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Morto Papa Francesco, Mattarella: “Grande vuoto per perdita punto di riferimento”

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(Adnkronos) – “Ho appreso con grande dolore personale la notizia della morte di Papa Francesco, avvertendo il grave vuoto che si crea con il venire meno del punto di riferimento che per me ha sempre rappresentato”.Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “La morte di Papa Francesco – prosegue il capo dello Stato – suscita dolore e commozione tra gli italiani e in tutto il mondo.

Il suo insegnamento ha richiamato al messaggio evangelico, alla solidarietà tra gli uomini, al dovere di vicinanza ai più deboli, alla cooperazione internazionale, alla pace nell’umanità”. “La riconoscenza nei suoi confronti – conclude Mattarella – va tradotta con la responsabilità di adoperarsi, come lui ha costantemente fatto, per questi obiettivi”. Punti di riferimento nelle drammatiche settimane del Covid, come il 27 marzo del 2020, quando uno dopo l’altro lanciarono un messaggio di speranza ed incoraggiamento all’Italia e al mondo.L'impegno comune mai venuto meno, pur da una inevitabile diversità di prospettiva legata ai rispettivi ruoli svolti, per evitare che la 'guerra mondiale a pezzi' porti "a un mondo in pezzi", sollecitando "la soluzione pacifica dei conflitti in atto", a cominciare da quelli in Ucraina e Medio Oriente.

Gli appelli rivolti alla comunità internazionale praticamente all'unisono, a partire soprattutto dalla fine del 2023 e l'inizio del 2024, per sviluppare un dibattito sui rischi e le opportunità connessi alle nuove tecnologie, in primo luogo l'intelligenza artificiale.Un’identità di vedute frutto di una vera e propria familiarità, andata oltre quella sintonia, anche sul piano umano e dell’amicizia, che ha caratterizzato il rapporto tra diversi Capi di Stato italiani e Papi.  Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e Papa Francesco, grazie anche al loro rapporto personale, nei dieci anni durante i quali hanno incrociato le loro strade, sono stati capaci di parlare lo stesso linguaggio, nella forma e nei contenuti, rispetto a tutti i temi forti e controversi che caratterizzano quello che il Pontefice non ha esitato a definire un cambiamento d’epoca: pandemia, guerre, sfide tecnologiche, immigrazione, lavoro, povertà, minaccia terroristica, tutela del pianeta.  Questioni alcune delle quali subito centrali a partire dalla visita ufficiale del Capo dello Stato oltre Tevere il 18 aprile 2015 e da quella ricambiata dal Papa al Quirinale il 10 giugno del 2017, momenti culminanti di una continua interlocuzione fatta di occasioni pubbliche di incontro, scambio di messaggi, colloqui privati.

E da ultimo con quel "richiamo alla speranza", tema guida del Giubileo in corso, che "tocca a noi saper tradurre in realtà", di fronte a problematiche che richiedono risposte coerenti con i doveri di solidarietà e di rispetto della dignità umana, ma anche in linea con i principi fondamentali della Costituzione e con i valori che ispirarono i padri fondatori dell’Unione europea, oggetto di ripetute esortazioni sia da parte di Mattarella che di Francesco. Così se per l’uno “l'occupazione, e la dignità -che ad essa è intrinsecamente legata- deve costituire il centro dell'esercizio delle responsabilità di istituzioni e forze sociali, così da prevenire e curare fenomeni di emarginazione, povertà, solitudine e degrado", per l’altro “il disagio giovanile, le sacche di povertà, la difficoltà che i giovani incontrano nel formare una famiglia e nel mettere al mondo figli trovano un denominatore comune nell'insufficienza dell'offerta di lavoro, a volte talmente precario o poco retribuito da non consentire una seria progettualità. È necessaria un'alleanza di sinergie e di iniziative perché le risorse finanziarie siano poste al servizio di questo obiettivo di grande respiro e valore sociale e non siano invece distolte e disperse in investimenti prevalentemente speculativi".  Al Pontefice, Mattarella riconosce di aver sollecitato, con l'enciclica 'Laudato si', la comunità mondiale ad intervenire per far fronte a "fenomeni globali incontrollati come il riscaldamento del pianeta", prima che si arrivasse all'Accordo di Parigi sul clima.Entrambi si ritrovano concordi nel denunciare la trasformazione del mar Mediterraneo “da culla di civiltà in un baratro che divora uomini, donne e bambini, insieme alle loro speranze, alle loro aspirazioni, ai loro sogni”, in “un freddo cimitero senza lapidi”.  Bergoglio in occasione di quegli incontri ufficiali rende merito al "modo col quale lo Stato e il popolo italiano stanno affrontando la crisi migratoria", ma “le proporzioni del fenomeno richiedono un coinvolgimento molto più ampio, non dobbiamo stancarci nel sollecitare un impegno più esteso a livello europeo e internazionale” per fermare “questo naufragio di civiltà”. La stessa collaborazione necessaria per rispondere alla tremenda sfida lanciata dal terrorismo, che spinge il Presidente della Repubblica a sottolineare l’importanza del viaggio del Pontefice in Egitto e il colloquio con le autorità religiose islamiche dell'Università di El Azhar. "Parole, e gesti, che hanno rappresentato un passo decisivo verso una maggiore comprensione reciproca, verso la costituzione di un fronte comune nei confronti dell'estremismo e del fanatismo, di qualunque matrice esso sia".  “Come credente –afferma ancora Mattarella durante il suo primo mandato- mi rendo conto, tra gli altri aspetti, di quanto il mondo attuale abbia bisogno, senza rendersene conto, di quella misericordia che Francesco proclama e invoca.

Questo sentimento lo avvertirei, peraltro, anche se non fossi credente”.  E il Papa ricambia la stima, ricordando che da "tutti coloro che hanno responsabilità in campo politico e amministrativo ci si attende un paziente e umile lavoro per il bene comune, che cerchi di rafforzare i legami tra la gente e le Istituzioni, perché da questa tenace tessitura e da questo impegno corale si sviluppa la vera democrazia". “Grazie della testimonianza”, dice al Presidente della Repubblica, salutandolo al termine della visita di congedo in Vaticano il 16 dicembre del 2021, che si rivelerà soltanto un arrivederci, vista la riconferma al Colle di Mattarella che arriva poco più di un mese dopo. "Il popolo italiano non dimentica la sua rinuncia al meritato riposo fatta in nome del servizio richiestole dallo Stato", gli dirà Bergoglio il 29 maggio del 2023, consegnandogli in Vaticano il Premio 'Paolo VI', "una bella occasione per celebrare il valore e la dignità del servizio, lo stile più alto del vivere, che pone gli altri prima delle proprie aspettative". E sempre in quella occasione il Sommo pontefice, nel sottolineare "quella componente essenziale del vivere comune che è l’impegno per la legalità", ricorda il fratello del Capo dello Stato Piersanti tra "quanti hanno sacrificato la vita per la giustizia".  "Paolo Vi -sottolinea il Presidente della Repubblica- è stato il Papa del mio passaggio dalla giovinezza all'età matura, è stato anche il mio Vescovo, perché negli anni del Concilio, tra Giovanni XXIII e Paolo VI, ero impegnato nella Gioventù di Azione cattolica della Diocesi di Roma.Per queste ragioni e tante altre che potrebbero essere ricordate avverto in alta misura l'onore di ricevere il Premio a lui intitolato e non posso nascondere la commozione di averlo ricevuto dalle mani del Santo Padre".

Il suggello di un rapporto, come detto, andato oltre la diplomazia e l'amicizia.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, le nuove regole per i funerali semplici dettate da Bergoglio

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(Adnkronos) – Papa Francesco, morto oggi a 88 anni, ha rivelato di voler essere sepolto nella basilica romana di Santa Maria Maggiore e non nella basilica di San Pietro.E ha fatto mettere, nero su bianco, anche le nuove regole per le esequie, in generale, di tutti i Pontefici.

Tra le novità introdotte c'è la constatazione della morte non più nella camera del defunto ma nella cappella, la deposizione immediata dentro la bara, l'esposizione alla venerazione dei fedeli del corpo del Papa già dentro la bara aperta, l'eliminazione delle tradizionali tre bare di cipresso, piombo e rovere.  Un altro elemento di novità consiste nell'introduzione delle indicazioni necessarie per l'eventuale sepoltura in un luogo diverso dalla Basilica Vaticana.Tra le novità più rilevanti c'è anche la semplificazione dei titoli pontifici.

La prima stazione "nella casa del defunto" prevede le novità della constatazione della morte nella sua cappella privata, anziché nella camera, e la deposizione della salma nell'unica bara di legno e in quella interna di zinco, prima di essere traslato in Basilica (è stata eliminata la prima traslazione nel Palazzo Apostolico).  La seconda stazione "nella Basilica Vaticana" considera un'unica traslazione in San Pietro, la chiusura della bara e la messa esequiale.Nella Basilica Vaticana il corpo del Papa defunto è esposto direttamente nella bara e "non più su un alto cataletto".

Infine, la terza stazione "nel luogo della sepoltura" include la traslazione del feretro al sepolcro e la tumulazione.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Francesco è tornato alla Casa del Padre”, l’annuncio del Vaticano – Video

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(Adnkronos) – "Con profondo dolore devo annunciare la morte del nostro Santo Padre Francesco.Alle ore 7.35 di questa mattina il vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre".

