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Lino Banfi lascia Ballando con Le Stelle: “Lo avevo deciso prima di iniziare”

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(Adnkronos) – Lino Banfi ha deciso irrevocabilmente: non continuerà la sua avventura a ‘Ballando con lo Stelle’.L’attore lo rivela in un’intervista al settimanale ‘Chi’.

Nonostante l’affetto del pubblico e il gradimento ottenuto nel corso delle prime puntate, l’attore pugliese ha spiegato i motivi che si celano dietro la sua decisione. “Era una cosa che avevo deciso già prima di iniziare e non l’avevo rivelata a nessuno, neanche ai miei parenti”, ha detto Banfi. “Io decido sempre da solo.Ho solo aspettato il momento giusto per dirlo”. “So come funziona il programma: dalla quarta puntata si comincia a parlare seriamente di ballo e io non ho gli anni né la forza per andare fino in fondo”, ha aggiunto il popolare attore.

Che ammette: “Ho usato la strategia del marketing.Volevo essere io a decidere quando lasciare: non andarmene da perdente, ma dopo aver fatto una bella figura”.

La schiettezza di Banfi non si ferma qui: l’attore ha ammesso di aver accettato di partecipare al programma per la moglie, scomparsa tempo fa. “Quando stava finendo i suoi giorni e non riconosceva più nessuno, ho passato brutti momenti…Se ho accettato di fare Ballando dopo 18 anni che me lo chiedevano, è stato anche per fare un piacere a lei”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli-Union Berlino 1-1! Torna in discussione la qualificazione

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Continuano le montagne russe per gli azzurri di Garcia. Napoli-Union Berlino termina 1-1 con i partenopei non in grado di segnare il gol del vantaggio con 50 minuti a disposizione. I tedeschi invece sfruttano l’unica chiara occasione da rete.

Primo tempo Napoli-Union Berlino

La prima occasione passiva al sedicesimo, Zielinski recupera palla in area e calcia, palla deviata e sull’esterno della rete.

Ventiquattresimo, Politano crossa al centro dagli sviluppi di un calcio d’angolo, Natan anticipa tutti e colpisce di testa, ma trova il palo.

Trentesimo minuto, Mario Rui effettua un cross verso il secondo palo dove Di Lorenzo fa la torre di testa verso Anguissa che appoggia comodamente in rete ed è 1-0 Napoli!

Dopo un check al VAR il gol viene annullato per fallo di Di Lorenzo, che si è appoggiato con entrambe le mani su Roussillon per saltare impedendo di difendere al francese. 0-0.

Trentanovesimo, vantaggio azzurro, ancora da un cross di Mario Rui, stavolta sul primo palo dove Positano si ritrova la palla che gli carambola addosso e poi in rete per l’1-0!

Allo scadere del primo tempo c’è una punizione dal limite per lo Union, Juranovic si incarica della battuta e calcia sul palo di Meret ma colpisce il palo.

Salernitana Napoli serie A 2023-2024 calcio (8) foto

Secondo tempo

Al cinquantaduesimo, ripartenza micidiale dell’Union da calcio d’angolo per gli azzurri. Fofana percorre tutto il campo e serve per Becker tutto solo che calcia, salva Meret; ma sulla ribattuta Fofana appoggia in rete per l’1-1.

Ottantunesimo, calcio d’angolo per il Napoli, Rrhamani si coordina bene e colpisce di test ama la palla va di poco sopra la traversa.

Novantatreesimo, inventa Lindstrom, che serve sul primo palo dove tocca Cajuste ma la palla non va verso la porta.

Novantacinquesimo, su un colpo di testa arriva Kvara che calcia in girata ma il portiere dell’Union blocca.

Finisce qui, nonostante gli 8 minuti di recupero Napoli-Union Berlino non va oltre l’1-1.

 

 

Lazio-Roma, è già derby: Mourinho contro Sarri, botta e risposta

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(Adnkronos) –
Il derby Lazio-Roma si gioca domenica 12 novembre alle 18 ma la sfida tra gli allenatori Maurizio Sarri e José Mourinho è già cominciata davanti ai microfoni.I due tecnici si pungono in un prolungato botta e risposta sul calendario, tema che sta a cuore a entrambi.

Sarri ha stigmatizzato la programmazione prima dell’inizio del campionato evidenziando la sequenza di trasferte ostiche riservata ai biancocelesti.Mourinho ha accelerato nelle ultime settimane, lamentandosi dopo Inter-Roma e attaccando la Lega di Serie A – che ha risposto con un comunicato – prima di Roma-Lecce di domenica scorsa.

Ora si avvicina la stracittadina e il volume si alza.Mourinho, lo scorso weekend, ha puntato il dito contro la differenza di giorni di riposo a disposizione delle due squadre prima del derby: la Lazio ha giocato martedì 7 novembre in Champions League in casa, la Roma gioca giovedì 9 novembre in Europa League a Praga.  Ieri, dopo la vittoria contro il Feyenoord, è arrivata la stoccata di Sarri. “Speriamo non dover pagare il caro prezzo degli acciaccati.

La Roma si può permettere un’amichevole giovedì e noi contro il Feyenoord abbiamo fatto una guerra, c’è una differenza fondamentale.Non mi sembra il massimo dell’intelligenza da parte della Lega programma il derby alla fine di una settimana con impegni europei, mi pare gente estranea al calcio: si poteva fare diversamente.

La Roma in Europa League ha una classifica tale da permettersi di far riposare diversi giocatori”, le parole di Sarri.  A stretto giro, la replica di Mourinho. “A Praga giochiamo un’amichevole?Se qualcuno si deve sentire offeso dalle sue dichiarazioni è la gente dello Slavia.Rispetto sempre i miei avversari, lo Slavia è un’ottima squadra e quello che fa la differenza è il modo di pensare le partite.

Magari la differenza tra un allenatore che ha vinto 25 titoli contro uno che ne ha vinti pochi è esattamente questa mentalità: ogni partita si gioca e non ci sono amichevoli”, la stoccata a Sarri. “Sulle sue dichiarazioni mi piacerebbe sentire la reazione della Lega, è stata una critica diretta e obiettiva, quindi aspetto”.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Premierato, Pizzarotti: “Limite due mandati come per i sindaci, serve coerenza regole”

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(Adnkronos) – Il limite dei due mandati “è necessario per i sindaci, per i governatori, a maggior ragione dovrebbe esserlo per il premier: d’altronde anche negli Usa c’è il limite di due mandati, qualcosa vorrà dire o no?”.Così il presidente di +Europa Federico Pizzarotti, che, dialogando con l’Adnkronos, si sofferma sull’assenza, nel testo Casellati, del limite di 2 mandati per il premier scelto dagli elettori, lui che, da sindaco di Parma, ha lasciato la fascia tricolore dopo due giri di boa. Il premierato approvato lo scorso 3 novembre dal Cdm e che si appresta ad approdare in Senato, afferma Pizzarotti, “è una riforma che non è una riforma, visto che non rivede in modo organico la Costituzione e la composizione dello Stato.

In una definizione di revisione e nuovo impianto andrebbe fatta una ristrutturazione vera e propria, di cui ci sarebbe bisogno, magari decentrando alcune cose e accentrandone altre”.  “Io sono uno di quelli che crede nel limite di due mandati per i Comuni di grandi dimensioni, e non per una visione populista – puntualizza Pizzarotti, un passato da grillino della prima ora – dunque non perché tema si creino situazioni di malaffare, di gestione poco trasparente del potere: in Francia e Germania, ad esempio, per i sindaci non è previsto nessun tetto al mandato, se non un limite di età.Ma credo che prevedere un limite sia un elemento positivo dal punto di vista dell’entusiasmo, della necessità di un ricambio, di dare nuova linfa, del resto – osserva – cambiare è un esercizio di democrazia.

Per me il tetto non è un limite discriminatorio, ma assume un’accezione positiva”.  E’ un elemento “necessario, l’impegno di governo si affronta sempre in modo diverso e un ricambio -anche al’interno dello stesso schieramento- credo sia utile”.Anche perché, per Pizzarotti, serve “una coerenza, regole uguali a diversi livelli istituzionali”, dunque se il tetto c’è per sindaci e presidenti di Regioni “è fondamentale che anche il premier lo abbia.

Sui governatori – osserva – siamo davanti a una doppia ipocrisia e a un doppio problema: sul terzo mandato è scorretto decidano le regioni da sole, ciascuna libera di darsi regole diverse”.  Ma che si tratti di un primo cittadino, di un governatore o di un premier “la chiave politica per me prevale sempre: deve trattarsi di un impegno a tempo, anche perché – osserva ancora l’ex sindaco parmense – avere un tempo significa avere una deadline, una linea rossa entro la quale raggiungere gli obiettivi che ci si è dati.E’ uno sprone per se stessi ma anche per gli altri, mettendoli nelle condizioni di far meglio a parità di tempo”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Turris-Juve Stabia, Coppa Italia: Rileggi LIVE 3-5

Turris-Juve Stabia, sedicesimi di finale di Coppa Italia di Serie C: il live testuale del match.

