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Al via domenica Atp Finals 2023, Djokovic favorito: l’Italia punta su Sinner

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(Adnkronos) – Dal 12 al 19 novembre si disputeranno a Torino le attesissime Atp Finals.In gara al Pala Alpitour del capoluogo piemontese gli otto tennisti più forti del pianeta.

Il campione in carica e grande favorito è mister 24 Slam Novak Djokovic, alla caccia del settimo titolo alla Finals.Per ‘Djoker’, vincitore in sei occasioni come Roger Federer, sarebbe l’ennesimo record.

Il 36enne serbo non perde una partita dalla finale di Wimbledon, quando si arrese per 6-4 al 5° set allo spagnolo Carlos Alcaraz.Dopo l’amaro ko londinese solo trionfi: allo Us Open e nei ‘1000’ di Cincinnati e Parigi-Bercy.  L’Italia vuole sognare con Jannik Sinner che si presenta da principale antagonista di Djokovic, visto il grande momento di forma confermato dai titoli conquistati nell’ultimo mese agli Atp 500 di Pechino e Vienna.

Il 22enne altoatesino è il più giovane azzurro della storia a qualificarsi per il ‘Masters’ e il quarto in assoluto dopo Adriano Panatta, Corrado Barazzutti e Matteo Berrettini.Due anni fa Sinner entrò come riserva proprio per l’infortunio del finalista di Wimbledon 2021, vincendo anche un match contro il polacco Hubert Hurzacz.

Questa volta un successo non gli potrà bastare: l’obiettivo è arrivare almeno in semifinale, come lo status di numero 4 al mondo impone. Altri due ‘contender’ a Torino saranno il già citato Alcaraz, numero 2 del mondo, che sembra in calando di forma ma non può essere escluso dal pronostico visto la sua enorme classe.Sono 6 i titoli conquistati in questa stagione dal ventenne di Murcia: Buenos Aires, Indian Wells, Barcellona, Madrid, Queen’s e appunto Wimbledon.

Alcaraz è alla prima partecipazione alle Finals, dopo che lo scorso anno non riuscì ad essere della partita per un infortunio ai muscoli addominali patito a Parigi-Bercy. Attenzione anche al 27ennne russo Daniil Medvedev, numero 3 del ranking Atp e trionfatore nel 2020 alle Finals.Il vincitore dello Us Open 2021 vorrà anche vendicare i due ko contro Sinner nelle finali di Pechino e Vienna.

Quest’anno Medvedev si è portato a casa 5 tornei con le perle dei ‘1000’ di Miami e Roma.Arriva a Torino da numero 5 del mondo il 26enne russo Andrey Rublev, semifinalista lo scorso anno e che viene dalla miglior stagione della carriera che lo ha visto centrare il primo titolo ‘1000’ a Montecarlo, oltre al successo nel ‘250’ di Bastad, tutti e due su terra.

Rublev reciterà il ruolo di outsider, pronto ad approfittare di un passo falso dei big.  Da non sottovalutare il vincitore del ‘Masters’ 2019, il greco Stefanos Tsitsipas, numero 6 del mondo, reduce da una stagione di alti e bassi.Momenti migliori la finale all’Australian Open, persa con Djokovic e la vittoria nel 250 messicano di Los Cabos.

Dopo Djokovic, Alexander Zverev, numero 7 Atp , è l’unico giocatore ad aver vinto più di una volta il Masters tra i giocatori in attività, avendolo conquistato nel 2018 e nel 2022.Il 26enne tedesco è reduce da una stagione di recupero dopo il grave infortunio alla caviglia dello scorso anno.

Due le sue vittorie sulla terra di Amburgo (Atp 500) e sul veloce di Chengdu (Atp 250).  Infine il numero 8 Holger Rune, alla prima partecipazione a vent’anni, è in netta ripresa dopo mesi difficili a causa di alcuni problemi fisici.Un solo titolo per lui sulla terra di Monaco di Baviera ma due prestigiose finali ‘1000’ a Montecarlo e Roma.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incidente a Catania, morta 18enne travolta su strisce pedonali

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(Adnkronos) – E’ stata prima investita da uno scooter e poi travolta da una macchina la studentessa 18enne originaria di Solarino, nel siracusano, morta ieri sera a Catania, nel tratto della circonvallazione non lontano dal Policlinico.La giovane stava attraversando sulle strisce pedonali. Nell’incidente sono rimasti feriti, in maniera non grave, un giovane che stava attraversando la strada con lei e il motociclista.

Entrambi sono stati medicati sul posto da personale del 118.Sull’accaduto indaga la Polizia locale coordinata dalla Procura di Catania che ha aperto un’inchiesta.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nel 2022 il 44% di chi lascia Italia ha tra i 16 e i 34 anni

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(Adnkronos) – ”Il 44% delle partenze per espatrio, avvenute da gennaio a dicembre 2022, ha riguardato giovani italiani tra i 18 e i 34 anni.Si rilevano, rispetto agli anni precedenti, due punti percentuali in più in questa specifica classe di età che continua a crescere nonostante in generale, ancora per quest’anno, si sia rilevata – per la sola motivazione espatrio – un decremento delle partenze ufficiali – e quindi con iscrizione all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero – dei nostri connazionali e delle nostre connazionali oltre i confini italiani”.

E’ quanto emerge dal ‘Rapporto Italiani nel mondo 2023’ della Fondazione Migrantes.  
Quasi 6 milioni di italiani all’estero: +91% dal 2006 – ”L’Italia fuori dei confini nazionali è costituita oggi da circa 6 milioni di cittadini e cittadine.L’analisi dei numeri incrocia la storia del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes la cui prima edizione risale a diciotto anni fa.

Una presenza cresciuta dal 2006 del +91%.Le italiane all’estero sono praticamente raddoppiate (99,3%), i minori sono aumentati del +78,3% e gli over 65 anni del +109,8%.

I nati all’estero sono cresciuti, dal 2006, del +175%, le acquisizioni di cittadinanza del +144%, le partenze per espatrio del +44,9%, i trasferimenti da altra Aire del +70%”. 
In Argentina e Germania comunità italiane più numerose – ”L’attuale presenza italiana all’estero è europea.L’Europa accoglie oltre 3,2 milioni di connazionali (il 54,7% del totale) mentre il continente americano segue con oltre 2,3 milioni (40,1%).

Oggi le comunità italiane più numerose si trovano in Argentina (oltre 921mila iscritti, il 15,5% del totale), in Germania (oltre 822mila, il 13,9%), in Svizzera (oltre 639 mila, il 10,8%).Seguono Brasile, Francia, Regno Unito e Stati Uniti d’America”.  
Nel 2022 il 75,3% ha scelto Europa.

