Home Blog Pagina 33

Terremoto oggi ai Campi Flegrei, scossa 2.9 sentita anche a Napoli

0

La scossa è stata avvertita anche a Pianura, Bagnoli, Quarto e anche in alcuni quartieri napoletani, come Posillipo

Una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 è stata registrata ai Campi Flegrei, con epicentro per la precisione al Rione Terra di Pozzuoli, oggi 5 gennaio 2026. Lo rileva l’Ingv, secondo cui l’evento bradisismico si è verificato a un profondità di 3 chilometri. La scossa è stata avvertita anche a Pianura, Bagnoli, Quarto e anche in alcuni quartieri napoletani, come Posillipo.

Nel corso della giornata sono state registrate cinque scosse complessive. La più significativa è avvenuta alle 4.42, con epicentro localizzato nel Comune di Pozzuoli, a una profondità di circa 3 chilometri. L’evento ha raggiunto una magnitudo 2.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia, il 2026 inizia col botto: il calendario di un gennaio di fuoco

0

Il nuovo anno è alle porte e la Juve Stabia si prepara a vivere un mese di gennaio che profuma di sfide decisive e grandi piazze. Per le “Vespe” di Castellammare di Stabia, il 2026 si aprirà tra le mura amiche dello Stadio Menti, per poi proseguire con trasferte storiche e scontri diretti fondamentali per la classifica.

Il sipario si alza al “Menti”

L’appuntamento per il primo brindisi calcistico dell’anno è fissato per il 10 gennaio. Al “Romeo Menti” arriverà il Pescara. Non sarà una gara come le altre: il match segnerà la chiusura ufficiale del girone d’andata. Sarà il momento della verità, quello in cui si potrà tracciare un primo bilancio concreto sulla metà del campionato e capire quali ambizioni potranno coltivare i gialloblù per la seconda parte di stagione.

La prova del nove al “San Nicola”

Smaltita l’emozione del debutto casalingo, la Juve Stabia sarà chiamata a una prova di forza lontano da casa. Il 17 gennaio, le Vespe voleranno in Puglia per affrontare il Bari nella maestosa cornice dello Stadio “San Nicola”. Una trasferta sicuramente ostica contro una delle piazze più calde del calcio italiano, dove i colori gialloblù dovranno sfoderare carattere e compattezza per uscire indenni da uno dei templi del calcio del Sud.

Il riepilogo del Tour de Force

Il calendario non concede tregua. Ecco i prossimi impegni che segneranno il passo dei ragazzi di Castellammare:

Data Avversario Stadio
10 Gennaio Pescara Stadio Romeo Menti
17 Gennaio Bari Stadio San Nicola
24 Gennaio Virtus Entella Stadio Romeo Menti
1 Febbraio Reggiana Mapei Stadium

Chiusura di gennaio e sguardo a febbraio

Il tour de force di inizio anno proseguirà senza sosta:

  • 24 Gennaio: Si torna a Castellammare. Il mese si chiuderà con la sfida interna contro la Virtus Entella, un match delicato che richiederà tutto il calore del pubblico stabiese per blindare punti preziosi e mantenere alta la guardia in vista del girone di ritorno.

  • 1 Febbraio: Nemmeno il tempo di riprendere fiato che inizierà il mese successivo con un’altra trasferta di spessore. La Juve Stabia è attesa a Reggio Emilia per affrontare la Reggiana al Mapei Stadium – Città del Tricolore, un impianto moderno per una sfida che si preannuncia già ad alta intensità.

Sarà un mese di gennaio che dirà molto sul futuro della Juve Stabia. Le basi per un 2026 da protagonisti passano da questi 31 giorni di pura adrenalina.

L’AZZURRO PENSIERO. Il Napoli è un rullo compressore. Lazio dominata all’Olimpico

0

Un Napoli autoritario, cinico e fisicamente straripante espugna l’Olimpico, battendo la Lazio per 2-0 in una sfida condotta dal primo all’ultimo minuto. Gli uomini di Antonio Conte confermano una maturità tattica impressionante, imbrigliando i biancocelesti e chiudendo la pratica già nel primo tempo.

La cronaca: Spinazzola e Rrahmani decidono il match

Il Napoli parte forte, aggredendo alto e togliendo respiro alla manovra laziale. Il vantaggio arriva prima del quarto d’ora: Matteo Politano pennella un cross morbido per l’inserimento di Leonardo Spinazzola, che si coordina alla perfezione e trafigge il portiere con un destro al volo di rara bellezza.

La Lazio accenna una reazione, ma la difesa azzurra è un muro invalicabile. Alla mezz’ora arriva il raddoppio: su un calcio piazzato magistralmente orchestrato, Amir Rrahmani svetta più in alto di tutti e di testa firma il 2-0. È il gol che di fatto chiude i giochi, permettendo al Napoli di gestire il ritmo nella ripresa senza mai correre rischi reali.


Le voci dal campo

Antonio Conte: “Qualità e intensità”

Nel post-partita, il tecnico azzurro non ha nascosto la soddisfazione, pur mantenendo alta la guardia:

“Ho visto intensità fisica e valori tecnici. Abbiamo gestito il campo con pulizia, non permettendo mai alla Lazio di esprimersi. Il livello oggi è stato molto alto, ma giocare ogni tre giorni è un impegno notevole.”

Unica nota stonato l’infortunio di David Neres: “Speriamo non sia nulla di grave, al momento fare rotazioni è arduo. Servirà lo sforzo di tutti per mantenere questi standard”, ha concluso l’allenatore.

I protagonisti: Rrahmani e Politano

Amir Rrahmani, pilastro della difesa e autore del raddoppio, ha sottolineato l’importanza della solidità difensiva:

“Siamo al quarto 2-0 consecutivo. È fondamentale non subire gol. Il mio colpo di testa? Uno schema provato e riprovato in allenamento, sono felice che sia servito per i tre punti.”

Sulla stessa scia Matteo Politano, autore dei due assist:

“Volevamo aprire l’anno nel migliore dei modi per restare in scia alle prime. Abbiamo dimostrato di avere i valori e la mentalità per competere fino alla fine, anche in un mese così denso di impegni.”

Juve Stabia, Mosti scalda i motori: la squalifica è alle spalle, nel mirino c’è la consacrazione gialloblù

0

Un turno di stop forzato, un ultimo week end passato con l’adrenalina repressa di chi avrebbe voluto essere in campo a lottare su ogni pallone. Nicola Mosti, centrocampista delle Vespe, non è stato della partita contro il Sudtirol a causa della squalifica, ma il suo sguardo è già proiettato al 2026 e alla ripresa del campionato.