Turris-Juve Stabia, il live testuale: allo stadio “Liguori” di Torre del Greco va in scena il secondo turno di Coppa Italia tra due squadre con il morale agli estremi opposti. La vincente affronterà nel prossimo turno la vincente del match tra Avellino e Foggia.

I temi di Turris-Juve Stabia.

La Turris arriva al derby di Coppa Italia con la Juve Stabia con una striscia molto negativa fatta di 4 sconfitte consecutive. Non a caso il tecnico dei corallini, Bruno Caneo sempre fedele al suo modulo tattico 3-4-3 nonostante il periodo di crisi di risultati e di gioco, ha affermato nel post-gara di Casertana-Turris di voler vincere il derby di Coppa anche perchè si gioca contro la capolista del torneo.

Molto probabile che Caneo, così come Pagliuca, diano spazio e minutaggio a chi ha giocato di meno fino a questo momento, pur conservando inalterata la volontà di passare il turno.

Dal canto suo la Juve Stabia arriva al derby di Coppa Italia con il morale alle stelle dopo la doppia vittoria con il Latina e soprattutto a Taranto contro una delle squadre che dovrebbe recitare un ruolo importante in questo campionato.

Numeri sempre più da record per la difesa delle Vespe, prima in Italia in quanto a gol subiti (5 in 12 gare) e seconda solo al Nizza in Europa (4 gol subiti in 11 giornate di campionato).

Il direttore di gara.

L’arbitro del match sarà il sig. Andrea Ancora della sezione di Roma al quarto anno in Serie C con 40 gare dirette in categoria con 18 vittorie interne, 12 pareggi e 10 vittorie esterne. 8 i rigori assegnati e ben 18 le espulsioni decretate.

Gli assistenti saranno: 1° sig. Glauco Zanellati della sezione di Seregno; 2° Marco Sicurello della sezione di Seregno; quarto uomo il sig. Stefano Striano della sezione di Salerno.

Le formazioni ufficiali di Turris-Juve Stabia.

TURRIS (3-4-3): Pagno; Cocetta, Miceli, Frascatore; Saccani, Matera (Scaccabarozzi dal 33° s.t.), Pugliese (Giannone dal 4° s.t.s.), D’Alessio (Franco dal 33° s.t.); Pavone (Esempio dal 45° s.t.), Guida (Rizzo dal 28° s.t.), Nocerino (De Felice dal 4° s.t.).

A disposizione: Iuliano, Fasolino, D’Auria, Giannone, De Felice, Maniero, Primicile, Musumeci, Onda.

Allenatore: sig. Bruno Caneo.

JUVE STABIA (4-3-1-2): Esposito; La Rosa (Picardi dal 1° s.t.), Folino, Vimercati (Ruggiero dal 8° p.t.s.), D’Amore (Faccetti dal 45° s.t.); Gerbo, Maselli, Meli (Erradi dall’8° s.t.); Marranzino; Bentivegna (Piovanello dal 40° s.t.), Guarracino (Aprea dal 45° s.t.).

A disposizione: Signorini, Bellich, Romeo, Piscopo, Baldi, Mignanelli, Bachini, Andreoni, Faccetti, Aprea, Leone, Ruggiero.

Allenatore: sig. Guido Pagliuca.

Angoli: 8-4

Ammoniti: 28° Saccani (T), 29° Guarracino (J), 32° Meli (J), 12° s.t. Picardi (J), 44° s.t. Miceli (T), 46° s.t., 51° s.t. Esempio (T), 7° s.t.s. Gerbo (J).

Espulsi: 23° s.t. Saccani (T)

Primo tempo Turris-Juve Stabia.

GGGOOLLLL DELLA JUVE STABIA: assist di Maselli per Bentivegna che infila subito in rete con un diagonale per il vantaggio delle Vespe!

19° D’Alessio penetra in area di rigore dalla sinistra e mette al centro per D’Auria che tira e la palla va di poco a lato sul fondo. Turris che si rende per la prima volta pericolosa.

26° Gara molto equilibrata con la Juve Stabia che si fa preferire per la fase difensiva molto attenta come al solito controbattendo per ora molto bene alla sterile supremazia territoriale della Turris.

27° Occasione per la Juve Stabia: Bentivegna sotto misura spreca una ghiotta azione della Juve Stabia.

28° Ammonito Saccani per la Turris.

29° Guarracino ammonito per la Juve Stabia.

30° Punizione di Frascatore dal limite per la Turris con grande parata in angolo di Esposito.

32° Meli ammonito per la Juve Stabia.

35° Tiro di Matera dai 35 metri per la Turris, abbondantemente sul fondo.

41° GGOOOLLLLL DELLA JUVE STABIA: azione di rimessa delle Vespe che conquistano palla a metà campo su errore di Cocetta con Guarracino che smista per Bentivegna che sforna un ottimo assist per Marranzino che indisturbato la mette sotto la traversa per il 2-0 meritatissimo delle Vespe. 

45° Matera ci prova dal vertice sinistro dell’area di rigore, neutralizza Esposito con sicurezza.

46° Ci prova ancora Marranzino ben servito da Guarracino su errato disimpegno ancora di Cocetta, il tiro a giro di destro termina di poco alto sulla traversa. Termina il primo tempo con le Vespe meritatamente sul 2-0, frutto di una supremazia palesata in campo nei primi 45 minuti di gioco. Difesa della Turris tutta da dimenticare.

Secondo tempo Turris-Juve Stabia.

Turris subito in gol: azione sulla fascia sinistra di attacco e passaggio per Pavone che mette in rete battendo Esposito. 

4° Discesa di Folino che entra in area e si divora un gol a pochi passi da Pagno mandando alta la sfera sulla traversa.

Rigore per la Turris: spalla a spalla di D’Amore su Pavone in area di rigore, l’arbitro indica il dischetto forse in maniera frettolosa. Tira Matera e segna il gol del 2-2. 

12° Ammonito Picardi per la Juve Stabia.

23° Secondo cartellino giallo per Saccani e la Turris resta in 10 uomini.

39° Punizione di Bentivegna dal limite a giro con parata di Pagno.

42° Gol della Turris: cross dalla sinistra e colpo di testa di Scaccabarozzi che mette la palla nel sacco per il vantaggio della Turris. 

44° Ammonito Miceli per la Turris.

46° GGOOLLLLLL DELLA JUVE STABIA: Vimercati la mette dentro su punizione battuta da Piovanello e respinta del portiere Pagno. 

51° Ammonito Esempio per la Turris.

Primo tempo supplementare Turris-Juve Stabia.

4° Tiro di Gerbo dal limite con parata a terra di Pagno, portiere della Turris.

17° Punizione altissima sulla traversa di Piovanello dai 25 metri.

Secondo tempo supplementare Turris-Juve Stabia.

GGGOOLLLLL DELLA JUVE STABIA: grandissima azione di Aprea con passaggio filtrante di esterno destro per Piovanello che di sinistro la mette dentro di potenza e precisione per il 4-3 delle Vespe.

6° Combinazione Ruggiero-Faccetti e tiro di quest’ultimo con parata di Pagno. Juve Stabia vicina al quinto gol.

7° Ammonito Gerbo per la Juve Stabia.

10° Grandissimo gol di Aprea su ottimo assist di Faccetti, ubriaca un avversario in dribbling e fa partire un destro di rara precisione tra palo e portiere per il 5-3 delle Vespe. 

13° Marranzino in dribbling in area di rigore fa partire un tiro di poco fuori.

14° Marranzino su cross dalla destra va al tiro a due passi da Pagno che riesce a sventare la minaccia.

17° La Juve Stabia accede meritatamente agli ottavi di finale dove affronterà l’Avellino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AAA Esorcisti cercasi, l’Sos dell’associazione nazionale: “Sempre meno (e anziani) i cacciatori del maligno”

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(Adnkronos) – Esorcisti preparati cercasi.L’Sos arriva dall’Associazione internazionale esorcisti (Aie), l’unico ente riconosciuto ufficialmente dalla Santa Sede. “Non pochi vescovi, più che mai desiderosi di poter contare su uno o più esorcisti, impegnati nella pastorale della liberazione dall’azione straordinaria del maligno, lamentano di non avere nel loro clero sacerdoti adatti a svolgere il ministero di esorcista – ha detto il nuovo presidente dell’Aie, mons.

Karel Orlita, al Sir -.Non basta, dicono, avere una buona preparazione teologica ed essere bravi preti per fare l’esorcista: occorre qualcosa d’altro”. “Il fatto è – premette all’Adnkronos don Gianni Sini, esorcista sardo – che non è entrata l’idea di inserire nelle facoltà teologiche dei corsi specifici per esorcisti per cui spesso siamo in presenza di sacerdoti che i vescovi si vedono costretti a cooptare.

Ma non è che tutti siano predisposti per questo ministero”.L’esorcista, che opera in Sardegna, non nasconde che Satana incontra scetticismo anche tra i preti: “E’ facile trovare qualche sacerdote scettico anche tra coloro che vengono incaricati.

Ciò che manca è la forte convinzione -che deve partire dal Vangelo – che la realtà di Satana oggi è presente.Non possiamo eluderla o ridurla solo ad un mito o a qualcosa che sia il simbolo astratto del male.