Regno Unito al top tra mete – ”Il 75,3% di chi ha lasciato l’Italia per espatrio nel corso del 2022 è andato in Europa; il 17,1% è, invece, arrivato nel continente americano (il 10,5% nell’America Latina) e il 7,4% si è distribuito in tutto il resto del mondo”.Il 16,4% delle iscrizioni per espatrio ha riguardato il Regno Unito; il 13,8% la Germania; il 10,4% la Francia e il 9,1% la Svizzera.

I primi quattro paesi, tutti europei, raccolgono il 50% del totale delle partenze” 
Rimpatri raddoppiati in un decennio – Durante il decennio 2012-2021, il numero dei rimpatri dall’estero dei cittadini italiani è più che raddoppiato passando dai 29 mila nel 2012 ai circa 75 mila nel 2021 (+154%).Una tendenza che, dopo una sostanziale stabilità nei primi quattro anni del decennio, appare in continuo aumento.  
Nel 2021 più rimpatri laureati, nel decennio 1 giovane su 5 rientra da Regno Unito – Un’analisi più dettagliata del movimento migratorio di rientro dei giovani per titolo di studio e genere mostra una differente composizione dei rimpatri: la quota di chi rientra con la laurea o un titolo post-laurea (master, dottorato, ecc.) nel 2021 è maggiore rispetto a quella osservata all’inizio del decennio.

L’incidenza delle giovani laureate rimpatriate è sempre superiore rispetto a quella dei loro coetanei rimpatriati nello stesso anno.Dal 2012 al 2021, un giovane laureato su cinque rientra dal Regno Unito, il 9% dalla Germania, l’8% dal Brasile e il 6% dalla Francia o dalla Svizzera”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ia, Priola (Banca Sella): “Immaginiamo applicazioni che si adattino a esigenze cliente”

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(Adnkronos) – “Immaginiamo un’applicazione che si adatti alle funzionalità del cliente, l’esperienza del cliente differenzierà banca da banca e bisognerà avere i dati, e noi abbiamo i dati, e chi ha i dati ha il vantaggio di avere le esigenze del cliente e laddove la visione è digitale, c’è la possibilità di operare 24-ore su 24” perché “l’Ia può lavorare anche quando l’uomo non può essere presente”.E’ stato uno degli scenari di uso dell’Ia nel Fintech delineato da Stefano Priola, Chief Technical Officer Centrico, Gruppo Banca Sella, intervendo al confronto “Intelligenza artificiale, rischi e opportunità” organizzato oggi dall’Adnkronos, al Palazzo dell’Informazione di Piazza Mastai.  “Può esserci la paura dell’Ia ma quando si conosce l’Intelligenza Artificiale tutti diventano alleati dell’Ia” ha osservato ancora Priola.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cisterna perde materiale tossico, 25 operai in ospedale

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(Adnkronos) –
Sale a 25 il numero degli operatori del terminal ferroviario di smistamento merci di Segrate in provincia di Milano, finiti in ospedale dopo la perdita da una cisterna di Octanoyl Chloride, un materiale tossico.Lo fa sapere in una nota l’azienda regionale di emergenza- urgenza della Lombardia, intervenuta in via Lazio, intorno alle 9.30 di questa mattina, con otto ambulanze, due automediche, un mezzo di soccorso avanzato e uno di coordinamento, insieme a vigili del fuoco e polizia ferroviaria.

Le persone, valutate sul posto, sono in tutto 26, 25 delle quali sono state trasferite in ospedale (quattro a Melegnano, tre a Cernusco, quattro a Melzo, quattro a San Donato, quattro al Policlinico di Milano, tre a Vimercate e tre al San Raffaele) in codice verde e giallo. “Per il corretto monitoraggio della situazione clinica, indicato dal centro antiveleni a seguito dell’esposizione alla sostanza, – fa sapere il 118 – sono stati ospedalizzati sia pazienti con sintomatologia (irritazione oculare, mal di gola, lievi difficoltà respiratorie) in codice verde e giallo, sia pazienti asintomatici al momento della valutazione”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Turris-Juve Stabia, Coppa Italia: i convocati di Pagliuca

Turris-Juve Stabia, i convocati del tecnico della Juve Stabia, Guido Pagliuca, per i sedicesimi di finale di Coppa Italia.

Turris-Juve Stabia, diramata la lista completa dei 30 convocati di mister Pagliuca per il match in programma stasera allo stadio “Liguori” di Torre del Greco alle 20:45 e valevole per il secondo turno (sedicesimi di finale) della Coppa Italia di Serie C. 

Mister Pagliuca convoca ben 30 giocatori per il match con la Turris, integrando alla rosa di prima squadra anche alcuni elementi della Primavera come Aprea e Faccetti che benissimo hanno già fatto nel corso della gara valevole per il primo turno di Coppa Italia col Potenza in cui le Vespe passarono ai rigori.

Facile immaginare che Pagliuca manderà in campo dal primo minuto tutti coloro che hanno giocato di meno in campionato come del resto già fatto anche per la gara di Coppa Italia col Potenza.

Il comunicato ufficiale con la lista completa dei convocati di Pagliuca per il match di Coppa Italia.

“Il tecnico Guido Pagliuca ha reso nota la lista dei 30 calciatori convocati per il match Turris-Juve Stabia, valevole per il secondo turno di Coppa Italia Serie C, in programma oggi, mercoledì 08 novembre 2023, con inizio alle ore 20:45 presso lo stadio Amerigo Liguori di Torre del Greco.

Portieri: Esposito, Signorini, Thiam

Difensori: Andreoni, Bachini, Baldi, Bellich, D’Amore, Folino, La Rosa, Mignanelli, Picardi, Vimercati

Centrocampisti: Buglio, Erradi, Gerbo, Guarracino, Leone, Marranzino, Maselli, Meli, Romeo, Ruggiero

Attaccanti: Aprea, Bentivegna, Candellone, Faccetti, Piovanello, Piscopo, Rovaglia

S.S. Juve Stabia”. 

