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Lotito: “Suor Paola era una sorella” – Video

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(Adnkronos) – "Ho perso un'amica, una sorella".Claudio Lotito, presidente della Lazio, si esprime commosso alla camera ardente di Suor Paola, la religiosa tifosissima della Lazio scomparsa due giorni fa all'età di 77 anni. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tonali segna un gol ‘impossibile’. Il Milan lo rimpiange, la Juve lo chiama

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(Adnkronos) – Sandro Tonali potrebbe aver segnato, in un mercoledì di inizio aprile, il gol dell'anno.Del centrocampista del Newcastle, rientrato in Inghilterra dopo la convocazione con l'Italia, in questi giorni si sta parlando soprattutto in chiave mercato.

Il Milan, alle prese con una delle stagioni più negative del suo passato recente, lo rimpiange, mentre la Juventus, che in estate farà partire una nuova rifondazione dopo il naufragio del progetto Motta, lo ha messo nel mirino.Ma prima di pensare al futuro, Tonali gioca e segna con i Magpies. Nella 30esima giornata di Premier League, il centrocampista ha tirato fuori un gol capolavoro.

Defilato sulla sinistra, quasi all'altezza del calcio d'angolo, Tonali ha ricevuto palla e calciato direttamente verso la porta, infilando il portiere del Brentford Flekken e firmando ildefinitivo 2-1 con cui il Newcastle ha battuto le Bees.Sebbene nel post partita Sandro abbia ammesso che "era più un cross che un tiro", la bellezza della rete ha incendiato St James Park, che ancora una volta ha intonato un coro tutto per lui.  Il futuro di Sandro Tonali, in ogni caso, è tutto da scrivere.

Il Newcastle, dopo averlo pagato circa 60 milioni e non averlo avuto per dieci mesi a causa della squalifica per il caso scommesse, non ha alcuna intenzione di cederlo.I Magpies hanno appena vinto la Carabao Cup e rilanciato le proprie ambizioni europee: la squadra di Howe si trova infatti al quinto posto, a -1 dal Manchester City quarto.

La qualificazione alla prossima Champions League, anche grazie al posto extra che con ogni probabilità sarà a disposizione della Premier, rilancerebbe il progetto di un club già ricchissimo e che in campo ruota attorno al centrocampista italiano. In caso di offerta dall'Italia però, potrebbe essere Tonali a vacillare.Il Milan lo rimpiange, i tifosi sui social ne invocano il ritorno, ma le cifre dell'operazione rendono tutto molto complesso, specialmente senza gli introiti della Champions League.

Diversa potrebbe essere la situazione alla Juventus.Il club bianconero sta pensando a rifondare, ancora una volta, la squadra, a partire dall'attacco ma passando per il centrocampo.  Indipendetemente da chi sarà l'allenatore del prossimo anno, se verrà confermato Tudor o si ingaggerà un nuovo allenatore, la società avrebbe individuato in Tonali il rinforzo perfetto.

Sebbene i rapporti con il Newcastle, specialmente dopo l'affare Kelly a gennaio, siano ottimi, il club inglese per ora spara alto: 60-70 milioni, troppi per le casse bianconere.La situazione potrebbe cambiare se fosse Sandro a chiedere di partire e nella trattativa potrebbero finire anche contropartite come Douglas Luiz, flop a Torino ma ancora molto stimato in Premier. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Buono di 50 euro a chi non ha scioperato, azienda del padovano fa marcia indietro

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(Adnkronos) – Marcia indietro dell’azienda del padovano che aveva ‘regalato’ un buono spesa di 50 euro ai lavoratori che non avevano partecipato allo sciopero del 28 marzo.La Mita spa, infatti, ha comunicato di aver revocato il buono welfare “con effetto immediato”.

Una decisione assunta – si legge in una mail che l’Adnkronos ha potuto visionare – per “evitare qualsiasi possibile equivoco in merito alla natura e alla finalità dell’iniziativa che non aveva carattere discriminatorio, né intendeva in alcun modo ledere il diritto di sciopero o le prerogative sindacali”.Festeggiano i sindacati. “Ritirato l'atto vergognoso dopo la nostra denuncia, i diritti dei lavoratori non si toccano”, è il commento a caldo della Uilm, che ieri aveva annunciato che avrebbe denunciato l'azienda per condotta antisindacale. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Delitto di Garlasco, la famiglia di Chiara Poggi: “Dna Sempio non cambia responsabilità di Stasi”

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(Adnkronos) – La presenza di tracce di Dna di Andrea Sempio sotto le unghie di Chiara Poggi non cambia in nessun modo la responsabilità di Alberto Stasi nel delitto di Garlasco.E' questa la posizione della famiglia della vittima che lo sottolinea in una memoria depositata dall'avvocato Gian Luigi Tizzoni in vista dell'incidente probatorio per Sempio. "La generica evocazione di una 'compatibilità' del profilo oggetto delle 27 analisi effettuate in sede peritale con quello dell'attuale indagato non modifica in alcun modo il quadro probatorio, a maggior ragione in assenza di qualsiasi contatto fra l'assassino e le unghie della vittima durante lo svolgimento dell'azione omicidiaria, come diffusamente argomentato nella sentenza della Corte di Assise di Appello di Milano del 17 dicembre 2014".  Per l'omicidio è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere l'allora fidanzato, ma la Procura di Pavia ha deciso – su impulso della difesa del condannato – di riaprire il caso e indagare per il delitto in concorso Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, già archiviato dalla stessa Procura otto anni fa.

