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Coronavirus: decreto sospende navi da crociera. In Sicilia stretta sui trasporti

È stato firmato il decreto che sospende i servizi di crociera. In Sicilia una stringente ordinanza per contenere il contagio.

La Ministra delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli ha firmato nella serata di ieri, con il ministro della Salute Roberto Speranza, il decreto con cui si sospendono i servizi di crociera per le navi passeggeri italiane e si blocca l’arrivo nei porti italiani delle navi da crociera battenti bandiera straniera.

Per le navi battenti bandiera italiana, le società di gestione, gli armatori e i comandanti delle navi italiane, una volta adottate tutte le misure di prevenzione sanitaria disposte, sono tenuti a sbarcare tutti i passeggeri presenti a bordo nel porto.

La procedura di sbarco prevede che i passeggeri italiani non positivi al Covid 19 possano rientrare con i dispositivi di sicurezza alle loro abitazioni con mezzi non di linea organizzati dall’armatore per avviare il periodo di sorveglianza sanitaria fiduciaria domiciliare. Da quel momento, le navi battenti bandiera italiana non potranno più imbarcare passeggeri fino almeno al 3 aprile.

Per i passeggeri non positivi al Covid 19, ma stranieri, l’armatore dovrà organizzare il rientro in patria con mezzo non di linea. Per gli eventuali passeggeri positivi, o entrati a stretto contatto con un caso positivo, valgono le disposizioni sanitarie già vigenti, salvo diverse determinazioni dell’autorità sanitaria.

Le navi passeggeri battenti bandiera straniera impegnate in servizi di crociera non potranno più fare ingresso nei porti nazionali. Le disposizioni del decreto verranno applicate già domani alla nave Costa Luminosa battente bandiera italiana in arrivo nel porto di Savona, e si applicheranno fino a 3 di aprile salvo proroga.​

In Sicilia il Presidente della Regine Siciliana Nello Musumeci ha varato nuove misure contro il contagio con una stringente ordinanza per contenere il contagio del Coronavirus. Il provvedimento riguarda la “pulizia” di strade e uffici pubblici, gli esercizi commerciali, le rivendite di tabacchi, il trasporto urbano, le attività sportive, le uscite da casa per gli acquisti.

Misure igienico-sanitarie

Viene sancito l’obbligo, da parte dei Comuni, di provvedere, qualora non lo abbiano già fatto, alla sanificazione delle strade del centro abitato, degli uffici pubblici e degli edifici scolastici. Attività che verranno cofinanziate dalla Regione. Aree a verde pubblico e parchi-gioco verranno chiusi.

Commercio

Non sarà ammesso l’ingresso nel territorio comunale dei venditori ambulanti al dettaglio provenienti da altri Comuni. Tutti gli esercizi commerciali attualmente autorizzati, a eccezione di farmacie di turno ed edicole, dovranno restare chiusi la domenica. I sindaci potranno disporre la riduzione dell’orario di apertura al pubblico dei negozi, tranne di quelli che vendono prodotti alimentari e farmacie. Nelle rivendite dei tabacchi è vietato l’uso di apparecchi da intrattenimento e per il gioco.

Trasporto pubblico

Sui mezzi di trasporto pubblico urbano sarà consentito l’accesso ai passeggeri nella misura massima del 40 per cento dei posti omologati e, comunque, garantendo la distanza minima di un metro. Lo spazio riservato ai conducenti dei mezzi dovrà essere opportunatamente delimitato.

Ulteriori misure

Le uscite dalla propria abitazione per gli acquisti essenziali, a eccezione dei farmaci, vanno limitate a una sola volta al giorno. È vietata la pratica di ogni attività motoria e sportiva all’aperto, anche in forma individuale. Gli spostamenti con gli animali da affezione sono consentiti solamente in prossimità della propria abitazione.

Linea telefonica dedicata

Viene istituita, presso la presidenza della Regione, una linea telefonica dedicata a uso esclusivo e personale dei sindaci dell’Isola, per le comunicazioni relative alla gestione dell’epidemia.

Adduso Sebastiano

 

Gazzetta – Milik al Milan: probabile scambio con Calhanoglu

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Gazzetta – Milik al Milan: probabile scambio con Calhanoglu

Delicata la situazione di Milik: l’attaccante polacco è in uscita da Napoli e forte è la tentazione di confermare con il Milan. Ne parla l’odierna edizione della Gazzetta dello sport:

“E qui veniamo all’attualità rossonera. Nulla di più facile, infatti, che la prossima stagione il Milan assicuri a Milik quella maglia da titolare che al San Paolo gli manca da troppo tempo. Ma quali potrebbero essere i contorni economici di questa operazione? Si sa che De Laurentiis non fa sconti. In casa rossonera magari ambirebbero uno scambio, ricordando che Rino Gattuso ha sempre stimato il turco Calhanoglu. Ma al Napoli quest’ipotesi può star bene? Vediamo”.

Il Mattino – Serie A, ripresa allenamenti per il 4 aprile: forse il Napoli anticipa

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Il Mattino – Serie A, ripresa allenamenti per il 4 aprile: forse il Napoli anticipa

Secondo l’odierna edizione de Il mattino, a causa dell’emergenza coronavirus, gli allenamenti cominceranno di nuovo il 4 aprile. Probabilmente il Napoli potrebbe anticiparsi con sedute individuali, prese in considerazioni tutte le norme anti contagio. Si legge:

“Oggi arriva lo stop agli allenamenti dei club di serie A. Fino al 4 aprile. I club voteranno la sospensione dell’attività sportiva e quindi l’interruzione degli allenamenti fino a una certa data (il 4 aprile) anche se è probabile che qualche club possa anticipare di qualche giorno, ma non tanti, con allenamenti individuali o a gruppi come è possibile che facciano la Lazio, il Cagliari e anche il Napoli (il raduno a Castel Volturno fissato per lunedì, dopo un primo slittamento, è saltato)”.

Gazzetta – Milan fortemente interessato a Meret

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Gazzetta – Milan fortemente interessato a Meret

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport scrive  di Meret e della sua situazione: umore sotto i piedi a causa della sua posizione in panchina nelle ultime settimane:

“Nulla è andato come le parti avevano previsto. Oggi, il titolare è David Ospina, il portiere della nazionale colombiana, nel quale Rino Gattuso ha riposto la sua fiducia. E, al momento, sono davvero poche le possibilità che ci possa essere un’inversione di tendenza nelle decisioni dell’allenatore. La questione verrà valutata quanto prima. Due settimane fa, prima che scattassero le restrizioni, l’agente di Meret, Federico Pastorello, era stato a Napoli per parlare col suo assistito e per capire le intenzioni del club. In pratica, pare improbabile che il giovane portiere, una volta guarito del tutto, possa accettare la panchina. In gioco non c’è soltanto il suo futuro a Napoli, ma anche la Nazionale”.

