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Palermo (Acea): “Trasporto e distribuzione acqua in Italia tema cruciale”

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(Adnkronos) – “Al giorno d’oggi, il tema idrico è sempre più importante e abbraccia quello dell’infrastruttura idrica: il problema non è tanto la disponibilità della risorsa, ma il trasporto e la distribuzione dell’acqua nel nostro Paese”.Lo ha sottolineato Fabrizio Palermo, amministratore delegato Acea, intervenendo nel panel ‘Governare la complessità: le grandi infrastrutture per il Paese’ che ha aperto la seconda giornata di lavori della 40esima Assemblea Anci, in corso a Genova. Per Palermo, il tema del trasporto della risorsa idrica ‘riguarda molti comuni italiani’. “C’è un focus importante sul tema investimenti, la rete italiana è molto vecchia – sottolinea l’ ad di Acea – circa il 60% degli investimenti ha oltre 30 anni e il 25% oltre 50 anni.

Si tratta di infrastrutture costruite ormai tanto tempo fa, che sono state oggetto di manutenzione solo parziale, purtroppo.Ne consegue che emerge il tema di oggi, la mancanza d’acqua.

Per sopperire a questo – continua l’ad di Acea – è necessario investire utilizzando soprattutto le tecnologie, in quanto ad oggi Acea sta investendo, in tutte le realtà ove opera, in tecnologie sensoristiche come l’intelligenza artificiale, riscontrando benefici impressionanti”.  Acea è tra i main partner dell’Assemblea: “l’Italia opera con una media di perdite molto superiore a quella europea: un 43% contro un 23%, ma ad oggi, Acea dove è riuscita a operare grazie a queste tecnologie ha portato buoni risultati in tal senso. È chiaro che questo significa anzitutto lavorare in una logica industriale – spiega Palermo – gestendo l’infrastruttura in partnership con gli enti locali.Infatti, un connubio tra pubblico e privato è fondamentale per portare a casa dei buoni risultati e devo dire che questo tocca non solo il tema dell’innovazione, ma anche quello finanziario”.  “Oggi si investe troppo poco per fare questo: bisognerebbe capire che tariffe più alte consentono di fare investimento.

Questo è un tema annoso, che molti sindaci conoscono bene e che può essere un volano molto importante per gli investimenti, perché oggi il tema dell’acqua non è solo un tema di uso della risorsa per l’essere umano, ma sta diventando sempre più un tema di uso a fini industriali – sottolinea l’amministratore delegato – oggi ricerche recenti dimostrano che l’uso dell’intelligenza artificiale richiede molta acqua, così come anche è di fondamentale importanza l’utilizzo dell’acqua per il raffreddamento dei server.Ne consegue che un mondo indirizzato alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica richiede un uso massiccio di acqua, anche per le fonti energetiche.  Anche l’agricoltura, come l’industria, ha bisogno di acqua: “E’ un altro settore fondamentale per il nostro paese, presente in tanti comuni come contributo del PIL.

Avere delle infrastrutture che consentono ad esempio il riuso dell’acqua sta diventando fondamentale, ad oggi, infatti, vi è una riuso dell’acqua irrisorio, pari al 3-4%; Sviluppare questo per fornire acqua riutilizzata, perfettamente pulita e potabile per l’agricoltura, risolverebbe molti di questi problemi”. “Investire vuol dire anche inserire innovazioni quali il digitale e tutta l’intelligenza artificiale.Questo piano straordinario di investimenti è da gestire perché dovrebbe poi portare, a regime, a un miglioramento e, addirittura, a un abbassamento delle tariffe”. Intervistato poi a margine del panel, Palermo risponde così alla domanda di un cronista riguardo la proposta del sindaco di Genova, Marco Bucci, di creare un dissalatore per l’acqua marina: “Per affrontare il problema idrico vanno affrontate tutte e possibili soluzioni, sicuramente anche quelli sono investimenti che hanno un senso in un quadro complessivo”. ”Abbiamo un problema di infrastrutture idriche nel nostro Paese, ma non fortunatamente di risorse, ma dobbiamo trasportare la risorsa acqua e distribuirla.

Dovremo fare investimenti importanti sulla rete italiana perché è vecchia e una perdite del 43%, ben sopra la media europea.Dobbiamo nelle reti con nuove tecnologie.

Oggi si investe troppo poco e tariffe più alte ci permetterebbero farebbero di fare gli investimenti.L’acqua è una risorsa necessaria per il raffreddamento dei server a l’Ai”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto Rovigo, forte scossa oggi: magnitudo 4.2

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(Adnkronos) – Forte scossa di terremoto oggi nella provincia di Rovigo alle 15.45.La stima, ancora provvisoria, dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia è di magnitudo 4.2.

Secondo lo stesso Ingv l’epicentro è a un chilometro dal comune di Ceneselli.Al momento sono arrivate alla sala operativa del comando dei vigili del fuoco solo richieste di informazioni, ma non sono stati segnalati danni.

La scossa, a quanto si legge sui social in particolare su X, è stata avvertita, oltre a diverse città del Veneto – Padova, Venezia e Treviso -, anche in Emilia Romagna. “Ho sentito una scossa qui a Bologna” scrive Sandro su X e gli fa eco Rudy che chiede: “E’ tremata un po’ la terra o sbaglio?Sono di Ferrara”.

L’hashtag #terremoto è diventato, così, subito di tendenza.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tai Chi alleato contro Parkinson, può frenare sintomi e complicanze

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(Adnkronos) – Può sembrare quasi una danza, quando si osservano le sequenze di movimenti molto lenti, eleganti e controllati di chi lo pratica nei parchi di tutto il mondo.Ma oltre a essere bello da vedere, il Tai Chi può rivelarsi un alleato di salute anche per pazienti con patologie complesse che colpiscono i muscoli.

Secondo una ricerca pubblicata online sul ‘Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry’, questa arte marziale cinese può ad esempio frenare i sintomi e le complicanze della malattia di Parkinson per diversi anni.I risultati del lavoro – firmato da esperti di Ruijin Hospital, Shanghai Jiao Tong University School of Medicine – mostrano che la pratica di questa attività è stata associata a una progressione più lenta della patologia e a dosi più basse di farmaci necessari nel tempo.  Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa debilitante e progressiva, caratterizzata da problemi di movimento, tremore a riposo e muscoli rigidi.

E’ la condizione neurologica più in rapida crescita al mondo.Al momento non esiste una cura, ma farmaci che prendono di mira diversi sintomi.

Ricerche precedentemente pubblicate suggeriscono che il Tai Chi allevia i sintomi del Parkinson nel breve termine, ma non è noto se questo miglioramento possa essere sostenuto anche sul lungo termine.Il team di ricercatori ha tentato di scoprire questo aspetto monitorando due gruppi di pazienti per più di 5 anni, da gennaio 2016 a giugno 2021. Un gruppo di 147 pazienti ha praticato Tai Chi 2 volte a settimana per un’ora, aiutato da lezioni per migliorare la tecnica.

L’altro gruppo di 187 pazienti ha continuato con le cure standard, senza praticare Tai Chi.La gravità della malattia è stata valutata in tutti i partecipanti all’inizio del periodo e la progressione, compreso l’aumento della necessità di farmaci, è stata monitorata a novembre 2019, ottobre 2020 e giugno 2021.  Gli autori hanno preso in considerazione l’entità del movimento e altri sintomi come problemi urinari e cardiovascolari, umore, qualità del sonno e cognizione.

E hanno misurato con scale validate anche la prevalenza di complicanze, come la discinesia (movimento involontario), la distonia (tono muscolare anormale), il declino della risposta al trattamento farmacologico nel tempo, il lieve deterioramento cognitivo, la presenza di allucinazioni, la sindrome delle gambe senza riposo.Nei due gruppi presi in esame per lo studio, la gravità della malattia, l’uso di farmaci, il sesso, l’età e il livello di istruzione erano simili. Dai risultati è emerso che la progressione del Parkinson è stata più lenta in tutti i punti di monitoraggio nel gruppo dedito al Tai Chi.

Anche il numero di pazienti che avevano bisogno di aumentare i farmaci nel gruppo di controllo era significativamente più alto rispetto al gruppo Tai Chi: 83,5% nel 2019 e poco più del 96% nel 2020, rispetto al 71% e 87,5% rispettivamente.La funzione cognitiva si è deteriorata più lentamente nel gruppo Tai Chi, così come è successo per altri sintomi non legati al movimento, mentre il sonno e la qualità della vita sono migliorati continuamente.

La prevalenza delle complicanze, poi, è stata significativamente inferiore nel gruppo Tai Chi rispetto al gruppo di confronto: discinesia 1,4% contro 7,5%; distonia 0% contro 1,6%; allucinazioni 0% rispetto a poco più del 2%; deterioramento cognitivo lieve 3% contro 10%; sindrome delle gambe senza riposo 7% contro 15,5%.  Cadute, vertigini e mal di schiena sono stati i tre effetti collaterali riportati dai partecipanti allo studio, ma erano tutti significativamente più bassi nel gruppo Tai Chi.Sebbene 23 persone abbiano subito una frattura, tutte queste si sono verificate durante la vita quotidiana di routine ed erano di meno nel gruppo Tai Chi: 6 contro 17.

