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Morto Papa Francesco, Becciu: “Ora è nella luce e conosce la verità dei fatti”

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(Adnkronos) – "La notizia della morte di Papa Francesco mi ha colto di sorpresa e mi ha provocato dolore e sconcerto.Non si possono e non posso dimenticare 7 anni di collaborazione con Lui: 5 anni da Sostituto e 2 anni da Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi.

Sono stati anni di stretta collaborazione, di condivisione di scelte e visioni ecclesiali, ma anche di confronti leali, sempre vissuti nell’accettazione delle sue decisioni".Così il cardinale Angelo Becciu, condannato in primo grado nell'ambito del processo vaticano per lo scandalo finanziario legato alla compravendita dell'immobile londinese Sloane Avenue, commenta la morte di Papa Francesco.

Il Pontefice, a seguito di un drammatico confronto, gli aveva tolto i diritti connessi alla dignità cardinalizia proprio per il suo coinvolgimento nell'inchiesta di Oltretevere. "Non posso nascondere che il cambiamento repentino del suo giudizio nei miei confronti, con le note conseguenze che ne derivarono, hanno provocato in me un dolore immenso che ho cercato di accettare come una prova del Signore – dice Becciu – Mi consola aver tenuto, malgrado tutto, il rapporto che si addice a chi, ricevendo il cardinalato, ha giurato di dare la propria vita per il Papa.Ora egli è nella luce e conosce la verità dei fatti.

Mi unisco a tutta la Chiesa nell’elevare preghiere di suffragio a Dio per la sua anima”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Castellammare, Genova e tutta l’Italia in Lutto: Dalla Tragedia del Faito alla Scomparsa del Pontefice.

La notizia del tragico incidente alla funivia del Faito ha scosso profondamente la comunità campana e l’intero paese.In un momento di lutto e sgomento per la perdita di vite umane, ogni altra questione passa inevitabilmente in secondo piano.

Il calcio, pur essendo una passione che unisce moltissime persone, non fa eccezione.Le ultime ore di questo periodo sono state segnate in maniera inevitabile da questa notizia di dominio pubblico ma purtroppo come spesso succede “Lo spettacolo deve continuare” e nel giorno di pasquetta era previsto l’appuntamento contro la Sampdoria, un grande evento per la città di Castellammare visto il blasone ma anche l’importanza di questa sfida in termini di classifica.

Il lunedì di sport è passato in secondo piano per la brutta notizia della scomparsa di Papa Francesco.

La notizia della scomparsa del Santo Padre ha profondamente toccato la coscienza collettiva, suscitando un’ondata di cordoglio e riflessione in tutto il mondo.In Italia, e particolarmente nelle comunità legate ai valori della fede, questo momento di lutto assume un significato ancora più profondo.

In questo clima di sentita partecipazione al dolore per la perdita della massima autorità spirituale della Chiesa Cattolica, le autorità competenti hanno deciso di rinviare tutte le partite in programma nella giornata di oggi.

In questo clima di sentita partecipazione al dolore per la perdita della massima autorità spirituale della Chiesa Cattolica.La Lega di Serie B ha rinviato tutte le partite ed ovviamente ha preso la decisione di rinviare la partita tra Juve Stabia e Sampdoria, inizialmente prevista per lunedì 21 aprile alle ore 15,00.

La scelta, dettata dal rispetto per il momento di lutto nazionale e internazionale, evidenzia come anche il mondo dello sport si unisca nel cordoglio e nella preghiera.In queste circostanze, le dinamiche del campo da gioco e la rivalità sportiva passano inevitabilmente in secondo piano di fronte a un evento di tale portata spirituale e umana.

La decisione di rinviare l’incontro tra le Vespe e i blucerchiati è un segno di sensibilità e di vicinanza ai sentimenti di milioni di persone.Il calcio, con la sua capacità di aggregare e appassionare, in questo momento si fa da parte per lasciare spazio al rispetto e alla commozione.

Ovviamente anche le autorità politiche hanno partecipato al dolore per la scomparsa del Santo Padre. Il Sindaco di Castellammare Di Stabia, Luigi Vicinanza ha espresso il suo cordoglio:
“Papa Francesco è stato guida illuminata della Chiesa e testimone instancabile del Vangelo della pace, della giustizia e della misericordia.

Con coraggio, umiltà e visione, ha saputo parlare al mondo intero, promuovendo dialogo e solidarietà.Ho avuto l’onore di incontrarlo nel 2018 a Nomadelfia, alle porte di Grosseto, in occasione della sua visita alla comunità fondata da don Zeno: in quel breve ma intenso incontro ho potuto cogliere tutta la sua forza e il suo carisma.

Il suo impegno per i più fragili e la sua voce in difesa della dignità umana resteranno un esempio universale. 

Grazie per tutto ciò che ci hai donato.”
Pietro Piciocchi (vicesindaco f.f.) di Genova ha fatto eco con un messaggio social:
“Questa mattina abbiamo colto con immensa tristezza e commozione la notizia della morte del Santo Padre Francesco. 
Come vice Sindaco reggente del Comune di Genova, riconoscente e memore della sua visita nella nostra Città, ci uniamo al dolore del mondo e ne ricorderemo sempre i suoi straordinari gesti a favore degli ultimi e il coraggio nell’affrontare i potenti della terra.
Ricordo quando il 14 dicembre dello scorso anno ebbi l’onore di incontrarlo insieme alla delegazione genovese dell’associazione italiana contro le leucemie: “la logica del dono” – ci disse Papa Francesco – “è il principale antidoto alla cultura dello scarto”.
E ancora: “anche quando tutto sembra perduto è possibile sperare.Ma ci vuole qualcuno che porti un po’ di luce, una fiamma di speranza, con l’amicizia, la vicinanza e l’ascolto”.
Grazie Santo Padre per la sua testimonianza e per quanto ha donato a tutti noi.

Il nostro mondo ha bisogno di ritrovare la pace e, guardando al suo esempio, vogliamo anche noi costruire una Città più solida e fondata sull’amore.

Desidero infine esprimere particolare affetto e vicinanza alla diocesi di Genova e a tutta la comunità cristiana della nostra Città e, come credente, unirmi alla comune preghiera che sale al cielo.”
Le nuove disposizioni relative alla data e all’orario della partita verranno comunicate tra poche ore dopo la riunione di Lega di Serie B delle ore 18:30.In questo momento, l’attenzione è però rivolta al ricordo e alla preghiera per il Santo Padre.

Morte Francesco, parole choc da scomunicato Viganò: “Anti-Papa, renderà conto dei suoi crimini”

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(Adnkronos) – Nel giorno della morte di Papa Francesco, l'arcivescovo scomunicato nel 2024 Carlo Maria Viganò va giù duro contro il Pontefice. ''Esiste per tutti un Giudizio particolare, a cui anche Bergoglio non ha potuto sottrarsi'', e ora la sua anima ''dovrà rendere conto dei crimini di cui si è macchiato, primo fra tutti l’aver usurpato il soglio di Pietro per distruggere la Chiesa Cattolica e perdere tante anime''.E se in vita lo chiamava ''un tiranno fuori controllo'' e definiva la chiesa sinodale bergogliana una ''metastasi'' di quel ''cancro'' che fu il Concilio Vaticano II, nell'ora della morte di Francesco, Viganò non cambia linea e torna, via X, ad attaccarlo.  ''Nel 2018, Eugenio Scalfari – ricorda Viganò – riferì le parole che Bergoglio gli avrebbe confidato a proposito della sua visione dell’Aldilà: 'Le anime peccatrici non vengono punite: quelle che si pentono ottengono il perdono di Dio e vanno tra le fila delle anime che lo contemplano, ma quelle che non si pentono e non possono quindi essere perdonate scompaiono.

Non esiste un inferno, esiste la scomparsa delle anime peccatrici'.Questi farneticamenti ereticali si oppongono direttamente alla Fede cattolica, la quale ci insegna che esiste per tutti un Giudizio particolare, cui Bergoglio non ha potuto sottrarsi.