“Il futuro del giovane portiere friulano è un nodo da sciogliere prima che si concluda la stagione, ma c’è anche il Milan che pensa a lui per il dopo Donnarumma. La fragilità di questo ragazzo sta creando più di qualche perplessità tra i dirigenti napoletani che, ovviamente, tenderanno a proteggere l’investimento fatto”.

Gazzetta – Calciomercato Napoli: ADL pianifica un altro colpo

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Forte interesse per Pessina e Castrovilli

Il Napoli non si ferma e nonostante il “riposo forzato” la società continua a guardi in torno per la questione calciomercato. Pare ci sia forte interesse da parte del Presidente ADL, per Pessina e Castrovilli, ne parla l’odierna edizione della Gazzetta dello sport:

“L’ultima tentazione del Napoli rispetto alla sorprendente formazione guidata da Juric è Pessina che al Verona è in prestito e il cartellino è dell’Atalanta. Logico che su un giocatore prospettico la prima parola spetti all’Atalanta, che magari potrebbe lasciare un altro anno a Verona il proprio gioiellino per farlo ulteriormente crescere. Intanto però sul centrocampista monzese si è palesata anche la Roma e dunque ci sarà da star attenti a non alimentare un’asta che farebbe lievitarne il valore, oggi configurabile fra gli 8 e i 10 milioni di euro.

Resta però legato alla mezzala della Fiorentina Gaetano Castrovilli, sul quale De Laurentiis ha già provato l’assalto a gennaio, ma Commisso non intende vendere e lo valuta 40 milioni. Una richiesta che non ha spaventato il patron azzurro il quale è disposto a discuterne, la trattativa appare però complicata”.

Tuttosport – Il Presidente ADL spinge per la ripresa degli allenamenti

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Si cerca il compromesso con la Lega

Il presidente De Laurentiis, schierato con Lotito, avrebbe preferito continuare con le sedute di allenamento. Al momento si cerca un compromesso con la Lega, dove potrebbe esserci un punto d’incontro avallato anche dai medici. Ecco quanto si legge sull’odierna edizione di Tuttosport:

“Claudio Lotito guida il fronte oltranzista: vuole che i giocatori ripartano lunedì e ha spiegato di poter addirittura garantire uno spogliatoio individuale ciascuno con ben 18 campi a disposizione per gli allenamenti atletici personali. Una condizione che non può garantire Aurelio De Laurentiis a Castelvolturno, ma che evidentemente non preoccupa il presidente degli azzurri. Oggi De Siervo cercherà nuovamente di arrivare a una posizione condivisa, ma la sensazione è che né Lazio né Napoli vogliano cedere del tutto. La mediazione su cui si lavorerà, così, è quella di permettere il via al lavoro individuale dal 4 aprile e, poi, ricominciare con schemi e partitelle dal 13 aprile. Anche secondo i medici dei club potrebbe essere un buon compromesso”.

Il Mattino – Napoli consapevole di perdere Milik: addio non colmatile da Petagna

Gli azzurri sono in cerca di un sostituto

Arek Milik e il Napoli divideranno, con tutta probabilità, le proprie strade al termine di questa stagione. Il club di Aurelio De Laurentiis ha già acquistato, durante la sessione invernale di mercato, Andrea Petagna che arriverà in estate. C’è la consapevolezza, però, che il vuoto lasciato dall’attaccante polacco non potrà essere colmato soltanto dall’ex Atalanta.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna de Il Mattino:
“Milik? Se non vuole concorrenza, è giusto che vada via e il Napoli sta valutando la cessione. Ora è inutile fare nomi, Boga – ad esempio – non credo possa servire se resta Lorenzo Insigne. Giocano entrambi a sinistra. Allan e Koulibaly potrebbero andare via al termine di questa stagione. Forse in mediana servirebbe qualcuno con fisicità per puntare alla qualificazione in Champions. In difesa forse servirà una guida, Maksimovic, Manolas e Rrahmani sono tutti di impatto e di marcatura”.

Santamaria, l’agente: “Giuntoli lo conosce bene. In estate partirà sicuramente”

“Il costo del suo cartellino è di 15-20 milioni di euro”

Yvan La Mee, agente del calciatore Baptiste Santamaria, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Marte, durante la trasmissione ‘Si Gonfia la Rete’, per parlare del futuro del suo assistito.

Ecco quanto dichiarato dall’agente di Santamaria:
“Oggi gioca mediano nel centrocampo a 3 perche il suo allenatore lo vede così, ma lui nasce trequartista e ha la gamba per fare anche la mezz’€™ala con ottime capacità di conduzione del pallone. Ha inoltre piedi molto educati, sul corto e sul lungo, e qualità tecniche e di corsa che lo rendono un centrocampista moderno. Lui è un tuttofare, una macchina a livello fisico. Perché lo chiamano il Kantè bianco? In Francia, quando un giocatore fa più di 10 km a partita e fa tanta corsa, lo paragonano sempre a Kante. Il suo prossimo obiettivo è raggiungere la Nazionale maggiore dopo aver giocato con l’Under 21. Speriamo che nella prossima stagione potremo essere in Italia, Spagna o Inghilterra, tre campionati in cui Santamaria è ricercato. L’Angers è una società sullo stile dell’Udinese, fa buone operazioni e sa monetizzare. L’operazione di uscita può costare oggi 15-20 milioni, un prezzo buono paragonandolo a quelli che i giocatori del suo livello hanno invece in Italia, penso a Pulgar, Castrovilli e Mandragora per esempio.
Lui con la palla è molto forte e senza palla è molto aggressivo. Le opinioni si discutono, le statistiche no e le statistiche di Wyscout lo incoronano come il miglior centrocampista difensivo del campionato francese. Napoli? Lo conoscono bene. Giuntoli è una persona molto competente e conosce bene il giocatore, così come lo scout Micheli. A gennaio era impossibile programmare un’uscita, in estate invece partirà di sicuro.
Con Demme e Lobotka non avrebbe spazio? Santamaria fa il centrale ma nasce trequartista e per una vita ha fatto anche la mezzala. Farlo giocare come mediano è una scelta dell’allenatore. Lui ha la gamba pure per fare la mezzala, ha la possibilità di fare un po’ tutto a centrocampo, sia a 3 che a 2. Il problema non è lo spazio che troverà, bisogna solo vedere cosa succede in questo calciomercato, sarà complicato per tutti dopo l’emergenza Covid-19. Ora Santamaria deve fare il salto di qualità, la sua ambizione è andare in Nazionale. Magari per lui è meglio che l’Europeo si giochi nel 2021, potrebbe diventarne una sorpresa. Napoli salto di qualità che gli piacerebbe? Parliamo di una società di livello mondiale, con storia e tradizione e abituata a giocare la Champions, speriamo possa esserci questa possibilità”.

