Home Blog Pagina 251

Il gladiatore di York e il leone, nello scheletro la prova delle lotte uomo-animali

0

(Adnkronos) – Driffield Terrace, cimitero romano di York nel Regno Unito, 2mila chilometri dal Colosseo.Fra i resti dei corpi di giovani uomini uno in particolare colpisce l'attenzione di un gruppo di scienziati: è lo scheletro di un uomo di età compresa tra i 26 e i 35 anni, sepolto in una tomba con altri due e ricoperto di ossa di cavallo.

Uno scheletro che mostra i segni dei morsi di un leone.Su un osso dell'anca, per esempio, spicca con chiarezza un solco che si ritiene sia stato lasciato dal dente della belva.

Per i ricercatori è la "prima prova archeologica di un combattimento tra gladiatori e animali, tra un essere umano e un leone" nell'Impero Romano.Una scoperta definita "estremamente emozionante" da Malin Holst, Dipartimento di Archeologia dell'Università di York e direttrice generale di York Osteoarchaeology, specializzata in scavi e analisi di resti umani. "Ora – dice – possiamo iniziare a costruire un'immagine migliore di come fossero in vita questi gladiatori".  La scoperta, continua, "conferma anche la presenza di grandi felini e potenzialmente altri animali esotici nelle arene di città come York", che allora era la città romana di Eboracum.

Lo scheletro, probabilmente sepolto tra il 200 e il 300 d.C., è stato recuperato ed esaminato in uno dei cimiteri di gladiatori meglio conservati al mondo, dove nel 2010 i ricercatori hanno annunciato l'esame archeologico di 82 scheletri di giovani uomini ben sviluppati, particolarmente robusti per via dell'addestramento a cui venivano sottoposti e segnati da un'alta frequenza di ferite guarite, associate alla violenza del 'mestiere'.Gli esperti al tempo notarono, osservando lo smalto dei denti, la grande varietà di province romane di tutto il mondo da cui provenivano, nonché prove di insoliti riti funebri nel luogo di sepoltura e di morti compatibili con i combattimenti dei gladiatori. Le testimonianze dei combattimenti tra gladiatori nell'Impero Romano sono ben documentate, con prove sia di conflitti tra umani che di combattimenti tra umani e animali come leoni e orsi.

Tuttavia, i resti reali dei gladiatori sono relativamente scarsi nella documentazione archeologica.E in Britannia, in particolare, occupata dai Romani dal I al V secolo, non vi sono finora prove confermate di combattimenti tra umani e animali.

Sebbene le immagini di gladiatori morsi dai leoni siano apparse in antichi mosaici e ceramiche, lo studio pubblicato su 'Plos One' presenta "prove scheletriche convincenti", supportate da esperimenti forensi, di una vittima umana attaccata da un grande animale carnivoro.Il lavoro è una collaborazione tra l'Università di York, la Maynooth University, la Cranfield University, la Durham University, il King's College di Londra, la York Archaeology e la York Osteoarchaeology. "I segni dei morsi sono stati probabilmente provocati da un leone, il che conferma che gli scheletri sepolti nel cimitero erano di gladiatori, piuttosto che di soldati o schiavi, come inizialmente si pensava – ragiona Holst – e rappresentano la prima conferma osteologica dell'interazione umana con grandi carnivori in un contesto di combattimento o di intrattenimento nel mondo romano". Si tratta dell'ultima parte di un lavoro iniziato nel 2004, quando vennero rinvenuti i primi scheletri nel cimitero romano risalente a 1.800 anni fa, che si trova lungo la strada romana che conduceva da York a Tadcaster. Cosa racconta lo scheletro del gladiatore di York?

Che il giovane in vita sembra aver sofferto di problemi alla colonna vertebrale, probabilmente causati da sovraccarico alla schiena, di infiammazione al polmone e alla coscia, nonché malnutrizione infantile da cui si era poi ripreso.Il suo scheletro parla anche della fine del combattente.

Vita e morte di un gladiatore.La ferita da morso di leone – confermata dal confronto con campioni di morsi di un leone in uno zoo – non era guarita ed è quindi probabile che sia stata la causa della sua morte.

Si ritiene che l'individuo sia stato decapitato dopo la morte, un rituale che sembra essere stato praticato da alcuni in epoca romana, sebbene le ragioni di tale pratica rimangano poco chiare. Gli scienziati – Tim Thompson della Maynooth University, Irlanda, e colleghi – hanno tracciato l'identikit dell'uomo e di cosa faceva per vivere: l'analisi dello scheletro fa pensare che fosse un 'Bestario'.Si tratta di un ruolo gladiatorio, così venivano chiamati i volontari o schiavi che scendevano nell'arena per misurare il loro coraggio battendosi con le fiere. "Spesso – riflette Holst – abbiamo un'immagine mentale di questi combattimenti che si svolgevano nella grandiosa cornice del Colosseo a Roma, ma queste ultime scoperte dimostrano che tali eventi sportivi avevano una portata molto più ampia, ben oltre il centro dei territori romani più importanti.

Probabilmente esisteva un anfiteatro nella York romana, ma non è ancora stato scoperto". Sembra che York abbia ospitato spettacoli di gladiatori fino al IV secolo d.C., forse perché nella città ricoprivano incarichi molti generali e politici di alto rango, tra cui Costantino, che si autoproclamò imperatore nel 306 d.C.La presenza di illustri condottieri romani implicava una sfarzosa vita sociale, e per gli scienziati non sorprende trovare prove di spettacoli di gladiatori, così come un esteso sito di sepoltura a loro dedicato, ma era ritenuto interessante confermare la presenza di animali grandi come un leone in questi siti, e non solo cinghiali e cervi, ad esempio.

I proprietari dei gladiatori non avrebbero voluto che morissero: erano degli 'sportivi' costosi, non molto diversi dai calciatori di oggi, spiegano gli esperti, e come tali volevano che vincessero, che potessero combattere di nuovo e, se non sopravvivevano, spesso ricevevano dei 'doni' da offrire nell'aldilà, come è evidente in alcune delle tombe di Driffield Terrace. Questa ricerca, afferma David Jennings, Ceo di York Archaeology, "si aggiunge alle ricerche precedenti e in corso sul genoma relative alle origini di alcuni degli uomini sepolti in questo particolare cimitero romano.Forse non sapremo mai cosa portò quest'uomo nell'arena dove crediamo abbia combattuto per l'intrattenimento altrui, ma è notevole che la prima prova osteoarcheologica di questo tipo di combattimento gladiatorio sia stata trovata così lontano dal Colosseo di Roma, che sarebbe stato lo stadio di Wembley del mondo classico". Questo scheletro specifico presenta una serie di depressioni sul bacino, che in precedenza erano state suggerite come possibile prova di morsi di carnivori.