I ricercatori precisano che si tratta di uno studio osservazionale e, come tale, non può stabilire causa ed effetto.Ma, concludono, quello che sembra emergere è che il Tai Chi mantiene un effetto benefico a lungo termine sull’andamento della malattia” e questo “potrebbe prolungare il periodo senza disabilità, portando a una migliore qualità di vita, e a un minor uso di farmaci e carico per gli operatori sanitari”.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Edufin Index: “Italia ancora insufficiente in educazione finanziaria e assicurativa”

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(Adnkronos) – L’Italia è ancora insufficiente in educazione finanziaria e assicurativa.Il livello medio di Edufin Index nel 2023 cresce leggermente (56 rispetto a 55), ma servono ancora sforzi per raggiungere la soglia del 60 su 100, indicata come sufficienza.

In particolare, resta ancora un 10% della popolazione in una condizione di analfabetismo finanziario e assicurativo e ancora ampia è la disuglianza di genere.E’ questo il quadro tratteggiato dai risultati della seconda edizione di Edufin Index, l’Osservatorio sulla consapevolezza e sui comportamenti finanziari e assicurativi degli italiani, evento patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, presentato oggi a Roma da Alleanza Assicurazioni, compagnia del gruppo Generali, insieme a Fondazione Mario Gasbarri e con la collaborazione scientifica di SDA Bocconi, School of Management. L’Osservatorio, consultabile sul sito https://www.edufinindex.it, mette in relazione le conoscenze finanziarie e assicurative degli italiani con il loro comportamento, evidenziando nel 2023 una maggiore crescita della sfera del “sapere” rispetto a quella del “fare”.

La ricerca ha indagato le conoscenze finanziarie e assicurative della popolazione, su un campione di 3.700 intervistati, con un focus specifico sulla situazione di alcune categorie individuate nella precedente edizione, come “più fragili” sui temi edufin: donne, giovani e nuovi italiani.  “Con l’educazione finanziaria e assicurativa vogliamo contribuire a diffondere maggiore equità sociale e benessere.La seconda edizione di Edufin Index che presentiamo oggi certifica questa correlazione, confermando la necessità di intraprendere azioni concrete per migliorare il quadro complessivo che vede ancora una rilevante parte di popolazione al di sotto dei livelli di sufficienza”, dichiara Davide Passero, ceo di Alleanza Assicurazioni e Country Chief Marketing Product Officer di Generali Italia. “Interpretando la nostra responsabilità sociale d’impresa, come Alleanza siamo impegnati nello sviluppo del nostro Piano Nazionale di Educazione Finanziaria e Assicurativa, pilastro della nostra strategia di sostenibilità, che ha coinvolto oltre 300mila partecipanti in più di 3.500 eventi su tutto il territorio.

Consapevoli di questo ruolo, vogliamo creare un ecosistema tra operatori privati, istituzioni e associazioni dei consumatori per rispondere alle differenti situazioni di fragilità finanziaria individuate dal nostro Rapporto, tra cui spiccano le donne, i giovani e i nuovi italiani”. Pur confermando la necessità di migliorare il livello di educazione finanziaria e assicurativa degli italiani, l’Osservatorio certifica che nel 2023 è aumentata del 7% la percentuale di popolazione che raggiunge la sufficienza, passando dal 34% del 2022 all’attuale 41%.Questo miglioramento è stato favorito dalla rilevanza data dai media a fattori di contesto e urgenza (scenario inflattivo, aumento dei tassi, crisi belliche etc.) unitamente agli sforzi di sistema da parte delle Istituzioni e delle aziende private per informare e promuovere l’educazione finanziaria e assicurativa.  La ricerca presenta un’Italia a 5 velocità nell’approccio al mondo finanziario e assicurativo, con una popolazione che si distingue per la varietà di caratteristiche non solo sociodemografiche, ma anche comportamentali, mettendo in luce la correlazione tra determinate attitudini e relativi cluster.

Sono stati così identificati e descritti cinque macro-gruppi di italiani sulla base del loro crescente livello di Edufin Index: fragili e disinteressati; insicuri ma fiduciosi; non curanti e fai da te; ottimisti e impavidi; colti e composti.Solo gli ultimi due gruppi superano il livello di sufficienza, in un arco d’analisi che da un lato mostra una condizione di fragilità e dall’altro è contrassegnato da un processo virtuoso di costante miglioramento.  Nel dettaglio il rapporto mette in rilievo: il gruppo 1 dei fragili e disinteressati ottiene il livello di Edufin Index più basso (41). È composto soprattutto da persone inoccupate o casalinghe/i, con reddito e istruzione bassi, molte donne, molti residenti al Sud e Isole e molti over 65.

Rappresentano il 20% della popolazione, dimostrano poco interesse verso i temi finanziari e assicurativi, non si informano, non hanno risparmi e non sono coinvolti nella gestione del budget familiare.Si trovano in una situazione di significativa fragilità finanziaria, hanno elevata avversione al rischio e bassissima capacità di pensare e ragionare grazie ai concetti matematici (numeracy).

Un circolo vizioso che non favorisce il miglioramento e l’emancipazione da questa condizione.Il Gruppo 5 dei colti e composti ha il migliore livello di Edufin Index (69).

Queste persone hanno un reddito medio/medio alto, sono residenti nel Nord Est, sono diplomati e laureati, in prevalenza dipendenti e coprono la fascia d’età 34-65 anni.Rappresentano il 13% della popolazione, sono protagonisti della propria gestione finanziaria e investono con il supporto degli esperti.

Si caratterizzano per un’alta propensione a informarsi e per un senso di sicurezza verso le proprie capacità, beneficiando di un circolo virtuoso che consente loro di continuare a migliorarsi.  Nel quadro generale, l’Osservatorio evidenzia che permane rilevante il gender gap a livello di alfabetizzazione finanziaria assicurativa: il livello di Edufin Index delle donne arriva infatti a 54 (vs 59 uomini) e si rileva un’alta percentuale di donne (30%) che si trova in una condizione di fragilità finanziaria (vs 23% degli uomini).Anche in tema di gestione del budget familiare in autonomia, il divario rimane ampio: il 65% delle donne non è autonomo (vs 56% uomini).

Il gender gap si registra già in famiglia, luogo che per il 25% dei 18-34enni dovrebbe essere fonte principale di alfabetizzazione finanziaria e assicurativa, ma che vede il 30% delle ragazze – rileva l’indagine – non parlarne mai tra le mura domestiche a fronte del 25% registrato tra i ragazzi.Il ridotto interesse verso l’argomento, la poca autonomia decisionale e la bassa propensione a informarsi sono i principali fattori che spiegano la minore alfabetizzazione finanziaria e assicurativa delle donne.

L’insieme di questi fattori comportamentali incide in modo più consistente sul divario tra donne e uomini rispetto a quelli sociodemografici, di reddito e di istruzione.Questa disuguaglianza a livello di educazione finanziaria conferma un quadro più ampio di gender gap a livello Italia che evidenzia una minore partecipazione delle donne al mercato del lavoro e anche una disparità di retribuzione. Secondo i risultati della ricerca, i giovani (18-34 anni) hanno un’alta propensione a informarsi, in quanto costantemente connessi al mondo digitale.

Non dimostrano però particolare interesse ai temi finanziari e assicurativi, sono poco coinvolti nella gestione finanziaria familiare, anche se desidererebbero investire in autonomia.La ricerca conferma il ruolo centrale della famiglia dimostrando che i giovani che hanno un livello più elevato di Edufin Index provengono da contesti domestici con più alto livello di scolarità, discutono spesso di questi temi, svolgono o hanno svolto un lavoro part-time durante gli studi, sono economicamente indipendenti e decidono delle proprie spese. Nell’Edufin Index 2023 i “Nuovi Italiani” rappresentano circa il 9% della popolazione residente in Italia (dati Istat 2023) e nel 2023 rimane invariato e ampiamente sotto la sufficienza il livello di consapevolezza finanziaria e assicurativa (46) sul campione intervistato di circa 300 persone di tre principali comunità (filippina, rumena e sudamericana). È una parte di popolazione che, indica il rapporto, per il 60% tende a non risparmiare, a non investire e a non proteggersi.

Quando decidono di investire, però, sono più propensi a chiedere il supporto di un professionista rispetto agli italiani (91% vs 80%).Tra coloro che pensano alla protezione assicurativa è l’RC Auto la polizza più comune, seguita dalla polizza infortuni.

In generale, nei Nuovi Italiani il livello di alfabetizzazione finanziaria è più alto tra chi è maggiormente integrato e chi parla bene l’italiano (58). Alleanza Assicurazioni è impegnata sul fronte di una mission che la vede da anni protagonista: quella di accrescere l’educazione finanziaria e assicurativa degli italiani, un importante ruolo sociale in linea con gli obiettivi dell’Agenda Onu al 2030.Alleanza ha avviato dal 2020 un “Programma Nazionale di Educazione Finanziaria e Assicurativa”, articolato in seminari gratuiti che in questi anni hanno registrato oltre 300 mila partecipanti a più di 3.500 eventi, suddivisi tra “Protection Day”, “Investment Day” e “Previdenza Day”.

L’impegno degli eventi sul territorio è stato amplificato con un piano editoriale social, radio e rubriche ad hoc raggiungendo, solo nel 2022, oltre 80 milioni di contatti. Attenzione particolare è stata riservata all’alfabetizzazione finanziaria al femminile, coinvolgendo in prima linea le oltre 4.700 Consulenti assicurative della Rete di Alleanza.Il progetto “Donne che parlano alle Donne” le ha viste impegnate nella realizzazione di rubriche su tutti i canali on e off line, (radio, settimanali,podcast, incontri sul territorio), promuovendo i principali concetti di educazione finanziaria assicurativa applicati alla quotidianità.