E' la comunicazione con cui il Vaticano, attraverso le parole del cardinale Kevin Farrell, ha annunciato la morte di Papa Francesco oggi, 21 aprile 2025. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto Papa Francesco, da Meloni alla Casa Bianca il cordoglio per la scomparsa

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(Adnkronos) – E' morto oggi Papa Francesco.La scomparsa del Pontefice, 88 anni, è stata annunciata dal Vaticano.

Immediato il cordoglio delle istituzioni italiane e della politica mondiale.Dalla premier italiana Giorgia Meloni alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, sono decine i messaggi per il Santo Padre arrivati alla notizia della morte. "Papa Francesco è tornato alla casa del Padre.

Una notizia che ci addolora profondamente, perché ci lascia un grande uomo e un grande pastore", le parole della premier Giorgia Meloni. "Ho avuto il privilegio di godere della sua amicizia, dei suoi consigli e dei suoi insegnamenti, che non sono mai venuti meno neanche nei momenti di prova e di sofferenza.Nelle meditazioni della Via Crucis, ci ha ricordato la potenza del dono, che fa rifiorire tutto ed è capace di riconciliare ciò che agli occhi dell’uomo è inconciliabile.

E ha chiesto al mondo, ancora una volta, il coraggio di un cambio di rotta, per percorrere una strada che 'non distrugge, ma coltiva, ripara, custodisce'", prosegue la presidente del Consiglio. "Cammineremo in questa direzione, per ricercare la strada della pace, perseguire il bene comune e costruire una società più giusta e più equa.Il suo magistero e la sua eredità non andranno perduti.

Salutiamo il Santo Padre con il cuore colmo di tristezza, ma sappiamo che ora è nella pace del Signore", conclude Meloni. ''Papa Francesco è tornato alla Casa del Padre.Cura del Creato, Misericordia, fratellanza: è stato un grande Pontefice.

Un amico dell'Italia.Preghiamo per lui e per il futuro di tutta la Chiesa Cattolica.

Santo Padre, ci protegga da lassù''.Così su 'X' il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. "La scomparsa di Papa Francesco suscita un profondo senso di dolore: guida spirituale di immenso carisma e testimone di fede vissuta, ha saputo incarnare i valori della misericordia e della solidarietà, avvicinando la Chiesa a tutti con una particolare attenzione a chiunque fosse in difficoltà.

Il Suo impegno per il dialogo, la pace e l’attenzione agli ultimi resteranno un’eredità preziosa", il messaggio del presidente del Senato Ignazio La Russa. "Con profonda commozione, ci uniamo al dolore della Chiesa universale per la scomparsa di Papa Francesco.La sua morte lascia un vuoto immenso.

Le sue parole di pace, i gesti di misericordia e il costante richiamo alla fratellanza tra i popoli resteranno un faro per le generazioni future.In questo momento di lutto, siamo vicini a tutta la comunità dei cristiani e a chi, in ogni angolo del pianeta, piange la perdita del Santo Padre.

Che il suo esempio continui a ispirare il cammino di chi crede in un mondo più giusto, umano e solidale", dice il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana. "La scomparsa di papa Francesco ci lascia tutti attoniti e sbigottiti.La famiglia della Difesa italiana, e io per primo, si stringe, con affetto e commozione, a tutta la Chiesa cattolica e a tutti i fedeli cristiani che ora stanno pregando per l’anima di un Pontefice che lascia un vuoto in ognuno di noi", scrive su 'X', Guido Crosetto, ministro della Difesa. "Papa Francesco ha guidato, con sapienza, umanità e sacrificio, la vita della sua Chiesa e la voce del suo Magistero si è fatta sentire in tutto il Mondo.

Le sue parole, i suoi gesti e il suo esempio di pace e fratellanza, tolleranza e rispetto, resteranno indelebili nel ricordo di tutta la comunità.Alla Chiesa cattolica e a tutti i fedeli, in questo momento di dolore, il cordoglio e l’abbraccio di tutta la Difesa italiana", conclude Crosetto. "Papa Francesco lascia un vuoto immenso, non solo nella comunità cattolica, ma anche in chi, pur senza il dono della fede, crede in un mondo più giusto grazie al suo esempio.

Il suo sguardo, il suo cuore e la sua voce continueranno a ispirarci, ora più che mai", scrive quindi su 'X' Anna Maria Bernini, ministra dell'Unversità e della Ricerca. "Esprimo profondo cordoglio per la morte di Papa Francesco.Un pontefice che ha segnato in modo indelebile la storia della Chiesa.

Resterà nel cuore di tutti noi per il suo messaggio di fraternità, di amore per i poveri, di pace", le parole del ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. E ancora il cordoglio del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri: “Provo un profondo dolore per la scomparsa di Papa Francesco.Roma, l’Italia e il mondo piangono un uomo straordinario, un pastore umile e coraggioso che ha saputo parlare al cuore di tutti.

Papa Francesco ha segnato un’epoca con il suo esempio di semplicità, il suo infaticabile impegno per la pace, la vicinanza e l’amore per gli ultimi, la cura per il creato.Il suo magistero e il suo esempio resteranno vivi per sempre.

Ci stringiamo con affetto alla Chiesa e a tutti coloro che hanno trovato in lui una guida e un punto di riferimento.Roma, la città che ha amato profondamente e in cui è stato ‘Vescovo tra la gente’, lo ricorderà sempre con immensa gratitudine e con un affetto sincero.

Nel nostro cuore resterà la sua voce, il sorriso paziente, la forza quieta delle sue parole.A chi resta – conclude Gualtieri – il compito di custodirne l’eredità più preziosa: uno sguardo sul mondo fatto di misericordia, ascolto e tenerezza”. "Oggi il mondo piange la scomparsa di Papa Francesco.

Ha ispirato milioni di persone, ben oltre la Chiesa cattolica, con la sua umiltà e il suo amore puro per i meno fortunati.I miei pensieri sono con tutti coloro che soffrono questa profonda perdita", scrive quindi su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che poi aggiunge: "Possano trovare conforto nell'idea che l'eredità di Papa Francesco continuerà a guidarci tutti verso un mondo più giusto, pacifico e compassionevole". ''L'Europa piange la scomparsa di Sua Santità Papa Francesco.

Il suo sorriso contagioso ha conquistato il cuore di milioni di persone in tutto il mondo'', le parole della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola su 'X'. '''Il Papa del popolo' sarà ricordato per il suo amore per la vita, la speranza per la pace, la compassione per l'uguaglianza e la giustizia sociale.Che riposi in pace'', ha aggiunto Metsola. ''E' con grande tristezza che ho appreso della scomparsa di Sua Santità Papa Francesco.

Quando ci siamo incontrati di recente a Roma, ho ringraziato Papa Francesco per la sua forte leadership nel proteggere i più vulnerabili e difendere la dignità umana.Porgo le mie condoglianze a tutti i cattolici del mondo''.

Così l'Alto rappresentante della politica estera dell'Unione europea Kaja Kallas ha ricordato il Pontefice. ''Mi unisco alle milioni di persone in tutto il mondo che piangono la scomparsa di Sua Santità Papa Francesco.Era profondamente compassionevole.

Aveva a cuore le grandi sfide globali del nostro tempo – migrazioni, cambiamenti climatici, disuguaglianze, pace – così come le lotte quotidiane di tutti''.Così il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. ''Nel suo ultimo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, ha proposto tre azioni affinché si realizzi un 'cambiamento duraturo': la cancellazione del debito internazionale, l'abolizione della pena di morte e la ridistribuzione dei fondi militari per porre fine alla fame.

Che le sue idee continuino a guidarci verso un futuro di speranza.Requiescat in pace'', ha aggiunto Costa. ''Da Buenos Aires a Roma, Papa Francesco ha voluto che la Chiesa portasse gioia e speranza ai più poveri.

Che unisca le persone tra loro e con la natura.Che questa speranza continui a rivivere oltre la sua vita.

Mia moglie ed io rivolgiamo i nostri pensieri a tutti i cattolici e al mondo in lutto'', scrive il presidente francese Emmanuel Macron su 'X'. ''Piango la scomparsa di Papa Francesco.Il suo impegno per la pace, la giustizia sociale e i più vulnerabili lascia un'eredità profonda.

Riposi in pace''.Così il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez sui social. ''La morte di Papa Francesco mi riempie di profonda tristezza.

Francesco sarà ricordato per il suo instancabile impegno a favore dei più deboli della società, per la giustizia e la riconciliazione'', il messaggio su 'X' del futuro cancelliere tedesco Friedrich Merz. ''L'umiltà e la fede nella misericordia di Dio lo hanno guidato in questo.In questo modo, il primo latinoamericano a sedere sulla Santa Sede ha toccato le persone di tutto il mondo, oltre i confini confessionali'', ha aggiunto Merz. ''Il mio pensiero in questo momento è rivolto ai fedeli di tutto il mondo che hanno perso il loro Santo Padre.

Che riposi in pace'', ha concluso. ''Papa Francesco è stato in tutto e per tutto un uomo tra gli uomini.La comunità cattolica mondiale ricorda un leader che ha visto e chiamato in causa i bisogni del nostro tempo.

Con la sua profonda sobrietà, il suo servizio e la sua umanità, Papa Francesco è stato un esempio per molti, compresi i non cattolici.Lo ricordiamo con profondo rispetto''.

Così su 'X' il primo ministro olandese Dick Schoof. ''Riposi in pace, Papa Francesco''.Così la Casa Bianca su 'X' ha ricordato il Pontefice, condividendo una foto di Francesco con il presidente americano Donald Trump durante il suo primo mandato e una foto con il vice presidente JD Vance ieri in Vaticano. ''Ho appena appreso della scomparsa di Papa Francesco (sic).

