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Trapianti, Roma Tor Vergata diventa il polo di riferimento per l’Albania

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(Adnkronos) – E' stata firmata oggi la Convenzione interuniversitaria sulla tematica dei trapianti d'organo tra l'università di Roma Tor Vergata, il Policlinico Tor Vergata con il Centro di chirurgia epatobiliare e trapianti, l'università Medica statale di Tirana e l'università degli Studi G.d'Annunzio di Chieti Pescara.

Tale accordo – si legge in una nota – nasce dalla circostanza che attualmente, nel territorio della Repubblica d'Albania, l'attività di donazione e trapianto di organi è sostanzialmente assente, essendo limitata esclusivamente al trapianto di rene, eseguito sporadicamente e in regime di sanità privata. Grazie a tale convenzione – nata da un progetto di Maria Teresa Lonardo, chirurgo dell'équipe di Giuseppe Tisone, direttore del Dipartimento di Scienze chirurgiche dell'università di Roma Tor Vergata oltre che del Centro di chirurgia epatobiliare e trapianti del Ptv – ha quindi inizio un percorso di didattica e formazione del personale sanitario albanese, di collaborazione e ricerca scientifica e anche di implementazione dell'attività di donazione e trapianto con l'Albania.L'università degli Studi G.

d'Annunzio di Chieti Pescara, anche in ragione dei pregressi e consolidati rapporti con la Repubblica albanese e con le sue istituzioni universitarie, partecipa a sviluppare e a implementare significativamente le attività oggetto dell'accordo sia dal punto di vista scientifico che dal punto di vista clinico assistenziale.Nelle applicazioni pratiche approvate, infatti, oltre alle attività di didattiche, è prevista la partecipazione, nell'ottica del tutoraggio, dei soggetti sanitari coinvolti (chirurghi, epatologi, nefrologi, anestesisti, coordinatori clinici, infermieri ecc.) nelle attività cliniche, chirurgiche e assistenziali. Si tratta del primo passo verso una più ampia collaborazione sanitaria che prevede una futura attività di tutoraggio in loco, in particolare a Tirana, da parte di una équipe dell'Unità di Chirurgia epatobiliare e trapianti, in occasione di eventuali donazioni e trapianti.

I temi relativi all'accordo sono inoltre stati inseriti nei programmi didattici annuali degli atenei coinvolti: sono stati infatti assorbiti e condivisi gli Allegati applicativi alla convenzione che comprendono, oltre all'organizzazione didattica relativa alla donazione e al trapianto, anche la partecipazione dei soggetti sanitari sia dall'Albania sia dall'università di Chieti Pescara alle attività cliniche, chirurgiche e assistenziali, nell'ottica della didattica prevista dal progetto. L'ampio coinvolgimento nazionale e internazionale concepito in questa iniziativa costituisce un rilevante potenziamento per la diffusione della cultura del trapianto sia nell'ambito delle donazioni da pazienti deceduti sia per l'ampliamento del programma di trapianto di rene da donatore vivente.Un campo che necessita implementazione è infatti il trapianto di rene da vivente, in modalità crossover, ossia nell'eventualità che nella coppia il donatore e il ricevente non risultino compatibili.

Per tale situazione viene ricercata una compatibilità incrociata con altre coppie nella medesima condizione, fino a creare delle catene di donazione e trapianto tra coppie in città e persino in nazioni diverse. La condivisione dei saperi scientifici e le esperienze tra strutture universitarie e sanitarie – conclude la nota – sarà una grande opportunità per i pazienti che potranno godere di pratiche terapeutiche già consolidate e di tutto quanto la ricerca scientifica metterà a disposizione dei nostri professionisti della salute. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Livi: “Non c’è niente di peggio di un quadro di regole che genera incertezza”

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(Adnkronos) – La direttiva Omnibus sulla rendicontazione di sostenibilità voluta dall’Ue che semplifica il contenuto di normative come la CSRD e la CSDD, tra vantaggi e svantaggi; il quadro di incertezza per le aziende europee e lo scenario in Italia.Ne parla in una video intervista Livio Livi, dirigente con vasta esperienza come Amministratore ed Executive nel settore energetico e uno dei fondatori del progetto
SostenibileOggi. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della CSRD? Vantaggi e svantaggi si troveranno, per ora la situazione è chiara e consolidata: il decreto Omnibus ha modificato in maniera profonda l’ambito e la qualità dei contenuti del report di sostenibilità.

La normativa ha ridotto l’ambito di riferimento e anche la qualità dei dati.Questo ha scatenato molti dibattiti, ma la Commissione Ue ha preso atto che la realtà vedeva un contesto economico e istituzionale molto arretrato rispetto ai suoi obiettivi perché molte associazioni di imprese chiedevano un alleggerimento della complessità e degli oneri della rendicontazione e molti Paesi, 17, non avevano ancora recepito la CSRD.

In ogni caso le modifiche hanno creato un quadro di incertezza e non c’è niente di peggio nel mondo economico di un quadro incerto perché un quadro legislativo chiaro di riferimento consente alle aziende di pianificare investimenti, sviluppi e prospettive di lungo periodo. Il settore produttivo italiano è composto da PMI, come incide la direttiva? Molte PMI avevano chiesto di rivedere la complessità e gli oneri a carico della rendicontazione, perché sono aziende per cui la rendicontazione sarebbe stata più pesante, perché hanno una struttura meno dedicata a una strumentazione di questo genere.Ma sono sicuro che oltre all’aspetto di reporting su cui è stata trovata una soluzione, la rendicontazione non è un obiettivo, ma è una presa d’atto dello scenario, il problema sarebbe se le aziende non avessero integrato questo scenario di riferimento nei loro piani strategici.