La sua anima non è dunque scomparsa, né si è dissolta: egli dovrà rendere conto dei crimini di cui si è macchiato, primo fra tutti l’aver usurpato il soglio di Pietro per distruggere la Chiesa Cattolica e perdere tante anime''.  ''Se questo non-papa e anti-papa – scrive il già nunzio apostolico negli Stati Uniti – non potrà più nuocere al Corpo Mistico, nondimeno rimangono i suoi eredi, gli eversori che egli ha invalidamente creato 'cardinali' e che da tempo si organizzano per assicurare un continuatore della rivoluzione sinodale e della destrutturazione del Papato.A dar loro manforte, accorrono i Cardinali e i Vescovi conservatori che si sono ben guardati dal mettere in discussione la legittimità di Jorge Bergoglio. È su costoro che grava la maggiore responsabilità per gli esiti del prossimo 'conclave'''. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, l’omaggio di Trump: “Un uomo buono”

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(Adnkronos) –
"Era un uomo buono, ha lavorato duro, amava il mondo".E' l'omaggio che Donald Trump dedica a Papa Francesco, morto oggi 21 aprile all'età di 88 anni, aprendo l'Easter Egg Roll, la tradizionale festa delle uova pasquali alla Casa Bianca. "Ho firmato un ordine esecutivo per mettere le bandiere a mezz'asta in onore di Papa Francesco", dice il presidente degli Stati Uniti facendo riferimento al provvedimento firmato qualche ora prima.

Trump, appena appresa la notizia del decesso del Pontefice, ha pubblicato un post sul social Truth: ''Riposi in pace Papa Francesco.Possa Dio benedire lui e tutti coloro che lo hanno amato''.  In attesa di news sui funerali del Papa, non appare certa al momento la presenza di Trump alla cerimonia. "Non lo so, devo controllare le date.

Ora abbiamo appena messo le bandiere a mezz'asta", la risposta ai media. 
Il presidente americano ''non ha in questo momento in programma di viaggiare'' per partecipare alle funzioni religiose, ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, lasciando una porta aperta. "Non significa che non accadrà.Semplicemente non ho niente da dire" a proposito in questo momento, ha aggiunto Leavitt parlando con i giornalisti sul vialetto della Casa Bianca. Poche ore prima di morire, Papa Francesco ha ricevuto la visita del vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance.

Leavitt ha detto di aver ''parlato con il team del vice presidente questa mattina e mi hanno espresso quanto fossero emozionati e grati per l'opportunità di incontrare il Papa proprio ieri.E naturalmente, sappiamo che il Papa è andato dal Signore questa mattina, e ne ho parlato anche con il Presidente".

Leavitt ha aggiunto che "è un giorno solenne per i cattolici di tutto il mondo e preghiamo per tutti coloro che amano il Papa e credono in lui".  Il presidente americano Donald Trump ha dato ordine di esporre – in memoria di Papa Francesco – le bandiere a mezz'asta "alla Casa Bianca e in tutti gli edifici e terreni pubblici, in tutte le postazioni militari e le stazioni navali e su tutte le navi del governo federale nel Distretto di Columbia e in tutti gli Stati Uniti e i loro territori e possedimenti fino al tramonto del giorno della sepoltura", si legge nell'annuncio. "Dispongo inoltre che la bandiera sia esposta a mezz'asta per lo stesso periodo di tempo in tutte le ambasciate, legazioni, uffici consolari e altre strutture degli Stati Uniti all'estero, comprese tutte le strutture militari e le navi e stazioni navali", ha aggiunto. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto Giovanni De Sandre, progettò il primo personal computer italiano

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(Adnkronos) – L'ingegner Giovanni De Sandre, uno dei protagonisti dello sviluppo della Olivetti Programma 101, considerata a livello internazionale come il primo personal computer della storia, è morto all'età di 89 anni.Il funerale, spiega l'Adnkronos, sarà celebrato mercoledì 23 aprile alle ore 11 nella chiesa di San Paolo Apostolo, in piazza Don Camagni 1 a Brugherio, nella provincia di Monza e della Brianza. Nato a Sacile, in provincia di Pordenone, il 5 ottobre 1935, De Sandre si era laureato in ingegneria elettrotecnica al Politecnico di Milano nel 1959 e l'anno dopo era entrato in Olivetti, dove venne scelto per far parte del gruppo guidato dell'ingegner Pier Giorgio Perotto (1930-2002) per il progetto della Programma 101.

Gli altri componenti del gruppo erano Giuliano Gaiti, Gastone Garziera e Giancarlo Toppi.Il primo computer da tavolo ideato dalla Olivetti venne presentato ufficialmente al Bema (Business Equipment Manifacturers Association) di New York nell'ottobre 1965.

Nel 1962 era stato il giovane neo assunto De Sandre a mettere a punto la parte elettronica del primo computer italiano.All'epoca, l'americana General Electric, dopo l'acquisizione della sezione elettronica della Olivetti, non voleva saperne di un computer italiano.

Per evitare la cancellazione del progetto, la Programma 101 fu allora classificata come macchina calcolatrice perché la divisione calcolatori non faceva parte dell'accordo con la General Eletric.In quel modo l'invenzione poté essere perfezionata.

La Olivetti Programma 101 non aveva processori o circuiti stampati, ma transistor, diodi e condensatori raggruppati in micro-unità funzionali, una tecnologia brevettata appositamente per la macchina. Giovanni De Sandre ha trascorso in Olivetti la carriera nell'ambito del settore Ricerca e Sviluppo, fra Pregnana, Ivrea e Milano.Figura riservata ma determinante, ha contribuito in modo fondamentale all'eccellenza tecnologica e all'innovazione che hanno reso grande il nome della Olivetti nel mondo.

Nel 2015, in occasione nel cinquantennale della nascita della P101, De Sandre vene ricevuto, assieme ad un altro membro del team, Gastone Garziera, ed a Massimo Banzi, dall'allora presidente del Consiglio Matteo Renzi. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morte Papa Francesco, le cause, i funerali e il successore: ecco cosa sappiamo

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(Adnkronos) – Papa Francesco è morto. “Questa mattina alle 7.35 il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre”, ha detto il cardinale Kevin Farrell nella dichiarazione pubblicata dal Vaticano sul suo canale Telegram.Ieri il Papa si era affacciato da San Pietro per la benedizione Urbi et Orbi pasquale.

Di cosa è morto Bergoglio, quando si svolgeranno i funerali e quando si riunirà il Conclave per eleggere il successore di Francesco?Ecco tutto quello che sappiamo. A quanto apprende l'Adnkronos, Papa Francesco, 88 anni, sarebbe morto a causa di una emorragia cerebrale e non per una crisi respiratoria.

I polmoni di Bergoglio – riferiscono all'Adnkronos Salute fonti qualificate facendo riferimento a quanto riportato da chi ha potuto vederlo questa mattina presto – non evidenziavano criticità o problemi respiratori eccessivi.Bergoglio era stato ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma per oltre un mese dallo scorso 14 febbraio per una polmonite bilaterale. L'ipotesi di un'emorragia cerebrale è avvalorata dai medici.

Per Papa Francesco "credo si debba parlare di morte improvvisa e non di un aggravamento di condizioni pregresse", dice all'Adnkronos Salute Giorgio Sesti, docente di Medicina Interna all'università Sapienza di Roma.Le morti improvvise, tra l'altro, "avvengono generalmente anche nella notte o nelle prime ore del mattino.

L'ipotesi dell'ictus è fondata.Da quello che abbiamo potuto vedere nelle ultime immagini del Pontefice il decesso, infatti, non è strettamente legato alla patologia polmonare che l'ha portato al lungo ricovero".  L’ultima apparizione del Papa al mondo è stata nel giorno della Pasqua di risurrezione.

Bergoglio aveva espresso il desiderio di essere tra i fedeli per la benedizione Urbi et Orbi e così è stato.In carrozzina alle 12 – dopo aver incontrato a sorpresa il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance – è apparso al mondo dal loggione delle benedizioni senza i naselli per l’ossigeno ma in tutta la sua fragilità.

Ha detto poche parole: ‘Cari fratelli e sorelle, Buona Pasqua’ poi ha affidato la lettura del messaggio a mons.Diego Ravelli ma nel testo pasquale c’era tutto Bergoglio.  Il Pontefice, nel messaggio, ha rinnovato il suo appello per un no al riarmo, denunciando la “volontà di morte” che “vediamo ogni giorno nei tanti conflitti che interessano diverse parti del mondo!

Quanta violenza vediamo spesso anche nelle famiglie, nei confronti delle donne o dei bambini!Quanto disprezzo si nutre a volte verso i più deboli, gli emarginati, i migranti!”.