Un 2025 da incorniciare, un 2026 da protagonista

Il rendimento del centrocampista ex Modena è stato, fin qui, una delle certezze incrollabili per la guida tecnica e per la tifoseria del Menti. Sempre “sul pezzo”, capace di abbinare una visione di gioco fuori dal comune a una ferocia agonistica che lo rende l’equilibratore perfetto del modulo stabiese.

Mosti non è solo quantità: i numeri parlano per lui. Assist al bacio e gol pesanti hanno scandito la sua stagione, rendendolo un elemento imprescindibile. Ma è la sua ambizione a fare la differenza: il calciatore ha già messo nel mirino il 2026, anno in cui vuole confermarsi leader assoluto del progetto Juve Stabia, trascinando la squadra verso traguardi sempre più prestigiosi.

Quella “perla” contro l’Avellino

Se si dovesse scegliere un’immagine per descrivere l’essenza tecnica di Mosti, il pensiero corre immediatamente al capolavoro contro l’Avellino. Una perla balistica che è già entrata di diritto nella storia recente del club: un mix di coordinazione, precisione e coraggio che ha fatto esplodere la Curva Sud. Non è stata solo un’eccezione perchè ci ha riprovato altre volte trovando il palo a negargli la gioia del gol.

Il rientro e il futuro

La sua assenza contro il Sudtirol è storia ed il suo futuro si chiama Pescara per la prima del nuovo anno al Menti. La Juve Stabia sa di poter contare su un calciatore riposato ma allo stesso tempo “arrabbiato” dalla sosta forzata. Mosti tornerà a disposizione con la fame di chi vuole recuperare il tempo perduto, pronto a pennellare nuovi cross e a dettare i tempi di gioco.

Il futuro delle Vespe passa anche dai suoi piedi. E se il buongiorno si vede dal mattino, il 2026 promette di essere l’anno della definitiva consacrazione per il “98” gialloblù.

Consulta, illegittime disposizioni Campania su finanziamento agenzia protezione ambiente

0

La Corte costituzionale, con la sentenza numero 174, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle disposizioni della Regione Campania che avevano consentito, nell’esercizio finanziario 2023, di disporre il trasferimento di risorse del Fondo sanitario regionale per sostenere in via generale e indistinta lo svolgimento delle funzioni assegnate alla locale Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (ARPAC).

La Corte, nel richiamare le considerazioni già svolte nella sentenza numero 1 del 2024 e nella recente sentenza numero 150 del 2025, ha ribadito che l’articolo 20 del decreto legislativo numero 118 del 2011 richiede alle regioni di garantire, nell’ambito del bilancio, un’esatta perimetrazione delle entrate e delle uscite relative al finanziamento del loro servizio sanitario. Ha, quindi, rilevato che la disposizione di legge della Regione Campania oggetto di censura aveva consentito di assegnare risorse all’ARPAC in maniera indiscriminata, senza distinguere tra quelle sanitarie – e, al loro interno, quelle necessarie a garantire le prestazioni afferenti ai Livelli essenziali di assistenza (LEA) – e quelle destinate a prestazioni dell’Agenzia di natura non sanitaria, come tali non finanziabili attraverso il Fondo sanitario regionale.

Dunque, le disposizioni della Regione Campania censurate hanno violato l’articolo 20 del decreto legislativo numero 118 del 2011 e, per suo tramite, la competenza legislativa esclusiva attribuita allo Stato dall’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici.

Fonte AdnKronos

A Napoli rinasce il Giardino Romantico di Palazzo Reale

0

Lo storico Giardino Romantico del Palazzo Reale di Napoli, grazie a un complesso restauro, sta tornando ad acquisire leggibilità del disegno e dei valori della composizione otto-novecentesca, testimonianza di conoscenze scientifiche, tecniche e botaniche che hanno reso i giardini della reggia laboratori di sperimentazione attraverso i secoli.

I lavori, iniziati nel settembre del 2024, data in cui il giardino è stato chiuso alla fruizione pubblica, hanno interessato la risistemazione delle componenti vegetale, impiantistica e architettonica per restituire la sua complessa e stratificata immagine storica. Un cantiere ormai concluso, che ai tempi dei lavori aggiunge anche quelli della natura. Infatti, per la realizzazione dei tappeti erbosi e per la messa a dimora delle piante è stato necessario sospendere le attività nei mesi più caldi della stagione estiva, per poi riprendere a metà settembre.

Oggi, grazie all’iniziativa “Aspettando Primavera”, i visitatori hanno potuto eccezionalmente osservare lo stato di avanzamento dei lavori, accompagnati in visite guidate dal direttore dei lavori, l’architetto paesaggista Marco Ferrari, che ha raccontato il restauro filologico attraverso la risistemazione delle componenti architettoniche, impiantistiche e vegetali, illustrando gli interventi effettuati.

“L’intervento è stato analizzato e progettato dopo due anni di studi, ricerche e indagini, con la finalità di arricchire il patrimonio vegetale e recuperare la valenza del collezionismo botanico – racconta l’architetto Marco Ferrari – Oltre a pavimentazioni e impianti, i lavori hanno interessato gli esemplari arborei esistenti, sia con potature finalizzate a riequilibrare portamento e dimensione delle piante, sia con alcuni abbattimenti utili alla messa in sicurezza dei luoghi a seguito di indagini diagnostiche e fitostatiche”.

L’antica ricomposizione della collezione botanica è avvenuta tramite la messa a dimora di nuovi alberi, arbusti e piante erbacee, attraverso una selezione dagli elenchi redatti da Friedrich Dehnhardt, «giardiniere botanico» di Ferdinando II di Borbone, che progettò il giardino negli anni Quaranta dell’Ottocento, pur nell’adattamento ai mutati scenari ambientali.

Oltre al “salvataggio” del centenario Pinus canariensis al quale sono state liberate le radici e alla messa a dimora di nuovi esemplari arborei, è stata condotta un’importante azione di consolidamento di un tratto del paramento lapideo neobarocco del viale rettilineo novecentesco, che stava cedendo sotto la pressione delle radici di uno degli storici Ficus magnolioides presenti nel giardino: due monumenti da salvare, uno arboreo e l’altro architettonico, che coesistono da oltre cento anni e a cui era necessario garantire una duratura convivenza.

