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Papa Francesco morto, da ‘The Couple’ a ‘GialappaShow’: cosa non va in onda oggi

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(Adnkronos) –
Rai e Mediaset hanno cambiato la propria programmazione per ricordare Papa Francesco, morto oggi, lunedì 21 aprile, all'età di 88 anni.La morte del Pontefice influirà sui palinsesti di tutta la giornata: ecco cosa andrà in onda. Dalle ore 14.40 alle ore 20.00 circa, 'Pomeriggio Cinque Speciale' seguirà in diretta le ultime notizie sull’addio al Santo Padre, con ospiti e collegamenti.

Myrta Merlino, nel corso della diretta, darà poi la linea a tre diverse edizioni speciali del Tg5: alle ore 16.00, alle ore 17.00 e alle ore 18.00.  In access prime time, Toni Capuozzo firma il documento 'Papa Francesco – Così normale da essere straordinario'.Lo speciale, che ripercorre la straordinaria vita del Pontefice, verrà trasmesso in simulcast su tutte e tre le reti generaliste, Canale5, Italia1, Retequattro e Tgcom24 e Mediaset Extra.  A seguire, in prima serata, non andrà in onda 'The Couple' ma verrà trasmessa la miniserie diretta da Daniele Luchetti 'Chiamatemi Francesco.

Il Papa della gente', dedicata alla vita di Jorge Bergoglio. Dalle ore 14.00 alle ore 18.50, in diretta, 'Diario del Giorno', condotto da Manuela Boselli.In prima serata, andrà in onda uno 'Speciale Videonews': conduce Gianluigi Nuzzi, in studio Elena Guarnieri. L’edizione di 'Studio Aperto' delle ore 18.30 si allungherà fino alle ore 19.25. Su Rai1, il papa sarà ricordato a 'La vita in diretta' alle 16.30, a 'A sua Immagine' alle 18.40, nell’edizione del Tg1 delle 19.56, da 'Porta a Porta' alle 20.30, dal Tg1 Flash di mezzanotte seguito dalla fiction 'La Bibbia' e da RaiNews 24 a partire dalle 2.00.  
Su Rai 2, 'Il Sogno di Francesco' alle 15.20, lo Speciale Tg2 delle 16.45, la fiction 'La Bibbia' alle 19.00, l’edizione delle 20.30 del Tg2, Tg2 Post alle 21.00, il doc su papa Francesco 'In viaggio' alle 21.30, il film 'Lourdes' alle 22.50.

La programmazione da mezzanotte e mezza prosegue con RaiNews24. 
Su Rai 3, Tgr diretta Giubileo alle 14.45, il film 'Il cammino di Santiago' alle 17.00, il Tg3 delle 19.00, il Tg Regione delle 19.30, 'Blobì alle 19.50, 'Il Cavallo e la torre' alle 20.20, il film 'Fatima' alle 20.35, 'La Bottega dell’orefice' alle 22.20, 'Linea Notte' alle 23.50 e dall’1.30 la diretta di Rai News 24. 
Rai Cultura, nel pomeriggio i ritratti di Santa Caterina, di Chiara e Francesco, di San Domenico, di Benedetto e Scolastica.In prima serata, 'Passato e Presente' ricorda la Regola di San Francesco, mentre, a seguire, Papa Francesco è protagonista con le sue riflessioni tra arte e fede in 'I volti dei vangeli'.

Alle 22.25, poi, 'Anno Santo.Pellegrini nella storia'. GiallappaShow, il programma di Giorgio Gherarducci e Marco Santin della Gialappa's Band, in onda in simulcast su TV8 e Sky Uno, non andrà in onda questa sera.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giubileo 2025, portavoce Vaticano: “Continuerà”

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(Adnkronos) – “Il Giubileo 2025, che è stato aperto da Papa Francesco, continua”.Lo fa sapere il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, a seguito della morte del Pontefice e la comunicazione della sospensione della canonizzazione di Carlo Acutis.

Il 27 aprile, infatti, la canonizzazione è stata sospesa, ma la messa prevista in occasione del Giubileo degli adolescenti resta in programma, così come le altre celebrazioni e appuntamenti previsti dal calendario giubilare. Intanto per la morte del Papa sono scattate a Roma già le prime misure di sicurezza.Dopo una chiamata tra il prefetto di Roma Lamberto Giannini e il questore Roberto Massucci pattuglie e contingenti delle forze dell’ordine sono confluite nell’area di piazza San Pietro per strutturare la prima cornice di sicurezza.  Il prefetto di Roma ha convocato d’urgenza il comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, dove è stata condotta un'analisi preliminare della situazione, "con l’obiettivo di valutare le misure di prevenzione, sicurezza e di ordine pubblico da porre in essere in vista del commiato in forma solenne del Papa, e delle fasi che accompagneranno l’intero percorso fino al giorno delle esequie".  Particolare attenzione è stata riservata alla gestione dei flussi verso la Basilica di San Pietro, connessi anche allo svolgimento degli eventi già in programma per il Giubileo della Chiesa Cattolica, come il Giubileo degli adolescenti, previsto nei prossimi giorni. Alla riunione hanno preso parte il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il Questore, Roberto Massucci, il Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Marco Pecci, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Giancarlo Franzese, il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, Adriano De Acutis, il Comandante Generale della Polizia Locale di Roma Capitale, Mario De Sclavis, nonché rappresentanti dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, guidato dal Questore Antonino Messineo, Agostino Miozzo per il Commissario Straordinario per il Giubileo della Chiesa Cattolica, il Comandante della Gendarmeria della Città del Vaticano e referenti dell’Ares 118 e della Protezione Civile comunale.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, l’abilità in cucina tra i risvolti inediti di Bergoglio

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(Adnkronos) – "Jorge cucina benissimo, fa dei calamari ripieni da urlo".Lo confidò in un'intervista Maria Elena Bergoglio, la sorella di Papa Francesco, morto oggi a 88 anni, pochi giorni dopo l'elezione del fratello al soglio pontificio.

Da quel 13 marzo 2013 Jorge Maria Bergoglio non ha più avuto occasione di mettersi ai fornelli e la ricetta di quella pietanza "da urlo" è rimasto un segreto ben custodito. Il merito delle abilità culinarie del Papa fu della mamma Regina Maria, la quale a sua volta aveva imparato i segreti di cucina da Rosa, la nonna paterna di Bergoglio, emigrata in Argentina dall'Italia, come ha raccontato la rivista "La Cucina Italiana" in un articolo del 2018.Erano abbondanti e lunghi i pranzi in casa Bergoglio, soprattutto la domenica, quando le donne di casa ci davano dentro con i piatti della tradizione: risotti, pasta fatta in casa, pollo al forno, dolci. Il giovane Jorge Mario gettava un occhio in cucina, memorizzando i gesti sapienti della mamma e della nonna. "Mia madre", ha raccontato Bergoglio nel libro intervista "El Jesuita", pubblicato in Argentina nel 2010, "rimase paralitica dopo aver partorito l'ultimo figlio, il quinto.

Quando tornavamo da scuola, la trovavamo seduta a pelare patate, con tutti gli altri ingredienti per il pranzo già disposti.Ci diceva come dovevamo mescolarli e cucinarli". Così Bergoglio, anche da semplice prete e poi da vescovo, si è sempre trovato a suo agio fra pentole e fornelli.

Quando era professore al Collegio Massimo, il futuro papa cucinava per i suoi studenti la domenica, giorno di riposo per i cuochi. "Ci ha sempre preparato una fantastica paella", ricordò anni fa il suo confratello gesuita padre Angel Rossi.A chi gli ha chiesto se fosse davvero un buon cuoco, Bergoglio rispose: "Beh, non ho mai ammazzato nessuno col mio cibo". Eletto Papa, non ha voluto occupare l'appartamento pontificio, quindi niente servizio di cucina personale e nessun cuoco privato.

A Domus Santa Marta consumava i pranzi e le cene nella mensa comune. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, gesti a sorpresa e linguaggio colloquiale: quando Bergoglio ha spiazzato

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(Adnkronos) –
Dalla "frociaggine" nei seminari alle suore ammonite ("siete madri e non zitellone"), dagli schiaffetti sulle mani alla fedele cinese allo sguardo al suo orologio quando cantava Ligabue: Papa Francesco, morto oggi all'età di 88 anni, durante il suo pontificato ha sorpreso per il suo linguaggio colloquiale, diretto, senza filtri, accompagnato da comportamenti e gesti altrettanto non abituali per un pontefice.  Diventò virale sui social media il brusco gesto con cui Papa Bergoglio allontanò la fedele cinese che voleva abbracciarlo il 31 dicembre del 2019.Dopo la solenne celebrazione del Te Deum, il pontefice era sceso in piazza San Pietro e si era avvicinato ai fedeli.

Una donna cinese afferrò la mano del Papa, tirando a sé il suo braccio. Francesco, per liberarsi, dovette usare le maniere forti, dandole qualche schiaffetto sulla mano e allontanandosi con aria nervosa.Salvo poi scusarsi il giorno dopo: "A volte perdiamo la pazienza.

Anche io.E chiedo scusa per il cattivo esempio di ieri", disse prima dell'Angelus.

Memore della gaffe, qualche giorno dopo il Papa provò a rimediare, ma rischiando un secondo scivolone.In occasione dell'udienza generale nell'Aula Paolo VI, una suora africana gli tese le braccia calorosamente e lui ribattè scherzosamente: "Ho paura!

Tu mordi!Io ti do il bacio, ma tu stai tranquilla, non mordere!".  Ancora più scalpore fece l'uso da parte del pontefice di un termine ritenuto offensivo e denigratorio nei confronti degli omosessuali. "Nella Chiesa c'è già troppa 'frociaggine'", disse riferito alla presenza di persone omosessuali nei seminari parlando nell'incontro a porte chiuse con oltre 200 vescovi il 20 maggio 2024.

in occasione dell'assemblea generale della Conferenza episcopale italiana.La risposta della Santa Sede alla polemica per le parole attribuite a papa Francesco arrivò 24 ore dopo che erano trapelate sull stampa. "Papa Francesco è al corrente degli articoli usciti di recente circa una conversazione, a porte chiuse, con i vescovi della Cei – precisò il portavoce vaticano Matteo Bruni – Il Papa non ha mai inteso offendere o esprimersi in termini omofobi, e rivolge le sue scuse a coloro che si sono sentiti offesi per l'uso di un termine, riferito da altri.