Già in quella archiviazione – l'indagine partì da un esposto presentato dalla madre di Stasi nel 2017 – il decreto "si soffermava sui vari elementi addotti dalla esponente, evidenziando in particolare – quanto alle analisi del Dna rinvenuto sulle unghie – l'evidente impossibilità di procedere ad una qualsiasi identificazione dotata di valore scientifico e la nota riconducibilità di quantitativi estremamente esigui di materiale genetico a trasferimenti da contatto mediato", si legge nella memoria inviata alla gip di Pavia Daniela Garlaschelli. Un elemento da aggiungere a un altro: Chiara Poggi, hanno accertato le indagini e le sentenze, "non si è difesa e non ha reagito affatto, a ulteriore conferma del rapporto di estrema confidenza e intimità col visitatore, e del fatto che proprio per questo si fidasse di lui e non si aspettasse in nessun modo di venire da lui così brutalmente colpita" conclude l'avvocato Gian Luigi Tizzoni.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Test del sangue può escludere rischio demenza fino a 10 anni prima, lo studio

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(Adnkronos) – E' un semplice esame del sangue e può escludere il rischio futuro di sviluppare demenza, tra cui il morbo di Alzheimer.A descriverlo in uno studio pubblicato su 'Nature Medicine' un team di ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma (Svezia), ad altissima presenza italiana: 7 coautori su 12 sono infatti cervelli del Belpaese attualmente attivi all'estero.

Il gruppo ha dimostrato come specifici biomarcatori nel sangue possano predire lo sviluppo della demenza fino a 10 anni prima.  Lo studio ha esplorato il potenziale di specifici marker come tau217, neurofilamento leggero (Nfl) e proteina fibrillare acida della glia (Gfap) nella missione di intercettare la patologia fino a un decennio prima di una diagnosi effettiva in anziani sani da un punto di vista cognitivo, che vivono in modo indipendente nella comunità.Ricerche precedenti avevano suggerito che questi biomarcatori potrebbero essere utili nella diagnosi precoce della demenza, ma la maggior parte dei lavori aveva coinvolto persone che avevano già cercato assistenza medica per problemi cognitivi, a causa di sintomi come una difficoltà di memoria.

Si è rivelato dunque necessario uno studio più ampio, basato sulla comunità, per determinare il valore predittivo dei biomarcatori nella popolazione generale.  Guidato dai ricercatori dell'Aging Research Center del Karolinska Institutet in collaborazione con SciLifeLab e il Kth Royal Institute of Technology di Stoccolma, il lavoro si è basato sull'analisi di biomarcatori del sangue di oltre 2.100 adulti di età pari o superiore a 60 anni, i quali sono stati seguiti nel tempo per determinare se avessero sviluppato demenza.A un follow-up di 10 anni dopo, il 17% dei partecipanti aveva sviluppato demenza.

L'accuratezza dei biomarcatori utilizzati nello studio è risultata essere fino all'83%. "Si tratta di un risultato incoraggiante – spiega Giulia Grande, assistant professor al Dipartimento Neurobiology, Care Sciences and Society del Karolinska Institutet e prima autrice dello studio – soprattutto considerando la finestra predittiva di 10 anni tra il test e la diagnosi.Dimostra che è possibile identificare in modo affidabile le persone che sviluppano demenza e quelle che rimarranno sane".  "I nostri risultati implicano che, se una persona ha bassi livelli di questi biomarcatori, il suo rischio di sviluppare demenza nel decennio successivo è minimo – illustra Davide Vetrano, professore associato dello stesso dipartimento del Karolinska Institutet e autore senior dello studio – Questa informazione potrebbe offrire rassicurazione a chi è preoccupato per la propria salute cognitiva, poiché esclude potenzialmente lo sviluppo futuro di demenza".  Tuttavia, i ricercatori precisano di aver anche osservato che questi biomarcatori avevano bassi valori predittivi positivi, il che significa che livelli elevati da soli non potevano identificare in modo affidabile le persone che avrebbero sicuramente sviluppato demenza entro i successivi dieci anni.

Pertanto, l'uso diffuso come strumenti di screening nella popolazione in questa fase viene ancora sconsigliato. "Questi biomarcatori sono promettenti, ma al momento non sono adatti come test di screening autonomi per identificare il rischio di demenza nella popolazione generale", afferma Vetrano.Ma i ricercatori hanno anche notato che una combinazione dei 3 biomarcatori più rilevanti (p-tau217 con Nfl o Gfap) potrebbe migliorare l'accuratezza predittiva.  "Sono necessarie ulteriori ricerche per determinare come questi biomarcatori possano essere utilizzati efficacemente in contesti reali, in particolare fra gli anziani che vivono in comunità o nei servizi di assistenza sanitaria primaria", conclude Grande. "Dobbiamo fare un ulteriore passo avanti e verificare se la combinazione di questi biomarcatori con altre informazioni cliniche, biologiche o funzionali potrebbe migliorare la possibilità che questi biomarcatori vengano utilizzati come strumenti di screening per la popolazione generale".

Lo studio è stato finanziato principalmente dallo Swedish Research Council, dalla Swedish Brain Foundation e dalla Strategic Research Area in Epidemiology and Biostatistics del Karolinska Institutet.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Verstappen, frecciata alla Red Bull: “Lawson? Dimostri che hanno sbagliato”

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(Adnkronos) –
Max Verstappen non è d'accordo con la decisione della Red Bull di abbandonare Liam Lawson dopo solo due gare e lo ha lasciato intendere.Il neozelandese è stato mandato via dopo le prime due uscite deludenti in Australia e in Cina e, poco dopo l'ufficializzazione di Tsunoda da parte della Red Bull, Verstappen ha messo 'mi piace' a un post dell'ex pilota di F1 Guido van der Garde, che descriveva la decisione di sostituire Lawson come una "mossa di paura".  Interpellato in Giappone, l'olandese ha detto in proposito: "Beh, mi è piaciuto il commento, quindi parla da solo.

Non è stato un errore.A volte non è necessario condividere tutto in pubblico.

Penso che il nostro problema principale sia che la nostra macchina non è dove vogliamo che sia.Lo sanno tutti ed è quello su cui mi concentro".

Verstappen ha poi aggiunto: "La Red Bull ha preso una decisione e ha dato a Liam due gare di tempo.Non bisogna dimenticare i sacrifici che sono stati fatti nell’arco di tutta una carriera.