Il mio cuore è rivolto ai milioni di cristiani in tutto il mondo che lo amavano.Sono stato felice di vederlo ieri, anche se era ovviamente molto malato'', ha scritto quindi su 'X' JD Vance. ''Lo ricorderò sempre per l'omelia che ha pronunciato nei primissimi giorni del Covid, è stata davvero bellissima.

Che Dio lo benedica'', ha aggiunto Vance condividendo il link all'omelia citata. ''Piangiamo la scomparsa di Sua Santità Papa Francesco questa mattina.La sua dedizione alla pace e alla compassione è stata fonte di ispirazione per milioni di persone'', i messaggio del Segretario generale della Nato Mark Rutte. ''Le nostre più sentite condoglianze alla comunità cattolica e a tutti coloro che sono stati toccati dalla sua umanità'', ha aggiunto Rutte. ''Invio le mie più sentite condoglianze al mondo cristiano e in particolare alle comunità cristiane in Israele – la Terra Santa – per la perdita del loro grande padre spirituale, Sua Santità Papa Francesco.

Uomo di profonda fede e sconfinata compassione, ha dedicato la sua vita a sollevare i poveri e a invocare la pace in un mondo travagliato'', recita il messaggio del presidente israeliano Isaac Herzog su 'X'. ''Giustamente, ha attribuito grande importanza al rafforzamento dei legami con il mondo ebraico e alla promozione del dialogo interreligioso come via verso una maggiore comprensione e rispetto reciproco'', ha aggiunto Herzog. ''Spero vivamente che le sue preghiere per la pace in Medio Oriente e per il ritorno sano e salvo degli ostaggi trovino presto risposta.Possa la sua memoria continuare a ispirare gesti di gentilezza, unità e speranza'', ha concluso. "Profondamente addolorato per la scomparsa di Sua Santità Papa Francesco.

In quest'ora di dolore e di ricordo, porgo le mie più sentite condoglianze alla comunità cattolica mondiale.Papa Francesco sarà sempre ricordato come un faro di compassione, umiltà e coraggio spirituale da milioni di persone in tutto il mondo", le parole del premier indiano Narendra Modi, che ricorda come "fin da giovane, si è dedicato alla realizzazione degli ideali del Signore Cristo.

Ha servito diligentemente i poveri e gli oppressi.Per coloro che soffrivano, ha acceso uno spirito di speranza". "Ricordo con affetto i miei incontri con lui e sono rimasto profondamente ispirato dal suo impegno per uno sviluppo inclusivo e a 360 gradi.

Il suo affetto per il popolo indiano sarà sempre caro.Possa la sua anima trovare la pace eterna nell'abbraccio di Dio", conclude Modi. "I miei colleghi mi hanno appena informato della notizia.

Porgo le mie condoglianze a tutti i cristiani del mondo", la dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baqaei nel corso di una conferenza stampa.L'Iran, Paese a maggioranza musulmana, mantiene stretti legami con il Vaticano. La morte di Papa Francesco "rappresenta una profonda perdita per il mondo intero, poiché egli era una voce di pace, amore e compassione", ha quindi affermato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, definendo il Pontefice una figura importante per il suo ruolo nel ''promuovere la tolleranza e favorire il dialogo'' oltre che ''un sostenitore della causa palestinese''.

Lo ha reso noto la presidenza egiziana con un comunicato. Anche presidente cristiano del Libano Joseph Aoun ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa di Papa Francesco, "caro amico e forte sostenitore" del Paese multiconfessionale. "Non dimenticheremo mai i suoi ripetuti appelli a proteggere il Libano e a preservarne l'identità e la diversità", ha affermato Aoun, unico presidente cristiano del mondo arabo, in una dichiarazione su X della presidenza, definendo la morte di Francesco "una perdita per tutta l'umanità, perché era una voce potente a favore della giustizia e della pace" che chiedeva "il dialogo tra religioni e culture". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, un ‘ciclone’ benefico sulla Chiesa

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(Adnkronos) – Il 12 marzo del 2013 – dopo le dimissioni a sorpresa di Papa Benedetto XVI – le porte della Cappella Sistina si chiudono per il Conclave che eleggerà il nuovo pontefice.I fedeli che gremiscono piazza San Pietro e i media collegati in diretta da tutto il mondo non dovranno attendere molto per l'esito: il giorno seguente, dopo appena cinque scrutini, la fumata bianca anticipa ciò che sarà proclamato solennemente dalla Loggia delle Benedizioni della basilica vaticana: "Habemus Papam!". E' l'argentino, di origini piemontesi, Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, "preso quasi alla fine del mondo", come sottolinea lui stesso nel primo discorso alla folla dei credenti e dei turisti curiosi, dopo l'annuncio del nome scelto per il pontificato: Francesco.

E anche questa è decisione senza precedenti, se vogliamo 'rivoluzionaria', che entra nella Storia della Chiesa.  "Fratelli e sorelle, buona sera!", sono le sue prime parole da pontefice, anch'esse inusuali, come il duplice augurio di "buona notte e buon riposo!" con il quale si congeda dai fedeli, assicurando loro: "Ci vediamo presto"; e i domenicali "buon pranzo e arrivederci!".Francesco, già dal suo primo discorso, introduce due elementi non coreografici ma sostanziali per quello che sarà il suo ministero spirituale: si definisce anzitutto come 'vescovo di Roma' senza auto-attribuirsi il titolo di 'Papa'.

E prima di dare la benedizione alla folla dei credenti, chiede al popolo cristiano di pregare per lui e lo chiede "per favore", altro termine che risulterà ricorrente nel suo pontificato. Un pontificato, quello del 'gesuita-francescano' Bergoglio, che viene subito incorniciato da una foto che anch'essa può definirsi 'storica' senza temere di abusare del termine: quella dell'abbraccio tra Papa Francesco e il pontefice emerito Benedetto XVI, all'eliporto di Castel Gandolfo, seguita dall'immagine – che farà il giro del mondo – dei due Papi inginocchiati l'uno accanto all'altro e raccolti in preghiera davanti all'altare e al crocifisso.Una 'coabitazione' virtuale – "il Papa è uno solo e oggi si chiama Francesco", ha tenuto a specificare Benedetto – sicuramente inedita.  Un atteso appuntamento quotidiano si rivelerà invece quello della messa e dell'omelia di ogni mattina alle 7 in Santa Marta, la domus all'interno della Città del Vaticano dove Jorge Mario Bergoglio decide di abitare, rifiutando le stanze del Palazzo Apostolico, considerato "un imbuto" che gli impedirebbe di vivere a contatto con la gente.

Gente che sempre più numerosa affolla la piazza San Pietro in occasione delle udienze generali del mercoledì mattina e della recita dell'Angelus al mezzogiorno della domenica. Piazza che calcherà completamente vuota, quasi come un pianeta disabitato, con passo incerto e affaticato incorniciato dal colonnato, sotto la pioggia, nella drammatica serata in cui, con un crocifisso 'miracoloso' alle spalle, chiederà l'aiuto di Dio per fermare l'epidemia mondiale da coronavirus, che miete vittime e chiude le persone nelle loro case. Proprio attraverso le parole espresse nelle omelie del mattino in Santa Marta o nell'udienza in piazza San Pietro, i cattolici e anche i fedeli di altre religioni e i non credenti – con i quali instaura un dialogo franco e aperto – mostrano di apprezzare i toni semplici e misericordiosi di Francesco, l'invito ad essere cristiani 'di sostanza' e non solo 'di apparenza', l'esortazione a "non stancarsi mai di chiedere perdono al Signore, perché Lui non si stanca mai di perdonarci, Lui perdona sempre".Da qui, l'indizione di un Giubileo straordinario della Misericordia. Molto forte anche l'intervento sulla politica sociale ed economica, con le accuse più volte ripetute nei confronti di "una economia che uccide e un mercato che è una tirannia invisibile, in cui prevale la legge del più forte e dove regnano la speculazione, la corruzione e l'evasione fiscale" e in difesa dell'ambiente e del creato, con l'enciclica 'Laudato Si'; e della comune fratellanza e uguaglianza al di là di ogni differenza, con l'enciclica, 'Fratelli Tutti'.

Posizioni che gli costano persino l'epiteto di 'marxista' rivoltogli dagli ambienti ultraconservatori Usa e ovviamente respinte al mittente, con la sottolineatura che "questo non è comunismo, questo è il Vangelo". Altre scelte e altri segni, compiuti fin da subito da Bergoglio, hanno il potere mediatico di identificare il suo pontificato alla guida di "una Chiesa povera, per i poveri", di "una Chiesa in uscita", verso le "periferie" sociali ed esistenziali.A cominciare dal suo stesso abbigliamento, con la talare bianca indossata sopra i pantaloni, neri come le scarpe non più di colore rosso.

E poi, la croce sul petto, non d'oro ma semplicemente d'argento dorato.Infine la 'papalina', il copricapo portato sempre al posto della tiara o della mitria e tante volte 'scambiata' con un sorriso con i bambini durante il 'giro' in papamobile che precede le udienze in piazza. Non si priverà di usare anche parole ed espressioni talora ripescate da proverbi, modi di dire gergali e saggezze popolari.