Come ha avuto modo di affermare in più occasioni, 'Nella Chiesa c'è spazio per tutti, per tutti!Nessuno è inutile, nessuno è superfluo, c'è spazio per tutti.

Così come siamo, tutti'".  Incurante delle polemiche sortite dalla precedente uscita, il 12 giugno 2024 nell'incontro a porte chiuse con i sacerdoti romani all'Università Salesiana tornò sulla questione della omosessualità nella Chiesa affermando: "In Vaticano c'è aria di frociaggine".Parole che innescarono nuove reazioni di sorpresa, tanto più perchè Francesco si era espresso più volte in favore degli omosessuali ("Chi sono io per giudicare un gay?", aveva detto, ad esempio, ai giornalisti il 29 luglio 2013 ai giornalisti che volavano con lui da Rio de Janeiro a Roma). Stupore tra le suore Papa Francesco suscitò con una sua uscita il 22 ottobre 2021 in visita alla Curia generalizia delle Figlie di Maria Ausiliatrice, riunite per il Capitolo generale.

Il pontefice le mise in guardia dalla "mondanità spirituale", invitandole a una castità "feconda" perché "siete madri e non zitellone".Anche qui l'espressione, dai connotati sessisti, non passò inosservata.  Tra le altre volte in cui Papa Francesco sorprese per il suo linguaggio decisamente informale fu il 15 giugno 2015, tornando a parlare pochi giorni dopo all'attentato terroristico di Parigi alla rivista satirica "Charlie Hebdo".

Durante il volo che lo portavo dallo Sri Lanka alle Filippine il pontefice affermò: "È aberrante uccidere in nome di Dio", ma è sbagliato anche "insultare le religioni.Se un mio amico dice una parolaccia contro mia mamma, gli arriva un pugno". Lasciarono il segno anche le sue parole nel viaggio di ritorno dallo stesso viaggio nelle Filippine, il 19 gennaio 2015.

Sul volo papale diretto all'aeroporto di Ciampino, parlando con i giornalisti, affrontò il tema della procreazione responsabile. "Alcuni credono, scusatemi la parola, che per essere buoni cattolici dobbiamo essere come i conigli.No.

Paternità responsabile".In quel caso a rimanerci di sasso furono i coniugi di famiglie numerose, fino ad allora portate a modello dalla Chiesa, e che allora si sentirono bacchettate.  Nei gesti pubblici del Papa è sembrata talvolta manifestarsi una certa dose di impazienza.

Il 6 ottobre 2016 ci fu un curioso fuori programma alla presentazione in Vaticano del convegno "Sport e fede": durante il discorso di Ban Ki-Moon, Papa Francesco si alzò per ringraziare, ma il segretario generale dell'Onu non aveva ancora terminato.Il pontefice dovette tornare sui suoi passi e rimettersi sedere, nell'imbarazzo generale.  Altra impazienza sembrò avere il 18 maggio 2024 durante l'evento "Arena di Pace – Giustizia e Pace si baceranno", tenutosi all'Arena di Verona e condotto da Amadeus, quando un gesto semplice non passò inosservato ai 10 mila presenti e ai telespettatori.

Mentre Ligabue cantava il brano "Sono sempre i sogni a dare forma al mondo", e precisamente durante la strofa "Io non lo so / quanto tempo abbiamo / quanto ne rimane", Papa Francesco gettò uno sguardo al suo orologio.La scena scatenò una serie di reazioni e commenti ironici sui social media, rendendo il gesto del pontefice virale. (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco morto, il dolore di Russell Crowe: “Giornata triste per i fedeli”

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(Adnkronos) –
Russell Crowe si unisce al dolore dei fedeli per la morte di Papa Francesco.L'attore neozelandese ha condiviso sul suo profilo social un ultimo saluto rivolto al Pontefice, scomparso oggi, lunedì 21 aprile, all'età di 88 anni.   Russell Crowe, l'attore Premio Oscar nel 2001, ha condiviso su X una foto di Roma, in cui si vede la Cupola di San Pietro, simbolo della basilica vaticana, e a corredo l'attore ha scritto: "Una bella giornata a Roma, ma una giornata triste per i fedeli.

Riposa in pace Francis".   Il messaggio di Crowe conferma, ancora una volta, che il suo rapporto con la Capitale è strettissimo.Un legame che va avanti da diversi anni, in particolare da quando ha interpretato Massimo Decimo Meridio ne 'Il Gladiatore'.  “Sarò sempre al servizio di Roma”, aveva detto il 61enne quando il 14 ottobre del 2022 ha ricevuto, in Campidoglio, direttamente dal sindaco Roberto Gualtieri una targa con il quale gli è stata attribuita la speciale onorificenza di 'Ambasciatore di Roma nel mondo'. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dalle origini italiane agli incontri storici, le dieci cose da sapere su Papa Francesco

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(Adnkronos) – È morto oggi Papa Francesco all'età di 88 anni: solo ieri si era affacciato da San Pietro per la benedizione urbi et orbi pasquale.Dalle origini italiane all'incontro storico con Benedetto XVI, dieci cose da sapere su Jorge Mario Bergoglio. Papa Francesco nacque a Buenos Aires, in Argentina, il 17 dicembre 1936. È stato quindi il primo pontefice proveniente dal continente americano: prima di lui, nessun altro era stato eletto a capo della Chiesa cattolica universale arrivando da oltreoceano o, come disse lui stesso appena eletto salutando i fedeli dalla Loggia delle Benedizioni della basilica di San Pietro in Vaticano, "preso quasi alla fine del mondo!". La famiglia era di origini italiane, nello specifico piemontesi della provincia di Asti.

Il padre Mario Bergoglio e la madre Regina Maria Sivori erano salpati nel 1928 da Genova per l'Argentina, dove nacque Jorge Mario, primogenito di cinque figli, tre maschi e due femmine.  Perito chimico, Bergoglio venne colpito all'età di 21 anni da una grave polmonite e gli venne asportata la parte superiore del polmone destro.  
È stato il primo Papa ad essere scelto fra i gesuiti.A 22 anni era entrato nel seminario diocesano di Villa Devoto, un barrio di Buenos Aires, allora retto da sacerdoti gesuiti e dopo qualche tempo decise di entrare nella Compagnia di Gesù.
 L'ordinazione presbiteriale è del 13 dicembre del 1969 e dal 1973 al 1979 fu rettore della facoltà di Teologia e Filosofia a San Miguel.

Fu Papa Giovanni Paolo II a nominarlo vescovo ausiliare di Buenos Aires nel 1992 e nel 1998 divenne arcivescovo della diocesi della capitale e con questo titolo anche primate d'Argentina.Il 21 febbraio del 2001, Karol Wojtyla lo creò cardinale e dal 2005 al 2011 fu alla guida della Conferenza Episcopale dell'Argentina. Bergoglio è stato il primo pontefice ad assumere il nome di Francesco, scegliendo di adottare un nome mai utilizzato da un predecessore per la prima volta dopo undici secoli, dai tempi di papa Lando. Eletto Papa, Bergoglio non andò ad abitare nell'appartamento papale del Palazzo Apostolico, ma scelse di restare nella domus di Santa Marta, sempre in Vaticano, dove ha soggiornato da cardinale durante le congregazioni e il Conclave.  Bergoglio è stato protagonista degli storici incontri tra due pontefici.

Francesco e Benedetto XVI si incontrano la prima volta il 23 marzo del 2013 a Castel Gandolfo, dove Joseph Ratzinger soggiornava in attesa che termininassero i lavori di ristrutturazione del monastero di Mater Ecclesiae all'interno dei Giardini Vaticani dove poi andò ad abitare.Si abbracciarono e poi pregano insieme, inginocchiati l'uno accanto all'altro: una foto che fece il giro del mondo. In un libro del 2024 Bergoglio ha parlato del rapporto con il suo predecessore, paragonando Ratzinger a "un padre". "Benedetto mi ha lasciato crescere – spiegava Francesco nel libro intervista con il giornalista Javier Martínez-Brocal 'Il successore – I miei ricordi di Benedetto XVI' – è stato paziente.

E se non vedeva bene qualcosa, ci pensava tre o quattro volte prima di dirmelo.Mi ha lasciato crescere e mi ha dato la libertà di prendere decisioni".

Francesco ha raccontato il rapporto che per quasi dieci anni di convivenza in Vaticano lo ha legato al Papa emerito: "Lasciava libertà, non ha mai interferito.In un'occasione, quando c'è stata una decisione che non ha capito, mi ha chiesto spiegazioni in modo molto naturale.

Mi ha detto: 'Guarda, non capisco questo, ma la decisione è nelle tue mani', io gli ho spiegato le ragioni e lui è stato contento".Francesco nel libro spiegava anche che il predecessore non si era mai opposto a qualche sua decisione: "Non mi ha mai tolto il suo appoggio.

Forse c'era qualcosa che non condivideva, ma non l'ha mai detto". Il 12 febbraio 2016 Francesco è stato il primo papa a incontrare un patriarca della Chiesa ortodossa russa , Cirillo I, dopo quasi mille anni dal Grande Scisma.I due firmarono una dichiarazione comune a L'Avana, a Cuba. Il 5 marzo 2021 Francesco è il primo papa in visita apostolica in Iraq, dove visitò Ur, città natale del patriarca Abramo. È stato anche il primo papa a incontrare un alto esponente dell'Islam sciita quale il grande ayatollah ʿAlī al-Husaynī al-Sīstānī, che lo accolse il 6 marzo 2921 in via straordinaria nella sua dimora privata a Najaf. Sono sette i premier che si sono avvicendati durante il pontificato di Papa Francesco.