Ricordo bene le mie lacrime e il mio sangue per arrivare in F1, per non parlare di approdare in un top team. È vero, non ha offerto buone prestazioni per due gare, ma se c’è uno che lo sa quello può essere soltanto lui.Gli auguro tutta la forza e il coraggio necessari per schierarsi in griglia in Giappone.

Creda in se stesso, tenga la testa alta e dimostri che si sbagliano”.  Pur ammettendo di non aver ricevuto rassicurazioni dal team principal Christian Horner su quanto tempo gli verrà concesso per dimostrare il suo valore insieme a Verstappen, Tsunoda è apparso rilassato: "Non ho gare o tempi specifici entro cui devo dimostrare il mio valore.Horner mi sta supportando molto e ha appena menzionato le aspettative per me.

La pressione arriverà sempre quando scenderò in pista". La decisione della Red Bull di sostituire Lawson dopo solo due gare ha sollevato dubbi sul processo decisionale, con il consulente per gli sport motoristici Helmut Marko che ha ammesso alcuni errori.Horner ha detto a Sky Sport in Giappone che il team aveva "chiesto troppo e troppo presto" a Lawson.

Il pilota della Ferrari Lewis Hamilton ha invece detto: "Dargli solo due gare è stato piuttosto duro". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milan, Paratici in pole come nuovo ds. Ecco cosa potrà fare da ‘dirigente inibito’

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(Adnkronos) –
Fabio Paratici potrebbe essere presto il nuovo direttore sportivo del Milan.L’ex dirigente di Juventus e Tottenham ha raggiunto un accordo verbale con i rossoneri per occupare una casella vacante in via Aldo Rossi dalla fine dello scorso anno.

Al momento, Paratici è però inibito e restano da definire alcune clausole con cui il Milan intende tutelarsi in caso di un peggioramento della sua situazione.Questo perché, la scorsa estate, la Procura di Roma ha chiesto un rinvio a giudizio per lui, Andrea Agnelli e altri ex dirigenti della Juve per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza. In caso di accordo chiuso con il Diavolo, Paratici potrebbe tornare in Italia dopo undici stagioni alla Juventus, coronate da 9 scudetti.

In una prima fase della sua avventura a Torino, aveva lavorato in sinergia con Marotta, oggi presidente dell'Inter.Poi, da Chief Football Officer aveva firmato alcuni dei colpi di mercato più importanti della storia juventina.

Su tutti, l’affare Cristiano Ronaldo.All’esperienza a Torino si lega anche la sua squalifica, visto che Paratici sta scontando i 30 mesi di inibizione (che scadranno il 20 luglio) per l’inchiesta plusvalenze.  Paratici è molto vicino al Milan, ma è inibito.

Cosa vuol dire?Lo spiega il Codice di Giustizia Sportiva Figc, secondo cui “i dirigenti, i tesserati delle società, i soci e non soci che si rendono responsabili della violazione dello Statuto, del Codice, delle norme federali e di ogni altra disposizione loro applicabile, anche se non più tesserati, sono punibili, in base alla natura e alla gravità dei fatti commessi, con l’inibizione temporanea a svolgere attività in ambito Figc, con eventuale richiesta di estensione in ambito Uefa e Fifa, a ricoprire cariche federali e a rappresentare le società in ambito federale, indipendentemente dall’eventuale rapporto di lavoro”. L’inibizione temporanea comporta: il divieto di rappresentare la società di appartenenza in attività rilevanti per l’ordinamento sportivo nazionale e internazionale; il divieto di partecipare a qualsiasi attività degli organi federali; il divieto di accesso agli spogliatoi e ai locali annessi, in occasione di manifestazioni o gare calcistiche, anche amichevoli, nell’ambito della Figc con eventuale richiesta di estensione in ambito Uefa e Fifa; il divieto di partecipare a riunioni con tesserati o con agenti sportivi. L’inibizione temporanea implica anche l’impossibilità di svolgere alcune attività manageriali e amministrative nel club: fino al 20 luglio, dunque, Paratici non potrà partecipare alle trattative di calciomercato (e dunque, rinnovi e sottoscrizione di accordi) e nemmeno prendere parte alle assemblee della Lega Serie A (se non per argomenti legati a un ambito patrimoniale). —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Violenza su donne, nuovo progetto promosso dal Dipartimento Pari opportunità di Cne Federimprese Europa

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(Adnkronos) – "Ancora una volta assistiamo all'ennesima tragedia 'doppia' dove vite innocenti sono state strappate alla vita in un modo ingiustificato.Non si può continuare così.

La prevenzione del femminicidio richiede un approccio complesso e multidimensionale, che coinvolga diversi settori della società. È una sfida che non può essere affrontata solo a livello individuale, ma necessita di un impegno collettivo e sistematico".Lo afferma la presidente nazionale Cne Federimprese Mary Modaffari.

Modaffari fa sapere che il dipartimento Pari opportunità in collaborazione con associazioni di volontariato ha messo in campo dei progetti su tutto il territorio nazionale, di sensibilizzazione che andranno a svilupparsi nelle scuole e nelle imprese.  La peculiarità del progetto è aumentare la consapevolezza pubblica attraverso campagne informative, eventi culturali, e la condivisione di testimonianze; promuovere una cultura di parità e rispetto contrastando gli stereotipi che alimentano la discriminazione femminile tramite programmi educativi nelle scuole, attività di sensibilizzazione nei luoghi di lavoro; assistenza legale normativa specializzata. "Una prevenzione efficace richiede la formazione di tutti gli operatori coinvolti nel processo di assistenza alle vittime.Questo include personale dei servizi sociali, operatori sanitari, forze dell’ordine, educatori e avvocati.

Questi professionisti devono essere in grado di riconoscere i segnali di violenza, fornire supporto immediato e indirizzare le vittime verso risorse di aiuto", conclude Modaffari.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi Usa, Trump: “Operazione riuscita”. Casa Bianca: “Fidatevi del presidente”

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(Adnkronos) –
"L'operazione è conclusa.Il paziente è sopravvissuto e sta guarendo".