Nello Musumeci, vogliamo immediatamente tamponi, tamponi, tamponi

Nello Musumeci: Tamponi e mascherine per tutti è la strategia di cui abbiamo bisogno oggi per isolare i focolai che si manifestano in Sicilia.

Nello Musumeci, vogliamo immediatamente tamponi, tamponi, tamponi.

ANTUDO

Il trionfalismo con il quale viene narrato sui media il “modello italiano” di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19 è destituito di fondamento. La rapidità con la quale il contagio si è diffuso e la concentrazione dei focolai in un’area limitata del paese ci dicono dell’incertezza con la quale è stata affrontata la fase iniziale dell’emergenza, una situazione molto simile a quella verificatasi in Cina, dove per circa un mese è stata negata l’esistenza stessa del problema.

Non basta oggi a nascondere questa evidenza l’investimento comunicativo fatto di “nazionalismo banale” intorno alla bandiera e all’inno di Mameli. Non basta lo “stringersi a coorte” per mascherare lo smantellamento (di strutture e di personale) di una sanità pubblica che rischia oggi di non reggere nelle regioni ricche del paese, ma che domani sarebbe inevitabilmente travolta al Sud.

Non abbiamo, peraltro, nessuna evidenza, al momento, che ci dica che dopo l’abbattimento dei nuovi casi (come avvenuto in Cina in seguito alla reclusione rigida di decine di milioni di persone) non ci sarà una recrudescenza dell’epidemia all’indomani dell’allentamento delle misure di “distanziamento sociale”. Non sappiamo neanche se le aree attualmente lambite non saranno risparmiate dal virus in conseguenza delle diverse condizioni ambientali (temperatura media più alta, minore tasso d’inquinamento).

Sappiamo, invece, che la scena pubblica è occupata da scienziati e sempre di più, militari. Non possiamo non rilevare, infatti, l’eclissarsi della gestione politica della crisi. E sappiamo bene che quando ci sono di mezzo i militari le società subiscono un processo di involuzione. La pretesa universalità e verificabilità del discorso scientifico, peraltro, annaspa tra posizioni contrastanti e un generico “lavatevi le mani e state a casa”, più o meno quello che veniva detto nelle pestilenze dei secoli scorsi.

Noi non sappiamo se e quanto durerà l’emergenza e, soprattutto, se e quando verrà prodotto un vaccino.
In Sicilia la situazione si preannuncia tragica. La performance di Musumeci che getta l’inefficace mascherina inviata da Roma ci dice di quanto terrore ci sia in questo momento in chi governa l’isola. L’inconsistenza delle strutture sanitarie e il numero ridotto di posti di terapia intensiva ci espone ai rischi della catastrofe se i piccoli focolai di oggi dovessero assumere le dimensioni lombarde.

Piuttosto che invocare l’uso dell’esercito bisognerebbe, dunque, fare immediatamente l’unica cosa che ci sembra abbia ottenuto risultati rapidi in altre parti del globo: fare il tampone al maggior numero di persone nel più breve tempo possibile. Tamponi e mascherine per tutti è la strategia di cui abbiamo bisogno oggi per isolare i focolai che si manifestano. In Sicilia è ancora possibile.

Non facciamo l’errore fatto in Cina e Lombardia, non lasciamo che il virus si infiltri nelle nostre case, nei luoghi di lavoro, in quei brandelli di vita sociale che non possono essere interrotti.
Lo stato di reclusione cui tutti ci siamo sottoposti è necessario, ma non può durare all’infinito. Ad un certo punto risulterà ingestibile socialmente, economicamente e psicologicamente. Deve essere gestito, devono essere possibili allentamenti. E questo si può fare solo se, sistematicamente, a partire da chi è più esposto (personale sanitario, lavoratori della grande distribuzione, operai…), si faranno tamponi a tappeto per isolare il virus.

Mariella Musso

Gazzetta – Il Napoli vuole Tsimikas: si prova a bruciare sul tempo l’Inter

Gli azzurri provano a mettere le mani sul calciatore dell’Olympiacos

Il Napoli ha messo gli occhi su Kostas Tsimikas e, in breve tempo vuole metterci anche le mani. Il calciatore dell’Olympiacos è seguito da vicino dal direttore sportivo partenopeo Cristiano Giuntoli per provare a bruciare la concorrenza dell’Inter, interessata al calciatore. Il club di Aurelio De Laurentiis ha anche alzato l’offerta.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“Giuntoli darà fretta all’Olympiacos per definire l’operazione legata all’acquisto di Kostas Tsimikas, soprattutto adesso che all’esterno sinistro greco è interessata anche l’Inter. Il Napoli potrebbe arrivare ad un massimo di 15 milioni tra cash (10 milioni) e bonus (5)”.

Zeppole di San Giuseppe: sequestrata una pasticceria di Ottaviano

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Gli agenti di Polizia del Commissariato di Ottaviano hanno sequestrato una pasticceria che produceva “zeppole di san Giuseppe” e denunciato cinque persone per inottemperanza al DPCM per il Covid-19 del 09 marzo 2020

Ottaviano: sequestrata pasticceria che produce zeppole di san Giuseppe

Stamattina gli agenti del commissariato di San Giuseppe Vesuviano, durante il servizio di controllo del territorio, finalizzato anche a garantire il rispetto delle misure urgenti per la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, hanno notato in via Pappalardo a Ottaviano un bar-pasticceria aperto e alcune persone al suo interno.

I poliziotti hanno controllato l’esercizio commerciale scoprendo che due pasticcieri stavano preparando le “zeppole di san Giuseppe”, molte delle quali già in forno ed altre in procinto di essere farcite.

Oltre ai pasticcieri e al proprietario del bar, che hanno tentato di giustificarsi sostenendo che la produzione delle “zeppole” era per “uso personale”, erano altresì presenti due persone che hanno dichiarato di essersi fermate a “salutare” i titolari.

L’esercizio commerciale è stato sottoposto a sequestro e i cinque sono stati denunciati per inottemperanza alle prescrizioni del D.P.C.M. 9 marzo 2020 recante misure urgenti per il contenimento della diffusione del COVID-19, i titolari anche per inosservanza al D.L. 14 del 09 marzo 2020.