Questo crea disorientamento anche tra i fedeli”.Tra i sacerdoti, spiega don Sini, “quando si tratta dell’azione straordinaria del diavolo c’è la tendenza a ridurla ad una forma di malattia , a un fatto di natura psichiatrica.

Beninteso: non dobbiamo entrare nella facile creduloneria che tutto sia opera del diavolo, ma neanche escludere a priori che certe manifestazioni non sono naturali ma sono opera del maligno.Il Papa ne parla sempre del diavolo.

Eppure oggi c’è la tendenza a considerarlo un simbolo, un male in astratto”. Oggi, osserva don Gianni Sini, davanti ai sacerdoti che lottano contro Satana c’è la grande sfida dell’occultismo: “Il nostro lavoro è fondamentale contro i nuovi artigiani del diavolo”.La scarsità di esorcisti, spiega don Sini, è dovuta anche alla mole di lavoro che sta dietro ai sacerdoti che danno la caccia al maligno: “Pochi si rendono disponibili perché sanno che si tratta di un ministero che richiede grande impegno, disponibilità di tempo.

Oggi si fa fatica ad ascoltare.Si tratta anche di accompagnare le persone nel cammino di sofferenza.

Un cammino che si affronta anche con le famiglie”.La conseguenza è che i pochi esorcisti sul territorio sono sempre più oberati e sotto stress: “In Sardegna – fa un esempio concreto don Sini – con oltre un milione e 600mila abitanti, e le distanze esistenti, che possono fare quegli 8 o 9 esorcisti operativi?

Ci sono poi nazioni sguarnite.Come diocesi che non ne hanno”.

Ricambio generazionale neanche a parlarne; molti esorcisti sono agè. “L’avvento di internet poi – osserva ancora don Sini – ha creato problemi in più sulla manifestazione del maligno rispetto a cento anni fa.Il maligno si adatta anche al nostro tempo e là dove incontra fragilità si inserisce”.  Gli esorcisti che aderiscono all’Aie in tutto il mondo sono 905.

L’Europa è il continente più rappresentato (70%), con l’Italia al primo posto (483 soci, di cui 139 ausiliari).Seguono il Nordamerica (13%), con Stati Uniti (62) e Messico (48); il Sudamerica (11%), guidato dal Brasile (46), e l’Asia (6%, di cui 3 in Cina e 2 a Taiwan).

In Africa, alle prese con la stregoneria, gli esorcisti sono Aie sono appena 13.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sindaci e limite 2 mandati, Tosi: “Va tolto, scelta rispettosa dei cittadini”

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(Adnkronos) – ”All’interno di Forza Italia dobbiamo ancora discutere dell’argomento.Fermo restando questo, io sono favorevole all’estensione dei limiti del mandato dei sindaci, perché in tutti i grandi Paesi dell’Occidente – dalla Francia alla Spagna, dall’Inghilterra alla Germania – c’è l’elezione diretta del sindaco e non c’è nessun limite di mandato.

E’ certamente il metodo più democratico e preferibile: il cittadino, se vuole ti tiene, altrimenti ti manda a casa…”.Lo dice all’Adnkronos il deputato di Forza Italia ed ex primo cittadino di Verona, Flavio Tosi, parlando del limite dei due mandati per i sindaci.  Primo cittadino di Verona per dieci anni, dal 2007 al 2017, non aveva potuto ripresentarsi proprio per il ‘tetto alle ricandidature’, che il governo guidato da Matteo Renzi aveva cercato sino all’ultimo di far cancellare.  Tosi è convinto che togliere il limite dei 2 mandati non rischia di favorire il cosiddetto attaccamento alla ‘cadrega’: ”Non c’è pericolo d’incrostazioni per il fatto che il sindaco è lì da tanti anni.

I sindaci vengono mandati via anche dopo il primo mandato, tanti casi del genere ci sono stati in questi anni.Lo ripeto-insiste l’azzurro Tosi- è il sistema migliore, tant’è che la legge sull’elezione dei sindaci non è mai cambiata, perché è efficiente.

Se si toglie il limite del mandato, è una scelta che rispetta i cittadini e dà ancora più credibilità alla legge”.    —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dl Caivano è legge, via libera definitivo della Camera: cosa prevede

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(Adnkronos) – La Camera ha approvato in via definitiva il Dl Caivano con misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile.Con 156 sì, 66 no e 36 astenuti diventa quindi legge il provvedimento che prevede, tra le altre cose, il carcere per i genitori che non mandano i figli a scuola e il daspo urbano anche per i minori dai 14 anni. “Nella linea che riguarda la tutela del minore è stata rafforzata – aveva spiegato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, dopo l’approvazione del dl in Cdm – la sanzione per i genitori che non fanno andare i figli a scuola o li ritirano anzitempo.

Questo reato di dispersione assoluta fino a ieri era punito con una sanzione, noi lo abbiamo elevato a rango di delitto con la pena della reclusione fino a 2 anni.Devono esistere i presupposti ma crediamo che indirettamente venga aiutato il minore nel suo percorso di educazione”. Illustrando le novità introdotte dal decreto, il ministro della Giustizia ha inoltre chiarito che “il pm nel caso in cui l’associazione a delinquere coinvolge un minore, non necessariamente come autore di un reato o concorrente ma anche come vittima della situazione, deve segnalare al procuratore presso il Tribunale dei minori la situazione di disagio per l’adozione di provvedimenti.

Questo può essere l’inizio di responsabilizzazione dei genitori ma anche di perdita della potestà genitoriale, se il procuratore ritenesse che ne sussistano i presupposti”. Il ”daspo urbano o dacur” potrà essere applicato ai minori già dai 14 anni, ”quindi il provvedimento abbassa la soglia dell’età di applicazione del provvedimento anche ai minorenni ultra 14enni”, ha spiegato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. ”Il provvedimento interviene sul famoso daspo per i reati di stupefacenti – ha affermato Piantedosi – Vengono ampliati i luoghi presso i quali si può prevedere questo divieto precisando che possono essere scuole, plessi scolastici, sedi universitarie, proprio perché c’è il tema della commissione di questi reati in prossimità di aree scolastiche e universitarie”. ”Viene ampliata inoltre la platea dei reati presupposto per l’applicazione di questo provvedimento”, ha aggiunto, ”includendo anche il caso della semplice detenzione di droga” e la possibilità di estendere questo divieto “a tutta la provincia se sussistono ragioni di particolare pericolosità del soggetto”. E poi ”c’è un inasprimento sanzionatorio per lo spaccio di lieve entità che ha l’effetto di potenziare la facoltà di arresto in flagranza per i minori e ampliare i casi di applicabilità della pena detentiva in carcere anche per i minori ultra 14enni”. Ancora, ”c’è l’introduzione dell’ammonimento per il reato di bullismo, la normativa vigente lo prevedeva per i reati di cyberbullismo quindi abbiamo omogeneizzato la normativa”. ”Il questore potrà convocare il minore insieme al genitore o a una persona esercente la potestà genitoriale”, ha chiarito. Inoltre ”c’è l’introduzione della nuova misura dell’ammonimento per minori infra-14enni.Questa è l’unica applicazione di un istituto al di sotto dei 14 anni che si trova nella normativa.

Dai 12 anni quindi si introduce l’ammonimento del questore per i minori tra i 12 e i 14 anni che commettono delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a 5 anni, come il furto aggravato, la rapina aggravata, il danneggiamento aggravato e le lesioni gravi”. ”Contestualmente c’è la sanzione amministrativa per i genitori che sono assoggettati ad una sanzione amministrativa pecuniaria che può essere irrogata dal prefetto”, ha aggiunto. Piantedosi ha spiegato che nel decreto Caivano si ”consente al questore di proporre all’autorità giudiziaria la prescrizione sull’utilizzo e l’accesso a piattaforme informatiche nonché possesso e utilizzo di telefoni e dispositivi elettronici”. ”Una previsione”, ha aggiunto il ministro, ”che ho visto essere stata molto discussa in preparazione di questo decreto.Abbiamo scelto una formulazione che limita la misura ai casi in cui si renda necessaria rispetto alla tipologia del reato commesso”. Quanto ai siti pornografici, “abbiamo implementato il parental control”, ha detto la ministra della Famiglia, Eugenia Roccella. ”Sappiamo che tutto questo produce danni alla salute, crea indipendenza.

E non solo.Caivano lo ha fatto emergere.

Gli esperti ci dicono che l’età di accesso ai siti porno è di 6-7 anni”.Bisogna intervenire ”anche attraverso la scuola”, ma ”in primo luogo attraverso la famiglia che ha un compito insostituibile.

Abbiamo implementato il parental control.C’è una mancanza di formazione e informazione della famiglia” in proposito, ha affermato Roccella. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Gabbrielli (Iss): “Da AI vantaggi e opportunità ma c’è rischio demonizzazione”

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(Adnkronos) – “Le opportunità e i rischi sono sempre collegati all’utilizzo di nuove tecnologie.Nella vita di tutti i giorni l’intelligenza artificiale può essere già oggi una grande opportunità per ottimizzare le risorse umane e materiali del Ssn.