Donald Trump in versione chirurgo nel primo post sul social Truth dopo il varo dei dazi reciproci nei confronti di tutti i paesi con cui gli Stati Uniti hanno relazioni commerciali. Il presidente, nonostante le turbolenze dei mercati e le reazioni veementi dei partner commerciali, rivendica la validità dell'operazione e scommette su risultati estremamente positivi. "La prognosi è che il paziente sarà molto più forte, più grande, migliore e più resiliente che mai.Rendiamo l'America di nuovo grande", dice Trump.   Più articolata la posizione che il vicepresidente JD Vance espone in un'intervista a Fox News.

La svolta, dice, "rappresenta un grande cambiamento necessario contro l'economia globalista che ha portato gli Stati Uniti ad accumulare un deficit ingente per acquistare prodotti da altri paesi.Il presidente Trump sta portando questa economia in una direzione differente.

L'ha promesso e lo sta facendo.E' un grande cambiamento, era necessario", ribadisce. Vance evidenzia che gli effetti dell'operazione non si concretizzeranno in tempi brevi. "Vorrei che venisse evidenziato che non sistemeremo tutto dal giorno alla notte, non succederà immediatamente", dice il vicepresidente.

I dazi provocheranno un aumento dei prezzi? "L'amministrazione sa che le famiglie sono preoccupate e farà di tutto per mantenere i prezzi bassi".  Dalla Casa Bianca, intanto, viene inviato un messaggio a Wall Street. "Direi di fidarsi del presidente Trump", dice la portavoce Karoline Leavitt. "Questo presidente sta rafforzando l'approccio economico già utilizzato nel suo primo mandato.E' una policy improntata al buon senso.

Se gli altri paesi avessero voluto negoziare e fare ciò che è giusto, avrebbero avuto a disposizione 70 anni.Invece, hanno derubato i lavoratori americani.

Il presidente Trump ha espresso in maniera totalmente chiara quale politica avrebbe attuato", prosegue. Indietro non si torna. "Il presidente ha detto chiaramente che non è una negoziazione, questa è un'emergenza nazionale.E' sempre stato disponibile a rispondere alle telefonate, ieri ha spiegato per quale motivo stiamo agendo in questo modo". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Dimichino (EssilorLuxottica): “Csrd è un’opportunità per la trasparenza”

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(Adnkronos) – Come pilastri d’azione, l’Agenda 2030 e la Conferenza di Parigi sul clima, con il piano d’azione globale contro i cambiamenti climatici.Poi, la direttiva Omnibus sulla rendicontazione della sostenibilità che va interpretata come un’opportunità, piuttosto che un freno.

Sono alcuni dei punti che Elena Dimichino, Chief Sustainability Officer di EssilorLuxottica, colosso mondiale del lusso – 200 mila dipendenti in 150 Paesi – analizza in un'intervista a SostenibileOggi.  Il contesto geopolitico in corso è un ostacolo per raggiungere i 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile e per centrare gli obiettivi della Conferenza di Parigi? "Siamo un Gruppo internazionale in continua evoluzione, che deve necessariamente considerare la situazione geopolitica attuale e le sue evoluzioni.Nonostante ciò, come azienda di riferimento del nostro settore e non solo, abbiamo costruito una strategia di sostenibilità chiara e che si concretizza nel programma che abbiamo chiamato Eyes on Planet, integrando aspetti sia ambientali sia sociali.

Nell’ambito di questa strategia, ci siamo posti obiettivi significativi in merito alla decarbonizzazione, che vogliamo raggiungere entro il 2030, con un focus sulla riduzione delle emissioni, non solo di Scope 1 e 2 – su cui abbiamo già fatto significativi progressi – ma anche di quelle di Scope 3, che coinvolgono la nostra catena di fornitura.Ridurre il nostro impatto ambientale è per noi una priorità, e siamo fermamente impegnati in questo processo". La direttiva Omnibus sulla semplificazione della rendicontazione sulla sostenibilità è un freno? "Abbiamo appena pubblicato il report di sostenibilità di EssilorLuxottica, secondo le linee guida della CSRD.

La direttiva Omnibus, mira a fare chiarezza più che a semplificare e in EssilorLuxottica ha stimolato un confronto su come applicare al meglio le nuove normative.La CSRD ha introdotto un cambiamento significativo, stabilendo standard europei molto definiti.

Se consideriamo gli obblighi di rendicontazione solo come un adempimento normativo, rischiano di diventare un ostacolo.Tuttavia, se li guardiamo come un’opportunità per dare un quadro completo e trasparente della performance di sostenibilità, integrata con le informazioni finanziarie, allora anche l’esecuzione e lo sviluppo della strategia di sostenibilità ne beneficia". 
L'intervista completa su sostenibileoggi.it
 —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alleanza per infanzia libera da Rsv, presentato Documento indirizzo 2025-26

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(Adnkronos) – E' stato presentato oggi in Senato, su iniziativa della senatrice Elena Murelli, il Documento di indirizzo elaborato dal Tavolo di lavoro promosso dall'Alleanza per un'infanzia libera da Rsv, virus respiratorio sinciziale.Il testo propone 5 azioni chiave per garantire, nella prossima stagione 2025-2026, un programma di immunizzazione strutturato, uniforme e tempestivo destinato all'intera coorte di neonati italiani, eliminando le attuali disparità territoriali e trasformando il diritto alla protezione dall'Rsv in una realtà tangibile per ogni bambino nel suo primo anno di vita, su tutto il territorio nazionale.  A fine marzo si è conclusa con ottimi risultati – riporta una nota – la prima campagna di immunizzazione universale condotta in Italia per prevenire l'Rsv e le sue complicanze nel primo anno di vita.