Redazione Campania

Il Mattino – Rinnovo Mertens legato alla questione multe

Curioso anche il siparietto di ieri su Instagram

Dries Mertens e il Napoli non hanno ancora definito le rispettive posizioni per quanto riguarda la vicende rinnovo che il belga vorrebbe firmare per restare nella città che ama e che lo ama.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna de Il Mattino:
“€œIl pranzo con De Laurentiis aveva lasciato immaginare che ci fosse un accordo solo da ratificare. Qualche questione aperta c’è, legata a multe e riflessi economico-legali: non è un caso che ieri, in una diretta Instagram con l’attore Salvatore Esposito, alla domanda sulla ripresa dell’attività agonistica abbia risposto «Non lo so, non posso dire niente. Poi mi arriva un’altra multa». Poche parole che rappresentano un capitolo ancora aperto nella mente di Mertens”.

Aumentano i casi di positività da coronavirus in Sicilia

In Sicilia aumentano i casi di positività al contagio tanto che in questo momento si rivelano superiori a quello della media nazionale.

Questi i casi di Coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 12 di oggi (giovedì 19 marzo), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale. In totale sono 340 i casi positivi registrati dall’inizio, di cui 179 ricoverati (36 in terapia intensiva), 142 in isolamento domiciliare, quindici guariti e quattro deceduti. Questa la divisione nelle varie province: Agrigento, 27; Caltanissetta, 12; Catania, 151; Enna, 21; Messina, 16; Palermo, 52; Ragusa, 7; Siracusa, 33; Trapani, 21. La Presidenza della Regione Siciliana raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal Ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.

Intanto per un maggiore controllo preventivo e una più intensa attività sanzionatoria nei centri abitati, con particolare riguardo ai capoluoghi di provincia e agli approdi dello Stretto il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha inviato una nota al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, stante la “perdurante diffusa inosservanza delle norme di prevenzione della diffusione del Covid-19”.

Il Presidente Musumeci, nella lettera inviata al responsabile del Viminale, ha sottolineato come l’Isola sia “una Regione dove il tasso di crescita dei soggetti positivi al contagio, in questo momento, si rivela superiore a quello della media nazionale”.

Musumeci ha chiesto, quindi, di “valutare la necessità di impartire disposizioni affinché sia potenziato il numero delle pattuglie delle Forze dell’Ordine”, ricorrendo, ove ritenuto necessario, anche ai <<militari dell’Esercito impegnati in Sicilia nell’operazione “Strade sicure”>>.

E già da domani 20 marzo 2020, una parte dei militari dell’Esercito Italiano in servizio in Sicilia sarà da domani impiegata nelle pattuglie di vigilanza urbana e nei punti di arrivo dei passeggeri.
Lo ha assicurato il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese
, in un colloquio con il Presidente della Regione Nello Musumeci.

A Messina intanto è stata disposta una ulteriore stretta, per evitare il diffondersi del contagio del Coronavirus, nel trasporto marittimo da e per la Sicilia. I ministri dei Trasporti e della Salute, su proposta del presidente della Regione Nello Musumeci, hanno modificato il decreto dello scorso 16 marzo. Due le novità più rilevanti: la prima per il traffico merci e l’altra per i collegamenti nello Stretto. Nel primo caso, continuerà a essere garantito il trasporto delle derrate, ma “possibilmente su unità di carico isolate non accompagnate”. Per quanto riguarda, invece, gli spostamenti via mare dei passeggeri da Messina per Villa San Giovanni e Reggio Calabria le corse giornaliere passano da venti a quattro corse giornaliere di andata e ritorno, ma solo dalle 6 alle 21. Nessuna nelle ore notturne. Gli unici ammessi saranno: gli appartenenti alle Forze dell’Ordine e alle Forze Armate, gli operatori sanitari pubblici e privati, i lavoratori pendolari, quanti dimostrano comprovate esigenze di lavoro, per gravi motivi di salute e chi si trova in situazioni di necessità. D’ora in poi, inoltre, il porto di imbarco e sbarco del traffico merci a Messina non sarà più la Rada San Francesco ma l’approdo di Tremestieri. Sarà necessaria, infine, la preventiva autorizzazione del presidente della Regione, perché l’Enac possa consentire la partenza e l’arrivo di voli privati nell’Isola. Le disposizioni resteranno in vigore fino al 25 marzo. Nel frattempo, il governatore Musumeci ha scritto al ministro dell’Interno affinché siano potenziati i servizi di vigilanza in partenza ed in arrivo sullo Stretto.

E sempre a Messina si registrano nuovi casi positivi al Coronavirus al Policlinico di Messina. Uno di questi, un 50enne, è un altro dei messinesi tornati il 7 marzo scorso dalla settimana bianca a Madonna di Campiglio. Nel frattempo il Sindaco di Messina Cateno De Luca ha adottato oggi il divieto assoluto di passeggiate e attività all’aria aperta.

“Ci rendiamo conto che l’ordinanza può sembrare restrittiva, ma è una misura necessaria ed improcrastinabile a fronte della leggerezza ed imprudenza che sono state riscontrate ed accertare in questi giorni – ha detto il sindaco di Messina Cateno De Luca – Nonostante i ripetuti inviti a stare in casa, ed a spostarsi solo se strettamente necessario, abbiamo accertato casi di persone che hanno organizzato un falò sulla spiaggia, che hanno messo la musica in piazza per ballare come se fossero ad una sagra di paese, o che si radunavano per svolgere attività sportiva. Evidentemente le drammatiche immagini che giungono dalle città del Nord gravemente colpite dal contagio non sono sufficienti a fare desistere i messinesi da condotte egoistiche e venate da una superficialità che non può trovare alcuna giustificazione”.

“Io sono il sindaco – conclude il primo cittadino peloritano – e come tale devo garantire l’applicazione delle norme all’interno del territorio di mia competenza. Il contagio del virus avviene attraverso la circolazione delle persone. Ebbene, da ora sarà prevista l’interdizione assoluta al pubblico passeggio o attività sportive nelle pubbliche vie, nelle piazze, nei villaggi, nei torrenti e lungo il litorale marittimo della città. Chi violerà tale ordinanza ne risponderà con sanzioni pecuniarie e anche penali”.