Ma alle quali il Papa farà seguire i fatti, soprattutto per curare le 'piaghe' di scandali morali, sessuali e finanziari, che non hanno risparmiato la Chiesa degli ultimi tempi, fin dentro le mura leonine del Vaticano.Ma al di là di tutto, se non una vera e propria 'rivoluzione', sicuramente il pontificato di Jorge Mario Bergoglio sarà ricordato come un ciclone, naturalmente benefico, che si è abbattuto sulla Chiesa: il 'ciclone' Francesco. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“E’ morto Papa Francesco”, l’annuncio in diretta su Raiuno – Video

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(Adnkronos) – "E' morto Papa Francesco".Eleonora Daniele, in diretta su Raiuno, annuncia il diretta la morte di Papa Francesco. "Penso una delle notizie più tristi per tutto il mondo.

Le agenzie riportano, ora, la morte del Papa", dice la conduttrice nel silenzio totale dello studio alle 9.59 del 21 aprile. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da ‘Laudato sì’ a ‘Dilexit nos’, le 4 encicliche di Papa Francesco

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(Adnkronos) – Sono quattro le encicliche promulgate da Papa Francesco, morto oggi all'età di 88 anni: "Lumen Fidei" (29 giugno 2013), "Laudato si'" (24 maggio 2015), "Fratelli tutti" (3 ottobre 2020) e "Dilexit nos" (24 ottobre 2024).  La prima enciclica è in realtà frutto del lavoro di Benedetto XVI. "Lumen Fidei" (Luce della fede) è la conclusione delle encicliche dedicate alle virtù teologali: Papa Joseph Ratzinger, infatti, aveva pubblicato "Deus Caritas Est" e "Spe Salvi".Papa Francesco nell'incipit scrive che Benedetto XVI "aveva già quasi completato una prima stesura di Lettera enciclica sulla fede.

Gliene sono profondamente grato e, nella fraternità di Cristo, assumo il suo prezioso lavoro, aggiungendo al testo alcuni ulteriori contributi.Il Successore di Pietro, ieri, oggi e domani, è infatti sempre chiamato a 'confermare i fratelli' in quell'incommensurabile tesoro della fede che Dio dona come luce sulla strada di ogni uomo". "Si è visto – si legge nel testo dell'enciclica – che la luce della ragione autonoma non riesce a illuminare abbastanza il futuro; alla fine, esso resta nella sua oscurità e lascia l’uomo nella paura dell’ignoto.

E così l’uomo ha rinunciato alla ricerca di una luce grande, di una verità grande, per accontentarsi delle piccole luci che illuminano il breve istante, ma sono incapaci di aprire la strada.Quando manca la luce, tutto diventa confuso, è impossibile distinguere il bene dal male, la strada che porta alla meta da quella che ci fa camminare in cerchi ripetitivi, senza direzione. È urgente perciò recuperare il carattere di luce proprio della fede, perché quando la sua fiamma si spegne anche tutte le altre luci finiscono per perdere il loro vigore.

La luce della fede possiede, infatti, un carattere singolare, essendo capace di illuminare tutta l’esistenza dell’uomo.Perché una luce sia così potente, non può procedere da noi stessi, deve venire da una fonte più originaria, deve venire, in definitiva, da Dio.

La fede nasce nell’incontro con il Dio vivente, che ci chiama e ci svela il suo amore, un amore che ci precede e su cui possiamo poggiare per essere saldi e costruire la vita". La seconda enciclica di Papa Francesco si intitola "Laudato sì", citazione del Cantico delle Creature di San Francesco d'Assisi.Dedicata alla ecologia integrale, il pontefice sottolinea il legame inscindibile tra l'umanità e la Creazione.

Francesco mette ripetutamente dai rischi derivati dalla mancata attenzione alla cura della casa comune. "Oggi – afferma il Papa – non possiamo fare a meno di riconoscere che un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri.Quando non si riconosce nella realtà stessa l’importanza di un povero, di un embrione umano, di una persona con disabilità, difficilmente si sapranno ascoltare le grida della natura stessa.

E’ preoccupante il fatto che alcuni movimenti ecologisti difendano l’integrità dell’ambiente, e con ragione reclamino dei limiti alla ricerca scientifica, mentre a volte non applicano questi medesimi princìpi alla vita umana". La terza enciclica dal titolo "Fratelli tutti, Papa Francesco" è dedicata alla fraternità e alla amicizia sociale.Secondo il Papa oggi, "la storia sta dando segni di un ritorno all’indietro.

Si accendono conflitti anacronistici che si ritenevano superati, risorgono nazionalismi chiusi, esasperati, risentiti e aggressivi.In vari Paesi un’idea dell’unità del popolo e della nazione, impregnata di diverse ideologie, crea nuove forme di egoismo e di perdita del senso sociale mascherate da una presunta difesa degli interessi nazionali".

Oggi – sottolinea il pontefice – si avverte "la perdita del senso della storia che provoca ulteriore disgregazione.Si avverte la penetrazione culturale di una sorta di decostruzionismo" che porta a "nuove forme di colonizzazione culturale".

Riferendosi alla pandemia di Covid, il pontefice rileva che "passata la crisi sanitaria, la peggiore reazione sarebbe quella di cadere ancora di più in un febbrile consumismo e in nuove forme di auto-protezione egoistica.Voglia il Cielo che alla fine non ci siano più gli altri, ma solo un noi.

Che non sia stato l'ennesimo grave evento storico da cui non siamo stati capaci di imparare".In definitiva – osserva Francesco – è "impossibile capire me stesso senza un tessuto più ampio di relazioni". "L'amore che è autentico, che aiuta a crescere, e le forme più nobili di amicizia abitano cuori che si lasciano completare.

La statura spirituale di un’esistenza umana è definita dall'amore". La quarta enciclica del pontificato di Papa Francesco intitolata "Dilexit nos" è sull'amore umano e divino del Cuore di Gesù Cristo.Secondo le intenzioni del Papa si tratta di una enciclica che raccoglie "le preziose riflessioni di testi magisteriali precedenti e di una lunga storia che risale alle Sacre Scritture, per riproporre oggi, a tutta la Chiesa" il culto del Sacro Cuore di Gesù "carico di bellezza spirituale"."Si potrebbe dire che io sono il mio cuore, perché esso è ciò che mi distingue, mi configura nella mia identità spirituale e mi mette in comunione con le altre persone", afferma il pontefice.  "Dilexit nos" ripercorre tradizione e attualità del pensiero "sull'amore umano e divino del cuore di Gesù Cristo", invitando a rinnovare la sua autentica devozione per non dimenticare la tenerezza della fede, la gioia di mettersi al servizio e lo slancio della missione. È infatti nel Cuore di Cristo che “ì"possiamo trovare tutto il Vangelo" e “riconosciamo finalmente noi stessi e impariamo ad amare".

Secondo Francesco, incontrando l’amore di Cristo, "diventiamo capaci di tessere legami fraterni, di riconoscere la dignità di ogni essere umano e di prenderci cura insieme della nostra casa comune".L’auspicio è che il mondo, "che sopravvive tra le guerre, gli squilibri socioeconomici, il consumismo e l’uso anti-umano della tecnologia, possa recuperare ciò che è più importante e necessario: il cuore". Il primo capitolo, "L’importanza del cuore", spiega perché occorre “ritornare al cuore” in un mondo nel quale siamo tentati di “diventare consumisti insaziabili e schiavi degli ingranaggi di un mercato". È il cuore “che unisce i frammenti” e rende possibile "qualsiasi legame autentico, perché una relazione che non è costruita con il cuore è incapace di superare la frammentazione dell’individualismo".

E il mondo può cambiare “a partire dal cuore”.Il secondo capitolo si sofferma sui gesti e sulle parole d’amore di Cristo, mentre il terzo “Questo è il cuore che ha tanto amato” spiega come la Chiesa rifletta e abbia riflettuto “sul santo mistero del Cuore del Signore”.

Il Papa sottolinea che “la devozione al Cuore di Cristo è essenziale per la nostra vita cristiana in quanto significa l’apertura piena di fede e di adorazione al mistero dell’amore divino e umano del Signore, tanto che possiamo affermare ancora una volta che il Sacro Cuore è una sintesi del Vangelo”.Di qui l’invito a rinnovare la devozione al Cuore di Cristo anche per contrastare “nuove manifestazioni di una ‘spiritualità senza carne’ che si moltiplicano nella società”. È necessario tornare alla “sintesi incarnata del Vangelo” davanti a “comunità e pastori concentrati solo su attività esterne, riforme strutturali prive di Vangelo, organizzazioni ossessive, progetti mondani, riflessioni secolarizzate, su varie proposte presentate come requisiti che a volte si pretende di imporre a tutti”.  Negli ultimi due capitoli, il Pontefice mette in luce i due aspetti che “la devozione al Sacro Cuore dovrebbe tenere uniti per continuare a nutrirci e ad avvicinarci al Vangelo: l’esperienza spirituale personale e l’impegno comunitario e missionario”.

Nel quarto, “L’amore che dà da bere”, rilegge le Sacre Scritture, e con i primi cristiani, riconosce Cristo e il suo costato aperto in “colui che hanno trafitto” che Dio riferisce a se stesso nella profezia del libro di Zaccaria.Diversi Padri della Chiesa hanno menzionato “la ferita del costato di Gesù come origine dell’acqua dello Spirito”, in primis Sant’Agostino, che “ha aperto la strada alla devozione al Sacro Cuore come luogo di incontro personale con il Signore”.  Tra i devoti, l’Enciclica ricorda San Francesco di Sales, Santa Margherita Maria Alacoque, Santa Teresa di Lisieux, Santa Faustina Kowalska, San Giovanni Paolo II.