Sulla pratica clinica, invece, dobbiamo trovare nuovi modi di sperimentare correttamente l’AI dal punto di vista medico.Sul piano della ricerca scientifica ci può dare già oggi grandi risultati nello sviluppo di nuovi sistemi di ricerca dei farmaci, che sono sempre più complessi, e nuove possibilità di studio della fisiologia e fisiopatologia attraverso anche l’uso di molti sensori da distribuire nell’ambiente o sui pazienti.

Questo però comporta una enorme quantità di dati in più che devono essere elaborati dal sistema in grado di studiarli e intersecarli in modo costruttivo, per arrivare a risultati”.Così all’Adnkronos Salute Francesco Gabbrielli, direttore Centro nazionale per la Telemedicina e le nuove tecnologie assistenziali dell’Istituto superiore di sanità, in occasione dell’evento “Intelligenza Artificiale, Rischi e Opportunità’ organizzato oggi da Adnkronos al Palazzo dell’Informazione.  “Una persona ci metterebbe anni per fare questi calcoli – spiega Gabbrielli – mentre i computer e l’AI riescono a darci risultati precisi in pochi secondi.

Questo è un grande vantaggio, e siamo soltanto all’inizio.Per quanto riguarda i rischi, c’è quello di demonizzare, ma anche di sottovalutare e idealizzare l’AI perché non si conosce questo strumento.

L’AI è solo una nuova macchina e la macchina la usano gli uomini e solo loro sanno utilizzarla in maniera appropriata.La macchina impara, trova correlazioni matematiche con i dati forniti e quindi la macchina ha un valore tanto quanto i dati che le vengono forniti dagli esseri umani.

Abbiamo di fronte una grande sfida ma anche una grande opportunità per la ricerca medica.Non lasciamocela sfuggire”, conclude. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Grillo jr, Bongiorno: “la ragazza finita sul banco imputati”

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(Adnkronos) – (dall’inviata Elvira Terranova) -Lei, quel video “sconvolgente” non lo vuole vedere.Le immagini di quello che è accaduto nella notte tra il 16 e il 17 luglio del 2019 in quel residence del Pevero in Costa Smeralda le fanno paura.

Un video in cui sarebbe stata ripresa la presunta violenza sessuale di gruppo denunciata dalla principale accusatrice dei quattro imputati: Ciro Grillo, Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria.La studentessa italo-norvegese, che oggi ha 23 anni, quelle immagini non le ha mai viste. “Ogni volta che ne parlavamo lei scappava…”, dice la sua legale, l’avvocata Giulia Bongiorno, che rappresenta la giovane con l’avvocato Dario Romano. “Un video sconvolgente e non so cosa succederà quando sarà proiettato…”, dicono i due legali.

Ma per ora è tutto rinviato alle prossima udienza, che si terrà il 13 dicembre, sempre davanti al Tribunale di Tempio Pausania, in Sardegna.Quando proseguirà il controesame della giovane.

Gli imputati sono tutti accusati di stupro di gruppo.Grillo junior e i suoi amici ribadiscono dalla prima udienza che non si è trattato di violenza sessuale ma di rapporti “consenzienti” con la ragazza.  Intanto, oggi si è tenuta un’altra udienza fiume, durata più di sei ore, i cui la difesa ha posto decine di domande alla ragazza.

Domande su domande, con la lettura dei stralci dei verbali resi dalla giovane Silvia (il nome è di fantasia) nel luglio del 2019, prima ai carabinieri e poi al Procuratore di Tempio Gregorio Capasso.Per i difensori dei quattro, gli avvocati Enrico Grillo, Mariano Mameli, Ernesto Monteverde, Alessandro Vaccaro, Enrico Grillo, Gennaro Velle e Antonella Cuccureddu, “sono numerose le contraddizioni emerse dal controesame della ragazze, anzi sono una prima serie di contraddizioni che sono legate ad antefatti che verranno approfonditi successivamente”. “Sono state fatte domande generiche di contorno rispetto al fatto centrale, al quale non siamo arrivati perché il presidente ha ritenuto inopportuno cominciare a parlare dei momenti cruciali al termine dell’udienza e quindi essere poi costretti ad interrompere”, aggiunge l’avvocata Cuccureddu. “Ogni volta che c’è una diversità nel raccontato questo impone che siano richiamate le integrali dichiarazioni rese in precedenza – dice l’avvocato Mameli prima di lasciare il tribunale di Tempio Pausania al termine dell’udienza- Questo determina decine di migliaia di pagine da rileggere.

E’ un lavoro lungo che continuerà nelle prossime udienze.Adesso siamo solo agli antefatti”. “Se fosse un risultato calcistico – conclude – potremmo dire che si vede una squadra scendere in campo fisicamente tonica e ben disposta”. Le dichiarazioni che la studentessa ha fatto ieri rispondendo alle domande del procuratore Gregorio Capasso sono state messe a confronto con quelle che rilasciò ai carabinieri di Milano quando denunciò l’accaduto nel luglio del 2019 e con quanto raccontato dalle persone che erano con lei e che avevano raccolto le sue confidenze.

Secondo l’avvocata Cuccureddu, sono “nettamente differenti rispetto a quelle che lei ha raccontato ieri in udienza”.Una lunga serie di contestazioni alle quali la giovane avrebbe risposto in molti casi di non ricordare o di avere “delle sovrapposizioni di ricordi”.

Non solo: la ragazza, ha riferito ancora la legale di Corsiglia, ha raccontato anche di un precedente rapporto sessuale violento subìto in Norvegia.dando dettagli “chiari e lucidi” su quell’episodio.  Ma l’avvocata Giulia Bongiorno e l’avvocato Dario Romano non ci stanno e contrattaccano: “Quella di oggi è stata un’udienza nella quale gli avvocati degli imputati, facendo il loro lavoro, hanno fatto una serie di domande di caccia all’errore.

Come spesso capita in questi processi, è come se la persona offesa che ha denunciato qualcosa di grave fosse improvvisamente sul banco degli imputati e, quindi, ci sono una serie di domande su come è vestita, sulle precedenti frequentazioni, sulla scuola cattolica, dirette a tratteggiare una personalità che la mia assistita ha sempre respinto”.  Un altro episodio passato oggi sotto la lente di ingrandimento dei legali è stato il bacio che si sarebbero dati la sera del 16 luglio 2019, dopo l’incontro al Billionaire di Porto Cervo e prima di andare nel residence del Pevero, la ragazza italo-norvegese e Ciro Grillo.Ha baciato o no il figlio del fondatore del M5S?

E’ ruotato proprio attorno a questo quesito l’ultima parte del controesame dei legali della difesa nel processo.La ragazza, che da ieri viene sentita in aula, sollecitata dagli avvocati degli imputati, ha ribadito più volte di non ricordare l’episodio del bacio.

Mentre, come fa notare l’avvocato Gennaro Velle, legale di Francesco Corsiglia, l’amica della giovane che era con lei quella sera e un altro amico delle due ragazze, Alex Cerato, in aula, nelle scorse udienze, hanno ripetuto che il bacio ci sarebbe stato.  Ma secondo i legali non sarebbe l’unica contraddizione della giovane che ha denunciato lo stupro di gruppo.Oggi gli avvocati degli imputati hanno fatto ascoltare in aula, durante il controesame, una chat audio, datata 28 luglio 2019, cioè 11 giorni dopo il presunto stupro, in cui la ragazza italo-norvegese parla con un’amica e le dice di non essere voluta andare nei mesi precedenti in un noto bar di Milano per evitare di incontrare dei ragazzi con i quali aveva avuto frequentazioni.

In un altro audio la ragazza, parlando sempre con un’amica, fa un netto distingue tra “flirt e rapporti sessuali”.La ragazza ha detto ieri in aula, rispondendo alle domande del pm Gregorio Capasso, di avere avuto solo con un unico fidanzato di nome Nick, mentre i flirt “sono semplici amicizie”.

Mentre secondo gli avvocati degli imputati, la chat dimostrerebbe che la giovane avrebbe avuto anche altre frequentazioni. “Attenzione a non estrapolare singole parole dalle chat che esistono agli atti del processo, perché da una lettura completa e complessiva è evidente che la nostra assistita ha sempre sottolineato che per lei il sesso è una cosa sacra, a differenza del singolo flirt”.A dirlo all’Adnkronos è l’avvocata Giulia Bongiorno, legale di parte civile della ragazza italo-norvegese. “Isolare ed estrapolare – dice l’altro legale, Dario Romano – significa distorcere il senso di una frase” Le schermaglie hanno anche riguardato una domanda posta dalla difesa alla ragazza, sull’abbigliamento indossato dalla ragazza la sera del presunto stupro.

Alla fine dell’udienza, arriva la replica dell’avvocata Cuccureddu alla legale di parte civile Giulia Bongiorno. “Mi scusi, ma in una violenza sessuale in cui una sostiene di essere stata spogliata, un avvocato può esimersi dal chiedere come fosse vestita?Le è stato chiesto come fosse vestita solo per poterle fare vedere le foto e confermare che il vestito che indossava quella sera era quello.

Ma era tranquillissima.E ha dati anche dettagli non richiesti sui dettagli dei vestiti”, taglia corto la legale di Francesco Corsiglia.