Complessa ma decisiva la soluzione di equilibrio, grazie alla creazione nel viale di un nuovo spazio per le radici aeree dell’albero, che gli garantirà stabilità senza arrecare danno al muro in pietra vesuviana e travertino di Trani progettato dall’ingegnere e architetto Camillo Guerra nella prima metà del Novecento.

“Gli interventi per oltre 900mila euro rientrano nell’ambito del Piano Strategico Grandi Progetti Beni Culturali, finanziato dal Ministero della Cultura – sottolinea la direttrice delegata del Palazzo Reale di Napoli Tiziana D’Angelo – Oggi abbiamo voluto aprire le porte del cantiere affinché i visitatori potessero constatare la complessità del restauro di circa un ettaro e mezzo, che rappresenta un vero gioiello, polmone verde al centro della città, ma anche soprattutto luogo della cultura da preservare e rispettare”.

Per garantire una maggiore accessibilità e fruizione del complesso museale, le attività hanno interessato i viali del giardino con l’asportazione della pavimentazione in asfalto del viale neobarocco perpendicolare all’accesso alla Biblioteca Nazionale e il rifacimento delle superfici in cocciopesto di tufo, con particolare attenzione al drenaggio delle acque meteoriche che rispondano alle sfide del cambiamento climatico.

L’architetto Almerinda Padricelli, responsabile del progetto, rimarca “l’importanza del recupero non solo del verde, ma anche della parte infrastrutturale e impiantistica, per offrire ai visitatori la fruizione in sicurezza di un luogo che mette in connessione, oltre agli spazi museali del Palazzo Reale, anche quelli della Biblioteca Nazionale e del Teatro San Carlo presenti nel complesso monumentale”.

Il rifacimento delle pavimentazioni, infatti, ha costituito l’occasione per intervenire nell’adeguamento dei sottostanti impianti idrico-sanitario, antincendio, di irrigazione e di illuminazione, così da garantire una manutenzione costante nel tempo del giardino attraverso l’ottimizzazione e la gestione sostenibile delle risorse. Mentre i lavori del giardino sono ormai in fase di ultimazione è stato recentemente avviato un ulteriore cantiere, relativo al restauro della cancellata monumentale, che circonda il giardino lungo via San Carlo. Sui teli di cantiere è riportata la scritta “AverCura”, nessun logo, nessuna immagine, ma solo un’esortazione al rispetto e alla cura dei nostri beni culturali.

Il Giardino Romantico ha un’estensione di 14.400 mq; 2.750 mq di superfici sono state pavimentate con cocciopesto di tufo; 3.150 mq di superfici sono piantate a prato. Fino ad oggi sono stati impiegati 350 giorni di lavoro. Sono state messe a dimora oltre 4.000 piante di cui 20 esemplari arborei e palmizi, 1.300 arbusti e 3.000 erbacee.

Fonte AdnKronos

Omicidio Francesco Pio Maimone, confermato in appello ergastolo per Valda

0

Confermata anche in appello la condanna all’ergastolo per Francesco Pio Valda, il 21enne, considerato vicino al clan Aprea di Barra, accusato dell’omicidio di Francesco Pio Maimone.

Maimone, pizzaiolo 18enne, rimase ucciso da un colpo di pistola la notte del 20 marzo 2023 mentre era con alcuni amici sul lungomare di Napoli, agli chalet di Mergellina: il killer sparò all’impazzata tra la folla degli chalet “incurante della presenza di famiglie con passeggini e bambini” dopo una lite con altre persone per un drink versato su una scarpa Louis Vuitton.

La sentenza, pronunciata dalla Corte di Assise di Appello di Napoli, è stata accolta con lacrime di sollievo dai familiari di Maimone, presenti in aula.

Fonte AdnKronos

Francesco Paolo Casavola, morto a 94 anni il giurista e presidente emerito della Consulta

0

E’ morto la notte scorsa a Napoli, all’età di 94 anni, Francesco Paolo Casavola, giurista e presidente emerito della Corte Costituzionale. Ne dà notizia l’Università degli studi di Napoli Federico II esprimendo il cordoglio alla famiglia. ”La comunità federiciana si raccoglie commossa intorno alla famiglia, agli allievi e ai colleghi tutti”, si legge sul sito.

Classe 1931, giurista, storico del diritto romano, costituzionalista, Casavola ha insegnato istituzioni di diritto romano prima all’Università di Bari (1960), poi (1967) all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Sempre alla Federico II nel 1977 è passato all’insegnamento di storia del diritto romano e ha diretto la facoltà di Giurisprudenza dell’ateneo federiciano dal 1983 al 1986. Francesco Paolo Casavola è stato nominato giudice costituzionale nel 1986 ed è stato eletto presidente della Corte Costituzionale a novembre del 1992 per il triennio ’92-’95.

Delle sue sentenze, che toccano i temi del diritto di famiglia, delle locazioni, degli ordinamenti scolastico ed universitario, del diritto militare, del sistema previdenziale, delle leggi elettorali e del referendum abrogativo, particolarmente significative sono quelle che hanno formulato per la prima volta il principio costituzionale supremo della laicità dello Stato. Socio di numerose Accademie e società scientifiche, tra i vari incarichi ricoperti, dal 1996 al 1998 è stato Garante per l’editoria e la radiodiffusione e dal 1998 fino al 2009 è stato presidente dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani. Ha ricoperto anche il ruolo di presidente del Comitato nazionale per la bioetica nel 2006.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia, la Legge di Omar Correia: Da scommessa a gigante del centrocampo

0

Alla Juve Stabia si sta rivelando una certezza granitica. Quando il Direttore Sportivo Matteo Lovisa ha portato Omar Correia alla corte della Juve Stabia la scorsa estate, in molti avevano curiosità di vedere come il centrocampista francese si sarebbe adattato ai ritmi e alla tattica della Serie B. Dopo i primi mesi di campionato, il verdetto del campo è unanime: Correia è l’anima pulsante delle “Vespe”.

Un impatto devastante

Non è comune vedere uno straniero integrarsi con tanta rapidità nel complesso scacchiere tattico gialloblù. Eppure, Correia ha bruciato le tappe. Forza fisica, visione di gioco e una capacità innata di interdire l’azione avversaria per far ripartire la manovra: il numero 29 sta dimostrando qualità di categoria superiore. Al “Romeo Menti” è già diventato un idolo, un lottatore che non tira mai indietro la gamba ma che sa trattare il pallone con la delicatezza dei palleggiatori più raffinati.

