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Alessandro Basciano, braccialetto elettronico e divieto di avvicinamento all’ex Sophie Codegoni

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(Adnkronos) – Per Alessandro Basciano la Cassazione ha confermato il divieto di avvicinamento (a meno di 500 metri) e il divieto di comunicazione nei confronti dell'ex compagna Sophie Codegoni.  La decisione conferma l'indicazione del Tribunale del Riesame di Milano, dello scorso 28 febbraio, a cui si era rivolta la Procura dopo che il gip aveva scarcerato il deejay accusato di stalking nei confronti dell’influencer conosciuta al Grande Fratello Vip.Il provvedimento è diventato definitivo. Alessandro Basciano, 35 anni, dovrà portare un braccialetto elettronico, se dovesse rifiutare di indossarlo scatteranno gli arresti domiciliari.

Il deejay e influencer – che continua a dirsi estraneo alle accuse – era stato arrestato per stalking lo scorso 21 novembre, quindi subito scarcerato dalla giudice Anna Magelli.Una decisione contro cui la procura aveva fatto appello al Riesame chiedendo gli arresti domiciliari sostenendo il rischio concreto che "possa commettere atti persecutori" nei confronti dell'ex compagna che lo ha denunciato nel dicembre 2023.  La richiesta al Riesame della procuratrice aggiunta Letizia Mannella e del pm Antonio Pansa era stata avanzata dopo quattro giorni dall'interrogatorio della ventitreenne modella che non aveva fatto nessun dietrofront, anzi aveva ribadito ai pm le minacce e gli insulti ricevuto anche via chat, ma soprattutto aveva sottolineato di non aver mai ritirato la querela – presentata nel dicembre 2023 -, e di non essere intenzionata a farlo.

Oggi arriva il primo atto definitivo sulla vicenda. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Orlandi, l’ex Digos: “Fu chiesta liberazione Agca, ma mai data prova esistenza in vita”

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(Adnkronos) – Su Emanuela Orlandi dopo il rapimento "non si ebbe mai prova dell'esistenza in vita della ragazza e lo stesso Ali Agca, all'epoca detenuto in esecuzione pena, in qualche modo si dissociò da questa richiesta di sua liberazione.Si arrivò alla scadenza dell'ultimatum e non furono avviate iniziative per la liberazione concreta di Ali Agca e non fu acquisito alcun elemento che potesse sostenere che la ragazza fosse viva".

A dirlo è Lidano Marchionne, all'epoca dei fatti commissario capo della Polizia di Stato, in servizio presso la Digos di Roma, ascoltato in audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori.Marchionne ha spiegato di essersi "occupato della vicenda Orlandi marginalmente in quanto all'epoca facevo servizio alla Digos e mi ero occupato delle vicende connesse all'attentato al pontefice: quando venne tirata in ballo la richiesta della liberazione di Ali Agca – come scambio per il rilascio della ragazza – fummo coinvolti anche noi della Digos". "Mi colpì il fatto che l'intervento di un'associazione vicina all'attentatore del Papa e che ne chiedeva la liberazione – ha osservato – venne fatto dopo che il Papa, nella recita dell'Angelus, aveva fatto cenno alla scomparsa della ragazza e stimolato la buona volontà di coloro che avevano responsabilità nella gestione di quel caso".  "Fino a quel momento i contatti erano stimolati dalla diffusione dei manifesti fatti dalla famiglia, erano passati direttamente sui familiari di Orlandi ai telefoni che avevano indicato come recapito e i messaggi erano sostanzialmente dettati dall'intento di tranquillizzare la famiglia – ha proseguito -, tendevano a dare credito all'ipotesi che si fosse in presenza di un allontanamento volontario della ragazza.

Poi, dopo l'intervento del Papa all'Angelus, ci fu una telefonata di persona che richiamò nel contenuto queste telefonate che erano state fatte nella prima fase" e che "nello stesso tempo calò la richiesta di liberazione di Ali Agca in cambio del rilascio di Emanuela Orlandi".  "Si arrivò fino all'ultimatum che avevano fissato", ha proseguito l'ex appartenente alla Digos aggiungendo che "questa trattativa" non andò "in porto perché non ci fu mai prova certa dell'esistenza in vita della ragazza". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rossella Erra: “Mi dicono balena e che sono grossa come il divano della Balivo”

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Rossella Erra ha denunciato tutti gli insulti che riceve quotidianamente sui social a causa del suo peso.L'opinionista, ospite oggi, mercoledì 30 aprile, di Caterina Balivo a 'La volta buona', ha rivelato di finire nel mirino dei leoni da tastiera "ogni volta che va in trasmissione".  A 'La volta buona' oggi è stato trattato il tema delle diete e dei disturbi alimentari che possono derivare anche dai commenti velenosi riguardo al peso.  A portare la sua testimonianza, tra gli altri, anche Rossella Erra che ha rivelato: "L'ultima volta che sono venuta in trasmissione avevo dichiarato di aver perso 17 chili", e poi ha citato alcuni dei commenti offensivi che ha ricevuto sui social: "Dove li hai persi questi chili?", "Mettiti una giacca arancione e sei uguale al divano della Balivo", "Hai detto la verità?

Dovresti cambiare medico, perché sei uguale a una balena", ha spiegato Erra ricordando gli insulti più gettonati.  Dichiarazioni che hanno gelato gli altri ospiti in studio: "Non pensi che ci sia invidia sociale, perché tu sei in televisione, e quindi colpiscono il tuo punto debole?", ha chiesto Caterina Balivo. "Io non sono molto serena, questa dieta mi sta mettendo a dura prova, anche perché poi cominciano i sensi di colpa", ha aggiunto Rossella Erra che ha ammesso di avere "difficoltà a guardarsi alla specchio".  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Formula 1, parata di stelle a Miami: da Messi e Beckham a Jennifer Lopez, vip e glamour

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(Adnkronos) – Il circus della F1 torna a far tappa a Miami dove domenica 4 maggio si correrà la sesta prova del mondiale.In Florida l'attenzione non sarà solo sul duello in pista con le Ferrari che proveranno a mettere le ruote davanti alle McLaren, ma anche, se non soprattutto, fuori pista, ai box, dove si metterà in mostra il lato glamour degli Usa come solo Miami riesce a fare.