Spero che le PMI abbiano capito che per competere a livello internazionale bisogna svilupparsi attraverso un’innovazione che è fatta di efficienza energetica, qualità dell’ambiente di lavoro diverso, innovazione tecnologica più spinta: il report di sostenibilità seguirà naturalmente. 
L'intervista completa su sostenibileoggi.it
 —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gianni Morandi, il video sul bus a Bologna: “Non ho una lira per il taxi”

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(Adnkronos) –
Gianni Morandi intrattiene i passeggeri di un autobus a Bologna.Il cantante ha condiviso sul suo profilo un video che lo ritrae su uno dei mezzi pubblici della città mentre parla, con la sua solita ironia, con gli altri viaggiatori.  "Tu dove vai?", chiede Gianni Morandi a una passeggera seduta sul bus, e poi svela la sua destinazione: "Io sono diretto a San Lazzaro, torno a casa".  L'artista ha cercato di trattenere una risata e ha aggiunto: "Bello l'autobus…

volevo prendere il taxi ma non ho una lira con me", ha scherzato Morandi scatenando l'ilarità tra gli altri passeggeri. "Si cazzeggia, dai…", ha concluso.    Il video, postato sul profilo social del cantante, ha fatto il pieno di like e commenti: "Che autobus fortunato", ha scritto un utente.C'è chi si è offerto di dargli un passaggio: "La prossima volta chiamami che ti do un passaggio in macchina" e chi rimpiange di non averlo mai incontrato casualmente "Io vivo a Bologna, perché non ho mai avuto l'onore di incontrarti in centro?". "Sei mitico, non invecchierai mai", si legge in un altro commento.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cani e gatti seppelliti con i padroni, a Pescara c’è il via libera

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(Adnkronos) – Cani e gatti potranno essere sepolti nella stessa tomba dei loro padroni.Il primo via libera arriva oggi, 1 aprile, dal Comune di Pescara.  "Il Consiglio comunale, recependo le indicazioni della legge regionale 48 del 2023, ha approvato oggi la modifica del Regolamento cimiteriale per ciò che riguarda le disposizioni in materia di tumulazione degli animali d'affezione.

Un provvedimento di grande civiltà, sensibilità, che risponde ad una richiesta sempre più sentita da parte dei cittadini", afferma l coordinatore regionale della Lega e capogruppo del partito in Regione, Vincenzo D’Incecco, primo firmatario della legge regionale, e Maria Luigia Montopolino, capogruppo Lega al Comune di Pescara, fra i fautori del progetto di legge regionale.  "Gli animali domestici – sottolinea D’Incecco – sono parte integrante di moltissime famiglie non solo per compagnia, ma come supporto emotivo o funzionale.Svolgono un ruolo fondamentale nella quotidianità.

Per questo la sepoltura congiunta, ovviamente in una teca separata, nei cimiteri comunali, è un servizio che la Regione doveva assicurare.Spero che anche altri Comuni recepiscano la norma, adeguando i loro regolamenti cimiteriali, così come ha fatto quello di Pescara.

Gli animali domestici – sottolinea Montopolino – sono membri a tutti gli effetti della famiglia, compagni di vita insostituibili.Consentire la loro sepoltura accanto ai padroni è un segno di rispetto nei confronti di questo legame unico.

Attraverso il provvedimento approvato oggi si concretizza, fra l'altro, un impegno preso con le associazioni del mondo animale e con tutti coloro che hanno a cuore i nostri amici a quattro zampe.La città di Pescara ancora una volta si dimostra attenta e sensibile”.  “E’ un primo passo verso il riconoscimento dell’importanza degli animali e un modo per ringraziarli dell’amore donato in vita”, sottolinea Norma Di Pentima, responsabile del Dipartimento provinciale Mondo animale della Lega. “Questo provvedimento – fa presente – prevede il rispetto di tutte le procedure igienico sanitarie già contemplate dalla legge e permette di celebrare l’amore tra animali e uomini.

La famiglia non è composta solo da umani, ma anche da amici a quattro zampe che, nel corso della vita, hanno condiviso legami forti e significativi.Legami che, in questa maniera, potranno proseguire anche dopo la morte”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Magri (Ispi): “Difesa e dazi, rischio isolamento per l’Italia”

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(Adnkronos) – “Sui temi di difesa e dazi, l'Italia rischia di isolarsi.Il contesto è complicato per tutti.

Siamo il Paese con il governo fra i più vicini a Trump e sicuramente ci sarà ancor più per l'Italia la tentazione di cercare un negoziato con lui per difendere l'interesse nazionale.Questo potrebbe essere nel breve periodo un bene per il nostro Paese, ma nel medio termine una difficoltà per l'Europa e quindi per l'Italia in Europa”. Così Paolo Magri, presidente del comitato scientifico di Ispi, l'Istituto per gli studi di politica internazionale, partecipando, questa mattina a Milano, all'incontro organizzato da Ibc, l'Associazione industrie beni di consumo, in occasione dell'Assemblea 2025. Magri parla di un periodo di “grande incertezza” nello scenario internazionale legato al ritorno di Trump e ai dazi imposti dal Tycoon, “sapevamo avrebbe portato incertezza – dice Magri- non ci aspettavamo che lo avrebbe fatto in soli 70 giorni.

Sta portando anche molti Paesi ad avvicinarsi di nuovo alle armi e al nucleare.Per anni l’Europa è stata ferma sulla difesa e ora in due mesi, pensiamo di mettere in piedi la difesa europea” e su questo versante “siamo fra i Paesi più indietro in termini di investimenti e siamo fra i più indebitati – ricorda – Se, come pare, il progetto europeo sarà un progetto di rafforzamento della difesa a debito, per noi c'è un problema sicuramente più serio che per altri Paesi perché, come ha ricordato anche il ministro Giorgetti, a un certo punto di questi nuovi debiti qualcuno ci chiederà conto.

Il rischio di un isolamento nei prossimi periodi è per l’Italia più forte che per altri Paesi”, la sua analisi. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ferrari, Hamilton e Leclerc costano caro. Verstappen pilota più pagato

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(Adnkronos) –
Chi sono i piloti più pagati della Formula 1?Da Max Verstappen a Charles Leclerc, passando per Lewis Hamilton, l'automobilismo si conferma uno degli sport più ricchi.

Liberty Media, la società che gestisce il circus, ha pubblicato gli introiti e non solo del 2024, svelando anche gli stipendi percepiti dai piloti. I ricavi della Formula 1 continuano a salire, tanto che nel 2024 si sono attestati sui 3,411 miliardi, ben 200 milioni in più rispetto all'anno precedente.Merito dell'aumento del numero di Gp, ora 24, di innovazioni tecniche che hanno reso le gare più spettacolari, di una comunicazioni più al passo con i tempi, cui ha contribuito anche 'Drive to Survive', la serie Netflix che ha avvicinato la Formula 1 ai giovani, ma soprattutto dell'aumento del numero di sponsor disposti a investire nel circus. Ben 2,757 miliardi infatti derivano dalla somma di sponsorizzazioni, diritti televisivi e quote di iscrizione, mentre i restanti 654 milioni provengono da licenze, trasporto merci e altri fattori.

Per le squadre i ricavi sono saliti fino a un totale di 1,266 miliardi di dollari, ripartiti secondo l'ordine di arrivo nel Mondiale Costruttori e ad altri bonus.Al primo posto c'è la Ferrari, che ha guadagnato, grazie al secondo posto nel Costruttori più il bonus storico e lo status speciale, 242 milioni.