Il “Colpo” di Matteo Lovisa

Il merito di questa esplosione va condiviso con la lungimiranza societaria. Matteo Lovisa, confermandosi uno dei direttori più attenti ai mercati emergenti e ai profili meno sponsorizzati ma di alto rendimento, ha pescato il jolly. Quello che oggi viene definito “una dolce conferma” è il frutto di uno scouting meticoloso. In un calciomercato spesso fatto di nomi altisonanti ma poco concreti, Correia rappresenta l’efficacia allo stato puro.

I numeri e il futuro

I dati parlano chiaro: chilometri percorsi, palloni recuperati e una precisione nei passaggi che sfiora l’eccellenza. Ma oltre ai numeri, è la sensazione di sicurezza che trasmette ai compagni a fare la differenza. Se la Juve Stabia sta navigando con personalità in questo campionato, gran parte del merito va a quel “motore” instancabile posizionato nel cerchio di centrocampo.

I tifosi sognano, e con un Correia in questo stato di grazia, ogni traguardo sembra meno lontano. Castellammare ha trovato il suo nuovo generale: Omar Correia è pronto a continuare a pungere, proprio come una vera Vespa.

Juve Stabia, un altro addio: Filippo Reale saluta Castellammare e riparte dall’Avellino

0

Si muove ancora il mercato in uscita in casa Juve Stabia. Dopo una prima parte di stagione vissuta all’ombra del Menti, il giovane difensore Filippo Reale è pronto a fare le valigie. Per il classe 2006, la parentesi con le Vespe è ormai ai titoli di coda: manca solo l’ufficialità per la risoluzione del prestito con la Roma, club proprietario del cartellino, che ha già trovato l’accordo per girare il calciatore all’Avellino, alla corte di Raffaele Biancolino.

Una staffetta difficile: i motivi dell’addio

Nonostante le grandi aspettative estive, Reale ha faticato a trovare spazio nello scacchiere tattico gialloblù. Il bilancio della sua esperienza a Castellammare parla di sole 3 presenze, tutte subentrate nel secondo tempo nelle sfide contro Entella, Catanzaro e Carrarese.

Il giovane difensore centrale, adattabile sia come braccetto di sinistra in una difesa a tre che come quinto di centrocampo, ha trovato la strada sbarrata da una retroguardia stabiese che non ha mostrato cedimenti. Le prestazioni costanti dei titolari hanno reso quasi impossibile un suo impiego continuativo, spingendo l’entourage del giocatore a cercare una soluzione che garantisse maggiore minutaggio.

L’ombra di Marchisio al “Menti”

Il percorso di Reale è stato monitorato con estrema attenzione dalla Circum, la società di procure che cura i suoi interessi, guidata dall’ex bandiera della Juventus Claudio Marchisio e da Alessandro Tocci.

Proprio il “Principino” è stato una presenza ricorrente allo stadio Romeo Menti: è stato avvistato a Castellammare almeno quattro volte durante questa prima parte di campionato. Incontri frequenti con la dirigenza della Juve Stabia per valutare il rendimento e il benessere del ragazzo, arrivando infine alla decisione condivisa che un cambio di maglia fosse la scelta migliore per non frenarne la crescita.

Un talento da non disperdere

Nato a Roma il 24 febbraio 2006, Filippo Reale resta uno dei prospetti più interessanti del panorama nazionale. Cresciuto nel vivaio della Roma, è stato uno dei pilastri della Primavera giallorossa, tanto da essere inserito nella Top 11 del campionato Primavera 1 al termine della scorsa stagione.

Il suo valore è certificato anche dalla maglia azzurra: Reale è attualmente nel giro della Nazionale Under 20. Persino un tecnico esperto come Gian Piero Gasperini ne aveva notato le doti, aggregandolo alla prima squadra della Roma durante il ritiro estivo, prima che il trasferimento alle falde del Faito si concretizzasse solo il 18 agosto 2025, a ridosso della chiusura del mercato.

Ora lo aspetta la sfida con l’Avellino, dove cercherà di dimostrare quel valore che a Castellammare, per semplici logiche di equilibrio tattico, non è riuscito a esplodere pienamente.

Juve Stabia e Zuccon: L’enigma del talento inespresso. Un addio scritto di nuovo a Gennaio

0

L’avventura di Federico Zuccon alla Juve Stabia è giunta nuovamente al capolinea. Le lancette dell’orologio del calciomercato invernale segnano, per la seconda volta consecutiva, l’ora dell’addio. Un epilogo che lascia l’amaro in bocca, non tanto per il valore del giocatore – indiscutibilmente importante per la categoria – quanto per l’incapacità di trovare quella scintilla necessaria per accendere il “Menti”.

Questa volta è stato Mister Ignazio Abate a non essere convinto. Nonostante le doti tecniche, Zuccon non è riuscito a scalare le gerarchie, collezionando poche presenze e finendo, di fatto, fuori dai radar titolari. Ma per capire davvero questa storia, bisogna riavvolgere il nastro.

Il Passo Indietro: Estate 2024

Tutto è iniziato nell’estate del 2024. Zuccon arrivò a Castellammare come uno dei colpi più interessanti del calciomercato: giovane, promettente, un prospetto su cui costruire. Eppure, l’impatto con la realtà gialloblù fu subito complicato.

All’epoca, sulla panchina sedeva Mister Guido Pagliuca. L’allenatore, noto per il suo calcio intenso e caratteriale, mise ben presto il centrocampista ai margini del progetto. Non fu un rebus tattico irrisolvibile, ma una semplice, cruda scelta tecnica: Zuccon non rientrava nei piani.

Due allenatori e stesso destino

Il focus sul percorso gialloblù del centrocampista ci restituisce un’immagine quasi speculare a distanza di tempo: Due allenatori diversi (Pagliuca prima, Abate poi) in due contesti differenti ma con lo stesso epilogo finale e cioè con le valigie pronte a gennaio.

È paradossale come un giocatore di tale caratura non sia riuscito a mettere radici alle falde del Faito. La storia di Zuccon alla Juve Stabia non è quella di un “bidone”, ma quella di un misunderstanding calcistico prolungato.

Il fantasma dell’ex: Salerno e Mantova

Se il passato recente ci ha insegnato qualcosa, è che Zuccon sa come rialzarsi. Lo scorso torneo, dopo l’addio invernale, fu protagonista indiscusso a Salerno, dimostrando tutto il suo valore lontano da Castellammare.