Creando una scansione tridimensionale di questi segni, i ricercatori del nuovo studio hanno potuto confrontarli con i morsi di una varietà di animali diversi e così hanno stabilito che erano probabilmente i morsi di un leone.Poiché si trovavano sul bacino, l'idea è che i morsi in questione stati causati dal fatto che il leone si fosse nutrito del corpo al momento della morte. "Le implicazioni del nostro studio multidisciplinare sono enormi – commenta Thompson, che è professore di antropologia all'università di Maynooth – Qui abbiamo prove concrete dello spettacolo dell'Impero Romano e dei pericolosi combattimenti gladiatori in scena.

Questo fornisce nuove prove a supporto della nostra comprensione del passato", una comprensione "per anni basata in gran parte su testi storici e rappresentazioni artistiche".E' una scoperta che permette di "rimodellare la nostra percezione della cultura dell'intrattenimento romano nella regione".  "Come testimonianze tangibili degli spettacoli negli anfiteatri romani della Gran Bretagna, i segni dei morsi ci aiutano a comprendere questi spazi come luoghi di brutali dimostrazioni di potere", ragiona il coautore John Pearce, del King's College di Londra. "Sono ormai passati 20 anni da quando abbiamo portato alla luce 80 sepolture a Driffield Terrace" e "uno degli aspetti più straordinari dell'archeologia – conclude Jennings – è che continuiamo a fare scoperte anche anni dopo la conclusione di uno scavo, poiché i metodi di ricerca e la tecnologia ci permettono di esplorare il passato in modo più dettagliato".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inter-Milan 0-3: Jovic e Reijnders regalano la finale di Coppa Italia al Diavolo

0

(Adnkronos) – L’uomo meno atteso spinge il Milan in finale.Sette anni dopo l’ultima volta, Luka Jovic sceglie la serata perfetta per trasformarsi in eroe e regala al Diavolo il successo nel derby che vale l'ultimo atto della Coppa Italia.

Conceicao lo schiera a sorpresa, il serbo graffia insieme a Reijnders il 3-0 di San Siro con le due reti più pesanti del suo biennio rossonero.Dopo l’1-1 dell’andata, significano finale.

Sfuma per l’Inter il sogno di vincere tutto in una stagione giocata fin qui a ritmi clamorosi, il Milan tiene viva la possibilità di alzare un altro trofeo per riscattare un’annata in chiaroscuro.L’occasione arriverà il 14 maggio, all’Olimpico di Roma, contro la vincente dell’altra semifinale tra Empoli e Bologna (3-0 rossoblù all’andata). L’ultimo derby della stagione si apre con il saluto commosso di San Siro a Papa Francesco.

I tifosi di Milan e Inter si uniscono nel minuto di silenzio e poi in un lungo applauso per il pontefice scomparso lunedì.La stracittadina inizia così, immersa nell’atmosfera di un mercoledì di fine aprile dal sapore un po' triste e malinconico.

I rossoneri giocano per salvare una stagione, con l’obiettivo non banale – e ribadito a più riprese da Conceicao – di chiudere con due trofei.Il Diavolo non ci riesce dall’annata 2007-08.

Gli uomini di Inzaghi scendono in campo per mantenere vivo il sogno del Triplete, pochi giorni prima della delicata sfida di campionato con la Roma e soprattutto della semifinale Champions d’andata con il Barcellona.  Inzaghi si mette nelle mani del solito 3-5-2: in mezzo al campo c’è Asllani, con Calhanoglu che parte in panchina, e davanti è Taremi la spalla di Lautaro Martinez.Conceicao risponde con un 3-4-3 già visto e soprattutto con Jovic, schierato a sorpresa al centro dell’attacco, con Pulisic e Leao a suggerire.

Panchina per Abraham.  L’Inter parte meglio e il primo vero squillo della partita arriva con Darmian, che intorno al 10’ raccoglie un pallone in mezzo al campo e parte verso la porta di Maignan per scaricare un destro affilato in diagonale.Palla (di poco) alla destra di Maignan.

L’onda nerazzurra è impetuosa e al 22’ tocca a Dimarco: Barella allarga sulla sinistra per l’esterno nerazzurro, che calcia nonostante il pressing e colpisce la parte alta della traversa.La partita si gioca a ritmi alti, da una parte e dall’altra.

Il Milan non sta a guardare e passa alla prima vera occasione: al 36’, Fofana apre a destra per Jimenez, lo spagnolo apparecchia un cross perfetto per la testa di Jovic ed è 0-1.L’uomo meno atteso sblocca la stracittadina e stordisce l’Inter, che accusa il colpo per qualche minuto prima di proiettarsi di nuovo dalle parti di Maignan.

Diavolo avanti all'intervallo.  La ripresa parte senza cambi, ma l’Inter non ha nemmeno il tempo di buttarsi in avanti alla ricerca del pari.Al 49’ il Milan raddoppia e l’uomo del destino è sempre Jovic.

Calcio d’angolo dalla destra, batti e ribatti in area di rigore e palla che resta sospesa nel cuore dell’area piccola.Il serbo ne approfitta e fa esplodere di nuovo la parte rossonera di San Siro.

Conceicao esulta e applaude i suoi per l’approccio, Inzaghi corre ai ripari e chiama quattro cambi in contemporanea.Al 53’ dentro Zalewski, Arnautovic, Frattesi e Calhanoglu, fuori Dimarco, Taremi, Barella e Asllani.

Inter rivoluzionata per tentare la rimonta.Il primo cambio di Conceicao è invece in difesa: out Gabbia, spazio a Thiaw.  L’Inter resta timida, il Milan vive di spazi e accelerazioni e con Leao dà sempre l’impressione di poter pungere.

Gli uomini di Inzaghi faticano a costruire una reazione organizzata e per tornare dalle parti di Maignan serve un calcio d’angolo di Calhanoglu al 69’: De Vrij salta più in alto di tutti, la risposta di Maignan è prodigiosa e permette ai suoi di conservare il doppio vantaggio.Il quarto d’ora finale è per Conceicao tutta gestione.