Una sorta di staffetta con Mario Monti nel 2013, visto che il Sommo pontefice fu eletto il 13 marzo, poche settimane prima che il premier lasciasse palazzo Chigi, fino a Giorgia Meloni. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tutte le riforme di Papa Francesco, il prof. Clementi: “Si chiude un ciclo”

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(Adnkronos) – "Papa Francesco è il pontefice che ha portato a compimento un ciclo storico della Chiesa cattolica, avviato con il Concilio Vaticano II e proseguito con i pontificati successivi".A dirlo all'Adnkronos è Francesco Clementi, ordinario di diritto pubblico comparato alla Sapienza e autore del volume "Città del Vaticano" (Il Mulino), che ha tracciato un bilancio delle trasformazioni introdotte da Jorge Mario Bergoglio. “Francesco ha chiuso un lungo processo di riforma ecclesiale avviato da Paolo VI”, spiega Clementi, individuando quattro grandi ambiti di intervento: le riforme strutturali e costituzionali, quelle in campo giudiziario e finanziario, l’apertura alla presenza femminile nei ruoli chiave della Chiesa, e infine la ristrutturazione del Conclave, che segnerà il futuro della Chiesa post-Bergoglio. "Con la nuova costituzione apostolica del 2023, che ha sostituito quella del 2000 voluta da Giovanni Paolo II, Francesco ha semplificato l’ordinamento della Santa Sede, rendendolo più coerente con la sua visione.

Le riforme economico-finanziarie hanno reso il Vaticano più interconnesso e trasparente, ristrutturando il patrimonio della Sede Apostolica (Apsa) e responsabilizzando maggiormente le entità giuridiche strumentali".Clementi ricorda in particolare la figura di Mario Draghi, come governatore Bce, presidente del Consiglio italiano e infine come membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, nominato da Bergoglio nel 2021: "E' anche grazie a lui se il Vaticano è rimasto all’interno dei circuiti economici globali dopo anni di opacità e scandali". Una seconda area riguarda la riforma dell’ordinamento giudiziario vaticano, con pene più severe per i crimini legati alla pedofilia e alla corruzione. È in questo contesto che si inserisce la condanna a cinque anni del cardinale Becciu. “L’impegno di Francesco è stato forte e serio”, sottolinea Clementi, ricordando come le cause legate a casi di pedofilia nella Chiesa valgano centinaia di milioni di euro e coinvolgano diversi Paesi, dall’Australia al Canada e agli Stati Uniti. Un terzo punto riguarda il ruolo delle donne: per la prima volta è stata nominata una presidente del Governatorato (suor Raffaella Petrini).

Si tratta, secondo Clementi, di “un segnale che i cambiamenti non devono avere confini di genere”, in continuità con lo spirito del Concilio. Infine, Francesco ha trasformato radicalmente la geografia del Conclave.Oggi, su 135 cardinali elettori, 108 sono stati nominati da lui, superando il tetto dei 120 stabilito da Paolo VI. “È la prova che non si può più tornare indietro: servono 90 voti per eleggere un papa, ed è molto difficile farlo contro la linea politica di Bergoglio”, osserva Clementi. Tuttavia, aggiunge, la forza conservatrice nella Chiesa non si opporrà frontalmente, ma tenderà a rallentare la spinta impressa in questi anni, "a far depositare un po' di polvere sulle riforme bergogliane". “Non cercano un anti-Francesco, anche perché non passerebbe in Conclave, ma una figura moderata, che lasci sedimentare la sua eredità”.

Il futuro? "Sicuramente un ruolo importante lo avranno i cardinali asiatici, visto che oltre il 62% di loro sono elettori, a differenza dell'Europa, in cui solo il 46% dei cardinali potrà votare".Clementi non si azzarda in pronostici, anche se si sente di escludere l'arrivo di un altro papa latinoamericano. (di Giorgio Rutelli) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, Fabio Fazio: “Oggi il mondo è senza la sua luce”

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(Adnkronos) –
Oggi il mondo è "senza la sua luce".Fabio Fazio che ricorda così Papa Francesco, morto oggi 21 aprile 2025 all'età di 88 anni.

Fazio ha ospitato il Pontefice nella sua trasmissione 'Che tempo che fa' diverse volte, l'ultima lo scorso 19 gennaio.All'Adnkronos, il conduttore non nasconde il suo smarrimento. "Davvero – afferma – sono molto sconvolto, sono disorientato.

Papa Francesco è stato un Papa straordinario perché è stato il Papa di tutti, proprio tutti.Aveva questa clamorosa, unica, straordinaria capacità di leggere nel cuore delle persone.

Un Papa che ha conosciuto e amato i poveri, un Papa che ha chiamato a sé tutti.Il suo famoso 'todos, todos, todos' significa che è stato un Papa dell'inclusione, che non ha escluso nessuno.

Ho avuto il privilegio della sua fiducia ed è stato un regalo della vita".  "Oggi – prosegue Fazio – mi sento non solo molto triste ma anche smarrito, come immagino si sentano miliardi di persone nel mondo.E' stato un Papa che abbiamo aspettato per tanto tempo e che ci ha fatto sentire tutti perdonati, tutti amati, come solo lui ha saputo fare.

In questo mondo sempre più buio lui è stato una luce da seguire, l'unico che, in questi anni, ha parlato con saggezza e con umanità di pace, l'unico che ha parlato di prospettive buone in questo mondo sempre più violento e sempre più aggressivo.Oggi il mondo è senza questa luce", conclude Fazio.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa, nel 2020 l’intervista all’Adnkronos: la prima a un’agenzia di stampa italiana

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(Adnkronos) – La corruzione in Vaticano, il covid, le critiche e il rapporto con Benedetto XVI: questi alcuni dei temi al centro dell'intervista che l'allora direttore dell'Adnkronos Gian Marco Chiocci fece a Papa Francesco il 30 ottobre 2020.Fu un evento storico, la prima intervista rilasciata da Bergoglio a un'agenzia di stampa italiana, e fece il giro del mondo. *** (di Gian Marco Chiocci) – Un filo di voce accompagnato dal sorriso. ”Buongiorno, benvenuto…”.

Il Santo Padre mi accoglie così nelle stanze vaticane dove ha acconsentito a rispondere agli interrogativi che tanto stanno scuotendo la Chiesa, preoccupando le porpore, angustiando i fedeli, dividendo gli addetti ai lavori che lo osannano o lo criticano a seconda della parrocchia d’appartenenza.Incontrare un Papa non è cosa di tutti giorni, regala emozioni rare, intense, fortissime anche se il padrone di casa fa di tutto per mettere l’ospite non solo a proprio agio ma – ed è davvero paradossale – sullo stesso piano. Parlare con Lui in una stanza spoglia, due sedie, un tavolo e un crocifisso, mentre fuori tracima l’apprensione per la pandemia, accresce quel desiderio di speranza e di fede di fronte all’ignoto, fede che per alcuni starebbe venendo meno a causa degli scandali, degli sprechi, delle continue rivoluzioni di Francesco e financo del virus, e di questi temi il Papa parlerà nel colloquio con l’Adnkronos. L’occasione è utile innanzitutto per mettere un punto e tirare la riga sull’annosa questione morale fra le mura al di là del Tevere che il Papa stesso non fatica a definire un “male antico che si tramanda e si trasforma nei secoli”, ma che ogni predecessore, chi più chi meno, ha cercato di debellare coi mezzi e le persone sulle quali in quel momento poteva contare. “Purtroppo la corruzione è una storia ciclica, si ripete, poi arriva qualcuno che pulisce e rassetta, ma poi si ricomincia in attesa che arrivi qualcun altro a metter fine a questa degenerazione”. Certo, nella vita millenaria della Chiesa non si ricorda un Papa così, tanto coraggioso quanto incurante di inimicarsi la potente curia romana con il mondo affaristico che le scodinzola intorno: Francesco è deciso a fare piazza pulita di ecclesiastici propensi a mettere il denaro (“i primi padri lo chiamavano lo sterco del diavolo e pure San Francesco” dice) prima della Croce. Coerente col suo dettame francescano il Vicario di Cristo fa quel che nessuno ha mai avuto la forza di fare per una Chiesa che sia davvero una casa di vetro, trasparente, com’era quella delle origini, votata agli ultimi, al popolo.

In una Chiesa per i poveri, più missionaria, però – ed è questo il credo di Francesco – non c’è spazio per chi si arricchisce o fa arricchire il suo cerchio magico indossando indegnamente l’abito talare. “La Chiesa è e resta forte ma il tema della corruzione è un problema profondo, che si perde nei secoli.All’inizio del mio pontificato andai a trovare Benedetto.

Nel passare le consegne mi diede una scatola grande: 'qui dentro c’è tutto – disse -, ci sono gli atti con le situazioni più difficili, io sono arrivato fino a qua, sono intervenuto in questa situazione, ho allontanato queste persone e adesso…tocca a te'.Ecco, io non ho fatto altro che raccogliere il testimone di Papa Benedetto, ho continuato la sua opera”.

Già, Benedetto XVI.Una narrazione tradizionalista e conservatrice racconta di un Papa emerito perennemente in guerra con quello regnante, e viceversa: dissidi, dissapori, spigolosità, diversità di vedute su tutto e tutti, trame sotterranee e pettegolezzi. C’è del vero?

Il Santo Padre si prende qualche secondo e poi sorride: “Benedetto per me è un padre e un fratello, per lettera gli scrivo 'filialmente e fraternamente'.Lo vado a trovare spesso lassù (con il dito indica la direzione del monastero Mater Ecclesiae proprio alle spalle di San Pietro, ndr) e se recentemente lo vedo un po' meno è solo perché non voglio affaticarlo.

Il rapporto è davvero buono, molto buono, concordiamo sulle cose da fare.Benedetto è un uomo buono, è la santità fatta persona.