E il futuro? Le voci di mercato si fanno insistenti: nel destino di Zuccon potrebbe esserci il Mantova. Lo scenario che si prospetta è degno di un film già visto: Zuccon che lascia la maglia delle Vespe per poi ritrovarle, poche settimane dopo, da avversario. Un incrocio che aggiungerebbe ulteriore pepe a una stagione già vibrante.

Il calcio va oltre il rettangolo verde

La parabola di Federico Zuccon insegna – o meglio, conferma – che questo sport vive di dinamiche che sfuggono alle statistiche. Non basta il talento, serve il contesto, il feeling con l’allenatore, il momento giusto.

Zuccon lascia la Juve Stabia lasciando dietro di sé più domande che risposte, alimentando quelle discussioni che tanto piacciono agli appassionati anche quando il pallone non rotola. In bocca al lupo, Federico. Magari ci si rivede in campo, ancora una volta, su fronti opposti.

Perché gli accendini Zippo sono così popolari?

0

Gli accendini Zippo godono di una popolarità senza pari, grazie al loro design iconico e alla qualità senza compromessi. Creati negli Stati Uniti nel 1933, sono diventati un simbolo di affidabilità e stile. La loro capacità di resistere al vento e la lunga durata del combustibile li rendono una scelta preferita tra fumatori e collezionisti. Ma cosa rende questi accendini cos? speciali che continuano ad affascinare generazioni?

Storia e design unici Zippo

La storia degli accendini Zippo (https://www.lighters.eu/it/produkty/accendini/accendino-zippo/2-6) inizia con George G. Blaisdell, il quale voleva creare un accendino facile da usare anche in condizioni avverse. Il risultato fu un prodotto con un coperchio a cerniera che proteggeva la fiamma dal vento, caratteristica distintiva ancora oggi apprezzata. Il design rettangolare, robusto ma elegante, – rimasto invariato per decenni, consolidando il suo status iconico.

Blaisdell non si fermò solo all’aspetto funzionale; l’estetica era altrettanto importante. Ogni Zippo può essere personalizzato con incisioni o disegni diversi, permettendo ai possessori di esprimere la propria personalità attraverso l’accendino stesso. Inoltre, accendini Zippo sono riconosciuti per la loro affidabilità e l’innovazione costante, contribuendo a mantenere alta la domanda nel corso degli anni.

L’azienda continua a innovare offrendo edizioni limitate e collaborazioni con artisti famosi, rendendo ogni accendino non solo uno strumento pratico ma anche un oggetto da collezione ricercato. La combinazione di tradizione e innovazione ha assicurato agli Zippo un posto speciale nei cuori dei consumatori.

Sostenibilità e longevità

Un altro aspetto che contribuisce alla popolarità degli accendini Zippo – la loro sostenibilità. A differenza di molti accendini usa e getta sul mercato, gli Zippo sono progettati per durare una vita intera grazie alla disponibilità di parti sostituibili come pietrine e stoppini.

L’idea della riparabilità promuove non solo una filosofia ecologica ma garantisce anche che ogni acquisto sia un investimento durevole nel tempo. Questo approccio responsabile verso il consumo – sempre più apprezzato dai clienti moderni attenti all’ambiente.

Inoltre, gli Zippo offrono una garanzia a vita, dimostrando l’impegno dell’azienda nella qualità dei suoi prodotti. I clienti possono inviare i loro accendini per riparazioni gratuite qualora si presentassero problemi, un servizio raro nell’attuale economia consumistica.

L’affidabilità meccanica combinata con il supporto post-vendita crea fiducia tra i consumatori, contribuendo ulteriormente alla longevità della marca sul mercato globale.

L’acquisto di uno Zippo non – solo l’acquisizione di un prodotto funzionale; rappresenta anche una connessione storica e culturale che trascende le generazioni.

Nella scelta di un accendino Zippo si abbraccia quindi non solo l’eccellenza tecnica ma anche valori come la sostenibilità e la durevolezza – caratteristiche rare in molti prodotti moderni.

Juve Stabia, confermata la nostra anticipazione: ufficiale l’addio di Federico Zuccon

0

Come avevamo anticipato poche ore fa dalla nostra redazione, le strade di Federico Zuccon e della Juve Stabia si sono divise ufficialmente. Quella che era un’indiscrezione sempre più insistente, ha trovato ora il sigillo dell’ufficialità: l’avventura del giovane centrocampista alle falde del Faito termina qui.

Ritorno alla base

Il classe 2003 rientra dunque all’Atalanta, club proprietario del cartellino, attraverso la formula della risoluzione anticipata del prestito. Anche questa volta i sei mesi in gialloblù non hanno portato al minutaggio sperato per il talento scuola orobica, che chiude la sua esperienza a Castellammare con un bilancio di 5 presenze e 62 minuti giocati nel campionato in corso.

Nonostante il poco spazio trovato nelle rotazioni, il club ha voluto sottolineare il comportamento esemplare del ragazzo durante la sua permanenza.

Il comunicato ufficiale

Pochi minuti fa, la società termale ha diramato la nota stampa che sancisce l’addio. Di seguito il testo integrale del comunicato:

“La S.S. Juve Stabia 1907 comunica di aver raggiunto l’accordo con l’Atalanta BC per la risoluzione anticipata del prestito del centrocampista, classe ‘03, Federico Zuccon.

Il calciatore nella stagione in corso ha totalizzato 5 presenze in campionato.

La società desidera ringraziare Federico per la professionalità, la dedizione e l’attaccamento alla maglia dimostrati durante i suoi 6 mesi in gialloblù, augurandogli le migliori fortune per il prosieguo della carriera.”

Ora per la Juve Stabia si apre la necessità di valutare se intervenire sul mercato per colmare la casella lasciata vuota a centrocampo o se puntare sulle risorse già in rosa per il prosieguo della stagione.

Juve Stabia: Ufficiale l’arrivo di Matheus Dos Santos. Confermata la nostra anticipazione

0

Come anticipato in dalla nostra redazione sportiva alcuni giorni fa, il matrimonio tra la Juve Stabia e Matheus Luz Priveato Dos Santos è ora realtà. Quella che inizialmente era una trattativa sottotraccia si è trasformata oggi in una stretta di mano ufficiale, con la società di Castellammare che si assicura uno dei prospetti più interessanti messisi in luce nell’ultima Serie D.

I dettagli dell’operazione

L’ufficialità è arrivata poche ore fa tramite un comunicato diramato dalla S.S. Juve Stabia 1907. Il club ha annunciato di aver raggiunto l’accordo per l’acquisizione a titolo definitivo dell’attaccante proveniente dal Saluzzo.