Eicma 2023, i vertici dell’industria delle due ruote a confronto sulle nuove sfide produttive

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(Adnkronos) – Catene di approvvigionamento, logistica, instabilità geopolitica, costo delle materie prime, dinamiche demografiche ed economiche, il protagonismo crescente del far East.L’industria mondiale delle due ruote si ritrova in Eicma, l’Esposizione internazionale delle due ruote, che celebra nei padiglioni di Fiera Milano a Rho la sua Edizione numero 80 fino a domenica 12 novembre, e si confronta su come affrontare ed interpretare questi nuovi scenari.  “Globalizzazione e nuovi paradigmi produttivi: come l’industria delle due ruote interpreta la complessità delle sfide in atto” è infatti il titolo del convegno promosso da Eicma e Confindustria Ancma grazie al contributo di Ice (Agenzia per la promozione all’estero e internazionalizzazione delle imprese italiane), che si è tenuto al termine della prima giornata dell’evento espositivo.  “Un appuntamento molto importante che – ha sottolineato in apertura il presidente di Ancma Paolo Magri – rimarca nuovamente il valore istituzionale di Eicma, non solo per sviluppare le attività di advocacy e public affair a favore del comparto, ma anche per offrire occasioni di formazione, di approfondimento e confronto per la nostra industria”.  Il convegno ha infatti riunito in platea numerosi imprenditori e operatori del settore e si è aperto con il Keynote speech di Gianluca Di Loreto, partner della società di consulenza strategica Bain & Company Italia.

Ed è proprio dagli elementi e dai dati emersi dall’approfondito intervento di Di Loreto che si è sviluppata la tavola rotonda con alcuni dei manager e figure di spicco dell’industria della mobilità, tra cui tra William Armuzzi di Honda Motor Europe LTD, Ezio De Carlo di Decathlon Produzione Italia S.p.A., Mariano Roman di Fantic Motor S.p.A., Eric De Seynes di Yamaha Motor Europe N.V.e Roberto Vavassori, Brembo S.p.A.

e Anfia. La relazione introduttiva di Bain & Company ha, infatti, offerto numerosi spunti di approfondimento come, ad esempio, le previsioni di aumento demografico dell’Asia (sette volte superiore a quello dell’Europa entro il 2040) e le conseguenze sugli equilibri economici e finanziari, il primato cinese nella produzione di materie prime come acciaio e alluminio e il predominio nel mercato dei semiconduttori dell’Asia, che controlla la metà della produzione, nonché due terzi dell’assembramento finale.Dall’intervento di Di Loreto è arrivata inoltre la conferma di quanto nella produzione delle due ruote sia in atto anche un riequilibrio del prezzo delle materie prime, nella fattispecie acciaio, gomma, plastica e gas naturale, i cui valori erano schizzati alle stelle durante il periodo pandemico.

Questo ha portato, ad esempio, i produttori europei di biciclette a rivedere parzialmente le catene di approvvigionamento spostando il baricentro della produzione nel Vecchio Continente.Per quanto riguarda, invece, la transizione verso la mobilità elettrica, si evidenzia come stia avvenendo più velocemente in Asia, mentre, in Europa, si riscontra un incremento dell’utilizzo di e-bike.  L’Europa prova quindi a difendere le proprie nicchie di mercato basate sulle produzioni di qualità, ma la concorrenza asiatica è sempre più aggressiva e qualificata.

Come reagire?Secondo Di Loreto all’interno di questo contesto è necessario individuare una serie di driver che potrebbero orientare le scelte strategiche e accrescere la competitività delle aziende europee: investire nella ricerca e sviluppo, non solo sul prodotto, ma sull’intero ciclo di vita dello stesso, per innovare più velocemente e ridurre il time-to-market; puntare sulla crescita dimensionale, investire sulla sostenibilità, che sempre più spesso diventa un fattore discriminante nelle scelte degli investitori e, soprattutto, può divenire un forte elemento di attrazione per i talenti.  Nella tavola rotonda, condotta dalla giornalista Filomena Greco, i manager dell’industria delle due ruote hanno sottolineato l’importanza di tornare ad investire in ricerca e sviluppo per proteggere il valore della creatività e della produzione europea.

Fondamentale, inoltre, riportare il primato tecnologico in Europa, puntando sull’innovazione per ritrovare una forte competitività da contrapporre alla crescente avanzata delle aziende asiatiche.  Al centro del dibattito anche il tema della sostenibilità, fattore che può offrire numerosi vantaggi competitivi, non ultimi quello di poter attrarre giovani talenti.Infine, i vertici dell’industria di riferimento si muovono con passo spedito verso l’idea di considerare l’avanza asiatica come un elemento da non contrastare con protezionismo e dazi, ma puntando sulla necessità di creare un contesto competitivo con regole uguali per tutti. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nasce Prospettiva Terra, network per affrontare il riscaldamento globale

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(Adnkronos) – Nasce Prospettiva Terra, un network di aziende, comunità scientifica realtà non profit e istituzioni, impegnate in progetti di ricerca, innovazione e divulgazione per affrontare il riscaldamento globale.La direzione scientifica è di Stefano Mancuso, Omnicom Media Group coordina le attività.

La prima attivazione avverrà in collaborazione con BAM – Biblioteca degli Alberi Milano, il parco culturale dove verranno installati 300 sensori IOT. Prospettiva Terra nasce da un’idea di Stefano Mancuso, Accademico, Professore universitario e divulgatore, e Marco Girelli, CEO di Omnicom Media Group Italia, agenzia leader nell’advertising, nel marketing e nei servizi di comunicazione a livello mondiale.Prospettiva Terra è un progetto non profit che vede la partecipazione di aziende, realtà no profit, comunità scientifica e istituzioni, che hanno deciso di supportare anche economicamente progetti di ricerca scientifica, innovazione e comunicazione volti ad affrontare il problema del riscaldamento globale.  Il valore aggiunto di Prospettiva Terra è quello di unire gli sforzi di queste aziende con l’obiettivo di sviluppare iniziative al servizio del bene comune, per un futuro realmente sostenibile.

Tra le realtà fondatrici di Prospettiva Terra ci sono McDonald’s, Henkel, Ricola, hanno aderito inoltre Acone Associati e Publitalia’80, media partner del progetto, oltre che Omnicom Media Group che ha promosso l’iniziativa insieme a Stefano Mancuso.Collaborano, inoltre, alla realizzazione del progetto: PNAT – spin-off dell’Università di Firenze premiato da UNECE, UNIDO e Commissione Europea – che, in qualità di Science, Technology Design Partner, coordina gli aspetti tecnologici e l’elaborazione dei dati e Red Joint Film, in qualità di creative partner e APCO Worldwide come Communication Partner.  Grazie alla collaborazione di Fondazione Riccardo Catella, che gestisce il parco, attiva dal 2005, con la missione primaria di promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio e degli spazi pubblici urbani, il primo intervento di Prospettiva Terra avverrà all’interno di BAM -Biblioteca degli Alberi di Milano, Botanical Cultural Partner di questa prima iniziativa.