Al secondo trovaimo la McLaren, vincitrice del Costruttori, con 168 milioni, seguita dalla Red Bull, che ha conquistato il Mondiale Piloti grazie a Max Verstappen e si è intascata 152.Soltanto uno in più della Mercedes, quarta.

Ma chi sono i piloti più pagati?  Al primo posto nella speciale classifica dei piloti più pagati di Formula 1 c'è Max Verstappen, che intasca ben 50 milioni di euro l'anno.Il resto del podio è tutto Ferrari: Lewis Hamilton si prende il secondo posto con 40 milioni, seguito da Charles Leclerc, terzo con 30.

La Rossa diventa quindi, per distacco, la scuderia con il monte ingaggi più alto di tutto il paddock.A quota 20 c'è Lando Norris, nel 2025 leader del Mondiale, seguito da Fernando Alonso (18) e George Russell (14). Al settimo posto troviamo l'altra McLaren di Oscar Piastri, che guadagna 13 milioni l'anno, seguita dall'Alpine di Pierre Gasly (9) e dalla Williams dell'ex Ferrari Carlos Sainz (7).

Poi Nico Hulkenberg (6,5), Esteban Ocon (6), Alexander Albon (5), Lance Stroll (3) e Yuki Tsunoda, che ha appena sostituito Liam Lawson come secondo pilota Red Bull, con 2 milioni.Il rookie Andrea Kimi Antonelli guadagna un milione, proprio come Oliver Bearman, lo stesso Lawson, retrocesso in Racing Bulls, e Gabriel Bortoleto.

Chiudono la classifica i rookie Isack Hadjar e Jack Doohan, che instascano 'soltanto' 500mila euro.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

De Novellis (Ref Ricerche): “Famiglie temono aumento prezzi”

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(Adnkronos) – “Trump non sta facendo bene all'America e sta creando qualche problema anche in Europa.Le news non aiutano, la politica internazionale è diventata più complessa e le famiglie hanno anche paura che una guerra tariffaria possa innescare aumenti dei prezzi e vanificare il recupero del potere d'acquisto”.

Lo ha detto Fedele De Novellis, economista e partner di Ref Ricerche, intervenendo oggi a Milano all'incontro organizzato a da Ibc, l'associazione industrie beni di consumo, in occasione dell'assemblea 2025. Un 2025 che – dice De Novellis – "sarebbe stato l'anno della ripresa dei consumi.La ripresa dei consumi sarebbe stata trainata dal recupero del reddito delle famiglie legato alla discesa dell'inflazione.

Gli aumenti dei salari innescati dai rinnovi contrattuali avrebbero permesso una fase di crescita dei salari reali.Abbiamo visto però già dal 2024 che le famiglie sono molto prudenti e aumentano il tasso di risparmio quando il reddito aumenta.

Quindi questo reddito fatica a tradursi in maggiori consumi.Contano i tassi di interesse, ma conta anche la prudenza legata a fattori di tipo geopolitico”. Davanti alla prudenza nei consumi l’economista avverte: “Le imprese per fronteggiare un ambiente più incerto potrebbero tirare i remi in barca, investire un po' meno per cercare di salvaguardare la loro liquidità e aspettare che il contesto normativo internazionale sia più chiaro”.

Secondo il partner di Ref Ricerche però, “tra il 2025 e il 2026 si potrebbe assistere a un graduale recupero dei salari e a una aumento del potere d’acquisto delle famiglie. È importante che le imprese riescano ad intercettare questa maggiore capacità di spesa dei consumatori” e in questo contesto “l’effetto della ‘confidence’, della fiducia, attraverso promozioni e quant'altro, sarà importante”, avverte l’economista. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ferretti (Ibc): “Debole ripresa, ma consumatori restano prudenti”

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(Adnkronos) – “Nonostante i consumi siano in leggera ripresa, la parola d’ordine per i consumatori resta 'cautela': otto consumatori su dieci acquistano prodotti e servizi in promozione; sette su dieci rinunciano all’acquisto di prodotti ritenuti superflui e sette su dieci preferiscono prodotti più convenienti".Lo ha detto Flavio Ferretti, presidente di Ibc, l'associazione industrie beni di consumo, all'incontro organizzato oggi a Milano in occasione dell'Assemblea 2025 ‘Colmare il divario: priorità competitive per l'industria dei beni di consumo’. "Il 2025 – ha spiegato – non è partito in maniera brillante.

Nei primi mesi dell’anno il mondo del fuori casa offre scenari preoccupanti, con un calo di numero di visite nei punti di consumo che registrano, tra gennaio e febbraio, un -6%.Tutto questo colpisce le nostre imprese, in modo particolare le piccole e medie".  C'è poi il problema che “le imprese italiane sono sottoposte a un livello di tassazione tra i più alti in Europa. È essenziale un fisco più equo e meno penalizzante per il rilancio della competitività".

La richiesta di Ferretti è che "la politica alleggerisca il carico per le imprese in modo da permettere loro di investire in crescita e innovazione, piuttosto che limitarsi a far fronte alle spese correnti.La transizione ecologica e digitale non può essere solo un onere per le imprese, deve diventare una vera opportunità.

Abbiamo bisogno di politiche all’insegna di incentivi concreti per accompagnare le imprese in questo processo e necessitiamo di una maggiore gradualità di implementazione delle normative europee.Semplificazione e razionalizzazione dovrebbero essere le parole chiave anche come garanzia per il rispetto della legalità”. Il presidente di Ibc si è focalizzato poi sull’impatto della difficile situazione geopolitica internazionale sulle imprese italiane: “In questo periodo le nostre imprese sono chiamate a rispondere a una serie di problemi e di fatiche.

L’incertezza geopolitica, i costi dell’energia, la volatilità del prezzo delle materie prime, le difficoltà di approvvigionamento condizionano la capacità di essere competitivi e di generare la fondamentale marginalità.L’elevata pressione fiscale incrina la solidarietà aziendale, ma nonostante tutto ci stiamo impegnando nella doppia transizione, digitale e sostenibile, investendo, valorizzando i giovani talenti, creando nuove sinergie nelle relazioni di filiera.

L’inflazione si fa sentire, tornando ai livelli del 2023.Il clima geopolitico è teso e non promette soluzioni a breve.