Inoltre, sono stati realizzati eventi educativi e masterclass, gli “Investment day al femminile”, per accrescere le competenze delle partecipanti sui temi finanziari.Anche quest’anno, e per il quarto anno consecutivo, la Compagnia aderisce al “Mese dell’Educazione Finanziaria” – organizzato dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria – attraverso una serie di appuntamenti che culminano oggi, 25 ottobre a Roma con la presentazione dell’Edufin Index.        —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sviluppo scientifico e Intelligenza Artificiale, il ministro Bernini incontra l’ambasciatore Usa Jack Markell

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(Adnkronos) –
Scienza, innovazione, tecnologia, alta formazione.Sono questi alcuni degli argomenti affrontati nel corso del bilaterale al Mur tra il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Jack Markell.

Un’occasione, sottolinea il Mur, per ribadire “l’amicizia storica che lega l’Italia agli Usa e consolidare i rapporti tra i due Paesi anche sul fronte della ricerca”.Nel corso dell’incontro, il ministro Anna Maria Bernini ha ribadito il supporto del Governo italiano alla strategia statunitense di promuovere uno sviluppo scientifico sicuro, nel rispetto dei valori democratici comuni.  Le nuove tecnologie e la ricerca, è stato sottolineato al bilaterale, sono asset principali nella competizione geopolitica, da proteggere assicurando il giusto grado di trasparenza e il sostegno all’approccio scientifico aperto, è stato sottolineato.

Sul tavolo anche il tema delle biotecnologie e delle grandi infrastrutture di ricerca che in Italia stanno avendo un impulso decisivo grazie ai fondi Pnrr.Durante il bilaterale, a questo proposito è stato anche ricordato il lavoro comune sul fronte dell’Intelligenza artificiale.  Il Mur fa sapere inoltre che è in arrivo la joint call che dà seguito al memorandum of understanding firmato nel 2022 dal Ministero dell’Università e l’Us National Science Foundation.

I bandi saranno destinati a progetti di ricerca finanziati sia dall’Italia che dagli Stati Uniti.Il format potrebbe essere seguito per proseguire la collaborazione in altri settori chiave.

Durante l’incontro è stato sottolineato anche l’intenso scambio di studenti e l’elevato numero di ragazzi e ragazze che scelgono di studiare nel nostro Paese. (di Andreana d’Aquino)
 —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Natale ‘abolito’? La politica si ribella su cambio nome

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(Adnkronos) – Natale cancellato, arriva la Festa d’inverno?Fa discutere la decisione del Presidente dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole di cambiare nome al Natale per eliminare il riferimento cristiano.

La vicenda finisce sotto i riflettori della politica, con la Lega schierata in prima fila per contrastare l’iniziativa che viene bocciata senza appello da tutto il centrodestra. In un messaggio postato su X, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani si dice “sorpreso” dall’ipotesi formulata dall’Istituto e sottolinea come “noi siamo fieri del rispetto delle nostre radici cristiane, l’Europa è basata su questo.Non è un caso che l’Italia aveva scelto la Badia Fiesolana come sede dell’Istituto”.  Per il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato si tratta di “una idea folle e gravissima che offende tutti noi, le nostre radici e la nostra cultura.

Rispediamo al mittente qualsiasi assurda richiesta di ‘revisione del Natale’ in nome di un buonismo e di una tolleranza a senso unico di cui siamo stanchi”. “L’Italia ha la sua storia e continueremo a rispettarla così come deve fare chiunque arrivi nel nostro Paese, senza pensare di stravolgere secoli di cultura che ci hanno portato ad essere il Paese accogliente che siamo, a differenza di altri che, come vediamo nelle cronache internazionali, fondano la loro cultura su intolleranza e fanatismo.Basta con queste richieste assurde.

Noi faremo di tutto per mantenere salde le nostre tradizioni e i nostri valori cristiani”, conclude.  Si augura che “i responsabili dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole si ravvedano” Giovanni Galli, consigliere regionale della Lega. “Tale decisione sarebbe una sonora ed inaccettabile bocciatura delle nostre tradizioni, a favore di una maldestra volontà di non voler irritare altre culture – sostiene Galli – La festività del Natale ha una sua peculiare ed insostituibile caratteristica e volerla palesemente oscurare è intollerabile.Pertanto, se non verrà fatta marcia indietro, chiederò ufficialmente di annullare il consueto contributo regionale all’Università per la Festa dell’Europa”. “Noi continueremo a difendere i nostri valori ed il Natale va, quindi, assolutamente e complessivamente preservato da ogni tentativo di sminuirne l’importanza”, conclude Giovanni Galli. Per l’europarlamentare Susanna Ceccardi (Lega) “la discussione sull’opportunità di ‘rinominare’ il Natale, assumendo un ‘linguaggio inclusivo’ per cancellarne l’essenza cristiana, è solo la punta dell’iceberg di una tendenza ideologica dell’Unione Europea che il ‘piano per l’eguaglianza etnica e razziale’ dell’Istituto Universitario Europeo, con le sue follie ‘woke’, riflette e fa propria in pieno”. “Bruxelles – aggiunge – sulla scorta delle università ‘progressiste’ americane, sta attuando una vera e propria propaganda negazionista e falsificazionista, negli istituti scolastici di ogni ordine e grado, sostenendo ad esempio – come si legge nel piano dell’EUI – che ‘’identità e l’anima dell’Europa sono multiculturali’.

In realtà l’Europa, che è qualcosa di ben diverso dall’UE, ha evidenti radici greco-romane e cristiane, come è noto a chiunque conservi un po’ di onestà intellettuale.Sostenere che l’Europa ha mille identità significa invece stabilire che non ne ha più nessuna, che non ha radici, che i fondamenti valoriali della sua civiltà millenaria non esistono.

E questo dobbiamo assolutamente contrastarlo”.  
Dai banchi parlamentari di Fratelli d’Italia, in arrivo un’interrogazione parlamentare: “Non si possono pestare sotto i piedi del politicamente corretto secoli e secoli di tradizione nazionale.Sto scrivendo un’interrogazione ai ministri della Cultura e degli Affari esteri per sapere quali iniziative hanno intenzione di intraprendere nei confronti dell’Istituto universitario europeo di Fiesole che ha manifestato la volontà di cambiare il nome alle festività natalizie in ‘Festa d’inverno'”, annuncua il deputato Antonio Baldelli. “Non si tratta solo di una questione di rispetto verso tutti i cattolici – spiega Baldelli – ma di un tratto distintivo della nostra cultura millenaria che affonda le sue radici nel cristianesimo.

La smania della ‘cultura della cancellazione’ con quest’ultima trovata ha raggiunto uno dei suoi apici.Come già detto dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, in un’altra occasione: questa è ‘stupid culture’.

Peraltro, l’istituto ha sede presso l’ex monastero della badia fiesolana, opera della cultura e tradizione cristiana, che siamo sicuri l’Ieu lascerà per coerenza con le sue assurde proposte”, conclude.   Secondo l’Istituto universitario europeo di Fiesole (Eui), la mossa di rinominare la festa più importante della cristianità, per evitare il riferimento religioso, sarebbe inquadrata all’interno di quanto previsto dal ‘Piano per l’uguaglianza etnica e razziale dell’Eui’.Tra le prime proposte anche quella di ricorrere al nome ‘Festa d’inverno’.

Ma come ha confermato all’AdnKronos il segretario generale dell’Eui Marco Del Panta, “ancora nessuna decisione è stata presa, c’è un dibattito in corso”.    —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Varese, anziano trovato morto e moglie ferita: ipotesi tentato omicidio-suicidio

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(Adnkronos) – Un anziano di 80 anni è stato trovato morto nella tarda mattinata di oggi a Cuasso al Monte, in provincia di Varese.Ferita con un colpo d’arma da fuoco anche la moglie coetanea.

L’ipotesi a cui lavorano gli investigatori è quella del tentato omicidio-suicidio.Una dinamica che dovrà essere confermata dalle indagini, condotte dai carabinieri del nucleo investigativo e della compagnia di Varese, che – a quanto si apprende – sono ancora impegnati nei rilievi. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano, 31enne denuncia stupro di gruppo sui Navigli: tre indagati

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(Adnkronos) –
Una manager di 31 anni sarebbe stata violentata da tre persone e per il presunto stupro – ripreso con il cellulare con la volontà di diffondere il video – risultano indagati tre ragazzi, tra i 23 e i 27 anni, di cui due titolari di un locale sul Naviglio.L’abuso di gruppo sarebbe avvenuto, la notte tra il 16 e il 17 marzo scorso, in una cantina non distante dall’Alzaia, e solo la mattina dopo la donna, dolorante, si è rivolta al centro antiviolenza della Mangiagalli.  Il referto medico parla di lesioni “compatibili” con una violenza, rileva la presenza di alcol ma di nessun tipo di droga nel sangue, e insieme alla denuncia, presentata ai carabinieri, è finita sul tavolo della pm Alessia Menegazzo che è in procinto di chiudere l’indagine, dopo aver raccolto la testimonianza di vittima e indagati, oltre che aver cercato elementi utili nei cellulari nei tre giovani.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Professioni, tributaristi: “Quelle associative hanno forme di tutela dell’utenza previste per legge”

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(Adnkronos) – Al convegno organizzato ieri a Roma presso la Sala Zuccari del Senato della Repubblica, su iniziativa della senatrice Ylenia Zambito, in collaborazione con Uni e Accredia e con il supporto di Conforma e Assotic per il decennale della legge n. 4 del 2013 ‘Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi’, è stato il segretario nazionale Edoardo G.Boccalini a rappresentare l’Istituto nazionale tributaristi (Int).