Il risultato è stato possibile anche grazie all'introduzione di un anticorpo monoclonale di nuova generazione, che ha permesso un cambio di paradigma nella prevenzione, introducendo una forma di immunoprofilassi per tutti i neonati e bambini alla loro prima stagione Rsv.Questi, infatti sono a rischio di sviluppare una forma di infezione severa, come bronchiolite e polmonite, e possono richiedere assistenza medica, ambulatoriale o ospedaliera, anche di tipo intensivo.

La bronchiolite rappresenta la principale causa di infezione delle basse vie respiratorie e di ospedalizzazione nei bambini con meno di un anno di età.  Nata nel 2021 grazie alla sinergia tra istituzioni, società scientifiche, associazioni di pazienti ed economisti, l'Alleanza per un'infanzia libera da Rsv, promossa da Sanofi, ha lo scopo di contribuire a fotografare il panorama della prevenzione in Italia, integrando evidenze clinico-epidemiologiche, analisi economiche e valutazioni sull'impatto sociale della malattia.Nel suo terzo anno di attività, l'Alleanza ha coinvolto, in un Tavolo di lavoro multidisciplinare, anche diverse Regioni per analizzare l'andamento della prima campagna e identificare le strategie di governance necessarie per impostare quella 2025-2026.

Le raccomandazioni contenute nel Documento di indirizzo, in linea con le raccomandazioni delle società scientifiche, comprendono: 1) Aggiornare il calendario di immunizzazione per un accesso equo agli anticorpi monoclonali in qualità di Livelli essenziali di assistenza (Lea) e adottare un atto di indirizzo nazionale auspicabilmente entro aprile 2025; 2) Assicurare l'immunizzazione per tutti i neonati, sia quelli nati in stagione (ottobre-marzo) che fuori stagione (aprile-settembre); 3) Rafforzare l'efficacia della campagna di prevenzione con indicazioni chiare e univoche per le Neonatologie, i pediatri di libera scelta e i Dipartimenti di prevenzione; 4) Sensibilizzare le famiglie, inclusi i neogenitori, con una campagna di informazione e comunicazione corretta, coinvolgendo le associazioni di pazienti e utilizzando i dati delle Società Scientifiche; 5) Promuovere il dialogo tra Neonatologie, pediatri di libera scelta e i Dipartimenti di prevenzione all'interno delle Regioni. "Ogni bambino ha il diritto di crescere in salute e libero dal rischio di infezioni potenzialmente gravi come l'Rsv – afferma la senatrice Murelli – Grazie ai progressi scientifici è oggi possibile proteggere i neonati ed evitare l'insorgenza di bronchioliti, fonti di lunghi ricoveri e di danni a lungo termine.La prima campagna avviata lo scorso anno ha prodotto risultati importanti, nonostante qualche disomogeneità a livello regionale.

Si avvicina la prossima stagione e dobbiamo fare tesoro dell'esperienza maturata.La comunità medica e scientifica, insieme alle associazioni di pazienti, chiedono un aggiornamento del calendario di immunizzazione e una pianificazione nazionale che possa garantire concretamente un accesso universale.

Mi unisco a questo appello, affinché il ministero della Salute possa attivarsi tempestivamente per rispondere a questi bisogni".  Aggiunge Fulvia Filippini Country Public Affairs Head, Sanofi: "Siamo consapevoli di aver contribuito a introdurre un cambio di paradigma nel mondo dell'immunizzazione in età pediatrica.L'Rsv ha da sempre rappresentato una delle principali cause di ospedalizzazione per i bambini nel primo anno di vita e una priorità di sanità pubblica.

Questi momenti di confronto sono una opportunità per condividere una visione comune.Auspichiamo che le istituzioni possano operare in sinergia con tutti gli stakeholder del sistema salute per fornire quanto prima linee guida chiare a livello nazionale affinché possiamo, tutti, prepararci per tempo alla prossima stagione". Uno studio recente ha evidenziato che, secondo gli standard attuali, il carico di malattia di una stagione epidemica di Rsv in Italia nel primo anno di vita dei bambini è stimato in 216.100 infezioni delle basse vie respiratorie che richiedono assistenza medica, 15.121 complicanze (asma e wheezing ricorrente) e 16 decessi.

In particolare, il modello ha stimato un totale di 171.941 visite di assistenza primaria dovute a infezioni da Rsv, 29.068 accessi al pronto soccorso, 13.018 ospedalizzazioni e 2.073 ricoveri in terapia intensiva, per un totale di oltre 231mila eventi clinici e un costo complessivo di 61,4 milioni di euro per il Ssn.Per quanto riguarda distribuzione delle ospedalizzazioni per mese di nascita, il modello ha stimato che il rischio è alto sia tra i bambini nati in stagione che tra quelli nati fuori stagione Rsv: infatti, circa il 40% dei ricoveri (5.118) riguarda quelli nati prima della stagione dell'Rsv e il 60% (7.900) i nati durante la stagione dell'Rsv. L'immunizzazione con gli anticorpi di nuova generazione potrebbe ridurre in maniera significativa il carico di malattia; il modello stima infatti che già a una copertura del 60% dei neonati si potrebbero prevenire oltre 107mila eventi sanitari ed evitare costi diretti per 28,3 milioni di euro.