Il commercio internazionale rischia di essere pesantemente disarticolato dalla nuova ondata di dazi che si aggiunge alle crescenti barriere regolatorie non tariffarie che non facilitano di certo il compito delle aziende che vogliono esportare”. Ferretti ha quindi sottolineato l’importanza del settore Fast moving consumer goods, cioè il settore dei beni di largo consumo che “in Italia vale più di 220 miliardi di euro, circa il 12% della produzione totale dei beni di consumo in Europa con un fatturato al consumo generato di circa 500 miliardi di euro.Parliamo di aziende che investono in ricerca e sviluppo circa 17.3 miliardi di euro e che occupano circa 1,1 milioni di addetti”. Un tessuto produttivo fatto di “piccole e medie imprese e spesso da realtà dalla bassa marginalità” che rendono impellente la “necessità di accedere al credito in maniera crescente.

Spesso molte aziende non sanno di avere diritto ad accedere agli strumenti di finanza agevolata.C’è molta confusione e ignoranza sul tema e spesso questo significa perdere opportunità.

Come Ibc abbiamo deciso di sviluppare un progetto di supporto per i nostri associati che implementeremo nei prossimi mesi", ha spiegato il presidente, che nell'occasione ha ufficializzato "una firma di partnership con Cerved che metterà a disposizione dei nostri associati una banca dati completa sui bandi esistenti a cui tutte le nostre aziende potranno accedere”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La volta buona, Simona Ventura festeggia in diretta. Mara Venier: “Siamo state due cog**one”

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(Adnkronos) –
Simona Ventura ha celebrato il suo 60esimo compleanno in diretta a 'La volta buona'.La conduttrice televisiva oggi, martedì 1 aprile, in collegamento con il programma pomeridiano condotto da Caterina Balivo ha ripercorso i suoi 40 anni di carriera.

E a grandissima sorpresa, ha ricevuto degli auguri speciali da parte della collega e amica Mara Venier.  In studio è arrivata la telefonata di Mara Venier che ha voluto fare gli auguri in diretta all'amica Simona Ventura. "Posso dire che siamo state due cog**one a non frequentarci e voglio ringraziare Giovanni, Giovanni sa perché", ha detto la conduttrice di Domenica In.  Le due conduttrici, infatti, sono tornate ad avere un rapporto di amicizia dopo un lungo periodo di lontananza: "Non ci siamo parlate per 7 o 8 anni, ma non ricordiamo più perché ci siamo allontanate", avevano raccontato a Domenica In, senza svelare mai il motivo del litigio che ha causato la rottura del rapporto.  Mara Venier, in collegamento con 'La volta buona', ha aggiunto: "Ringrazio Simona perché in questo periodo così difficile per me, lei è la persona che mi sta più vicina di tutti", ha detto la conduttrice che sta attraversando un periodo complesso a causa della malattia del marito Nicola Carraro.   
Simona Ventura ha segnato la televisione italiana. È stata la prima donna a condurre 'Quelli che il calcio' e 'Le iene'.Oltre 60 programmi all'attivo in 40 anni di carriera tra Rai, Mediaset, Sky e la parentesi ad Agon Channel non solo come conduttrice ma anche come inviata, giurata, opinionista, ospite fissa o concorrente.

Senza dimenticare svariati Telegatti vinti.Tra alti e bassi, si è sempre rialzata.

Non è un caso se il suo motto sia 'Crederci sempre, arrendersi mai'.Un nome e un cognome: Simona Ventura, per tutti "SuperSimo", che oggi 1 aprile compie 60 anni.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Ceo United Healthcare, procuratrice chiede pena di morte per Luigi Mangione

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(Adnkronos) – La procuratrice generale degli Stati Uniti, Pam Bondi, ha annunciato di aver ordinato ai procuratori federali di richiedere la pena di morte per Luigi Mangione, il 26enne italo-americano accusato dell’omicidio del Ceo di UnitedHealthcare, Brian Thompson, avvenuto lo scorso anno a New York.  Mangione è stato incriminato a livello federale a dicembre per stalking e omicidio, dopo aver freddato Thompson davanti a un hotel nel centro di Manhattan.La procura dello stato di New York lo ha inoltre accusato di omicidio di primo grado con finalità di terrorismo.

Mangione si è dichiarato non colpevole di tutte le accuse. Bondi ha spiegato che la decisione di chiedere la pena capitale rientra nell’"agenda del Presidente Trump per fermare il crimine violento e rendere l’America di nuovo sicura". "L'omicidio di Brian Thompson – un uomo innocente e padre di due bambini – è stato un’esecuzione premeditata e a sangue freddo che ha scioccato l’America", ha aggiunto Bondi.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Re Carlo riprende gli impegni dopo la pausa per la cura del cancro

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(Adnkronos) – Re Carlo ha ripreso le attività ufficiali dopo una pausa di tre giorni per i disturbi dovuti al trattamento contro il cancro.Oggi ha partecipato a una cerimonia di premiazione al Castello di Windsor, a ovest di Londra, dove è apparso sorridente.

Il monarca, in cura da più di un anno per un cancro la cui natura non è mai stata rivelata, su consiglio dei medici aveva deciso di riposarsi giovedì, a causa di
"effetti collaterali" per la chemioterapia, descritti da una fonte reale come “un piccolo intoppo su una strada che sta chiaramente andando nella direzione giusta”. In uniforme, il re ha stretto la mano a personaggi illustri, tra cui la campionessa mondiale in carica di eptathlon Katarina Johnson-Thompson e la ballerina della Royal Opera House Marianela Núñez.Il sovrano parteciperà ad altri impegni questa settimana, compreso il suo incontro settimanale con il primo ministro Keir Starmer.

Assieme alla regina Camilla si recherà quindi in Italia dal 7 al 10 aprile. Due anni dopo esser salito al trono dopo la morte della madre, la regina Elisabetta, nel febbraio 2024 Carlo ha colto di sorpresa il mondo con l’annuncio della sua malattia.Un mese dopo, la principessa Kate, moglie dell'erede al trono, il principe William, ha rivelato di avere anche lei il cancro.

A metà gennaio ha annunciato di essere in remissione.Il re ha ripreso i suoi impegni alla fine di aprile 2024.

In ottobre ha ricominciato a viaggiare all'estero, recandosi per 11 giorni in Australia e Samoa per il vertice del Commonwealth e prendendosi per l'occasione una pausa dalle cure.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Survey, italiani attenti a benessere di cani e gatti ma tanti falsi miti

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(Adnkronos) – Cani e gatti sono parte integrante della nostra vita e veri e propri membri della famiglia.Ma quanto sono consapevoli i pet owner delle reali esigenze dei loro animali?

Per rispondere a questa domanda, Royal Canin® ha condotto una ricerca in collaborazione con Swg per analizzare le conoscenze, le abitudini e i falsi miti legati al benessere di cani e gatti.La ricerca ha approfondito temi urgenti come le patologie più comuni, l'alimentazione specifica e le cure veterinarie.