A partire dal colore dominante del weekend, che da quelle parti è convenzionalmente chiamato 'Aqua', una specie di colore ufficiale della città e, in particolare, della zona del circuito, intorno all'Hard Rock Stadium, la casa della squadra di football dei Miami Dolphins e dove si svolge a marzo anche il Masters 1000 di tennis, con tutte le migliori racchette del mondo in campo. In onore al colore dominante anche le divise Ferrari, che dopo l'azzurro dell'anno passato saranno prevalentemente bianche.A bordo pista ci sarà anche la fake Marina, un porticciolo messo in piedi solo per i giorni di gare in cui attraccheranno i mega yacht dei vip che poi sfileranno nel paddock.

Attese leggende dello sport da Leo Messi e David Beckham a Michael Jordan, dal fuoriclasse del football Tom Brady all'uomo più veloce del mondo Usain Bolt.Immancabili star di Hollywood come Jennifer Lopez, Matt Damon, Vin Diesel e Michelle Rodriguez, icone della musica come Ed Sheeran, Justine Skye e Camila Cabello, fino alla top model Kendal Jenner.  Atteso il pubblico delle grandi occasioni, le tribune saranno sold out nonostante i prezzi folli: un biglietto vip in tribuna centrale costa circa 28mila dollari, i costi per le altre zone del tracciato viaggiano tra i 500 e i 1800 dollari.

Il circuito cittadino è provvisorio e allestito appositamente per il weekend di F1.La pista, lunga 5,412 chilometri (saranno 57 i giri previsti) prevede 19 curve ed è dotato di tre zone DRS, il tratto rettilineo tra le curve 16 e 17 rappresenta un’opportunità ideale per i sorpassi.

Dell'olandese della Red Bull Max Verstappen il giro più veloce, in 1'29"708 stabilito nel 2023. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Sampdoria: le modalità per l’eventuale rimborso dei biglietti della gara non disputata

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La S.S. Juve Stabia 1907 ha reso note le modalità operative per il rimborso dei biglietti relativi alla partita di Serie BKT contro la Sampdoria, originariamente in programma lo scorso 21 aprile e rinviata. Il rinvio, come comunicato dalla società, è avvenuto a causa della morte del Santo Padre, Papa Francesco.

La gara è stata riprogrammata e si disputerà martedì 13 maggio 2025 alle ore 20:30. La società giallobù informa che i biglietti già acquistati per la data originaria restano validi anche per la nuova data del 13 maggio, consentendo l’accesso allo stadio senza necessità di ulteriori operazioni.

Per venire incontro a coloro che fossero impossibilitati a presenziare all’evento nella data riprogrammata, la Juve Stabia, di comune accordo con il partner di ticketing Etes, ha stabilito la possibilità di richiedere il rimborso del prezzo del biglietto. Le richieste di rimborso potranno essere effettuate entro e non oltre le ore 17:00 di giovedì 8 maggio 2025.

Per gli acquirenti che hanno comprato il proprio biglietto on line, la procedura di rimborso prevede l’invio di una specifica richiesta tramite posta elettronica. L’indirizzo email a cui inviare la richiesta è il seguente: rimborsi@etes.it.

Coloro che invece hanno acquistato il biglietto presso una delle ricevitorie autorizzate dovranno recarsi direttamente nel medesimo punto vendita dove è stato effettuato l’acquisto per richiedere il rimborso del biglietto della gara in oggetto.

Sinner, allenamento a Montecarlo con Sonego: Jannik corre verso Roma – Video

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(Adnkronos) – Jannik Sinner e l'allenamento con Lorenzo Sonego verso gli Internazionali d'Italia.Sonego lo aveva detto qualche tempo fa in un'intervista al quotidiano La Repubblica: "Sto con Sinner, sarò felice di allenarmi con lui appena finirà lo stop.

Jannik può sempre contare su di me.E l'attesa non farà che aumentare la sua voglia".

Proprio ieri, il numero uno al mondo si è allenato a Montecarlo con il compagno di squadra in Coppa Davis, in vista del gran rientro agli Internazionali di Roma.   Scambi intensi, pause, qualche risata.Anche oggi Jannik si è divertito sul campo con Sonego per qualche ora, intento a riprendere familiarità con la terra rossa in vista del debutto del Masters 1000 capitolino.

E sui social, tantissimi tifosi hanno apprezzato la vicinanza tra i due azzurri.Fotografia di un legame d'amicizia capace di superare i confini del campo da tennis.

Il countdown per il ritorno avanza così.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’economia Usa frena, Trump: “Colpa di Biden, Paese prospererà”

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(Adnkronos) – Donald Trump punta ancora il dito contro il suo predecessore Joe Biden, imputandogli le difficoltà economiche che attraversa il paese, subito dopo la divulgazione di nuovi dati che confermano la contrazione dell'economia nei primi tre mesi del 2025.  "Io non sono entrato in carica a gennaio 2025", ha scritto in un post su Truth. "I dazi entreranno presto in vigore e le aziende stanno iniziando a trasferirsi negli Stati Uniti in gran numero.Il nostro Paese prospererà, ma dobbiamo liberarci dell' 'eccedenza' Biden". "Ci vorrà un po' di tempo – si legge ancora – non ha nulla a che vedere con i dazi, solo che ci ha lasciato con numeri negativi, ma quando inizierà il boom, sarà come nessun altro.

Siate pazienti". La franata del Pil Secondo i dati diffusi oggi, il prodotto interno lordo statunitense, è diminuito dello 0,3% nel primo trimestre dell'anno, rispetto al 2,4% dell'ultimo trimestre del 2024, secondo i dati preliminari pubblicati mercoledì dal Dipartimento del Commercio.La contrazione, la prima dall'inizio del 2022, pone gli Stati Uniti sull'orlo di una recessione tecnica, caratterizzata da due trimestri di crescita negativa.

Il calo dell'attività si verifica in concomitanza con un forte calo della fiducia dei consumatori , che ad aprile è scesa del 32%, raggiungendo il livello più basso dalla recessione del 1990. La prima rilevazione del prodotto interno lordo (PIL) durante il secondo mandato del presidente Donald Trump era molto attesa, soprattutto alla luce dei dazi varati nelle scorse settimane.La maggior parte degli economisti non si aspettava una contrazione della più grande economia mondiale nei primi mesi del 2025, nonostante diversi indicatori suggerissero un rallentamento della crescita.

Secondo i medi americani, il calo del Pil statunitense nell'ultimo trimestre è dovuto a un forte aumento delle importazioni dall'inizio dell'anno.Tale aumento è stato ampiamente attribuito alla guerra commerciale del nuovo presidente, poiché le aziende statunitensi hanno ordinato più beni dall'estero prima dell'entrata in vigore dei dazi Il dato odierno segue la stima del Fondo monetario internazionale che la scorsa settimana nel World Economic Outlook aveva previsto per il Pil degli Stati Uniti un aumento dell'1,8% quest'anno, in calo rispetto alla stima di gennaio pari a +2,7%.   Trump ha poi annunciato che il suo team legale sta "valutando attentamente" una potenziale azione legale contro il New York Times, criticato per la copertura la copertura della sua causa legale contro la Paramount, proprietaria della CBS.