Non ci sono problemi fra noi, poi ognuno può dire e pensare ciò che vuole.Pensi che sono riusciti perfino a raccontare che avevamo litigato, io e Benedetto, su quale tomba spettava a me e quale a lui”. Il Pontefice riannoda le fila del discorso partito da lontano, ripensa a quando arrivò al soglio di Pietro e di cosa pensava allora dei mali materiali della Chiesa, nulla rispetto a quel che poi ritroverà affondando le mani nella gestione opaca delle finanze vaticane, l’obolo di San Pietro, l’imprudenza di certi investimenti all’estero, l’attivismo poco caritatevole di pastori d’anime trasformatisi in lupi di rendite. Bergoglio si rifà a Sant’Ambrogio, vescovo, teologo e santo romano, per sintetizzare la sua linea guida: “La Chiesa è stata sempre una casta meretrix, una peccatrice.

Diciamo meglio: una parte di essa, perché la stragrande maggioranza va in senso contrario, persegue la giusta via.Però è innegabile che personaggi di vario tipo e spessore, ecclesiastici e tanti finti amici laici della Chiesa, hanno contribuito a dissipare il patrimonio mobile e immobile non del Vaticano ma dei fedeli.

A me colpisce il Vangelo quando il Signore chiede di scegliere: o segui Dio o segui il denaro.Lo ha detto Gesù, non è possibile andare dietro a entrambi”. Da Sant’Ambrogio il Papa passa alla nonna dispensatrice di buoni consigli: “Lei, che certo non era una teologa, a noi bambini diceva sempre che il diavolo entra dalle tasche.

Aveva ragione”.Come aveva ragione quella vecchina incontrata in una sterminata baraccopoli di Buenos Aires il giorno in cui morì Giovanni Paolo II: “Mi trovavo in un autobus – ricorda Francesco – stavo andando in una favela, quando venni raggiunto dalla notizia che stava facendo il giro del mondo.

Durante la messa, chiesi di pregare per il Papa defunto.Finita la celebrazione mi si avvicinò una donna poverissima, chiese informazioni su come si eleggeva il Papa, le raccontai della fumata bianca, dei cardinali, del conclave.

Al che lei mi interruppe e disse: senta Bergoglio, quando diventerà Papa per prima cosa si ricordi di comprare un cagnolino.Le risposi che difficilmente lo sarei diventato, e se nel caso perché avrei dovuto prendere il cane. “Ogni volta che si troverà a mangiare – fu la sua risposta – ne dia un pezzettino prima a lui, se lui sta bene allora continui pure a mangiare”. Questo pensa la gente del Vaticano?

Che la situazione è fuori controllo che può succedere di tutto? “Era ovviamente una esagerazione” taglia corto il Santo Padre. “Ma dava conto dell’idea che il popolo di Dio, i poveri fra i più poveri al mondo, aveva della Casa del Signore attraversata da ferite profonde, lotte intestine e malversazioni”. La lotta pubblica e senza sconti al malaffare vaticano di questi tempi regala l’immagine di un Pontefice molto concreto, deciso, risoluto, un eroe solitario osannato dalle folle ma osteggiato da un nemico invisibile.Un Papa che appare solo nei palazzi del piccolo Stato, ma che solo non è avendo dalla sua la quasi totalità degli osservanti e dei devoti.

Francesco inarca le sopracciglia, allarga lentamente le braccia cercando al contempo lo sguardo del suo ospite.Sono secondi interminabili. “Sarà quel che il Signore vuole che sia.

Se sono solo?Ci ho pensato.

E sono arrivato alla conclusione che esistono due livelli di solitudine: uno può dire, mi sento solo perché chi dovrebbe collaborare non collabora, perché chi si dovrebbe sporcare le mani per il prossimo non lo fa, perché non seguono la mia linea o cose così, e questa è una solitudine diciamo… funzionale.Poi c’è una solitudine sostanziale, che non provo, perché ho trovato tantissima gente che rischia per me, mette la sua vita in gioco, che si batte con convinzione perché sa che siamo nel giusto e che la strada intrapresa, pur fra mille ostacoli e naturali resistenze, è quella giusta.

Ci sono stati esempi di malaffare, di tradimenti, che feriscono chi crede nella Chiesa.Queste persone non sono certo suore di clausura”. Sua Santità ammette di non sapere se vincerà o meno la battaglia.

Ma con amorevole risolutezza si dice certo di una cosa: “So che devo farla, sono stato chiamato a farla, poi sarà il Signore a dire se ho fatto bene o se ho fatto male.Sinceramente non sono molto ottimista (sorride, ndr) però confido in Dio e negli uomini fedeli a Dio.

Ricordo di quand’ero a Cordoba, pregavo, confessavo, scrivevo, un giorno vado in biblioteca a cercare un libro e mi imbatto in sei-sette volumi sulla storia dei Papi, e anche tra i miei antichissimi predecessori ho trovato qualche esempio non proprio edificante”. Oggi la miglior difesa dei nemici giurati del Papa è l’attacco a Francesco attraverso i continui richiami a quel che presto, sperano, verrà dopo di lui.Una sorta di liberazione e di resurrezione per un pontificato dato già per archiviato perché troppo divisivo, politicamente scorretto, ideologicamente schierato da una parte sola.

Sul toto-papa che impazza nei passaparola, Bergoglio la prende con ironia: “Anche io ci penso a quel che sarà dopo di me, ne parlo io per primo.Recentemente, nello stesso giorno, mi sono sottoposto a degli esami medici di routine, i medici mi hanno detto che uno di questi si poteva fare ogni cinque anni oppure ogni anno, loro propendevano per il quinquennio, io ho detto facciamolo anno per anno, non si sa mai (il sorriso stavolta si fa più generoso, nda)”. Papa Bergoglio ascolta con attenzione l’elenco delle critiche che gli sono state rivolte nel tempo, non fa trasparire insofferenza sulla sortita del cardinal Ruini (“criticare il Papa non significa essergli contro”) sembra segnarsele a mente una per una le contestazioni, dalle unioni civili all’accordo con la Cina.

Ci pensa su una decina di secondi e infine consegna un pensiero a tutto tondo: “Non direi il vero, e farei torto alla sua intelligenza se le dicessi che le critiche ti lasciano bene.A nessuno piacciono, specie quando sono schiaffi in faccia, quando fanno male se dette in malafede e con malignità.

Con altrettanta convinzione però dico che le critiche possono essere costruttive, e allora io me le prendo tutte perché la critica porta a esaminarmi, a fare un esame di coscienza, a chiedermi se ho sbagliato, dove e perché ho sbagliato, se ho fatto bene, se ho fatto male, se potevo fare meglio.Il Papa le critiche le ascolta tutte dopodiché esercita il discernimento, capire cosa è a fin di bene e cosa no.

Discernimento che è la linea guida del mio percorso, su tutto, su tutti.E qui – continua Papa Francesco – sarebbe importante una comunicazione onesta per raccontare la verità su quel che sta succedendo all’interno della Chiesa.

E’ vero che poi se nella critica devo trovare ispirazione per fare meglio non posso certo lasciarmi trascinare da ogni cosa che di poco positivo scrivono sul Papa”. Il tempo di elaborare la domanda successiva e il Santo Padre anticipa ancor di più la risposta: “Non credo possa esserci una sola persona, dentro e fuori di qui, contraria ad estirpare la malapianta della corruzione.Non ci sono strategie particolari, lo schema è banale, semplice, andare avanti e non fermarsi, bisogna fare passi piccoli ma concreti.

Per arrivare ai risultati di oggi siamo partiti da una riunione di cinque anni fa su come aggiornare il sistema giudiziario, poi con le prime indagini ho dovuto rimuovere posizioni e resistenze, si è andati a scavare nelle finanze, abbiamo nuovi vertici allo Ior, insomma ho dovuto cambiare tante cose e tante molto presto cambieranno”. Fatta salva la presunzione di innocenza per chiunque sia finito o finirà nel mirino della magistratura vaticana, è sotto gli occhi di tutti quanto di buono stia facendo Francesco camminando sul filo del dirupo dell’immoralità diffusa in settori precisi della Chiesa.Ci chiediamo, e con un po’ di timidezza chiediamo al Santo Padre: ma il Papa ha paura?

La replica stavolta è più ponderata.Il silenzio sembra non finire mai, sembra in attesa di trovare le parole giuste.

Sembra. “E perché dovrei averne?” si domanda e ci domanda il Santo Padre. “Non temo conseguenze contro di me, non temo nulla, agisco in nome e per conto di nostro Signore.Sono un incosciente?

Difetto di un po’ di prudenza?Non saprei cosa dire, mi guida l’istinto e lo Spirito Santo, mi guida l’amore del mio meraviglioso popolo che segue Gesù Cristo.

E poi prego, prego tanto, tutti noi in questo momento difficile dobbiamo pregare tanto per quanto sta accadendo nel mondo”. Il coronavirus è tornato fra noi, si trascina dietro inquietudine, morti e paura.Il Sommo Pontefice si prende la parola e non la lascia più, e parla quasi tenendoti per mano, come non ti aspetteresti mai dal pastore in terra della chiesa universale. “Sono giorni di grande incertezza, prego tanto, sono tanto, tanto, tanto vicino a chi soffre, sono con la preghiera a chi aiuta le persone che soffrono per motivi di salute e non solo”.

Il riferimento va ai famosi eroi, i “santi della porta accanto” come ebbe a definirli due settimane dopo l’appuntamento globale del 27 marzo, quand’era solo in piazza San Pietro, sotto la pioggia, in preghiera per la fine della pandemia ai piedi del crocifisso inondato dalle lacrime piovute dal cielo. Padre Santo, gli chiediamo, si prospettano nuovi lockdown, si riparla di restrizioni per il culto, c’è un rischio di ripercussioni per la Chiesa? “Non voglio entrare nelle decisioni politiche del governo italiano ma le racconto una storia che mi ha dato un dispiacere: ho saputo di un vescovo che ha affermato che con questa pandemia la gente si è 'disabituata' – ha detto proprio così – ad andare in chiesa, che non tornerà più a inginocchiarsi davanti a un crocifisso o a ricevere il corpo di Cristo.Io dico che se questa 'gente', come la chiama il vescovo, veniva in chiesa per abitudine allora è meglio che resti pure a casa.