Poi aggiunge: “Nessuna domanda le è stata posta sulle sue passate esperienze, noi non ci siamo assolutamente soffermati”.E spiega: “Se noi avvocati della difesa abbiamo dato il nostro consenso preventivo, formulato dieci giorni fa prima alle altre parti di acquisire i video e le trascrizioni di tutto ciò che la ragazza aveva detto prima, questo avrebbe evitato che noi fossimo costretti a rappresentare al tribunale segmento per segmento quello che ha detto la ragazza prima”. “C’è un video e si sarebbe potuto vederlo tutti insieme senza la ragazza.

E solo all’esito si potevano fare le domande che residuavano, questa era l’idea.Chi si è opposto, badate bene perché il pm aveva dato il consenso di acquisire, è stata la parte civile”.

E conclude: “E’ stata poi la ragazza a dire che voleva rispondere a tutte le domande”. Anche per l’avvocati Gennaro Velle “Sono troppe le contraddizioni nella deposizione della ragazza, troppe cose non convergono con quanto dichiarato da lei stessa durante gli interrogatori precedenti e anche con le dichiarazioni rese nel processo dalla sua amica”. “E’ importante valutare la credibilità della denunciante.Il processo si gioca sulla credibilità e l’attendibilità della ragazza.

Certamente ci sono elementi di contraddizione rispetto alle dichiarazioni rese dall’altra ragazza rispetto agli elementi ulteriori a cominciare dai contenuti dei telefoni”, ha aggiunto Velle. Ma c’è il pericolo di vittimizzazione secondaria per la ragazza che ha denunciato? “In Italia è abbastanza frequente che si facciano domande dirette a screditare i testi, capita sempre.Io non metto sul banco degli imputati gli avvocati.

Io assisto in questo momento una ragazza che ieri ha dovuto rivivere questa vicenda e che la notte scorsa non ha chiuso occhio.Una ragazza che come se volesse essere il più preciso possibile, ma che cade in momenti di grande sconforto in cui vorrebbe che finisse tutto ma con grande rigore sta andando avanti”, ribadisce Giulia Bongiorno.

Il processo è stato rinviato al 13 e al 14 dicembre per proseguire con il controesame di Silvia. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rifiuti, Conoe: raccolte 80mila tonnellate di olio esausto nel 2022

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(Adnkronos) – Il Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Oli Vegetali Esausti (Conoe) è presente alla 26esima edizione di Ecomondo dal 7 al 10 novembre presso la Fiera di Rimini, l’evento di riferimento per la transizione ecologica e i nuovi modelli di economia circolare e rigenerativa, dove il Conoe presenterà le sue iniziative e il suo impegno nella raccolta e nel trattamento degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti.  Nel 2022, il Conoe ha raccolto 80.000 tonnellate di oli vegetali esausti, principalmente provenienti da attività professionali.Di queste, il 90% è stato destinato al recupero nella produzione di biodiesel.

Da notare che i rifiuti generati in Italia sono costituiti per il 38% dal settore professionale (industria, ristorazione e artigianato) e per il 62% da attività domestiche.  Tra i diversi incontri organizzati nei quattro giorni fieristici presso il Pad B4 Stand 107/206, un evento sarà dedicato al recente studio prodotto dal Conoe in cui vengono messi a confronto gli e-fuel e i biocarburanti.Secondo le stime, si potrebbero risparmiare circa 170 milioni di euro, qualora si riuscisse a indirizzare 280.000 tonnellate di olio esausto prodotto in Italia da imprese e famiglie per la produzione di biodiesel.

Inoltre, lo smaltimento non corretto dell’olio vegetale esausto può avere un impatto disastroso in termini ambientali con forti ripercussioni economiche.Sempre sulla base dell’analisi condotta dal Conoe, un chilogrammo di olio vegetale esausto è sufficiente per inquinare una superficie d’acqua di 1.000 metri quadrati, con un successivo costo di depurazione delle acque di 1,10 euro.

In tale contesto, il Consorzio ha stimato che il danno derivante dallo smaltimento inadeguato dell’olio supera i 5 milioni di euro all’anno, a un costo di 50 centesimi per chilogrammo di olio mal smaltito.  Nell’epoca della digitalizzazione, il Conoe intende, poi, porsi all’avanguardia nello sviluppo di strumenti informatici innovativi che semplificheranno il modo in cui verrà gestita la filiera degli oli esausti e raccolti i dati su quantità di prodotto immesse al consumo e quantità di rifiuti gestiti. “Il nostro impegno è in linea con l’articolo 178-ter del Decreto Legislativo 152/2006″, dichiara il presidente Tommaso Campanile sottolineando “l’importanza della raccolta di dati e informazioni nel quadro dei sistemi Epr (Extended Producer Responsibility)”.  Prosegue il direttore Francesco Mancini: “Il Conoe sta sviluppando una piattaforma digitale avanzata che supporterà le imprese coinvolte nel settore degli oli esausti, migliorando la tracciabilità e fornendo dati più accurati sull’immesso al mercato e sul ciclo degli oli post consumo in Italia.Questo progetto rappresenta un importante passo avanti verso una gestione più efficiente e sostenibile degli oli esausti”.

L’impegno del Conoe non si ferma alla gestione degli oli esausti. “Abbiamo stretto accordi territoriali con diverse città italiane per promuovere l’economia circolare e migliorare le pratiche di recupero degli oli esausti.Inoltre, collaboriamo con gli operatori portuali per proteggere il mare attraverso campagne di sensibilizzazione, afferma Campanile.  Infine, il Conoe riconosce il ruolo cruciale delle scuole nell’educare le future generazioni: nel corso della fiera, ampio spazio sarà dedicato all’incontro con i ragazzi, i quali saranno coinvolti attivamente in un confronto costruttivo e innovativo con una serie di quiz sulla raccolta degli oli esausti forniti da Robidone, il famoso robot ecologico in grado di comunicare in maniere efficace e semplice i principi dell’economia circolare. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Energia dal riciclo dell’umido, il biowaste motore della transizione

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(Adnkronos) – Energia verde dal riciclo dei rifiuti organici.Dalla frazione umida, oltre al compost, si ricava infatti biometano, gas rinnovabile destinato alla produzione elettrica e termica e al settore dei trasporti.

Massimo Centemero, dg del Cic – Consorzio Italiano Compostatori, spiega all’Adnkronos, a margine di Ecomondo, salone della transizione ecologica, nel quartiere fieristico di Rimini fino al 10 novembre, il ruolo del riciclo organico nella produzione di energia rinnovabile.  “Trasformiamo i rifiuti organici o rifiuti a matrice organica, cioè l’umido, il verde dei nostri giardini, alcuni fanghi di depurazione, alcuni residui dell’agroindustria, in compost e da una decina d’anni anche in biometano: una duplice produzione, resa possibile dal fatto di aver inserito all’interno degli impianti di compostaggio la digestione aerobica per produrre biogas che poi diventa biometano.C’è il suffisso bio, perché deriva dai rifiuti biologici, ma è la stessa molecola che noi utilizziamo nelle cucine di casa nostra o come autotrazione”, spiega.  “Adesso abbiamo superato i 200 milioni di metri cubi, la potenzialità per quanto riguarda il nostro settore è intorno al miliardo di metri cubi di biometano producibile al 2030.

Questo è il contributo in energia rinnovabile”; mentre il compost, l’altro prodotto di questo ciclo virtuoso, tornando al terreno contribuisce alla decarbonizzazione diminuendo “l’input di consumi chimici, quello energetico e stocca carbonio”.  Una filiera che funziona ma che ha margini di miglioramento, in particolare sul fronte della qualità della raccolta differenziata della frazione umida. “In Italia fanno la raccolta differenziata dell’umido più di 50 milioni di abitanti.Siamo in 58 milioni, manca l”ultimo miglio’, cioè implementare questo 10%, aumentando le raccolte, soprattutto in determinati territori, magari del sud, nelle grandi città”.

Anche l’impiantistica risponde bene: “E’ autosufficiente sul piano nazionale anche se distribuita in modo disomogeneo nei singoli territori, ci sono più impianti al nord, poi al centro e infine al sud.Ma il nostro rifiuto non va all’estero”.  Diverso il discorso sul fronte della qualità perché “quanto più l’organico è sporco, quindi ricco di impurità, tanto più è difficile produrre compost e biometano, perché gli impianti diminuiscono le rese, aumentano gli scarti e i costi.

E’ uno dei problemi su cui stiamo lavorando.Abbiamo lanciato anche oggi una specie di alert, perché stiamo notando negli ultimi 3-4 anni che la raccolta sta peggiorando dal punto di vista della qualità anche se non siamo ancora al ‘semaforo rosso’”.  Come agire su questo fronte? “Penso che si dovrebbe intervenire soprattutto con campagne di comunicazione ai cittadini.

E siccome noi nell’organico non abbiamo un sistema Epr, cioè un sistema di responsabilità estesa del produttore, non abbiamo budget a sufficienza per creare campagne di sensibilizzazione; penso che dovrebbe essere l’organo centrale a stanziarlo.Anche perché c’è un vantaggio di 1 a 3, cioè tu spendi 1 e risparmi 3, perché l’umido è più pulito, hai meno scarti e quindi meno costi”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rinnovabili, Mazzoncini (A2A): “Italia accelera, ma bisogna fare di più”

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(Adnkronos) – Acqua, Sole e vento, l’Italia accelera nello sviluppo delle energie rinnovabili.Ma occorre fare ancora di più per raggiungere i target di decarbonizzazione.