Tutto ciò "li rende responsabili di interferenze illecite, anche nelle elezioni, che stiamo studiando attentamente", ha affermato. Il punto – scrive – "è che ciò che 60 Minutes e i suoi proprietari hanno commesso è uno dei più gravi illeciti nella storia delle trasmissioni.Nulla di simile, la creazione illegale di una risposta per un candidato presidenziale, è mai stato fatto prima, devono pagare un prezzo per questo, e anche il Times dovrebbe essere chiamato a rispondere del loro probabile comportamento illegale. È fondamentale che questi bugiardi e truffatori siano chiamati a rispondere delle loro azioni!".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, carta d’identità elettronica: nuovi open day il 3 e il 4 maggio

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(Adnkronos) – Il 3 e 4 maggio tornano a Roma gli open day, dedicati alla carta d'identità elettronica (Cie).Previste aperture straordinarie degli uffici anagrafici del Municipio XV, nella giornata di sabato 3 maggio, e degli ex Punti Informativi Turistici di piazza delle Cinque Lune, piazza Sonnino e piazza Santa Maria Maggiore che, insieme al punto di rilascio di Via Petroselli 52, saranno attivi anche domenica 4 maggio. La sede del Municipio XV di via Enrico Bassano 10 e quella di piazza di Saxa Rubra 19 saranno aperte sabato 3 maggio dalle 8.30 alle 16.00.

Per quanto riguarda gli sportelli ex Pit di piazza delle Cinque Lune, piazza Sonnino, piazza Santa Maria Maggiore, come per la sede di via Petroselli 52, il loro orario di apertura per sabato 3 maggio sarà dalle 8.30 alle 16.30, mentre domenica 4 maggio saranno aperti dalle 8.30 alle 12.30. Per poter richiedere la carta d’identità in occasione degli Open Day è sempre obbligatorio l’appuntamento, che si può prenotare a partire dalle ore 9.00 di venerdì 2 maggio fino a esaurimento disponibilità sul sito Agenda Cie del Ministero dell’Interno.Per espletare la richiesta bisognerà presentarsi muniti di prenotazione, di fototessera, di una carta di pagamento elettronico e del vecchio documento. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Max Giusti apre ‘La Pisanella’: “Il primo ristorante tutto mio”. L’esilarante annuncio

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(Adnkronos) –
Max Giusti ha aperto un ristorante tutto suo e lo ha chiamato 'La Pisanella'.Con un esilarante video condiviso sul suo profilo Instagram, il comico ha annunciato la grande novità dando una piccola anticipazione del menù.  Max Giusti si è servito delle sue imitazioni più conosciute, come quella di Antonino Cannavacciuolo e Alessandro Borghese, per annunciare l'apertura del suo primo ristorante.  "Primi piatti straordinari, polpetteria, pizzeria, antipasti al tagliere", dice Giusti mentre il video mostra i piatti che hanno fatto gola agli utenti. "Aperitivo e cena a bordo piscina", prosegue il comico, mostrando alcune zone della location, che si trova al Play Pisana, centro sportivo di Roma situato in Via dei Matteini, 35.  "Ragà ho controllato pure la cappa è pulita, morta**i sua", dice Giusti con la voce di Alessandro Borghese, facendo un chiaro riferimento alle ispezioni del cuoco in 'Quattro ristoranti'. "Basta mi avete rotto, quando parlo io dovete star zitti io vi ho creato e io vi disfo, capito?", conclude il comico parlando con le 'voci' nella sua testa.  "Per fortuna io sto lontano dai fornelli, perché in cucina ci sono i nostri chef e pizzaioli.

Ma come cameriere…Non temo nessuno.

Vi aspetto", aggiunge Giusti a corredo del video. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Referendum, Festi (Cgil): “Raggiungere il quorum e vincere è fondamentale”

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(Adnkronos) – “Vogliamo tenacemente tenere aperta una prospettiva diversa, per una società più giusta, costituzionale e libera dalle mafie, occorre difendere il lavoro e applicare la Costituzione, e per questo raggiungere il quorum e vincere i referendum è fondamentale”.Lo ha affermato Alessio Festi, responsabile politiche della legalità della Cgil nazionale, aprendo a Palermo la II assemblea nazionale contro mafia e corruzione che si tiene ogni anno il 29 aprile nel capoluogo siciliano in occasione dell’anniversario dell’assassinio di Pio La Torre. “A nostro avviso – ha aggiungo il dirigente sindacale – i referendum dell’8 e 9 giugno sono un momento fondamentale.

Fondamentale per la condizione delle persone, per i loro diritti, fondamentale per il lavoro e la sua sicurezza, in fondo…ed è questo il punto centrale, fondamentale per la qualità stessa della democrazia (che sta fortemente regredendo) e fondamentale per il futuro del Paese”. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mister Pagliuca: “Domani contro il Catanzaro saranno fondamentali l’ambiente e i tifosi. Dobbiamo dare tutto”

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Alla vigilia della sfida contro il Catanzaro, in programma domani giovedì 1 maggio alle ore 12:30, il tecnico della Juve Stabia, Guido Pagliuca, ha tenuto una conferenza stampa in cui ha sottolineato l’importanza della partita e del sostegno dei tifosi.

“Domani ci attende una partita difficile, contro una squadra molto forte,” ha esordito Pagliuca, “allenata da un mister bravissimo che a Castellammare ha lasciato un ottimo ricordo. Nella gara di domenica non abbiamo espresso il nostro vero valore: dobbiamo tornare a fare ciò che sappiamo, per noi e per Castellammare.”

Il mister ha poi parlato delle scelte di formazione, basate sull’impegno settimanale dei giocatori: “Le mie scelte saranno basate su quanto vedo durante la settimana, puntando su chi ha la fame negli occhi. Potrebbe anche capitare che in panchina si siederà chi ha giocato oltre 30 partite quest’anno. Voglio vedere il fuoco ardere in tutti i calciatori, quelli giocheranno”

Pagliuca ha ricordato il percorso della squadra, dalla lotta per la salvezza alla vittoria del campionato: “All’inizio dello scorso campionato, a Luglio, cercavamo semplicemente cinque squadre da lasciarci alle spalle e invece siamo riusciti a conquistare qualcosa di inimmaginabile: la vittoria del campionato con 10 punti di vantaggio su quella che poi quest’anno ha vinto il campionato di serie C. Anche quest’anno cercavamo le 5 squadre da mettere sotto a noi ragionando su un calcio sostenibile a livello economico. In questo campionato abbiamo valorizzato tanti giovani e ora ci troviamo a giocare qualcosa che rappresenta la storia per Castellammare. Non dobbiamo dare però nulla per scontato, come se tutto fosse dovuto.”