Il tecnico portoghese cerca freschezza con i muscoli di Abraham e Loftus-Cheek e richiama in panchina Jovic (tra gli applausi della curva rossonera) e Pulisic. È quanto basta per amministrare il finale e chiudere la gara: all'86', Leao imbuca per Reijnders e l'olandese batte Martinez di sinistro.Finisce 0-3.

I rossoneri volano in finale e chiudono da imbattuti la serie dei derby stagionali (3 vittorie, tra cui il trionfo in Supercoppa, e 2 pareggi).Serata amara per l'Inter, che ora dovrà ripartire con la testa ai prossimi obiettivi.

Tra Champions e Serie A, si gioca sul filo. (di Michele Antonelli)  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco e il benefattore misterioso per la sepoltura: spunta ipotesi Berlusconi

0

(Adnkronos) – Chi è il misterioso benefattore che pagherà la sepoltura nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore di Papa Francesco?Nel testamento diffuso dalla sala stampa vaticana, infatti, c'è un riferimento alle spese per la preparazione della tomba del Pontefice.

Ma Rolandas Makrickas, l'arciprete coadiutore della basilica papale di Santa Maria Maggiore, che ha ricevuto tutte le istruzioni per disporre della somma, si è chiuso nel silenzio.Secondo 'Affaritaliani.it' la rosa degli 'indiziati' si sarebbe ridotta a due persone.
 
Si parla con insistenza di un lascito testamentario voluto da Silvio Berlusconi e affidato al secondogenito Piersilvio.

In alternativa, la donazione (si parla di una cifra pari a un milione di euro) sarebbe arrivata dalla Corona di Spagna, voluta da Re Felipe VI e dalla Regina Letizia per ricordare la devozione del Paese alla Chiesa e alla Madonna. Ma l'ipotesi Berlusconi, scrive Affaritaliani.it viene accreditata dai più visto lo sforzo di copertura delle reti Mediaset durante la malattia del Papa e dal momento della sua morte.Piersilvio Berlusconi ha mandato una mail a tutti i dipendenti elogiando professionalità e impegno ma anche tempestività, garbo e rigore, ''all'altezza del ruolo che siamo chiamati a svolgere''.  
Il segreto sul benefattore, comunque, rimane ufficialmente custodito nel conto corrente bancario della Popolare di Sondrio, intestato al Capitolo di Santa Maria Maggiore con 'causale' Donazione Basilica Papale di Santa Maria Maggiore.

Lo stesso Iban che viene usato per le donazioni delle persone ''qualunque''. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Palermo, scoppia incendio in casa e crolla solaio: donna muore schiacciata

0

(Adnkronos) – Tragedia a Palermo dove nel pomeriggio è morta una donna nell'incendio della sua abitazione nella zona di viale Regione Siciliana, a Palermo.Alle operazioni di spegnimento hanno partecipato vigili del fuoco e sanitari del 118.

Le fiamme hanno provocato il cedimento del solaio e la donna è rimasta schiacciata.Sul luogo del rogo sono presenti anche gli agenti di polizia. Ci sono anche due ferite nell'incendio dell'appartamento: si tratta della sorella della vittima e della badante.

Le due sono state portate in ospedale per intossicazione da fumo. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Guinea Bissau, arrestata un’attivista italiana: è in carcere da 5 giorni

0

(Adnkronos) – Un'attivista italiana e imprenditrice del settore alberghiero, Valentina Cirelli, è stata arrestata la settimana scorsa nella Guinea Bissau, insieme ad altre 15 persone, nella località balneare di Varela.E' quanto apprende l'Adnkronos, secondo cui Cirelli, presidente dell'associazione ambientalista Tchon Tchomano e proprietaria dell'hotel Kassumayaku, viene avvicinata il 18 aprile scorso da otto soldati della Guardia nazionale, dopo un incendio alle strutture di un progetto di sfruttamento delle sabbie pesanti di Nihinquin.  Valentina Cirelli non riesce ad avere contatti con i suoi legali, apprende ancora l'Adnkronos da fonti locali, che ricostruiscono l'arresto della donna. Dopo il blitz nel suo albergo, i militari informano la donna che il comandante vuole parlarle al posto militare di Varela: Cirelli inizialmente rifiuta, spiegando che sta lavorando, ma poi viene costretta ad accompagnarli, senza il cellulare e gli occhiali, che le verranno poi portati dal compagno.

Al posto militare di Varela, l'attivista e imprenditrice, di padre italiano e madre guineana, viene informata che verrà trasferita a Ingoré, per essere formalmente trattenuta e ascoltata dalla Procura.La notte tra il 18 e il 19, Cirelli la trascorre detenuta a Ingoré, insieme a una donna originaria di Nhinquin.

Il giorno successivo entrambe vengono trasferite in una cella nella seconda stazione di polizia di Bissau.Alle 19.58, Valentina invia l'ultimo messaggio prima che la batteria del suo telefono si scarichi. Il giorno dopo, la domenica di Pasqua, l'avvocato e un amico fanno visita alla donna per 10 minuti, portandole vestiti, cibo e prodotti per l'igiene personale, e la polizia le permette di chiamare brevemente suo padre, prima di confiscarle nuovamente il cellulare.

Il console onorario italiano riesce a farle visita per circa un'ora.Quindi il giorno successivo, Cirelli viene condotta al ministero dell'Interno, senza aver prima potuto incontrare gli avvocati, e poi rimandata nella stessa cella della stazione di polizia di Bissau.

Ancora ieri la polizia non ha permesso agli avvocati di contattarla a causa di "ordini superiori", mentre oggi hanno tentato di consegnare una richiesta di Habeas Corpus, allo scopo di inoltrarla al giudice per le indagini penali, ma gli agenti si sono rifiutati di riceverla. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Torino-Udinese 2-0, decidono Adams e Dembelé

0

(Adnkronos) – Il Torino batte 2-0 l'Udinese in un match valido per la 33/a giornata di Serie A, disputato allo stadio Olimpico-Grande Torino.A decidere la partita i gol di Adams al 39' e Dembelé all'85'.