E ha conferma che la situazione sanitaria inerente il diffondersi del coronavirus preoccupa a Messine, in serata il Sindaco di Messina Cateno De Luca è nuovamente intervenuto con un post sulla sua pagina Fb “Dopo la recente conferma della presenza di n. 7 soggetti contagiati da Coronavirus all’interno dell’ IRCCS Bonino Pulejo, aderendo altresì alle richieste formulate, tra le altre, dall’Ordine dei Medici, da alcune sigle sindacali delle professioni infermieristiche e dall’Ordine dei Farmacisti, di alcuni consiglieri comunali, dal personale medico e paramedico risulta necessario ed indifferibile istituire una cabina di regia per affrontare e gestire il crescente contagio da Coronavirus nel territorio del Comune di Messina … Per affrontare le su esposte tematiche e affrontare in modo organico la gestione sanitaria dell’emergenza, si è chiesto a S.E. il Prefetto di convocare con urgenza un Tavolo Organizzativo per la gestione della crisi che, con molta probabilità salvo imprevisti, si terrà domani nel primo pomeriggio con le modalità della video conferenza. Al detto confronto abbiamo chiesto che vengano invitati, oltre i rappresentanti canonici, anche l’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche e quello dei Farmacisti, i direttori generali di ASP, Policlinico, Papardo ed IRCCS”.

Ma è Catania la città siciliana che maggiormente desta preoccupazione per il maggior numero di casi che in pochi giorni hanno superato abbondantemente il centinaio. Contestualmente però si registra anche che gli  Agenti delle Volanti della Questura di Catania, in tre giorni di controlli, hanno denunciato 118 persone per inosservanza del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) per fare fronte all’emergenza Coronavirus. Tra loro anche un posteggiatore abusivo attivo, al quale sono stati sequestrati anche 30 euro, la titolare di una gastronomia di corso Indipendenza che, violando il divieto, continuava a tenere aperto il negozio. Due persone sono state anche denunciate per per false attestazioni o dichiarazioni a pubblico ufficiale. La Questura di Catania “ribadisce la gravità del reato cui si va incontro ignorando l’obbligo di non uscire di casa” poiché ciò “comporta un processo penale. Soprattutto, però è importante osservare il divieto, – salve le esigenze primarie previste, allo scopo di porre fine a questa pericolosissima situazione nel più breve tempo possibile, prima che sia troppo tardi”.

Dura posizione intanto Sicindustria boccia decreto ‘Cura Italia’ “Una farsa. Il decreto che doveva tamponare l’emergenza di un Paese in difficoltà non è altro che una farsa. Nessun aiuto concreto alle imprese. Soldi a destra e sinistra, contributi sparpagliati senza criterio. Non un piano, non un programma per sostenere organicamente la produzione italiana”.

Le critiche investono diversi aspetti. A cominciare dalla Cig ordinaria per nove settimane che continua Sicindustria “non stanzia le risorse necessarie, complessivamente 1 miliardo e 300 milioni per tutta l’Italia, fondi che potrebbero bastare per non più di 400 mila dipendenti. Si tratta dunque di un bluff. Inoltre impone inutili consultazioni sindacali come se ci fosse da discutere”. In questo momento in Sicilia ci sono circa 100.000 richieste di Cassa Integrazione e 50.000 di Cassa Integrazione in Deroga. Critiche anche sulla disciplina fiscale “Le aziende con più di 2 milioni di fatturato – spiega la nota – non hanno ottenuto alcuna sospensione, di fatto, per quanto riguarda il pagamento delle imposte, dei contributi previdenziali e dell’IVA. Non è prevista la sospensione degli adempimenti legati ad appalti e subappalti e il differimento dei termini di versamento dei carichi affidati all’agente della riscossione è irrisorio”.

Anche Federalberghi della Riviera Messinese Jonica ha espresso la sua delusione sul decreto Cura Italia “Il Decreto legge approvato ha creato molto disappunto e delusione all’interno del mondo del turismo della riviera jonica messinese, che ricordiamo essere fatto dal grande albergo, dalle piccole attività a conduzione familiare, ma soprattutto anche dalle migliaia di lavoratori che ruotano nel comparto, la maggior parte di essi stagionali il turismo è il settore maggiormente colpito e nella nostra area rappresenta la maggiore economia, sulla quale si base il sostentamento di migliaia di famiglie. Il fermo del turismo, se non saranno supportate imprese e lavoratori in maniera adeguata, potrà rappresentare un problema sociale di enorme entità con effetti devastanti per famiglie, lavoratori ed imprese. Realisticamente ad oggi si può prevedere che è molto difficile che la stagione 2020 sia in grado di partire, con perdite non recuperabili, per cui le attività turistiche si troveranno molto probabilmente con entrate pari a zero e quindi impossibilitate ad affrontare qualsiasi tipo di pagamento, e soprattutto non saranno in grado di procedere alle assunzioni. Il Decreto, nonostante le numerose e pressanti istanze da parte del comparto turistico non ha ancora colto le necessità primarie, in primis quella dei lavoratori stagionali, che ricordiamo essere oltre 10.000 (area jonica di Messina), tutte le attività turistiche del territorio si basano su una stagione che varia da marzo ad ottobre. Il Decreto ha riconosciuto un’indennità di 600 euro solo per il mese di marzo per coloro che hanno cessato il loro rapporto di lavoro tra l’1 gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto, dopo marzo al momento non è prevista alcuna indennità, per cui come faranno migliaia di lavoratori a sostenersi? Sembra che il Decreto non abbia recepito che al Sud la maggior parte dei lavoratori del settore turismo sia stagionale riteniamo che questo decreto possa rappresentare solo un primo passo di sostegno per reagire alle necessità immediate, ma molto deve essere fatto, se non ci saranno azioni decise e forti non ci saranno più imprese. L’unica soluzione per evitare il collasso nel territorio è che il Governo preveda la cassa integrazione per tutti i lavoratori del turismo compresi gli stagionali e la sospensione di tutti i tributi per le aziende per l’anno in corso, nella speranza che la stagione possa riprendersi nel 2021”.

Nel frattempo il Governo regionale siciliano del Presidente Nello Musumeci ha in corso un  bando per l’individuazione del soggetto gestore del Fondo per la realizzazione di operazioni cosiddette “Tranched Cover” (garanzie di portafoglio), per oltre 25 milioni di euro provenienti da somme liberate dalla precedente programmazione europea. L’annuncio è stato dato dall’assessore all’Economia, Gaetano Armao. Si tratta di una complessa operazione di ingegneria finanziaria che consente di mobilitare, attraverso garanzie per l’accesso al credito bancario, oltre 250 milioni di euro di finanziamenti per piccole e medie imprese per alimentare il capitale circolante nella difficile fase di carenza di liquidità determinata dall’epidemia Covid-19.

“Attraverso le garanzie di portafoglio (Tranched Cover Sicilia) – ha spiegato il Vicepresidente Armao – intendiamo rafforzare il sostegno all’accesso al credito delle nostre imprese. Soprattutto in questa fase di drammatica carenza di liquidità. L’obiettivo dello strumento è sostenere i fabbisogni di liquidità di breve termine delle Pmi, garantendo il rientro delle somme prestate dagli istituti finanziari. I 25 milioni di euro, sulla base dello storico, consentiranno di mobilitare finanziamenti per le Pmi per oltre 250 milioni di euro”. Questa misura si affianca alle risorse già destinate al Fondo centrale di garanzia (102 milioni di euro già assegnati, che la giunta Musumeci ha deciso di incrementare di ulteriori 100 milioni e che garantiscono l’80 per cento dei finanziamenti bancari per le imprese), che consentono di finanziare 20.000 imprese con oltre 2 miliardi di euro di risorse liquide da immettere sul mercato.