BAM, giardino botanico contemporaneo e parco culturale con un programma di oltre 250 eventi all’anno, con i suoi 10 ettari di estensione rappresenta un incredibile patrimonio vegetale: oltre 100 specie botaniche e 500 alberi che formano 22 foreste circolari.  In questo contesto si inserisce la prima iniziativa di Prospettiva Terra, che prevede l’installazione sugli alberi di BAM di un totale di 300 sensori IoT – Internet of Things, sviluppati da Stefano Mancuso e PNAT che permetteranno nei prossimi 18 mesi di raccogliere una serie di informazioni sulle piante, dal loro stato di salute ai benefici che producono per la collettività, fino alla stima del loro assorbimento di CO2 all’interno della città.Il primo obiettivo del progetto è quello di monitorare lo stato di salute delle piante e rendere più efficiente, anche dal punto di vista economico, la manutenzione degli alberi urbani, a vantaggio della Pubblica Amministrazione.  Intento che appare oggi ancora più urgente, considerati gli effetti degli ultimi improvvisi fenomeni atmosferici a Milano e nei centri abitati limitrofi.

Il secondo obiettivo, non meno importante nel lungo periodo, è quello di ottenere, da un lato, informazioni sui benefici che gli alberi creano per la comunità in termini di assorbimento da parte delle singole piante di CO2 e di polveri sottili, ossidi di azoto e composti organici volatili (inquinanti nocivi per la nostra salute), grazie ai dati raccolti in real time dalla rete dei sensori, che verranno incrociati con modelli statistici noti e consolidati; dall’altro il controvalore economico, basato sempre su modello statistico, di quanto gli alberi ci possono aiutare a risparmiare mediante la mitigazione del microclima urbano.  Prospettiva Terra vuole proporre un cambio di paradigma, un nuovo modo di guardare alla collaborazione tra aziende, realtà non profit, comunità scientifica e istituzioni per creare progetti di sostenibilità comuni, concreti, innovativi e dai risultati misurabili.Manager, imprenditori e imprenditrici coinvolti vogliono essere “testimonianza” che le imprese, grazie all’impegno delle persone, possono cambiare il mondo.

Prospettiva Terra manifesta la necessità di fare impresa in modo inclusivo, superando le logiche tradizionali di mercato e concorrenza per unire gli sforzi verso obiettivi comuni, ponendo l’attenzione sulla leadership della scienza nella definizione degli interventi necessari al cambiamento di cui abbiamo bisogno.  Le aziende che vogliono cambiare prospettiva e far parte di questo percorso possono contattare il gruppo di lavoro su www.prospettivaterra.com.Commenta Stefano Mancuso: “Grazie a prospettiva terra stiamo costruendo un modello cooperativo e diffuso, simile alle reti vegetali, in cui delle imprese private decidono di farsi carico del futuro che ci aspetta lavorando nell’unica direzione possibile, ossia la partecipazione diretta a progetti di innovazione scientifica. È questa la prospettiva che ci anima: lavorare su degli esempi concreti che abbiano il potere di iniziare un dibattito pubblico sugli interventi necessari a garantire, velocemente, delle soluzioni alla crisi ambientale.

Prospettiva terra rappresenta il primo passo di un vero e proprio movimento che si pone l’obiettivo di rivoluzionare il tema della più importante sfida che ci aspetta nei prossimi cinquant’anni.Affrontiamo il cambiamento, essendone i protagonisti”.  “Secondo una ricerca del Politecnico di Milano e The European House – Ambrosetti sull’impatto multidimensionale di Porta Nuova, la realizzazione del parco botanico Biblioteca degli Alberi e di tutti gli spazi pubblici integrati con la biodiversità nell’area del quartiere ha portato a una diminuzione di 10°C della temperatura media dell’aria, dai 39-44° del 2011 ai 31-35° del 2021.

Questo progetto di ricerca è quindi per BAM l’ideale prosecuzione di un percorso già intrapreso, che attraverso l’utilizzo di strumenti analitici straordinari permetterà il monitoraggio non solo dello stato di salute della pianta, ma anche dei benefici generati per la comunità in senso ampio” dichiara Kelly Russell Catella, Direttore Generale Fondazione Riccardo Catella “Questo progetto, che abbiamo da subito sposato diventandone parte attiva, sarà un’altra occasione di ascolto prezioso: questa volta non dei cittadini, ma della comunità delle nostre piante e dell’ecosistema di BAM, del quale ci prendiamo cura ogni giorno da cinque anni. Contenuti scientifici che andremo a valorizzare nel nostro programma culturale rendendo BAM sempre più luogo pubblico di dialogo tra arte e scienza” afferma Francesca Colombo, Direttore Generale Culturale di BAM, Fondazione Riccardo Catella. “Crisi climatica, transizione ambientale, tutela del suolo sono sfide enormi che chiamano tutti, non solo le istituzioni, a una nuova responsabilità individuale e collettiva.Come Comune di Milano – spiega l’assessora all’Ambiente e Verde Elena Grandi – siamo impegnati ad ogni livello per difendere la biodiversità, valorizzare e difendere gli alberi e in generale il verde urbano, promuovere pratiche virtuose e di conoscenza.

Abbiamo però bisogno che al nostro fianco ci siano cittadini e cittadine, imprese, associazioni, enti e ‘Prospettiva Terra’ va in questa direzione.Guardo al progetto dei sensori sugli alberi con particolare attenzione: dopo la siccità del 2022 e i temporali della scorsa estate, il nostro patrimonio arboreo ha subito perdite dolorosissime.

Saranno più che preziose le informazioni che potremo raccogliere e condividere, portando a conoscenza di tutti il ruolo salvifico delle piante”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Re Carlo pronuncia il King’s Speech, ma tutti gli occhi sono su Camilla

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(Adnkronos) – Per un sostenitore delle cause ambientali, un piano per espandere le trivellazioni di petrolio e gas nel Mare del Nord probabilmente non era ciò che re Carlo III avrebbe sperato di annunciare quando ieri ha aperto per la prima volta il parlamento britannico come monarca.Nel suo discorso – sottolinea il New York Times – il re ha delineato questa e altre 20 priorità legislative del governo in una cerimonia ricca di tradizione che ha richiesto una dimostrazione dell’impassibile neutralità politica per la quale sua madre, la regina Elisabetta II, era famosa. Redatto dal primo ministro Rishi Sunak, ma pronunciato da re Carlo, il sovrano ha tenuto un discorso con un elenco di progetti di legge che includevano politiche con molta probabilità in forte disaccordo con le sue opinioni personali.