Renato Mazzoncini, ad di A2A, racconta all’Adnkronos a margine di Ecomondo, salone della green economy fino al 10 novembre nel quartiere fieristico di Rimini, lo stato di avanzamento del Paese sul fronte delle rinnovabili.  “Negli ultimi 18 mesi l’Italia ha molto accelerato sulle energie rinnovabili – dice – Nel gennaio del 2022 abbiamo installato 100 MW in un mese, nel giugno del 2023 siamo arrivati a 500, quindi abbiamo fatto x5 in 18 mesi. È una velocità sufficiente?Non ancora, dobbiamo riuscire ad arrivare a 800, quindi dovevamo fare x8.

Però l’accelerazione è evidente ed è molto importante quello che si sta facendo”.  Guardando al futuro, “dobbiamo arrivare a un 2050 decarbonizzato, il primo giro di boa è al 2030.A2A oggi fornisce circa il 10% di energia al Paese e quindi per la sua parte contribuisce, sviluppando nuovi parchi solari e nuove energie eoliche.

Oltre a essere un grande produttore di idroelettrico che oggi fa ancora il 42% dell’energia rinnovabile del paese; dopo la Norvegia e la Francia siamo i terzi produttori di energia idroelettrica d’Europa”.  Velocizzare, dunque, ma come? “Dobbiamo semplificare ancora un po’ il processo autorizzativo e dobbiamo fare una selezione qualitativa dei progetti che vengono presentati.Oggi troppi soggetti improvvisati stanno di fatto congestionando le domande di autorizzazione per impianti utility scale.

Quindi se vogliamo andare un po’ più veloci dobbiamo fare un po’ di selezione dei progetti dal punto di vista tecnico e finanziario”.  Qual è il mix ideale per il Paese? “L’Italia ha un ottimo bilanciamento tra acqua, Sole e vento perché nel nord d’Italia abbiamo tanta acqua con le Alpi e tanto Sole, nel centro Italia abbiamo tanto Sole e abbastanza vento, nel Sud tanto Sole e tanto vento.Quindi dobbiamo usare tutte le tecnologie”.  “L’idroelettrico – conclude – è già molto sviluppato ma abbiamo stimato 15 miliardi di investimenti per poter fare revamping degli impianti costruiti nella prima metà del ‘900, mentre su solare ed eolico gli sviluppi devono ancora continuare con un ritmo più sostenuto di quello tenuto fino ad oggi”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, inchiesta ‘talpa’ a piazzale Clodio: nuova udienza per Marianera a gennaio

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(Adnkronos) – E’ stata fissata per l’8 gennaio la prossima udienza del processo in corso a Roma che vede imputata Camilla Marianera, la praticante avvocato in carcere dal febbraio scorso e accusata insieme al suo compagno Jacopo De Vivo di corruzione in atti giudiziari.De Vivo ha optato, invece, per l’abbreviato condizionato e per il quale domani si terrà l’udienza davanti al gup.  Per Marianera, che aveva anche lavorato per un breve periodo in un assessorato del Campidoglio (estraneo alle indagini, ndr) il processo si è aperto lo scorso 7 giugno davanti ai giudici dell’ottava sezione penale e alla prima udienza si sono costituiti parti civili la Presidenza del Consiglio dei ministri e il ministero della Giustizia.  Marianera e De Vivo sono accusati dai pm capitolini Giulia Guccione e Francesco Cascini, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, di avere ‘venduto’ in cambio di ‘mazzette’, notizie coperte dal segreto istruttorio.

Secondo l’atto d’accusa dei pm, dal 2021 al dicembre scorso, i due ”erogavano utilità economiche a un pubblico ufficiale allo stato ignoto, appartenente agli uffici giudiziari di Roma e addetto all’ufficio intercettazioni, perché ponesse in essere atti contrari ai doveri del suo ufficio, consistenti nel rilevare l’esistenza di procedimenti penali coperti dal segreto, l’esistenza di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, atti remunerati mediamente nella misura di 300 euro a richiesta’’.L’inchiesta prosegue infatti per individuare la ‘talpa’ che dall’ufficio intercettazioni di piazzale Clodio avrebbe passato informazioni coperte da segreto d’ufficio alla praticante avvocato e al suo compagno. Lo scorso 11 settembre è stata rigettata, intanto, la nuova istanza presentata dalla difesa di Marianera e il tribunale del Riesame ha confermato la precedente ordinanza non accogliendo la richiesta di arresti domiciliari.

Per i giudici, la praticante avvocato era in possesso di elementi “estremamente precisi e ‘riservati'”.Secondo il Tribunale del Riesame, ci sono molteplici elementi di riscontro alle intercettazioni di Marianera e De Vivo, in particolare, in relazione al funzionamento del programma utilizzato nella sala intercettazioni.

La praticante avvocato riferiva, secondo quanto contenuto negli atti all’inchiesta, che quando l’intercettazione, i servizi ocp, di osservazione telematica erano terminati nel sistema veniva inserito il termine “cessato” che, dal programma, viene evidenziato con il colore rosso.Un elemento conosciuto però, secondo quanto emerso dalle indagini, solo dalle persone interne all’ufficio intercettazioni e in uso esclusivo in procura a Roma, essendo stato, a suo tempo, ideato proprio da un appartenente all’ufficio.

All’udienza fissata per gennaio verranno sentiti due degli operanti che hanno lavorato all’inchiesta e altri testimoni che erano stati sentiti a sommarie informazioni dagli inquirenti.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Migranti, Forza Italia ‘ingoia rospo’ intesa con Albania

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(Adnkronos) – “Ad Antonio hanno fatto una porcata…”.Un big di Forza Italia, a taccuini chiusi, riassume all’Adnkronos ciò che molti nel partito azzurro pensano ma nessuno dice in chiaro.

L’accordo siglato dal governo italiano guidato da Giorgia Meloni con l’Albania di Edi Rama sulla gestione dei flussi migratori avrebbe spiazzato i partner della coalizione.A partire da Forza Italia, dove c’è chi lamenta uno scarso coinvolgimento del proprio segretario nazionale, nonché ministro degli Esteri, nella definizione dell’intesa con Tirana.  Il malumore tra gli azzurri è palpabile, in Transatlantico, a Montecitorio, a mezza bocca vari parlamentari storcono il naso per il trattamento riservato al numero uno azzurro. “Il nostro segretario non sapeva nulla, gli hanno tirato davvero un brutto scherzo”, si sfoga un esponente di primo piano forzista.

Ma il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè si rifiuta di pensare che Tajani sia rimasto all’oscuro di tutto. “Non posso credere all’ipotesi malevola, che si sta facendo circolare, del mancato coinvolgimento di Tajani” perché “equivarrebbe a un oltraggio di natura istituzionale per l’incarico che ricopre”, dice Mulè all’Adnkronos.  “C’è un ministro degli Esteri, che si chiama Tajani, che è anche il segretario del mio partito.E un accordo del genere – rimarca il parlamentare azzurro – non si sarebbe fatto se non ci fosse stato l’accordo e il coinvolgimento del titolare della Farnesina.

E’ un fattore di ortografia istituzionale…”. “A me non risulta che Tajani sia rimasto fuori dalla partita, era informato di questo”, assicura invece il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Paolo Barelli, secondo il quale l’intesa siglata con Edi Rama “è l’avvio di una collaborazione” per risolvere un problema “che non può essere solo italiano”.Come Forza Italia “condividiamo l’iniziativa” del governo con l’Albania in materia di immigrazione, sostiene il responsabile nazionale dei Dipartimenti del partito, Alessandro Cattaneo.  “L’accordo con Tirana da parte nostra è positivo e va nella direzione giusta.

L’Italia – spiega Cattaneo – ha tutto il diritto di organizzarsi ed espletare ogni possibilità per governare e gestire il fenomeno dell’immigrazione irregolare.A tal proposito ci teniamo a sottolineare che questo accordo rientra pienamente nel quadro della Ue”. Da Tokyo dove partecipa al vertice dei ministri degli Esteri del G7, Tajani non si sbilancia e si limita a ribadire che “l’accordo con l’Albania sui migranti rispetta tutte le norme comunitarie, punta ad avere la massima sicurezza e fa in modo che chi non ha diritto a entrare in Italia, non avendo rispettato le regole, sia accompagnato nel Paese d’origine.

E’ un accordo scritto nel pieno rispetto delle norme comunitarie”.  Nella Lega di Matteo Salvini, dove nelle scorse ore si erano registrati maldipancia sul metodo che ha portato all’intesa con il Paese delle aquile, si prova a correggere il tiro.Se all’indomani della firma del protocollo d’intesa con Tirana il vicesegretario del Carroccio Andrea Crippa aveva dichiarato che “non basta” e che servono “soluzioni strutturali”, oggi lo stesso Crippa in Transatlantico alla Camera puntualizza che l’accordo siglato dalla presidente del Consiglio “non è fake” ma “una bella mossa.