La legge 4/2013 si è posta l’obiettivo di disciplinare le libere professioni non organizzate in ordini o collegi, accompagnando il professionista associativo in un percorso virtuoso sino a prevedere forme di garanzia a tutela dell’utenza attraverso un’apposita attestazione di qualità e qualificazione professionale, rilasciata da parte dell’associazione di appartenenza (art. 7 L. 4/2013), per poi potersi volontariamente sottoporre a un ulteriore processo di certificazione indipendente accreditata (art. 9 L. 4/2013), che per i tributaristi è costituito dalla Norma Uni 11511. E proprio in questi giorni il presidente nazionale dell’Int, Riccardo Alemanno, ha dato il via a una campagna informativa sulla valenza di garanzia e di tutela dell’utenza dell’attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi, che l’Istituto nazionale tributaristi è autorizzato, per legge, a rilasciare ai propri iscritti.  “Partiamo dalla valorizzazione dell’attestato di qualità – precisa Boccalini – per evidenziare che anche le professioni associative hanno forme di garanzia e tutela dell’utenza previste per legge.Ovviamente il tributarista può poi implementare tale livello di garanzia attraverso il percorso di certificazione ai sensi della Norma Uni 11511, specifica per i tributaristi, che ricordo prevede un apposito esame di parte terza.

D’altra parte, unitamente alle principali associazioni di rappresentanza del settore, l’Int ha partecipato, con convinzione e con una precisa visione di crescita professionale dei tributaristi, al gruppo di lavoro interprofessionale che ha contributo alla codificazione della predetta norma”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La bicicletta e la sua vera essenza: dalla bici da passeggio alle mtb

Come sostiene Marc Augè nel suo celebre Éloge de la bicyclette , “ è impossibile parlare del bello della bicicletta senza parlare di sé. La bicicletta fa parte della storia di ognuno di noi.

Il momento in cui impariamo ad andare in bici appartiene ai ricordi speciali dell’infanzia e dell’adolescenza. È così che abbiamo scoperto un po’ del nostro corpo, delle nostre capacità fisiche, e abbiamo sperimentato la libertà legata a queste scoperte…il legame che unisce il ciclista alla sua bicicletta è, letteralmente, legame d’amore e riconoscenza, che il tempo non consuma, ma rinforza, se poi la vita li separa, in forma di ricordo o nostalgia…”.

Quanto sono vere queste parole e soprattutto quanto ci fanno comprendere l’importanza della bicicletta e della sua vera essenza!

Chiedersi che significato abbia questo straordinario mezzo di locomozione nella propria quotidianità, nel proprio passato e nel futuro, è la premessa fondamentale per comprendere le possibili sfumature di questo strumento e dunque i relativi sviluppi.

Ogni volta che saliamo in sella ad una bicicletta, infatti, abbiamo una reminiscenza di quello che è stato. La prima volta è un vero rito, un richiamo alla nostra infanzia che rimane incessantemente valido.

Il ricordo che conserviamo è collegato all’ebbrezza dell’equilibrio su due ruote in fila indiana, ad una sorta di magia che si manifesta in quel momento e si ripresenta ogni qualvolta scatti l’equilibrio tra uomo e bicicletta.

Un telaio praticamente vuoto che sta in piedi grazie al vento è di per sé un richiamo alla meraviglia e il ricordo che ne serbiamo è sempre straordinario.

A tutti gli effetti in quell’istante apprendiamo di essere capaci di un equilibrio diverso dal consueto senso che ci permette di riconoscere e organizzare il movimento del corpo rispetto alla forza di gravità.

Storia del primo veicolo a due ruote

L’origine della prima bicicletta, ovvero del primo veicolo a due ruote,  è da attribuirsi al barone Karl Drais, un impiegato statale del Granducato di Baden in Germania. Karl Drais inventò la sua “Laufmachine” (macchina da corsa) nel 1817, che fu chiamata dalla stampa Draisine (in Italia: draisina); in precedenza esisteva il velocipede composto da due ruote e un pezzo di legno. Il maggiore miglioramento della draisina fu l’aggiunta dello sterzo.

Nel corso del XX secolo si diceva che la bicicletta fosse nata in Francia nel 1791, anno in cui Mède de Sivrac progettò e costruì il suo “celerifero”.

Nel 1861 Ernest Michaux montò su una draisina i primi pedali, fissandoli al perno della ruota anteriore.

Il termine bicicletta nacque, dunque,  in Francia verso la fine degli anni 1860 e rimpiazzò il termine velocipede dal modello della “High Bicycle” in poi.

Nel 1884 John K. Starley realizzò a Coventry la prima Safety Bicycle (“bicicletta di sicurezza”), denominata “Rover” e destinata a ottenere un enorme successo commerciale: antesignana delle moderne biciclette, aveva ruote di dimensioni uguali e trasmissione a catena sulla ruota posteriore.

In seguito, ci furono altri progressi tecnologici.
Nel 1888 Dunlop montò su un triciclo il primo pneumatico a camera d’aria.

Nei primi anni del Novecento ci fu lo sviluppo delle prime competizioni sportive, come il Tour de France (1903) e nel 1909 il primo Giro d’Italia.

Viaggiare in bicicletta: connubio perfetto tra comodità e velocità, salute e divertimento

Ebbene sì! Viaggiare in bicicletta costituisce un connubio perfetto tra comodità e velocità, salute e benessere. Perché?

Nel mondo contemporaneo in cui l’inquinamento acustico e atmosferico fanno da cornice alla nostra vita quotidiana, scegliere la bicicletta come mezzo di locomozione presenta numerosi vantaggi. La bici è, infatti, un mezzo polivalente, ecologico, economico, comodo e salutare.
È perfetta per muoversi in città, per andare al lavoro, per tenersi in forma, per rilassarsi, per esplorare i paesaggi e fare viaggi ecologici e a contatto con la natura.

La bicicletta, a differenza dell’automobile, non ha costi aggiuntivi o tasse da pagare. Niente bollo, assicurazione, carburante e pochissima manutenzione.

L’altro aspetto da considerare è quello relativo alla salute e al divertimento!

Sappiamo bene, infatti, che, pedalare anche pochi minuti al giorno, migliorerà notevolmente la nostra salute e renderà muscoli, cuore e polmoni più forti ed efficienti contribuendo a prevenire malattie e problemi cardiaci. Al di là della fatica che la pedalata richiede, sarà senz’altro piacevole e soddisfacente prestare attenzione ai paesaggi e ai suoni che altri mezzi di locomozione in genere tendono a celare.

Bambini in bicicletta ma anche adulti per lo sport: la scelta giusta per ogni età.

Da sempre sappiamo tutti quanto la bicicletta abbia rappresentato uno strumento di attrazione ed il suggerimento del regalo maggiormente gradito dai più piccoli.

Oggi ancor di più, i bambini in bicicletta costituiscono l’esempio della scelta giusta per il loro sviluppo fisico, mentale e sociale.

La bicicletta aiuta i bambini a interagire e socializzare con altri bambini che condividono la loro passione. Andare in bicicletta può essere un’attività di gruppo divertente che incoraggia la cooperazione, la comunicazione e la creatività.

Tra i benefici di chi ama pedalare vi sono infatti: il miglioramento della salute fisica attraverso l’aumento della capacità polmonare, il potenziamento della circolazione sanguigna e lo sviluppo dei muscoli e delle ossa. Basti pensare ai campionati mondiali di mountain bike nei quali è importante allenarsi così come è importante scegliere il modello di Mountain Bike più appropriato.

Tornando ai bambini, l’uso della bicicletta può determinare il miglioramento dell’equilibrio e della coordinazione; l’incremento dell’autostima e della fiducia dei piccoli in loro stessi; la socializzazione e lo sviluppo delle abilità sociali; il rispetto per l’ambiente e l’ecosostenibilità.

moutain bike sport biciletta

Il World Bicycle Day

Anche al  World Bicycle Day (il 3 giugno del 2021), la giornata mondiale dedicata alla bicicletta, le Nazioni Unite hanno ribadito che usare la bicicletta è un investimento in salute e in tutela dell’ambiente, con molti benefici sia individuali sia collettivi. Purtroppo, diverse città, anche in Italia, continuano a svilupparsi dando priorità alle auto. Il nostro non è ancora un paese per ciclisti.

Partendo dai più piccoli forse riusciremo a diventarlo! Ce lo auguriamo tutti.

Sgarbi e le consulenze, Antitrust riceve documentazione Sangiuliano

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(Adnkronos) – Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ha riferito di avere inviato una segnalazione all’Antitrust in seguito alla notizia secondo cui il sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi, si sarebbe fatto pagare per partecipare a conferenze e altri eventi. “Confermiamo la ricezione della documentazione inviata dagli uffici del ministro Sangiuliano.L’Autorità ha immediatamente iniziato l’esame della documentazione ricevuta”, ha riferito il portavoce dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.  A quanto apprende l’Adnkronos da autorevoli fonti di governo, l’esecutivo va “verso un approfondimento” della posizione di Vittorio Sgarbi, il sottosegretario alla Cultura finito nella bufera per presunte consulenze d’oro svolte nel corso del suo incarico istituzionale.

La Procura di Roma ha inoltre aperto un fascicolo per un presunto mancato pagamento del critico d’arte all’Agenzia delle Entrate, vicenda che risale all’ottobre 2020 e che riguarda anche l’acquisto all’asta di un quadro di Vittorio Zecchin.Due casi, in particolare il primo -viene riferito dalle stesse fonti- “attenzionati dalla presidente del Consiglio” e che dunque finiranno sotto la ‘lente di ingrandimento’ del governo. “Sono indignato dal comportamento di Sgarbi, va bene?