Preme evidenziare che la copertura assunta nel modello è molto conservativa rispetto ai risultati raggiunti in Paesi come Spagna e Francia, nonché in questa stagione in molte Regioni italiane.Il modello suggerisce infatti che, aumentando la copertura vaccinale, si potrebbe ridurre significativamente il numero di eventi sanitari correlati ed i relativi costi. Sono stati invitati a partecipare e hanno contribuito all'elaborazione del documento: Società italiana di neonatologia (Sin); Società italiana di pediatria (Sip); Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti); International society for pharmacoeconomics and outcomes research – Italia (Ispor Italia-Rome Chapter); Società italiana Health Technology Assesment (Sihta); Federazione italiana medici pediatri (Fimp); Cittadinanzattiva; Federasma e allergie, Federazione italiana pazienti OdV; Vivere Onlus; Dipartimento prevenzione della Regione Friuli Venezia Giulia; Dipartimento prevenzione della Regione Lombardia; Dipartimento prevenzione della Regione Puglia; Dipartimento prevenzione della Regione Toscana; Dipartimento prevenzione della Provincia autonoma di Trento. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Like a Star’, Amadeus annuncia il nuovo talent sul Nove

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(Adnkronos) – Amadeus torna a maggio in prima serata sul Nove con un talent show inedito 'Like a Star'.In studio con il conduttore una giuria fissa che ha il compito di scegliere il miglior cantante-performer di ogni puntata e farlo arrivare direttamente alla finalissima: Elio, Rosa Chemical e Serena Brancal. Si tratta di una singing competition inedita, basata sul format originale 'Starstruck', prodotto da Banijay Italia.

I concorrenti saranno persone comuni ma dotate di un talento eccezionale che si trasformeranno in alcune delle più grandi icone musicali per vincere un premio in denaro, vivendo il sogno di diventare il proprio idolo su uno spettacolare palcoscenico.  I concorrenti che parteciperanno quindi porteranno sul palco un artista specifico che amano da sempre, omaggiandolo non solo cantando un suo brano di successo ma anche attraverso la voce, il look e le movenze.Proprio per questo avranno a disposizione un team di esperti che curerà la loro straordinaria trasformazione. "Il loro talento non è solo quello di saper cantare – ha raccontato Amadeus – ma quello di interpretare il loro idolo.

Hanno una vita normale, la musica li accompagna da sempre e sognano di diventare, per una sera, 'come una stella'.Non sono imitatori, la loro immagine, senza maschere, omaggerà il loro idolo". Lo show si svilupperà in otto puntate, sette eliminatorie più la finalissima che decreterà il vincitore della stagione.

In ognuna delle puntate dello show si sfideranno alcuni team 'tematici' che porteranno in scena lo stesso artista con l’obiettivo di conquistare i voti della giuria e del pubblico in studio.Solo uno dei 18 concorrenti che si esibiscono in ogni puntata, accederà – tramite diverse manche eliminatorie – direttamente alla finale, in cui avrà̀ la possibilità̀ di vincere 50.000 euro. Ad arricchire lo show, ha spiegato Amadeus, "l'esperienza, l’ironia e la genialità di Elio, la voce, l’energia e l’esplosività di Serena Brancale e la simpatia, freschezza e l’irriverenza di Rosa Chemical". "Manca poco", ha scritto Amadeus sui social network, spiegando che 'Like a Star' arriverà a maggio sul Nove.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cei, salta testo finale su donne, coppie gay e trasparenza: Assemblea generale rinviata

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(Adnkronos) – In via del "tutto eccezionale" l’Assemblea generale della Cei non si terrà più a maggio e slitta a novembre.La decisione dopo lo slittamento della votazione del documento finale al termine dell’assemblea sinodale. “L’assemblea – ha spiegato il card.

Matteo Zuppi, presidente Cei – ha studiato il documento.Ci è sembrato necessario viste le difficoltà emerse avere un tempo sufficiente di sedimentazione del testo che unisca la necessità di arrivare a decisioni.

Serve tempo congruo di maturazione.E’ una decisione nelle cose.

Prima venga approvato il testo poi l’Assemblea esaminerà il testo: mi sembra bella testimonianza di cammino.Una decisione unanime".  
Il rinvio dell’Assemblea generale è quasi un unicum nella storia della Chiesa italiana.

Lo slittamento si era verificato solo in occasione della morte di Wojtyla e due volte in piena pandemia.Una decisione che arriva dopo che il documento, al termine della assemblea sinodale, su donne, coppie omosessuali e trasparenza economica (tra gli argomenti al centro) non è stato votato. “Non si tratta di una bocciatura ma di un rinvio ad ottobre.

Stamattina c’è stato anche applauso liberatorio a dimostrazione che c’è stato ascolto”, ha spiegato mons.Erio Castellucci, presidente del Comitato.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Myanmar, scontri in area colpita da terremoto: tregua non regge

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(Adnkronos) – Non regge il cessate il fuoco annunciato dalla giunta militare al potere in Myanmar.Scontri, infatti, tra forze lealiste e gruppi ribelli sono continuati anche oggi in una delle aree devastate dal sisma di magnitudo 7.7 che venerdì scorso ha messo in ginocchio il Paese asiatico.

Secondo testimonianze raccolte tra gli abitanti del posto, la giunta militare ha condotto nella notte diverse operazioni nella regione di Sagaing.  Ieri le autorità di Naypydaw avevano annunciato una tregua di tre settimane, fino al 22 aprile, per facilitare le operazioni di ricerca e soccorso.Secondo l'ultimo bilancio ufficiale, in Myanmar si contano 3.003 morti e oltre 4.500 feriti a causa del sisma. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, bimbo incastrato con la mano in un tombino all’asilo

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(Adnkronos) – I vigili del fuoco sono intervenuti, intorno alle 13, nella scuola materna Angelo Celli, in via dei Torriani 44, in zona Pisana, per soccorrere un bimbo rimasto con la mano destra incastrata in un tombino.Il piccolo è stato affidato ai sanitari del 118.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, l’ex preparatore Ferrara: “La verità su caso Clostebol. Ho sofferto per addio con Jannik”

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(Adnkronos) –
Umberto Ferrara torna a parlare.L'ex preparatore di Jannik Sinner è stato responsabile, insieme al fisioterapista Giacomo Naldi, della contaminazione accidentale che è costata tre mesi di squalifica al tennista azzurro, dopo essere risultato positivo al Clostebol: "Era giusto attendere la pronuncia degli organi competenti, che non mette in dubbio il mio operato.