I risultati evidenziano una crescente attenzione e preparazione verso il benessere dei pet, ma anche molte aree su cui è necessario fare maggiore chiarezza.   La metà dei pet è stata adottata, con un terzo dei cani che è stato acquistato, e un terzo dei gatti trovato invece per strada.Una tendenza che riflette un processo decisionale che varia tra cani e gatti: la scelta di accogliere un pet in famiglia risulta più ponderata per i cani, mentre per i gatti l’adozione avviene più spesso in modo impulsivo.

Il veterinario – informa una nota – rappresenta il principale punto di riferimento per il 71% dei proprietari di pet, sia per la salute generale che per la scelta dell’alimentazione.Nonostante il ruolo dell’esperto sia di fondamentale importanza, come riconosciuto dai rispondenti, il fai-da-te e il ricorso a Internet per reperire informazioni ancora persistono.

Tra i problemi di salute più comuni che emergono dall’indagine si trovano i disturbi gastrointestinali nei cani (48%) e quelli legati al peso nei gatti (30%).Anche le patologie dermatologiche (31% nei cani, 22% nei gatti) e i disturbi alle vie urinarie nei gatti (22%) rappresentano aree di attenzione per i proprietari.

Inoltre, il 60% dei pet ha manifestato almeno un problema di salute negli ultimi 12 mesi, segnale di quanto sia cruciale una corretta prevenzione.  I proprietari di animali sono più consapevoli e attenti, ma non del tutto.Il 67% dei pet con problemi di salute – riporta la survey – ha seguito una dieta specifica, ma solo una parte in modo continuativo.

Sebbene quindi ci sia consapevolezza dell’importanza della nutrizione personalizzata, c’è ancora difficoltà nel mantenerne la costanza.Inoltre, la scelta del cibo è guidata spesso da preferenze dell’animale piuttosto che da reali necessità nutrizionali, con il 42% dei pet owner che decide l’alimentazione in base ai gusti del proprio cane o gatto, piuttosto che su criteri nutrizionali.

Il tema dell’alimentazione porta con sé una serie di pregiudizi e credenze errate, che possono influenzare negativamente la loro salute.Ne è esempio il 27% dei proprietari, che ritiene i pet in grado di mangiare tranquillamente gli avanzi della tavola, senza considerare che molti alimenti destinati all’uomo possono essere dannosi per loro.

Un altro dato rilevante riguarda i cereali: il 50% degli intervistati non è consapevole che rappresentano una fonte importante di energia e fibre per cani e gatti.La convinzione che i cereali siano dannosi è diffusa, ma in realtà forniscono carboidrati altamente digeribili e contribuiscono alla salute intestinale.

Infine, il pollo è erroneamente percepito come il principale allergene: il 32% dei pet owner crede che sia tra le cause più frequenti di allergie alimentari, sebbene le reazioni avverse siano più spesso legate ad altri ingredienti.  Un pet owner su 3 – illustra l’indagine – ha stimato i costi di mantenimento prima dell’adozione, con maggiore consapevolezza tra i proprietari di cani rispetto ai proprietari di gatti.Il costo medio annuo per le cure veterinarie è di 352euro per i cani e 335 euro per i gatti e, con l’aumentare dell’età, aumentano anche le spese sanitarie: il 77% degli animali anziani (11+ anni) ha manifestato problemi di salute, richiedendo cure più frequenti e specifiche. "Una maggiore consapevolezza e attenzione verso le esigenze dei pet ha contribuito a un aumento dell'aspettativa di vita degli animali – osserva Carla Giuditta Vecchiato, veterinario esperto in nutrizione – Tuttavia, questo prolungamento della vita richiede una conoscenza sempre più approfondita e cure mirate.

Il monitoraggio regolare della salute, insieme a un’alimentazione personalizzata in base a età, razza e taglia, può ridurre il rischio di patologie e contenere i costi a lungo termine.Restano però molti falsi miti da sfatare: è fondamentale che i proprietari siano correttamente informati, così da poter prendere decisioni basate su dati scientifici per il benessere dei propri animali”.   “Da sempre, Royal Canin® è impegnata a 360° per creare un mondo migliore per cani e gatti, offrendo ai pet owner strumenti concreti per una gestione consapevole della salute e del benessere dei loro animali – aggiunge Elisabetta Bracci, Brand&Pet Owner Director Royal Canin – a partire da soluzioni nutrizionali su misura, pensate per soddisfare le esigenze specifiche di taglia, età, razza e stato di salute, con un approccio basato sulla scienza, l’innovazione e una costante collaborazione con veterinari ed esperti del settore.

Siamo convinti che la salute inizi dalla nutrizione e, per questo, vogliamo promuovere una maggiore consapevolezza e conoscenza tra i proprietari, affinché possano comprendere appieno le necessità specifiche dei loro animali.A questo risponde la nostra nuova campagna di comunicazione Royal Canin®️ dedicata ai pet che soffrono di patologie (gastrointestinali, dermatologiche, legate al peso e alle vie urinarie) e diretta ai proprietari, per aumentare la loro consapevolezza sul ruolo fondamentale del medico veterinario come principale interlocutore e sul ruolo che una nutrizione specifica può giocare.

In caso di patologie – sottolinea – è fondamentale seguire il piano alimentare raccomandato dal medico veterinario, ma sappiamo quanto sia difficile non cedere alle richieste dei nostri cani.Dopo studi e ricerche approfondite, abbiamo quindi lanciato i Treats Royal Canin®, compatibili con le 4 principali gamme dietetiche sul mercato, così da offrire ai nostri amati amici a 4 zampe una coccola in più conservando i benefici del pasto principale”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stasera tutto è possibile, oggi 1 aprile: gli ospiti e le anticipazioni

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(Adnkronos) – Stasera, martedì 1 aprile, torna 'Stasera tutto è possibile', il comedy show condotto da Stefano De Martino.L'appuntamento con la nona puntata è alle 21.20 su Rai 2. Nel cast Biagio Izzo, Francesco Paolantoni, Herbert Ballerina e Vincenzo De Lucia che questa settimana vestirà i panni di Francesca Fagnani. 'Mare mare' sarà il tema di questa penultima puntata e arriveranno all’Auditorium Rai di Napoli: Giovanni Esposito, Bianca Guaccero, Nek, Giulia Penna, Andrea Pucci.  Tra i giochi, Step Challenge, Travel Step, Do re mi fa male, Patapouf.