E’ lo Spirito Santo che chiama la gente.Forse dopo questa dura prova, con queste nuove difficoltà, con la sofferenza che entra nelle case, i fedeli saranno più veri, più autentici, Mi creda, sarà così”. L’incontro termina qui, il commiato è semplice e commovente più del benvenuto.

Diceva San Francesco che un solo raggio di sole è sufficiente a cancellare milioni di ombre.Nella stanza improvvisamente vuota la luce di speranza dell’unico Papa che ha preso il nome dal fraticello d’Assisi resta incredibilmente accesa.

E per un istante con l’oscurità del virus si spegne anche il buio del peccato dei consacrati del Signore. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, l’omaggio di Putin: “Difensore della giustizia” – Video

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(Adnkronos) – Una ''persona eccezionale'', un ''grande difensore della giustizia e dell'umanità'' che ''ha promosso il dialogo tra la Chiesa cattolica di Roma e quella russa ortodossa''.Il presidente russo Vladimir Putin ha ricordato Papa Francesco, morto oggi, in un telegramma inviato al Vaticano e pubblicato sul sito del Cremlino.

I media russi hanno riproposto i video degli incontri tra il Pontefice e il presidente russo. Il Pontefice godeva di grande autorità internazionale in quanto "fedele servitore dell'insegnamento cristiano, saggio religioso e statista, coerente difensore degli alti valori dell'umanesimo e della giustizia", ha sottolineato Putin, ricordando che ''durante il suo pontificato ha promosso attivamente l'interazione costruttiva tra la Russia e la Santa Sede. "Ho avuto l'opportunità di comunicare con questa persona eccezionale in molte occasioni e conserverò per sempre il suo ricordo.In questo momento di dolore, vorrei trasmettere a voi e a tutto il clero cattolico parole di vicinanza e sostegno", si legge nel telegramma. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morte Papa Francesco, dai funerali fino al Conclave: cosa succede ora

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(Adnkronos) – Con la morte di Papa Francesco, la Chiesa è entrata in una fase di transizione.Il primo atto è toccato al medico personale del Papa, che ha avuto il compito di constatare ufficialmente il decesso.

Una volta accertata la morte, il medico ha informato il Cardinale Camerlengo.Questa figura chiave, il cui ruolo è centrale durante la Sede Vacante, ha il compito di annunciare ufficialmente la morte del Papa.  Il Camerlengo, in presenza dei Maestri delle celebrazioni liturgiche pontificie, ha verificato ufficialmente il decesso.

La tradizione vuole che chiami il Papa per nome tre volte e, in seguito, pronunci la frase in latino ‘Vere Papa mortuus est" ("Veramente il Papa è morto").Inizia la sede vacante.  Il Camerlengo procede a sigillare la stanza del Papa e a informare il Vicario di Roma, il quale a sua volta comunicherà la notizia al mondo.

La notizia viene diffusa tramite i canali ufficiali della Santa Sede, raggiungendo i fedeli e i leader mondiali.Con la sede vacante il Camerlengo assume un ruolo di primaria importanza: è responsabile dell'amministrazione dei beni della Santa Sede e della preparazione del Conclave per l'elezione del nuovo Pontefice.

Atto simbolico è la distruzione dell'Anello Piscatorio, l'anello che il Papa indossa e che viene utilizzato per sigillare i documenti ufficiali.La distruzione avviene in presenza dei cardinali.  Con la sede vacante, i dicasteri della curia romana continuano a svolgere le funzioni ordinarie pure con alcune limitazioni.

Niente decisioni che spetterebbero al Papa.La salma del Pontefice viene preparata per l'esposizione ai fedeli.

Francesco ha chiesto di non esporla.Iniziano i Novendiali: nove giorni di lutto durante i quali vengono celebrate messe in suffragio del Papa morto.  I funerali si svolgono in Piazza San Pietro, presieduti dal Decano del Collegio Cardinalizi; partecipano cardinali, vescovi, capi di Stato e rappresentanti di altre religioni.

Il Papa ha chiesto di essere sepolto nella Basilica di S.Maria Maggiore.  I cardinali elettori si preparano per il Conclave; quindi i cardinali con meno di 80 anni si ritirano nella Cappella Sistina, che viene sigillata per garantire la segretezza del voto.

Non possono avere contatti con l'esterno.Le votazioni seguono un rituale preciso.  I Cardinali scrivono il nome del loro candidato su una scheda, la piegano e la depositano in un calice.

Le schede vengono poi scrutinate e i risultati vengono annunciati.Se nessuno ottiene la maggioranza richiesta (due terzi dei voti), le schede vengono bruciate, producendo una fumata nera che segnala al mondo che l'elezione non è ancora avvenuta.  Quando viene eletto il nuovo Papa, le schede vengono bruciate con paglia secca, producendo una fumata bianca.

Dopo l'elezione, il cardinale Protodiacono annuncia al mondo dalla loggia di San Pietro la famosa frase "Habemus Papam", seguita dal nome del nuovo Pontefice.Il nuovo Papa si affaccia dalla loggia e impartisce la benedizione "Urbi et Orbi".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco morto, le apparizioni in tv: da ‘Che tempo che fa’ al ‘Festival di Sanremo’

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(Adnkronos) – Dal debutto su TikTok alle apparizioni nei programmi televisivi.Francesco è stato il primo Papa crossmediale, capace di spaziare su più mezzi di comunicazione, come le sue prime interviste al Tg1 e a Canale 5, all'agenzia di stampa Adnkronos fino al videomessaggio al Festival di Sanremo 2025 condotto da Carlo Conti.  Nel gennaio 2025 il pontefice ha esordito su TikTok per promuovere la sua autobiografia "Spera" scritta con Carlo Musso.

Apparso sull'account della Mondadori, ha detto: "Vorrei ringraziare il signor Carlo Musso che ha avuto questa pazienza di aiutarmi a ricordare tante cose della mia vita E' una autobiografia ma per me le autobiografie sono per ringraziare Dio per ciò che ha fatto della mia vita.In fondo il vero protagonista è il Signore che mi ha portato per mano e condotto avanti". Il 19 gennaio 2025 Francesco è stato per la terza volta ospite di Fazio sul Nove per parlare dell'autobiografia e del Giubileo della Speranza: il suo intervento è stato seguito da 2.453.000 telespettatori, pari a uno share del 12,1%, risultato che ha consentito a "Che tempo che fa" di raggiungere il suo record d'ascolto stagionale.

Il 14 gennaio 2024 il pontefice da Fazio, per la sua seconda volta, regalò alla rete di Warner Bros Discovery un record di ascolti: con 3 milioni di telespettatori pari al 14.2% di share – e picchi del 16.4% e di 3,4 milioni – la puntata divenne il programma più visto nella storia del Nove.La prima intervista risale al 6 febbraio 2022, quando Fazio andava in onda su Rai3: in quell'occasione le parole di Francesco a "Che tempo che fa" furono seguite da 6,7 milioni di telespettatori pari al 25.41% share, con un picco di 8,7 milioni e del 32.3%.    Prima di Fabio Fazio, il Papa più volte è apparso sul piccolo schermo, ma mai facendosi intervistare.

Celebre l'intervento al Tg1 delle ore 20 del 3 aprile 2020 con l'Italia chiusa in casa per il dilagare del Covid; quelle case in cui Bergoglio decise di entrare per portare un messaggio di speranza in un Paese in balia della pandemia. "Amici, buonasera!", esordì Francesco: e rivolse un pensiero ai bambini e ai ragazzi impediti a frequentare le scuole, alle famiglie con gli ammalati, alle persone sole, agli anziani "che mi sono tanti cari".Il Papa venne introdotto dal direttore del Tg1, Giuseppe Carboni, che spiegò com'era nato l'invito al pontefice.  Per tre volte Canale 5, fino al 2022, si è aggiudicata in esclusiva l'intervista natalizia a Papa Francesco sui temi più caldi d'attualità, registrata in Vaticano.

E' stato il direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci, a riuscire nell'impresa di intervistare Papa Francesco per la Rai: furono 4 milioni 588 mila spettatori, con uno share del 21.7 per cento, i telespettatori che mercoledì 1° novembre 2023 – dalle 20.33 alle 21.13 – seguirono su Rai1 le parole del pontefice.Chiocci era stato il protagonista di un altro scoop: la prima intervista del Papa a un'agenzia di stampa: il 30 ottobre 2020 l'Adnkronos, che allora dirigeva, mandò in rete decine di lanci di una lunghissima intervista in cui parlava della riforma della Curia vaticana, del rapporto con Benedetto XVI, del possibile successore, della sua solitudine ("Mi sento solo perché chi dovrebbe collaborare non collabora") e della malattia. C'è stata anche una volta in cui il Papa si è recato personalmente in uno studio televisivo: 27 maggio 2023 Francesco fu ospite degli studi Rai a Saxa Rubra per registrare un'intervista per il programma "A Sua immagine", andata poi in onda il 4 giugno successivo.

C'è poi un'altra volta di Bergoglio in tv.Un intervento a sorpresa arrivò a "Uno Mattina" nel dicembre 2016: mentre Franco Di Mare e Francesca Fialdini conducevano la trasmissione, all'improvviso arrivò la telefonata di Bergoglio per ricordare il senso del Natale vero contrapposto a quello del "dio denaro".   Il record di ascolti per il Papa in tv è arrivato con Sanremo.

Martedì 11 febbraio 2025 sono stati 12 milioni 600mila, pari al 65,3% di share, gli telespettatori – stando alla media di total audience – che hanno seguito la prima puntata del Festival di Carlo Conti, che ha visto l'intervento in videomessaggio del pontefice.  Sul videomessaggio è aleggiato anche un giallo.Per il sito Dagospia il video mandato in onda a Sanremo sarebbe stato girato a maggio e per un'altra occasione sarebbe arrivato al Festival addirittura ad insaputa di Bergoglio, facendolo infuriare. "Fantascienza", ha replicato Conti. "A fine maggio ho preso parte alla Giornata mondiale dei Bambini e il Papa mi ha detto 'se potrò ringraziare ditemi cosa posso fare per voi'.