Un appello importante è stato rivolto ai tifosi: “Domani sarà fondamentale l’ambiente: la nostra gente, i nostri tifosi. Mi farebbe piacere che chi verrà allo stadio capisca che deve scendere in campo con noi, essere parte attiva del nostro sogno, magari indossando maglietta e pantaloncini gialloblù”

Capitolo infermeria: “Purtroppo Buglio ha concluso la sua stagione regolare, non si sa per i playoff (ride e dice è la prima volta che mi sentite pronunciare questa parola): mi dispiace molto, è un ragazzo eccezionale e si era meritato di giocarsi questo momento. In compenso, abbiamo recuperato Adorante, che oggi è tornato ad allenarsi con il gruppo e sarà valutato se farlo giocare dal primo minuto o a gara in corso. Abbiamo recuperato anche Rocchetti, praticamente tolto Buglio ci siamo tutti.”

Il tecnico ha concluso con una carica per la partita: “Domani dobbiamo andare forte, dare tutto. È una partita fondamentale, perché questo è un momento importantissimo per noi: per la squadra, per la società e per l’ambiente che ci circonda.” Sul paragone con gli altri allenatori, in particolare Fabio Caserta ha risposto così: “Io penso soprattutto al mio percorso, non ai paragoni con gli allenatori del passato. Sto dando tutto per questo club, e in cambio sto ricevendo tanto affetto, questa va detto.”

“Blanco è tornato”: l’annuncio ufficiale sui social e lo spoiler del nuovo brano

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(Adnkronos) – "9 maggio", questo è l'unico indizio che Blanco ha lasciato ai suoi fan prima di fare ufficialmente il suo ritorno nella musica.Il cantante bresciano sarebbe pronto a lanciare il suo nuovo progetto discografico e lo ha fatto pubblicando un video su Instagram in cui appare sospeso a mezz'aria in quello che sembra essere il set di un videoclip. "Sto tornando", scriveva Blanco sui social lo scorso 31 settembre 2024.

Un ritorno che i fan aspettavano da tanto tempo.Anche se negli ultimi mesi si è parlato tanto della sua penna da autore: Blanco, in arte Riccardo Fabbroni, quest'anno infatti ha firmato tre brani in gara al Festival di Sanremo 2025 ('La cura per me', 'Lentamente' e 'Se t'innamori muori').

Ma ora è ufficiale: torna con un nuovo disco.   Nel video pubblicato sui social, il 22enne ha lanciato un piccolo spoiler sul brano che potrebbe essere il prossimo singolo: "Torni a sorridere, era quello che m'interessava", canta Blanco.  Immediata la reazione dei fan: "Aspettavamo tutti il tuo ritorno", ha commentato un utente. "Sono passati 84 anni…", ha scherzato un altro.Tra i commenti spunta anche quello di Michelangelo, il produttore di Blanco, che ha aggiunto l'emoticon della bobina di pellicola cinematografica.

E Tananai che ha scherzato: "Tenetelo lì appeso che è pericoloso", scatenando l'ilarità degli altri utenti.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Moioli: “L’oro ai Mondiali chiusura di un cerchio, ora voglio godermi Milano Cortina”

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(Adnkronos) – La svolta si lega a un incontro casuale e a un regalo fortunato. “Prima di partire per i Mondiali, una ragazza in palestra mi ha regalato un braccialetto con una farfalla.In quel momento, sognavo di essere quell’animale.

Ma non una farfalla che vola, una che attacca”.Michela Moioli lo racconta in esclusiva all’Adnkronos e quasi si commuove dopo l’ennesimo trionfo.

La ragazza dei record dello snowboard azzurro ha archiviato un’altra stagione da favola, chiudendo il cerchio di una carriera costellata di successi con l’oro nel cross ai Mondiali di Engadina. “Prima di scendere in pista me lo ripetevo come un mantra.E rivedevo la leggerezza e la potenza del battito di quelle ali.

Si nota pure in qualche video della finale, in cui inquadrano il mio labiale.Era una sorta di dialogo interiore, per stare sul pezzo”.  
Moioli è tornata a volare per prendersi l’unico titolo mancante nel suo palmares, dopo l’oro olimpico del 2018 e tre Coppe del Mondo.

Ma una caduta avrebbe potuto compromettere tutto…
 "È successo nel training.Un paio di giorni prima della finale, in un punto in cui sono andati giù tanti atleti.

Mi ha obbligato a non pensare alle medaglie e ai risultati, ma a concentrarmi solo su me stessa.Cercando di gestire il dolore per arrivare in gara e provare a dare il meglio.

Mi sono tolta tante aspettative di dosso, non volevo e non potevo pretendere troppo da me”.  
Qual è stata la chiave?
 “Una caduta a due giorni dalla finale dei Mondiali non fa piacere. È stato fastidioso, ma insieme alla squadra, al mio preparatore e al fisioterapista abbiamo gestito bene la situazione.Mi sono concentrata sull’affrontare tutto a piccoli passi”.  
Cosa lascia una stagione così particolare?
 “Ho avuto momenti di difficoltà, non lo nascondo.

Problemi fisici, ma anche personali.Situazioni abbastanza impegnative.

Ciò che mi porto dietro è l’aver imparato ad affrontare i problemi, a starci dentro senza scappare.Viverli nonostante la fatica mi ha permesso di andare avanti.

Porterò l’insegnamento con me, perché nella vita certe situazioni capitano e aver imparato a navigare con consapevolezza è una forza che in passato non avevo”.  
L’istantanea della stagione?
 “Dico il fotofinish dei Mondiali, lo scatto con cui ho conquistato l’oro.Quella finale riassume Michela.

Ho vissuto mesi in bilico, ma nella gara giusta sono riuscita a fare la cosa giusta nel momento giusto.Ed è ciò che resta.

Penso anche alla foto di tutta la mia squadra sul podio e sorrido.Abbiamo tribolato parecchio, la medaglia è stata la giusta ricompensa”.  
In una recente intervista al settimanale Sportweek ha parlato dei continui paragoni con il genere maschile per esaltare una grande prestazione sportiva femminile.

