si è concentrata sull’iter di concessione di finanziamenti pubblici in agricoltura nell’ambito dei Programmi di Sviluppo Rurale Sicilia 2007/2013 e 2014/2020 che ruotano intorno all’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura della Regione Sicilia, Ente che deve valutare l’ammissibilità delle istanze volte ad ottenere i finanziamenti europei e nazionali. Dalle attività svolte, sono nati due filoni di indagine: il primo relativo sulla percezione indebita di finanziamenti pubblici, il secondo, sull’operato dei funzionari pubblici che avrebbero dovuto controllare i requisiti e l’attribuzione dei punteggi per l’ammissione al contributo delle domande di finanziamento.

Negli anni tra il 2012 e il 2018, due società riconducibili Giovanni Salvatore e Francesco Di Liberto, di Belmonte Mezzagno, hanno ottenuto 10 milioni di euro per la realizzazione di un mattatoio a Ciminna e un complesso agro-industriale a Monreale. I Di Liberto, grazie alla connivenza di professionisti e di Filippo Cangialosi, funzionario istruttore dell’Ipa, avrebbero organizzato la truffa sfruttando una catasta di false fatturazioni per dimostrare di avere speso più soldi di quanti ne avessero realmente sborsato. Costi gonfiati, falsi certificati dell’Asp, documenti bancari falsificati: così nel dicembre 2019 i fratelli Di Liberto hanno incassato pure la prima tranche di una terza domanda di finanziamento per oltre 2,5 milioni di euro presentata sempre a nome della Di Liberto S.r.l. a valere sulla misura 4.2 del PSR Sicilia 2014/2020. Indagando su questo caso la Guardia di Finanza ha scoperto che il sistema illecito e clientelare era molto più radicato. Sono emerse le ipotesi di corruzione contestate a Filippo Cangialosi da parte di Giuseppe Tavarella, un altro funzionario dello stesso Ente e già legale rappresentante del Consorzio agrario di Palermo. Cangialosi certificava che il Consorzio aveva rispettato le procedure e il collega faceva la stessa cosa per altre pratiche presentata da persone vicine a Cangialosi. Così nel dicembre 2019 i fratelli Di Liberto hanno incassato pure la prima tranche di una terza domanda di finanziamento per oltre 2,5 milioni di euro.

Ai domiciliari è finito Antonino Cosimo D’Amico, all’epoca a capo dell’Ipa (Indice delle Pubbliche Amministrazioni-fatturazione elettronica obbligatoria verso tutta la Pubblica Amministrazione) di Palermo e oggi dirigente all’Agricoltura, che si sarebbe fatto corrompere dall’imprenditore e G. G., anche lui ora ai domiciliari, per dare il via libera a finanziamenti per oltre 3,5 milioni di euro. D’Amico sarebbe intervenuto sui membri delle commissioni di controllo affinché valutassero positivamente la domanda di G.G.. In cambio D’Amico avrebbe ottenuto la promessa che il suo nominativo sarebbe stato preso in considerazione per l’incarico di capo di gabinetto dell’assessore regionale all’Agricoltura. G.G. nel 2017 disse a D’Amico che ne avrebbe parlato con Gianfranco Micciché, presidente dell’Assemblea regionale Siciliana, fratello del suocero.  Sotto inchiesta sono finiti pure i commissari Lilli Napoli e Maria Concetta Catalano che rispondono tentata truffa per il conseguimento di pubbliche erogazioni e falso. Di rivelazione di segreti d’ufficio, falso ideologico e materiale in atto pubblico, soppressione occultamento e distruzione di atto pubblico sono accusati anche Gaetano Ales, funzionario dell’Ipa, Vincenzo Geluso, ex sindaco di San Cipirello e oggi componente dell’Ufficio di gabinetto dell’assessore all’Agricoltura, e Salvatore Picardo. responsabile dell’area 4 tecnica-Suap del Comune di San Cipirello, in relazione ad una domanda di finanziamento di 159 mila euro per la riqualificazione dell’area a parcheggio su corso Trento e la realizzazione di un centro di informazione turistica. In queste ore i finanzieri del comando provinciale, agli ordini del generale Antonio Nicola Quintavalle Cecere, stanno facendo una serie di perquisizioni.