Così, il 12 gennaio, appena avuto l'ok su 'Imagine' di Noa e Mira Awad, l'ho fatto recapitare a padre Enzo Fortunato e dopo qualche giorno mi è arrivato questo video, esattamente il 1* febbraio, è arrivato il video", ha spiegato Conti. "Sono stato in silenzio, non lo sapeva nessuno.E' stata una grandissima gioia per me".  (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto Papa Francesco, lo stupore e il dolore in piazza San Pietro – Video

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(Adnkronos) – C'è stupore, c'è incredulità, ci sono tanti visi tristi in piazza San Pietro tra i migliaia di turisti e fedeli dopo l'annuncio della morte di Papa Francesco, oggi 21 aprile.C’è un religioso silenzio tra i cittadini che sono giunti in piazza alla notizia della scomparsa.

E religiosi che pregano in direzione della finestra da cui Bergoglio parlava al suo popolo durante l’Angelus.Ci sono tanti volti giovani, anche missionari da ogni parte d’Italia, già a Roma per la settimana Santa.  “Il carisma di Regnum Christi è vivere bene la propria fede e viverla soprattutto in uscita, ovvero al servizio degli altri, in apostolato.

La notizia della scomparsa di Papa Francesco ci ha colti di sorpresa”, dice all’Adnkronos un giovane dell’organizzazione internazionale del Movimento Regnum Christi tra i tanti impegnati in attività umanitarie, mediche e di evangelizzazione.  “E’ un momento di grande tristezza, per molti di noi Francesco è il primo Papa che abbiamo seguito dalla sua elezione.Un Papa che si è speso molto per gli ultimi.

Siamo qui per accompagnarlo in un momento così cruciale, non solo per il Papa in sé che adesso si trova a passare alla prossima vita, ma anche per la Chiesa cattolica in generale”. (di Lorenzo Capezzuoli Ranchi) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, l’ultima apparizione: Pasqua con bagno di folla in papamobile

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(Adnkronos) – E' morto oggi a 88 anni Papa Francesco.L'ultima apparizione del Pontefice al mondo è stata ieri, proprio nel giorno della Pasqua di risurrezione.

Bergoglio aveva espresso il desiderio di essere tra i fedeli per la benedizione Urbi et Orbi e così è stato.  In carrozzina alle 12 – dopo aver incontrato a sorpresa il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance – è apparso al mondo dal loggione delle benedizioni senza i naselli per l’ossigeno ma in tutta la sua fragilità.Ha detto poche parole: ‘Cari fratelli e sorelle, Buona Pasqua’ poi ha affidato la lettura del messaggio a mons.

Diego Ravelli ma nel testo pasquale c’era tutto Bergoglio.  Il Pontefice, nel messaggio, ha rinnovato il suo appello per un no al riarmo, denunciando la “volontà di morte” che “ vediamo ogni giorno nei tanti conflitti che interessano diverse parti del mondo!Quanta violenza vediamo spesso anche nelle famiglie, nei confronti delle donne o dei bambini!

Quanto disprezzo si nutre a volte verso i più deboli, gli emarginati, i migranti!”.Il suo pensiero è andato a Gaza dove c’è una “situazione umanitaria ignobile”.  Alla martoriata Ucraina per la quale era tornato a chiedere ogni sforzo per una “pace giusta e duratura”.

E poi ha lanciato un appello per tutti i paesi teatro di conflitti ormai dimenticati.Al termine della benedizione, che ha voluto dare lui stesso con un filo di voce, è sceso in piazza tra i fedeli e, convalescente dopo un ricovero di 38 giorni al Gemelli per una polmonite, ha fatto il bagno di folla tra la gente commossa, sull’auto scoperta. ‘Francesco, resta con noi’, hanno detto i fedeli.

E’ stato il suo congedo.Alle 7. 35 di questa mattina – nel lunedì dell’Angelo – il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre. “Ora noi siamo ancora più shoccati perché ieri – nella Domenica di Pasqua -lo abbiamo visto che passava in mezzo alla gente .

Il volto e i gesti dimostravano che era sceso per dare l’estremo saluto .Anche lui probabilmente se lo sentiva, il Signore glielo faceva sentire”.

Il cardinale Gualtiero Bassetti, già presidente della Conferenza episcopale italiana, con l’Adnkronos, passa in rassegna gli ultimi momenti in cui il mondo ha visto in vita il Pontefice.  “È stato il suo congedo.Ha fatto quello che aveva fatto per tutta la vita: era il pastore della gente, del gregge.

Anche quando era arcivescovo di Buenos Aires e andava col tram tra i poveri: l’uomo dell’Evangelii gaudium, e poi il Papa della Misericordia .Ha fatto tanto per i poveri, ha voluto che la chiesa fosse la chiesa per i poveri”, sottolinea Bassetti elencando tratti della sua eredità.  Il porporato torna all’immagine del Pontefice sofferente, fragile, di ieri che ha voluto dare il suo addio ai fedeli: “C’erano migliaia di fedeli.

Ora noi siamo ancora più schioccati perché lo abbiamo visto che passava in mezzo alla gente.Il volto e i gesti dimostravano che era sceso per dare l’estremo saluto.

Anche lui probabilmente se lo sentiva, il Signore glielo faceva sentire.Io sono raccolto in preghiera.

Che il Signore lo ricompensi del tanto bene che ha fatto: è’ stato vicino ai migranti, a chi soffre.Le opere di misericordia le ha fatte tutte.

Attraverso di lui si e’ data una bella testimonianza di una chiesa limpida".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, dalla crisi respiratoria alla morte: cosa dicono gli esperti

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(Adnkronos) – La notizia della morte di Papa Francesco è arrivata oggi come un fulmine in questo lunedì di Pasquetta: il Pontefice è scomparso quando sembrava che le sue condizioni di salute fossero in ripresa, dopo il ricovero di oltre un mese al Gemelli per una polmonite bilaterale.Soltanto ieri la Benedizione per l'Urbi et Orbi e il bagno di folla in piazza San Pietro.

Poi questa mattina il decesso. A quanto apprende l'Adnkronos, Papa Francesco sarebbe morto a causa di una emorragia cerebrale e non per una crisi respiratoria.I polmoni di Bergoglio – riferiscono all'Adnkronos Salute fonti qualificate facendo riferimento a quanto riportato da chi ha potuto vederlo questa mattina presto – non evidenziavano criticità o problemi respiratori eccessivi.   “È purtroppo successo quello che era prevedibile, l’insufficienza respiratoria era complessa e seria, il Papa non riusciva a parlare ma ha ritenuto giusto andare avanti con il suo lavoro e la sua missione e questo gli va dato atto.

Ha voluto esserci nella Pasqua.Probabile che sia sopraggiunto un problema cardiologico improvviso e questo in una persona di 88 anni alza il rischio di mortalità connesso all’insufficienza respiratoria.

Non sappiamo neanche come sarebbe andata se fosse rimasto al Gemelli invece di andare a Santa Marta, sarebbe andata diversamente?Magari in ambiente ospedaliero sarebbe arrivata una infezione a compromettere il quadro clinico”, afferma all’Adnkronos Salute Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit (Società italiana di Malattie infettive e tropicali).  Della stessa opinione Claudio Micheletto, direttore Uoc Pneumologia presso l'Azienda ospedaliera universitaria integrate di Verona e presidente dell'Associazione pneumologi ospedalieri. “Nei giorni scorsi abbiamo visto il Papa con i naselli per l’ossigeno, rientrava – come abbiamo sempre detto – tra i pazienti con una insufficienza respiratoria che è una condizione seria.

Poi la differenza la fa la salute del cuore, ma con bassi valori di ossigenazione il cuore può andare in sofferenza e si muore per un arresto cardiaco che è la conseguenza di una crisi respiratoria acuta”, dice all'Adnkronos Salute. Il Papa ha dimostrato grande resistenza fisica, “i pazienti con Bpco hanno una mortalità post ospedalizzazione del 20% – ricorda Micheletto – si muore per un arresto cardiaco che avviene quando è compromessa la respirazione e l’ossigenazione” una crisi che il Papa aveva superato durante il suo ricovero al Gemelli.   “Avevo espresso molte perplessità sul fatto che Papa Francesco potesse tornare alla normalità, perché conosco le infezioni respiratorie polimicrobiche che il Papa ha avuto e purtroppo possono avere alti e bassi.In queste situazioni le gravi comorbidità che affliggevano il Papa – immunodepressione per il cortisone, il sovrappeso, e l’età, hanno fatto sì che l’infezione ha avuto il sopravvento.

La Pasqua con lui è stato un momento straordinario per noi cattolici.Ricordiamo quindi che le malattie infettive non fanno pazienti di serie a, b o c.

Il Papa ci ha dimostrato che si può lottare ma dobbiamo fare di più come comunità medica per trovare nuovi rimedi contro le malattie infettive”, l'opinione espressa all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell’ospedale policlinico San Martino di Genova.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco morto, da Mara Venier a Carlo Conti: il ricordo del Pontefice sui social

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(Adnkronos) – Il mondo dello spettacolo piange la morte di Papa Francesco.Il Pontefice si è spento oggi, lunedì 21 aprile, a 88 anni.

Da Mara Venier a Carlo Conti, ecco chi ha voluto salutare il Papa, per l'ultima volta, condividendo sui social il momento in cui, alcuni dei volti noti della tv, hanno avuto l'onore di poterlo incontrare e di stringergli la mano.  "Una bruttissima notizia.Ti volevano tanto bene !