L’ultimo capitolo “Amore per amore” approfondisce la dimensione comunitaria, sociale e missionaria della devozione al Cuore di Cristo, che, nel momento in cui “ci conduce al Padre, ci invia ai fratelli”.L’amore per i fratelli è infatti il “gesto più grande che possiamo offrirgli per ricambiare amore per amore”, come ha testimoniato, ad esempio, San Charles de Foucauld.  Il testo si conclude con una preghiera di Francesco: “Prego il Signore Gesù che dal suo Cuore santo scorrano per tutti noi fiumi di acqua viva per guarire le ferite che ci infliggiamo, per rafforzare la nostra capacità di amare e servire, per spingerci a imparare a camminare insieme verso un mondo giusto, solidale e fraterno.

Questo fino a quando celebreremo felicemente uniti il banchetto del Regno celeste.Lì ci sarà Cristo risorto, che armonizzerà tutte le nostre differenze con la luce che sgorga incessantemente dal suo Cuore aperto.

Che sia sempre benedetto!". (di Paolo Martini)  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morte Papa Francesco, rinviate partite Serie A di oggi

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(Adnkronos) – Dopo la morte di Papa Francesco, la Lega Serie A rinvia le partite in programma oggi 21 aprile 2025.Non si giocheranno oggi i match Torino-Udinese (12.30), Cagliari-Fiorentina (15), Genoa-Lazio (18) e Parma-Juventus (20.45).

La Lega non ha reso note le date dei recuperi. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto Papa Francesco, il gesuita dalla ‘fine del mondo’ al centro della Chiesa universale

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(Adnkronos) – E' morto oggi Papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio.Argentino, è stato il primo pontefice proveniente dal continente americano.

Prima di lui, nessun altro era stato eletto a capo della Chiesa cattolica universale arrivando da oltreoceano o, come disse lui stesso appena eletto salutando i fedeli dalla Loggia delle Benedizioni della basilica di San Pietro in Vaticano, "preso quasi alla fine del mondo!".Primo anche ad essere scelto fra i gesuiti e a scegliere il nome di Francesco, autentico 'manifesto' del suo pontificato. Era nato a Buenos Aires il 17 dicembre del 1936, da una famiglia di origini italiane: piemontesi della provincia di Asti, il padre Mario Bergoglio e la madre Regina Maria Sivori erano salpati nel 1928 da Genova per l'Argentina, dove nascerà Jorge Mario, primogenito di cinque figli, tre maschi e due femmine.

Perito chimico, all'età di 21 anni è colpito da una grave polmonite e gli viene asportata la parte superiore del polmone destro.Un anno dopo, entra nel seminario dei gesuiti e nel 1963 si laurea in Filosofia. L'ordinazione presbiteriale è del 13 dicembre del 1969 e dal 1973 al 1979 è rettore della facoltà di Teologia e Filosofia a San Miguel.

E' Papa Giovanni Paolo II a nominarlo vescovo ausiliare di Buenos Aires nel 1992 e nel 1998 diviene arcivescovo della diocesi della capitale e con questo titolo anche primate d'Argentina.Il 21 febbraio del 2001, Karol Wojtyla lo crea cardinale e dal 2005 al 2011 è alla guida della Conferenza Episcopale dell'Argentina. Già nel Conclave che nel 2005 elesse Joseph Ratzinger, Bergoglio era inserito fra i cardinali 'papabili' e pare sia stato il più votato dopo colui che sarebbe diventato Papa con il nome di Benedetto XVI.

Con le dimissioni a sorpresa del pontefice tedesco, il 12 marzo del 2013 si apre un nuovo Conclave.Ma il portone della Cappella Sistina rimarrà chiuso soltanto per due giorni. Infatti, nel pomeriggio del 13 marzo, al quinto scrutinio, la fumata bianca in piazza San Pietro indica che 'Habemus Papam!" ed è proprio Jorge Mario Bergoglio, che sceglierà il nome di Francesco, primo Papa nella Storia della Chiesa a richiamarsi al santo dei poveri di Assisi.

Ed è anche il primo gesuita a diventare pontefice. Non va ad abitare nell'appartamento papale del Palazzo Apostolico, ma sceglie di restare nella domus di Santa Marta, sempre in Vaticano, dove ha soggiornato da cardinale durante le congregazioni e il Conclave.Il 19 marzo, la messa inaugurale del pontificato, sul sagrato di San Pietro, vede la partecipazione di 130 delegazioni ufficiali provenienti da ogni parte del mondo.

E il 7 aprile prende possesso della cattedrale di Roma, la basilica di San Giovanni in Laterano. Gli incontri con il Papa emerito segnano mediaticamente soprattutto gli inizi del suo pontificato.Francesco e Benedetto XVI si incontrano la prima volta il 23 marzo del 2013 a Castel Gandolfo, dove Joseph Ratzinger soggiorna in attesa che terminino i lavori di ristrutturazione del monastero di Mater Ecclesiae all'interno dei Giardini Vaticani dove poi andrà ad abitare.

Si abbracciano e poi pregano insieme, inginocchiati l'uno accanto all'altro: una foto che farà il giro del mondo. Poi, si rivedono il 5 luglio in Vaticano, il 22 febbraio del 2014 in occasione del primo Concistoro per la creazione dei nuovi cardinali e ancora il 27 aprile in piazza San Pietro alla cerimonia di canonizzazione dei due papi, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II e il 19 ottobre alla concelebrazione della messa in piazza San Pietro per la beatificazione di Paolo VI. L'ultimo grande evento pubblico che vede insieme Papa Francesco e il pontefice emerito Benedetto XVI – incontrato poi in altre circostanze occasione di ogni compleanno – è l'8 dicembre del 2015, per l'apertura del Giubileo straordinario della misericordia – indetto con la bolla "Misericordiae Vultus" dell'11 aprile del 2015 – con Joseph Ratzinger che assiste all'apertura della Porta Santa, che varca subito dopo Jorge Mario Bergoglio.L'ultimo atto 'ufficiale', invece, è la lettera con la quale Benedetto XVI, a cinque anni esatti dal Conclave, il 12 marzo del 2018, ha tenuto a sottolineare la piena continuità fra il suo pontificato e quello del suo successore. Di grande impatto, il 7 settembre del 2013, la veglia di preghiera in piazza San Pietro per la pace in Siria.

Significativa, a livello politico internazionale, la riflessione comune e la preghiera per la pace in Medio Oriente che Papa Francesco organizza – al ritorno dal pellegrinaggio dal 24 al 26 maggio del 2014 in Terra Santa – per l'8 giugno successivo con il presidente israeliano Shimon Peres e il leader dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, nei Giardini Vaticani. Una 'pietra miliare' del dialogo interreligioso sarà l'incontro ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi il 4 febbraio 2019 con il grande imam di Al-Azhar, al Tayyb, per la firma del documento sulla 'Fratellanza Umana per la pace mondiale e la convivenza comune'. Ma è all'Avana che si realizza un 'miracolo' diplomatico, con la ripresa dei rapporti tra Usa e Cuba; ed ecumenico, con l'incontro del Papa con Kirill I patriarca di Mosca, dopo l'amicizia consolidata con Bartolomeo I patriarca di Costantinopoli e il rinsaldamento dei rapporti con gli ebrei "fratelli maggiori" nella Sinagoga di Roma.Sempre nella scia del dialogo ecumenico che coinvolge anche la galassia protestante, con valdesi, luterani e anglicani. Papa Francesco è autore di quattro encicliche.

La prima, 'Lumen Fidei' firmata da Bergoglio il 29 giugno del 2013 ma con ampi stralci preparati dal suo predecessore Ratzinger, è dedicata alla fede cristiana. "Non lasciamoci rubare la speranza" è l'esortazione che riecheggia nel documento, che spesso viene presentato come scritto a 'quattro mani'.Ma le encicliche che connotano il suo pontificato sono senza dubbio quelle dal contenuto 'francescano': la 'Laudato Si' e la 'Fratelli Tutti'. La 'Laudato Si', firmata il 24 maggio del 2015 nel giorno di Pentecoste e resa pubblica il 18 giugno, è un documento che sottolinea l'esigenza di una ecologia integrale, dell'uomo e del pianeta, per la salvaguardia del Creato e la tutela dell'ambiente, che richiama nel titolo e cita direttamente fin dal suo 'incipit' il 'Cantico delle Creature' di San Francesco d'Assisi, invocando un mondo che non sia schiavo della finanza e della 'economia dello scarto'. A oltre cinque anni di distanza, il 3 ottobre del 2020, Papa Francesco firma – insolitamente non in Vaticano o al Laterano ma nel Sacro Convento di Assisi – la sua terza enciclica, 'Fratelli Tutti', pubblicata il giorno seguente in coincidenza voluta con la festività liturgica di San Francesco.

Partendo dal dato tragicamente attuale della pandemia per il coronavirus, il Pontefice esorta all'amicizia sociale e alla fraternità universale, senza che "nessuno sia lasciato indietro".E' del 23 ottobre 2024 l'ultima enciclica di Papa Francesco, la 'Dilexit Nos'. Anche l'esortazione apostolica 'Evangelii Gaudium' del 24 novembre del 2013, pur non essendo stata pubblicata sotto veste di enciclica, spiega bene come Francesco intenda il ruolo suo e della Chiesa cattolica, chiedendo una "conversione del papato".  Una rotta che va invertita anche nel campo delle finanze, come dimostrano i diversi interventi sullo Ior e l'istituzione di una Segreteria vaticana per l'Economia. Un intervento più complesso riguarda invece il governo della Chiesa e la Curia Romana, per la cui riforma viene creato un Consiglio di nove Cardinali, ribattezzato dai media 'C9', poi sceso a C6, cui partecipa anche il nuovo Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin – che subentra al cardinale Tarcisio Bertone – da lui scelto il 15 ottobre del 2013 per la guida del governo e della diplomazia pontificia. Le 'periferie' – quelle esistenziali dell'uomo come quelle geografiche, in Italia come nel resto del mondo – sono il terreno prediletto dei suoi viaggi apostolici.