Presenti, come in ogni puntata, il Panda, mascotte del programma, animato da Francesco Garzia, e il dj Claudio Cannizzaro.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bagnaia, altro che Marquez: questo è il miglior Pecco in MotoGp

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(Adnkronos) –
Pecco Bagnaia sta tornando, o forse non se n'è mai andato.L'avvio dirompente di Mondiale da parte di Marc Marquez, vincitore di cinque gare su sei tra Sprint e Gp, hanno oscurato i risultati del pilota Ducati, che per la prima volta si ritrova un ingombrante compagno di scuderia e che deve gestire pressioni nuove e ingiusti confronti.

L'inizio di stagione di Bagnaia però, sebbene non sembri ancora al livello dello spagnolo, ci sta regalando un Pecco mai così continuo e attento in pista. Dopo tre gare Bagnaia è terzo nel Mondiale dietro Alex e Marc Marquez, rispettivamente al primo e secondo posto, con 75 punti, a -12 dalla vetta.Un distacco colmabile, che può apparire ampio se confrontato con l'avvio di stagione di Marquez, a quota 86, ma che, confrontandolo con gli anni scorsi, rivela una costanza e un rendimento che il pilota Ducati non ha mai avuto.  
Rispetto all'anno scorso, quando perse il titolo all'ultima gara in favore di Jorge Martin, Bagnaia ha 25 punti in più.

A questo punto della stagione infatti, nel 2024 Pecco era quinto a 30 punti proprio dallo spagnolo dell'Aprilia.Decisiva, in questo caso, la caduta di Portimao, dove nella prima gara della stagione era finito a terra dopo un contatto proprio con Marc Marquez.

Poi erano arrivati un trionfo in Qatar e un quinto posto in Argentina.Disastro anche nelle Sprint, dove Pecco era arrivato due volte quarto e una volta ottavo. Ancora peggio era andata nel 2023, quando Bagnaia si laureò campione del mondo per la seconda volta.

Dopo aver vinto sia Sprint che Gp in Portogallo infatti, il pilota Ducati aveva conquistato soltanto quattro punti in Argentina, scivolando quando era comodamente proiettato a un secondo posto nella gara lunga.Un'altra caduta arrivò proprio ad Austin, quando, dopo aver vinto la Sprint, la moto finì sull'asfalto mentre era in testa alla corsa. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Paolo Guzzanti: “Ho 14 euro sul conto, non scherzo: dissanguato da divorzio, fisco e sanità”

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(Adnkronos) – Nessun pesce d'aprile, nessuno scherzo.Tra i costi di un lungo divorzio, le spese sanitarie per diversi interventi e il fisco, il giornalista ed ex parlamentare Paolo Guzzanti è effettivamente rimasto con 14 euro. "Un triangolo economicamente pesante: divorzio, fisco e salute – spiega all'Adnkronos l'85enne Guzzanti con la sua solita voce allegra, nonostante tutto – Che dire…

Molto semplice, quattro giorni fa mi sono reso conto di essere rimasto con 14 euro, perché erano andate in pagamento rate di tasse molto alte, alle quali si aggiungono pesanti spese per un divorzio che si è protratto per 5 anni con pagamenti non dovuti e che mi ha dissanguato.E come terzo lato del triangolo: la salute, ho subito 4 interventi in un anno che l'assicurazione copre, ma solo in parte".  Guzzanti spiega: "Sarei un benestante, ho una buona pensione che, però, viene falcidiata dai prestiti che ho fatto quando potevo…

Oggi a 85 anni non mi presterebbero neanche un centesimo.Quindi mi ritrovo a essere un vecchio giornalista che continua a scrivere per vivere – e mi piace, sia chiaro -, tanto disperato che la settimana scorsa ho inviato un messaggio WhatsApp chiedendo aiuto ad alcuni amici personali, molto stretti.

E' stato sicuramente un gesto necessario, ma umiliante", conclude Guzzanti.    —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milan, flop o trionfo? Ecco perché il derby vale una stagione

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(Adnkronos) – Il flop è certificato dai numeri.Il Milan oggi è nono in classifica, con soli 47 punti, e rischia di restare fuori dalle coppe.

Tre anni dopo la vittoria di uno scudetto da film e a due anni da una semifinale di Champions, il Diavolo potrebbe interrompere una striscia di quattro partecipazioni consecutive alla massima competizione europea.E il paradosso è che potrebbe succedere in una stagione…

con due titoli in bacheca.  In campionato, i numeri dei rossoneri sono impietosi.Il Diavolo ha raccolto 47 punti dopo 30 giornate (l'anno scorso, la squadra guidata da Stefano Pioli era a 65 a questo punto della stagione), con 13 vittorie, 8 pareggi e 9 sconfitte.

Il Milan ha realizzato fin qui 45 gol, subendone 35, ed è stato eliminato ai playoff di Champions dal Feyenoord dopo aver sfiorato la qualificazione diretta agli ottavi di finale. Da settembre a marzo, la squadra allenata prima da Fonseca e poi da Conceicao ha vissuto di alti e bassi, alternando buone prestazioni a partite da dimenticare.E spesso ha peccato di continuità anche all'interno dei 90 minuti, come dimostrano le tante rimonte portate a termine.  La stagione ha però un paradosso sullo sfondo.

Dopo il trionfo in Supercoppa italiana, anche quello arrivato in rimonta grazie ai successi contro Juve e Inter in semifinale e finale, il Diavolo può ancora vincere la Coppa Italia.I rossoneri, con un piede e mezzo fuori dalla corsa Champions (il quarto posto del Bologna dista oggi 9 punti e davanti ci sono pure Juve, Roma, Lazio e Fiorentina), sono attesi dalla semifinale con l'Inter.

Il doppio confronto nel derby (andata il 2 aprile, ritorno il 23) potrebbe dare un senso a un'annata sulle montagne russe, visto che con un'eventuale finale il Milan avrebbe a portata di mano anche una qualificazione all'Europa League al momento non semplice da ottenere in Serie A. In caso di successo in Coppa Italia, la squadra tornerebbero così ad alzare due trofei nello stesso anno solare 14 anni dopo l'ultima volta.Nel 2011, con Allegri in panchina, arrivarono lo scudetto a maggio e la Supercoppa italiana ad agosto.

La coppa nazionale, che manca in via Aldo Rossi dal 2003, darebbe un perché alla stagione più complicata della storia recente rossonera.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano, De Biasio (Arexpo): “Ringrazio sindaci di Milano e Rho e Regione Lombardia”

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(Adnkronos) – “Un ringraziamento va ai sindaci di Milano e Rho, ma anche a tutta la macchina comunale perché alla fine è con loro che Arexpo, come attuatore pubblico di Mind, si confronta.Dico grazie perché ho sempre trovato nel Comune di Rho e di Milano persone con l’intento di risolvere le problematiche che possono nascere.