Tra questi, il piano del premier di sfruttare maggiormente le riserve britanniche di petrolio e gas nel Mare del Nord.Anche se il governo conservatore sostiene che riuscirà comunque a raggiungere i suoi obiettivi affinché la Gran Bretagna diventi un paese con emissioni nette pari a zero di anidride carbonica entro il 2050, la decisione di concedere licenze per una maggiore estrazione di combustibili fossili ha fatto arrabbiare gli attivisti contro il cambiamento climatico, una causa che a Carlo sta a cuore da decenni. Ma si sa, il re britannico regna e non governa.

Ed è forse per distogliere l’opinione pubblica dall’imbarazzo del sovrano che la stampa si è concentrata con maggiore attenzione su Camilla, che ha accompagnato Carlo alla cerimonia di apertura del parlamento.Il suo vestito avorio con ricami d’oro e d’argento è lo stesso già indossato all’incoronazione del re nel maggio 2023, una creazione dello stilista britannico Bruce Oldfield.

Così come il discorso del re è parte integrante della tradizione, mettersi lo stesso abito è tutt’altro che insolito e anzi si inserisce saldamente in un’altra tradizione reale, rispettata anche dalla defunta regina Elisabetta II, che indossò nuovamente l’abito della propria incoronazione del 1953 per un totale di sei volte, oltre che all’apertura del parlamento in Nuova Zelanda, Australia e Sri Lanka nel 1954 e in Canada nel 1954 e nel 1957.  Ma non è stato questo l’unico omaggio reso da Camilla a Elisabetta.La sovrana infatti ha indossato il diadema di stato di Giorgio VI, che comprende 1.333 diamanti e 169 perle.

Realizzato per l’incoronazione di re Giorgio IV nel 1820, divenne successivamente un punto fermo per le sovrane del Regno Unito.E’ passato dalla testa della regina Adelaide a quella della regina Vittoria, alla regina Alessandra, alla regina Mary, alla regina Elisabetta (la regina madre), a Elisabetta II, che lo indossò a quasi ogni apertura del parlamento durante il suo regno, passando soltanto negli ultimi anni del regno a una corona più leggera.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il dentista di Gaza e la telefonata degli 007 israeliani: “Bombarderemo fra 2 ore”

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(Adnkronos) – “Siamo i servizi israeliani, devi scappare perché bombarderemo i grattacieli”.Mahmoud Shaheen, un dentista quarantenne di Gaza, ha ricevuto questa telefonata all’alba.

Ed è stato lui a permettere l’evacuazione di centinaia di vicini da al Zahra, un’area residenziale nel nord della Striscia, che ora è ridotta un cumulo di macerie.Rintracciato giorni dopo dalla Bbc, ha raccontato oggi la sua terribile esperienza. 
Tutto è cominciato con una telefonata alle 06:30 del 19 ottobre. “Sono Abu Khaled, chiamo dall’intelligence israeliana: bombarderemo i tre grattacieli.

Bisogna evacuarli”, gli ha detto una voce in arabo.Shaheen, che non ha mai saputo perché è stato scelto, è rimasto sconvolto all’idea di avere “nelle mani” la vita di così tanta gente.

Prima di tutto ha preteso una verifica, temendo una bufala.Ha chiesto di sparare dei colpi di avvertimento, che sono puntualmente avvenuti.

E quando ha capito che era tutto vero, ha cercato di prendere tempo, implorando: “Non traditeci, non bombardate finché c’è gente”.Poi ha chiesto: “Perché volete bombardare?…

questa è un’area civile”. “Ci sono delle cose che voi non vedete.E’ un ordine di persone più in alto di noi e di te, c’è l’ordine di bombardare”, ha risposto la voce dall’altra parte. Quando il dentista è riuscito a far scendere in strada tutti gli abitanti, la voce ha informato che il bombardamento sarebbe iniziato.

Un aereo israeliano volava in circolo sull’area.Prima è stato colpito il grattacielo centrale, poi gli altri due.

Un post sul gruppo facebok di Al Zahara indica che alle 08.28, le tre torri erano state distrutte.Quando il raid è cessato.

la voce al telefono ha avvertito che tutto era finito.  Più tardi, dopo aver terminato le preghiere della sera, il dentista si è accorto che c’era stata una chiamata sul suo telefono.Mentre si chiedeva se ci sarebbe stato un nuovo bombardamento, il cellulare si è messo a suonare.

Questa volta a chiamare per i servizi israeliani era un uomo che si è presentato come Daoud e apparentemente conosceva molti dettagli della sua vita, fra cui il nome del figlio.Tu sei “un uomo saggio”, gli ha detto.

E dopo aver ricordato che Hamas aveva ucciso bambini nell’attacco in Israele, lo ha avvertito che entro “due ore” sarebbero stati distrutti altri 20 edifici con centinaia di appartamenti.  Orami era calato il buio, in un’area in cui l’elettricità non c’era più.Mahmoud Shaheen ha cominciato a gridare di casa in casa, mentre la gente cominciava a fuggire.

Intanto Daoud era sempre al telefono.Ad un certo punto gli ha anche detto: “Calma, non bombarderemo senza il tuo permesso”. “No, non darò il mio permesso.

Io non voglio che nessuno sia bombardato, farò evacuare le persone ma non darò il permesso per bombardare”, ha risposto il dentista.Mentre la gente si affannava a far uscire di casa un’anziana disabile, molti erano preoccupati per una vicina casa di riposo.

Ma Daoud ha precisato che non sarebbe stata toccata.  
Quando gli edifici residenziali sono stati resi al suolo, ormai erano passate le 21, Mahmoud Shaheen ha chiesto a Daoud dove sarebbe potuta andare la gente. “Portali verso Palestine street”, gli ha risposto la voce.E quando il dentista ha suggerito la vicina università, Daoud ha approvato.

Durante la seconda telefonata, Daoud ha chiesto ad un certo punto quanta batteria rimaneva al telefono.Ottenuta la risposta che era solo al 15%, Daoud ha consigliato di mettere giù.

Ci sono poi state successive chiamate brevi, una arrivata anche sul cellulare di una persona vicina a lui.  
Dopo una notte d’angoscia, la comunità di Al Zahara si è dispersa.Anche per chi aveva ancora la casa non c’era più ragione di rimanere.

Mahmoud Shaheen si è trasferito con la famiglia in un’altra parte della Striscia. “Non penso alla mia casa o il mio studio dentistico.Prego solo di sopravvivere”, ha detto alla Bbc.

Grazie a lui sembra che nessuno dei suoi vicini sia morto nel bombardamento. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Quasi 6 milioni di italiani nel mondo, circa la metà arriva dal Sud

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(Adnkronos) – ”L’Italia fuori dei confini nazionali è costituita oggi da circa 6 milioni di cittadini e cittadine.L’analisi dei numeri incrocia la storia del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes la cui prima edizione risale a diciotto anni fa.