Il suo pensiero è andato a Gaza dove c’è una “situazione umanitaria ignobile”.  Alla martoriata Ucraina per la quale era tornato a chiedere ogni sforzo per una “pace giusta e duratura”.E poi ha lanciato un appello per tutti i Paesi teatro di conflitti ormai dimenticati.

Al termine della benedizione, che ha voluto dare lui stesso con un filo di voce, è sceso in piazza tra i fedeli e, convalescente dopo il ricovero di 38 giorni al Gemelli, ha fatto il bagno di folla tra la gente commossa, sull’auto scoperta. ‘Francesco, resta con noi’, hanno detto i fedeli.E’ stato il suo congedo.  Con la morte di Papa Francesco, la Chiesa è entrata in una fase di transizione.

Nella giornata di oggi, il primo atto è toccato al medico personale del Papa, che ha avuto il compito di constatare ufficialmente il decesso.Una volta accertata la morte, il medico ha informato il Cardinale Camerlengo.

Questa figura chiave, il cui ruolo è centrale durante la Sede Vacante, ha il compito di annunciare ufficialmente la morte del Papa. Il Camerlengo, in presenza dei Maestri delle celebrazioni liturgiche pontificie, ha verificato ufficialmente il decesso.La tradizione vuole che chiami il Papa per nome tre volte e, in seguito, pronunci la frase in latino ‘Vere Papa mortuus est" ("Veramente il Papa è morto").

Inizia la sede vacante.  Il Camerlengo procede a sigillare la stanza del Papa e a informare il Vicario di Roma, il quale a sua volta comunicherà la notizia al mondo.La notizia viene diffusa tramite i canali ufficiali della Santa Sede, raggiungendo i fedeli e i leader mondiali.  Secondo quanto previsto nell’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis, questa sera, alle 20, il Cardinale Kevin Joseph Farrell, Camerlengo di Santa Romana Chiesa, presiederà il rito della constatazione della morte e della deposizione della salma nella bara.  Con la sede vacante il Camerlengo assume un ruolo di primaria importanza: è responsabile dell'amministrazione dei beni della Santa Sede e della preparazione del Conclave per l'elezione del nuovo Pontefice.

Atto simbolico è la distruzione dell'Anello Piscatorio, l'anello che il Papa indossa e che viene utilizzato per sigillare i documenti ufficiali.La distruzione avviene in presenza dei cardinali.  Con la sede vacante, i dicasteri della curia romana continuano a svolgere le funzioni ordinarie pure con alcune limitazioni.

Niente decisioni che spetterebbero al Papa.La salma del Pontefice viene preparata per l'esposizione ai fedeli.

Francesco ha chiesto di non esporla.Iniziano i Novendiali: nove giorni di lutto durante i quali vengono celebrate messe in suffragio del Papa morto.  “La traslazione della salma del Santo Padre nella Basilica Vaticana per l’omaggio di tutti i fedeli potrebbe avvenire mercoledì mattina, 23 aprile, secondo le modalità che verranno stabilite e comunicate domani, a seguito della prima Congregazione dei Cardinali”, ha fatto sapere il portavoce del Vaticano Matteo Bruni. I funerali si svolgono in Piazza San Pietro, presieduti dal Decano del Collegio Cardinalizi; partecipano cardinali, vescovi, capi di Stato e rappresentanti di altre religioni.

Il Papa ha chiesto di essere sepolto nella Basilica di S.Maria Maggiore.  I cardinali elettori si preparano per il Conclave; quindi i cardinali con meno di 80 anni si ritirano nella Cappella Sistina, che viene sigillata per garantire la segretezza del voto.

Non possono avere contatti con l'esterno.Le votazioni seguono un rituale preciso.  I Cardinali scrivono il nome del loro candidato su una scheda, la piegano e la depositano in un calice.

Le schede vengono poi scrutinate e i risultati vengono annunciati.Se nessuno ottiene la maggioranza richiesta (due terzi dei voti), le schede vengono bruciate, producendo una fumata nera che segnala al mondo che l'elezione non è ancora avvenuta.  Quando viene eletto il nuovo Papa, le schede vengono bruciate con paglia secca, producendo una fumata bianca.

Dopo l'elezione, il cardinale Protodiacono annuncia al mondo dalla loggia di San Pietro la famosa frase "Habemus Papam", seguita dal nome del nuovo Pontefice.Il nuovo Papa si affaccia dalla loggia e impartisce la benedizione Urbi et Orbi.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Elon Musk pronto a lasciare incarico governativo”, cosa dice il Washington Post

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(Adnkronos) – Elon Musk si sta preparando a lasciare il governo federale degli Stati Uniti.A dirlo oggi è il Washington Post, precisando che la data delle dimissioni del proprietario di X non è ancora nota, ma che il suo status di dipendente governativo speciale scadrà a maggio.  Secondo una fonte del quotidiano americano, il miliardario è pronto a lasciare perché è stanco di dover affrontare quella che considera una serie di "attacchi sgradevoli e immorali" da parte della sinistra politica.

Crede che le sue dimissioni non diminuiranno il potere o l'operato del Doge, ha aggiunto la fonte, osservando che i membri del team del Dipartimento per l'Efficienza sono già affermati in decine di agenzie federali. Non è la prima volta che l'indiscrezione circola sui media Usa.Già all'inizio del mese era stato Politico a rivelare che il ceo X e Tesla avrebbe abbandonato il team Trump.

Rivelazione ridimensionata, se non smentita, dalla portavoce della Casa Bianca, che aveva bollato lo scoop come "spazzatura". Secondo le fonti di Politico, la 'svolta' corrisponderà con la fine dell'incarico di Musk da "dipendente speciale del governo", una condizione che gli ha risparmiato, almeno temporaneamente, alcune norme tra etica e conflitto di interessi.E i 130 giorni dovrebbero concludersi tra fine maggio e inizio giugno. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, turisti sgomenti per la morte del Pontefice – Video

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(Adnkronos) – Turisti sgomenti per la morte oggi di Papa Francesco.Un clima definito "strano" da chi si trova a Roma in queste ore, come è "strano" trovarsi nella Capitale senza più il capo del Vaticano.

E per le strade, in tutte le lingue del mondo, non si sente parlare che del Pontefice (di Martina Regis).  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto Papa Francesco, Dybala: “Notizia molto triste, grande perdita per il mondo e per noi argentini”

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(Adnkronos) – "E' una notizia molto triste per il mondo in generale, e in particolare per noi argentini e per Roma.Ho avuto modo e fortuna di conoscerlo, è una perdita molto grande per i cattolici non solo gli argentini, mando le mie condoglianze alla sua famiglia e al Vaticano".

Queste le parole di Paulo Dybala in occasione dei Laureus Awards a Madrid sulla scomparsa di Papa Francesco, argentino come lui e grande appassionato di calcio.  "Ho avuto l'opportunità di incontrarlo e la sua passione per il calcio lo ha reso ancora più grande. È una perdita enorme sotto ogni punto di vista", ha aggiunto Dybala parlando di Papa Francesco. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, Cacciari: “Segnato forte discontinuità in Chiesa eurocentrica”

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(Adnkronos) –
Papa Francesco, morto oggi a 88 anni, "ha segnato una forte discontinuità nella vita della Chiesa rispetto alla tradizione europea e rispetto alla dimensione eurocentrica che l'ha sempre caratterizzata.Al tempo stesso il Pontefice è stato una voce di pace nei confronti di tutte le guerre civili".

Questo il commento all'Adnkronos del filosofo Massimo Cacciari.  "Sarà difficile trovare un successore – sostiene l'intellettuale – capace di continuare nella riforma interna della Chiesa in modo radicale e allo stesso tempo una voce di pace in un tempo in cui i conflitti non accennano a diminuire".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco morto, da ‘The Couple’ a ‘GialappaShow’: cosa non va in onda oggi

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(Adnkronos) –
Rai e Mediaset hanno cambiato la propria programmazione per ricordare Papa Francesco, morto oggi, lunedì 21 aprile, all'età di 88 anni.La morte del Pontefice influirà sui palinsesti di tutta la giornata: ecco cosa andrà in onda. Dalle ore 14.40 alle ore 20.00 circa, 'Pomeriggio Cinque Speciale' seguirà in diretta le ultime notizie sull’addio al Santo Padre, con ospiti e collegamenti.