Perché ha sottolineato questo aspetto?
 “Ho constatato una tendenza della nostra cultura, senza generalizzare.Siamo abituati a utilizzare il termine maschile come paragone, addirittura i miei allenatori mi dicono ‘Vai forte come un uomo’.

Ecco, vorrei che un giorno a un bambino o a una bambina si dicesse ‘Wow, scendi come Moioli’. È giusto che ci siano punti di riferimento non solo maschili”.  
A proposito di bambini, tanti la guarderanno e sogneranno con lei alle prossime Olimpiadi.
 “Con i Mondiali ho chiuso un cerchio, volevo la vittoria per completare il mio percorso da atleta.Ora arriverò a Milano Cortina, la mia quarta Olimpiade, con molta più serenità. È un cambiamento di approccio.

Voglio godermela, non capita a tutti di giocarsi un evento così in casa.Poi, al cancelletto mi si chiuderà la vena e vorrò vincere.

Stavolta proverò a sfruttare la maturità e l’esperienza che non avevo”.  
Le gare di snowboard saranno a Livigno, che conosce molto bene.
 “Non abbiamo ancora provato il percorso, perché stanno ultimando i lavori, ma mi auguro che a dicembre ci sia la possibilità di farlo.Per il resto, ho familiarità con il territorio e le sue piste, è un vantaggio perché c’è la sensazione di stare a casa.

In termini di atmosfera e logistica”.  
Familiarità, in gara, significa anche visualizzazione.Che lavoro si fa in questo senso?
 “Io di solito visualizzo la gara durante e dopo l'inspection, prima delle prove e delle finali. È un po' fare la pista in anticipo.

Sappiamo come funziona la psicologia, immaginare il gesto è già portare il corpo oltre.Così sembrerà un film già visto. È fondamentale pensarsi sul tracciato, meglio se davanti agli avversari.

Negli anni l’ho imparato e oggi cerco di insegnarlo ai giovani, visto che non tutti conoscono questa tecnica”.  
A proposito, le capita mai di dare consigli a chi vuole tuffarsi in questo sport?
 “È sempre bello trasmettere qualcosa, o almeno provarci.Anche se non è facile trasferire l’esperienza, il vissuto, le proprie conoscenze.

Quando su 100 cose ne passano 5 o 6, è già un ottimo risultato.Con la mia compagna di squadra Lisa Francesia Boirai si è creato un bellissimo rapporto. È molto più giovane di me, ma penso di averle lasciato belle cose.

Se qualche anno fa lo avessero fatto anche con me, di sicuro sarebbe stato più facile”.  
Chi è Michela Moioli fuori dalla pista?
 “Una ragazza normale.Faccio cose straordinarie nello sport, ma anche noi atleti vogliamo trascorrere momenti di pace e tranquillità a casa.

Io amo stare con le mie nipotine Aurora e Camilla, portare il cane a spasso, uscire con le amiche.E sono sempre una malata di sport.

Non riesco a stare un giorno ferma, che sia bici, skate o surf.Ho la fortuna di condividere queste passioni con gli amici”.  
E poi c’è lo studio, visto che frequenta la facoltà di Scienze Motorie.

Come si coniuga con la vita da sportiva professionista?
 "Non è facile, io sono iscritta a un programma dual career per atleti all'Università di Bergamo e c’è flessibilità per le date degli esami.Bisogna studiare sempre, ma ci sono periodi dell’anno dove riesco di più, come l’estate, e altri in cui non tocco libri per due o tre mesi.

Dipende.Lo studio mi piace anche perché metto la testa su qualcosa che non riguarda per forza lo snowboard.

Inoltre, il cervello va allenato.Come il fisico”.  
Come vorrebbe sfruttare gli studi tra qualche anno?
 “Trasmettendo la mia passione, ciò che ho imparato in pista ma anche fuori.

Collaboro già con una scuola di sci a Bergamo e mi piacerebbe fare con loro un bel progetto sullo snowboard, visto che hanno anche una struttura estiva che permette ai ragazzi di sciare tutto l’anno con costi contenuti.Senza sottovalutare la parte di palestra e preparazione”.  
Da Bormolini a Fischnaller, gli azzurri dello snowboard hanno vinto tutto in stagione.

Come ha fatto l’Italia a raggiungere questi livelli?
 “L’atleta va al cancelletto, ma dietro c’è una macchina che lavora tutto l’anno.Lo snowboard alpino ha vissuto una stagione eccezionale e sono tutti fortissimi, forse proprio questo aiuta.

Ci tiriamo uno con l’altro e la competizione è positiva.Spinge sempre a fare meglio”.  
Il gruppo azzurro ha vissuto in queste settimane il grave infortunio di Federica Brignone.

Vi siete sentite?
 “Non ancora, credo che in questo momento abbia voglia e bisogno di stare con sé stessa.Sta passando una cosa forte, ma sono convinta che troverà il modo di venirne fuori alla grande”.  
Di Brignone si è parlato molto per il ruolo di portabandiera.

Lei hai avuto l’onore nel 2022…
 “E non lo dimenticherò.A Pechino faceva un freddo cane, ma io ero sudatissima per l’agitazione.

Poi, alla consegna del tricolore, ho versato qualche lacrima e ho ripensato al mio percorso. È stata una giornata impegnativa, ma memorabile”.Magia delle Olimpiadi. (di Michele Antonelli) —milano-cortina-2026/protagonistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto l’uomo che uccise Gucci, trent’anni fa l’omicidio che scosse l’Italia

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(Adnkronos) – Dopo trent'anni dall'omicidio di Maurizio Gucci, Benedetto Ceraulo ha rivolto una pistola contro di sé e si è ucciso.Una settimana di agonia, poi l'uomo di 63 anni – di cui 28 trascorsi dietro le sbarre – diventato famoso per aver sparato quattro volte uccidendolo contro l'erede di una delle più grandi case di moda si è spento in ospedale dopo aver sparato due colpi di pistola detenuta illegalmente contro il figlio (ferito in modo non grave) 'colpevole' di un graffio all'auto.   Una scena non tanto dissimile da quella del 27 marzo 1995 quando Ceraulo decise di uccidere per soldi.

Sono le 8.30 quando Gucci, 47 anni, esce dalla sua casa di corso Venezia a Milano e percorre a piedi il breve tratto di strada che lo separa dal suo ufficio, in via Palestro 20.Non si accorge che un uomo lo segue e che quando l'imprenditore entra nell’androne l'assassino gli spara tre colpi: uno va a vuoto, uno ferisce Gucci alla spalla e l'altro al gluteo.