In classifica i granata sono al 10° posto con 43 punti, 3 in più dei friulani undicesimi.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parma-Juventus 1-0: Pellegrino affonda i bianconeri

0

(Adnkronos) – La Juventus di Tudor cade a Parma in un insolito mercoledì di Serie A.Al Tardini, il graffio di Pellegrino regala l’1-0 e tre punti d’oro alla squadra di Chivu, che sale a quota 31 e mette a distanza di sicurezza la zona retrocessione (+6 dal Venezia terzultimo).

La prima sconfitta dell'era Tudor vale una frenata pesante in ottica Champions per i bianconeri: la Juve ora è quinta a 59 punti, agganciata dalla Lazio e a -1 dal Bologna quarto.  Dopo il minuto di silenzio in memoria di Papa Francesco, al Tardini parte meglio la Juve.Ci prova subito Locatelli dal limite dell'area, ma la botta del centrocampista sfiora il palo alla destra di Suzuki.

Il Parma pian piano abbozza una reazione, ma dopo una manciata di minuti Chivu è costretto a togliere Vogliacco (dopo un contrasto con Nico Gonzalez, al suo posto dentro Hainaut) e Bernabé (problema muscolare, dentro Estevez).I padroni di casa guadagnano comunque metri e si fa vedere dalle parti di Di Gregorio soprattutto con Bonny, pericoloso in un paio di occasioni intorno alla mezz'ora.

A un soffio dall'intervallo, passano i giallobù: in pieno recupero, Valeri crossa e Pellegrino salta più in alto di tutti, firmando il vantaggio per i padroni di casa.Qualche colpa per Kelly, non proprio perfetto in marcatura, e proteste bianconere per un presunto tocco di mano.

L'arbitro Chiffi dice che è tutto regolare, Parma avanti all'intervallo.  La ripresa inizia all’insegna dei cambi.Chivu è costretto al terzo (Estevez non ce la fa a continuare e lascia spazio a Hernani), Tudor toglie Vlahovic e manda in campo Conceicao.

La Juve guadagna metri con il passare dei minuti e Tudor trova spunti pericolosi con l’aiuto di Yildiz, mandato in campo al 57’ al posto di McKennie. È la mossa che cambia inerzia alla partita e dà il via all’assedio alla porta di Suzuki.La Juve alza i ritmi e ci prova: si fa vedere soprattutto con il turco e con un paio di conclusioni da fuori di Thuram e Conceicao, ma manca sempre la freschezza giusta nell’ultima giocata.

Gli uomini di Chivu resistono fino al novantesimo, proteggono il vantaggio e strappano una vittoria che pesa come un macigno in ottica salvezza.Per Tudor, elogiato da Giuntoli nel pre-partita, ora la corsa Champions è un po’ più dura.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Genoa-Lazio 0-2: Castellanos e Dia rilanciano i biancocelesti

0

(Adnkronos) –
Colpo Champions della Lazio.I biancocelesti si rialzano dopo la delusione europea e battono il Genoa 2-0 nella 33esima giornata di Serie A.

Decisivi i gol, uno per tempo, della coppia d'attacco Castellanos-Dia.Con questa vittoria la squadra di Baroni sale a 59 punti, aggancia la Juve e si porta a un solo punto dal quarto posto del Bologna, mentre quella di Vieira rimane a quota 39.  Parte subito forte la Lazio, che chiude il Genoa nella propria metà campo.

Biancocelesti con il baricentro alto e pressing asfissiante sui portatori di palla rossoblù, costretti spesso a lanciare lungo per provare a saltare la linea di pressione.La prima occasione della partita però è dei padroni di casa: al 12' Pinamonti si inserisce nella difesa ospite e incrocia il destro, trovando l'attenta risposta di Mandas.

La partita cambia ancora al 22': Castellanos infila un bel pallone per Zaccagni, che lanciato in porta viene steso da Otoa, giovane difensore all'esordio in Serie A.L'arbitro Ayroldi non ha dubbi ed estrae il rosso per il danese, lasciando così il Genoa in 10 uomini.

La Lazio prende campo, forte dell'uomo in più: Leali para prima sul diagonale di Guendouzi, poi sul tiro da fuori di Lazzari. È il preludio al vantaggio biancoceleste: al 33' Pellegrini serve Castellanos in area, l'argentino si coordina e in mezza rovesciata fulmina il portiere rossoblù sotto la traversa, firmando il suo 14esimo gol stagionale.Guendouzi sfiora il raddoppio dal limite al 41', ma senza centrare la porta. Il Genoa prova a reagire a inizio ripresa, la Lazio tiene le linee strette e aspetta bassa gli avversari, che fanno girare il pallone ma senza riuscire a creare vere occasioni.

I biancocelesti vanno a un passo dal raddoppio al 58': Pellegrini sfonda sulla sinistra e mette un bel cross basso dentro su cui si avventa Rovella, ma il centrocampista non riesce a mettere dentro in spaccata.Il 2-0 però è solo rinviato: al 65' è proprio Rovella a imbucare per Dia, che con il sinistro in diagonale buca Leali.

Al 72' altro episodio del match: un duro intervento di Belahyane, appena entrato in campo, costa il rosso al centrocampista della Lazio, che rimane in dieci e ristabilisce quindi la parità numerica.L'espulsione dà coraggio al Genoa, che torna a spingere ma senza riuscire a creare pericoli dalle parti di Mandas.

Termina quindi 0-2 al Ferraris. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nel week end il calcio torna protagonista: La Juve Stabia riparte da Bolzano dopo una pausa forzata

0

Sono stati giorni in cui lo sport, e il calcio in particolare, hanno inevitabilmente lasciato spazio a notizie di ben altra rilevanza e drammaticità. Il tragico incidente della Funivia del Monte Faito ha scosso profondamente la comunità locale e l’intero Paese e come se non bastasse questa tragedia, lunedì arriva una doccia gelata per la comunità cristiana mondiale: Papa Francesco ritorna alla casa del Padre.

Notizie queste che hanno occupato giustamente le prime pagine e i notiziari. In momenti come questi, la dimensione ludica e passionale del calcio passa in secondo piano, di fronte al dolore e alla necessità di comprensione e cordoglio per eventi luttuosi che toccano nel profondo.