Myrta Merlino, nel corso della diretta, darà poi la linea a tre diverse edizioni speciali del Tg5: alle ore 16.00, alle ore 17.00 e alle ore 18.00.  In access prime time, Toni Capuozzo firma il documento 'Papa Francesco – Così normale da essere straordinario'.Lo speciale, che ripercorre la straordinaria vita del Pontefice, verrà trasmesso in simulcast su tutte e tre le reti generaliste, Canale5, Italia1, Retequattro e Tgcom24 e Mediaset Extra.  A seguire, in prima serata, non andrà in onda 'The Couple' ma verrà trasmessa la miniserie diretta da Daniele Luchetti 'Chiamatemi Francesco.

Il Papa della gente', dedicata alla vita di Jorge Bergoglio. Dalle ore 14.00 alle ore 18.50, in diretta, 'Diario del Giorno', condotto da Manuela Boselli.In prima serata, andrà in onda uno 'Speciale Videonews': conduce Gianluigi Nuzzi, in studio Elena Guarnieri. L’edizione di 'Studio Aperto' delle ore 18.30 si allungherà fino alle ore 19.25. Su Rai1, il papa sarà ricordato a 'La vita in diretta' alle 16.30, a 'A sua Immagine' alle 18.40, nell’edizione del Tg1 delle 19.56, da 'Porta a Porta' alle 20.30, dal Tg1 Flash di mezzanotte seguito dalla fiction 'La Bibbia' e da RaiNews 24 a partire dalle 2.00.  
Su Rai 2, 'Il Sogno di Francesco' alle 15.20, lo Speciale Tg2 delle 16.45, la fiction 'La Bibbia' alle 19.00, l’edizione delle 20.30 del Tg2, Tg2 Post alle 21.00, il doc su papa Francesco 'In viaggio' alle 21.30, il film 'Lourdes' alle 22.50.

La programmazione da mezzanotte e mezza prosegue con RaiNews24. 
Su Rai 3, Tgr diretta Giubileo alle 14.45, il film 'Il cammino di Santiago' alle 17.00, il Tg3 delle 19.00, il Tg Regione delle 19.30, 'Blobì alle 19.50, 'Il Cavallo e la torre' alle 20.20, il film 'Fatima' alle 20.35, 'La Bottega dell’orefice' alle 22.20, 'Linea Notte' alle 23.50 e dall’1.30 la diretta di Rai News 24. 
Rai Cultura, nel pomeriggio i ritratti di Santa Caterina, di Chiara e Francesco, di San Domenico, di Benedetto e Scolastica.In prima serata, 'Passato e Presente' ricorda la Regola di San Francesco, mentre, a seguire, Papa Francesco è protagonista con le sue riflessioni tra arte e fede in 'I volti dei vangeli'.

Alle 22.25, poi, 'Anno Santo.Pellegrini nella storia'. GiallappaShow, il programma di Giorgio Gherarducci e Marco Santin della Gialappa's Band, in onda in simulcast su TV8 e Sky Uno, non andrà in onda questa sera.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giubileo 2025, portavoce Vaticano: “Continuerà”

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(Adnkronos) – “Il Giubileo 2025, che è stato aperto da Papa Francesco, continua”.Lo fa sapere il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, a seguito della morte del Pontefice e la comunicazione della sospensione della canonizzazione di Carlo Acutis.

Il 27 aprile, infatti, la canonizzazione è stata sospesa, ma la messa prevista in occasione del Giubileo degli adolescenti resta in programma, così come le altre celebrazioni e appuntamenti previsti dal calendario giubilare. Intanto per la morte del Papa sono scattate a Roma già le prime misure di sicurezza.Dopo una chiamata tra il prefetto di Roma Lamberto Giannini e il questore Roberto Massucci pattuglie e contingenti delle forze dell’ordine sono confluite nell’area di piazza San Pietro per strutturare la prima cornice di sicurezza.  Il prefetto di Roma ha convocato d’urgenza il comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, dove è stata condotta un'analisi preliminare della situazione, "con l’obiettivo di valutare le misure di prevenzione, sicurezza e di ordine pubblico da porre in essere in vista del commiato in forma solenne del Papa, e delle fasi che accompagneranno l’intero percorso fino al giorno delle esequie".  Particolare attenzione è stata riservata alla gestione dei flussi verso la Basilica di San Pietro, connessi anche allo svolgimento degli eventi già in programma per il Giubileo della Chiesa Cattolica, come il Giubileo degli adolescenti, previsto nei prossimi giorni. Alla riunione hanno preso parte il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il Questore, Roberto Massucci, il Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Marco Pecci, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Giancarlo Franzese, il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, Adriano De Acutis, il Comandante Generale della Polizia Locale di Roma Capitale, Mario De Sclavis, nonché rappresentanti dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, guidato dal Questore Antonino Messineo, Agostino Miozzo per il Commissario Straordinario per il Giubileo della Chiesa Cattolica, il Comandante della Gendarmeria della Città del Vaticano e referenti dell’Ares 118 e della Protezione Civile comunale.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, l’abilità in cucina tra i risvolti inediti di Bergoglio

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(Adnkronos) – "Jorge cucina benissimo, fa dei calamari ripieni da urlo".Lo confidò in un'intervista Maria Elena Bergoglio, la sorella di Papa Francesco, morto oggi a 88 anni, pochi giorni dopo l'elezione del fratello al soglio pontificio.

Da quel 13 marzo 2013 Jorge Maria Bergoglio non ha più avuto occasione di mettersi ai fornelli e la ricetta di quella pietanza "da urlo" è rimasto un segreto ben custodito. Il merito delle abilità culinarie del Papa fu della mamma Regina Maria, la quale a sua volta aveva imparato i segreti di cucina da Rosa, la nonna paterna di Bergoglio, emigrata in Argentina dall'Italia, come ha raccontato la rivista "La Cucina Italiana" in un articolo del 2018.Erano abbondanti e lunghi i pranzi in casa Bergoglio, soprattutto la domenica, quando le donne di casa ci davano dentro con i piatti della tradizione: risotti, pasta fatta in casa, pollo al forno, dolci. Il giovane Jorge Mario gettava un occhio in cucina, memorizzando i gesti sapienti della mamma e della nonna. "Mia madre", ha raccontato Bergoglio nel libro intervista "El Jesuita", pubblicato in Argentina nel 2010, "rimase paralitica dopo aver partorito l'ultimo figlio, il quinto.

Quando tornavamo da scuola, la trovavamo seduta a pelare patate, con tutti gli altri ingredienti per il pranzo già disposti.Ci diceva come dovevamo mescolarli e cucinarli". Così Bergoglio, anche da semplice prete e poi da vescovo, si è sempre trovato a suo agio fra pentole e fornelli.

Quando era professore al Collegio Massimo, il futuro papa cucinava per i suoi studenti la domenica, giorno di riposo per i cuochi. "Ci ha sempre preparato una fantastica paella", ricordò anni fa il suo confratello gesuita padre Angel Rossi.A chi gli ha chiesto se fosse davvero un buon cuoco, Bergoglio rispose: "Beh, non ho mai ammazzato nessuno col mio cibo". Eletto Papa, non ha voluto occupare l'appartamento pontificio, quindi niente servizio di cucina personale e nessun cuoco privato.

A Domus Santa Marta consumava i pranzi e le cene nella mensa comune. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, gesti a sorpresa e linguaggio colloquiale: quando Bergoglio ha spiazzato

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(Adnkronos) –
Dalla "frociaggine" nei seminari alle suore ammonite ("siete madri e non zitellone"), dagli schiaffetti sulle mani alla fedele cinese allo sguardo al suo orologio quando cantava Ligabue: Papa Francesco, morto oggi all'età di 88 anni, durante il suo pontificato ha sorpreso per il suo linguaggio colloquiale, diretto, senza filtri, accompagnato da comportamenti e gesti altrettanto non abituali per un pontefice.  Diventò virale sui social media il brusco gesto con cui Papa Bergoglio allontanò la fedele cinese che voleva abbracciarlo il 31 dicembre del 2019.Dopo la solenne celebrazione del Te Deum, il pontefice era sceso in piazza San Pietro e si era avvicinato ai fedeli.