Mentre si gira, Gucci viene raggiunto dal quarto colpo mortale alla tempia.Il killer punta l'arma contro il portiere dello stabile e spara due volte ferendo l'uomo al braccio sinistro, quindi il killer sale sul sedile di una Renault Clio verde guidata da un’altra persona e scappa. L'omicidio Gucci svela un delitto pianificato e compiuto da un gruppo di personaggi improbabili: ci verrà un anno e mezzo e un agente sotto copertura per arrivare alla pista giusta e scoprire il mandante dell’omicidio.

Le indagini del pubblico ministero Carlo Nocerino e della polizia si concentrano sul patrimonio di famiglia e sulle faide per il controllo di una maison di successo.Ma al lusso e al mantenere il suo ruolo di first lady mira anche Patrizia Reggiani, per 13 anni moglie di Gucci e madre dello loro due figlie, che non accetta la separazione e il nuovo amore dell'ex compagno.

Quando Maurizio Gucci chiede il divorzio, l'ex moglie trasforma il rancore in piano criminale e ripete in più occasione che vorrebbe ammazzare il marito.Battute scherzose che celano la verità.   La svolta nelle indagini arriva nel gennaio del 1997, quando un informatore della polizia contatta il capo della Criminalpol milanese, dicendogli che ha una storia interessante da raccontargli: Ivano Savioni, il portiere di un albergo a una stella in via Lulli, gli ha raccontato e ripetuto di aver preso parte all’omicidio di Maurizio Gucci e di essere stato pagato 50 milioni di lire.

E' un poliziotto infiltrato a raccogliere le confidenze di Savioni sul delitto.In un'intercettazione telefonica Pina Auriemma, ex proprietaria di due boutique nel Napoletano, maga dilettante e amica di Reggiani, si dice preoccupata per le indagini, ma poi rassicura l'amico Savioni: "Dammi retta, Iva': se non facciamo qualche cazzata, non ci piglieranno mai".  Li arrestano poche settimane dopo.

Per gli investigatori il quadro è chiaro: Reggiani ha incaricato Auriemma di trovare qualcuno che si incarichi di uccidere il marito.La 'maga' chiede a Savioni il quale contatta l’amico Orazio Cicala, ex titolare di una pizzeria e di una pasticceria ad Arcore, fallito per i debiti accumulati con il gioco.

Cicala assolda il sicario Benedetto Ceraulo.  L’omicidio costò a Reggiani 600 milioni di lire: 50 per l'amica, 50 per Savioni, 350 per Cicala e 150 per il sicario Ceraulo.Nel novembre 1998 Reggiani e Cicala furono condannati a 29 anni di carcere, come mandante dell’omicidio e autista dell’assassino; a Ceraulo come esecutore materiale fu inflitto l’ergastolo; per Auriemma la pena stabilita fu di 25 anni di reclusione per favoreggiamento, mentre Savioni ricevette una condanna a 26 anni come organizzatore dell’assassinio.

Nel processo d’appello la condanna a Patrizia Reggiani scese a 26 anni.Tutti hanno finito di scontare la loro condanna per il delitto.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sabatelli (Nemo Gemelli): “Per malati Sla modello di riferimento”

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(Adnkronos) – "La nostra attività è in continua crescita, perché il fatto che si sappia che qui le persone con Sla, sclerosi laterale amiotrofica, e con malattie muscolari ricevono un'attenzione a 360 gradi ha fatto sì che la richiesta stia aumentando sempre di più.E' un momento bello di attività che conferma" come "l'idea che ha avuto Alberto Fontana – cioè che 'la sanità vada ripensata secondo i nuovi bisogni, i bisogni che si creano nelle persone' – era giusta.

Dopo 10 anni di attività devo dire 'come mai non l'abbiamo pensato prima?', e ancora 'impossibile che altri non si adeguino a un modello di tipo multidisciplinare' come questo".Così Mario Sabatelli, direttore del Centro clinico Nemo adulti del Policlinico Gemelli di Roma, in occasione della cerimonia di intitolazione – oggi al Gemelli – del centro alla beata Armida Barelli, cofondatrice dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, scomparsa nel 1952 a causa della Sla, nel giorno in cui se ne ricorda la beatificazione avvenuta il 30 aprile 2022. "Con l'evento", aggiunge il segretario del Centro clinico Nemo Alberto Fontana, "rinnoviamo il nostro desiderio di rendere possibile la sconfitta della sclerosi laterale amiotrofica: crediamo che l'unione tra scienza e fede sia lo strumento migliore per combattere questa battaglia". L'area adulti del Centro clinico Nemo Roma è attiva dal 2015 con 10 posti letto.

Nell'ultimo anno si è preso cura di circa 1.200 persone, con oltre 300 ricoveri, di cui 80% con Sla: dei 400 nuovi pazienti presi in carico nel 2024, sono 230 le persone con sclerosi laterale amiotrofica e più della metà sono nuove diagnosi. "Abbiamo bisogno che sia diffuso il modello dei centri Nemo – sottolinea Sabatelli – il modo di pensare l'assistenza che Nemo ha portato".Si tratta di "un'organizzazione multidisciplinare dedicata alle persone con malattie muscolari che non respirano, non deglutiscono, non si muovono.

Non c'è nessun’altra struttura che è organizzata così: fisioterapisti, infermieri, medici.Noi siamo insieme: pneumologi e neurologi che lavorano fianco a fianco e non con un rapporto di consulenza.

Questo fa una differenza enorme". Dopo 30 anni in un reparto normale, con l'esperienza dei Nemo, "la mia riflessione è: 'Come ho fatto a lavorare quei 30 anni prima?'.Ho lavorato in un reparto di Neurologia – ricorda Sabatelli – con i consulenti che venivano, i terapisti che passavano per un'ora al giorno.

Il paziente con problemi respiratori attaccato a macchine rappresentava quasi un impiccio.Invece in questo reparto il paziente complesso è il centro della nostra attività.

Prima era considerato una sorta di peso, ed è così, perché sono persone" che hanno un forte impatto "sul piano economico, assistenziale, gestionale.In questo reparto dedicato a loro si è creata una svolta totale". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Troppe pressioni”: cinque suore di clausura fuggono dal convento a Treviso

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(Adnkronos) –
Cinque suore di clausura sono fuggite dal loro convento di San Giacomo di Veglia, una frazione di Vittorio Veneto (Treviso), per andare a rifugiarsi in un luogo segreto.Ma prima sono passate dai carabinieri per avvertirli delle loro intenzioni ed evitare di scatenare falsi allarmi.