Il primo lo compie non a caso a Lampedusa, l'isola siciliana dove si registrano i continui sbarchi di migranti dalle sponde settentrionali dell'Africa, in cerca di un futuro diverso per la loro esistenza.E che viene 'replicato' nell'isola greca di Lesbo, territorio in cui convergono i rifugiati che scappano da guerre e violenze in Medio Oriente, con pensieri frequenti anche a chi dall'Afghanistan, dal Pakistan o dal Bangladesh tenta di arrivare in Europa attraverso la rotta balcanica. In Italia rende omaggio a padre Pio, recandosi a Pietrelcina e a San Giovanni Rotondo; e visita le terre di don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani, don Tonino Bello e don Pino Puglisi.

E si reca più volte nella Assisi di San Francesco, nonché a Loreto. Visita anche le grandi realtà cittadine, iniziando da Cagliari e poi in successione a Napoli, Torino, Firenze, Milano, Genova, Bologna, Bari, Palermo, mentre nella 'sua' Roma, oltre alle tradizionali celebrazioni nelle grandi basiliche pontificie e le Via Crucis al Colosseo, visita soprattutto le parrocchie più periferiche dal punto di vista geografico e sociale. Fuori dai confini dell'Italia, di cui è Primate in quanto Vescovo di Roma, il Papa spazia dal Brasile della Giornata mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro nel 2013 alla Polonia per la Gmg di Cracovia nel 2016 a Panama per la Gmg del 2019. Il Pontefice viaggia molto: dalla Terra Santa di Palestina, Israele e Giordania al Marocco e alla Turchia, dalla Svezia al Portogallo, dall'Irlanda ai Balcani, dal Caucaso ai Baltici; in Asia e in Estremo Oriente, con la Corea del Sud e le Filippine, il Myanmar e il Bangladesh, la Thailandia e il Giappone – con l'appello contro le armi nucleari lanciato da Hiroshima – e in Iraq. E ancora, si spinge fino alle Americhe con Cuba e gli Usa e poi il Messico, la Bolivia, l'Ecuador, il Paraguay, la Colombia, il Cile, il Perù…ma non la sua Argentina; sulle sponde del Mediterraneo in Egitto, mentre in Centrafrica apre nella capitale Bangui la prima Porta Santa del Giubileo straordinario della misericordia; nonché in Kenya e Uganda; in Mozambico e nel Madagascar.

Fino ai discorsi davanti ai più grandi consessi internazionali: l'Onu, la Ue, la Fao. Ma accanto ai discorsi ai Grandi della Terra, agli eventi internazionali, agli interventi religiosi e diplomatici, risuoneranno per sempre le sue parole semplici tante volte espresse in pubblico: dall'altare della domus di Santa Marta durante la celebrazione delle messe mattutine, agli Angelus dalla finestra del Palazzo Apostolico, alle udienze generali in una piazza San Pietro sempre stracolma di fedeli o drammaticamente vuota, nella primavera del 2020 in piena emergenza per il coronavirus, quando solo, sotto la pioggia, con alle spalle un crocifisso miracoloso che salvò Roma dalle peste, invoca l'aiuto di Dio per fermare la pandemia. A cominciare dagli auguri più 'normali' e forse proprio per questo più 'inusuali', almeno sulla bocca di un Papa, fin dal primo momento della sua elezione al Soglio di Pietro: "Buonasera!", "Buongiorno!", "Buon pranzo!".E quella invocazione sempre ripetuta in ogni occasione: "Per favore, non dimenticate di pregare per me". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E’ morto Papa Francesco, il Pontefice aveva 88 anni

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(Adnkronos) –
E’ morto oggi Papa Francesco.Il Pontefice aveva 88 anni. “Questa mattina alle 7.35 il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre”, ha detto il cardinale Kevin Farrell nella dichiarazione pubblicata dal Vaticano sul suo canale Telegram.

Ieri il Papa si era affacciato da San Pietro per la benedizione urbi et orbi pasquale. Nato Jorge Mario Bergoglio, era stato eletto al soglio pontificio il 13 marzo del 2013, diventando a 76 anni il primo Papa giunto dalle Americhe.Nato a Buenos Aires in Argentina il 17 dicembre 1936, era figlio di emigranti piemontesi.  Papa Francesco era stato ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma per oltre un mese dallo scorso 14 febbraio per una polmonite bilaterale.

I problemi respiratori del Pontefice si erano ripetuti con frequenza da quando il 29 marzo 2023 si era sentito male dopo un’udienza generale ed era stato ricoverato d’urgenza sempre al Gemelli.Era stato lui stesso a spiegare che si era trattato di una “polmonite acuta e forte nella parte bassa dei polmoni".

Al Santo Padre all'età di 21 anni venne asportato il lobo superiore del polmone destro dopo una grave polmonite. Dopo le dimissioni dal Gemelli, il Pontefice era tornato nella residenza di Santa Marta.Nelle ultime settimane, una serie di apparizioni pubbliche a sorpresa.

Ieri, la benedizione Urbi et Orbi per la Pasqua, con un bagno di folla in piazza san Pietro con la papamobile tra i fedeli: l'ultimo abbraccio.  Jorge Mario Bergoglio nasce a Buenos Aires il 17 dicembre 1936, figlio di emigranti piemontesi: suo padre Mario fa il ragioniere, impiegato nelle ferrovie, mentre sua madre, Regina Sivori, si occupa della casa e dell’educazione dei cinque figli. Dalle ricerche effettuate si è scoperto che le origini di Papa Francesco sono da collocarsi tra i comuni di Passerano Marmorito e Cocconato d'Asti, sulle colline del Basso Monferrato.Il nonno, la nonna e il padre del pontefice lasciarono l'Astigiano per l'Argentina nel febbraio del 1929. Secondo l'albero genealogico del pontefice ricostruito dal Comune di Asti, il trisnonno Giuseppe Bergoglio era nato nel 1816 a Schierano, frazione di Passerano Marmorito, mentre la trisnonna Gioacchino Maria, figlia di Antonio, era nata nel 1819 a Cocconato d'Asti.

Dopo il matrimonio, i Bergoglio andarono a vivere più vicino ad Asti, a Montechiaro, dove nel 1857 nasceva Francesco, che si sarebbe sposato con Maria Bugnano, nativa di San Martino Alfieri.Di lì a poco la famiglia si sarebbe trasferita a Bricco Marmorito, una frazione del Comune di Asti nei pressi di Portacomaro. Negli archivi della parrocchia di San Bartolomeo a Portacomaro sono conservati i certificati di battesimo di diversi parenti dal pontefice, tra i quali quello del nonno, Giovanni Bergoglio (1884), che si trasferì a Torino nel 1906 e si sposò con Rosa Vassallo, nativa di Piana Crixia (Appennino ligure).  Il padre del pontefice, Mario Bergoglio, nacque a Torino nel 1908, ma in seguito la famiglia tornò ad Asti (nel luglio del 1918), dove aprì un negozio di alimentari e dove risiedette in via Fontana, in Corso Alessandria e in via dell'Antica Zecca, prima di emigrare per l'Argentina.

Il padre del papa, che frequentò le scuole ad Asti, la madre Regina Sivori, di origini savonesi, e i nonni del futuro pontefice partirono per Buenos Aires il primo febbraio del 1929. Jorge Maria Bergoglio non ha mai dimenticato le sue origini astigiane e ha mantenuto sempre contatti con i parenti di Asti (alcuni dei quali risiedono ancora nella casa di Bricco Marmorito) e Torino anche dopo la sua elezione a Sommo Pontefice.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi Usa, Cina manda indietro il Boeing: troppo costoso

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(Adnkronos) –
La Cina ha rimandato indietro negli Stati Uniti un Boeing destinato ad una compagnia aerea di Pechino diventato troppo costoso dopo l'introduzione dei dazi da parte del presidente americano Donald Trump.Si tratta di un 737 Max, con un prezzo stimato di 55 milioni di dollari destinato a crescere dopo la guerra delle tariffe tra Washington e Pechino, con la prima che ha imposto dazi fino al 145% e la seconda che ha risposto con controdazi del 125%.

Il jet è stato rispedito al centro di produzione di Seattle ancora con i colori della compagnia aerea cinese Xiamen Airlines a cui era stato destinato. L'aereo, che ha effettuato soste per il rifornimento a Guam e alle Hawaii, ha condotto un viaggio di ritorno di ottomila chilometri.Il 737 Max è il modello più venduto della Boeing. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bologna-Inter 1-0, Saviano esulta: “Gol di Orsolini contro curva ndranghetista”

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(Adnkronos) –
L'Inter perde e Roberto Saviano, tifoso del Napoli, esulta su Instagram festeggiando il gol del Bologna "contro la curva più ndranghetista del paese".La sconfitta dei nerazzurri, maturata allo scadere per il gol di Orsolini, consente al Napoli di agganciare il primo posto in classifica a 5 giornate dalla fine del campionato. Il k.o.

dell'Inter è stato provocato dalla rete che Orsolini ha realizzato al 95'.Saviano pubblica l'immagine dell'esultanza del giocatore del Bologna con un messaggio di poche righe: "Gooool!!