Una presenza cresciuta dal 2006 del +91%.Le italiane all’estero sono praticamente raddoppiate (99,3%), i minori sono aumentati del +78,3% e gli over 65 anni del +109,8%.

I nati all’estero sono cresciuti, dal 2006, del +175%, le acquisizioni di cittadinanza del +144%, le partenze per espatrio del +44,9%, i trasferimenti da altra Aire del +70%”.E’ quanto emerge dal ‘Rapporto Italiani nel mondo 2023’ della Fondazione Migrantes.  ”Al 1° gennaio 2023 i connazionali iscritti all’Aire sono 5.933.418, il 10,1% dei 58,8 milioni di italiani residenti in Italia.

Il 46,5% dei quasi 6 milioni di italiani residenti all’estero è di origine meridionale (il 15,9% delle sole Isole), il 37,8% del Settentrione (il 19,1% del Nord Ovest) e il 15,8% del Centro.La Sicilia è la regione d’origine della comunità più numerosa (oltre 815 mila).

Seguono, restando al di sopra delle 500 mila unità, la Lombardia (quasi 611 mila), la Campania (+548 mila), il Veneto (+526 mila) e il Lazio (quasi 502 mila)”. ”Il 48,2% dei 6 milioni di italiani all’estero è donna (oltre 2,8 milioni).La presenza delle italiane cresce in maniera sostenuta: dal 2006 ad oggi è praticamente raddoppiata (+99,3%).

Il 58,2% degli iscritti all’Aire è celibe/nubile, il 35,3% coniugato/a.I vedovi sono il 2,2% e sono stati superati dai divorziati (2,8%).

Crescono le unioni civili (3.815, 0,1%)”. ”Il 44% delle partenze per espatrio, avvenute da gennaio a dicembre 2022, ha riguardato giovani italiani tra i 18 e i 34 anni.Si rilevano, rispetto agli anni precedenti, due punti percentuali in più in questa specifica classe di età che continua a crescere nonostante in generale, ancora per quest’anno, si sia rilevata – per la sola motivazione espatrio – un decremento delle partenze ufficiali – e quindi con iscrizione all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero – dei nostri connazionali e delle nostre connazionali oltre i confini italiani”.  ”Il prolungarsi di tali decrementi (-2,1%, -1.767 iscrizioni per solo espatrio rispetto al 2022) e il ritardo delle ripartenze in numeri paragonabili al periodo prepandemico (sempre superiore alle 100 mila partenze per solo espatrio l’anno) spinge a pensare che, probabilmente, ci ritroviamo in una nuova fase della mobilità italiana. È come se l’epidemia di Covid avesse reso i migranti italiani che partono oggi meno spavaldi, meno propensi al rischio, ma con maggiore senso di responsabilità e una più intensa inquietudine rispetto ad una scelta di vita che potrebbe essere definitiva – considerando le esperienze di altri (parenti e amici) a loro vicini – e per questo ancora meno facile da prendere”. ”Aumentano gli indecisi, coloro che sono in una sorta di limbo tra il qui e il là, quelli che sono andati all’estero e vi lavorano anche, ma che continuano a tenere fermo un piede anche in Italia non ottemperando all’obbligo di iscrizione all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (Aire).

Aumentano i moderni clandestini, quelli che non rispondono al diritto-dovere di spostare la residenza dall’Italia all’estero, quelli che vivono tra due realtà prendendo da ciascuna quello che possono, di volta in volta giustificati dal fatto che siano stati scarsamente considerati e valorizzati e che l’Italia non abbia avuto cura di loro evitando che andassero a vivere lontano”.  ”L’attuale presenza italiana all’estero è europea.L’Europa accoglie oltre 3,2 milioni di connazionali (il 54,7% del totale) mentre il continente americano segue con oltre 2,3 milioni (40,1%).

Oggi le comunità italiane più numerose si trovano in Argentina (oltre 921mila iscritti, il 15,5% del totale), in Germania (oltre 822mila, il 13,9%), in Svizzera (oltre 639 mila, il 10,8%).Seguono Brasile, Francia, Regno Unito e Stati Uniti d’America”, emerge ancora dal Rapporto Italiani nel mondo 2023′.  ”Il 75,3% di chi ha lasciato l’Italia per espatrio nel corso del 2022 è andato in Europa; il 17,1% è, invece, arrivato nel continente americano (il 10,5% nell’America Latina) e il 7,4% si è distribuito in tutto il resto del mondo”.  ”Se la pandemia aveva azzerato la mobilità previdenziale, quella cioè degli italiani e delle italiane dai 65 anni e oltre, nell’ultimo anno si intravede una certa ripresa.

Nel 2023, all’interno del generale decremento di partenze rispetto al 2022 (-2,1%), le iscrizioni all’Aire per la sola motivazione espatrio degli over 65 anni sono state 4.300 in totale.Le variazioni registrate, rispetto al 2022, sono: +17,8% per chi ha 65-74 anni, +15,1% per 75-84 anni e +5,3% per gli over ottantacinquenni”, si legge ancora.  ”Cosa spinge i nostri pensionati a lasciare l’Italia?

Le motivazioni sono diverse – ricerca di luoghi esotici più amati dal punto di vista culturale o climatico, necessità di paesi con politiche di defiscalizzazione, desiderio di posti diffusamente sponsorizzati anche dalle agenzie nate proprio per accompagnare la Terza Età nel processo migratorio – ma quella che, dall’incrocio dei dati, appare come la ragione più battuta è che gli anziani vanno negli stessi luoghi dove si sono trasferiti figli e nipoti.Il desiderio che spinge un uomo o una donna avanti nell’età, molte volte vedovo/a, a vivere un percorso migratorio oggi, mettersi in discussione e affrontare l’ignoto è, quindi, una sorta di processo di ricongiungimento familiare moderno spesso portato avanti in modo non ufficiale.

I dati sono, infatti, assolutamente sottostimati in quanto soprattutto per chi si trasferisce in Europa, non sempre si procede al cambiamento di residenza”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Che Tempo Che Fa, Beppe Grillo domenica ospite di Fazio

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(Adnkronos) –
Beppe Grillo sarà ospite domenica prossima, 12 novembre, a ‘Che Tempo Che Fa’ sul Nove.Ad annunciarlo lo stesso Fabio Fazio sui social. Il fondatore del M5S arriva dopo Ligabue, Paola Cortellesi, Fedez, Vincenzo Mollica, Ornella Vanoni e i tanti altri ospiti del programma che ha ‘traslocato’ sul Nove dalla Rai con risultati definiti “straordinari: 2,2 milioni di telespettatori e il 10,5% di share, confermando Nove sul podio delle reti nazionali.