Lo vedevo andare in giro a fare inaugurazioni, mostre e via dicendo.Ma mai avrei pensato che si facesse pagare per queste cose”, ha affermato il Sangiuliano in un’intervista al ‘Fatto Quotidiano’. “Ho subito avvertito chi di dovere e segnalato di averlo fatto a Giorgia Meloni.

Del resto si sa, non l’ho voluto io e anzi: cerco di tenerlo a debita distanza e di rimediare ai guai che fa in giro”, ha aggiunto il ministro che spiega di avere inviato una segnalazione all’Antitrust.  “Io rispondo del mio comportamento, il compito di vigilanza non ce l’ho io ma la magistratura – ha osservato Sangiuliano – E non posso certo sapere tutto quello che combina Sgarbi.Lo vedo una volta ogni tre mesi anche perché, dico la verità, lo tengo a distanza della mia persona, voglio averci a che fare il meno possibile”.

E ha aggiunto: “Sgarbi non l’ho scelto io.Non dovrei essere io eventualmente a intervenire visto che il sottosegretario è nominato dal presidente del Consiglio.

Per quanto mi riguarda gli ho dato deleghe secondarie.Lui mi aveva proposto una riforma del commercio delle opere che mi sono ben guardato anche solo lontanamente dal prendere in considerazione.

E ciononostante mi ritrovo ad arginare i guai di Sgarbi”. Che tipo di guai? “Va in giro a promettere cose irrealizzabili.Annuncia acquisti di palazzi e cose da parte del ministero che ha solo 20 milioni in bilancio per acquistare beni.

E io poi dopo devo andare a spiegare ai giornali che questa cosa non esiste, che non si può fare, che c’è una procedura, che bisogna rispettare le leggi, che tutto va fatto con l’Agenzia del demanio.Se faccio l’elenco delle cose che lui dice che bisogna comprare tocca spendere 1 miliardo che lo Stato non ha.

Comunque ho scritto a chi di dovere”, conclude il ministro.  “Il Partito democratico si associa alla richiesta di informativa in Aula del ministro Sangiuliano.Questa mattina siamo rimasti abbastanza stupiti, leggendo le dichiarazioni del ministro che sostanzialmente ha scaricato sulle spalle della presidente del Consiglio la soluzione dell’affaire Sgarbi”.

E’ quanto riferisce in una nota Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione cultura alla Camera dei deputati. “Quello che vogliamo evidenziare è la gravissima inopportunità rispetto al ruolo di un rappresentante delle istituzioni – afferma Manzi – L’avevamo ricordato al ministro Sangiuliano anche qualche mese fa, dopo lo spettacolo indecoroso a cui avevamo assistito al Maxxi con le gravi dichiarazioni del sottosegretario Sgarbi.Allora si è fatto finta di nulla, oggi la questione si ripropone in modo ancora più grave e merita delle risposte e una presa di responsabilità politiche che ci sono, non solo richiamando l’intervento della Presidente del Consiglio, coinvolta nella nomina di un sottosegretario”. Quindi, conclude l’esponente dem, “richiediamo anche noi un intervento e una chiara presa di posizione da parte del ministro in quest’Aula, oltre le interviste, che leggiamo a mezzo stampa, su quello che riguarda le vicende che sono state riportate in questi giorni dalle cronache”. “Avviare immediatamente le procedure di revoca, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio dei ministri, della nomina a Sottosegretario di Stato del professor Vittorio Sgarbi”.

Lo chiede, in una mozione presentata alla Camera dal deputato Antonio Caso, il M5S. Nella mozione vengono citati alcuni articoli pubblicati da ‘Il Fatto quotidiano’ secondo i quali, si legge nel testo, “da febbraio ad oggi il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi abbia percepito sostanziosi emolumenti, pari a oltre 300 mila euro, per aver presenziato inaugurazioni, mostre, conferenze, premi e quant’altro” e che “il sottosegretario Sgarbi sarebbe indagato a Roma per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, per non aver pagato debiti con l’agenzia delle entrate (in totale circa 715 mila euro) per l’acquisto di quadri”. “Ad avviso dei firmatari del presente atto, oltre ai connessi eventuali profili di carattere penale, la condotta getta una oscura e pesante ombra sulla sua attività governativa in un dicastero di così tale rilievo e delicatezza”, si legge ancora nella mozione a cui si aggiunge la richiesta di un’informativa del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, condivisa dal Partito Democratico che chiede “un intervento e una chiara presa di posizione da parte del ministro in quest’Aula”, dice Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura.  —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nuova aula digitalizzata per detenuti di Rebibbia Nuovo Complesso

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(Adnkronos) – E’ pronta la nuova aula digitalizzata per i detenuti di Rebibbia Nuovo Complesso frutto anche di un percorso di lavoro e ricerca che lega l’Università di Roma Tor Vergata al carcere di Rebibbia dal 2006.Il sopralluogo alla Casa circondariale Rebibbia nuovo complesso “Raffaele Cinotti”, nell’aula ‘Tor Vergata’, si è svolto oggi per constatare la realizzazione del progetto Digitalizzazione in carcere finanziato con un contributo regionale di 40 mila euro e approvato con la dgr 794/2021.

Il progetto è stato portato a termine grazie alla sinergia tra l’assessore regionale al Personale, polizia locale, sicurezza urbana ed enti locali, Luisa Regimenti, il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, professor Stefano Anastasìa, la professoressa Marina Formica, Delegata per la formazione universitaria negli istituti penitenziari dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, e il direttore regionale Ferdinando Luigi Nazzaro.  Presenti al sopralluogo anche il Magnifico Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata prof Nathan Levialdi Ghiron, il prorettore vicario prof Carlo Nucci, la direttrice della Casa circondariale Rebibbia nuovo complesso “Raffaele Cinotti”, Rosella Santoro.Il Rettore Levialdi Ghiron ha spiegato che “sbocco di un impegno ultradecennale che il mio Ateneo sta portando avanti con caparbietà e passione, il nuovo progetto “Digitalizzazione in carcere” consentirà ai detenuti iscritti a “Tor Vergata” di migliorare la loro preparazione agli esami seguendo le lezioni a distanza, colloquiando con i docenti che non possono recarsi a Rebibbia, ricorrendo a banche dati e a strumenti telematici preventivamente individuati per migliorare la preparazione delle loro tesi di laurea.

La tecnologia a servizio degli studenti dunque, e non viceversa”. I professori e le professoresse e i tutor e le tutor impegnati nel progetto più ampio “Università in carcere” nato a Roma Tor Vergata nel 2006 continuano comunque a frequentare il carcere per meglio coltivare i rapporti personali con gli studenti. “Digitalizzazione in carcere” è un progetto finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito del piano di rieducazione dei detenuti nel rispetto di quello che prevede l’art 27 della Costituzione, ovvero che la pena debba tendere alla rieducazione del detenuto con lo scopo di favorire il reinserimento nella società.E che avviene, come in questo caso, con il concorso di altre istituzioni come l’Università. Per il Garante Anastasìa, la digitalizzazione dell’aula dell’Università di Roma Tor Vergata nella casa circondariale di Rebibbia è “una tappa dell’ultradecennale impegno di questa Università in carcere e della collaborazione con l’ufficio del Garante regionale dei detenuti, ma è anche il modo più intelligente di fare tesoro della terribile esperienza della pandemia: non rimuovere, ma impararne la lezione, mettendo a frutto tutte le sperimentazioni di necessità che sono state seguite”. “La digitalizzazione dà grandi possibilità nello studio, non solo universitario, in carcere.

Per questo, anni fa, d’intesa con il Consiglio regionale abbiamo voluto indirizzare in questo settore parte delle risorse messe a disposizione dalla legge regionale per i diritti dei detenuti.Oggi ne vediamo i frutti” ha sottolineato.  “Digitalizzazione in Carcere” contribuisce infatti a rendere concreto il diritto allo studio, ponendo i detenuti nelle condizioni di seguire con maggiore facilità le attività didattiche a distanza, favorendone lo studio, l’incontro telematico con i propri docenti e la preparazione delle tesi di laurea, usufruendo, con tutte le cautele e le autorizzazioni del caso, di una serie di strumenti telematici, come banche dati o archivi.

L’approccio telematico nasce dall’esperienza messa in atto durante la pandemia del COVID che ha dato il via alla digitalizzazione.Gli studenti detenuti iscritti a Roma Tor Vergata possono seguire corsi di laurea afferenti alle facoltà di Lettere e Filosofia, di Giurisprudenza e di Economia. La professoressa Marina Formica lo definisce un grande traguardo. “Con gli strumenti da oggi a disposizione, – ha osservato – docenti e tutor potranno accedere alla piattaforma Microsoft TEAMS e utilizzarla per seminari, incontri, ricevimento on line.

Nulla si sarebbe realizzato però senza il sostegno dell’Amministrazione penitenziaria e della sua Direttrice, nonché dell’ufficio IT del carcere.In stretta relazione con il nostro Ufficio tecnico sono state allestite ben nove nuove postazioni”. “Questa realizzazione – ha aggiunto Formica – rappresenta l’ultimo importante traguardo raggiunto nel percorso di lavoro e ricerca che lega l’Università di Roma Tor Vergata al carcere di Rebibbia dal 2006 per la formazione dei detenuti e delle detenute e permetterà anche la realizzazione di ulteriori innovativi risultati come la produzione di podcast”.  “Di fatti, con il suo team di ricerca, la prof.ssa Cristina Pace, docente di Drammaturgia antica a Tor Vergata, ha già realizzato con i reclusi un podcast intitolato ‘L’Iliade: anche gli eroi piangono’ e presentato a giugno 2023 nel teatro del carcere” ha ricordato infine Formica.  Al progetto partecipano inoltre Cristina Gobbi di “Tor Vergata” e le funzionarie giuridiche pedagogiche del carcere, Rossana Scotucci e Pina Boi, oltre a Serena Cataldo, assegnista di ricerca del progetto Technopole PNRR.