Riposa in pace Papa Francesco", ha scritto la conduttrice di Domenica In, Mara Venier a corredo di uno scatto che la ritrae mentre stringe la mano al Pontefice.A farlo eco, il marito Nicola Carraro che ha commentato sotto il post: "Un grande Papa".  "Papa Francesco vivrà sempre nei nostri cuori", così Carlo Conti ricorda il Pontefice condividendo uno scatto del momento in cui, insieme alla moglie Francesca Vaccaro e il figlio Matteo di 11 anni, ha conosciuto e incontrato Papa Francesco.   "Sono affranto,disorientato.

Papa Francesco è stato il Papa che abbiamo sempre aspettato.Un uomo di Dio e del Vangelo.

Una persona meravigliosa e unica.Un intellettuale di cuore.E’ stato la luce nel buio di questo mondo.

Una luce che ha illuminato il nostro cammino.Siamo soli.", ha scritto Fabio Fazio.  "Papa Francesco sei stato la rivoluzione, la profondità l’essenza di essere Cattolico.

Non ti scorderò mai.Aiutaci poiché oggi ci sentiamo ancora più soli", ha scritto Simona Ventura postando una foto del Pontefice sorridente.  "Da oggi saremo tutti più poveri senza la tua guida e i tuoi insegnamenti", ha scritto Paola Perego condividendo il momento in cui lo ha incontrato.  Sul suo profilo Instagram, Alba Parietti ha ricordato Papa Francesco convidendo il suo dolore con una lunga dedica: "La pace non si costruisce mai con le armi ma aprendo il cuore.

Io non sono praticamente ma è l’unico Papa che ha toccato nel profondo la mia coscienza e il mio cuore e mi ha fatto ritornare a credere.Non ho molte parole solo grande dispiacere e grande dolore di aver perso un altro padre.

Il Padre di tutti noi.Il padre degli ultimi dei più deboli.

Il Padre che ci faceva sentire tutti importanti tutti uguali .Da oggi siamo tutti più poveri e soli.Papa Francesco era la nostra coscienza contro ogni egoismo , individualismo, guerre , ingiustizie.

Inclusione , fraternità.L’ultima visita alle carceri , perché per lui nessuno era uno scarto della società", ha scritto.  "Ciao Francesco.

Grazie per essere stato il Papa di tutti, nostra guida e punto di riferimento.Averti potuto incontrare e parlare rimarrà tra le emozioni più grandi della mia vita.

Riposa in pace", ha scritto il cantautore napoletano Gigi D'Alessio a corredo dello scatto che lo ritrae accanto al Pontefice quando ha avuto l'onore di incontrarlo.   "Di fronte alla morte di un Papa (per quanto mi riguarda il settimo delle mia vita) ritengo che noi piccoli peccatori possiamo solo attingere al dovere del rispetto.E, per chi la pratica, della preghiera.

Papa Francesco se n’è andato dopo aver distillato e distribuito generosamente, ancora ieri, le ultime gocce del sua vita", esordisce Marino Bartoletti.  Il conduttore televisivo ha ricordato il giorno in cui è stato eletto Papa Francesco: "Ero quasi per caso in piazza San Pietro il 13 marzo del 2013.C’ero andato a piedi: una piacevole passeggiata in una sera molto romana, dal clima dolcissimo.

Sinceramente non sapevo davvero nulla di Jorge Bergoglio: d’altra parte gli stessi vaticanisti più accreditati non lo davano fra i primi cinque papabili.Ricordo che in piazza c’erano soprattutto attesa ed emozione per la possibile nomina del Cardinale Scola, arcivescovo di Milano (che effettivamente – lo si sarebbe poi scoperto – aveva raccolto molti consensi nei due scrutini della prima giornata, ma già con Bergoglio alle calcagna).

In realtà già fra il terzo e, soprattutto, il quarto scrutinio i voti cominciarono ad affluire copiosamente verso il futuro papa Francesco: che al quinto tentativo e dunque alla fine del secondo giorno sbaragliò tutti gli avversari con una maggioranza schiacciante ( “Fratelli e sorelle, buonasera”.Mi divertì l’idea che avesse lo stesso cognome di uno dei più celebri giornalisti sportivi italiani, Carlo “Carlin” Bergoglio, piemontese anche lui, che esordì e lavorò per trent’anni nel mio adorato Guerin Sportivo, per poi diventare prima vicedirettore di Tuttosport e successivamente direttore al posto di Renato Casalbore, perito nella tragedia di Superga". E ancora: "L’inizio del suo Ministero mi suscitò molta curiosità e altrettanta simpatia.

Col tempo non mi ritrovai sinceramente in tutte le sue posizioni, fatta salva ovviamente l’inadeguatezza per valutare l’operato di un Papa.Dopo quella bellissima sera di una primavera anticipata lo vidi di persona solo una volta durante un’udienza in Vaticano, quando regalò a me e alla mia compagna – allungando paternamente la mano -un tenero e disarmante sorriso (la scena finì addirittura sulla prima pagina dell’Osservatore Romano).

Quel sorriso, per tanti motivi, me lo porterò per sempre nel cuore.Il resto ce lo dirà la storia", ha concluso Bartoletti.   "Parlare con Papa Francesco ed essere ascoltati, un privilegio.

Profondo dolore per il Papa della speranza, del rispetto per il diverso, povero, bisognoso d’aiuto.Mai stanco di invocare la PACE", ha scritto la giornalista Emma D'Aquino, ricordando il giorno in cui ha incontrato Papa Bergoglio.   "Santo Padre , senza di te abbiamo il cuore pieno di dolore e adesso ci sentiamo piu' soli", ha scritto Cristiano Malgioglio.  "Sono stata fortunata ad averti conosciuto.

Sei stato un grande Papa, che ha lottato per i più deboli e per la pace dei popoli.Ricorderò sempre la tua profonda dolcezza e il tuo sorriso.

Ciao Papa Francesco", ha scritto Cristina D'Avena.   

 "Era il giugno del 2017, eravamo tutti emozionati.La tua benedizione su noi 3, d in modo particolare su mio figlio Giacomo.

Pochi mesi dopo ho ripensato al nostro incontro.Grande Papa Francesco", ha scritto Elena Santarelli a corredo di uno scatto che ritrae la conduttrice televisiva al fianco del Pontefice mentre appoggia la mano sulla spalla del figlio Giacomo.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, partite rinviate e il ‘twitter calcio’ protesta

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(Adnkronos) –
La news della morte di Papa Francesco ferma il campionato di Serie A e il popolo del calcio, su X, protesta con una valanga di tweet.Il decesso del Pontefice, avvenuto alle 7.35 di oggi 21 aprile, è stato annunciato poco prima delle 10.

La Lega di Serie A, con un comunicato inviato attorno alle 10.30, ha ufficializzato il rinvio delle gare in programma oggi per la 23esima giornata.Non si giocano i match Torino-Udinese (12.30), Cagliari-Fiorentina (15), Genoa-Lazio (18) e Parma-Juventus (20.45). Quando il rinvio diventa ufficiale, su X sale la protesta del 'twitter calcio'.

La decisione della Lega viene giudicata inopportuna e immotivata. "Medioevo", si legge in diversi messaggi. "L'Italia è un paese laico", scrivono in tanti.Molti appassionati fanno notare che la decisione è stata adottata a ridosso delle partite, quando migliaia di persone hanno speso soldi per viaggiare in trasferta e acquistare biglietti.   Su X, la federcalcio annuncia che sono "sospese tutte le competizioni in programma nella giornata di oggi, dalla Serie A ai Dilettanti".

Il messaggio della Figc scatena una nuova ondata di repliche: "Benissimo, decisione legittima, ora risarcite tutte le persone che hanno speso tempo e soldi per seguire la propria squadra oggi", una delle risposte. "Avete scelto una linea, siate coerenti, da oggi in poi niente più calcio durante le festività Cristiane", si legge ancora. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto Papa Francesco, la vergogna dei leoni da tastiera sull’incontro con Vance

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(Adnkronos) – Anche in un momento storico e tragico come la morte di Papa Francesco arrivano i soliti vergognosi commenti sui social.Nel mezzo della valanga di messaggi di condoglianze, raccoglimento e dolore, alcuni non trovano di meglio che ironizzare sull'ultima visita di ieri tra il pontefice e J.D.

Vance.Il vicepresidente degli Stati Uniti aveva avuto un breve incontro privato con Papa Francesco a Casa Santa Marta la mattina di Pasqua.  "So che non si sente bene, ma è bello vederla in salute", ha detto Vance al Papa.

Parole su cui oggi i leoni da tastiera realizzano meme e battute senza rispetto. "Mamma mia che sfiga.Dj Vance gli dice che prega per la sua guarigione e il Papa muore il giorno dopo.

Questa è l'aura malefica che si porta dietro", scrive @iluvtortellini sui social. "JD Vance ha incontrato il Papa per augurargli una 'Buona Pasqua'. 'La vedo meglio, Santità', ha detto Vance.Papa Francesco è morto", è il messaggio su X di @Massi_DiMario. "Ovviamente il Papa incontra Vance che gli dice 'la trovo bene' e il giorno dopo muore", dice @alexdoestv; e ancora: "Vance: 'Contento di vederla meglio'.

Diverse ore dopo il Papa muore.Sipario.", sono le parole di @ImmersoNelnulla. Nel frattempo il vicepresidente degli Stati Uniti, che si trova in visita ufficiale in India, ha inviato un messaggio di cordoglio."Ho appena appreso della scomparsa di Papa Francesco (sic).

Il mio cuore è rivolto ai milioni di cristiani in tutto il mondo che lo amavano.Sono stato felice di vederlo ieri, anche se era ovviamente molto malato", ha scritto su 'X' J.D.