Una donna cinese afferrò la mano del Papa, tirando a sé il suo braccio. Francesco, per liberarsi, dovette usare le maniere forti, dandole qualche schiaffetto sulla mano e allontanandosi con aria nervosa.Salvo poi scusarsi il giorno dopo: "A volte perdiamo la pazienza.

Anche io.E chiedo scusa per il cattivo esempio di ieri", disse prima dell'Angelus.

Memore della gaffe, qualche giorno dopo il Papa provò a rimediare, ma rischiando un secondo scivolone.In occasione dell'udienza generale nell'Aula Paolo VI, una suora africana gli tese le braccia calorosamente e lui ribattè scherzosamente: "Ho paura!

Tu mordi!Io ti do il bacio, ma tu stai tranquilla, non mordere!".  Ancora più scalpore fece l'uso da parte del pontefice di un termine ritenuto offensivo e denigratorio nei confronti degli omosessuali. "Nella Chiesa c'è già troppa 'frociaggine'", disse riferito alla presenza di persone omosessuali nei seminari parlando nell'incontro a porte chiuse con oltre 200 vescovi il 20 maggio 2024.

in occasione dell'assemblea generale della Conferenza episcopale italiana.La risposta della Santa Sede alla polemica per le parole attribuite a papa Francesco arrivò 24 ore dopo che erano trapelate sull stampa. "Papa Francesco è al corrente degli articoli usciti di recente circa una conversazione, a porte chiuse, con i vescovi della Cei – precisò il portavoce vaticano Matteo Bruni – Il Papa non ha mai inteso offendere o esprimersi in termini omofobi, e rivolge le sue scuse a coloro che si sono sentiti offesi per l'uso di un termine, riferito da altri.

Come ha avuto modo di affermare in più occasioni, 'Nella Chiesa c'è spazio per tutti, per tutti!Nessuno è inutile, nessuno è superfluo, c'è spazio per tutti.

Così come siamo, tutti'".  Incurante delle polemiche sortite dalla precedente uscita, il 12 giugno 2024 nell'incontro a porte chiuse con i sacerdoti romani all'Università Salesiana tornò sulla questione della omosessualità nella Chiesa affermando: "In Vaticano c'è aria di frociaggine".Parole che innescarono nuove reazioni di sorpresa, tanto più perchè Francesco si era espresso più volte in favore degli omosessuali ("Chi sono io per giudicare un gay?", aveva detto, ad esempio, ai giornalisti il 29 luglio 2013 ai giornalisti che volavano con lui da Rio de Janeiro a Roma). Stupore tra le suore Papa Francesco suscitò con una sua uscita il 22 ottobre 2021 in visita alla Curia generalizia delle Figlie di Maria Ausiliatrice, riunite per il Capitolo generale.

Il pontefice le mise in guardia dalla "mondanità spirituale", invitandole a una castità "feconda" perché "siete madri e non zitellone".Anche qui l'espressione, dai connotati sessisti, non passò inosservata.  Tra le altre volte in cui Papa Francesco sorprese per il suo linguaggio decisamente informale fu il 15 giugno 2015, tornando a parlare pochi giorni dopo all'attentato terroristico di Parigi alla rivista satirica "Charlie Hebdo".

Durante il volo che lo portavo dallo Sri Lanka alle Filippine il pontefice affermò: "È aberrante uccidere in nome di Dio", ma è sbagliato anche "insultare le religioni.Se un mio amico dice una parolaccia contro mia mamma, gli arriva un pugno". Lasciarono il segno anche le sue parole nel viaggio di ritorno dallo stesso viaggio nelle Filippine, il 19 gennaio 2015.

Sul volo papale diretto all'aeroporto di Ciampino, parlando con i giornalisti, affrontò il tema della procreazione responsabile. "Alcuni credono, scusatemi la parola, che per essere buoni cattolici dobbiamo essere come i conigli.No.

Paternità responsabile".In quel caso a rimanerci di sasso furono i coniugi di famiglie numerose, fino ad allora portate a modello dalla Chiesa, e che allora si sentirono bacchettate.  Nei gesti pubblici del Papa è sembrata talvolta manifestarsi una certa dose di impazienza.

Il 6 ottobre 2016 ci fu un curioso fuori programma alla presentazione in Vaticano del convegno "Sport e fede": durante il discorso di Ban Ki-Moon, Papa Francesco si alzò per ringraziare, ma il segretario generale dell'Onu non aveva ancora terminato.Il pontefice dovette tornare sui suoi passi e rimettersi sedere, nell'imbarazzo generale.  Altra impazienza sembrò avere il 18 maggio 2024 durante l'evento "Arena di Pace – Giustizia e Pace si baceranno", tenutosi all'Arena di Verona e condotto da Amadeus, quando un gesto semplice non passò inosservato ai 10 mila presenti e ai telespettatori.

Mentre Ligabue cantava il brano "Sono sempre i sogni a dare forma al mondo", e precisamente durante la strofa "Io non lo so / quanto tempo abbiamo / quanto ne rimane", Papa Francesco gettò uno sguardo al suo orologio.La scena scatenò una serie di reazioni e commenti ironici sui social media, rendendo il gesto del pontefice virale. (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco morto, il dolore di Russell Crowe: “Giornata triste per i fedeli”

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(Adnkronos) –
Russell Crowe si unisce al dolore dei fedeli per la morte di Papa Francesco.L'attore neozelandese ha condiviso sul suo profilo social un ultimo saluto rivolto al Pontefice, scomparso oggi, lunedì 21 aprile, all'età di 88 anni.   Russell Crowe, l'attore Premio Oscar nel 2001, ha condiviso su X una foto di Roma, in cui si vede la Cupola di San Pietro, simbolo della basilica vaticana, e a corredo l'attore ha scritto: "Una bella giornata a Roma, ma una giornata triste per i fedeli.

Riposa in pace Francis".   Il messaggio di Crowe conferma, ancora una volta, che il suo rapporto con la Capitale è strettissimo.Un legame che va avanti da diversi anni, in particolare da quando ha interpretato Massimo Decimo Meridio ne 'Il Gladiatore'.  “Sarò sempre al servizio di Roma”, aveva detto il 61enne quando il 14 ottobre del 2022 ha ricevuto, in Campidoglio, direttamente dal sindaco Roberto Gualtieri una targa con il quale gli è stata attribuita la speciale onorificenza di 'Ambasciatore di Roma nel mondo'. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dalle origini italiane agli incontri storici, le dieci cose da sapere su Papa Francesco

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(Adnkronos) – È morto oggi Papa Francesco all'età di 88 anni: solo ieri si era affacciato da San Pietro per la benedizione urbi et orbi pasquale.Dalle origini italiane all'incontro storico con Benedetto XVI, dieci cose da sapere su Jorge Mario Bergoglio. Papa Francesco nacque a Buenos Aires, in Argentina, il 17 dicembre 1936. È stato quindi il primo pontefice proveniente dal continente americano: prima di lui, nessun altro era stato eletto a capo della Chiesa cattolica universale arrivando da oltreoceano o, come disse lui stesso appena eletto salutando i fedeli dalla Loggia delle Benedizioni della basilica di San Pietro in Vaticano, "preso quasi alla fine del mondo!". La famiglia era di origini italiane, nello specifico piemontesi della provincia di Asti.

Il padre Mario Bergoglio e la madre Regina Maria Sivori erano salpati nel 1928 da Genova per l'Argentina, dove nacque Jorge Mario, primogenito di cinque figli, tre maschi e due femmine.  Perito chimico, Bergoglio venne colpito all'età di 21 anni da una grave polmonite e gli venne asportata la parte superiore del polmone destro.  
È stato il primo Papa ad essere scelto fra i gesuiti.A 22 anni era entrato nel seminario diocesano di Villa Devoto, un barrio di Buenos Aires, allora retto da sacerdoti gesuiti e dopo qualche tempo decise di entrare nella Compagnia di Gesù.
 L'ordinazione presbiteriale è del 13 dicembre del 1969 e dal 1973 al 1979 fu rettore della facoltà di Teologia e Filosofia a San Miguel.