Importante infine l’accordo tra Garante dei Detenuti e l’università di Roma Tor Vergata per l’apertura di sportelli per i diritti delle persone detenute nelle carceri di Velletri e di Rebibbia, a cui i detenuti potranno far riferimento per esporre difficoltà e disagi agli operatori dell’Ateneo.Inoltre, a giorni verrà ultimato il primo numero di una nuova rivista, in collaborazione con l’editore Castelvecchi, dove studenti e studentesse esterni e studenti detenuti rifletteranno su alcuni problemi del nostro tempo. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Colosseo, il gestore biglietti: “Da ‘Iene’ tono intimidatorio e gravissime menzogne”

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(Adnkronos) – “Riteniamo gravissime le menzogne che continuano a essere diffuse dal programma ‘Le Iene’, anche avvalendosi di un sistema mediatico esterno evidentemente non interessato a cercare la verità”.E’ un attacco durissimo quello che il direttore di CoopCulture, Letizia Casuccio, che gestisce il servizio di vendita dei biglietti per il Colosseo, affida all’Adnkronos all’indomani di un servizio della trasmissione ‘Le Iene’ sul caos biglietti, annunciato ma mai andato in onda.

Un servizio, però, descritto nei minimi particolari da un articolo di ‘Repubblica’ uscito stamane, e che parla di “beffa” del nuovo biglietto nominale.  “Sta succedendo qualcosa di incredibile – tuona la Casuccio – La trasmissione di entertainment ‘Le Iene’ nei giorni scorsi ci ha richiesto un’intervista, a cui noi abbiamo risposto positivamente proprio nell’obiettivo di mostrare con trasparenza tutti i dati che ci era legalmente concesso mostrare”.Ma “all’intervista si sono presentati senza preavviso non solo l’autore e il conduttore ma anche un tour operator che già si era esposto nelle puntate precedenti con affermazioni calunniose che sono all’esame dei nostri legali, con l’evidente proposito di creare un’atmosfera conflittuale”, racconta il direttore di CoopCulture, secondo cui il tentativo di spiegare con chiarezza l’enorme mole di dati si è rivelato quasi impossibile. “Era evidente che loro avessero in mano delle informazioni di non precisa fonte né verifica di correttezza e che fossero guidati nella conduzione dell’incontro da qualcuno che suggeriva loro le domande da porre”.  Nelle anticipazioni del programma di ieri sera, il sito della trasmissione annunciava una discrepanza tra i dati in loro possesso e quelli ufficiali.

Il servizio non è mai andato in onda, “tuttavia ‘La Repubblica’ di questa mattina ne riportava un’accurata descrizione citando un acquirente che sarebbe riuscito a scardinare anche il sistema del biglietto nominale e a effettuare acquisti fraudolenti.Vogliamo essere precisi e categorici -sottolinea il gestore – Ribadiamo che il barcode associato al biglietto per il Colosseo contiene i dati inseriti al momento dell’acquisto da parte del visitatore, dati non modificabili in alcun modo e confrontabili immediatamente con quelli riportati sul documento di riconoscimento, obbligatorio per completare l’operazione altrimenti il biglietto non è valido ed è inutilizzabile”.

I biglietti sono falsificabili? “I biglietti non sono falsificabili in alcun modo e non esistono bug che consentano di aggirare il sistema”. “Mi preme sottolineare che la nostra buona fede e il nostro desiderio di trasparenza sono stati ripagati con un tono intimidatorio e con mezzi che non appartengono non solo al giornalismo ma neanche alle minime norme di educazione e di rispetto che dovrebbero essere alla base di qualsiasi relazione umana”, scandisce la Casuccio all’Adnkronos. “Per questa ragione riteniamo di non dover da ora in poi sottostare a forme ricattatorie che sono contrarie a qualsiasi professionalità, contrarie all’illustrazione della verità dei fatti, lesive della dignità delle persone”.Ad oggi, “a parte alcuni casi isolati e circoscritti, non sono arrivate richieste di chiarimenti da nessuna delle testate che sono state invece sollecite nel dare spazio alle falsità diffuse dalla trasmissione.

Le sembra normale?”, chiosa il direttore di CoopCulture. Casuccio tenta di fare chiarezza sul funzionamento dell’acquisto del tagliando per il monumento, su cui è in corso un’indagine dell’Antitrust, e lo fa a partire dal biglietto nominativo introdotto qualche giorno fa dal ministro Sangiuliano. “Riteniamo che il biglietto nominale sia l’unico sistema per bloccare qualsiasi acquisto fraudolento -assicura Casuccio I nuovi biglietti nominali sono sicuri perché dotati di un codice a barre che, proprio come quelli dei biglietti aerei, contiene il nominativo del visitatore e gli estremi del documento di identità.Non solo, lo utilizziamo già da tempo per i visitatori dei sotterranei del Colosseo”. Questa modalità di accesso “ha però una grande efficacia solo se correlata da una puntuale verifica della corrispondenza del nominativo con il documento di identità da parte del parco archeologico -spiega il direttore di CoopCulture- Teniamo a sottolineare che la modalità del biglietto nominativo, richiederà l’intervento di personale autorizzato alla verifica dell’identità del visitatore e presumibilmente questa operazione rallenterà, il regolare afflusso dei visitatori.

CoopCulture non è in alcun modo parte di questo processo di cui esclusivo responsabile è il Parco”. Sulla difficoltà di reperimento dei biglietti “non risponde al vero quanto riportato dalla stampa e dai media, ovvero la circostanza secondo cui i consumatori non avrebbero la possibilità di acquistare il biglietto sul sito del rivenditore ufficiale”, scandisce Letizia Casuccio.Che spiega: “Noi siamo ‘il concessionario’ che opera secondo le regole previste dai bandi di gara per gli enti amministratori dei siti. È così anche per il Colosseo, il cui ente di riferimento è il Parco Archeologico del Colosseo, responsabile della sua conduzione e delle sue regole.

CoopCulture non può operare in difformità da quanto indicato dall’ente e previsto dalla concessione”.Ovvero: il numero dei biglietti messi in vendita, la tipologia di biglietti, i destinatari, le modalità di accesso, il numero delle biglietterie e le griglie orarie di accesso (quante persone possono accedere), sottolinea il gestore, “sono decise dall’ente e CoopCulture non può fare altro che adeguarsi a queste richieste”, spiega il gestore.  Il 3 e il 10 ottobre sono andati in onda due servizi delle ‘Iene’ che parlano di ‘bot’, ovvero di sistemi automatici che comprerebbero in blocco i biglietti del sito ufficiale rendendoli introvabili, di difficoltà di reperimento dei biglietti e di bagarinaggio fuori dal Colosseo.

Ma CoopCulture respinge al mittente ogni accusa. “Siamo dotati dei più avanzati software antibot che riescono a respingere in media 2.500.000 richieste al giorno.Il software in uso è Cloudflare, supportato da successiva analisi euristica.

Per gli esperti del settore informatico questo sistema è il best in class, una vera best practice, secondo un parere indipendente che abbiamo raccolto per avere analisi di terza parte”.  Nella stessa trasmissione si è parlato di un sistema di vendita che avvantaggerebbe “i grandi clienti”, ovvero i grandi distributori a cui prima della stessa messa in vendita, sarebbero riservati numeri ingenti di biglietti. “Non esiste alcuna corsia preferenziale e in nessun modo gli operatori possono acquistare i biglietti prima degli altri o sottrarli ad altri canali di vendita ufficiali -scandisce all’Adnkronos Letizia Casuccio- I biglietti disponibili per gli operatori turistici sulla piattaforma b2b sono, ad oggi, come deciso dal Parco Archeologico del Colosseo, il 25 % della totale disponibilità.I biglietti acquistabili online e da call center dai singoli è, quindi, a oggi, pari al 55% delle disponibilità totali giornaliere.

Il restante 20% è a disposizione dei visitatori individuali non intermediati, presso le biglietterie del Colosseo”.Infine, una nota sui dipendenti CoopCulture: “Lavorano in tutta Italia più di 2000 persone nella gestione di molti siti culturali.

Sono dispiaciute per questo attacco mediatico, per alcuni comportamenti scorretti e minacciosi da parte di alcune redazioni.Ma assolutamente tranquilli e fiduciosi, per quanto riguarda le indagini in corso”, conclude il direttore Casuccio. (di Ilaria Floris) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Hamas, l’ordine al terrorista: “Decapitare e strappare i cuori”

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(Adnkronos) – Un biglietto scritto a mano dai comandanti di Hamas sarebbe stato trovato addosso a uno dei terroristi che il 7 ottobre scorso ha attaccato Israele e nel quale veniva ordinato di uccidere e si incoraggiava il militante “a decapitare le proprie vittime e a strappare loro il cuore e il fegato”.E’ quanto rileva l’Idf, le Forze di difesa israeliane che oggi su ‘X’ hanno diffuso il messaggio ritrovato.  “‘Sappi che questo tuo nemico è una malattia che non ha cura, se non la decapitazione e l’estrazione dei cuori e dei fegati!’.

Questa nota è stata trovata addosso a un terrorista di Hamas coinvolto nel massacro del 7 ottobre.Gli è stato consegnato dai comandanti di Hamas a Gaza come incoraggiamento a decapitare le loro vittime e strappare loro cuori e fegati.