La dirigenza stabiese punta forte sul ragazzo, come dimostra la durata dell’accordo: Dos Santos ha infatti firmato un contratto pluriennale che lo legherà ai colori gialloblù fino al 30 giugno 2028.

Chi è il nuovo acquisto delle Vespe

Nato a Valença (Brasile) il 21 giugno 2002, Matheus è una punta che ha dimostrato grande feeling con il gol in questa prima metà di stagione. Con la maglia del Saluzzo, nel campionato di Serie D, ha collezionato numeri importanti: 17 presenze, 8 gol e 3 assist. Un rendimento che ha attirato le attenzioni degli scout della Juve Stabia, pronti a scommettere sulla sua esplosione anche in categorie superiori.

Le prime parole di Dos Santos

Subito dopo la firma, il neo-attaccante gialloblù non ha nascosto l’emozione per questo importante salto di carriera, mostrandosi subito carico e pronto a mettersi a disposizione:

“Sono molto orgoglioso di essere qui. Vestire questa maglia è un onore e darò tutto me stesso per questi colori. Ringrazio la società di avermi dato questa enorme opportunità, per me è tutto nuovo e tutto bellissimo. Cercherò di abituarmi il più in fretta possibile all’ambiente, non vedo l’ora di scendere in campo e lottare insieme per grandi obiettivi. Forza Vespe”

La Juve Stabia aggiunge così una nuova freccia al proprio arco offensivo, un giovane affamato pronto a conquistare il “Romeo Menti”.

Juve Stabia, calciomercato: Il centrocampista Federico Zuccon ai saluti, sarà la prima uscita delle Vespe

0

Si muove la prima pedina in uscita nello scacchiere della Juve Stabia per questa sessione invernale di calciomercato. Il reparto interessato è quello mediano: le strade delle Vespe e di Federico Zuccon si separano nuovamente.

Il centrocampista centrale classe 2003, di proprietà dell’Atalanta, vedrà risolto il suo prestito con il club di Castellammare di Stabia per fare rientro momentaneo alla casa madre a Bergamo, l’Atalanta. Tuttavia, il futuro del giovane regista non sarà in nerazzurro: ad attenderlo c’è già il Mantova, pronto ad accoglierlo con la formula del prestito per rilanciarne le ambizioni e rinforzare la mediana della squadra lombarda.

Un feeling mai sbocciato

Quello di Zuccon a Castellammare è stato un ritorno che non ha rispettato le aspettative, trasformandosi in una parentesi fin troppo breve per un giocatore dal potenziale tecnico indiscusso. I numeri, purtroppo, fotografano un’esperienza che non è mai decollata:

  • Gestione Abate (stagione in corso): Appena 5 presenze per un totale di soli 62 minuti giocati.

  • Gestione Pagliuca (scorso campionato): Anche nella precedente esperienza, il tecnico di Cecina gli aveva preferito nel cuore del gioco profili come Buglio, Leone e Pierobon, concedendogli solo 7 apparizioni e 69 minuti totali.

Nonostante le capacità di abbinare interdizione e visione di gioco, il ragazzo nato a Genova il 1° aprile 2003 non è riuscito a scalare le gerarchie né a trovare quella continuità necessaria per imporsi in una piazza esigente come quella stabiese.

Il paradosso: talento indiscusso, ma poco spazio

La storia di Zuccon alla Juve Stabia insegna che, nel calcio, le qualità tecniche non sono sempre sufficienti se non scocca la scintilla giusta con l’ambiente e con i dettami tattici dell’allenatore. Il curriculum del ventiduenne, d’altronde, parla chiaro e racconta di un prospetto di assoluto valore:

  • Settore Giovanile: Cresciuto nell’Atalanta.

  • L’exploit a Lecco (2022-23): Protagonista assoluto della promozione in B con 40 presenze (tra campionato e playoff) e 3 assist.

  • Esperienza in B oltre alla Juve Stabia: Ha vestito le maglie del Cosenza (30 presenze e 3 assist nella stagione 2023-2024) e della Salernitana (11 presenze, 3 assist nella seconda parte della scorsa stagione).

  • Nazionale: È entrato nel giro dell’Under 21, certificazione di un talento cristallino.

Le mosse di Lovisa: obiettivo Zeroli?

Con l’uscita di Zuccon, si apre ora uno slot a centrocampo che il Direttore Sportivo Matteo Lovisa intende colmare rapidamente per garantire a Ignazio Abate un’alternativa valida per il girone di ritorno.

Il nome caldo delle ultime ore, ma che resta ad oggi solo una suggestione, è quello di Kevin Zeroli. Il capitano della primavera del Milan, attualmente in prestito al Monza dove non sta trovando lo spazio sperato, potrebbe essere il profilo ideale per rinforzare la mediana gialloblù. L’obiettivo è aggiungere fisicità e solidità al reparto per inseguire con determinazione gli obiettivi stagionali.

Per Zuccon inizia una nuova avventura a Mantova, mentre la Juve Stabia volta pagina, pronta a ritoccare la rosa per continuare a stupire.

Renato Zanella è il nuovo Direttore del Balletto del Teatro San Carlo di Napoli

0

Renato Zanella è il nuovo Direttore del Balletto della Fondazione Teatro di San Carlo. Con questa nomina – si legge in una nota – la Fondazione rafforza il ruolo centrale del Balletto all’interno della propria programmazione, nel segno della continuità con la grande tradizione del Teatro e di una rinnovata visione internazionale, affidando a Renato Zanella la guida di un percorso artistico orientato alla qualità, alla crescita del Corpo di Ballo e all’ampliamento dei pubblici.

Nato a Verona e formatosi al Centre de Danse International Rosella Hightower di Cannes, Renato Zanella vanta una carriera artistica di assoluto rilievo come danzatore, coreografo e direttore artistico. Nel corso di oltre quarant’anni di attività ha ricoperto incarichi di vertice presso importanti istituzioni europee, tra cui il Balletto dell’Opera di Stato di Vienna, il Balletto di Stoccarda, l’Opera Nazionale Greca di Atene, l’Opera Nazionale Rumena di Bucarest, la Fondazione Arena di Verona e, più recentemente, il Balletto Nazionale Sloveno di Lubiana, da lui diretto fino al 2025. Autore di oltre 200 coreografie e produzioni per balletto, opera e grandi eventi, Zanella ha firmato creazioni e allestimenti presentati nei principali teatri internazionali, tra cui il Teatro alla Scala, la Royal Opera House di Londra, la Deutsche Oper Berlin, il Teatro Mariinskij, l’Opera di Zurigo e il Teatro dell’Opera di Roma.