Mi sembra un buon accordo e lo ribadisco.Non ho mai messo in discussione la serietà della premier Meloni”, precisa ancora. In casa Fdi le voci sui malumori degli alleati vengono liquidate così dal capogruppo alla Camera Tommaso Foti: ”Io mi limito a guardare gli atti e i voti parlamentari.

Mi preoccuperà solo quando vedrò le ‘palline’ che non funzionano…”.Sulla stessa linea il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida che scrolla le spalle quando gli viene chiesto dell’insofferenza di Fi e Lega: “Non me ne sono occupato”.

Entrando nel merito dell’accordo poi osserva: “E’ simbolo di un governo che cerca, nell’ottica dell’integrazione Ue e con i paesi che hanno dimostrato una crescita e uno sviluppo importante, una collaborazione per affrontare e risolvere insieme i problemi di tutti”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, “Gaza rimarrà area di guerra e profughi per almeno dieci anni”

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(Adnkronos) –
Israele non riuscirà ad eliminare tutti gli uomini armati di Hamas, in futuro vi sarà una sorta di guerra permanente fra Israele e il nord di Gaza, mentre nel sud della Striscia vi saranno centina di migliaia di profughi. “Non sono pessimista, sono solo realista”.A tracciare questo quadro è l’analista israeliano Yigal Carmon, rispondendo alle domande dell’Adnkronos su quale potrà essere il futuro di Gaza.  Fondatore del Middle East Media Research Institute (Memri), che monitora i media del mondo arabo e in Iran, Carmon ha fatto parte dell’intelligence militare israeliana ed è stato consigliere per l’antiterrorismo dei premier Yitzhak Shamir e Yitzhak Rabin.

Ma soprattutto, a fine agosto, era stato l’unico a mettere in guardia contro il pericolo di un attacco contro Israele fra settembre e ottobre. “Hamas ha costituito un esercito di 30-40mila uomini con i soldi ricevuti dal Qatar, un miliardo e mezzo di dollari inviati negli ultimi dieci anni con il permesso di Israele.L’esercito israeliano potrà ucciderli tutti?

Certo che no,

non è possibile.Puoi impedire ad Hamas di governare la popolazione, questa è un’altra cosa, ma non puoi ucciderli tutti.

Allora quale potrà essere la fine della guerra?Sarà quando saranno uccisi i leader.

Immagino che Israele allora dirà di aver fatto il suo lavoro”, ragiona Carmon. Quanto a chi governerà in futuro Gaza, l’analista non offre soluzioni immediate. “E’ assolutamente illusorio pensare – sottolinea – che il leader dell’Autorità Nazionale palestinese Mahmoud Abbas possa andare a Gaza, non andrà mai e se lo farà sarà ucciso.Carmon non pensa neanche che l’Onu possa assumersi l’onere di guidare la Striscia, né che lo vorrà fare, neanche temporaneamente l’Egitto, “non sono certo matti”.  “Non ci sarà una Gaza senza Hamas – afferma- resteranno 20-30 mila combattenti di Hamas, rimarranno e faranno una nuova guerra, sarà la stessa gente con una nuova leadership.

Non sono pessimista ma realista.A Gaza city ci sarà un’area di guerra costante nei prossimi dieci anni, dieci anni è un dato ottimistico.

Nel sud della Striscia, succederà come in Turchia, Siria, Iraq, vi saranno decine di migliaia di profughi per decenni.Israele dovrà aiutarli”.

E anche i profughi israeliani che vivevano al confine con Gaza “non torneranno alle loro case, non sarà sicuro”.
 Carmon ricorda che Hamas non aveva mai nascosto le sue intenzioni, nel mondo musulmano tutti lo sapevano.Ma l’analista ci tiene anche a sottolineare che gli arabi israeliani hanno dimostrato la loro “fibra morale”: nessuno di loro ha celebrato il massacro del 7 ottobre, “hanno dimostrato di essere diversi”.

E anche fra loro vi sono persone rapite o uccise da Hamas.  Quanto agli ostaggi rapiti da Hamas, l’unico modo per liberarli è esercitare una “massiccia pressione sul Qatar, proprio massiccia”, afferma Carmon, sottolineando che “Hamas è il Qatar”.
 Il Qatar, spiega, “sostiene Hamas ma non è suicida”, se Doha “pensa che ne va dell’esistenza dell’emirato, allora costringerà Hamas a liberare gli ostaggi.E Hamas lo farà, perché il Qatar è la sua ancora di salvezza.

Se quelli di Hamas non fanno quel che dice il Qatar rimarranno da soli, al mondo nessuno li ama”.  Per salvare gli ostaggi bisognava però agire fin da subito, “offrire tutti i terroristi nelle carceri israeliane in cambio del loro rilascio.Il nostro stupido governo, autorizzo a scrivere stupido, non l’ha fatto.

Dovevano farlo il primo giorno, ci sono dei bambini, dei bebè, devono essere rilasciati.Lo dobbiamo alle famiglie”, insiste Carmon 
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu “doveva dimettersi ieri, può farlo oggi”.

Interrogato sul destino politico di “Bibi”, Carmon non ha esitazioni, affermando che il primo ministro dovrebbe dimettersi subito anche se c’è una guerra in corso.E dovrebbe farlo perché non ha fatto nessuna marcia indietro sulla “catastrofica politica” verso il Qatar, al quale ha permesso di finanziare Hamas. “Ogni killer, tunnel, pallottola di Hamas, è denaro del Qatar”, ha precisato.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scontri tra tifosi, tornano in Italia gli ultras violenti

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(Adnkronos) – Scontri tra ultras del Milan e del Paris Saint Germain a Milano lunedì scorso e incidenti ieri sera a Napoli, dove i tifosi dell’Union Berlino hanno aggredito le forze dell’ordine in centro: sembra che gli ultras europei prediligano l’Italia per scatenarsi.  Ieri nella Capitale, dove in serata era prevista la partita di Champions League Lazio-Feyenoord, l’allerta è stata alta ed erano stati predisposti servizi ad ampio raggio dal centro alla zona dello stadio Olimpico per prevenire eventuali atti di vandalismo e scene come quelle di cui si resero protagonisti i tifosi olandesi nel 2015 quando devastarono la fontana della Barcaccia di piazza di Spagna.  I tifosi di Rotterdam avevano annunciato la loro presenza sui social e anche se non si sono verificati incidenti la vigilanza da parte delle forze dell’ordine resta alta: c’è chi dice che potrebbero farsi vivi nella Capitale domenica quando si disputerà il derby Lazio-Roma.Olandesi o no la città sarà blindata come avviene ogni anno in occasione della stracittadina per prevenire eventuali il rischio di incidenti tra ultras.  E dai sindacati di polizia si levano le prime voci per richiedere che si argini subito il fenomeno. ”Il tifo violento, un tempo confinato agli stadi, si è spostato sempre più all’interno delle città, mettendo in pericolo la sicurezza pubblica e minando la reputazione del mondo del calcio”, dice il segretario nazionale Enzo Letizia dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia chiedendo ”un provvedimento normativo che consenta ai Questori di espellere immediatamente dalla città o dal territorio nazionale i facinorosi della squadra ospite, ma anche una seria riflessione strategica tra tutti gli attori del mondo del calcio”. Riferendosi agli scontri di ieri sera a Napoli, il segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, Domenico Pianese sottolinea che ”questa recrudescenza di fenomeni violenti che si registra in vari stati europei dovrebbe portare le Uefa a prevedere sanzioni esemplari nei confronti di queste presunte ‘tifoserie”’. ”E ci auguriamo che vengano adottati provvedimenti giudiziari altrettanto importanti da parte delle autorità italiane”, aggiunge.  (di Giorgia Sodaro) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinopoli (Oracle), ‘con Ai possiamo migliorare assistenza a pazienti’

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(Adnkronos) – “Quando il mondo della medicina si incontra con il mondo digitale e della tecnologia, per me è molto affascinante.E questo è uno degli impegni che Oracle, negli ultimi anni, ha preso a cuore anche con grandi acquisizioni che sono state fatte a livello mondiale, non ultima l’acquisizione della società Cerner 2 anni fa.

L’impegno, dunque, è costante perché l’opportunità che noi vediamo nel poter sfruttare temi di artificial intelligence, ma ancora di più di generative Ai all’interno del mondo della medicina, è molto elevata”.Così all’Adnkronos Salute Andrea Sinopoli, VP e Country Leader per il cloud tecnologico Oracle, in occasione dell’evento ‘Intelligenza Artificiale, Rischi e Opportunità’, organizzato oggi da Adnkronos presso il Palazzo dell’Informazione.  “L’impegno di Oracle – spiega Sinopoli – è quello di favorire il più possibile un ecosistema che sia aperto e integrato per poter permettere a chi opera nel settore dell’healthcare di migliorare l’assistenza ai pazienti.

L’altro contributo che pensiamo di portare al mondo della medicina, su scala mondiale, è quello di aumentare il livello di automazione.Come Oracle stiamo portando avanti diversi progetti.

Uno di questi è legato allo sviluppo di una piattaforma di Data Intelligence sul mondo dell’healthcare, dove sostanzialmente l’obiettivo e l’ambizione è quella di raccogliere tutti i dati che sono legati ai pazienti, ma non di una struttura, non di una città, ma di un’intera nazione.Perché non dimentichiamoci che l’addestramento dei modelli di Ai funziona meglio quando noi siamo in grado di incamerare e di gestire grandi volumi di dati.