Sui social, con 250 mila interazioni, è ancora una volta il programma più commentato della serata”, si leggeva due giorni fa sulla pagina social della trasmissione. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Indi Gregory, il padre: “Italia ultima speranza, non staccate spina ora”

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(Adnkronos) – “L’Italia per mia figlia Indi è davvero l’ultima speranza.Non staccate la spina ora”.

Così Dean, il papà di Indi Gregory, la bimba inglese di 8 mesi colpita da una gravissima malattia degenerativa mitocondriale.L’uomo, in un’intervista a ‘Repubblica’, parla del caso sul quale oggi, alle 15 italiane, il giudice inglese Robert Peel potrebbe di nuovo decidere di terminare l’esistenza della piccola “per il suo miglior interesse”.  Dean, 37 anni, e sua moglie Claire, 35, giorni fa lo hanno impedito ai medici.

Stavolta, nonostante l’intervento dell’Italia e la cittadinanza concessa a Indi per farla trasferire al Bambino Gesù di Roma, potrebbero staccare la spina alla piccola ricoverata all’ospedale Queen Medical Center di Nottingham.  Il 37enne, nell’intervista, dice di aver ancora speranza di salvare Indi “ma – afferma – stiamo vivendo momenti tragici.Ieri il tribunale ci ha chiesto come vogliamo far morire nostra figlia: se in ospedale, in hospice o a casa.

Noi abbiamo chiesto a casa e una revisione del protocollo delle cure palliative che ne accelerano la morte.Ma la sanità e i tribunali britannici vogliono negarci anche questo”.

Quindi le speranze di un trasferimento di Indi in Italia sono svanite? “Non ancora.Quello è un processo separato per cui sono in corso trattative anche a livello politico.

O magari il giudice si pronuncerà in tal senso.Non lo sappiamo”.  L’Italia è l’ultima speranza? “Sì – risponde – e non sappiamo come ringraziare il vostro paese, la premier Meloni e gli italiani.

Siete meravigliosi.Magari il nostro primo ministro avesse lo stesso coraggio”.

Ha sentito Meloni?Chiede il giornalista “Non ancora, ma so che ha il mio numero di telefono”.

Dean Gregory critica poi il sistema britannico: “È folle e impietoso, che mi fa vergognare di essere britannico.In tribunale, da genitore, non hai alcun diritto.

Tutto il sistema è contro di te.Non auguriamo a nessuno quanto stiamo passando”.

E ancora: “Sappiamo bene che Indi non può essere curata.Ma c’è il caso di un bambino americano che, con la stessa sindrome, a 9 anni è ancora vivo.

Anche Indi, con il trattamento giusto in Italia, potrebbe ancora vivere mesi o forse anni”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Amburgo, allarme in una scuola: due uomini armati nell’edificio

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(Adnkronos) – Allarme ad Amburgo, in Germania: nella scuola distrettuale Blankenese, Frahmstrasse – scrive la Bild dando le prime, frammentarie informazioni sull’accaduto – si sarebbe verificato un episodio di minaccia con un’arma da fuoco.La polizia ha immediatamente fatto scattare l’allarme, sono arrivate le forze speciali, gli agenti hanno circondato l’edificio, quindi lo hanno preso d’assalto e lo stanno perquisendo alla ricerca dei due presunti responsabili, almeno uno dei quali sarebbe armato di pistola.

Non è chiaro se si tratti di studenti della scuola. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cane caduto da finestra a Roma, la padrona: “Io minacciata e insultata”

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(Adnkronos) – ”Dal giorno dell’incidente in cui il nostro povero Cody ci ha lasciati, le nostre vite sono state sconvolte.Sono oggetto di attacchi e false notizie.

Sulle pagine dei social quotidianamente ci sono centinaia di commenti ed insulti per infangare la mia reputazione e dignità.Non posso più uscire di casa senza essere minacciata e insultata”.

Lo afferma Emilia Pawlak, la padrona del rottweiler morto dopo essere precipitato dalla finestra di un appartamento di via Frattina a Roma lo scorso 27 ottobre, quando una ragazza incinta di 28 anni è rimasta ferita.  “Anche i miei figli da quel giorno terribile sono sotto una pressione costante, temono di uscire e di andare a scuola – continua la donna assistita dall’avvocato Michele Saveriano – Non consento a nessuno di continuare a rovinare la mia vita e quella dei miei figli già fortemente turbata dalla perdita del nostro amato cane.Sono costretta a tutelare me e loro e per questo ho già dato incarico al mio legale di procedere nelle sedi competenti”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Masperi (ad Sap Italia), con nostro Joule portiamo la generativa nei processi business   

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(Adnkronos) – La consapevolezza sull’Intelligenza Artificiale “è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi 12 mesi e di questo dobbiamo ringraziare ChatGtp” e la “vera novità di questi ultimi anni è l’Ia generativa” e “noi con il nostro co-pilot Joule puntiamo a portare l’Ia generativa nei processi di business”.A dirlo è stata Carla Masperi, amministratore delegato di Sap Italia, intervendo al confronto “Intelligenza artificiale, rischi e opportunità” organizzato oggi dall’Adnkronos, al Palazzo dell’Informazione di Piazza Mastai.  “L’Ia ha ricordato Masperi – esiste da tanti anni, ricordiamo a fine anni ’90 le prime partite a scacchi con i robot oppure i primi robot aspirapolveri o le prime macchine industriali per la logistica”. “Il deep learning e il machine learning – ha osservato ancora l’ad di Sap Italia – sono quegli approcci all’Ia che nel mondo del business c’erano da tempo.

Oggi 26mila dei nostri 500mila clienti utilizzano già l’Ia all’interno delle loro soluzioni”.Ma “quello che c’è di nuovo -ha indicato inoltre Masperi – è l’Ia generativa, la capacità dell’Ia di generare qualcosa di nuovo e non di andare a indagare dati e processi come fatto fino ad questo momento”.  E questa evoluzione, secondo la top manager, “ha messo le aziende di fronte ad una opportunità molto importante e occorre adesso capire come possono entrare nel business”. “Noi abbiamo annunciato il nostro co-pilot che si chiama Joule e il nostro approccio sarà quello di portare scenari di Artificial Intelligence generativa all’interno dei processi di business, all’interno delle nostre soluzioni” ha rimarcato Masperi.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Karate Kid, è morto l’allenatore di Danny Larusso e Miyagi

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(Adnkronos) – E’ morto il coach di Karate Kid.Lo stuntman statunitense Pat E.