Fu Papa Giovanni Paolo II a nominarlo vescovo ausiliare di Buenos Aires nel 1992 e nel 1998 divenne arcivescovo della diocesi della capitale e con questo titolo anche primate d'Argentina.Il 21 febbraio del 2001, Karol Wojtyla lo creò cardinale e dal 2005 al 2011 fu alla guida della Conferenza Episcopale dell'Argentina. Bergoglio è stato il primo pontefice ad assumere il nome di Francesco, scegliendo di adottare un nome mai utilizzato da un predecessore per la prima volta dopo undici secoli, dai tempi di papa Lando. Eletto Papa, Bergoglio non andò ad abitare nell'appartamento papale del Palazzo Apostolico, ma scelse di restare nella domus di Santa Marta, sempre in Vaticano, dove ha soggiornato da cardinale durante le congregazioni e il Conclave.  Bergoglio è stato protagonista degli storici incontri tra due pontefici.

Francesco e Benedetto XVI si incontrano la prima volta il 23 marzo del 2013 a Castel Gandolfo, dove Joseph Ratzinger soggiornava in attesa che termininassero i lavori di ristrutturazione del monastero di Mater Ecclesiae all'interno dei Giardini Vaticani dove poi andò ad abitare.Si abbracciarono e poi pregano insieme, inginocchiati l'uno accanto all'altro: una foto che fece il giro del mondo. In un libro del 2024 Bergoglio ha parlato del rapporto con il suo predecessore, paragonando Ratzinger a "un padre". "Benedetto mi ha lasciato crescere – spiegava Francesco nel libro intervista con il giornalista Javier Martínez-Brocal 'Il successore – I miei ricordi di Benedetto XVI' – è stato paziente.

E se non vedeva bene qualcosa, ci pensava tre o quattro volte prima di dirmelo.Mi ha lasciato crescere e mi ha dato la libertà di prendere decisioni".

Francesco ha raccontato il rapporto che per quasi dieci anni di convivenza in Vaticano lo ha legato al Papa emerito: "Lasciava libertà, non ha mai interferito.In un'occasione, quando c'è stata una decisione che non ha capito, mi ha chiesto spiegazioni in modo molto naturale.

Mi ha detto: 'Guarda, non capisco questo, ma la decisione è nelle tue mani', io gli ho spiegato le ragioni e lui è stato contento".Francesco nel libro spiegava anche che il predecessore non si era mai opposto a qualche sua decisione: "Non mi ha mai tolto il suo appoggio.

Forse c'era qualcosa che non condivideva, ma non l'ha mai detto". Il 12 febbraio 2016 Francesco è stato il primo papa a incontrare un patriarca della Chiesa ortodossa russa , Cirillo I, dopo quasi mille anni dal Grande Scisma.I due firmarono una dichiarazione comune a L'Avana, a Cuba. Il 5 marzo 2021 Francesco è il primo papa in visita apostolica in Iraq, dove visitò Ur, città natale del patriarca Abramo. È stato anche il primo papa a incontrare un alto esponente dell'Islam sciita quale il grande ayatollah ʿAlī al-Husaynī al-Sīstānī, che lo accolse il 6 marzo 2921 in via straordinaria nella sua dimora privata a Najaf. Sono sette i premier che si sono avvicendati durante il pontificato di Papa Francesco.

Una sorta di staffetta con Mario Monti nel 2013, visto che il Sommo pontefice fu eletto il 13 marzo, poche settimane prima che il premier lasciasse palazzo Chigi, fino a Giorgia Meloni. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tutte le riforme di Papa Francesco, il prof. Clementi: “Si chiude un ciclo”

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(Adnkronos) – "Papa Francesco è il pontefice che ha portato a compimento un ciclo storico della Chiesa cattolica, avviato con il Concilio Vaticano II e proseguito con i pontificati successivi".A dirlo all'Adnkronos è Francesco Clementi, ordinario di diritto pubblico comparato alla Sapienza e autore del volume "Città del Vaticano" (Il Mulino), che ha tracciato un bilancio delle trasformazioni introdotte da Jorge Mario Bergoglio. “Francesco ha chiuso un lungo processo di riforma ecclesiale avviato da Paolo VI”, spiega Clementi, individuando quattro grandi ambiti di intervento: le riforme strutturali e costituzionali, quelle in campo giudiziario e finanziario, l’apertura alla presenza femminile nei ruoli chiave della Chiesa, e infine la ristrutturazione del Conclave, che segnerà il futuro della Chiesa post-Bergoglio. "Con la nuova costituzione apostolica del 2023, che ha sostituito quella del 2000 voluta da Giovanni Paolo II, Francesco ha semplificato l’ordinamento della Santa Sede, rendendolo più coerente con la sua visione.

Le riforme economico-finanziarie hanno reso il Vaticano più interconnesso e trasparente, ristrutturando il patrimonio della Sede Apostolica (Apsa) e responsabilizzando maggiormente le entità giuridiche strumentali".Clementi ricorda in particolare la figura di Mario Draghi, come governatore Bce, presidente del Consiglio italiano e infine come membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, nominato da Bergoglio nel 2021: "E' anche grazie a lui se il Vaticano è rimasto all’interno dei circuiti economici globali dopo anni di opacità e scandali". Una seconda area riguarda la riforma dell’ordinamento giudiziario vaticano, con pene più severe per i crimini legati alla pedofilia e alla corruzione. È in questo contesto che si inserisce la condanna a cinque anni del cardinale Becciu. “L’impegno di Francesco è stato forte e serio”, sottolinea Clementi, ricordando come le cause legate a casi di pedofilia nella Chiesa valgano centinaia di milioni di euro e coinvolgano diversi Paesi, dall’Australia al Canada e agli Stati Uniti. Un terzo punto riguarda il ruolo delle donne: per la prima volta è stata nominata una presidente del Governatorato (suor Raffaella Petrini).

Si tratta, secondo Clementi, di “un segnale che i cambiamenti non devono avere confini di genere”, in continuità con lo spirito del Concilio. Infine, Francesco ha trasformato radicalmente la geografia del Conclave.Oggi, su 135 cardinali elettori, 108 sono stati nominati da lui, superando il tetto dei 120 stabilito da Paolo VI. “È la prova che non si può più tornare indietro: servono 90 voti per eleggere un papa, ed è molto difficile farlo contro la linea politica di Bergoglio”, osserva Clementi. Tuttavia, aggiunge, la forza conservatrice nella Chiesa non si opporrà frontalmente, ma tenderà a rallentare la spinta impressa in questi anni, "a far depositare un po' di polvere sulle riforme bergogliane". “Non cercano un anti-Francesco, anche perché non passerebbe in Conclave, ma una figura moderata, che lasci sedimentare la sua eredità”.

Il futuro? "Sicuramente un ruolo importante lo avranno i cardinali asiatici, visto che oltre il 62% di loro sono elettori, a differenza dell'Europa, in cui solo il 46% dei cardinali potrà votare".Clementi non si azzarda in pronostici, anche se si sente di escludere l'arrivo di un altro papa latinoamericano. (di Giorgio Rutelli) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, Fabio Fazio: “Oggi il mondo è senza la sua luce”

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(Adnkronos) –
Oggi il mondo è "senza la sua luce".Fabio Fazio che ricorda così Papa Francesco, morto oggi 21 aprile 2025 all'età di 88 anni.

Fazio ha ospitato il Pontefice nella sua trasmissione 'Che tempo che fa' diverse volte, l'ultima lo scorso 19 gennaio.All'Adnkronos, il conduttore non nasconde il suo smarrimento. "Davvero – afferma – sono molto sconvolto, sono disorientato.

Papa Francesco è stato un Papa straordinario perché è stato il Papa di tutti, proprio tutti.Aveva questa clamorosa, unica, straordinaria capacità di leggere nel cuore delle persone.

Un Papa che ha conosciuto e amato i poveri, un Papa che ha chiamato a sé tutti.Il suo famoso 'todos, todos, todos' significa che è stato un Papa dell'inclusione, che non ha escluso nessuno.

Ho avuto il privilegio della sua fiducia ed è stato un regalo della vita".  "Oggi – prosegue Fazio – mi sento non solo molto triste ma anche smarrito, come immagino si sentano miliardi di persone nel mondo.E' stato un Papa che abbiamo aspettato per tanto tempo e che ci ha fatto sentire tutti perdonati, tutti amati, come solo lui ha saputo fare.