Lo riferisce il Gazzettino che ha raccolto la testimonianza della più giovane del gruppo che ha motivato la fuga per il clima pesante che si era creato nel loro monastero dei SS.Gervasio e Protasio da due anni a questa parte con continue ispezioni di commissioni canoniche e che ha raggiunto il culmine con il definitivo allontanamento della badessa e il commissariamento del monastero il giorno di Venerdì Santo.  All’origine delle ispezioni una lettera di altre quattro suore, poi allontanate, che scrissero a Papa Francesco accusando la madre superiora.

Per tutto questo periodo le cinque suore di clausura, schieratesi apertamente dalla parte della badessa, avrebbero subito una forte pressione psicologica, accentuatasi poi dal giorno del commissariamento.Un clima insopportabile tale da portarle alla decisione di fuggire tutte insieme dal convento, dato che anche il regolare permesso che avevano chiesto era stato loro negato.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Catania, madre lancia figlia dal balcone: morta bimba di 7 mesi

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(Adnkronos) – Tragedia a Misterbianco nel Catanese.Una bimba di sette mesi è morta, dopo essere stata lanciata dalla madre dal balcone di casa.

La donna, una quarantenne, che sembra avesse problemi psichiatrici, è stata presa in consegna dai carabinieri della compagnia di Fontanarossa.La tragedia è avvenuta in un appartamento in via Marchese.  La piccola, immediatamente soccorsa dai sanitari del 118, è morta prima di arrivare in ospedale per le gravissime lesioni riportate.

Sul posto per i rilievi anche il nucleo investigativo.La procura di Catania ha aperto un fascicolo.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bellucci (Fdi), ‘Governo al fianco della comunità Sla con le riforme’

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(Adnkronos) – "Il Governo è qui per esprimere la propria gratitudine e ringraziare tutti coloro che ogni giorno alimentano la speranza di una vita fatta di dignità, che esaltano e sostengono l'esistenza umana anche nei momenti di sofferenza.Grazie agli operatori sociosanitari, ai medici, agli infermieri, ai tanti volontari, come quelli di Aisla, che non lasciano solo chi incontra la malattia.

Il Governo è al loro fianco e ha fatto molto per rispondere ai bisogni di pazienti e famiglie, ma ovviamente non è ancora abbastanza.Abbiamo avviato riforme importanti in questi anni di mandato: la riforma in favore delle persone con disabilità, la riforma per gli anziani, quella del Terzo settore e il rafforzamento del personale nei servizi sociali".

Lo ha detto all'Adnkronos Salute Maria Teresa Bellucci, viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali, in occasione della cerimonia di intitolazione – oggi al Policlinico Gemelli Roma – del Centro clinico Nemo adulti alla beata Armida Barelli, cofondatrice dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, scomparsa nel 1952 a causa della Sla.  "Sono riforme strategiche – spiega Bellucci – che mettono al centro l'uomo, la persona, i servizi sociali e sanitari, cercando di sostenere un'integrazione sociosanitaria che in Italia è stata per tanto tempo una chimera.In altre parole, far sì che le persone possano essere abbracciate da un sistema di servizi che pone come priorità i loro bisogni e che non faccia niente su di loro senza di loro.

Un sistema che non tratta chi vive una fase di sofferenza – o, a volte, l'ultima parte della propria esistenza in un dolore così profondo – e le famiglie come qualcosa che appartiene alla 'cultura dello scarto', come diceva Papa Francesco". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sla, Centro Nemo Roma intitolato alla beata Armida Barelli

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(Adnkronos) – "La sua vita è fatta di ascolto e accoglienza, testimone di un legame tra ciò che si ascolta e ciò che si vive".Con queste parole, nella prefazione alla biografia ufficiale di Armida Barelli, scomparsa a causa della Sla, Papa Francesco ne ha colto il significato più profondo.

Oggi, nel giorno in cui si ricorda la beatificazione della stessa Barelli, avvenuta il 30 aprile 2022, il Centro clinico Nemo Roma del Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs – punto di riferimento nazionale per la presa in carico delle persone con malattie neuromuscolari – è a lei dedicato.L'intitolazione, fortemente voluta da Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica) e nata dalla volontà della comunità dei pazienti, è promossa in collaborazione con l'Istituto Giuseppe Toniolo di studi superiori, l'Università Cattolica del Sacro Cuore e il Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs, e celebrata in occasione del decimo anniversario del centro.  A sottolineare il valore dell'iniziativa la presenza dell'onorevole Maria Teresa Bellucci, viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali, che ha voluto essere presente in questo momento particolarmente significativo per la comunità dei pazienti e degli operatori. "In questi giorni segnati dal lutto per la morte di Papa Francesco – ha dichiarato – la testimonianza di Armida Barelli risuona in noi ancora più forte: donna visionaria ma concreta, al fianco delle giovani generazioni, e promotrice di una visione antropocentrica, di difesa dei più fragili e della dignità della vita.

Principi che questa intitolazione ci vuole ricordare e che ispirano la nostra azione di governo, nella profonda consapevolezza che non può esistere progresso senza innanzitutto prendersi cura delle persone". Il momento più significativo della giornata è stato lo svelamento del ritratto della beata Armida Barelli, posizionato all'ingresso del reparto diretto da Mario Sabatelli dal 2015.Il dipinto include una citazione potente della beata, scritta durante la sua malattia: "Ora non posso più parlare, ma posso pensare, amare, pregare, scrivere e offrire la mia croce", che restituisce la profondità di una testimonianza che continua a parlare a chi affronta oggi la sofferenza. "Intitolare il nostro centro alla beata Armida Barelli significa riconoscere che la medicina non si riduce alla cura della malattia, ma si esprime prima di tutto nel sollievo dalla sofferenza.

E' questo il principio che, da 10 anni, guida il nostro lavoro al fianco delle persone con Sla", ha sottolineato Sabatelli, direttore del Centro Nemo Roma.  Per Daniele Franco, presidente della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs, "questa è un'iniziativa importante per il Centro Nemo e per il Policlinico Gemelli, entrambi contraddistinti da tre caratteristiche: assistere tutti i malati di malattie non comuni, associare cura e ricerca, prendersi cura delle persone a tutto campo, nella loro vita complessiva".Il Gemelli è "un Policlinico universitario ed è anche un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico – ha rimarcato Antonio Gasbarrini, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica – dove la parola 'ricovero' assume un valore essenziale dal punto di vista dell'assistenza e del prendersi cura delle persone malate.