Ho subito un grave danno alla mia reputazione personale e professionale.Tutti hanno letto articoli o commenti che riportavano i fatti in maniera non conforme a quanto accertato dal Tribunale Indipendente con la sentenza del 19 agosto", ha detto a La Gazzetta dello Sport. Nel 2024 Fontana portò a Indian Wells lo spray, il Trofodermin, che, insieme alla pomata, provocò la contaminazione che ha portato alla positività di Sinner: "Lo utilizzo da anni in quanto prescritto dal medico specialista quale farmaco di supporto per una patologia cronica.

Ero perfettamente consapevole del divieto e l’ho sempre custodito con massima cautela, nel mio beauty personale.L'avevo portato negli Stati Uniti perché mi sarebbe potuto servire per la patologia e per averlo a disposizione, essendo all’estero". Quello spray poi è stato applicato sul dito di Naldi, che ha quindi massaggiato Sinner senza usare guanti o lavarsi le mani: "Io non ho consegnato nulla a Naldi, gliene ho suggerito l’utilizzo poiché aveva un taglio a un dito che non cicatrizzava e rendeva complicato il suo lavoro.

Fui molto chiaro nel comunicare a Naldi la natura del prodotto e la necessità che per nessuna ragione dovesse entrare in contatto con Jannik", ha spiegato Ferrara, "infatti ne ho consentito l’uso solo all’interno del mio bagno personale.Naldi non ha negato di essere stato informato, ma ha detto di non ricordare". "Incredulità e stupore", è stata la reazione di Fontana alla positività di Jannik, "sentendo parlare di Clostebol, il collegamento con il Trofodermin è stato immediato.

In poche ore abbiamo ricostruito i passaggi che hanno portato alla contaminazione di Jannik e ho fornito le prove dell’acquisto dello spray presso una farmacia di Bologna". "Con il senno di poi è facile dire che non rifarei le stesse cose", ha continuato Fontana, "sicuramente, non farei più affidamento sul comportamento altrui.Mi ha fatto soffrire la superficialità, a volte aggravata dalla malafede, con cui molte persone hanno trattato la mia posizione all’interno della vicenda". Poi sull'addio con Sinner: "Nonostante i suoi 23 anni ha mostrato una maturità nell’affrontare la vicenda fuori dal comune, secondo me sostenuta dalla corretta convinzione di essere nel giusto.

Ha un’etica del lavoro e una dedizione speciali, questo approccio lo porta ad alzare continuamente l’asticella.Lavorare con Jannik è gratificante e stimolante.

L’ultima volta ci siamo visti a Doha e ci siamo salutati.Ho sofferto molto per la chiusura del rapporto, ma ero consapevole potesse essere uno dei possibili epiloghi". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ricerca Nestlè su nido: “Per 86% luogo di protezione e cura”

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(Adnkronos) – Per l’86% degli italiani il nido è un luogo di protezione e cura, fisico ma anche emotivo.L’83% lo associa alla trasmissione di valori come sicurezza, tenerezza, amorevolezza.

Il 59% ritiene che abbia avuto un impatto decisivo sulla propria identità.E per oltre 8 italiani su 10, le abitudini apprese nel nido continuano a orientare ogni giorno le loro scelte di vita.  È quanto emerge dalla nuova ricerca realizzata da Nestlé su 1.200 italiani, accompagnata da un’analisi antropologica a cura di Marta Villa, che esplora la valenza simbolica e culturale del nido. “Nel nido si cresce come individui e come comunità. È il luogo della trasmissione affettiva e simbolica, dove si costruiscono le basi dell’identità", commenta Villa, antropologa culturale del dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell'Università degli studi di Trento. Non è un caso che il logo Nestlé, fin dalla sua nascita nel 1866, raffiguri un nido con un uccello che nutre i suoi piccoli: simbolo di cura, primi nutrimenti, continuità e affetto.

Ed è proprio nel nido che, per molti, si formano anche il gusto e le memorie sensoriali.Il 53% degli italiani – rivela la ricerca – riconosce un legame profondo con il nido attraverso il cibo.

Per 6 italiani su 10, il sapore dell’infanzia è anche una lezione di vita: è a tavola che si trasmettono i valori più profondi.Un italiano su quattro custodisce nel piatto di famiglia il sapore delle proprie radici. “Mangiamo come ci hanno insegnato le generazioni prima di noi”, osserva Villa. “Nel nido impariamo a mangiare, ma anche ad amare, a parlare, a raccontare". Il nido è anche il luogo al quale si torna nei momenti difficili: più di un italiano su due ha cercato rifugio nel proprio nido nei momenti di difficoltà, confermandone la forza come spazio di rinascita; il 52% continua a considerarlo rifugio emotivo e trampolino per l’indipendenza. “Nel nido si viene accolti appena nati, ma vi si torna anche da adulti", sottolinea Villa. “È rifugio, grembo, punto di trasformazione. È dove cresciamo, dove torniamo feriti o stanchi, ma anche dove nascono le parole, i racconti, le radici".

Il 21% degli italiani adulti vive ancora nel nido d’origine per scelta, non solo per necessità e solo il 20% lo percepisce come un ambiente limitante.  “Il nido è spesso visto come luogo di ritorno, ma per molti è anche scelta di stabilità, intimità e radici,” spiega Villa. “È il luogo dove ci si prepara al volo.Ma anche il punto da cui si rinasce.

Sempre". “Chi esce dal nido impara a volare”, “Ogni uccello ama il suo nido”: modi di dire, ma anche verità culturali.Il nido è presente nella letteratura, nei film (come il recente 'FolleMente'), nelle pubblicità, nelle narrazioni affettive.

Non è solo casa: è simbolo. “Contiene in sé la promessa del futuro, perché nel nido si rinasce sempre", conclude Villa. Da più di 150 anni, il logo Nestlé raffigura un nido, non solo un’immagine ma anche una missione per ogni fase della nostra vita: nutrire il futuro, custodendo la memoria.E nel nido passato e futuro convivono, si proteggono, si tramandano.