In questo mondo sempre più buio lui è stato una luce da seguire, l'unico che, in questi anni, ha parlato con saggezza e con umanità di pace, l'unico che ha parlato di prospettive buone in questo mondo sempre più violento e sempre più aggressivo.Oggi il mondo è senza questa luce", conclude Fazio.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa, nel 2020 l’intervista all’Adnkronos: la prima a un’agenzia di stampa italiana

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(Adnkronos) – La corruzione in Vaticano, il covid, le critiche e il rapporto con Benedetto XVI: questi alcuni dei temi al centro dell'intervista che l'allora direttore dell'Adnkronos Gian Marco Chiocci fece a Papa Francesco il 30 ottobre 2020.Fu un evento storico, la prima intervista rilasciata da Bergoglio a un'agenzia di stampa italiana, e fece il giro del mondo. *** (di Gian Marco Chiocci) – Un filo di voce accompagnato dal sorriso. ”Buongiorno, benvenuto…”.

Il Santo Padre mi accoglie così nelle stanze vaticane dove ha acconsentito a rispondere agli interrogativi che tanto stanno scuotendo la Chiesa, preoccupando le porpore, angustiando i fedeli, dividendo gli addetti ai lavori che lo osannano o lo criticano a seconda della parrocchia d’appartenenza.Incontrare un Papa non è cosa di tutti giorni, regala emozioni rare, intense, fortissime anche se il padrone di casa fa di tutto per mettere l’ospite non solo a proprio agio ma – ed è davvero paradossale – sullo stesso piano. Parlare con Lui in una stanza spoglia, due sedie, un tavolo e un crocifisso, mentre fuori tracima l’apprensione per la pandemia, accresce quel desiderio di speranza e di fede di fronte all’ignoto, fede che per alcuni starebbe venendo meno a causa degli scandali, degli sprechi, delle continue rivoluzioni di Francesco e financo del virus, e di questi temi il Papa parlerà nel colloquio con l’Adnkronos. L’occasione è utile innanzitutto per mettere un punto e tirare la riga sull’annosa questione morale fra le mura al di là del Tevere che il Papa stesso non fatica a definire un “male antico che si tramanda e si trasforma nei secoli”, ma che ogni predecessore, chi più chi meno, ha cercato di debellare coi mezzi e le persone sulle quali in quel momento poteva contare. “Purtroppo la corruzione è una storia ciclica, si ripete, poi arriva qualcuno che pulisce e rassetta, ma poi si ricomincia in attesa che arrivi qualcun altro a metter fine a questa degenerazione”. Certo, nella vita millenaria della Chiesa non si ricorda un Papa così, tanto coraggioso quanto incurante di inimicarsi la potente curia romana con il mondo affaristico che le scodinzola intorno: Francesco è deciso a fare piazza pulita di ecclesiastici propensi a mettere il denaro (“i primi padri lo chiamavano lo sterco del diavolo e pure San Francesco” dice) prima della Croce. Coerente col suo dettame francescano il Vicario di Cristo fa quel che nessuno ha mai avuto la forza di fare per una Chiesa che sia davvero una casa di vetro, trasparente, com’era quella delle origini, votata agli ultimi, al popolo.

In una Chiesa per i poveri, più missionaria, però – ed è questo il credo di Francesco – non c’è spazio per chi si arricchisce o fa arricchire il suo cerchio magico indossando indegnamente l’abito talare. “La Chiesa è e resta forte ma il tema della corruzione è un problema profondo, che si perde nei secoli.All’inizio del mio pontificato andai a trovare Benedetto.

Nel passare le consegne mi diede una scatola grande: 'qui dentro c’è tutto – disse -, ci sono gli atti con le situazioni più difficili, io sono arrivato fino a qua, sono intervenuto in questa situazione, ho allontanato queste persone e adesso…tocca a te'.Ecco, io non ho fatto altro che raccogliere il testimone di Papa Benedetto, ho continuato la sua opera”.

Già, Benedetto XVI.Una narrazione tradizionalista e conservatrice racconta di un Papa emerito perennemente in guerra con quello regnante, e viceversa: dissidi, dissapori, spigolosità, diversità di vedute su tutto e tutti, trame sotterranee e pettegolezzi. C’è del vero?

Il Santo Padre si prende qualche secondo e poi sorride: “Benedetto per me è un padre e un fratello, per lettera gli scrivo 'filialmente e fraternamente'.Lo vado a trovare spesso lassù (con il dito indica la direzione del monastero Mater Ecclesiae proprio alle spalle di San Pietro, ndr) e se recentemente lo vedo un po' meno è solo perché non voglio affaticarlo.

Il rapporto è davvero buono, molto buono, concordiamo sulle cose da fare.Benedetto è un uomo buono, è la santità fatta persona.

Non ci sono problemi fra noi, poi ognuno può dire e pensare ciò che vuole.Pensi che sono riusciti perfino a raccontare che avevamo litigato, io e Benedetto, su quale tomba spettava a me e quale a lui”. Il Pontefice riannoda le fila del discorso partito da lontano, ripensa a quando arrivò al soglio di Pietro e di cosa pensava allora dei mali materiali della Chiesa, nulla rispetto a quel che poi ritroverà affondando le mani nella gestione opaca delle finanze vaticane, l’obolo di San Pietro, l’imprudenza di certi investimenti all’estero, l’attivismo poco caritatevole di pastori d’anime trasformatisi in lupi di rendite. Bergoglio si rifà a Sant’Ambrogio, vescovo, teologo e santo romano, per sintetizzare la sua linea guida: “La Chiesa è stata sempre una casta meretrix, una peccatrice.

Diciamo meglio: una parte di essa, perché la stragrande maggioranza va in senso contrario, persegue la giusta via.Però è innegabile che personaggi di vario tipo e spessore, ecclesiastici e tanti finti amici laici della Chiesa, hanno contribuito a dissipare il patrimonio mobile e immobile non del Vaticano ma dei fedeli.

A me colpisce il Vangelo quando il Signore chiede di scegliere: o segui Dio o segui il denaro.Lo ha detto Gesù, non è possibile andare dietro a entrambi”. Da Sant’Ambrogio il Papa passa alla nonna dispensatrice di buoni consigli: “Lei, che certo non era una teologa, a noi bambini diceva sempre che il diavolo entra dalle tasche.

Aveva ragione”.Come aveva ragione quella vecchina incontrata in una sterminata baraccopoli di Buenos Aires il giorno in cui morì Giovanni Paolo II: “Mi trovavo in un autobus – ricorda Francesco – stavo andando in una favela, quando venni raggiunto dalla notizia che stava facendo il giro del mondo.

Durante la messa, chiesi di pregare per il Papa defunto.Finita la celebrazione mi si avvicinò una donna poverissima, chiese informazioni su come si eleggeva il Papa, le raccontai della fumata bianca, dei cardinali, del conclave.

Al che lei mi interruppe e disse: senta Bergoglio, quando diventerà Papa per prima cosa si ricordi di comprare un cagnolino.Le risposi che difficilmente lo sarei diventato, e se nel caso perché avrei dovuto prendere il cane. “Ogni volta che si troverà a mangiare – fu la sua risposta – ne dia un pezzettino prima a lui, se lui sta bene allora continui pure a mangiare”. Questo pensa la gente del Vaticano?

Che la situazione è fuori controllo che può succedere di tutto? “Era ovviamente una esagerazione” taglia corto il Santo Padre. “Ma dava conto dell’idea che il popolo di Dio, i poveri fra i più poveri al mondo, aveva della Casa del Signore attraversata da ferite profonde, lotte intestine e malversazioni”. La lotta pubblica e senza sconti al malaffare vaticano di questi tempi regala l’immagine di un Pontefice molto concreto, deciso, risoluto, un eroe solitario osannato dalle folle ma osteggiato da un nemico invisibile.Un Papa che appare solo nei palazzi del piccolo Stato, ma che solo non è avendo dalla sua la quasi totalità degli osservanti e dei devoti.

Francesco inarca le sopracciglia, allarga lentamente le braccia cercando al contempo lo sguardo del suo ospite.Sono secondi interminabili. “Sarà quel che il Signore vuole che sia.

Se sono solo?Ci ho pensato.

E sono arrivato alla conclusione che esistono due livelli di solitudine: uno può dire, mi sento solo perché chi dovrebbe collaborare non collabora, perché chi si dovrebbe sporcare le mani per il prossimo non lo fa, perché non seguono la mia linea o cose così, e questa è una solitudine diciamo… funzionale.Poi c’è una solitudine sostanziale, che non provo, perché ho trovato tantissima gente che rischia per me, mette la sua vita in gioco, che si batte con convinzione perché sa che siamo nel giusto e che la strada intrapresa, pur fra mille ostacoli e naturali resistenze, è quella giusta.