Un gol contro la curva più ndranghetista del paese, contro una società l'Inter che ha fatto della sua ambiguità con i clan la sua cifra", scrive facendo riferimento all'inchiesta sulle infiltrazioni malavitose nella curva nerazzurra e ai presunti rapporti tra tifo e club. A chi stigmatizza le "accuse gravissime", Saviano risponde: "Non ho accusato tutti i tifosi, ho detto che la curva dell'Inter in questo momento è la più infiltrata d'Italia e che trovo assurdo che la società negli anni non abbia saputo agire, anzi si sia posta come emerge nelle indagini in una posizione di subalternità" —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Yemen, raid Usa su mercato a Sana’a: almeno 12 morti

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(Adnkronos) – Sono almeno 12 le persone che sono state uccise e altre 30 quelle che sono state ferite in raid aerei americani condotti nelle prime ore di oggi su Sana'a, capitale dello Yemen.E' quanto ha reso noto il ministero della Sanità dei ribelli Houthi.

L'agenzia di stampa Saba guidata dagli Houthi spiega che i raid aerei condotti ''dal nemico americano'' hanno colpito un mercato nel distretto di Farwa. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parma-Juventus: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Scende in campo la Juventus.I bianconeri affrontano oggi, lunedì 21 aprile, il Parma al Tardini nella 33esima giornata di Serie A.

La squadra di Tudor vuole continuare la sua corsa Champions consolidando il quarto posto in classifica, mentre quella di Chivu è a caccia di preziosi punti salvezza.  La sfida tra Parma e Juventus è in programma oggi, lunedì 21 aprile, alle ore 20.45.Ecco le probabili formazioni: 
Parma (3-5-2): Suzuki; Leoni, Valenti, Vogliacco; Delprato, Keita, Bernabé, Sohm, Valeri; Man, Bonny.

All.Chivu 
Juventus (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Veiga, Kelly; Gonzalez, Locatelli, Thuram, Cambiaso; Conceicao, Kolo Muani; Vlahovic.

All.Tudor  Parma-Juventus sarà trasmessa in diretta e in esclusiva su Dazn.

La sfida sarà disponibile anche tramite smart tv e in streaming attraverso l'app e la piattaforma di Dazn. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, tregua finita: attacchi russi su varie città, sirene a Kiev

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(Adnkronos) – Scaduta la tregua pasquale annunciata da Vladimir Putin, sono ripresi oggi, lunedì 21 aprile, i raid aerei sull'Ucraina orientale meridionale.Le sirene di allarme sono risuonate nella notte in varie regioni e città, sotto attacco da parte delle forze armate russe. Esplosioni hanno scosso Cherkasy, Kherson e la regione di Odessa.

Sirene di allarme antiaereo sono suonate anche a Kiev. ''L'eserciro russo ha lasciato droni sulla regione'', ha scritto il governatore regionale di Dnipropetrovsk Sergiy Lysak said su Telegram.Nell'attacco è stata danneggiata una casa e un incendio è scoppiato in un magazzino alimentare, ma non sono stati segnalati feriti. Anche Vitaliy Kim, governatore della regione meridionale di Mykolaiv, ha segnalato la ripresa dei raid russi. ''La mattina del 21 aprile, verso le 4:57, il nemico ha attaccato la città con i missili.

Non ci sono vittime o danni'', ha affermato.  Kiev e Mosca si sono accusate a vicenda di aver violato il cessate il fuoco. . "La Russia ha violato la tregua di Pasqua circa 3.000 volte", ha detto il presidente Volodymyr Zelensky, riferendo di molteplici violazioni del cessate il fuoco da parte delle truppe di Mosca lungo la linea del fronte. L'esercito ha segnalato 96 assalti russi contro posizioni ucraine, 1.882 bombardamenti e 950 utilizzi di droni russi, ha affermato il presidente, citando un briefing del comandante in capo Oleksandr Syrskyi. "In effetti, su tutte le principali direzioni del fronte, la Russia non ha mantenuto le sue promesse", ha detto Zelensky. . —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gialappashow, chi è la conduttrice della puntata di oggi: anticipazioni

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(Adnkronos) – 'GialappaShow', il programma della Gialappa’s Band con Marco Santin e Giorgio Gherarducci, arriva al giro di boa.La quarta puntata va in onda oggi, lunedì 21 aprile, alle 21.30 in prima visione assoluta su Tv8, anche in simulcast su Sky e in streaming su Now.   Questa volta è Matilde Gioli, attrice dal talento multiforme, ad affiancare alla conduzione il Mago Forest.

Una puntata spumeggiante che decolla fin dall’anteprima quando Stefano Accorsi duetta al citofono con Miriam, alias Brenda Lodigiani.I due lasciano poi spazio alla sigla ispirata alla serie 'Baywatch', cui partecipa tutto il cast.   I Neri per Caso si esibiscono con Joan Thiele e la pianista Costanza Principe sulle note di 'My Babe Just Cares for Me' di Nina Simone.

Accompagnati al pianoforte sempre da Costanza Principe, i Neri per Caso interpretano, in una versione del tutto originale, 'The Typewriter' e 'Memories' dei Maroon 5.Elodie, co-conduttrice della prima puntata, fa un cameo nel nuovo episodio di 'Sensualità a corte' con Madreh (Simona Garbarino) e Jean Claude (Marcello Cesena).

Brenda Lodigiani si sdoppia in Marcella Bella in 'M – La figlia del secolo' e nella brunetta dei Ricchi e Poveri, mentre Max Giusti veste i panni di Antonino Cannavacciuolo a Masterchef e di Aurelio De Laurentiis, e Toni Bonji è prima 'Demotivatore – Annunciatore', poi 'Medico dello sport'.  In scaletta anche i filmati commentati dalla Gialappa’s Band, che prende di mira i programmi tv, i nuovi tormentoni del web e le partite di calcio di calcio internazionale, già al centro di Tv8 Gialappa’s Night nei mercoledì di Champions League. 'GialappaShow' è un programma di Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Lucio Wilson, scritto con Michele Foresta, Adriano Roncari, Antonio De Luca, Marco Vicari, Martino Migli, Giovanni Tamborrino, Claudio Fois, Albert Huliselan Canepa, Carmelo La Rocca, Laura Bernini e Giuliano Rinaldi.La regia è di Andrea Fantonelli. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Export vinicolo: come si stanno riorientando le strategie delle aziende italiane

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Le esportazioni rappresentano da tempo un pilastro del vino italiano.In alcuni casi superano il 70% del fatturato delle aziende, in altri sono la chiave per crescere in segmenti di mercato più redditizi e meno saturi.

Ma negli ultimi anni, le dinamiche globali hanno costretto molti produttori a rivedere le proprie strategie.Mutamenti nei consumi, fluttuazioni geopolitiche, crisi logistiche e nuove aspettative dei buyer hanno imposto un cambio di passo.

Per chi vuole comprendere meglio le nuove traiettorie dell’export vinicolo italiano, segnaliamo che esistono contenuti dedicati – ad esempio nella categoria servizi export di Winemeridian, magazine online specializzato nel mondo vitivinicolo – che analizzano tendenze, sfide e scenari nei mercati esteri.Fino a poco tempo fa, l’export era spesso affrontato con una logica opportunistica: un ordine estero, un importatore, qualche fiera di settore e un mercato in più da aggiungere al portafoglio.

Oggi questo approccio mostra i suoi limiti.I mercati sono diventati più selettivi, meno prevedibili.

Serve un modello diverso, più strategico, più strutturato.Le aziende italiane che esportano con successo non si affidano più al caso, ma lavorano su piani articolati che tengono conto di molti fattori: posizionamento, prezzo, logistica, comunicazione, presenza fisica e digitale.

Uno dei cambiamenti più significativi riguarda la selezione dei mercati.L’epoca dell’espansione indiscriminata sembra tramontata.

Sempre più imprese decidono di concentrarsi su un numero limitato di Paesi, ma con una presenza più solida.Una distribuzione capillare ma discontinua non basta più. È preferibile essere riconoscibili in cinque mercati chiave, piuttosto che essere marginali in venti.

Questo implica una maggiore conoscenza delle dinamiche locali, un dialogo costante con gli interlocutori commerciali e un investimento più mirato.La parola chiave è “fidelizzazione”.

I distributori chiedono continuità, sostegno, strumenti per raccontare il prodotto.I clienti finali cercano autenticità, trasparenza, coerenza.

Le aziende che riescono a presidiare il mercato in modo attivo, che formano il personale di vendita, che raccontano il proprio lavoro in modo chiaro, costruiscono relazioni più durature.E queste relazioni sono la vera infrastruttura dell’export.

Un altro ambito che sta cambiando è la gestione dell’offerta.In passato, molti produttori tendevano a proporre all’estero gli stessi vini che funzionavano in Italia.

Oggi si lavora in modo più selettivo.Alcuni prodotti sono pensati specificamente per determinati mercati: packaging adatto, formato differente, comunicazione tarata su gusti e aspettative locali.

La capacità di segmentare l’offerta e personalizzare la proposta è diventata una competenza strategica.Anche la comunicazione ha subito un’evoluzione.

Le cantine più strutturate non si limitano a partecipare a fiere e presentazioni, ma sviluppano contenuti digitali, storytelling, video, materiali in lingua, canali social geolocalizzati.La narrazione non è più un contorno, ma parte integrante della strategia commerciale. È ciò che differenzia un’etichetta da tutte le altre.