Oggi, però, si cerca di tornare, per quanto possibile, a una parvenza di normalità, e per gli appassionati di calcio questo significa rivolgere nuovamente lo sguardo al campo. La Serie B chiama, e la Juve Stabia si prepara per una trasferta impegnativa in Alto Adige, dove affronterà il Sudtirol allo Stadio Druso di Bolzano domenica 27 aprile 2025 alle ore 15:00.

Si tratta di una sfida che, pur non avendo una lunga tradizione, evoca ricordi importanti per i tifosi gialloblù in campionato, legati a solo due precedenti (uno in Supercoppa di Serie C2 del 2010 e un altro legato al precedente stagionale al Romeo Menti).

Il Sudtirol, ormai da diverse stagioni una realtà consolidata nel panorama cadetto, si presenta come la classica “favola” che ha saputo ritagliarsi un ruolo rispettabile. Quest’anno, tuttavia, le cose non stanno andando come nelle annate precedenti, con la squadra altoatesina ancora invischiata nella lotta per non retrocedere.

Questo rende l’avversario di giornata estremamente motivato e affamato di punti salvezza, un fattore che la squadra di mister Pagliuca dovrà tenere in seria considerazione. Il Sudtirol, guidato dall’esperto Fabrizio Castori – subentrato a stagione in corso – è una compagine solida e ben organizzata, capace di mettere in difficoltà chiunque, specialmente tra le mura amiche.

La Juve Stabia, dal canto suo, arriva a Bolzano forte di un cammino esterno che, pur con qualche alto e basso, ha dimostrato la capacità delle Vespe di raccogliere punti importanti anche lontano da Castellammare.

Il bel punto conquistato a Cremona, i tre ottenuti a Cesena e il pareggio di Mantova sono lì a dimostrarlo. La squadra ha nelle proprie corde la possibilità concreta di tornare a casa con un risultato positivo, che sarebbe fondamentale per continuare a inseguire i propri obiettivi stagionali in una classifica di Serie B sempre molto corta e combattuta.

La gara d’andata tra Juve Stabia e Sudtirol fu un crocevia importante. Le Vespe cercavano conferme e punti pesanti, mentre gli altoatesini attraversavano un periodo difficile. La vittoria della Juve Stabia per 2-1 al Menti ebbe come conseguenza l’esonero di mister Zaffaroni dalla panchina del Sudtirol, un destino toccato ad altri tecnici (come Breda, Sottil e Alvini) dopo aver incrociato il cammino della formazione stabiese guidata da Pagliuca.

Ora, con il rush finale del campionato ormai avviato, ogni punto pesa il doppio. La sfida di Bolzano non fa eccezione e potrebbe dire molto sia in chiave play-off per la Juve Stabia sia nella lotta per non retrocedere che vede impegnato il SudTirol. Sarà una gara tutta da seguire, con le Vespe che, dopo giorni in cui la mente era altrove, avranno sicuramente quella voglia matta di tornare a stupire e a far parlare di sé per le gesta sul campo.

Papa Francesco, marea umana da tutto il mondo a San Pietro per l’addio a Bergoglio – Video

0

(Adnkronos) – Migliaia di persone da questa mattina in piazza San Pietro per dire addio a Papa Francesco.Non tutti riescono a entrare, alcuni devono rinunciare ma solo temporaneamente: ritenteremo domani, dicono infatti.

C’è chi ha attraversato l’Atlantico per essere qui, come un prete americano giunto dal Maryland; chi ha fatto ore di viaggio in macchina e chi era già a Roma per visitare i parenti, come la signora Giuseppa Mangione, di Agrigento che di Bergoglio conserverà "sempre la bontà, il modo di porsi, la capacità di comunicare, che riusciva a trasmettere un messaggio francescano"; e c’è chi ha voluto portare i figli per fargli vivere un’esperienza storica, come Mariagrazia De Flandre, arrivata da Concorezzo, in provincia di Monza.Lei è tra quelli che non soni riusciti a omaggiare la salma, ma non si scoraggia: "Riproverò comunque domani". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sara Campanella, la lettera dei genitori dell’assassino: “Chiediamo scusa col cuore a pezzi”

0

(Adnkronos) – Da parte della famiglia di Stefano Argentino, un "atto moralmente dovuto e sentito".Da parte dell'avvocato Giuseppe Cultrera, la volontà di spiegare, "con la vocazione alla toga", la scelta di assumere la difesa del 27enne reo confesso dell'omicidio di Sara Campanella, la studentessa universitaria accoltellata a Messina il 31 marzo.

Sono queste le motivazioni che hanno spinto l'avvocato Cultrera a far recapitare ("in data 15 aprile", sottolinea il legale) alla famiglia di Sara, tramite il loro avvocato, due lettere che i genitori della ragazza hanno però scelto di non leggere nemmeno.Tramite l'avvocato Concetta La Torre, i genitori della 22enne hanno spiegato di ritenere quelle scuse "un atto dovuto". "Se fossero state sincere – è il loro ragionamento – sarebbero arrivate prima". 
Per i genitori di Stefano invece il tempo trascorso è stato solo un segno di rispetto. "Quelli trascorsi – scrivono – sono giorni in cui il vostro immenso dolore meritava solo silenzioso rispetto, almeno da parte nostra.

Non riusciamo ancora a darci una spiegazione, e probabilmente non riusciremo mai a darcela, ma non possiamo esimerci a porgere, con il cuore a pezzi, le nostre scuse per l'inspiegabile e ingiustificabile gesto compiuto da nostro figlio.Non ci sono parole".

E ancora: "Comprendiamo, da genitori a genitori, ogni vostra scelta e ci limitiamo a chiedere scusa, per quanto possa servire a consolare un cuore di genitore, per il gesto compiuto da nostro figlio". "La scelta di scrivere una lettera alla famiglia di Sara – spiega all'Adnkronos l'avvocato Cultrera – è venuta direttamente dai genitori di Stefano.Scuse sentite che, chiaramente non alterano lo stato processuale, ma che sentivano come un obbligo morale".

Anche Cultrera ha voluto inviare una lettera alla famiglia Campanella in cui spiega come nel difendere Argentino si ricorderà sempre "di confrontarsi con un uomo che ha spento, al di là di ogni irragionevole motivo, il sorriso alla vostra Sara".Durante il processo, sottolinea nella missiva, "verrà fatta giustizia per Sara.