Il suo percorso artistico si distingue per una profonda conoscenza del grande repertorio classico e novecentesco, affiancata a una costante apertura verso il linguaggio contemporaneo. Accanto alla produzione artistica, Renato Zanella ha sempre dedicato particolare attenzione alla formazione delle nuove generazioni, allo sviluppo delle scuole di ballo e a progetti educativi e di integrazione sociale, promuovendo una visione della danza come strumento culturale, educativo e inclusivo.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia, primo colpo già in canna: Matheus Luz Priveato Dos Santos, la “scommessa alla Messias” di Lovisa

0

La sessione invernale di calciomercato, la cosiddetta “riparazione”, aprirà ufficialmente i battenti domani, permettendo il deposito dei contratti. Ma a Castellammare di Stabia, il tempo scorre a una velocità diversa. Il Direttore Sportivo Matteo Lovisa non ha aspettato il gong iniziale: lavorando sotto traccia da mesi, ha bruciato la concorrenza e si appresta a regalare a Mister Ignazio Abate il primo rinforzo ufficiale.

Lo scouting visionario di Lovisa

La filosofia del giovane direttore gialloblù è ormai nota: anticipare tutti, guardare dove gli altri non guardano e scovare diamanti grezzi non solo nelle categorie superiori, ma anche nei meandri del calcio “minore” italiano ed estero.

È proprio da questa rete di scouting capillare che è emerso il nome di Matheus Luz Priveato Dos Santos. Lovisa seguiva il ragazzo da tempo, convinto che le sue qualità fossero sprecate per la Serie D. La rapidità dell’operazione è stata decisiva: sul calciatore si erano già mossi diversi club di Serie C, pronti a darsi battaglia, ma il blitz della Juve Stabia ha chiuso ogni discorso. L’accordo con l’entourage è totale e l’ufficialità è attesa a giorni.

Chi è Matheus Luz: numeri e caratteristiche

Classe 2002, di origini brasiliane ma trapiantato in Italia, Dos Santos è un esterno d’attacco destro che sta vivendo una stagione da protagonista assoluto con la maglia del Saluzzo (Serie D). I suoi numeri in questa prima parte di stagione parlano chiaro: 17 presenze, 8 gol e 3 assist.

Non è solo un finalizzatore, ma un creatore di gioco. Chi lo ha osservato da vicino descrive un giocatore dotato di grande velocità e di un dribbling stretto ubriacante, tipico della scuola verdeoro. A questo abbina un controllo palla di categoria superiore e, soprattutto, una capacità balistica notevole: il tiro da fuori area è uno dei pezzi forti del suo repertorio.

Il paragone suggestivo

Per percorso e caratteristiche tecniche, molti addetti ai lavori rivedono in lui la parabola di Junior Messias. Proprio come l’ex Milan e attuale attaccante del Genoa, Dos Santos ha calcato i campi delle serie minori (Eccellenza fino a giugno 2025), per poi esplodere rapidamente. La speranza della piazza è che possa ripercorrere la stessa scalata vertiginosa verso il grande calcio.

La collocazione tattica nello scacchiere di Abate

L’arrivo di Matheus Luz non è solo una scommessa per il futuro, ma risponde a un’esigenza tattica precisa. Mister Ignazio Abate necessitava di un’alternativa valida sulla fascia destra di centrocampo.

Fino ad oggi, Carissoni è stato l’indiscusso padrone della corsia, offrendo prestazioni di sostanza. Tuttavia, le alternative in rosa, come Mannini e De Pieri, pur essendo giocatori di valore, hanno caratteristiche diverse che non sempre si sono sposate con le necessità tattiche di quel ruolo specifico, faticando a trovare lo spazio giusto. Dos Santos arriva per colmare questa lacuna: offrirà ricambi, imprevedibilità e la possibilità di spaccare le partite, sia partendo titolare che subentrando.

Il “Modello Stabia”

L’acquisto di un giocatore dalla Serie D potrebbe far storcere il naso ai più scettici, ma la storia recente della Juve Stabia insegna pazienza e fiducia. Il club ha dimostrato di saper valorizzare i giovani come pochi altri: talenti come Fortini e Mussolini sono arrivati in gialloblù tra mille incognite, trovando l’ambiente ideale per esplodere e dimostrare di valere palcoscenici come la Serie A.

Ai tifosi delle Vespe non resta che dare il benvenuto al nuovo “Mago” brasiliano, lasciando ad Abate e al suo staff il compito di plasmare questo talento grezzo. Se il fiuto di Lovisa ha colpito ancora, al Menti ci sarà da divertirsi.

Juve Stabia 2026: L’alba di una nuova era. Oltre la Serie B, c’è un mondo da conquistare

0

Se il calcio fosse cinema, la pellicola proiettata negli ultimi dodici mesi al “Romeo Menti” avrebbe già fatto incetta di statuette. Ma oggi, con il sorgere del sole sul 2026, i titoli di coda del 2025 non segnano la fine dello spettacolo, bensì l’inizio di un sequel che promette di essere un kolossal.

I tifosi delle Vespe si svegliano oggi con una dolcezza insolita nel caffè: la consapevolezza di aver vissuto un anno da Miglior Sceneggiatura originale e la speranza concreta di un futuro che profuma di internazzionalizzazione e stabilità societaria.

La metamorfosi sportiva: Dal morso sul metro all’eleganza

Il 2025 sarà ricordato come l’anno della grande evoluzione. Eravamo partiti con il “Pagliuchismo” nelle vene: una squadra pirata, operaia, capace di scalare l’inferno dei playoff con la fame di chi non ha nulla da perdere. Guido Pagliuca ha lasciato in dote il “morso”, quella cattiveria agonistica che è diventata il marchio di fabbrica gialloblù.

Poi, il colpo di scena estivo che ha spiazzato tutti, trasformandosi nella mossa vincente. L’arrivo di Ignazio Abate non è stato un semplice avvicendamento, ma un’evoluzione della specie. L’ex Milan ha preso il ferro battuto da Pagliuca e lo ha cesellato con un’eleganza tattica rara per la categoria. Sotto la sua guida, la Juve Stabia ha smesso di essere solo “cuore e grinta” per diventare una macchina pensante, capace di dominare il gioco e di trasformare il “Menti” in un fortino inespugnabile anche in cadetteria.