Per favorire l’accesso al credito delle Pmi che operano in Sicilia, le risorse del Fondo saranno prioritariamente impegnate per l’attivazione di strumenti finanziari riferibili alla costituzione di garanzie a copertura. Tali misure saranno adottate mediante l’attivazione di convenzioni con banche, intermediari finanziari e confidi autorizzati dal dipartimento regionale Finanze, operanti sul territorio della Regione.

L’Opinione.

Tuttavia non si può sottacere che il Governo del Presidente del Consiglio Conte ha comunque, nonostante le notorie deficitarie casse pubbliche dello Stato (a causa di decennali notorie razzie, per carità, legali anzi costituzionali, della politica di destra, sinistra w centro, con rispettive innumerevoli pletore istituzionali, giuridiche, burocratiche, sindacali, professionali e imprenditoriali) ha immesso 25 miliardi, praticamente liquidi nell’economia italiana, pressappoco l’importo di una manovra economica annuale. Altre Nazioni, tra cui europee, sembra abbiano stanziato molto di più, ma in effetti si tratta sostanzialmente di una garanzia pubblica per accedere a prestiti per chi li può fare. In Italia, c’è la cassa integrazione, il reddito di cittadinanza, la disoccupazione, l’assistenza pressoché gratuita e totalmente per i meno abbienti compresi gli irregolari. ecc. Purtroppo ci sono anche soldi per annosi carrozzoni pubblico-politici, come anche per una sanità che deve tornare in mano pubblica e non più regionale bensì centralizzata. Ci sarebbe però voluto un sostegno in più per le partite Iva e una generale riduzione delle tasse soprattutto periferiche. Il Premier Conte ha dichiarato, e ci si augura per tutti sarà così, che questo decreto ‘Cura Italia’ è solo una prima fase per aiutare l’economia a resistere e poi per risollevarsi. Staremo a vedere.

Adduso Sebastiano

FIGC, Gravina: “Ripresa può essere posticipata. Danno? Valutiamo fondo salva calcio”

“Il danno economico è stimato intorno ai 700 milioni di euro”

Gabriele Gravina, presidente della Federazine Italiana Giuoco Calcio (FIGC), ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Punto Nuovo, durante la trasmissione ‘Punto Nuovo Sport Show’, per parlare della situazione economica della Serie A.

Ecco le parole di Gravina:
“Le esperienze belle non si cancellano mai, fanno parte del nostro bagaglio e della nostra storia. Quei ricordi belli rappresentano le radici da cui ripartire per passare questi momenti di difficoltà, ma sono convinto che anche questa volta ne usciremo tutti insieme. Ritorno in campo il 3 Maggio? Il Ministro Spadafora ha ipotizzato quella data perché ci stiamo lavorando diversi giorni con la Federazione. Nel momento in cui il campionato Europeo è stato spostato al 2021, ci siamo posti una serie di rate per capire quando partire. L’idea è 3 Maggio perché con qualche turno settimanale possiamo finire al 30 giugno, ma non escludiamo 10 e 17 e quindi sforare. Deadline? Facendo qualche calcolo, con 12 giornate e qualche recupero, alcune competizioni internazionali, diciamo che non è facile calendarizzare tutte le date. Ci lavoreremo e metteremo in moto tutti i meccanismi possibili con i dovuti provvedimenti da parte del governo e tutti gli organi competenti.
Porte  chiuse? Non lo escludiamo. L’ipotesi sulla quale stiamo lavorando è una prima fase a porte chiuse fin quando non abbiamo garanzie legate alla tutela della salute degli atleti. Giocare a porte aperte vorrebbe dire essere fuori da un brutto incubo, ed è un augurio che mi faccio. E’ un momento difficile per tutti, quando c’è un’emergenza bisogna ragionare per l’emergenza, non per il benessere generale. Il calcio deve uscirne pulito da questa situazione complicata che tanti italiani stanno vivendo sulla propria pelle. A tal proposito voglio ringraziare tutti coloro che stanno lavorando, medici, infermieri e coloro che garantiscono servizi pubblici. E’ abbastanza imbarazzante parlare di calcio in questi momenti, ma ci siederemo intorno ad un tavolo per quanto riguarda i giocatori e la modalità per dare un segnale al nostro sistema ed un principio di solidarietà che ci consente di apparire con una luce diversa verso la pubblica amministrazione. Non possiamo chiedere aiuto al governo quando noi stessi all’interno non possiamo dare compattezza: ci lavoreremo. Inutile dire che la Federazione deve guidare le Leghe, tutte le componenti e tutti insieme devono essere coordinati, così come previsto dalla FIGC. Fondo di solidarietà? Direi un fondo salva calcio, non solo per le società ma per tutto il sistema calcio. Vogliamo dare l’idea di un gruppo che ha la capacità di lottare insieme e dare risposte concrete. Mi preoccupa molto il post Covid-19, perché sicuramente grazie alla scienza e tutte i rami che si stanno occupando di quest’emergenza, riusciremo ad uscirne, ma mi preoccupano le macerie che lascerà. Dobbiamo essere bravi a sostenere coloro che porteranno tantissime lacerazioni alla fine dell’emergenza. Diritti televisivi? Sono l’architrave di tutto il calcio italiano. I diritti sono fondamentali, legati ad importi molto significativi, sono la parte che rappresenta la posta di bilancio più importante per tutto il calcio italiano. Faremo di tutto perché venga salvaguardato il rispetto delle clausole contrattuali previste per far sì che non ci siano problemi che possano avere ripercussioni sulle Leghe. Oggi si parla di un danno alla Lega Serie A di circa 700 milioni di euro”.