Proprio come accade nei gesti più semplici: un abbraccio, una parola, un pasto condiviso. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Studentessa Usa morta a Roma per choc anafilattico dopo panino, i precedenti

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(Adnkronos) – La reazione allergica a un alimento o a un farmaco può essere fatale.Così è stato per una studentessa americana a Roma che avrebbe mangiato un panino in un ristorante in via Giovanni de Agostini, in zona Pigneto, ma, a causa di una reazione allergica, avrebbe iniziato a sentirsi male poco dopo.

La ragazza, una studentessa Erasmus di 21 anni, è morta nonostante due dosi di cortisone e il soccorso dei sanitari del 118 che per 30 minuti le hanno praticato il massaggio cardiaco.Ma non è l'unico caso.  Tra quelli più recenti c'è il caso di una giovane turista inglese di 14 anni morta a Roma il 24 ottobre scorso, anche lei per uno shock anafilattico dopo che, in vacanza con i genitori, ha mangiato un dessert in un ristorante.

La giovane era allergica alle arachidi e il dolce conteneva tracce di frutta secca.A nulla sono valsi i rapidi soccorsi e il trasferimento all’ospedale San Camillo di Roma, dove la ragazza è deceduta per le conseguenze fatali dell’anafilassi. Il 13 novembre 2024 invece è morto a Ferrara un giovane di 29 anni, originario di Lecce.

Il ragazzo, che viveva nella città emiliana per motivi di lavoro e di studio, accusava sintomi influenzali da alcuni giorni e dopo aver assunto farmaci da banco è andato a dormire.E' stato ritrovato cianotico dal coinquilino ed è deceduto a causa di una probabile reazione allergica a farmaci.

Ancora a Roma, il 5 dicembre 2024, una bambina di 9 anni è morta per una reazione allergica a un piatto di gnocchi.Era allergica al frumento e a nulla sono valsi i tentativi di rianimarla del Policlinico Casilino, prima, e del Gemelli poi.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Salernitana sarà diretto da Matteo Marchetti che torna ad arbitrare una partita dei gialloblù

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La sezione arbitrale di Ostia Lido continua a sfornare talenti, e l’ultimo gioiello è Matteo Marchetti, designato per dirigere l’attesissimo derby Juve Stabia – Salernitana. Questo evento segna un’altra tappa importante nella carriera di Marchetti, che segue le orme di Riccardo Tozzi, il primo arbitro della sezione a raggiungere la Serie A.

Una carriera in rapida ascesa

Nato a Roma il 10 novembre del 1989 è al suo 5° anno alla CAN. Matteo Marchetti ha bruciato le tappe, scalando le categorie arbitrali in poco più di un decennio. Dal suo esordio in Eccellenza nel 2010, è passato alla Commissione Arbitri Interregionale, alla Lega Pro, e infine alla Serie B nel 2020. Il suo debutto in Serie A è avvenuto il 20 febbraio 2021, nella partita Genoa-Verona.

Un arbitro preparato e dialogante

Laureando in Giurisprudenza, Marchetti è noto per la sua conoscenza approfondita del regolamento. I colleghi lo descrivono come un arbitro “freddo” e dalla tempra glaciale, capace di mantenere la calma anche nelle situazioni più tese. Il suo stile si caratterizza per la tendenza a concedere pochi rigori e a non sventolare cartellini con facilità, preferendo il dialogo con i giocatori.

La scheda statistica del direttore di gara

Tra i professionisti ha diretto 153 partite con questo bilancio: 57 vittorie interne, 52 pareggi, 44 vittorie esterne con 45 rigori assegnati e 30 espulsioni decretate.

Quest’anno ha diretto 19 partite (10 di serie A, 6 di serie B, 2 Qualificazioni Europei U17 e 1 in serie D) con questo esito:  7 vittorie interne, 6 pareggi, 6 vittorie esterne con 5 rigori e 6 espulsioni.

Conta 4 precedenti con la Juve Stabia: 2 vittorie – 2 pareggi – 0 sconfitte

20/21 Coppa Italia 1° Turno 23.09.2020   Juve Stabia  2:1 Tritium (Aldè (aut.), Marzeglia (T), Mastalli)

18/19 Serie C – Girone C      23.01.2019   Potenza       0:0 Juve Stabia

18/19 Serie C – Girone C      10.11.2018   Cavese        0:1 Juve Stabia (Paponi)

17/18 Serie C – Girone C      09.09.2017   Catanzaro    0:0 Juve Stabia

Ha 3 precedenti con la Salernitana: 1 vittoria, 1 pareggio e 1 sconfitta

Assistente:

1° Sig. Alberto Tegoni della sezione di Milano

2° Sig. Lorenzo Giuggioli della sezione di Grosseto

IV uomo  Sig. Leonardo Mastrodomenico della sezione di Matera

VAR:

Sig. Davide Ghersini della sezione di Genova

AVAR 

Sig. Niccolò Baroni della sezione di Firenze

Leonardi (Cirfood): “Benessere persone al centro ristorazione aziendale”

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(Adnkronos) – "Cirfood è un'impresa di persone per le persone.Quando progettiamo le mense aziendali lo facciamo sempre pensando sempre alla customer experience di persone che quei luoghi vivranno e che fruiranno dei nostri servizi.

Il benessere delle persone è progettare offerte alimentari che valorizzino il rapporto tra cibo e salute".Lo ha detto Marcello Leonardi, regional sales director di Cirfood, intervenendo all'evento 'Nutrire il benessere.

Il valore della ristorazione aziendale', in corso oggi al Cirfood District.  Per Leonardi, nella ristorazione aziendale centrale è il valore "del concetto di inclusività e anche di convivialità". "Noi promuoviamo soluzioni di servizio che siano a basso impatto ambientale.E poi il continuo miglioramento dei nostri format, anche attraverso lo stimolo che arriva dall'esterno dai nostri clienti, che sono per noi fondamentali.

E poi l'uso della tecnologia, che ci permette oggi di offrire sempre più servizi personalizzati", ha concluso.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)