Quindi più è grande il volume dei dati e maggiore è il livello di insight che noi riusciamo a recuperare dall’addestramento di questi modelli, quindi l’efficacia dell’informazione che noi deriviamo”.  “Tornando all’esempio del progetto legato alla piattaforma di Data Intelligence – prosegue Sinopoli – quello che Oracle sta realizzando è quindi incamerare le informazioni relative ai pazienti di un’intera nazione, che sono informazioni legate a ricoveri, a diagnosi, a esami di laboratorio.Se noi questo progetto lo applichiamo su scala più ampia a dei modelli di addestramento della generative Ai, le potenzialità e i benefici che si hanno nel supportare il personale medico, nel migliorare l’assistenza ai pazienti è elevato.

Un esempio semplice, ma altrettanto potente è che con questo tipo di meccanismo noi possiamo garantire le attività di test di un medicinale per sempre.Solitamente le attività di test di un farmaco vengono effettuate fino al momento prima del suo lancio.

Ecco, con questo sistema, questa attività continua, perpetua, all’infinito”.  “Un altro esempio che vorrei citare – continua – è il progetto si chiama Cerner Care Aware, un modello di IoT”, Internet of Things, “dove sostanzialmente noi andiamo a misurare e monitorare qualcosa che oggi non viene immagazzinato regolarmente in termini di informazioni, ossia i parametri vitali registrati solo quando il paziente è ricoverato (pressione del sangue, temperatura, battito cardiaco, ecc).Ecco, queste informazioni solitamente vengono gestite in maniera reattiva.

Sotto o sopra una certa soglia si innesca un allarme che fa intervenire il personale medico.Ora, se noi abbiamo delle infrastrutture in grado di immagazzinare e tener traccia di tutte queste informazioni con un sistema IoT, questo permette di poter addestrare meglio i modelli di Ai e di migliorare il livello di assistenza e di informazione che il personale medico può recuperare per dare poi maggior beneficio ed efficacia alle terapie e cure per i pazienti”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Moscatelli (Vree Health), ‘con Ai medicina sempre più personalizzata’

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(Adnkronos) – “Ad oggi in merito all’Ai vedo più vantaggi che difficoltà: utilizzare dati personali, in passato pratica molto difficile perché non si poteva fare senza un consenso informato, oggi è meno problematico perché grazie alle infrastrutture abbiamo la possibilità di incrementare quelli che sono i database nazionali con i quali possiamo iniziare a creare gli algoritmi che danno il risultato di un lavoro.Per questo motivo è fondamentale riuscire a promuovere la collaborazione tra professionisti per definire questi algoritmi.

Obiettivo: arrivare ad una medicina sempre più personalizzata, perciò l’algoritmo si deve adattare al singolo paziente proprio perché ha un trend di vita differente, ha abitudini differenti e magari risponde a terapie o farmaci in modo differente”.Così all’Adnkronos Salute Matteo Moscatelli, Country Head Vree Health, in occasione dell’evento ‘Intelligenza Artificiale, Rischi e Opportunità’, organizzato oggi da Adnkronos presso il Palazzo dell’Informazione. “Sul discorso della privacy c’è ancora un grande lavoro da fare perché fino a quando si parla di dati oggettivi, perciò di esami, basta dare la condivisione di questi dati e il gioco è finito – spiega Moscatelli – nel senso che è già un grosso step.

La parte più difficile è quando si hanno dati che esulano dallo studio clinico, quindi sono informazioni che riguardano stile di vita e abitudini, piuttosto che tutti quei dati personali e non ancora normati.Perciò, se da una parte avere questi dati dà un vantaggio competitivo al fine di una terapia più aderente, dall’altra parte aumenta la difficoltà di andare a recepire questi dati, perché ognuno dovrebbe condividere tutto quello che è il suo stile di vita, oltre all’analisi medica.

E logicamente più accesso si ha, più si riesce a fare un buon lavoro, ma allo stesso tempo si va a scontrare con la privacy di ogni singolo individuo”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

IA, in convegno Adnkronos confronto su rischi e opportunità

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(Adnkronos) – Le applicazioni e le implicazioni, tra rischi e opportunità, dell’intelligenza artificiale in diversi settori: editoria, industria, finanza e healthcare.Il punto di vista istituzionale, l’analisi settoriale, le case history aziendali sono state al centro dell’evento organizzato oggi dall’Adnkronos, a Roma, al Palazzo dell’Informazione nell’ambito delle iniziative di celebrazione del 60esimo anniversario dalla fondazione dell’agenzia.

Quello proposto dall’intelligenza artificiale è più di un salto tecnologico.Siamo molto più avanti di quanto ci rendiamo conto, perché l’Intelligenza artificiale è già dentro molte delle cose che facciamo tutti i giorni.

E lo sarà sempre di più.L’utilizzo dell’intelligenza artificiale offre opportunità, perché migliora drasticamente la capacità di leggere i dati, consente di migliorare produzione e competitività e garantisce soluzioni innovative in ogni settore.

Ma, ovviamente, comporta anche rischi, dalla tutela della privacy all’interazione tra le macchine e i lavoratori, alle ricadute per l’occupazione. Davide Desario, Direttore dell’Agenzia ha aperto i lavori, sottolineando: “L’intelligenza artificiale è presente già da tanti anni nel nostro paese, ma in questo momento è sempre più vicina alle persone.Ormai dispositivi e programmi sono a disposizione di tutti, proprio per questo bisogna valutarne attentamente opportunità e rischi.

Se da un lato per molti settori come agricoltura, informazione o salute può essere un cambiamento mastodontico, dall’altro lato bisogna porci dei dubbi per quel che riguarda il semplice cittadino, se venisse usata da qualche mente distorta per i suoi scopi”.  Al convegno ha preso parte il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’Editoria, Alberto Barachini che ha parlato delle opportunità e dei rischi per l’informazione: “Stiamo lavorando per dare tutti gli elementi di analisi su rischi e opportunità agli editori e al mondo dell’informazione per arrivare a delle linee guida che consentano al settore di difendersi dalle ricadute negative, anche sui livelli occupazionali.Solo il buon giornalismo, originale e creativo e soprattutto unico può essere un argine all’omologazione dell’intelligenza artificiale”. Un Keynote speech di Maximo Ibarra, Ceo & General manager Engineering, ha introdotto l’analisi sulle ricadute per il mondo industriale: “A fine 2022 l’industria AI valeva 435 milioni ed è in crescita del 32% dall’anno precedente.

Nel 2023 si prevedono 570 milioni, nel 2026 addirittura 1.2 miliardi.Per le grandi aziende il tasso di penetrazione delle AI si attesta attorno al 20%, mentre per le piccole-medie solo il 6%, per cui i margini sono ancora giganteschi.

Di fatto l’AI è come un co-pilota che non si sostituisce all’uomo ma lavora al suo fianco.Stando al World Economic Forum nei prossimi 5 anni avremo il 60% di attività lavorative che oggi non esistono.

Arriveremo a contare il 40% di ore lavorate supportate dall’Intelligenza Artificiale.Questo è l’impatto a cui andiamo incontro”.

Ne hanno poi discusso Carla Masperi, Amministratore delegato Sap Italia, Alessandro Massa, CTIO, Cyber & Security Solutions Division Leonardo, Gabriele Provana, Responsabile Digital & Information Technology Governance & Strategy, ENI, Stefano Rebattoni, Presidente e Ad IBM Italia.  L’intelligenza artificiale nell’Healthcare è stato l’oggetto del Keynote speech affidato a Francesco Gabbrielli, Direttore Centro nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali dell’Istituto Superiore di Sanità. “Opportunità e rischi sono sempre collegati all’utilizzo di nuove tecnologie.Nella vita di tutti i giorni l’AI può dare grande opportunità nella gestione dell’ottimizzazione delle risorse del SSN.

Sulla pratica clinica è tutto in corso di sperimentazione.Sul piano della ricerca scientifica ci può dare già oggi grandi risultati nello sviluppo di nuovi sistemi di ricerca dei farmaci che sono sempre più complessi e nuove possibilità di studio della fisiologia e fisiopatologia attraverso l’uso di molti sensori da distribuire nell’ambiente oppure sui pazienti.

Una persona ci metterebbe anni per fare questi calcoli e l’AI riesce a farlo in pochi secondi.Abbiamo di fronte una grande sfida ma anche una grand opportunità per la ricerca medica. Protagonisti del panel Federico Chinni, Amministratore delegato UCB Italia, Matteo Moscatelli, Country Head Vree Health, Giovanni Sabatini, Solution Leader Philips Italia, Israele e Grecia; Andrea Sinopoli, VP e Country Leader per il cloud tecnologico Oracle.

Dell’AI al servizio del mondo finanziario, invece, hanno discusso Mirko Calvaresi, Chief Information Officer PagoPA e Stefano Priola, Chief Technical Officer Centrico, Gruppo Sella.L’incontro è stato moderato da Fabio Insenga, vicedirettore Adnkronos. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)