Ci sono stati esempi di malaffare, di tradimenti, che feriscono chi crede nella Chiesa.Queste persone non sono certo suore di clausura”. Sua Santità ammette di non sapere se vincerà o meno la battaglia.

Ma con amorevole risolutezza si dice certo di una cosa: “So che devo farla, sono stato chiamato a farla, poi sarà il Signore a dire se ho fatto bene o se ho fatto male.Sinceramente non sono molto ottimista (sorride, ndr) però confido in Dio e negli uomini fedeli a Dio.

Ricordo di quand’ero a Cordoba, pregavo, confessavo, scrivevo, un giorno vado in biblioteca a cercare un libro e mi imbatto in sei-sette volumi sulla storia dei Papi, e anche tra i miei antichissimi predecessori ho trovato qualche esempio non proprio edificante”. Oggi la miglior difesa dei nemici giurati del Papa è l’attacco a Francesco attraverso i continui richiami a quel che presto, sperano, verrà dopo di lui.Una sorta di liberazione e di resurrezione per un pontificato dato già per archiviato perché troppo divisivo, politicamente scorretto, ideologicamente schierato da una parte sola.

Sul toto-papa che impazza nei passaparola, Bergoglio la prende con ironia: “Anche io ci penso a quel che sarà dopo di me, ne parlo io per primo.Recentemente, nello stesso giorno, mi sono sottoposto a degli esami medici di routine, i medici mi hanno detto che uno di questi si poteva fare ogni cinque anni oppure ogni anno, loro propendevano per il quinquennio, io ho detto facciamolo anno per anno, non si sa mai (il sorriso stavolta si fa più generoso, nda)”. Papa Bergoglio ascolta con attenzione l’elenco delle critiche che gli sono state rivolte nel tempo, non fa trasparire insofferenza sulla sortita del cardinal Ruini (“criticare il Papa non significa essergli contro”) sembra segnarsele a mente una per una le contestazioni, dalle unioni civili all’accordo con la Cina.

Ci pensa su una decina di secondi e infine consegna un pensiero a tutto tondo: “Non direi il vero, e farei torto alla sua intelligenza se le dicessi che le critiche ti lasciano bene.A nessuno piacciono, specie quando sono schiaffi in faccia, quando fanno male se dette in malafede e con malignità.

Con altrettanta convinzione però dico che le critiche possono essere costruttive, e allora io me le prendo tutte perché la critica porta a esaminarmi, a fare un esame di coscienza, a chiedermi se ho sbagliato, dove e perché ho sbagliato, se ho fatto bene, se ho fatto male, se potevo fare meglio.Il Papa le critiche le ascolta tutte dopodiché esercita il discernimento, capire cosa è a fin di bene e cosa no.

Discernimento che è la linea guida del mio percorso, su tutto, su tutti.E qui – continua Papa Francesco – sarebbe importante una comunicazione onesta per raccontare la verità su quel che sta succedendo all’interno della Chiesa.

E’ vero che poi se nella critica devo trovare ispirazione per fare meglio non posso certo lasciarmi trascinare da ogni cosa che di poco positivo scrivono sul Papa”. Il tempo di elaborare la domanda successiva e il Santo Padre anticipa ancor di più la risposta: “Non credo possa esserci una sola persona, dentro e fuori di qui, contraria ad estirpare la malapianta della corruzione.Non ci sono strategie particolari, lo schema è banale, semplice, andare avanti e non fermarsi, bisogna fare passi piccoli ma concreti.

Per arrivare ai risultati di oggi siamo partiti da una riunione di cinque anni fa su come aggiornare il sistema giudiziario, poi con le prime indagini ho dovuto rimuovere posizioni e resistenze, si è andati a scavare nelle finanze, abbiamo nuovi vertici allo Ior, insomma ho dovuto cambiare tante cose e tante molto presto cambieranno”. Fatta salva la presunzione di innocenza per chiunque sia finito o finirà nel mirino della magistratura vaticana, è sotto gli occhi di tutti quanto di buono stia facendo Francesco camminando sul filo del dirupo dell’immoralità diffusa in settori precisi della Chiesa.Ci chiediamo, e con un po’ di timidezza chiediamo al Santo Padre: ma il Papa ha paura?

La replica stavolta è più ponderata.Il silenzio sembra non finire mai, sembra in attesa di trovare le parole giuste.

Sembra. “E perché dovrei averne?” si domanda e ci domanda il Santo Padre. “Non temo conseguenze contro di me, non temo nulla, agisco in nome e per conto di nostro Signore.Sono un incosciente?

Difetto di un po’ di prudenza?Non saprei cosa dire, mi guida l’istinto e lo Spirito Santo, mi guida l’amore del mio meraviglioso popolo che segue Gesù Cristo.

E poi prego, prego tanto, tutti noi in questo momento difficile dobbiamo pregare tanto per quanto sta accadendo nel mondo”. Il coronavirus è tornato fra noi, si trascina dietro inquietudine, morti e paura.Il Sommo Pontefice si prende la parola e non la lascia più, e parla quasi tenendoti per mano, come non ti aspetteresti mai dal pastore in terra della chiesa universale. “Sono giorni di grande incertezza, prego tanto, sono tanto, tanto, tanto vicino a chi soffre, sono con la preghiera a chi aiuta le persone che soffrono per motivi di salute e non solo”.

Il riferimento va ai famosi eroi, i “santi della porta accanto” come ebbe a definirli due settimane dopo l’appuntamento globale del 27 marzo, quand’era solo in piazza San Pietro, sotto la pioggia, in preghiera per la fine della pandemia ai piedi del crocifisso inondato dalle lacrime piovute dal cielo. Padre Santo, gli chiediamo, si prospettano nuovi lockdown, si riparla di restrizioni per il culto, c’è un rischio di ripercussioni per la Chiesa? “Non voglio entrare nelle decisioni politiche del governo italiano ma le racconto una storia che mi ha dato un dispiacere: ho saputo di un vescovo che ha affermato che con questa pandemia la gente si è 'disabituata' – ha detto proprio così – ad andare in chiesa, che non tornerà più a inginocchiarsi davanti a un crocifisso o a ricevere il corpo di Cristo.Io dico che se questa 'gente', come la chiama il vescovo, veniva in chiesa per abitudine allora è meglio che resti pure a casa.

E’ lo Spirito Santo che chiama la gente.Forse dopo questa dura prova, con queste nuove difficoltà, con la sofferenza che entra nelle case, i fedeli saranno più veri, più autentici, Mi creda, sarà così”. L’incontro termina qui, il commiato è semplice e commovente più del benvenuto.

Diceva San Francesco che un solo raggio di sole è sufficiente a cancellare milioni di ombre.Nella stanza improvvisamente vuota la luce di speranza dell’unico Papa che ha preso il nome dal fraticello d’Assisi resta incredibilmente accesa.

E per un istante con l’oscurità del virus si spegne anche il buio del peccato dei consacrati del Signore. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, l’omaggio di Putin: “Difensore della giustizia” – Video

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(Adnkronos) – Una ''persona eccezionale'', un ''grande difensore della giustizia e dell'umanità'' che ''ha promosso il dialogo tra la Chiesa cattolica di Roma e quella russa ortodossa''.Il presidente russo Vladimir Putin ha ricordato Papa Francesco, morto oggi, in un telegramma inviato al Vaticano e pubblicato sul sito del Cremlino.

I media russi hanno riproposto i video degli incontri tra il Pontefice e il presidente russo. Il Pontefice godeva di grande autorità internazionale in quanto "fedele servitore dell'insegnamento cristiano, saggio religioso e statista, coerente difensore degli alti valori dell'umanesimo e della giustizia", ha sottolineato Putin, ricordando che ''durante il suo pontificato ha promosso attivamente l'interazione costruttiva tra la Russia e la Santa Sede. "Ho avuto l'opportunità di comunicare con questa persona eccezionale in molte occasioni e conserverò per sempre il suo ricordo.In questo momento di dolore, vorrei trasmettere a voi e a tutto il clero cattolico parole di vicinanza e sostegno", si legge nel telegramma. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)