Vance. "Lo ricorderò sempre per l'omelia che ha pronunciato nei primissimi giorni del Covid, è stata davvero bellissima.Che Dio lo benedica", ha aggiunto condividendo il link all'omelia citata. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, le visite a sorpresa: dal negozio di dischi alle case di Bruck e Bonino

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(Adnkronos) – Non solo le telefonate, ma anche le visite a sorpresa a chiese, case, famiglie, sedi di congregazioni o anche semplici negozi sono state una delle novità a cui Papa Francesco ha abituato i fedeli fin dalla sua elezione.Sono stati numerosi i fuori programma che il pontefice si è concesso, come quando, tra gli episodi più noti, a Roma si è recato a casa della scrittrice ebrea ungherese Edith Bruck (20 febbraio 2021) o ha fatto sosta a casa di Emma Bonino (5 novembre 2024), l'esponente radicale leader del partito +Europa, allora da poco dimessa dall'ospedale dopo un ricovero per difficoltà respiratorie. Fare un elenco completo delle visite a sorpresa sarebbe non solo lungo ma anche arduo per il gran numero di esse.

Ecco, allora, il ricordo di alcune tra le più significative. Nel pomeriggio del 4 settembre 2015, in mezzo allo stupore dei romani che si trovavano nella zona a fare shopping, il Papa si reca in un negozio di ottica di via del Babuino, chiedendo al titolare Alessandro Spiezia di cambiare la montatura delle lenti.All'uscita si concede anche ai selfie.

Nel luglio 2024 Papa Francesco è tornato nello stesso negozio per poter cambiare le lenti.  Il 12 agosto 2016 Papa Francesco si reca a Roma presso la casa di pronta accoglienza della Comunità Papa Giovanni XXIII , fondata da don Oreste Benzi, dove incontro 20 giovani liberate dalla schiavitù della tratta e della prostituzione.  Il 21 dicembre 2016 Papa Francesco lascia il Vaticano e si reca in un negozio di ortopedia di via del Gelsomino, in zona Gregorio VII, per acquistare delle scarpe nuove. Il 28 luglio 2018, in una Roma quasi deserta, Papa Francesco arriva a sorpresa, a bordo di una Ford Focus blu, in Via Alessandria, nel quartiere Salario a Roma, per fare visita ad un'anziana signora, sua conoscente, impossibilitata a muoversi di casa perché malata.La pensionata più volte aveva chiesto di incontrare il pontefice e lui ha voluto esaudire il suo desiderio. Il 31 dicembre 2019 Papa Francesco partecipa al funerale della sua cara amica novantacinquenne Maria Grazia Mara nella parrocchia romana di San Giuseppe al Nomentano. Il 22 ottobre 2020 Papa Francesco va a trovare le 172 suore Figlie di Maria Ausiliatrice, partecipanti al XXIV Capitolo generale della Congregazione.

Accompagnato dalla superiora generale Madre Yvonne Reungoat, l'unica religiosa a conoscenza della visita, il pontefice fece il suo ingresso a sorpresa nell'aula capitolare della Casa generalizia delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Roma, in via dell'Ateneo Salesiano. Il 20 febbraio 2021 Papa Francesco incontra la sopravvissuta della Shoah Edith Bruck, poetessa e scrittrice, nella sua casa del centro di Roma.Il pontefice era rimasto colpito da un'intervista della Bruck pubblicata da "L'Osservatore Romano" il 26 gennaio dello stesso anno, alla vigilia della Giornata della Memoria, a proposito del suo libro autobiografico "Il pane perduto" (La nave di Teseo). Il 12 gennaio 2022 Papa Francesco arriva all'improvviso di Francesco in un negozio di dischi in via della Minerva, vicino al Pantheon del quale il pontefice conosce i proprietari dai tempi in cui, da arcivescovo, frequentava la zona alloggiando nella Casa del Clero di via della Scrofa durante i soggiorni capitolini.

Arrivato intorno alle 19, a bordo di una Fiat 500L bianca che presto ha attirato l’attenzione dei passanti, Francesco ha benedetto i locali recentemente ristrutturati.Per una quindicina di minuti il Papa si è intrattenuto all'interno del negozio, quasi una bottega dal sapore antico come tante del centro di Roma, che in vetrina esibisce i dischi in vinile di Maria Callas e dei Pink Floyd o le opere di autori più recenti. Il 31 luglio 2024, festa liturgica di Sant'Ignazio di Loyola, visita a sorpresa il luna park di Ostia Lido, sul litorale romano.

In quell'occasione, il pontefice incontra la comunità dei giostrai e circensi del parco di divertimenti e la sua amica suor Geneviève Jeanningros, Piccola Sorella di Gesù.  Il 27 agosto 2024 visita la parrocchia degli Agostiniani a Roma nel giorno in cui la liturgia festeggia Santa Monica, dove riposa il corpo della santa, simbolo delle madri di tutto il mondo. Il 5 novembre 2024 sulla strada di ritorno dalla Pontificia Università Gregoriana, dove in mattinata ha incontrato la comunità accademica, la Fiat 500L bianca del Papa invece di proseguire dritto per Casa Santa Marta in Vaticano devia verso una via del centro di Roma.Francesco ha voluto infatti fare sosta a casa di Emma Bonino, dimessa a fine ottobre dalla struttura sanitaria in cui era ricoverata.

In seguito a difficoltà respiratorie, per Bonino il 17 ottobre si era reso necessario il ricovero presso il reparto di terapia intensiva dell'ospedale Santo Spirito di Roma; una settimana dopo era stata trasferita in una struttura privata della capitale e per poi fare ritorno a casa.Una visita del tutto a sorpresa.

Al termine il Papa, una volta uscito dal portone dell'abitazione, viene avvicinato da alcune persone incuriosite che gli hanno domandato in che condizioni avesse trovato Bonino. "Benissimo", risponde il pontefice, "lei è sempre cordiale".Dettagli sulla visita li ha forniti la stessa Emma Bonino tramite un post sul suo account personale X, in cui pubblica pure una foto di lei insieme al Papa, entrambi in sedia a rotelle, sulla terrazza di casa sua. "Stamane, con enorme sorpresa e piena di emozione, Sua Santità mi ha fatto una graditissima visita", si legge. "Di Papa Francesco emerge sempre l’aspetto umano straordinario.

Già dai presenti che ha voluto donarmi, un meraviglioso mazzo di rose e dei cioccolatini.Sono rimasta molto colpita dalla forza e comprensione dimostratami già dal suo saluto 'cerea' tipico piemontese, per le nostre origini comuni.

E avermi detto di essere 'un esempio di libertà e resistenza' mi ha riempito di gioia". In passato Francesco ed Emma Bonino si sono incontrati più volte, a partire dal 4 novembre 2015 quando l'ex ministro degli Affari esteri aveva preso parte all'udienza generale del mercoledì in Aula Paolo VI.Insieme all'al procuratore aggiunto di Roma, Michele Prestipino, e a Maria Rita Parsi, Bonino aveva presentato le nuove iniziative a favore dei bambini profughi da parte della fondazione "La fabbrica della pace".

Lo stesso anno il Papa aveva telefonato alla esponente politica ammalata di tumore ai polmoni, per informarsi sulle sue condizioni di salute.L'8 novembre 2016 il Papa l'aveva poi ricevuta in udienza privata nel Palazzo Apostolico.

La Sala Stampa vaticana riferiva allora che "il colloquio si è focalizzato soprattutto sui temi dei flussi migratori, dell'accoglienza ai migranti e della loro integrazione".Proprio per l'opera a favore dei migranti, Papa Francesco aveva elogiato la parlamentare durante un incontro informale a Santa Marta con il direttore del "Corriere della Sera", Luciano Fontana, sempre nel 2016.

Emma Bonino, ha detto Francesco in quell'occasione, "ha offerto il miglior servizio all'Italia per conoscere l'Africa". (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Bergoglio torna alla Casa del Padre: rinviate a data da destinarsi tutte le partite di Serie A, B e C

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Una notizia che scuote l’Italia e il mondo intero, imponendo un momento di silenzio e profonda riflessione: Papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, è tornato oggi, lunedì 21 aprile 2025, alla Casa del Padre all’età di 88 anni. La scomparsa del Santo Padre, avvenuta in mattinata, ha immediatamente gettato nello sconforto milioni di fedeli e non solo, segnando la fine di un pontificato caratterizzato da un forte impegno per la pace, la giustizia sociale e l’attenzione verso gli ultimi.

In segno di lutto nazionale e di profondo rispetto per la figura che per oltre un decennio ha guidato la Chiesa Cattolica e rappresentato un faro morale per l’umanità, il mondo dello sport italiano si ferma. La Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), in accordo con le Leghe professionistiche, ha diramato pochi minuti fa un comunicato ufficiale che annuncia il rinvio a data da destinarsi di tutte le partite dei campionati di Serie A, Serie B e Serie C previste.

Una decisione forte ma inevitabile, che interrompe bruscamente il cammino dei tornei nel pieno delle fasi decisive per la classifica, la salvezza e la promozione. Stadi che sarebbero dovuti essere teatro di sfide cariche di passione rimarranno silenziosi, in un’atmosfera surreale dettata dalla gravità dell’evento. Il calcio italiano si unisce così al cordoglio del Paese e del mondo intero, rendendo omaggio alla memoria di un Pontefice che ha saputo parlare al cuore delle persone, credenti e non.

Il calendario sportivo, già fitto in questo periodo dell’anno, subirà ora un’inevitabile ridefinizione. La FIGC e le Leghe lavoreranno nei prossimi giorni per trovare le collocazioni più idonee per recuperare gli incontri rinviati, un compito non semplice che richiederà la massima collaborazione tra tutte le parti in causa. Al momento, tuttavia, ogni pensiero è rivolto altrove.

La scomparsa di Papa Francesco lascia un vuoto incolmabile. La sua eredità spirituale, il suo messaggio di amore e accoglienza, la sua semplicità disarmante rimarranno impressi nella memoria collettiva. L’Italia si ferma per piangere uno dei suoi figli spirituali più amati, e il calcio, la passione più grande di milioni di italiani, rispetta questo momento di dolore e riflessione, mettendosi in pausa in attesa che il Paese possa elaborare la perdita di una guida così significativa. Non si giocherà per qualche giorno, ma la memoria e l’insegnamento di Papa Bergoglio continueranno a vivere nei cuori.