I protagonisti: Eroi, addii e nuove certezze

Ogni grande anno ha i suoi volti copertina. Il 2025 è stato, indiscutibilmente, l’anno della consacrazione di Andrea Adorante. I suoi gol non sono stati solo numeri, ma pietre miliari che hanno lastricato la strada verso la salvezza prima e la gloria poi. Il suo volo verso la Laguna – sponda Venezia – è stato un addio dolceamaro: doloroso per il cuore, ma vitale per le casse e per l’orgoglio di aver lanciato un bomber verso palcoscenici da Serie A.

Ma la Juve Stabia ha dimostrato di saper sopravvivere ai suoi eroi. Tra i pali, la staffetta è stata emblematica: dalla solidità monumentale di Thiam, che ha tenuto in piedi la baracca nella prima parte dell’anno, alla personalità da veterano di Confente. Raccogliere quei guantoni scottava, ma il nuovo numero uno ha risposto presente, blindando la porta nelle sfide più delicate di fine anno.

L’architetto e la nuova Era

Se la squadra gira, il merito è del burattinaio che muove i fili dietro le quinte. Matteo Lovisa si conferma, anche in questo primo giorno del 2026, il vero “Top Player” della società con il mercato di riparazione che inizierà domani 2 gennaio 2026. Un direttore sportivo capace di intuizioni brillanti, acquisti mirati e una gestione del budget che ha del miracoloso. È lui il collante che ha tenuto insieme il progetto tecnico mentre intorno cambiava il mondo.

E il mondo è cambiato davvero. Il 2025 ha segnato lo spartiacque societario definitivo. Il saluto di Andrea Langella, l’uomo della rinascita a cui la piazza dovrà eterna gratitudine, non è stato un addio, ma un passaggio di testimone verso l’ambizione.

Con l’ingresso definitivo di Solmate (ex Brera Holdings) come unico proprietario, le Vespe non ronzano più solo alle falde del Faito, ma entrano in una dimensione internazionale. Una proprietà solida, globale, che ha scelto Castellammare non per scommessa, ma per progetto.

Cosa aspettarsi dal 2026?

Oggi inizia un nuovo capitolo. Le Vespe non sono più la “Cenerentola” che spera di non svegliarsi a mezzanotte. La Juve Stabia del 2026 è una realtà consolidata, un cambio di passo che trova conferma anche nelle valutazioni delle quote serie B, dove il club non è più visto come una sorpresa ma come una certezza con una struttura societaria da grande club e un’identità tecnica precisa

Ai tifosi non resta che godersi il viaggio. Se il 2025 ha meritato l’Oscar, il 2026 ha tutte le carte in regola per puntare ancora più in alto. Perché a Castellammare, ormai lo hanno imparato, smettere di sognare è l’unica cosa che non è permessa.

Bagno di Capodanno 2026 sul lungomare stabiese, uno spettacolo entusiasmante e suggestivo

0

A Castellammare di Stabia il nuovo anno è stato accolto col tradizionale rito del tuffo di Capodanno nelle acque del litorale, per propiziarsi la fortuna nell’anno appena cominciato.

Quest’anno per la prima volta dopo quarant’anni il rito collettivo non si è svolto sulla spiaggia di Pozzano, ma sul lungomare di fronte alla Villa Comunale.

L’appuntamento per gli storici componenti del gruppo “Stabia Bagno di Capodanno” che da quarant’anni ogni 1° gennaio si ritrovano per il tuffo, era alle ore 12:00 sulla spiaggia del Lungomare.

Tra essi Alfonso Di Domenico “118”, Alfonso detto “Braciola”, tra gli organizzatori e sponsor per le magliette, il dott. Raffaele D’Arco, medico di base e tanti altri, tra cui molte signore e ragazze, che hanno voluto salutare coraggiosamente il nuovo anno con un bagno di buon auspicio.

Ogni Capodanno il numero dei coraggiosi, pronti a tuffarsi nelle gelide acque del litorale stabiese per una nuotata beneaugurante, cresce sempre di più.

Nonostante il freddo, anche quest’anno il rito apotropaico è stato rinnovato con successo: tanti i nuotatori che, incitati dalle grida dei presenti e da musica e balli, si sono tuffati incuranti del freddo.

I partecipanti hanno voluto anche omaggiare la squadra del cuore, la Juve Stabia, con l’accensione di fumogeni che, mentre i tuffatori si preparavano, hanno colorato il cielo di giallo-blu, tra l’entusiasmo dei presenti.

All’ancora a poche decine di metri le imbarcazioni dei velisti della Lega Navale, che aspettavano i tuffatori per il tradizionale brindisi.

Tra il pubblico anche il sindaco di Castellammare di Stabia, dott. Luigi Vicinanza, che si è complimentato per l’iniziativa, un rito benaugurante per la città e per tutti i suoi abitanti.

Il bagno nell’acqua salata è un rito antichissimo per purificarsi e proteggersi da ogni male, che richiama quello precristiano dell’acqua e del sale col quale si aspergevano gli angoli delle stanze per allontanare le energie negative.

Il tuffo di Capodanno nelle acque del Golfo è un rituale entusiasmante e suggestivo, che speriamo allontani da Castellammare ogni negatività, portando pace, salute e serenità in tutte le famiglie.

flop Boccia, per lei solo 118 voti

0

Gennaro Sangiuliano è stato eletto al consiglio regionale della Campania, flop invece per Maria Rosaria Boccia. Ma la bocciatura di personaggi mediatici durante la campagna elettorale, con poco riscontro alle urne nelle elezioni del 23 e 24 novembre 2025 non riguarda solo lei.

La notte del voto ha dato le sue sentenze. L’ex ministro della Cultura entra nel consiglio regionale della Campania grazie a 9.902 preferenze: candidato da Fratelli d’Italia come capolista nella provincia di Napoli, è emerso in una lotta serrata a colpi di voti con altri candidati con parecchie preferenze.

Discorso diverso per Maria Rosaria Boccia: candidata nella Lista Bandecchi, l’influencer e imprenditrice ha raccolto appena 118 voti. E non è andata meglio a Daniela Di Maggio, la mamma di Giovanbattista Cutolo, ragazzo ucciso per futili motivi al centro di Napoli due estati fa: candidata come capolista a Napoli per la Lega, ha ottenuto 964 voti.

Fonte AdnKronos