Armida Barelli aveva questa grande visione che univa le due grandi realtà: grazie al Centro Nemo per aver da sempre interpretato tutto questo".Un messaggio che trova piena sintonia nelle parole di Alberto Fontana, segretario dei Centri Nemo: "Questa intitolazione è una scelta di senso, un gesto di fiducia nel valore umano della scienza, nella forza della comunità e nella spiritualità che abita anche i luoghi della cura". La giornata è proseguita con una celebrazione eucaristica nella cappella del Policlinico, presieduta da monsignor Claudio Giuliodori.

Un momento di preghiera e memoria che ha saputo unire il ricordo della beata Armida Barelli a quello di Papa Francesco, in una Messa di suffragio partecipata dalla comunità universitaria e ospedaliera: "La Sla – ha evidenziato Giuliodori – colpisce profondamente le condizioni umane delle persone, ma sappiamo che la solidarietà e la fede sono accresciute nel momento della prova: intitolare a Armida Barelli questo luogo particolare significa rafforzare la speranza".Il 20 febbraio 2021 è stato proprio il Pontefice a riconoscere il miracolo avvenuto per intercessione della Barelli, aprendo la strada alla sua beatificazione.

Nella prefazione alla biografia ufficiale, Papa Francesco l'ha definita una figura di straordinaria attualità, tanto spirituale quanto civile, una donna capace di vivere la laicità come vocazione alta. Nata a Milano nel 1882, Barelli ha dedicato la sua vita alla formazione delle giovani generazioni e alla creazione di opere educative e sociali di grande valore.Al fianco di padre Agostino Gemelli, è stata protagonista della nascita della Gioventù Femminile dell'Azione Cattolica e dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, lasciando un segno indelebile nel panorama culturale e religioso italiano.

Nel 1921, come amministratrice della casa editrice Vita e Pensiero, raccoglie l'invito di Giuseppe Toniolo a fondare l'ateneo dei cattolici italiani, una decisione che segnerà profondamente la storia dell'istruzione in Italia.Nel 1949 colpita dalla paralisi bulbare progressiva, oggi nota come Sla, morirà nel 1952.

Oggi riposa nella cappella dell'Università Cattolica, accanto al fondatore padre Gemelli. "E' una figura che ci ricorda come la vera innovazione sociale nasca dal coraggio di coniugare fede e intelligenza, pensiero e azione – ha affermato Giuseppe Fioroni, vicepresidente Istituto Toniolo di studi superiori e della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs – La sua testimonianza è un'eredità viva che continua a parlare ai giovani, alla comunità accademica e a chi si impegna per il bene comune.Come da sempre si impegna il Centro Nemo sia nel lavoro di cura delle particolari patologie trattate sia nella costante attenzione con cui vengono seguiti tutti i pazienti". Figura emblematica del Novecento italiano, Armida Barelli ha saputo incarnare con coraggio e coerenza una spiritualità capace di farsi storia.

Ciò che colpisce della sua ricca e versatile personalità è proprio la sua 'normalità', una normalità straordinaria, vissuta nell'impegno quotidiano, nel lavoro accademico, nella cura delle relazioni e nella creazione di opere che ancora oggi rappresentano un punto di riferimento fondamentale per il nostro Paese.La foto di gruppo finale – con pazienti, operatori sanitari, istituzioni e volontari – ha suggellato una giornata densa di significato.  "Da oggi, la beata Armida Barelli è un riferimento per le persone con Sla, per le nostre famiglie e per tutti coloro che fanno della cura un impegno quotidiano – ha commentato Fulvia Massimelli, presidente nazionale di Aisla – La sua testimonianza ci parla di una forza silenziosa, capace di generare senso anche nel limite.

E' lo stesso spirito che anima tanti volontari della nostra comunità: persone che, a partire dalla propria esperienza di sofferenza o malattia, scelgono ogni giorno di esserci per gli altri, trasformando la prova vissuta in un dono concreto di ascolto, presenza e solidarietà".Oggi più che mai, la comunità Sla è una casa abitata dalla speranza. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aisla, ‘Nemo Roma intitolato a prima beata con Sla è grande emozione’

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(Adnkronos) – "E' una giornata molto importante e molto emozionante".La beata Armida Barelli, a cui oggi viene dedicato il Centro clinico Nemo Roma, "ci ha insegnato che, nonostante i limiti della sua malattia, la Sla", sclerosi laterale amiotrofica, "è comunque possibile creare delle relazioni e dei ponti molto importanti.

Questo fa capire che le persone non devono mai essere lasciate da sole".Di questo "il Centro Nemo di Roma è l'esempio più concreto: è la casa delle persone con Sla, ma soprattutto è un luogo dove, oltre alla cura, c'è l'ascolto, il non lasciare mai nessuno indietro, e soprattutto il fare in modo che nessuno si senta mai solo, ma insieme alla propria famiglia".

Così Fulvia Massimelli, presidente di Aisla – Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, in occasione della cerimonia di intitolazione, oggi al Policlinico Gemelli Roma, del Centro clinico Nemo adulti alla beata Armida Barelli, cofondatrice dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, scomparsa nel 1952 a causa della Sla. "Non a caso, nella nostra Giornata nazionale, lo scorso settembre – sottolinea Massimelli – Papa Francesco, all'Angelus, ha ricordato i volontari di Aisla.Ha ricordato il loro grandissimo valore, il loro lavoro costante e silenzioso per le persone più fragili".

Inoltre, nel suo ultimo ricovero "al Policlinico Gemelli, il Papa – ricorda Massimelli – ha ricevuto proprio dalle nostre persone ricoverate qui al Nemo Roma una lettera di sostegno, di vicinanza.E il Papa ha risposto alla nostra comunità, il 25 marzo".  "Armida Barelli è una donna straordinaria, una donna che è l'emblema della scelta di libertà per il suo tempo, una donna che ha fatto tutto in controtendenza – afferma Giuseppe Fioroni, vicepresidente dell’Istituto Toniolo – Ha scelto la strada più complessa, in un momento dove poteva semplicemente, come dicevano i suoi a casa, sposarsi.

Invece ha deciso di laurearsi, di impegnarsi nel sociale, di lavorare per la libertà dei cattolici, di avere una propria università e di avere un proprio ospedale insieme con padre Gemelli.Ed è morta di paralisi bulbare progressiva, che è quello che oggi noi chiamiamo Sla, sclerosi laterale amiotrofica.

Ecco perché, a 3 anni dalla beatificazione, le dedichiamo il Centro Nemo, che è un centro d'eccellenza per la cura di questa patologia".  "L'approccio interdisciplinare e multidisciplinare del Centro Nemo – conclude Fioroni – consente di migliorare la qualità della vita" dei pazienti e di garantire loro "un'esistenza al passo con i tempi della ricerca e delle risposte migliori che si possono può dare.Insomma, è un segno di speranza". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)