Ed è proprio attraverso questo racconto che si costruisce una reputazione nei mercati esteri.Sul piano organizzativo, molte aziende stanno creando o potenziando team export dedicati.

Non si tratta solo di saper parlare inglese o compilare un DDT per l’estero.Servono figure capaci di leggere i dati, interagire con partner internazionali, comprendere i trend, valutare nuove opportunità, prevenire rischi.

In alcune realtà, la funzione export si fonde con quella marketing; in altre, dialoga in modo continuo con l’amministrazione, la logistica e la produzione.In ogni caso, viene sempre più considerata come una delle aree vitali dell’impresa.

La logistica stessa è diventata parte del ripensamento strategico.Con l’aumento dei costi di trasporto e le difficoltà legate alla catena di approvvigionamento internazionale, molte aziende hanno dovuto ridefinire rotte, modalità di spedizione e rapporti con i vettori.

C’è chi ha scelto di accorciare le distanze, chi ha investito in magazzini all’estero, chi ha razionalizzato la rete per contenere i costi e migliorare l’efficienza.Una delle novità più rilevanti è l’integrazione tra export fisico e vendite digitali.

Il canale e-commerce – una volta marginale per il vino – ha assunto un ruolo crescente.Alcune aziende vendono direttamente all’estero tramite piattaforme internazionali o siti multilingua.

Altre si affidano a partner specializzati.In ogni caso, il digitale consente di raggiungere nicchie geografiche o di consumo prima impensabili.

Ma richiede competenze dedicate, gestione delle spedizioni, assistenza post-vendita, e una presenza online coerente.Infine, le nuove strategie export tengono conto anche dei criteri ESG (ambientali, sociali, di governance).

In molti mercati – soprattutto del Nord Europa, del Nord America e dell’Asia urbana – i buyer valutano la sostenibilità delle imprese come elemento di selezione.Vini certificati biologici, packaging sostenibili, cantine con sistemi di gestione ambientale attivi sono sempre più apprezzati.

Non è solo un vantaggio reputazionale, ma un vero e proprio requisito per entrare o restare in determinati circuiti di distribuzione.Il vino italiano ha dimostrato di saper competere con successo nel mondo.

Ma per continuare a farlo serve capacità di adattamento.Oggi esportare non significa solo spedire bottiglie, ma saper leggere mercati in trasformazione, investire su relazioni di valore, adattare i messaggi, lavorare sulla logistica, misurare l’impatto.

Le aziende che stanno riorientando la propria strategia in questa direzione sono anche quelle che stanno costruendo le basi per un posizionamento più solido, coerente e lungimirante.

Usa, nuova bufera su Hegseth: ha condiviso piani di guerra in chat con moglie e fratello

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(Adnkronos) – Un altro 'caso Signal' colpisce l'amministrazione Usa.Secondo il New York Times, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha condiviso i piani dettagliati per un'operazione militare contro gli Houthi nello Yemen in una chat di gruppo, questa volta sul suo telefono personale, nella quale erano presenti anche la moglie, Jennifer, ex produttrice di Fox News, e suo fratello Phil Hegseth, assunto al Pentagono come responsabile di collegamento del Dipartimento della Sicurezza Interna e consigliere senior.

Entrambi hanno accompagnato il Segretario alla Difesa in viaggi e hanno partecipato a riunioni di alto livello. La chat, denominata 'Defense 'Team Huddle', conta più di una dozzina di persone ed è stata creata durante il processo di conferma di Hegseth, come strumento per i suoi più stretti alleati per elaborare strategie.Ma il segretario ha continuato a utilizzarla, hanno affermato due fonti vicine alla vicenda.

Nel gruppo anche l'avvocato personale di Hegseth, Tim Parlatore. Si tratta del secondo caso di fuga di documenti riservati, dopo la vicenda resa nota nelle scorse settimane da un giornalista dell'Atlantic.Le informazioni condivise specificavano gli orari di volo degli F/A-18 Hornet diretti contro gli Houthi nello Yemen, replicando sostanzialmente i piani d'attacco condivisi anche con un altro gruppo Signal di alti funzionari creato dal consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz, in cui era stato aggiunto accidentalmente il giornalista Jeffrey Goldberg. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Genoa-Lazio: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – La Lazio torna in campo in campionato.Dopo la cocente delusione maturata in Europa League, dove biancocelesti sono stati eliminati dal Bodo Glimt ai rigori nei quarti di finale, i biancocelesti volano a Genova per sfidare oggi, lunedì 21 aprile, il Genoa nella 33esima giornata di Serie A.

La squadra di Inzaghi è reduce dal pareggio nel derby con la Roma, mentre i rossoblù di Vieira hanno firmato uno 0-0 al Bentegodi di Verona.  La sfida tra Genoa e Lazio è in programma oggi, lunedì 21 aprile, alle ore 18.Ecco le probabili formazioni: 
Genoa (4-2-3-1): Leali; Sabelli, De Winter, Vasquez, Martin; Thorsby, Frendrup; Messias, Miretti, Zanoli; Pinamonti.

All.Vieira 
Lazio (4-2-3-1): Mandas; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Rovella; Tchaouna, Dale-Bashiru, Zaccagni; Castellanos.

All.Baroni  Genoa-Lazio sarà trasmessa in diretta e in esclusiva su Dazn.

La sfida sarà disponibile anche tramite smart tv e in streaming attraverso l'app e la piattaforma di Dazn. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Formula Uno, GP dell’Arabia Saudita 2025: le pagelle di Carlo Ametrano

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Ancora Oscar Piastri.L’australiano vince il Gran Premio dell’Arabia Saudita davanti a Max Verstappen e alla Ferrari, che strappa il primo podio della sua stagione 2025, di Charles Leclerc.

Oggi abbiamo ascoltato per la nostra rubrica “Un voto per la Formula Uno” lo scrittore stabiese Carlo Ametrano, autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” e grande appassionato di Formula Uno.Con lo scrittore è stato fatto il punto sul Gran Premio svolto ieri a Jeddah.

Pubblichiamo l’estratto dell’intervista telefonica

Ciao Carlo, prima di iniziare con il pagellone ti chiediamo una considerazione sulla gara.

“La McLaren è la scuderia più forte, lo abbiamo sempre detto.Entrambi i titoli sono ormai cosa fatta, soprattutto quello costruttori.

In quello piloti sarà lotta tra Piastri e Norris, anche se Verstappen ha fatto bene”.

Primo posto per Oscar Piastri, nuovo leader del Mondiale!Voto?

“Vedo che è molto attento e lucido, non sbaglia niente tatticamente.

Rispetto a Norris fa meno errori.Voto 10 e lode”.

Seconda piazza per Max Verstappen.

Voto?

“Verstappen sta sempre lì.Ha fatto la pole e continua a metterci del suo, anche se per il Mondiale la vedo dura.

Voto 9″.

Terzo posto per la Ferrari di Charles Leclerc.Che ne pensi?

“Non ci dobbiamo illudere di questo terzo posto.

Ferrari resta sempre arretrata e deve migliorare. È un’altra annata buttata.Voto 6.5″.

Quarta piazza per Lando Norris.

Voto?

“Deve migliorare.Gli diamo la sufficienza per via della rimonta, ma doveva fare di più questo weekend.

Voto 6″.

Quinto invece per Russell.Che ne pensi?

“Mercedes non ha fatto benissimo, così e così.

Comunque la macchina resta equilibrata.Voto 6″.

Sesta piazza per Kimi Antonelli.

Come valuti la sua gara?

“Sta facendo bene e continua ad andare a punti. È il futuro della Formula 1.Voto 6”.

Che mi dici della prova e della settima posizione di Hamilton?

“Non so che dire.

Questa è stata principalmente un’operazione di marketing.Anche se prenderlo per poi farlo arrivare settimo o ottavo… non lo so.

Voto 5″.

Segue la Williams: in 8^ posizione c’è Sainz!Voto?

“Voto 6, di speranza”.

Che voto dai al nono posto di Albon?

“Stesso discorso fatto per Sainz.

Voto 6″.

Cosa mi dici invece della decima piazza di Hadjar?

“È un buon pilota.Può fare bene e lo sta dimostrando.

Voto 6″.

Carlo noi ti facciamo i complimenti e ti ringraziamo dando appuntamento con il pagellone a due settimane con il GP di Miami.Per salutarci, in attesa del pagellone di fine stagione, ci vuoi aggiornare sui tuoi appuntamenti?

“Il Senna Day ormai è alle porte, manca pochissimo.

Quasi contiamo le ore.Quest’anno ci sarà Pasquale Buondonno, che sarà insieme a me il relatore della serata e che ringrazio come sempre.

Ci sarà anche Roda Anchidin come madrina della serata, con Davide Sforzi che presenterà lo striscione per Ayrton Senna.Veniamo da un 30ennale bellissimo, ma come sai non sta a me decidere se la serata è bella o meno.

Non mancate: il prossimo 30 aprile alle Cantine Zuffa a Imola.Ci tenevo a ringraziare Odeon tv con Filippo Gherardi, Martina Renna e Federica Afflitto per avermi confermato per questa nuova stagione di F1.

Quest’anno, inoltre, saremo presenti anche al Gran Premio di Imola nel quale presenteremo lo striscione Ayrton Fans Club Toscana con Davide Sforzi.Con noi anche Gualtiero Pischedda e Giovanni Rodriguez.

Poi spazio all’Orgoglio Motoristico romano e al Minardi Day”.