Per una Sara che rappresenta tante donne, più o meno giovani, vittime di soprusi, a volte fatali, spesso e per lo più, per mano di chi professa la più elevata forma di amore". (di Manuela Azzarello) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giuntoli: “Tudor? La speranza è continuare insieme”

0

(Adnkronos) – "Visti gli ultimi risultati sembra che la quota Champions si sia alzata, ma dobbiamo pensare solo a noi e a questa partita molto delicata e solo da vincere per raggiungere il nostro obiettivo".Sono le parole del dt della Juventus Cristiano Giuntoli a Dazn, poco prima della partita di campionato tra i bianconeri e il Parma.  "Porta aperta per proseguire con Tudor?

Siamo stati chiari fin da subito.La speranza – ha precisato Giuntoli – è continuare insieme, ma prenderemo la decisione insieme dopo il Mondiale per Club.

Saremmo tutti contenti di continuare insieme". Il dt bianconero ha poi parlato della situazione dei prestiti proprio in vista della rassegna americana: "Trattenere i prestiti per il Mondiale per Club?Stiamo parlando con i club di appartenenza, contiamo molto sui rapporti e sulle volontà dei singoli giocatori, ma è una decisione che verrà presa a fine campionato.

Ora parliamo e speriamo che tutto vada per il verso giusto".   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Agli scimpanzé piace bere alcol e lo fanno anche in compagnia

0

(Adnkronos) – Sono seduti in circolo, come tre vecchi amici, al centro un 'African breadfruit' in condivisione.Lo scatto rubato non ritrae umani, ma scimpanzé.

E quello che stanno condividendo non è un cocktail, ma qualcosa che si avvicina molto.Il 'gossip' – in realtà una notizia molto scientifica – è che anche i primati antropomorfi 'bevono', o meglio consumano alcol, in compagnia.

Gli scimpanzé protagonisti della foto – sorpresi per la prima volta in questa modalità – stanno dividendo della frutta 'alcolica', nello specifico un maxi frutto del pane africano fermentato.Lo 'scoop' è di un team di ricerca guidato dall'Università di Exeter, che ha installato delle telecamere nel Parco nazionale Cantanhez in Guinea-Bissau. Le riprese di scimpanzé che condividono il frutto del pane africano fermentato, che è stato confermato contenere etanolo (alcol), sollevano affascinanti interrogativi sul fatto che cerchino deliberatamente l'alcol e sul perché lo facciano, spiegano gli autori del lavoro pubblicato su 'Current Biology'.  Si ritiene che l'uomo abbia iniziato a consumare alcol fin dai tempi più remoti della sua storia evolutiva, con effetti benefici sui legami sociali.

Il nuovo studio suggerisce che i nostri parenti più prossimi potrebbero fare qualcosa di simile. "Sappiamo che negli esseri umani bere alcol provoca il rilascio di dopamina ed endorfine, con conseguenti sensazioni di felicità e rilassamento", ragiona Anna Bowland, del Centro per l'ecologia e la conservazione al Penryn Campus di Exeter, in Cornovaglia. "Sappiamo anche – prosegue – che condividere l'alcol, incluso attraverso tradizioni come i banchetti e i festini, aiuta a formare e rafforzare i legami sociali.Quindi, ora che sappiamo che gli scimpanzé selvatici mangiano e condividono frutti contenenti etanolo, la domanda è: potrebbero ottenere benefici simili?".   I ricercatori hanno utilizzato telecamere attivate dal movimento, che hanno filmato gli scimpanzé mentre condividevano la frutta fermentata in 10 occasioni separate.

Questa frutta è stata analizzata per il contenuto alcolico.Il livello più alto riscontrato era di 0,61% Abv (Alcohol By Volume, unità di misura utilizzata nelle bevande alcoliche), una percentuale relativamente bassa.

Ma i ricercatori affermano che potrebbe essere solo la 'punta dell'iceberg', poiché il 60-85% della dieta degli scimpanzé è composta da frutta, quindi bassi livelli di alcol in vari alimenti potrebbero tradursi in un consumo significativo.I ricercatori sottolineano che è improbabile che gli scimpanzé si 'ubriachino', poiché questo chiaramente non migliorerebbe le loro chance di sopravvivenza. L'impatto dell'alcol sul metabolismo degli scimpanzé è sconosciuto, puntualizzano gli esperti.

Tuttavia, recenti scoperte di un adattamento molecolare che ha notevolmente aumentato il metabolismo dell'etanolo nell'antenato comune delle scimmie africane suggeriscono che il consumo di frutta fermentata potrebbe avere origini antiche in specie come l'uomo e gli scimpanzé. "Gli scimpanzé non condividono il cibo in continuazione, quindi questo comportamento con la frutta fermentata potrebbe essere importante", evidenzia Kimberley Hockings, Università di Exeter. "Dobbiamo scoprire di più per capire se cercano deliberatamente frutti etanolici e come li metabolizzano, ma questo comportamento potrebbe essere una delle prime fasi evolutive del 'festino'.Se così fosse – conclude – ciò suggerirebbe che la tradizione umana di banchettare in compagnia potrebbe avere origini molto profonde nella nostra storia evolutiva". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

EA Sports down oggi 23 aprile, problemi e cosa succede

0

(Adnkronos) –
EA Sports down oggi, mercoledì 23 aprile.Alcuni utenti stanno riscontrando disservizi sulla piattaforma di diversi videogiochi sportivi prodotti dall'azienda.

Stanno aumentando infatti le segnalazioni di difficoltà incontrate soprattutto la connessione ai server, quindi con l'aumento dei tempi di caricamento del gioco, e con la lentezza in diverse funzionalità del gioco stesso. "I server EA non sono al momento disponibili.Riprova più tardi", è la scritta che appare sullo schermo. Il sito Downdetector, che registra le anomalie della rete, attorno alle 17.17 di oggi ha mostrato segnalazioni dei problemi, che per il momento sembrano arrivare, per quanto riguarda l'Italia, soprattutto da Roma e Milano. —tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, Meloni: “Mi ha detto di non perdere l’umorismo” – Video

0

(Adnkronos) – Giorgia Meloni rende omaggio a Papa Francesco intervenendo alla Camera dei Deputati oggi, 23 aprile 2025. "Sarò sempre grata a Papa Francesco per il tempo trascorso insieme, per i suoi insegnamenti e i suoi consigli.Il più assiduo era 'non perda mai il senso dell'umorismo'.