Formula Uno, possibile inizio di stagione a Baku il 7 giugno

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Dopo la cancellazione del GP in Australia, la Formula Uno rinvia  anche le gare in Bahrain e in Vietnam

 

Formula Uno, possibile inizio di stagione a Baku il 7 giugno

La possibilità più concreta è che la stagione possa iniziare a giugno in Azerbaigian

 

Dopo la cancellazione del Gran Premio d’Australia, ora è ufficiale: rinviate anche le gare in Bahrain e in Vietnam. Nulla da fare dunque per la Formula Uno che, dopo aver fatto il possibile per cercare di correre domenica scorsa, si è dovuta arrendere vista la positività al Covid-19 di un meccanico del team McLaren. Questo avvenimento ha portato la Formula Uno a prendere altre decisioni drastiche tra cui il rinviò della gara in Bahrain e in Vietnam. L’unica notizia positiva è che la gara in Bahrain sarà recuperata col pubblico, dato che se si fosse disputata a marzo si sarebbe tenuta a porte chiuse. Ora la vera domanda è cercar di capire quando inizierà la stagione di Formula Uno. Salute e virus permettendo,  lo scenario più verosimile prevede l’inizio del campionato a Baku, in programma il 7 giugno costando dunque il rinvio anche del GP d’Olanda, di Montecarlo e di Barcellona.  Il Gran Premio di Olanda di Zandvoort verrebbe però recuperato ad agosto durante la pausa estiva che non sarebbe concessa a team e piloti per recuperare appunto la tappa in programma sul rinnovato circuito olandese. Le uniche tappe che non sarebbero recuperate sono quelle di Barcellona e di Monaco, gare previste a maggio che dunque verrebbero cancellate. In più, il gran finale di Abu Dhabi potrebbe essere spostato più avanti a dicembre per creare una finestra in grado di inserire a novembre o a inizio dicembre le gare inizialmente previste ad aprile in Vietnam e in Cina. A oggi questo è lo scenario più probabile sull’inizio della stagione di Formula Uno, vedremo se nel tempo le indiscrezioni cambieranno oppure saranno confermate.

SSC Napoli, Grassani: “Chiederemo proroga per i contratti in scadenza”

“Diritti TV? SKY e DAZN possono mettere tutti in ginocchio”

Mattia Grassani, legale della SSC Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Punto Nuovo per parlare della situazione che attanaglia il calcio, soprattutto quella economica, con i contratti dei calciatori in scadenza a giugno.

Ecco le parole di Grassani:
Prolungamento contratti? Non è assolutamente un passaggio scontato, si tratta di mettere attorno ad un tavolo una pluralità di componenti perché mai nella storia dello sport un contratto dovesse essere spostato per cause di forze maggiori. Mai come in questo caso la frase fatta “Stiamo uniti” è fondamentale, perché per prendere una decisione non c’è bisogno solo della FIGC, ma è una cosa che riguarda tutta la galassia di lavoratori che contribuiscono alla realizzazione dell’evento. Chiunque svolge un’attività lavorativa ha due nodi fondamentali: il prestatore che svolge quest’attività e che l’attività venga pagata. Al 30 Giugno c’è una scadenza di contratti e noi ad un tavolo di lavoro chiediamo la proroga di quei contratti, i giocatori giocherebbero senza prendere i soldi di quella frazione. Sono due settimane in cui in Italia nessuno si allena, nessuno gioca e quindi arriveremo circa un mese che non è stato adempiuto per esigenze eccezionali. Ecco che questo periodo verrebbe spalmato in quei giorni di Luglio.
Teniamo presente che terminare la stagione entro il 30 giugno, non significa solo che il pallone debba rotolare, ci sono tanti aspetti da riprendere. Mettiamo caso che è il virus possa attenuarsi a metà Aprile e tornare alla normalità, gli stadi sono adeguati a ripartire? Il virus ha messo in ginocchio il Paese, ma c’è da considerare che vari elementi possono mettere in ginocchio tutte le società: i colossi Sky e Dazn da un punto di vista legale potrebbero già intraprendere iniziative e per senso di responsabilità non sono state minimamente intraprese. Il club rivendica il 100% delle parti proveniente da diritti televisivi, sponsor, le società esterne diranno che c’è stata un’impossibilità nella prestazione. Anche quando si ricomincerà, si giocherà ogni 3 giorni a stadi vuoti, 10 partite nella stessa giornata, anche il prodotto che il sistema calcio perderà appeal per un’indigestione di partite. De Laurentiis preoccupato? E’ assolutamente attento e vigile rispetto a ciò che si sta verificando, come sempre ci ha abituato a precorrere i tempi. Credo sia un presidente come pochi rispetto alla lungimiranza anche in momenti eccezionali come questo”.

Barra: Polizia arresta due giovani per resistenza e lesioni a p.u.

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Barra: gli agenti del commissariato San Giovanni-Barra hanno arrestato 2 giovani per resistenza, violenza, lesioni e danneggiamento.

Barra: Polizia arresta due giovani per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale

Ieri sera gli agenti del commissariato San Giovanni-Barra, durante il servizio di controllo del territorio, finalizzato anche a garantire il rispetto delle misure urgenti per la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, hanno notato in via Villa Bisignano due giovani a bordo di uno scooter che, alla loro vista, hanno tentato di allontanarsi.

I poliziotti li hanno raggiunti alla IV traversa di via Villa Bisignano, dove lo scooter ha impattato violentemente contro la volante e i due hanno tentato nuovamente la fuga a piedi fino a quando, dopo una colluttazione,  sono stati bloccati.

Daniele Donadio, 26enne con precedenti di polizia, ed E.F., 19enne, entrambi napoletani, sono stati arrestati per resistenza, violenza, lesioni a Pubblico Ufficiale e danneggiamento, nonché denunciati per inottemperanza alle prescrizioni del D.P.C.M. 9 marzo 2020 recante misure urgenti per il contenimento della diffusione del COVID-19.

Redazione Campania

Alcuni altri articoli di operazioni della polizia presenti nel nostro archivio:

Vendita a domicilio zeppole di S. Giuseppe: denunciato titolare del locale

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Aveva pubblicizzato sul profilo social della propria pasticceria l’imminente vendita a domicilio delle zeppole di San Giuseppe per la festa del papà, nonostante l’obbligo di chiusura per covid19

Vendita a domicilio delle zeppole di Sa Giuseppe: denunciato titolare del laboratorio

Marano (Napoli)- A Marano, i Carabinieri della locale compagnia, hanno denunciato per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, il titolare e tre dipendenti di un esercizio commerciale in corso Europa. Tra questi anche un uomo – addetto alle vendite – elemento di spicco del clan “Nuvoletta”, sodalizio criminale egemone nel comune di Marano di Napoli.

I carabinieri hanno scoperto il laboratorio grazie alla pubblicità che i gestori avevano diffuso sui social. Aveva pubblicizzato sul profilo social della propria pasticceria l’imminente vendita a domicilio delle famose zeppole di San Giuseppe per la festa del papà, nonostante l’obbligo di chiusura imposto dal Governo per evitare il contagio.

All’interno del locale amarene sciroppate, vari ingredienti e l’impasto pronto per la preparazione dei dolci.

La pasticceria è stata sequestrata e segnalata alle autorità competenti per la sospensione della licenza.