Hamas è molto chiara riguardo alle sue intenzioni”, recita il post delle Idf. E’ stato diffuso intanto l’audio di una conversazione tra un miliziano di Hamas e la famiglia, con l’uomo che telefona a casa dopo aver ucciso 10 civili nell’attacco del 7 ottobre e, mentre parla con il padre, si vanta degli omicidi compiuti nell’area di Mefalsim.Dall’altra parte, l’entusiasmo dei familiari del terrorista, che sta usando lo smartphone sottratto ad una vittima per raccontare le sue gesta. L’audio della conversazione è stato diffuso dal ministero della Difesa israeliano, che ha pubblicato su X la registrazione con sottotitoli in inglese per rendere più comprensibile il dialogo che dura circa 45 secondi.

Il miliziano, identificato con il nome Mahmoud, dice di trovarsi nel kibbutz di Mefalsim, non lontano dal confine tra Israele e Gaza: nella telefonata racconta di aver ucciso 10 persone con le sue mani.L’audio è stato diffuso anche dal ministro degli Esteri israeliano, Eli Cohen, al Consiglio di sicurezza dell’Onu.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inter-Roma, Mourinho ha cercato squalifica? “Lo dicono gli idioti”

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(Adnkronos) – Inter-Roma si gioca domenica 29 ottobre e José Mourinho non sarà in panchina per squalifica.Lo Special One, però, ha già iniziato a giocare il match contro la sua ex squadra con dichiarazioni e stoccate assortite.

C’è chi dice che il portoghese si sia fatto cacciare nel match con il Monza proprio per evitare il confronto diretto a Milano. “Se mi dispiace non essere in panchina contro l’Inter?Tanti idioti hanno detto cose che solo un idiota può dire.

Ancora più idiota se lo dice qualcuno del mondo del calcio.Io sono l’allenatore della Roma, voglio giocare con la mia squadra.

Purtroppo è successo quello che è successo all’ultimo minuto della gara contro il Monza.La cosa che mi dispiace tantissimo è che non potrò essere con i miei giocatori”, dice il portoghese a Sky Sport alla vigilia della sfida con lo Slavia Praga in Europa League a Sky. “Se merito o no la squalifica?

Non lo so, ma deve essere uguale per tutti.Ho visto altri allenatori fare lo stesso gesto che ho fatto io, altri anche peggio, ma per me è sempre la stessa storia.

Ho avuto un atteggiamento corretto tutta la stagione, ora sono stato espulso.Se è per me però deve essere per tutti”, aggiunge Mou. La Roma a Milano si presenterà con Romelu Lukaku, bollato come traditore dai tifosi dell’Inter per la decisione di lasciare la società nerazzurra alla fine della scorsa stagione. “Lukaku domani giocherà. È una partita molto difficile, importante, lui è importante per noi, soprattutto senza Dybala e Pellegrini.

Lukaku deve giocare.Non sapevo che fosse così importante a Milano, perché quello che ha fatto: vincere lo Scudetto, due coppe, una supercoppa lo hanno fatto 200 giocatori nell’Inter”, dice Mourinho. “Dopo è interessante capire perché se Lukaku va dall’Inter alla Roma per aiutare il suo mister è un dramma, mentre in passato Cannavaro è andato dall’Inter alla Juve senza problemi.

Vieri no-problem, Romelu alla Roma è una sorpresa perché non pensavo fosse nel cuore dei tifosi interisti”, aggiunge l’ex tecnico dell’Inter.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Guerra Israele-Hamas, bollettini su numero morti a Gaza: da dove arrivano i dati?

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(Adnkronos) –
Sale di giorno in giorno il bilancio delle persone uccise nelle operazioni israeliane nella Striscia di Gaza, controllata da Hamas, scattate dopo il terribile attacco del 7 ottobre in Israele.Un bilancio quotidianamente aggiornato dalle autorità sanitarie palestinesi e rilanciato dai media internazionali riportando i dati forniti dal ministero della Salute di Gaza, chiusa ai giornalisti dall’esterno, mentre i reporter palestinesi sul posto sono sempre più a rischio. Per i media internazionali è praticamente impossibile verificare in modo indipendente i bollettini.

In un suo articolo il ‘Washington Post’ sottolinea come lo stesso giornale, al pari di altri gruppi editoriali, le Nazioni Unite e altre istituzioni internazionali “non possano verificare in modo indipendente i bilancio delle vittime nel conflitto tra Israele e Hamas”.  Quello israeliano parla di almeno 1.400 morti in Israele nella strage del 7 ottobre, quello fornito da Gaza riferisce di oltre 6.500 morti da quel giorno.Il Post sottolinea come l’unica “parziale eccezione” sia rappresentata dal database dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), che – secondo il sito web – verifica i numeri di Gaza e Israele con almeno un’altra fonte, ma è un lavoro che richiede tempo.

E lo stesso giornale evidenzia ancora come anche il Dipartimento di Stato Usa (Hamas è nella lista delle organizzazioni terroristiche di Ue e Stati Uniti) abbia citato i bollettini diffusi da Gaza. Ha creato tensioni il caso dell’esplosione all’al-Ahli Hospital di Gaza, lo scorso 17 ottobre.Poco dopo l’attacco il ministero della Salute di Gaza parlava di 500 morti.

Il giorno successivo il bilancio è stato corretto: 471 vittime. “Se sono state uccise così tante persone, dove sono i corpi?”, ha detto Jonathan Conricus, portavoce delle forze israeliane (Idf).Nessun dato dagli israeliani.

Diverso quanto emerso dagli Usa: secondo un’analisi dell’intelligence, condivisa con i media americani, “il numero dei morti è probabilmente da collocare all’estremità inferiore della forbice tra i 100 e i 300”. Molti esperti, rileva il Post, considerano attendibili i dati forniti dal ministero, alla luce delle sue fonti e della precisione dimostrata in passato. “Tutti usano i dati del ministero della Salute di Gaza perché in genere si dimostrano affidabili – ha sintetizzato Omar Shakir, responsabile di Israele e Palestina per Human Rights Watch – Nelle occasioni in cui abbiamo verificato i numeri di particolari attacchi, non mi risulta ci siano stati casi in cui ci sono state grandi discrepanza”. La Striscia e la Cisgiordania hanno due governi: l’Autorità palestinese di Ramallah, guidata da Fatah, e i rivali di Hamas nella Striscia di Gaza.La conquista di Gaza da parte di Hamas è seguita alla sua vittoria alle elezioni parlamentari palestinesi del 2006.

L’anno successivo, dopo aver preso il controllo di Gaza, Hamas ha nominato il suo ministro della Salute, separando il ministero da quello della Cisgiordania. Non sono mancate accuse a Hamas da parte di alcuni funzionari di aver allontanato medici considerati legati a Fatah.Ma nel 2006, ricorda il Post, Hamas conquistò consensi in parte anche promettendo servizi migliori e alcuni analisti riconoscono al gruppo alcuni miglioramenti.  Tuttavia il settore sanitario di Gaza resta dipendente dal sostegno dei donatori, con organizzazioni come l’Unrwa che forniscono supporto a livello medico.

E nonostante le divisioni con Hamas, anche l’Autorità palestinese garantisce parte del suo budget per l’assistenza sanitaria e altri servizi. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Andrea Giambruno taglia il ciuffo, la foto dal barbiere

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(Adnkronos) –
Nuovo look per Andrea Giambruno che ha deciso di tagliarsi il celeberrimo ciuffo, difeso a spada tratta nel primo dei fuorionda trasmessi da Striscia la notizia e prima della fine della sua storia con Giorgia Meloni. “Ma non mi rompessero il c***o col ciuffo, già che ce li ho i capelli a 42 anni.Qui dentro sono tutti pelati”, diceva il giornalista, nello studio di Rete4 parlando con orgoglio della sua chioma fluente mentre. A documentare la nuova capigliatura dell’ex first gentleman di Palazzo Chigi è il suo barbiere di fiducia, Gennaro Capasso di Les Napolitains.

Il parrucchiere ha pubblicato una foto sul suo profilo Instagram. “Cambiamenti per il nostro amico”, recita il post.  Giambruno ieri, d’accordo con Mediaset, ha lasciato definitivamente la conduzione del programma Diario del giorno. “Andrea Giambruno, dispiaciuto per l’imbarazzo ed il disagio creato con il suo comportamento, ha concordato con l’azienda di lasciare la conduzione in video del programma ‘Il diario del giorno’, di cui continuerà a curare il coordinamento redazionale”, ha annunciato Mediaset con una nota, lasciando intendere che nei confronti del giornliata non verrà avviato nessun procedimento disciplinare interno. Giambruno nei giorni scorsi è stato segnalato dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia per il comportamento tenuto nei fuorionda. “Il consiglio dell’Ordine della Lombardia ha deciso di segnalare al Consiglio di disciplina territoriale i due servizi mandati in onda dal programma satirico Striscia la notizia il 18 e 19 ottobre 2023, dal quale sembrano emergere frasi e allusioni rivolte da Andrea Salvatore Giambruno ad alcune colleghe della redazione del programma giornalistico Diario del Giorno.Il Consiglio di disciplina deciderà nell’ambito della propria autonomia in ambito disciplinare”, ha reso noto il consiglio dell’ordine della Lombardia.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Mollicone, domani al via processo Appello

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(Adnkronos) – Comincia domani davanti alla Prima Corte d’Assise d’Appello di Roma il processo di secondo grado per l’omicidio di Serena Mollicone, la giovane di Arce nel frusinate, uccisa nel 2001.Il 15 luglio del 2022 i giudici della Corte d’Assise di Cassino hanno assolto tutti gli imputati nel processo: il maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, il figlio Marco, la moglie Annamaria, e i carabinieri Vincenzo Quatrale e Francesco Suprano.  ”Gli esiti dibattimentali non offrono indizi gravi, precisi e concordanti sulla base dei quali possa ritenersi provata, oltre ogni ragionevole dubbio, la commissione in concorso da parte degli imputati della condotta omicidiaria contestata”, hanno scritto i giudici nella sentenza di primo grado.