E' stata anche l'ultima cosa che mi ha detto", dice la presidente del Consiglio. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Femminicidio Manuela Petrangeli, in aula gli audio dell’ex: “Gliela devo fare pagare”

0

(Adnkronos) – "Maledetta, gliela devo fare pagare".Sono decine gli audio whatsapp fatti ascoltare oggi, 23 aprile, in aula nell’udienza del processo davanti alla Prima Corte di Assise di Roma che vede imputato Gianluca Molinaro, l’uomo che lo scorso 4 luglio ha aperto il fuoco contro la sua ex compagna e madre di suo figlio Manuela Petrangeli uccidendola.  Messaggi scambiati da Molinaro con gli amici nei mesi precedenti il delitto ed estratti con la copia forense del suo telefono. "Mi sta portando all’estremo", registrava l’imputato in uno degli audio inviati e finiti agli atti del processo così come i messaggi scambiati su un’utenza utilizzata sia dal figlio minore che dalla vittima. “Sei una bugiarda patologica”, le scriveva accusandola di manipolare il figlio. “Mi stai portando all’esasperazione, non manipolo nessuno”, replicava la donna, uccisa qualche mese dopo a colpi di fucile.  La procura della capitale, nell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, contesta a Molinaro l’omicidio aggravato dalla premeditazione, lo stalking, la detenzione abusiva di armi e in relazione a quest’ultima accusa, anche quella di ricettazione.

L’uomo, dopo il delitto compiuto in via degli Orseolo poco distante dalla clinica dove lavorava la sua ex, si era costituito presso una caserma dei carabinieri consegnando il fucile a canne mozze con cui aveva compiuto il femminicidio.  Gli inquirenti avevano acquisito nell’indagine anche gli sms scambiati con un amico prima del delitto nei quali si legge “oggi forse prendo due piccioni con una fava” e in un altro, dopo l’omicidio della fisioterapista 51enne, dice “gli ho sparato du botti”.Messaggi che l’amico di Molinaro aveva detto di aver visto quando ormai era troppo tardi.  In aula oggi hanno testimoniato i carabinieri intervenuti sulla scena del delitto, con il corpo di Manuela vicino alla sua auto mentre i colleghi intorno provavano a rianimarla, i militari presenti in caserma quando l’imputato si è presentato confessando il delitto e indicando l’auto utilizzata con l’arma ancora sul sedile, e quelli che hanno lavorato alle indagini analizzando i dispositivi sequestrati.

Rispondendo alle domande della pm Antonella Pandolfi, uno dei militari presenti nella stazione dove Molinaro si è costituito ha raccontato che rispondendo a una chiamata della madre proprio in quei momenti aveva detto “sono in caserma, quello che ho detto ho fatto”.Un’udienza dove “è emerso il profondo risentimento di Molinaro – commentano i legali della famiglia e del figlio minore di Manuela Petrangeli – un uomo che non la voleva libera, che l’ha stalkerizzata e che ha premeditato il delitto”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Norvegia, agnello o uova: i premi ‘speciali’ per i migliori in campo

0

(Adnkronos) –
Premi 'speciali' per gli MVP del calcio in Norvegia.Nel massimo campionato scandinavo sta prendendo piede una tradizione particolare, che vuole premiare il miglior giocatori di ogni partita, il 'Man of the match', non con un piccolo trofeo, come accade ad esempio in Serie A, ma con un regalo 'culinario' tipico della regione in cui si gioca.  E così è successo che dopo l'incontro tra Bryne FK e Haugesund, sfida valida per il massimo campionato di calcio norvegese, al difensore Axel Kryger, difensore eletto come migliore in campo, sia stato regalato un agnello, portato in trionfo proprio dal giocatore tra l'entusiasmo di tutto lo stadio. Ma, come detto, non si tratta di una divertente eccezione.

Anche nelle scorse partite sono accaduti episodi simili, sia in campionato che in coppa di Norvegia.Un giocatore del Varhaug, Sondre Dvergsdal, dopo la sfida di coppa persa 4-0 contro il Bryne in coppa, ha ricevuto come premio partita un maiale appena macellato dal peso di circa 22 chilogrammi.

In precedenza il portiere Jan de Boer, che gioca proprio nel Bryne, aveva ricevuto, come omaggio alla sua prestazione, quattro confezioni di uova.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, Vance: “Un grande Pastore, ho potuto dirgli che prego per lui”

0

(Adnkronos) – È "abbastanza incredibile" che sia stato l'ultimo leader internazionale ad incontrare Papa Francesco il giorno di Pasqua, poche ore prima della sua morte.E' quanto ha detto Jd Vance parlando con i giornalisti del pool a seguito nella sua visita in India sottolineando che anche se "era in disaccordo su alcune politiche della nostra amministrazione, era d'accordo su molte altre.

Non macchierò la sua eredità parlando di politica.Credo che era un grande Pastore cristiano e così ho scelto di ricordarlo".  "Credo che sia stata una grande benedizione, ho avuto la fortuna di stringergli la mano e dirgli che prego per lui ogni giorno, perché l'ho fatto e lo faccio", ha continuato il vice presidente che, ricordando, il "breve" incontro della mattina di Pasqua ha detto: "Sapevo che era molto malato, non ho realizzato quanto fosse malato".  "Credo che sarà sempre ricordato come un grande Pastore, le persone ai margini, i poveri, i malati hanno visto in Papa Francesco un loro difensore, la vera espressione dell'amore cristiano", ha poi aggiunto Vance spiegando che non tornerà per i funerali sabato a Roma, dove è atteso Donald Trump.   E a chi gli chiede se il riferimento al disprezzo verso i vulnerabili e i migranti, contenuto nell'ultima omelia del Pontefice, letta in Piazza San Pietro subito dopo il loro incontro, lo abbia spinto, lui devoto cattolico, a riflettere sulle politiche anti-immigrati dell'amministrazione Trump, Vance ha risposto: "Credo che molte persone, soprattutto tra i media americani, vogliano fare dell'intera eredità di Papa Francesco, e persino della sua morte, una questione legata alla politica americana.