Agli arresti domiciliari sono finiti inoltre Ciro Maurizio Di Liberto, 47 anni, tecnico progettista della ”Di Liberto srl”, fratello di Giovanni e Francesco; Nunzia Salvina Pipitone, 37 anni, coniuge di Giovanni Di Liberto, ritenuta una prestanome; Roberto Percivale, 61 anni, intermediario all’estero dei fratelli Di Liberto; Marco Iuculano, 49 anni, rappresentante legale della ”Lpb soc. cop.”; Giovanni Calì, 62 anni, rappresentante della ”Genertel T.e.c. soc. coop.”; Riccardo Puccio, 42 anni, e Francesco Sclafani, 71 anni, ingegneri di Marineo; Alessandro Mocciaro Li Destri, 47 anni, imprenditore agricolo; Giuseppe Taravella, 60 anni, già legale rappresentante del Consorzio agrario di Palermo, poi in servizio presso l’ispettorato dell’agricoltura. In otto sono sottoposti all’obbligo di dimora, con firma in caserma. Si tratta di Lilli Napoli, 60 anni, e Maria Luisa Virga, dirigenti dell’Ipa di Palermo; Gaetano Ales, 53 anni funzionario dell’Ipa; Ciro Spinella, 65 anni, agronomo di Marineo; Girolamo Lo Cascio, 49 anni, rappresentante legale della ”General T.e.c. soc. coop.”; Alessandro Russo, 41 anni, tecnico progettista della ”Di Liberto srl”; Maria Concetta Catalano, 62 anni, dirigente dell’Ufficio intercomunale dell’agricoltura ”Basse Madonie”.

Quattordici complessivamente le imprese sottoposte a sequestro: la Di Liberto Srl a Belmonte Mezzagno, la Lpb coop di Marsala, la Sud Allevamenti di Belmonte Mezzagno, la Zoop Coop a Mezzojuso, la Margia a Ciminna, la T.Market a Bolognetta, la Società Agricola Mediterranea Allevamenti a Belmonte, la R.Trasporti a Belmonte Mezzagno, la Generale Tec sempre a Belmonte Mezzagno, così come la Agrigroup. Coinvolte anche aziende con sede fuori dall’Italia come la Meatech, in Austria e in Ungheria, e la C.Dil.Ro in Romania. In tutto per un valore stimato circa 24 milioni di euro, nonché sequestrati anche disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili per oltre 12,5 milioni di euro. Bloccata, inoltre, l’erogazione di contributi indebiti per 3,5 milioni di euro.

Ci eravamo occupati dell’Assessorato Regionale Siciliano all’Agricoltura meno di un mese addietro con l’articolo “22 Febbraio 2020 L’amico del boss, ex deputato, faceva il segretario dell’assessore:  Franco Mineo è un ex deputato del “Partito della Libertà” (fondato il 29 marzo 2009 dall’unione dei due principali partiti di centro-destra presenti in Italia dal 1994: Forza Italia di Silvio Berlusconi e Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini), iscritto poi al Gruppo “Grande Sud” (fondato il 14 luglio 2011 Gianfranco Micciché attuale Presidente dell’ARS e commissario in Sicilia per Forza Italia). Nell’attuale Governo Regionale di centro destra, Franco Mineo era segretario dell’Assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera … Ora, negli atti dell’arresto del boss dell’Arenella Gaetano Scotto e di altri membri del clan, emergono anche le frequentazioni pericolose di Franco Mineo l’ex forzista e attuale segretario dell’Assessore regionale Bandiera. Ai rapporti fra Mineo e gli Scotto il Gip Roberto Riggio dedica un capitolo, breve ma ricco di episodi, dell’ordinanza di custodia cautelare. Un condensato di spunti che conferma un legame quasi ventennale fra il politico e la famiglia dell’Arenella. Un rapporto che secondo i Sostituti procuratori Amelia Luise, Laura Siani e l’aggiunto Salvatore De Luca non si è interrotto nemmeno durante la latitanza di Gaetano Scotto.

Nell’immagine di copertina la sede dell’assessorato regionale siciliano all’Agricoltura .

L’opinione.

Da Palermo a Messina, da Milano a Reggio Calabria, la caratteristica che unisce l’Italia pubblico-politica-istituzionale-giuridica-burocratica-professionale-imprenditoriale-corporativista-associativista, è la corruzione o la mafia, nonché l’arroganza, ingordigia, sprezzo, boria, misantropia, ipocrisia, dissimulazione, omertà e doppiezza. Dettomi in dialetto siciliano: “scura e brisci scrivennu i stissi cosi” (tramonta e albeggia scrivendo le stesse cose). Ma come se ne esce da questa incancrenita e trasversale collettrice umana, costituzionalizzatasi nei decenni con norme e interpretazioni altrettanto deviate e subdole ?

Adduso Sebastiano