Mai con un fermarsi di fronte al problema ma sempre sedersi per trovare le soluzioni più corrette”.Lo ha detto oggi l'amministratore delegato di Arexpo, Igor De Biasio, a margine dell'inaugurazione del cantiere del primo studentato del futuro campus dell'Università Statale di Milano, in zona Mind. Allo stesso modo, con Regione Lombardia "c’è un dialogo continuo – ha proseguito l'ad -, anche perché alcune tematiche come l’ambiente, hanno nella Regione l’ente con cui si dialoga. È sempre stata estremamente propositiva e costruttiva con noi e ha anche contribuito, sin dai tempi di Roberto Maroni, con finanziamenti diretti ad Arexpo, sia con Attilio Fontana con finanziamenti per realizzare opere pubbliche qui sul sito". —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano, posata la prima pietra del nuovo studentato dell’Università Statale a Mind

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(Adnkronos) – Il nuovo campus dell’Università Statale di Milano prende forma.Si è tenuta questa mattina la cerimonia di posa della prima pietra per il primo dei due studentati che offriranno 1.152 posti letto a tariffe convenzionate con il Comune di Milano agli studenti. 400 saranno riservati agli studenti Dsu della Statale, 652 andranno a studenti universitari, docenti, ricercatori, stagisti e borsisti e i restanti 100 posti letto saranno destinati a permanenze di breve durata per tutti coloro che gravitano all’interno dell’ecosistema Mind.  “Qui continuiamo a costruire il futuro” ha detto l’executive project director di Lendlease, Fabrizio Zichichi, in apertura della mattinata.

L’avvio dei lavori per il primo studentato “segna un passo decisivo per trasformare il distretto in una vera e propria città dei giovani – ha affermato Zichichi -.Entro il 2027, più del 50% dei ‘Minders’ sarà composto da under 30: oltre agli studenti de La Statale, il campus ospiterà quelli della Scuola di Restauro di Botticino, di Cima (Campus Its Mind Academy) e i giovani ricercatori di Human Technopole”.

Alle parole di Zichichi hanno fatto eco quelle dell’amministratore delegato di Arexpo, Igor Di Biasio che ha sottolineato come “nonostante uno scenario economico-finanziario mutato e complicato rispetto al 2017, Lendlease ha mantenuto costante il proprio impegno senza mai rallentare”.La posa della prima pietra dello studentato rappresenta “un progetto che continua a correre” per Arexpo, rendendo Mind “uno dei sistemi di incubazione più importanti d’Europa”.

Perché, come ha rimarcato De Biasio, l’innovazione non nasce dalle macchine, ma dalle persone e l’uomo è al centro dei nostri progetti e di Mind”. La prima residenza universitaria, denominata ‘Genesis’, sorgerà su un’area di circa 6.000 mq nella zona est di Mind, di fronte al simbolo di Expo 2015, l’Albero della Vita, e metterà a disposizione 646 posti letto.Un secondo studentato da 506 posti letto sorgerà sul lato ovest, di fronte all’ospedale Galeazzi. ‘Genesis’ sarà composto da 8 piani fuori terra e un piano interrato, con camere di diverse metrature e tipologie per soddisfare molteplici esigenze abitative.

Le camere saranno proposte in affitto a tariffe differenti in base alle tipologie di camera (dalle doppie ai monolocali più grandi), come stabilito dalla convenzione siglata con il Comune di Milano.Per quanto riguarda i posti riservati agli studenti Dsu dell’Università Statale – 200 posti per ciascuno dei due studentati – saranno resi disponibili alle tariffe garantite dall’Ateneo per questa tipologia di alloggi.

Gli studentati saranno ‘all inclusive’, nel prezzo infatti saranno inclusi una serie di servizi, tra cui reception h24, palestra, cucina comune, wifi e canone tv, un servizio di deposito e custodia dei bagagli, pulizia di aree comuni e stanze.Sarà inoltre presente un ristorante aperto al pubblico con offerte convenzionate per il personale universitario e gli studenti. “La giornata di oggi segna un'importante evoluzione di Mind e dell’Università degli Studi di Milano.

Si parla di innovazione, ricerca e futuro dei giovani.Questi sono gli argomenti più importanti” ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, durante la cerimonia di posa. “Mind – ha poi proseguito il governatore lombardo – è nato come un modello virtuoso di collaborazione pubblico-privato e dimostra di proseguire con straordinaria efficacia su questa via, in risposta alle nuove esigenze urbane e sociali.

Sta diventando un hub capace di attrarre talenti da tutto il mondo.Abbiamo sotto gli occhi un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico privato e di rigenerazione urbana”.

Le due residenze universitarie “aggiungono un capitolo importante nella storia e nel futuro del distretto dell’innovazione di Milano” ha poi affermato il sindaco di Milano Giuseppe Sala.Milano “è stata l’ultima città in Italia a diventare una vera città universitaria.

Oggi abbiamo 70mila studenti fuori sede, un vanto per noi, ma il problema è per le residenze – ha sottolineato il primo cittadino -.Gli oltre mille posti letto previsti nelle due residenze non rispondono solo all'esigenza di proporre soluzioni abitative per universitari a costi accessibili, ma completano anche l'offerta di funzioni e servizi all'interno di un quartiere innovativo, animato e vissuto da studenti e ricercatori che verranno qui, da diverse regioni d'Italia e del mondo, per proseguire e dare forma al proprio percorso di studi e di formazione".  I lavori per il nuovo campus dell’Università Statale di Milano sono iniziati nel 2023 e verranno completati nella seconda metà del 2027.

L’edificio B, di cui sono già visibili i primi solai fuori terra, ospiterà circa 150 aule di diversa capienza su 18mila mq di superficie.Sono già stati montati i pilastri da 12 metri che sosterranno i 6 piani fuori terra dell’edificio ed è in corso la posa dei primi elementi prefabbricati, con le travi e i solai pronti per l’installazione. “Oggi, l’avvio dei lavori del primo studentato di Mind ci porta nel cuore del progetto e del suo significato: un campus universitario a misura di studente, un luogo ricco di stimoli dove vivere un’esperienza formativa e di socialità autenticamente gratificante, perché la stessa riflessione sul diritto allo studio deve ampliarsi a una dimensione anche qualitativa del percorso dei nostri studenti in Università” ha detto Marina Brambilla, rettrice della Stata di Milano.