Credo che ovviamente era una figura molto più ampia, rappresentava oltre un miliardo di cattolici in tutto il mondo".  E alla domanda se vede un futuro Papa che continua nella direzione di Francesco oppure uno su posizioni più tradizionaliste, il vice presidente, convertito al cattolicesimo nel 2019 e su posizioni conservatrici, risponde in modo cauto: "Non pretendo di indicare ai cardinali chi debbano scegliere come prossimo Papa, abbiamo molto su cui concentrarci negli Stati Uniti.Io semplicemente pregherò per la loro saggezza, perché ovviamente voglio che scelgano la persona giusta, qualcuno che sia buono per il mondo cattolico.

Ma lascerò che siano loro a prendere la decisione".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da rookie dell’anno in Nba a… pugile: la nuova vita di Carter-Williams

0

(Adnkronos) – Darsi alla boxe dopo una carriera in Nba.Il protagonista della storia è Michael Carter-Williams (oggi 33enne), eletto rookie dell'anno nel 2014.

Il prossimo 29 maggio, l' ex cestista farà il suo debutto nella boxe a New York, contro il 36enne Sam Khativ.Il match tra pesi massimi, in tre round, andrà in scena al Leman Ballroom in un evento organizzato per raccogliere fondi per un'organizzazione no-profit che aiuta nel percorso di recupero dalla tossicodipendenza.  Ma chi è Carter-Williams?

Nato il 10 ottobre 1991 a Hamilton, nel Massachussets, Michael ha cominciato la sua carriera sportiva con il basket ed è stato una stella al college di Syracuse prima di essere selezionato al draft Nba 2013, quando venne scelto (con il numero 11) da Philadelphia.Guardia imponente (alto un metro e 96), Carter-Williams riuscì subito a prendersi la scena, diventando titolare nel suo primo anno da rookie e venendo premiato in seguito come "Rookie of the Year" (miglior giovane della stagione). La sua avventura in Nba è durata un decennio: Carter-Williams ha chiuso con il basket nel 2013, dopo aver vestito le canotte di Milwaukee Bucks, Chicago Bulls, Charlotte Hornets, Houston Rockets e Orlando Magic.

L'avventura nella boxe, dopo un periodo di stacco dallo sport professionistico, vissuto come commentatore del basket Ncaa, potrebbe aprire un nuovo capitolo.  Carter-Williams è solo uno dei tanti campioni che, a un certo punto, ha deciso di cambiare sport.Uno degli esempi più recenti è quello di Diego Forlan, che lo scorso novembre ha esordito nel circuito Atp, iniziando a divertirsi con il tennis dopo una carriera da calciatore.

Altro caso illustre è quello di Michael Jordan, che dopo aver vinto tre titoli Nba e altrettanti Mvp con i Chicago Bulls, decise nel 1993 di dedicarsi al baseball e venne ingaggiato dai Chicago White Sox, una delle più importanti squadre della Major League Baseball.La sua avventura non fu però molto fortunata e dopo un anno e mezzo MJ tornò in Nba vincendo altri tre campionati con i Bulls.  In Italia un esempio di versatilità sportiva è Valentino Rossi.

L’ex pilota, nove titoli vinti in MotoGp, una volta abbandonate le moto si reinventò pilota di rally, passione coltivata anche durante la sua carriera sulle due ruote. Anche Usain Bolt, dopo essersi ritirato dall’atletica, provò a cambiare vita.La leggenda giamaicana, che in carriera ha conquistato otto ori olimpici tra 100 metri, 200 e staffetta, decise di seguire il sogno di diventare calciatore professionista.

Bolt, da sempre grande tifoso del Manchester United, giocò una partita di beneficenza all’Old Trafford e venne ingaggiato da diversi club in giro per il mondo, che fiutarono l’occasione soprattutto per ragioni di marketing.Prima Bolt giocò in Norvegia con lo Stromsgodset, poi si trasferì in Australia con i Central Coast Mariners.

Alla fine però, dopo essersi allenato anche con il Borussia Dortmund, decise di ritirarsi ammettendo: “Non voglio dire di non averci creduto, ma penso che non l’abbiamo fatto nel modo in cui avremmo dovuto.Ho comunque imparato la lezione, si vive e si impara”.  Breve esperienza nel tennis professionistico anche per Paolo Maldini, che debuttò in doppio nel Challenger di Milano, ma si ritirò subito dopo la sconfitta. È ancora in attività l’ex portiere del Chelsea Petr Cech, che ha difeso i pali dei Guildford Phoenix, squadra inglese di hockey su ghiaccio.

Si è reinventato anche Gareth Bale, che dopo le polemiche per il suo “prima il Galles, poi il golf e dopo il Real Madrid”, è diventato un golfista professionista.Rio Ferdinand, leggenda del Manchester United, una volta appesi gli scarpini al chiodo si dedicò alla boxe, mentre l’ex Inter Ivan Perisic ha esordito nel beach volley.  Un’altra vecchia conoscenza della Serie A, Gabriel Omar Batistuta, si è dilettato nel polo, con una breve parentesi anche tra i professionisti.

L’ex pilota di Formula 1 Jenson Button oggi si diverte con il triathlon, disciplina IronMan.Storie incredibili sono quelle di Bo Jackson e Deion Sanders, che negli anni ’90 furono capaci di giocare contemporaneamente a football americano e a baseball. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fonseca costruisce il suo giocatore perfetto. Ma Sinner non c’è

0

(Adnkronos) –
Nel giocatore ideale di Joao Fonseca non c'è traccia di …Jannik Sinner.

Il giovane tennista brasiliano, che pochi mesi fa ha conquistato il suo primo titolo Atp a Buenos Aires, ha costruito il suo tennista perfetto colpo dopo colpo, senza mai considerare però il numero uno del mondo, ormai entrato nell'ultimo mese di squalifica per il caso Clostebol e vicino al rientro in campo.Nell'elenco di Fonseca, 18 anni, ci sono alcuni tra i più grandi giocatori di sempre e alcune sorprese, ma a far rumore, in questo caso, sono le assenze. Intervistato da Espn Brasil, Fonseca ha costruito il suo giocatore di tennis perfetto partendo dal dritto, che sarebbe quello di Martin Del Potro, argentino ritiratosi da pochi mesi.

Il rovescio invece sarebbe di Novak Djokovic, la volée di Roger Federer così come lo slice.Per il servizio invece Fonseca si affiderebbe al giovane francese Giovanni Mpetsi Perricard, 21 anni e numero 37 del mondo, mentre per movimenti e mentalità il nome è quello di Rafa Nadal. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)