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Redazione Campania

Juve Stabia, auguri!! 113 anni di amore e di passione gialloblè

Juve Stabia, auguri!! 113 anni di amore e di passione gialloblè. Ripercorriamo le tappe salienti della storia di uno dei più gloriosi sodalizi del calcio meridionale

Juve Stabia, auguri!! 113 anni di amore e di passione gialloblè

 

Auguri Juve Stabia per i tuoi 113 anni di grande storia!! Probabilmente quando nel lontano 19 marzo 1907 fu fondato lo Sporting Club Stabia dai signori Weiss, Romano e Canzano con primo presidente l’avvocato Bonifacio, nessuno avrebbe mai pensato di creare uno dei sodalizi più gloriosi del calcio meridionale con un seguito di tifoseria così calda e passionale e soprattutto un amore che non conosce l’usura del tempo.

113 anni di gloriosa storia del sodalizio gialloblè passati attraverso tre stadi diversi. Il primo, il cosiddetto “campo della corsa”, posizionato sull’ex terreno dell’ippodromo stabiese, nei pressi dell’attuale mercato ortofrutticolo (zona “Basilio Cecchi”). Il secondo, il polveroso Stadio S. Marco in terra battuta, e il terzo, lo Stadio “Romeo Menti” inaugurato nel 1985, attuale dimora delle Vespe nelle proprie gare casalinghe.

113 anni conditi da qualche delusione ma anche da grandissime vittorie. Pillole amare per la tifoseria gialloblè come lo spareggio del 1975 tra Potenza e Juve Stabia che si giocarono l’accesso alla Serie C allo stadio San Nicola di Bari con 3.000 stabiesi al seguito.

Gara sullo 0-0 fino al 120° dei supplementari quando Scarpa, bomber del Potenza, trafisse il portiere Formisano facendo calare il gelo sui supporters stabiesi. Come le due finali perse per l’accesso in Serie B a Napoli nel 1994 contro la Salernitana con la difesa decimata per le ammonizioni nella semifinale playoff contro la Reggina, e ad Avellino il 13 giugno 1999 contro il Savoia.

Ma anche pagine gloriose come la conquista da parte dello Stabia (all’epoca A.C. Stabia) della Serie B nel 1950-1951 nell’epico spareggio di Firenze con il Foggia vinto per 2-0 con le reti siglate da Cereseto al 15° e al 44° del primo tempo. E come non dimenticare anche la vittoria del Campionato Campano del 1945 dopo un pari 3-3 con il Napoli.

In quell’Italia spaccata in due per gli effetti della seconda guerra mondiale quell’anno fu riconosciuto allo Spezia lo scudetto per aver vinto il campionato del nord. Per gli stessi motivi l’Associazione StabiAmore, con in testa il suo presidente Gianfranco Piccirillo, sta lottando da anni per il riconoscimento dello stesso titolo allo Stabia (di cui faceva parte quell’anno Romeo Menti) che vinse in pratica il campionato della parte meridionale del nostro paese.

Tra i ricordi dolci della storia delle Vespe anche lo spareggio con il Cerveteri a Vasto per la permanenza in Serie C2, vinto dalla Juve Stabia ai rigori. E soprattutto le due promozioni in Serie B. Quella nella finale playoff contro l’Atletico Roma al “Flaminio” del 19 giugno 2011 con le reti di Molinari e Corona dopo che la gara d’andata era finita al “Menti” 0-0 e l’ultima recentissima promozione in B conquistata dalle Vespe nel campionato 2018-2019 stravinto a suon di record dagli uomini di Fabio Caserta e del presidentissimo Franco Manniello, artefice delle ultime due storiche promozioni in B.

113 anni in cui tanti sono stati i calciatori che hanno fatto la storia della Juve Stabia. Dai gol di Fumarola agli slalom sulla fascia di Iancarelli, dai calci piazzati di Giovanni Schettino ai gol a grappoli del bomber Marcello Prima. Dalla classe sopraffina di Gaetano Musella alle punizioni a giro di Fontana e Menolascina. E come dimenticare la longevità di capitan Lusuardi, la fisicità di Pierbattista, la classe di difensori di alta scuola come Salvatore Di Somma, Roberto Amodio, Ciro Raimondo, Nicola De Simone, il compianto Gennaro Olivieri e tanti altri che hanno lasciato un segno indelebile in questa squadra.

Un amore indissolubile verso la propria squadra del cuore che non ha mai conosciuto limiti e che si rafforza sempre di più. Ma soprattutto, in questo periodo caratterizzato dalle tragiche notizie dell’epidemia da Coronavirus, l’augurio che ogni tifoso della Juve Stabia fa alla propria squadra è uno solo: il ritorno, si spera in tempi brevi, alla normalità per poter festeggiare una salvezza che sicuramente equivarrebbe alla vittoria di un altro campionato.

Auguri, Juve Stabia!!!

 

a cura di Natale Giusti

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GDF Napoli, sequestro di stupefacenti tra Torre A. e Poggiomarino

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GDF Napoli: controllo del territorio emergenza Covid-19, sequestrate tra Torre A. e Poggiomarino sostanze stupefacenti. Due arresti e 2 denunce

GDF Napoli: controllo del territorio emergenza Covid-19, sequestrate tra Torre A. e Poggiomarino sostanze stupefacenti. Due arresti e 2 denunce

Napoli- Il Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata, nell’ambito dei controlli sul territorio per l’emergenza COVID-19, ha tratto in arresto, tra la medesima città vesuviana e Poggiomarino, 2 spacciatori e denunciato 2 persone. In particolare, le Fiamme Gialle della Compagnia di Torre Annunziata, durante una perlustrazione nel centro storico della città, hanno fermato un cittadino italiano di 22 anni che si muoveva in modo sospetto in vie poco affollate. I finanzieri lo hanno fermato e controllato scoprendo che l’uomo aveva indosso 72 grammi di cocaina suddivisa in dosi pronte per la vendita, un bilancino di precisione e denaro contante verosimilmente frutto della sua attività di spaccio. Lo stesso è stato arrestato in flagranza di reato e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Nello stesso contesto sono stati denunciati altri 2 soggetti di Pagani (SA) che si erano recati a Torre Annunziata per acquistare dello stupefacente; ma non si tratta, purtroppo, degli unici casi. Infatti, nel comune di Poggiomarino è stato arrestato dai finanzieri un altro cittadino italiano trovato in possesso di 62 grammi fra hashish e marijuana. L’uomo, fermato per uno dei tanti controlli sugli spostamenti, anziché fornire la prevista autocertificazione si è dato alla fuga correndo precipitosamente e, dopo un breve inseguimento, è stato tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità.

Redazione Campania