Negli ultimi anni “come Statale abbiamo moltiplicato il nostro impegno per la residenzialità, perché quello abitativo è un tema sociale che impatta sul diritto di accesso all’istruzione superiore, ma che ha anche un risvolto nella possibilità di continuare a garantire a Milano la sua grande e meritata attrattività di metropoli aperta al mondo” ha aggiunto.L'edificio B, centrale per l’avvio delle attività didattiche, verrà ultimato entro dicembre 2026, con un anticipo di oltre sei mesi rispetto alla scadenza originaria.

Confinante con l'Albero della Vita, all’incrocio tra il Cardo e il Decumano, il futuro Campus avrà una superficie totale lorda di 210.000 mq distribuita su 5 edifici principali e ospiterà 23.000 tra studenti, docenti e ricercatori.Un progetto ambizioso che trasformerà una vasta area di 65.000 mq nel cuore pulsante della ricerca scientifica e dell'innovazione.

Il cantiere è attualmente in piena attività, con 12 gru già montate e circa 220 operai al lavoro ogni giorno.Il progetto prevede 18.300 mq di aule, quasi 50.000 mq tra laboratori didattici e dipartimentali, oltre 8.000 mq di biblioteca, 5.500 mq di area verde da destinare a orto botanico e oltre 5.000 mq di spazi comuni per studenti.

Lo sviluppo del Campus e la realizzazione del primo studentato rappresentano i primi passi concreti nella trasformazione dell’area est di Mind, l’East Gate, destinata a diventare uno dei poli più dinamici del distretto, non solo un luogo di studio e ricerca, ma anche un vero e proprio spazio di aggregazione e socialità per la città di Milano. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giulia Salemi compie 32 anni, primo compleanno da mamma: “Grazie alla vita”

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(Adnkronos) –
Giulia Salemi compie oggi, martedì 1 aprile, 32 anni.La conduttrice televisiva ha festeggiato il suo primo compleanno da mamma insieme ad alcuni amici intimi e alla famiglia in un locale nel cuore di Milano. "Un compleanno speciale: 32 anni, Kian nel cuore, Pier al mio fianco, gli amici più intimi e la nuova stagione di ‘Non lo faccio x moda’.

Grazie alla vita!", ha scritto Giulia Salemi a corredo di un post in cui ha condiviso alcune foto della festa di compleanno, che l'influencer ha definito "speciale".   Tra le foto, Giulia Salemi ha condiviso il primo 'regalo' ricevuto dal figlio Kian: un rigurgito sul pigiama dell'influencer e neo mamma.Giulia Salemi è diventata mamma per la prima volta lo scorso 10 gennaio, quando è nato il primogenito Kian, avuto con il compagno Pierpaolo Pretelli, conosciuto nel 2021 dentro la Casa del Grande Fratello.  Il fidanzato e neo papà ha celebrato il compleanno di Giulia condividendo sulle Instagram stories un tenero video in cui lui porta la torta di compleanno alla compagna, e a corredo ha scritto: "Auguri amore mio.

Che tu possa realizzare i sogni più grandi". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sindrome del bambino scosso, in 1 caso su 4 è letale

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(Adnkronos) – Scuotere violentemente un neonato per cercare di calmare il suo pianto inconsolabile può causare una forma di trauma cerebrale che in 1 caso su 4 porta al coma o alla morte: è la sindrome del bambino scosso (Shaken Baby Syndrome), oggi in Italia ancora troppo poco conosciuta.Il 5, 6 e 7 aprile tornano le Giornate nazionali di prevenzione che portano in 70 città di 18 regioni italiane gli infopoint della campagna di Terre des Hommes 'Nonscuoterlo!', per spiegare cos'è la Shaken Baby Syndrome e come prevenirla.

Per l'occasione anche il grattacielo Pirelli a Milano, la Mole Antonelliana a Torino e l'Istituto degli Innocenti di Firenze verranno illuminati con i colori e il simbolo della campagna nella sera del 6 aprile.  L'iniziativa è organizzata dalla Fondazione Terre des Hommes e da Simeup (Società italiana di medicina di emergenza e pediatria), con Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze), Fimp (Federazione italiana medici pediatri) e la Rete ospedaliera per la prevenzione del maltrattamento infantile.  I più colpiti da questa forma di trauma cerebrale sono i bambini tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, periodo di massima intensità del pianto del lattante, che può assumere caratteristiche tali da portare il genitore o chi si prende cura del bambino a reagire in maniera incontrollata e violenta, scuotendo il lattante. "In 1 caso su 4 questo gesto può causare il coma o la morte del neonato, ma molti altri sono gli effetti devastanti che pochi secondi di scuotimento possono provocare, compromettendo per sempre il futuro e la crescita del bambino: danni cerebrali, problemi alla vista o all'udito, disturbi comportamentali o di coordinazione motoria", ricordano i promotori della prima indagine sui casi di bambini e bambine vittime di Shaken Baby Syndrome.  "Come Simeup siamo in prima linea da anni per sensibilizzare sul tema della sindrome del bambino scosso – afferma Stefania Zampogna, presidente della società scientifica – E' fondamentale che genitori, caregiver e operatori sanitari riconoscano i segnali di rischio e comprendano quanto sia importante intervenire con consapevolezza.La prevenzione passa dalla formazione e dalla vicinanza alle famiglie, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità". "La sindrome del bambino scosso è una forma di maltrattamento infantile spesso inconsapevole, che può derivare dalla scarsa informazione e totale inconsapevolezza delle drammatiche conseguenze che, la perdita di controllo, anche solo per pochi secondi, può avere sul neonato.

Non sempre quindi è frutto di una reale intenzione di nuocere al bambino – precisa Federica Giannotta, responsabile Advocacy e Programmi Italia di Terre des Hommes – Per questo può essere facilmente evitata con una corretta informazione e formazione dei genitori e di chiunque altro si prenda cura del bambino.E' importante illustrare quali comportamenti non vanno mai adottati per cercare di calmare il pianto del neonato e che, se si sente di stare perdendo il controllo, piuttosto che incorrere in comportamenti dannosi può essere utile allontanarsi un breve istante dal bambino, lasciandolo in un luogo sicuro, recuperare un proprio equilibro e chiedere aiuto". Il ruolo di pediatri e operatori di pronto soccorso è fondamentale per riconoscere e prevenire i casi di Shaken Baby Syndrome.

In 1 caso su 3 di quelli analizzati nell'indagine di Terre des Hommes, infatti, i bambini colpiti da questa sindrome erano stati già condotti in pronto soccorso e presentavano altri segni di maltrattamento. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)