Johnson, noto per aver ideato i combattimenti e addestrato gli attori per la saga di “Karate Kid” e altri popolari film di arti marziali, è morto per cause naturali nella sua casa di Los Angeles all’età di 84 anni.La scomparsa è avvenuta domenica 5 novembre, ha scritto “Variety”, citando un post della nipote di Johnson, Colleen Mary Johnson Summerville, che ha dato la notizia su Facebook. Pat E.

Johnson aveva ottenuto il titolo di cintura nera di nono grado come maestro di karate e aveva messo a frutto le sue abilità nelle arti marziali sul set di una quarantina di film, a partire da “I 3 dell’Operazione Drago” del 1973, sia come istruttore che controfigura, stuntman e attore.Aveva conquistato successo a Hollywood con “Karate Kid – Per vincere domani” (1984), allenando gli attori Pat Morita e Ralph Macchio – il maestro Miyagi e Danny Larusso – a cui aveva insegnato mosse spericolate da eseguire nei combattimenti.

Ha avuto lo stesso ruolo in “Karate Kid 2 – La storia continua” (1986), “Karate Kid 3 – La sfida finale” (1989), “Karate Kid 4” (1994)  Johnson ha lavorato anche come stuntman e coordinatore degli stunt in molti altri film, tra cui “Vivere e morire a Los Angeles” (1985), “Tartarughe Ninja alla riscossa” (1990) e i relativi sequel, “Buffy – L’ammazzavampiri” (1992) e “Mortal Kombat” (1995) e i suoi seguiti.Inoltre Johnson è stato uno degli istruttori principali delle scuole di karate di Chuck Norris, insegnando nella sede di Sherman Oaks.

Nel 1993 Johnson è stato premiato con l’inserimento nella Hall of Fame della North American Sport Karate Association. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giroud, la lezione in tv dopo Milan-Psg: “Non mi chiamo Girù” – Video

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(Adnkronos) – Olivier Giroud è riuscito a firmare il gol del 2-1 nella splendida vittoria del Milan contro il Psg in Champions League.L’attaccante francese, però, non riesce a spiegare la corretta pronuncia di nome e cognome a Jamie Carragher, ex capitano del Liverpool e commentatore della Cbs.

Il siparietto va in onda dopo il match di ieri sera.La conduttrice Kate Abdo prova a fare da tramite da Giroud, impegnato nelle interviste post-partita, e Carragher, che in studio si cimenta con scarsi risultati nel tentativo di pronunciare ‘oliviègirù’ nel modo giusto. “Mi hanno chiamato così per 9 anni in Premier League”, dice il centravanti rassegnato.

Kate Abdo supera l’esame.Micah Richards, l’altro commentatore in studio, se la cava.

Carragher, invece, è disastroso.L’attaccante del Milan prova a spiegare che la ‘d’ nel cognome non va pronunciata, che c’è una ‘r’ e non una ‘l’.

Il risultato è sconfortante e Giroud chiude la lezione per disperazione.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni: “Io come atleta ai blocchi: penso solo alla gara e mi fido solo di me”

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(Adnkronos) – Giorgia Meloni “me la sono persa.A volte mi dicono ‘mi manchi’, e io rispondo ‘anch’io mi manco’.

Questo è un ruolo che ti toglie tutto, e puoi farlo solo se ci credi veramente.Puoi farlo, certo, se sei molto vanitosa — e non è il mio caso — o se sei troppo responsabile.

In questo caso non riesci a vedere i vantaggi personali di quello che fai.Io vedo sempre il bicchiere mezzo vuoto, ma è anche la mia forza riuscire a immaginare sempre lo scenario peggiore.

Appena risolto un problema, vedo solo che ne ho altri cento davanti.Assumendo questo incarico non avevo capito che avrei dovuto fare i conti con due problemi enormi.

Il primo: qualunque imprevisto accada nel mondo, riguarda anche te.Il secondo: non esiste programmazione.

L’emergenza è la tua unica certezza”.Così si racconta la premier Meloni nel libro, in uscita oggi, ‘Il rancore e la speranza’, di cui il Corriere della Sera ha pubblicato alcuni stralci. “Sono del segno del Capricorno.

Molto schematica.Per me, che devo sapere tutto prima di affrontare qualunque cosa, è un problema.

Eppure mi sono sorpresa di me stessa.Un paradosso.

Di fronte all’emergenza sono serena, senza l’ansia di un tempo.Ha presente gli atleti quando si mettono ai blocchi?

Il cervello li isola: pensano unicamente alla gara.Allo sparo, partono concentrati solo su quella.

Margaret Thatcher si faceva portare soltanto i giornali che parlavano bene di lei.Io nemmeno quelli.

Non leggo niente per non essere condizionata.Non ho padroni, non ho niente da restituire.

Mi fido solo della mia coscienza e mi interessa solo il giudizio degli italiani”, dice. Com’è cambiata in un anno la presidente del Consiglio? “Anche qui sono la stessa persona, e la cosa che mi rende orgogliosa è di essermi mossa a livello internazionale esattamente come mi sono sempre mossa.Mai paludata per il ruolo.

La franchezza di sempre.Sono schietta nel trasferire le mie convinzioni.

Non abbasso la testa.Non ho complessi d’inferiorità.

Quello che temevano fosse una debolezza per l’Italia è diventata una forza”, si racconta la premier. “In Italia – per la presidente del Consiglio – è mancata troppo a lungo la politica, e l’impressione che ho è che in politica estera l’assenza della politica ci abbia portato a essere dei follower, cioè a inseguire gli altri per essere certi di non sbagliare.Io provo a fare dell’Italia una nazione leader, da inseguire.

Prenda il vertice arabo del Cairo del 21 ottobre, un incontro cruciale con la crisi in Israele.Ho spiazzato tutti e sono stata l’unico leader del G7 a essere presente.

Qualcuno lo sconsigliava, visto che gli altri avevano preferito essere presenti con i loro ministri degli Esteri, ma i paesi arabi, a cominciare dal presidente egiziano al-Sisi, hanno apprezzato moltissimo questo coraggio”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto oggi ad Arezzo, scossa 2.5 in provincia

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(Adnkronos) –
Terremoto oggi in provincia di Arezzo.Una scossa di magnitudo 2.5, con epicentro a 3 chilometri a sud est di Pratovecchio Stia e a una profondità di 9 chilometri, è stata registrata alle 9,27 di questa mattina dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

Non vengono segnalati danni a cose o persone, anche se la scossa è stata avvertita dalla popolazione della zona e sono molti i commenti sui social. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)