Una sentenza che è stata appellata dalla procura di Cassino e dalle parti civili.  Si apre così un altro capitolo su un caso che risale a 22 anni fa e che ad oggi è ancora irrisolto.Serena Mollicone scompare la mattina del 1 giugno del 2001: ha 18 anni.

E’ il papà Guglielmo Mollicone a denunciarne la scomparsa nel pomeriggio.Scattano le ricerche e forze dell’ordine e volontari setacciano i paesi del circondario.

Sono proprio due volontari della Protezione Civile a trovare il corpo di Serena nel boschetto di Fonte Cupa, che oggi si chiama Fonte Serena, proprio in memoria della ragazza.Il bosco si trova nella frazione di Anitrella a circa 9 km da Arce.

Serena viene trovata con mani e piedi legati da nastro adesivo e filo di ferro e un sacchetto di plastica in testa.  ”Siamo sereni, in attesa che la giustizia faccia il suo corso e che la Corte d’Appello confermi la sentenza di primo grado.Se poi ci sarà una Cassazione speriamo che anche la Suprema Corte confermi le due sentenze precedenti.

Di certo non ci sono elementi a carico degli imputati per poter scrivere una sentenza di condanna”.Lo dice all’Adnkronos, alla vigilia dell’inizio del processo d’Appello, Mauro Marsella, l’avvocato del pool della difesa del maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, del figlio Marco, e della moglie Annamaria, tutti assolti in primo grado al termine del processo sull’omicidio di Serena Mollicone.

Quanto ai Mottola, Marsella aggiunge: ”Nessuno potrebbe essere sereno in una posizione simile da innocente, ma sono sicuri della loro innocenza”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pensioni, ‘quota 41’ più lontana: perché la Manovra 2024 allunga l’età

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(Adnkronos) – Le pensioni, insieme alle tasse, sono il tema elettorale per eccellenza.Non c’è una campagna in cui non ci sia almeno una forza politica, nell’ultimo caso la Lega, che cavalca l’esigenza di rivedere la famigerata legge Fornero.

Un obiettivo di legislatura, si è detto, considerando le evidenti difficoltà di partenza, in termini di risorse e sostenibilità futura.Intanto, però, la manovra 2024, appena scritta, va in senso contrario, irrigidendo alcuni requisiti e aumentando quindi l’età pensionabile.

Da una parte le promesse, dall’altra la realtà.   L’obiettivo dichiarato dal leader della Lega Matteo Salvini è sempre stato ‘quota 41’, ovvero la possibilità di uscire anticipatamente dal lavoro con 41 anni di contributi a prescindere dall’età.Il riconoscimento di “un diritto acquisito”, nell’interpretazione autentica del Carroccio.

Come interviene invece la manovra 2024?L’uscita anticipata viene spostata in avanti, allontanandosi ancora un po’ dall’obiettivo di quota 41: si potrà andare in pensione con almeno 63 anni d’età e 41 di versamenti.

Quota 104 prende quindi il posto di quota 103.Ma non basta.

Per rendere la misura sostenibile per il sistema, vengono introdotte alcune penalizzazioni, riguardano la parte retributiva per il calcolo, quella antecedente la riforma Dini del 1995.   Non si tratta ovviamente di un ‘dispetto’ del governo a Salvini.Anzi, considerando che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è il numero due della Lega, è bene cercare le ragioni della scelta nei numeri più che nelle congetture politiche.

Andando oltre il gioco delle quote, è bene chiedersi perché le riforme delle pensioni fatte non bastano mai.E anche perché, in questo senso è utile guardare alla battaglia di Macron in Francia, anche dove le condizioni per accedere alle pensioni sono storicamente migliori e culturalmente più solide, c’è l’esigenza di alzare l’età pensionabile.

La risposta, evidente guardando il trend demografico, è che il totale dei contributi versati si riduce mentre aumenta la vita media con l’invecchiamento della popolazione, con il risultato di riavvicinare il limite di guardia per la sostenibilità del sistema.  C’è una misura in particolare nella manovra 2024 che segnala l’urgenza di agganciare le politiche al trend demografico.Anche in questo caso, si tratta di un intervento che stringe le maglie.

Chi raggiunge il requisito contributivo attualmente previsto per la pensione anticipata, 42 anni e 10 mesi (41 e 10 mesi per le donne) indipendentemente dall’età dovrà rimandare la sua uscita dal lavoro per il ricalcolo rispetto all’aspettativa di vita che ripartirà già dal 2025, anziché dal 2027, allungando i tempi e allontanando ancora di più la quota 41 cara a Salvini. (Di Fabio Insenga) —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Erdogan choc: “Hamas non è organizzazione terroristica”. Israele: “Parole crudeli”

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(Adnkronos) – “Hamas non è un’organizzazione terroristica, ma un gruppo di liberazione e mujaheddin che lotta per proteggere le proprie terre e i propri cittadini”.Così il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan che ha cancellato il proprio viaggio in Israele.

Riguardo agli attacchi israeliani a Gaza, Erdoğan – parlando alla Grande Assemblea nazionale della Turchia (Gnat) – ha chiarito: “Non abbiamo alcun problema con lo Stato di Israele, ma non abbiamo mai approvato le atrocità commesse da Israele e il modo in cui agisce come organizzazione piuttosto che come Stato, e non lo faremo”.  “Quasi la metà delle persone uccise negli attacchi israeliani a Gaza sono bambini – ha aggiunto Erdoğan – Dimostrazione che l’obiettivo è la brutalità premeditata per commettere crimini contro l’umanità.Hamas non è un’organizzazione terroristica, ma un gruppo di liberazione e mujaheddin che lotta per proteggere le proprie terre e i propri cittadini”.  “Avevamo un progetto per andare in Israele, è stato annullato, non andremo – ha detto ancora – Quando domani i poteri su cui fa affidamento oggi non ci saranno più, il primo posto in cui il popolo israeliano cercherà fiducia e misericordia sarà la Turchia, proprio come 500 anni fa”. Israele “respinge senza riserve” le parole “crudeli” del leader turco su Hamas. “E’ un’organizzazione terroristica ignobile, peggiore dell’Isis, che uccide in modo brutale e deliberato neonati, bambini, donne e anziani, che prende civili in ostaggio e usa la sua stessa gente come scudi umani”, afferma il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Lior Haiat, in una dichiarazione diffusa tramite il social X. Per Haiat, “anche il tentativo del presidente turco di difendere l’organizzazione terroristica e le sue parole di incitamento non cambieranno gli orrori che il mondo intero ha visto e il fatto inequivocabile: Hamas=Isis”. “Non bisogna cadere nell’errore di alimentare polemiche aggressive”.

Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani, rispondendo al question time alla Camera, in quello che è parso un riferimento alle dichiarazioni del presidente turco Erdogan su Hamas. “Abbiamo chiesto ad Algeria, Arabia Saudita, Egitto, Emirati, Giordania, Turchia e altri Paesi dell’area di svolgere un ruolo di stabilizzazione e mediazione – ha sottolineato il titolare della Farnesina rispondendo a un’interrogazione sul Medio Oriente – Alcuni mantengono un profilo più basso, altri alzano i toni”. Le parole del presidente turco Erdogan su Hamas “sono gravi e disgustose e non aiutano la de-escalation”, ha commentato il vicepremier e ministro Matteo Salvini. “Proporrò – ha aggiunto – al collega Tajani di inviare protesta formale e di convocare l’Ambasciatore della Turchia”.  Intanto il l capo di Hezbollah Hassan Nassrallah ha incontrato il capo della Jihad islamica palestinese Ziad Nahleh e il vice capo dell’ufficio politico di Hamas Saleh al-Arouri.Lo scrive Haaretz, citando una dichiarazione di Hezbollah, secondo cui i tre leader hanno discusso degli ultimi eventi nella Striscia di Gaza, compresi gli scontri in corso al confine tra Libano e Israele. “È stata fatta una valutazione di cosa devono fare i partiti dell’asse della resistenza in questa fase delicata per ottenere una vera vittoria a Gaza e in Palestina e per fermare l’aggressione sleale e brutale contro il nostro popolo”, ha comunicato Hezbollah, parlando dell’incontro avvenuto oggi in Libano fra il leader Nasrallah del movimento islamista, il vice capo di Hamas, Saleh Al-Arouri, e il segretario generale della Jihad islamica palestinese Ziad Nakhla. L’ufficio stampa di Hezbollah ha anche diffuso una lettera scritta a mano da Nasrallah in cui elogia coloro che sono morti combattendo Israele.

Si tratta della sua prima dichiarazione dall’inizio della guerra. L’Iran sostiene Hamas condividendo intelligence e con una campagna di disinformazione anti-israeliana condotta attraverso le applicazioni di messaging.A puntare il dito contro Teheran è stato oggi il portavoce delle Forze di difesa israeliane, Daniel Hagari, durante una conferenza stampa.

Chi agisce per conto di Teheran in Iraq, Yemen e Libano lo fa per ordine dell’Iran, ha aggiunto, spiegando che le forze israeliane hanno colpito cinque cellule terroristiche libanesi ieri. Hagari ha infine ribadito l’appello ai palestinesi a Gaza a spostarsi dalla parte nord a sud prima dell’inizio dell’operazione di terra e a non prestare ascolto ad Hamas che raccomanda loro di restare sul posto. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)